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Comunicato
stampa 2003-02-07
DELIBERATA LADESIONE DELLA REGIONE CAMPANIA
ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA PACE
Su proposta
congiunta del presidente Antonio Bassolino e degli assessori alla
cultura, Teresa Armato, e allistruzione, Adriana Buffardi,
la Giunta Regionale della Campania ha deciso di aderire ufficialmente
alla manifestazione nazionale contro la possibile guerra in Iraq,
prevista a Roma nel pomeriggio di sabato 15 febbraio, con lo slogan
Fermiamo la guerra in Iraq, costruiamo la pace e la giustizia
in Medio Oriente.
La Regione parteciperà
alla manifestazione romana col Gonfalone della Campania. Bassolino,
Armato e Buffardi hanno, inoltre, sottolineato che sarà
fatto tutto il possibile per favorire la presenza dei cittadini
campani alla manifestazione.
Congiuntamente,
è stato deciso di dichiarare la Campania Regione per
la Pace e di aderire al Coordinamento Nazionale degli Enti
Locali per la Pace e i Diritti Umani.
Mi sento
di condividere in pieno ha sottolineato lassessore
Teresa Armato il forte monito di Papa Giovanni Paolo II,
che ha fatto giustamente presente come La guerra non è
mai una fatalità, ma sempre una sconfitta per lumanità.
Proprio per questo, bisogna fare tutto ciò che rientra nelle
nostre possibilità per impedire il verificarsi di una simile
tragedia.
La nostra
adesione, ha affermato lassessora Adriana Buffardi, nasce
dalla consapevolezza che prima di tutto viene la pace e che ogni
conflitto deve ragionevolmente trovare la propria soluzione con
proposte e progetti politici.La violenza chiama sempre nuova violenza
e radica nelle coscienze sentimenti di odio difficilmente ricomponibili.Il
nostro impegno per la pace deve, invece, tendere a costruire spazi
sempre più ampi di dialogo e di confronto per poter sperare
in un mondo senza ingiustizie, che è la strada maestra per
isolare e sconfiggere ogni forma di terrorismo.
I
DS aderiscono alla manifestazione per la pace
del 15 febbraio.
Lettera
di Piero Fassino alle associazioni promotrici
Cari amici
e cari compagni, i Democratici di Sinistra aderiscono alla manifestazione
contro la guerra in Iraq che si terrà a Roma il prossimo
15 febbraio nell'ambito di una grande mobilitazione europea. Nel
ribadire la assoluta priorità di un impegno chiaro ed esplicito
contro il terrorismo, riconfermiamo la nostra convinzione sulle
conseguenze incalcolabili che avrebbe oggi una nuova guerra: moltiplicherebbe
le ragioni di tensione e di insicurezza, alimenterebbe il rischio
del terrorismo internazionale, aggraverebbe la già drammatica
situazione in Medio Oriente, favorirebbe la crescita ulteriore di
fondamentalismo nelle società islamiche.
Non crediamo
che la guerra sia inevitabile anche perché la risoluzione
1441 sull'Irak non prevede alcun ricorso automatico all'uso della
forza.
Per questo sosteniamo
con convinzione gli sforzi delle Nazioni Unite per ottenere dal
governo irakeno la conclusione positiva delle ispezioni e il disarmo
di eventuali armi di distruzione di massa in suo possesso.
Per le stesse
ragioni sosteniamo l'iniziativa politica e diplomatica messa in
campo dall'Unione Europea, in particolare in queste ultime settimane,
verso i paesi arabi e gli altri attori della scena internazionale.
Evitare la guerra si può. L'Italia deve fare la sua parte,
agire di concerto con i paesi europei e favorire posizioni comuni
dell'Unione Europea.
Evitare la guerra
significa costruire la pace.
In particolare significa agire per:
- sostenere
ogni iniziativa di contrasto e lotta al terrorismo internazionale,
colpendone organizzazioni, strutture, complici e finanziatori;
- interrompere
lescalation di violenza in Medio Oriente e affermare una
soluzione politica che garantisca sicurezza a Israele e una patria
indipendente al popolo palestinese;
- rilanciare
la lotta alla povertà e al sottosviluppo nel Sud del mondo
e promuovere politiche di cooperazione e integrazione come
larea euromediterranea di libero scambio tra occidente
e paesi arabi.
Per questi obiettivi
di pace, sicurezza e cooperazione sono impegnati i Democratici di
Sinistra.
Roma, 15
gennaio 2003
Insieme
possiamo fermare questa guerra!
A tutti i cittadini
e le cittadine di Europa:
Noi, movimenti sociali europei stiamo lottando per i diritti sociali
e la giustizia sociale, per la democrazia e contro tutte le forme
di oppressione. Vogliamo un mondo di differenze, di libertà
e di rispetto reciproco. Crediamo che questa guerra, che sia legittimata
o meno dall'Onu, sarà una catastrofe per i popoli dell'Iraq
che già patiscono le conseguenze dell'embargo e del regime
di Saddam Hussein, e per i popoli del Medio Oriente. Chiunque creda
nella soluzione politica e democratica dei conflitti internazionali
deve opporsi a questa guerra, perché sarà una guerra
che può portare a un disastro globale. C'è già
una opposizione massiccia alla guerra in ogni paese di Europa. Centinaia
di migliaia di persone si sono già mobilitate per la pace.
Facciamo appello ai movimenti, ai cittadini e alle cittadine di
Europa per una resistenza continentale coordinata alla guerra: organizzando
da subito una opposizione di massa all'attacco all'Iraq in caso
avvenga l'attacco, organizzando immediatamente mobilitazioni (vedi
le altre manifestazioni nel mondo), azioni e manifestazioni nazionali
il sabato immediatamente successivo, iniziando da ora ad organizzare
manifestazioni in tutte le capitali europee il 15 di febbraio. Possiamo
fermare questa guerra.
Ai parlamentari che intendono aderire è chiesto un vincolo
di coerenza: si impegnino, in caso di guerra, a votare contro la
partecipazione italiana, anche nel caso di avallo dell'ONU.
www.fermiamolaguerra.it
No
secco alla guerra in Irak dei Ds dopo incontro con associazioni
di Ettore Colombo 09/01/2003
Decisivo
è stato l'incontro a porte chiuse - e snobbato dai giornali
- di una delegazione Ds guidata da Fassino e quella del mondo del
pacifismo.
L'opposizione
dei Ds ad un intervento militare in Iraq è stata ribadita
ieri sera dal suo segretario Piero Fassino in un incontro che si
è tenuto presso la direzione dei Ds con rappresentanti di
associazioni e movimenti pacifisti. Nella riunione si è discusso
oltre che dei pericoli di un conflitto che ''avrebbe esiti catastrofici'',
come ha sottolineato il segretario dei Ds, anche dei temi della
globalizzazione.
All'incontro
erano presenti, per i Ds, Mimmo Lucà (responsabile Terzo
Settore, movimenti e associazioni) e Marina Sereni (responsabile
Esteri), mentre la delegazione di pacifisti e no global era guidata
da Alex Zanotelli (padre comboniano), don Luigi Ciotti (fondatore
gruppo Abele), Flavio Lotti (portavoce Tavola della pace), Tom Benettollo
(presidente Arci), Edo Patriarca (portavoce Forum terzo settore),
Gabriella Stramaccioni (associazione Libera), Giampiero Rasimelli
(Forum Terzo Settore), Riccardo Troisi (Rete Lilliput) e Lisa Clark
(presidente associazione Beati costruttori di pace). All'incontro
- ha anticipato Mimmo Lucà a Vita - seguirà probabilmente
un più vasto e pubblico incontro del mondo pacifista con
l'Ulivo che vedrà proprio i Ds promotori di un'inziativa
che porti l'intera coalizione di centrosinistra a prendere una netta
posizione contro la guerra in Irak, anche nel caso che questa avesse
l'avallo dell'Onu. Posizione che già nel corso della prossima
settimana l'Ulivo potrebbe prendere in considerazione.
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