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Al buco, al buco!
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INTERVIENE VINCENZO LANDOLFO, CONSIGLIERE COMUNALE DS

Mi risulta difficile capire l'allarme finanziario lanciato dall'Amministrazione Comunale in merito ad un presunto "buco" di bilancio di circa 250mila € (500 milioni di vecchie lire).
Parliamo di numeri, perché quelli nessuno li può smentire:

  • Il bilancio corrente 2001 - di circa 5.700.000.000 di lire - si è chiuso con un avanzo di oltre 1 miliardo, dato ufficiale del conto consuntivo approvato dal Consiglio Comunale nello scorso mese di luglio.
  • Il bilancio corrente 2002 è stato previsto di 6.300.000.000 - ben 600 milioni in più rispetto all'anno precedente, ampiamente sufficienti per coprire appunto le spese per i lavoratori socialmente utili. Preciso che il costo per tali lavoratori assomma a circa 500 milioni, di cui 100 milioni coperti dalla Regione Campania: solo 400 milioni restavano a carico del bilancio comunale.

Un semplice calcolo suggerisce che il bilancio di quest'anno dovrebbe portare ad un avanzo di amministrazione superiore a quello dell'anno precedente; da queste considerazioni mi riesce difficile immaginare dove gli attuali amministratori abbiano potuto scavare questo buco da 500 milioni.

Il riequilibrio di bilancio è un atto amministrativo previsto dalla legge: non è corretto tentare di farlo passare come un evento straordinario, tale da imporre la convocazione di un Consiglio Comunale "ad hoc".

Questi i fatti contabili. Ma cosa si nasconde dietro l'allarmismo irresponsabile che crea confusione e preoccupazione non solo tra i dipendenti comunali ma in tutta la cittadinanza? Ci sono tre possibili motivi:
Primo, un'incapacità amministrativa che si è palesata fin dai primi atti di questa Amministrazione con lo smantellamento dell'Ufficio Tributi, che è il cuore di una sana amministrazione e per la cui riorganizzazione la passata Amministrazione ha speso ben tre anni di attività, raggiungendo i risultati significativi testimoniati dall'ultimo conto consuntivo approvato. Questo atto irresponsabile ha già creato i primi danni alla cittadinanza, che sarà costretta a pagare le tasse del 2002 negli ultimi due mesi dell'anno, perché fino ad oggi non sono state emesse nè le bollette dell'acqua nè quelle della spazzatura: noi ci batteremo perché questi ritardi non vengano scaricati sulla popolazione di Recale.

Secondo, il tentativo di sollevare un polverone per coprire la scelta di capovolgere la linea seguita dalla vecchia Amministrazione - racchiusa nello slogan "pagare tutti, pagare meno" - per poter impunemente aumentare il carico contributivo delle famiglie recalesi.

Terzo, la scelta di non sostenere le azioni messe in campo per garantire una vita dignitosa a quei lavoratori socialmente utili che per loro sfortuna si erano trovati in una situazione drammatica di mancanza di lavoro. Un'opportunità che ha consentito - lontano da ogni logica assistenziale - la copertura di servizi che una pianta organica comunale sottodimensionata (19 unità sulle 60 previste) non sarebbe riuscita a garantire.

In questo quadro ci aspettiamo naturalmente di sapere su quali dati si fondino le perplessità espresse dall'assessore Mastroianni e di conoscere le risultanze della relazione tecnica del responsabile finanziario, dopodichè potremo essere più precisi anche tecnicamente sull'attuale realtà finanziaria del Comune di Recale, anche perché a tutt'oggi nulla sappiamo dell'attività amministrativa degli ultimi cinque mesi.
Ci auguriamo tuttavia che l'Amministrazione non ceda alla tentazione di nascondere cattive intenzioni in un buco fasullo.

Recale, 16 settembre 2002

Vincenzo Landolfo
Consigliere comunale - Democratici di Sinistra

 

 

IL COMUNICATO DEI D.S. DI RECALE

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