I
Garanti di Libertà e Giustizia assistono con viva preoccupazione
alla proposta ventilata in commissione parlamentare di un controllo
esercitato dal Ministero della Pubblica Istruzione sui manuali
di storia per le Scuole.
Rilevano
che l'idea di un controllo governativo sulle idee espresse da
libri di testo evoca stagioni evidentemente non ancora remote,
in cui i regimi fascista, nazista e stalinista esercitavano tale
diritto censorio, e giudicano l'idea indegna di un paese democratico.
La
responsabilità della stesura dei libri di testo compete
agli editori e agli autori e la responsabilità della loro
adozione compete agli insegnanti, alla cui oggettività
e senso critico si delega il compito di giudicare se un testo
sia valido, e in che misura possa essere eventualmente criticato
e integrato in sede di lezione, addestrando così gli studenti
non solo ad apprendere ma anche a giudicare le loro fonti di apprendimento.
Questo
è l'unico controllo che in un paese libero si può
e si deve esercitare sui manuali scolastici. Confidando pertanto
nel senso di responsabilità degli editori e degli insegnanti,
e nella dinamica di un libero mercato delle idee, si confida che
la proposta rimanga semplicemente nel limbo delle cattive intenzioni.
Tuttavia non si può fare a meno di rilevare che il fatto
stesso che qualcuno l'abbia ventilata suscita serie preoccupazioni
sullo stato di salute del nostro sistema democratico.