Circolo di Iniziativa e Cultura Omosessuale
Coming Out
Comunicato stampa
Venerdì
17 ottobre 2003, dibattito: “Barbarie vaticana e diritto
all’amore”
Domenica 12, prosegue la raccolta firme in Piazza Vanvitelli,
Caserta
Il Circolo di Iniziativa e Cultura Omosessuale Coming Out di
Caserta ha organizzato per venerdì 17 ottobre 2003, alle
ore 18:30, presso l’Aula Magna della Facoltà di Scienze
MM. FF. NN. della SUN, un incontro-dibattito dal titolo “Barbarie
vaticana e diritto all’amore: dalle infamie del Lexicon
alle famiglie del domani”.
All’iniziativa parteciperanno don Franco Barbero, della
Comunità cristiana di base “Viottoli” di Pinerolo,
e Rita De Santis dell’AGEDO (Associazione di GEnitori ed
amici Di Omosessuali)
L’incontro che darà il via al programma di attività
culturali previste per quest’autunno prenderà le
mosse dalle vicende sviluppatesi negli ultimi mesi intorno al
Lexicon ed al documento della Congregazione per la Dottrina della
Fede presieduta dal cardinale Ratzinger.
Il “LEXICON”, sottotitolo “Termini ambigui
e discussi su famiglia, vita e questioni etiche”, pubblicato
poco tempo fa per i tipi del Centro Editoriale Dehoniano, a cura
del Pontificio Consiglio per la Famiglia, è un dizionario
contro i cui autori e responsabili il Circolo Coming Out, accettando
l’invito fatto dall’AGEDO e seguendo l’esempio
di numerose altre associazioni italiane, ha presentato regolare
querela dato che, in esso, l’omosessualità viene
considerata come una patologia o, più esattamente, come
una perversione.
Infatti, nella voce relativa al bambino, si leggono, fra l’altro,
frasi come: “I pedofili, seguendo l’esempio degli
omosessuali, cominciano segretamente e con fermezza a lottare
per i propri diritti, nel tentativo di fare legalizzare le loro
azioni attraverso l’abbassamento dell’età del
consenso”; e più avanti: “La parte liberale
tace in modo assoluto di fronte al fatto che l’abuso sessuale
parta dall’educazione dei bambini nelle cosiddette famiglie
composte da una coppia omosessuale. Un figlio adottato da una
coppia omosessuale o una figlia adottata da una coppia di lesbiche
diventa una facile vittima dei loro bisogni sessuali, diretti
verso un partner dello stesso sesso”.
Ancora, nella voce relativa all’omosessualità e
all’omofobia, si leggono fra l’altro le seguenti frasi:
“L’omosessualità è contraria al vincolo
sociale. (poiché) valorizzare una tendenza a scapito delle
altre lascia intendere che si potrebbe vivere socialmente in balìa
delle pulsioni parziali (omosessualità, voyeurismo, esibizionismo,
sadomasochismo, travestitismo, transessualismo, pederastia, ecc.)”.
Poi: “Socialmente, l’omosessualità, pone numerosi
problemi quando la si vuole legittimare senza discernimento alcuno,
ma riprendendo soltanto le affermazioni dei gruppi di pressione
omosessuali. L’omosessualità non è soggetto
di diritti poiché non ha alcun valore sociale. (essa) resta
un intrico psichico che la società non può istituire
socialmente…”.
Circa l’omofobia, poi: “L’omofobia è
un argomento di malafede e un prodotto dell’ansietà
della psicologia omosessuale. In nome dell’omofobia, dei
militanti vogliono soprattutto colpevolizzare gli eterosessuali”.
A fine luglio, testimoniando un’attenzione costante verso
queste vicende, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha
reso noto un nuovo documento che, ribadendo alcune posizioni e
considerazioni Vaticane già conosciute per il loro sapore
medievale e relative anche alle coppie omosessuali, conteneva
i seguenti inviti (ma potremmo definirle ingerenze nella vita
di uno Stato terzo e laico e nel funzionamento sovrano delle sue
istituzioni): “In presenza del riconoscimento legale delle
unioni omosessuali, oppure dell'equiparazione legale delle medesime
al matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest'ultimo,
è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve
astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione
o all'applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché,
per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul
piano applicativo. In questa materia ognuno può rivendicare
il diritto all'obiezione di coscienza.”
Più avanti, poi: “Se tutti i fedeli sono tenuti
ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali,
i politici cattolici lo sono in particolare, nella linea della
responsabilità che è loro propria. In presenza di
progetti di legge favorevoli alle unioni omosessuali, sono da
tener presenti le seguenti indicazioni etiche. Nel caso in cui
si proponga per la prima volta all'Assemblea legislativa un progetto
di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali,
il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente
e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto
di legge. Concedere il suffragio del proprio voto ad un testo
legislativo così nocivo per il bene comune della società
è un atto gravemente immorale. Nel caso in cui il parlamentare
cattolico si trovi in presenza di una legge favorevole alle unioni
omosessuali già in vigore, egli deve opporsi nei modi a
lui possibili e rendere nota la sua opposizione: si tratta di
un doveroso atto di testimonianza della verità. Se non
fosse possibile abrogare completamente una legge di questo genere,
egli, richiamandosi alle indicazioni espresse nell'Enciclica Evangelium
vitae, « potrebbe lecitamente offrire il proprio sostegno
a proposte mirate a limitare i danni di una tale legge e a diminuirne
gli effetti negativi sul piano della cultura e della moralità
pubblica », a condizione che sia « chiara e a tutti
nota » la sua « personale assoluta opposizione »
a leggi siffatte e che sia evitato il pericolo di scandalo. Ciò
non significa che in questa materia una legge più restrittiva
possa essere considerata come una legge giusta o almeno accettabile;
bensì si tratta piuttosto del tentativo legittimo e doveroso
di procedere all'abrogazione almeno parziale di una legge ingiusta
quando l'abrogazione totale non è possibile per il momento.”
Partendo da queste vicende, l’appuntamento di venerdì
17 ottobre vorrà indagare più a fondo i rapporti
tra le istanze della comunità glbt ed i principi sostenuti
dalle gerarchie vaticane ponendo, però, una particolare
attenzione a testimonianze ed esperienze di fede diverse come
è quella di don Franco Barbero.
Prete da circa quarant’anni, Franco Barbero e’ oggi
la guida spirituale, il presbitero, della Comunità cristiana
di base di Pinerolo, Torino, nata nel dicembre del 1973 sull’onda
del Concilio Vaticano Secondo.
Da alcuni anni don Franco Barbero segue gruppi di gay e lesbiche
credenti nel loro cammino di fede e di accettazione di sé.
Seguendo questa pratica di inclusione, diventata più visibile
e più conosciuta dopo il Gay Pride del 2000, Barbero ha
anche celebrato le benedizioni dell’amore di decine di unioni
di gay e lesbiche, contestate dal Vescovo, durante le quali le
coppie si presentano alla comunità dopo un lungo percorso
di ricerca personale.
Per le sue posizioni diverse da quelle delle gerarchie su questo
tema e su altre vicende teologiche, don Franco Barbero, pochi
mesi fa, è stato sospeso a divinis dal Vaticano che lo
ha così, con un atto d’imperio, posto fuori dalla
Chiesa Cattolica.
Rita De Santis, da anni impegnata nelle battaglie dell’AGEDO,
ha seguito e lanciato per quest’associazione, prima in Italia,
le querele nei confronti degli autori del Lexicon e si ripromette
di fare altrettanto nei confronti del cardinale Ratzinger.
Nel 1996 ha pubblicato un libro creando un neologismo per il
titolo "IL NUORO", scelto per indicare una figura non
ancora entrata di diritto nelle famiglie, ma che sempre più
di frequente affettivamente viene presa in considerazione, che
è quella del compagno maschile del figlio omosessuale.
Per diffondere il programma delle attività autunnali del
Circolo Coming Out, per continuare l’attività di
sensibilizzazione e di raccolta firme a sostegno della proposta
di legge istitutiva dei PACS, domenica 12, dalle ore 10:00 alle
13:30, sarà allestito in Piazza Vanvitelli, di fronte al
Comune, e sempre in attesa che il Sindaco mantenga la promessa,
fatta il 28 giugno, di un incontro, uno stand per la distribuzione
di materiale informativo.
Tutte le informazioni sugli appuntamenti dell’associazione
possono essere reperite attraverso il sito www.comingoutcaserta.it
oppure telefonando ai numeri 349/0915305, 339/3453123
Caserta, 10 ottobre 2003
Circolo di Iniziativa e Cultura Omosessuale
Coming Out
Comunicato stampa
Domenica 05 ottobre,
dalle 10:00 alle 13:30, volantinaggio Largo San Sebastiano
Programma delle iniziative autunnali
Rapporti con l’amministrazione comunale
Domani, domenica 05 ottobre 2003, il Circolo di Iniziativa e
Cultura Omosessuale Coming Out di Caserta ritornerà in
piazza per dare il via alle attività autunnali proseguendo
la propria battaglia di civiltà e libertà a favore
della piena e pari dignità di gay, lesbiche, bisessuali,
transessuali.
Dalle ore 10:00 alle ore 13:30, in Largo San Sebastiano, sarà
allestito uno stand per la distribuzione di materiale relativo
alle attività ed ai progetti del Circolo, proseguirà
la raccolta di firme a sostegno della proposta di legge per l’introduzione
dei PACS e saranno esposti nuovi cartelloni informativi.
Questo sarà solo il primo appuntamento di un calendario
molto più ricco: infatti l’attività di volantinaggio
e raccolta firme continuerà anche nella mattinata di domenica
12 ottobre (sempre in Largo San Sebastiano), nel pomeriggio del
26 ottobre in Piazza Mazzini a Santa Maria Capua Vetere e, ancora
a Caserta, domenica 23 novembre ed il 21 dicembre.
A queste iniziative bisogna aggiungere due importanti eventi
culturali previsti per i mesi di ottobre e novembre: il primo,
un dibattito sui difficili rapporti tra le istanze della comunità
glbt e la Chiesa cattolica, prenderà il via dalle vicende
degli ultimi mesi (il Lexicon, contro i cui autori l’associazione
ha presentato una regolare querela, come già fatto da altri
in tutta Italia, ed il documento del Cardinale Ratzinger che invitata
tutti i parlamentari, non solo cattolici, a contrastare qualsiasi
progetto di riconoscimento delle unioni civili tra omosessuali)
per considerare, poi, in maniera più ampia, i vari aspetti
della vicenda, e dovrebbe tenersi a fine mese. Ospiti per quest’occasione
saranno Rita De Santis dell’AGEDO (Associazione di genitori
ed amici di omosessuali) e don Franco Barbero della Comunità
cristiana di base “Viottoli” di Pinerolo.
L’appuntamento di novembre, fissato per martedì
11, alle ore 18:30, consisterà nella presentazione del
libro “Principesse Azzurre”, curato da Delia Vaccarello.
Insieme alla curatrice sarà presente anche Barbara Alberti,
autrice di uno dei racconti di amori tra donne che il libro raccoglie
segnando una novità storica nello scenario editoriale italiano.
Altre attività sono in cantiere, tra queste una festa
di fine anno e delle giornate di in-formazione sulla prima accoglienza
e sul counseling.
Durante la mattinata di domenica saranno distribuiti ai cittadini
casertani anche dei volantini incentrati sui rapporti con l’amministrazione
comunale della città. Infatti, il Circolo Coming Out aspetta
da più di tre mesi di poter avere un incontro con il sindaco
Falco. Esattamente dal 28 giugno quando, dopo aver concesso solo
all’ultimo minuto il patrocinio del Comune alle iniziative
del Gay Day di piazza Vanvitelli, il sindaco promise di ricevere
una delegazione dell’associazione nel giro di quindici giorni.
“Quest’incontro vorrebbe essere l’occasione
per presentare all’amministrazione i nostri progetti, per
chiedere al Sindaco cosa pensa dell’istituzione, anche a
Caserta, del Registro delle Unioni Civili, per valutare la disponibilità
della Giunta a fornirci uno spazio che possa funzionare come nostra
sede. Infatti, dopo sei mesi di intensa attività, con un
calendario di appuntamenti autunnali di tutto rispetto, con diverse
decine di iscritti e simpatizzanti, non abbiamo una sede e, pur
avendone fatto richiesta presso la Casa delle Associazioni del
Chiostro di S. Agostino, non abbiamo ricevuto risposte. Intanto,
è notizia di poco tempo fa, l’amministrazione vorrebbe
destinare i locali al pian terreno ad attività commerciali,
mentre diverse operose e validissime associazioni non posseggono
una sede perché non hanno la capacità economica
necessaria per poter prendere in affitto dei locali privati. Crediamo
che le intenzioni della Giunta certo non contribuiscano a ridare
vigore e smalto alla vita culturale, sociale e politica della
città. Non abbiamo ancora ricevuto risposte, nonostante
le diverse sollecitazioni, e crediamo sia chiaro ormai che il
Sindaco non vuole incontrarci, non vuole ascoltarci, non vuole
confrontarsi con una parte importante dei suoi concittadini. Speriamo
di essere smentiti quanto prima”.
Per avere continue informazioni sugli appuntamenti e le attività,
per stabilire contatti, per visitare le diverse rubriche che partiranno
a giorni è possibile visitare il sito www.comingoutcaserta.it
seppur in fase di completamento.
Caserta, 04 ottobre 2003
Comunicato stampa
Denuncia contro il Lexicon Vaticano
ed i suoi autori
Il Circolo di Iniziativa e Cultura Omosessuale
Coming Out ha deciso di presentare alle autorità giudiziarie
regolare denuncia contro il “LEXICON”, sottotitolo
“Termini ambigui e discussi su famiglia, vita e questioni
etiche”, pubblicato per i tipi del Centro Editoriale Dehoniano,
a cura del Pontificio Consiglio per la Famiglia, e di denunciare
altresì il presidente del Pontificio Consiglio, Cardinale
Alfonso Lopez Trujillo, e gli autori delle voci “Diritti
del bambino, violenza e sfruttamento sessuale”, redatta
e curata da certo Dorotas Kornas-Biela, e “Omosessualità
e omofobia”, redatta e curata da certo Tony Anatrella.
Nella voce relativa al bambino, si leggono, fra l’altro,
frasi come: “I pedofili, seguendo l’esempio degli
omosessuali, cominciano segretamente e con fermezza a lottare
per i propri diritti, nel tentativo di fare legalizzare le loro
azioni attraverso l’abbassamento dell’età del
consenso”; e ancora più avanti: “La parte liberale
tace in modo assoluto di fronte al fatto che l’abuso sessuale
parta dall’educazione dei bambini nelle cosiddette famiglie
composte da una coppia omosessuale. Un figlio adottato da una
coppia omosessuale o una figlia adottata da una coppia di lesbiche
diventa una facile vittima dei loro bisogni sessuali, diretti
verso un partner dello stesso sesso”:
Nella voce relativa all’omosessualità
e all’omofobia, si leggono fra l’altro le seguenti
frasi: “L’omosessualità è contraria
al vincolo sociale. (poiché) valorizzare una tendenza a
scapito delle altre lascia intendere che si potrebbe vivere socialmente
in balìa delle pulsioni parziali (omosessualità,
voyeurismo, esibizionismo, sadomasochismo, travestitismo, transessualismo,
pederastia, ecc.)”. Poi: “Socialmente, l’omosessualità,
pone numerosi problemi quando la si vuole legittimare senza discernimento
alcuno, ma riprendendo soltanto le affermazioni dei gruppi di
pressione omosessuali. L’omosessualità non è
soggetto di diritti poiché non ha alcun valore sociale.
(essa) resta un intrico psichico che la società non può
istituire socialmente…”:
Circa l’omofobia, poi: “L’omofobia è
un argomento di malafede e un prodotto dell’ansietà
della psicologia omosessuale. In nome dell’omofobia, dei
militanti vogliono soprattutto colpevolizzare gli eterosessuali”.
Da queste citazioni, è facile
capire che gli autori di questo testo considerano l’omosessualità
una patologia o, più esattamente, una perversione. Ne discende,
secondo loro, che l’omosessualità e le persone omosessuali
in quanto tali non soggetti cui riconoscere specifici diritti
(per esempio il diritto ad una affettività e ad una sessualità
conformi al proprio orientamento sessuale).
Nostro obiettivo è, inoltre, denunciare il parallelo, assolutamente
denigratorio, instaurato dagli autori fra omosessualità
e pedofilia, cioè, tra un orientamento sessuale perfettamente
legittimo (omosessualità) e una pratica sessuale criminale
(pedofilia).
Ancora peggiore è l’affermazione secondo cui una
coppia di persone dello stesso sesso sarebbe predatrice della
sessualità di un eventuale figlio, naturale di uno dei
due elementi della coppia o, in futuro, adottato.
Altrettanto denigratorio è l’assunto per cui l’omosessualità
e dunque le persone omosessuali (non faccia velo l’uso da
parte degli autori del termine astratto) non sarebbero degne,
in quanto tali, di riconoscimento giuridico.
Infine, è una vera e propria manciata di fango in faccia
alle persone omosessuali e a chi da molto tempo si impegna contro
i pregiudizi omofonici, indicare l’omofobia come una “invenzione”
escogitata e coltivata dagli omosessuali contro le persone eterosessuali:
Sarebbe, ci si passi il paragone, come indicare il nazismo come
un’invenzione dei democratici.
Per tutte queste ragioni, che dimostrano
la grave lesione della dignità delle persone omosessuali
e la contravvenzione al diritto di parità dei cittadini
davanti alle leggi, il Circolo di Iniziativa e Cultura Omosessuale
Coming Out ha deciso, così come già fatto dall’AGEDO
(Associazione di genitori ed amici di omosessuali) e da numerose
altre associazioni italiane, di denunciare il “LEXICON”
e di presentare regolare querela contro i suoi autori.
Nel proprio impegno di visibilità,
per il riconoscimento della pari dignità delle persone
glbt (gay, lesbiche, bisessuali, transessuali) e per la realizzazione
di una piena parità giuridica delle coppie omosessuali,
il Circolo Coming Out sarà in Largo San Sebastiano,
a Caserta, dalle 17:00 alle 21:00 di domani, venerdì 18
luglio, per distribuire volantini e per raccogliere firme
a sostegno della proposta di legge per l’istituzione dei
PACS (patti civili di solidarietà), quale primo passo verso
un pieno riconoscimento, anche in Italia, delle unioni omosessuali.
Caserta, 17 luglio 2003
28
giugno 2003: GAY DAY
una giornata allegra
26
giugno 1969: "Continuano gli attacchi e le minacce
della polizia nei locali newyorkesi frequentati da omosessuali,
in particolare allo Stonewall. I raid diventano ogni giorno più
numerosi e violenti e di chiara matrice omofoba."
29 giugno 1969: "Ieri notte gli omosessuali
dello Stonewall, sostenuti da gruppi studenteschi e da cittadini,
si sono ribellati all'ennesima retata della
polizia. Ne sono nati degli scontri e le forze dell’ordine
sono state costrette ad andare via."
Gli scontri continuarono per tre notti, e il 28 giugno 1969 entrò
così nella storia come la giornata in cui gli omosessuali
orgogliosi, fieri del proprio essere, respinsero il razzismo,
il bigottismo e l'omofobia di gran parte della società
e delle istituzioni americane.
Il 28 giugno, da decenni Giornata mondiale dell'orgoglio omosessuale,il
Circolo di Iniziativa e Cultura Omosessuale Coming Out di Caserta
sarà in piazza Vanvitelli per ricordare che gli omosessuali
ancora oggi non hanno il diritto di amare, di volersi bene, di
essere felici, di mostrarsi per quello che sono, di progettare
il proprio futuro assieme alla persona che amano, per ricordare
che, ancora oggi, in molti Paesi gli omosessuali vengono perseguitati,
picchiati, minacciati e offesi.
Una intera giornata gay dall’alba al tramonto, un festoso
"gay day", una kermesse di iniziative, eventi culturali,
stand autogestiti, riempirà i giardini attorno alla statua
dell’architetto borbonico con i colori del rainbow, l’arcobaleno
che dagli anni ’80 è il simbolo del movimento per
la liberazione omosessuale.
La manifestazione è un modo con cui la popolazione, della
città e della Provincia, impegnata per i diritti e la pari
dignità delle persone glbt (gay, lesbiche, bisessuali e
transessuali) offre a tutta la cittadinanza uno spunto per festeggiare,
riflettere, conoscersi, alla luce del giorno, fuori, come recita
la stessa denominazione del Circolo. "Aiutare a fare il coming
out, a dichiarare la propria omosessualità per viverla
serenamente, è questo uno degli scopi della nostra associazione
e di questa iniziativa", afferma Veniero Fusco, il giovanissimo
presidente, "desideriamo affermare il nostro diritto di cittadinanza
in quanto gay, lesbiche, bisessuali e transessuali e la nostra
dignità, pari a qualunque altro cittadino, a godere di
diritti per poter progettare il nostro futuro". All’iniziativa,
tra le tante associazioni che hanno aderito, partecipa Amnesty
International, che avrà un proprio stand dedicato alle
campagne anti-discriminazione che l’associazione da anni
porta avanti.
Sarà possibile inoltre abbeverarsi di cultura allo stand
della Libreria Mercurio di Napoli, la prima libreria in Campania
specializzata in tematiche omosessuali.
Prenderà il via, nel corso della giornata, la raccolta
di firme in favore della proposta di legge per l’istituzione
dei PACS, i Patti Civili di Solidarietà, uno strumento
per le coppie di fatto, eterosessuali e/o omosessuali, che non
possono o non vogliono ricorrere, per regolamentare i propri rapporti,
all'istituto del matrimonio.
Per ulteriori informazioni sul programma visitare il sito
www.comingoutcaserta.it,
attraverso il quale è possibile contattare, via e-mail,
il Circolo Coming Out oppure telefonare al numero 349/0915305