27 novembre 2003
Comunicato stampa
– lettera aperta al Sindaco Falco
Al Signor Sindaco,
all’Assessore alle Politiche Sociali,
all’Assessore alle Pari Opportunità,
della Città di Caserta,
con questa lettera aperta, inviata anche ai
mezzi di comunicazione, il Circolo di Iniziativa e Cultura Omosessuale
Coming Out intende esprimere alcune valutazioni politiche, luci
ed ombre, sull’incontro avuto con il Sindaco Falco il giorno
17 novembre, motivare compiutamente la decisione di rifiutare
la casella di posta offertaci presso il Chiostro di S. Agostino
e riflettere sulle prospettive di rapporti futuri.
Dopo aver presentato formale richiesta per un incontro, protocollata
nei primissimi giorni di luglio, l’attesa è durata
quasi cinque mesi, nonostante numerose sollecitazioni presso il
Capo di gabinetto del Sindaco, dott. Di Maio.
Già in questi ritardi abbiamo ravvisato una precisa volontà
politica, del Sindaco e dell’amministrazione che Egli rappresenta,
di non riconoscere il Circolo Coming Out quale attivo e legittimo
soggetto del panorama politico, sociale e culturale della Provincia
di Caserta e, dunque, quale valido interlocutore.
Questa “indifferenza” era ed è, a nostro avviso,
basata sulla non condivisione delle precise istanze politiche
e degli obiettivi che il Circolo Coming Out si è prefisso,
era fondata, cioè, sulla non condivisione dell’impegno
esplicito a favore degli uguali diritti e della pari dignità
delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali (glbt).
In occasione della Giornata Mondiale dell’Orgoglio
Omosessuale, 28 giugno, abbiamo organizzato, a partire dal primo
mattino e fino a tarda sera, in Piazza Vanvitelli, ed insieme
ad Amnesty International ed alla Libreria Mercurio di Napoli,
un appuntamento di festa e, insieme, di sensibilizzazione sulle
condizioni di discriminazione che le persone glbt hanno dovuto
subire e subiscono ancora nei vari Paesi del mondo (da Cuba a
quelli arabi) e nelle varie religioni. Abbiamo sostenuto la campagna
nazionale per l’approvazione di una legge sul PACS (Patto
civile di solidarietà), quale strumento attraverso il quale
riconoscere alle coppie di fatto una serie di diritti fondamentali
che l’Italia, quasi ultimo Paese in Europa, ancora nega
loro.
Per quel “Gay Day” richiedemmo
il Patrocinio del Comune di Caserta, senza rispettare i tempi
ed il periodo di anticipo previsto dalla legge. Ciononostante,
il Sindaco lo concesse ugualmente: tuttavia, vorremmo notare,
quella notizia ci giunse solo nel pomeriggio dello stesso 28 giugno
per bocca del Signor Sindaco, da noi fermato all’uscita
dal Comune. La firma era stata apposta nella tarda serata del
giorno precedente. La nostra idea di quella vicenda è che,
evitando un ufficiale rifiuto che avrebbe implicato una maggiore
enfasi dell’accaduto, ulteriore pubblicità all’iniziativa
ed agli organizzatori, e la necessità di una presa di posizione
politica del Sindaco e dell’amministrazione sulle questioni
da noi poste, si preferì assecondare la nostra richiesta,
ma in condizioni tali da evitare che si potesse darne ampia e
documentata notizia alla stampa e, attraverso questa, alla società
casertana, con l’obiettivo di evitare l’apertura di
un fronte critico all’interno della maggioranza di governo.
Resta, comunque, il nostro apprezzamento per
la disponibilità di confronto e dialogo espressa, in quella
sede, dal Sindaco Falco.
Purtroppo, l’evoluzione dei mesi successivi ha smorzato
il nostro entusiasmo circa l’avvio di uno schietto rapporto
dialettico e, in futuro, di corretta e utile collaborazione.
Troppo lunga è stata l’attesa mentre altri, direttamente
mobilitati in occasione di importanti sedute consiliari, quasi
immediatamente sono stati ricevuti, e non vogliamo certo farne
una colpa a loro.
Abbiamo creduto fino in fondo che le usuali
procedure di legge dovessero essere rispettate.
Alla fine, e non possiamo non notare la coincidenza,
solo dopo la pubblicazione, in data 11 novembre, con ampio risalto
negli spazi e nei contenuti, di un articolo relativo a questi
fatti su “Il Corriere del Mezzogiorno”, noto quotidiano
allegato al più diffuso giornale d’Italia, abbiamo
ricevuto comunicazione dell’appuntamento fissato per il
giorno 17.
Nel corso dell’incontro abbiamo posto all’attenzione
del Sindaco numerose questioni: la richiesta di utilizzare una
sala di proprietà del Comune per organizzare, nel mese
di dicembre, diverse giornate di incontri dal titolo “Ascolto,
Comunicazione, Empatia, Salute. 1° Corso di formazione per
operatori ed operatrici del Telefono amico e della Prima Accoglienza”,
dedicate agli iscritti al Circolo in vista, qualora dovessimo
arrivare a disporre di una struttura e di una sede idonee, dell’attivazione
di una linea di telefono amico e di gruppi di prima accoglienza
e counseling. L’impegno assunto dal Sindaco di individuare
una sala idonea a soddisfare le nostre richieste, si è
concretizzato nei giorni immediatamente successivi attraverso
la concessione del permesso per l’utilizzo di una sala presso
il Chiostro di S. Agostino.
Sulla presentazione in Consiglio Comunale di
un documento, di un atto, finalizzato all’istituzione di
un registro delle unioni civili, abbiamo ottenuto l’impegno
del dottor Falco a discuterne politicamente con i gruppi di maggioranza
nella consapevolezza, esplicitata da lui stesso ma già
nostra, che questi sarebbero in larga parte e, aggiungiamo noi,
altrettanto vale anche per alcune forze ed esponenti di opposizione,
contrari all’approvazione.
Qui, gran parte delle poche luci e della concretezza
che abbiamo potuto ravvisare in quel confronto. Ma si riaffacciano
anche le ombre.
Resta in noi l’idea che, anche una discussione
destinata alla bocciatura da parte del Consiglio, sia utile alla
città tutta, a quella parte della popolazione che guarda
con attenzione a come vengono affrontati i temi delle libertà
e dei diritti ma anche a quella parte, diciamo semplificando,
non omosessuale o che non condivide gli obiettivi del movimento
per i diritti glbt, per conoscere e meglio valutare le posizioni
dei partiti e movimenti rappresentati nell’assise comunale
su un tema di enorme attualità.
Anche qui, forse, lo scaricamento informale
e indiretto, da parte del Sindaco, delle responsabilità
sulla propria maggioranza “contro la quale Egli –
pur nell’ipotesi di poter condividere il nostro obiettivo
– non andrebbe mai”, ed il non esprimersi, ufficialmente
ed in maniera documentata, contro, se tale è la loro idea,
da parte dei consiglieri dimostrano, a nostro avviso, quanto non
si voglia “rischiare” il ritorno mediatico, politico,
elettorale di una posizione che, sempre più, risulta marginale
nella società italiana e appannaggio soltanto di una larga
parte della società politica istituzionalizzata e delle
gerarchie vaticane, culturalmente non al passo con il Paese.
Infine, ma solo nella struttura di questo
testo, abbiamo richiesto al Sindaco Falco l’attribuzione
di uno spazio pubblico che potesse fungere da sede, non necessariamente
gratuita.
La risposta, incentrata sul rinvio ad una
futura individuazione di un nuovo sito da destinare anche alle
tante associazioni rimaste fuori dal Chiostro e che dovessero
aver presentato o presentarne richiesta (attraverso valutazioni
speriamo il più possibile limpide, tenendo conto non solo
dei titoli acquisiti sulla base della data della richiesta ma,
anche, fondandosi sulle attività e sulla vitalità
dei soggetti interessati, garantendo spazi congrui, veramente
utili, e realizzando una gestione diversa da quella che oggi contraddistingue
il Centro per i Servizi Culturali, ma non vogliamo soffermarci
su questi aspetti) ci ha garantito la normale trafila burocratica,
non ha cambiato di una virgola la concretezza del nostro non avere
un sede: ma non sempre si è fatto così!
Unico elemento di concretezza su questo punto, l’offerta
di una casella di posta presso il Chiostro.
L’atteggiamento tenuto dal Sindaco nel
corso dell’incontro ha sostanzialmente confermato le nostre
impressioni circa l’idea e l’opinione che Egli aveva
ed ha di noi come realtà associativa e come cittadini non
di serie A. Malati, un po’ anche sprovveduti e poco avvezzi
alle questioni politiche, cui dedicare attenzione paternalistica
e attestati di solidarietà per la condizione di sofferenza
e completa emarginazione che devono subire quotidianamente.
Eppure, il Circolo Coming Out, che conta oggi decine di iscritti,
che ha raggiunto in pochi mesi di attività tra Caserta
e Terra di Lavoro già centinaia di persone, che ha moltiplicato
gli appuntamenti di strada e di piazza finalizzati alla sensibilizzazione
dell’opinione pubblica sul tema dei diritti delle persone
e delle coppie glbt, che ha organizzato e che conta di garantire,
per il futuro, dibattiti ed iniziative culturali mensili, che
è già in grado di fornire servizi di consulenza
legale e sostegno psicologico, che punta, come si è detto
sopra, all’attivazione di una linea di telefono amico, rappresenta
l’unico punto di riferimento politico, di socializzazione,
di confronto, di sicurezza per quell’ampia fascia della
popolazione provinciale, ma anche dei vicini territori del beneventano
e del basso Lazio, che vive un orientamento o un’identità
sessuale glbt. E le più accreditate statistiche, realizzate
in vari momenti storici e su diverse popolazioni, stimano una
fascia compresa tra il 6 ed il 10 % della popolazione.
Non si può restare indifferenti alle istanze, ai bisogni,
alle difficoltà, alle aspettative non necessariamente problematiche,
ma in alcuni casi anche gravemente tali, siano esse politiche,
economiche, culturali, sociali di questa comunità.
Per questi motivi, che crediamo di aver espresso
in maniera chiara, non lunga, né elemosinante, né
pregiudizialmente avversa all’amministrazione comunale,
il Circolo di Iniziativa e Cultura Omosessuale Coming Out ha deciso
di rifiutare pubblicamente ed in maniera motivata, perché
così intendiamo agire e ragionare, anche al fine di evitare
successive recriminazioni e “ramanzine paternalistiche”
da parte di chicchessia, la suddetta proposta di una casella di
posta presso il Chiostro.
Non è di questo che abbiamo bisogno,
non questo ci aiuta a migliorare la vita di chi con difficoltà
si sente diverso, pur non essendolo affatto. Sicuramente, non
in una cassetta delle lettere confusa tra tante altre e posta
sotto gli occhi indiscreti di chi entra al S. Agostino, un ragazzo
o una ragazza in difficoltà andrebbe a riporre la propria
“richiesta d’aiuto”.
Non con questa casella, ottenibile dietro
versamento di un’irrisoria somma di danaro anche presso
le Poste, né con il conosciuto “fumo senza arrosto”
di certa politica, potremmo garantire il proseguimento delle nostre
attività.
Confidiamo che quelle poche e brevi luci intraviste in questi
mesi di instabile rapporto con l’amministrazione Falco possano,
in futuro, portare ad un rapporto di fattiva ed utile collaborazione,
al di fuori di qualsiasi opposizione preconcetta, senza pregiudizi,
col solo scopo di migliorare la vita dei cittadini casertani glbt,
offrendo loro servizi, garantendo spazi e canali di comunicazione
istituzionale, rappresentanza politica, partecipazione veramente
democratica, nell’intento di affermare i loro uguali diritti
e la loro pari dignità.
Speriamo che il Sindaco, gli assessori più direttamente
interessati, la Giunta tutta e l’amministrazione comunale
nel suo complesso, ma anche quella provinciale e degli altri comuni
di Terra di Lavoro, non vorranno perdere quest’opportunità
di confronto, non vorranno alzare muri di indifferente silenzio
anche perché, dopo tanti anni, noi non intendiamo più
tacere.
Caserta, 27 novembre 2003
Circolo di Iniziativa e Cultura Omosessuale
Coming Out
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