Lo
scorso anno per impegni assunti precedentemente, e non rinviabili,
non ho potuto partecipare alla seduta che si è tenuta il
15/12/03 per l’approvazione del conto consuntivo 2002.
In quella data ricordo un articolo pubblicato
il 16/12/2003 sul giornale di Caserta, in cui l’Assessore
alle finanze tentava invano di giustificare il proprio fallimento,
senza dare alcuna spiegazione ai Consiglieri Comunali di opposizione,
che avevano chiesto chiarimenti in merito al documento contabile
in discussione e ai risultati negativi registrati nel rendiconto
di gestione (diminuzione del fondo di cassa da 1.535.819 euro
a 562.934; diminuzione dell’avanzo di amministrazione da
575.532 euro a 31.105 euro, eliminazione di oltre 636.836 di residui
attivi, senza provvedere a iscriverli nel conto del patrimonio
in violazione dell’art. 228 del d.lgs.267/00, come rilevato
anche nella relazione del collegio dei revisori contabili).
In quella sede, l'assessore affermò che tali risultati
negativi erano dovuti alle notevoli difficoltà che l’amministrazione
Porfidia aveva dovuto superare, a causa delle scelte controverse
assunte dal governo precedente, (senza specificare a quali scelte
controverse si riferiva). A tale dichiarazione risposi con
un articolo pubblicato sullo stesso quotidiano a qualche giorno
di distanza, dichiarando con dati di fatto i risultati e gli obiettivi
che quelle scelte ci avevano consentito di raggiungere. E aggiunsi
che confrontarsi con quei risultati era molto difficile, per questa
amministrazione, visto l’incompetenza e l’incapacità
che avevano già dimostrato di avere con buona parte degli
atti contabili prodotti a quella data.
Oggi alla luce dei risultati del rendiconto di gestione 2003,
diventa ancora più forte la mia convinzione sull’incapacità,
e l’incompetenza, di questa amministrazione, tanto più
che i documenti allegati sono stati prodotti in modo errato e
incompleto. Inoltre devo purtroppo registrare ancora una volta
dopo quanto è già successo con il Bilancio
di previsione 2004, il mancato contributo di verifica e di
controllo da parte dei Revisori contabili, professionisti della
materia, che secondo l’art. 239 del d.lgs. 267/00, dovrebbero
collaborare con l’organo Consiliare, quindi relazionare
con un dettaglio sufficiente per mettere in condizione i Consiglieri
Comunali di esprimere il loro voto in piena serenità e
responsabilità. I nostri revisori, invece, senza alcuna
verifica dei risultati programmatici raggiunti e dell’effecienza
e dell’efficacia dell’azione amministrativa, nel rispetto
dei principi di una buona gestione contabile pubblica, si limitano
a certificare la corrispondenza del rendiconto alle risultanze
della gestione, senza sforzarsi a produrre qualsiasi analisi sulla
gestione e sui risultati raggiunti.
Il caso emblematico è quello dell’ACQUEDOTTO.
Infatti, faccio rilevare che la delibera di
approvazione della tariffa per l’anno 2003 prevede una copertura
del servizio del 100%, come peraltro previsto dalle normative
vigenti, e invece dai dati contabili del rendiconto risulta che
i cittadini di Recale stanno pagando un tributo pari al 50% in
più rispetto alla copertura dei costi del 100%, alla faccia
dell’equità fiscale e del contenimento dell’imposizione
tributaria. Gli amministratori dovrebbero correttamente ed onestamente
restituire (cosa che io gradirei che facesse) la differenza tra
costi e ricavi ai cittadini che si sono visti tassare in misura
maggiore di quanto avrebbero dovuto pagare.
A supporto di quanto sopra allego alla presente
un confronto dei dati economici relativa alla copertura dei costi
del servizio acquedotto del rendiconto 2002 (previsione di bilancio
e delibera per la determinazione delle tariffe fatta dall’amministrazione
precedente dell’Ulivo) e quelli del rendiconto 2003 (allegato
A). scarica documento word -
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La confusione che regna nell’ufficio
tributi in questi due anni della Vostra gestione, diventa sempre
più preoccupante, non certo per colpa dei funzionari, ma
per colpa di chi non li lascia lavorare in pace, continuando a
cambiare i responsabili del settore un paio di volte l'anno, senza
dare agli stessi il tempo necessario per raggiungere la conoscenza
e la padronanza della situazione finanziaria e contabile dell’Ente.
Infatti basta citare alcuni casi che chiariscono ulteriormente
la confusione di cui sopra:
In data 5/2/04 con prot. 906 ho chiesto la
certificazione relativa al patto di stabilità per l’anno
2003, in base alla circolare della ragioneria dello stato n.5
del 3 febbraio 2004.
Con nota prot. 2040 del 15/3/04, dopo aver
lasciato passare oltre un mese, in barba ai tempi previsti nel
regolamento comunale (1 mese dalla richiesta), mi viene trasmesso
il prospetto i verifica obbiettivi patto di stabilità interna
per il 2003 con i seguenti risultati:
Saldo finanziario per la gestione di competenza pari a
– 931.061,38
Saldo finanziario per la gestione di cassa pari a – 1.084.812,71
Dopo una nostra nota nella quale esprimevamo
dubbi sui dati dell’accertato 2003 riportati nel prospetto
del patto di stabilità, e in seguito ad una interrogazione
consiliare dove sollecitavamo una risposta alla nostra richiesta
di chiarimenti (interrogazione che è ancora in attesa di
risposta), in data 20/7/04, con gli allegati al rendiconto ci
viene consegnato dal nuovo responsabile finanziario un altro prospetto
di verifica obbiettivi patto di stabilità interna per il
2003 che riporta risultati del tutto diversi:
Saldo finanziario per la gestione di
competenza pari a –1.099.507,56 (circa 168.446
euro in più rispetto al precedente prospetto elaborato
dal precedente responsabile Dott. Maddaluna)
Saldo finanziario per la gestione di cassa pari a –1.071.436,09
(circa 13.376 euro in meno rispetto al precedente prospetto elaborato
dal responsabile Dott. Maddaluna)
A questo punto ci sorge spontanea una domanda:
quale dei due prospetti riporta i risultati corretti?
A mio avviso nessuno dei due, perché
entrambi nelle spese impegnate nel 2003 non riportano correttamente
gli impegni relativi alla gestione del servizio di raccolta rifiuti
solidi urbani (vedi fatture acquisite al protocollo del Comune
nell’anno 2003), e altre spese obbligatorie, vedi gettoni
di presenza dei Consiglieri Comunali, le competenze delle aziende
da cui dipendono vari Consiglieri Comunali, ecc..
Dopo aver visionato il rendiconto finanziario
e la documentazione allegata, in particolare la determina di riaccertamento
residui attivi e passivi conto del bilancio, n. 258 del 16/6/2004,
avendo constatato la presenza nei residui attivi di risorse di
vecchia data (risorsa 130, 140, 170, 250, 990, e 1000), in data
21/7/04 con nota protocollo 6248 abbiamo richiesto chiarimenti
in merito, e copia dei titoli giuridici di cui agli articoli 189
e 190 del D.Lgs. 267/200.
In data 26/7/04 con nota prot. 6351 il responsabile finanziario
omettendo di rispondere alla richiesta di cui sopra, ci comunicava
che le risorse 130, 140, 170, 250,e 990, si riferivano ai trasferimenti
di fondi da parte dello Stato e della Regione per le quali, l’iscrizione
in bilancio avviene sulla base dei dati pubblicati sul sito internet
del Ministero degli Interni, e che alla data dell’elaborazione
del rendiconto non esisteva alcun documento che comunica l’insussistenza
degli stessi e che ne giustificava l’eliminazione dai residui.
Questa comunicazione è in contrasto con la normativa che
invece prevede che vanno iscritti a bilancio solo quelle risorse
ove esiste un titolo giuridico di credito: nella contabilità
pubblica difficilmente vengono prodotte comunicazioni che informano
sull’insussistenza delle risorse.
Comunque dopo tale comunicazione, mi sono preoccupato
di verificare sul sito internet del Ministero degli interni cosi
come suggeritomi dal Responsabile finanziario: non c'è
alcuna traccia delle risorse 140, 250 e 1000. Forse avrei dovuto
cercarle su www.lotto.it
Quello che invece ho trovato su internet in
merito alle spettanze e ai pagamenti dei fondi statali per il
comune di Recale, è l'amara sorpresa di scoprire che quei
fondi che sono riportati ancora a residuo da riscuotere, in realtà
risultano già pagati.
Riportiamo di seguito il dettaglio dei pagamenti:
1) Il residuo attivo riportato per la risorsa
990 relativo al 1997 pari a 10.243,85 euro, risulta pagato in
data 26 luglio 1997 (vedi allegato 1)
2) I residui attivi relativi alla risorsa 130
dell’anno 2000 pari a 134.059,20 (di cui 68.766,48 relativa
al contributo ordinario dello stato e 65.742,72 relativo contributo
ordinario dello stato Fondo Perequativo), risultano pagati a meno
15.041,18 euro (vedi dettaglio seguente)
Contributo ordinari spettante anno
2000: 601.647,13 (vedi allegato 2)
Contributo ordinario pagato anno 2000: 586.605,95
(vedi allegato 3)
Contributo ordinario a saldo residuo
anno 2000: 15.041,18 a fronte dei 68.766,48 riportati nel rendiconto.
Contributo ordinario fondo perequativo
spettante - anno 2000: 294.368,84 (vedi allegato 2)
Contributo ordinario fondo perequativo pagato - anno 2000:
294.368,84 (vedi allegato 4)
Residuo pari a 0 contrariamente ai
65.742,72 riportati nel rendiconto.
Anche per quanto riguarda il residuo attivo
risorsa 130 del 2002 pari a 39.022,49 risulta pagata a meno di
15.381 euro.
Infine, quanto alle risorse 140, 150, 1000 relative agli anni
2001, 2002 e 2003 per un importo complessivo pari a 407.327,17
ho già anticipato su quale sito si possa andare a cercarle.
Pertanto sulla base di questa verifica effettuata sul sito del
Ministero degli Interni, nel conto economico risultano risorse
attive per 560.520,61 euro di esigibilità quantomeno dubbia.
Inoltre, sempre dallo stesso sito risultano
pagati circa 11.370 euro per minori entrate relative all’imposta
sulla pubblicità, e sulle insegne luminose, che dal rendiconto
non si capisce se sono state accertate e riscosse.
Per quanto riguarda i residui passivi, da una
verifica effettuata sugli impegni relativi alla gestione del servizio
di raccolta rifiuti solidi urbani, l’importo impegnato risulta
inferiore di 13.394,51 euro rispetto alle fatture emesse dai fornitori
e protocollate al Comune (vedi allegato 4).
Alla luce di quanto sopra, e considerato che
anche il rispetto del patto di stabilità viene messo in
discussione da questi risultati, proponiamo il rinvio dell’argomento
per una verifica più approfondita di tutti i residui attivi
e passivi in ottemperanza alla normativa vigente, e l'iscrizione
in bilancio delle somme da restituire ai cittadini che stanno
pagando bollette una volta e mezzo più elevate rispetto
ai costi reali del servizio. In caso contrario, non volendo in
nessun modo condividere la responsabilità del disastro
finanziario che si delinea, il gruppo dell'Ulivo si allontana
dall'aula e non partecipa alla votazione, e chiede al Segretario
comunale che la delibera con tutti gli allegati venga trasmessa
alla Corte dei Conti – sezione giurisdizionale per la Campania.
Recale, 27 luglio 2004
il consigliere comunale Vincenzo Landolfo