
Nel giro di pochi mesi, i cittadini di Recale
hanno dovuto subire un rincaro generalizzato delle tariffe comunali
(ICI, servizio idrico e TARSU) senza precedenti, che ha fortemente
colpito i bilanci familiari già minacciati dall’aumento
dei prezzi, dai tagli alla spesa pubblica, dalla mancanza di lavoro.
Non è ammissibile tentare di far
fronte ai problemi finanziari del Comune tartassando le famiglie.
I cittadini non possono pagare il prezzo
degli sprechi e dell’inefficienza amministrativa: le tariffe
devono essere proporzionali al costo effettivo dei servizi erogati.
GLI AUMENTI SONO IL FRUTTO DI UNA CATTIVA
GESTIONE
Di fronte alle proteste per gli aumenti, gli
amministratori hanno riesumato la vecchia favola del “buco
di bilancio” ereditato dalle passate gestioni.
Se fosse vero, dovremmo constatare che in
due anni e mezzo non sono stati capaci di far nulla per affrontare
una simile minaccia. In realtà, invece, il “buco”
è solo una penosa bugia, inventata per nascondere l’aumento
incontrollato delle spese del Comune.

Non c’è da stupirsi di questo
aumento, di fronte alla girandola di consulenti provenienti dai
quattro angoli della provincia che hanno fatto passare le spese
per prestazione di servizi da 1.239.415 nel 2001 a 1.367.132 nel
2003.
Oppure guardando a quegli ex-LSU che potevano
essere una risorsa preziosa per risparmiare il costo di alcuni
servizi, e che invece vengono sottoutilizzati o incaricati di
svolgere compiti già previsti (e pagati) nei contratti
stipulati con fornitori privati.
Eppure in questi anni il Comune non ha dovuto
affrontare nessuna spesa straordinaria, non ha avviato nessun
grande progetto, i servizi ai cittadini non sono certo migliorati.
Recale si ritrova più povera senza
ricevere nulla in cambio.
L’amministrazione dell’Ulivo in
materia finanziaria adottò una linea di equità e
di rigore, che fu chiamata “pagare tutti per pagare meno”
e che portò a triplicare le entrate del Comune senza dover
aumentare le imposte.
L'abbandono di quella linea ha prodotto solo
risultati negativi: dal 2001 al 2003 l’avanzo di bilancio
si è ridotto da 700mila a 17mila euro circa, le tariffe
sono aumentate di una volta e mezzo e l’ICI è stata
portata alle stelle.
La prova che gli aumenti derivano dalla
cattiva gestione si ricava facilmente dai dati ufficiali dei bilanci
comunali: i costi dei servizi comunali per l’acqua e la
TARSU non sono aumentati, anzi semmai il Comune spende meno di
qualche anno fa.
QUANTO COSTA AL COMUNE IL SERVIZIO IDRICO
E QUANTO INVECE PAGANO I CITTADINI
Proviamo a fare un confronto fra quanto Il
Comune di Recale ha speso per il servizio idrico (comprendendo
tutte le voci, acquedotto, depurazione e fognatura, materie prime
e prestazioni di servizio) e quanto hanno pagato i cittadini:

Fra il 2001 e il 2002 l’amministrazione
dell’Ulivo stipulò un nuovo contratto con l’Eniacqua
che consentì un notevole abbattimento dei costi:

Mentre con le tariffe del 2001 le entrate
coprivano il 101% dei costi, nel 2003 arrivano al 156% e nel 2004
al 130% dei costi: un ricarico da far invidia a un negozio!
TARSU - UN CONTO CHE NON TORNA
Dai dati disponibili, la raccolta differenziata
dei rifiuti, da sola, consente un abbattimento del 30% circa delle
spese per lo smaltimento, il che significa che su 240mila euro
totali si spendono circa 70mila euro in meno.
Di fronte all’impegno richiesto ai cittadini
per effettuare la raccolta differenziata, ci sembra che questa
cifra debba essere ripartita tra i contribuenti, portando ad un
risparmio medio di circa 30 euro l’anno per nucleo familiare
(su 2.300 nuclei familiari).
In sintesi, fra tributi per l'acqua, la TARSU
e l’ICI, un famiglia recalese media (4 persone, 250 mc consumo
acqua, casa con reddito catastale di 450 euro/anno) si trova oggi
gravata da circa 500mila lire annue di AUMENTO delle imposte comunali,
che non corrispondono al costo dei servizi erogati né al
miglioramento dell'offerta.
Questa situazione non è ulteriormente
sostenibile, e non è pensabile scaricare sui contribuenti
il costo di scelte amministrative sbagliate.
Chiediamo all’amministrazione comunale
di cambiare strada e di riportare tutte le tariffe a livelli sostenibili: