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DOCUMENTAZIONE

legge 5 gennaio 94
n.36 -

Disposizioni in
materia di risorse
idriche

file Word - 65 kb

legge risorse idriche

 

Regione Campania
legge reg. 14/97

Direttive per
l'attuazione del
servizio idrico
integrato ai sensi
della legge 5 genn.
1994, n. 36

file Word - 30 kb

legge regionale acque

 

 

 

 

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Consuntivo 2003:
"I conti non tornano"

intervento del cons. Landolfo

 
   
 

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giu' le tariffe

Nel giro di pochi mesi, i cittadini di Recale hanno dovuto subire un rincaro generalizzato delle tariffe comunali (ICI, servizio idrico e TARSU) senza precedenti, che ha fortemente colpito i bilanci familiari già minacciati dall’aumento dei prezzi, dai tagli alla spesa pubblica, dalla mancanza di lavoro.

Non è ammissibile tentare di far fronte ai problemi finanziari del Comune tartassando le famiglie.

I cittadini non possono pagare il prezzo degli sprechi e dell’inefficienza amministrativa: le tariffe devono essere proporzionali al costo effettivo dei servizi erogati.


GLI AUMENTI SONO IL FRUTTO DI UNA CATTIVA GESTIONE

 

Di fronte alle proteste per gli aumenti, gli amministratori hanno riesumato la vecchia favola del “buco di bilancio” ereditato dalle passate gestioni.

 

Se fosse vero, dovremmo constatare che in due anni e mezzo non sono stati capaci di far nulla per affrontare una simile minaccia. In realtà, invece, il “buco” è solo una penosa bugia, inventata per nascondere l’aumento incontrollato delle spese del Comune.

 

grafici spese

 

Non c’è da stupirsi di questo aumento, di fronte alla girandola di consulenti provenienti dai quattro angoli della provincia che hanno fatto passare le spese per prestazione di servizi da 1.239.415 nel 2001 a 1.367.132 nel 2003.

Oppure guardando a quegli ex-LSU che potevano essere una risorsa preziosa per risparmiare il costo di alcuni servizi, e che invece vengono sottoutilizzati o incaricati di svolgere compiti già previsti (e pagati) nei contratti stipulati con fornitori privati.

 

Eppure in questi anni il Comune non ha dovuto affrontare nessuna spesa straordinaria, non ha avviato nessun grande progetto, i servizi ai cittadini non sono certo migliorati.

Recale si ritrova più povera senza ricevere nulla in cambio.

L’amministrazione dell’Ulivo in materia finanziaria adottò una linea di equità e di rigore, che fu chiamata “pagare tutti per pagare meno” e che portò a triplicare le entrate del Comune senza dover aumentare le imposte.

 

L'abbandono di quella linea ha prodotto solo risultati negativi: dal 2001 al 2003 l’avanzo di bilancio si è ridotto da 700mila a 17mila euro circa, le tariffe sono aumentate di una volta e mezzo e l’ICI è stata portata alle stelle.

 

La prova che gli aumenti derivano dalla cattiva gestione si ricava facilmente dai dati ufficiali dei bilanci comunali: i costi dei servizi comunali per l’acqua e la TARSU non sono aumentati, anzi semmai il Comune spende meno di qualche anno fa.


QUANTO COSTA AL COMUNE IL SERVIZIO IDRICO
E QUANTO INVECE PAGANO I CITTADINI

 

Proviamo a fare un confronto fra quanto Il Comune di Recale ha speso per il servizio idrico (comprendendo tutte le voci, acquedotto, depurazione e fognatura, materie prime e prestazioni di servizio) e quanto hanno pagato i cittadini:

tariffa acqua 2001

Fra il 2001 e il 2002 l’amministrazione dell’Ulivo stipulò un nuovo contratto con l’Eniacqua che consentì un notevole abbattimento dei costi:

tariffa acqua 2002-2004

Mentre con le tariffe del 2001 le entrate coprivano il 101% dei costi, nel 2003 arrivano al 156% e nel 2004 al 130% dei costi: un ricarico da far invidia a un negozio!


TARSU - UN CONTO CHE NON TORNA

 

Dai dati disponibili, la raccolta differenziata dei rifiuti, da sola, consente un abbattimento del 30% circa delle spese per lo smaltimento, il che significa che su 240mila euro totali si spendono circa 70mila euro in meno.

 

Di fronte all’impegno richiesto ai cittadini per effettuare la raccolta differenziata, ci sembra che questa cifra debba essere ripartita tra i contribuenti, portando ad un risparmio medio di circa 30 euro l’anno per nucleo familiare (su 2.300 nuclei familiari).


 

In sintesi, fra tributi per l'acqua, la TARSU e l’ICI, un famiglia recalese media (4 persone, 250 mc consumo acqua, casa con reddito catastale di 450 euro/anno) si trova oggi gravata da circa 500mila lire annue di AUMENTO delle imposte comunali, che non corrispondono al costo dei servizi erogati né al miglioramento dell'offerta.

Questa situazione non è ulteriormente sostenibile, e non è pensabile scaricare sui contribuenti il costo di scelte amministrative sbagliate.

Chiediamo all’amministrazione comunale di cambiare strada e di riportare tutte le tariffe a livelli sostenibili:

  • per l’acqua, stando anche al dettato della legge che stabilisce che le tariffe devono coprire il costo del servizio, chiediamo la restituzione di 153.481 euro (circa 61 € per nucleo familiare) percepiti oltre il dovuto per il 2003 e la riduzione, per il 2004, di 86.069 euro (circa 34 € per famiglia in media).
  • per la TARSU, una riduzione proporzionale al risparmio di cui godrà il Comune grazie alla raccolta differenziata.
  • chiediamo infine l’avvio di una politica di rigore nella gestione delle finanze comunali, per mettere fine agli sprechi e consentire ai cittadini di guardare al futuro con minore preoccupazione.

Recale, ottobre 2004 - le sezioni cittadine di:

 

DL, SDI, DS, RC