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15 novembre:
Permessi di soggiorno in nome di Dio

dalla Repubblica

 

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Blitz della polizia. Spezzate le catene ai due padri comboniani incatenati alla Questura di Caserta
da Lo Spettro

Immigrati. Due padri comboniani si incatenano alla Questura di Caserta
da Lo Spettro

Caserta: proteste dei Padri Comboniani
da Caserta 24 ore

Sabato 21 giugno: manifestazione
da Caserta 24 ore

I padri Comboniani si incatenano alla Prefettura di Caserta
ARCI Caserta

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Rilascio dei Permessi di soggiorno “In Nome di Dio” il 15 Novembre.

Le città dell’accoglienza si mobilitano

Sono numerose le città che hanno accolto la proposta dei Missionari Comboniani di Castel Volturno di rilasciare il 15 Novembre il Permesso di Soggiorno in Nome di Dio. E’ una lunga lista destinata ad aumentare in questi giorni.

9 novembre 2003

Tra pressioni e rifiuti di qualche istituzione l’iniziativa prosegue a difesa degli immigrati e specialmente del mondo sommerso degli immigrati “irregolari” facilmente vittima della criminalità organizzata. Il governo favorisce indirettamente l’illegalità costruendo attraverso la legge Bossi-Fini sbarramenti e complicazioni che impediscono la regolarizzazione degli immigrati.
In una società come la nostra con radici cristiane e che richiama spesso la sua cattolicità… si pone una domanda: ma Dio da che parte sta? La lettura della Parola di Dio per i cristiani, per coloro che credono fa dire che Dio è dalla parte dei poveri, d’altronde Lui è un povero in suo Figlio Gesù.

Per chi non crede (poi si tratta di vedere che cosa vuol dire, perché molti dei cosiddetti credenti forse non lo sono proprio, mentre al contrario…) c’è un richiamo alla nostra comune umanità, ai diritti fondamentali della persona ad un minimo di vita umana decente. Quindi questa iniziativa dei permessi di soggiorno “in Nome di Dio” trova accomunati in questa azione credenti e non credenti

Il dio dei potenti, delle Istituzioni e delle gerarchie anche ecclesiastiche, il mondo dei privilegi può non trovarsi d’accordo, ma in questa occasione il Nome di Dio viene usato correttamente perché Dio non può abbandonare i suoi figli “nuovi schiavi” nella nostra società. Dio non può abbandonare il suo Figlio anche Lui povero. Dio prende le difese dei suoi figli immigrati, fa causa comune con loro…

Diamo l’elenco delle città e dei referenti che stanno organizzando l’azione del 15 Novembre. Chi è interessato può telefonare e informarsi nella propria città.

Torino, Corrado Ferro - Camminare insieme corradoferro@tiscalinet.it - cell.330-211246
Genova, Comunità di Don Gallo - sanbenedetto@infinito.it - tel: 010-2471940
Milano, Anna Fazi - tel: 02-48009970 - oppure 349-1984807; anna.fazi@fastwebnet.it
Varese, Michela Bussolari, via Cervino 37 Venegono S. 0331-866290, 339-7890463 oppure Anna Malnati via Membri 21040 Malnate 0332-428297
Padova, Don Albino Bazzotto: beati@libero.it cell. 348-2641230 (Beati costruttori di Pace)
Venezia,, Barbara Dolce (Rete Antirazzista Venezia)
venchiaredo@libero.it, rastua@libero.it Cell.347-9011732
Bologna Rosanna Mulas, cell. 347-4042662 - email rosannamulas@libero.it
Ferrara, Maria Grazia Fergnani, via Chizzolini, 60, fmassel@libero.it cell.335-5605065 o 0532-751482
Parma, Simone Strozzi, simone.strozzi@lampogas.it, 338-6714866 oppure Don Luciano 0521- 238953
Pesaro, Padre Manuel e Padre Roberto 0721-50895 combonianips@tin.it.
Firenze, Don Alessandro Santoro - tel: 055-373737 email: ilmuretto@libero.it - anche Padre Lino Missionari Comboniani - tel: 055-577960 - email combonifi@hotmail.com
Pistoia, Don Paolo Tofani: p.tofani@tiscali.it, 0574-718049, a.vermigli@rrrquarrata.it
Roma, Edgar Galiano 347-4548793 o 06-45425391 e mail: edgargaliano@hotmail.com,
oppure Suor Franca, Missionarie Comboniane, Via Paolina 12 tel.06-4883483
Napoli, Padre Fernando e Padre Michele tel.081-7312873 e mail combcas@tin.it
Avellino, Giovanni Sarubbi 333-7043384
Salerno, Antonio 328-9352868 e mail: bonant@infinito.it
Palermo, Maria Montana, via Cappuccini,9 , 0916570129 368-7206331
Messina, Padre Cosimo Spadavecchia te.090-2930225 email comboniani@eniware.it
Agrigento, Padre Gaspare Di Vincenzo 0922-774149 , cell. 349-3986426.
Convento S.Angelo Largo SS. Salvatore 92027 LICATA (AG).

Altre città si stanno preparando e in questi giorni confermeranno la loro adesione e partecipazione.

Padre Giorgio Poletti, Padre Franco, Padre Claudio e Fratel Nicola
Missionari Comboniani Castel Volturno
Tel.0823-851390 oppure 338-8562963


il Mattino, 7 ottobre 03

I Comboniani a Roma

Con i frati anche 9 bus di immigrati

«Salvare l'Africa con l'Africa», era il motto di Daniele Comboni, il missionario beatificato domenica scorsa da Giovani Paolo II. Padre Giorgio, il prete della chiesa S. Maria dell'Aiuto di Castelvolturno, che a S. Pietro ha accompagnato 450 africani immigrati di Castelvolturno, Comboni lo ha «conosciuto» 40 anni fa. «Da allora, dice il religioso, il mio unico scopo nella vita è stato rendermi utile per il Continente Nero, e a Castelvolturno, in questo momento, c'è molto da fare». Loro, gli immigrati di Castelvolturno, hanno dimostrato proprio domenica di essere molto legati al neo-santo e ai quattro missionari della chiesa del villaggio agricolo.
Nessuno immaginava che un numero cosi alto di extracomunitari rispondesse all'invito per la beatificazione. Padre Giorgio, dieci giorni fa prenotò due pullman, sperando di riuscire a riempirli tutti per ammortizzare le spese, e invece, si sono subito raggiunte 450 prenotazioni. Domenica mattina da Castelvolturno alla volta di Roma è partita una carovana di nove autobus, carichi di ragazzi e ragazze dai 20 ai 30 anni, che dopo la messa celebrata dal Papa, durante una manifestazione davanti la casa del governo a Montecitorio, hanno avanzato una sola richiesta ai politici Italiani: «Non soldi, non lavoro, non casa: chiediamo solo considerazione». «Se i governanti italiani ci dessero la dignità di individui, finora negata, ha detto una ragazza di colore, siamo certi si riuscirebbe anche ad isolare i nostri connazionali che qui in Italia delinquono e buttano discredito su tutta l'Africa». La kermesse a Piazza Montecitorio è iniziata con l'esibizione della cantautrice Agense Ginocchio, di Piedimonte d'Alife ed è continuata con i saluti del vice sindaco di Roma, Maria Pia Garavaglia e quelli dell'attore Giulio Scarpati, che ha ricordato un suo recente viaggio a Castelvolturno, ospite di padre Giorgio e padre Franco.

Vincenzo Ammaliato, il Mattino



Azione Ecclesiale Nonviolenta

Domenica 5 ottobre davanti a Montecitorio (Roma)


Domenica mattina 5 ottobre in piazza S. Pietro a Roma viene canonizzato Daniele
Comboni, fondatore dei missionari comboniani, un uomo che ha dato tutta la sua
vita per l’Africa e gli Africani del suo tempo.

Missionari Comboniani continuano a vivere il carisma del Comboni nel nostro tempo in difesa degli immigrati in Italia.

La commissione Giustizia e Pace degli Istituti Comboniani riunitasi nella prima settimana di Luglio 2003, ha pensato di proporre una iniziativa in concomitanza con la canonizzazione del beato Daniele Comboni il 5 ottobre prossimo.

La commissione invita, dopo aver partecipato alla celebrazione della canonizzazione in Piazza S. Pietro, a ritrovarsi in Piazza Montecitorio (Roma) alle ore 17.00 dello stesso giorno insieme ai confratelli, consorelle e tutti coloro che volessero partecipare per recitare il rosario e cantare canti di pace davanti al palazzo del Governo italiano.

Fai sentire la tua voce: invia un fax o un email ai Missionari Comboniani Capitolari, riuniti a Roma, affinché aderiscano all'Azione Ecclesiale Nonviolenta in difesa degli immigrati.

testo del Fax/email:

Ai Missionari comboniani Capitolari

Appoggiamo Azione Ecclesiale Nonviolenta in difesa degli immigrati, proposta dalla Commissione Giustizia e Pace degli Istituti Comboniani, il 5 ottobre alle ore 17.00 davanti a Montecitorio, dopo la canonizzazione del Comboni.
Comboni sarebbe orgoglioso di voi!


Numeri di fax a cui inviare il testo:
Segreteria Generale Congregazione Comboniani: 06 51945275
Procura Generale Comboniani: 06 51945213

email:
Segreteria generale Missionari Comboniani: curiamccj@pcn.net
Superiore Generale Missionari Comboniani: supgenmccj@pcn.net
Vicario Generale Missionari Comboniani: vicgmccj@pcn.net

Per aderire online a questo appello, clicca qui


29 luglio 2003

Un decalogo dei padri comboniani per aiutare gli immigrati oggi.

La lista dei corpi senza vita di immigrati che tentano di sbarcare a Lampedusa aumenta ogni giorno. Certi politici italiani istigano, con linguaggi anacronistici e razzisti, azioni di abbattimento. Non possiamo rimanere indifferenti e tanto meno silenti. Siamo chiamati in causa nel tentativo di trovare percorsi e soluzioni che portino a non sentirci conniventi con una mentalità antievangelica.

segue su Libera


9 luglio 2003

Castelvolturno. Gazzarra dei sostenitori di Borghezio e Scalzone contro i padri comboniani
di Raffaele Sardo

Doveva essere un Consiglio Comunale per trovare delle vie d’uscita ad un problema che per le sue dimensioni arreca gravi disagi alla popolazione residente, ma che invece si è trasformato in un “processo” ai padri comboniani. Una gazzarra contro il religioso che non è stata mai interrotta, né condannata dal sindaco, nè dal presidente del Consiglio comunale. Nella sala, oltre ai consiglieri e a un numeroso pubblico, c’erano anche i parlamentari Lorenzo Diana (DS), membro della Commissione Antimafia e Mario Landolfi, portavoce di An. [...]
Ma padre Giorgio non si è lasciato intimidire dal clima ostile della sala: “Mi sono riproposto nella mia coscienza di uomo e di cristiano che difenderò sempre questa gente. Siamo dichiaratamente contro la legge Bossi-Fini, come missionari, in nome del Vangelo e in nome degli ultimi. Faremo l’obiezione di coscienza alla legge Bossi – Fini che riteniamo appartenga ad una visione anacronistica della storia, ad una visione sorpassata, di altri tempi. Ma pongo anche a voi, come prete, come uomo e come membro della comunità comboniana, un interrogativo come cristiani: dobbiamo osservarla questa legge? Come cristiani dobbiamo avere questa visione della vita?”

segue su Lo Spettro


Il Mattino, 1 luglio 2003

Immigrati, tutti contro Borghezio

Da destra a sinistra, da Caserta a Napoli e fino al Parlamento: una sola voce per bocciare il leghista Mario Borghezio, la sua visita-arringa a Castelvolturno, la sua ricetta contro gli immigrati. E se il deputato di An Mario Landolfi, eletto nel collegio domiziano, già domenica aveva liquidato i suoi proclami come «un colpo di sole», il parlamentare della margherita Pierino Squeglia, eletto a Marcianise ha sottolineato che si tratta di «una pagina nera per Caserta. Non perchè sia stato accolta un leghista come Borghezio. L'accoglienza, infatti, anche di un leghista rientra nella cultura e fa parte della sensibilità dei casertani. L'assurdo è che qualcuno gli ha consentito di impartire lezioni di civiltà e di fare comizi usando contro gli extracomunitari gli stessi toni che generalmente nella sua Padania usa contro i meridionali». Per Riccardo Ventre, presidente polista della Provincia, quella dell’europarlamentare del carroccio «è stata una visita inopportuna». E ha aggiunto: «Non si può sfruttare, come ha fatto lui, l'esasperazione della gente per fare mera propaganda politica». Da Napoli arriva il commento polemico del sindaco Rosa Russo Iervolino, alle prese con il caso-Saviano: «Borghezio già appesta casa sua, sarebbe meglio se non appestasse pure qui».

segue sul Mattino


Il 27 giugno, manifestazione di preghiera davanti alle Prefetture

Sono state distribuite circa 40.000 cartoline in appoggio all’iniziativa dei Missionari Comboniani di Castel Volturno, per preparare i momenti di preghiera davanti alle Prefetture.
Un comunicato della commissione Giustizia e Pace dei Comboniani ha invitato associazioni e gruppi a organizzare e partecipare a questo momento di preghiera. E’ la festa del Sacro Cuore di Gesù, non semplicemente una festa di devozione ma di piena partecipazione all’umanità sofferente che incontriamo sul nostro cammino nella presenza degli immigrati e in particolare degli Africani, più discriminati e oppressi. Il Cuore di Gesù simbolo dell’amore è solidale con il popolo dei diseredati di una patria, di una casa, di un lavoro, del diritto a sopravivere.

Missionari Comboniani di Castelvolturno
via Matilde Serao 8 - 81030 Castel Volturno (Caserta) - tel./fax0823.851390

combonianicastelvolturno@hotmail.com


In solidarietà con gli immigrati:
davanti alle prefetture il 27 giugno

La commissione Giustizia e Pace degli Istituti Missionari Comboniani in continuità con l’azione non violenta compiuta dai confratelli incatenati davanti alla questura di Caserta e in solidarietà con tutti i cittadini immigrati vittime di soprusi e non accoglienza, sollecita un momento ecclesiale di preghiera davanti alle Prefetture italiane.

Si invitano le comunità religiose e i gruppi ecclesiali a presentarsi il 27 giugno davanti alla prefettura della propria città con una croce, una catena e un cartellone riportante la seguente frase: “Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri”. (Don Lorenzo Milani)

Vuole essere un momento di preghiera silenziosa per richiamare l’attenzione di tutta la società sulla deplorevole situazione che molti immigrati vivono. Questa disumanità non può lasciarci indifferenti.

“Celebrare il Sacro Cuore afferma p.Mosè Mora segretario della commissione significa anche assumere con la compassione di Dio la situazione delle persone trafitte e inchiodate. Oggi, in Italia, la piaga della non accoglienza che si trasforma in atteggiamenti di rifiuto e in nuove strategie di sicurezza che richiamano a rastrellamenti di pulizia etnica, in coscienza non può essere accettata e tantomeno sostenuta. O la legge è al servizio dell’uomo, o non è legge”.

Commissione Giustizia e Pace degli Istituti Missionari Comboniani
p.Mosè Mora


SABATO 21 GIUGNO

CASERTA STAZ. FF.SS. ORE 10.00
MANIFESTAZIONE CORTEO

1) Per dire Stop ai rastrellamenti ed alla repressione nei confronti dei nostri fratelli migranti, rifugiati e profughi;

2) Per chiedere al Governo ed alla Prefettura che entro la fine di giugno parta la commissione locale per i rifugiati;

3) Perché vengano sbloccate le pratiche di coloro che hanno denunciato (attraverso l’avvio di una vertenza di lavoro) i datori di lavoro che si rifiutavano di regolarizzare i rapporti lavorativi;

4) Perché si provveda ad un’accelerazione nella consegna dei permessi di soggiorno della sanatoria;

5) Perché le istituzioni nazionali e locali prendano in esame la proposta di modifica di legge Bossi-Fini elaborata dal Movimento dei Migranti di Caserta con particolare riferimento alla possibilità di una nuova sanatoria specialmente per i lavoratori autonomi.

Missionari Comboniani di Castelvolturno
via Matilde Serao 8 - 81030 Castel Volturno (Caserta) - tel./fax0823.851390

combonianicastelvolturno@hotmail.com


l'Unità - 8 giugno 2003

Castelvolturno, i comboniani dicono messa contro
i rastrellamenti della Bossi-Fini

È giunta al quinto giorno la protesta dei missionari Comboniani contro le modalità dell'operazione Alto Impatto (condotta da un mese dalle forze dell'ordine contro la criminalità nelle province di Napoli e Caserta) che, a loro dire, rappresentano «una vera e propria persecuzione» contro gli immigrati extracomunitari.

sit-in questura di casertaSi moltiplicano, intanto, le iniziative per esprimere solidarietà ai religiosi: Padre Alex Zanotelli ha ribadito oggi l'invito a «inondare di fax ed e-mail» la prefettura e la questura di Caserta, specie dopo l'intervento della polizia che ieri ha fatto allontanare i missionari dal palazzo della questura, dove si erano incatenati. Altrettanto stanno facendo associazioni cattoliche, come quella dei Laici Comboniani, con un tam-tam di messaggi via posta elettronica; forte sostegno all'iniziativa viene anche dai giovani dei centri sociali.

Il sit-in pacifico prosegue, anche oggi, ma dall'altro lato di piazza Vanvitelli e non più sotto le finestre della Questura. Oggi pomeriggio nel luogo dove è in corso il presidio sarà celebrata una messa da don Vitaliano Della Sala, il prete vicino ai no global che negli ultimi giorni ha più volte partecipato al sit-in dei Comboniani. Si registrano intanto anche prese di distanza dall'iniziativa dei religiosi: le modalità dell'operazione Alto Impatto vengono difese, ad esempio, da alcune associazioni e dallo stesso sindaco di Castelvolturno, Antonio Scalzone, che oggi ha iniziato a dissociarsi dall'intervento repressivo delle forze dell'ordine avvenuto sabato.

Sabato alle 4.15 infatti una squadra di più di 20 poliziotti guidati da 6 uomini della Digos, accompagnati da alcuni uomini della Squadra Mobile in borghese, e dai vigili del Fuoco, hanno troncato i lucchetti con cui i due missionari comboniani, padre Giorgio e padre Franco. Incatenati alle inferriate della Questura-Prefettura di Caserta da tre giorni denunciavano i rastrellamenti di africani innocenti a Castel Volturno, nell'ambito dell'operazione "Alto impatto". Il blitz è stato una vera e propria manifestazione di forza contro persone inoffensive e pacifiche che manifestano civilmente da giorni a favore di persone che in Italia sono private dei diritti più elementari, grazie ad una legge come la Bossi-Fini. Insieme ai due religiosi c'erano poche altre persone, tra cui alcuni giovani dei centri sociali di Caserta che stanno sostenendo la lotta dei comboniani in difesa dei migranti.

«Ancora una volta - commenta invece il presidente della Provincia di Napoli, Amato Lamberti, solidale con i missionari - ci scontriamo con atteggiamenti censurabili nei confronti degli immigrati. L'operazione Alto Impatto nel Casertano non deve scaricarsi sulla fasce più deboli ma concentrarsi sulla criminalità organizzata».

Preferisce rimanere fuori dalle polemiche politiche locali padre Giorgio Poletti, uno dei Comboniani della parrocchia di Castelvolturno che sta conducendo la protesta. «La nostra - dice - è una iniziativa assolutamente ecclesiale, nata dall'amore per il Vangelo e per i poveri. Poveri che qui, in Italia, non possiamo non identificare con gli immigrati». Molti extracomunitari «non sono nè angeli nè santi - riconosce il religioso - ma la grande maggioranza è fatta di persone deboli e indifese, che hanno bisogno di aiuto e non di azioni repressive generalizzate da parte delle forze dell'ordine».

«Noi - ripete il Comboniano - combattiamo da anni la cultura della criminalità, della droga, l'orrenda forma di schiavitù rappresentata dalla tratta delle donne. Ma non è possibile accettare passivamente i rastrellamenti e le altre forme di sopruso che abbiamo visto nelle ultime settimane contro tutti gli immigrati, in modo indiscriminato, nel Casertano». I religiosi intendono quindi proseguire il sit-in pacifico, almeno fin quando non sarà istituito il tavolo istituzionale che stanno sollecitando: «Vorremmo un confronto tra enti locali, forze dell'ordine, volontariato e associazioni, per definire insieme una strategia positiva che affronti i problemi di sicurezza del territorio ma senza perseguitare gli innocenti».

L'associazione "Articolo 21 Liberi di" aderisce - tramite il suo portavoce Giuseppe Giulietti - all'iniziativa lanciata da l'Unità, affinchè si inviino messaggi di protesta al servizio immigrazione del ministero dell'Interno sulla vicenda dei missionari Comboniani. «Ci auguriamo - dice il portavoce di Articolo 21 - che radio, giornali e televisioni vogliano dare spazio a questa vicenda che, fatta eccezione per alcuni quotidiani, sembra non interessarli. L'episodio che ha colpito i padri Comboniani è l' ultimo emblematico esempio della censura della libera espressione contro alcuni cittadini che democraticamente e pacificamente hanno fatto valere il proprio diritto di dissentire contro una misura del governo».


Il Mattino, 8 giugno 2003

In pochi alla contromanifestazione

Vincenzo Ammaliato
Non autorizzata dalla questura a raggiungere Caserta la manifestazione contro i padri Comboniani. L’appuntamento di è stato quindi trasferito nella Casa Comunale di Castelvolturno. Nell'aula consiliare, insieme ad una trentina di manifestanti e al sindaco di Castelvolturno, Antonio Scalzone, erano presenti i deputati del polo Nicola Cosentino e Gennaro Coronella. Ribadita da tutti, oltre alla solidrietà alle forze dell'ordine impegnate nell'operazione Alto Impatto, la ferma posizione nel non mettere in discussione in alcun modo la legge Bossi-Fini. «Che la chiesa locale - ha dichiarato Nicola Cosentino - si impegni nell'interesse di tutti i cittadini di Castelvolturno e non solo di quelli di colore». «I problemi del territorio - ha continuato il parlamentare - sono legati all'inquinamento ambientale che blocca lo sviluppo turistico della zona; se i Comboniani vogliono manifestare che lo facciano, ad esempio, affinchè i regi lagni non inquinino il mare e non contro le forze dell'ordine che mettono a rischio la propria vita per la tutela dei cittadini sani». Per l'onorevole Coronella, bisogna essere grati alla solerzia del sindaco Scalzone, che ha fatto sì che a Castelvolturno fosse destinato un tale numero di forze dell'ordine.

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Il Mattino, 8 giugno 2003

IN CATENE PER GLI IMMIGRATI

Antonio Pastore
Una valanga di email, di fax che hanno mandato in tilt i sistemi di ricezione della Questura e anche di qualche giornale (compreso, per un po’, il nostro). Il popolo della solidarietà e dell’accoglienza ha risposto all’appello dei padri comboniani da quasi cinque giorni incatenati a piazza Vanvitelli. Messaggi che hanno avuto una impennata con l’operazione di polizia che l’altra notte ha sgomberato i religiosi dalla loro postazione davanti alla questura e costretti a trasferirsi (masserizie e catene al seguito) a qualche decina di metri.
Scrive Rosanna Mulas, e ripete al questore «che quanto sta accandendo lì da lei comincia a fare il giro di Internet». «Essere forte con i deboli e deboli con i forti non sana le ingiustizie - avverte il messaggio - e non rende più sicura la nostra società». «Dall’alto della zona dei laghi - si elgge in un altra email - unisco la mia protesta a quella dei padri comboniani incatenatisi. Dove sono i valori cristiani cui i leader di questo paese dicono di ispirarsi? Vegogna doppia quando le persecuzioni vengono da un popolo che dovrebbne sapere cosa vuol dire emigrare per sfuggire alla povertà». E poi Mara, che sollecita tutti a moltiplicare i messaggi, esprimendo solidarietà al vescovo Nogaro e «pieno appoggio ai missionari comboniani». I missionari comboniani di Bari, sempre per posta elettronica, esprimono la loro amarezza: «Ci saremo aspettati una presa di posizione da parte di tutta la comunità nazionale, degli enti locali e del governo per garantire e promuovere - scrivono - la dignità dei poveri più che il tenativo di criminalizzare gli immigrati». E quindi ecco Marco Di Gregorio, che rilancia il testo apparso già da due giorni nel sito di Peaceklink di Taranto, e aggiunge una favola «per aiutare a combattere i pregiudizi».

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Il Mattino, 8 giugno 2003
Diana a Ventre: assemblea subito alla Provincia

Un consiglio provinciale, subito. Per discutere se il ceto politico del centrodestra è quello che in Provincia porta avanti con Ventre il «Progetto Speranza», per il recupero delle ragazze straniere cadute nella rete della prostituzione, oppure quella che a Castelvolturno si scagliava ieri, con Cosentino e Coronella contro i padri comboniani e quella chiesa locale che «privilegia gli uomini di colore rispetto agli italiani», per dirla con il leader di Fi.
Lo ha chiesto il deputato dei Ds Lorenzo Diana, della commissione antimafia.

Il Mattino, 7 giugno 2003
Il popolo di Nogaro con i comboniani

Silvestro Montanaro
Fisica ma non violenta, visibile e documentata dalle firme – ne sono giunte centinaia - apposte in calce all’appello che contesta le modalità repressive e l’efficacia dell’operazione Alto Impatto in corso a Castelvolturno. Continua ininterrotta la protesta dei Comboniani incatenati ad una grata di Palazzo Acquaviva, sede a Caserta di Prefettura e Questura, ormai da mercoledì scorso.
«Nella lotta in favore degli immigrati clandestini non sono soli – afferma Mariella Natale, responsabile provinciale di Libera - ad essi giunge ora la solidarietà delle parti sociali». Libera, in un documento – sottoposto all’attenzione dei Padri Comboniani - stilato con la collaborazione di Mimmo Pascarella (Cgil) e sottoscritto anche dal relativo sindacato di Polizia il Silp e poi da Cisl, Uil, Legambiente, Arci, Emergency stigmatizza «i rastrellamenti di immigrati africani a Castelvolturno». «Non si tratta – argomenta la nota – di una critica alle forze dell’ordine ma degli ordini impartiti: una volta era specificato che l’accompagnamento oltre i confini degli extracomunitari senza documenti doveva avvenire in modo non oltraggioso. È ancora così?». «È giusto colpire – recita altro brano – alla cieca nel mucchio dei deboli quando invece bisogna identificare e punire gli spacciatori di droga e gli organizzatori del mercato di carne umana?». «Una polizia moderna ed efficiente – continua il documento - ha i mezzi per farlo. Noi riteniamo che le forze dell’ordine siano essenziali per la nostra sicurezza ma guai se passasse l’idea che gli stranieri siano un pericolo per l’ordine pubblico».
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il Mattino, 6 giugno 2003
Comboniani in piazza, la protesta non si ferma

Antonella Laudisi
Lotta e preghiera. A uno a uno i misteri dolorosi dell’immigrazione vengono racitati come in un rosario: spaccio di droga, prostituzione; certo. Ma anche tanta umanità, tanta speranza nei cuori di chi arriva in Italia solamente per guadagnarsi un pezzo di pane altrimenti negato in patria.
Padre Giorgio e padre Franco, ai quali ieri si è aggiunto padre Claudio, e poi ancora le suore della comunità del Sacro Cuore di Gesù non recedono dalla protesta nemmeno quando il questore di Caserta Vincenzo Roca si ferma a discutere con loro della «grande tematica dell’immigrazione». «Resteremo qui - conferma padre Giorgio - fino a quando non verranno rivisti i metodi finora utilizzati nei confronti degli extracomunitari». Più che un atto d’accusa verso le forze dell’ordine, che comunque svolgono un compito di controllo capillare del territorio, è un appello affinché venga rivista la legge Bossi-Fini che, spiegano i comboniani, «prevede l’espulsione semplicemente se non si è in regola col permesso di soggiorno. ma - aggiungono - chi delinque quel permesso se l’è procurato».
Ieri, comunque, la manifestazione dei padri comboniani ha incassato la solidarietà dell’assessore regionale Adriana Buffardi. Mercoledì, invece, erano passati personalmente a «condivisione» la lotta il segretario provinciale di Rifondazione Enrico Milani, il vertice della Cgil con Michele Colamonici e una folla di giovani dell’ex Canapificio che in un comujnicato parlano di «caccia al nero».
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l'Unità, 5 giugno 2003
Don Giorgio e don Francesco in catene davanti alla Questura: «Basta caccia all'immigrato»
di Raffaele Sardo

CASERTA. Un ombrellone, un tavolino, una catena lunga almeno tre metri e alcuni cartelli contro la Bossi-Fini. E' l'armamentario che due padri comboniani, Giorgio Poletti (62 anni, nato a Ferrara) e Francesco Nascimbene (50 anni, di Varese) hanno portato da Castel Volturno fino a Caserta, in Piazza Vanvitelli, davanti al palazzo dove hanno sede la Prefettura e la Questura. E da mercoledì mattina vivono in tre metri per tre, sul marciapiedi della Questura, incatenati ad una finestra del palazzo.
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il Mattino, 5 giugno 2003
«Basta con le deportazioni degli immigrati»

Antonella Laudisi
Non hanno difficoltà a parlare di rastrellamenti e deportazioni, parole che nell’immaginario rimandano a una storia neppure troppo lontana di abusi e di intolleranza, di lager e di persecuzioni.

«Gli immigrati a Castelvoltuno stanno subendo umiliazioni ingiustificate; le forze dell’ordine entrano nelle case, abbattono porte; hanno portato via anche una donna malata di Aids che neppure si reggeva in piedi».
Argomenta così la protesta padre Franco: «Non c’è dubbio che il litorale domizio sia un luogo dove spaccio di droga e sfruttamento della prostituzione sono così radicati da far paura. Ma che c’entrano tutti questi immigrati che hanno come sola colpa quella di non potersi comprare un permesso di soggiorno?».
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