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 L'INIQUO "REGALO"
     

 

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presi per il pupo

 

Il «bonus bimbo» di 1000 euro, il regalo della cicogna governativa al secondo figlio di ogni famiglia (italiana o comunitaria ma non extracomunitaria) lascerà l'amaro in bocca alla stragrande maggioranza delle famiglie.

E' già successo agli anziani con la promessa del milione al mese di pensione, della dentiera gratis, degli ospedali a domicilio, del sostegno alla non autosufficienza:

tutte promesse non mantenute cui si è accompagnato un peggioramento della qualità dei servizi sociali e sanitari.

 

PARTI UGUALI TRA DISEGUALI:

il bonus di 1000 euro viene dato a prescindere dal reddito.
L'iniquità risulta ancora più clamorosa a fronte del fatto che i 300 milioni di euro del bonus sono recuperati dal Fondo di accantonamento per aumentare l'indennità di disoccupazione, previsto dal Patto per l'Italia sottoscritto dal governo con Cisl e Uil.

 

Tanti giovani in cerca di lavoro saranno felici di rinunciare a questi aumenti, sapendo che serviranno al regalo per il secondogenito di un miliardario. (E faranno bene a sbrigarsi a mettere al mondo un paio di gemelli entro il 2004, o non vedranno un euro...)

 

Le coppie, le famiglie, le persone non hanno bisogno del regalo della cicogna, ma di servizi ed opportunità che accompagnino e sostengano la cura e la crescita dei figli.

Hanno bisogno di una piena e buona occupazione per i padri, le madri e in futuro per i figli. Di una scuola che, a partire dall'infanzia, offra un progetto educativo e di socializzazione adeguato. Di una sanità che funzioni.

L'opposto della politica del governo Berlusconi, che con il bonus finge di dare ma con la Finanziaria toglie 26 miliardi di risorse agli enti locali, 23 miliardi alla sanità, 300 milioni al fondo per le politiche sociali.

In totale, 50 miliardi di vita peggiore per tutti noi.

 

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