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26 giugno 2003

I Consiglieri di minoranza dl Comune di Recale hanno abbandonato la seduta consiliare dopo aver dato lettura del documento che segue


COMUNICAZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE DI RECALE

I consiglieri comunali di minoranza Gadola Ovidio, Gianoglio Filiberto, Landolfo Vincenzo, Lasco Giuseppe, esprimono tutto il loro allarme per gli attacchi condotti ai principi di legalità e di tutela dei diritti del Consiglio Comunale di Recale: l’autonomia ed il ruolo del massimo organismo rappresentativo cittadino sono stati menomati e compromessi dalle scelte del Presidente del Consiglio Comunale che – lungi dal rivestire il suo ruolo istituzionale di garante imparziale dei diritti di tutti i consiglieri e del rispetto del Regolamento che disciplina i lavori del Consiglio – si è fatto attore di gravi e continue violazioni delle norme regolamentari, ostacolando il libero svolgimento del dibattito consiliare, impedendo l’attività dell’opposizione e compromettendo la stessa legittimità delle deliberazioni del Consiglio.

In particolare, i consiglieri comunali di minoranza denunciano che:

  • nella seduta consiliare del 10 aprile 2003, convocata su richiesta dei gruppi di opposizione con all’Ordine del giorno “Ricognizione dell’elaborato grafico autentico del P.d.F. – Provvedimenti consequenziali” il presidente ha di fatto impedito che il Consiglio deliberasse su tale argomento che, se approvato, avrebbe permesso di evitare la bocciatura del Piano per gli Insediamenti Produttivi e in seguito dello stesso Piano Regolatore Generale.
  • nella seduta dell’8 maggio 2003 con eguale Ordine del giorno, il presidente reiterava un analogo comportamento, impedendo nuovamente al Consiglio Comunale di deliberare, come pure non provvedeva a convocare il Consiglio Comunale richiesto dai gruppi di opposizione in data 22 maggio 2003 – protocollo 4134, con all’Ordine del Giorno l’argomento “Controdeduzioni al parere del CTR del 17.4.2003 ed indicazioni al Consiglio Provinciale di Caserta per l’esame del PRG di Recale”. Tale argomento, corredato di regolare proposta, se approvato dal Consiglio Comunale di Recale avrebbe evitato la bocciatura del PRG.
    Con il rifiuto di porre ai voti l’argomento “Ricognizione degli atti del PdF” nelle sedute del 10 aprile e dell’8 maggio e il rifiuto di convocare il Consiglio Comunale con all’Ordine del giorno “Controdeduzioni al parere del CTR” il presidente del Consiglio si è assunto la grave responsabilità di aver violato il nostro diritto di esercitare le funzioni di consiglieri comunali di opposizione.

Ma con quelle omissioni il presidente si è assunto un’altra responsabilità ben più grave: se le nostre proposte fossero state approvate dal Consiglio e le relative delibere fossero state opportunamente inviate al Presidente dell’Amministrazione Provinciale prima che il Consiglio Provinciale assumesse la deliberazione finale, avremmo fornito allo stesso Consiglio Provinciale – così come suggerito anche nella relazione del CTR – elementi sufficienti per un favorevole esame del Piano regolatore Generale di Recale.

  • nella seduta consiliare del 29 maggio 2003, nel porre in esame l’argomento “Unione tra Comuni – approvazione schema di statuto dell’Unione tra Comuni per la gestione di funzioni” il presidente, in violazione di quanto stabilito nel Regolamento del Consiglio Comunale, non procedeva a dare lettura dello schema di Statuto e non procedeva a porre ai voti l’approvazione dello stesso articolo per articolo, imponendo l’approvazione dell’argomento attraverso una votazione irregolare, che determinava l’impossibilità per l’opposizione di esprimere il proprio voto.
  • nella seduta consiliare del 12 giugno 2003, infine, nel momento in cui consiglieri comunali dell’opposizione si accingevano a chiedere le ragioni del mancato recupero di somme oggetto di condanna da parte della Corte dei Conti in danno di precedenti amministratori comunali, e mentre gli stessi consiglieri di opposizione procedevano a dimostrare che l’importo di circa 700 milioni di vecchie lire di maggiori imposizioni a carico dei cittadini poteva essere notevolmente ridotto, il presidente del Consiglio ha deliberatamente messo in atto un comportamento volto ad impedire che quelle denunce venissero espresse.
    In quella seduta, in violazione di quanto stabilito dal Regolamento consiliare, il presidente consentiva che il funzionario dott. Maddaluna nel suo intervento valicasse l’ambito tecnico di sua competenza e si lasciasse andare a valutazioni politiche di stretta pertinenza dei consiglieri eletti, facendo anche riferimenti polemici nei confronti di consiglieri comunali che fra l’altro non avevano diritto di replica.
    Infine – con un atto del tutto abusivo – il presidente disponeva l’intervento della forza pubblica per imporre l’allontanamento del consigliere Gianoglio, scavalcando le competenze del Consiglio Comunale chiaramente tutelate dal Regolamento.

In considerazione di quanto esposto, i consiglieri comunali di minoranza, ritenendo che persista un grave clima di prevaricazione, dichiarano di non partecipare ai lavori del Consiglio di questa sera e si riservano nei prossimi giorni di intraprendere tutte le iniziative opportune a tutela dei diritti dell’intero Consiglio Comunale e per il ripristino della legalità e dell’agibilità democratica del Consiglio Comunale di Recale.

 

Recale, 26 giugno 2003

 

i Consiglieri
Ovidio Gadola
Filiberto Gianoglio
Vincenzo Landolfo
Giuseppe Lasco