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Premetto che come Gruppo Consiliare dell'Ulivo
ci rendiamo pienamente conto delle difficoltà che l'Amministrazione
di un Comune del Mezzogiorno incontra in questo difficile autunno.
Difficoltà legate ad una congiuntura economica pesante e
aggravate da una legge finanziaria per il 2003 che il presidente
di Confindustria ha definito "la peggiore mai vista" e
addirittura "immorale per il sud".
La
scelta del governo di centro destra di scaricare sugli Enti locali
tutti gli oneri della crisi ne riduce drammaticamente l'autonomia
e la capacità di dare risposte positive ai bisogni delle
comunità amministrate.
Se non si vuole che i cittadini paghino un pesante scotto, è
necessario un grande senso di responsabilità ed una grande
capacità di amministrare e di progettare il futuro.
Per questo abbiamo accolto con forte preoccupazione l'allarme lanciato
da parte dell'Amministrazione in merito ad un presunto buco finanziario
nel bilancio 2002. Dopo un mese di voci incontrollabili, l'Amministrazione
ha finalmente presentato una proposta di riequilibrio per risanare
il presunto buco.
Ad
un esame dei dati finanziari, ed alla luce della relazione dell'Organo
di Controllo, noi sosteniamo che la proposta avanzata dall'Amministrazione
è illegittima dal punto di vista amministrativo ed è
addirittura dannosa dal punto di vista politico.
I primi danni li ha già creati mettendo in allarme una popolazione
e mortificando ingiustamente quei dipendenti comunali assunti nel
2001 - additati nientemeno che come i responsabili di questo disastro
finanziario.
Ma un più grave danno creerebbe in futuro, caricando la cittadinanza
di un debito assolutamente non necessario. Noi sosteniamo che alle
esigenze finanziarie del Comune per la restante parte dell'anno
si può tranquillamente far fronte con le risorse esistenti
e ci apprestiamo a dimostrarlo nel dettaglio.
Per
cominciare, qual'è la verità?
La manovra predisposta dal consulente della Amministrazione ha suscitato
anche nell'Organo di controllo "perplessità" sulle
modalità di adozione del provvedimento. In particolare, l'Organo
di revisione segnala:
1.
per dare corretta applicazione alle disposizioni legislative (193
- 194 TUL 2000) sarebbe stato necessario adottare contestualmente
- a seguire l'uno all'altro - tre distinti atti deliberativi:
il primo per la verifica dell'attuazione dei programmi e degli
equilibri della gestione finanziaria (che manca completamente
nella proposta predisposta dal consulente dell'Amministrazione),
ed un secondo e un terzo per il discarico delle carte contabili
ed il riconoscimento dei debiti fuori bilancio riconosciuti legittimi.
Questo metodo, oltre ad essere corretto dal punto di vista normativo,
avrebbe consentito anche una maggiore chiarezza ai Consiglieri
Comunali.
2. il debito relativo all'ENIACQUA
di € 358.234,53 trova copertura nei residui passivi in quanto
l'Ente negli anni precedenti - essendo a conoscenza del contenzioso
con l' ENIACQUA ed il Consorzio Idrico - ha accantonato prudenzialmente
tale somma. Si tratta quindi di un pagamento a seguito di esecuzione
forzata di debito regolarmente iscritto a bilancio.
3. relativamente all'esistenza
di ulteriori debiti per € 371.452,87, gli stessi sono riferiti
a sentenze divenute esecutive e note all'Ente in questo esercizio,
ma relative ad atti di precedenti esercizi, per cui vanno riconosciuti
secondo l'art. 194 del TUL dopo aver effettuato le verifiche da
parte dei responsabili degli uffici in merito alle responsabilità
e agli eventuali danni patrimoniali recati all'Ente. In tal caso,
bisognerebbe procedere al recupero delle somme e contemporaneamente
inviare tutta la documentazione alla competente sezione giurisdizionale
della Corte dei Conti della Campania.
4. per quanto riguarda la
revisione dei residui attivi, l'art. 228 del TUL prevede che,
prima dell'inserimento nel conto del bilancio di residui attivi
e passivi, l'Ente Locale provveda all'operazione di riaccertamento
degli stessi consistente nella revisione delle ragioni del mantenimento
in tutto o in parte dei residui.
Dalla proposta presentata a questo Consiglio non risultano evidenziate
tali ragioni. Pertanto è opportuno procedere secondo le
indicazioni espresse nella relazione dell'organo di revisione
mediante un formale atto di riaccertamento degli stessi.
5. non riteniamo ammissibile
l'inserimento nella manovra di € 200.000 alla voce 'ripartizione
depositi in conti correnti postali' in quanto - come sostiene
anche l'Organo di revisione - "l'inserimento di conti d'ordine
in contabilità finanziaria non risponde a nessun principio
contabile".
A nostro avviso, tale inserimento serve solo a gonfiare artificiosamente
le cifre allo scopo di sostenere un allarmismo che i dati reali
non giustificano.
In
ultimo, riteniamo che la proposta di riequilibrio di gestione di
competenza sia stata effettuata senza tener conto delle indicazioni
dell'Organo di controllo, che raccomanda all'Ente di procedere con
un'attenta ricognizione della spesa corrente ai fini del mantenimento
del patto di stabilità previsto dalla legge 448/2001 - Finanziaria
2002.
A tal proposito proponiamo una revisione per il riequilibrio di
bilancio che oltre a garantire il mantenimento di tutti i servizi
consente una minore spesa di circa € 32.000 rispetto alla proposta
dell'Amministrazione che - in contraddizione con le raccomandazioni
dell'Organo di controllo - porta ad una maggiore spesa per oltre
€ 267.000.
Recale
21 ottobre 2002
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