| Il
Giornale di Caserta, 31 gennaio 2004
“Lo stipendio
di Rossi aumentato del 400%”
RECALE
– Martedì scorso, il consiglio comunale ha approvato
la modifica dell’articolo 12 bis dello statuto comunale,
in virtù della quale l’indennità di carica
del presidente del consiglio Bartolomeo Rossi è stata
equiparata a quella percepita da un membro dell’esecutivo.
Su questa decisione ci ha chiesto di intervenire il consigliere
dei Democratici di sinistra Vincenzo Landolfo: “La maggioranza
del sindaco Americo Porfidia –dichiara– continua
a porre in essere atti amministrativi che vanno ad aumentare
le spese, senza preoccuparsi, però, di come e di dove
recuperare le risorse per coprirle. Ci risulta che la giunta
abbia recentemente deliberato la stabilizzazione completa
di sei dei diciassette impiegati ad orario ridotto. Anziché
di trovare una soluzione finanziaria che risolva in modo indiscriminato
il problema di tutti gli “ex Lsu”, senza premiarne
alcuni e mortificarne altri, la maggioranza ha approvato,
in barba alle procedure dettate nel decreto ministeriale 119/2000,
l’aumento del quattrocento per cento dell’indennità
al presidente del consiglio. E pensare che –continua
Landolfo– anche il collegio dei revisori dei conti,
presieduto da Giuseppe Fattopace, nella relazione al rendiconto
del 2002, raccomandò di diminuire le spese e di aumentare
le entrate, considerato l’esiguo avanzo di trentuno
mila euro registrato nel bilancio consuntivo. Probabilmente,
i nostri amministratori quelle raccomandazioni le interpretano
in senso opposto, perchè dal rendiconto in poi tutti
gli atti emessi sono tesi ad aumentare le spese e nessuna
iniziativa è stata ancora intrapresa per aumentare
le entrate: si veda la privatizzazione del servizio tributi,
il conferimento di incarichi legali e professionali e, non
ultimo, l’aumento dello stipendio al “loro”
presidente. Aumento, tra l’altro, che dovrebbe ricompensare
Rossi per il lavoro che compie. Se passa questa logica, bisogna
riconoscere un’indennità di carica anche ai consiglieri,
alcuni dei quali fanno molto di più di qualche assessore!
Provocazioni a parte –conclude–, la direzione
imboccata dalla maggioranza rende sempre più reale
lo spettro del dissesto economico”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 31 gennaio 2004
Prg: “L’incarico
a Barone è illegittimo”
RECALE
– I quattro consiglieri dell’opposizione (Filiberto
Gianoglio, Vincenzo Landolfo, Ovidio Gadola e Giuseppe Lasco)
chiedono al sindaco Americo Porfidia l’immediata revoca
della delibera con la quale la giunta, lo scorso 17 dicembre,
ha incaricato Luigi Barone di “stendere” un nuovo
strumento urbanistico. Gianoglio spiega perché: “Mentre
i gruppi di minoranza –esordisce– continuano a
sperare che il tribunale amministrativo, allorquando entrerà
nel merito del ricorso presentato, annulli la delibera di
consiglio provinciale che decretò la bocciatura dello
strumento urbanistico, la maggioranza già da tempo
ritiene che la “questione piano regolatore” sia
definitivamente chiusa. Lo dimostra il fatto che l’esecutivo
a dicembre abbia conferito all’ingegnere Barone l’incarico
di redigere nuove tavole di urbanizzazione. Peccato che l’atto
deliberativo, oltre ad essere sconsiderato sul piano politico,
sia illegittimo sul piano formale. Mi spiego –prosegue–:
la giunta ha eseguito un affidamento diretto, eludendo sia
l’avviso pubblico sia la comparazione dei curricula
che sarebbero stati presentati. L’aspetto ancora più
grave, però, è che il sindaco Porfidia e i suoi
“accoliti” sono pronti a riconoscere al tecnico
un compenso che supera i cinquanta mila euro e non sono disposti
a chiedere all’architetto Carlo Raucci di adeguare il
piano ai rilievi mossi dal Ctr e di rimuovere le illegittimità
derivanti dall’errata allegazione del Pdf. Poiché
esiste con Raucci un rapporto contrattuale ancora in corso
legato all’approvazione dello strumento urbanistico
da parte degli organi competenti, il compenso da elargire
al tecnico sarebbe estremamente più basso rispetto
a quello che verrà concesso a Barone. In un solo colpo
–conclude Gianoglio–, l’esecutivo è
riuscito, insomma, ad approvare un atto illegittimo, inutile
e costoso. Ecco perché ne chiediamo la revoca”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 30 gennaio 2004
“L’aggiornamento?
Un colpo di mano”
RECALE
– “Abbiamo preferito sorvolare sugli emendamenti,
perché nel corso della discussione stava emergendo
la possibilità, condivisa anche dalla maggioranza,
di individuare nell’area cimiteriale una zona dove collocare
tutte le stazioni radio–base per la telefonia, sia le
esistenti sia quelle che potrebbero essere istallate in futuro.
Se fossimo riusciti a far approvare questa proposta, correggere
il testo di Antimo Argenziano sarebbero risultato inutile”.
Il consigliere Vincenzo Landolfo dei Democratici di sinistra
difende così la condotta che la minoranza ha tenuto
nella seduta di martedì scorso. “Il dibattito
si è protratto per oltre quattro ore, ma quando tutte
le volontà sembravano convergere, il sindaco Americo
Porfidia, compiendo un colpo di mano, ha obbligato i suoi
a votare l’aggiornamento dei lavori per ottenere un
parere di un consulente tecnico. Rispetto a tale evenienza,
la minoranza, che dispone di soli di quattro voti, ha ritenuto,
in quel momento, che la scelta migliore fosse quella abbandonare
l’aula. E lo ha fatto! Pensiamo, infatti, che spetta
al consiglio comunale dare indirizzi politici e decidere sulle
sorti della collettività. Un consulente non può
certo sottrarre al supremo organo cittadino questa funzione.
Può solo rappresentare un ulteriore aggravio per le
casse comunali. L’unica colpa –prosegue Landolfo–
che può essere, quindi, attribuita all’opposizione
è di essersi fidata del gruppo di maggioranza. Pensavano
che, almeno su argomenti così delicati come la salute
pubblica, i consiglieri di “città nuova”
si sarebbero comportati da persone pensanti. Ci siamo trovati,
invece, dinanzi a tanti soldati che, come al solito, hanno
eseguito un ordine. È bene che il primo cittadino sappia,
però, che con la sua manovra furbesca ha solo ottenuto
una proroga di qualche giorno. Il regolamento, prima o poi,
ritornerà in consiglio ed egli dovrà assumersi
le sue responsabilità. E di ciò che deciderà
–conclude Landolfo– dovrà rispondere non
solo a noi, ma alla consulta per l’ambiente, al comitato
“Aria”, ai settecentouno firmatari della petizione
popolare e a tutti i cittadini di Recale”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 29 gennaio 2004
Elettrosmog: nove ore di inutile
discussione
RECALE
– Nove ore (tanto è durato il consiglio di martedì
sera) sono state più che sufficienti per acquisire
l’ennesima prova di quanto lontano sia l’Ulivo
dal ritornare ad essere una forza di governo. In discussione
vi era, lo sanno ormai anche le pietre, il regolamento comunale
per l’istallazione e il funzionamento delle stazioni
radio–base per la telefonia mobile. Contro il testo
proposto dalla maggioranza, che, ne siamo certi, non piaceva
nemmeno al suo estensore, l’assessore Antimo Argenziano,
vi erano sei emendamenti, due dei quali presentati dal vicesindaco
Francesco Ommeniello a titolo personale; un documento dell’associazione
ambientalista “Aria”, che si è rifiutata
di esprimere un giudizio sul regolamento perché esso
non prevedeva la rilocazione degli impianti esistenti; un
parere non certo positivo della consulta per l’ambiente
e ben settecentouno firme di cittadini che con una petizione
popolare hanno richiamato il sindaco Americo Porfidia alle
sue responsabilità di tutore della salute pubblica.
Con questi elementi a favore e con una compagine maggioritaria
in difficoltà e pronta ad assecondare una eventuale
proposta conciliativa, i consiglieri di minoranza Filiberto
Gianoglio, Ovidio Gadola (l’unico, per la verità,
che non si riconosce più nella coalizione di centrosinistra),
Giuseppe Lasco e Vincenzo Landolfo cosa sono riusciti a fare?
Nulla! Se non si fossero presentati, avrebbero ottenuto di
più. Anziché di condurre una battaglia consiliare
seria, peraltro vinta in partenza, su un argomento così
delicato ed ottenere una regolamentazione che poteva essere
la base su cui poggiare una lotta maggiormente incisiva, hanno
sprecato ore ad elucubrare sul sesso degli angeli. Dissertazioni
pseudo–scientifiche, noiose quanto inutili, sulle onde
elettromagnetiche a bassa e ad alta frequenza, su cosa dice
in merito Organizzazione mondiale della sanità o l’istituto
di ricerca statunitense. Risultato? L’esame del regolamento
è stato rinviato ed è stata approvata la proposta
del sindaco di chiedere ad un esperto se sia possibile individuare
un’area di pertinenza comunale (come, ad esempio, il
cimitero), sulla quale sistemare tutti gli impianti per la
telefonia mobile. Mah!
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 28 gennaio 2004
Elettrosmog: 701 firme di protesta
RECALE
– Ieri mattina il comitato spontaneo “No Elettrosmog”
ha depositato presso gli uffici comunali una petizione popolare
firmata da settecentouno cittadini (tra i quali anche gli
assessori Antimo Argenziano e Vincenzo Torrente) per chiedere
la rilocalizzazione della stazione radio–base per telefonia
cellulare installata nelle vicinanze della scuola media “Giovanni
XXIII”, e la definizione di un regolamento comunale
sulle emissioni elettromagnetiche che ponga un freno al proliferare
delle antenne nel centro abitato. “La straordinaria
adesione all’iniziativa –hanno commentato alcuni
membri del comitato–, resa possibile grazie all’impegno
volontario di tanti cittadini, testimonia la consapevolezza
che i rischi legati allo sviluppo delle tecnologie vanno affrontati
mettendo al primo posto la tutela della salute, attraverso
una rigorosa gestione del territorio. Ci auguriamo che gli
amministratori della nostra comunità sappiano dare
una risposta soddisfacente a questa richiesta, e che il regolamento
sugli impianti per la telefonia cellulare che il consiglio
comunale si appresta a varare (l’adunanza era in programma
ieri sera, ndr) risponda ai criteri di cautela e di salvaguardia
raccomandati dall’Unione europea e recepiti dalla normativa
vigente. Forti del sostegno di tanti cittadini, ci impegniamo
per il futuro a proseguire l’iniziativa, affinché
l’impianto –hanno concluso– che suscita
allarme e preoccupazione sia allontanato dall’istituto
scolastico”. Lunedì sera, per discutere del regolamento
comunale, si è riunita anche la consulta per l’ambiente.
Oltre al presidente Roberto Massi, erano presenti Mimmo Glorioso,
Isidoro Marcello, Vincenzo Nasta e Domenico Russo. Al termine
dell’incontro, è stato stilato un documento,
poi consegnato al sindaco Americo Porfidia, contenente due
proposte. La prima riguarda l’istallazione delle nuove
antenne, istallazione che può essere consentita solo
in periferia e ad una distanza non inferiore a duecento metri
dall’ultima abitazione. La seconda si riferisce al monitoraggio
delle emissioni: il controllo delle onde elettromagnetiche
deve essere continuo e i costi, addebitati ai gestori presenti
sul territorio.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
il
Mattino, 28 gennaio 2004
Recale, 701 firme contro
l’elettrosmog
Ieri
mattina il comitato spontaneo «No elettrosmog»
di Recale ha depositato presso gli uffici comunali una petizione
popolare firmata da 701 cittadini per chiedere la rilocalizzazione
della stazione radio-base per telefonia cellulare installata
nelle vicinanze della scuola media Giovanni XXIII, e la definizione
di un regolamento comunale sulle emissioni elettromagnetiche
che ponga un freno al proliferare delle antenne nel centro
abitato.
«La straordinaria adesione all’iniziativa, resa
possibile grazie all’impegno volontario di tanti cittadini,
testimonia - scrive il comitato in una nota - la consapevolezza
che i rischi legati allo sviluppo delle tecnologie vanno affrontati
mettendo al primo posto la tutela della salute attraverso
una rigorosa gestione del territorio cittadino. Ci auguriamo
che gli amministratori sappiano dare una risposta positiva».
dal
Mattino online
La
notizia anche su Caserta News
Il
Giornale di Caserta, 27 gennaio 2004
“Altro che esperti,
occorre più legalità”
RECALE – Non si è lasciata attendere la replica
del consigliere di minoranza Vincenzo Landolfo alla proposta
avanzata ieri da Andrea Mastroianni. L’assessore alle
finanze aveva suggerito di nominare un collegio arbitrale
che si esprimesse sulla gestione economico–finanziaria
del comune di Recale, allo scopo di chiudere definitivamente
la disputa sui numeri tra maggioranza e minoranza. Alla provocazione
di Mastroianni, Landolfo risponde così: “Non
occorre –esordisce– un collegio di esperti, i
risultati conseguiti dall’Ulivo sono dimostrabili con
i documenti ufficiali dell’ente. Le entrate tributarie
sono passate da 770 milioni di lire al consuntivo del 1997
a circa 3 miliardi di lire al consuntivo 2001. Il consorzio
Asmez, oltre a farci incassare circa 250 milioni di imposte
e di darci la possibilità di incassarne altri 300 coattivamente,
ci ha consentito di crearci delle banche dati dei tributi
che nel 1997 erano quasi inesistenti. L’assessore Mastroianni
continua a fare i giochi di prestigio, nell’intento,
presumo, di voler occultare una situazione finanziaria critica
e prossima al dissesto, causata da un anno e mezzo di gestione
farfallona e machiavellica. La giunta del sindaco Americo
Porfidia –continua– ha operato una serie di scelte
politiche che hanno arrecato gravi danni economici. Basta
soffermarsi alla schiera di consulenti che poco frequentano
il comune; addirittura per avere la loro firma, a volte, bisogna
raggiungerli presso la sede dove prestano regolarmente servizio.
Che dire, poi, degli incarichi concessi a legali per difendere
le posizioni di amministratori di maggioranza? Degli affidamenti
a trattativa privata, quindi in violazione della legge, a
società per lo svolgimento dell’attività
di accertamento e di riscossione dei tributi? Delle cessioni
del territorio comunale a cittadini legati da vincoli di parentela
ad esponenti dell’esecutivo? Delle gravi omissioni che
hanno causato la bocciatura della variante per l’area
produttiva e del piano regolatore generale? Altro che collegio
di esperti! Al comune urge – e conclude – l’intervento
delle autorità preposte ai controlli per verificare
la legittimità e la regolarità di tutti gli
atti posti in essere dalla maggioranza”.
Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 27 gennaio 2004
Elettrosmog: oggi la
consegna della petizione
RECALE
– È attesa in mattinata la consegna al sindaco
Americo Porfidia della petizione popolare promossa dal comitato
“No elettrosmog” per ottenere la rilocazione della
stazione radio–base della Vodafone, che dal 17 ottobre
campeggia nel centro storico della cittadina, a pochi passi
dalla scuola media “Giovanni XXIII”. Oltre cinquecento
i cittadini che hanno firmato il documento (tra i quali anche
gli assessori Antimo Argenziano e Vincenzo Torrente) che chiede
all’amministrazione comunale un intervento immediato
a difesa della salute pubblica. Questa sera, poi, in consiglio
è prevista la discussione del regolamento per l’istallazione,
l’adeguamento e l’utilizzo delle antenne per la
telefonia mobile. “È un testo che non mi piace
–commenta il capogruppo dell’Ulivo Filiberto Gianoglio–,
perché è nato senza coinvolgere i partiti politici,
i dirigenti scolastici, le associazioni e i cittadini in genere.
E poi sembra fatto per proteggere chi con le antenne ci sta
guadagnando. Per fortuna, anche qualche esponente della maggioranza
ha presentato degli emendamenti, spero, quindi, che con insieme
riusciremo a far adottare al consiglio un regolamento migliore.
Spero, inoltre, che in aula il primo cittadino esca dall’ambiguità,
dietro la quale finora si è nascosto. Quando con un
volantino ha attaccato la precedente amministrazione, ha dichiarato
che le onde elettromagnetiche erano dannose. Quando, invece,
si è dovuto difendere dagli attacchi mossi al suo governo
–conclude Gianoglio–, pubblicamente ha asserito
che non vi era nessun rischio per la comunità”.
Per la cronaca, ieri sera era in programma una riunione della
consulta per l’ambiente. È inutile dire che l’argomento
più importante posto all’ordine del giorno dal
presidente Roberto Massi era l’elettrosmog.
Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 26 gennaio 2004
“Un collegio
arbitrale sulla gestione dell’ente”
RECALE
– Nominare un collegio arbitrale che si esprima sulla
gestione economico–finanziaria del comune di Recale,
allo scopo di chiudere definitivamente la disputa sui numeri
tra maggioranza e minoranza. La proposta arriva dall’assessore
al bilancio Andrea Mastroianni che, in una nota, approfitta
anche per chiarire i motivi di alcune scelte assunte in questi
primi diciotto mesi di amministrazione. “Se abbiamo
aumentato i tributi –dichiara Mastroianni–, l’ho
abbiamo fatto per compensare una serie di squilibri di bilancio.
Al nostro insediamento, abbiamo notato che bisognava stanziare
le somme per coprire voci di spesa non integralmente previste
nell’ultimo documento contabile di previsione, bilancio
presente ancora agli atti e quindi consultabile. Tutti ricorderanno,
ad esempio, che per gli impiegati assunti ad orario ridotto
gli stipendi erano stati calcolati fino al settembre 2002.
Quanto al taglio dei residui, abbiamo chiesto ai funzionari
la revisione di tutti i residui attivi. Sono stati loro ad
attestare che vi erano cespiti di dubbia esigibilità.
I nodi, poi –prosegue Mastroianni–, ogni tanto
vengono al pettine: come ha potuto consentire l’onnisciente
Vincenzo Landolfo, sempre attento ed oculato, a suo dire,
nella gestione amministrativa, la liquidazione di un compenso
all’Asmez per un servizio che è costato alle
casse comunali molto di più di quanto è stato
incassato? Corrispondere al consorzio il 25 per cento sull’accertato
e non sul riscosso è stata una vera imprudenza! L’Asmez
ha reso un “servizio” che ha solo disturbato i
cittadini, i quali si sono visti recapitare cartelle esattoriali
per imposte già pagate. E passiamo, infine, al consuntivo:
il rendiconto ha dimostrato definitivamente chi aveva ragione:
del miliardo di avanzo prospettato dall’opposizione
non v’è traccia, tranne che negli attacchi verbali
e nei manifesti in piazza. Detto questo, pur di dissipare
ogni dubbio, propongo la nomina di un collegio arbitrale,
formato da tre membri, uno scelto da me, un altro da Landolfo
ed un altro ancora dal tribunale di Santa Maria, affinché
si ottenga –conclude Mastroianni– un giudizio
imparziale sulla gestione economico–finanziaria dell’ente”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 25 gennaio 2004
Lasco: “Recale
rischia di diventare un’antennopoli”
RECALE
– Cresce l’attesa per il consiglio comunale di
martedì prossimo, seduta nella quale sarà discusso
il regolamento per l’istallazione e l’utilizzo
delle stazioni radio–base per la telefonia mobile. Il
fenomeno delle onde elettromagnetiche è ritornato di
attualità da quando sul tetto di un palazzo del centro
storico, a pochi passi dalla scuola media statale “Giovanni
XXIII”, è stato istallato, l’ottobre scorso,
un impianto della Vodafone. Il testo, redatto dall’assessore
all’edilizia privata Antimo Argenziano, è fortemente
contestato dai consiglieri di opposizione. “Se passa
il regolamento di Argenziano così com’è
–ha dichiarato Giuseppe Lasco della Margherita–,
Recale rischia di diventare la città delle antenne”.
E per cercare, in sede di dibattito, di modificare l’elaborato,
i due gruppi di minoranza (l’Ulivo e Unione democratica–
La Margherita) hanno presentato, contestualmente, quattro
emendamenti. Il primo prescrive che non si possono sistemare
stazioni radio–base a meno di cento metri dalle abitazioni
private e a meno di duecentocinquanta metri degli edifici
pubblici e di interesse pubblico, come scuole e strutture
sanitarie. Per la minoranza, i luoghi più idonei ove
montare gli impianti per la telefonia mobile sono le aree
di pertinenza comunale, quali quella cimiteriale e quella
per gli insediamenti produttivi. Il secondo emendamento riguarda
il controllo delle emissioni. Secondo i consiglieri di opposizione,
occorre un sistema di monitoraggio comunale con almeno dieci
centraline su tutto il territorio, funzionanti ventiquattro
ore su ventiquattro. I dati ottenuti devono essere elaborati
in forma grafica e messi a disposizione dei cittadini, così
come accade per gli atti pubblici. La certificazione di validità
del sistema di controllo, questo è il terzo emendamento
presentato, deve essere affidata non ad una società
privata, ma alla facoltà di Scienze ambientali della
Seconda università di Napoli, con sede in via Vivaldi
a Caserta. Il quarto, e ultimo, emendamento si riferisce alle
violazioni del valore massimo delle emissioni (6 V/m): ogni
trasgressione deve essere punita con la revoca della concessione.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 24 gennaio 2004
Elettrosmog: oltre
500 le firme raccolte
RECALE
– Sono ormai oltre cinquecento le firme raccolte dal
comitato “No elettrosmog” (e le adesioni continuano
a crescere) per la petizione popolare tesa ad ottenere la
rilocazione della stazione radio–base della Vodafone,
che dal 17 ottobre campeggia nel centro storico della cittadina,
a pochi passi dalla scuola media “Giovanni XXIII”.
I cittadini che hanno sottoscritto il documento, indirizzato
al sindaco Americo Porfidia e all’assessore ai lavori
pubblici e all’urbanistica Francesco Porfidia, esprimono
tutta la loro preoccupazione per il pericolo rappresentato
dall’impianto installato nei pressi di piazza Aldo Moro,
nelle immediate vicinanze di un edificio scolastico. Elementari
considerazioni di cautela impongono la necessità di
salvaguardare gli studenti ed il personale docente e non docente
dalla quotidiana esposizione a campi elettromagnetici, sui
cui effetti a lungo termine si possono solo fare supposizioni.
In particolare, raccogliendo anche l’inquietudine espressa
mesi fa dal preside Nicola Stellato, essi ritengono che nessuna
incertezza sia tollerabile quando è in gioco la salute
degli adolescenti. E mentre i gruppi consiliari di opposizione
si stanno preparando ad affrontare, martedì prossimo,
la discussione sul regolamento, redatto dall’assessore
Antimo Argenziano, per l’istallazione, l’adeguamento
e l’utilizzo delle antenne della telefonia mobile, il
comitato, attraverso un’attività di volantinaggio,
ha invitato tutti i recalesi a partecipare al consiglio, come
segno di protesta civile rispetto ad un testo di regolamentazione
che è nato senza coinvolgere i cittadini, le associazioni,
le scuole e i partiti politici. In effetti, il regolamento
stilato da Argenziano mostra una serie limiti, anche indipendenti
dall’estensore, come il fatto di non essere supportato
da un piano regolatore generale che demarchi e “protegga”
il centro storico. Non vi è, poi, nessun tentativo
di intervenire sugli impianti esistenti, quello di via Roma
e quello, di cui spesso ci si dimentica, di viale dei Pini.
Nemmeno rispetto al semplice monitoraggio l’assessore
si è speso molto. Ci si augura, quindi, che martedì
sera arrivino sul tavolo del consiglio degli emendamenti,
sia della minoranza sia della maggioranza, che rendano il
testo più efficace.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 19 gennaio 2003
Lasco: “Non riscossi
620 mila euro di imposte”
RECALE
– Il sindaco Americo Porfidia e la maggioranza, in un
manifesto affisso in piazza Giacomo Matteotti l’altra
domenica, li avevano definiti “ipocriti e bugiardi”,
parlando, tra l’altro, della situazione economico–finanziaria
in cui versa il comune di Recale. A distanza di una settimana,
è arrivata, sempre in piazza Matteotti e attraverso
un tazebao, la risposta di Filiberto Gianoglio, Vincenzo Landolfo,
Ovidio Gadola e Giuseppe Lasco. “Abbiamo sostenuto –ha
commentato Lasco– che nel bilancio 2002 la maggioranza
avesse cancellato 600 mila euro di crediti tra tasse e imposte
comunali. Siamo “ipocriti e bugiardi” perché,
in effetti, ne mancavano oltre 620 mila. Preoccupati di sapere
come mai la maggioranza aveva rinunciato ad incassare questa
somma, con un’interrogazione, il 21 ottobre scorso,
abbiamo chiesto di conoscere i motivi che giustificavano tale
scelta. Contestualmente, facevano notare che in base al testo
unico i residui attivi potevano essere eliminati solo dopo
aver certificato la loro insussistenza. Il regolamento del
consiglio comunale –ha continuato Lasco– prevede
che il sindaco debba rispondere entro trenta giorni dall’interrogazione,
eppure, nonostante le molteplici sollecitazioni, stiamo ancora
aspettando una risposta. Per quale machiavellico motivo la
maggioranza ha preferito non riscuotere oltre 1 miliardo di
lire di crediti? Chissà. In un solo anno, poi, il fondo
di cassa del comune è passato da 1,5 milioni di euro
al 1 gennaio 2002 a poco più di 500 mila euro al 31
dicembre. Per ottenere questo “brillante” risultato
in dodici mesi si sono avvicendati non uno, non due, ma tre
consulenti: la scuola di “finanza creativa” del
ministro Tramonti ha fatto danni anche a Recale! La gestione
dell’Ulivo, infine, aveva portato ad un avanzo di amministrazione
di 575 mila euro al 31 dicembre 2001, mentre l’anno
successivo l’avanzo è precipitato miseramente,
fino a raggiungere quota 31 mila. E pensare che la maggioranza
–ha concluso Lasco–, pur di risparmiare qualche
spicciolo, ha tagliato l’indennità al difensore
civico, alla faccia del diritto dei cittadini di essere difesi”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 18 gennaio 2004
Volantinaggio anti-
elettrosmog
RECALE
– A dieci giorni dalla seduta nella quale il parlamento
cittadino dovrà discutere e approvare il regolamento,
redatto dall’assessore Antimo Argenziano, per l’istallazione,
l’adeguamento e l’utilizzo delle stazioni radio–base
della telefonia mobile, il comitato “No elettrosmog”
serra i ranghi e intensifica l’attività di sensibilizzazione
sui rischi legati alle onde elettromagnetiche. Questa mattina
alcuni membri del gruppo saranno all’uscita dell’istituto
“Giovanni XXIII” per invitare i genitori degli
alunni, i docenti e il personale scolastico a partecipare,
il 27 gennaio, al consiglio, come segno di protesta civile
rispetto ad un testo di regolamentazione che è nato
senza coinvolgere i cittadini, le associazioni, le scuole
e i partiti politici. Si allunga, intanto, l’elenco
delle adesioni (400 firme in tre settimane) alla petizione
promossa dallo stesso comitato per dislocare l’antenna
della Vodafone, che dal 17 ottobre campeggia nel centro storico
della cittadina, a pochi passi dalla “Giovanni XXIII”.
“I sottoscritti cittadini di Recale –si legge
nella petizione– esprimono tutta la propria preoccupazione
per il pericolo rappresentato dalla stazione radio–base
per telefonia mobile installata nei pressi di piazza Aldo
Moro, nelle immediate vicinanze della scuola media statale.
Elementari considerazioni di cautela impongono la necessità
di salvaguardare gli studenti ed il personale docente e non
docente dalla quotidiana esposizione a campi elettromagnetici
sui cui effetti a lungo termine si possono solo fare supposizioni.
In particolare, raccogliendo le preoccupazioni già
espresse in tal senso dagli organi dirigenti dell’istituto
(si ricorderà il documento inviato al primo cittadino
dal preside Nicola Stellato, ndr), riteniamo che nessuna incertezza
sia tollerabile quando è in gioco la salute degli adolescenti.
Per questi motivi –si legge sempre nella petizione–,
chiediamo al sindaco Americo Porfidia e all’assessore
ai lavori pubblici e all’urbanistica Francesco Porfidia
di attivarsi con la massima sollecitudine per disporre l’immediato
allontanamento della stazione radio–base dalle vicinanze
dell’istituto scolastico”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 17 gennaio 2004
Ambiente: nuovo deserto…
in consulta
RECALE
– È il caso che il sindaco Americo Porfidia,
sempre che gli impegni con il centrosinistra glielo consentano,
cominci ad interessarsi degli insuccessi che sta collezionando
una sua “creatura” politica: la consulta per l’ambiente.
Giovedì sera il presidente Roberto Massi ha dovuto
costatare per la seconda volta consecutiva la mancanza del
numero legale e si è trovato costretto a dichiarare
deserta la seduta. Tra i punti posti all’ordine del
giorno, oltre al regolamento interno e al problema dell’essiccamento
del tabacco, vi era la discussione sui rischi legati alle
onde elettromagnetiche emesse della stazione radio–base
istallata nel centro storico della cittadina nell’ottobre
scorso. Presenti all’incontro solo Mimmo Glorioso e
Gennaro Montella; mancavano, invece, all’appello Vincenzo
Nasta, Isidoro Marcello, Giovanni Ianniello, Gaetano Stellato
e Domenico Russo. Non vorremmo che per una strana congiuntura
“astrale” la consulta non riuscisse ad incontrarsi
prima del consiglio comunale del 27 gennaio, seduta in cui
si esaminerà il regolamento sull’istallazione
e il funzionamento delle antenne per la telefonia mobile.
Sarebbe0 utile, infatti, capire in anticipo la posizione di
questo organo, nato proprio per coadiuvare il parlamento cittadino
nelle scelte in materia di ambiente.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 17 gennaio 2004
Lo Sdi chiama, risponde il sindaco
Porfidia
RECALE
– È notizia di ieri che il segretario provinciale
dei Socialisti democratici Mimmo Dell’Aquila abbia inviato
a tutti i partiti del centrosinistra, compresa Rifondazione
comunista, e ai parlamentari del collegio, Sandro de Franciscis
e Gaetano Pascarella, una nota in cui ha posto in evidenza
la difficile situazione politico–amministrativa che
sta attraversando il comune di Recale. Dell’Aquila ha
stigmatizzato le azioni giudiziarie attuate dalla maggioranza
(che definisce di “centrodestra”), rea di utilizzare
l’istituto della querela come arma per reprimere il
confronto politico, ed esorta i partner della coalizione ad
intraprendere delle iniziative comuni. Sembrerà strano,
ma il primo a rispondere all’invito è il sindaco
Americo Porfidia, il quale, evidentemente, comincia a fare
le prove per interpretare un giorno il ruolo di “leader”
del centrosinistra: “Sarei lieto –annuncia–
di poter prendere parte ad un eventuale incontro–dibattito
che dovesse essere convocato sulla questione sollevata da
Dell’Aquila per poter esprimere non solo il mio punto
di vista, ma anche e soprattutto per riportare il dovuto equilibrio
tra le parti, soprattutto nel considerare quei metodi di fare
e di intendere la politica che restano circoscritti alle forze
di minoranza della nostra cittadina che si inquadrano nell’ambito
del centrosinistra. Invito, inoltre –conclude Porfidia–,
i parlamentari e tutti i responsabili provinciali chiamati
in causa a presenziare a qualche consiglio comunale, per constatare
come effettivamente si svolgono i lavori”. I rapporti
tra maggioranza e opposizione, difficili sin dall’inizio
della legislatura, si sono ulteriormente acuiti da quanto
l’esecutivo ha promosso nei confronti dei consiglieri
di minoranza Vincenzo Landolfo e Filiberto Gianoglio (diessino
il primo, socialista il secondo) giudizio civile per il ristoro
dei danni patrimoniali e non patrimoniali che avrebbero patito
l’amministrazione e la città di Recale. Landolfo
è accusato di diffamazione per alcune dichiarazioni
rilasciate sulla privatizzazione del servizio tributi, mentre
Gianoglio è stato denunciato per una frase ingiuriosa
che avrebbe indirizzato al presidente del consiglio Bartolomeo
Rossi.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il Giornale
di Caserta, 16 gennaio 2004
Stipendi: il presidente
come gli assessori
RECALE
– Nella mattinata di ieri, il presidente Bartolomeo
Rossi ha inviato una comunicazione a tutti i consiglieri relativa
ad un ordine del giorno aggiuntivo per la seduta di consiglio
comunale prevista per martedì 27 gennaio, alle 18 e
30. L’argomento aggiunto è rappresentato dalla
proposta, avanzata dal funzionario degli affari generali Emilio
Esposito su indicazione del sindaco Americo Porfidia e dalla
maggioranza consiliare, di modifica dell’articolo 12
bis dello statuto comunale. L’articolo stabilisce l’indennità
di carica riconosciuta proprio al presedente del consiglio.
Oggi Rossi percepisce circa il 10 per cento dello stipendio
del primo cittadino, se la proposta sarà approvata,
com’è lecito attendersi, l’indennità
sarà equiparata a quella di un assessore, che è
di poco superiore ai mille euro. “La notizia –ha
confessato Rossi– mi ha molto gratificato. Sebbene anch’essi
siano importanti, non sono certo i risvolti economici ad allettarmi.
Quello che dell’iniziativa mi ha colpito e mi ha entusiasmato
è il valore simbolico. Interpreto questo gesto, condiviso
dall’intera compagine maggioritaria, come un atto di
fiducia nei miei riguardi. E poiché è arrivato
–ha concluso Rossi– in un frangente così
complesso della vita amministrativa cittadina l’ho apprezzato
ancora di più”. Ma il 27 non si discuterà
solo della modifica dello statuto, rispetto alla quale è
fin troppo facile pronosticare il disaccordo dei gruppi di
minoranza. Si dibatterà anche, e ci auguriamo soprattutto,
del regolamento per l’istallazione, l’adeguamento
e l’esercizio delle stazioni radio–base per la
telefonia mobile, redatto dall’assessore all’edilizia
privata Antimo Argenziano. Il fenomeno delle onde elettromagnetiche
è ritornato di attualità da quando sul lastrico
solare di un palazzo del centro storico, a pochi passi dalla
scuola media statale “Giovanni XXIII”, è
“apparsa”, l’ottobre scorso, un’antenna
della Vodafone. Il testo che si andrà ad esaminare,
se sarà approvato, riempirà il vuoto normativo
lasciato in materia dall’amministrazione di Ovidio Gadola.
Dubitiamo, tuttavia, che il regolamento potrà intervenire
sulla rilocazione dell’impianto di via Roma.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 16 gennaio 2004
Prg, continua il confronto…
con qualche polemica
RECALE
– Continua il confronto in seno alla maggioranza sul
nuovo piano regolatore generale. L’ultima riunione si
è tenuta martedì sera e si è svolta,
come di consueto, presso la casa comunale. Il sindaco Americo
Porfidia, gli assessori, i consiglieri comunali della lista
“Città nuova” (più Antimo Mastroianni)
sono impegnati nella stesura della relazione politico–programmatica
connessa allo strumento urbanistico. Non è escluso
che se i lavori procederanno con un certo ritmo il documento
potrebbe anche essere discusso nel corso della seduta del
27 gennaio. In ogni caso la relazione approderà in
consiglio non più tardi della prima decade di febbraio.
Una volta che il parlamento cittadino ha approvato gli indirizzi,
la relazione andrà nelle mani del progettista Luigi
Barone, che avrà centottanta giorni per redigere il
piano. Sul contenuto del documento non sono mancati, almeno
nelle prime fasi, i contrasti tra i tre gruppi (più
Antimo Mastroianni) che compongono la maggioranza. Pare, però,
che le divergenze si stiano appianando. Solo Antimo Argenziano
sembra che non abbia ancora digerito la nomina di Barone.
Si dice che l’assessore all’edilizia privata avrebbe
gradito un pool di tecnici cui affidare la progettazione.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
“INTROSPETTIVA”
Mostra personale di pittura di Damiano Errico
Sabato
17 gennaio , presso la galleria INSTALLART di Caserta sita
in via Ceccano, dalle ore 18.00 alle 22.00, sarà inaugurata
la mostra personale di pittura dal tema “Introspettiva”
dell’artista casertano Damiano Errico.
Ricerca di forme, attraverso bagni di colore, spesso affidati
al caso, esprimono un viaggio biologico che va dalla gametogenesi
alla fecondazione.
La stessa ricerca si ripete con un processo alchemico adoperando
le tecniche tradizionali della stampa fotografica.
L’artista, impegnato nella divulgazione dell’arte
fotografica e pittorica attraverso incontri con gruppi ed
associazioni giovanili, presenta la sua ennesima mostra che
si preannuncia un vero successo. - per informazioni tel. 3356109324.
Centro
Giovani, S. Nicola La Strada
Il
Giornale di Caserta, 15 gennaio 2004
I Ds: “Certe
scelte, indifendibili”
Gentile
Redazione del Giornale di Caserta, qualche giorno fa ho letto
sul vostro giornale un bizzarro ragionamento del sindaco di
Recale, che suona più o meno così: “Da
domani ho deciso di portare i miei vestiti in lavanderia invece
di lavarli in casa. Risparmierò sicuramente, perché
dai soldi che darò al lavandaio devo detrarre il costo
della mia lavatrice, che continuerò ad usare come gabbia
per il criceto”
Il sindaco è costretto a ricorrere a simili s-ragionamenti
(e a scagliare querele) perché la scelta di affidare
i tributi ad una società privata è indifendibile.
L’amministrazione dell’Ulivo affidò al
Consorzio Asmez, (agendo in conformità alle normative
vigenti, a differenza della procedura illegale adottata oggi
nei confronti della DARTI) l’incarico di organizzare
il settore tributi, allora privo di un proprio ufficio.
Il giudizio sulla collaborazione con l'Asmez deve fondarsi
su dati reali: in 5 anni le entrate tributarie sono passate
dai 700 milioni di lire del 1997 ad oltre 3 miliardi nel 2001.
Un risultato difficile da spiegare con i 30mila euro che secondo
il sindaco il Comune ha ricavato dall’Asmez.
L’adesione al Consorzio Asmez oltre a dotare l’ufficio
tributi di competenze e strumenti informatici, ha prodotto
altri risultati: progetti di formazione del personale, corsi
di informatizzazione per i giovani, l’aula informatica
della scuola media, la partecipazione al Piano Nazionale di
e-government col progetto Asme.net, che, se l’amministrazione
non l’ha lasciato cadere, potrà essere realizzato
a costo zero.
Certo, se la giunta si applica a smantellare l’ufficio
tributi, a chiudere il sito web del Comune, ad abbandonare
i progetti di informatizzazione, si potrà dire che
i soldi dati all’Asmez sono stati dissipati. Allo stesso
modo, se decidono di disselciare il parcheggio di via Roma
sosterranno che abbiamo sprecato i soldi per costruirlo.
I nostri amministratori sembrano convinti che il loro compito
sia dilapidare le risorse di Recale, così come spendendo
a piene mani hanno dimezzato i 3 miliardi di fondo di cassa
dell’ultimo bilancio dell’Ulivo.
Vincenzo De Angelis
Il
Giornale di Caserta, 13 gennaio 2004
“Landolfo dimostri
che aveva ragione”
RECALE – “Vincenzo Landolfo è stato denunciato
perché ha dichiarato che abbiamo affidato il servizio
tributi ad una società esterna per liberarci di qualche
dipendente scomodo che non accettava di effettuare operazioni
clientelari a scopo elettorale. Se tutto questo è vero,
non ha nulla da temere, anzi lo invitiamo a fornire le prove,
altrimenti è bene che la minoranza cominci ad istaurare
un colloquio sincero e democratico con i cittadini”.
Il sindaco Americo Porfidia difende così la scelta
dell’esecutivo di promuovere nei confronti del consigliere
di minoranza giudizio civile per il ristoro dei danni patrimoniali
e non patrimoniali che avrebbe patito l’amministrazione
e la città di Recale. E poi sulla privatizzazione del
servizio tributi argomenta: “Non è vero che l’affidamento
del servizio ad una ditta esterna (la Darti, ndr) rappresenta
un danno economico per la collettività. Oggi il nostro
ufficio è in grado soltanto di redigere i ruoli e di
inviare i bollettini, ma è impreparato ad effettuare
la riscossione coattiva, di conseguenza molti potenziali contribuenti
da anni non pagano le tasse. Con l’esternalizzazione
del servizio tutti saranno obbligati a pagare, ciò
significa che il comune incasserà più soldi
e in futuro potrebbe addirittura ridurre la pressione tributaria.
Attualmente –prosegue Porfidia–, l’ufficio
è gestito da tre persone: due dipendenti e un collaboratore
esterno. Il costo dei primi due è di circa 49 mila
euro l’anno, mentre quello del collaboratore è
di quasi 21 mila euro. Una volta “privatizzato”
il servizio, i due dipendenti, grazie alla loro professionalità,
potranno essere destinati ad altre mansioni. La figura del
collaboratore esterno, invece, scomparirà e il suo
costo annuo si tramuterà in una minore spesa. Non è
vero, poi, che i cittadini, se avranno delle contestazioni
da fare dovranno recarsi in un’altra città, perché
nell’atto di convenzione che andremo a stipulare è
prevista la creazione di una sede a Recale. Questa manovra
rappresenterà –conclude Porfidia– un bene
per le casse comunali e non un male, come vorrebbe far credere
l’opposizione”.
Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 13 gennaio 2004
Il primo cittadino
si scaglia contro l’Asmez
RECALE – Americo Porfidia non si limita ed enumerare
i benefici che potrebbero derivare (il comune non ha ancora
firmato la convenzione) dall’affidamento alla Darti
del servizio di riscossione tributi, e critica le scelte fatte
dall’amministrazione di Ovidio Gadola proprio in materia
tributaria. “Nel 1998 –ricorda– fu affidato
al consorzio Asmez l’incarico di verificare i ruoli
relativi all’imposta comunale sugli immobili per gli
anni non caduti in prescrizione. A fronte di un introito per
le casse comunali di appena 33 mila euro, il consorzio ha
ricevuto un compenso di circa 59 mila euro. Sembrerà
strano, ma è così. Chi ci ha preceduto ha avuto
la scelleratezza di riconoscere all’Asmez il 25 per
cento non sul riscosso, bensì sul fantomatico verificato.
In altre parole, il 25 per cento concesso al consorzio non
è stato calcolato sulla somma incassata, così
come dovrebbe avvenire, ma sul presunto verificato. Dico presunto,
perché stiamo avendo riscontro che in molti casi le
rilevazioni effettuate si riferiscono a cittadini che l’imposta
sugli immobili l’hanno pagata. A noi dà fastidio
–ammette– pubblicizzare queste notizie, ma dinanzi
alle corbellerie della minoranza siamo costretti a rispondere”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 13 gennaio 2004
Il buco di bilancio c’è
e si vede
RECALE
– Ha atteso una settimana prima di replicare. Domenica
mattina, la maggioranza, con un manifesto affisso in piazza
Matteotti, si è difesa dalle critiche sulla gestione
economico–finanziaria dell’ente, contenute, si
ricorderà, in un tazebao a forma di albero “confezionato”
dai gruppi di opposizione e sistemato nel quadrivio lo scorso
4 gennaio. “L’approvazione del conto consuntivo
–si legge– ha dimostrato che il buco di bilancio
c’era e che il miliardo di avanzo era soltanto un’illusione.
La minoranza dimostri che questi soldi esistono. Anzi, presenti
un ricorso al tribunale amministrativo contro la delibera
del rendiconto! Farebbe spendere al comune solo altri soldi
in procedimenti legali ingiusti e infondati. È la minoranza
che costringe il comune a costituirsi e a pagare i legali.
L’ente non aveva forse il diritto a difendersi contro
i ricorsi alla delibera di bilancio di previsione e a quella
del piano regolatore? Sarebbe giusto che i soldi spesi venissero
restituiti proprio da quei consiglieri di opposizione che
hanno provocato il danno economico. Inoltre, sfidiamo a dimostrare
che questa amministrazione ha speso in più per consulenti
esterni rispetto alla precedente. Non è vero! Anzi,
i nuovi consulenti hanno permesso di disdire contratti inutili
con ditte onerose con un risparmio per l’ente e con
il miglioramento del servizio. È la cattiva gestione
del passato, il buco del bilancio, i residui non veritieri,
che hanno portato il comune sull’orlo del dissesto.
I sacrifici che stiamo chiedendo servono ad arginare questi
disastri. E riguardo al problema dell’antenna Vodafone
–si legge sempre nel manifesto–, il 27 gennaio
porteremo in consiglio il regolamento. Perché il cinque
anni non lo ha fatto la minoranza?”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 10 gennaio 2004
“Quella denuncia
è un atto di intimidazione”
RECALE – È accusato di aver offeso il presidente
del consiglio Bartolomeo Rossi. La giunta intende promuovere
nei suoi confronti un giudizio civile per il ristoro dei danni
patrimoniali e non patrimoniali patiti dall’amministrazione
e dalla città di Recale. Ma Filiberto Gianoglio più
che difendersi preferisce attaccare: “Il sindaco Americo
Porfidia e la maggioranza –esordisce– non possono
continuare a sperperare denaro pubblico in manovre politiche
tese ad intimidire i consiglieri di minoranza. L’episodio
di cui sarei colpevole è stato precisato nel ricorso
amministravo che ho presentato lo scorso settembre. Dal verbale
del consiglio del 12 giugno e dalla registrazione audio, che
ho richiesto e non ho mai ottenuto, non emerge che quelle
parole furono rivolte al presidente. In una denuncia inviata
alla procura della repubblica ho chiarito che l’ingiuria
fu pronunciata ai danni di un cittadino che dal pubblico plaudì
la decisione sconsiderata e illegittima di farmi all’allontanare
dall’aula. Tra l’altro, lo definii “scemo
matricolato” non certo per offenderlo, ma per innescare
la sua reazione ed individuarlo. Stento a capire –prosegue–
per quale motivo Rossi si ostini ad attribuirsi quell’appellativo!
Incomprensibile appare, se escludo la mala fede, anche la
scelta dell’esecutivo di innescare un procedimento per
il risarcimento dei danni dopo sette mesi. Se il presidente
era convinto di aver subito un’offesa poteva querelarmi.
Lo avrebbe fatto, però, come persona fisica e a sue
spese. Rossi si è astenuto, la giunta, invece, utilizzando
i soldi dei contribuenti, vorrebbe ottenere un ristoro economico
per i danni patiti dalla città di Recale. Non credo
che un’offesa rivolta ad un ignoto cittadino possa ledere
la collettività e giustificare l’intervento dell’esecutivo.
Credo, piuttosto, che Porfidia e i suoi “accoliti”
si siano incamminati verso un giudizio, che reputo temerario,
allo scopo di imbavagliare la minoranza con la minaccia di
ritorsioni legali. Otterranno –conclude– solo
un’opposizione più incisiva che riuscirà
a dimostrare le loro vere intenzioni: salvaguardare gli interessi
privati di alcuni consiglieri di maggioranza”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 8 gennaio 2004
Ex Lsu: si lavora per
la stabilizzazione
RECALE – Nel 2001 l’allora sindaco Ovidio Gadola
promosse per i diciassette lavoratori socialmente utili in
forza al comune una stabilizzazione parziale che contemplava
il loro inserimento nella pianta organica, ma con orario e
paga ridotti. Sebbene siano ormai dipendenti comunali e si
considerino fortunati rispetto a quanti continuano a navigare
nel precariato, quei lavoratori oggi sono stanchi di svolgere
la loro attività solo trenta ore a settimana, di percepire
poco più dell’ottanta per cento dello stipendio
e soprattutto di essere considerati di una classe inferiore
dai colleghi “anziani” e da qualche funzionario
dalla dubbia professionalità. Finora l’amministrazione
del sindaco Americo Porfidia è apparsa restia a discutere
dell’argomento, qualcosa però sta cambiando.
“La parte iniziale della legislatura – dichiara
Andrea Mastroianni, assessore al bilancio – non è
stata facile, men che meno quella relativa alla gestione economico–finanziaria
dell’ente. Prima di poter cominciare a ragionare su
dati certi, abbiamo dovuto fare un’intensa attività
di “pulizia” delle entrate. Per i lavoratori ad
orario ridotto la maggioranza ha già fatto molto: ha
dato loro una qualifica, li ha dislocati nei vari uffici e
attraverso i progetti ad obiettivo li sta anche incentivando
economicamente. Rischiavano di diventare “rami”
secchi della pianta organica, oggi rappresentano linfa vitale
per la macchina amministrativa. Quanto alla loro completa
stabilizzazione –prosegue Mastroianni– è
sempre esistita una forte volontà politica. Ma poiché
non siamo venditori di fumo e non amiamo le chiacchiere di
piazza, prima di fare promesse vogliamo verificare se esistono
le condizioni che ci consentono di mantenerle, senza ricorrere
ad un inasprimento della pressione fiscale. Siamo impegnati
in questi giorni a predisporre il bilancio di previsione per
l’esercizio in corso e non le nascondo che stiamo valutando
anche la possibilità di programmare una prima statizzazione
(si parla di sei, sette lavoratoti, ndr). Il piano però
–avverte Mastroianni– non vedrà la luce
nel brevissimo periodo”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Roma, 10/11 gennaio 2004

società civile, partiti, movimenti
uniti per vincere
oggi in Europa, domani in Italia
Il
Giornale di Caserta, 6 gennaio 2004
Antenne, arriva in
consiglio il regolamento
RECALE
– Sono almeno due i temi di grande presa sull’opinione
pubblica locale sui cui dovranno confrontarsi i membri del
parlamento cittadino nel mese di gennaio. Il primo di questi
è l’adozione di un regolamento comunale per l’istallazione,
l’adeguamento e l’esercizio degli impianti di
telefonia mobile e in particolar modo delle cosiddette stazioni
radio–base. Proprio ieri sera il presidente Bartolomeo
Rossi ha firmato la convocazione di un’adunanza con
all’ordine del giorno un testo che disciplini la materia,
redatto dall’assessore all’edilizia privata Antimo
Argenziano. La seduta è stata fissata in prima convocazione
per il 27 gennaio, alle ore 18 e 30. Il fenomeno delle onde
elettromagnetiche è ritornato attuale da quando in
via Roma, il 17 ottobre, su un palazzo del centro storico
è “comparso” un ripetitore cellulare della
Vodafone. La scoperta ha gettano nello sconcerto l’intera
collettività, anche perché l’impianto,
sembra incredibile, è posto a pochi metri da una scuola,
l’istituto “Giovanni XXIII” di piazza Aldo
Moro. Pur di stimolare l’amministrazione comunale ad
interessarsi del problema, due settimane fa è nato
anche un comitato spontaneo (“No elettrosmog”),
che sta raccogliendo firme da allegare ad una petizione indirizzata
al sindaco Americo Porfidia e all’assessore all’urbanistica
e ai lavori pubblici Francesco Porfidia tesa ad ottenere la
rilocazione dell’antenna di via Roma. Il regolamento
che sarà esaminato riempirà l’irresponsabile
“vacatio legis” lasciata in eredità dalla
maggioranza di Ovidio Gadola, non è ancora chiaro,
tuttavia, se potrà intervenire sugli impianti già
esistenti. Il secondo tema che impegnerà sempre a gennaio
il parlamento cittadino (non è escluso che Rossi spicchi
un ordine del giorno aggiuntivo per il 27) è la relazione
politico–programmatica relativa al piano regolatore
generale. Sul documento vi è stata ampia discussione
in seno all’attuale maggioranza, e pare che il primo
cittadino sia riuscito a soddisfare tutte le esigenze. Una
volta approvata dal consiglio, la relazione sarà consegnata
al progettista Luigi Barone, che avrà centottanta giorni
per redigere il nuovo strumento urbanistico.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 5 gennaio 2004
Dalla minoranza un
albero… di accuse
RECALE
– Ieri mattina piazza Matteotti è stata teatro
della prima manifestazione di protesta “creativa”
del nuovo anno architettata da Filiberto Gianoglio, Ovidio
Gadola, Vincenzo Landolfo e Giuseppe Lasco. I consiglieri
di minoranza hanno sistemato ai margini del quadrivio un tazebao
raffigurante un albero (non un “ulivo”, ma un
classico abete) di natale, ai cui rami hanno “appeso”
una serie di addebiti rivolti alla maggioranza del sindaco
Americo Porfidia. “Al governo cittadino sono bastati
un anno e mezzo – ha dichiarato Lasco – per dimostrare
quanto devastante sia la sua azione amministrativa. Recale
abbandona il 2003 più povera: l’imposta sugli
immobili per la prima casa è stata aumentata del 53,3
per cento, la tassa per il servizio idrico e stata maggiorata
del 53 per cento e quella per lo smaltimento dei rifiuti è
cresciuta del 50 per cento. Il comune ha indebitamente spesi
15 mila euro per difendere la posizione elettorale del primo
cittadino. Il magistrato, e basta leggere la sentenza per
verificarlo, ha dichiarato che l’ente doveva mantenere
una posizione neutra perché non titolare di alcun interesse
in materia. Circa 600 mila euro di residui attivi sono stati
taglianti dal conto consuntivo: 1 miliardo e 200 milioni di
vecchie lire cancellati senza nessuna giustificazione plausibile
e contro la normativa vigente. Tra consulenti esterni, esperti
fantasma, spese legali e somme non riscosse, il bilancio è
fuori controllo. E la maggioranza che ha fatto? Ha privatizzato
l’ufficio tributi, con un costo stimato per le casse
comunali di altri 100 mila euro, che saranno coperti con ulteriori
aumenti delle tariffe, senza contare il disagio dei cittadini,
i quali per ogni minima questione dovranno recarsi presso
gli uffici della società concessionaria (la Darti,
ndr) e non più in municipio. Di fronte al malcontento
dei recalesi, la maggioranza spreca tempo ed energie a far
presidiare il consiglio comunale dalla polizia, a far allontanare
i consiglieri di minoranza, a scagliare querele intimidatorie
per imbavagliare ogni critica. Stando così le cose
– ha concluso Lasco –, non possiamo che augurare
a tutti i cittadini un “felice” 2004, invitandoli
a tenere gli occhi aperti”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Caserta
News, 3 gennaio 2004
I Ds di Recale replicano
alla denuncia contro Landolfo
Recale,
02/01/2003 - Ecco il testo del comunicato stampa diffuso dalla
sezione DS di Recale: "Apprendiamo dalla stampa che la
giunta comunale di Recale ha deliberato di denunciare per
diffamazione il consigliere comunale dei DS Vincenzo Landolfo
per dichiarazioni rese in merito a questioni amministrative
... "
segue
su casertanews.it
Il
Giornale di Caserta, 3 gennaio 2004
La giunta querela il
consigliere Landolfo
RECALE
– Con il sostegno unanime della maggioranza, l’organo
esecutivo presieduto dal sindaco Americo Porfidia ha incaricato
l’avvocato Fulvio Savastano di sporgere querela nei
confronti di Vincenzo Landolfo. Il consigliere di minoranza
è accusato di aver rilasciato delle dichiarazioni diffamatorie
ai danni del primo cittadino e dell’istituzione comunale
in merito alla recente “privatizzazione” del servizio
di riscossione tributi. Non appena la notizia si è
diffusa, immediata è stata la reazione dei Democratici
di sinistra.
“La
scelta scomposta e fuor di misura operata dall’esecutivo
–dichiara il segretario Vincenzo De Angelis– non
può che confermare la nostra convinzione: lo smantellamento
dell’ufficio tributi risponde a meschine logiche di
bottega piuttosto che agli interessi della comunità,
tanto più che lo stesso consiglio comunale è
stato costretto a votare il provvedimento senza il minimo
elemento di informazione sui suoi reali contenuti economici.
Nel merito, i diessini recalesi condividono appieno le dichiarazioni
del consigliere Landolfo e ribadiscono il giudizio negativo
sulla volontà di esternalizzare i servizi tributari
ratificata in consiglio il 10 dicembre con i soli voti della
maggioranza. Le ragioni –prosegue De Angelis–
sono molteplici. Innanzitutto, la decisione comporta un danno
economico per l’ente, che dovrà pagare circa
100mila euro per un servizio che oggi viene egregiamente svolto
dall’ufficio tributi, disperdendo un patrimonio di professionalità
accumulato in anni di lavoro. Il danno si riverserà,
poi, sui cittadini che, oltre a dover pagare con un aggravio
delle tariffe i maggiori oneri che ne deriveranno, per qualsiasi
contenzioso saranno costretti a rivolgersi ad una società
(la Darti, ndr) con sede ad Aversa, anziché agli uffici
del municipio. Come se non bastasse, la manovra, che si presenta
sotto la maschera di una “rinegoziazione”, è
illegale, poiché il contratto con la concessionaria
è scaduto a marzo del 2003 e quindi non è più
“rinegoziabile”. L’esternalizzazione del
servizio poteva –conclude De Angelis– avvenire
solo attraverso una procedura di evidenza pubblica”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 3 gennaio 2004
Nella serata di ieri comunicato dei
Ds
RECALE – Sebbene non sia stata ancora pubblicata la
delibera di giunta, nella serata di ieri, la segreteria dei
Democratici di sinistra ha diramato un comunicato sul “caso
Landolfo”, del quale, per motivi di spazio, vi proponiamo
solo i passaggi conclusivi. “Da alcuni mesi –
si legge nella nota –, assistiamo al tentativo di esautorare
con la forza il consiglio comunale del suo ruolo di controllo
e di indirizzo politico. Ricordiamo il gravissimo episodio
dell’allontanamento dall’aula del capogruppo dell’Ulivo
Filiberto Gianoglio, attuato dal presidente Bartolomeo Rossi
calpestando le norme statutarie e i diritti dei consiglieri.
Ricordiamo le continue e immotivate richieste di presenza
della forza pubblica e infine il recente tentativo (peraltro
non riuscito) di espellere “manu militari” dall’aula
anche il capogruppo del gruppo Unione Democratica–la
Margherita Ovidio Gadola. Con la denuncia contro il consigliere
Vincenzo Landolfo la giunta, preoccupata per il crescente
malcontento dei cittadini, tenta di imbavagliare l’opposizione
con l’intimidazione e la minaccia di ritorsioni legali.
Ma è un calcolo sbagliato e pericoloso: nessuno si
lascerà intimidire! I Democratici di sinistra chiamano
a un’iniziativa ancora più incisiva e unitaria
le forze dell’opposizione, invitano i recalesi a rendersi
sempre maggiormente coscienti dei guasti che questa amministrazione
sta provocando, auspicano – si legge sempre nella nota
– che nella stessa maggioranza si faccia strada la consapevolezza
che la prevaricazione non paga”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
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