no elettrosmog
 
RASSEGNA STAMPA - GENNAIO 2004

Il Giornale di Caserta, 31 gennaio 2004
“Lo stipendio di Rossi aumentato del 400%”

RECALE – Martedì scorso, il consiglio comunale ha approvato la modifica dell’articolo 12 bis dello statuto comunale, in virtù della quale l’indennità di carica del presidente del consiglio Bartolomeo Rossi è stata equiparata a quella percepita da un membro dell’esecutivo. Su questa decisione ci ha chiesto di intervenire il consigliere dei Democratici di sinistra Vincenzo Landolfo: “La maggioranza del sindaco Americo Porfidia –dichiara– continua a porre in essere atti amministrativi che vanno ad aumentare le spese, senza preoccuparsi, però, di come e di dove recuperare le risorse per coprirle. Ci risulta che la giunta abbia recentemente deliberato la stabilizzazione completa di sei dei diciassette impiegati ad orario ridotto. Anziché di trovare una soluzione finanziaria che risolva in modo indiscriminato il problema di tutti gli “ex Lsu”, senza premiarne alcuni e mortificarne altri, la maggioranza ha approvato, in barba alle procedure dettate nel decreto ministeriale 119/2000, l’aumento del quattrocento per cento dell’indennità al presidente del consiglio. E pensare che –continua Landolfo– anche il collegio dei revisori dei conti, presieduto da Giuseppe Fattopace, nella relazione al rendiconto del 2002, raccomandò di diminuire le spese e di aumentare le entrate, considerato l’esiguo avanzo di trentuno mila euro registrato nel bilancio consuntivo. Probabilmente, i nostri amministratori quelle raccomandazioni le interpretano in senso opposto, perchè dal rendiconto in poi tutti gli atti emessi sono tesi ad aumentare le spese e nessuna iniziativa è stata ancora intrapresa per aumentare le entrate: si veda la privatizzazione del servizio tributi, il conferimento di incarichi legali e professionali e, non ultimo, l’aumento dello stipendio al “loro” presidente. Aumento, tra l’altro, che dovrebbe ricompensare Rossi per il lavoro che compie. Se passa questa logica, bisogna riconoscere un’indennità di carica anche ai consiglieri, alcuni dei quali fanno molto di più di qualche assessore! Provocazioni a parte –conclude–, la direzione imboccata dalla maggioranza rende sempre più reale lo spettro del dissesto economico”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 31 gennaio 2004
Prg: “L’incarico a Barone è illegittimo”

RECALE – I quattro consiglieri dell’opposizione (Filiberto Gianoglio, Vincenzo Landolfo, Ovidio Gadola e Giuseppe Lasco) chiedono al sindaco Americo Porfidia l’immediata revoca della delibera con la quale la giunta, lo scorso 17 dicembre, ha incaricato Luigi Barone di “stendere” un nuovo strumento urbanistico. Gianoglio spiega perché: “Mentre i gruppi di minoranza –esordisce– continuano a sperare che il tribunale amministrativo, allorquando entrerà nel merito del ricorso presentato, annulli la delibera di consiglio provinciale che decretò la bocciatura dello strumento urbanistico, la maggioranza già da tempo ritiene che la “questione piano regolatore” sia definitivamente chiusa. Lo dimostra il fatto che l’esecutivo a dicembre abbia conferito all’ingegnere Barone l’incarico di redigere nuove tavole di urbanizzazione. Peccato che l’atto deliberativo, oltre ad essere sconsiderato sul piano politico, sia illegittimo sul piano formale. Mi spiego –prosegue–: la giunta ha eseguito un affidamento diretto, eludendo sia l’avviso pubblico sia la comparazione dei curricula che sarebbero stati presentati. L’aspetto ancora più grave, però, è che il sindaco Porfidia e i suoi “accoliti” sono pronti a riconoscere al tecnico un compenso che supera i cinquanta mila euro e non sono disposti a chiedere all’architetto Carlo Raucci di adeguare il piano ai rilievi mossi dal Ctr e di rimuovere le illegittimità derivanti dall’errata allegazione del Pdf. Poiché esiste con Raucci un rapporto contrattuale ancora in corso legato all’approvazione dello strumento urbanistico da parte degli organi competenti, il compenso da elargire al tecnico sarebbe estremamente più basso rispetto a quello che verrà concesso a Barone. In un solo colpo –conclude Gianoglio–, l’esecutivo è riuscito, insomma, ad approvare un atto illegittimo, inutile e costoso. Ecco perché ne chiediamo la revoca”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 30 gennaio 2004
“L’aggiornamento? Un colpo di mano”

RECALE – “Abbiamo preferito sorvolare sugli emendamenti, perché nel corso della discussione stava emergendo la possibilità, condivisa anche dalla maggioranza, di individuare nell’area cimiteriale una zona dove collocare tutte le stazioni radio–base per la telefonia, sia le esistenti sia quelle che potrebbero essere istallate in futuro. Se fossimo riusciti a far approvare questa proposta, correggere il testo di Antimo Argenziano sarebbero risultato inutile”. Il consigliere Vincenzo Landolfo dei Democratici di sinistra difende così la condotta che la minoranza ha tenuto nella seduta di martedì scorso. “Il dibattito si è protratto per oltre quattro ore, ma quando tutte le volontà sembravano convergere, il sindaco Americo Porfidia, compiendo un colpo di mano, ha obbligato i suoi a votare l’aggiornamento dei lavori per ottenere un parere di un consulente tecnico. Rispetto a tale evenienza, la minoranza, che dispone di soli di quattro voti, ha ritenuto, in quel momento, che la scelta migliore fosse quella abbandonare l’aula. E lo ha fatto! Pensiamo, infatti, che spetta al consiglio comunale dare indirizzi politici e decidere sulle sorti della collettività. Un consulente non può certo sottrarre al supremo organo cittadino questa funzione. Può solo rappresentare un ulteriore aggravio per le casse comunali. L’unica colpa –prosegue Landolfo– che può essere, quindi, attribuita all’opposizione è di essersi fidata del gruppo di maggioranza. Pensavano che, almeno su argomenti così delicati come la salute pubblica, i consiglieri di “città nuova” si sarebbero comportati da persone pensanti. Ci siamo trovati, invece, dinanzi a tanti soldati che, come al solito, hanno eseguito un ordine. È bene che il primo cittadino sappia, però, che con la sua manovra furbesca ha solo ottenuto una proroga di qualche giorno. Il regolamento, prima o poi, ritornerà in consiglio ed egli dovrà assumersi le sue responsabilità. E di ciò che deciderà –conclude Landolfo– dovrà rispondere non solo a noi, ma alla consulta per l’ambiente, al comitato “Aria”, ai settecentouno firmatari della petizione popolare e a tutti i cittadini di Recale”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 29 gennaio 2004
Elettrosmog: nove ore di inutile discussione

RECALE – Nove ore (tanto è durato il consiglio di martedì sera) sono state più che sufficienti per acquisire l’ennesima prova di quanto lontano sia l’Ulivo dal ritornare ad essere una forza di governo. In discussione vi era, lo sanno ormai anche le pietre, il regolamento comunale per l’istallazione e il funzionamento delle stazioni radio–base per la telefonia mobile. Contro il testo proposto dalla maggioranza, che, ne siamo certi, non piaceva nemmeno al suo estensore, l’assessore Antimo Argenziano, vi erano sei emendamenti, due dei quali presentati dal vicesindaco Francesco Ommeniello a titolo personale; un documento dell’associazione ambientalista “Aria”, che si è rifiutata di esprimere un giudizio sul regolamento perché esso non prevedeva la rilocazione degli impianti esistenti; un parere non certo positivo della consulta per l’ambiente e ben settecentouno firme di cittadini che con una petizione popolare hanno richiamato il sindaco Americo Porfidia alle sue responsabilità di tutore della salute pubblica. Con questi elementi a favore e con una compagine maggioritaria in difficoltà e pronta ad assecondare una eventuale proposta conciliativa, i consiglieri di minoranza Filiberto Gianoglio, Ovidio Gadola (l’unico, per la verità, che non si riconosce più nella coalizione di centrosinistra), Giuseppe Lasco e Vincenzo Landolfo cosa sono riusciti a fare? Nulla! Se non si fossero presentati, avrebbero ottenuto di più. Anziché di condurre una battaglia consiliare seria, peraltro vinta in partenza, su un argomento così delicato ed ottenere una regolamentazione che poteva essere la base su cui poggiare una lotta maggiormente incisiva, hanno sprecato ore ad elucubrare sul sesso degli angeli. Dissertazioni pseudo–scientifiche, noiose quanto inutili, sulle onde elettromagnetiche a bassa e ad alta frequenza, su cosa dice in merito Organizzazione mondiale della sanità o l’istituto di ricerca statunitense. Risultato? L’esame del regolamento è stato rinviato ed è stata approvata la proposta del sindaco di chiedere ad un esperto se sia possibile individuare un’area di pertinenza comunale (come, ad esempio, il cimitero), sulla quale sistemare tutti gli impianti per la telefonia mobile. Mah!

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 28 gennaio 2004
Elettrosmog: 701 firme di protesta

RECALE – Ieri mattina il comitato spontaneo “No Elettrosmog” ha depositato presso gli uffici comunali una petizione popolare firmata da settecentouno cittadini (tra i quali anche gli assessori Antimo Argenziano e Vincenzo Torrente) per chiedere la rilocalizzazione della stazione radio–base per telefonia cellulare installata nelle vicinanze della scuola media “Giovanni XXIII”, e la definizione di un regolamento comunale sulle emissioni elettromagnetiche che ponga un freno al proliferare delle antenne nel centro abitato. “La straordinaria adesione all’iniziativa –hanno commentato alcuni membri del comitato–, resa possibile grazie all’impegno volontario di tanti cittadini, testimonia la consapevolezza che i rischi legati allo sviluppo delle tecnologie vanno affrontati mettendo al primo posto la tutela della salute, attraverso una rigorosa gestione del territorio. Ci auguriamo che gli amministratori della nostra comunità sappiano dare una risposta soddisfacente a questa richiesta, e che il regolamento sugli impianti per la telefonia cellulare che il consiglio comunale si appresta a varare (l’adunanza era in programma ieri sera, ndr) risponda ai criteri di cautela e di salvaguardia raccomandati dall’Unione europea e recepiti dalla normativa vigente. Forti del sostegno di tanti cittadini, ci impegniamo per il futuro a proseguire l’iniziativa, affinché l’impianto –hanno concluso– che suscita allarme e preoccupazione sia allontanato dall’istituto scolastico”. Lunedì sera, per discutere del regolamento comunale, si è riunita anche la consulta per l’ambiente. Oltre al presidente Roberto Massi, erano presenti Mimmo Glorioso, Isidoro Marcello, Vincenzo Nasta e Domenico Russo. Al termine dell’incontro, è stato stilato un documento, poi consegnato al sindaco Americo Porfidia, contenente due proposte. La prima riguarda l’istallazione delle nuove antenne, istallazione che può essere consentita solo in periferia e ad una distanza non inferiore a duecento metri dall’ultima abitazione. La seconda si riferisce al monitoraggio delle emissioni: il controllo delle onde elettromagnetiche deve essere continuo e i costi, addebitati ai gestori presenti sul territorio.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


il Mattino, 28 gennaio 2004
Recale, 701 firme contro l’elettrosmog

Ieri mattina il comitato spontaneo «No elettrosmog» di Recale ha depositato presso gli uffici comunali una petizione popolare firmata da 701 cittadini per chiedere la rilocalizzazione della stazione radio-base per telefonia cellulare installata nelle vicinanze della scuola media Giovanni XXIII, e la definizione di un regolamento comunale sulle emissioni elettromagnetiche che ponga un freno al proliferare delle antenne nel centro abitato.
«La straordinaria adesione all’iniziativa, resa possibile grazie all’impegno volontario di tanti cittadini, testimonia - scrive il comitato in una nota - la consapevolezza che i rischi legati allo sviluppo delle tecnologie vanno affrontati mettendo al primo posto la tutela della salute attraverso una rigorosa gestione del territorio cittadino. Ci auguriamo che gli amministratori sappiano dare una risposta positiva».

dal Mattino online

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Il Giornale di Caserta, 27 gennaio 2004
“Altro che esperti, occorre più legalità”

RECALE – Non si è lasciata attendere la replica del consigliere di minoranza Vincenzo Landolfo alla proposta avanzata ieri da Andrea Mastroianni. L’assessore alle finanze aveva suggerito di nominare un collegio arbitrale che si esprimesse sulla gestione economico–finanziaria del comune di Recale, allo scopo di chiudere definitivamente la disputa sui numeri tra maggioranza e minoranza. Alla provocazione di Mastroianni, Landolfo risponde così: “Non occorre –esordisce– un collegio di esperti, i risultati conseguiti dall’Ulivo sono dimostrabili con i documenti ufficiali dell’ente. Le entrate tributarie sono passate da 770 milioni di lire al consuntivo del 1997 a circa 3 miliardi di lire al consuntivo 2001. Il consorzio Asmez, oltre a farci incassare circa 250 milioni di imposte e di darci la possibilità di incassarne altri 300 coattivamente, ci ha consentito di crearci delle banche dati dei tributi che nel 1997 erano quasi inesistenti. L’assessore Mastroianni continua a fare i giochi di prestigio, nell’intento, presumo, di voler occultare una situazione finanziaria critica e prossima al dissesto, causata da un anno e mezzo di gestione farfallona e machiavellica. La giunta del sindaco Americo Porfidia –continua– ha operato una serie di scelte politiche che hanno arrecato gravi danni economici. Basta soffermarsi alla schiera di consulenti che poco frequentano il comune; addirittura per avere la loro firma, a volte, bisogna raggiungerli presso la sede dove prestano regolarmente servizio. Che dire, poi, degli incarichi concessi a legali per difendere le posizioni di amministratori di maggioranza? Degli affidamenti a trattativa privata, quindi in violazione della legge, a società per lo svolgimento dell’attività di accertamento e di riscossione dei tributi? Delle cessioni del territorio comunale a cittadini legati da vincoli di parentela ad esponenti dell’esecutivo? Delle gravi omissioni che hanno causato la bocciatura della variante per l’area produttiva e del piano regolatore generale? Altro che collegio di esperti! Al comune urge – e conclude – l’intervento delle autorità preposte ai controlli per verificare la legittimità e la regolarità di tutti gli atti posti in essere dalla maggioranza”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 27 gennaio 2004
Elettrosmog: oggi la consegna della petizione

RECALE – È attesa in mattinata la consegna al sindaco Americo Porfidia della petizione popolare promossa dal comitato “No elettrosmog” per ottenere la rilocazione della stazione radio–base della Vodafone, che dal 17 ottobre campeggia nel centro storico della cittadina, a pochi passi dalla scuola media “Giovanni XXIII”. Oltre cinquecento i cittadini che hanno firmato il documento (tra i quali anche gli assessori Antimo Argenziano e Vincenzo Torrente) che chiede all’amministrazione comunale un intervento immediato a difesa della salute pubblica. Questa sera, poi, in consiglio è prevista la discussione del regolamento per l’istallazione, l’adeguamento e l’utilizzo delle antenne per la telefonia mobile. “È un testo che non mi piace –commenta il capogruppo dell’Ulivo Filiberto Gianoglio–, perché è nato senza coinvolgere i partiti politici, i dirigenti scolastici, le associazioni e i cittadini in genere. E poi sembra fatto per proteggere chi con le antenne ci sta guadagnando. Per fortuna, anche qualche esponente della maggioranza ha presentato degli emendamenti, spero, quindi, che con insieme riusciremo a far adottare al consiglio un regolamento migliore. Spero, inoltre, che in aula il primo cittadino esca dall’ambiguità, dietro la quale finora si è nascosto. Quando con un volantino ha attaccato la precedente amministrazione, ha dichiarato che le onde elettromagnetiche erano dannose. Quando, invece, si è dovuto difendere dagli attacchi mossi al suo governo –conclude Gianoglio–, pubblicamente ha asserito che non vi era nessun rischio per la comunità”. Per la cronaca, ieri sera era in programma una riunione della consulta per l’ambiente. È inutile dire che l’argomento più importante posto all’ordine del giorno dal presidente Roberto Massi era l’elettrosmog.
Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 26 gennaio 2004
“Un collegio arbitrale sulla gestione dell’ente”

RECALE – Nominare un collegio arbitrale che si esprima sulla gestione economico–finanziaria del comune di Recale, allo scopo di chiudere definitivamente la disputa sui numeri tra maggioranza e minoranza. La proposta arriva dall’assessore al bilancio Andrea Mastroianni che, in una nota, approfitta anche per chiarire i motivi di alcune scelte assunte in questi primi diciotto mesi di amministrazione. “Se abbiamo aumentato i tributi –dichiara Mastroianni–, l’ho abbiamo fatto per compensare una serie di squilibri di bilancio. Al nostro insediamento, abbiamo notato che bisognava stanziare le somme per coprire voci di spesa non integralmente previste nell’ultimo documento contabile di previsione, bilancio presente ancora agli atti e quindi consultabile. Tutti ricorderanno, ad esempio, che per gli impiegati assunti ad orario ridotto gli stipendi erano stati calcolati fino al settembre 2002. Quanto al taglio dei residui, abbiamo chiesto ai funzionari la revisione di tutti i residui attivi. Sono stati loro ad attestare che vi erano cespiti di dubbia esigibilità. I nodi, poi –prosegue Mastroianni–, ogni tanto vengono al pettine: come ha potuto consentire l’onnisciente Vincenzo Landolfo, sempre attento ed oculato, a suo dire, nella gestione amministrativa, la liquidazione di un compenso all’Asmez per un servizio che è costato alle casse comunali molto di più di quanto è stato incassato? Corrispondere al consorzio il 25 per cento sull’accertato e non sul riscosso è stata una vera imprudenza! L’Asmez ha reso un “servizio” che ha solo disturbato i cittadini, i quali si sono visti recapitare cartelle esattoriali per imposte già pagate. E passiamo, infine, al consuntivo: il rendiconto ha dimostrato definitivamente chi aveva ragione: del miliardo di avanzo prospettato dall’opposizione non v’è traccia, tranne che negli attacchi verbali e nei manifesti in piazza. Detto questo, pur di dissipare ogni dubbio, propongo la nomina di un collegio arbitrale, formato da tre membri, uno scelto da me, un altro da Landolfo ed un altro ancora dal tribunale di Santa Maria, affinché si ottenga –conclude Mastroianni– un giudizio imparziale sulla gestione economico–finanziaria dell’ente”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 25 gennaio 2004
Lasco: “Recale rischia di diventare un’antennopoli”

RECALE – Cresce l’attesa per il consiglio comunale di martedì prossimo, seduta nella quale sarà discusso il regolamento per l’istallazione e l’utilizzo delle stazioni radio–base per la telefonia mobile. Il fenomeno delle onde elettromagnetiche è ritornato di attualità da quando sul tetto di un palazzo del centro storico, a pochi passi dalla scuola media statale “Giovanni XXIII”, è stato istallato, l’ottobre scorso, un impianto della Vodafone. Il testo, redatto dall’assessore all’edilizia privata Antimo Argenziano, è fortemente contestato dai consiglieri di opposizione. “Se passa il regolamento di Argenziano così com’è –ha dichiarato Giuseppe Lasco della Margherita–, Recale rischia di diventare la città delle antenne”. E per cercare, in sede di dibattito, di modificare l’elaborato, i due gruppi di minoranza (l’Ulivo e Unione democratica– La Margherita) hanno presentato, contestualmente, quattro emendamenti. Il primo prescrive che non si possono sistemare stazioni radio–base a meno di cento metri dalle abitazioni private e a meno di duecentocinquanta metri degli edifici pubblici e di interesse pubblico, come scuole e strutture sanitarie. Per la minoranza, i luoghi più idonei ove montare gli impianti per la telefonia mobile sono le aree di pertinenza comunale, quali quella cimiteriale e quella per gli insediamenti produttivi. Il secondo emendamento riguarda il controllo delle emissioni. Secondo i consiglieri di opposizione, occorre un sistema di monitoraggio comunale con almeno dieci centraline su tutto il territorio, funzionanti ventiquattro ore su ventiquattro. I dati ottenuti devono essere elaborati in forma grafica e messi a disposizione dei cittadini, così come accade per gli atti pubblici. La certificazione di validità del sistema di controllo, questo è il terzo emendamento presentato, deve essere affidata non ad una società privata, ma alla facoltà di Scienze ambientali della Seconda università di Napoli, con sede in via Vivaldi a Caserta. Il quarto, e ultimo, emendamento si riferisce alle violazioni del valore massimo delle emissioni (6 V/m): ogni trasgressione deve essere punita con la revoca della concessione.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 24 gennaio 2004
Elettrosmog: oltre 500 le firme raccolte

RECALE – Sono ormai oltre cinquecento le firme raccolte dal comitato “No elettrosmog” (e le adesioni continuano a crescere) per la petizione popolare tesa ad ottenere la rilocazione della stazione radio–base della Vodafone, che dal 17 ottobre campeggia nel centro storico della cittadina, a pochi passi dalla scuola media “Giovanni XXIII”. I cittadini che hanno sottoscritto il documento, indirizzato al sindaco Americo Porfidia e all’assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica Francesco Porfidia, esprimono tutta la loro preoccupazione per il pericolo rappresentato dall’impianto installato nei pressi di piazza Aldo Moro, nelle immediate vicinanze di un edificio scolastico. Elementari considerazioni di cautela impongono la necessità di salvaguardare gli studenti ed il personale docente e non docente dalla quotidiana esposizione a campi elettromagnetici, sui cui effetti a lungo termine si possono solo fare supposizioni. In particolare, raccogliendo anche l’inquietudine espressa mesi fa dal preside Nicola Stellato, essi ritengono che nessuna incertezza sia tollerabile quando è in gioco la salute degli adolescenti. E mentre i gruppi consiliari di opposizione si stanno preparando ad affrontare, martedì prossimo, la discussione sul regolamento, redatto dall’assessore Antimo Argenziano, per l’istallazione, l’adeguamento e l’utilizzo delle antenne della telefonia mobile, il comitato, attraverso un’attività di volantinaggio, ha invitato tutti i recalesi a partecipare al consiglio, come segno di protesta civile rispetto ad un testo di regolamentazione che è nato senza coinvolgere i cittadini, le associazioni, le scuole e i partiti politici. In effetti, il regolamento stilato da Argenziano mostra una serie limiti, anche indipendenti dall’estensore, come il fatto di non essere supportato da un piano regolatore generale che demarchi e “protegga” il centro storico. Non vi è, poi, nessun tentativo di intervenire sugli impianti esistenti, quello di via Roma e quello, di cui spesso ci si dimentica, di viale dei Pini. Nemmeno rispetto al semplice monitoraggio l’assessore si è speso molto. Ci si augura, quindi, che martedì sera arrivino sul tavolo del consiglio degli emendamenti, sia della minoranza sia della maggioranza, che rendano il testo più efficace.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 19 gennaio 2003
Lasco: “Non riscossi 620 mila euro di imposte”

RECALE – Il sindaco Americo Porfidia e la maggioranza, in un manifesto affisso in piazza Giacomo Matteotti l’altra domenica, li avevano definiti “ipocriti e bugiardi”, parlando, tra l’altro, della situazione economico–finanziaria in cui versa il comune di Recale. A distanza di una settimana, è arrivata, sempre in piazza Matteotti e attraverso un tazebao, la risposta di Filiberto Gianoglio, Vincenzo Landolfo, Ovidio Gadola e Giuseppe Lasco. “Abbiamo sostenuto –ha commentato Lasco– che nel bilancio 2002 la maggioranza avesse cancellato 600 mila euro di crediti tra tasse e imposte comunali. Siamo “ipocriti e bugiardi” perché, in effetti, ne mancavano oltre 620 mila. Preoccupati di sapere come mai la maggioranza aveva rinunciato ad incassare questa somma, con un’interrogazione, il 21 ottobre scorso, abbiamo chiesto di conoscere i motivi che giustificavano tale scelta. Contestualmente, facevano notare che in base al testo unico i residui attivi potevano essere eliminati solo dopo aver certificato la loro insussistenza. Il regolamento del consiglio comunale –ha continuato Lasco– prevede che il sindaco debba rispondere entro trenta giorni dall’interrogazione, eppure, nonostante le molteplici sollecitazioni, stiamo ancora aspettando una risposta. Per quale machiavellico motivo la maggioranza ha preferito non riscuotere oltre 1 miliardo di lire di crediti? Chissà. In un solo anno, poi, il fondo di cassa del comune è passato da 1,5 milioni di euro al 1 gennaio 2002 a poco più di 500 mila euro al 31 dicembre. Per ottenere questo “brillante” risultato in dodici mesi si sono avvicendati non uno, non due, ma tre consulenti: la scuola di “finanza creativa” del ministro Tramonti ha fatto danni anche a Recale! La gestione dell’Ulivo, infine, aveva portato ad un avanzo di amministrazione di 575 mila euro al 31 dicembre 2001, mentre l’anno successivo l’avanzo è precipitato miseramente, fino a raggiungere quota 31 mila. E pensare che la maggioranza –ha concluso Lasco–, pur di risparmiare qualche spicciolo, ha tagliato l’indennità al difensore civico, alla faccia del diritto dei cittadini di essere difesi”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 18 gennaio 2004
Volantinaggio anti- elettrosmog

RECALE – A dieci giorni dalla seduta nella quale il parlamento cittadino dovrà discutere e approvare il regolamento, redatto dall’assessore Antimo Argenziano, per l’istallazione, l’adeguamento e l’utilizzo delle stazioni radio–base della telefonia mobile, il comitato “No elettrosmog” serra i ranghi e intensifica l’attività di sensibilizzazione sui rischi legati alle onde elettromagnetiche. Questa mattina alcuni membri del gruppo saranno all’uscita dell’istituto “Giovanni XXIII” per invitare i genitori degli alunni, i docenti e il personale scolastico a partecipare, il 27 gennaio, al consiglio, come segno di protesta civile rispetto ad un testo di regolamentazione che è nato senza coinvolgere i cittadini, le associazioni, le scuole e i partiti politici. Si allunga, intanto, l’elenco delle adesioni (400 firme in tre settimane) alla petizione promossa dallo stesso comitato per dislocare l’antenna della Vodafone, che dal 17 ottobre campeggia nel centro storico della cittadina, a pochi passi dalla “Giovanni XXIII”. “I sottoscritti cittadini di Recale –si legge nella petizione– esprimono tutta la propria preoccupazione per il pericolo rappresentato dalla stazione radio–base per telefonia mobile installata nei pressi di piazza Aldo Moro, nelle immediate vicinanze della scuola media statale. Elementari considerazioni di cautela impongono la necessità di salvaguardare gli studenti ed il personale docente e non docente dalla quotidiana esposizione a campi elettromagnetici sui cui effetti a lungo termine si possono solo fare supposizioni. In particolare, raccogliendo le preoccupazioni già espresse in tal senso dagli organi dirigenti dell’istituto (si ricorderà il documento inviato al primo cittadino dal preside Nicola Stellato, ndr), riteniamo che nessuna incertezza sia tollerabile quando è in gioco la salute degli adolescenti. Per questi motivi –si legge sempre nella petizione–, chiediamo al sindaco Americo Porfidia e all’assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica Francesco Porfidia di attivarsi con la massima sollecitudine per disporre l’immediato allontanamento della stazione radio–base dalle vicinanze dell’istituto scolastico”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 17 gennaio 2004
Ambiente: nuovo deserto… in consulta

RECALE – È il caso che il sindaco Americo Porfidia, sempre che gli impegni con il centrosinistra glielo consentano, cominci ad interessarsi degli insuccessi che sta collezionando una sua “creatura” politica: la consulta per l’ambiente. Giovedì sera il presidente Roberto Massi ha dovuto costatare per la seconda volta consecutiva la mancanza del numero legale e si è trovato costretto a dichiarare deserta la seduta. Tra i punti posti all’ordine del giorno, oltre al regolamento interno e al problema dell’essiccamento del tabacco, vi era la discussione sui rischi legati alle onde elettromagnetiche emesse della stazione radio–base istallata nel centro storico della cittadina nell’ottobre scorso. Presenti all’incontro solo Mimmo Glorioso e Gennaro Montella; mancavano, invece, all’appello Vincenzo Nasta, Isidoro Marcello, Giovanni Ianniello, Gaetano Stellato e Domenico Russo. Non vorremmo che per una strana congiuntura “astrale” la consulta non riuscisse ad incontrarsi prima del consiglio comunale del 27 gennaio, seduta in cui si esaminerà il regolamento sull’istallazione e il funzionamento delle antenne per la telefonia mobile. Sarebbe0 utile, infatti, capire in anticipo la posizione di questo organo, nato proprio per coadiuvare il parlamento cittadino nelle scelte in materia di ambiente.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 17 gennaio 2004
Lo Sdi chiama, risponde il sindaco Porfidia

RECALE – È notizia di ieri che il segretario provinciale dei Socialisti democratici Mimmo Dell’Aquila abbia inviato a tutti i partiti del centrosinistra, compresa Rifondazione comunista, e ai parlamentari del collegio, Sandro de Franciscis e Gaetano Pascarella, una nota in cui ha posto in evidenza la difficile situazione politico–amministrativa che sta attraversando il comune di Recale. Dell’Aquila ha stigmatizzato le azioni giudiziarie attuate dalla maggioranza (che definisce di “centrodestra”), rea di utilizzare l’istituto della querela come arma per reprimere il confronto politico, ed esorta i partner della coalizione ad intraprendere delle iniziative comuni. Sembrerà strano, ma il primo a rispondere all’invito è il sindaco Americo Porfidia, il quale, evidentemente, comincia a fare le prove per interpretare un giorno il ruolo di “leader” del centrosinistra: “Sarei lieto –annuncia– di poter prendere parte ad un eventuale incontro–dibattito che dovesse essere convocato sulla questione sollevata da Dell’Aquila per poter esprimere non solo il mio punto di vista, ma anche e soprattutto per riportare il dovuto equilibrio tra le parti, soprattutto nel considerare quei metodi di fare e di intendere la politica che restano circoscritti alle forze di minoranza della nostra cittadina che si inquadrano nell’ambito del centrosinistra. Invito, inoltre –conclude Porfidia–, i parlamentari e tutti i responsabili provinciali chiamati in causa a presenziare a qualche consiglio comunale, per constatare come effettivamente si svolgono i lavori”. I rapporti tra maggioranza e opposizione, difficili sin dall’inizio della legislatura, si sono ulteriormente acuiti da quanto l’esecutivo ha promosso nei confronti dei consiglieri di minoranza Vincenzo Landolfo e Filiberto Gianoglio (diessino il primo, socialista il secondo) giudizio civile per il ristoro dei danni patrimoniali e non patrimoniali che avrebbero patito l’amministrazione e la città di Recale. Landolfo è accusato di diffamazione per alcune dichiarazioni rilasciate sulla privatizzazione del servizio tributi, mentre Gianoglio è stato denunciato per una frase ingiuriosa che avrebbe indirizzato al presidente del consiglio Bartolomeo Rossi.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 16 gennaio 2004
Stipendi: il presidente come gli assessori

RECALE – Nella mattinata di ieri, il presidente Bartolomeo Rossi ha inviato una comunicazione a tutti i consiglieri relativa ad un ordine del giorno aggiuntivo per la seduta di consiglio comunale prevista per martedì 27 gennaio, alle 18 e 30. L’argomento aggiunto è rappresentato dalla proposta, avanzata dal funzionario degli affari generali Emilio Esposito su indicazione del sindaco Americo Porfidia e dalla maggioranza consiliare, di modifica dell’articolo 12 bis dello statuto comunale. L’articolo stabilisce l’indennità di carica riconosciuta proprio al presedente del consiglio. Oggi Rossi percepisce circa il 10 per cento dello stipendio del primo cittadino, se la proposta sarà approvata, com’è lecito attendersi, l’indennità sarà equiparata a quella di un assessore, che è di poco superiore ai mille euro. “La notizia –ha confessato Rossi– mi ha molto gratificato. Sebbene anch’essi siano importanti, non sono certo i risvolti economici ad allettarmi. Quello che dell’iniziativa mi ha colpito e mi ha entusiasmato è il valore simbolico. Interpreto questo gesto, condiviso dall’intera compagine maggioritaria, come un atto di fiducia nei miei riguardi. E poiché è arrivato –ha concluso Rossi– in un frangente così complesso della vita amministrativa cittadina l’ho apprezzato ancora di più”. Ma il 27 non si discuterà solo della modifica dello statuto, rispetto alla quale è fin troppo facile pronosticare il disaccordo dei gruppi di minoranza. Si dibatterà anche, e ci auguriamo soprattutto, del regolamento per l’istallazione, l’adeguamento e l’esercizio delle stazioni radio–base per la telefonia mobile, redatto dall’assessore all’edilizia privata Antimo Argenziano. Il fenomeno delle onde elettromagnetiche è ritornato di attualità da quando sul lastrico solare di un palazzo del centro storico, a pochi passi dalla scuola media statale “Giovanni XXIII”, è “apparsa”, l’ottobre scorso, un’antenna della Vodafone. Il testo che si andrà ad esaminare, se sarà approvato, riempirà il vuoto normativo lasciato in materia dall’amministrazione di Ovidio Gadola. Dubitiamo, tuttavia, che il regolamento potrà intervenire sulla rilocazione dell’impianto di via Roma.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 16 gennaio 2004
Prg, continua il confronto… con qualche polemica

RECALE – Continua il confronto in seno alla maggioranza sul nuovo piano regolatore generale. L’ultima riunione si è tenuta martedì sera e si è svolta, come di consueto, presso la casa comunale. Il sindaco Americo Porfidia, gli assessori, i consiglieri comunali della lista “Città nuova” (più Antimo Mastroianni) sono impegnati nella stesura della relazione politico–programmatica connessa allo strumento urbanistico. Non è escluso che se i lavori procederanno con un certo ritmo il documento potrebbe anche essere discusso nel corso della seduta del 27 gennaio. In ogni caso la relazione approderà in consiglio non più tardi della prima decade di febbraio. Una volta che il parlamento cittadino ha approvato gli indirizzi, la relazione andrà nelle mani del progettista Luigi Barone, che avrà centottanta giorni per redigere il piano. Sul contenuto del documento non sono mancati, almeno nelle prime fasi, i contrasti tra i tre gruppi (più Antimo Mastroianni) che compongono la maggioranza. Pare, però, che le divergenze si stiano appianando. Solo Antimo Argenziano sembra che non abbia ancora digerito la nomina di Barone. Si dice che l’assessore all’edilizia privata avrebbe gradito un pool di tecnici cui affidare la progettazione.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


“INTROSPETTIVA”
Mostra personale di pittura di Damiano Errico

Sabato 17 gennaio , presso la galleria INSTALLART di Caserta sita in via Ceccano, dalle ore 18.00 alle 22.00, sarà inaugurata la mostra personale di pittura dal tema “Introspettiva” dell’artista casertano Damiano Errico.
Ricerca di forme, attraverso bagni di colore, spesso affidati al caso, esprimono un viaggio biologico che va dalla gametogenesi alla fecondazione.
La stessa ricerca si ripete con un processo alchemico adoperando le tecniche tradizionali della stampa fotografica.
L’artista, impegnato nella divulgazione dell’arte fotografica e pittorica attraverso incontri con gruppi ed associazioni giovanili, presenta la sua ennesima mostra che si preannuncia un vero successo. - per informazioni tel. 3356109324.

Centro Giovani, S. Nicola La Strada


Il Giornale di Caserta, 15 gennaio 2004
I Ds: Certe scelte, indifendibili

Gentile Redazione del Giornale di Caserta, qualche giorno fa ho letto sul vostro giornale un bizzarro ragionamento del sindaco di Recale, che suona più o meno così: “Da domani ho deciso di portare i miei vestiti in lavanderia invece di lavarli in casa. Risparmierò sicuramente, perché dai soldi che darò al lavandaio devo detrarre il costo della mia lavatrice, che continuerò ad usare come gabbia per il criceto”
Il sindaco è costretto a ricorrere a simili s-ragionamenti (e a scagliare querele) perché la scelta di affidare i tributi ad una società privata è indifendibile. L’amministrazione dell’Ulivo affidò al Consorzio Asmez, (agendo in conformità alle normative vigenti, a differenza della procedura illegale adottata oggi nei confronti della DARTI) l’incarico di organizzare il settore tributi, allora privo di un proprio ufficio.
Il giudizio sulla collaborazione con l'Asmez deve fondarsi su dati reali: in 5 anni le entrate tributarie sono passate dai 700 milioni di lire del 1997 ad oltre 3 miliardi nel 2001. Un risultato difficile da spiegare con i 30mila euro che secondo il sindaco il Comune ha ricavato dall’Asmez.
L’adesione al Consorzio Asmez oltre a dotare l’ufficio tributi di competenze e strumenti informatici, ha prodotto altri risultati: progetti di formazione del personale, corsi di informatizzazione per i giovani, l’aula informatica della scuola media, la partecipazione al Piano Nazionale di e-government col progetto Asme.net, che, se l’amministrazione non l’ha lasciato cadere, potrà essere realizzato a costo zero.
Certo, se la giunta si applica a smantellare l’ufficio tributi, a chiudere il sito web del Comune, ad abbandonare i progetti di informatizzazione, si potrà dire che i soldi dati all’Asmez sono stati dissipati. Allo stesso modo, se decidono di disselciare il parcheggio di via Roma sosterranno che abbiamo sprecato i soldi per costruirlo.
I nostri amministratori sembrano convinti che il loro compito sia dilapidare le risorse di Recale, così come spendendo a piene mani hanno dimezzato i 3 miliardi di fondo di cassa dell’ultimo bilancio dell’Ulivo.
Vincenzo De Angelis


Il Giornale di Caserta, 13 gennaio 2004
“Landolfo dimostri che aveva ragione”

RECALE – “Vincenzo Landolfo è stato denunciato perché ha dichiarato che abbiamo affidato il servizio tributi ad una società esterna per liberarci di qualche dipendente scomodo che non accettava di effettuare operazioni clientelari a scopo elettorale. Se tutto questo è vero, non ha nulla da temere, anzi lo invitiamo a fornire le prove, altrimenti è bene che la minoranza cominci ad istaurare un colloquio sincero e democratico con i cittadini”. Il sindaco Americo Porfidia difende così la scelta dell’esecutivo di promuovere nei confronti del consigliere di minoranza giudizio civile per il ristoro dei danni patrimoniali e non patrimoniali che avrebbe patito l’amministrazione e la città di Recale. E poi sulla privatizzazione del servizio tributi argomenta: “Non è vero che l’affidamento del servizio ad una ditta esterna (la Darti, ndr) rappresenta un danno economico per la collettività. Oggi il nostro ufficio è in grado soltanto di redigere i ruoli e di inviare i bollettini, ma è impreparato ad effettuare la riscossione coattiva, di conseguenza molti potenziali contribuenti da anni non pagano le tasse. Con l’esternalizzazione del servizio tutti saranno obbligati a pagare, ciò significa che il comune incasserà più soldi e in futuro potrebbe addirittura ridurre la pressione tributaria. Attualmente –prosegue Porfidia–, l’ufficio è gestito da tre persone: due dipendenti e un collaboratore esterno. Il costo dei primi due è di circa 49 mila euro l’anno, mentre quello del collaboratore è di quasi 21 mila euro. Una volta “privatizzato” il servizio, i due dipendenti, grazie alla loro professionalità, potranno essere destinati ad altre mansioni. La figura del collaboratore esterno, invece, scomparirà e il suo costo annuo si tramuterà in una minore spesa. Non è vero, poi, che i cittadini, se avranno delle contestazioni da fare dovranno recarsi in un’altra città, perché nell’atto di convenzione che andremo a stipulare è prevista la creazione di una sede a Recale. Questa manovra rappresenterà –conclude Porfidia– un bene per le casse comunali e non un male, come vorrebbe far credere l’opposizione”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 13 gennaio 2004
Il primo cittadino si scaglia contro l’Asmez

RECALE – Americo Porfidia non si limita ed enumerare i benefici che potrebbero derivare (il comune non ha ancora firmato la convenzione) dall’affidamento alla Darti del servizio di riscossione tributi, e critica le scelte fatte dall’amministrazione di Ovidio Gadola proprio in materia tributaria. “Nel 1998 –ricorda– fu affidato al consorzio Asmez l’incarico di verificare i ruoli relativi all’imposta comunale sugli immobili per gli anni non caduti in prescrizione. A fronte di un introito per le casse comunali di appena 33 mila euro, il consorzio ha ricevuto un compenso di circa 59 mila euro. Sembrerà strano, ma è così. Chi ci ha preceduto ha avuto la scelleratezza di riconoscere all’Asmez il 25 per cento non sul riscosso, bensì sul fantomatico verificato. In altre parole, il 25 per cento concesso al consorzio non è stato calcolato sulla somma incassata, così come dovrebbe avvenire, ma sul presunto verificato. Dico presunto, perché stiamo avendo riscontro che in molti casi le rilevazioni effettuate si riferiscono a cittadini che l’imposta sugli immobili l’hanno pagata. A noi dà fastidio –ammette– pubblicizzare queste notizie, ma dinanzi alle corbellerie della minoranza siamo costretti a rispondere”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 13 gennaio 2004
Il buco di bilancio c’è e si vede

RECALE – Ha atteso una settimana prima di replicare. Domenica mattina, la maggioranza, con un manifesto affisso in piazza Matteotti, si è difesa dalle critiche sulla gestione economico–finanziaria dell’ente, contenute, si ricorderà, in un tazebao a forma di albero “confezionato” dai gruppi di opposizione e sistemato nel quadrivio lo scorso 4 gennaio. “L’approvazione del conto consuntivo –si legge– ha dimostrato che il buco di bilancio c’era e che il miliardo di avanzo era soltanto un’illusione. La minoranza dimostri che questi soldi esistono. Anzi, presenti un ricorso al tribunale amministrativo contro la delibera del rendiconto! Farebbe spendere al comune solo altri soldi in procedimenti legali ingiusti e infondati. È la minoranza che costringe il comune a costituirsi e a pagare i legali. L’ente non aveva forse il diritto a difendersi contro i ricorsi alla delibera di bilancio di previsione e a quella del piano regolatore? Sarebbe giusto che i soldi spesi venissero restituiti proprio da quei consiglieri di opposizione che hanno provocato il danno economico. Inoltre, sfidiamo a dimostrare che questa amministrazione ha speso in più per consulenti esterni rispetto alla precedente. Non è vero! Anzi, i nuovi consulenti hanno permesso di disdire contratti inutili con ditte onerose con un risparmio per l’ente e con il miglioramento del servizio. È la cattiva gestione del passato, il buco del bilancio, i residui non veritieri, che hanno portato il comune sull’orlo del dissesto. I sacrifici che stiamo chiedendo servono ad arginare questi disastri. E riguardo al problema dell’antenna Vodafone –si legge sempre nel manifesto–, il 27 gennaio porteremo in consiglio il regolamento. Perché il cinque anni non lo ha fatto la minoranza?”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 10 gennaio 2004
“Quella denuncia è un atto di intimidazione”

RECALE – È accusato di aver offeso il presidente del consiglio Bartolomeo Rossi. La giunta intende promuovere nei suoi confronti un giudizio civile per il ristoro dei danni patrimoniali e non patrimoniali patiti dall’amministrazione e dalla città di Recale. Ma Filiberto Gianoglio più che difendersi preferisce attaccare: “Il sindaco Americo Porfidia e la maggioranza –esordisce– non possono continuare a sperperare denaro pubblico in manovre politiche tese ad intimidire i consiglieri di minoranza. L’episodio di cui sarei colpevole è stato precisato nel ricorso amministravo che ho presentato lo scorso settembre. Dal verbale del consiglio del 12 giugno e dalla registrazione audio, che ho richiesto e non ho mai ottenuto, non emerge che quelle parole furono rivolte al presidente. In una denuncia inviata alla procura della repubblica ho chiarito che l’ingiuria fu pronunciata ai danni di un cittadino che dal pubblico plaudì la decisione sconsiderata e illegittima di farmi all’allontanare dall’aula. Tra l’altro, lo definii “scemo matricolato” non certo per offenderlo, ma per innescare la sua reazione ed individuarlo. Stento a capire –prosegue– per quale motivo Rossi si ostini ad attribuirsi quell’appellativo! Incomprensibile appare, se escludo la mala fede, anche la scelta dell’esecutivo di innescare un procedimento per il risarcimento dei danni dopo sette mesi. Se il presidente era convinto di aver subito un’offesa poteva querelarmi. Lo avrebbe fatto, però, come persona fisica e a sue spese. Rossi si è astenuto, la giunta, invece, utilizzando i soldi dei contribuenti, vorrebbe ottenere un ristoro economico per i danni patiti dalla città di Recale. Non credo che un’offesa rivolta ad un ignoto cittadino possa ledere la collettività e giustificare l’intervento dell’esecutivo. Credo, piuttosto, che Porfidia e i suoi “accoliti” si siano incamminati verso un giudizio, che reputo temerario, allo scopo di imbavagliare la minoranza con la minaccia di ritorsioni legali. Otterranno –conclude– solo un’opposizione più incisiva che riuscirà a dimostrare le loro vere intenzioni: salvaguardare gli interessi privati di alcuni consiglieri di maggioranza”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 8 gennaio 2004
Ex Lsu: si lavora per la stabilizzazione

RECALE – Nel 2001 l’allora sindaco Ovidio Gadola promosse per i diciassette lavoratori socialmente utili in forza al comune una stabilizzazione parziale che contemplava il loro inserimento nella pianta organica, ma con orario e paga ridotti. Sebbene siano ormai dipendenti comunali e si considerino fortunati rispetto a quanti continuano a navigare nel precariato, quei lavoratori oggi sono stanchi di svolgere la loro attività solo trenta ore a settimana, di percepire poco più dell’ottanta per cento dello stipendio e soprattutto di essere considerati di una classe inferiore dai colleghi “anziani” e da qualche funzionario dalla dubbia professionalità. Finora l’amministrazione del sindaco Americo Porfidia è apparsa restia a discutere dell’argomento, qualcosa però sta cambiando. “La parte iniziale della legislatura – dichiara Andrea Mastroianni, assessore al bilancio – non è stata facile, men che meno quella relativa alla gestione economico–finanziaria dell’ente. Prima di poter cominciare a ragionare su dati certi, abbiamo dovuto fare un’intensa attività di “pulizia” delle entrate. Per i lavoratori ad orario ridotto la maggioranza ha già fatto molto: ha dato loro una qualifica, li ha dislocati nei vari uffici e attraverso i progetti ad obiettivo li sta anche incentivando economicamente. Rischiavano di diventare “rami” secchi della pianta organica, oggi rappresentano linfa vitale per la macchina amministrativa. Quanto alla loro completa stabilizzazione –prosegue Mastroianni– è sempre esistita una forte volontà politica. Ma poiché non siamo venditori di fumo e non amiamo le chiacchiere di piazza, prima di fare promesse vogliamo verificare se esistono le condizioni che ci consentono di mantenerle, senza ricorrere ad un inasprimento della pressione fiscale. Siamo impegnati in questi giorni a predisporre il bilancio di previsione per l’esercizio in corso e non le nascondo che stiamo valutando anche la possibilità di programmare una prima statizzazione (si parla di sei, sette lavoratoti, ndr). Il piano però –avverte Mastroianni– non vedrà la luce nel brevissimo periodo”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Roma, 10/11 gennaio 2004

facciamoci del bene

società civile, partiti, movimenti

uniti per vincere

oggi in Europa, domani in Italia


Il Giornale di Caserta, 6 gennaio 2004
Antenne, arriva in consiglio il regolamento

RECALE – Sono almeno due i temi di grande presa sull’opinione pubblica locale sui cui dovranno confrontarsi i membri del parlamento cittadino nel mese di gennaio. Il primo di questi è l’adozione di un regolamento comunale per l’istallazione, l’adeguamento e l’esercizio degli impianti di telefonia mobile e in particolar modo delle cosiddette stazioni radio–base. Proprio ieri sera il presidente Bartolomeo Rossi ha firmato la convocazione di un’adunanza con all’ordine del giorno un testo che disciplini la materia, redatto dall’assessore all’edilizia privata Antimo Argenziano. La seduta è stata fissata in prima convocazione per il 27 gennaio, alle ore 18 e 30. Il fenomeno delle onde elettromagnetiche è ritornato attuale da quando in via Roma, il 17 ottobre, su un palazzo del centro storico è “comparso” un ripetitore cellulare della Vodafone. La scoperta ha gettano nello sconcerto l’intera collettività, anche perché l’impianto, sembra incredibile, è posto a pochi metri da una scuola, l’istituto “Giovanni XXIII” di piazza Aldo Moro. Pur di stimolare l’amministrazione comunale ad interessarsi del problema, due settimane fa è nato anche un comitato spontaneo (“No elettrosmog”), che sta raccogliendo firme da allegare ad una petizione indirizzata al sindaco Americo Porfidia e all’assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici Francesco Porfidia tesa ad ottenere la rilocazione dell’antenna di via Roma. Il regolamento che sarà esaminato riempirà l’irresponsabile “vacatio legis” lasciata in eredità dalla maggioranza di Ovidio Gadola, non è ancora chiaro, tuttavia, se potrà intervenire sugli impianti già esistenti. Il secondo tema che impegnerà sempre a gennaio il parlamento cittadino (non è escluso che Rossi spicchi un ordine del giorno aggiuntivo per il 27) è la relazione politico–programmatica relativa al piano regolatore generale. Sul documento vi è stata ampia discussione in seno all’attuale maggioranza, e pare che il primo cittadino sia riuscito a soddisfare tutte le esigenze. Una volta approvata dal consiglio, la relazione sarà consegnata al progettista Luigi Barone, che avrà centottanta giorni per redigere il nuovo strumento urbanistico.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 5 gennaio 2004
Dalla minoranza un albero… di accuse

RECALE – Ieri mattina piazza Matteotti è stata teatro della prima manifestazione di protesta “creativa” del nuovo anno architettata da Filiberto Gianoglio, Ovidio Gadola, Vincenzo Landolfo e Giuseppe Lasco. I consiglieri di minoranza hanno sistemato ai margini del quadrivio un tazebao raffigurante un albero (non un “ulivo”, ma un classico abete) di natale, ai cui rami hanno “appeso” una serie di addebiti rivolti alla maggioranza del sindaco Americo Porfidia. “Al governo cittadino sono bastati un anno e mezzo – ha dichiarato Lasco – per dimostrare quanto devastante sia la sua azione amministrativa. Recale abbandona il 2003 più povera: l’imposta sugli immobili per la prima casa è stata aumentata del 53,3 per cento, la tassa per il servizio idrico e stata maggiorata del 53 per cento e quella per lo smaltimento dei rifiuti è cresciuta del 50 per cento. Il comune ha indebitamente spesi 15 mila euro per difendere la posizione elettorale del primo cittadino. Il magistrato, e basta leggere la sentenza per verificarlo, ha dichiarato che l’ente doveva mantenere una posizione neutra perché non titolare di alcun interesse in materia. Circa 600 mila euro di residui attivi sono stati taglianti dal conto consuntivo: 1 miliardo e 200 milioni di vecchie lire cancellati senza nessuna giustificazione plausibile e contro la normativa vigente. Tra consulenti esterni, esperti fantasma, spese legali e somme non riscosse, il bilancio è fuori controllo. E la maggioranza che ha fatto? Ha privatizzato l’ufficio tributi, con un costo stimato per le casse comunali di altri 100 mila euro, che saranno coperti con ulteriori aumenti delle tariffe, senza contare il disagio dei cittadini, i quali per ogni minima questione dovranno recarsi presso gli uffici della società concessionaria (la Darti, ndr) e non più in municipio. Di fronte al malcontento dei recalesi, la maggioranza spreca tempo ed energie a far presidiare il consiglio comunale dalla polizia, a far allontanare i consiglieri di minoranza, a scagliare querele intimidatorie per imbavagliare ogni critica. Stando così le cose – ha concluso Lasco –, non possiamo che augurare a tutti i cittadini un “felice” 2004, invitandoli a tenere gli occhi aperti”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Caserta News, 3 gennaio 2004
I Ds di Recale replicano alla denuncia contro Landolfo

Recale, 02/01/2003 - Ecco il testo del comunicato stampa diffuso dalla sezione DS di Recale: "Apprendiamo dalla stampa che la giunta comunale di Recale ha deliberato di denunciare per diffamazione il consigliere comunale dei DS Vincenzo Landolfo per dichiarazioni rese in merito a questioni amministrative ... "

segue su casertanews.it


Il Giornale di Caserta, 3 gennaio 2004
La giunta querela il consigliere Landolfo

RECALE – Con il sostegno unanime della maggioranza, l’organo esecutivo presieduto dal sindaco Americo Porfidia ha incaricato l’avvocato Fulvio Savastano di sporgere querela nei confronti di Vincenzo Landolfo. Il consigliere di minoranza è accusato di aver rilasciato delle dichiarazioni diffamatorie ai danni del primo cittadino e dell’istituzione comunale in merito alla recente “privatizzazione” del servizio di riscossione tributi. Non appena la notizia si è diffusa, immediata è stata la reazione dei Democratici di sinistra.
“La scelta scomposta e fuor di misura operata dall’esecutivo –dichiara il segretario Vincenzo De Angelis– non può che confermare la nostra convinzione: lo smantellamento dell’ufficio tributi risponde a meschine logiche di bottega piuttosto che agli interessi della comunità, tanto più che lo stesso consiglio comunale è stato costretto a votare il provvedimento senza il minimo elemento di informazione sui suoi reali contenuti economici. Nel merito, i diessini recalesi condividono appieno le dichiarazioni del consigliere Landolfo e ribadiscono il giudizio negativo sulla volontà di esternalizzare i servizi tributari ratificata in consiglio il 10 dicembre con i soli voti della maggioranza. Le ragioni –prosegue De Angelis– sono molteplici. Innanzitutto, la decisione comporta un danno economico per l’ente, che dovrà pagare circa 100mila euro per un servizio che oggi viene egregiamente svolto dall’ufficio tributi, disperdendo un patrimonio di professionalità accumulato in anni di lavoro. Il danno si riverserà, poi, sui cittadini che, oltre a dover pagare con un aggravio delle tariffe i maggiori oneri che ne deriveranno, per qualsiasi contenzioso saranno costretti a rivolgersi ad una società (la Darti, ndr) con sede ad Aversa, anziché agli uffici del municipio. Come se non bastasse, la manovra, che si presenta sotto la maschera di una “rinegoziazione”, è illegale, poiché il contratto con la concessionaria è scaduto a marzo del 2003 e quindi non è più “rinegoziabile”. L’esternalizzazione del servizio poteva –conclude De Angelis– avvenire solo attraverso una procedura di evidenza pubblica”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 3 gennaio 2004
Nella serata di ieri comunicato dei Ds

RECALE – Sebbene non sia stata ancora pubblicata la delibera di giunta, nella serata di ieri, la segreteria dei Democratici di sinistra ha diramato un comunicato sul “caso Landolfo”, del quale, per motivi di spazio, vi proponiamo solo i passaggi conclusivi. “Da alcuni mesi – si legge nella nota –, assistiamo al tentativo di esautorare con la forza il consiglio comunale del suo ruolo di controllo e di indirizzo politico. Ricordiamo il gravissimo episodio dell’allontanamento dall’aula del capogruppo dell’Ulivo Filiberto Gianoglio, attuato dal presidente Bartolomeo Rossi calpestando le norme statutarie e i diritti dei consiglieri. Ricordiamo le continue e immotivate richieste di presenza della forza pubblica e infine il recente tentativo (peraltro non riuscito) di espellere “manu militari” dall’aula anche il capogruppo del gruppo Unione Democratica–la Margherita Ovidio Gadola. Con la denuncia contro il consigliere Vincenzo Landolfo la giunta, preoccupata per il crescente malcontento dei cittadini, tenta di imbavagliare l’opposizione con l’intimidazione e la minaccia di ritorsioni legali. Ma è un calcolo sbagliato e pericoloso: nessuno si lascerà intimidire! I Democratici di sinistra chiamano a un’iniziativa ancora più incisiva e unitaria le forze dell’opposizione, invitano i recalesi a rendersi sempre maggiormente coscienti dei guasti che questa amministrazione sta provocando, auspicano – si legge sempre nella nota – che nella stessa maggioranza si faccia strada la consapevolezza che la prevaricazione non paga”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


 



 
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"Lo stipendio di Rossi aumentato del 400%"
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PRG: l'incarico a Barone
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"L'aggiornamento?
Un colpo di mano

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Elettrosmog: 9 ore di inutile discussione
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Elettrosmog: 701 firme di protesta
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Recale: 701 firme contro l'elettrosmog
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Altro che esperti, occorre piu' legalita'
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Elettrosmog: oggi la consegna della petizione
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Un collegio arbitrale sulla gestione dell'ente
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Lasco: Recale rischia di diventare un'antennopoli
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Elettrosmog: oltre 500 le firme raccolte
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Lasco: "Non riscossi 620mila euro di imposte"
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