RASSEGNA STAMPA - APRILE 2005

Il Mattino, 28/04/2005

RECALE: Industria calce, ok del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha annullato l’ordinanza sindacale che nel giugno nel 2001 ha prodotto lo spegnimento dei forni dell’Industria calce casertana, ubicata in via Appia Antica. La sentenza, attesa da diverse settimane, è stata resa pubblica nel pomeriggio di ieri. Il collegio romano ha contestato sostanzialmente tre punti della condotta del Comune, all’epoca rappresentato dal sindaco Ovidio Gadola: il carattere urgente dell’ordinanza; il mancato rispetto della convenzione stipulata con l’imprenditore Giuseppe Vozza tra i cui presupposti vi era l’approvazione del Prg; il mancato chiarimento della ragione per cui, negli anni, diverse abitazioni siano state costruite nei pressi dello stabilimento classificato insalubre.

cl.lo., dal Mattino

Il Mattino, 25/04/2005

RECALE. DOCUMENTO CONTRO LA RIPRESA DEGLI IMPIANTI

Calcificio, allarme tra i residenti

Recale. Benché non sia ancora disponibile la sentenza, tutte le indiscrezioni che arrivano da Roma sono univoche: il Consiglio di Stato avrebbe annullato l’ordinanza di delocalizzazione dell’Industria calce casertana. Una decisione che potrebbe portare alla riaccensione dei forni del calcificio di via Appia Antica, i cui fumi hanno reso irrespirabile l’aria del rione Paglionica per oltre trent’anni. A non credere più in un «miracolo» giudiziario sono soprattutto i cittadini e i gruppi ambientalisti che operano sul territorio. Ieri mattina, nella sede dell’Adp, in via Roma, si sono incontrati per la seconda volta in una settimana il presidente di «Cruna» Antonio Lasco, il presidente di «Aria» Antimo Martucci e il referente dell’associazione «Amici della polizia» Giuseppe Argenziano. Al termine dell’incontro è stato stilato un documento, nel quale le associazioni, da un lato contestano una certa indifferenza dell’amministrazione e, dall’altro si impegnano a intraprendere delle iniziative contro la riapertura dell’Icc (affissione di manifesti, attività di volantinaggio, ecc.) che culmineranno in una grande manifestazione pubblica, fissata per domenica 15 maggio, con il blocco del cavalcavia autostradale al confine tra Recale e Casagiove. «Riteniamo – dichiara Lasco – che ci siano delle grosse responsabilità del governo cittadino nella gestione di questa faccenda. Perché il sindaco Americo Porfidia non ci ha avvertito che il 18 gennaio ci sarebbe stata l’udienza al Consiglio di Stato, quando a lui la notifica è arrivata il 10 novembre del 2004? Forse perché pensava che un giudizio sfavorevole avrebbe condizionato le elezioni provinciali e regionali? Perché non hai risposto alle lettere del dirigente del settore ecologia della Regione Campania che a febbraio e a marzo scorso gli ha chiesto un parere igienico–ambientale sul sito su cui insiste l’impianto? Perché – incalza il presidente di Cruna – in questi ultimi anni l’amministrazione comunale non ha lavorato per l’approvazione definitiva del piano regolatore generale, strumento indispensabile per la definitiva delocalizzazione del calcificio? Sono domande alle quali il sindaco dovrà rispondere». Nell’attesa, è utile ricordare che Porfidia, giovedì scorso, durante una riunione in via Municipio, proprio dinanzi ai rappresentanti delle associazioni ambientaliste, ha dichiarato la volontà di battere tutte le strade possibili, sia politiche che legali, per scongiurare la riapertura dell’Industria calce.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 23/04/2005

Battaglia legale per bloccare l’Industria calce

Recale. Oltre alla riunione convocata dal sindaco Americo Porfidia, che si è conclusa con una generica disponibilità dell’amministrazione comunale a intraprendere tutte le iniziative politiche e legali per scongiurare un’eventuale riaccensione dei forni dell’Industria calce casertana, l’altra sera si è svolto un altro incontro, meno istituzionale ma forse più interessante, tra il presidente di «Aria» Antimo Martucci, il presidente di «Cruna» Antonio Lasco e il presidente provinciale dell’associazione «Amici della Polizia» Giuseppe Raimondi. La riunione si è tenuta nella sede dell’Adp, in via Roma, e alla discussione hanno partecipato anche molti cittadini del rione Paglionica e i consiglieri di minoranza Filiberto Gianoglio e Vincenzo Landolfo. «Riteniamo – dichiara Raimondi – che il primo cittadino non abbia fatto nulla in questi mesi per evitare un giudizio sfavorevole in sede di Consiglio di Stato». «Così come è accaduto per la stazione radio-base della Vodafone – aggiunge Martucci –, Porfidia ha tenuto tutto all’oscuro. Si professa sentibile alla tutela dell’ambiente, ma non si è degnato neppure di avvisarci che a gennaio ci sarebbe stata l’udienza». Benché le motivazioni della sentenza non saranno disponibili prima di martedì, le tre associazioni si incontreranno domenica mattina per stendere il testo di un manifesto di protesta e di un volantino.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 22/04/2005

RECALE: INSEDIAMENTI PRODUTTIVI

Pip, arriva l’ok della Regione

Recale. In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, cresce l’apprensione dei cittadini del rione Paglionica, preoccupati per la possibile revoca dell’ordinanza di delocalizzazione che il Consiglio di Stato potrebbe concedere all’imprenditore Giuseppe Vozza per la riapertura dell’Industria calce casertana. Nella serata di ieri, il sindaco Americo Porfidia, che nel corso del consiglio comunale di martedì ha confermato l’esistenza di questa ipotesi, ha avuto un colloquio preliminare con le associazioni presenti sul territorio e gli avvocati Luigi Maria D’Angiolella, che nel giudizio ha difeso il comune, ed Emma Rosato, legale di «Aria», al fine di comprendere quali iniziative possano essere intraprese per scongiurare l’eventuale riaccensione dei forni del calcificio di via Appia Antica. E se sul fronte ambientale la tensione è palpabile, buone notizie giungono, invece, da quello urbanistico. La Regione ha «ammesso al visto di conformità – si legge nella delibera – la variante al programma di fabbricazione del comune di Recale, finalizzata all’individuazione di un’area per gli insediamenti produttivi». Il Pip, adottato dal consiglio comunale nel luglio del 2003 e approvato dalla Provincia nel novembre del 2004, ha rischiato di impigliarsi nelle maglie della legge regionale «per il governo del territorio». L’area su cui dovrebbero sorgere gli insediamenti produttivi parte dal cavalcavia autostradale di via Sabin e disegna un trapezio di circa 150 mila metri quadrati che va a lambire i comuni di San Nicola la Strada e Capodrise.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 20/04/2005

Recale, annuncio di Porfidia in Consiglio «Il Calcificio Vozza potrebbe riaprire»

La riapertura dell’Icc, paventata da Filiberto Gianoglio, potrebbe tramutarsi in realtà. Ieri sera, durante un Consiglio comunale, che avrebbe affrontato la questione del Prg, il sindaco Americo Porfidia ha dichiarato di sapere, in via ufficiosa, che il Consiglio di Stato avrebbe accolto il ricorso di Giuseppe Vozza, teso ad ottenere la revoca dell’ordinanza di chiusura dell’impianto. In attesa di poter leggere la sentenza, Porfidia ha invitato il Consiglio a rinviare la discussione sullo strumento urbanistico. I gruppi di minoranza, ritenendo l’approvazione del piano l’unico strumento per contrastare Vozza, hanno cercato di opporsi, ma la maggioranza ha votato il rinvio. Al termine della votazione, la minoranza, per protesta, ha abbandonato l’aula, facendo mancare il numero legale.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 17/04/2005

RECALE: Prg da riscrivere scatta l’allarme:

«L’industria calce potrebbe riaprire»

Recale. Si preannuncia incandescente la seduta di consiglio comunale convocata dal presidente Bartolomeo Rossi per martedì prossimo, alle 19. Dei sei punti all’ordine del giorno, quelli sui quali si prevede il confronto più serrato sono i primi due, entrambi relativi al piano regolatore generale. Due proposte che delineano le visioni diametralmente opposte di maggioranza e opposizione in materia urbanistica. La maggioranza propone di prendere atto della bocciatura del Prg maturata in sede regionale, di accantonare il piano e di iniziare la redazione delle nuove tavole. La minoranza, invece, propone di accogliere i rilievi mossi dalla commissione urbanista, di adeguare lo strumento urbanistico e di rinviarlo ”rivisto e corretto” agli organi di controllo. «È una procedura – dichiara Filiberto Gianoglio (Sdi), primo firmatario della proposta elaborata dai due gruppi di minoranza – già adottata da altri comuni della provincia e che ha dato i suoi frutti. Limitarsi a prendere atto del diniego non solo vanificherebbe quattro anni di attività amministrativa, nei quali, peraltro, sono state investite ingenti risorse pubbliche, ma porrebbe la collettività recalese dinanzi a scenari inquietanti. Verrebbe a decadere, ad esempio, la convenzione stipulata con il proprietario dell’Industria calce casertana, che si sentirebbe autorizzato a riaccendere i forni. Si bloccherebbe la normale attività edilizia, con evidenti danni sia per gli operatori del settore che per i cittadini. Potrebbero essere, poi, favorite ”vecchie e nuove” speculazioni che mortificherebbero il territorio. E infine – conclude Gianoglio –, si sprecherebbero migliaia e migliaia di euro tra progettazione e consulenze tecniche che potrebbero essere impiegate in altri settori o risparmiate, viste le condizioni in cui versano le casse comunali».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 16/04/2005

«Troppi ripetitori, ora basta»

Casapesenna, tensione alle stelle: in strada donne e bambini

Casapesenna. Uomini, donne e bambini, tutti insieme e in lotta contro l'installazione del quarto ripetitore di telefonia mobile a Casapesenna. Una protesta che è andata montando ora dopo ora, senza che nessuno - forze dell’ordine comprese - riuscisse a convincere i dimostranti a rientrare a casa. Illusorio il ripristino della calma nel primo pomeriggio: quando alcuni abitanti della zona hanno visto che era stata scavata una buca per l'interramento dei fili elettrici destinati a sostituire la centralina dell'Enel bruciata nella notte fra mercoledì e giovedì scorsi, la situazione è di nuovo precipitata. Gli animi si sono inaspriti alla scoperta che quegli stessi fili sarebbero dovuti servire ad alimentare anche l'antenna della Wind localizzata a cinquanta metri di distanza da quella della Vodafone, entrambe sulla stessa strada, la variante che da Casapesenna conduce a San Marcellino. Una strada provinciale che è però circondata di case, la prima a soli due metri dai ripetitori. Un centinaio i protagonisti della protesta che ha impegnato per ore carabinieri, polizia e prefettura e fattotemere una rimozione coatta del blocco. Tensione e preoccupazione sommati alla sgradevole sensazione di essere stati presi in giro hanno reso il clima sempre più rovente, fino a che un uomo, armato di accetta si è calato nella buca e ha tagliato i fili della corrente. Colpi netti e precisi, dettati dalla rabbia hanno danneggiato più di quattro cavi portanti. Black out totale mentre i carabinieri di San Cipriano provvedevano a sequestrare l’ascia. È stato il momento più teso anche perché il massicciio spiegamento di uomini in divisa, alcuni anche in tenuta anti sommossa, non ha impressionato la folla sempre più intenzionata a trascorrere la notte in strada. In tarda serata quando la stanchezza si è cominciata a sentire, si sono organizzati con sedie, colombe pasquali e bivacchi. Inviti alla calma sono giunti a più riprese dal sindaco Fortunato Zagaria che ha raggiunto la prefettura per affrontare con il prefetto Carlo Schilardi la delicatissima questione. Alla fine è stato trovato un piccolo compromesso: fino a lunedì prossimo lavori sospesi. Ma la tensione resta. Solo a tarda ora i tecnici dell’Enel hanno potuto iniziare a lavorare per il ripristino della linea elettrica che alimenta anche i deviatori di comunicazione della tratta ferroviaria Roma-Napoli.

Tina cioffo, dal Mattino

il Giornale di Caserta, 9 aprile 2005

In scena il jazz mediterraneo di Antonio Onorato per un’elegante miscela di delicate sensazioni

MARCIANISE – Gli abbiamo chiesto chi fosse il più grande musicista di Napoli, e lui, con quel sorriso da mascalzone latino, ha riposto: “Il Mar Tirreno”. È iniziata così la lunga chiacchierata con Antonio Onorato, che giovedì sera si è esibito, nell’ambito di una jam session, allo “Scusate il ritardo” di Vittorio Maione. Per chi non fosse un appassionato del genere, Onorato rappresenta, con Aldo Farias e Pietro Condorelli, la massima espressione del chitarrismo jazz in Campania. Un jazz contaminato che, pur non dimenticando la matrice afro–americana, si sviluppa utilizzando moduli tipici della tradizione mediterranea. Allo “Scusate il ritardo”, Onorato ha dimostrato di essere uno strumentista viscerale, dal fraseggio intenso e dallo straordinario background tecnico. Egli riesce con un tocco naturale, quasi istintivo, ad esaltare la parte melodica di ogni brano, poco importa se sia uno standard o un pezzo originale. Ne risulta un jazz sofisticato e godibile al tempo stesso, nel quale la chitarra non si impegna in futili e noiosi esercizi di stile, ma traccia linee melodiche di assoluto impatto emotivo. Persino nel breve saggio iniziale all’acustica, Onorato ha saputo regalare al pubblico un’elegante miscela di sensazioni, a metà strada tra il new age e l’etno–jazz. Ad accompagnarlo, c’erano Antonio “chiappo” Silvestri alla batteria, Gian Maria Giglio alla chitarra e Gianluca Lione al basso, ai quali si è aggiunta Paola D’Andrea alla voce. Non era facile per il quartetto seguire uno che ha diviso il palco con Pat Metheny, John Scofield e Toninho Horta, eppure i ragazzi se la sono cavata. Giglio, in particolare, ha espresso una buona musicalità, notata dallo stesso Onorato.

dal Giornale di Caserta

L’Unità, 8 aprile 2005

Intervista a Lanfranco Turci
tesoriere del Comitato pro referendum, senatore Ds.

Referendum: un uomo sul piede di guerra.

Lei ha annunciato il ricorso alla Corte costituzionale contro la decisione del Governo. Perché?

«Abbiamo incaricato l’avvocato Frosini di proporre alla Corte un conflitto tra i poteri dello Stato, dal momento che, la Corte stessa ha riconosciuto, con una sentenza del 1997, che i comitati rappresentativi della raccoltadi firme per i referendum sono poteri dello Stato nella fase di vigenza della campagna referendaria.
In forza di questo fatto intendiamo contestare la data del 12 giugno come una data ostativa alla piena partecipazione al voto da parte dei cittadini. Intendiamo inoltre contestare la sostenibilità degli argomenti con cui il governo ha escluso la date del 29 maggio riferendosi ad un’incompatibilità fra la tenuta del referendum e i ballottaggi di tre o quattro comuni siciliani».

Pisanu ha detto che anche tra le forze di opposizione c’era chi non voleva il 29 maggio. Mastella ha rivendicato questa posizione, secondo lei Mastella è l’opposizione?

«Innanzitutto osservo che tocca al governo decidere e che il governo ha preso una decisione grave e a favore delle forze astensioniste che puntano al fallimento del quorum. Questa è una decisione la cui responsabilità è tutta e sola del governo. Per quanto riguarda l’opposizione mi auguro che solo Mastella possa aver avallato una decisione così sciagurata. Come è noto Mastella all’interno di questa coalizione si è sempre più interessato dei seggi da farsi garantire piuttosto che dei grandi principi ideali che devono tenere unita coalizione di cambiamento».

dall’Unità

Il Giornale di Caserta, 6 aprile 2005

Una governance per lo sviluppo locale e per l’innovazione

La bella vittoria di Sandro de Franciscis e dell’Unione anche in provincia di Caserta offre l’opportunità per colmare un divario antico tra politica e competenze. Infatti, nel suo documento programmatico – ben articolato per argomenti e per schede tematiche sui vari settori di intervento – vi sono i contenuti e le proposte per una svolta ed un cambiamento radicale nel nuovo governo della provincia di Caserta.
Ora è possibile nel concreto far avanzare e rafforzare una visione strategica fondata sul progetto di una vera e propria “governance per lo sviluppo locale e per l’innovazione”, sulla base di alcune idee-guida e valori volti a far crescere il livello di partecipazione democratica e di coesione sociale.
Al riguardo va sottolineata la necessità di creare un circuito virtuoso tra ricerca e sistema produttivo (nei vari comparti industriali e dei servizi); tra conoscenza e sviluppo locale; tra formazione e politiche attive del lavoro.
In Campania sono in corso rilevanti novità in questa direzione, grazie al piano strategico per la ricerca (unico esempio adottato in Italia,varato dalla Giunta Bassolino) ed alla realizzazione dei Centri di Competenza,che anche in Terra di Lavoro si stanno proponendo come il motore trainante per le produzioni più avanzate (nei distretti digitali e di economia del software o di rete nella logistica, nell’aerospazio e negli altri comparti industriali).

Così come abbiamo fatto nel documento proposto dall’Area Tematica DS sul sapere, per realizzare in concreto un programma di cambiamento alla Provincia ribadisco alcune scelte prioritarie:
a)– prevedere un Assessorato al sapere e alla conoscenza, che accorpi le deleghe in materia di istruzione,formazione,università e ricerca,contrariamente a quanto è avvenuto con la frantumazione delle deleghe nel precedente governo di centro-destra); realizzare un sistema integrato di istruzione,formazione e politiche attive del lavoro, con l’avvio di patti formativi locali e territoriali.
b)– attivare un Osservatorio territoriale sulle competenze e sulle politiche di sviluppo e di occupazione,della ricerca e dell’innovazione (d’intesa con gli altri enti economici e con il pieno coinvolgimento delle competenze dell’università,del mondo del lavoro e della produzione)- così come previsto anche nel recente, importante accordo nazionale tra sindacati, Confindustria e Conferenza delle Regioni;
c)– organizzare una Scuola di alta Formazione politica per far crescere una nuova classe dirigente (agenti dello sviluppo locale) e per una cittadinanza attiva.

Infine, per quanto riguarda le politiche dell’offerta formativa le proposte programmatiche vanno arricchite con alcune indicazioni (in coerenza con i percorsi già avviati in Campania):
- rafforzare il ruolo della scuola pubblica,come servizio universalistico per una istruzione di base,per il tempo pieno in attuazione dell’autonomia didattica ed organizzativa; per una vera politica di diritto allo studio (così come previsto nella ultima legge regionale);
- organizzare una Conferenza Provinciale dell’educazione degli adulti (EDA),per un reale decentramento della gestione ai Comitati Locali e ai Centri Territoriali Permanenti (CTP);
costruire Patti Formativi locali in coerenza con i fabbisogni formativi emergenti sul territorio e con gli obiettivi degli strumenti di programmazione negoziata (sulla base di un attivo partenariato sociale,che vada oltre i risultati deludenti del pomposo quanto vuoto progetto denominato “Mare Magnum”;
- fare integrazione (rete) tra l’offerta di formazione professionale ed i servizi per l’impiego (su cui la Giunta Ventre ha registrato gravi ritardi ed inefficienze);
dare sbocco agli obiettivi prioritari sulla formazione continua contenuti nel protocollo d’intesa tra organizzazioni sindacali e Unione Industriali, grazie all’attivazione dei fondi paritetici ed interprofessionali nei vari comparti;
- sostenere i poli universitari (attivi in 4 città) negli sforzi avviati con la riforma dell’autonomia didattica ed organizzativa, tesi ad un maggiore radicamento nel territorio e a raccordarsi con le politiche di sviluppo delle istituzioni locali.

Pasquale Iorio, CGIL Campania

Il Mattino, 05/04/2005

Rissa a Recale, due contusi

Due contusi. È questo il bilancio della rissa scoppiata domenica sera al seggio elettorale di viale Europa a Recale. Tutto è nato poco dopo le 22 in seguito a una contestazione sollevata da un rappresentante di lista dello Sdi al presidente della sezione n. 4 e al sindaco Porfidia. A sostenere la tesi del rappresentante di lista è accorso Ovidio Gadola (Sdi), a difendere le posizioni del primo cittadino sono intervenuti il fratello Raffaele e Pietro Mingione (Udeur). L’alterco è degenerato: dalla colluttazione Mingione e Raffaele Porfidia hanno riportato ferite al collo e alla spalla refertate all’ospedale di Caserta.

Claudio Lombardi, dal Mattino

il Giornale di Caserta, 26 marzo 2005

Joe Amoruso,l’alchimista delle sette note

MARCIANISE – «Mi sento un mago, un alchimista, un astrologo che gioca con i quattro elementi. Mi sento un equilibrista sul filo dei mondi, quelli visibili e quelli invisibili. Mi sento fondamentalmente un uomo che sa che non potrà cadere mai, perché qualsiasi cosa accade non ammazzerà mai la speranza». Sono le prime parole che Joe Amoruso, autore, arrangiatore e pianista napoletano, ha pronunciato in una lunga intervista rilasciata in esclusiva al nostro giornale giovedì scorso allo “Scusate il ritardo”, nel complesso del Big Maxicinema di Marcianise, pochi prima di un’esibizione. Ad accompagnarlo tre solidi musicisti: Antonio “chiappo” Silvestri alla batteria, Gianluca Lione al basso e Gian Maria Giglio alla chitarra. Al trio si sono, poi, aggiunti la voce calda e sensuale di Paola D’Andrea e il sax muscolare di Andrea Ventriglia. Su di tutti, però, c’era lui, il piccolo grande Joe, che nel 1977, a soli 17, era già un esponente di rilievo di quel movimento denominato “Neapolitan Power” che annoverava artisti del calibro di Tony Esposito e Pino Daniele. Con Daniele, poi, nacque una collaborazione lunga e prolifica, che coinvolse musicisti di spessore internazionale, tra cui Wayne Shorter e Al Johnson, e i napoletani Tullio de Piscopo, James Senese e Rino Zurzolo. «L’Italia intera vorrebbe rivederci insieme, ma Pino non è d’accordo», ci ha confessato. Da “Autumn Leaves” a “Chi tene ‘o mare”, da “Scalinatella” e “Summertime”, senza uno straccio di prova Amoruso ha affrontato i brani in scaletta a modo suo, a tratti seguendo le linee tracciate da Giglio e dalla D’Andrea e a tratti lanciandosi con le tastiere in voli pindarici sostenuto dalla sola sezione ritmica. Al termine del concerto, con l’immancabile sigaretta tra le dita, l’ultima emozione l’ha regalata ai suoi compagni di palco: «Ragazzi, suonate proprio bene. Paola, poi, ha una voce molto particolare. Spero di rincontrarvi presto». Lo speriamo anche noi.

Andrea Ferri, il Giornale di Caserta

 
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Industria Calce, ok del Consiglio di Stato
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Calcificio, allarme tra i residenti
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Battaglia legale per bloccare l'Industria calce
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PIP Recale: arriva l'ok della Regione
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Porfidia annuncia in Consiglio: Il calcificio Vozza potrebbe riaprire
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L'industria Calce potrebbe riaprire
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comitato per il SI

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