ritratto di cittadino
RASSEGNA STAMPA - MAGGIO 2005

Il Giornale di Caserta, 31 maggio 2005

Un movimento ambientalista intercomunale

L'OBBIETTIVO DI CRUNA, AdP ED ARIA

La manifestazione rganizzata nella mattinata di domenica ha pienamente soddisfatto le aspettative dei responsabili delle tre associazioni ambientaliste che l’hanno organizzata. Questo sia per l’elevato numero di partecipanti, sia per il movimento di opinione che ha contribuito a creare in ambito cittadino e nei comuni vicini, dai quali sono intervenute delle apposite delegazioni. La manifestazione ha avuto il merito di diffondere con chiarezza notizie su come stanno effettivamente le cose. Dalla sentenza del Consiglio di Stato, con relativo contenuto, al rischio reale che il temuto calcificio possa riprendere la propria attività. Un’azione a sfondo ambientalista che ovviamente non è solo diretta a contrastare la possibile riapertura dell’Industria Calce, ma anche ad affrontare tematiche di altro genere, come nel caso del proliferare di impianti per la telefonia mobile. In materia, Cruna ha preso posizione anche per quanto riguarda la protesta scoppiata in via S. Michele a Marcianise. L’obbiettivo di Cruna, Aria e Amici della Polizia, è anche quello di creare una sensibilità in tema ambientale che travalichi i confini comunali, dando luogo ad un movimento ampio e battagliero.

Dal Giornale di Caserta

Il Mattino, 30/05/2005

Donne e bambini in piazza contro la riapertura del calcificio

MOBILITAZIONE IERI MATTINA A RECALE

Recale. Almeno centocinquanta persone, in prevalenza mamme e bambini, hanno partecipato, ieri mattina, alla manifestazione indetta dal comitato «Aria» e dalle associazioni «Cruna» e «Amici della Polizia» contro la possibile riapertura dell'Industria Calce Casertana. I manifestanti, «armati» di palloncini, striscioni e fischietti si sono dati appuntamento alle 10 in piazza Stazione e poi in corteo hanno raggiunto il cavalcavia autostradale. È stata una manifestazione di pace, ma con un obiettivo forte: stimolare le istituzioni affinché facciano di tutto per evitare che il calcificio di via Appia Antica riapra i battenti. Al corteo hanno preso parte anche l'associazione «Croce Elam» di San Marco Evangelista, la «Sinistra Giovanile» di Capodrise e Casagiove e il comitato «Siemens» di Marcianise. Tra la folla si sono intravisti l'assessore provinciale Lucia Esposito, il consigliere provinciale Roberto Massi, il sindaco Americo Porfidia, il vicesindaco Francesco Ommeniello e i consiglieri di minoranza Filiberto Gianoglio, Ovidio Gadola e Giuseppe Lasco. A garantire l'ordine pubblico, polizia e carabinieri coordinati dal dottor D'Angelo del commissariato di Maddaloni. Il «caso» Icc, giova ribadirlo, si è riaperto ad aprile, quando è stata pubblicata una sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato l'ordinanza sindacale che nel 2001 ha disposto lo spegnimento dei forni. La decisione del collegio romano, ha fatto sapere l'azienda, «premia l'interesse pubblico alla produzione e al lavoro».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 28/05/2005

Antenna, anche Recale in piazza

La protesta dei cittadini di Marcianise contro l’installazione dell’antenna: arriva anche la solidarietà delle associazioni ambientaliste di Recale

Per fare chiarezza sul giallo dell’antenna Vodafone per la telefonia mobile «apparsa» su un tetto di un edificio all’angolo tra via Carbone e via San Michele, a Marcianise, il sindaco Filippo Fecondo nel pomeriggio di ieri ha avuto un incontro con una delegazione di cittadini della zona. Alla riunione hanno partecipato anche l’assessore all’ambiente Mario Rondello e il futuro presidente della commissione ambiente Pasquale Bellopede. Il primo cittadino ha rassicurato i residenti e ha spiegato in che modo intende affrontare la questione: «Innanzitutto – ha dichiarato Fecondo –, emetterò un’ordinanza che blocchi definitivamente i lavori. Poi, chiederò al segretario generale di condurre un’inchiesta amministrativa interna per capire come mai i dirigenti non abbiamo comunicato agli assessori delegati la volontà della Vodafone di sistemare un ripetitore tra via Carbone e via San Michele». Continua, intanto, la raccolta delle firme e non è escluso che si formi un comitato spontaneo che scenda in piazza a manifestare la legittima preoccupazione per i danni che potrebbe provocare l’inquinamento elettromagnetico in città. Solidarietà ai cittadini di Marcianise arriva da Recale, e in particolare dal presidente dell’associazione ambientalista «Cruna», Domenico Melillo. «Il nostro sodalizio – afferma Melillo – è nato proprio per stimolare le persone ad acquisire una maggiore consapevolezza sui rischi legati alle onde elettromagnetiche e per spronare le istituzioni ad arginare con solerzia le varie emergenze territoriali. Sappiamo cosa significa svegliarsi una mattina, alzare la testa, e scoprire che sul lastrico solare di un’abitazione, magari di una persona che conosci bene, campeggia una stazione radio-base per la telefonia mobile. A Recale è successo il 18 ottobre del 2003, in via Roma, nei pressi della scuola media statale «Giovanni XXIII». Da allora, abbiamo promosso una petizione popolare, raccogliendo oltre settecento firme; abbiamo organizzato convegni, manifestazioni di protesta, abbiamo spinto il consiglio comunale ad adottare un regolamento, attualmente è pendente un ricorso al tribunale amministrativo regionale, ma l’antenna è ancora lì. In questo tipo di lotta – prosegue Melillo –, è bene che gli amici di Marcianise lo sappiano, molto si ottiene prima che il ripetitore venga istallato, dopo tutto si complica, anche perché le antenne, come le fogne, sono considerate opere di urbanizzazione primaria. Abbiano la certezza, in ogni caso, i cittadini di via San Michele e di via Carbone che i membri di “Cruna” saranno al loro fianco in tutte le iniziative che vorranno intraprendere, mettendo a disposizione la loro esperienza. Noi non ci opponiamo al progresso tecnologico – conclude Melillo –, lottiamo affinché i gestori della telefonia mobile non credano che i comuni siano terra di conquista, dove tutto è permesso». E proprio domani mattina «Cruna» sarà in piazza Stazione, a Recale, accanto alle associazioni «Aria» e «Amici della Polizia», per combattere un’altra battaglia in difesa della salute pubblica. I tre gruppi si sono gemellate e protesteranno insieme per impedire la riapertura dell’Industria Calce Casertana. Una sentenza del consiglio di Stato, lo scorso gennaio, ha, infatti, annullato un’ordinanza sindacale che aveva tenuto l’impianto a forni spetti per circa quattro anni. Questa decisione potrebbe tradursi nella ripresa dell’attività di lavorazione della calce, attività che tanti problemi ha creato agli abitanti del rione Paglionica. Alla manifestazione di domani dovrebbe prender parte anche il neonato comitato per la sorveglianza sull’Icc, presieduto dal consigliere provinciale Roberto Massi.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Diesserecale, 27 maggio 2005

Referendum: rompere il muro del silenzio anche a Caserta

Continua l’attività del Comitato per i 4 SI
Un intervento di padre Pierangelo, della comunità dei Sacramentini di Caserta

In piena attività il Comitato casertano per i 4 SI ai referendum del 12 e 13 giugno prossimi, che si può contattare all’indirizzo comitatocaserta@email.it .
A Caserta è previsto un tavolo informativo sabato pomeriggio in via Mazzini e domenica a piazza Vanvitelli, ad Aversa sabato mattina volantinaggio al mercato mentre tavoli informativi e volantinaggi caratterizzeranno il week end in numerosi centri della provincia: anche a Recale, domenica – dopo la manifestazione contro la riapertura del calcificio ICC – i sostenitori dei 4 SI torneranno in piazza con un volantinaggio.
Fra le tante iniziative in calendario per la prossima settimana, segnaliamo il dibattito che si terrà domenica 5 giugno mattina nella sezione DS di Capodrise.
Infine è da registrare una interessante posizione in difesa dell'istituto referendario da parte di Padre Pierangelo, della comunità dei Sacramentini di Caserta. Il religioso, che non appartiene a nessun comitato referendario ed esprime una posizione strettamente personale, ha dichiarato: "Non entro nel merito dei quesiti referendari legittimamente posti in essere secondo legge. Voglio esprimere, però, il mio dissenso più netto nei confronti del modo in cui è stato posto il diktat più fermo a favore dell'astensionismo, pur essendo questo in certi casi legittimo.
Ciò che continua a dare fastidio è la pretesa da parte della gerarchia cattolica di imporre a tutti i costi la ‘scelta’ dell'astensionismo.
È seccante davvero il modo con cui quei signori pretendono continuamente di ‘doversi’ sostituire alla coscienza personale perché, per loro, non sufficientemente adulta.”
“Così non si alimenta la fiducia evangelica nella capacità delle persone di capire, fornendo, caso mai, strumenti adeguati al dibattito ed al confronto in testa ai quali ci dovrebbe sempre essere il dialogo e non la dannata paura di ‘perdere le coscienze!’ È penoso sentire che addirittura ora bisognerebbe ‘stare con l'auricolare’, e cioè, astenersi ma pronti ad andare al seggio qualora le cose si mettessero male e quindi che il quorum rischiasse di essere raggiunto!"
"Che difficoltà ci sarebbe stata, invece, ad invitare a dibattiti aperti e ad essere cittadini corretti rispettando un Istituto democratico legittimo come il referendum? E comunque, non è strano che una mobilitazione così forte, capillare, esosa da parte di quella chiesa che non è certo né quella ufficiale né quella di base, non avvenga mai per altre gravissime questioni vitali (altrochè se non riguardano anch’esse la VITA!)? Gravissime come la guerra, le migrazioni dei popoli anche nella nostra ‘civilissima’ Europa, l'acqua, l'energia.”
“Scienza e fede – conclude Padre Pierangelo – avrebbero dovuto tentare di proseguire un cammino di dialogo e non di sfida”

Red. diesserecale

Comunicato stampa, 27 maggio 2005

sabato 28 maggio alle ore 18,00
presso la Biblioteca del Seminario di Caserta
presentazione della collana "Il Pellicano" – collana di studi e testi di storia del cristianesimo diretta da Ulderico Parente e Sergio Tanzarella

Introduce: Giorgio Agnisola
Intervengono: Felicio Corvese, Franco Galeone, Antonio Ianniello

il Giornale di Caserta, 25 maggio 2005

I Ds: “Contrari alla realizzazione della piazzetta”

dalla locale sezione dei democatici di sinistra indice puntato contro le scelte dell’amministrazione

La locale sezione dei Ds con un comunicato inviato nella giornata di ieri ha sottolineato come nel corso dell’ultima seduta consiliare l’opposizione abbia anche votato contro qualcuno degli argomenti messi all’ordine del giorno. Non tutte astensioni, dunque, in materia di lavori pubblici, così come riportato dagli organi di stampa.

“Sono state approvate delle scelte – dichiarano i Ds di Recale - che i gruppi di opposizione hanno definito sbagliate e lesive dei diritti dei cittadini, votando quindi contro, mentre su altre hanno espresso gravi perplessità. Fra i lavori pubblici in discussione, i nuovi accessi da realizzare per il parcheggio di via Roma erano stati programmati già dalla precedente amministrazione dell’Ulivo. Tuttavia abbiamo espresso un voto di astensione perché riteniamo che un esborso di circa 340 milioni di vecchie lire per creare un semplice passaggio pedonale fra il parcheggio e via Municipio sia una cifra davvero esagerata. Parte della somma poteva utilmente essere riversata su altri progetti. Ci siamo invece opposti alla progettata piazzetta di via Boito e Toscanini.
Continuiamo ad essere fermamene contrari a questo progetto innanzitutto per una questione di metodo: ricordiamo che giace agli atti del Comine una petizione firmata dalla quasi totalità degli abitanti della zona, in cui si chiedeva di rivedere il progetto in quanto la piazza è di dimensioni assolutamente insufficienti per qualsiasi utilizzo pubblico e per giunta si trova in una posizione isolata rispetto al rione, e si sottolineava il rischio che finisse per diventare in breve una fonte di problemi. Il sindaco, cui queste osservazioni erano indirizzate, non ha ritenuto opportuno degnarle di attenzione.
Noi pensiamo che, quando dei cittadini esprimono una qualsiasi proposta sul territorio in cui vivono, abbiano diritto alla massima considerazione e rispetto: aver voluto procedere trascurando il parere degli interessati è un atto di grave prevaricazione, che calpesta la dignità di tutti i cittadini di Recale.
Venendo al merito - conclude il documento dei Ds - consideriamo condivisibili le critiche mosse al progetto e soprattutto le proposte alternative e le richieste avanzate dai firmatari della petizione."

Dal Giornale di Caserta

Il Mattino. 25/05/2005

RECALE. L’OPPOSIZIONE ABBANDONA LA SEDUTA

Debiti fuori bilancio, è polemica

Recale. Cinque ore di dibattito, nemmeno troppo acceso, per sei punti all’ordine del giorno. E tutti a casa prima della cena. Sembrano lontani i tempi in cui, tra un insulto e una espulsione coatta, in via Municipio si faceva l’alba. L’idea del presidente Bartolomeo Rossi di far iniziare i lavori nel primo pomeriggio sta dando i suoi buoni frutti. Certo, con il nuovo orario si sente la mancanza degli spettatori, che tuttavia non sono mai stati tantissimi e che ora sono praticamente spariti. I primi tre punti in discussione, lunedì, erano i progetti definitivi di altrettante opere pubbliche: la «mini» piazzetta in via Boito e Toscanini, fortemente contestata dagli abitanti della zona, il collegamento viario tra il parcheggio di via Roma e via Municipio e quello tra la stessa area parcheggio e via Tarantino. È quasi inutile dire che sono bastati i soli voti della maggioranza per approvare i progetti. A nulla sono valsi, infatti, gli interventi dei consiglieri di minoranza, Filiberto Gianoglio (Sdi), Vincenzo Landolfo (Ds) e Giuseppe Lasco (Margherita), che hanno tentato di dimostrare la poca utilità delle opere, soprattutto in relazione ai costi per realizzarle. Stesso copione per il quarto punto, la modifica degli articoli del regolamento edilizio sull’altezza dei sottotetti. Sottotetti che a Recale sono spesso sinonimo di mansarde. Rispetto agli ultimi due argomenti, il riconoscimento della legittimità di due debiti fuori bilancio, esaurita la disamina, i gruppi di minoranza hanno addirittura deciso di abbandonare l’aula, contestando l’atteggiamento della compagine maggioritaria. «Non è possibile – ha dichiarato infatti Landolfo al termine della seduta – riconoscere due debiti fuori bilancio quando in cassa vi sono soldi residui. Ormai sono tre anni che denuncio l’incapacità amministrativa e l’allegra gestione finanziaria di questa maggioranza, sforzandomi di capire se esista una logica alla base di un certo tipo di scelte. Temo, tuttavia, che una logica non vi sia, e tutto sia, purtroppo, soltanto figlio dell’improvvisazione».

Claudio Lombardi dal Mattino

il Giornale di Caserta, 23 maggio 2005

Melillo nuovo presidente della associazione Cruna

Domenica prossima in piazza contro l’Icc: dislocazione da attuare subito

RECALE – Ha trentacinque anni ed è un avvocato civilista da sempre impegnato in ambito sociale. Il suo nome è Domenico Melillo e da sabato scorso è il nuovo presidente dell’associazione onlus “Cruna”.

Melillo, nel rispetto del regolamento interno che prescrive l’alternanza annuale dei soci sostenitori alla guida del comitato ambientalista, sostituisce Antonio Lasco che ha egregiamente operato dalla costituzione del sodalizio ad oggi. A proporre il nome di Melillo è stato lo stesso Lasco, allorquando circa dieci giorni fa ha presentato le dimissioni di rito. In questi giorni il neopresidente, i membri del comitato e i simpatizzanti sono impegnati, accanto ad “Aria” e ad “Adp”, nell’organizzazione della grande manifestazione pubblica, prevista per domenica 29 maggio, contro la possibile riapertura dell’Industria Calce Casertana. Le associazioni partiranno da piazza Stazione, alle 10, per raggiungere in corteo il cavalcavia autostradale. Gli unici due scopi della manifestazione sono: sensibilizzare l’opinione pubblica e stimolare le istituzioni locali, provinciali e regionali ad adoperarsi, con decisione e senza ambiguità, affinché Recale non ricominci a respirare i fumi inquinanti del calcificio di via Appia Antica. “Il Consiglio di Stato – dichiara Melillo –, oltre ad annullare l’ordinanza sindacale del 2001, ha ribadito due aspetti fondamentali. Il primo è che l’Icc è un’industria insalubre di prima classe e come tale deve essere ubicata lontano dal centro abitato. Il secondo è che in passato Giuseppe Vozza ha alimentato gli altiforni con listelli di plastica, violando la legge sulle emissioni in atmosfera. Questa – conclude il presidente – è l’entità del pericolo che sovrasta la nostra comunità, di fronte al quale non sono ammissibili sottovalutazioni o disinteresse”.

r.c., dal Giornale di Caserta

Il Mattino, 23/05/2005

Recale, guerra fra Comune e Tim sull’installazione delle antenne

Recale. Il sindaco Americo Porfidia dice no all’Umts. Lo scorso 20 aprile, Raffaele Mancuso, procuratore speciale della Tim Italia spa, protocollò una richiesta per l’implementazione del sistema Umts sull’impianto di viale Dei Pini. L’intenzione della società di telefonia mobile era di montare tre nuove antenne che avrebbero sostituito quelle già funzionanti dal 1996. I ripetitori con tecnologia Umts emettono frequenze di 2.200 megahertz, quindi superiori e potenzialmente più pericolose di quelle della rete Gsm che non superano i 1.800 megahertz. Ebbene, con una nota a firma dell’ingegnere dell’ufficio tecnico Vincenzo Della Torca, il comune di Recale ha respinto la richiesta. Alla base del diniego, due motivazioni. La prima è che il contratto di locazione di cui beneficia la Tim scade nel 2006 e Porfidia ha recentemente espresso pubblicamente l’intenzione di non rinnovarlo. La seconda è che il consiglio comunale il 27 luglio del 2004 ha approvato una delibera con la quale ha individuato nell’area cimiteriale, lontana dal centro abitato, l’unica zona sulla quale i gestori di telefonia mobile, vecchi e nuovi, possono sistemare i loro ripetitori. Soddisfazione è stata espressa da Domenico Melillo, neopresidente del comitato ambientalista «Cruna». «È una scelta di buon senso – ha dichiarato – anche se la guardia deve rimanere alta».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Comunicato stampa, 20/05/2005

La “strage dei consulenti” non ci salva dal dissesto finanziario

Dopo tre anni di polemiche, finalmente l’amministrazione comunale di Recale si è decisa a darci ragione: i duecentomila euro spesi ogni anno per pagare uno stuolo di consulenti inutili sono uno spreco insostenibile per le casse comunali.
Peccato che questa illuminazione sia sopravvenuta solo dopo la conclusione della campagna per le elezioni regionali. Nel frattempo, abbiamo fatto in tempo a bruciare oltre un miliardo di vecchie lire in tre anni.
Per remunerare servizi di cui oggi scopriamo di poter tranquillamente fare a meno, i cittadini hanno dovuto subire un aumento del 50% dei tributi, malgrado tutte le loro proteste per le insostenibili bollette di ICI, acqua e TARSU. Intanto, i lavoratori ex-LSU continuano a prestare la loro opera senza ricevere per intero le loro spettanze, gli automobilisti sono vittime di una vera e propria campagna di multe selvagge per rastrellare fondi, e i ticket per servizi di grande rilievo sociale quali la mensa scolastica, il soggiorno climatico, il trasporto anziani, vengono aumentati in modo ingiusto e inaccettabile, gravando di più sui redditi inferiori.
Tuttavia, neanche la strage di consulenti basta a riparare i danni arrecati dai nostri allegri amministratori. Sui conti comunali grava la spada di Damocle di circa 350mila euro annui di spesa che nel bilancio trovano copertura per meno di un terzo. Nessun trucco contabile può occultare il reale ammontare della somma che spetta alla DARTI per la riscossione dei tributi.
La situazione finanziaria non concede altri margini di azzardo, se si vuole scongiurare il dissesto. Il comune deve riattrezzarsi per gestire in proprio il servizio tributi: ci sono le risorse, le competenze, gli strumenti. Può invece utilmente avvalersi di un servizio esterno per il recupero dell’evasione, per aumentare il numero dei contribuenti e diminuire la somma versata da ognuno.
Ci auguriamo che il sindaco Porfidia, nelle pause della dura battaglia che ha ingaggiato contro le associazioni ambientaliste cittadine, trovi il tempo di concedersi una pacata riflessione sulla china verso cui sta spingendo il futuro della nostra comunità

DS Recale - caserta24ore

Comunicato stampa, 20 maggio 2005

Il 29 maggio in piazza con voi!

Dopo aver denunciato, nei giorni scorsi, il vergognoso comportamento del Sig. Porfidia e dopo aver condiviso a pieno le motivazioni che hanno portato le associazioni di Recale alla lotta contro la riapertura dell'ICC.
Siamo qui a ribadire, come Sinistra Giovanile di Capodrise, il nostro impegno al vostro fianco nella battaglia per il diritto alla salute e ad un ambiente migliore.
Per questo rinnoviamo il nostro impegno,partecipando alla manifestazione che finalmente si terrà il 29 Maggio, cercando di sensibilizzare il più possibile le fasce di popolazione giovanile su questo tema e cercando di allargare il più possibile l'ambito territoriale di questa sacrosanta lotta per una Provincia di Caserta più salubre e vivibile!

Sinistra Giovanile "P. Impastato" sezione di Capodrise

Il Giornale di Caserta, 21 maggio 2005

Associazioni in piazza domenica 29 maggio

Aria, Cruna e AdP hanno fissato la data della manifestazione sul problema Icc Vozza

RECALE - Si svolgerà domenica 29 maggio la manifestazione di protesta promossa dall'associazione "Amici della Polizia", dal comitato "Aria" e dall'associazione "Cruna" contro la possibile riapertura dell'Industria Calce Casertana. Gli ambientalisti si sono dati appuntamento in piazza Stazione alle 10 e 30. Il corteo poi proseguirà per via Roma fino al cavalcavia autostradale.

"Le nostre associazioni - si legge in una nota diramata nel pomeriggio di ieri -, con storie ed esperienze diverse, si sono gemellate al solo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica e di stimolare le istituzioni locali, provinciali e regionali ad affondare quest'ennesima emergenza ambientale con decisione e senza ambiguità. Non siamo contro nessuno! Ma nessuno potrà sottrarsi il diritto di difendere la nostra salute e quella dei nostri figli. Al di là delle motivazioni, giuste, che hanno indotto il Consiglio di Stato ad annullare l'ordinanza sindacale del 2001, quell'atto per circa quattro anni ha consentito agli abitanti del rione Paglionica e ai cittadini di Recale di sfuggire all'incubo delle polveri che per quasi quarant'anni si sono infiltrate nelle nostre case e nei nostri polmoni. Per quattro anni abbiamo respirare un'aria non contaminata dai veleni prodotti dalla combustione di materiali tossici, come la plastica, vietati dalla legge. Noi riteniamo che il calcificio di via Appia Antica sia incompatibile con la sopravvivenza del nostro territorio: sostante contaminanti e rifiuti velenosi accumulati e sotterrati intorno all'impianto hanno trasformato un'area agricola in un sito altamente compromesso e hanno posto una pesante ipoteca sul nostro futuro, percolando con gli anni in profondità nel suolo fino ad inquinare il livello della falda acquifera. Questa è l'entità del pericolo che sovrasta la nostra comunità, di fronte al quale non sono ammissibili sottovalutazioni o disinteresse.

È fondamentale, dunque - concludono gli ambientalisti -, che tutti i cittadini del nostro comune e, ce lo auguriamo, anche quelli dei comuni limitrofi (un grazie va alla "Sinistra Giovanile" di Capodrise per la loro solidarietà), scendano in piazza per impedire, una volta per tutte, che l'Industria Calce Casertana ricominci a fumare. Il fumo uccide!".

dal Giornale di Caserta

diesserecale, 15 maggio 2005

Il sindaco Porfidia vieta alle Associazioni cittadine di scendere
in piazza

Paradossali sviluppi della querelle che vede il sindaco di Recale Americo Porfidia impegnato in una lotta senza quartiere contro ... le Associazioni ambientaliste recalesi.

Come abbiamo documentato nella Rassegna stampa di aprile, la sentenza con cui il Consiglio di Stato ha annullato l’ordinanza di chiusura della ICC emessa dal precedente sindaco Gadola, ha suscitato un grande allarme e un’accesa polemica: le associazioni cittadine “Amici della Polizia”, “Aria” e “Cruna” hanno chiesto al sindaco la ragione dei mesi di silenzio trascorsi dopo l’udienza (tenuta il 18 gennaio). In questi mesi, secondo le associazioni, si sarebbero potute mettere in campo iniziative utili a scongiurare la riaccensione dei forni (vedi comunicato). Alle critiche, il sindaco rispondeva con un manifesto intitolato “Vigliacchi ed ambigui” (non lo commentiamo: anche una Rassegna stampa ha diritto a un minimo di decoro) ed organizzando un convegno pubblico per sabato 14 maggio, un giorno prima della manifestazione di protesta indetta dalle Associazioni.

Più che un convegno, quello di sabato è stato un consiglio comunale, vista l’assenza del legale che ha rappresentato il comune all’udienza del Consiglio di Stato, e visto che hanno preso la parola quasi soltanto gli esponenti politici. Le conclusioni? Il sindaco ha sostenuto che, dovendo dare corso alla sentenza, non resta che attendere la riapertura della calcara per poi ... rivolgersi all’ARPAC per il controllo delle emissioni*.
(*Nota: dubitando che queste surreali affermazioni potessero essere attribuite solo alle nostre scarse capacità di intendere, ci siamo premurati di confrontarle con quanto avevano compreso diversi altri presenti).
Contestualmente, il primo cittadino invitava i suoi amministrati a firmare una petizione (non capiamo rivolta a chi) e ad aderire ad un nuovo Comitato che riunisse tutti i Comitati. Nel pubblico circolava la proposta di battezzarlo “LA CUPOLA”

Ma la vera sorpresa era in serbo per il giorno dopo: una comunicazione del sindaco vietava alle associazioni di tenere la prevista manifestazione per “garantire l’ordine pubblico” L’mmediato comunicato stampa delle Associazioni recalesi e quello della Sinistra Giovanile di Capodrise (che aveva aderito alla manifestazione con una delegazione) sono stati riportati in vari articoli dalla stampa locale. Di seguito ne diamo le versioni integrali.
Red

Comunicato stampa, 15 maggio 2005

Ci sentiamo cittadini di una comunità sudamericana governata da un sindaco burocrate e populista.

Americo Porfidia in due giorni ha prima negato agli abitanti di Recale di manifestare pubblicamente e pacificamente la preoccupazione per la possibile riaccensione dei forni dell'Industria calce casertana appigliandosi ad un cavillo, e poi ha dichiarato che non appena il calcificio di via Appia Antica aprirà i cancelli invocherà l'intervento della Prefettura e dell'Arpac. Se oggi, 15 maggio, non siamo scesi in piazza Aldo Moro, non significa che abbiamo rinunciato al diritto di esprimere pubblicamente e nel rispetto della legge le nostre inquietudini; quindi la manifestazione si farà e si farà presto! Nel frattempo però Porfidia, anziché di sprecare il tempo a fare proclami demagogici e a raccogliere firme da inviare a sé stesso, prima che l'Icc ricominci ad inquinare l'aria si rilegga con attenzione la sentenza del Consiglio di Stato. Al di là delle motivazioni, giuste, che hanno indotto il tribunale di Roma ad annullare l'ordinanza sindacale del 2001, nel testo della sentenza sono ribaditi due elementi importanti, che dovrebbero togliere il sonno ad un sindaco realmente interessato alla salute pubblica. Il primo è che la "calcara" è un'industria insalubre di prima classe e come tale deve essere ubicata lontano dal centro abitato. Il secondo è che Giuseppe Vozza, quando l'Icc era a regime, per alimentare gli altiforni ha bruciato listelli di plastica, violando la legge sulle emissioni in atmosfera. Il Consiglio di Stato poi ha scritto un'altra cosa importante: gli articoli 216 e 217 del Testo unico delle leggi sanitarie conferiscono non al Prefetto Carlo Schilardi, non ai dirigenti dell'Arpac ma al sindaco ampi poteri in materia di industrie insalubri, anche prescindendo da situazioni di emergenza e dalle autorizzazioni in possesso della proprietà. Porfidia ha dunque tutti gli strumenti, se vuole, per evitare che il calcificio riapra i battenti. Le associazioni "Cruna" e "Amici della Polizia" insieme al comitato "Aria" continueranno a lottare a difesa del territorio, contro ogni tentativo, inutile e puerile, di strumentalizzazione politica.

Associazione "Amici della Polizia"
Comitato "A.R.I.A."
Associazione "C.R.U.N.A."

Comunicato stampa, 15 maggio 2005

Diciamo no alla riapertura del calcificio: ... se è possibile!

Oggi Domenica 15/05 doveva essere a Recale,una sana giornata di protesta a tutela della salute dei cittadini e contro le speculazioni di tipo personalistico attuate dall'amministrazione comunale in carica nel comune di Recale; ed invece con un atto che ha tanto il gusto di un imposizione militaresca e anti-democratica, il Sindaco di Recale Porfidia ha bloccato la manifestazione per improbabili esigenze di ordine pubblico.

Si doveva parlare, oggi, della riapertura del cemintificio - killer che dopo varie sentenze che ne sancivano la definitiva chiusura... è stato MESSO IN CONDIZIONE DI POTER RIAPRIRE con una sentenza del Consiglio di Stato;
la necessità era quella di mettere al corrente i cittadini di questa incresciosa novità,della riapertura di questo eco-mostro che potrebbe essere disastrosa per l'impatto ambientale che ne subirà Recale ma nn solo;
anche i comuni vicini ne risentiranno e ne respireranno gli effetti; RECALE VUOLE RESPIRARE! recitava il volantino delle tre associazioni organizzatrici;
ma noi diciamo: RECALE, CAPODRISE, CASAGIOVE ... ETC ETC VOGLIONO RESPIRARE; La provincia di Caserta interamente vuole vedersi tutelata e vuol veder tutelato il proprio diritto alla salute e ad un ecosistema sostenibile.

Il sindaco di Recale è colpevole
-- di aver bloccato una libera e pacifica manifestazione
-- di aver tentuto all'oscuro i propri cittadini dell'udienza al consiglio di stato solo x fini e pratiche elettorali
-- di nn aver lavorato per la definitiva delocalizzazione della calcara
-- di non aver tutelato,debitamente, la salute dei propri cittadini
Come compagne/i della Sinistra Giovanile "P. Impastato" di Capodrise e come aderenti alla manifestazione di protesta contro la riapertura del CALCIFICIO
Esprimiamo la nostra più convinta solidarieta' in primis alle associazioni promotrici (amici della polizia,cruna,aria) ma in particolar modo ai cittadini di Recale e città confinanti costrette a subire la tracotanza militaresca del sig. Porfidia e la distruzione di ogni barlume di diritto garantito alla salute.

Sinistra Giovanile "P. Impastato" - Capodrise

Coming Out, sabato 14 maggio 2005

Prima coppia gay casertana “pacsata”, sabato prossimo a Roma

Il 26 maggio, presentazione di “Caro Pier”, alla Libreria Guida di Caserta

Sabato prossimo, 21 maggio, si celebrerà a Roma il secondo Pacs Day. Ancora una volta un’iniziativa politica a Roma per sostenere il progetto di legge sul Patto civile di solidarietà, in discussione nella commissione Giustizia della Camera dei Deputati.
 
Perciò, le coppie di fatto che si “pacseranno”, gay, lesbiche o eterosessuali, celebraranno i Pacs, esattamente come se la legge fosse già in vigore, compiendo un grande gesto politico per rivendicare i diritti loro e di molti altri, ma che sarà anche un modo per celebrare le loro storie d'amore.
 
Ed anche da Caserta, attraverso il Circolo Coming Out, partiranno quattro coppie di gay e di lesbiche per partecipare alla cerimonia, per segnare la presenza e la condivisione della comunità glbt casertana. Tre coppie gay ed una lesbica, che vorranno celebrare le proprie unioni compiendo un gesto politico forte e visibile.
 
Una delle coppie sarà formata da Veniero Fusco, presidente del Circolo, e da Gianluigi Furlan: la prima coppia gay casertana “pacsata”.  L'ufficializzazione sarà quanto più veritiera possibile, persino i moduli su cui le coppie porranno la loro firma saranno approntati ad immagine di quelli usati in Francia per il Pacs, e ad ufficializzare la cerimonia saranno anche presenti ufficiali di stato civile. Tuttavia, l’atto non potrà avere nessun valore legale, perché il Parlamento italiano si ostina a non voler riconoscere nessuna tutela alle centinaia di migliaia di coppie di fatto sparse per lo stivale.
 
A partire dalle 11:30 circa, ci sarà la celebrazione simbolica del Pacs, in piazza San Lorenzo in Lucina (via del Corso), fra le coppie convenute, con firma dei moduli di registrazione del patto, alla presenza di numerosi consiglieri comunali di diverse città italiane. Successivamente, una passeggiata di coppia, mano nella mano, da via del Corso al Campidoglio, per stigmatizzare l’aggressione, di pochi giorni fa, ai danni di una coppia gay che, proprio lì, aveva commesso “l’errore” di passeggiare mano nella mano. Infine, presso la Sala del Carroccio in Campidoglio, testimonianze delle coppie, interventi, saluti e foto di gruppo.
 
Per ulteriori adesioni all’iniziativa ci si può collegare al sito www.comingoutcaserta.it oppure www.unpacsavanti.it , dove sono pubblicati maggiori dettagli sugli eventi di quei giorni.
 
Inoltre, giovedì 26 maggio, alle 17:30, presso la Libreria Guida di Caserta, ci sarà la presentazione del libro di Enos Rota, per le edizioni Selene, “Caro Pier. I lettori di Tondelli: ritratto di una generazione”, che raccoglie tante testimonianze, italiane e straniere, su Piervittorio Tondelli, e raccolte dopo la sua morte. L’autore sarà presente per ricordare uno dei più rappresentativi scrittori della letteratura italiana, sia per la straordinaria narrativa e ancor più per il coinvolgimento emotivo che i suoi libri hanno sui lettori, nel 50° anniversario della nascita e nel 25° dell'uscita di Altri Libertini, primo successo di Tondelli.

Circolo Coming out Caserta

CasertaNews, martedì 10 maggio 2005

Associazioni contro l’industria calce casertana

Recale – Ieri sera i presidenti e dirigenti delle Associazioni A.D.P.- CRUNA – ARIA, a termine della riunione straordinaria tenutasi nella sede di Recale per la problematica che affligge in questi giorni i cittadini di Recale, in modo unanime hanno dichiarato : “E’ bene che si sappia, che le Associazioni , in tema di materia ambientale e di salvaguardia del territorio, non intendono concedere sconti a nessuno, men che meno a chi inquina o deturpa. Lo scopo del nostro gemellaggio tra le tre “Associazioni” (ARIA- CRUNA e ADP) è quello di scongiurare l’apertura dell’industria calce casertana. Il nostro compito è manifestare le nostre perplessità alle istituzioni, tutelando i nostri cittadini in modo del tutto democratico. Il nostro contributo e del tutto gratuito, siamo il filtro del cittadino, ognuno di noi dedica il proprio tempo libero per ascoltare le perplessità di tutti i cittadini che in questi giorni invocano la “non apertura dell’ICC”. Siamo preoccupati; è vero si tratta di un problema serio che certamente va affrontato con le dovute maniere. La nostra manifestazione che si terrà a Recale nella mattinata del 15 maggio in piazza A. Moro, è un atto dovuto nei confronti di tutti coloro che hanno assistito e respirato per anni quel terribile fumo nero. E’ un dovere nei confronti dei nostri figli, i quali ci chiedono di vivere sani come tutti gli altri. E’ un dovere nei confronti dei nostri cari che non sono più presenti ma che certamente avrebbero condiviso la nostra causa.

da CasertaNews

Il Mattino, 08/05/2005

Sentenza calcificio: «Giustizia è fatta»

Recale. L’Industria Calce Casertana esprime soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato che dopo quattro anni di battaglie giudiziarie ha definitivamente riconosciuto il diritto dell’azienda di Giuseppe Vozza a riaprire lo stabilimento di via Appia Antica a Recale. «Questa decisione - comunica l’azienda in una nota - premia l’interesse pubblico alla produzione e al lavoro, consentendo la ripresa dell’occupazione di oltre 30 dipendenti, anche se puntualizza che tutto ciò è consentito solo perché l’Industria Calce era in regola con le emissioni e comunque non pregiudicava la salute dei cittadini». In questo modo, scrivono ancora dall’azienda, «il supremo organo di giustizia amministrativa ha da un lato bacchettato il Comune di Recale per aver consentito l’espansione edilizia e dall’altro ha sanzionato l’illegittimità dell’operato del sindaco dell’epoca che aveva adottato misure contro l’azienda».

dal Mattino

Il Mattino, 07/05/2005

TRAGEDIA SFIORATA A RECALE

Si aggrappa all’auto rubata con la mamma a bordo

È rimasto aggrappato alla sua auto appena rubata dai ladri ma con la madre settantenne a bordo. Inchiodato ad una delle portiere per circa un chilometro, fino a quando i malviventi sono scesi e lo hanno minacciato con le pistole: a questo punto, resosi conto che la madre era riuscita ad aprire lo sportello e a farsi cadere a terra, l’uomo ha desistito da ulteriori, pericolose reazoni. È accaduto ieri sera a Recale, nella centralissima via Roma. Giuseppe Potenza, 35 anni, in compagnia della mamma stava rientrando in casa a bordo della sua Audi 4 turbodiesel station wagon. Giunto nei pressi dell'ingresso del palazzo, è sceso per aprire il portone mentre la mamma attendeva in macchina. Il tempo di inserire la chiave nella serratura del portoncino e Potenza ha notato due persone che si sono introdotte nella vettura, con il motore ancora acceso. Mentre la macchina è ripartita, istintivamente si è aggrappato al finestrino preoccupatissimo per la sorte della genitrice. Sono stati minuti di autentico incubo mentre alcuni avventori di un bar poco distante cercavano anch’essi di inseguire l’auto. Poi l’epilogo con i banditi jn fuga e Potenza, ferito e sanguinante, in stato di choc. La madre se l’è cavata con una probabile lesione ad un ginocchio ma le sue condizioni sono buone, paura e preoccupazione a parte. Entrambi sono stati medicati all’ospedale dopo i primi soccorsi partiti dal noscomio di Marcianise e dal 118 di Caserta. Immediate le indagini dei carabinieri: i ladri avevano un forte accento napoletano, ha raccontato Potenza.

Franco Agrippa, dal Mattino

Emily Caserta, 4 maggio 2005

Emily esprime preoccupazioni per la vicenda della Provincia

Le donne di Emily Caserta sono seriamente preoccupate per la vicenda della Provincia di Caserta.

“Al Presidente della Provincia eletto Sandro De Franciscis – sostiene la presidente dell’Associazione Maresa Simeone – va tutto il nostro appoggio per avere espresso con determinazione la volontà di nominare in giunta donne per riequilibrare la rappresentanza tra donne ed uomini, nello spirito dell’articolo 51 della Costituzione.
Ai partiti dell'Unione chiediamo di riprendere il dialogo con il Presidente per costituire una squadra con uomini e donne capaci di realizzare un buon governo.
L'impegno congiunto di donne e uomini – afferma la Presidente – ha portato alla vittoria la coalizione del centrosinistra e l’elezione del Presidente al primo turno, ma nel Consiglio ci sono 36 consiglieri uomini e nessuna donna è stata eletta.
Per noi la democrazia è una questione di equilibrio: equilibrio nella rappresentanza di uomini e donne nei luoghi decisionali, equilibrio tra il Presidente e le forze che compongono la coalizione.
Per questo – conclude la Simeone – ci appelliamo alle forze politiche dell'Unione perché sappiano trovare il giusto equilibrio e scongiurare le dimissioni di Sandro De Franciscis”.

Comunicato Emily Caserta

Comunicato stampa, 4 maggio 2005

Recale: nuova raffica di aumenti

Il Consiglio comunale del 26 aprile ha votato una modifica gravemente peggiorativa del Regolamento Comunale per i servizi a domanda individuale, con una raffica di aumenti del costo di questi servizi, fra cui il Campus estivo (nonostante le spese risultino coperte dagli utenti per più del 36%), il Soggiorno Climatico (coperto per oltre il 50%) dal Trasporto Anziani, coperto per poco meno del 36% e infine deliberando un aumento sproporzionato ed iniquo del ticket dovuto dalle famiglie che usufruiscono dei servizi di mensa scolastica.
Questo aumento infatti colpisce più gravemente le fasce economiche più deboli, in particolare quelle a reddito da 0 a 2679,17 euro, che in passato erano esenti, si vedono assoggettate ad un contributo pari al 20% del costo del servizio, mentre le fasce con redditi oltre i 16.075 euro subiscono un incremento solo del 10%, alla faccia dei principi di equità che dovrebbero ispirare un'amministratore nell’applicare ai propri contribuenti una equa contribuzione

L’incremento, secondo quanto sostiene la maggioranza, si sarebbe reso necessario in quanto dalle verifiche effettuate nel periodo ottobre '04 - gennaio '05 le entrate dai ticket non coprivono il 36% dei costi come previsto dalla legge. A fronte di  27.807,80 euro di spese, si sono incassati con i ticket solo 7.773,81 euro.
Nel corso del Consiglio Comunale, ho proposto alla maggioranza di ritirare l'argomento e di rivedere i conteggi effettuati, nei quali sono state incluse voci di spesa che non possono considerarsi a carico dei contribuenti che pagano il Ticket.
Ad esempio, i costi per i pasti dei professori, per i quali ci sono entrate dei trasferimenti statali previsti in bilancio, o i buoni-pasto per le famiglie indigenti, la cui assistenza deve essere a carico del Comune.
Se si rettificano i conteggi considerando le entrate per i pasti dei professori, e quelli a carico dell'ente per le famiglie indigenti (circa 3500 euro), il rapporto di copertura sale al 40% portandosi ben oltre il 36% previsto dalla legge e rendendo inutile qualsiasi aumento.
Alla luce di queste considerazioni  è chiaro che le motivazione che la maggioranza ha addotto, per giustificare l'incremento del costo per i buoni pasto non ha fondamento, e che il provvedimento è motivato solo dall’obbiettivo di fare cassa, perchè hanno portato le casse del Comune in una situazione di quasi dissesto finanziario.
Di fronte a questa evidenza, a ben poco servono le giustificazioni addotte dall’assessore Mastroianni, che tenta di scaricare le responsabilità sui cittadini, addebitando gli aumenti all’eccessiva evasione del ticket: l’ammissione dell’impotenza e dell’inerzia sul fronte del recupero dell’evasione aggiunge solo un nuovo capitolo all’elenco degli ingiusti balzelli con cui questa amministrazione sta vessando da anni i cittadini di Recale.

Ormai sono almeno due anni che denuncio l'incapacità amministrativa e l'allegra gestione finanziaria di questa maggioranza. Adesso sono arrivati alla frutta, infatti per fare cassa sono costretti a chiedere contributi anche a chi non ha reddito, non è giusto che questi cittadini già mortificati dalla propria condizione sociale, debbono pagare per l'incapacità amministrativa di questa maggioranza.

Vincenzo Landolfo, consigliere comunale DS Recale

la notizia sul Gazzettino Casertano

il Mattino, 03/05/2005

Recale: Il Consiglio boccia il Prg

Si torna indietro di 30 anni

Recale. Cronaca di una morte annunciata. Nella serata di ieri, il consiglio comunale ha votato, con i soli voti della maggioranza, la presa d’atto del diniego regionale al piano regolatore generale. Ultimo atto che sancisce la fine dello strumento urbanistico redatto dall’architetto Carlo Raucci e adottato, dopo una disamina lunga e tortuosa, nell’aprile del 2001 dall’amministrazione comunale guidata da Ovidio Gadola. Il piano, nella primavera del 2003, ottenne un parere negativo dal Ctr, che lo giudicò «illegittimo sotto il profilo amministrativo ed errato da un punto di vista tecnico». Ai rilievi del comitato tecnico seguì la bocciatura del consiglio provinciale. Rivitalizzato da una sentenza del tribunale amministrativo, il Prg è stato definitivamente stroncato, lo scorso novembre, dalla giunta regionale, che non ha concesso il visto di conformità. Recale, dunque, ritorna al «vecchio» piano di fabbricazione, la cui redazione risale al 1972. «Sembrano» passati trent’anni!

Claudio Lombardi dal Mattino

Comunicato stampa, 2 maggio 2005

“E se c’ero, dormivo” di Francesco Piccolo

Auser Caserta - Invito alla lettura

L’associazione Auser di Caserta, a conclusione del ciclo “Invito alla lettura: il romanzo del Novecento – storie di formazione”, a cura di Vanna Corvese, propone di rileggere “E se c’ero, dormivo” di Francesco Piccolo, con l’intervento dell’autore, giovedì 5 maggio alle ore 17,30, nella sede Spi di via Roma 8.

Con mano leggera e sapiente l’autore intreccia il tema del primo amore con quello della passione per il basket e con gli echi del movimento studentesco, coi suoi protagonisti idealizzati e alcuni risvolti drammatici.  Sullo sfondo, l’inquietante ricordo della rivolta del pallone a Caserta e il rassicurante rapporto coi familiari.
Nel romanzo si alternano, e spesso si fondono, i racconti degli altri e le esperienze personali, filtrati dalla nostalgia di tutte le speranze ed attese dell’infanzia e dell’adolescenza. Le molteplici risonanze della cerchia di amici e conoscenti vengono colte con ironia e affetto e ampliano l’effetto evocativo della narrazione.
Francesco Piccolo è nato a Caserta nel 1964. Si è laureato in Lettere con una tesi su "Le teorie comiche nel teatro del Settecento". Vive e lavora a Roma.
Nel 1993 è stato finalista del Premio Calvino con il romanzo inedito "Diario di uno scrittore senza talento". Con la casa editrice Minimum fax ha pubblicato nel 1994 "Scrivere è un tic. I metodi degli scrittori".
Nel 1996 ha pubblicato la raccolta di racconti "Storie di primogeniti e figli unici" per i tipi di Feltrinelli, con il quale ha vinto il Premio Giuseppe Berto e il Premio Chiara. Sempre per Feltrinelli nel 1998 ha pubblicato il romanzo “E se c’ero, dormivo”, seguito, nel 2000, da “Il tempo imperfetto”. Del 2003 è “Allegro occidentale”, ironico racconto del viaggio di mister Piccolo in un mondo in cui il privilegio fa la differenza.
Lo scrittore collabora con Il Mattino e Il Manifesto. Da alcuni anni lavora anche come sceneggiatore (“Paz!” di Renato De Maria; “Ovunque sei” di Michele Placido; “Nemmeno in un sogno” di Gianluca Greco; “My name is Tanino” di Paolo Virzì; “Agata e la tempesta” di Silvio Soldini).

Comunicazione Auser Caserta

il Mattino, 01/05/2005

Antenne Umts, parte la mobilitazione

RECALE. BATTAGLIA CONTRO L’ELETTROSMOG

Recale. Non bastava la sentenza del Consiglio di Stato, non bastava il pericolo della riapertura del calcificio di via Appia Antica, non bastavano le polemiche scoppiate tra il sindaco Americo Porfidia e le associazioni ambientaliste. A turbare i sonni dei cittadini di Recale ritorna lo spettro delle antenne. Pochi giorni fa è arrivata al Comune una richiesta dalla Tim Spa di poter potenziare la stazione radio base di viale dei Pini con un nuovo ripetitore per l’Umts, che, com’è noto, emette frequenze di circa 2.200 megahertz, quindi superiori a quelle della rete Gsm. Ad annunciarlo, giovedì sera, è stato lo stesso Porfidia, che sembra, tuttavia, intenzionato a respingere la domanda della società di telefonia mobile. Per discutere di questo argomento, nella serata di ieri, si è riunita «Cruna», l’associazione onlus nata nel 2003 allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi legati all’elettrosmog.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Caserta24ore, sabato 30 aprile 2005

Recale: riapre la calcara-killer

Le associazioni cittadine denunciano le inadempienze del sindaco

In seguito alla decisione del Consiglio di Stato del 18 gennaio 2005 l’Industria Calce Casertana potrà riaccendere i forni dell'impianto che sorge nell'abitato di Recale. Vi chiederete come sia possibile che dopo tre sentenze sfavorevoli la Icc riapra. Ebbene, ci siamo posti anche noi questa domanda, che sottoponiamo anche al sindaco Americo Porfidia:

PERCHÈ hai tenuto nascosto ai tuoi cittadini la data dell’udienza al Consiglio di Stato, che ti è stata notificata presso il Comune il 10 novembre 2004? Pensavi che una sentenza avrebbe condizionato le elezioni?

PERCHÈ non hai risposto alle lettere con cui il dirigente del settore ecologia della Regione Campania dil 2 febbraio e il 3 marzo di quest’anno ti ha chiesto un parere igienico-ambientale sul sito su cui insiste l’impianto? Hai pensato che il silenzio avrebbe occultato le tue responsabilità?

PERCHÈ non si è lavorato all’approvazione del Piano Regolatore Generale, indispensabile per la definitiva delocalizzazione della calcara, così come stabiliva la convenzione? Forse, gli interessi personali vengono prima della salute dei cittadini?

PERCHÈ sulla questione delle antenne, poi, la perizia tecnica richiesta alla facoltà di Scienze Ambientali per definire il Piano delle Emissioni dorme ancora?

I Recalesi non hanno bisogno di un sindaco che non sa prendere decisioni, ma di un primo cittadino che sappia difendere i diritti e la salute della sua collettività senza essere omertoso. Dinanzi ad una possibile riapertura della Icc, le associazioni “Amici della Polizia”, “ARIA” e “CRUNA” intraprenderanno delle iniziative di protesta che culmineranno in una grande manifestazione pubblica che si terrà il 15 MAGGIO prossimo, alla quale invitiamo tutti a partecipare.

Associazione “Amici della Polizia”
Associazione ARIA
Comitato CRUNA

da caserta24ore

 

 
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 sommario

comitato per il SI

Un movimento ambientalista intercomunale
dal Giornale di Caserta

Donne e bambini in piazza contro la riapertura del calcificio
dal Mattino

Antenna, anche Recale in piazza
dal Mattino

Referendum: rompere il muro del silenzio anche a Caserta
diesserecale

Caserta, 28 maggio: presentazione della collana "il Pellicano"
Comunicato stampa

I Ds: "contrari alla realizzazione della piazzetta"
dal Giornale di Caserta

Recale: debiti fuori bilancio, è polemica
dal Mattino

Melillo nuovo presidente di Cruna
dal Giornale di Caserta

Recale, guerra fra Comune e Tim
dal Mattino

La strage dei consulenti non ci salva dal dissesto
Comunicato stampa

Il 29 maggio in piazza con voi!
Sinistra Giovanile Capodrise

Associazioni in piazza domenica 29 maggio
dal Giornale di Caserta

Il sindaco vieta alle Associazioni di scendere in piazza
diesserecale

Cittadini di una
comunità sudamericana

Comunicato stampa

Diciamo 'no' al calcificio ... se è possibile!
Sinistra Giovanile Capodrise

Prima coppia gay casertana "pacsata"
da Coming out

Associazioni contro l'Industria calce
da CasertaNews

Sentenza calcificio: "Giustizia è fatta"
dal Mattino

Tragedia sfiorata a Recale
dal Mattino

Le preoccupazioni di Emily sulla vicenda
della Provincia

Emily Caserta

Recale: nuova raffica di aumenti
Comunicato stampa

A Recale il Consiglio boccia il PRG
dal Mattino

Invito alla lettura: Francesco Piccolo
AUSER - Caserta

Antenne UMTS
a Recale

dal Mattino

Calcara-killer: le Associazioni
denunciano

caserta24ore

 

 

 

 

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