| Il
Giornale di Caserta, 31 maggio 2005
Un movimento ambientalista intercomunale
L'OBBIETTIVO DI CRUNA, AdP ED ARIA
La manifestazione rganizzata nella mattinata
di domenica ha pienamente soddisfatto le aspettative dei responsabili
delle tre associazioni ambientaliste che l’hanno organizzata.
Questo sia per l’elevato numero di partecipanti, sia
per il movimento di opinione che ha contribuito a creare in
ambito cittadino e nei comuni vicini, dai quali sono intervenute
delle apposite delegazioni. La manifestazione ha avuto il
merito di diffondere con chiarezza notizie su come stanno
effettivamente le cose. Dalla sentenza del Consiglio di Stato,
con relativo contenuto, al rischio reale che il temuto calcificio
possa riprendere la propria attività. Un’azione
a sfondo ambientalista che ovviamente non è solo diretta
a contrastare la possibile riapertura dell’Industria
Calce, ma anche ad affrontare tematiche di altro genere, come
nel caso del proliferare di impianti per la telefonia mobile.
In materia, Cruna ha preso posizione anche per quanto riguarda
la protesta scoppiata in via S. Michele a Marcianise. L’obbiettivo
di Cruna, Aria e Amici della Polizia, è anche quello
di creare una sensibilità in tema ambientale che travalichi
i confini comunali, dando luogo ad un movimento ampio e battagliero.
Dal Giornale di Caserta
Il Mattino, 30/05/2005
Donne e bambini in piazza contro la
riapertura del calcificio
MOBILITAZIONE IERI MATTINA A RECALE
Recale. Almeno centocinquanta persone,
in prevalenza mamme e bambini, hanno partecipato, ieri mattina,
alla manifestazione indetta dal comitato «Aria»
e dalle associazioni «Cruna» e «Amici della
Polizia» contro la possibile riapertura dell'Industria
Calce Casertana. I manifestanti, «armati» di palloncini,
striscioni e fischietti si sono dati appuntamento alle 10
in piazza Stazione e poi in corteo hanno raggiunto il cavalcavia
autostradale. È stata una manifestazione di pace, ma
con un obiettivo forte: stimolare le istituzioni affinché
facciano di tutto per evitare che il calcificio di via Appia
Antica riapra i battenti. Al corteo hanno preso parte anche
l'associazione «Croce Elam» di San Marco Evangelista,
la «Sinistra Giovanile» di Capodrise e Casagiove
e il comitato «Siemens» di Marcianise. Tra la
folla si sono intravisti l'assessore provinciale Lucia Esposito,
il consigliere provinciale Roberto Massi, il sindaco Americo
Porfidia, il vicesindaco Francesco Ommeniello e i consiglieri
di minoranza Filiberto Gianoglio, Ovidio Gadola e Giuseppe
Lasco. A garantire l'ordine pubblico, polizia e carabinieri
coordinati dal dottor D'Angelo del commissariato di Maddaloni.
Il «caso» Icc, giova ribadirlo, si è riaperto
ad aprile, quando è stata pubblicata una sentenza del
Consiglio di Stato che ha annullato l'ordinanza sindacale
che nel 2001 ha disposto lo spegnimento dei forni. La decisione
del collegio romano, ha fatto sapere l'azienda, «premia
l'interesse pubblico alla produzione e al lavoro».
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 28/05/2005
Antenna, anche Recale in piazza
La protesta dei cittadini di Marcianise
contro l’installazione dell’antenna: arriva anche
la solidarietà delle associazioni ambientaliste di
Recale
Per fare chiarezza sul giallo dell’antenna
Vodafone per la telefonia mobile «apparsa» su
un tetto di un edificio all’angolo tra via Carbone e
via San Michele, a Marcianise, il sindaco Filippo Fecondo
nel pomeriggio di ieri ha avuto un incontro con una delegazione
di cittadini della zona. Alla riunione hanno partecipato anche
l’assessore all’ambiente Mario Rondello e il futuro
presidente della commissione ambiente Pasquale Bellopede.
Il primo cittadino ha rassicurato i residenti e ha spiegato
in che modo intende affrontare la questione: «Innanzitutto
– ha dichiarato Fecondo –, emetterò un’ordinanza
che blocchi definitivamente i lavori. Poi, chiederò
al segretario generale di condurre un’inchiesta amministrativa
interna per capire come mai i dirigenti non abbiamo comunicato
agli assessori delegati la volontà della Vodafone di
sistemare un ripetitore tra via Carbone e via San Michele».
Continua, intanto, la raccolta delle firme e non è
escluso che si formi un comitato spontaneo che scenda in piazza
a manifestare la legittima preoccupazione per i danni che
potrebbe provocare l’inquinamento elettromagnetico in
città. Solidarietà ai cittadini di Marcianise
arriva da Recale, e in particolare dal presidente dell’associazione
ambientalista «Cruna», Domenico Melillo. «Il
nostro sodalizio – afferma Melillo – è
nato proprio per stimolare le persone ad acquisire una maggiore
consapevolezza sui rischi legati alle onde elettromagnetiche
e per spronare le istituzioni ad arginare con solerzia le
varie emergenze territoriali. Sappiamo cosa significa svegliarsi
una mattina, alzare la testa, e scoprire che sul lastrico
solare di un’abitazione, magari di una persona che conosci
bene, campeggia una stazione radio-base per la telefonia mobile.
A Recale è successo il 18 ottobre del 2003, in via
Roma, nei pressi della scuola media statale «Giovanni
XXIII». Da allora, abbiamo promosso una petizione popolare,
raccogliendo oltre settecento firme; abbiamo organizzato convegni,
manifestazioni di protesta, abbiamo spinto il consiglio comunale
ad adottare un regolamento, attualmente è pendente
un ricorso al tribunale amministrativo regionale, ma l’antenna
è ancora lì. In questo tipo di lotta –
prosegue Melillo –, è bene che gli amici di Marcianise
lo sappiano, molto si ottiene prima che il ripetitore venga
istallato, dopo tutto si complica, anche perché le
antenne, come le fogne, sono considerate opere di urbanizzazione
primaria. Abbiano la certezza, in ogni caso, i cittadini di
via San Michele e di via Carbone che i membri di “Cruna”
saranno al loro fianco in tutte le iniziative che vorranno
intraprendere, mettendo a disposizione la loro esperienza.
Noi non ci opponiamo al progresso tecnologico – conclude
Melillo –, lottiamo affinché i gestori della
telefonia mobile non credano che i comuni siano terra di conquista,
dove tutto è permesso». E proprio domani mattina
«Cruna» sarà in piazza Stazione, a Recale,
accanto alle associazioni «Aria» e «Amici
della Polizia», per combattere un’altra battaglia
in difesa della salute pubblica. I tre gruppi si sono gemellate
e protesteranno insieme per impedire la riapertura dell’Industria
Calce Casertana. Una sentenza del consiglio di Stato, lo scorso
gennaio, ha, infatti, annullato un’ordinanza sindacale
che aveva tenuto l’impianto a forni spetti per circa
quattro anni. Questa decisione potrebbe tradursi nella ripresa
dell’attività di lavorazione della calce, attività
che tanti problemi ha creato agli abitanti del rione Paglionica.
Alla manifestazione di domani dovrebbe prender parte anche
il neonato comitato per la sorveglianza sull’Icc, presieduto
dal consigliere provinciale Roberto Massi.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Diesserecale, 27 maggio 2005
Referendum: rompere il muro del silenzio
anche a Caserta
Continua l’attività
del Comitato per i 4 SI
Un intervento di padre Pierangelo, della comunità dei
Sacramentini di Caserta
In piena attività il Comitato
casertano per i 4 SI ai referendum del 12 e 13 giugno prossimi,
che si può contattare all’indirizzo comitatocaserta@email.it
.
A Caserta è previsto un tavolo informativo sabato pomeriggio
in via Mazzini e domenica a piazza Vanvitelli, ad Aversa sabato
mattina volantinaggio al mercato mentre tavoli informativi
e volantinaggi caratterizzeranno il week end in numerosi centri
della provincia: anche a Recale, domenica – dopo la
manifestazione contro la riapertura del calcificio ICC –
i sostenitori dei 4 SI torneranno in piazza con un volantinaggio.
Fra le tante iniziative in calendario per la prossima settimana,
segnaliamo il dibattito che si terrà domenica 5 giugno
mattina nella sezione DS di Capodrise.
Infine è da registrare una interessante posizione in
difesa dell'istituto referendario da parte di Padre Pierangelo,
della comunità dei Sacramentini di Caserta. Il religioso,
che non appartiene a nessun comitato referendario ed esprime
una posizione strettamente personale, ha dichiarato: "Non
entro nel merito dei quesiti referendari legittimamente posti
in essere secondo legge. Voglio esprimere, però, il
mio dissenso più netto nei confronti del modo in cui
è stato posto il diktat più fermo a favore dell'astensionismo,
pur essendo questo in certi casi legittimo.
Ciò che continua a dare fastidio è la pretesa
da parte della gerarchia cattolica di imporre a tutti i costi
la ‘scelta’ dell'astensionismo.
È seccante davvero il modo con cui quei signori pretendono
continuamente di ‘doversi’ sostituire alla coscienza
personale perché, per loro, non sufficientemente adulta.”
“Così non si alimenta la fiducia evangelica nella
capacità delle persone di capire, fornendo, caso mai,
strumenti adeguati al dibattito ed al confronto in testa ai
quali ci dovrebbe sempre essere il dialogo e non la dannata
paura di ‘perdere le coscienze!’ È penoso
sentire che addirittura ora bisognerebbe ‘stare con
l'auricolare’, e cioè, astenersi ma pronti ad
andare al seggio qualora le cose si mettessero male e quindi
che il quorum rischiasse di essere raggiunto!"
"Che difficoltà ci sarebbe stata, invece, ad invitare
a dibattiti aperti e ad essere cittadini corretti rispettando
un Istituto democratico legittimo come il referendum? E comunque,
non è strano che una mobilitazione così forte,
capillare, esosa da parte di quella chiesa che non è
certo né quella ufficiale né quella di base,
non avvenga mai per altre gravissime questioni vitali (altrochè
se non riguardano anch’esse la VITA!)? Gravissime come
la guerra, le migrazioni dei popoli anche nella nostra ‘civilissima’
Europa, l'acqua, l'energia.”
“Scienza e fede – conclude Padre Pierangelo –
avrebbero dovuto tentare di proseguire un cammino di dialogo
e non di sfida”
Red. diesserecale
Comunicato stampa, 27 maggio 2005

sabato 28 maggio alle ore 18,00
presso la Biblioteca del Seminario di Caserta
presentazione della collana "Il Pellicano" –
collana di studi e testi di storia del cristianesimo diretta
da Ulderico Parente e Sergio Tanzarella
Introduce: Giorgio Agnisola
Intervengono: Felicio Corvese, Franco Galeone, Antonio Ianniello
il Giornale di Caserta, 25 maggio
2005
I Ds: “Contrari alla realizzazione
della piazzetta”
dalla locale sezione dei democatici
di sinistra indice puntato contro le scelte dell’amministrazione
La locale sezione dei Ds con un comunicato
inviato nella giornata di ieri ha sottolineato come nel corso
dell’ultima seduta consiliare l’opposizione abbia
anche votato contro qualcuno degli argomenti messi all’ordine
del giorno. Non tutte astensioni, dunque, in materia di lavori
pubblici, così come riportato dagli organi di stampa.
“Sono state approvate delle scelte
– dichiarano i Ds di Recale - che i gruppi di opposizione
hanno definito sbagliate e lesive dei diritti dei cittadini,
votando quindi contro, mentre su altre hanno espresso gravi
perplessità. Fra i lavori pubblici in discussione,
i nuovi accessi da realizzare per il parcheggio di via Roma
erano stati programmati già dalla precedente amministrazione
dell’Ulivo. Tuttavia abbiamo espresso un voto di astensione
perché riteniamo che un esborso di circa 340 milioni
di vecchie lire per creare un semplice passaggio pedonale
fra il parcheggio e via Municipio sia una cifra davvero esagerata.
Parte della somma poteva utilmente essere riversata su altri
progetti. Ci siamo invece opposti alla progettata piazzetta
di via Boito e Toscanini.
Continuiamo ad essere fermamene contrari a questo progetto
innanzitutto per una questione di metodo: ricordiamo che giace
agli atti del Comine una petizione firmata dalla quasi totalità
degli abitanti della zona, in cui si chiedeva di rivedere
il progetto in quanto la piazza è di dimensioni assolutamente
insufficienti per qualsiasi utilizzo pubblico e per giunta
si trova in una posizione isolata rispetto al rione, e si
sottolineava il rischio che finisse per diventare in breve
una fonte di problemi. Il sindaco, cui queste osservazioni
erano indirizzate, non ha ritenuto opportuno degnarle di attenzione.
Noi pensiamo che, quando dei cittadini esprimono una qualsiasi
proposta sul territorio in cui vivono, abbiano diritto alla
massima considerazione e rispetto: aver voluto procedere trascurando
il parere degli interessati è un atto di grave prevaricazione,
che calpesta la dignità di tutti i cittadini di Recale.
Venendo al merito - conclude il documento dei Ds - consideriamo
condivisibili le critiche mosse al progetto e soprattutto
le proposte alternative e le richieste avanzate dai firmatari
della petizione."
Dal Giornale di Caserta
Il Mattino. 25/05/2005
RECALE. L’OPPOSIZIONE ABBANDONA
LA SEDUTA
Debiti fuori bilancio, è polemica
Recale. Cinque ore di dibattito, nemmeno
troppo acceso, per sei punti all’ordine del giorno.
E tutti a casa prima della cena. Sembrano lontani i tempi
in cui, tra un insulto e una espulsione coatta, in via Municipio
si faceva l’alba. L’idea del presidente Bartolomeo
Rossi di far iniziare i lavori nel primo pomeriggio sta dando
i suoi buoni frutti. Certo, con il nuovo orario si sente la
mancanza degli spettatori, che tuttavia non sono mai stati
tantissimi e che ora sono praticamente spariti. I primi tre
punti in discussione, lunedì, erano i progetti definitivi
di altrettante opere pubbliche: la «mini» piazzetta
in via Boito e Toscanini, fortemente contestata dagli abitanti
della zona, il collegamento viario tra il parcheggio di via
Roma e via Municipio e quello tra la stessa area parcheggio
e via Tarantino. È quasi inutile dire che sono bastati
i soli voti della maggioranza per approvare i progetti. A
nulla sono valsi, infatti, gli interventi dei consiglieri
di minoranza, Filiberto Gianoglio (Sdi), Vincenzo Landolfo
(Ds) e Giuseppe Lasco (Margherita), che hanno tentato di dimostrare
la poca utilità delle opere, soprattutto in relazione
ai costi per realizzarle. Stesso copione per il quarto punto,
la modifica degli articoli del regolamento edilizio sull’altezza
dei sottotetti. Sottotetti che a Recale sono spesso sinonimo
di mansarde. Rispetto agli ultimi due argomenti, il riconoscimento
della legittimità di due debiti fuori bilancio, esaurita
la disamina, i gruppi di minoranza hanno addirittura deciso
di abbandonare l’aula, contestando l’atteggiamento
della compagine maggioritaria. «Non è possibile
– ha dichiarato infatti Landolfo al termine della seduta
– riconoscere due debiti fuori bilancio quando in cassa
vi sono soldi residui. Ormai sono tre anni che denuncio l’incapacità
amministrativa e l’allegra gestione finanziaria di questa
maggioranza, sforzandomi di capire se esista una logica alla
base di un certo tipo di scelte. Temo, tuttavia, che una logica
non vi sia, e tutto sia, purtroppo, soltanto figlio dell’improvvisazione».
Claudio Lombardi dal
Mattino
il Giornale di Caserta, 23 maggio
2005
Melillo nuovo presidente della associazione
Cruna
Domenica prossima in piazza contro
l’Icc: dislocazione da attuare subito
RECALE – Ha trentacinque anni
ed è un avvocato civilista da sempre impegnato in ambito
sociale. Il suo nome è Domenico Melillo e da sabato
scorso è il nuovo presidente dell’associazione
onlus “Cruna”.
Melillo,
nel rispetto del regolamento interno che prescrive l’alternanza
annuale dei soci sostenitori alla guida del comitato ambientalista,
sostituisce Antonio Lasco che ha egregiamente operato dalla
costituzione del sodalizio ad oggi. A proporre il nome di
Melillo è stato lo stesso Lasco, allorquando circa
dieci giorni fa ha presentato le dimissioni di rito. In questi
giorni il neopresidente, i membri del comitato e i simpatizzanti
sono impegnati, accanto ad “Aria” e ad “Adp”,
nell’organizzazione della grande manifestazione pubblica,
prevista per domenica 29 maggio, contro la possibile riapertura
dell’Industria Calce Casertana. Le associazioni partiranno
da piazza Stazione, alle 10, per raggiungere in corteo il
cavalcavia autostradale. Gli unici due scopi della manifestazione
sono: sensibilizzare l’opinione pubblica e stimolare
le istituzioni locali, provinciali e regionali ad adoperarsi,
con decisione e senza ambiguità, affinché Recale
non ricominci a respirare i fumi inquinanti del calcificio
di via Appia Antica. “Il Consiglio di Stato –
dichiara Melillo –, oltre ad annullare l’ordinanza
sindacale del 2001, ha ribadito due aspetti fondamentali.
Il primo è che l’Icc è un’industria
insalubre di prima classe e come tale deve essere ubicata
lontano dal centro abitato. Il secondo è che in passato
Giuseppe Vozza ha alimentato gli altiforni con listelli di
plastica, violando la legge sulle emissioni in atmosfera.
Questa – conclude il presidente – è l’entità
del pericolo che sovrasta la nostra comunità, di fronte
al quale non sono ammissibili sottovalutazioni o disinteresse”.
r.c., dal Giornale di
Caserta
Il Mattino, 23/05/2005
Recale, guerra fra Comune e Tim sull’installazione
delle antenne
Recale. Il sindaco Americo Porfidia dice
no all’Umts. Lo scorso 20 aprile, Raffaele Mancuso,
procuratore speciale della Tim Italia spa, protocollò
una richiesta per l’implementazione del sistema Umts
sull’impianto di viale Dei Pini. L’intenzione
della società di telefonia mobile era di montare tre
nuove antenne che avrebbero sostituito quelle già funzionanti
dal 1996. I ripetitori con tecnologia Umts emettono frequenze
di 2.200 megahertz, quindi superiori e potenzialmente più
pericolose di quelle della rete Gsm che non superano i 1.800
megahertz. Ebbene, con una nota a firma dell’ingegnere
dell’ufficio tecnico Vincenzo Della Torca, il comune
di Recale ha respinto la richiesta. Alla base del diniego,
due motivazioni. La prima è che il contratto di locazione
di cui beneficia la Tim scade nel 2006 e Porfidia ha recentemente
espresso pubblicamente l’intenzione di non rinnovarlo.
La seconda è che il consiglio comunale il 27 luglio
del 2004 ha approvato una delibera con la quale ha individuato
nell’area cimiteriale, lontana dal centro abitato, l’unica
zona sulla quale i gestori di telefonia mobile, vecchi e nuovi,
possono sistemare i loro ripetitori. Soddisfazione è
stata espressa da Domenico Melillo, neopresidente del comitato
ambientalista «Cruna». «È una scelta
di buon senso – ha dichiarato – anche se la guardia
deve rimanere alta».
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Comunicato stampa, 20/05/2005
La “strage dei consulenti”
non ci salva dal dissesto finanziario
Dopo tre anni di polemiche, finalmente
l’amministrazione comunale di Recale si è decisa
a darci ragione: i duecentomila euro spesi ogni anno per pagare
uno stuolo di consulenti inutili sono uno spreco insostenibile
per le casse comunali.
Peccato che questa illuminazione sia sopravvenuta solo dopo
la conclusione della campagna per le elezioni regionali. Nel
frattempo, abbiamo fatto in tempo a bruciare oltre un miliardo
di vecchie lire in tre anni.
Per remunerare servizi di cui oggi scopriamo di poter tranquillamente
fare a meno, i cittadini hanno dovuto subire un aumento del
50% dei tributi, malgrado tutte le loro proteste per le insostenibili
bollette di ICI, acqua e TARSU. Intanto, i lavoratori ex-LSU
continuano a prestare la loro opera senza ricevere per intero
le loro spettanze, gli automobilisti sono vittime di una vera
e propria campagna di multe selvagge per rastrellare fondi,
e i ticket per servizi di grande rilievo sociale quali la
mensa scolastica, il soggiorno climatico, il trasporto anziani,
vengono aumentati in modo ingiusto e inaccettabile, gravando
di più sui redditi inferiori.
Tuttavia, neanche la strage di consulenti basta a riparare
i danni arrecati dai nostri allegri amministratori. Sui conti
comunali grava la spada di Damocle di circa 350mila euro annui
di spesa che nel bilancio trovano copertura per meno di un
terzo. Nessun trucco contabile può occultare il reale
ammontare della somma che spetta alla DARTI per la riscossione
dei tributi.
La situazione finanziaria non concede altri margini di azzardo,
se si vuole scongiurare il dissesto. Il comune deve riattrezzarsi
per gestire in proprio il servizio tributi: ci sono le risorse,
le competenze, gli strumenti. Può invece utilmente
avvalersi di un servizio esterno per il recupero dell’evasione,
per aumentare il numero dei contribuenti e diminuire la somma
versata da ognuno.
Ci auguriamo che il sindaco Porfidia, nelle pause della dura
battaglia che ha ingaggiato contro le associazioni ambientaliste
cittadine, trovi il tempo di concedersi una pacata riflessione
sulla china verso cui sta spingendo il futuro della nostra
comunità
DS Recale - caserta24ore
Comunicato stampa, 20 maggio 2005
Il 29 maggio in piazza con voi!
Dopo aver denunciato, nei giorni scorsi,
il vergognoso comportamento del Sig. Porfidia e dopo aver
condiviso a pieno le motivazioni che hanno portato le associazioni
di Recale alla lotta contro la riapertura dell'ICC.
Siamo qui a ribadire, come Sinistra Giovanile di Capodrise,
il nostro impegno al vostro fianco nella battaglia per il
diritto alla salute e ad un ambiente migliore.
Per questo rinnoviamo il nostro impegno,partecipando alla
manifestazione che finalmente si terrà il 29 Maggio,
cercando di sensibilizzare il più possibile le fasce
di popolazione giovanile su questo tema e cercando di allargare
il più possibile l'ambito territoriale di questa sacrosanta
lotta per una Provincia di Caserta più salubre e vivibile!
Sinistra
Giovanile "P. Impastato" sezione di Capodrise
Il Giornale di Caserta, 21 maggio
2005
Associazioni in piazza domenica 29
maggio
Aria, Cruna e AdP hanno fissato
la data della manifestazione sul problema Icc Vozza
RECALE - Si svolgerà domenica
29 maggio la manifestazione di protesta promossa dall'associazione
"Amici della Polizia", dal comitato "Aria"
e dall'associazione "Cruna" contro la possibile
riapertura dell'Industria Calce Casertana. Gli ambientalisti
si sono dati appuntamento in piazza Stazione alle 10 e 30.
Il corteo poi proseguirà per via Roma fino al cavalcavia
autostradale.
"Le nostre associazioni - si legge
in una nota diramata nel pomeriggio di ieri -, con storie
ed esperienze diverse, si sono gemellate al solo scopo di
sensibilizzare l'opinione pubblica e di stimolare le istituzioni
locali, provinciali e regionali ad affondare quest'ennesima
emergenza ambientale con decisione e senza ambiguità.
Non siamo contro nessuno! Ma nessuno potrà sottrarsi
il diritto di difendere la nostra salute e quella dei nostri
figli. Al di là delle motivazioni, giuste, che hanno
indotto il Consiglio di Stato ad annullare l'ordinanza sindacale
del 2001, quell'atto per circa quattro anni ha consentito
agli abitanti del rione Paglionica e ai cittadini di Recale
di sfuggire all'incubo delle polveri che per quasi quarant'anni
si sono infiltrate nelle nostre case e nei nostri polmoni.
Per quattro anni abbiamo respirare un'aria non contaminata
dai veleni prodotti dalla combustione di materiali tossici,
come la plastica, vietati dalla legge. Noi riteniamo che il
calcificio di via Appia Antica sia incompatibile con la sopravvivenza
del nostro territorio: sostante contaminanti e rifiuti velenosi
accumulati e sotterrati intorno all'impianto hanno trasformato
un'area agricola in un sito altamente compromesso e hanno
posto una pesante ipoteca sul nostro futuro, percolando con
gli anni in profondità nel suolo fino ad inquinare
il livello della falda acquifera. Questa è l'entità
del pericolo che sovrasta la nostra comunità, di fronte
al quale non sono ammissibili sottovalutazioni o disinteresse.
È fondamentale, dunque - concludono
gli ambientalisti -, che tutti i cittadini del nostro comune
e, ce lo auguriamo, anche quelli dei comuni limitrofi (un
grazie va alla "Sinistra Giovanile" di Capodrise
per la loro solidarietà), scendano in piazza per impedire,
una volta per tutte, che l'Industria Calce Casertana ricominci
a fumare. Il fumo uccide!".
dal Giornale di Caserta
diesserecale, 15 maggio 2005
Il sindaco Porfidia vieta alle Associazioni
cittadine di scendere
in piazza
Paradossali sviluppi della querelle
che vede il sindaco di Recale Americo Porfidia impegnato in
una lotta senza quartiere contro ... le Associazioni ambientaliste
recalesi.
Come abbiamo documentato nella Rassegna
stampa di aprile,
la sentenza con cui il Consiglio di Stato ha annullato l’ordinanza
di chiusura della ICC emessa dal precedente sindaco Gadola,
ha suscitato un grande allarme e un’accesa polemica:
le associazioni cittadine “Amici della Polizia”,
“Aria” e “Cruna” hanno chiesto al
sindaco la ragione dei mesi di silenzio trascorsi dopo l’udienza
(tenuta il 18 gennaio). In questi mesi, secondo le associazioni,
si sarebbero potute mettere in campo iniziative utili a scongiurare
la riaccensione dei forni (vedi comunicato).
Alle critiche, il sindaco rispondeva con un manifesto intitolato
“Vigliacchi ed ambigui” (non lo commentiamo: anche
una Rassegna stampa ha diritto a un minimo di decoro) ed organizzando
un convegno pubblico per sabato 14 maggio, un giorno prima
della manifestazione di protesta indetta dalle Associazioni.
Più che un convegno, quello di
sabato è stato un consiglio comunale, vista l’assenza
del legale che ha rappresentato il comune all’udienza
del Consiglio di Stato, e visto che hanno preso la parola
quasi soltanto gli esponenti politici. Le conclusioni? Il
sindaco ha sostenuto che, dovendo dare corso alla sentenza,
non resta che attendere la riapertura della calcara per poi
... rivolgersi all’ARPAC per il controllo delle emissioni*.
(*Nota: dubitando che queste surreali affermazioni potessero
essere attribuite solo alle nostre scarse capacità
di intendere, ci siamo premurati di confrontarle con quanto
avevano compreso diversi altri presenti).
Contestualmente, il primo cittadino invitava i suoi amministrati
a firmare una petizione (non capiamo rivolta a chi) e ad aderire
ad un nuovo Comitato che riunisse tutti i Comitati. Nel pubblico
circolava la proposta di battezzarlo “LA CUPOLA”
Ma la vera sorpresa era in serbo per
il giorno dopo: una comunicazione del sindaco vietava alle
associazioni di tenere la prevista manifestazione per “garantire
l’ordine pubblico” L’mmediato comunicato
stampa delle Associazioni recalesi e quello della Sinistra
Giovanile di Capodrise (che aveva aderito alla manifestazione
con una delegazione) sono stati riportati in vari articoli
dalla stampa locale. Di seguito ne diamo le versioni integrali.
Red
Comunicato stampa, 15 maggio 2005
Ci sentiamo cittadini di una comunità
sudamericana governata da un sindaco burocrate e populista.
Americo Porfidia in due giorni ha prima
negato agli abitanti di Recale di manifestare pubblicamente
e pacificamente la preoccupazione per la possibile riaccensione
dei forni dell'Industria calce casertana appigliandosi ad
un cavillo, e poi ha dichiarato che non appena il calcificio
di via Appia Antica aprirà i cancelli invocherà
l'intervento della Prefettura e dell'Arpac. Se oggi, 15 maggio,
non siamo scesi in piazza Aldo Moro, non significa che abbiamo
rinunciato al diritto di esprimere pubblicamente e nel rispetto
della legge le nostre inquietudini; quindi la manifestazione
si farà e si farà presto! Nel frattempo però
Porfidia, anziché di sprecare il tempo a fare proclami
demagogici e a raccogliere firme da inviare a sé stesso,
prima che l'Icc ricominci ad inquinare l'aria si rilegga con
attenzione la sentenza del Consiglio di Stato. Al di là
delle motivazioni, giuste, che hanno indotto il tribunale
di Roma ad annullare l'ordinanza sindacale del 2001, nel testo
della sentenza sono ribaditi due elementi importanti, che
dovrebbero togliere il sonno ad un sindaco realmente interessato
alla salute pubblica. Il primo è che la "calcara"
è un'industria insalubre di prima classe e come tale
deve essere ubicata lontano dal centro abitato. Il secondo
è che Giuseppe Vozza, quando l'Icc era a regime, per
alimentare gli altiforni ha bruciato listelli di plastica,
violando la legge sulle emissioni in atmosfera. Il Consiglio
di Stato poi ha scritto un'altra cosa importante: gli articoli
216 e 217 del Testo unico delle leggi sanitarie conferiscono
non al Prefetto Carlo Schilardi, non ai dirigenti dell'Arpac
ma al sindaco ampi poteri in materia di industrie insalubri,
anche prescindendo da situazioni di emergenza e dalle autorizzazioni
in possesso della proprietà. Porfidia ha dunque
tutti gli strumenti, se vuole, per evitare che il calcificio
riapra i battenti. Le associazioni "Cruna"
e "Amici della Polizia" insieme al comitato "Aria"
continueranno a lottare a difesa del territorio, contro ogni
tentativo, inutile e puerile, di strumentalizzazione politica.
Associazione "Amici della Polizia"
Comitato "A.R.I.A."
Associazione "C.R.U.N.A."
Comunicato stampa, 15 maggio 2005
Diciamo no alla riapertura del calcificio:
... se è possibile!
Oggi Domenica 15/05 doveva essere a
Recale,una sana giornata di protesta a tutela della salute
dei cittadini e contro le speculazioni di tipo personalistico
attuate dall'amministrazione comunale in carica nel comune
di Recale; ed invece con un atto che ha tanto il gusto di
un imposizione militaresca e anti-democratica, il Sindaco
di Recale Porfidia ha bloccato la manifestazione per improbabili
esigenze di ordine pubblico.
Si doveva parlare, oggi, della riapertura
del cemintificio - killer che dopo varie sentenze che ne sancivano
la definitiva chiusura... è stato MESSO IN CONDIZIONE
DI POTER RIAPRIRE con una sentenza del Consiglio di Stato;
la necessità era quella di mettere al corrente i cittadini
di questa incresciosa novità,della riapertura di questo
eco-mostro che potrebbe essere disastrosa per l'impatto ambientale
che ne subirà Recale ma nn solo;
anche i comuni vicini ne risentiranno e ne respireranno gli
effetti; RECALE VUOLE RESPIRARE! recitava il volantino delle
tre associazioni organizzatrici;
ma noi diciamo: RECALE, CAPODRISE, CASAGIOVE ... ETC
ETC VOGLIONO RESPIRARE; La provincia di Caserta interamente
vuole vedersi tutelata e vuol veder tutelato il proprio diritto
alla salute e ad un ecosistema sostenibile.
Il sindaco di Recale è colpevole
-- di aver bloccato una libera e pacifica manifestazione
-- di aver tentuto all'oscuro i propri cittadini dell'udienza
al consiglio di stato solo x fini e pratiche elettorali
-- di nn aver lavorato per la definitiva delocalizzazione
della calcara
-- di non aver tutelato,debitamente, la salute dei propri
cittadini
Come compagne/i della Sinistra Giovanile "P. Impastato"
di Capodrise e come aderenti alla manifestazione di protesta
contro la riapertura del CALCIFICIO
Esprimiamo la nostra più convinta solidarieta' in primis
alle associazioni promotrici (amici della polizia,cruna,aria)
ma in particolar modo ai cittadini di Recale e città
confinanti costrette a subire la tracotanza militaresca del
sig. Porfidia e la distruzione di ogni barlume di diritto
garantito alla salute.
Sinistra
Giovanile "P. Impastato" - Capodrise
Coming Out, sabato 14 maggio 2005
Prima coppia gay casertana “pacsata”,
sabato prossimo a Roma
Il 26 maggio, presentazione di
“Caro Pier”, alla Libreria Guida di Caserta
Sabato prossimo, 21 maggio, si celebrerà
a Roma il secondo Pacs Day. Ancora una volta un’iniziativa
politica a Roma per sostenere il progetto di legge sul Patto
civile di solidarietà, in discussione nella commissione
Giustizia della Camera dei Deputati.
Perciò, le coppie di fatto che si “pacseranno”,
gay, lesbiche o eterosessuali, celebraranno i Pacs, esattamente
come se la legge fosse già in vigore, compiendo un
grande gesto politico per rivendicare i diritti loro e di
molti altri, ma che sarà anche un modo per celebrare
le loro storie d'amore.
Ed anche da Caserta, attraverso il Circolo Coming Out, partiranno
quattro coppie di gay e di lesbiche per partecipare alla cerimonia,
per segnare la presenza e la condivisione della comunità
glbt casertana. Tre coppie gay ed una lesbica, che vorranno
celebrare le proprie unioni compiendo un gesto politico forte
e visibile.
Una delle coppie sarà formata da Veniero Fusco, presidente
del Circolo, e da Gianluigi Furlan: la prima coppia gay casertana
“pacsata”. L'ufficializzazione sarà
quanto più veritiera possibile, persino i moduli su
cui le coppie porranno la loro firma saranno approntati ad
immagine di quelli usati in Francia per il Pacs, e ad ufficializzare
la cerimonia saranno anche presenti ufficiali di stato civile.
Tuttavia, l’atto non potrà avere nessun valore
legale, perché il Parlamento italiano si ostina a non
voler riconoscere nessuna tutela alle centinaia di migliaia
di coppie di fatto sparse per lo stivale.
A partire dalle 11:30 circa, ci sarà la celebrazione
simbolica del Pacs, in piazza San Lorenzo in Lucina (via del
Corso), fra le coppie convenute, con firma dei moduli di registrazione
del patto, alla presenza di numerosi consiglieri comunali
di diverse città italiane. Successivamente, una passeggiata
di coppia, mano nella mano, da via del Corso al Campidoglio,
per stigmatizzare l’aggressione, di pochi giorni fa,
ai danni di una coppia gay che, proprio lì, aveva commesso
“l’errore” di passeggiare mano nella mano.
Infine, presso la Sala del Carroccio in Campidoglio, testimonianze
delle coppie, interventi, saluti e foto di gruppo.
Per ulteriori adesioni all’iniziativa ci si può
collegare al sito www.comingoutcaserta.it oppure www.unpacsavanti.it
, dove sono pubblicati maggiori dettagli sugli eventi di quei
giorni.
Inoltre, giovedì 26 maggio, alle 17:30, presso la Libreria
Guida di Caserta, ci sarà la presentazione del libro
di Enos Rota, per le edizioni Selene, “Caro Pier. I
lettori di Tondelli: ritratto di una generazione”, che
raccoglie tante testimonianze, italiane e straniere, su Piervittorio
Tondelli, e raccolte dopo la sua morte. L’autore sarà
presente per ricordare uno dei più rappresentativi scrittori
della letteratura italiana, sia per la straordinaria narrativa
e ancor più per il coinvolgimento emotivo che
i suoi libri hanno sui lettori, nel 50° anniversario della
nascita e nel 25° dell'uscita di Altri Libertini,
primo successo di Tondelli.
Circolo Coming
out Caserta
CasertaNews, martedì 10 maggio
2005
Associazioni contro l’industria
calce casertana
Recale
– Ieri sera i presidenti e dirigenti delle Associazioni
A.D.P.- CRUNA – ARIA, a termine della riunione straordinaria
tenutasi nella sede di Recale per la problematica che affligge
in questi giorni i cittadini di Recale, in modo unanime hanno
dichiarato : “E’ bene che si sappia, che le Associazioni
, in tema di materia ambientale e di salvaguardia del territorio,
non intendono concedere sconti a nessuno, men che meno a chi
inquina o deturpa. Lo scopo del nostro gemellaggio tra le
tre “Associazioni” (ARIA- CRUNA e ADP) è
quello di scongiurare l’apertura dell’industria
calce casertana. Il nostro compito è manifestare le
nostre perplessità alle istituzioni, tutelando i nostri
cittadini in modo del tutto democratico. Il nostro contributo
e del tutto gratuito, siamo il filtro del cittadino, ognuno
di noi dedica il proprio tempo libero per ascoltare le perplessità
di tutti i cittadini che in questi giorni invocano la “non
apertura dell’ICC”. Siamo preoccupati; è
vero si tratta di un problema serio che certamente va affrontato
con le dovute maniere. La nostra manifestazione che si terrà
a Recale nella mattinata del 15 maggio in piazza A. Moro,
è un atto dovuto nei confronti di tutti coloro che
hanno assistito e respirato per anni quel terribile fumo nero.
E’ un dovere nei confronti dei nostri figli, i quali
ci chiedono di vivere sani come tutti gli altri. E’
un dovere nei confronti dei nostri cari che non sono più
presenti ma che certamente avrebbero condiviso la nostra causa.
da CasertaNews
Il Mattino, 08/05/2005
Sentenza calcificio: «Giustizia
è fatta»
Recale. L’Industria Calce Casertana
esprime soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato
che dopo quattro anni di battaglie giudiziarie ha definitivamente
riconosciuto il diritto dell’azienda di Giuseppe Vozza
a riaprire lo stabilimento di via Appia Antica a Recale. «Questa
decisione - comunica l’azienda in una nota - premia
l’interesse pubblico alla produzione e al lavoro, consentendo
la ripresa dell’occupazione di oltre 30 dipendenti,
anche se puntualizza che tutto ciò è consentito
solo perché l’Industria Calce era in regola con
le emissioni e comunque non pregiudicava la salute dei cittadini».
In questo modo, scrivono ancora dall’azienda, «il
supremo organo di giustizia amministrativa ha da un lato bacchettato
il Comune di Recale per aver consentito l’espansione
edilizia e dall’altro ha sanzionato l’illegittimità
dell’operato del sindaco dell’epoca che aveva
adottato misure contro l’azienda».
dal Mattino
Il Mattino, 07/05/2005
TRAGEDIA SFIORATA A RECALE
Si aggrappa all’auto rubata
con la mamma a bordo
È rimasto aggrappato alla sua
auto appena rubata dai ladri ma con la madre settantenne a
bordo. Inchiodato ad una delle portiere per circa un chilometro,
fino a quando i malviventi sono scesi e lo hanno minacciato
con le pistole: a questo punto, resosi conto che la madre
era riuscita ad aprire lo sportello e a farsi cadere a terra,
l’uomo ha desistito da ulteriori, pericolose reazoni.
È accaduto ieri sera a Recale, nella centralissima
via Roma. Giuseppe Potenza, 35 anni, in compagnia della mamma
stava rientrando in casa a bordo della sua Audi 4 turbodiesel
station wagon. Giunto nei pressi dell'ingresso del palazzo,
è sceso per aprire il portone mentre la mamma attendeva
in macchina. Il tempo di inserire la chiave nella serratura
del portoncino e Potenza ha notato due persone che si sono
introdotte nella vettura, con il motore ancora acceso. Mentre
la macchina è ripartita, istintivamente si è
aggrappato al finestrino preoccupatissimo per la sorte della
genitrice. Sono stati minuti di autentico incubo mentre alcuni
avventori di un bar poco distante cercavano anch’essi
di inseguire l’auto. Poi l’epilogo con i banditi
jn fuga e Potenza, ferito e sanguinante, in stato di choc.
La madre se l’è cavata con una probabile lesione
ad un ginocchio ma le sue condizioni sono buone, paura e preoccupazione
a parte. Entrambi sono stati medicati all’ospedale dopo
i primi soccorsi partiti dal noscomio di Marcianise e dal
118 di Caserta. Immediate le indagini dei carabinieri: i ladri
avevano un forte accento napoletano, ha raccontato Potenza.
Franco Agrippa, dal
Mattino
Emily Caserta, 4 maggio 2005
Emily esprime preoccupazioni per la
vicenda della Provincia
Le donne di Emily Caserta sono seriamente
preoccupate per la vicenda della Provincia di Caserta.
“Al Presidente della Provincia
eletto Sandro De Franciscis – sostiene la presidente
dell’Associazione Maresa Simeone – va tutto il
nostro appoggio per avere espresso con determinazione la volontà
di nominare in giunta donne per riequilibrare la rappresentanza
tra donne ed uomini, nello spirito dell’articolo 51
della Costituzione.
Ai partiti dell'Unione chiediamo di riprendere il dialogo
con il Presidente per costituire una squadra con uomini e
donne capaci di realizzare un buon governo.
L'impegno congiunto di donne e uomini – afferma la Presidente
– ha portato alla vittoria la coalizione del centrosinistra
e l’elezione del Presidente al primo turno, ma nel Consiglio
ci sono 36 consiglieri uomini e nessuna donna è stata
eletta.
Per noi la democrazia è una questione di equilibrio:
equilibrio nella rappresentanza di uomini e donne nei luoghi
decisionali, equilibrio tra il Presidente e le forze che compongono
la coalizione.
Per questo – conclude la Simeone – ci appelliamo
alle forze politiche dell'Unione perché sappiano trovare
il giusto equilibrio e scongiurare le dimissioni di Sandro
De Franciscis”.
Comunicato Emily Caserta
Comunicato stampa, 4 maggio 2005
Recale: nuova raffica di aumenti
Il Consiglio comunale del 26 aprile ha
votato una modifica gravemente peggiorativa del Regolamento
Comunale per i servizi a domanda individuale, con una raffica
di aumenti del costo di questi servizi, fra cui il Campus
estivo (nonostante le spese risultino coperte dagli utenti
per più del 36%), il Soggiorno Climatico (coperto per
oltre il 50%) dal Trasporto Anziani, coperto per poco meno
del 36% e infine deliberando un aumento sproporzionato ed
iniquo del ticket dovuto dalle famiglie che usufruiscono dei
servizi di mensa scolastica.
Questo aumento infatti colpisce più gravemente le fasce
economiche più deboli, in particolare quelle a reddito
da 0 a 2679,17 euro, che in passato erano esenti,
si vedono assoggettate ad un contributo pari al 20% del costo
del servizio, mentre le fasce con redditi oltre i 16.075 euro
subiscono un incremento solo del 10%, alla faccia dei
principi di equità che dovrebbero ispirare un'amministratore
nell’applicare ai propri contribuenti una equa contribuzione
L’incremento, secondo quanto sostiene
la maggioranza, si sarebbe reso necessario in quanto dalle
verifiche effettuate nel periodo ottobre '04 - gennaio
'05 le entrate dai ticket non coprivono il 36% dei costi come
previsto dalla legge. A fronte di 27.807,80 euro di
spese, si sono incassati con i ticket solo 7.773,81 euro.
Nel corso del Consiglio Comunale, ho proposto alla maggioranza
di ritirare l'argomento e di rivedere i conteggi effettuati,
nei quali sono state incluse voci di spesa che non possono
considerarsi a carico dei contribuenti che pagano il
Ticket.
Ad esempio, i costi per i pasti dei professori, per i quali
ci sono entrate dei trasferimenti statali previsti in bilancio,
o i buoni-pasto per le famiglie indigenti, la cui assistenza
deve essere a carico del Comune.
Se si rettificano i conteggi considerando le entrate per i
pasti dei professori, e quelli a carico dell'ente per le famiglie
indigenti (circa 3500 euro), il rapporto di copertura
sale al 40% portandosi ben oltre il 36% previsto dalla legge
e rendendo inutile qualsiasi aumento.
Alla luce di queste considerazioni è chiaro che
le motivazione che la maggioranza ha addotto, per giustificare
l'incremento del costo per i buoni pasto non ha fondamento,
e che il provvedimento è motivato solo dall’obbiettivo
di fare cassa, perchè hanno portato le casse del Comune
in una situazione di quasi dissesto finanziario.
Di fronte a questa evidenza, a ben poco servono le giustificazioni
addotte dall’assessore Mastroianni, che tenta di scaricare
le responsabilità sui cittadini, addebitando gli aumenti
all’eccessiva evasione del ticket: l’ammissione
dell’impotenza e dell’inerzia sul fronte del recupero
dell’evasione aggiunge solo un nuovo capitolo all’elenco
degli ingiusti balzelli con cui questa amministrazione sta
vessando da anni i cittadini di Recale.
Ormai sono almeno due anni che denuncio
l'incapacità amministrativa e l'allegra gestione finanziaria
di questa maggioranza. Adesso sono arrivati alla frutta, infatti
per fare cassa sono costretti a chiedere contributi anche
a chi non ha reddito, non è giusto che questi cittadini
già mortificati dalla propria condizione sociale, debbono
pagare per l'incapacità amministrativa di questa maggioranza.
Vincenzo Landolfo, consigliere
comunale DS Recale
la notizia sul Gazzettino
Casertano
il Mattino, 03/05/2005
Recale: Il Consiglio boccia il Prg
Si torna indietro di 30 anni
Recale. Cronaca di una morte annunciata.
Nella serata di ieri, il consiglio comunale ha votato, con
i soli voti della maggioranza, la presa d’atto del diniego
regionale al piano regolatore generale. Ultimo atto che sancisce
la fine dello strumento urbanistico redatto dall’architetto
Carlo Raucci e adottato, dopo una disamina lunga e tortuosa,
nell’aprile del 2001 dall’amministrazione comunale
guidata da Ovidio Gadola. Il piano, nella primavera del 2003,
ottenne un parere negativo dal Ctr, che lo giudicò
«illegittimo sotto il profilo amministrativo ed errato
da un punto di vista tecnico». Ai rilievi del comitato
tecnico seguì la bocciatura del consiglio provinciale.
Rivitalizzato da una sentenza del tribunale amministrativo,
il Prg è stato definitivamente stroncato, lo scorso
novembre, dalla giunta regionale, che non ha concesso il visto
di conformità. Recale, dunque, ritorna al «vecchio»
piano di fabbricazione, la cui redazione risale al 1972. «Sembrano»
passati trent’anni!
Claudio Lombardi dal
Mattino
Comunicato stampa, 2 maggio 2005
“E se c’ero, dormivo”
di Francesco Piccolo
Auser Caserta - Invito alla lettura
L’associazione Auser di Caserta,
a conclusione del ciclo “Invito alla lettura: il romanzo
del Novecento – storie di formazione”, a cura
di Vanna Corvese, propone di rileggere “E se c’ero,
dormivo” di Francesco Piccolo, con l’intervento
dell’autore, giovedì 5 maggio alle ore
17,30, nella sede Spi di via Roma 8.
Con
mano leggera e sapiente l’autore intreccia il tema del
primo amore con quello della passione per il basket e con
gli echi del movimento studentesco, coi suoi protagonisti
idealizzati e alcuni risvolti drammatici. Sullo sfondo,
l’inquietante ricordo della rivolta del pallone a Caserta
e il rassicurante rapporto coi familiari.
Nel romanzo si alternano, e spesso si fondono, i racconti
degli altri e le esperienze personali, filtrati dalla nostalgia
di tutte le speranze ed attese dell’infanzia e dell’adolescenza.
Le molteplici risonanze della cerchia di amici e conoscenti
vengono colte con ironia e affetto e ampliano l’effetto
evocativo della narrazione.
Francesco Piccolo è nato a Caserta nel 1964. Si è
laureato in Lettere con una tesi su "Le teorie comiche
nel teatro del Settecento". Vive e lavora a Roma.
Nel 1993 è stato finalista del Premio Calvino con il
romanzo inedito "Diario di uno scrittore senza talento".
Con la casa editrice Minimum fax ha pubblicato nel 1994 "Scrivere
è un tic. I metodi degli scrittori".
Nel 1996 ha pubblicato la raccolta di racconti "Storie
di primogeniti e figli unici" per i tipi di Feltrinelli,
con il quale ha vinto il Premio Giuseppe Berto e il Premio
Chiara. Sempre per Feltrinelli nel 1998 ha pubblicato il romanzo
“E se c’ero, dormivo”, seguito, nel 2000,
da “Il tempo imperfetto”. Del 2003 è “Allegro
occidentale”, ironico racconto del viaggio di mister
Piccolo in un mondo in cui il privilegio fa la differenza.
Lo scrittore collabora con Il Mattino e Il Manifesto. Da alcuni
anni lavora anche come sceneggiatore (“Paz!” di
Renato De Maria; “Ovunque sei” di Michele Placido;
“Nemmeno in un sogno” di Gianluca Greco; “My
name is Tanino” di Paolo Virzì; “Agata
e la tempesta” di Silvio Soldini).
Comunicazione Auser Caserta
il Mattino, 01/05/2005
Antenne Umts, parte la mobilitazione
RECALE. BATTAGLIA CONTRO L’ELETTROSMOG
Recale. Non bastava la sentenza del Consiglio
di Stato, non bastava il pericolo della riapertura del calcificio
di via Appia Antica, non bastavano le polemiche scoppiate
tra il sindaco Americo Porfidia e le associazioni ambientaliste.
A turbare i sonni dei cittadini di Recale ritorna lo spettro
delle antenne. Pochi giorni fa è arrivata al Comune
una richiesta dalla Tim Spa di poter potenziare la stazione
radio base di viale dei Pini con un nuovo ripetitore per l’Umts,
che, com’è noto, emette frequenze di circa 2.200
megahertz, quindi superiori a quelle della rete Gsm. Ad annunciarlo,
giovedì sera, è stato lo stesso Porfidia, che
sembra, tuttavia, intenzionato a respingere la domanda della
società di telefonia mobile. Per discutere di questo
argomento, nella serata di ieri, si è riunita «Cruna»,
l’associazione onlus nata nel 2003 allo scopo di sensibilizzare
l’opinione pubblica sui rischi legati all’elettrosmog.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Caserta24ore, sabato 30 aprile 2005
Recale: riapre la calcara-killer
Le associazioni cittadine denunciano
le inadempienze del sindaco
In seguito alla decisione del Consiglio
di Stato del 18 gennaio 2005 l’Industria Calce Casertana
potrà riaccendere i forni dell'impianto che sorge nell'abitato
di Recale. Vi chiederete come sia possibile che dopo tre sentenze
sfavorevoli la Icc riapra. Ebbene, ci siamo posti anche noi
questa domanda, che sottoponiamo anche al sindaco Americo
Porfidia:
PERCHÈ hai tenuto nascosto ai
tuoi cittadini la data dell’udienza al Consiglio di
Stato, che ti è stata notificata presso il Comune il
10 novembre 2004? Pensavi che una sentenza avrebbe condizionato
le elezioni?
PERCHÈ non hai risposto alle lettere
con cui il dirigente del settore ecologia della Regione Campania
dil 2 febbraio e il 3 marzo di quest’anno ti ha chiesto
un parere igienico-ambientale sul sito su cui insiste l’impianto?
Hai pensato che il silenzio avrebbe occultato le tue responsabilità?
PERCHÈ non si è lavorato
all’approvazione del Piano Regolatore Generale, indispensabile
per la definitiva delocalizzazione della calcara, così
come stabiliva la convenzione? Forse, gli interessi personali
vengono prima della salute dei cittadini?
PERCHÈ sulla questione delle antenne,
poi, la perizia tecnica richiesta alla facoltà di Scienze
Ambientali per definire il Piano delle Emissioni dorme ancora?
I Recalesi non hanno bisogno di un sindaco
che non sa prendere decisioni, ma di un primo cittadino che
sappia difendere i diritti e la salute della sua collettività
senza essere omertoso. Dinanzi ad una possibile riapertura
della Icc, le associazioni “Amici della Polizia”,
“ARIA” e “CRUNA” intraprenderanno
delle iniziative di protesta che culmineranno in una grande
manifestazione pubblica che si terrà il 15 MAGGIO prossimo,
alla quale invitiamo tutti a partecipare.
Associazione “Amici della Polizia”
Associazione ARIA
Comitato CRUNA
da caserta24ore
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