contro la camorra
RASSEGNA STAMPA - DICEMBRE 2006

Il Mattino, 02/01/2007

REGOLAMENTI APPROVATI IN CONSIGLIO. RUSSO: È L’ULTIMO ESCAMOTAGE PER CREARE POSTI

Comune, è caos sui nuovi enti strumentali

Capodrise. Organismi per migliorare i servizi offerti al cittadino o semplici moltiplicatori di incarichi? L’approvazione da parte del consiglio comunale del regolamento per la costituzione dell’Istituzione delle politiche sociali e di quella dei servizi culturali ha ulteriormente inasprito il dibattito tra maggioranza e opposizione. Nicola Russo, leader dell’opposizione, ha bollato l’iniziativa come un «escamotage per creare poltrone che abbiamo una “cubatura” politica pari a quella di un assessorato». In effetti, in una fase in cui si parla, con insistenza, di un rimpasto di giunta, la nascita dei due enti strumentali da molti è letta come una manovra per liberare posti in esecutivo, senza creare troppe tensioni nell’attuale assetto. Sembra proprio che il sindaco Giuseppe Fattopace voglia saldare il debito (di consensi) che ha contratto in campagna elettorale con il popolo dei moderati consentendo l’ingresso in giunta di Pasquale De Filippo, membro del centro studi «Alcide De Gasperi» ed esponente della Margherita e attribuendo alla Pontillo la presidenza dell’Istituzione delle politiche sociali. Chi, invece, crede nella bontà dell’operazione è il consigliere Rita Raucci. «Sono esperienze – ha dichiarato in aula sabato scorso – che in realtà amministrative più evolute hanno prodotto ottimi risultati. Aspetterei le nomine dei presidenti, prima di esprimere un giudizio politico».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 30/12/2006

Lo Uttaro, gli assessori Caiola ed Esposito contro l’intesa De Franciscis-Bertolaso

Due ore e passa di discussione, ieri pomeriggio alla Rotonda di San Nicola la Strada, per dire no alla nuova discarica, che sorgerà in località Lo Uttaro, in virtù dell’accordo firmato dal presidente della provincia De Franciscis, dal commissario governativo Bertolaso e dal sindaco di Caserta Petteruti. L'incontro era stato promosso e convocato da un comitato locale, animato dai gruppi di centro sinistra che ha in Antonio Roano dei Verdi il principale animatore. Fra i non favorevoli alla nuova discarica, anche gli assessori provinciali Caiola ed Esposito. La prima, esponente dei Verdi, ha dichiarato di non approvare l’ubicazione della discarica laddove sorgerà, vicina al nuovo policlinico, al centro di molte abitazioni (quasi 150.000 abitanti, ndr), ma che non avendo il suo partito consiglieri provinciali, il movimento non ha potuto votare contro perché l’accordo è stato varato dal consiglio provinciale. La Esposito, nel dichiarare che l’accordo è il primo passo verso la soluzione del problema rifiuti, che il protocollo sottoscritto è giusto, contesta la mancanza di consultazione della popolazione interessata e la scelta del sito in località Lo Uttaro. Adesso si spera in un incontro con il presidente-commissario De Franciscis e nella attivazione dei sindaci interessati per risolvere il problema.

lu.be., dal Mattino

Il Mattino, 29/12/2006

CAPODRISE. BILANCIO IN COMUNE

Giunta «anomala» verso il rimpasto

Capodrise. «Non siamo un’amministrazione normale». Il sindaco Giuseppe Fattopace, nella conferenza stampa di fine anno, ieri mattina, al Palazzo delle Arti, ha ammesso alcune delle anomalie che caratterizzano la sua squadra. Salvo poi aggiungere che «è meglio gestire i problemi della vittoria che leccarsi le ferite della sconfitta». Una campagna elettorale senza una fetta cospicua della città, il centrodestra, ha obbligato le due liste concorrenti a coltivare relazioni «promiscue». «Siamo stati costretti - ha rivelato -, pur di recuperare lo svantaggio di partenza, a dialogare con un elettorato altrimenti distante. E oggi stiamo pronti ad aprirci a quelle forze che si riconoscono nel nostro progetto politico». Fattopace, per la prima volta, ha parlato di un possibile rimpasto di giunta. Ma sull’ingresso di Forza Italia ha precisato: «Non ci sarà spazio per il centrodestra». Concetto ribadito, con una certa veemenza, anche dal vicesindaco Giovanni Capobianco. Nomi non se ne sono fatti, ma non è un mistero che il sindaco guardi con interesse al popolo dei moderati, rappresentato dal centro studi «Alcide De Gasperi» di Salvatore Liquori e dalla Margherita. Voci insistenti riferiscono di una imminente entrata in esecutivo di Pasquale De Filippo, a discapito dell’assessore Paola Pontillo (alla quale potrebbe essere affidata l’Istituzione delle politiche sociali) o della collega Giuseppina Allegretta. Ai moderati spetterebbero anche la presidenza del nucleo di valutazione con Gaetano Argenziano e il difensore civico con Saverio Cicala.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Comunicato stampa, 27 dicembre 2006

Una maratona di lettura per salvare il Teatro Garibaldi

SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – La maratona di lettura del romanzo “La Storia” di Elsa Morante, prevista per sabato 30 dicembre, a partire dalle 10.30, sarà anche un’occasione e un pretesto per stringersi intorno al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere (Ce), che, ora più che mai, ha bisogno dell’affetto e del sostegno di persone speciali. “Il progetto di rinascita del Garibaldi – dichiarano Enrico Ianniello e Tony Laudadio di Onorevole Teatro Casertano – nasce nell’estate del 2000, grazie all’incontro di energie diverse, accomunate dal desiderio di ricreare un movimento culturale propulsivo e dilagante, in un territorio difficile e maltrattato da decenni di mala gestione a livello politico e di abbandono pressoché totale. A un gruppo di giovani artisti e operatori culturali fu chiesto, da un sindaco lungimirante, Enzo iodice, di programmare un’attività ad ampio raggio (spettacoli, produzioni, laboratori) in quello spazio abbandonato da venti anni. Il successo di quella iniziativa è testimoniato, in maniera incontrovertibile, dalla nuova vita donata a questo luogo magico e fondamentale per l’esistenza di una comunità. Una nuova vita culturale (visibile, fruibile, documentabile) e la nuova esistenza di una struttura architettonica che era avviata al degrado e alla fine. Ma nulla di ciò sarebbe stato realizzato senza quel sindaco coraggioso e determinato, che mise al centro del suo programma la fiducia nella cultura come volano di una società. Il “rinnovato” Teatro Garibaldi – aggiungono Ianniello e Laudadio – è, però, più delicato di quel simpatico vecchio luogo freddo che era prima della ristrutturazione. È più difficile tenerlo in attività, è più complicato garantirne la fruibilità e l’accesso agli artisti e al pubblico. E gli sforzi di Iodice e dell’ex assessore alla cultura Paola Servillo erano tesi, nell’ultimo anno, alla costruzione di una forma di gestione solida che garantisse autonomia, forza progettuale e autosufficienza organizzativa. Ci auguriamo, allora – concludono i due direttori artistici –, che questo processo non si fermi dopo sei anni di lavoro. Speriamo che il nuovo sindaco sappia aiutare il Teatro Garibaldi a diventare uno dei punti di riferimento per la produzione culturale nazionale. Sarebbe un risultato indubbiamente importante, per un territorio difficile che vuole risalire la china”. Per aderire alla maratona basta chiamare ai numeri 0823841516 - 3480606082. L’ingresso è gratuito.

Claudio Lombardi, Ufficio Stampa e Comunicazione

Piccolo Teatro C.T.S., 26 dicembre 2006

Caserta. Danza e prosa al Piccolo Teatro Cts di via Ruggiero

Per questa quindicesima stagione del Piccolo Teatro Cts di Caserta, il suo direttore artistico Angelo Bove presenta degli appuntamenti insoliti.
Infatti sono previsti, nonostante le ridotte dimensioni del palcoscenico, alcuni spettacoli di danza armoniosamente combinati con la prosa. Il primo di questi appuntamenti di danza-prosa è proprio previsto per venerdì 29 e sabato 30 dicembre alle ore 21. Lo spettacolo, presentato dalla compagnia teatrale Breathing Art Company, dal titolo Le cinque lettere, si ispira alle cinque "lettere portoghesi", composizione letteraria del '600 o lettere autentiche di Mariana Alcoforado, monaca del convento di Beja, innamorata di un ufficiale francese giunto in Portogallo per combattere contro gli spagnoli e poi tornato a Parigi. In scena ci saranno Anna De Filippis, Raffaella Tricarico e Simona De Tullio, che firma anche le coreografie e la regia. Voce recitante Rachele Viggiano.
Mariana vive in queste lettere un universo di dedizione, di tenerezze, di rimpianti, incredula dell'abbandono, fino ad arrivare a distinguere tra l'amore come sentimento assoluto e il soggetto a cui si rivolge. Sfiorisce l'irrazionale passione, mentre subentra il bene, prezioso ma triste perché cosciente dell'intelligenza.
Ogni lettera è inviata attraverso un luogotenente al quale Mariana affida i suoi messaggi; la mancanza di risposte da parte del cavaliere, o le sue non risposte la legano ancora di più all'uomo da lei idolatrato. L'allucinazione dura un anno, entro il quale si consuma la lotta tra la ragione e la passione all'interno di un’immutabile struttura conventuale e liturgica, composta di preghiere, rituali, canti. Il fantasma del cavaliere anima i giorni e le notti di Mariana; le si presenta durante le preghiere sostituendosi al Cristo, le ritorna nei momenti dell'antica felicità. L’universo interiore di Mariana è vegliato da Penelope, simbolo di un amore fedele e silenzioso, di un dolore nascosto e discreto. Penelope attende, costruendo una dimensione spazio-temporale che l’uomo non ha strumenti per comprendere, ed è simbolo di un piccolo universo femminile, la cui unicità risiede nel “sentire”. Concluso il dialogo con quest’uomo assente o reticente, muto o derisorio, Mariana decide per un distacco razionale dall'amante, sentenzia una fine che la storia annullerà col suo ripetersi, sotto lo sguardo vigile e materno di Penelope.

Comunicato stampa, CTS Comunicazione

Comunicato stampa, 23 dicembre 2006

Lo Uttaro, continua la protesta

ANNUNCIATA UNA MANIFESTAZIONE PER IL 29 DICEMBRE

I Verdi di San Nicola la Strada, nel ribadire il loro appoggio al comitato cittadino contro la discarica lo Uttaro, chiariscono che la loro posizione scaturisce sia da motivi di opportunità che da osservanza dello spirito delle leggi in vigore.
Infatti la legge sull’emergenza rifiuti in Campania del 6 dicembre 2006 chiarisce che “Nell'individuazione delle aree da destinare a siti di stoccaggio o discariche, il Commissario delegato dovrà tenere conto del carico e degli impatti ambientali gravanti sulle aree su cui già insistono discariche, siti di stoccaggio o altri impianti in evidente stato di saturazione. A tal fine il Commissario delegato, nel disporre l'apertura di nuovi impianti, valuta prioritariamente la possibilità di individuare siti ubicati in aree diverse da quelle di cui al periodo precedente.”.
È chiaro che in un’area dove già esistono discariche esauste, vedi Migliore Carolina ed altre, e dove già ci sono ingenti siti di trasferenza e stoccaggio, area macello e area immediatamente adiacente in località Lo Uttaro, non potevano e dovevano essere individuate ulteriori discariche, tra l’altro di enormi dimensioni (ricordiamo che la dimensione iniziale è di 450.000 metri cubi pari a tre palazzi di 120 piani) e, cosa ancora più grave, come recita l’accordo firmato tra il commissario Bertolaso, il Presidente della Provincia De Franciscis ed il Sindaco di Caserta Petteruti, salvo ampliamenti. Paradossalmente, quindi, la grandezza di quest’area destinata ad ospitare i rifiuti di Caserta e provincia ed i residui dela lavorazione dell’impianto CDR di Santa Maria Capua Vetere potrebbe essere anche infinita!!
Il comitato, composto da persone appartenenti ad associazioni, da normali cittadini sensibili al problema, da esponenti del clero e dei partiti, intende sensibilizzare i cittadini per fare quanto legalmente possibile affinché il nostro territorio non sia ancora una volta proditoriamente ed ingiustamente oggetto di una vera e propria opera di sciacallaggio.
Nei prossimi giorni verranno distribuiti migliaia di volantini che spiegheranno dettagliatamente la situazione, mentre i sacerdoti ne parleranno nelle loro omelie festive.
I cittadini dei comuni di San Nicola, Maddaloni, San Marco Evangelista e Caserta sono invitati a partecipare ad una manifestazione che si terrà presso il salone parrocchiale adiacente la chiesa di Santa Maria la Carità del parroco don Oreste Farina ubicata nella Rotonda di San Nicola la Strada il prossimo 29 dicembre alle ore 18.30.
Il comitato chiede un incontro alle istituzioni per ribadire le ragioni che inducono a ritenere sbagliata la scelta del sito ove ubicare questa ulteriore discarica definitiva e cioè:
Viene tradito lo spirito del comma 5 della legge del 6 dicembre 2006 contro l’emergenza rifiuti in Campania
L’area individuata è adiacente l’hotel Crown Plaza a 5 stelle e nelle vicinanze st sorgendo il nuovo Policlinico
È al centro della più grande conurbazione della Provincia di Caserta che ospita oltre 150.000 abitanti
La salute dei cittadini è già stata messa a dura prova dall’esistenza delle numerose discariche già esistenti nella stessa zona

Antonio Roano

Caserta News, 22 dicembre 2006

Landolfo (Ds) sul bilancio di previsione

Recale – "Dalla lettura della proposta di bilancio di previsione che oggi abbiamo davanti, ancor prima della sostanza di una manovra che non affronta nessuno dei punti critici delle finanze cittadine, aggravandone anzi parecchi, balzano agli occhi grossolane imprecisioni che denunciano la superficialità con cui è stata redatta questa previsione di bilancio.
La relazione previsionale e programmatica è il documento che secondo il legislatore dovrebbe rappresentare l'anello di congiunzione tra i numeri, molte volte di difficile comprensione in un documento contabile, e gli obbiettivi e i progetti che l'amministrazione si propone di realizzare nell'anno di previsione. Purtroppo, la relazione previsionale e programmatica di questo bilancio è solo la fotocopia maldestramente ritoccata di quella che accompagnava il bilancio di previsione 2006/2008.
A titolo di esempio, già nella seconda pagina si rileva che i dati indicati per la popolazione del penultimo anno precedente riferiscono di 92 cittadini nati nell'anno e 66 deceduti, su una popolazione di 7.547 abitanti. Ebbene, la relazione allegata al bilancio di previsione 2006/2008 indicava precisamente 92 cittadini nati e 66 deceduti, su una popolazione di 7.547 abitanti. O amministriamo un paese estremamente monotono, oppure riusciamo a programmare nascite e decessi con una precisione da orologio svizzero.
Ben più grave, però, è quello che troviamo nella pagina che riguarda le fonti di finanziamento, dove nel quadro riassuntivo che mette a confronto il trend storico e la programmazione pluriennale, il totale generale delle entrate al 2004 al 2009 riporta le stesse cifre che nella precedente relazione erano riferite agli anni dal 2003 al 2008, scalando di un anno le intestazioni delle colonne e lasciando immutate le cifre. Nel quadro riassuntivo, la previsione di bilancio annuale indica la cifra di 11.092.047 €, mentre nella stessa relazione, al quadro generale degli impieghi per programma, che dovrebbe ripetere la stessa cifra, la troviamo misteriosamente ridotta a 10.693.873 euro. C'è da chiedersi quale programmazione e quale corretta amministrazione finanziaria si possa raggiungere partendo da una simile confusione di cifre.
Ma il documento non è coerente nemmeno con quanto la stessa Giunta comunale ha disposto nella delibera di determinazione delle tariffe del servizio acquedotto e della TARSU: mentre quella delibera stabilisce che le spese per questi servizi devono essere a carico dei cittadini per l’80%, nel bilancio di previsione essi sono chiamati a corrispondere addirittura fino al 102% dei costi. Infatti, per il quarto anno consecutivo sono state adottate tariffe per il servizio acquedotto che portano oltre 450mila euro nelle casse del Comune, come dimostra senza possibili equivoci il dato consuntivo relativo al ruolo del 2004. Ed è sintomatico che, per cercare di far passare inosservata la vera entità della speculazione attuata ai danni dei cittadini, nel bilancio continui a comparire la cifra di 316mila euro di entrate, ben lontana dalla reale somma che si incassa con i livelli tariffari attuali. Questo meccanismo vessatorio, poi, è reso ancor più pesante dal fatto che le tariffe sono calcolate sulla base di una situazione dei nuclei familiari e della loro composizione riferita ancora all’anno 2002.
Siamo ben lontani da una impostazione del bilancio capace di legare il reperimento di risorse a precisi obbiettivi e programmi, e siamo ancora fermi alla logica feudale di tirar fuori quattrini dai contribuenti, perché poi un modo per spenderli si trova sempre.
Per questo abbiamo chiesto di rinviare l'argomento, di correggere gli errori più grossolani rendendo coerenti i documenti contabili e di riportare in Consiglio una proposta di bilancio che, pur non condivisibile, sia almeno dignitosa".

comunicato stampa su Casertanews

Il Mattino, 21/12/2006

Notte di paura a Macerata Campania: falegnameria distrutta da un incendio, pensionati senzatetto

l fuoco divampa alle 2,30 e fa crollare un’abitazione Il proprietario denuncia: mi avevano minacciato

Macerata Campania. La prima telefonata al 115 arriva alle 2.30 di ieri mattina. I netturbini, in via Mazzini per il solito giro, notano una colonna di fumo levarsi dal deposito di Martino Nacca: «C’è un incendio!», grida uno di loro al centralinista. Dall’altra parte della cornetta gli chiedono dettagli. L’allarme scatta. È iniziata così la lunga notte di fuoco e di paura a Macerata Campania, una notte di terrore che ha come protagonisti le fiamme del racket e un imprenditore che ha denunciato minacce e richieste di denaro. Una rappresaglia con rarissimi precedenti. I pompieri hanno dovuto lavorare fino alla tarda serata di ieri per domare le fiamme. Lingue di fuoco, alte fino 20 metri, hanno ridotto in cenere tonnellate e tonnellate di tavolame per l’edilizia: assi di abete, travicelli, murali e mezzane. Distrutti pure quattro elevatori per lo stoccaggio e una pala escavatrice. Prima delle 3.00, gli idranti sono già in azione. Al caposquadra la situazione appare subita grave. Chiede rinforzi. Il comando provinciale dei vigili del fuoco manda sul posto 6 autobotti. Non bastano. Occorrono altri uomini e mezzi. Un rogo di così vaste proporzioni non può non coinvolgere i fabbricati che cintato la proprietà Nacca. Bisogna sbrigarsi. La richiesta di aiuto passa al comando regionale. Alla fine, in via Mazzini, saranno almeno cinquanta i vigili del fuoco e ventidue, forse più, le autocisterne che si alterneranno. Autobotti di supporto giungeranno a Macerata da Napoli, Benevento, Avellino e Salerno. Ore: 3.00: l’incendio, che comincia a tradire una matrice dolosa, si estende velocemente. I soccorritori puntano a circoscriverlo. Intanto, alle spalle del deposito, al civico 10 del vico V di via Giovanni XXIII, si consuma il secondo dramma di questa storia. Giovanni Tartaglione, 64 anni, pensionato, è a letto con la moglie, Lucrezia D’Addio, 61 anni, casalinga. Giovanni non immagina che passeranno pochi instanti e la sua vita e quella della sua famiglia rimarranno segnate per sempre. I coniugi Tartaglione abitano in un modesto appartamento di circa 80 metri quadrati. La casa confina a ovest con il muro perimetrale al di là del quale c’è il capannone con il legname e a est con una falegnameria, che era di Giovanni e che da circa un anno e mezzo è gestita dal figlio Raffaele, 39 anni. Qualcosa desta l’attenzione del 64enne: lo strepitio dei murali, il calore, le urla dei pompieri. «Non ho capito subito cosa stava succedendo... avevo caldo. D’istinto ho svegliato Lucrezia e siamo scappati. Abbiamo avuto appena il tempo di vestirci e di allontanarci, prima che crollasse tutto», ha raccontato. Per Raffaele quella bottega era l’unica fonte di sostentamento. «Io ho perso la casa, lui il lavoro», ha aggiunto il padre tra le lacrime. L’alta temperatura ha indebolito le putrelle metalliche che sorreggevano la struttura, facendo collassare il soffitto della falegnameria. Le fiamme hanno interessato anche un deposito di tabacco essiccato al civico 7. Il proprietario, Raffaele Celato, ieri era sconvolto. Ore 6.30: ormai è l’alba e, per quanto sia presto, la città è tutta in piedi, svegliata dagli ululati delle sirene e dal via vai delle autocisterne. Una folla di curiosi, a stento arginata dalla polizia municipale, guarda, incredula, le fiamme ancora alte in via Mazzini. Difficile quantificare i danni: si parla di un milione di euro. Ancora più complicato è capire chi abbia appiccato l’incendio. Martino Nacca non ha dubbi: «È un atto di intimidazione a scopo estorsivo. Circa quindici giorni fa – ha rivelato –, degli uomini si sono avvicinato ad un mio collaboratore: “Se il tuo capo non asseconda le loro richieste, gliela faremo pagare”. Sono stati di parola!». L’imprenditore, noto in città per il suo impegno politico in Forza Italia, ha denunciato l’episodio ai carabinieri di Macerata. A loro, il compito di dare un volto ai piromani e di individuare eventuali mandanti. «È un gesto inqualificabile – commenta il sindaco Luigi Munno – soprattutto se i sospetti di Nacca saranno confermati. Ma prometto che le istituzione non abbandoneranno né l’imprenditore né quei cittadini che hanno subito danni».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 20/12/2006

«Così cambierà la provincia del degrado»

È il piano dei piani, uno dei «fondamentali» - per dirla con le parole con cui il presidente della Provincia ha introdotto, con l’urgenza del consiglio che, al piano di sotto, incombeva, la conferenza stampa per presentare il team del Ptcp. Ancora meglio: è in pratica «il piano regolatore generale del territorio della provincia di Caserta», come ha spiegato l’assessore Maria Carmela Caiola che ieri ha tenuto a battesimo il gruppo a cui è stata affidata la redazione dello strategico documento. Con in più la particolarità che deve tenere insieme le linee di sviluppo (produttivo, commerciale, turistico), servizi e urbanistica. «Una delle maggiori incompiute che abbiamo trovato - ha ironizzato De Franciscis - sotto il tappeto all’atto dell’insediamento». Non perché la passata amministrazione sul tema non avesse fatto nulla («oltre ai ricchi e cospicui emolumenti dispensati ai consulenti») ma perchè cotanto lavoro istruttorio non ha mai trovato conclusione né traduzione in atti finali. A coordinare il team della nuova Provincia, di cui fanno parte l’agronomo Nicola Stranges, l’avvocato (anche architetto) Alberto Coppola e Antonio Ranieri (docente di economia urbana all’Università di Camerino), è stato chiamato l’urbanista Vezio De Lucia, che a Caserta ritorna così dopo i giorni caldi del Macrico, quando fu testimonial dell’assalto al cielo delle 40 associazioni riunite in Comitato per salvare l’enorme area allora dismessa dai militari. E se è presto - hanno chiarito gli intervenuti - per anticipare contenuti e strategie, chiarissima è la filosofia del neonato gruppo di lavoro: «Rimodulare il rapporto con Napoli e le funzioni ora assegnate dalla capitale del sud a Terra di lavoro - hanno spiegato Caiola e Vezio De Lucia - in relazione all’area metropolitana, dare uno stop al forsennato consumo del suolo, tracciare la linea di uno sviluppo sostenibile». Per fortuna il piano casertano potrà avvalersi dell’interfaccia regionale anche se il Ptr per il momento ha avuto - nelle sue forme generali - solo l’approvazione della giunta di via Santa Lucia. «Quello di Caserta è il primo piano provinciale che parte dopo l’approvazione della legge urbanistica regionale - ha sottolineato De Lucia - e quindi si muoverà in un quadro normativo di riferimento certo». Sarà veramente possibile evitare la saldatura dei comuni casertani con quelli napoletani lungo le due direttrici esistenti, quella aversana e quella del litorale? La provincia di Caserta, attraverso il Ptcp - che funzionerà anche in maniera interdittiva nei confronti dei Puc - , ci proverà. «Si tratta di rivendicare, in questa operazione, il recupero di una identità che si va smarrendo nell’osmosi», insiste De Lucia. Perché è chiaro: il modus operandi delle capitali («di tutte, e Napoli capitale non fa eccezione») prevede l’esplusione delle funzioni meno gradite verso il territorio circostante. E qui, dove il capoluogo regionale insieme alla sua provincia mette insieme meno metri quadri del comune di Roma, ritrovarsi sede delle funzioni meno nobili (commerciali e abitative) che il centro non può soddisfare è quasi naturale. Sarà una corsa contro il tempo, ha avvertito Coppola, per dare una griglia normativa sia ai Comuni che il loro piano ce l’hanno (e che però dovranno rivederlo alla luce del Ptcp) che a quelli - tanti - che non ce l’hanno («A volte pare impossibile, come a Castelvolturno»). E che, dopo essere andati avanti per decenni con vecchi piani di fabbricazione o nel nulla normativo più assoluto, ora magari si lanciano nella redazione del Puc. Il team annuncia, a scanso di equivoci, che in certi casi potrà intervenire - in attesa di completare tutto l’iter del piano provinciale - con clausole di «salvaguardia». Il conto alla rovescia, però, è già partito.

Antonio Pastore, dal Mattino

Il Mattino, 20/12/2006

«Territorio devastato, basta con il cemento».

Presentato il "team" del piano regolatore generale del territorio della provincia di Caserta

Non vuole, per il momento, sbilanciarsi in indicazioni e progetti («Sarebbe davvero fuoriluogo, siamo appena all’inizio, anzi a prima ancora») ma idee precise sul quadro di riferimento dove andrà ad inserirsi il Piano territoriale della provincia di Caserta l’urbanista Vezio de Lucia ce l’ha. Due o tre punti da cui cominciare, allora... «Appunto, e il primo è di sicuro il rapporto con la Regione, che dovrà essere stretto e continuo. Caserta è la prima provincia che redige il Pctp dopo l’approvazione in giunta del Piano territoriale regionale, un vantaggio enorme perché abbiamo un contenitore in cui andare a collocare il nostro lavoro». La provincia di Caserta è grande, con realtà assai diverse tra di loro, come pensate di muovervi? «Ci sono due o tre macroaree all’interno del territorio provinciale, con situazioni e bisogni differenti per cui il discorso andrà commisurato a queste specificità. Penso, al di là della conurbanzione del capoluogo, all’area dell’Alto Casertano, a quella del litorale e infine a quella aversana, forse la più difficile da affrontare». Nell’Agro c’è un continuum di cemento, il territorio si presenta largamente saccheggiato e compromesso... «È vero. Qui dovremo evitare, per quanto possibile, che si realizzi l’atto finale della saldatura con la metropoli napoletana salvaguardando le ultime zone a verde e i fondi agricoli che esistono». Ma c’è anche da tener presente il bisogno di abitazioni e di insediamenti produttivi, no? «Si dovranno esaminare queste necessità una per una. Da un punto di vista generale è assolutamente necessario bloccare lo spaventoso consumo del suolo che si è fatto e che si sta facendo in Italia, come del resto in Europa dove negli ultimi dieci anni sono stati impermeabilizzati circa 800 mila ettari di suolo. Ma mentre nel resto dell’Europa si è preso coscenza della necessità di invertire la rotta - basti pensare alle norme introdotte da tempo nella legislazione inglese, tedesca e da ultimo spagnola - da noi il processo di sensibilizzazione appare assai lento». Può farci qualche esempio? «Nel programma di Prodi, senza voler dunque riandare alla passata legislatura, c’è solo un breve accenno, un rigo se non sbaglio, che auspica lo stop al consumo di suolo. Si dovrebbe dire invece con chiarezza che il sacrificio di altro suolo agricolo, tanto per cominciare, deve essere l’ultima possibilità dopo aver accertato che non è percorribile, in una data zona, fruire di aree dismesse o comunque già antropizzate. Come si legge già da dieci anni, nella legge urbanistica della regione Toscana». Una norma simile potrebbe essere introdotta nel Ptcp? «Penso di sì. È importante capire che siamo arrivati al capolinea, e che è assurdo continuare a cementificare terreni verdi quando si potrebbero soddisfare le stesse esigenze soltanto riconvertendo il patrimonio edilizio esistente e dismesso». Di verde, in effetti, in certe aree della provincia ce n’è poco... «E infatti un obiettivo prioritario dovrà essere la restaurazione del verde ogni volta che sia possibile, rinaturalizzando aree maltrattate e degradate da un intervento edilizio che ha saccheggiato il territorio senza nessun controllo».

a. pas., dal Mattino

Comunicato stampa, 18 dicembre 2006

Lo Uttaro: tre palazzi di rifiuti

lo uttaro, gabbiani

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un comunicato del Comitato contro la discarica Lo Uttaro

Cittadino: DIFENDI LA TUA SALUTE

Lo scorso mese di novembre è stato firmato un accordo tra il Presidente della Provincia di Caserta De Franciscis, il Sindaco di Caserta Petteruti ed il Commissario di Governo per l’emergenza rifiuti Bertolaso, ancora una volta senza il coinvolgimento delle popolazioni locali.

Esso prevede la costruzione di una enorme discarica a ridosso delle città di San Nicola la Strada, Maddaloni, San Marco Evangelista e Caserta e prevede:

- individuazione di un sito di discarica per lo SMALTIMENTO DEFINITIVO dei rifiuti solidi urbani prodotti nell’ambito della provincia di Caserta e dei rifiuti provenienti dalla provincia di Caserta in uscita dall’impianto di selezione di Santa Maria Capua Vetere.

- tale sito è stato individuato nel comune di Caserta in località Lo Uttaro ex cave per una volumetria di 450.000 metri cubi salvo futuri ampliamenti

- smaltimento definitivo del sito di stoccaggio Lo Uttaro entro sei mesi dall’apertura della nuova discarica
- rimozione dei rifiuti dal sito di trasferenza entro due mesi dall’apertura della nuova discarica
- successiva futura bonifica del Foro Boario di Maddaloni

Diciamo tutti insieme NO all’accordo perché:

- Il territorio ove dovrà essere costituita la discarica grande quanto TRE PALAZZI DI 120 PIANI pieni di rifiuti, è:
- Al centro della più grande conurbazione della provincia di Caserta con oltre 150.000 abitanti, nei pressi di un nuovo hotel a 5 stelle (Crown Plaza) e del Nuovo Policlinico.
- Già saturo di discariche esauste, chiuse dopo anni di lotte da parte dei cittadini; nonostante ciò ospita due enormi cumuli di rifiuti che hanno portato alla chiusura del macello di Caserta e del trasferimento di centinaia di lavoratori della società EDS da Caserta a Napoli con gravi danni all’occupazione di qualità nella nostra provincia
- Concausa di un grande numero di tumori e allergie tra gli abitanti dei nostri comuni che negli ultimi anni sono cresciuti enormemente di numero
- Fattore decisivo per la svalutazione delle abitazioni con grande danno economico per gli imprenditori edili e per quanti hanno fatto sacrifici per l’acquisto della casa.

COMITATO CONTRO LA DISCARICA LO UTTARO

nouttaro@yahoo.it

Caserta news, 18 Dicembre 2006

Per i “Moderati” il puc è solo un cavallo di Troia

Recale – A Recale il Piano Urbanistico Comunale (PUC), a giudizio di questo comitato ‘I Moderati’, nemmeno questa volta sarà approvato. La convinzione di quanto appena affermato deriva da una ricostruzione del passato che fino ad oggi ha sempre rispettato il testo politico, come in una sceneggiatura cinematografica. Non occorre la sfera magica per prevedere cosa accadrà nel palazzo della Provincia, nel caso si otterrebbe una approvazione in consiglio comunale. Da anni si assiste, da troppi per verità, che a ridosso delle elezioni, i bravi amministratori cercano di pianificare gli interessi della popolazione attraverso: ieri il Piano Regolatore Generale (PRG) e oggi Piano Urbanistico Comunale (PUC), senza però ottenere grandi risultati. Infatti da trent’anni, Recale, non riesce ad avere: un arricchimento demografico e un piano per gli inserimenti produttivi (PIP), che sicuramente gioverebbe a tutta la popolazione recalese . Molti sono i cittadini e politici che chiedono il parere dei Moderati sull’attuale PUC; ebbene, il segretario del partito Antimo Maietta ha così commentato: “ Il PUC , da noi battezzato ‘Il cavallo di Troia’ che all’apparenza doveva sembrare un dono ma in realtà conteneva i soldati greci il cui scopo era quello di assalire la città di Troia e conquistare il potere, se verrà approvato, sarà il ‘cavallo’ determinante durante la campagna elettorale, sia per l’attuale maggioranza che dovrà preservare l’integrità anche in Provincia tutelando i beneficiari, sia per i consiglieri di opposizione che dovranno evitare l’approvazione nel palazzo decisivo a tutela dei danneggiati. Ma a ciò dovremmo aggiungere, stando alle affermazioni di qualche esperto in materia e di qualche politico locale, che probabilmente, vi siano dei vizi di forma tecnica . Quindi, per l’ennesima volta, ci troveremo innanzi ad un potenziale sviluppo territoriale virtuale. Noi dei Moderati, convinti che questo PUC non sarà mai approvato, invitiamo i cittadini recalesi a riflettere sulle nostre domande: ‘perché il PRG oggi PUC non si realizza nei primi anni dell’amministrazione? perché da oltre trent’anni assistiamo a questi scenari illusori che puntualmente si verificano a fine mandato amministrativo?’ Per fortuna – conclude Maietta – che la percentuale dei giovani è piuttosto alta, quindi possiamo ritenere che in molti saranno a chiedere il rinnovamento, e noi saremo pronti a dimostrare la nostra innovazione politica che sarà da garante per tutta la popolazione recalesi”. La settimana prossima, i dirigenti dei Moderati, per la prima volta, terranno una conferenza stampa con i giornalisti locali .

Comunicato stampa, da CasertaNews

Il Mattino, 13/12/2006

DUE COLPI IN POCHE ORE SU UN CONVOGLIO E ALLA STAZIONE

Recale, caccia al rapinatore dei treni

È caccia al ladro–pendolare. Sia la polizia ferroviaria di Caserta che gli uomini della Questura sono da 48 ore sulle sue tracce. Cercano il balordo che lunedì pomeriggio, lungo la tratta Napoli–Caserta, ha messo a segno due rapine, ferendo, tra l’altro, una delle vittime. La prima è avvenuta su un treno interregionale, quando il convoglio ha superato la stazione di Marcianise. Il rapinatore (sui 25 anni, occhi e capelli scuri, carnagione olivastra e con un chiaro accento campano) ha perlustrato tutte le carrozze, cercando con cura la preda. Poi, intorno alle 14.30, si è avvicinato, con una scusa, ad uno studente di Casagiove, F.G., di 19 anni. Ingaggiata la conversazione, il ladro ha tirato fuori dalla tasca un’arma da taglio e ha intimato al ragazzo di consegnarli soldi e cellulare. Lo studente, in un primo momento, ha assecondato il malvivente, poi ha tentato una reazione. È nata una colluttazione, che è costata, però, a F.G. una ferita lieve al braccio destro. Il ladro, approfittando della sosta a Recale, è riuscito a scendere dal treno, portando con sé il cellulare e il portafogli della vittima. Non contento, alle 17 circa, lo stesso rapinatore (le descrizioni fornite dai derubati sembrano coincidere), all’interno della stazione di Recale, ha aggredito, sempre a scopo di rapina, A.G., 18 anni, una studentessa di Maddaloni. Ottenuti i soldi e un telefonino, si è dileguato nel nulla. È probabile che ad aspettarlo in piazza Marianna Gadola ci fosse un complice a bordo di uno scooter. Sul caso, si diceva, stanno investigando la Polfer e gli agenti dell’ufficio prevenzione generale della Questura. Le ricerche, iniziate nella serata di lunedì, sono proseguite per tutta la giornata di ieri, purtroppo senza risultati. Gli inquirenti non escludono che possa trattarsi dello stesso ladro che qualche settimana ha messo a segno tre colpi all'interno della stazione ferroviaria di Caserta, con una modalità che ricorda quelle di Recale. Intanto, ieri pomeriggio, ennesima rapina al dottor Lanfranco Iodice, titolare della farmacia di via San Lorenzo, in località Caturano, a Macerata. Il colpo è stato perpetrato, alle 17.30, da un giovane, armato e con il volto coperto, che poi è fuggito a bordo della sua moto. È la terza rapina, in poco più di un mese, consuma ai danni della farmacia Iodice. Sull’episodio indagano i carabinieri.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Comunicato stampa, 10 dicembre 2006

Il pensiero di Hegel e la Polis

Prosegue il ciclo di conferenze “Il pensiero politico e la Città”

energie nuoveIl 22 dicembre, venerdì, alle ore 18.30, presso la sala incontri di Giosef, in via Battisti 69, si terrà il secondo appuntamento del ciclo di conferenze aventi ad oggetto “Il pensiero politico e la Città”.
La conferenza avrà a tema "Il pensiero di Hegel e la Polis" e sarà tenuta da Giuseppe Cantillo (Professore Ordinario di Filosofia Morale nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Napoli "Federico II").
Giuseppe Cantillo - membro dell’Accademia di Scienze Morali e Politiche della Società di Scienze, Lettere ed Arti in Napoli e dell’Accademia Pontaniana - è Coordinatore della Sezione Filosofia e Scienze Umane del Dottorato in Filosofia moderna e contemporanea dell’Istituto Italiano di Scienze Umane (sede di Napoli). E’ Direttore del Centro di Ateneo per la Scuola di Alta Formazione “Federico II”.

Governare la Città: alcuni spunti di riflessione

Il nostro paese ha visto, ha partire dagli anni ’70, lo sviluppo di una tendenza che ha portato all’attribuzione a regioni ed enti locali di una crescente numero di poteri e attribuzioni. Questo processo ha condotto alla riforma del Titolo V della nostra Costituzione. Il nuovo testo costituzionale riconosce la posizione fondamentale degli enti locali nell’ordinamento della Cosa pubblica: « La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato » (art. 114). Il nuovo Titolo V prevede che le funzioni amministrative siano attribuite ai Comuni (art. 118), attribuisce ad essi autonomia finanziaria (art. 119). Il crescente peso assunto dagli enti locali impone alle forze politiche di elaborare serie riflessione sul piano del governo delle entità cittadine, e pertanto di riflettere sul ruolo peculiare dell’entità “Città” su un piano non solo giuridico-politico, ma anche economico, storico e sociologico. La Storia d’Italia, con il peculiare ruolo che ha assunto la società urbana nel suo sviluppo plurisecolare, impone di affrontare questa riflessione con particolare rigore e serietà.
Nella storia del pensiero politico la Città è stata di volta in volta analizzata sul piano della sua concretezza sociale, economica e politica (potremmo partire dalla Politica di Aristotele, o ricordare il mirabile saggio sulla città in Economia e Società di Weber) o trasfigurata nel vagheggiamento di un modello perfetto e remoto di convivenza civile (come dimenticare La Città del Sole di Campanella?).
Una riflessione sul governo locale che voglia creare dei modelli di ampio respiro per lo sviluppo civile e sociale della nostra città può trarre indubbiamente vantaggio da incontri e dibattiti che ripropongano l’attualità di questi momenti fondamentali nella storia del pensiero politico e sociale.

Energie nuove, comunicato stampa

Comunicato stampa, 6 dicembre 2006

Un'epidemia d'amore
per un oceano di pace

Antonella Ricciardi intervista Margherita Dini Ciacci, presidente Unicef Campania

Margherita Dini Ciacci, vicepresidente nazionale dell'UNICEF, e presidente dello stesso organismo per la Campania, esprime in occasione del 25° anniversario di tale presenza in Campania, un bilancio della situazione, con lo sguardo rivolto non solo alla situazione campana, ma anche a quella, più generale, e spesso ancora più drammatica, dell'infanzia nel mondo. La dottoressa Dini Ciacci sottolinea anche i frutti positivi maturati con l'impegno dell'UNICEF, soprattutto con l'impegno ed il coinvolgimento dei bambini, oltre a ricordare affettuosamente un'artista davvero speciale: la cantautrice per la pace Agnese Ginocchio, autrice, tra l'altro, della musica di una canzone della quale lei stessa aveva composti i versi, in una sintonia che ha visto uniti l'impegno umanitario e l'arte. - Dott.ssa Dini Ciacci, quest'anno ricorre il 25° anniversario della Fondazione del Comitato Regionale per la Campania dell'UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite particolarmente impegnato a favore della pace e della legalità. In qualità di presidente regionale può delineare un bilancio dei suoi principali successi conseguiti e degli obbiettivi più importanti ancora da raggiungere? -"Non ho paura del male dei cattivi", diceva M. L. King "ma del silenzio dei buoni", e troppo buoni, ancora oggi, come se fosse possibile, si fanno i fatti loro. Non c'è tregua agli orrori quotidiani che affliggono i popoli della miseria, della disperazione, della morte. Non c'è tregua per i bambini, vittime privilegiate delle tragedie. Non c'è tregua per i popoli dei Paesi della fame, della sete, delle malattie, delle guerre. In questi 25 anni siamo stati al servizio dei bambini, vittime privilegiate delle tragedie, e dei ragazzi vicini e lontani, costruendo una grande alleanza con gli interlocutori fisiologici ed istituzionali dei bambini: famiglie, scuole, le municipalità, con il sindaco nominato "Difensore dell'infanzia", che hanno delineato politiche in favore delle nuove generazioni; i bambini hanno imparato i diritti/doveri di un cittadino che partecipa alla vita della propria città attraverso i Consigli Comunali Junior. E l'Unicef, in Campania, con i suoi comitati Provinciali di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno, ha confermato il Patto di Amicizia con le comunità. - Lei è inoltre la vicepresidente nazionale dell'UNICEF: può indicare, invece, riguardo la situazione dell'infanzia nel mondo, le maggiori emergenze in atto e ciò che di buono si è invece riusciti a costruire? - Il nostro slogan "strabismo umanitario: un occhio al vicino ed uno al lontano", richiama la necessità di aiutare tutti i bambini: quelli che, nel Terzo Mondo, continuano a morire per fame, sete, malattie e guerre, e quelli dei nostri "civili" Paesi, soffocati tra cemento, smog, violenze ed indifferenza. Per tutti loro ancora molto resta da fare: occorrerà un'epidemia d'amore per un oceano di pace. - Il suo impegno di recente non è stato solo umanitario, ma anche artistico, avendo scritto il testo di una canzone, successivamente musicata da Agnese Ginocchio, la famosa cantautrice campana per la pace, recentemente premiata proprio da lei: può spiegare in che modo sia nato questo sodalizio, anche dal punto di vista umano, e che cosa in particolare vi unisca? - Su una rivista dell'UNICEF Campania Agnese ha letto parole che l'hanno colpita. Mi ha pregato di inviarle a lei come testo per una canzone di pace. Agnese è una splendida cantautrice campana per la pace, che sa costruire l'amore fra i popoli attraverso la musica. E' l'amica del nostro Comitato, sempre disponibile al coinvolgimento, sempre presente nei momenti significativi dell'UNICEF Campania. Dirle no era impossibile. Sarà con noi il 15 dicembre prossimo, in Piazza Plebiscito, per condividere, con il Presepe Vivente allestito dalle scuole della Campania, la coralità del Natale. Meritava il nostro plauso e lo ha ricevuto con un premio.

Intervista di Antonella Ricciardi

Il Mattino, 09/12/2006

A Maddaloni installato un sofisticato sistema di centraline

Tempo d'esami per gli operatori di telefonia mobile. Tim, Vodafone Italia, Wind e H3G (Tre), i gestori di stazioni radio base, o più semplicemente dei temuti e discussi ripetitori fissi di telefonia mobile, sono finiti sotto controllo. Dall'alleanza, amministrativa e scientifica, tra l'ente locale e la Seconda Università di Napoli (Dipartimento di Scienze ambientali) è nata una rete di monitoraggio comunale, basata su stazioni fisse per la misura in continuo dei campi magnetici. Non si tratta delle dei soliti rilevamenti, sporadici o puntiformi, ma di un monitoraggio spazialmente esteso e cronologicamente significativo. In pratica, sta accadendo a Maddaloni, e quindi per la prima volta in provincia di Caserta, quello che è già è stato realizzato con successo a Piacenza, e nei maggiori centri emiliani. I dati sull'elettrosmog afferiscono alla centrale operativa della Sun per l'acquisizione, l'elaborazione e la loro diffusione giornaliera. I ricercatori Roberto Formosi e Gaetano Criscuolo, coordinati dai professori Carmine Lubritto e Antonio D'Onofrio (responsabili scientifici del progetto) provvederanno alla archiviazione sistematica e alla diffusione dei risultati in tempo reale su internet. L'attività di mappatura dell'elettrosmog a Maddaloni è a portata di mouse. Quanti voglio vincere la proprie fobie o semplicemente porre un rimedio all'eccesso di disinformazione sugli effetti dell'esposizione agli impianti ad alta frequenza (di radiotrasmissione e ai ripetitori di telefonia mobile) possono saperne di più sul sito www.maddalonionline.it. Più dei principi, su questo argomento valgono i numeri. E quelli, messi a disposizione dal primo check-up intermedio da Lubritto e D'Onofrio, sono più che confortanti. Il tasso reale dell'inquinamento elettromagnetico, nei principali siti di misura fino ad ora attivati (via Marconi, via Marotta, via Caudina) indicano valori inferiori ai valori normativi di riferimento ammessi. Ma la campagna di indagine durerà ancora altri 6 mesi. «I primi dati certificati -annuncia Enzo d'Errico, assessore all'ambiente- hanno messo in evidenza che i 13 ripetitori dei telefonia mobile, attivi a Maddaloni, producono un livello medio di esposizione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza intorno ai 2 Volt/metro». Dato sostanzialmente lontano dai 6 Volt/metro, imposti dal Dl 381/98 e definiti come «obiettivo di qualità, che non può essere superato all'aperto nelle aree intensamente frequentate (scuole, ospedali, uffici), e come valore di attenzione che non può essere superato all'interno di edifici contro le esposizioni a lungo termine». Intanto, la Sun si moltiplicherà per quattro. Oltre alla ricerca, l'università offrirà una consulenza didattica ad ampio raggio; informerà i cittadini, certificherà gli ipotetici rischi, scriverà le regole sulle aree dove sarà possibile istallare nuovi impianti e dove è invece sconsigliabile. «I gestori -anticipa il sindaco- sono stati invitati a sospendere l'istallazione di nuovi impianti».

Giuseppe Miretto, dal Mattino

il Mattino, 08/12/2006

Il giallo di Caserta, si ricontano le schede

La notte del 10 aprile il software della Prefettura si bloccò e tutto il Paese rimase con il fiato sospeso

La lunga notte dello spoglio a Caserta. Quella che è stata presa, tanto nel film di Deaglio tanto in altri riferimenti nazionali, come un esempio dei dubbi relativi alla regolarità del voto per le politiche del 9 e 10 aprile 2006. Cosa è in realtà accaduto? Perché si è bloccato tutto ed i risultati sono giunti solo a mattina inoltrata? Perché l’allora segretario regionale Ds Nappi, con l’attuale sottosegretario Pascarella si precipitarono in prefettura su richiesta dei vertici romani dell’Unione? C’era il sospetto che proprio Caserta, nell’incertenza del dato nazionale, potesse consegnare la vittoria della Campania alla Cdl e sovvertire il risultato complessivo. «In realtà - dicono ora dalla prefettura - quell’episodio non c’entra assolutamente nulla con l’attuale riconteggio delle bianche e delle nulle e con l’ipotesi che le bianche possano essere state attribuite fraudolentamente a questo o quel partito. A Caserta c’è stato un problema informatico che ha falsato tutti i dati, è stato subito corretto, poi si è perso tempo a reimmettere i dati nel terminale con un altro sistema». Va inoltre precisato che le prefetture e il ministero dell’Interno, per le Politiche a differenza delle elezioni amministrative, hanno solo una funzione divulgativa dei dati. Sono gli uffici elettorali presso il tribunale di S. Maria Capua Vetere e la Corte d’Appello di Napoli a ricevere schede e verbali e fare i conteggi. Nell’immediatezza dello scrutinio, però, la prefettura riceve via telefono o via fax i dati dai vari presidenti di seggio, li elabora e li divulga. «Quella notte fu l’attuale vice presidente della Provincia, Adolfo Villani - dicono in prefettura - a segnalarci che qualcosa non andava. C’erano candidati a zero voti, altri con preferenze ben oltre i partiti di riferimento. Ci accorgemmo che il software in nostro possesso non funzionava. Allora caricammo di nuovo tutti i dati su un altro programma e gli errori furono eliminati». Tra verifiche e operazioni materiali di riconteggio passarono 6-7 ore in più. Così Caserta divenne il fanalino di coda nazionale per lo spoglio del Senato. In una elezione combattuta e con un testa a testa allo spoglio tale situazione era già di per sè sufficiente per alimentare dubbi e sospetti. Dubbi e sospetti che si ripropongono ora che la giunta per le autorizzazioni del Senato ha deciso di ricontare le schede. La verifica verrà effettuata presso la Corte di Appello di Napoli, dove le schede sono custodite. In provincia di Caserta ci sono state per la Camera 11.554 bianche e 10.226 nulle; per il Senato 10.596 bianche e 10.735 nulle. «Del resto - concludono dalla prefettura di Caserta - noi non abbiamo mai avuto alcuna contestazione, a parte il ritardo, sui dati elaborati, nè dalla magistratura nè da altri organi amministrativi».

Claudio Coluzzi, dal Mattino

Il Mattino, 06/12/2006

I nostri anni con Giorgio, quando si finiva in carcere

La venuta del Capo dello Stato a Caserta, insieme al Presidente della Camera Fausto Bertinotti e al Presidente del Senato Franco Marini ci offre l’occasione di salutare il nostro Presidente della Repubblica e di ricordare i suoi anni casertani, dal 1951 al 1956. Come lui stesso racconta nel libro «Dal P.C.I. al socialismo europeo», in quegli anni, già funzionario del partito a Napoli, viene «precettato» e mandato a dirigere la Federazione del P.C.I. di Caserta, giusto in tempo per partecipare al congresso provinciale che lo elegge segretario, su indicazione della segreteria regionale (cioè di Giorgio Amendola). Il congresso provinciale si svolse tra il 20 e il 21 gennaio 1951. Napolitano nel suo libro mette in evidenza le difficoltà incontrate e dice testualmente: «Fu per me una scoperta il passaggio dalla grande città ricca di storia e di vita culturale ad un piccolo centro di provincia. dapprima Santa Maria Capua Vetere alla sede delle Federazione del Pci, poi la meno vivace e la più chiusa Caserta». In quel periodo io ero nel pieno dell’attività sindacale e politica. Avevo cominciato dal 1945 la mia attività alla Camera del Lavoro e ero stato eletto consigliere a Caserta nel settembre 1947; in una riunione presieduta da Giorgio Amendola ero stato eletto nella segreteria provinciale insieme a Fausto Calabrese, Giovanni Biggiero, Walter Di Scotti e Nino De Andreis. Amendola era fermamente intenzionato a favorire l’ascesa di giovani compagni. In provincia di Caserta eravano ancora nella scia delle lotte per la terra del novembre 1949, degli scioperi a rovescio del 1950, della conquista del contratto dei braccianti. Il 25 maggio 1952 si tengono le elezioni provinciali e comunali. Nella relazione di Napolitano al comitato regionale datata 30 giugno 1952 si legge che la Dc ha diminuito i voti in provincia di Caserta da 144000 del 18 aprile 1948 a 76000 mentre i nostri sono passati da 46000 a 56000 (60000 nelle comunali). Il 7 giugno 1953 non scatta la «legge truffa» che doveva dare un premio di maggioranza alla Dc ed ai suoi alleati, e nella circoscrizione Napoli-Caserta è eletto tra gli altri anche Giogio Napolitano. Erano anni difficili, le organizzazioni politiche e sindacali ed i loro militanti sono bersagli della discriminazione e della repressione. Il 19 marzo 1952 ci fu una manifestazione dei contadini di Villa Literno: interviene la polizia, uno sparo e cade il contadino Luigi Noviello. Pochi giorni dopo, il 25 marzo 1952: alle ore 13.30 nella galleria di Rocca Pipirozzi a Mignano c’è uno scoppio folgorante, salta la casermetta delle munizioni e crolla la galleria, 44 morti e 50 feriti. Il 12 giugno 1954: sciopero dei braccianti, arresti di dirigenti sindacali e politici, circa una quindicina di persone. Il reato contestato è blocco stradale: a difenderci venne tra gli altri Lello Basso, segretario del Psi. Fummo assolti io, Gennaro Iodice e due braccianti: condanati invece (scontarono un anno e mezzo di carcere) Pietro Bove, Enzo Raucci ed otto braccianti. Erano tempi difficili: una critica al governo diventava villipendio e due volte fui condannato a due anni di carcere, fortunatamente poi amnistiati. Su quel periodo hanno dato un contributo importante con i loro scritti Giuseppe Capobianco e Paolo Broccoli. Nei giorni 16 e 17 novembre 1956 ha luogo il congresso provinciale del Pci: Napolitano è eletto segretario federale, ma dopo il congresso nazionale lascia l’incarico e torna a Napoli. Gli succede Gaetano Volpe. Ora, ricordando gli anni casertani del Presidente che dire? Auguri tanti, grazie per la spinta data a Napoli, sì anche noi ne abbiamo bisogno.

Mario Pignataro*, dal Mattino
*ex segretario della Camera del Lavoro di Caserta

Il Mattino, 05/12/2006

SIGILLI A BRICOVERDE

Babbo Natale abusivo Il gip: sì al dissequestro

Capodrise. La Procura ha dato parere favorevole al dissequestro temporaneo del «Castello di Babbo Natale». Il gip Ciro Iacomino ha accolto la seconda istanza di BricoVerde, presentata nel primo pomeriggio di ieri, e ha ordinato il dissequestro della «fortezza» di legno e vetroresina realizzata senza licenza edilizia all’interno dell’area espositiva del megastore di via Retella, a Capodrise. Il provvedimento è limitato al tempo necessario (tre giorni) al recupero della merce, che potrà essere commercializzata in un’altra area del centro commerciale. Ieri pomeriggio, intorno alle 16, il comandante della polizia municipale, Alberto Negro, ha materialmente rimosso i sigilli, consentendo agli operai di iniziare l’evacuazione. Fonte di richiamo per i bambini, il capannone, che riproduce le fattezze di un maniero medievale, era ritenuto un elemento fondamentale nei piani commerciale dalla proprietà, che avrebbe voluto utilizzarlo fino al 15 gennaio per la vendita dei prodotti natalizi. BricoVerde si trova a fare i conti con un anno che ha risentito della crisi che sta colpendo la grande distribuzione e Gennaro Rendola, comproprietario del «tempio» del faidaté, non ha esitato a brandire la scure dei licenziamenti non appena la polizia municipale, martedì scorso, ha apposto i sigilli alla struttura. Fino a ieri, la strategia difensiva dei legali di BricoVerde si fondava sul presupposto che, essendo mobile, il «Castello di Babbo Natale» non necessitasse di un permesso a costruire. Nella prima istanza di sospensione dell’ordinanza l’azienda ha citato una sentenza del Consiglio di Stato, risalente al 2001, che afferma che «le opere precarie non abbisognano di concessione edilizia, quando sono destinate a soddisfare scopi specifici e delimitati nel tempo». Una tesi che non ha persuaso né l’ufficio tecnico del comune di Capodrise, né il pm Mariano Caputo, né tanto meno il gip Iacomino. Nella seconda istanza, la proprietà non ha posto in discussione la legittimità dell’ordinanza, ma si è limitata a chiedere un dissequestro temporaneo che consentisse il recupero della merce. E così è avvenuto. La protesta degli operai, che martedì si sono barricati e incatenati all’interno del capannone per sette ore, se da un lato ha scosso l’opinione pubblica, dall’altro non ha sortito l’effetto sperato dall’azienda, che ha assecondato l’agitazione nella speranza di ottenere la riapertura del castello almeno fino al 31 dicembre. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Giuseppe Fattopace: «Il dissequestro temporaneo – ha detto – è una misura che rispetta il territorio e tutela le maestranze».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 05/12/2006

Le lotte contadine di compagno Giorgio

Broccoli: «Da lui la prima tessera del Pci»

Giorgio Napolitano concluse nel 1957 la serie dei segretari provinciali dell’allora Partito Comunista Italiano di estrazione non casertana, ma «designati» dagli organi centrali. A lui si deve anche il trasferimento nel ’51, cioè poco dopo la sua nomina, della sede della Federazione provinciale da S. Maria Capua Vetere a Caserta al quarto piano nell’antico palazzo Porfidia sul Corso Trieste, poi ricostruito, dove ora si affacciano gli sportelli di un istituto bancario. E fu proprio un sammaritano Gaetano Volpe a prendere il suo posto, quando i sei anni di gestione equilibrata e attenta di Napolitano contribuirono a superare un periodo di turbolenze interne, restituendo identità e stabilità alla federazione. «Avevo vent’anni e mi iscrissi al Pci a Caserta proprio quando era segretario Napolitano -ricorda Paolo Broccoli, già parlamentare, tra i riferimenti storici della sinistra casertana, raffinato intellettuale molto vicino al filosofo Massimo Cacciari, che ospita in città quando il sindaco di Venezia partecipa a eventi culturali, spesso promossi in sinergia con l’altro suo grande amico, il vescovo Raffaele Nogaro-. Avevo militato nella federazione giovanile di cui era segretario Peppino Capobianco. Gli sono stato molto vicino durante i sei anni di guida del partito a Caserta, ritrovandolo nel ’68 quando dirigeva la sezione centrale ”massa” del partito e io ero nella Cgil, poi nel ’91 quando girammo in Terra di Lavoro per contribuire alla campagna delle provinciali, e ancora, da deputato appena eletto, con Napolitano mio capogruppo alla Camera». «Fu un periodo quello della gestione della Federazione del Pci da parte di Napolitano molto effervescente -ricorda Broccoli-. Nel ’53 alle elezioni politiche Napolitano fu eletto deputato nella circoscrizione Napoli/Caserta, nel ’54 in occasione degli scioperi nazionali dei braccianti per il sussidio di disoccupazione furono arrestati addirittura, tra gli altri, due dirigenti, e cioè, Pietro Bove di Santa Maria Capua Vetere, allora segretario della Camera del Lavoro, ed Enzo Raucci di Capua, della segreteria provinciale, poi deputato del Pci». «Loro pagarono più degli altri -ricorda Mario Pignataro, puntuale storico dell’economia e delle dinamiche del lavoro, allora tra i responsabili della Cgil-. Bove e Raucci furono condannati a quattro anni per blocco stradale, dovettero scontarne uno. Anche Generoso Iodice, socialista, a quell’epoca nella Cgil, poi parlamentare del Psi, fu arrestato durante la grande manifestazaione dei braccianti a Casal di Principe. Due giorni dopo ci recammo a protestare dinanzi alla Questura di Caserta chiedendo la liberazione dei compagni, ma io ed altri fummo fermati e trasferiti al carcere di S. Maria Capua Vetere. E lì venne a trovarci Napolitano che, in qualità di deputato, ebbe accesso al carcere ma non potette incontrarci di persona. Quando andò via lo salutammo da dietro le sbarre». «E come non dimenticare -aggiunge Paolo Broccoli- le manifestazioni di piazza, soprattutto quelle degli studenti, nel ’56 in occasione dei fatti d’Ungheria, quando la Federazione al corso Trieste era, quasi quotidianamente, oggetto di tentativi di assalto da parte di quanti manifestavano contro i carri armati sovietici che avevano soffocato nel sangue la rivolta. E ho pienamente condiviso, in occasione del recente cinquantenario da quei tragici eventi, l’autocritica di Napolitano, da presidente della Repubblica, per gli errori di valutazione all’epoca commessi dai comunisti italiani». Napolitano lo ricordano a Caserta da segretario del Pci per la sua semplicità e disponibilità: girava in bicicletta, prendeva il caffè al Bar Veneziana, mangiava nell’antico ristorante Adamo in via Mazzini.

Michele De Simone, dal Mattino

Il Mattino, 03/12/2006

Piano urbanistico, disputa sul numero legale

Recale. Il futuro urbanistico di una città nelle mani di cinque consiglieri comunali. La maggioranza, venerdì notte, ha affrontato le ultime osservazioni al Puc affidandosi al voto di Francesco Ommeniello, Bartolomeo Rossi, Pietro Mingione, Mario Nigro e Angelo Zarrillo. Il conflitto di interessi ha obbligato il sindaco Americo Porfidia e 7 consiglieri a disertare la discussione di quelle osservazioni che hanno svelato la loro incompatibilità. Porfidia sapeva che alcuni terreni inclusi nel piano avrebbero decimato il numero legale e ha chiesto, anzitempo, l’intervento «salvifico» di Luigi D’Angiolella. Secondo l’amministrativista, «il quorum strutturale», richiesto per la validità delle sedute di seconda convocazione, «è raggiunto con la presenza di almeno 5 consiglieri». Un parere che non ha mai convinto i gruppi di opposizione: «Per legittimare una delibera di consiglio - dice Giuseppe Lasco - occorre il voto di 1/3 dell’assemblea, senza computare il primo cittadino. Ora, nel caso di Recale, i consiglieri sono 16, e 5 non rappresenta 1/3 di 16. Poi, al voto dei consiglieri va aggiunto quello del sindaco». A parte le dispute sul numero legale e i numerosi vizi di procedura denunciati dalla minoranza, esiste un altro aspetto ella vicenda che ha creato sconcerto. Tutti i ricorsi dei partiti politici (da Alleanza Nazionale a Rifondazione Comunista) sono stati bocciati. Stessa sorte è toccata alle osservazioni prodotte dalle associazioni. «È prevalsa - afferma Giuseppe Vanore di Cruna - l’astuzia machiavellica del fine che giustifica i mezzi, dove il fine travalica il semplice accrescimento del consenso elettorale e i mezzi sono le troppe concessioni accordate a pochi “eletti”». Prima di inviarlo in Provincia, lo strumento urbanistico dovrà essere adottato. Un passaggio cruciale che la maggioranza supererà con una «votazione frazionata di singole parti del piano». Parola di D’Angionella.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Comunicato stampa, 3 dicembre 2006

auser caserta Auser, il programma di dicembre

Con la riunione del Comitato direttivo martedì 5 alle ore 17,30 nella sede di via Roma 8 ha inizio il programma di attività del mese di dicembre dell’Auser di Caserta, presieduta da Elisabetta Luise.
Prosegue, quindi, a pieno ritmo l’attività culturale e di promozione sociale dell’Auser di Caserta, che ha varato per dicembre un intenso ciclo di iniziative, che comprende anche la partecipazione domenica 10 alla marcia per la Pace a Caserta.
Le altre manifestazioni si terranno tutte nella sede in via Roma 8.
Giovedì 7 alle ore 17.30 “Spazidiversi”, la poesia nella nostra vita, a cura di Vanna Corvese.
Giovedì 14 alle ore 17 continua il Cineforum, a cura della professoressa Rosaria Carotenuto, con la proiezione del film “Sognando Beckam”.
Venerdì 15 alle ore 17,30 si terrà l’incontro con “l’autore del nostro territorio” Mariastella Eisenberg, con la presentazione del suo ultimo libro “Sara”, Guida Editore, a cura di Liliana Vastano.
Lunedì 18 alle ore 17 è convocata la riunione dell’Assemblea dei soci per il Bilancio preventivo.
Martedì 19 alle ore 17 incontro per gli auguri di buone feste con letture di brani dal libro di Maria Orsini Natale “Cieli di Carta”, con buffet preparato dai soci e strenna natalizia offerta dall’Auser. La serata si concluderà con un torneo di burraco.
Inoltre, è sempre attivo il Filo d’Argento dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 12 con il numero verde gratuito senza scatto alla risposta 800.995988.
Il primo lunedì del mese dalle ore 17 alle 18 si terrà in sede la consulenza legale, gratuita solo per i soci Auser.
Continuano i corsi di inglese a cura di Mariella Natale e di informatica a cura di Mimmo Cicalese il mercoledì dalle ore 17 alle 19.
Il laboratorio di découpage, a cura di Maria Bernard, si terrà tutti i martedì alle ore 17,30.

Comunicato stampa Auser Caserta

 
 
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 sommario

Capodrise, è caos sui nuovi enti strumentali
dal Mattino

Lo Uttaro, Caiola ed Esposito contro l'intesa De Franciscis - Bertolaso
dal Mattino

Capodrise, giunta "anomala" verso il rimpasto
dal Mattino

Una maratona di lettura per salvare il Garibaldi
Comunicato stampa

Caserta. Danza e prosa al Piccolo Teatro Cts
Comunicato stampa

Lo Uttaro, continua la protesta
Comunicato stampa

Landolfo (Ds) sul bilancio di previsione
da CasertaNews

Notte di paura a Macerata Campania
dal Mattino

Così cambierà la provincia del degrado
dal Mattino

Territorio devastato, basta con il cemento
dal Mattino

Lo Uttaro, tre palazzi di rifiuti
Comunicato stampa

Per i 'Moderati' il Puc è solo un cavallo di Troia
da CasertaNews

Recale, caccia al rapinatore dei treni
dal Mattino

Il pensiero di Hegel e la polis
Comunicato stampa

Intervista a Margherita Dini Ciacci, presidente Unicef Campania
Comunicato stampa

A Maddaloni installato un sistema di centraline
dal Mattino

Il giallo di Caserta, si ricontano le schede
dal Mattino

I nostri anni con Giorgio, quando si finiva in carcere
dal Mattino

BricoVerde, sì al dissequestro
dal Mattino

Le lotte contadine di compagno Giorgio
dal Mattino

Piano urbanistico, disputa sul numero legale
dal Mattino

Auser, il programma di dicembre
Comunicato stampa

 

 

 

 

 

 

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