| Il
Mattino, 31/05/2006
RECALE. CONCLUSO IL RIMPASTO
Si dimette l’assessore Mastroianni,
in giunta c’è Mingione
Recale Si è dimesso anche Andrea Mastroianni. E con
la fuoriuscita dell’ex assessore alle Finanze, che cede
il posto in esecutivo al consigliere di maggioranza Pietro
Mingione, si è concluso il rimpasto di giunta voluto
dal sindaco Americo Porfidia, neo deputato dell’Italia
dei Valori. A questo punto, il governo cittadino, rivoluzionato
per necessità e non per virtù, è composto
da Francesco Ommeniello, Francesco Porfidia, Domenico Di Maio,
Angelo Zarrillo, Bartolomeo Rossi e Pietro Mingione. Il nuovo
assetto dovrebbe garantire almeno quattro voti validi (ossia
non viziati da vincoli di incompatibilità) per l’adozione
del piano urbanistico comunale, la cui discussione potrebbe
iniziare già nella mattinata di oggi. Secondo la legge
regionale 16 del 2004, infatti, non spetta più al consiglio
comunale ma alla giunta procedere all’adozione e pubblicazione
degli strumenti urbanistici. Il Puc approderà in aula
consiliare solo dopo che saranno trascorsi sessanta giorni
dalla pubblicazione e al parlamento cittadino spetterà
esaminare le osservazioni eventualmente presentate. Dopodiché,
le tavole saranno inviate in Provincia, che ha novanta giorni,
e non più un anno, per esprimersi. Quando lo strumento
urbanistico ritornerà a Recale, il consiglio comunale
potrà modificarlo nell’arco di un mese, altrimenti
il piano si riterrà approvato con le prescrizioni prodotte
in sede provinciale. Con l’ingresso di Rossi in esecutivo,
resta solo da capire chi lo sostituirà alla presidenza
del consiglio e quanto la cosiddetta l’incompatibilità
soggettiva dei consiglieri condizionerà la disamina
delle osservazioni.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
diesserecale, 31 maggio 2006
Recale in prima linea per la Costituzione
GIOVEDI 1 GIUGNO PRIMO INCONTRO
PRESSO LO SPI-CGIL
Parte
dallo SPI-CGIL l’iniziativa per aprire anche a Recale
il dibattito sull’ormai imminente referendum costituzionale.
Un’iniziativa quanto mai opportuna se si considera che,
secondo una ricerca IPSOS resa nota in questi giorni, appena
un italiano su due è a conoscenza della scadenza referendaria,
che solo il 19% degli intervistati conosce “nelle linee
generali” la riforma costituzionale approvata dallo
scorso governo, mentre il 6% la conosce “nel dettaglio”.
Il responsabile della locale sede SPI-CGIL Mimmo Glorioso,
nell’invito indirizzato alle Organizzazioni sindacali
e professionali, ai Circoli ed Associazioni culturali, sociali
e ricreative di Recale, ai responsabili cittadini dei partiti
del centrosinistra e a tutti cittadini, sottolinea che «meno
di un mese ci separa da un appuntamento decisivo per la vita
democratica del nostro Paese: il 25 e 26 giugno prossimi i
cittadini, i lavoratori, i pensionati, i giovani e le donne
saranno chiamati ad esprimere il proprio voto nel referendum
sulla legge di modifica alla parte II della Costituzione varata
a maggioranza dal passato governo.
Nel fare proprio l’appello “Salviamo la Costituzione”
lanciato dalla Rete Democratica casertana, lo SPI-CGIL di
Recale si rivolge ai partiti, alle associazioni e ai cittadini
democratici affinché anche nella nostra cittadina si
sviluppi la discussione e l’iniziativa a difesa della
nostra Carta Costituzionale. Per questo – conclude il
comunicato - vi invitiamo a partecipare all’incontro
che si terrà GIOVEDI 1 GIUGNO, alle ore 19.00 presso
la sede SPI-CGIL in via Municipio 158, Recale per organizzare
un Comitato Cittadino per il “NO” AL REFERENDUM»
red diesserecale
il Mattino, 31/05/2006
In Provincia i valori della Costituzione
Oggi alle ore 18 nella Sala della Provincia di Caserta, in
corso Trieste, si terrà l’incontro pubblico su
«I valori di solidarietà e i diritti sociali
nella Costituzione». A organizzarlo sono Salviamo la
Costituzione, Auser di Caserta, Cgil Provinciale, Rete Democratica
e Comitato Don Diana. L’incontro sarà coordinato
da Pasquale Iorio di Rete Democratica. Porteranno i loro saluti
Elisabetta Luise, presidente dell’Auser Caserta, e Sandro
De Franciscis, presidente della Provincia. Interverranno il
magistrato Donato Ceglie, il segretario Provinciale Cgil Michele
Colamonici, il presidente Auser Campania Mario Melluso e Valerio
Taglione del Comitato Don Diana. Sono invitati a partecipare
il mondo della scuola e dell’università, del
lavoro e delle imprese, i rappresentanti delle istituzioni
e degli enti, gli operatori della giustizia, le associazioni
ed il volontariato laico e cattolico, i giovani e gli studenti.
Il
Mattino
Il Mattino, 31/05/2006
CAPODRISE. FATTOPACE PENSA ALLA
GIUNTA
«Largo a donne e giovani»
Capodrise. Consiglio comunale in rosa a Capodrise. Ben quattro
le donne nelle assise cittadine su un totale di diciassette
consiglieri. Dodici, compreso il sindaco Giuseppe Fattopace,
i rappresentanti della maggioranza eletti nella lista «Democratici
per Capodrise»: Pasquale Buanne, Giovanni Capobianco,
Antonio Conetta, Pietro Ferraro, Silvestro Ferraro, Giovanni
Frattolillo, Alessandro Perreca, Carmine Volpicelli e le tre
donne Rita Raucci, Paola Pontillo e Giuseppina Allegretta.
Cinque i consiglieri toccati all’opposizione: Nicola
Russo, sfidante di Fattopace, Giuseppe Delle Curti, Nicola
Petruolo, Pasquale Pontillo e Raffaela Salzillo tutti candidati
della compagine «Insieme per Capodrise». Prevista
per oggi la cerimonia di insediamento del nuovo sindaco, anche
se già ieri Fattopace era alle prese con i primi atti
amministrativi. Sulla scrivania dello studio della sua abitazione
c’era infatti la richiesta di fondi alla Regione per
il potenziamento della biblioteca comunale. «Lavoro
e cultura – ha detto Fattopace – ritengo siano
un binomio eccellente per migliorare Capodrise. Sono queste
le nostre priorità». Intanto nel quartier generale
di «Insieme per Capodrise» si sono già
aperti i ragionamenti e le analisi per individuare la strategia
da adottare nell’opposizione. Sull’altro fronte,
invece, ancora blindato il confronto per l’individuazione
della squadra di giunta che affiancherà il primo cittadino
Giuseppe Fattopace. Probabilmente nella scelta degli assessori
sarà rispettata la quota rosa e sicuramente ci saranno
dei giovani nell’esecutivo visto il grande successo
ottenuto sia dalla componente femminile che da qualle giovanile
in questa competizione amministrativa.
Il
Mattino
Il Mattino, 30/05/2006
Recale: Rossi entra in giunta
Recale. Le dimissioni di Vincenzo Torrente e l’incompatibilità
di alcuni membri dell’esecutivo nel poter votare il
piano urbanistico comunale, stanno modificando l’assetto
del governo della città. Ieri mattina, per recuperare
voti «validi» il sindaco Porfidia ha chiesto a
Bartolomeo Rossi di dimettersi dalla presideza del consiglio
comunale e di entrare in esecutivo. «Il mio ingresso
è un atto di responsabilità nei confronti dei
cittadini», ha dichiarato Rossi. Altre mosse sono attese
nelle prossime ore: l’assessore Andrea Mastroianni dovrebbe
cedere il posto al consigliere Pietro Mingione. «Non
c’è nessuna crisi politica in atto», ha
precisato Porfidia. «Questi avvicendamenti sono correttivi
che stiamo apportando alla squadra per evitare che ostacoli
tecnici possano ritardare l’attività amministrativa».
«Se le dimissioni di Rossi – ha detto il consigliere
di minoranza Giuseppe Lasco – non fanno altro che confermare
la sua partigianeria, restano ancora misteriose, invece, le
ragioni che hanno spinto Torrente ad abbandonare giunta e
il consiglio».
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 29/05/2006
Recale, si dimette l’assessore
Torrente
Recale. Vincenzo Torrente lascia. L’assessore alle
politiche sociali si è dimesso dalla giunta e dal consiglio
comunale giustificando la sua decisione con motivazioni personali
e chiudendosi nel più stretto riserbo. «Le sue
dimissioni – minimizza il sindaco Porfidia – sono
state concordate con il sottoscritto. È un atto che
mi addolora, ma che non produrrà effetti negativi su
quest’ultimo scorcio di consiliatura». Diametralmente
opposta la valutazione del consigliere di minoranza Vincenzo
Landolfo: «È il sintomo – dice - di una
crisi profonda che Porfidia non riesce più a nascondere».
Torrente è il secondo assessore che Porfidia perde
in poche settimane: al suo posto in consiglio comunale, e
probabilmente nell’esecutivo, potrebbe andare Mario
Nigro.
cl.lo., dal
Mattino
Comunicato stampa, sabato 27 maggio
2006
MERCOLEDI A CASERTA
Salviamo la Costituzione, incontro
in Provincia
Mercoledì 31 maggio alle ore 18 nella Sala della Provincia
di Caserta, in corso Trieste, si terrà l’incontro
pubblico su “I valori di solidarietà e i diritti
sociali nella Costituzione”.
A organizzarlo sono Salviamo la Costituzione, Auser di Caserta,
Cgil Provinciale, Rete Democratica e Comitato Don Diana.
L’incontro sarà coordinato da Pasquale Iorio
di Rete Democratica. Porteranno i loro saluti Elisabetta Luise,
presidente dell’Auser Caserta, e Sandro De Franciscis,
presidente della Provincia.
Interverranno il magistrato Donato Ceglie, il segretario Provinciale
Cgil Michele Colamonici, il presidente Auser Campania Mario
Melluso e Valerio Taglione del Comitato Don Diana.
Sono invitati a partecipare il mondo della scuola e dell’università,
del lavoro e delle imprese, i rappresentanti delle istituzioni
e degli enti, gli operatori della giustizia, le associazioni
ed il volontariato laico e cattolico, i giovani e gli studenti.
L’ex maggioranza di centrodestra ha approvato in Parlamento
la modifica della Costituzione e ha parlato di vittoria. Ma
non è così. Per essere definitivamente approvata,
secondo l’articolo 138 della Costituzione, la riforma
deve passare al vaglio dei cittadini che si esprimeranno attraverso
un Referendum.
Infatti, con la modifica di oltre 50 articoli della carta
costituzionale, l’ex governo di centrodestra ha introdotto
un falso federalismo che mette in pericolo l’unità
nazionale; attacca la coesione e l’unità nazionale;
colpisce elementari diritti dei cittadini, delle lavoratrici
e dei lavoratori; riduce le garanzie costituzionali e indebolisce
i poteri di importanti organi istituzionali.
Per queste ragioni si chiede a tutte le persone, nella consultazione
popolare che si terrà il 25-26 giugno, di votare No
a queste “Modifiche alla parte II della Costituzione”.
Comunicato stampa Auser Caserta
Il Giornale di Caserta, 25 maggio
2006
Nucleo di valutazione: Ds in campo
“L’amministrazione
arriva troppo tardi”
La locale sezione dei Ds interviene in merito alla notizia
che dà per certa la nomina di un nucleo di valutazione
in comune. “Abbiamo appreso della volontà dell’amministrazione
di nominare un Nucleo di Valutazione, per verificare l’efficienza
e l’efficacia dell’azione amministrativa.
L’istituzione di un controllo interno dell’attività
amministrativa è prevista dall’art. 20 della
legge n. 29, nell’ambito delle verifiche dei risultati
e delle responsabilità dei Dirigenti. Lo scopo è
quello di verificare il raggiungimento degli obiettivi assegnati
ai Dirigenti nel Piano economico di Gestione, approvato dalla
Giunta, che recepisce gli indirizzi politici fissati nei progetti
e negli obiettivi approvati con la programmazione nel Bilancio
di previsione.
Risulta evidente che si tratta di una iniziativa di tutto
rispetto. Se posta in essere all’inizio di un mandato
elettorale, può produrre nel tempo un buon risultato, con
una maggiore qualità e quantità dei servizi
erogati a favore dei cittadini. Ma ci risulta assai meno comprensibile
quale vantaggio una simile misura possa portare alla collettività
se adottata alla fine di un ciclo amministrativo: la stessa
normativa, giustamente, stabilisce che i parametri di riferimento
del controllo vengono stabiliti ‘almeno annualmente’
dagli stessi Nuclei di valutazione, anche su indicazione degli
organi di vertice. Quanto agli obbiettivi il cui raggiungimento
si dovrebbe verificare, sarebbe vana fatica cercarne una determinazione
precisa e formalmente valida nei Bilanci di previsione degli
ultimi quattro anni. Date queste premesse, ci sentiamo di
scommettere fin d’ora sul verdetto che il Nucleo di
Valutazione emetterà al termine del suo lavoro: «Ottimo
e abbondante»
Resta solo da chiedersi se, in cambio di un aforisma da caserma,
sia davvero conveniente per la collettività ingaggiare
un gruppo di ‘tre esperti in discipline giuridiche,
economiche e organizzative' il cui compenso annuo lordo è
pari a quello previsto per i Revisori dei conti. In un momento
in cui, lamentando l’assoluta mancanza di risorse finanziarie,
il Comune taglia drasticamente gli investimenti di natura
sociale, culturale e sportiva, ci sembra inopportuno
distrarre altri fondi per istituire un controllo ormai fuori
tempo massimo. I bilanci delle famiglie recalesi, - conclude
la nota dei Ds - già alle prese con l’aumento
di tutti i tributi, che dal 2003 ha raggiunto il 50%, non
possono essere colpiti da ulteriori sprechi di denaro pubblico.
Il Giornale di Caserta
Il Mattino, 24/05/2006
SOSPESO IL SIT-IN DI PROTESTA IN
VIALE DELLA LIBERTÀ
Distributore Agip, si apre spiraglio
per i dipendenti
Si è aperto un primo spiraglio per gli operai della
stazione di servizio Agip di viale della Libertà. I
cinque dipendenti sono senza lavoro dal 30 novembre, giorno
in cui l’ex titolare dell’area di servizio ha
deciso di non rinnovare il contratto con l’Agip Petroli
e ha chiuso i battenti. La società del Gruppo Eni,
indifferente alla richiesta avanzata dagli operatori di ottenerne
la gestione, ha affidato l’impianto a un socio di Agip
Rete, che si è rifiutato di riassorbirli in organico.
Ieri mattina, alla presenza del viceprefetto Sabina Macchiarella,
si è svolto un nuovo incontro tra rappresentanti del
Gruppo Eni, i sindacati e i lavoratori. I primi hanno ribadito
che la società non ha nessun obbligo nei confronti
dei cinque lavoratori, non essendo dipendenti della casa madre,
e che quindi non si può costringere il nuovo gestore
a riassumerli. Ma nonostante ciò su richiesta di Basilio
Foglia della Cgil si sono impegnati a verificare, nei prossimi
trenta giorni, se esiste la possibilità di impiegare
i lavoratori, secondo le esperienze e le attitudini personali,
in altre stazioni di servizio o di affidare loro la gestione
di un altro impianto. Fino ad allora il sit-in di protesta
sarà sospeso.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 20/05/2006
CONFERENZA STAMPA DOPO LA SENTENZA
DEL TAR
«Antenne: col modello Recale
si vince»
Recale.
Una conferenza
stampa per spiegare che in tema di elettrosmog il «modello
Recale» non è un’invenzione giornalistica.
Ma una strategia vincente nata dall’ostinazione dell’associazione
ambientalista «Cruna», da una felice intuizione
dell’avvocato Luigi Adinolfi e dalla straordinaria disponibilità
mostrata dal comune di Recale nell’assecondare la strategia
difensiva. Ieri mattina, nella sala consiliare di via Municipio,
a discutere di una sentenza che farà giurisprudenza
c’erano Giuseppe Vanore e Domenico Melillo di «Cruna»
e lo stesso Adinolfi. «Nel respingere il ricorso della
Tim – ha dichiarato il legale –, il Tar ha stabilito
che il Comune di Recale, individuando un sito unico (la zona
cimiteriale, ndr), non solo non ha introdotto un divieto generalizzato
all’installazione dei nuovi impianti, ma ha adottato
una misura che rispetta le esigenze sia pubbliche che private».
Una scelta certificata dal dipartimento di Scienze ambientali
della Seconda università degli studi di Napoli, la
cui relazione tecnica ha pesato molto in giudizio. Adinolfi
è riuscito, così, a dimostrare che la decisione
dell’Ente era, sì, rivolta a salvaguardare i
cittadini, ma era anche finalizzata a tutelare i gestori circa
la copertura del segnale sul territorio. Ed è stato
questo aspetto a convincere il giudice Guerriero e a rendere
il «modello Recale» un esempio per l’Italia.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 14/05/2006
Ommeniello: «In giunta Zarrillo,
fuori Argenziano»
Recale. «Antimo Argenziano è fuori dall’esecutivo».
È il vicesindaco Francesco Ommeniello a rompere la
cortina di silenzio che fino a ieri ha avvolto la crisi politica
nata in seguito alle dimissioni di Argenziano dalla carica
di consigliere comunale. L’esponente di Alleanza nazionale,
in corsa per le amministrative di Caserta, lo scorso 26 aprile
ha deciso di lasciare il parlamento cittadino per rimuovere
il vincolo di ineleggibilità che gli impedirebbe, a
fronte di un risultato elettorale utile, di conquistare uno
scranno a Palazzo Castropignano. Argenziano, però,
che a Recale era anche assessore al Personale, nelle sue dimissioni
ha espresso l’intenzione di rimanere in giunta. Ed è
quest’ultimo aspetto che sta generando tensioni nella
compagine di governo. «Poiché ha abbandonato
il Consiglio – prosegue Ommeniello – non può
pretendere di rimanere nell’esecutivo. Gli accordi preelettorali
non contemplavano la presenza di assessori esterni».
Il presidente Bartolomeo Rossi ha convocato per domani mattina
le assise, nel corso delle quali avverrà la surroga
del consigliere dimissionario, oltre che la discussione di
un debito fuori bilancio. Il posto di Argenziano sarà
occupato da Angelo Zarrillo, anch’egli di An, primo
dei non eletti nel 2002. «Se Zarrillo è disponibile
– conclude Ommeniello – sarà lui il nuovo
assessore». Alleanza nazionale potrebbe, quindi, conservare
la rappresentanza in Consiglio e non perdere quella in esecutivo.
Uno scenario favorevole per Zarrillo e dignitoso per il partito.
Ma Argenziano sarà d’accordo?
Claudio Lombardi, dal
Mattino
caserta24ore, 13 maggio 2006
Elettrosmog: progetto di prevenzione
Provincia-SUN
CAIOLA: TUTELARE I CITTADINI DALLE
ANTENNE SELVAGGE
Un progetto congiunto tra Provincia di Caserta e Seconda
università degli Studi di Napoli per prevenire i danni
dell’elettrosmog. L’assessore provinciale allo
Sviluppo sostenibile, Maria Carmela Caiola, ha incontrato
nella sede di Villa Vitrone i professori Antonio D’Onofrio
e Carmine Lubritto del Dipartimento di Scienze ambientali
e l’avvocato Annunziata Farro, per avviare la costituzione
di un tavolo tecnico “che avrà il compito –
spiega l’assessore Caiola – di redigere innanzitutto
un regolamento tipo da sottoporre a tutti i Comuni e che servirà
a tutelare i cittadini dalle installazioni selvagge. Il tavolo
avrà inoltre l’obiettivo di monitorare il territorio
attraverso le centraline e di porsi come interfaccia tra gli
Enti locali, i cittadini, i comitati civici e i gestori della
telefonia”. “Sulle questioni legate all’inquinamento
da elettrosmog – riprende Caiola – occorre intervenire
con un approccio scientifico, senza allarmismi, adottando
regolamenti precisi, che in base al principio di precauzione
servano a ridurre i danni all’ambiente e a tutelare
la salute dei cittadini”. Sempre in tema di sviluppo
sostenibile, l’assessorato provinciale potrà
contare inoltre su uno stanziamento di 300mila euro per l’attuazione
dell’Agenda 21 locale, fondi assegnati nel bilancio
della Provincia appena approvato in Consiglio.
da caserta24ore
il Mattino, 12/05/2006
Recale: esposto al sindaco sul nuovo
calcificio
Recale. Dopo la discarica di rottami industriali, una nuova
minaccia ambientale si sta abbattendo sui residenti in località
Regalone, al confine tra il territorio di Casagiove e il centro
urbano di Recale. Secondo le testimonianze raccolte dall’associazione
«Cruna», che sul caso ha inviato un
esposto ai sindaci Porfidia e Melone, da un opificio situato
nei pressi del cavalcavia autostradale si leva, quasi ogni
giorno, una nube di polvere bianca che si deposita sui tetti
e sulle auto del quartiere. «L’impianto –
dicono gli ambientalisti – produce grassello di calce.
Una delle fasi della lavorazione, se non è ben controllata,
ha come effetto indesiderato l’immissione in atmosfera
di particelle di calce, potenzialmente pericolose per l’uomo».
cl.lo., dal
Mattino
Il Mattino, 12/05/2006
Agnese Ginocchio, testimonial di pace
Il 13 maggio Agnese Ginocchio, la cantante di Caserta ambasciatrice
di pace, conosciuta come la Joan Baez italiana, parteciperà
come ospite d’onore alla manifestazione sulla legalità
e la pace, in programma nella scuola superiore Ipsia Aletti
di Trebisacce in Calabria. Agnese Ginocchio è impegnata
da anni con la sua musica per la diffusione e la promozione
di una cultura di educazione alla pace, nonviolenza e legalità,
messaggi che diffonde soprattutto nelle scuole e ai giovani,
«perchè la musica per la pace - afferma - è
in grado di andare oltre le parole e di unire nel segno dell'Arcobaleno
il cuore di ogni uomo, in particolare dei giovani che possiedono
in sé tutte le potenzialità, le arti e la creatività
per reinventare e rilanciare i veri valori della democrazia,
costituzione, legalità, diritti umani, sui quali si
può sperare di costruire un futuro di Pace, a partire
dal sud». Ginocchio incontrerà domani come testimonial
di pace gli studenti e il dirigente Vincenzo Petrelli, nell'ambito
di una manifestazione sulla pace e la legalità dal
titolo «I giovani incontrano le istituzioni».
All'importante manifestazione saranno presenti personalità
del mondo delle istituzioni, del volontariato, delle associazioni
giovanili, ma soprattutto studenti. Principali responsabili
del progetto legalità e pace sono stati i docenti Maria
Carmine Crea, Maria Teresa Rugiano, Mirella Franco, Tina Biscardi,
Anna Munno e Franco Pippo.
dal
Mattino
Il Mattino, 11/05/2006
Il Tar: antenne sui tetti scelti dai
Comuni
Nei comitati antiantenne si brinda. Intanto per la vittoria
che il Tar gli ha riconosciuto sulla Tim e sulla sua richiesta
di piazzare l’ennesimo mostro sull’ennesimo condominio,
in questo caso di Recale, mentre il piano comunale delle installazioni
aveva confinato nella sola area cimiteriale i nuovi impianti.
Ma soprattutto perché, nelle motivazioni
della sentenza, la VII sezione del tribunale amministrativo
regionale presieduta da Francesco Guerriero ha scritto una
pagina di giurisprudenza tutta nuova. E tutta da imitare.
Assumendo, si legge, «la bontà della scelta operata
dal Comune, misura tipicamente di governo del territorio»
a fondamento della bocciatura del ricorso della Tim: quindi
regolamento, localizzazione dei nuovi impianti, piano annuale
di ampliamento da valutare e da approvare anche con controlli
sanitari. Questo il percorso sul quale si sono incamminati
Recale e il sindaco Amerigo Porfidia, accompagnati dall’amministrativista
Luigi Adinolfi e da una relazione tecnico-scientifica del
dipartimento di scienze ambientali della Sun: una corazzata,
visti i risultati. Esportabili ora, con un precedente che
fa testo, dovunque un’amministrazione comunale abbia
davvero voglia e intenzione di salvaguardare i cittadini dai
possibili rischi dell’inquinamento elettromagnetico.
Al quale il Comune di Recale e l’avvocato Adinolfi hanno
non dichiarato guerra - scelta anacronistica e sinora sempre
perdente, in tutta Italia - ma contrapposto una regolamentazione
e una programmazione che il Tar elogia come «sorrette
dal principio di ragionevolezza e da una sufficiente motivazione
tecnico scientifica». Rispetto alla quale la perizia
di parte della Tim, dice ancora il tribunale, denuncia «minore
autorevolezza»: il dipartimento di scienze ambientali
ha fatto rilievi, simulazioni e istruttorie prima di concludere
che l’area cimiteriale basta e avanza a garantire che
i cellulari, anche a Recale, squillino. Così il progresso
è tutelato. E la salute pure.
Mariella Carotenuto, Il
Mattino
Il Mattino, 11/05/2006
Il segretario che fece trasferire
il questore
Il Presidente ha diretto la federazione
del Pci dal 1951 al 1957: da allora rapporti forti e affettuosi
Per il suo primo impegno politico, per la sua prima militanza
partitica e per le sue frequentazioni in Terra di Lavoro,
il neo presidente della Repubblica Giorgio Napolitano può
essere considerato a tutti gli effetti casertano d’adozione.
Dal 1951 al 1957 fu, com’è noto, segretario provinciale
della federazione provinciale del Pci. Quello che pochi sanno,
invece, è che fu padrino - di fatto - dell'attuale
assessore provinciale dei Ds Franco Capobianco. Fu proprio
Napolitano a dichiarare la sua nascita al Comune di S.Maria
Capua Vetere al posto del padre Peppino, suo grande amico,
che era latitante per reati connessi alla sua carica di segretario
della federazione giovanile. E insieme a Gerardo Chiaromonte,
fu testimone delle nozze dell'attuale Presidente anche il
compianto deputato del Pci di Capua Vincenzo Raucci. A ricordarlo
Lino Martone, presidente della Cia di Caserta che osserva:
«Sarà forse una semplice coincidenza di scarso
valore per molti. Ma di sicuro denota lo scarsissimo valore
o significato che gran parte della sinistra e non solo, continua
ad avere di Caserta. Questa provincia continua a pagare lo
scotto di essere stata annullata e cancellata dal fascismo».
Ad altre nozze, quelle di Angelo Iacazzi, un altro casertano,
il Presidente partecipò come testimone. Napolitano,
nei suoi sette anni di permanenza a Caserta alla guida del
partito, si distinse anche per la sua elaborazione politica,
che poi venne conosciuta con il nome di «Migliorismo»
e che si connotava per la sua apertura al mondo occidentale
ed agli americani. Fra i suoi fedelissimi, i due deputati
casertani Antonio Bellocchio (che prese lo scranno parlamentare
del suo predecessore Vincenzo Raucci) e Paolo Broccoli. Primo
ricordo di Bellocchio: «Il neo Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano, a cui ho inviato i più fraterni
auguri, è stato il primo deputato della provincia di
Caserta perchè segretario della federazione di Caserta.
Nel 1958 non si presentò candidato nell'allora circoscrizione
elettorale Napoli-Caserta perchè fu eletto segretario
della federazione di Napoli. Allora tra le due cariche c'era
incompatibilità. Fu rieletto deputato nel 1953 sempre
nella nostra circoscrizione, segnalandosi per il suo intenso
impegno a favore delle problematiche casertane». E a
tal fine Bellocchio ricorda che, dopo la sua elezione a sindaco
di Pietravairano, ogni mese si recava, accompagnato sistematicamente
da Napolitano, presso i ministeri romani per sbrigare le varie
pratiche comunali. Nel suo exursus storico, Bellocchio ricora
che Napolitano lo nominò responsabile in provincia
di Caserta della sua corrente. Un altro episodio è
scolpito nella mente di Bellocchio: «All'epoca di Tambroni,
io, in qualità di dirigente dell'alleanza contadini,
indissi una manifestazione di canapicoltori, settore in profonda
crisi. Ci stavamo recando in prefettura per esporre le ragioni
della protesta, ma fummo caricati dalla polizia agli ordini
del capo gabinetto dell'epoca Verrusio. Napolitano, avvisato
di ciò, andò in questura apostrofando in malo
modo il questore di allora. E il giorno dopo si recò
dal ministro dell'Interno Tambroni chiedendo ed ottenendo
il trasferimento di Verrusio in un commissariato di Bari».
E poi tanti, tanti altri ricordi sul grande impegno del neo
Presidente per la provincia di Caserta. «Ho conosciuto
Napolitano - dice l'ex deputato Paolo Broccoli - intorno al
1956. Da allora i nostri rapporti si sono sempre più
intensificati. Ho avuto, altresì, rapporti politici
con lui quando c'è stata la trasformazione del Pci
in Pds. È stato molto presente in provincia durante
la campagna elettorale per le elezioni provinciali del '91.
Io l'accompagnavo durante i tour elettorali in provincia.
Ero una specie di collaboratore del luogo». Qual'era
il suo ristorante preferito a Caserta? «Andava a pranzo
presso il ristorante Adamo in via Mazzini. Ma più di
una volta l'ho accompagnato al ristorante "Il generale"
di Caiazzo il cui il proprietario era l'allora ex segretario
provinciale del Pci Adelchi Scarano. E più di una volta
l'ho accompagnato a comprare il miele presso una cooperativa
di giovani agricoltori». Infine un giudizio sulla sua
segreteria casertana: «Napolitano, che subentrava dopo
una serie di turbolenze interne, diede stabilità e
identità alla federazione provinciale del Pci. Tanto
è vero che dopo di lui, viene eletto segretario provinciale
Gaetano Volpe con cui si pose fine ai dirigenti esterni al
territorio casertano».
Giovanni De Stasio, dal
Mattino
L’Unità online,10 maggio
2006
Giorgio Napolitano è l'undicesimo
Presidente della Repubblica italiana
Giorgio
Napolitano è il nuovo presidente della Repubblica.
I votanti sono stati 990, su 1009 aventi diritto. È
stato eletto al quarto scrutinio con 543 voti, superando ampiamente
la maggioranza assoluta di 505 voti. L'Unione poteva contrare
su 540 voti. I risultati ufficiali sono stati letti dal presidente
della Camera Bertinotti. Un lungo applauso di tutto il Parlamento
già al superamento del quorum.
«Mi dispiace che la Casa delle libertà non abbia
capito che Napolitano sarà veramente il presidente
di tutti gli italiani, ma proprio perchè Napolitano
è così credo che potremo considerarlo in futuro
il presidente eletto da tutti»
Dopo tre scrutini seppelliti sotto le schede bianche delle
due coalizioni – il centrosinistra come segno di apertura,
la Cdl come mezzo per cancellare le proprie divisioni - si
è arrivati, ancora senza un´intesa, al voto decisivo.
Quello in cui il quorum è sceso dai due terzi dell´assemblea
alla metà più uno, impedendo di rinviare ulteriormente
la scelta.
Nel centrosinistra, come prevedibile, hanno dichiarato tutti
il proprio voto per Napolitano, senza soprese nell'urna. Con
il nuovo presidente anche i senatori a vita. Nel centrodestra,
invece, ha prevalso la linea berlusconiana e leghista del
muro contro muro e del sabotaggio istituzionale. Anche l´Udc
si è adeguata alla scheda bianca ed anche Casini si
è sottoposto all´umiliazione di dover attraversare
quasi di corsa la cabina elettorale, sotto lo sguardo vigile
dei pretoriani forzisti. Solo qualcuno, come Follini, ha avuto
il coraggio di ribellarsi, dichiarando pubblicamente il suo
voto per Napolitano.
dall’Unità
online
Il Mattino, 10/05/2006
Addetti Agip, dal prefetto nessun
accordo con l’Eni e la protesta va avanti
CASERTA. Resta ancora incerto il futuro dei cinque operatori
della stazione di servizio dell’Agip di viale Della
Libertà, che dal primo dicembre sono senza lavoro.
Il tavolo di confronto convocato ieri mattina dal prefetto
Maria Elena Stasi su invito dall’assessore provinciale
alle Politiche del Lavoro Enrico Milani non ha sortito gli
effetti sperati. «Il rappresentante del Gruppo Eni di
Napoli – dichiara Basilio Foglia della Cgil –
ha preteso che l’incontro avesse un carattere interlocutorio
e ha chiesto del tempo per acquisire informazioni sulla vicenda.
Un atteggiamento – denuncia il sindacalista –
che rischia di esasperare ulteriormente dei lavoratori che
da fine maggio non percepiranno più nemmeno il sussidio
di disoccupazione». Alla riunione erano presenti lo
stesso l’assessore Milani e il capogruppo di Rifondazione
comunista al consiglio provinciale Vincenzo Mataluna. «L’Agip
deve capire – affermano i due esponenti di Rc –
che Caserta è una provincia in cui è talmente
difficile entrare nel mercato del lavoro che c’è
chi, come molti giovani, rinuncia alla ricerca. Figuriamo
se è possibile immaginare un’alternativa per
lavoratori ultraquarantenni, peraltro monoreddito. Ci auguriamo,
quindi, che la proprietà si mostri disponibile a riprendere
il dialogo, altrimenti – avvertono –, parallelamente
alla lotta sindacale, non esiteremo ad aprire un conflitto
anche sul piano istituzionale». Nel frattempo, Crescenzo
Picozzi, Nicola Affinito, Pietro Santonastaso, Giuseppe Varano
e Pasquale Bellezza (i primi quattro, addetti all’erogazione
e l’ultimo, responsabile del punto di ristoro) continueranno
il sit–in di protesta fuori alla stazione di servizio,
impianto che dovrebbe rimanere chiuso, secondo l’unico
impegno assunto ieri mattina dall’Agip, fino a quando
non saranno concluse le trattative. La disavventura dei cinque
operatori, è utile ricordarlo, è iniziata lo
scorso 30 novembre, giorno in cui l’ex titolare della
pompa Francesco Farina, ha deciso di non rinnovare il contratto
con l’Agip Petroli e a chiuso i battenti. La società
del Gruppo Eni, indifferente alla richiesta avanzata dagli
operai di ottenerne la gestione, ha affidato la stazione ad
un socio dell’Agip Rete, società distinta ma
appartenente stesso allo gruppo, che si è rifiutato
di riassorbire il personale. Di qui, la protesta dei cinque
con il ricorso ai sindacati, alle istituzioni e al piantonamento
della struttura che dura, ormai, di più di una settimana.
«Non ci arrenderemo mai – dice Picozzi –,
ne va della sopravvivenza delle nostre famiglie».
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 10/05/2006
Caso Argenziano, tegola per l’esecutivo
Porfidia
RECALE. Sta assumendo i contorni di una vera e propria crisi
politica la vicenda legata alle dimissioni di Antimo Argenziano
dalla carica di consigliere comunale. L’esponente di
Alleanza nazionale, in corsa per le amministrative di Caserta,
il 28 maggio prossimo, ha deciso di lasciare il consiglio
comunale di Recale per rimuovere il vincolo di ineleggibilità
che gli impedirebbe, a fronte di un risultato elettorale utile,
di conquistare uno scranno a Palazzo Castropignano. Il suo
posto sarà occupato da Angelo Zarrillo, anch’egli
di An, primo dei non eletti nel 2002. Il presidente dell’assemblea
cittadina Bartolomeo Rossi ha convocato per lunedì
prossimo, alle 19, le assise nel corso delle quali avverrà
la surroga del consigliere dimissionario, oltre che la discussione
di un debito fuori bilancio. Fin qui, verrebbe da dire, nulla
di strano. Argenziano, però, che a Recale è
anche assessore al personale, nelle sue dimissioni ha espresso
l’intenzione di rimanere nell’esecutivo. Ed è
quest’ultimo aspetto che sta generando tensioni nella
compagine di governo. Il sindaco Americo Porfidia, a Roma
per impegni parlamentari, per il momento, ha liquidato la
questione con dichiarazioni evasive. Sa bene, infatti, che
c’è chi, come il vicesindaco Francesco Ommeniello,
mal digerirebbe la presenza di assessori esterni. E altri
che non hanno condiviso il metodo adottato da Argenziano,
che ha atteso una settimana prima di rendere note agli alleati
le sue dimissioni. Un gesto che è stato interpretato
come un’ulteriore frattura. Esplicativa, al riguardo,
è la nota diffusa, l’altro giorno, dalla sezione
«Giorgio Almirante»: «I continui cambi di
fronte dei «porfidiani» – si legge –
hanno fatto assumere alla maggioranza una connotazione sinistroide.
La candidatura a Caserta di Argenziano, voluta dai vertici
provinciali e regionali, è un segnale della riacquistata
vivacità della destra recalese».
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 06/05/2006
IL PREFETTO CONVOCA I SINDACATI
E L’ENI
Agip, tavolo contro i licenziamenti
Ma la protesta dei cinque dipendenti
prosegue a oltranza
Erano pronti a bloccare il traffico di viale Della Libertà.
Poi, ieri mattina, è arrivata una buona notizia. Il
prefetto Maria Elena Stasi, sollecitata dall’assessore
provinciale al Lavoro Enrico Milani, ha ufficialmente aperto
il confronto sui cinque operai della stazione di servizio
Agip che dal primo dicembre sono senza lavoro. Il tavolo di
concertazione è stato convocato per martedì
mattina in Prefettura, nel tentativo di trovare una mediazione
tra gli interessi della proprietà e le legittime aspirazioni
dei lavoratori, i quali, da giorni, stanno svolgendo un sit-in
di protesta all’ingresso dell’impianto, nei pressi
del cavalcavia ferroviario. All’incontro parteciperanno
le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, il gruppo Eni,
la Provincia, il comune di Caserta e la Confcommercio. «Finora
– dichiara il rappresentante della Cgil Basilio Foglia
– l’Agip ha evitato ogni forma di dialogo. La
riunione in Prefettura va letta, quindi, come un timido segnale
di apertura. Ci riterremo soddisfatti, però, solo quando
– conclude – la società si impegnerà
a garantire il futuro lavorativo degli operai». La disavventura
di Crescenzo Picozzi, Nicola Affinito, Pietro Santonastaso,
Giuseppe Varano e Pasquale Bellezza (i primi quattro, addetti
all’erogazione e l’ultimo, responsabile del punto
di ristoro) è iniziata cinque mesi fa, quando il titolare
della stazione di servizio, Francesco Farina, ha deciso di
non rinnovare il contratto con l’Agip e ha chiuso i
battenti. La società del gruppo Eni, indifferente alla
richiesta avanzata dagli operai di ottenerne la gestione,
ha affidato la gestione dell’impianto a un altro socio
della rete, il quale non ha mai manifestato l’intenzione
di riassorbire il personale, rivendicando la libertà
di poter scegliere i propri operatori. Poiché è
avvenuta una cessazione di attività e non essendo dipendenti
della casa madre, l’Agip non ha, almeno formalmente,
nessun obbligo nei confronti dei lavoratori e non può
costringere il nuovo gestore a riassumerli mediante il cosiddetto
passaggio di cantiere. La difficoltà dei sindacati
sarà, dunque, riuscire ad affermare l’importanza
di un posto di lavoro per cinque capifamiglia monoreddito
e ultraquarantenni. Lavoratori che, esauriti i benefici del
sussidio di disoccupazione, non saprebbero come altro sopravvivere.
«Abbiamo lavorato su questo impianto per oltre quindici
anni – afferma Picozzi, portavoce degli operai in protesta
– e non ci siamo lamentati nemmeno quando, prima che
fossero montate le pensiline, eravamo costretti a rifornire
gli automobilisti sotto la pioggia».
Claudio Lombardi, dal Mattino
Il Quotidiano di Caserta, 05/05/2006
Una cantautrice per la Pace
Nell’ampio
sala per congressi dell’ Hotel Capys di Capua, si è
svolta la presentazione della “Crociera della pace”
organizzata dalla MSC Crociere e dal CafeTravel Capua, un’Agenzia
Turistica gestita in maniera egregia dal dinamico Massimiliano
Cristarella. Fra i presenti abbiamo notato la presidente dell’Unicef
Campania Margherita Dini Ciacci, la presidente dell’Unicef
Caserta Emilia Narciso, il presidente dell’Associazione
Dea Sport Onlus di Bellona Franco Falco, un gruppo di giornalisti
e Agnese Ginocchio (nella foto) cantautrice e raffinata interprete
di canzone per la Pace. Colloquiando con Agnese abbiamo appreso
che, fin da adolescente, ha preferito cantare canzoni a sfondo
sociale e, tuttora, il suo impegno è quello di diffondere
messaggi che inducano tutti alla scoperta del valore della
Pace nel mondo. La carriera di Agnese Ginocchio è costellata
da numerose partecipazioni a manifestazioni canore. Fra le
tante citiamo: il Gran Premio della canzone italiana a Roma
(vincitrice), con la canzone “Gente del 2000”;
il Festival Internazionale della Pace ad Assisi; il 21 Marzo
u.s. all’Auditorium provinciale di Caserta con una delegazione
di giovani provenienti da Locri (Cosenza) e il 1 Maggio 2006
alla Festa dei Lavoratori a Locri. Il 13 maggio Agnese sarà
a Trebisacce (Cosenza) per parlare di Pace agli alunni delle
scuole, alla presenza di autorità civili e religiose
e di tutti coloro che desiderano uscire dall’omertà.
“Il mio motto, ci dice Agnese, è: “Cantautrice
per la Pace, la nonviolenza e la legalità, contro tutte
le guerre e le mafie. Oggi, continua Agnese, viviamo in un
costante pericolo che potrebbe distruggere la Pace nel mondo.
L’unico nemico è la guerra atomica che segnerebbe
la fine del genere umano e la distruzione di tutto ciò
che l’uomo ha costruito. Dobbiamo far prevalere i lati
positivi di ognuno di noi e difendere i deboli, la famiglia
ed il bene comune. Inoltre, conclude la giovane cantautrice,
è necessario associare il concetto di Pace a quello
della Legalità, unica condizione per una vita serena”.
Franco Valeriani, Il Quotidiano di Caserta
Il Mattino, 05/05/2006
CAPODRISE. LE DIVISIONI NELL’UNIONE
Russo, gelo sui «Democratici»
«Insieme per Capodrise per rinnovare una città
che deve ora rispondere alle diverse esigenze di una comunità
cresciuta sensibilmente negli anni sotto tutti i punti di
vista». Così il candidato a sindaco Nicola Russo,
leader appunto della lista «Insieme per Capodrise»,
ha sintetizzato, ieri mattina nel corso di una conferenza
stampa, il leit motiv della sua amministrazione nel caso in
cui dovesse aggiudicarsi la vittoria. Insieme a lui, a presentare
il progetto della «nuova Capodrise», anche i rappresentanti
del coordinamento della coalizione: l'ex sindaco Nicola Russo
Raucci, Maria Belfiore, Donato Nigro ed Enrico Pontillo; tutti
in rigorosa rappresentanza del cartello composto da Udeur,
Margherita, Comunisti Italiani, Verdi e Sinistra Democratica.
Alla domanda, poi, quale atteggiamento avete intenzione di
assumere rispetto alla Cdl e ai cugini ed avversari della
lista «Democratici per Capodrise» in questa campagna
elettorale oggi e domani in consiglio comunale, senza timore
alcuno, si è sciolto in una lunga dichiarazione. «Come
siamo aperti a tutta la città così lo siamo
anche nei confronti di chi oggi per ragioni proprie non è
presente in questa competizione - queste le parole di Russo
-. Diversamente valuteremo se esistono le condizioni per instaurare
un confronto dialettico corretto con i nostri concorrenti
- ha poi concluso -, anche se al momento non mi sembra che
ce ne siano i presupposti». Clima rovente così
come era immaginabile quindi nella divisa Unione, mentre nella
Cdl, in particolare nell'Udc, qualcosa è già
in movimento in vista degli annunciati posizionamenti. L'ex
assessore Riccardo Corridore ha infatti dichiarato di non
sentirsi vincolato dal partito e di avere iniziato una profonda
riflessione sul da farsi.
Dal Mattino
Il Mattino, 04/05/2006
RIFLETTORI SUL NATURALISTA BRITANNICO
Scienze celebra Darwin
Prof e studenti affollano l’aula
magna
Grande
successo di pubblico per il «Darwin Day», manifestazione
svoltasi ieri pomeriggio presso l’aula magna del Polo
scientifico di via Vivaldi e organizzata da tre docenti della
facoltà di Scienze della Sun, Gabriella Chieffi, Vincenzo
Stingo e Luca Colucci D’Amato. In una sala stracolma
di studenti e curiosi è stata ricordata la figura del
grande naturalista britannico Charles Darwin e la rilevanza
della sua teoria evoluzionistica, più volte (anche
recentemente) attaccata in maniera piuttosto energica. All’incontro
erano presenti il rettore della Sun, Antonio Grella, il preside
della facoltà di Scienze, Nicola Melone, l’assessore
provinciale all’Università, Lucia Esposito, il
professore emerito di Zoologia all’Università
di Siena, Pietro Omodeo, e Gianfranco Bangone, direttore del
bimestrale «Darwin». «L’appuntamento
di oggi (ieri, ndr) - ha spiegato il rettore Grella - dimostra
quanto la nostra Università ci tenga a fare formazione
e cultura sul territorio». Rivolgendosi all’assessore
provinciale Esposito, Grella ha lanciato una proposta: «Auspico
che quest’incontro possa essere l’occasione giusta
per dare vita a un vero progetto volto alla realizzazione
di un orto botanico a Caserta». Il preside Melone ha
sottolineato il valore fondamentale del contributo scientifico
di Darwin: «La teoria evoluzionistica - ha detto - è
stata realmente rivoluzionaria, dal momento che ha cambiato
la mentalità degli scienziati ma anche della gente
comune, entrando in contrasto con le autorità religiose».
Il direttore della rivista «Darwin», Gianfranco
Bangone, ha spiegato l’attualità della teoria
darwiniana nell’analisi di alcune malattie quali la
Bse e l’influenza aviaria: «Nel caso dell’aviaria
- ha spiegato Bangone - l’analisi evoluzionistica ci
consente di avere capacità predittive, in base alle
quali possiamo dire che nel prossimo settembre ci sarà
un’altra ondata. La critica alla teoria di Darwin è
puramente ideologica e non ha nulla di scientifico».
Nel corso della manifestazione, poi, Sofia Sica, presidente
della sezione campana dell’Associazione insegnanti di
scienze naturali, ha premiato gli studenti delle scuole superiori
classificatisi primi alle Olimpiadi campane delle scienze
naturali.
Sergio Beneduce dal
Mattino
Aprile online, 4 maggio 2006

Anzi spalancatela per bene e per
tutta la durata della legislatura. Perché la società
civile, il popolo delle primarie, il ceto medio riflessivo
è sempre qui e prima o poi batterà cassa
Siamo usciti fuori dalle elezioni con una vittoria di stretta
misura. Un risultato certo inferiore alle aspettative, ma
enorme se pensiamo alla trappola della nuova legge elettorale
– proporzionale e cieca, senza preferenze – e
allo strapotere mediatico della ex maggioranza di governo
e del suo capo. Comunque abbiamo vinto : senza le tv e grazie
all’enorme spirito di sacrificio e alla disciplina degli
elettori del centrosinistra, sulla cui fiducia l’Unione
deve poter contare ancora. Ma la fiducia va conquistata e
confermata giorno dopo giorno, sperimentando la giusta mediazione
fra le aspettative di un paese intero e un programma elettorale
di 280 pagine partorito in un “fabbrica” di illustri
addetti ai lavori e non bensì, come avvenne nel 1996,
attraverso l’immensa fucina dei tanti congressi interregionali
in giro per l’Italia dove confluirono davvero decine
di migliaia di anonimi volontari esperti di welfare, di industria,
di scuola e di sanità, di commercio e di credito, di
ambiente. E che attraverso mille seminari scrissero quelle
che poi sarebbero diventate le 88 tesi dell’Ulivo per
la campagna del 1996.
Un attimo prima che il governo dell’Unione veda la luce
è bene ricordarle certe cose, per non correre il rischio
fra un paio di anni di un nuovo palavobis stavolta ostile.
Perché l’Italia nell’ultimo voto si è
divisa in due ed esiste dunque un problema di consenso soprattutto
nel paese, prima che in parlamento. In questo senso la società
civile può, anzi deve svolgere un ruolo importantissimo
e dinamico, quello di alimentare e diffondere la conoscenza
dei problemi e delle relative proposte di soluzione per far
crescere una partecipazione positiva anche da parte di elettori
del centrodestra. Basta con le barricate.
E allora facciamo il punto. Per quattro quinti della precedente
legislatura è stata la società civile a muoversi,
a tenere botta nel paese mentre il parlamento si trasformava
inesorabilmente in un votificio a favore della maggioranza.
Deputati e senatori del centrosinistra hanno fatto quel che
hanno potuto nell’ambito delle prerogative parlamentari,
e sappiamo che non è bastato : è passato di
tutto, dalle leggi ad personam alla riforma costituzionale.
Ma fuori da Montecitorio si poteva, anzi si doveva fare di
più, rischiare di più. Per quei milioni di cittadini
che non si sono mai dati per vinti e si sono organizzati fra
di loro, anche fuori dalle sezioni di partiti che la sconfitta
elettorale del 2001 aveva svuotato di qualsiasi vitalità.
Si sono ritrovati nelle piazze e nelle strade, sotto le nuove
bandiere arcobaleno della pace, nella rete internet rimasta
l’unica frontiera libera di una informazione sempre
più irreggimentata. Non so dire quante volte, quante
manifestazioni ci sono state da quel maggio del 2001 fino
ad oggi, ma so di certo che la maggior parte sono nate per
l’ iniziativa, per la forte imperiosa spinta dal basso
che ha saputo portare l’esercito dei peones della politica,
quelli senza ministero e senza portafoglio ma con famiglia
a carico.
Siamo stati supplenti per anni e adesso che arriva il professore
ci ritiriamo in buon ordine, ma sempre vigili e attenti. Perché
ricordiamo con amarezza certi tentativi, dal fantomatico PRE,
il partito riformista europeo, creato a tavolino e calato
dall’alto fino al varo delle primarie per Prodi che
potevano, dovevano essere qualcosa di più grande e
di diverso se soltanto si fosse voluto e non si fosse perso
tempo. Perché la democrazia diretta non basta dire
di volerla fare, bisogna farla e basta, creare gli strumenti
giusti, le regole nuove – anzi vecchie per la verità
perché basta guardare alla Costituzione – di
delega e rappresentanza. Ora l’Unione è al governo
e può dimostrare al paese che cosa è la vera
democrazia. Se lo fa ci troverà accanto.
Queste ultime elezioni ci hanno fatto conoscere la triste
realtà delle liste burqa. Candidati già nominati
dai partiti, posizionati all’interno della lista già
sapendo con buona approssimazione chi sarebbe stato eletto
e chi no. E in ogni caso, nominativi venuti fuori dalle segreterie,
non certo dalla società civile. Questa legge elettorale,
questa “porcata” il centrosinistra in tv l’ha
sempre attaccata, denunciata. Bene, ma si poteva aggirarla,
anzi si poteva trasformarla in un tremendo boomerang contro
il centrodestra se solo si avesse avuta la percezione di quanto
e come la società degli elettori fosse già molto
più unita e coesa di quella degli eletti. Contro le
liste blindate si dovevano proporre le elezioni primarie,
aperte e trasparenti per tutti i partiti del centrosinistra,
ma per selezionare TUTTI i candidati da inserire poi nelle
liste elettorali e non solo per acclamare Romano Prodi come
candidato premier. E si poteva in questo modo far votare anche
il programma nelle sue linee essenziali, prima ancora della
sua stesura definitiva.
Il governo Prodi – un governo di “nominati”
e non di candidati eletti, per il perverso effetto di una
legge da rifare in fretta - sarà presto chiamato a
scelte importanti, determinanti per il paese e per la sua
crescita. Scelte che potranno anche essere impopolari, ancorché
necessarie. Per questo è essenziale che il nuovo governo
tenga aperta la porta. Tornare alla concertazione con i sindacati
è un buon inizio ma non basta perché anche i
cittadini hanno da troppo tempo molto da dire e da proporre.
Un “valore aggiunto” di esperienze e di problemi
che ha superato la prova di tante elezioni e non va disperso,
ma anzi capitalizzato con l’apertura di una specifica
linea di credito da parte del premier e dei suoi ministri.
Una “linea rossa” con il paese, sempre aperta,
questo è tremendamente necessario allestire in fretta.
Ascoltare, ascoltare, ascoltare perché troppo profondo
è il disagio di certi territori, di segmenti interi
della popolazione che quasi non hanno più voce. Troppi
errori si sarebbero evitati anche nel precedente governo dell’Ulivo
se la gente fosse stata ascoltata di più. Tanti problemi
sarebbero stati risolti, a cominciare dal conflitto di interessi
di chi poi ha spadroneggiato per cinque anni. Do un suggerimento
: nei primi cento giorni di governo variamo la legge sulle
elezioni primarie da tenersi prima dei confronti elettorali,
gettiamo le basi per un ricambio vero della rappresentanza
politica. Facciamo emergere democraticamente i diritti e i
talenti diffusi e clientele e padrinati si esauriranno da
soli, per asfissia. Facciamo subito qualcosa di sinistra per
tutti, e molti che hanno votato a destra scopriranno di aver
sbagliato. E fra cinque anni forse ci daranno anche il voto.
Stefano Olivieri, da Aprile
online
Associazione del 2000 Pace, 04/05/2006
4º CAMMINO DI RICONCILIAZIONE
E PACE
"IL GRIDO DELL'AFRICA"
BENEVENTO-PIETRELCINA 20 MAGGIO
2006
Raduno ore 9:00 Piazza Risorgimento
"Mai più guerre", "La povertà
non è un destino", "I poveri non possono
aspettare": sono questi gli appelli che abbiamo lanciato
per convocare nel 2003, nel 2004 e nel 2005 il Cammino di
Riconciliazione e Pace.
Vogliamo rinnovare la nostra responsabilità nell'essere
a fianco di coloro che soffrono a causa della giustizia e
affermare, ancora una volta, che "non c'è pace
senza giustizia".
Per questo ricordiamo la responsabilità dei "grandi"
della Terra che, nei Vertici di New York sugli Obiettivi di
Sviluppo del Millennio (settembre 2005) e di Hong Kong sul
commercio mondiale (dicembre 2005), hanno scelto - ancora
una volta - di privilegiare gli interessi dei Paesi più
ricchi e di lasciare inascoltato "il grido dei poveri
e degli oppressi" che sorge da tutto il Sud del mondo
e soprattutto dall'Africa.
Vogliamo ripetere ancora una volta,
con i fratelli e le sorelle d'Africa,
che in quel continente
la povertà è la causa principale della fame.
è negato il diritto all'istruzione.
la mortalità infantile aumenta. a causa di malattie
prevenibili, della diffusione dell'HIV/AIDS e dei conflitti.
è negato il diritto alla sanità.
sono negate le cure per HIV/AIDS,
è negato il diritto all'acqua potabile
Ma vogliamo anche dire che
l'Africa non è solo
la sua fame e la sua miseria!
La sua gente, le sue culture, la sua natura
ci dicono che
l'Africa è vita!
È anche la nostra vita!
Associazione del 2000 Pace
Auser Caserta, 30 aprile 2006
Anche
Ceglie nel programma di maggio
Il monumentale maggio organizzato dall’Auser di Caserta,
presieduta da Elisabetta Luise, si arricchisce di un ulteriore
appuntamento a fine mese. Infatti, mercoledì
31 maggio, alle ore 19, ci sarà un incontro
pubblico promosso dall’Auser – in collaborazione
con la Rete Democratica e il Comitato don Diana – sul
tema “I valori di solidarietà e i diritti sociali
nella Costituzione”. Interverrà il giudice Donato
Ceglie.
Intanto, c’è molta attesa per la conferenza
sulla collezione d’arte contemporanea “Terrae
Motus” che il critico d’arte Enzo Battarra terrà
mercoledì 3 maggio alle ore 18 presso la sede territoriale
in via Roma 8 e che darà l’avvio all’intenso
programma di maggio.
Giovedì 4 maggio alle ore 19, poi,
presentazione del libro di Giuseppe Montesano “Magic
People” in collaborazione con la libreria Uthòpia
di Capua. Con l’autore ne discutono le professoresse
Vanna Corvese e Liliana Vastano; le letture saranno a cura
di Luigi Fusco e Vittoria Maietta.
Venerdì 5 maggio alle ore 16 visita
alla collezione Terrae Motus all’interno della Reggia,
in collaborazione con l’Associazione Italia Nostra.
Mercoledì 10 maggio alle ore 19 incontro
medico su ”L’Ipertensione Arteriosa e i fattori
di rischio per le malattie cardio-vascolari”, a cura
della dottoressa Rita Esposito, cardiologa e internista.
Sabato 20 maggio l’Auser propone “Una
giornata particolare: Visita al Man (Museo Aperto Napoli)”
con Palazzo Fuga e il Centro storico, compresi il Duomo con
la cappella del tesoro di San Gennaro, il Pio Monte della
Misericordia, la chiesa di San Lorenzo. La gita si effettuerà
con il pullman, con partenza alle ore 8,30 e ritorno a Caserta
alle 19. Il costo è di 18 euro, compreso di pizza e
sfizi. Per ulteriori informazioni telefonare al numero 339.7098957
e ritirare il programma dettagliato in sede. È necessaria
la prenotazione.
Mercoledì 24 maggio si terrà
a Maddaloni l’incontro sull’Eda (Educazione degli
Adulti) a conclusione del progetto “Comunicarsi”
attraverso il palcoscenico, con e senza sipario. La manifestazione,
promossa dall’Auser, Comune di Maddaloni e Smile, si
svilupperà in due parti: la conferenza con la partecipazione
di esperti e la rappresentazione teatrale con la partecipazione
degli allievi del corso.
Sabato 27 maggio, per la giornata raccolta
fondi, vendita in piazza della pasta della solidarietà.
Continuano i corsi di Inglese il lunedì dalle 16,30
alle 17,30 con la professoressa Mariella Natale e di Informatica
il mercoledì con l’ingegnere Domenico Cicalese,
il primo turno dalle ore 17 alle 18, il secondo dalle 18 alle
19.
La Consulenza legale, solo per i soci Auser, è fissata
per il primo lunedì del mese alle ore 17 presso la
sede. E’ possibile avvalersi della consulenza nei successivi
lunedì del mese dalle ore 17 alle 18 previo appuntamento
telefonico al n. 0823-356356.
Per eventuali informazioni telefonare alla Presidenza, numero
di cellulare 339-7098957.
Infine, si avvisa che presso la Presidenza si può ritirare
la scheda con le convenzioni Auser.
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