RASSEGNA STAMPA - AGOSTO 2006

Il Mattino, 29/08/2006

RECALE

Approvato il bilancio consuntivo del 2005 ma l’opposizione è critica: siamo più poveri

Recale. Maggioranza e opposizione alla resa dei conti. Ieri mattina, in via Municipio, il consiglio comunale ha discusso e approvato (con i soli voti della compagine di governo) il bilancio consuntivo dell’esercizio finanziario 2005. Una seduta dall’esito scontato, utilizzata dalla minoranza per esprimere una valutazione politica complessiva dell’andamento delle finanze pubbliche nell’arco dei cinque anni dell’amministrazione Porfidia. «È stata una gestione priva di respiro strategico - dice il consigliere dei Ds Vincenzo Landolfo - e limitata a una navigazione a vista fra gli scogli delle emergenze quotidiane. Per verificarlo, basta confrontare il quadro riassuntivo del rendiconto del 2005 con quello della gestione finanziaria approvata come primo atto dalla maggioranza al suo insediamento, vale a dire il rendiconto dell’anno 2001. Il risultato netto si concretizza in meno 1,2 milioni di euro di fondo di cassa e in meno 546mila euro di avanzo di amministrazione». Questo significa che «oggi i cittadini di Recale sono più poveri di quasi 2 milioni di euro, fra liquidità e disponibilità finanziaria». Landolfo poi si pone due interrogativi. «Questo denaro è stato, forse, investito per realizzare opere a beneficio dei cittadini? È il risultato di una diminuzione del carico tributario a carico delle famiglie? Non ci vuole molto per capire che le cose stanno diversamente, cominciando dalla dissennata gestione della spesa corrente e di servizi fondamentali, come lo smaltimento dei rifiuti». Ha difeso il lavoro svolto in cinque anni difficili per gli enti locali, invece, l’assessore alle finanze Andrea Mastroianni (IdV): «La presenza di un avanzo, se pur di ventinovemila euro, dimostra che le previsioni sono state corrette e la gestione oculata. I minori trasferimenti statali, gli ingenti costi per il personale e il forte indebitamento ereditato dal passato, hanno ridotto di molto il raggio di manovra. Ma nonostante ciò abbiamo concluso operazioni brillanti: la rinegoziazione dei mutui e l’atto transattivo siglato con l’Eni Acque».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 29/08/2006

IL CENTROSINISTRA VERSO LA RIPRESA DEL CONFRONTO SUGLI ASSETTI DI ENTI E CONSORZI

Porfidia: un assessorato all’Idv in Provincia

L’appuntamento è per il 4 settembre. I partiti del centrosinistra si rivedono dopo la pausa estiva per avviare il confronto su enti, rimpasto alla Provincia e nomine. Un appuntamento che Americo Porfidia, deputato e segretario provinciale di Italia dei Valori, protagonista della cosiddetta "rivolta dei cespugli" del centrosinistra contro i partiti "pigliatutto", accoglie con malcelata soddisfazione: «Noi, l'Udeur, Rifondazione, i Comunisti Italiani e gli altri partiti minori avevamo chiesto da tempo un tavolo di confronto e di verifica provinciale. Meglio tardi che mai». È stato detto che il centrosinistra non brilla perché carente di una cabina di regia. «C'è assolutamente bisogno di creare un dialogo permanente. Finora non c'è stato. Si è fatta una politica a macchia di leopardo. Io ritengo che ci voglia una cabina di regia che possa organizzare l'attività politica ed amministrativa. Ed è in questo modo che si potrà avere una sinergia fra tutte le istituzioni presenti sul territorio». Ma formata da chi? «Dovrebbe essere formata - ed è questa la proposta che lancerò nell'interpartitico - da rappresentanze politiche e tecniche. Questo anche per dare risposte adeguate in termini di servizi ai cittadini. Per la presenza dei parlamentari, dico che se il nostro contributo può essere importante, metto la mia esperienza ed il mio ruolo istituzionale a disposizione della coalizione. Voglio solo sperare che per il centrosinistra inizi una nuova stagione, nel senso che vengano seguite delle regole precise e democratiche e che finisca quella voglia di prevaricazione di alcune forze politiche che porta ad una conflittualità permanente". Insomma, metterete tutto sul tavolo? «Esattamente. Sono d'accordo con il collega Pierino Squaglia che bisogna iniziare la verifica dalla Provincia per darle un più razionale ed adeguato assetto politico-istituzionale". Chiederete un assessorato per il vostro consigliere Massi? «L'Italia dei Valori ha assunto un ruolo tale nella provincia di Caserta per cui è necessaria anche una presenza nell'esecutivo provinciale. Vogliamo continuare ad essere quel partito di coscienza che quando crede in qualcosa, cerca di portarlo avanti al di là degli schieramenti». Si va verso il rinnovamento di enti quasi tutti falliti? Altre prebende da assegnare? «Anche per gli enti ritengo bisogna creare una cabina di regia che crei dei principi per le designazioni. Basta con la politica del contentino. I prescelti debbono praticare negli enti e nei consorzi politiche che evitino sperperi di pubblico denaro e diano servizi efficienti ai cittadini. E in questa logica chiederò anche che si riduca il numero dei componenti nei consigli di amministrazione».

Giovanni De Stasio, dal Mattino

Il Mattino, 23/08/2006

RECALE VERSO LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE

L’Udc trova il leader ma cerca altri iscritti

Recale. Casa delle Libertà senza porte, né finestre. L’Udc ha finalmente individuato un leader condiviso, o quantomeno digerito, da tutti (il consigliere di «mino–maggioranza» Antimo Mastroianni). Ma, dopo la diaspora dei Porfidia, il partito è alla ricerca di iscritti. Scenario uguale e opposto per Forza Italia: il movimento «fantasma» vanta centinaia di seguaci «occulti», eppure stenta a trovare un leader che sappia rappresentarli. Chi di rappresentanti ne ha, invece, fin troppi è Alleanza nazionale. Uscita rinforzata dalle ultime politiche, An potrebbe rivelarsi determinante alle amministrative di primavera, a patto, però, che riesca a diluire le contraddizioni interne e a superare una fase di commissariamento che dura, ormai, da troppo tempo. I finiani non lo ammetteranno mai, ma nella sezione di via Municipio albergano almeno due anime: quella che si riconosce in Antimo Argenziano e quella, minoritaria, che sostiene ancora Franco Massaro. Alle comunali del 2002 il partito si presentò diviso: Argenziano appoggiò Americo Porfidia, mentre Massaro si candidò con Ovidio Gadola. Le urne diedero ragione al primo, che ottenne, tra l’altro, un assessorato con delega al personale e all’edilizia privata. Oggi, i rapporti tra An e il primo cittadino non sono quelli di un tempo. Ma, se permarranno le divergenze interne, Porfidia potrebbe trarne vantaggio. Sarà interessante capire quale ruolo interpreteranno, nei prossimi mesi, i giovani del partito (Lello Porfidia & Co.). Ossia, se riusciranno o meno a fungere da collante. Nel frattempo, nel centrosinistra la provocazione delle primarie per individuare il candidato a sindaco lanciata da queste colonne comincia a solleticare il palato di qualcuno. Tra i possibilisti c’è Vincenzo De Angelis. Del resto, il segretario dei Democratici di sinistra sarebbe disposto a presentarsi da solo, pur di non concorrere con una lista capeggiata da Gadola. Per la Quercia equivarrebbe all’ennesimo pasticcio elettorale che rischia di fornire il pretesto a Porfidia per ritessere relazioni spurie. Magari proprio con Alleanza nazionale.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 22/08/2006

RECALE. CAGNOLINI SPARITI DA UN FONDO DEGLI ANIMALISTI

Cuccioli abbandonati, salvati e poi rapiti

alcuni dei cuccioli salvati da Beat 101Recale. C’è sgomento tra i volontari di «Beat 101». Dodici cuccioli che l’associazione stava accudendo sono misteriosamente spariti. I cani, meticci di poche settimane di vita, erano parte di un gruppo di ventiquattro esemplari, che gli animalisti avevano ritrovato, circa un mese fa, su un appezzamento alla periferia est di Recale. A insospettire i volontari, che, come ogni mattina, anche ieri, di buon’ora, si accingevano a portare ai piccoli acqua e cibo, il lucchetto manomesso posto a chiusura della rete metallica che circonda il terreno. «Non volevamo – dice Sonia Scielzo, vicepresidente di «Beat 101» – che finissero tutti al canile dell’Asl di Marcianise, già stracolmo. E, poiché il comune di Recale non ha una struttura adeguata per accogliere i cani vaganti, abbiamo pensato che il posto migliore per occuparsene era proprio quel fondo recintato. Erano ben riparati e vicini alle loro mamme. Nel frattempo, abbiamo attivato un numero di telefono (338.977.1500) per incentivare le adozioni e, finora, ne avevamo donati due ad altrettante famiglie». L’ipotesi più plausibile è quella di un atto vandalico, anche se non si può escludere che si tratti di un rapimento su commessone per alimentare il mercato dei cani destinati ai combattimenti clandestini, pratica molto diffusa nell’Aversano. Gli animalisti temono, ora, per i dieci cuccioli rimasti.

cl. lo., dal Mattino

Il Mattino, 20/08/2006

RECALE. CENTROSINISTRA DIVISO

Urbanistica, critiche dai Ds

Recale. Permane nel centrosinistra recalese uno stato di profonda confusione. Chi temeva un accordo tra Democratici di sinistra e Italia dei Valori, un’intesa che avrebbe decretato anzitempo la riconferma di Americo Porfidia al governo della città, sarà stato contento di leggere quanto il segretario dei Ds Vincenzo De Angelis ha scritto a proposito del nuovo strumento urbanistico («Privilegia l’espansione edilizia, malgrado l’esperienza negativa del vecchio piano regolatore»). Questo non significa, però, che si siano placate le divergenze tra la Quercia e il cartello formato da Socialisti, Sdi e Margherita (di Giuseppe Lasco) sul futuro dell’Unione. Non è la prima volta che De Angelis evidenzia la distanza da una maggioranza di cui non condivide né l’operato né l’ambigua connotazione politica. Ma, con altrettanta enfasi, ha dichiarato in più occasioni di non essere disposto a partecipare alle amministrative di primavera con una lista simile a quella del 1997. È vista come un tentativo di chirurgia plastico–elettorale, con Ovidio Gadola candidato alla carica di sindaco, che rischia di produrre un mostro e che fornirebbe il pretesto a Porfidia per ritessere alleanze spurie. Magari recuperando il rapporto con Alleanza nazionale, che, nonostante le divergenze tra Antimo Argenziano e Franco Massaro, prova a riorganizzarsi. Insomma, se l’Unione vorrà presentarsi compatta, Filiberto Gianoglio, Lasco e Gadola dovranno avere il coraggio di abbandonare idee preconfezionate e di aprire a settembre un tavolo che non potrà essere precluso a chi oggi è segretario provinciale di un movimento che è parte integrante della coalizione. Dovranno essere i partiti del centrosinistra a stabilire forma e obiettivi della lista, e l’eventuale esclusione di Porfidia. Sul nome del candidato a sindaco, poi, se non si arriverà a un’intesa, si potrà sempre ricorrere alle primarie.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 17/08/2006

Centro commerciale, l’isola di chi resta in città

Centri commerciali aperti per ferie. I casertani vanno in vacanza, ma la grande distribuzione non si ferma. È finita l’era della città–deserto e dei pochi superstiti metropolitani che dovevano riempire il serbatoio di benzina per comprare latte e pane freschi, fare colazione, prendere l’aperitivo al bar o concedersi un pranzo al ristorante. I tempi sono cambiati, il grande esodo è solo un pallido ricordo. Le ferie di solito durano l’arco di un week end, al massimo si prolungano per una settimana. Sono mutati, insomma, i bioritmi dell’estate. E se il negoziante sotto casa si «ostina» a chiudere bottega, le «cattedrali» del consumo, appena fuori le mura, si adeguano alle nuove tendenze. I megastore lungo l’asse Marcianise–Maddaloni saranno aperti fino alla fine del mese. Saracinesche alzare anche di domenica per «I Giardini del Sole», «Brico Verde» e «Mercatone Uno» a Capodrise e per «Mobilia» e «Progress» sulla 265 a Maddaloni. Pensionati, disoccupati, studenti, ma anche lavoratori interinali, impiegati e piccoli imprenditori. Cresce ogni anno e si diversifica l’esercito di chi resta in città e si lascia sedurre dalle gallerie luccicanti dei parchi commerciali. Pronto a farsi ingoiare dalle porte scorrevoli che lo risputeranno di sera, con lo sguardo stanco, le caviglie gonfie, stordito dall’aria condizionata. Siamo solo di fronte ad una rivoluzione dei costumi o è colpa, forse, della popolazione che invecchia, della crisi economica e della precarizzazione nell’ipo–mercato del lavoro? Ecco alcune delle testimonianze raccolte al «Carrefour» di Capodrise, ieri mattina: «Ho 74 anni, sono vedovo. Dove vuole che vada?», Arturo Trocciola, pensionato. «Resto a Caserta perché sto preparando uno spettacolo in scena il 29 agosto a Benevento», Francesco Paglino, 35 anni, attore. «Non vado in vacanza perchè mio padre ha perso il lavoro. Guardare le vetrine mi diverte, soprattutto quando fa caldo», Nicoletta Caparco, 20 anni, studentessa. «Il 23 agosto ho un colloquio per un posto in un call center», Titti Smaldone, 27 anni, laureata in sociologia. «Purtroppo (o per fortuna), lavoro tutto il mese», Gaetano Farina, 29 anni, operaio. «Sono stata fuori a luglio… adesso mi scusi, ma ho fretta e devo fare la spesa», Rosanna Tessitore, 31 anni, insegnante. «Vacanze?», Ferizate Kapxhiu, 46 anni, albanese, collaboratrice domestica. «Mia madre è all’antica, non vuole che mi allontani con il mio ragazzo. Eppure stiamo insieme da due anni!», A.M., 17 anni, studentessa. «Le ferie le prendo a settembre. Qui, intanto, trovo quello che mi serve a pezzi accettabili», Michele Papa, 39 anni, rappresentante. Nell’area parcheggio di «Progress» abbiamo incontrato Alberto Guarriello, 38 anni, architetto. Così ha spiegato il fenomeno: «I centri commerciali rappresentano la tipologia edilizia che ha subito più cambiamenti negli ultimi decenni. Che piaccia o no, sono diventati vere agorà postmoderne, nuovi centri di relazione, ben lontani dall’iniziale e poco attraente formato magazzino». Come dargli torto. Ma basta passeggiare qualche ora in un «Carrefour», in un «Famila» o in una «IperCoop» qualsiasi per accorgersi che i carrelli sono sempre più vuoti e la corsia più affollata è quella dell’uscita senza acquisti.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Comunicato stampa, 14 agosto 2006

Gli ambientalisti di Cruna stroncano il PUC

Puc: “È solo un piano edilizio. Vivibilità a rischio”

La città si ritrova, per l’ennesima volta, a subire un piano regolatore redatto da un progettista in cui impegno, canalizzato a dovere da chi ci governa, si è riversato nell’identificazione delle aree edificabili, a discapito di ogni slancio progettuale e lasciando giacente la domanda diffusa di servizi collettivi e di maggiore vivibilità. I cittadini hanno tentato di esprimere idee, proposte e suggerimenti. Per la gran parte legittimi e ragionevoli, ma del tutto ignorati da chi doveva solo redigere un piano “edilizio”. Le aree destinate ad uso collettivo risultano, oltre che insufficienti, mal distribuite. Il progettista ha relegato in posizioni periferiche la maggior parte delle zone F, fino ad individuare l’unica area destinata a parco urbano in una località pressoché irraggiungibile. Non è previsto un “polmone verde” al centro della città e non sono stati pensati parcheggi ed infrastrutture fondamentali nei quartieri più popolosi. Mentre un’attenzione francamente eccessiva è stata riservata al comparto su cui insiste l’Industria Calce Casertana, stabilimento insalubre che ha procurato danni incalcolabili alla nostra comunità. Danni talmente gravi che il sindaco Americo Porfidia il 4 marzo del 2003 ha firmato un’ordinanza con cui disponeva l’immediata chiusura dell’impianto. L’atto non è stato mai impugnato dalla proprietà ed è ancora efficace. Stranamente, però, non è stato mai fatto eseguire. L’ordinanza non compare neppure nella convenzione che il Comune di Recale ha stipulato, lo scorso 10 marzo, con l’imprenditore Giuseppe Vozza, amministratore unico della società. Un’omissione gravissima, che ha contribuito a generare un accordo scellerato. La convenzione, infatti, oltre a non prevedere nessun intervento di bonifica ambientale, è stata concepita come una sorta di “liquidazione” in favore della proprietà per i costi da sostenere per la delocalizzazione dello stabilimento e non contempla nessuna forma di risarcimento per i mali patiti negli ultimi decenni dalla nostra comunità. Insomma, nel rispetto di una tradizione ormai consolidata, anche in questa nuova proposta di piano regolatore è prevalsa la cieca astuzia machiavellica del fine che giustifica i mezzi, dove il fine travalica il semplice accrescimento del consenso elettorale e i mezzi sono le infinite mediazioni e le troppe concessioni accordate a pochi “eletti”. Al Consiglio Comunale spetta ora il compito non facile di porre rimedio alle contraddizioni più evidenti, anche perché se questo se questo piano sarà adottato così come è e se, sfruttando una congiuntura politico–amministrativa favorevole, sarà approvato dalla Provincia di Caserta senza modifiche sostanziali, diverrà lo strumento con il quale l’Amministrazione Comunale condurrà al totale asservimento della città agli interessi degli speculatori.

CRUNA, comunicato stampa

Il Mattino, 11/08/2006

RECALE. SCADE OGGI IL TERMINE PER LE OSSERVAZIONI

Urbanistica, Puc bocciato dall’opposizione

Recale. Fioccano le osservazioni al piano urbanistico omunale. Fino al pomeriggio di ieri, i ricorsi erano più di 50, ed è certo che partiti politici, associazioni e singoli cittadini sfrutteranno anche le ultime ore utili (i termini di presentazione scadono alle 12 di oggi) per avanzare proposte, rilevare obiezioni o scovare possibili violazioni della normativa. Da settembre, le osservazioni saranno valutate dal consiglio comunale, che avrà 90 giorni di tempo per esaminarle. La maggioranza assicura che il progettista Luigi Barone ha redatto un buon piano, ma lo strumento urbanistico non convince. «E la pila di osservazioni al protocollo ne è la prova» accusa il consigliere Vincenzo Landolfo dei Democratici di sinistra. «È una proposta di piano inaccettabile: difende un piccolo gruppo di proprietari terrieri e mortifica quei recalesi che vorrebbe, invece, una cittadina con più parcheggi, giardini pubblici e strutture sportive» rincara Landolfo. Critiche arrivano anche dagli ambientalisti: «La città si ritrova – dichiara Giuseppe Vanore di “Cruna” – per l’ennesima volta, a subire un piano redatto da un progettista la cui attenzione, canalizzata a dovere, si è concentrata nell’identificare le aree edificabili, a discapito di ogni slancio progettuale e lasciando giacente la domanda diffusa di servizi collettivi e di maggiore vivibilità. Nella fase di elaborazione del progetto – aggiunge Vanore – i cittadini hanno tentato di esprimere idee, proposte e suggerimenti. Per la gran parte legittimi e ragionevoli, ma del tutto ignorati da chi doveva solo redigere un piano “edilizio”». Non appena sarà conclusa la disamina delle osservazioni, il Puc sarà inviato in Provincia. L’ente si limiterà a esprimere un parere di compatibilità rispetto ai piani urbanistici provinciale e regionale. Ricevute le tavole, il consiglio comunale avrà 30 giorni per recepire le eventuali prescrizioni prodotte.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 05/08/2006

Ventitré cuccioli in cerca di amore

Recale. Ventitré cuccioli. Quarantasei occhi che, ancora inconsapevoli, guardano il mondo. Vivono in buche scavate nella terra da due femmine e da due maschi adulti, all’ombra di una casupola diroccata, su un fondo nella periferia Est di Recale. Hanno circa 6-7 settimane, godono di ottima salute e, per quel che importa, sono meticci. Alcuni sembrano batuffoli di bambagia, altri sono neri come la pece, altri ancora, chiazzati… incroci variopinti di razze e di storie diverse. Avvistati da un contadino della zona, attualmente sono accuditi dai volontari di «Beat 101». «Quando li abbiamo ritrovati erano impauriti, affamati e disidratati», racconta Sonia Scielzo, vicepresidente dell’associazione animalista. «Se fossimo arrivati qualche giorno più tardi, molti di loro sarebbero morti». Nel futuro dei CUCCIOLI c’è il canile dell’Asl di Marcianise, già iperaffollato. Il comune di Recale non ha una struttura adeguata per accoglierli e il proprietario del terreno non intende tenerli. Per scongiurare quest’evenienza, «Beat 101» ha attivato un numero di telefono (338.977.1500) nella speranza che in provincia ci siano famiglie disposte ad adottarli. Ma la Scielzo avverte: «Prima di chiamare bisogna rendersi conto che adottare un animale è una scelta impegnativa».

Claudio Lombardi, dal Mattino

 

 
 
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2 agosto 1980/2006

Approvato il consuntivo 2005, ma l'opposizione è critica: siamo più poveri
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Porfidia: un assessorato all'IdV in provincia
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L'Udc trova il leader, ma cerca altri iscritti
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Cuccioli abbandonati, salvati e poi rapiti
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Urbanistica, critiche dai Ds
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Centro commerciale, l'isola di chi resta in città
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Ventitre cuccioli in cerca di amore
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