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Mattino, 01/11/2006
RECALE VERSO IL VOTO
An: Riello tratta per le liste. Margherita:
parte la campagna acquisti
Recale. Da «supervisore» a commissario. Sollecitato
dalla base del partito, il presidente provinciale di Alleanza
Nazionale, Gennaro Coronella, è stato costretto a riaffrontare
il «caso» Recale e, nell’individuare un
percorso che rilanci il circolo «Giorgio Almirante»,
ha affidato la sezione e l’incarico di svolgere le trattative
per le Comunali di primavera a Pietro Riello. Il sindaco di
Castelmorrone, a breve, nominerà un direttivo, del
quale faranno parte l’ex commissario Franco Massaro,
l’ex assessore al Personale Antimo Argenziano, il presidente
di Azione Giovani Antonio Colella, più un quarto uomo
che Riello sceglierà tra coloro che in An non si riconoscono
né in Argenziano né in Massaro (si parla di
Isidoro Marcello). La scelta di Coronella, frutto di un incontro
svoltosi lunedì sera nella federazione provinciale,
riunione cui ha partecipato anche Angelo Polverino, se da
un lato ridimensiona Massaro, dall’altro concede a Riello
l’occasione, sempre che riesca a ricucire gli strappi
interni, di ridare alla destra recalese dignità e autonomia,
affrancando il partito dal sindaco Americo Porfidia (IdV).
La scelta di Coronella non dispiace neppure a fette cospicue
del centrosinistra. Nell’ipotesi (molto probabile) in
cui in città non si formi la Casa delle Libertà,
per Ovidio Gadola (I Socialisti), Filiberto Gianoglio (Sdi)
e Giuseppe Lasco (Margherita) Riello potrebbe rivelarsi un
alleato prezioso. Certo, ci sarebbe da superare la resistenza
di Vincenzo De Angelis (Ds) e quella di Nicola Argenziano
(Prc), le cui energie sono indirizzate verso una lista politica,
ma la posta in gioco è allettante: ridimensionare Porfidia
e riaprire una disputa elettorale, altrimenti compromessa.
Nel frattempo, si pensa a rinfoltire le fila. Il primo contatto
di rilievo si registra nell’ambito della Margherita,
con l’ingresso (pare imminente) del medico Franco Squeglia.
Fonti attendibili riferiscono di un incontro, organizzato
da Lasco, in cui Squeglia avrebbe dichiarato la sua disponibilità
politica ad Antonio Ciontoli, a Recale in rappresentanza della
segreteria provinciale. Altre adesioni «eccellenti»
dovrebbero formalizzarsi, in entrambi gli schieramenti, nei
prossimi giorni.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Comunicato stampa, 27 ottobre 2006
Contro le mafie
martedì 31 ottobre alle
ore 17 l’incontro sul tema: “Le radici culturali
e sociali della camorra”
Nella prestigiosa Sala della Biblioteca di Matematica della
SUN in via Vivaldi a Caserta si terrà martedì
31 ottobre alle ore 17 l’incontro sul tema: “Le
radici culturali e sociali della camorra”, promosso
da AISLO (una importante associazione che si occupa di sviluppo
locale), da Libera-Comitato don Diana e dalla attiva libreria
Uthopia..
Il tema affrontato ritorna ad essere di grande attualità,alla
luce delle minacce a magistrati e allo scrittore Roberto Saviano
nonché della recrudescenza di attacchi ad attività
economiche e imprenditoriali nella nostra regione ed in Terra
di Lavoro.
L’iniziativa fa parte del programma di mobilitazione
e di incontri promossi a livello provinciale e nazionale da
Libera, che significativamente si intitola “Contro le
mafie” (con il contributo attivo di molte associazioni
ed il patrocinio della Provincia e di diversi comuni).
Per un approfondimento sugli aspetti storici, sociali,economici
e culturali della camorra sono previsti gli interventi di
Isaia Sales (autore di un nuovo saggio e di scritti fondamentali
sull’argomento), di don Luigi Ciotti (instancabile promotore
di iniziative in tutto il Paese con la sua associazione),
di un autorevole studioso di diritto costituzionale come Lorenzo
Chieffi e di un magistrato da sempre in prima fila nella lotta
alla delinquenza organizzato come Donato Ceglie.
A testimoniare un rinnovato impegno delle istituzioni locali
sarà Lucia Esposito (Assessora alla Legalità
nella Giunta Provinciale).
La discussione sarà coordinata ed introdotta da Pasquale
Iorio (dirigente della CGIL Campania e socio fondatore di
AISLO).
Comunicato stampa AISLO
Il Corriere di Caserta, 27 ottobre
2006
I moderati smentiscono Mastroianni
Recale – “Abbiamo appreso dai quotidiani locali
– dichiara il segretario dei Moderati Antimo Maietta
- le ultime dichiarazioni del responsabile dell’UDC
Antimo Mastroianni. Spero che il consigliere dell’UDC
si sia reso conto che la sua dichiarazione non ha nessuna
cognizione di causa. Infatti, la nostra coerenza politica
e la trasparenza partitica, ci impone di smentire quanto affermato
dal cosigliere Mastroianni poiché non rispecchia la
verità . Difatti per amor del vero, Tommasina Fronzino
( vice segretario dei Moderati) non è mai stata un
dirigente dell’UDC ma soltanto una iscritta al partito
provinciale e non locale, fino a dicembre 2005. Strano che
un leader non sappia distinguere l’iscritto dal dirigente.
Quanto riguarda la mia posizione politica, prima di costituire
I Moderati , era ed è ancora oggi la stessa , appunto
non a caso siamo la nuova componente democratica, che senza
pretese, si è dissociata da ogni casacca partitica,
conservando però i veri valori democratici . Ricordo
anche di essere stato invitato dal consigliere in questione,
a cui aggiungo, una volta e informalmente; ma non ho ritenuto
opportuno partecipare poiché la costituzione dei ‘
Moderati’ era in fase avanzata . Ecco perché,
al posto suo, baderei bene nel usare termini di : ‘defezioni’
o ‘la coerenza è merce rara’; visto che
le sue vicende politiche, note a tutti, certamente non rispecchiano
le sue riflessioni. Non voglio innescare nessuna polemica
con Mastroianni, ringraziandolo per gli auguri, ma essendo
il segretario di una nuova compagine politica, è giusto
e doveroso chiarire alcuni aspetti che meritano realmente
riflessioni . Infine – continua Maietta – voglio
precisare che il presidente dell’associazione “Amici
della Polizia” Giuseppe Raimondi , più volte
messo in causa , non è il leader dei Moderati, ma un
caro amico a cui siamo legati per le sue numerose battaglie
fatte a favore dei cittadini e dei poliziotti . Mi auspico
– conclude il segretario dei IM - che in futuro, ci
siano meno dichiarazioni e più fatti. Recale ha un
assoluto bisogno di cambiare, e solo uniti si riesce ad ottenere
un buon risultato. Le polemiche, quando non sono costruttive,
sono superflui e inutili.
Il Corriere di Caserta
Il Mattino, 25/10/2006
«Ecco come la Finanziaria promuove
il Sud e Caserta»
Il sottosegretario Pascarella:
logistica e intermodalità qui significano fondi per
l’interporto e il sistema dei trasporti
Legge
Finanziaria, il primo vero banco di prova del governo Prodi,
continua a far discutere (e dividere) politici e parti sociali
mentre si avvicina il momento della verifica in Parlamento.
Sottosegretario Pascarella, Fini a Sant’Agata de’
Goti ha detto che questa Finanziaria è meno generosa
con il mezzogiorno di quelle di Berlusconi? «Non è
assolutamente vero, basta fare un po’ di conti per rendersene
conto». Però anche lei ha osservato in una manifestazione
pubblica che la grande stampa del Sud non è tenera
con il governo. «Sì, ho letto certe critiche
che mi sono sembrate ingiuste, e per un certo verso paradossali.
Anche perché sulla grande stampa del Nord qualche settimana
prima si dicevano le stesse cose ma riferite al settentrione.
La nota e l'editoriale del Corriere della Sera del 5 ottobre,
ad esempio, parlavano in nome e per conto di un Nord bistrattato
e mal tutelato dal carattere "meridionalistica"
della legge finanziaria. Si arrivava persino a sostenere che
se la legge fosse approvata così come è si aprirebbe
una "nuova questione settentrionale"». E invece...
«Invece nessuno sembra più ricordare che partiamno
dall'eredità disastrosa lasciata dal governo Berlusconi.
Casse vuote, avanzo primario azzerato, debito in ascesa, i
cantieri delle opere pubbliche chiusi, la crescita dell'economia
a quota zero e le imprese in crisi a causa del mancato sostegno
all'innovazione e allo sviluppo». Quindi una Finanziaria
di lacrime e di sangue per tutti? «Di fronte a questo
scenario allarmante il governo Prodi, attraverso la legge
finanziaria, adempie in larga misura ai tre impegni assunti
in campagna elettorale dall'Unione, che sono il riequilibrio
dei conti pubblici, il rilancio dell'economia e l’equità
sociale». Ma quale è la specificità meridionalista,
allora, di questa Finanziaria? «Le misure adottate per
lo sviluppo, come la riduzione del cuneo fiscale, rappresentano
un contributo importante per le imprese del meridione ma anche
per le imprese del Nord, le quali possono guardare con fiducia
al futuro solo se tutto il Paese imbocca la strada della ripresa.
Gli interventi previsti per il Mezzogiorno sono importanti:
oltre la fiscalità di vantaggio, ci sono il recupero
delle aree urbane, la costruzione di opere infrastrutturali,
l'utilizzo dei fondi strutturali europei anche per la formazione».
Caserta ci guadagna o ci perde? «Caserta non solo beneficerà
delle misure previste per tutto il mezzogiorno ma sarà
interessata in maniera centrale agli interventi sulla logistica
e sui trasporti, come l’intermodalità, gli interporti
e l’aereoporto. E non è poco. Se gli imprenditori
locali, che pure trarranno non pochi vantaggi da queste misure,
provassero a fare squadra, potrebbero giocare un ruolo decisivo
nella determinazione delle politiche di sviluppo per l'intero
Paese, assumendo, per questa via, una funzione di rilievo
come parte fondamentale della classe dirigente nazionale».
Antonio Pastore, dal
Mattino
Il Mattino, 24/10/2006
Il 10 dicembre la marcia della pace
Martedi 24 ottobre, alle ore 18.00, nel salone S. Augusto
dell’Episcopio di Caserta, riunione annuale di associazioni,
scuole, sindacati, ordini professionali per la XII Marcia
della Pace. Quest’anno la data dell’evento, domenica
10 dicembre, coincide con l’anniversario della Dichiarazione
dei Diritti Umani. Una coincidenza assai significativa che
rafforza la credibilità di una manifestazione capace
di diventare un appuntamento fisso per le comunità
casertane. la marcia della pace segue quella organizzata all’inizio
del mese dal Comune di Santa Maria Capua Vetere e da tante
sigle e istituzioni, a riprova che sul eprcorso della pace
e della legalità non mancano collaborazioni e stimoli
positivi da un capo all’altro del territoprio provinciale.
Dal
Mattino
Energie nuove, 23 ottobre 2006
La Città nel pensiero di Carlo
Cattaneo
Il 28 ottobre, alle ore 16.00,
presso la sala incontri di Giosef, in via Battisti 69, Caserta,
avrà inizio un ciclo di conferenze su “Il pensiero
politico e la Città”.
Il
primo appuntamento avrà quale argomento “La Città
nel pensiero di Carlo Cattaneo”, di cui parlerà
Michele Campopiano, laureato e perfezionato presso la Scuola
Normale Superiore di Pisa, redattore della rivista “Il
contesto”, tra i soci fondatori dell’associazione
“La città futura-riformisti europei”.
Governare la Città: alcuni spunti di riflessione
Il nostro paese ha visto, ha partire dagli anni ’70,
lo sviluppo di una tendenza che ha portato all’attribuzione
a regioni ed enti locali di una crescente numero di poteri
e attribuzioni. Questo processo ha condotto alla riforma del
Titolo V della nostra Costituzione. Il nuovo testo costituzionale
riconosce la posizione fondamentale degli enti locali nell’ordinamento
della Cosa pubblica: «La Repubblica è costituita
dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane,
dalle Regioni e dallo Stato» (art. 114). Il nuovo Titolo
V prevede che le funzioni amministrative siano attribuite
ai Comuni (art. 118), attribuisce ad essi autonomia finanziaria
(art. 119). Il crescente peso assunto dagli enti locali impone
alle forze politiche di elaborare serie riflessione sul piano
del governo delle entità cittadine, e pertanto di riflettere
sul ruolo peculiare dell’entità “Città”
su un piano non solo giuridico-politico, ma anche economico,
storico e sociologico. La Storia d’Italia, con il peculiare
ruolo che ha assunto la società urbana nel suo sviluppo
plurisecolare, impone di affrontare questa riflessione con
particolare rigore e serietà.
Nella storia del pensiero politico la Città è
stata di volta in volta analizzata sul piano della sua concretezza
sociale, economica e politica (potremmo partire dalla Politica
di Aristotele, o ricordare il mirabile saggio sulla città
in Economia e Società di Weber) o trasfigurata nel
vagheggiamento di un modello perfetto e remoto di convivenza
civile (come dimenticare La Città del Sole di Campanella?).
La storia del pensiero federalista italiano ci offre altri
importanti esempi di grande attualità. Nell’opera
di un grande storico e uomo politico del XIX secolo, uno dei
protagonisti del nostro Risorgimento, Carlo Cattaneo, la riflessione
sul ruolo della Città nella Storia d’Italia,
sullo sviluppo delle idealità repubblicane e dei valori
dell’umanesimo e della libertà intellettuale
si è fatta già sfumata, attenta alla molteplicità
dei fattori sociali, politici e culturali che determinano
lo sviluppo della società umana.
Una riflessione sul governo locale che voglia creare dei modelli
di ampio respiro per lo sviluppo civile e sociale della nostra
città può trarre indubbiamente vantaggio da
incontri e dibattiti che ripropongano l’attualità
di questi momenti fondamentali nella storia del pensiero politico
e sociale.
Energie nuove, Comunicato stampa
Arcobaleno di Pace, 17 ottobre 2006
Donne per la Pace e Donne Coraggio.
ad Agnese Ginocchio e Silvana Fucito
il premio 'Benemerenza' per la Pace e la Legalità.
BELLONA
- Agnese Ginocchio, la cantautrice Testimonial di Pace provinciale
che gira l'Italia per portare un messaggio di Nonviolenza,
Pace e Legalità attraverso le sue canzoni impegnate,
è stata tra le persone destinatarie, particolarmente
distintesi nel territorio provinciale, a ricevere l' importante
titolo di "Benemerenza", con la seguente motivazione:
"Unico obiettivo: Pace" . La cerimonia si è
svolta domenica 15 ottobre nella sala consiliare del comune
di Bellona(Caserta), la città che sessantatre anni
or sono vide il sacrificio dei 54 Martiri per la Pace e la
Libertà, nell'ambito dell'importante manifestazione
giunta alla sua sesta edizione: “Legalità è
Pace”, organizzata dalla nota Associazione umanitaria
Deasport onlus( presidente Francesco Falco). Presenti anche
Silvana Fucito Donna Coraggio (altra premiata), dell'associazione
antiracket S. Giovanni Napoli, d. Luigi Merola prete anticamorra
di Forcella ed altri personaggi di rilievo impegnati nel panorama
provinciale, regionale e nazionale: Rosario De Julio –
Consigliere della Suprema Corte di Cassazione – Roma;
Giuliana Ruggiero - Scienze del Servizio Sociale; Alessandro
Di Nardo - Giudice di Pace in Cassino; Michele Spina - Docente
Diritto Penale Militare Università Federico II –
Napoli; Enrico Milani - Assessore alla Pubblica Istruzione
ed al Lavoro provincia di Caserta; Lucia Esposito- Assessore
alla Legalità, Trasparenza e all'Università
provincia di Caserta.
A consegnare l'importante titolo di onorificenza ad Agnese
la giovane Presidente del Comitato provinciale Unicef Caserta
dott.ssa Emilia Narciso. Ringraziando la Dea Sport onlus per
il conferimento ricevuto, la cantautrice per la Pace Ginocchio
ha fatto sapere tramite la presentatrice giornalista Lucia
Vagliviello, di voler dedicare questo premio di benemerenza
al "Centro disabili Simona Carratù di Aversa"
(Ce) presenti tra l'altro anche alla manifestazione. Si ricorda
che l'evento "Legalità è Pace" ha
goduto del patrocinio della Camera del Senato della Repubblica
Italiana, Provincia di Caserta, Regione Campania, Città
di Capua, Città di Bellona e UNICEF.
Arcobaleno di Pace, comunicato stampa
Il Mattino, 15/10/2006
DICIANNOVE COMUNI AL VOTO
Comunali di primavera: verso il boom
delle civiche
Il prossimo test elettorale sarà il vero termometro
della nuova situazione nel Paese e nella nostra provincia.
In Terra di Lavoro la tornata amministrativa (che si terrà
tra il 15 aprile e il 15 giugno) si preannuncia significativa
in quanto saranno rinnovati i sindaci ed i consigli di 19
Comuni con una popolazione complessiva di 215.376 abitanti.
Dei diciannove centri al voto, cinque adottano il sistema
proporzionale. Eccoli: Aversa (30.745 abitanti), Sessa Aurunca
(22.825), Casal di Principe (19.859) e San Felice a Cancello
(16.769). Questi, invece, i 14 Comuni che andranno al voto
con il sistema maggioritario: Alvignano (4.950), Bellona (5.103),
Camigliano (1.739), Castel Campagnano (1.632), Cesa (7.460),
Falciano del massico (3.866), Gallo Matese (761), Pietramelara
(4.464), Pontelatone (1.881), Recale (7.147), San Prisco (10.015),
Sant'Angelo D'Alife (2.406), Trentola Ducenta (14.126) e Vairano
Patenora (6.259). Sedici Comuni stanno portando regolarmente
al termine la legislatura, tre arrivano al confronto elettorale
in regime commissariale. E sono Alvignano, il cui sindaco
era l'attuale consigliere provinciale dell'Udeur Domenico
Bove (commissario il vice prefetto Immacolata Fedele): Casal
di Principe (retto ora dal vice prefetto Savina Macchiarella);
Sant'Angelo D'Alife (gestita dal commissario prefettizio Gerardina
Basilicata, di recente nominata capo gabinetto della prefettura).
In consiglio provinciale sono particolarmente interessati
al voto il presidente dell’assemblea Pasquale De Lucia
(Margherita), sindaco di San Felice a Cancello; Giuseppe Fiorillo
(Ds), sindaco di Cesa; Massimo Visco (Ds), sindaco di Vairano
Patenora. Da osservare, però, che mentre Visco è
al suo secondo mandato, ma non consecutivo e, quin di, potrà
riproporre la sua candidatura nuovamente a primo cittadino,
Fiorillo è al suo secondo mandato consecutivo, per
cui risulta ineleggibile. Scende nuovamente in campo un neo
deputato della Repubblica. È Americo Porfidia, segretario
provinciale dell'Italia dei Valori, che si misurerà
ancora una volta con lo storico avversario Ovidio Gadola (Nuovo
Psi). Dei cinque Comuni a sistema proporzionale, tre (S.Maria
Capua Vetere, Sessa Aurunca e San Felice a Cancello) sono
in mano al centrosinistra (sindaci Enzo Iodice, Elio Meschinelli
e Pasquale De Lucia), mentre gli altri due (Aversa e Casal
di Principe) sono gestiti dalla Cdl. Ma considerando l'importanza
di Aversa (la seconda città della provincia) si può
parlare di un sostanziale parità. Intanto, a sei mesi
dalla contesa amministrativa, i partiti sembrano ancora fermi.
A livello locale, però, è già tutto un
fermento, un pullulare di incontri informali, di riunioni
notturne e di trattative segrete per individuare i candidati.
A sinistra il metodo delle primarie per la scelta della nuova
classe dirigente sta generando non poche divisioni (vedi Aversa,
S.Maria C.V., Sessa Aurunca, Falciano del Massico). Si prevedono
molte liste civiche, ma anche di spuria formazione. Insomma,
i localismi appaiono vincenti.
Giovanni De Stasio, dal
Mattino
Comunicato stampa, 15 ottobre 2006
Amministrative, a Recale nasce il
partito dei Moderati
RECALE - Venerdi 13 ottobre, si è riunito a Recale
il Comitato cittadino di una libera associazione senza fini
di lucro con finalità: culturale, sociale e politica,
a cui è stata attribuita un simbolo e una denominazione:
“I Moderati” - Per Recale. Una associazione che
esprimerà sicuramente il o i candidati alle prossime
elezioni politiche e che sarà, senza ombra di dubbio,
l’ago della bilancia. Persone che hanno scelto di non
essere etichettate da nessun partito. Alcuni neo dirigenti,
già in passato hanno saputo conquistare, con la loro
serietà, consensi elettorali. Il rinnovamento a Recale
è un processo indispensabile, I Moderati, rappresenteranno
agli elettori le loro idee creando una sorte di partecipazione
tra il cittadino e l’istituzione. In sostanza metteranno
in atto un nuovo modo di fare politica, ascoltando i problemi
dei recalesi creando il filtro tra il cittadino e l’amministrazione.
L’obbiettivo prefisso dall’associazione sarà
anche quello di riportare l’equilibrio tra i vari politici
locali, che negli ultimi anni sono stati protagonisti di scene
da cronaca, che certo non hanno portato un beneficio al territorio
di Recale. Il direttivo della neo associazione è così
composto: Presidente Ciccone Domenico – Segretario Maietta
Antimo - Vice segretario Fronzino Tommasina (la moglie di
Peppe Raimondi) - Segretario amministrativo Ciccone Francesco
- Segretario organizzativo Potenza Gerardo - Addetto stampa
Landolfi Arturo - Portavoce politico “I Moderati”
Landolfi Tommaso.
I Moderati, comunicato stampa
La Repubblica, 13 ottobre 2006
Minacce camorriste a Roberto Saviano
finisce sotto scorta l'autore di Gomorra
NAPOLI
- Minacce allo scrittore che ha raccontato la camorra imprenditrice
e le storie della faida di Scampia. Lettere minatorie, telefonate
mute. E anche un isolamento ambientale che mette paura forse
più delle intimidazioni. Adesso dovranno essere adottate
nuove misure di protezione per Roberto Saviano, 28 anni, l'autore
del libro-inchiesta "Gomorra", edito da Mondadori,
da cinque mesi in testa alle classifiche e vincitore del premio
Viareggio Repaci. Il prefetto di Caserta, Maria Elena Stasi,
ha aperto un procedimento formale che passerà al vaglio
del comitato provinciale per l'ordine pubblico.
Lo rivela il settimanale "L'espresso", con il quale
Saviano collabora, nel numero che sarà in edicola oggi.
Esponenti di primo piano della camorra campana come Michele
Zagaria e Antonio Iovine, il più celebre Francesco
Schiavone soprannominato "Sandokan", "hanno
mal tollerato - si legge nel lungo servizio - il successo
di Gomorra, che ha imposto i loro traffici all'attenzione
nazionale".
Non solo. I clan si sono anche "infuriati per la sfida
che Saviano ha portato nel loro feudo, nella Casal di Principe
che negli anni '90 aveva il record di omicidi". Lo scrittore,
ricorda "L'espresso", si è presentato sul
palco della cittadina casertana il 23 settembre scorso, insieme
al presidente della Camera Fausto Bertinotti, nell'ultima
di quattro giornate di mobilitazione anticamorra aperta dal
ministro della Giustizia Clemente Mastella.
Saviano "ha chiamato i padrini per nome - scrive il
settimanale - "Iovine, Schiavone, Zagaria, non valete
nulla. Loro poggiano la loro potenza sulla vostra paura, se
ne devono andare da questa terra"". Ma se l'ira
della camorra poteva essere messa nel conto delle reazioni
che un libro coraggioso come "Gomorra" e i reportages
realizzati dal giovane scrittore avrebbero suscitato, altra
cosa è l'emarginazione seguita alle sue denunce. "Colpisce
il disprezzo delle autorità locali - accusa "L'espresso"
- testimoniato dalle bordate di Rosa Russo Iervolino. Il sindaco
partenopeo, nel consegnare a Saviano il premio Siani, lo ha
definito "simbolo di quella Napoli che lui denuncia",
offendendo sia l'autore sia la memoria del giornalista ammazzato
21 anni fa".
Ma c'è anche chi si sta mobilitando per non lasciarlo
solo. Un
appello improvvisato in sostegno di Roberto Saviano ha
raccolto, evidenzia il settimanale, "firme di scrittori
e lettori: tra i primi Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo.
Poche righe che denunciano "un isolamento fatto da ciò
che non ti fanno e che vogliono farti credere ti faranno.
Ma intanto ti fermano, creano diffidenza intorno, screditano,
insultano, allontanano tutti dalla tua vita perché
mettendo paura ti creano attorno il deserto. A questo punto
devono venire fuori altre voci".
Intanto a Napoli la camorra continua a colpire e a fare soldi.
Il Viminale lavora a un piano per la città. I firmatari
dell'appello non vogliono fermarsi alle parole. Pensano a
una grande manifestazione che dovrebbe svolgersi proprio in
provincia di Caserta. Nella terra d'origine dello scrittore,
e di quella camorra che vorrebbe mettere a tacere chi ne ha
denunciato pubblicamente gli intrecci e gli inganni.
Dario Del Porto, da La
Repubblica

FIRMA LA LETTERA DI SOLIDARIETÀ
sul sito sosteniamosaviano.net
Comunicato stampa, 11 ottobre 2006
La Festa di "Liberazione"
a S. Marco Evangelista
Sabato 14 si inaugura il nuovo
circolo di Rifondazione intitolato ad Angelo Frammartino
SAN
MARCO EVANGELISTA – Sarà intitolato ad Angelo
Frammartino, il volontario 24enne ucciso ad agosto scorso,
a coltellate, a Gerusalemme, il circolo sammarchese di Rifondazione
Comunista. “Bisogna imparare ad amare daccapo, a tornare
ad amare, ogni giorno”. È questa la conclusione
dell’ultima email che Angelo inviò, prima di
morire, al circolo di Rifondazione Comunista di Monterotondo
di cui era coordinatore dei Giovani Comunisti. E proprio una
delegazione dei compagni di Monterotondo, sabato 14 ottobre,
sarà a San Marco Evangelista nel circolo del Prc. Per
ricordare, in un gemellaggio ideale tra i due circoli, Angelo
ed il suo impegno coraggioso per la pace e la giustizia. L’occasione
è la prima Festa di Liberazione del neonato circolo.
L’agenda segna il primo appuntamento alle 12 con l’inaugurazione
della sede del circolo “A. Frammartino” in via
Umberto I, n 7. Alle 17, poi, in piazzetta Cantone, l’apertura
degli stand e dello spazio animazione per bambini. Alle 20,
invece, il tradizionale appuntamento con il pubblico comizio
a cui interverranno il segretario di circolo Antonio Ferraiuolo,
il capogruppo provinciale Enzo Mataluna ed il segretario provinciale
del Prc Giosuè Bove. A seguire l’intervista della
giornalista di Liberazione Antonella Palermo ai compagni del
circolo di Monterotondo. La serata si concluderà con
la musica dal vivo dei Lazzari Felici, una rassegna delle
più belle cover dei nostri cantautori: da Francesco
Guccini a Pino Daniele, da Francesco De Gregari a Fabrizio
De Andrè, da Lucio Dalla a Lucio Battisti.
Circolo PRC “A. Frammartino”
dsonline, 9 ottobre 2006
I DS sulla Finanziaria e la Scuola
Dopo le sofferte giornate di fine settembre in cui sono apparse
le prime bozze della finanziaria ’07 riguardanti la
scuola verso le quali si sono espresse le forti resistenze,
il rifiuto e la denuncia da parte della associazioni sindacali
e professionali dei docenti, degli studenti, dei genitori
e delle stesse forze politiche di maggioranza, nel testo definitivo
della Finanziaria ci sono alcune scelte che, se pienamente
attuate, costituiscono svolte strategiche per l’amministrazione
e per la politica scolastica del nostro paese.
In primo luogo, il ribadimento della centralità dell’autonomia
delle scuole a cui alcuni interventi puntuali danno forza
e trasparenza, caricandola al tempo stesso della responsabilità
piena della modalità dell’offerta formativa.
In questo senso vanno le norme che concernono i meccanismi
di finanziamento alle scuole autonome attraverso la concentrazione
dei diversi canali in due Fondi, il primo dei quali convoglierà
tutti i finanziamenti trasferiti alle scuole che riguardano
il personale (con esclusione delle retribuzioni); il secondo
destinato a mettere insieme i finanziamenti che riguardano
il funzionamento delle scuole. La scuola dell’autonomia
si avvia cioè ad assumere la piena responsabilità
della gestione complessiva didattico-amministrativa.
In secondo luogo, sempre come sviluppo della capacità
autonoma delle scuole si introducono modalità e procedure
per superare le rigidità della fissazione di parametri
per la formazione delle classi, per l’adozione di progetti
incisivi per prevenire e contrastare il fenomeno degli insuccessi
e degli abbandoni scolastici e quindi per l’utilizzazione
più efficace del personale. In questa direzione si
muove anche la norma che supera l’art. 40 della legge
449, nella previsione che si stabilisca tutto l’organico
necessario a dar risposte effettive alle esigenze degli allievi
diversamente abili, nel rispetto rigoroso delle norme sulle
certificazioni che definiscono l’esigenza del docente
di sostegno. Il grande problema dell’eliminazione del
precariato della scuola viene posto come un traguardo da raggiungere
nello scorcio di un triennio, con l’assorbimento di
150 mila docenti precari e 20 mila di personale Ata, ponendo
a conclusione di questa fase – che consentirà
anche di aggiornare con nuovi criteri le graduatorie permanenti
senza ledere i diritti già maturati - la necessità
di avviare nuovi meccanismi di reclutamento su base concorsuale
e il superamento delle graduatorie permanenti e quelle degli
idonei dei concorsi precedenti. Positive sono le norme che
aboliscono il doppio punteggio e la ridefinizione della valutazione
degli altri titoli ai fini della definizione delle graduatorie
e le norme per gli strumenti musicali che pongono fine alla
questione relativa al possesso dei titoli per l’inserimentio
nelle graduatorie permanenti.
Rientrano in questa seconda grande area di intervento della
finanziaria ’07 i provvedimenti che concernono la delegificazione
della disciplina del concorso ordinario a dirigente scoalstico,
con la fissazione soltanto di alcuni criteri fondamentali
tra cui quello della unificazione dei settori di dirigenza
scolastica configurando così la figura unica di dirigente
scolastico. In questa fase di transizione viene modificato
il concorso ordinario in atto, prevedendo la progressiva immissione
in ruolo sui posti vacanti anche per gli anni scolastici 2007-08
e 2008-09 dei candidati del concorso che abbiano superato
la fase della selezione per l’ammissione ai corsi di
formazione. E’ prevista per coloro che non l’hanno
compiuto la partecipazione al corso di formazione. Ciò
da attuazione anticipata alle disposizioni che non prevederanno
una ulteriore fase di esame dopo il periodo di formazione
e consentiranno di concludere utilmente il concorso ordinario
per effettuare le nomine per il prossimo anno scolastico e
risolvere così anche il fenomeno dell’eccessivo
numero dei posti vacanti nella dirigenza scolastica.
In terzo luogo, la Finanziaria stabilisce norme per l’elevamento
dell’obbligo scolastico, con la fissazione che l’istruzione
obbligatoria è impartita per 10 anni, quindi fino al
primo biennio della scuola superiore; a 16 anni viene elevata
l’età per l’accesso al lavoro; il biennio
è gratuito; la struttura del biennio è unitario
e integrato, in modo da consentire , sotto la responsabilità
della scuola dell’autonomia, la costruzione di percorsi
diversificati volti a contrastare la dispersione scolastica
avvalendosi anche del concorso di strutture formative accreditate
dalle regioni, sulla base di precise e vincolanti indicazioni
nazionali. La costituzione dell’Agenzia nazionale per
lo sviluppo dell’autonomia scolastica, che subentra
alla funzioni svolte attualmente dall’Irre e dall’Indire,
vuole dare una soluzione organica e unitaria ai problemi della
strumentazione a sostegno dell’autonomia. In questo
senso si muovono anche le norme che riguardano l’Invalsi
che tendono a potenziare la qualità scientifica e l’autonomia
di questo prezioso strumento per la valutazione del sistema
dell’istruzione a cui viene data una stabilità
nella definizione dell’organico e al funzionamento amministrativo.
Tra i provvedimenti tesi a rafforzare ed estendere il sistema
educativo e formativo e dare così risposte non artificiose
all’esigenza educativa dei bambini al di sotto dei tre
anni va segnalata l’attivazione sperimentale di sezioni
“primavera” improntate a criteri di qualità
pedagogica rispondente alle caratteristiche di questa prima
fascia di età. Per la popolazione adulta, compresa
quella immigrata, alla scopo di far conseguire più
elevati livelli di istruzione, nella Finanziaria sono previsti
interventi per riorganizzare i Centri per l’educazione
degli adulti, attribuendo ad essi autonomia amministrativa,
organizzativa e didattica e provvedendo a dotarli di un proprio
distinto organico rispetto a quello dei normali percorsi scolastici.
Per ultimo, ma non per ordine di importanza, debbono essere
segnalate le norme a sostegno dell’edilizia scolastica
e la messa a norma degli edifici scolastici. Sono state inoltre
assicurate le risorse per il contratto dei lavoratori della
scuola.
Ovviamente non tutti i problemi della scuola sono stati affrontati
e risolti. Ma pare indubbio che, in una Finanziaria volta
a risanare la disastrosa situazione del debito pubblico, è
stato dato un segnale importante della centralità della
politica della scuola per il governo di centro-sinistra. E’
un buon punto di partenza su cui innestare le successive iniziative
per la piena realizzazione del programma dell’Unione.
da dsonline.it
Il Mattino, 08/10/2006
I ds ora serrano le fila: niente cambi
al vertice
C’è tregua nei Ds dopo il duro scontro di qualche
notte fa nell’ambito della segreteria provinciale del
partito e soprattutto il polemico documento dei sette consiglieri
provinciali (Pietro Paolo Ciardiello, Giuseppe Fiorillo, Mario
Basco, Angelo Golino, Rodolfo Parisi, Luigi Russo e Massimo
Visco) che avevano espressamente chiesto le dimissioni dei
loro quattro assessori provinciali (Villani, Capobianco, Reccia
e Panella) ed una nuova classe dirigente. C’è
troppa carne a cuocere (nuovo assetto del partito provinciale,
rimpasto alla Provincia, rinnovo enti strumentali e costituzione
del Partito Democratico) per cui bisogna studiare bene ogni
mossa. E proprio per dare a tutti una ulteriore pausa di riflessione,
ancora una volta è slittato l’interpartitico
del centrosinistra. Bisognerà aspettare soprattutto
che ritorni dagli Usa il presidente della Provincia Sandro
De Franciscis per avere un primo approfondito approccio con
lui, sia nella sua qualità di autorità istituzionale,
che in quella di punto di riferimento del nuovo gruppo consiliare,
che si chiama «Popolari verso il Partito Democratico».
E che, per ora si compone di tre unità, ma quanto prima
si potrebbe allargare a cinque (diventerebbe il terzo partito,
per consistenza numerica, dopo i Ds e la Margherita). Il primo
incontro, nella settimana entrante, con De Franciscis lo avrà
il segretario provinciale dei Democratici di Sinistra Ubaldo
Greco, non solo per avere un approfondito scambio di vedute
su tutte le problematiche sul tappeto, ma anche per decidere
la data del prossimo vertice dell’Unione. Intanto, Greco
prova a smentire che nel partito stia covando la sua sostituzione,
per effetto di una presunta incompatibilità con la
carica di assessore a Caserta. «Non c’è
guerra tra di noi. Siamo tutti una grande famiglia»,
dice Greco. Ma intanto era trapelata la notizia secondo cui
il prossimo segretario provinciale sarebbe stato l’ex
presidente dell’Asi Achille Natalizio, ora direttore
generale della Sma. Per il segretario la notizia è
priva di ogni fondamento. «Una invenzione totale»
precisa. E per quanto concerne anche il tormentone-rimpasto
alla Provincia, afferma: «Si sta costruendo, dopo una
lunghissima stagione di impegni elettorali. Si è riaperta
nel nostro partito una fase di rilancio di iniziativa politica
che si fonda sostanzialmente su due elementi: l’unità
del partito e l’innovazione. Ovvero il gruppo dirigente
dei Ds in tutte le sue rappresentanze istituzionali, è
impegnato a determinare una svolta di cambiamento della nostra
società di Terra di Lavoro». Il coordinamento
politico ha stabilito che - sottolinea - «la verifica
alla Provincia proceda e si chiuda in tempi brevi sui contenuti
programmatici sulla base di un bilancio dell’attività
amministrativa fin qui svolto dalla Provincia». Su questo
versante «utile è stato ed è il contributo
del gruppo consiliare che è indubbiamente il protagonista
principale della realizzazione della prospettiva indicata
dal partito». Anche per il capogruppo Ciardiello «l’elezione
di un nuovo segretario non è proprio all’ordine
del giorno». E Natalizio conferma: «Né
al prossimo congresso, né all’altro ancora, sono
interessato a questa carica che deve essere ricoperta da forze
giovani».
Giovanni De Stasio, dal
Mattino
Save the Children, 06/10/2006
Riscriviamo
il Futuro
Save the Children: una bromelia
per riscrivere il futuro di 8 milioni di bambini in paesi
in guerra
Mentre migliaia di sms solidali arrivano al 48587, la campagna
Riscriviamo il Futuro prosegue con un evento di raccolta fondi
nelle piazze d'Italia e un convegno internazionale a Roma.
Dal 7 all'8 ottobre oltre 500 piazze italiane
— dai maggiori centri urbani ai piccoli paesi di provincia
- ospiteranno "Le piante insegnano", l'evento di
raccolta fondi di Save the Children, la più grande
organizzazione internazionale indipendente per la difesa e
promozione dei diritti dell'infanzia: a fronte di una donazione
minima di 15 euro, sarà possibile portare a casa una
bromelia.
L'importante iniziativa è in collaborazione con ABCapital
srl e la CNA - Confederazione Nazionale dell'Artigianato e
della Piccola e Media Impresa, i cui aderenti coopereranno
attivamente con i volontari e il personale di Save the Children
nelle piazze italiane.
Il ricavato dell'evento di raccolta fondi andrà a sostegno
di "Riscriviamo il Futuro"*, la grande sfida lanciata
il 12 settembre in tutto il mondo da Save the Children, per
assicurare entro il 2010, con interventi diretti sul campo,
l'accesso ad un'educazione di qualità a 8 milioni di
bambini in circa 20 paesi in conflitto o reduci da conflitti.
"Siamo consapevoli che si tratta di una sfida ambiziosa
ma la posta in gioco è il diritto fondamentale all'istruzione,
ovvero alla prospettiva di un futuro diverso e migliore, per
milioni di bambini e bambine", commenta Valerio Neri,
Direttore Generale di Save the Children. "Per raggiungere
questo obiettivo, abbiamo programmato di investire 450 milioni
di dollari in tutto il mondo", conclude Valerio Neri,
"ma siamo sicuri che non ci mancherà l'aiuto e
il supporto di tante persone generose".
Formazione di insegnanti, corsi di apprendimento rapido, fornitura
di libri, ricostruzione di scuole. E' in sintesi quanto Save
the Children intende fare per riscrivere il futuro di 8 milioni
di bambine e bambini. I soldi raccolti in Italia andranno,
in particolare, a beneficio di 3 progetti educativi in Afghanistan,
Repubblica Democratica del Congo e Sud Sudan.
Sempre a sostegno di "Riscriviamo il Futuro" fino
al 31 ottobre, sarà possibile inviare un sms solidale
al numero 48587: grazie ad esso si potrà donare a Save
the Children 1 euro da telefoni cellulari Tim, Vodafone, 3
e Wind, o, chiamando allo stesso numero, 2 euro da telefoni
fissi abilitati Telecom.
La campagna Riscriviamo il Futuro ha ottenuto in Italia l'Alto
Patronato del Presidente della Repubblica e il Patrocinio
della Camera dei Deputati, del Ministero della Pubblica Istruzione,
della Provincia di Roma, della Provincia di Caserta, del Comune
di Caserta, del Segretariato Social RAI e di Mediafriends.
Inoltre è supportata da importanti partner aziendali
come F.I.L.A. - Fabbrica Italiana Lapis e Affini con il marchio
Giotto.
Comunicato stampa Save the Children - Italia
Il Mattino, 05/10/2006
Ds, tregua apparente: lo scontro cresce
Uno «stop and go», questo il tenore del dibattito
interno alla Quercia, volendo utilizzare una terminologia
da Formula Uno. C’è chi ci getta acqua, chi benzina,
ma il fuoco delle polemiche cova sotto le ceneri. Alla Provincia
consiglieri contro assessori, più di un pretendente
per la segreteria provinciale, e gomitate da parte di chi
preme per entrare in ruoli di gestione. Angelo Brancaccio,
consigliere regionale e leader di consensi, senz’altro
punta a calmare gli animi, a favorire un confronto più
sereno. «Il documento dell’altra mattina esprime
una naturale dialettica interna, fisiologica ad un partito
che cresce, si consolida ed ora è chiamato un po' ovunque
a responsabilità di governo. Il riferimento alle dimissioni
degli assessori, in realtà, mi sembra un po' una forzatura,
penso che l’intenzione sia di accelerare la verifica
alla Provincia e su questo sono d’accordo anch’io.
Domani ci sarà una direzione provinciale in cui molti
temi saranno già affrontati». Ma il cambio di
leadership provinciale, c’è un tentativo di capovolgere
gli assetti attuali del partito... «Sia ben chiaro-
conclude Brancaccio - Ubaldo Greco sta lavorando bene e in
un momento difficile, quindi ha tutto il mio appoggio, il
resto si vedrà durante la fase congressuale».
Achille Natalizio, presidente della Sma, non si nasconde dietro
un dito. «È chiaro che anche il documento sottoscritto
dal gruppo consiliare Ds alla Provincia, con cui si chiedono
le dimissioni degli assessori del nostro partito, è
la spia di un disagio e di un momento travagliato che si sta
vivendo all’interno dei Ds casertani. Ma qui non si
tratta di dare torto agli uni e ragione agli altri, anzi si
può dire che torto e ragione sono equamente distribuiti».
«Il punto è - prosegue Natalizio - se noi come
Ds e poi come coalizione stiamo realmente mettendo a frutto
questo particolare momento in cui governiamo Comune di Caserta,
Provincia e Regione. Ebbene in tutta coscienza io ritengo
che non stiamo dando ai cittadini le risposte che meritano
in termini di soluzione di problemi e di erogazione di servizi.
Allora non si tratta di sostituire questo assessore a quello
ma aprire finalmente un confronto nella Quercia casertana
e governare con puntualità e collegialità laddove
abbiamo responsabilità istituzionali. In questo senso
mi sento di condividere il documento del gruppo provinciale.
E aggiungo che anche il discorso del rinnovo della segreteria
provinciale è un falso problema, avevamo deciso di
rinviare a dopo l’assemblea nazionale il nostro momento
congressuale, non vedo perchè ogni tanto qualcuno tira
in ballo il rinnovo della segreteria». Adolfo Villani,
assessore e vice presidente della Provincia, è bersaglio
delle richieste dei suoi compagni consiglieri, naturalmente
insieme agli altri componenti della giunta. «A me non
sembra che nel documento si possa cogliere una messa in discussione
dell’operato di questo o quell’assessore, ma se
c’è un problema interno chiamiamolo per nome
e cognome e discutiamone tutti insieme. E estendiamo il confronto
a tutto il partito, l’ho già chiesto più
volte al segretario provinciale. A me sembra invece che il
punto sia di accelerare una verifica che noi Ds abbiamo chiesto
da tempo a tutta l’Unione, anche con la necessità
di riequilibrare deleghe e competenze. Questo dice il documento.
Purtroppo con l’uscita del Presidente De Franciscis
dall’Udeur il percorso ha subìto una battuta
d’arresto. Allora riprendiamolo e rilanciamolo partendo
da basi concrete, ossia da cosa è stato fatto alla
Provincia e cosa bisogna ancora fare». Quindi non manca
la volontà di dialogo... «In qualità di
delegato per i rapporti col Consiglio - assicura Villani -
sto discutendo ogni giorno con i capigruppo di rifiuti, di
sicurezza scolastica e stradale piano bacino dei trasporti,
piano di assetto territoriale. Il metodo del confronto deve
allora basarsi sul copioso lavoro svolto, e non a tutti noto,
per puntare a far di più e meglio. Discutiamone all’interno
dei Ds, poi con gli altri alleati del centrosinistra, ma facciamo
presto e soprattutto siamo chiari nell’indicare quale
deve essere l’oggetto della discussione».
Claudio Coluzzi dal
Mattino
Il Mattino, 02/10/2006
"In nome della pace non basta
indignarsi"
Monito di don Ciotti durante la
marcia. Il premio "Città di Santa Maria"
dedicato ai militari morti in Afghanistan
Un altro muro è caduto. Un muro di carta di giornale,
con su scritti, a pennarello, i nomi di decine di vittime
delle mafie. Quel simbolo della violenza, che devasta anche
la provincia di Caserta, è stato sfondato a Santa Maria
Capua Vetere da un gruppo di ragazzi che si tenevano mano
nella mano. Formavano la testa del corteo, partito nel primo
pomeriggio dal capoluogo, per marciare inneggiando alla pace.
Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, ha preso la parola
ed è stato un fiume in piena: "Indignarsi non
basta più" ha detto, guardando la gente in piazza
Bovio e voltandosi indietro, verso sindaci, magistrati, rappresentanti
istituzionali e religiosi, che dividevano con lui il palco.
E ancora, urlando: "Non basta più l’indignazione.
Bisogna provare disgusto", disgusto verso le ventidue
guerre che oggi insanguinano il mondo, e il suo pensiero è
andato a tre giovani italiani morti recentemente in terra
straniera, come Vincenzo Cardella di San Prisco (non dobbiamo
essere solidali con le famiglie, è troppo facile: dobbiamo
sentirci corresponsabili e far sentire che tanta gente è
al loro fianco anche nei giorni lontani da quelli del dolore).
Ai tre ragazzi don Ciotti ha dedicato il premio "Santa
Maria Capua Vetere Città della Pace", ritirato
dalle mani del sindaco Vincenzo Iodice e condiviso con il
vescovo Alessandro Staccioli, per diciotto anni missionario
in Laos. A entrambi è stata consegnata una tela dell’artista
Rosario Della Valle. "Durante questa marcia - ha aggiunto
il presidente di Libera - ho visto una bambina con un cartello.
”La pace inizia da me”, diceva. Ed è proprio
così: non possiamo delegare, ciascuno può fare
qualcosa". L’invettiva di don Ciotti ha spaziato
dalla riduzione degli armamenti ("secondo gli economisti
basterebbe tagliare le spese militari del 5% per risolvere
radicalmente problemi come la malnutrizione e l’Aids
in tutto il mondo") alla lotta alle mafie ("poche
migliaia di criminali ci tolgono la libertà e ci tengono
in ostaggio; la camorra non va combattuta, deve essere sconfitta").
Al centro del palco un braciere dal quale hanno attinto il
fuoco le fiaccole tenute da esponenti di varie religioni,
dall’imam di San Marcellino al pastore della chiesa
evangelica di Caserta, dall’arcivescovo di Capua alla
rappresentante della comunità buddista giapponese,
uniti nello stesso spirito di fratellanza. Un messaggio che
è stato fatto proprio anche da Sandro De Franciscis
(presidente della Provincia), dal sindaco Iodice, da Malì
(una ragazza palestinese amica di Angelo Frammartino, giovane
volontario assassinato a Gerusalemme), da Lorenzo Diana (già
segretario della commissione parlamentare antimafia), da Diana
Pezza Borrelli (associazione per l’amicizia ebraico-cristiana)
e da Edgardo Olimpo, presidente di Articolo 11 e promotore
della fiaccolata dalla prima edizione. In chiusura, una "rete"
di fazzoletti colorati ha fatto da coreografia all’esibizione
della cantautrice Agnese Ginocchio.
Tiziana Di Monaco, dal
Mattino
Il Mattino, 02/10/2006
Viaggio tra le anime del corteo: meno
gioia, più partecipazione
Alla quarta edizione della Fiaccolata della Pace forse non
c’è meno gioia ma di sicuro meno animazione.
In compenso si registra più partecipazione. Accade
in memoria del caporal maggiore Vincenzo Cardella deceduto
al rientro dalla missione in Afghanistan. Dodici navette riversano
un nutrito gruppo di manifestanti a Caserta: il corteo, alla
partenza, conta già circa tremila persone. Ingrosserà
ancora fino a 6000 unità lungo la via Appia dove si
vorrebbe costruire una pista ciclabile e aggiungere il toponimo
"via della Pace" (avviata in proposito una petizione)
al tratto interessato dalla marcia. Tra i promotori dell’evento
c’è Caserta (presenti esponenti dell’amministrazione
come D’Amico, Gigliofiorito, Battarra, Ciontoli); Casagiove
che offre la banda dell’Associazione musicale Città
di Casagiove. Al confine tra Casapulla e Curti il sindaco
Mario Di Cecio pianta un ulivo benedetto da monsignor Andrea
Monaco. A questo gesto assistono alcuni giovani palestinesi
ospiti dell’Arci. E anche la comunità ebraica
di Napoli - che non è presente per la concomitanza
del Kibbutz - invia un messaggio di adesione. A San Prisco
il sindaco Franco Abbate appena rientrato da Roma ricorda
Cardella: "Avremmo preferito - dice - fare una riflessione
per la pace con maggiore entusiasmo, il momento triste ci
impone una preghiera in suffragio di un figlio eroico della
nostra terra caduto per garantire ad altri popoli la pace".
Segue il silenzio, intonato dal maestro Guglielmo Penta. C’è
la Provincia di Caserta con l’assessore Milani. E' una
marcia, e ha effettivamente una marcia in più rispetto
al passato: c’è il comitato Caserta Città
di Pace alias la diocesi di Caserta e i soci di "Articolo
11", l’associazione presieduta da Edgardo Olimpo
che ha ideato e lanciato questa iniziativa, che hanno proceduto
a una osmosi tra le realtà di impegno civile della
Provincia sottoscrivendo la tessera di Legambiente, Casa dei
diritti sociali e Libera. Non più antagonismi ma una
dinamica di rete. Primo passo chiedere che l’Italia
invii in missione nel Libano non solo soldati ma anche una
forte componente civile comprendente un difensore civico e
un "Corpo di pace civile europeo". E poi da Monterotondo
gli amici di Angelo Frammartino, il giovane pacifista ucciso
a Gerusalemme, oltre a una miriade di gonfaloni tra cui Regione
Campania e Provincia di Napoli. In marcia anche don Ciotti
proveniente dalla Puglia dove si è vendemmiato su terreni
confiscati alla malavita organizzata.
Silvestro Montanaro, dal
Mattino
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