festa dell'unità
RASSEGNA STAMPA - OTTOBRE 2006

Il Mattino, 01/11/2006

RECALE VERSO IL VOTO

An: Riello tratta per le liste. Margherita: parte la campagna acquisti

Recale. Da «supervisore» a commissario. Sollecitato dalla base del partito, il presidente provinciale di Alleanza Nazionale, Gennaro Coronella, è stato costretto a riaffrontare il «caso» Recale e, nell’individuare un percorso che rilanci il circolo «Giorgio Almirante», ha affidato la sezione e l’incarico di svolgere le trattative per le Comunali di primavera a Pietro Riello. Il sindaco di Castelmorrone, a breve, nominerà un direttivo, del quale faranno parte l’ex commissario Franco Massaro, l’ex assessore al Personale Antimo Argenziano, il presidente di Azione Giovani Antonio Colella, più un quarto uomo che Riello sceglierà tra coloro che in An non si riconoscono né in Argenziano né in Massaro (si parla di Isidoro Marcello). La scelta di Coronella, frutto di un incontro svoltosi lunedì sera nella federazione provinciale, riunione cui ha partecipato anche Angelo Polverino, se da un lato ridimensiona Massaro, dall’altro concede a Riello l’occasione, sempre che riesca a ricucire gli strappi interni, di ridare alla destra recalese dignità e autonomia, affrancando il partito dal sindaco Americo Porfidia (IdV). La scelta di Coronella non dispiace neppure a fette cospicue del centrosinistra. Nell’ipotesi (molto probabile) in cui in città non si formi la Casa delle Libertà, per Ovidio Gadola (I Socialisti), Filiberto Gianoglio (Sdi) e Giuseppe Lasco (Margherita) Riello potrebbe rivelarsi un alleato prezioso. Certo, ci sarebbe da superare la resistenza di Vincenzo De Angelis (Ds) e quella di Nicola Argenziano (Prc), le cui energie sono indirizzate verso una lista politica, ma la posta in gioco è allettante: ridimensionare Porfidia e riaprire una disputa elettorale, altrimenti compromessa. Nel frattempo, si pensa a rinfoltire le fila. Il primo contatto di rilievo si registra nell’ambito della Margherita, con l’ingresso (pare imminente) del medico Franco Squeglia. Fonti attendibili riferiscono di un incontro, organizzato da Lasco, in cui Squeglia avrebbe dichiarato la sua disponibilità politica ad Antonio Ciontoli, a Recale in rappresentanza della segreteria provinciale. Altre adesioni «eccellenti» dovrebbero formalizzarsi, in entrambi gli schieramenti, nei prossimi giorni.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Comunicato stampa, 27 ottobre 2006

libera aislo

 

Contro le mafie

martedì 31 ottobre alle ore 17 l’incontro sul tema: “Le radici culturali e sociali della camorra”

Nella prestigiosa Sala della Biblioteca di Matematica della SUN in via Vivaldi a Caserta si terrà martedì 31 ottobre alle ore 17 l’incontro sul tema: “Le radici culturali e sociali della camorra”, promosso da AISLO (una importante associazione che si occupa di sviluppo locale), da Libera-Comitato don Diana e dalla attiva libreria Uthopia..
Il tema affrontato ritorna ad essere di grande attualità,alla luce delle minacce a magistrati e allo scrittore Roberto Saviano nonché della recrudescenza di attacchi ad attività economiche e imprenditoriali nella nostra regione ed in Terra di Lavoro.
L’iniziativa fa parte del programma di mobilitazione e di incontri promossi a livello provinciale e nazionale da Libera, che significativamente si intitola “Contro le mafie” (con il contributo attivo di molte associazioni ed il patrocinio della Provincia e di diversi comuni).
Per un approfondimento sugli aspetti storici, sociali,economici e culturali della camorra sono previsti gli interventi di Isaia Sales (autore di un nuovo saggio e di scritti fondamentali sull’argomento), di don Luigi Ciotti (instancabile promotore di iniziative in tutto il Paese con la sua associazione), di un autorevole studioso di diritto costituzionale come Lorenzo Chieffi e di un magistrato da sempre in prima fila nella lotta alla delinquenza organizzato come Donato Ceglie.
A testimoniare un rinnovato impegno delle istituzioni locali sarà Lucia Esposito (Assessora alla Legalità nella Giunta Provinciale).
La discussione sarà coordinata ed introdotta da Pasquale Iorio (dirigente della CGIL Campania e socio fondatore di AISLO).

Comunicato stampa AISLO

Il Corriere di Caserta, 27 ottobre 2006

I moderati smentiscono Mastroianni

Recale – “Abbiamo appreso dai quotidiani locali – dichiara il segretario dei Moderati Antimo Maietta - le ultime dichiarazioni del responsabile dell’UDC Antimo Mastroianni. Spero che il consigliere dell’UDC si sia reso conto che la sua dichiarazione non ha nessuna cognizione di causa. Infatti, la nostra coerenza politica e la trasparenza partitica, ci impone di smentire quanto affermato dal cosigliere Mastroianni poiché non rispecchia la verità . Difatti per amor del vero, Tommasina Fronzino ( vice segretario dei Moderati) non è mai stata un dirigente dell’UDC ma soltanto una iscritta al partito provinciale e non locale, fino a dicembre 2005. Strano che un leader non sappia distinguere l’iscritto dal dirigente. Quanto riguarda la mia posizione politica, prima di costituire I Moderati , era ed è ancora oggi la stessa , appunto non a caso siamo la nuova componente democratica, che senza pretese, si è dissociata da ogni casacca partitica, conservando però i veri valori democratici . Ricordo anche di essere stato invitato dal consigliere in questione, a cui aggiungo, una volta e informalmente; ma non ho ritenuto opportuno partecipare poiché la costituzione dei ‘ Moderati’ era in fase avanzata . Ecco perché, al posto suo, baderei bene nel usare termini di : ‘defezioni’ o ‘la coerenza è merce rara’; visto che le sue vicende politiche, note a tutti, certamente non rispecchiano le sue riflessioni. Non voglio innescare nessuna polemica con Mastroianni, ringraziandolo per gli auguri, ma essendo il segretario di una nuova compagine politica, è giusto e doveroso chiarire alcuni aspetti che meritano realmente riflessioni . Infine – continua Maietta – voglio precisare che il presidente dell’associazione “Amici della Polizia” Giuseppe Raimondi , più volte messo in causa , non è il leader dei Moderati, ma un caro amico a cui siamo legati per le sue numerose battaglie fatte a favore dei cittadini e dei poliziotti . Mi auspico – conclude il segretario dei IM - che in futuro, ci siano meno dichiarazioni e più fatti. Recale ha un assoluto bisogno di cambiare, e solo uniti si riesce ad ottenere un buon risultato. Le polemiche, quando non sono costruttive, sono superflui e inutili.

Il Corriere di Caserta

Il Mattino, 25/10/2006

«Ecco come la Finanziaria promuove il Sud e Caserta»

Il sottosegretario Pascarella: logistica e intermodalità qui significano fondi per l’interporto e il sistema dei trasporti

gaetano pascarellaLegge Finanziaria, il primo vero banco di prova del governo Prodi, continua a far discutere (e dividere) politici e parti sociali mentre si avvicina il momento della verifica in Parlamento. Sottosegretario Pascarella, Fini a Sant’Agata de’ Goti ha detto che questa Finanziaria è meno generosa con il mezzogiorno di quelle di Berlusconi? «Non è assolutamente vero, basta fare un po’ di conti per rendersene conto». Però anche lei ha osservato in una manifestazione pubblica che la grande stampa del Sud non è tenera con il governo. «Sì, ho letto certe critiche che mi sono sembrate ingiuste, e per un certo verso paradossali. Anche perché sulla grande stampa del Nord qualche settimana prima si dicevano le stesse cose ma riferite al settentrione. La nota e l'editoriale del Corriere della Sera del 5 ottobre, ad esempio, parlavano in nome e per conto di un Nord bistrattato e mal tutelato dal carattere "meridionalistica" della legge finanziaria. Si arrivava persino a sostenere che se la legge fosse approvata così come è si aprirebbe una "nuova questione settentrionale"». E invece... «Invece nessuno sembra più ricordare che partiamno dall'eredità disastrosa lasciata dal governo Berlusconi. Casse vuote, avanzo primario azzerato, debito in ascesa, i cantieri delle opere pubbliche chiusi, la crescita dell'economia a quota zero e le imprese in crisi a causa del mancato sostegno all'innovazione e allo sviluppo». Quindi una Finanziaria di lacrime e di sangue per tutti? «Di fronte a questo scenario allarmante il governo Prodi, attraverso la legge finanziaria, adempie in larga misura ai tre impegni assunti in campagna elettorale dall'Unione, che sono il riequilibrio dei conti pubblici, il rilancio dell'economia e l’equità sociale». Ma quale è la specificità meridionalista, allora, di questa Finanziaria? «Le misure adottate per lo sviluppo, come la riduzione del cuneo fiscale, rappresentano un contributo importante per le imprese del meridione ma anche per le imprese del Nord, le quali possono guardare con fiducia al futuro solo se tutto il Paese imbocca la strada della ripresa. Gli interventi previsti per il Mezzogiorno sono importanti: oltre la fiscalità di vantaggio, ci sono il recupero delle aree urbane, la costruzione di opere infrastrutturali, l'utilizzo dei fondi strutturali europei anche per la formazione». Caserta ci guadagna o ci perde? «Caserta non solo beneficerà delle misure previste per tutto il mezzogiorno ma sarà interessata in maniera centrale agli interventi sulla logistica e sui trasporti, come l’intermodalità, gli interporti e l’aereoporto. E non è poco. Se gli imprenditori locali, che pure trarranno non pochi vantaggi da queste misure, provassero a fare squadra, potrebbero giocare un ruolo decisivo nella determinazione delle politiche di sviluppo per l'intero Paese, assumendo, per questa via, una funzione di rilievo come parte fondamentale della classe dirigente nazionale».

Antonio Pastore, dal Mattino

Il Mattino, 24/10/2006

Il 10 dicembre la marcia della pace

Martedi 24 ottobre, alle ore 18.00, nel salone S. Augusto dell’Episcopio di Caserta, riunione annuale di associazioni, scuole, sindacati, ordini professionali per la XII Marcia della Pace. Quest’anno la data dell’evento, domenica 10 dicembre, coincide con l’anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani. Una coincidenza assai significativa che rafforza la credibilità di una manifestazione capace di diventare un appuntamento fisso per le comunità casertane. la marcia della pace segue quella organizzata all’inizio del mese dal Comune di Santa Maria Capua Vetere e da tante sigle e istituzioni, a riprova che sul eprcorso della pace e della legalità non mancano collaborazioni e stimoli positivi da un capo all’altro del territoprio provinciale.

Dal Mattino

Energie nuove, 23 ottobre 2006

La Città nel pensiero di Carlo Cattaneo

Il 28 ottobre, alle ore 16.00, presso la sala incontri di Giosef, in via Battisti 69, Caserta, avrà inizio un ciclo di conferenze su “Il pensiero politico e la Città”.

carlo cattaneoIl primo appuntamento avrà quale argomento “La Città nel pensiero di Carlo Cattaneo”, di cui parlerà Michele Campopiano, laureato e perfezionato presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, redattore della rivista “Il contesto”, tra i soci fondatori dell’associazione “La città futura-riformisti europei”.

Governare la Città: alcuni spunti di riflessione

Il nostro paese ha visto, ha partire dagli anni ’70, lo sviluppo di una tendenza che ha portato all’attribuzione a regioni ed enti locali di una crescente numero di poteri e attribuzioni. Questo processo ha condotto alla riforma del Titolo V della nostra Costituzione. Il nuovo testo costituzionale riconosce la posizione fondamentale degli enti locali nell’ordinamento della Cosa pubblica: «La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato» (art. 114). Il nuovo Titolo V prevede che le funzioni amministrative siano attribuite ai Comuni (art. 118), attribuisce ad essi autonomia finanziaria (art. 119). Il crescente peso assunto dagli enti locali impone alle forze politiche di elaborare serie riflessione sul piano del governo delle entità cittadine, e pertanto di riflettere sul ruolo peculiare dell’entità “Città” su un piano non solo giuridico-politico, ma anche economico, storico e sociologico. La Storia d’Italia, con il peculiare ruolo che ha assunto la società urbana nel suo sviluppo plurisecolare, impone di affrontare questa riflessione con particolare rigore e serietà.
Nella storia del pensiero politico la Città è stata di volta in volta analizzata sul piano della sua concretezza sociale, economica e politica (potremmo partire dalla Politica di Aristotele, o ricordare il mirabile saggio sulla città in Economia e Società di Weber) o trasfigurata nel vagheggiamento di un modello perfetto e remoto di convivenza civile (come dimenticare La Città del Sole di Campanella?).
La storia del pensiero federalista italiano ci offre altri importanti esempi di grande attualità. Nell’opera di un grande storico e uomo politico del XIX secolo, uno dei protagonisti del nostro Risorgimento, Carlo Cattaneo, la riflessione sul ruolo della Città nella Storia d’Italia, sullo sviluppo delle idealità repubblicane e dei valori dell’umanesimo e della libertà intellettuale si è fatta già sfumata, attenta alla molteplicità dei fattori sociali, politici e culturali che determinano lo sviluppo della società umana.
Una riflessione sul governo locale che voglia creare dei modelli di ampio respiro per lo sviluppo civile e sociale della nostra città può trarre indubbiamente vantaggio da incontri e dibattiti che ripropongano l’attualità di questi momenti fondamentali nella storia del pensiero politico e sociale.

Energie nuove, Comunicato stampa

Arcobaleno di Pace, 17 ottobre 2006

Donne per la Pace e Donne Coraggio.

ad Agnese Ginocchio e Silvana Fucito il premio 'Benemerenza' per la Pace e la Legalità.

Agnese Ginocchio e Silvana FucitoBELLONA - Agnese Ginocchio, la cantautrice Testimonial di Pace provinciale che gira l'Italia per portare un messaggio di Nonviolenza, Pace e Legalità attraverso le sue canzoni impegnate, è stata tra le persone destinatarie, particolarmente distintesi nel territorio provinciale, a ricevere l' importante titolo di "Benemerenza", con la seguente motivazione: "Unico obiettivo: Pace" . La cerimonia si è svolta domenica 15 ottobre nella sala consiliare del comune di Bellona(Caserta), la città che sessantatre anni or sono vide il sacrificio dei 54 Martiri per la Pace e la Libertà, nell'ambito dell'importante manifestazione giunta alla sua sesta edizione: “Legalità è Pace”, organizzata dalla nota Associazione umanitaria Deasport onlus( presidente Francesco Falco). Presenti anche Silvana Fucito Donna Coraggio (altra premiata), dell'associazione antiracket S. Giovanni Napoli, d. Luigi Merola prete anticamorra di Forcella ed altri personaggi di rilievo impegnati nel panorama provinciale, regionale e nazionale: Rosario De Julio – Consigliere della Suprema Corte di Cassazione – Roma; Giuliana Ruggiero - Scienze del Servizio Sociale; Alessandro Di Nardo - Giudice di Pace in Cassino; Michele Spina - Docente Diritto Penale Militare Università Federico II – Napoli; Enrico Milani - Assessore alla Pubblica Istruzione ed al Lavoro provincia di Caserta; Lucia Esposito- Assessore alla Legalità, Trasparenza e all'Università provincia di Caserta.
A consegnare l'importante titolo di onorificenza ad Agnese la giovane Presidente del Comitato provinciale Unicef Caserta dott.ssa Emilia Narciso. Ringraziando la Dea Sport onlus per il conferimento ricevuto, la cantautrice per la Pace Ginocchio ha fatto sapere tramite la presentatrice giornalista Lucia Vagliviello, di voler dedicare questo premio di benemerenza al "Centro disabili Simona Carratù di Aversa" (Ce) presenti tra l'altro anche alla manifestazione. Si ricorda che l'evento "Legalità è Pace" ha goduto del patrocinio della Camera del Senato della Repubblica Italiana, Provincia di Caserta, Regione Campania, Città di Capua, Città di Bellona e UNICEF.

Arcobaleno di Pace, comunicato stampa

Il Mattino, 15/10/2006

DICIANNOVE COMUNI AL VOTO

Comunali di primavera: verso il boom delle civiche

Il prossimo test elettorale sarà il vero termometro della nuova situazione nel Paese e nella nostra provincia. In Terra di Lavoro la tornata amministrativa (che si terrà tra il 15 aprile e il 15 giugno) si preannuncia significativa in quanto saranno rinnovati i sindaci ed i consigli di 19 Comuni con una popolazione complessiva di 215.376 abitanti. Dei diciannove centri al voto, cinque adottano il sistema proporzionale. Eccoli: Aversa (30.745 abitanti), Sessa Aurunca (22.825), Casal di Principe (19.859) e San Felice a Cancello (16.769). Questi, invece, i 14 Comuni che andranno al voto con il sistema maggioritario: Alvignano (4.950), Bellona (5.103), Camigliano (1.739), Castel Campagnano (1.632), Cesa (7.460), Falciano del massico (3.866), Gallo Matese (761), Pietramelara (4.464), Pontelatone (1.881), Recale (7.147), San Prisco (10.015), Sant'Angelo D'Alife (2.406), Trentola Ducenta (14.126) e Vairano Patenora (6.259). Sedici Comuni stanno portando regolarmente al termine la legislatura, tre arrivano al confronto elettorale in regime commissariale. E sono Alvignano, il cui sindaco era l'attuale consigliere provinciale dell'Udeur Domenico Bove (commissario il vice prefetto Immacolata Fedele): Casal di Principe (retto ora dal vice prefetto Savina Macchiarella); Sant'Angelo D'Alife (gestita dal commissario prefettizio Gerardina Basilicata, di recente nominata capo gabinetto della prefettura). In consiglio provinciale sono particolarmente interessati al voto il presidente dell’assemblea Pasquale De Lucia (Margherita), sindaco di San Felice a Cancello; Giuseppe Fiorillo (Ds), sindaco di Cesa; Massimo Visco (Ds), sindaco di Vairano Patenora. Da osservare, però, che mentre Visco è al suo secondo mandato, ma non consecutivo e, quin di, potrà riproporre la sua candidatura nuovamente a primo cittadino, Fiorillo è al suo secondo mandato consecutivo, per cui risulta ineleggibile. Scende nuovamente in campo un neo deputato della Repubblica. È Americo Porfidia, segretario provinciale dell'Italia dei Valori, che si misurerà ancora una volta con lo storico avversario Ovidio Gadola (Nuovo Psi). Dei cinque Comuni a sistema proporzionale, tre (S.Maria Capua Vetere, Sessa Aurunca e San Felice a Cancello) sono in mano al centrosinistra (sindaci Enzo Iodice, Elio Meschinelli e Pasquale De Lucia), mentre gli altri due (Aversa e Casal di Principe) sono gestiti dalla Cdl. Ma considerando l'importanza di Aversa (la seconda città della provincia) si può parlare di un sostanziale parità. Intanto, a sei mesi dalla contesa amministrativa, i partiti sembrano ancora fermi. A livello locale, però, è già tutto un fermento, un pullulare di incontri informali, di riunioni notturne e di trattative segrete per individuare i candidati. A sinistra il metodo delle primarie per la scelta della nuova classe dirigente sta generando non poche divisioni (vedi Aversa, S.Maria C.V., Sessa Aurunca, Falciano del Massico). Si prevedono molte liste civiche, ma anche di spuria formazione. Insomma, i localismi appaiono vincenti.

Giovanni De Stasio, dal Mattino

Comunicato stampa, 15 ottobre 2006

Amministrative, a Recale nasce il partito dei Moderati

RECALE - Venerdi 13 ottobre, si è riunito a Recale il Comitato cittadino di una libera associazione senza fini di lucro con finalità: culturale, sociale e politica, a cui è stata attribuita un simbolo e una denominazione: “I Moderati” - Per Recale. Una associazione che esprimerà sicuramente il o i candidati alle prossime elezioni politiche e che sarà, senza ombra di dubbio, l’ago della bilancia. Persone che hanno scelto di non essere etichettate da nessun partito. Alcuni neo dirigenti, già in passato hanno saputo conquistare, con la loro serietà, consensi elettorali. Il rinnovamento a Recale è un processo indispensabile, I Moderati, rappresenteranno agli elettori le loro idee creando una sorte di partecipazione tra il cittadino e l’istituzione. In sostanza metteranno in atto un nuovo modo di fare politica, ascoltando i problemi dei recalesi creando il filtro tra il cittadino e l’amministrazione. L’obbiettivo prefisso dall’associazione sarà anche quello di riportare l’equilibrio tra i vari politici locali, che negli ultimi anni sono stati protagonisti di scene da cronaca, che certo non hanno portato un beneficio al territorio di Recale. Il direttivo della neo associazione è così composto: Presidente Ciccone Domenico – Segretario Maietta Antimo - Vice segretario Fronzino Tommasina (la moglie di Peppe Raimondi) - Segretario amministrativo Ciccone Francesco - Segretario organizzativo Potenza Gerardo - Addetto stampa Landolfi Arturo - Portavoce politico “I Moderati” Landolfi Tommaso.

I Moderati, comunicato stampa

La Repubblica, 13 ottobre 2006

Minacce camorriste a Roberto Saviano
finisce sotto scorta l'autore di Gomorra

NAPOLI - Minacce allo scrittore che ha raccontato la camorra imprenditrice e le storie della faida di Scampia. Lettere minatorie, telefonate mute. E anche un isolamento ambientale che mette paura forse più delle intimidazioni. Adesso dovranno essere adottate nuove misure di protezione per Roberto Saviano, 28 anni, l'autore del libro-inchiesta "Gomorra", edito da Mondadori, da cinque mesi in testa alle classifiche e vincitore del premio Viareggio Repaci. Il prefetto di Caserta, Maria Elena Stasi, ha aperto un procedimento formale che passerà al vaglio del comitato provinciale per l'ordine pubblico.

Lo rivela il settimanale "L'espresso", con il quale Saviano collabora, nel numero che sarà in edicola oggi. Esponenti di primo piano della camorra campana come Michele Zagaria e Antonio Iovine, il più celebre Francesco Schiavone soprannominato "Sandokan", "hanno mal tollerato - si legge nel lungo servizio - il successo di Gomorra, che ha imposto i loro traffici all'attenzione nazionale".

Non solo. I clan si sono anche "infuriati per la sfida che Saviano ha portato nel loro feudo, nella Casal di Principe che negli anni '90 aveva il record di omicidi". Lo scrittore, ricorda "L'espresso", si è presentato sul palco della cittadina casertana il 23 settembre scorso, insieme al presidente della Camera Fausto Bertinotti, nell'ultima di quattro giornate di mobilitazione anticamorra aperta dal ministro della Giustizia Clemente Mastella.

Saviano "ha chiamato i padrini per nome - scrive il settimanale - "Iovine, Schiavone, Zagaria, non valete nulla. Loro poggiano la loro potenza sulla vostra paura, se ne devono andare da questa terra"". Ma se l'ira della camorra poteva essere messa nel conto delle reazioni che un libro coraggioso come "Gomorra" e i reportages realizzati dal giovane scrittore avrebbero suscitato, altra cosa è l'emarginazione seguita alle sue denunce. "Colpisce il disprezzo delle autorità locali - accusa "L'espresso" - testimoniato dalle bordate di Rosa Russo Iervolino. Il sindaco partenopeo, nel consegnare a Saviano il premio Siani, lo ha definito "simbolo di quella Napoli che lui denuncia", offendendo sia l'autore sia la memoria del giornalista ammazzato 21 anni fa".

Ma c'è anche chi si sta mobilitando per non lasciarlo solo. Un appello improvvisato in sostegno di Roberto Saviano ha raccolto, evidenzia il settimanale, "firme di scrittori e lettori: tra i primi Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo. Poche righe che denunciano "un isolamento fatto da ciò che non ti fanno e che vogliono farti credere ti faranno. Ma intanto ti fermano, creano diffidenza intorno, screditano, insultano, allontanano tutti dalla tua vita perché mettendo paura ti creano attorno il deserto. A questo punto devono venire fuori altre voci".

Intanto a Napoli la camorra continua a colpire e a fare soldi. Il Viminale lavora a un piano per la città. I firmatari dell'appello non vogliono fermarsi alle parole. Pensano a una grande manifestazione che dovrebbe svolgersi proprio in provincia di Caserta. Nella terra d'origine dello scrittore, e di quella camorra che vorrebbe mettere a tacere chi ne ha denunciato pubblicamente gli intrecci e gli inganni.

Dario Del Porto, da La Repubblica

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sul sito sosteniamosaviano.net

 

Comunicato stampa, 11 ottobre 2006

La Festa di "Liberazione" a S. Marco Evangelista

Sabato 14 si inaugura il nuovo circolo di Rifondazione intitolato ad Angelo Frammartino

Angelo FrammartinoSAN MARCO EVANGELISTA – Sarà intitolato ad Angelo Frammartino, il volontario 24enne ucciso ad agosto scorso, a coltellate, a Gerusalemme, il circolo sammarchese di Rifondazione Comunista. “Bisogna imparare ad amare daccapo, a tornare ad amare, ogni giorno”. È questa la conclusione dell’ultima email che Angelo inviò, prima di morire, al circolo di Rifondazione Comunista di Monterotondo di cui era coordinatore dei Giovani Comunisti. E proprio una delegazione dei compagni di Monterotondo, sabato 14 ottobre, sarà a San Marco Evangelista nel circolo del Prc. Per ricordare, in un gemellaggio ideale tra i due circoli, Angelo ed il suo impegno coraggioso per la pace e la giustizia. L’occasione è la prima Festa di Liberazione del neonato circolo. L’agenda segna il primo appuntamento alle 12 con l’inaugurazione della sede del circolo “A. Frammartino” in via Umberto I, n 7. Alle 17, poi, in piazzetta Cantone, l’apertura degli stand e dello spazio animazione per bambini. Alle 20, invece, il tradizionale appuntamento con il pubblico comizio a cui interverranno il segretario di circolo Antonio Ferraiuolo, il capogruppo provinciale Enzo Mataluna ed il segretario provinciale del Prc Giosuè Bove. A seguire l’intervista della giornalista di Liberazione Antonella Palermo ai compagni del circolo di Monterotondo. La serata si concluderà con la musica dal vivo dei Lazzari Felici, una rassegna delle più belle cover dei nostri cantautori: da Francesco Guccini a Pino Daniele, da Francesco De Gregari a Fabrizio De Andrè, da Lucio Dalla a Lucio Battisti.

Circolo PRC “A. Frammartino”

dsonline, 9 ottobre 2006

I DS sulla Finanziaria e la Scuola

Dopo le sofferte giornate di fine settembre in cui sono apparse le prime bozze della finanziaria ’07 riguardanti la scuola verso le quali si sono espresse le forti resistenze, il rifiuto e la denuncia da parte della associazioni sindacali e professionali dei docenti, degli studenti, dei genitori e delle stesse forze politiche di maggioranza, nel testo definitivo della Finanziaria ci sono alcune scelte che, se pienamente attuate, costituiscono svolte strategiche per l’amministrazione e per la politica scolastica del nostro paese.
In primo luogo, il ribadimento della centralità dell’autonomia delle scuole a cui alcuni interventi puntuali danno forza e trasparenza, caricandola al tempo stesso della responsabilità piena della modalità dell’offerta formativa. In questo senso vanno le norme che concernono i meccanismi di finanziamento alle scuole autonome attraverso la concentrazione dei diversi canali in due Fondi, il primo dei quali convoglierà tutti i finanziamenti trasferiti alle scuole che riguardano il personale (con esclusione delle retribuzioni); il secondo destinato a mettere insieme i finanziamenti che riguardano il funzionamento delle scuole. La scuola dell’autonomia si avvia cioè ad assumere la piena responsabilità della gestione complessiva didattico-amministrativa.
In secondo luogo, sempre come sviluppo della capacità autonoma delle scuole si introducono modalità e procedure per superare le rigidità della fissazione di parametri per la formazione delle classi, per l’adozione di progetti incisivi per prevenire e contrastare il fenomeno degli insuccessi e degli abbandoni scolastici e quindi per l’utilizzazione più efficace del personale. In questa direzione si muove anche la norma che supera l’art. 40 della legge 449, nella previsione che si stabilisca tutto l’organico necessario a dar risposte effettive alle esigenze degli allievi diversamente abili, nel rispetto rigoroso delle norme sulle certificazioni che definiscono l’esigenza del docente di sostegno. Il grande problema dell’eliminazione del precariato della scuola viene posto come un traguardo da raggiungere nello scorcio di un triennio, con l’assorbimento di 150 mila docenti precari e 20 mila di personale Ata, ponendo a conclusione di questa fase – che consentirà anche di aggiornare con nuovi criteri le graduatorie permanenti senza ledere i diritti già maturati - la necessità di avviare nuovi meccanismi di reclutamento su base concorsuale e il superamento delle graduatorie permanenti e quelle degli idonei dei concorsi precedenti. Positive sono le norme che aboliscono il doppio punteggio e la ridefinizione della valutazione degli altri titoli ai fini della definizione delle graduatorie e le norme per gli strumenti musicali che pongono fine alla questione relativa al possesso dei titoli per l’inserimentio nelle graduatorie permanenti.
Rientrano in questa seconda grande area di intervento della finanziaria ’07 i provvedimenti che concernono la delegificazione della disciplina del concorso ordinario a dirigente scoalstico, con la fissazione soltanto di alcuni criteri fondamentali tra cui quello della unificazione dei settori di dirigenza scolastica configurando così la figura unica di dirigente scolastico. In questa fase di transizione viene modificato il concorso ordinario in atto, prevedendo la progressiva immissione in ruolo sui posti vacanti anche per gli anni scolastici 2007-08 e 2008-09 dei candidati del concorso che abbiano superato la fase della selezione per l’ammissione ai corsi di formazione. E’ prevista per coloro che non l’hanno compiuto la partecipazione al corso di formazione. Ciò da attuazione anticipata alle disposizioni che non prevederanno una ulteriore fase di esame dopo il periodo di formazione e consentiranno di concludere utilmente il concorso ordinario per effettuare le nomine per il prossimo anno scolastico e risolvere così anche il fenomeno dell’eccessivo numero dei posti vacanti nella dirigenza scolastica.
In terzo luogo, la Finanziaria stabilisce norme per l’elevamento dell’obbligo scolastico, con la fissazione che l’istruzione obbligatoria è impartita per 10 anni, quindi fino al primo biennio della scuola superiore; a 16 anni viene elevata l’età per l’accesso al lavoro; il biennio è gratuito; la struttura del biennio è unitario e integrato, in modo da consentire , sotto la responsabilità della scuola dell’autonomia, la costruzione di percorsi diversificati volti a contrastare la dispersione scolastica avvalendosi anche del concorso di strutture formative accreditate dalle regioni, sulla base di precise e vincolanti indicazioni nazionali. La costituzione dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica, che subentra alla funzioni svolte attualmente dall’Irre e dall’Indire, vuole dare una soluzione organica e unitaria ai problemi della strumentazione a sostegno dell’autonomia. In questo senso si muovono anche le norme che riguardano l’Invalsi che tendono a potenziare la qualità scientifica e l’autonomia di questo prezioso strumento per la valutazione del sistema dell’istruzione a cui viene data una stabilità nella definizione dell’organico e al funzionamento amministrativo. Tra i provvedimenti tesi a rafforzare ed estendere il sistema educativo e formativo e dare così risposte non artificiose all’esigenza educativa dei bambini al di sotto dei tre anni va segnalata l’attivazione sperimentale di sezioni “primavera” improntate a criteri di qualità pedagogica rispondente alle caratteristiche di questa prima fascia di età. Per la popolazione adulta, compresa quella immigrata, alla scopo di far conseguire più elevati livelli di istruzione, nella Finanziaria sono previsti interventi per riorganizzare i Centri per l’educazione degli adulti, attribuendo ad essi autonomia amministrativa, organizzativa e didattica e provvedendo a dotarli di un proprio distinto organico rispetto a quello dei normali percorsi scolastici.
Per ultimo, ma non per ordine di importanza, debbono essere segnalate le norme a sostegno dell’edilizia scolastica e la messa a norma degli edifici scolastici. Sono state inoltre assicurate le risorse per il contratto dei lavoratori della scuola.
Ovviamente non tutti i problemi della scuola sono stati affrontati e risolti. Ma pare indubbio che, in una Finanziaria volta a risanare la disastrosa situazione del debito pubblico, è stato dato un segnale importante della centralità della politica della scuola per il governo di centro-sinistra. E’ un buon punto di partenza su cui innestare le successive iniziative per la piena realizzazione del programma dell’Unione.

da dsonline.it

Il Mattino, 08/10/2006

I ds ora serrano le fila: niente cambi al vertice

C’è tregua nei Ds dopo il duro scontro di qualche notte fa nell’ambito della segreteria provinciale del partito e soprattutto il polemico documento dei sette consiglieri provinciali (Pietro Paolo Ciardiello, Giuseppe Fiorillo, Mario Basco, Angelo Golino, Rodolfo Parisi, Luigi Russo e Massimo Visco) che avevano espressamente chiesto le dimissioni dei loro quattro assessori provinciali (Villani, Capobianco, Reccia e Panella) ed una nuova classe dirigente. C’è troppa carne a cuocere (nuovo assetto del partito provinciale, rimpasto alla Provincia, rinnovo enti strumentali e costituzione del Partito Democratico) per cui bisogna studiare bene ogni mossa. E proprio per dare a tutti una ulteriore pausa di riflessione, ancora una volta è slittato l’interpartitico del centrosinistra. Bisognerà aspettare soprattutto che ritorni dagli Usa il presidente della Provincia Sandro De Franciscis per avere un primo approfondito approccio con lui, sia nella sua qualità di autorità istituzionale, che in quella di punto di riferimento del nuovo gruppo consiliare, che si chiama «Popolari verso il Partito Democratico». E che, per ora si compone di tre unità, ma quanto prima si potrebbe allargare a cinque (diventerebbe il terzo partito, per consistenza numerica, dopo i Ds e la Margherita). Il primo incontro, nella settimana entrante, con De Franciscis lo avrà il segretario provinciale dei Democratici di Sinistra Ubaldo Greco, non solo per avere un approfondito scambio di vedute su tutte le problematiche sul tappeto, ma anche per decidere la data del prossimo vertice dell’Unione. Intanto, Greco prova a smentire che nel partito stia covando la sua sostituzione, per effetto di una presunta incompatibilità con la carica di assessore a Caserta. «Non c’è guerra tra di noi. Siamo tutti una grande famiglia», dice Greco. Ma intanto era trapelata la notizia secondo cui il prossimo segretario provinciale sarebbe stato l’ex presidente dell’Asi Achille Natalizio, ora direttore generale della Sma. Per il segretario la notizia è priva di ogni fondamento. «Una invenzione totale» precisa. E per quanto concerne anche il tormentone-rimpasto alla Provincia, afferma: «Si sta costruendo, dopo una lunghissima stagione di impegni elettorali. Si è riaperta nel nostro partito una fase di rilancio di iniziativa politica che si fonda sostanzialmente su due elementi: l’unità del partito e l’innovazione. Ovvero il gruppo dirigente dei Ds in tutte le sue rappresentanze istituzionali, è impegnato a determinare una svolta di cambiamento della nostra società di Terra di Lavoro». Il coordinamento politico ha stabilito che - sottolinea - «la verifica alla Provincia proceda e si chiuda in tempi brevi sui contenuti programmatici sulla base di un bilancio dell’attività amministrativa fin qui svolto dalla Provincia». Su questo versante «utile è stato ed è il contributo del gruppo consiliare che è indubbiamente il protagonista principale della realizzazione della prospettiva indicata dal partito». Anche per il capogruppo Ciardiello «l’elezione di un nuovo segretario non è proprio all’ordine del giorno». E Natalizio conferma: «Né al prossimo congresso, né all’altro ancora, sono interessato a questa carica che deve essere ricoperta da forze giovani».

Giovanni De Stasio, dal Mattino

Save the Children, 06/10/2006

save the childrenRiscriviamo il Futuro

 

Save the Children: una bromelia per riscrivere il futuro di 8 milioni di bambini in paesi in guerra

Mentre migliaia di sms solidali arrivano al 48587, la campagna Riscriviamo il Futuro prosegue con un evento di raccolta fondi nelle piazze d'Italia e un convegno internazionale a Roma.
Dal 7 all'8 ottobre oltre 500 piazze italiane — dai maggiori centri urbani ai piccoli paesi di provincia - ospiteranno "Le piante insegnano", l'evento di raccolta fondi di Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente per la difesa e promozione dei diritti dell'infanzia: a fronte di una donazione minima di 15 euro, sarà possibile portare a casa una bromelia.
L'importante iniziativa è in collaborazione con ABCapital srl e la CNA - Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa, i cui aderenti coopereranno attivamente con i volontari e il personale di Save the Children nelle piazze italiane.
Il ricavato dell'evento di raccolta fondi andrà a sostegno di "Riscriviamo il Futuro"*, la grande sfida lanciata il 12 settembre in tutto il mondo da Save the Children, per assicurare entro il 2010, con interventi diretti sul campo, l'accesso ad un'educazione di qualità a 8 milioni di bambini in circa 20 paesi in conflitto o reduci da conflitti.
"Siamo consapevoli che si tratta di una sfida ambiziosa ma la posta in gioco è il diritto fondamentale all'istruzione, ovvero alla prospettiva di un futuro diverso e migliore, per milioni di bambini e bambine", commenta Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children. "Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo programmato di investire 450 milioni di dollari in tutto il mondo", conclude Valerio Neri, "ma siamo sicuri che non ci mancherà l'aiuto e il supporto di tante persone generose".
Formazione di insegnanti, corsi di apprendimento rapido, fornitura di libri, ricostruzione di scuole. E' in sintesi quanto Save the Children intende fare per riscrivere il futuro di 8 milioni di bambine e bambini. I soldi raccolti in Italia andranno, in particolare, a beneficio di 3 progetti educativi in Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo e Sud Sudan.
Sempre a sostegno di "Riscriviamo il Futuro" fino al 31 ottobre, sarà possibile inviare un sms solidale al numero 48587: grazie ad esso si potrà donare a Save the Children 1 euro da telefoni cellulari Tim, Vodafone, 3 e Wind, o, chiamando allo stesso numero, 2 euro da telefoni fissi abilitati Telecom.
La campagna Riscriviamo il Futuro ha ottenuto in Italia l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il Patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero della Pubblica Istruzione, della Provincia di Roma, della Provincia di Caserta, del Comune di Caserta, del Segretariato Social RAI e di Mediafriends.
Inoltre è supportata da importanti partner aziendali come F.I.L.A. - Fabbrica Italiana Lapis e Affini con il marchio Giotto.

Comunicato stampa Save the Children - Italia

Il Mattino, 05/10/2006

Ds, tregua apparente: lo scontro cresce

Uno «stop and go», questo il tenore del dibattito interno alla Quercia, volendo utilizzare una terminologia da Formula Uno. C’è chi ci getta acqua, chi benzina, ma il fuoco delle polemiche cova sotto le ceneri. Alla Provincia consiglieri contro assessori, più di un pretendente per la segreteria provinciale, e gomitate da parte di chi preme per entrare in ruoli di gestione. Angelo Brancaccio, consigliere regionale e leader di consensi, senz’altro punta a calmare gli animi, a favorire un confronto più sereno. «Il documento dell’altra mattina esprime una naturale dialettica interna, fisiologica ad un partito che cresce, si consolida ed ora è chiamato un po' ovunque a responsabilità di governo. Il riferimento alle dimissioni degli assessori, in realtà, mi sembra un po' una forzatura, penso che l’intenzione sia di accelerare la verifica alla Provincia e su questo sono d’accordo anch’io. Domani ci sarà una direzione provinciale in cui molti temi saranno già affrontati». Ma il cambio di leadership provinciale, c’è un tentativo di capovolgere gli assetti attuali del partito... «Sia ben chiaro- conclude Brancaccio - Ubaldo Greco sta lavorando bene e in un momento difficile, quindi ha tutto il mio appoggio, il resto si vedrà durante la fase congressuale». Achille Natalizio, presidente della Sma, non si nasconde dietro un dito. «È chiaro che anche il documento sottoscritto dal gruppo consiliare Ds alla Provincia, con cui si chiedono le dimissioni degli assessori del nostro partito, è la spia di un disagio e di un momento travagliato che si sta vivendo all’interno dei Ds casertani. Ma qui non si tratta di dare torto agli uni e ragione agli altri, anzi si può dire che torto e ragione sono equamente distribuiti». «Il punto è - prosegue Natalizio - se noi come Ds e poi come coalizione stiamo realmente mettendo a frutto questo particolare momento in cui governiamo Comune di Caserta, Provincia e Regione. Ebbene in tutta coscienza io ritengo che non stiamo dando ai cittadini le risposte che meritano in termini di soluzione di problemi e di erogazione di servizi. Allora non si tratta di sostituire questo assessore a quello ma aprire finalmente un confronto nella Quercia casertana e governare con puntualità e collegialità laddove abbiamo responsabilità istituzionali. In questo senso mi sento di condividere il documento del gruppo provinciale. E aggiungo che anche il discorso del rinnovo della segreteria provinciale è un falso problema, avevamo deciso di rinviare a dopo l’assemblea nazionale il nostro momento congressuale, non vedo perchè ogni tanto qualcuno tira in ballo il rinnovo della segreteria». Adolfo Villani, assessore e vice presidente della Provincia, è bersaglio delle richieste dei suoi compagni consiglieri, naturalmente insieme agli altri componenti della giunta. «A me non sembra che nel documento si possa cogliere una messa in discussione dell’operato di questo o quell’assessore, ma se c’è un problema interno chiamiamolo per nome e cognome e discutiamone tutti insieme. E estendiamo il confronto a tutto il partito, l’ho già chiesto più volte al segretario provinciale. A me sembra invece che il punto sia di accelerare una verifica che noi Ds abbiamo chiesto da tempo a tutta l’Unione, anche con la necessità di riequilibrare deleghe e competenze. Questo dice il documento. Purtroppo con l’uscita del Presidente De Franciscis dall’Udeur il percorso ha subìto una battuta d’arresto. Allora riprendiamolo e rilanciamolo partendo da basi concrete, ossia da cosa è stato fatto alla Provincia e cosa bisogna ancora fare». Quindi non manca la volontà di dialogo... «In qualità di delegato per i rapporti col Consiglio - assicura Villani - sto discutendo ogni giorno con i capigruppo di rifiuti, di sicurezza scolastica e stradale piano bacino dei trasporti, piano di assetto territoriale. Il metodo del confronto deve allora basarsi sul copioso lavoro svolto, e non a tutti noto, per puntare a far di più e meglio. Discutiamone all’interno dei Ds, poi con gli altri alleati del centrosinistra, ma facciamo presto e soprattutto siamo chiari nell’indicare quale deve essere l’oggetto della discussione».

Claudio Coluzzi dal Mattino

Il Mattino, 02/10/2006

"In nome della pace non basta indignarsi"

Monito di don Ciotti durante la marcia. Il premio "Città di Santa Maria" dedicato ai militari morti in Afghanistan

Un altro muro è caduto. Un muro di carta di giornale, con su scritti, a pennarello, i nomi di decine di vittime delle mafie. Quel simbolo della violenza, che devasta anche la provincia di Caserta, è stato sfondato a Santa Maria Capua Vetere da un gruppo di ragazzi che si tenevano mano nella mano. Formavano la testa del corteo, partito nel primo pomeriggio dal capoluogo, per marciare inneggiando alla pace. Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, ha preso la parola ed è stato un fiume in piena: "Indignarsi non basta più" ha detto, guardando la gente in piazza Bovio e voltandosi indietro, verso sindaci, magistrati, rappresentanti istituzionali e religiosi, che dividevano con lui il palco. E ancora, urlando: "Non basta più l’indignazione. Bisogna provare disgusto", disgusto verso le ventidue guerre che oggi insanguinano il mondo, e il suo pensiero è andato a tre giovani italiani morti recentemente in terra straniera, come Vincenzo Cardella di San Prisco (non dobbiamo essere solidali con le famiglie, è troppo facile: dobbiamo sentirci corresponsabili e far sentire che tanta gente è al loro fianco anche nei giorni lontani da quelli del dolore). Ai tre ragazzi don Ciotti ha dedicato il premio "Santa Maria Capua Vetere Città della Pace", ritirato dalle mani del sindaco Vincenzo Iodice e condiviso con il vescovo Alessandro Staccioli, per diciotto anni missionario in Laos. A entrambi è stata consegnata una tela dell’artista Rosario Della Valle. "Durante questa marcia - ha aggiunto il presidente di Libera - ho visto una bambina con un cartello. ”La pace inizia da me”, diceva. Ed è proprio così: non possiamo delegare, ciascuno può fare qualcosa". L’invettiva di don Ciotti ha spaziato dalla riduzione degli armamenti ("secondo gli economisti basterebbe tagliare le spese militari del 5% per risolvere radicalmente problemi come la malnutrizione e l’Aids in tutto il mondo") alla lotta alle mafie ("poche migliaia di criminali ci tolgono la libertà e ci tengono in ostaggio; la camorra non va combattuta, deve essere sconfitta"). Al centro del palco un braciere dal quale hanno attinto il fuoco le fiaccole tenute da esponenti di varie religioni, dall’imam di San Marcellino al pastore della chiesa evangelica di Caserta, dall’arcivescovo di Capua alla rappresentante della comunità buddista giapponese, uniti nello stesso spirito di fratellanza. Un messaggio che è stato fatto proprio anche da Sandro De Franciscis (presidente della Provincia), dal sindaco Iodice, da Malì (una ragazza palestinese amica di Angelo Frammartino, giovane volontario assassinato a Gerusalemme), da Lorenzo Diana (già segretario della commissione parlamentare antimafia), da Diana Pezza Borrelli (associazione per l’amicizia ebraico-cristiana) e da Edgardo Olimpo, presidente di Articolo 11 e promotore della fiaccolata dalla prima edizione. In chiusura, una "rete" di fazzoletti colorati ha fatto da coreografia all’esibizione della cantautrice Agnese Ginocchio.

Tiziana Di Monaco, dal Mattino

Il Mattino, 02/10/2006

Viaggio tra le anime del corteo: meno gioia, più partecipazione

Alla quarta edizione della Fiaccolata della Pace forse non c’è meno gioia ma di sicuro meno animazione. In compenso si registra più partecipazione. Accade in memoria del caporal maggiore Vincenzo Cardella deceduto al rientro dalla missione in Afghanistan. Dodici navette riversano un nutrito gruppo di manifestanti a Caserta: il corteo, alla partenza, conta già circa tremila persone. Ingrosserà ancora fino a 6000 unità lungo la via Appia dove si vorrebbe costruire una pista ciclabile e aggiungere il toponimo "via della Pace" (avviata in proposito una petizione) al tratto interessato dalla marcia. Tra i promotori dell’evento c’è Caserta (presenti esponenti dell’amministrazione come D’Amico, Gigliofiorito, Battarra, Ciontoli); Casagiove che offre la banda dell’Associazione musicale Città di Casagiove. Al confine tra Casapulla e Curti il sindaco Mario Di Cecio pianta un ulivo benedetto da monsignor Andrea Monaco. A questo gesto assistono alcuni giovani palestinesi ospiti dell’Arci. E anche la comunità ebraica di Napoli - che non è presente per la concomitanza del Kibbutz - invia un messaggio di adesione. A San Prisco il sindaco Franco Abbate appena rientrato da Roma ricorda Cardella: "Avremmo preferito - dice - fare una riflessione per la pace con maggiore entusiasmo, il momento triste ci impone una preghiera in suffragio di un figlio eroico della nostra terra caduto per garantire ad altri popoli la pace". Segue il silenzio, intonato dal maestro Guglielmo Penta. C’è la Provincia di Caserta con l’assessore Milani. E' una marcia, e ha effettivamente una marcia in più rispetto al passato: c’è il comitato Caserta Città di Pace alias la diocesi di Caserta e i soci di "Articolo 11", l’associazione presieduta da Edgardo Olimpo che ha ideato e lanciato questa iniziativa, che hanno proceduto a una osmosi tra le realtà di impegno civile della Provincia sottoscrivendo la tessera di Legambiente, Casa dei diritti sociali e Libera. Non più antagonismi ma una dinamica di rete. Primo passo chiedere che l’Italia invii in missione nel Libano non solo soldati ma anche una forte componente civile comprendente un difensore civico e un "Corpo di pace civile europeo". E poi da Monterotondo gli amici di Angelo Frammartino, il giovane pacifista ucciso a Gerusalemme, oltre a una miriade di gonfaloni tra cui Regione Campania e Provincia di Napoli. In marcia anche don Ciotti proveniente dalla Puglia dove si è vendemmiato su terreni confiscati alla malavita organizzata.

Silvestro Montanaro, dal Mattino

 

 
 
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"Ecco come la finanziaria promuove il sud e Caserta"
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Il 10 dicembre la marcia della pace
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La città nel pensiero di Carlo Cattaneo
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Donne per la Pace e Donne Coraggio
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I ds sulla Finanziaria e la Scuola
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Riscriviamo il futuro
Save the Children

Ds, tregua apparente: lo scontro cresce
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Don Ciotti: "In nome della pace non basta indignarsi"
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