RASSEGNA STAMPA - DICEMBRE 2007

COMUNICATO STAMPA, 1 gennaio 2008

I “PICCOLI CRIMINALI” DEI CALEBASSE

Il 2 gennaio 2008, al Bad Habit Club di Caserta, presentazione del nuovo album dell’attore-cantante Tony Laudadio

calebasse - piccoli criminali

CASERTA. Altro che rime baciate “cuore-amore”. È dedicato ai latitanti, alle donne di malaffare, ai terroristi, ai traditori, ai pali e, naturalmente, alle vittime della criminalità l’ultimo album dei Calebasse, la band dell’attore-cantante Tony Laudadio. Il gruppo, domani (2 gennaio), alle 21.30, al Bad Habit Club di via Fuga, presenterà il lavoro discografico, dal titolo “Piccoli Criminali”. Dopo il primo album del 2002, la formazione si è allontanata dalla ribalta per compiere un lento e meticoloso lavoro di ricerca sulle impercettibili variazioni cromatiche dei suoni e dei rumori e ha dato vita ad un concept album di tutto rispetto, che conta 11 brani dedicati a 11 curiosi personaggi accomunati dalla disgrazia di aver commesso errori più o meno gravi; di essersi macchiati di crimini più o meno condannabili; di essere, insomma, dei piccoli criminali. Le figurine disegnate dai Calebasse (Tony Laudadio, Corrado Laudadio, Carmine Silvestri e Lorenzo Sorbo) sono l’immagine dei “proletari della malavita”, pesci piccoli costretti dalla necessità a sporcarsi le mani, uomini traditi, talvolta traditori; latitanti, prigionieri, pali e vittime. Sul piano musicale è arduo tentare di ingabbiare in un genere predefinito il nuovo lavoro della band: si passa da sonorità jazz a velate citazioni pop, a temi da milonga. Come in tutta la buona musica d’autore, si tratta di contaminazioni che conferiscono alla “tela” corposità e luce. In questo caso, al piacere dell’ascolto si aggiungo tre ingredienti: una spiccata ironia, ottime interpretazioni e una marea di strumenti in mano ai soli quattro componenti. Tony Laudadio, voce del gruppo, lo si trova al sax e alla chitarra acustica, Corrado Laudadio al basso, Carmine Silvestri alla batteria e Lorenzo Sorbo alla chitarra elettrica, al violino e al pianoforte. Per i “piccoli curiosi”, sul sito www.calebasse.it c’è tutto: i brani dell’album, la storia della band, le foto, le news. Per informazioni più dettagliate sulla presentazione del 2 gennaio basta contattare Serena Chiaraviglio (320 5306016) della “Do not disturb - sonic/art/solutions”.

“Do not disturb - sonic/art/solutions”

Il Corriere di Caserta, 31 dicembre 2008

L’Asl dà il via alla prevenzione, ‘Cruna’ attende l’ok da Porfidia

L’associazione ha chiesto la stipula della convenzione con il distretto 33

L’associazione ambientalista “Cruna” in prima linea nel progetto di screening del cancro del colonretto promosso del gastroenterologo Mario Paternuosto dell’ospedale di Marcianise. “La Regione - dice il presidente Giuseppe Vanore -, al fine di consentire in Campania un’attività di prevenzione del cancro del colon-retto (prima causa cumulativa per maschi e femmine di morte per tumore in provincia di Caserta), prevede nei primi mesi del 2008 l’avvio dello screening della popolazione di età compresa fra i 50 e i 74 anni del Distretto 33, del quale fa parte anche il comune di Recale”. Cruna auspica che il sindaco Americo Porfidia faccia in modo che la nostra comunità partecipi al progetto “pilota”, importante percorso di prevenzione e di salute che interessa, nel solo Distretto 33, oltre 18mila persone. “È fondamentale - prosegue Vanore - per garantire una buona adesione allo screening (e quindi una sua migliore efficacia) l’informazione del cittadino con ogni mezzo (mediatico, locandine, incontri formativi, tavole rotonde, ecc.)”. A
i Comuni spetta, come impegno nel rapporto di “partnership” con l’ospedale di Marcianise, fornire l’informazione al cittadino e pensare alla divulgazione dell’evento. Cruna, in uno spirito di collaborazione che ha sempre animato i suoi membri, è pronta a fare la sua parte. “Speriamo che il Comune di Recale faccia altrettanto. In questo momento di relazioni difficili tra le amministrazioni con la popolazione - aggiunge Vanore -, la quale mostra ansia, preoccupazione, giusta insofferenza verso la situazione di inquinamento ambientale e la questione dei rifiuti, discariche e delle relazioni che tutto ciò ha (o abbia) con l’incremento complessivo delle neoplasie sul territorio, l’adesione ad un progetto che può (sicuramente ne ha la potenzialità) prevenire un tumore gravato da così elevata incidenza e mortalità - conclude il presidente di “Cruna” -, è sicuramente una dimostrazione d’impegno e di preoccupazione fattiva per la salute dei propri concittadini”. Un protocollo d’intesa potrebbe risolvere dall’imbarazzo l’amministrazione comunale, ad oggi a corto di fondi e senza liquidità di cassa.
La richiesta avanzata dal presidente dell’associazione diventa indispensabile dal punto di vista della qualità della vita, ma non proficua per l’Ente. Ed è dalla discrezionalità di chi amministra farsi carico di una simile inziativa per prevenire una patologia che porta direttamente alla morte.

c.s., dal Corriere di Caserta

Il Mattino, 30/12/2007

Cani randagi all’asta: animalisti in guerra

Recale. Randagi all’asta. Ha fatto infuriare i membri dell’associazione «Beat 101» il bando indetto dal Comune di Recale per affidare a un canile privato il servizio di ricovero degli animali vaganti. Gli attivisti, che hanno inviato una diffida la sindaco Americo Porfidia e annunciano ricorsi al Tar, temono per il futuro dei circa 40 cani presenti sul territorio: «Il bando – denuncia Antonio Russo – non si limita a disciplinare il servizio di custodia, ma stabilisce che i cani saranno trattenuti presso il canile-rifugio e diverranno di proprietà del canile stesso. Quand’anche il Comune volesse verificare le condizioni di vita dei randagi ricoverati, a che titolo potrebbe farlo se ne perde la proprietà?». E poi aggiunge: «Chi ha redatto il bando dimostra di non conoscere il fenomeno dei cani vaganti. Se un territorio è sottratto della sua popolazione canina – avverte Russo – diventa terra di conquista per altri cani. Il problema del randagismo, quindi, non solo non si risolve chiudendo gli animali nei canili, che spesso si rivelano dei lager, ma diventa più grave».

cl.lom., dal Mattino

Lettera aperta, 30 dicembre 2007

Lettera aperta di Sergio Tanzarella al presidente della Provincia

Signor presidente della Provincia di Caserta Alessandro De Franciscis,

ben volentieri mi sarei evitato il compito di scriverLe una lettera pubblica, ma la gravissima condizione in cui Lei e i partiti che Le sono sodali avete posto questa Provincia e la città di Caserta esige una parola di ammonizione e condanna. Una parola che si coniuga ad un tempo con una esigenza che apparirà a Lei e alla Sua concezione della politica come estranea e inusuale: giustizia e questione morale. Giustizia per coloro che sono stati traditi da una politica spietata come la Sua, una politica che ha anteposto il potere e il consenso alla dignità, alla salute e alla felicità degli esseri umani. O la politica si riconosce questo compito prioritario o rischia di accettare ogni mezzo per alimentarsi e autoriprodursi affermando come necessarie quelle presunte “leggi assolute” della politica con le quali si pretende di giustificare ogni male. Le scrivo quindi non per questioni personali ma per la responsabilità civile che dovrebbe impegnare ogni singolo cittadino.
Come se non fosse già grave l’amorale politica attuata in questi anni dal presidente della Regione Bassolino, ogni speranza di trasformazione sociale e partecipazione politica è naufragata miseramente in questi anni della Sua amministrazione provinciale. Le nomine negli Enti gestiti dalla Provincia hanno continuato a seguire le regole del clientelismo come nel passato: incarichi affidati a benemerenze elettorali o a portatori di voti invece di competenze professionali o riconosciuta moralità. I nomi dei consiglieri e dei presidenti - lautissimamente retribuiti - di questi Enti non hanno bisogno di commenti! La nomina del direttore generale della Provincia è stata realizzata con un bando scandaloso quanto i titoli del vincitore: un semplice diplomato, Suo amico, del tutto digiuno di diritto amministrativo e privo di qualsiasi competenza, ma certo ben preparato nella gestione degli affari e che - come è noto - è oggi sotto inchiesta per gravissimi reati relativi all’alta funzione ricoperta. Dopo il suo arresto Lei non solo non ha fatto pubblica ammenda, ma non ha smontato la struttura dirigenziale dell’Ente affidata ad alcuni funzionari - tra cui dei distaccati presso la Provincia - non poco chiacchierati, ma l’ha addirittura rafforzata riconoscendo a costoro - in alcuni casi - poteri decisionali superiori agli stessi Assessori e mortificando le competenze dei tanti dipendenti onesti e operosi. E che dire poi dello spreco? Della prodiga gestione delle consulenze? Oppure della sagra dell’effimero iniziata con centinaia di migliaia di euro scialacquati per l’anniversario della ricostituzione della Provincia e continuata con la promozione di attività sottoculturali come la “Mostra sulle mogli dei presidenti della Repubblica” o la costosa rivista di propaganda - La Provincia nuova di Terra di lavoro - stampata coi soldi dei cittadini (nel numero di dicembre vi sono 9 Sue foto nelle prime 12 pagine!!!) per promuovere la Sua immagine? Come giustificare, infine, le sempre più ridotte risorse destinate alle politiche sociali?
All’inazione amministrativa diretta si accompagna la Sua assidua attività politica di occhiuto controllo e influenza su strutture locali come le Aziende Sanitarie e l’azienda Ospedaliera cittadina gestita da ossequiosi servitori Suoi, di Mastella, di Bassolino, di De Mita. Sempre gli stessi nomi dei padroni della vita e della salute dei cittadini e che ora hanno elaborato un vergognoso Piano Sanitario che moltiplicherà soltanto incarichi e benefici personali. Sempre gli stessi nomi che gestiscono un potere immenso per il loro solo tornaconto: di partito, di corrente, di voti ma ai quali non interessa in alcun modo la sorte dei malati o la prevenzione in una Provincia e in una Regione con tassi elevatissimi di tumori e altre gravi patologie provocate da un inquinamento sistemico e forse irreversibile. Come è scandaloso e ridicolo dinnanzi a questo disastro ambientale sentirLa parlare di vocazione turistica della Provincia, di prodotti agroalimentari pregiati e di eccellenze.
Agli inizi degli anni ’90 Lei, insieme ad altri rappresentanti delle associazioni ecclesiali della diocesi di Caserta, indirizzò una lettera ai casertani perché prendessero coscienza del danno morale e ambientale che la politica del tempo stava producendo. Oggi devo riconoscere che quell’allarme, errato per difetto, è stato ampiamente superato dalla Sua azione che ha posto la città in una condizione di morte. Io non ho autorità per chiederLe dimissioni né la cosa mi interessa - questa richiesta dovrebbero farglieLa tutti i consiglieri provinciali che hanno retta coscienza - ma come cittadino ho il diritto di chiederLe a nome dei tanti condannati a morte di questa città un atto di ammissione di colpa, di grave colpa nell’aver sostenuto l’apertura della discarica de “Lo Uttaro” in un’area abitata da 200.000 cittadini e nell’essere restato insensibile agli appelli e alle denunce di chi le segnalava l’errore compiuto e la gestione illegale della discarica. Ricorderà l’accorato testo del manifesto del vescovo Nogaro, le innumerevoli segnalazioni dei consulenti del Comitato contro la discarica, le proteste dei cittadini per la nauseante e vomitevole puzza che si è diffusa in una superficie di molti chilometri quadrati.
Signor presidente De Franciscis, non occorreva l’intervento della Magistratura per stabilire che quella discarica era illegale e non poteva essere realizzata: parlavano da sole già le carte. E da esse era facile prevedere la catastrofe ambientale irreversibile che avrebbe procurato senza risolvere in nulla il problema dei rifiuti. Lei ha favorito l’apertura di una discarica sopra un’altra discarica già piena di rifiuti pericolosi, omettendo il controllo ha permesso che si sversassero a “Lo Uttaro” sostanze altamente tossiche, che i rifiuti conferiti fossero di tipo completamente differente da quelli stabiliti, che la falda acquifera fosse raggiunta da sostanze tossiche e percolato. Lei è rimasto indifferente a qualsiasi appello, richiamo, segnalazione, documentazione fotografica relativa a quanto si stava verificando! Lei aveva un potere enorme e lo ha usato nel modo peggiore possibile.
Ricordando che Lei un tempo è stato un esponente della corrente di Cirino Pomicino non mi meraviglia questa sua concezione del potere come dominio e come onnipotenza. Lei resta coerente a colui che fu Suo maestro e protettore. Lei così ha confuso i principi di una Repubblica con una monarchia assoluta, dimostrando di conoscere solo le regole del privilegio di casta. E’ il caso che Le rammenti che la nobiltà è stata abolita con la Costituzione del 1948.
Ma mi meraviglia e sconcerta il silenzio di Caserta e della Provincia tutta: un sottosegretario e una decina di parlamentari che tacciono compatti di fronte a “Lo Uttaro”, partiti vecchi e nuovi che accettano che la politica possa essere ancora ridotta a clientela e comparaggio, sindacati che trovano normale la sarabanda di inaugurazioni di centri commerciali miseramente camuffati con sviluppo e ricchezza diffusa, cittadini rassegnati a far da sudditi e spettatori e gli onesti di tutti i partiti che restano inerti. Signor presidente De Franciscis, Lei potrà anche continuare in questa dissennata gestione del potere a qualsiasi prezzo e nella Sua corsa a nuovi incarichi di questo nuovo-vecchissimo Partito Democratico già avvezzo ai clientelismi, ai tesseramenti forzosi, all’assenza di democrazia, al vuoto culturale, Lei potrà continuare a calpestare i diritti, farsi forte della diffusa ignoranza e omertà e non tenere in alcun conto il mio dissenso di semplice cittadino, ma sappia che dinnanzi alla sfiducia nella politica che Lei sta causando, all’ulteriore dissolvimento della moralità civile e alla catastrofe de “Lo Uttaro” che Lei ha provocato la Storia di ieri l’ha già condannata.
Caserta, 30 dicembre 2007

Sergio Tanzarella

CasertaOggi, 29 dicembre 2007

ALL’INDOMANI DELLA REVOCA DI VILLANI SI APRE UN “CASO CASERTA”

Rotta la tradizione dei brindisi "tranquilli"

CASERTA - Il tradizionale brindisi augurale di fine anno nella storica sede in via Maielli della Federazione dei Democratici di Sinistra casertani è stata anche l’occasione per un incontro tra amministratori, rappresentanti istituzionali e quadri dirigenti di provenienza Ds e Margherita. Al centro della discussione la difficile situazione politica venutasi a creare all’interno del Partito Democratico all’indomani dell’estromissione di Adolfo Villani dalla giunta provinciale di Caserta da parte del presidente De Franciscis.
Si è evidenziato come sia nato un vero e proprio “caso Caserta”, già portato all’attenzione del segretario regionale Iannuzzi e da sottoporre con urgenza al leader nazionale Veltroni, costituendo una delegazione che rappresenti la criticità della situazione. E’ stata ritenuto politicamente assai grave l’atto di revoca, che va a cadere in un momento di estrema difficoltà dell’attività politica del Partito Democratico casertano, vittima dell’immobilismo e delle incongruenze legate alla doppia carica di De Franciscis, che attualmente è presidente della Provincia e insieme segretario provinciale del Pd. Non è un caso se al momento non sia stato ancora nominato l'esecutivo del Partito e non sia formato il gruppo consiliare del Pd alla Provincia e al Comune capoluogo. Eppure, non può essere considerato all’infinito il credito aperto dai cittadini, dal popolo delle primarie, nei riguardi di un’azione politica incisiva del Partito Democratico in un territorio provinciale già critico di per sé e che vive proprio in questi mesi momenti di estremo disagio e di degrado. Non a caso nei giorni scorsi Adolfo Villani aveva ribadito alla stampa le sue critiche in merito all'attività amministrativa dell'Ente Provincia, in particolare nei riguardi dell'emergenza rifiuti e sul terreno della trasparenza e della legalità. L'allontanamento di Adolfo Villani dalla giunta sicuramente non contribuisce a portare serenità nel processo di costruzione del Partito Democratico in provincia di Caserta, una revoca avvenuta senza alcun confronto né con i consiglieri provinciali né con i delegati del Pd e giunta proprio nel momento in cui l'intero gruppo dirigente del Pd è impegnato, a tutti i livelli, in uno sforzo unitario teso a superare i contrasti e le polemiche che hanno caratterizzato la nascita del Pd casertano e campano.

da Caserta Oggi

Il Mattino, 28/12/2007

RECALE

Muore in ospedale il muratore caduto dall’impalcatura

Salvatore Golino non ce l’ha fatta. Dopo quindici giorni di agonia, mercoledì sera, alle 19.45, il suo cuore ha cessato di battere. Golino era ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell’ospedale «Sant’Anna e San Sebastiano» di Caserta. L’uomo, imbianchino e operaio tuttofare di 35 anni, che abitava da circa un mese con la moglie Francesca Giordano e i figli a Recale, in via Municipio, 126, lo scorso 11 dicembre, intorno alle 15.40, era sul lastrico solare di un edificio di due piani in via Mazzini, 51, a Macerata, intento a sistemare l’intonaco e una vecchia tettoia danneggiata dalla pioggia, caduta copiosa in quei giorni. Un capogiro (disturbo di cui soffriva da tempo), un piede in fallo e Salvatore, che lavorava senza protezioni su un cantiere risultato abusivo, precipitò. La caduta fu frenata dal ponteggio sottostante, ma nella gamba destra, tra l’inguine e il ginocchio, si andò a conficcare un tubo di metallo che reggeva l’impalcatura. All'interno del palazzo, di proprietà della famiglia Vetrella, in quel momento non c’era nessuno. Furono le urla di Salvatore, ancora cosciente, a richiamare l’attenzione dei vicini, che lanciarono all’allarme. Sul posto, in pochi muniti, giunsero i carabinieri di Macerata, agli ordini del comandante Roberto Di Costanzo, i vigili del fuoco, un’ambulanza del servizio 118 e una pattuglia della polizia municipale. Determinante nei soccorsi fu l’intervento dei pompieri, che riuscirono a segare il tubo e a liberare l’operaio, il quale fu, poi, condotto d’urgenza al «Sant’Anna e San Sebastiano». Sottoposto a un intervento chirurgico per estrarre il pezzo metallico penetrato nella coscia, Salvatore fu portato nella sala di rianimazione dell’ospedale casertano, dov’è rimasto fino al giorno di santo Stefano, in compagnia della moglie, sempre al suo capezzale. Probabilmente, questa mattina, il magistrato Fucci del tribunale di Santa Maria predisporrà l’esame autoptico della salma, necessario a stabilire la causa della morte. Il referto dei medici, infatti, non ha chiarito se il decesso è dipeso dalle complicazioni post-chirurgiche della lacerazione all’arto inferiore oppure da patologie di cui l’uomo era già affetto e che non hanno attinenza diretta con l’incidente. Proseguono, intanto, le indagini dei carabinieri e il cantiere resta sotto sequestro.

Claudio Lombardi, dal Mattino

La Gazzetta di Caserta, 28 dicembre 2007

Da Beat 101 arriva la protesta: "Il Comune li condanna a morte, salviamoli"

Cani randagi, Porfidia finisce nel mirino

RECALE. Un manifesto, un volantino e, soprattutto, una lettera-diffida inviata, ieri mattina (27 dicembre), al sindaco Americo Porfidia e all’ingegnere dell’ufficio tecnico Giovan Battista Pasquariello per ottenere la sospensione della gara “per asta pubblica per l’appalto per il servizio di ricovero e custodia dei cani presso un canile privato”.

salviamo i cani di recale

L’associazione animalista “Beat 101” teme per il futuro dei circa 40 animali vaganti e annuncia battaglia. “Abbiamo il sospetto – dichiara il presidente Antonio Russo – che dietro questa gara per il servizio di ricovero si nasconda la volontà dell’amministrazione comunale di sbarazzarsi dei randagi presenti sul territorio”. La parte del bando che preoccupa di più è la seguente: al termine degli accertamenti, “i cani licenziati, muniti di distintivo identificativo, saranno trattenuti presso il canile-rifugio e diverranno di proprietà del canile stesso, che provvederà al loro mantenimento”. “La Legge Regionale 16 del 2001, all’articolo 10, comma 1 – ricorda Russo –, sancisce che “laddove si accerti la non sussistenza di condizioni di pericolosità per uomini, animali e cose, si riconosce al cane il diritto di essere animale libero”. E la stessa legge, all’articolo 8, comma 2, stabilisce che i Comuni, singoli e associati, e le Comunità Montane “provvedono al mantenimento dei cani rinvenuti nell’ambito del territorio di loro competenza. Se il canile che si aggiudica l’asta ottiene anche la proprietà degli animali – si chiede Russo –, quand’anche il Comune volesse verificare le condizioni di vita dei cani, a che titolo potrebbe svolgere un’attività di controllo?”. Secondo gli attivisti di “Beat 101”, il bando mal definisce persino i requisiti che il soggetto aggiudicatario deve possedere per espletare il solo esercizio di custodia contemplato dalla legge regionale. “Chiediamo – conclude Russo – l’immediata sospensione della gara e la redazione di un bando che sia rispettoso della normativa vigente, altrimenti saremo costretti a ricorrere alla magistratura competente”. Chi ha redatto il bando dimostra, tra l’altro, di non conoscere il fenomeno dei cani vaganti. Se un territorio è sottratto della sua popolazione canina diventa terra di conquista per altri cani. Il problema del randagismo, quindi, non solo non si risolve chiudendo gli animali nei canili, che spesso si rivelano dei lager, ma diventa più grave.

dalla Gazzetta di Caserta

Il Corriere di Caserta, 18 dicembre 2007

Il sindaco: “Non abbiamo soldi”. L’opposizione: “Era prevedibile”

Recale, casse del Comune in rosso, niente doni di Natale per alunni e anziani

RECALE - Un Natale senza doni per bambini e anziani. Il sindaco Americo Porfidia quest’anno ha rinviato di un anno la tradizionale manifestazione dei regali, ma non ha rinunciato lo stesso ad inviare un messaggio di augurio ai suoi concittadini. Auguri e scuse. Un biglietto non troppo formale, ma nel quale, sic et simpliciter, Porfidia ha spiegato la motivazione della grave negligenza: le casse comunali sono al rosso. “Non poteva essere altrimenti” - ha spiegato l’esponente di minoranza Franco Squeglia. Ogni anno Porfidia si è sempre recato nei plessi scolastici per il discorso di fine anno, ma soprattutto per porgere un pensiero a tutti i bambini delle elementari e delle materne. Non era un atto dovuto, ma sentito. Un gesto per accorciare le distanze tra l’istituzione comunale e le agenzie formative. Quest’anno non è stato possibile, come ha avuto modo di scrivere lo stesso Porfidia, per le gravi difficoltà di cassa del Comune. “Infatti - ha ribadito telefonicamente il parlamentare - non è stato possibile finanziare l’inziativa con i soldi dell’Ente. Però io ho lo stesso inviato un pensiero augurale a tutte le famiglie e agli operatori scolastici, ritenendo opportuno invece inviare ai bambini dolciumi. A pagare questa volta non è stato il Comune ma sono stato io di tasca mia” . Le dichiarazioni del sindaco arrivano un momento dopo quelle della minoranza.

il buco che non c'èIl leader dell’Italia dei Valori non ha negato la grave ristrettezza economica in cui versa l’ente e anzi ha ammesso: “Sono sei anni che stiamo lavorando per evitare di dichiarare il dissesto finanziario. Quando io sono stato eletto ho già trovato una situazione economica precaria. L’ente era indebitato. E a denunciare agli elettori la difficoltà di cassa in cui ero costretto ad operare sono stato proprio io. Quindi non è dipeso da me e dai miei amministratori quanto si sta verificando. Abbiamo cercato di tappare i buchi che la precedente amministrazione ci aveva lasciato in eredità. Questo lo abbiamo fatto per ben cinque anni. Abbiamo resistito fino ad adesso”. Prima di Porfidia a tenere il timone era l’attuale capogruppo d’opposizione Ovidio Gadola. Un riferimento che il primo cittadino fa ma evitando di polemizzare con il consigliere comunale. Poi ha annunciato: “Abbiamo dato mandato ai funzionari dell’ufficio di ragioneria di redigere una valutazione complessiva dello stato finanziario dell’Ente. E appena conoscerò l’esito preciso sarò io stesso a rendere edotta la cittadinanza”. E Filiberto Gianoglio non ha esitato ad agitare le mani: “Il regalo di Natale fatto ai cittadini è stato il Piano urbano comunale. Anche in quel caso l’amministrazione comunale ha dimostrato come negli anni è stata in grado di risollevare le casse comunali”. Il riferimento è ai 150 mila euro stanziati per conferire incarico legale ad un tecnico esterno per la stesura dello strumento urbanistico. Procedura ad oggi tutta da rifare vista la non ammissibilità da parte della Provincia di Caserta agli atti prodotti dal Comune di Recale.

Assunta Ferretta, dal Corriere di Caserta

il Mattino, 14/12/2007

RECALE

Rapinato il vicesindaco

Attimi di terrore in via Santissimo Salvatore a Recale. Verso le 19.15 di ieri, due uomini, armati e con il volto coperto da sciarpa e cappello, hanno fatto irruzione nel tabacchi di Maria Verdone. Al momento del colpo, nel locale c’erano il vicesindaco della cittadina Francesco Ommeniello, marito della titolare, e alcuni clienti. Mentre uno dei balordi teneva d’occhio la strada, l’altro, arma in pugno, ha intimato all’uomo di consegnargli l’incasso della giornata. Ommeniello, pur di evitare reazioni sconsiderate da parte del rapinatore, ha eseguito l’ordine senza fiatare. Ottenuti i soldi (circa mille euro in contanti e valori bollati), i due sono scappati a bordo di una moto di grossa cilindrata in direzione di Marcianise. Sotto choc gli avventori. Lanciato l’allarme, sul posto sono giunti i carabinieri della stazione di Macerata, agli ordini del comandante Roberto Di Costanzo. Posti di blocco disposti nei punti di usciti della città.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 12/12/2007

Tempo scaduto, Puc da rifare

Il sindaco, dopo la seconda bocciatura della Provincia, non convoca il consiglio

Recale. Termini scaduti: il piano urbanistico comunale è da rifare. Americo Porfidia aveva di tempo fino alla mezzanotte di lunedì per convocare un consiglio comunale che ratificasse la seconda bocciatura della Provincia e 30 giorni per tentare un’impresa disperata: rendere il Puc legittimo e dimensionato. Il sindaco è stato costretto alla resa non tanto dalle illegittimità procedurali, quanto dal taglio di almeno 2mila vani cui avrebbe dovuto sottoporre il piano per rientrare nei parametri stabiliti dall’ufficio tecnico di corso Trieste. La Provincia, infatti, oltre ad aver sollevato gravi vizi di forma, ha giudicato straripante l’incremento edilizio. Pur «volendo accettare il dato più favorevole – si legge nella verifica di compatibilità –, si ritiene che il fabbisogno per il 2016 possa considerarsi di 570 vani», rispetto ai 2.870 previsti dal progettista Luigi Barone e ai 600 già autorizzati dal 2001 al 2006. Procedere ad una vigorosa cura dimagrante sarebbe stato un pegno elettorale difficile da digerire persino per la «granitica» maggioranza Porfidia. Meglio ricominciare daccapo. Si allunga, dunque, la lista dei piani adottati e mai approvati. Proposte ve ne sono state tante: nell’ultimo quarto di secolo, strumenti urbanistici sono apparsi alla fine di ogni consiliatura, salvo, poi, svanire dopo le elezioni. Un numero incalcolabile di riunioni preliminari, progettazioni da centinaia di migliaia di euro, anni di lavori ad esaminare le osservazioni dei cittadini non hanno prodotto nessun risultato. Oggi, Recale è tra i pochi Comuni, se non l’unico, della provincia di Caserta a non avere un piano regolatore. Naturalmente, anche Porfidia, riconfermato sindaco il 28 maggio scorso, nella campagna elettorale del 2002, ne promise uno. La fretta con cui si liberò del Prg «rattoppato» dei suoi avversari, il pressing dei consiglieri di maggioranza e le semplificazioni introdotte dalla normativa alimentarono qualche speranza. Purtroppo, però, le vicissitudini di questi ultimi mesi hanno mostrato un’amministrazione troppo pretenziosa e ostaggio del conflitto di interessi. Il sei luglio, si è consumata la prima battuta di arresto: nella conferenza di servizi convocata per valutare la conformità del piano, la Provincia giudica «improcedibile» l’iter di approvazione, in quanto viziato dall'illegittimità di tre delibere votate da cinque consiglieri, quindi senza il quorum sufficiente. Ebbene, anziché affrontare nel merito il problema, il governo della città tenta di eluderlo ricorrendo a manovre spericolate: il 28 agosto, la giunta approva una lottizzazione in via Gibuti, a sud della scuola media «Giovanni XXIII». Una settimana più tardi, il cinque settembre, la maggioranza riadotta il Puc con appena sei voti, sostenendo che quella lottizzazione ha rimosso il conflitto di interessi di uno dei consiglieri (Paolo Mastroianni). La tesi, tuttavia, non convince i tecnici della Provincia, che, il 16 novembre, bocciano per la seconda volta lo strumento urbanistico. Il resto è storia di questi giorni.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Comunicato stampa, 11 dicembre 2007

SABATO 15 DICEMBRE IN VIA C. BATTISTI

Energie Nuove ricorda Antonio Gramsci a 70 anni dalla morte

antonio gramsciIl 27 aprile 1937 moriva Antonio Gramsci. A 70 anni dalla morte, con la Fondazione Istituto Gramsci e, in ogni parte del mondo, numerose sono state le iniziative che hanno voluto ricordare questo grande intelletuale italiano, indagare l’attualità del suo pensiero, celebrarne la figura di fiero antifascista.

Anche l’associazione Energie Nuove, che costantemente promuove iniziative culturali e di approfondimento politico, ha voluto organizzare un appuntamento a chiusura dell’anno, cosiddetto, gramsciano, per questo sabato, 15 dicembre, alle 18.00, presso la propria sede, a Caserta in via Battisti 69, insieme a Gian Luca Fiocco, che della Fondazione Istituto Gramsci è tra i più validi ricercatori.

energie nuove

Il Corriere di Caserta, 8 dicembre 2007

Piano urbano, tutto da rifare

RECALE - Piano urbano comunale tutto da rifare. La decisione è stata presa al termine della riunione dell’altra sera. Il sindaco Americo Porfidia ha chiamato a raccolta tutti gli esponenti della maggioranza. Al centro del dibattito: ratificare o meno la conferenza di servizio per l’ok al Puc. Un atto che avrebbe contribuito a provocare un muro contro muro con la Provincia di Caserta. L’ente ha bocciato la procedura e chiesto la revoca degli atti prodotti. Questo avveniva un mese fa. E’ stato questo a spingere i consiglieri dell’opposizione ad avanzare richiesta di annullamento delle delibere 41-42-43. Un Consiglio straordinario sull’argomento già è stato convocato, ma l’indecisione degli esponenti della maggioranza ha rispedito nelle sedi di partito la questione. Lunedì si tornerà in aula consiliare per strappare ai componenti del parlamentino locale un no. “Noi crediamo di aver agito nel rispetto delle normative vigenti e in piena legittimità, ma riteniamo anche che per l’interesse della collettività e per risparmiare due anni di tempo (questo il periodo di attesa in caso di ricorso al Tar ndr) si debba compiere un passo indietro con grande senso di responsabilità politica”. Lo ha dichiarato l’assessore ai lavori Pubblici Francesco Porfidia. Una riunione fiume quella dell’altra sera. Un incontro per pianificare un’azione unitaria e per decretare il flop a metà dell’amministrazione in materia urbanistica. Nell’assemblea locale si tornerà a parlare del Piano urbano, ma questa volta per chiedere di non ratificare la relazione redatta nel corso dell’ultima conferenza di servizio. “Otto mesi e siamo pronti ad approvare lo strumento urbanistico, rispettando quanto imposto dai tecnici di corso Trieste. Una linea quella adottata nella quale è prevalsa la volontà di prendere atto delle difficoltà oggettive”. Ed è la seconda modifica apportata al Puc. L’amministrazione provinciale ha rispedito al mitente anche questa volta il piano urbano presentato dal Comune di Recale.

Assunta Ferretta, dal Corriere di Caserta

sullo stesso argomento, vedi anche:

- Il venerdi nero della minoranza (dicembre 2007)

- Cronaca di una sorte annunciata (luglio 2007)

 

Il Caffé, 7 dicembre 2007

Anche a Caserta idee dalla “Città che apprende”

Nei giorni 29 e 30 novembre si è svolto a Caserta il convegno “La città che apprende”, quasi una sfida per accelerare l’incontro reale tra le diverse culture. L’obiettivo di tale iniziativa è realizzare una comunità educante, che vada anche oltre il concetto di “cittadinanza attiva”. Non si tratta solo di svolgere attività ed aiutare la crescita di chi è in difficoltà, ma è il momento di ascoltare e apprendere vicendevolmente, in un rapporto “alla pari”, le vie della pace e dello scambio culturale.
Sono emerse alcune linee per la condivisione, partendo non dal solo sentimento, ma dalla conoscenza. Gli incontri sono stati coordinati da Pasquale Iorio e promossi dall’ associazione AUSER in collaborazione con AISLO, con CGIL, AIF Campania, Comune di Caserta e Provincia. Nella prima serata, dopo il saluto di Elisabetta Luise, presidente dell’AUSER, si sono confrontati nella sala del Consiglio Comunale esperti e semplici cittadini: è stato affermato che nel terzo millennio la formazione e la creazione di luoghi di intermediazione sociale hanno il valore di leva strategica. La capacità di apprendimento ha bisogno, per svilupparsi, del contatto umano e dell’apprendimento territoriale - ha rilevato Calvaruso, presidente dell’AIF Campania. Andrea Ianniello, studioso del mondo islamico e della cultura araba, ha osservato che proprio nell’area mediterranea nel passato l’inter-scambio si è realizzato nel campo della scienza e della filosofia. Oggi ricostruire un linguaggio comune sarebbe il primo passo nel dialogo.Edgardo Olimpo (art. 11 – Promotori di pace) ha sostenuto che oggi il nostro futuro si gioca nella città, con tutte le contraddizioni che ciascuno vi sperimenta. Bisogna puntare sui diritti umani partendo dalla Costituzione e in particolare dal diritto alla pace. Si tratta di promuovere il rispetto e la conoscenza delle altre culture, non l’assimilazione delle minoranze: le città saranno pronte ad apprendere e a cooperare, creando luoghi di riflessione. Ha poi ricordato che la marcia della pace si svolge a Caserta dal 1995, ed ha annunciato che quest’anno il percorso sarà da Capua a Caserta: la data è fissataper il 16 dicembre. Un ruolo importante vi hanno i migranti e i rifugiati; a loro sarà dedicata inoltre la Giornata del18 dicembre.
Enrico Milaniha sottolineato i temi forti dell’esclusione e dell’internamento, che sono trattati in una mostra nel Complesso monumentale del Belvedere di San Leucio. Oggi - egli dice – è necessario passare dalla pratica dell’integrazione a quella della contaminazione, anche se questa risulta ancora impopolare. Possiamo considerare l’identità come un seme, invece che una struttura non modificabile.
Nel secondo incontro, svoltosi nella Biblioteca del seminario, il discorso verteva su “Civiltà e religioni”, con interventi dell’assessore Gigliofiorito, di Nasser Hidouri (Imam di San Marcellino), di Mamadu Sy della comunità senegalese, di Gaetano Lanzillo, buddista, di Maria Guidotti (Forum Terzo settore) e del senatore Andrea Ranieri . La speranza dei religiosi e dello stesso assessore circa le possibilità del dialogo tra le diverse religioni nasce da alcune esperienze positive sul territorio,in particolare dall’azione di associazioni e singole persone coraggioseoltre che dalla presenza illuminata e sapiente del nostro Vescovo.
Il senatore Ranieri, pur ammettendo che la marcia della pace ed altre iniziative comuni possono essere strumenti per iniziare la cooperazione, ha affermato che la partita è ancora tutta da giocare sul piano dei diritti, anche perché si deve seriamente ripensare la laicità: c’è molto cammino da compiere. Sulla laicità è intervenuto Mario Mastrostefano (Comitato per la democrazia partecipativa). Deve essere rivalutato l’illuminismo - ha detto -portando in primo piano la ragione nell’affermazione dei diritti, per non rischiare l’esclusione dei non credenti e per promuovereuguaglianza e partecipazione.Il bilancio di queste serate è positivo, per le idee emerse circa il percorso da compiere nel territorio.

Vanna Corvese da Il Caffé

Comunicato stampa, 7 dicembre 2007

“La sfida delle differenze sulla strada della pace”

DOMENICA 16 DICEMBRE LA MARCIA DELLA PACE
S. MARIA C.V. - CASERTA

Al fine di dare un segno visibile dei valori inseparabili ed irrinunciabili che costituiscono la vera ed unica Pace, il Comitato “Caserta Città di Pace” della Diocesi di Caserta, promotore di ben 12 Marce della Pace, l’Arcidiocesi di Capua con il Centro Ferndandes e l’Agesci promotrice di 4 Marce della Pace e l’Associazione “Art. 11-Promotori di Pace”, organizzatrice di 4 Fiaccolate della Pace nella Gioia hanno compreso la necessità di dare vita ad una sola e grande Manifestazione sul territorio sul tema della Pace.
Questo fine ha incontrato il consenso ed il sostegno delle tante Associazioni laiche e religiose impegnate per la solidarietà, legalità, ambiente, diritti umani e cittadinanza attiva che hanno pertanto costituito un unico Coordinamento delle Associazioni “La Strada della Pace”.

Marciando insieme, Domenica 16 Dicembre per la “Marcia della Pace S. Maria Capua V. - Caserta” - “La sfida delle differenze sulla strada della pace” significheremo che la diversità di genere, cittadinanza, cultura, religione, status sociale, non porta né alla guerra né al terrorismo ma, attraverso la non violenza, al rispetto dei Diritti Umani e alla costruzione di un mondo basato sulla tolleranza, pazienza, perdono e riconciliazione.
La Marcia sarà una manifestazione complessa articolata in diversi momenti:
* la sera del 15 dicembre, alle ore 17,45, sarà accolta nella Cattedrale di Capua la LUCE di Betlemme che, alimentata in Betlemme dall’olio offerto da tutte le Nazioni del mondo, giungerà dall’Austria grazie alle Ferrovie Austriache ed Italiane; avrà pertanto luogo una veglia di preghiera intorno a questo simbolo;
* domenica 16 dicembre, la Luce di Betlemme si trasferirà a S. Maria C.V. e, con essa, la Marcia partirà da S. Maria C. V., Piazza S. Pietro alle ore 14,45 ed arriverà a Caserta al Monumento ai Caduti, Corso Trieste alle ore 18,00. Il Comitato consegnerà una targa alla memoria del Prof.Renato Coppola coordinatore del Comitato Caserta Città di Pace dal 1993 al 2005 e poi presidente onorario dal 2005 al 2007.
* martedi 18 dicembre, alle ore 17.30, avrà luogo al Salone S.Augusto della Curia di Caserta la presentazione in anteprima del libro “Il Gemello di Gesù” di James W. Heising; sarà presente l’autore. Si tratta di una nuova traduzione del Vangelo apocrifo di Tommaso che tenta una via di dialogo interreligioso e in modo particolare con il buddismo.

Testimonial della Marcia saranno: don Peppino Esposito, parroco di San Marcellino, proposto dall'Imam Nasser Hidouri, per aver accolto nella sua parrocchia i fratelli e i riti islamici in attesa della costruzione della moschea, e l’avv. Leandro Limoccia, consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, docente del corso Società e Giustizia della SUN, nonché presidente del “Collegamento Campano contro le camorre per la Legalità e la Nonviolenza - GENNARO FRANCIOSI”, proposto dal Comitato Caserta Città di Pace.
Va segnalata l’adesione e la presenza fin dalle prime fasi organizzative delle diverse fedi da quella Islamica con Nasser Hidouri a quella della Comunità Cristiana di Caserta della Chiesa Evangelica della Riconciliazione con il pastore Traettino, i Buddisti della Soka Gakkai con Gaetano Lanzillo, la Fede Bahá'í con Parsa Neyssan, l’associazione amicizia Ebraico-Cristiana, gli Indù di Arcobaleno Fiammeggiante.
Significativa la partecipazione di associazioni ecologiste come Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Caserta Città Ciclabile etc., così come di varie associazioni dell’agro aversano e di Casal di Principe come “la Scuola di Pace di don Peppino Diana” il “Comitato don Peppino Diana”, significativa la presenza di “Libera Provinciale nomi e numeri contro le mafie”, la partecipazione dell’Alto Casertano con “Insieme per l’Unità dei Popoli”, della Conurbazione di Napoli con la Rete di Associazioni “Cantiere Città dal Basso”, il Collegamento Campano Contro le Camorre per la Legalità e la Nonviolenza – Gennaro Franciosi, la Rete LILLIPUT, la presenza dell’ A.I.FO. Associazione Italiana Folleraux di Bologna, del Movimento per la Vita, dell’associazione Percorsi di Fraternità NA, della Casa dei Diritti Sociali, dell’ AUSER, di ASSOVOCE, del C.A.I. Club Alpino Italiano, di Montodondo Onlus, della Cooperativa Culturale Capuanova, folta la partecipazione da Sessa Aurunca.
Marceremo per l’affermazione dei Diritti Umani, che meglio di ogni altra cosa descrivono la pace, diritti fondamentali di tutte le donne, di tutti gli uomini, di tutte le bambine e di tutti i bambini del mondo, dei migranti e dei rifugiati che non sono né invisibili, né clandestini, ma persone, con gli amici del Centro Fernandes di Castel Volturno, dei Padri Sacramentini e di Casa Rut di Caserta, della Comunità Senegalese con Mamada Sy, dell’associazione Nero e Non Solo e dell’ARCI Caserta, dei giovani dell’ex canapificio.
A tal proposito vanno segnalate anche:
la costruzione su corso Trieste di Caserta, a cura dei Giovani per un Mondo Unito del Movimento dei Focolari, della GI.FRA e dell’Agesci, del “muro della vergogna”: un muro di carta dei Diritti Violati che sarà simbolicamente abbattuto e attraversato dai partecipanti alla marcia e che quest’anno vorrà ricordare i “Diritti Umani di tutti e per tutti cominciando dagli ultimi”;
l’impegno e la collaborazione del Centro della Pastorale Giovanile della Diocesi di Caserta che nei pressi della Reggia offrirà la possibilità a tutti i partecipanti alla Marcia di moltiplicare simbolicamente la Luce giunta da Betlemme con fiaccole e ceri, in segno di una Speranza e di una Pace da infondere e diffondere all’intera Umanità;
la partecipazione di tutte le Scuole del territorio, invitate a prendere parte alla Marcia con i loro messaggi di pace e legalità;
la partecipazione dell’UNICEF, per mai dimenticare che i bambini sono il nostro presente, oltre che il nostro futuro, così come quella del C.I.F. Centro Italiano Femminile per non dimenticare le discriminazioni contro le donne.
Marceremo per il nostro ambiente e per il nostro territorio sempre più calpestato e violato;
Marceremo sicuri della necessità di una marcia in più contro le mafie, l’usura, la miseria, le discriminazioni, la corruzione, il malaffare, il terrorismo, la guerra, senza scontri fra civiltà e culture per una educazione continua alla legalità, per la pace e la giustizia.
Marceremo sicuri che testimoniando e diffondendo valori autentici quali la tolleranza, la speranza, il rispetto, la pazienza, il perdono, la riconciliazione, la comprensione e la comunicazione ecologica, gli altri atteggiamenti che contrastano con la pace si allontaneranno da sé;
Marceremo testimoniando gli ideali che abbiamo nel cuore e che insieme dobbiamo esternare, manifestare, diffondere, comunicare, partecipare, divulgare…gridare, con la forza della “nonviolenza”.

PROGRAMMA della MARCIA per Domenica 16 Dicembre

*ore 14.45 partenza del corteo con la Lanterna della Luce di Betlemme da Piazza S. Pietro in S. Maria C. V. lungo la Via Appia.
*ore 15.30 arrivo in tratto stradale della via Appia di S. Prisco.
*ore 16.00 arrivo in tratto stradale della via Appia di Curti.
*ore 16.30 arrivo in tratto stradale della Via Appia di Casapulla.
*ore 17.00 arrivo tratto stradale della Via Appia di Casagiove.
*ore 17.30 arrivo in tratto stradale della Via Appia di Caserta.
*ore 18.00 arrivo al Monumento ai Caduti in Corso Trieste di Caserta: saluti e brevi messaggi di pace, legalità, diritti umani dallo spiazzo antistante il Monumento; saluto conclusivo, momenti di pace e scioglimento del corteo.

È previsto un servizio navetta A/R Caserta – S. Maria C.V. con partenza alle ore 14.00 ogni 10 minuti da Piazza Garibaldi presso la Stazione Ferroviaria di Caserta e con fermate in tutti i comuni attraversati lungo la Via Appia; dopo la manifestazione lo stesso servizio partirà sempre dalla stazione di Caserta tra le ore 19.00 e le 20.30 per dirigersi verso S. Maria C.V.
Per chi ecologicamente preferisce un mezzo più pacifista LA BICI (NO OIL, NO WAR) l’appuntamento, a cura dell’Associazione “Caserta Città Ciclabile”, è alle ore 13.45 nella Piazza antistante la Stazione di Caserta.

Se le condizioni atmosferiche non permetteranno il pieno svolgimento della manifestazione ci si ritroverà alle ore 16.00 nel Duomo di Caserta per un momento di riflessione, di condivisione e di testimonianza.

www.lastradadellapace.org - info@lastradadellapace.org

Comunicato stampa, 5 dicembre 2007

Macerata Campania, l’assessore Nacca replica sul sito scelto per le antenne:

“L’area per l’installazione è stata valutata dalla SUN”

L’assessore Pasquale Nacca interviene sull’argomento che si andrà a discutere venerdì in Consiglio, relativo all’installazione delle antenne sul territorio. “Dopo più due anni e mezzo dall’insediamento questa amministrazione - dice il medico - per ciò che concerne le antenne, dopo varie iniziative, tra cui il regolamento comunale delle installazioni dei ripetitori sul territorio e della costituzione dell’apposita commissione (Si ringraziano tutti i componenti), si è arrivati oramai ad un punto decisivo con la proposta di acquisire l’area di via Dalla Chiesa con l’installazione di impianti Srb, mediante procedura espropriativa. L’area di via Dalla Chiesa è stata valutata dall’Università Sun che ha stimato la stessa compatibile con lo sviluppo della rete, in quanto i valori misurati su tutto il territorio e comprensivi delle due aree scelte, una ad est ed una ovest, sono al di sotto della soglia di 6 V/m, imposta dalle normative vigenti. Non a caso, il valore più alto misurato (0,95 V/m), è oltre 6 volte più piccolo del valore normativo. Considerato che anche l’Ericcson ha dato il parere favorevole per quanto riguarda il sito in oggetto con la sola preclusione che tale sito non era ancora di proprietà comunale, dando una scadenza per l’acquisizione dell’area. La suddetta area è ottimale in quanto non solo diviene importante per l’installazione dell’impianto Srb ma anche per la costruzione di una cabina Enel fondamentale per l’ultimazione dei lavori dei Pit riguardanti quella zona. In definitiva con questo atto consiliare si procede all’acquisizione del terreno mediante una normale procedura espropriativa. Prima di acquisire il terreno si prenderà atto della relazione dell’Università di Scienze Ambientali e della comunicazione della Ericcson e quindi dell’acquisizione dell’area. Penso che qualcuno non abbia capito il senso dell’operazione; non si tratta di una trattativa privata - conclude Nacca - ma di un normalissimo esproprio”.

Comune di Macerata, comunicato stampa

Il Corriere di Caserta, 5 dicembre 2007

Antenna in via Giobetti, la minoranza contesta la modalità di scelta del sito

MACERATA CAMPANIA - L’opposizione si prepara a dire no all’installazione dell’antenna di telefonia mobile. Venerdì maggioranza e minoranza ne discuteranno alle 18 nella sala consiliare di corso Umberto I. L’orientamento del gruppo guidato da Maria Tuosto è chiaro: nell’operazione di acquisizione del suolo non vi è nessun arricchimento per l’Ente. “Una trattiva privata ad alto costo che sicuramente non possiamo approvare”, il commento di Nicola Di Matteo è arrivato nella tarda serata di ieri. Ma l’amministrazione comunale ed il sindaco Luigi Munno hanno fatto sapere di aver dato seguito ad una gara esplorativa. Una cabina e poi alcuni ripetitori saranno installati nell’area, situata nelle immediate prossimità di via Giobetti. A preoccupare è il luogo, troppo vicino al centro abitato. “Non solo la procedura non ci sembra legittima. Vi erano altri cittadini disposti a cedere il terreno per un prezzo inferiore” ha spiegato Di Matteo. Un fondo che doveva, stando alle normative stabilite fissate dai parametri urbanistici, trovarsi nell’area Pit”.

Assunta Ferretta, dal Corriere di Caserta

Comunicato stampa, 2 dicembre 2007

Randagismo, gazebo in piazza Padre Pio e volantinaggio:

Beat 101 chiede aiuto ai cittadini

volantinaggio beat 101L'associazione "Beat 101" che da anni si impegna sul territorio di Recale per la tutela e la cura dei cani liberi, nella giornata di domenica scorsa, ha montato dei gazebo in piazza Padre Pio, in piazza Matteotti e in vari quartieri della città per sensibilizzare i residenti sul fenomeno degli animali vaganti. Il sodalizio, contestualmente, ha anche diffuso un volantino in cui chiede la collaborazione dei cittadini e richiama l'amministrazione ai suoi doveri di intervento.

«Cari concittadini,
sappiamo bene che la presenza di cani che vivono liberamente nelle nostre strade rappresenta un problema di tutti, e che alcuni lo vivono come un fastidio.
Catturarli e richiuderli in un canile - oltre ad essere un’inutile crudeltà - aggraverebbe la situazione, perché, in breve tempo, al posto dei cani catturati ne arriverebbero altri provenienti da chissà dove, non sterilizzati né controllati sanitariamente, spaesati e quindi potenzialmente pericolosi; inoltre mantenere un cane in un ricovero costa, e la nostra collettività spende già oggi risorse considerevoli per la retta di animali sul cui vero destino gravano molti dubbi.

Curando e controllando i “nostri” cani e rispettando il loro diritto a vivere tranquillamente, potremo coabitare in armonia con i nostri amici a quattro zampe.
Beat 101, associazione senza fini di lucro, chiede la collaborazione di tutti i cittadini per realizzare piccole cose importanti:
- garantire cibo e assistenza medica ai cani liberi;
- effettuare controlli sanitari, vaccinazioni e sterilizzazioni;
- favorire l’adozione dei cani.

Inoltre chiediamo a tutti di sostenere le richieste che abbiamo avanzato all’Amministrazione comunale per:
- attivare un’anagrafe canina, in modo da tenere sotto controllo gli animali del territorio;
- prevenire i rischi attraverso una campagna di vaccinazioni e di controlli sanitari;
- realizzare un rifugio temporaneo per curare i cani feriti, malati o in difficoltà.

beat 101Tutti coloro che vogliono aiutarci in questo compito sono benvenuti: con l’impegno di tutti siamo certi di riuscire.
Se vuoi impegnarti anche tu, se vuoi contribuire alla nostra attività, se vuoi segnalare un animale ferito o in difficoltà,
contattaci al numero: 339 69.58.597
il nostro presidente, Antonio Russo, sarà lieto di risponderti»

Beat 101 onlus

Il Mattino, 02/12/2007

A PORTICO E RECALE

Maggioranza e minoranza divise dal voto incrociato

Sono bastate due sedute di consiglio comunale per scompaginare la maggioranza a Portico e l’opposizione a Recale. Il caso più eclatante si è registrato, venerdì sera, a Portico. In aula, era in discussione l’assestamento di bilancio. Mentre il sindaco Carlo Piccirillo era impegnato a parare i colpi che provenivano dagli scanni della minoranza, ben tre consiglieri del suo gruppo, tra cui due assessori in carica (Salvatore Iodice, Giuseppe Cicala e Carlo Banincasa), capeggiati dal presidente dell’assemblea Mario Iodice, hanno presentato un documento, con il quale si sono dichiarati indipendenti. Nessun cenno ad un possibile atto di sfiducia al primo cittadino, anzi. Ma i numeri sono numeri e in politica nulla è fatto a caso. Il giorno in cui gli «autonomi» decidessero di passare all’opposizione, Piccirillo non avrebbe scampo. Dunque, per ora, è scacco al sindaco. Meno preoccupante, ma altrettanto singolare è ciò che è accaduto, sempre venerdì, a Recale. Dall’urna per l’elezione del membro di minoranza da inviare all’Unione dei Comuni è emerso un risultato che ha spiazzato Patrizia Vestini. Ovidio Gadola, con il suo voto e con quelli della maggioranza, ha battuto (7 preferenze a 4) Filiberto Gianoglio, il candidato designato alla vigilia. Se non si tratta di un vero e proprio scacco alla «regina», è un segnale che la Vestini farebbe bene a non sottovalutare. Nei prossimi giorni si valuteranno gli sviluppi di entrambe le vicende.

Claudio Lombardi, dal Mattino

 
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L'ASL dà il via alla convenzione, "Cruna" attende il via da Porfidia
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Cani randagi all'asta: animalisti in guerra
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Lettera aperta di Sergio Tanzarella al presidente della Provincia
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Caserta, rotta la tradizione dei brindisi "tranquilli"
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Recale, muore il muratore caduto da un'impalcatura
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Cani randagi, Porfidia finisce nel mirino
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Antonio Gramsci a 70 anni dalla morte
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"La sfida delle differenze sulla strada della pace"
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Macerata Campania: l'assessore Nacca "L’area è stata valutata dalla SUN"
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Macerata Campania: la minoranza contesta la scelta del sito per l'antenna
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Beat 101: lettera aperta ai cittadini
Comunicato stampa

Portico e Recale: maggioranza e minoranza divise dal voto inceociato
dal Mattino

 

 

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