| COMUNICATO
STAMPA, 1 gennaio 2008
I “PICCOLI CRIMINALI”
DEI CALEBASSE
Il 2 gennaio 2008, al Bad Habit
Club di Caserta, presentazione del nuovo album dell’attore-cantante
Tony Laudadio

CASERTA. Altro che rime baciate “cuore-amore”.
È dedicato ai latitanti, alle donne di malaffare,
ai terroristi, ai traditori, ai pali e, naturalmente, alle
vittime della criminalità l’ultimo album dei
Calebasse, la band dell’attore-cantante Tony Laudadio.
Il gruppo, domani (2 gennaio), alle 21.30, al Bad Habit
Club di via Fuga, presenterà il lavoro discografico,
dal titolo “Piccoli Criminali”. Dopo il primo
album del 2002, la formazione si è allontanata dalla
ribalta per compiere un lento e meticoloso lavoro di ricerca
sulle impercettibili variazioni cromatiche dei suoni e dei
rumori e ha dato vita ad un concept album di tutto rispetto,
che conta 11 brani dedicati a 11 curiosi personaggi accomunati
dalla disgrazia di aver commesso errori più o meno
gravi; di essersi macchiati di crimini più o meno
condannabili; di essere, insomma, dei piccoli criminali.
Le figurine disegnate dai Calebasse (Tony Laudadio, Corrado
Laudadio, Carmine Silvestri e Lorenzo Sorbo) sono l’immagine
dei “proletari della malavita”, pesci piccoli
costretti dalla necessità a sporcarsi le mani, uomini
traditi, talvolta traditori; latitanti, prigionieri, pali
e vittime. Sul piano musicale è arduo tentare di
ingabbiare in un genere predefinito il nuovo lavoro della
band: si passa da sonorità jazz a velate citazioni
pop, a temi da milonga. Come in tutta la buona musica d’autore,
si tratta di contaminazioni che conferiscono alla “tela”
corposità e luce. In questo caso, al piacere dell’ascolto
si aggiungo tre ingredienti: una spiccata ironia, ottime
interpretazioni e una marea di strumenti in mano ai soli
quattro componenti. Tony Laudadio, voce del gruppo, lo si
trova al sax e alla chitarra acustica, Corrado Laudadio
al basso, Carmine Silvestri alla batteria e Lorenzo Sorbo
alla chitarra elettrica, al violino e al pianoforte. Per
i “piccoli curiosi”, sul sito www.calebasse.it
c’è tutto: i brani dell’album, la storia
della band, le foto, le news. Per informazioni più
dettagliate sulla presentazione del 2 gennaio basta contattare
Serena Chiaraviglio (320 5306016) della “Do not disturb
- sonic/art/solutions”.
“Do not disturb - sonic/art/solutions”
Il Corriere di Caserta, 31 dicembre
2008
L’Asl dà il via alla
prevenzione, ‘Cruna’ attende l’ok da Porfidia
L’associazione ha chiesto
la stipula della convenzione con il distretto 33
L’associazione ambientalista “Cruna”
in prima linea nel progetto di screening del cancro del
colonretto promosso del gastroenterologo Mario Paternuosto
dell’ospedale di Marcianise. “La Regione - dice
il presidente Giuseppe Vanore -, al fine di consentire in
Campania un’attività di prevenzione del cancro
del colon-retto (prima causa cumulativa per maschi e femmine
di morte per tumore in provincia di Caserta), prevede nei
primi mesi del 2008 l’avvio dello screening della
popolazione di età compresa fra i 50 e i 74 anni
del Distretto 33, del quale fa parte anche il comune di
Recale”. Cruna auspica che il sindaco Americo Porfidia
faccia in modo che la nostra comunità partecipi al
progetto “pilota”, importante percorso di prevenzione
e di salute che interessa, nel solo Distretto 33, oltre
18mila persone. “È fondamentale - prosegue
Vanore - per garantire una buona adesione allo screening
(e quindi una sua migliore efficacia) l’informazione
del cittadino con ogni mezzo (mediatico, locandine, incontri
formativi, tavole rotonde, ecc.)”. A
i Comuni spetta, come impegno nel rapporto di “partnership”
con l’ospedale di Marcianise, fornire l’informazione
al cittadino e pensare alla divulgazione dell’evento.
Cruna, in uno spirito di collaborazione che ha sempre animato
i suoi membri, è pronta a fare la sua parte. “Speriamo
che il Comune di Recale faccia altrettanto. In questo momento
di relazioni difficili tra le amministrazioni con la popolazione
- aggiunge Vanore -, la quale mostra ansia, preoccupazione,
giusta insofferenza verso la situazione di inquinamento
ambientale e la questione dei rifiuti, discariche e delle
relazioni che tutto ciò ha (o abbia) con l’incremento
complessivo delle neoplasie sul territorio, l’adesione
ad un progetto che può (sicuramente ne ha la potenzialità)
prevenire un tumore gravato da così elevata incidenza
e mortalità - conclude il presidente di “Cruna”
-, è sicuramente una dimostrazione d’impegno
e di preoccupazione fattiva per la salute dei propri concittadini”.
Un protocollo d’intesa potrebbe risolvere dall’imbarazzo
l’amministrazione comunale, ad oggi a corto di fondi
e senza liquidità di cassa.
La richiesta avanzata dal presidente dell’associazione
diventa indispensabile dal punto di vista della qualità
della vita, ma non proficua per l’Ente. Ed è
dalla discrezionalità di chi amministra farsi carico
di una simile inziativa per prevenire una patologia che
porta direttamente alla morte.
c.s., dal
Corriere di Caserta
Il Mattino, 30/12/2007
Cani randagi all’asta: animalisti
in guerra
Recale. Randagi all’asta. Ha fatto infuriare i membri
dell’associazione «Beat 101» il bando
indetto dal Comune di Recale per affidare a un canile privato
il servizio di ricovero degli animali vaganti. Gli attivisti,
che hanno inviato una diffida la sindaco Americo Porfidia
e annunciano ricorsi al Tar, temono per il futuro dei circa
40 cani presenti sul territorio: «Il bando –
denuncia Antonio Russo – non si limita a disciplinare
il servizio di custodia, ma stabilisce che i cani saranno
trattenuti presso il canile-rifugio e diverranno di proprietà
del canile stesso. Quand’anche il Comune volesse verificare
le condizioni di vita dei randagi ricoverati, a che titolo
potrebbe farlo se ne perde la proprietà?».
E poi aggiunge: «Chi ha redatto il bando dimostra
di non conoscere il fenomeno dei cani vaganti. Se un territorio
è sottratto della sua popolazione canina –
avverte Russo – diventa terra di conquista per altri
cani. Il problema del randagismo, quindi, non solo non si
risolve chiudendo gli animali nei canili, che spesso si
rivelano dei lager, ma diventa più grave».
cl.lom., dal
Mattino
Lettera aperta, 30 dicembre 2007
Lettera aperta di Sergio Tanzarella
al presidente della Provincia
Signor presidente della Provincia di Caserta
Alessandro De Franciscis,
ben volentieri mi sarei evitato il compito di scriverLe
una lettera pubblica, ma la gravissima condizione in cui
Lei e i partiti che Le sono sodali avete posto questa Provincia
e la città di Caserta esige una parola di ammonizione
e condanna. Una parola che si coniuga ad un tempo con una
esigenza che apparirà a Lei e alla Sua concezione
della politica come estranea e inusuale: giustizia e questione
morale. Giustizia per coloro che sono stati traditi da una
politica spietata come la Sua, una politica che ha anteposto
il potere e il consenso alla dignità, alla salute
e alla felicità degli esseri umani. O la politica
si riconosce questo compito prioritario o rischia di accettare
ogni mezzo per alimentarsi e autoriprodursi affermando come
necessarie quelle presunte “leggi assolute”
della politica con le quali si pretende di giustificare
ogni male. Le scrivo quindi non per questioni personali
ma per la responsabilità civile che dovrebbe impegnare
ogni singolo cittadino.
Come se non fosse già grave l’amorale politica
attuata in questi anni dal presidente della Regione Bassolino,
ogni speranza di trasformazione sociale e partecipazione
politica è naufragata miseramente in questi anni
della Sua amministrazione provinciale. Le nomine negli Enti
gestiti dalla Provincia hanno continuato a seguire le regole
del clientelismo come nel passato: incarichi affidati a
benemerenze elettorali o a portatori di voti invece di competenze
professionali o riconosciuta moralità. I nomi dei
consiglieri e dei presidenti - lautissimamente retribuiti
- di questi Enti non hanno bisogno di commenti! La nomina
del direttore generale della Provincia è stata realizzata
con un bando scandaloso quanto i titoli del vincitore: un
semplice diplomato, Suo amico, del tutto digiuno di diritto
amministrativo e privo di qualsiasi competenza, ma certo
ben preparato nella gestione degli affari e che - come è
noto - è oggi sotto inchiesta per gravissimi reati
relativi all’alta funzione ricoperta. Dopo il suo
arresto Lei non solo non ha fatto pubblica ammenda, ma non
ha smontato la struttura dirigenziale dell’Ente affidata
ad alcuni funzionari - tra cui dei distaccati presso la
Provincia - non poco chiacchierati, ma l’ha addirittura
rafforzata riconoscendo a costoro - in alcuni casi - poteri
decisionali superiori agli stessi Assessori e mortificando
le competenze dei tanti dipendenti onesti e operosi. E che
dire poi dello spreco? Della prodiga gestione delle consulenze?
Oppure della sagra dell’effimero iniziata con centinaia
di migliaia di euro scialacquati per l’anniversario
della ricostituzione della Provincia e continuata con la
promozione di attività sottoculturali come la “Mostra
sulle mogli dei presidenti della Repubblica” o la
costosa rivista di propaganda - La Provincia nuova di Terra
di lavoro - stampata coi soldi dei cittadini (nel numero
di dicembre vi sono 9 Sue foto nelle prime 12 pagine!!!)
per promuovere la Sua immagine? Come giustificare, infine,
le sempre più ridotte risorse destinate alle politiche
sociali?
All’inazione amministrativa diretta si accompagna
la Sua assidua attività politica di occhiuto controllo
e influenza su strutture locali come le Aziende Sanitarie
e l’azienda Ospedaliera cittadina gestita da ossequiosi
servitori Suoi, di Mastella, di Bassolino, di De Mita. Sempre
gli stessi nomi dei padroni della vita e della salute dei
cittadini e che ora hanno elaborato un vergognoso Piano
Sanitario che moltiplicherà soltanto incarichi e
benefici personali. Sempre gli stessi nomi che gestiscono
un potere immenso per il loro solo tornaconto: di partito,
di corrente, di voti ma ai quali non interessa in alcun
modo la sorte dei malati o la prevenzione in una Provincia
e in una Regione con tassi elevatissimi di tumori e altre
gravi patologie provocate da un inquinamento sistemico e
forse irreversibile. Come è scandaloso e ridicolo
dinnanzi a questo disastro ambientale sentirLa parlare di
vocazione turistica della Provincia, di prodotti agroalimentari
pregiati e di eccellenze.
Agli inizi degli anni ’90 Lei, insieme ad altri rappresentanti
delle associazioni ecclesiali della diocesi di Caserta,
indirizzò una lettera ai casertani perché
prendessero coscienza del danno morale e ambientale che
la politica del tempo stava producendo. Oggi devo riconoscere
che quell’allarme, errato per difetto, è stato
ampiamente superato dalla Sua azione che ha posto la città
in una condizione di morte. Io non ho autorità per
chiederLe dimissioni né la cosa mi interessa - questa
richiesta dovrebbero farglieLa tutti i consiglieri provinciali
che hanno retta coscienza - ma come cittadino ho il diritto
di chiederLe a nome dei tanti condannati a morte di questa
città un atto di ammissione di colpa, di grave colpa
nell’aver sostenuto l’apertura della discarica
de “Lo Uttaro” in un’area abitata da 200.000
cittadini e nell’essere restato insensibile agli appelli
e alle denunce di chi le segnalava l’errore compiuto
e la gestione illegale della discarica. Ricorderà
l’accorato testo del manifesto del vescovo Nogaro,
le innumerevoli segnalazioni dei consulenti del Comitato
contro la discarica, le proteste dei cittadini per la nauseante
e vomitevole puzza che si è diffusa in una superficie
di molti chilometri quadrati.
Signor presidente De Franciscis, non occorreva l’intervento
della Magistratura per stabilire che quella discarica era
illegale e non poteva essere realizzata: parlavano da sole
già le carte. E da esse era facile prevedere la catastrofe
ambientale irreversibile che avrebbe procurato senza risolvere
in nulla il problema dei rifiuti. Lei ha favorito l’apertura
di una discarica sopra un’altra discarica già
piena di rifiuti pericolosi, omettendo il controllo ha permesso
che si sversassero a “Lo Uttaro” sostanze altamente
tossiche, che i rifiuti conferiti fossero di tipo completamente
differente da quelli stabiliti, che la falda acquifera fosse
raggiunta da sostanze tossiche e percolato. Lei è
rimasto indifferente a qualsiasi appello, richiamo, segnalazione,
documentazione fotografica relativa a quanto si stava verificando!
Lei aveva un potere enorme e lo ha usato nel modo peggiore
possibile.
Ricordando che Lei un tempo è stato un esponente
della corrente di Cirino Pomicino non mi meraviglia questa
sua concezione del potere come dominio e come onnipotenza.
Lei resta coerente a colui che fu Suo maestro e protettore.
Lei così ha confuso i principi di una Repubblica
con una monarchia assoluta, dimostrando di conoscere solo
le regole del privilegio di casta. E’ il caso che
Le rammenti che la nobiltà è stata abolita
con la Costituzione del 1948.
Ma mi meraviglia e sconcerta il silenzio di Caserta e della
Provincia tutta: un sottosegretario e una decina di parlamentari
che tacciono compatti di fronte a “Lo Uttaro”,
partiti vecchi e nuovi che accettano che la politica possa
essere ancora ridotta a clientela e comparaggio, sindacati
che trovano normale la sarabanda di inaugurazioni di centri
commerciali miseramente camuffati con sviluppo e ricchezza
diffusa, cittadini rassegnati a far da sudditi e spettatori
e gli onesti di tutti i partiti che restano inerti. Signor
presidente De Franciscis, Lei potrà anche continuare
in questa dissennata gestione del potere a qualsiasi prezzo
e nella Sua corsa a nuovi incarichi di questo nuovo-vecchissimo
Partito Democratico già avvezzo ai clientelismi,
ai tesseramenti forzosi, all’assenza di democrazia,
al vuoto culturale, Lei potrà continuare a calpestare
i diritti, farsi forte della diffusa ignoranza e omertà
e non tenere in alcun conto il mio dissenso di semplice
cittadino, ma sappia che dinnanzi alla sfiducia nella politica
che Lei sta causando, all’ulteriore dissolvimento
della moralità civile e alla catastrofe de “Lo
Uttaro” che Lei ha provocato la Storia di ieri l’ha
già condannata.
Caserta, 30 dicembre 2007
Sergio Tanzarella
CasertaOggi, 29 dicembre 2007
ALL’INDOMANI DELLA REVOCA
DI VILLANI SI APRE UN “CASO CASERTA”
Rotta la tradizione dei brindisi
"tranquilli"
CASERTA - Il tradizionale brindisi augurale di fine anno
nella storica sede in via Maielli della Federazione dei
Democratici di Sinistra casertani è stata anche l’occasione
per un incontro tra amministratori, rappresentanti istituzionali
e quadri dirigenti di provenienza Ds e Margherita. Al centro
della discussione la difficile situazione politica venutasi
a creare all’interno del Partito Democratico all’indomani
dell’estromissione di Adolfo Villani dalla giunta
provinciale di Caserta da parte del presidente De Franciscis.
Si è evidenziato come sia nato un vero e proprio
“caso Caserta”, già portato all’attenzione
del segretario regionale Iannuzzi e da sottoporre con urgenza
al leader nazionale Veltroni, costituendo una delegazione
che rappresenti la criticità della situazione. E’
stata ritenuto politicamente assai grave l’atto di
revoca, che va a cadere in un momento di estrema difficoltà
dell’attività politica del Partito Democratico
casertano, vittima dell’immobilismo e delle incongruenze
legate alla doppia carica di De Franciscis, che attualmente
è presidente della Provincia e insieme segretario
provinciale del Pd. Non è un caso se al momento non
sia stato ancora nominato l'esecutivo del Partito e non
sia formato il gruppo consiliare del Pd alla Provincia e
al Comune capoluogo. Eppure, non può essere considerato
all’infinito il credito aperto dai cittadini, dal
popolo delle primarie, nei riguardi di un’azione politica
incisiva del Partito Democratico in un territorio provinciale
già critico di per sé e che vive proprio in
questi mesi momenti di estremo disagio e di degrado. Non
a caso nei giorni scorsi Adolfo Villani aveva ribadito alla
stampa le sue critiche in merito all'attività amministrativa
dell'Ente Provincia, in particolare nei riguardi dell'emergenza
rifiuti e sul terreno della trasparenza e della legalità.
L'allontanamento di Adolfo Villani dalla giunta sicuramente
non contribuisce a portare serenità nel processo
di costruzione del Partito Democratico in provincia di Caserta,
una revoca avvenuta senza alcun confronto né con
i consiglieri provinciali né con i delegati del Pd
e giunta proprio nel momento in cui l'intero gruppo dirigente
del Pd è impegnato, a tutti i livelli, in uno sforzo
unitario teso a superare i contrasti e le polemiche che
hanno caratterizzato la nascita del Pd casertano e campano.
da Caserta
Oggi
Il Mattino, 28/12/2007
RECALE
Muore in ospedale il muratore caduto
dall’impalcatura
Salvatore Golino non ce l’ha fatta. Dopo quindici
giorni di agonia, mercoledì sera, alle 19.45, il
suo cuore ha cessato di battere. Golino era ricoverato in
prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell’ospedale
«Sant’Anna e San Sebastiano» di Caserta.
L’uomo, imbianchino e operaio tuttofare di 35 anni,
che abitava da circa un mese con la moglie Francesca Giordano
e i figli a Recale, in via Municipio, 126, lo scorso 11
dicembre, intorno alle 15.40, era sul lastrico solare di
un edificio di due piani in via Mazzini, 51, a Macerata,
intento a sistemare l’intonaco e una vecchia tettoia
danneggiata dalla pioggia, caduta copiosa in quei giorni.
Un capogiro (disturbo di cui soffriva da tempo), un piede
in fallo e Salvatore, che lavorava senza protezioni su un
cantiere risultato abusivo, precipitò. La caduta
fu frenata dal ponteggio sottostante, ma nella gamba destra,
tra l’inguine e il ginocchio, si andò a conficcare
un tubo di metallo che reggeva l’impalcatura. All'interno
del palazzo, di proprietà della famiglia Vetrella,
in quel momento non c’era nessuno. Furono le urla
di Salvatore, ancora cosciente, a richiamare l’attenzione
dei vicini, che lanciarono all’allarme. Sul posto,
in pochi muniti, giunsero i carabinieri di Macerata, agli
ordini del comandante Roberto Di Costanzo, i vigili del
fuoco, un’ambulanza del servizio 118 e una pattuglia
della polizia municipale. Determinante nei soccorsi fu l’intervento
dei pompieri, che riuscirono a segare il tubo e a liberare
l’operaio, il quale fu, poi, condotto d’urgenza
al «Sant’Anna e San Sebastiano». Sottoposto
a un intervento chirurgico per estrarre il pezzo metallico
penetrato nella coscia, Salvatore fu portato nella sala
di rianimazione dell’ospedale casertano, dov’è
rimasto fino al giorno di santo Stefano, in compagnia della
moglie, sempre al suo capezzale. Probabilmente, questa mattina,
il magistrato Fucci del tribunale di Santa Maria predisporrà
l’esame autoptico della salma, necessario a stabilire
la causa della morte. Il referto dei medici, infatti, non
ha chiarito se il decesso è dipeso dalle complicazioni
post-chirurgiche della lacerazione all’arto inferiore
oppure da patologie di cui l’uomo era già affetto
e che non hanno attinenza diretta con l’incidente.
Proseguono, intanto, le indagini dei carabinieri e il cantiere
resta sotto sequestro.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
La Gazzetta di Caserta, 28 dicembre
2007
Da Beat 101 arriva la protesta:
"Il Comune li condanna a morte, salviamoli"
Cani randagi, Porfidia finisce nel
mirino
RECALE. Un manifesto, un volantino
e, soprattutto, una lettera-diffida inviata, ieri mattina
(27 dicembre), al sindaco Americo Porfidia e all’ingegnere
dell’ufficio tecnico Giovan Battista Pasquariello
per ottenere la sospensione della gara “per asta pubblica
per l’appalto per il servizio di ricovero e custodia
dei cani presso un canile privato”.

L’associazione animalista “Beat
101” teme per il futuro dei circa 40 animali vaganti
e annuncia battaglia. “Abbiamo il sospetto –
dichiara il presidente Antonio Russo – che dietro
questa gara per il servizio di ricovero si nasconda la volontà
dell’amministrazione comunale di sbarazzarsi dei randagi
presenti sul territorio”. La parte del bando che preoccupa
di più è la seguente: al termine degli accertamenti,
“i cani licenziati, muniti di distintivo identificativo,
saranno trattenuti presso il canile-rifugio e diverranno
di proprietà del canile stesso, che provvederà
al loro mantenimento”. “La Legge Regionale 16
del 2001, all’articolo 10, comma 1 – ricorda
Russo –, sancisce che “laddove si accerti la
non sussistenza di condizioni di pericolosità per
uomini, animali e cose, si riconosce al cane il diritto
di essere animale libero”. E la stessa legge, all’articolo
8, comma 2, stabilisce che i Comuni, singoli e associati,
e le Comunità Montane “provvedono al mantenimento
dei cani rinvenuti nell’ambito del territorio di loro
competenza. Se il canile che si aggiudica l’asta ottiene
anche la proprietà degli animali – si chiede
Russo –, quand’anche il Comune volesse verificare
le condizioni di vita dei cani, a che titolo potrebbe svolgere
un’attività di controllo?”. Secondo gli
attivisti di “Beat 101”, il bando mal definisce
persino i requisiti che il soggetto aggiudicatario deve
possedere per espletare il solo esercizio di custodia contemplato
dalla legge regionale. “Chiediamo – conclude
Russo – l’immediata sospensione della gara e
la redazione di un bando che sia rispettoso della normativa
vigente, altrimenti saremo costretti a ricorrere alla magistratura
competente”. Chi ha redatto il bando dimostra, tra
l’altro, di non conoscere il fenomeno dei cani vaganti.
Se un territorio è sottratto della sua popolazione
canina diventa terra di conquista per altri cani. Il problema
del randagismo, quindi, non solo non si risolve chiudendo
gli animali nei canili, che spesso si rivelano dei lager,
ma diventa più grave.
dalla Gazzetta di Caserta
Il Corriere di Caserta, 18 dicembre
2007
Il sindaco: “Non abbiamo
soldi”. L’opposizione: “Era prevedibile”
Recale, casse del Comune in rosso,
niente doni di Natale per alunni e anziani
RECALE - Un Natale senza doni per bambini e anziani. Il
sindaco Americo Porfidia quest’anno ha rinviato di
un anno la tradizionale manifestazione dei regali, ma non
ha rinunciato lo stesso ad inviare un messaggio di augurio
ai suoi concittadini. Auguri e scuse. Un biglietto non troppo
formale, ma nel quale, sic et simpliciter, Porfidia ha spiegato
la motivazione della grave negligenza: le casse comunali
sono al rosso. “Non poteva essere altrimenti”
- ha spiegato l’esponente di minoranza Franco Squeglia.
Ogni anno Porfidia si è sempre recato nei plessi
scolastici per il discorso di fine anno, ma soprattutto
per porgere un pensiero a tutti i bambini delle elementari
e delle materne. Non era un atto dovuto, ma sentito. Un
gesto per accorciare le distanze tra l’istituzione
comunale e le agenzie formative. Quest’anno non è
stato possibile, come ha avuto modo di scrivere lo stesso
Porfidia, per le gravi difficoltà di cassa del Comune.
“Infatti - ha ribadito telefonicamente il parlamentare
- non è stato possibile finanziare l’inziativa
con i soldi dell’Ente. Però io ho lo stesso
inviato un pensiero augurale a tutte le famiglie e agli
operatori scolastici, ritenendo opportuno invece inviare
ai bambini dolciumi. A pagare questa volta non è
stato il Comune ma sono stato io di tasca mia” . Le
dichiarazioni del sindaco arrivano un momento dopo quelle
della minoranza.
Il
leader dell’Italia dei Valori non ha negato la grave
ristrettezza economica in cui versa l’ente e anzi
ha ammesso: “Sono sei anni che stiamo lavorando per
evitare di dichiarare il dissesto finanziario. Quando io
sono stato eletto ho già trovato una situazione economica
precaria. L’ente era indebitato. E a denunciare agli
elettori la difficoltà di cassa in cui ero costretto
ad operare sono stato proprio io. Quindi non è dipeso
da me e dai miei amministratori quanto si sta verificando.
Abbiamo cercato di tappare i buchi che la precedente amministrazione
ci aveva lasciato in eredità. Questo lo abbiamo fatto
per ben cinque anni. Abbiamo resistito fino ad adesso”.
Prima di Porfidia a tenere il timone era l’attuale
capogruppo d’opposizione Ovidio Gadola. Un riferimento
che il primo cittadino fa ma evitando di polemizzare con
il consigliere comunale. Poi ha annunciato: “Abbiamo
dato mandato ai funzionari dell’ufficio di ragioneria
di redigere una valutazione complessiva dello stato finanziario
dell’Ente. E appena conoscerò l’esito
preciso sarò io stesso a rendere edotta la cittadinanza”.
E Filiberto Gianoglio non ha esitato ad agitare le mani:
“Il regalo di Natale fatto ai cittadini è stato
il Piano urbano comunale. Anche in quel caso l’amministrazione
comunale ha dimostrato come negli anni è stata in
grado di risollevare le casse comunali”. Il riferimento
è ai 150 mila euro stanziati per conferire incarico
legale ad un tecnico esterno per la stesura dello strumento
urbanistico. Procedura ad oggi tutta da rifare vista la
non ammissibilità da parte della Provincia di Caserta
agli atti prodotti dal Comune di Recale.
Assunta Ferretta, dal
Corriere di Caserta
il Mattino, 14/12/2007
RECALE
Rapinato il vicesindaco
Attimi di terrore in via Santissimo Salvatore a Recale.
Verso le 19.15 di ieri, due uomini, armati e con il volto
coperto da sciarpa e cappello, hanno fatto irruzione nel
tabacchi di Maria Verdone. Al momento del colpo, nel locale
c’erano il vicesindaco della cittadina Francesco Ommeniello,
marito della titolare, e alcuni clienti. Mentre uno dei
balordi teneva d’occhio la strada, l’altro,
arma in pugno, ha intimato all’uomo di consegnargli
l’incasso della giornata. Ommeniello, pur di evitare
reazioni sconsiderate da parte del rapinatore, ha eseguito
l’ordine senza fiatare. Ottenuti i soldi (circa mille
euro in contanti e valori bollati), i due sono scappati
a bordo di una moto di grossa cilindrata in direzione di
Marcianise. Sotto choc gli avventori. Lanciato l’allarme,
sul posto sono giunti i carabinieri della stazione di Macerata,
agli ordini del comandante Roberto Di Costanzo. Posti di
blocco disposti nei punti di usciti della città.
Claudio Lombardi,
dal Mattino
Il Mattino, 12/12/2007
Tempo scaduto, Puc da rifare
Il sindaco, dopo la seconda bocciatura
della Provincia, non convoca il consiglio
Recale. Termini scaduti: il piano urbanistico comunale
è da rifare. Americo Porfidia aveva di tempo fino
alla mezzanotte di lunedì per convocare un consiglio
comunale che ratificasse la seconda bocciatura della Provincia
e 30 giorni per tentare un’impresa disperata: rendere
il Puc legittimo e dimensionato. Il sindaco è stato
costretto alla resa non tanto dalle illegittimità
procedurali, quanto dal taglio di almeno 2mila vani cui
avrebbe dovuto sottoporre il piano per rientrare nei parametri
stabiliti dall’ufficio tecnico di corso Trieste. La
Provincia, infatti, oltre ad aver sollevato gravi vizi di
forma, ha giudicato straripante l’incremento edilizio.
Pur «volendo accettare il dato più favorevole
– si legge nella verifica di compatibilità
–, si ritiene che il fabbisogno per il 2016 possa
considerarsi di 570 vani», rispetto ai 2.870 previsti
dal progettista Luigi Barone e ai 600 già autorizzati
dal 2001 al 2006. Procedere ad una vigorosa cura dimagrante
sarebbe stato un pegno elettorale difficile da digerire
persino per la «granitica» maggioranza Porfidia.
Meglio ricominciare daccapo. Si allunga, dunque, la lista
dei piani adottati e mai approvati. Proposte ve ne sono
state tante: nell’ultimo quarto di secolo, strumenti
urbanistici sono apparsi alla fine di ogni consiliatura,
salvo, poi, svanire dopo le elezioni. Un numero incalcolabile
di riunioni preliminari, progettazioni da centinaia di migliaia
di euro, anni di lavori ad esaminare le osservazioni dei
cittadini non hanno prodotto nessun risultato. Oggi, Recale
è tra i pochi Comuni, se non l’unico, della
provincia di Caserta a non avere un piano regolatore. Naturalmente,
anche Porfidia, riconfermato sindaco il 28 maggio scorso,
nella campagna elettorale del 2002, ne promise uno. La fretta
con cui si liberò del Prg «rattoppato»
dei suoi avversari, il pressing dei consiglieri di maggioranza
e le semplificazioni introdotte dalla normativa alimentarono
qualche speranza. Purtroppo, però, le vicissitudini
di questi ultimi mesi hanno mostrato un’amministrazione
troppo pretenziosa e ostaggio del conflitto di interessi.
Il sei luglio, si è consumata la prima battuta di
arresto: nella conferenza di servizi convocata per valutare
la conformità del piano, la Provincia giudica «improcedibile»
l’iter di approvazione, in quanto viziato dall'illegittimità
di tre delibere votate da cinque consiglieri, quindi senza
il quorum sufficiente. Ebbene, anziché affrontare
nel merito il problema, il governo della città tenta
di eluderlo ricorrendo a manovre spericolate: il 28 agosto,
la giunta approva una lottizzazione in via Gibuti, a sud
della scuola media «Giovanni XXIII». Una settimana
più tardi, il cinque settembre, la maggioranza riadotta
il Puc con appena sei voti, sostenendo che quella lottizzazione
ha rimosso il conflitto di interessi di uno dei consiglieri
(Paolo Mastroianni). La tesi, tuttavia, non convince i tecnici
della Provincia, che, il 16 novembre, bocciano per la seconda
volta lo strumento urbanistico. Il resto è storia
di questi giorni.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Comunicato stampa, 11 dicembre
2007
SABATO 15 DICEMBRE IN VIA C.
BATTISTI
Energie Nuove ricorda Antonio Gramsci
a 70 anni dalla morte
Il
27 aprile 1937 moriva Antonio Gramsci. A 70 anni dalla morte,
con la Fondazione Istituto Gramsci e, in ogni parte del
mondo, numerose sono state le iniziative che hanno voluto
ricordare questo grande intelletuale italiano, indagare
l’attualità del suo pensiero, celebrarne la
figura di fiero antifascista.
Anche l’associazione Energie Nuove, che costantemente
promuove iniziative culturali e di approfondimento politico,
ha voluto organizzare un appuntamento a chiusura dell’anno,
cosiddetto, gramsciano, per questo sabato, 15 dicembre,
alle 18.00, presso la propria sede, a Caserta in via Battisti
69, insieme a Gian Luca Fiocco, che della Fondazione Istituto
Gramsci è tra i più validi ricercatori.

Il Corriere di Caserta, 8 dicembre
2007
Piano urbano, tutto da rifare
RECALE - Piano urbano comunale tutto da rifare. La decisione
è stata presa al termine della riunione dell’altra
sera. Il sindaco Americo Porfidia ha chiamato a raccolta
tutti gli esponenti della maggioranza. Al centro del dibattito:
ratificare o meno la conferenza di servizio per l’ok
al Puc. Un atto che avrebbe contribuito a provocare un muro
contro muro con la Provincia di Caserta. L’ente ha
bocciato la procedura e chiesto la revoca degli atti prodotti.
Questo avveniva un mese fa. E’ stato questo a spingere
i consiglieri dell’opposizione ad avanzare richiesta
di annullamento delle delibere 41-42-43. Un Consiglio straordinario
sull’argomento già è stato convocato,
ma l’indecisione degli esponenti della maggioranza
ha rispedito nelle sedi di partito la questione. Lunedì
si tornerà in aula consiliare per strappare ai componenti
del parlamentino locale un no. “Noi crediamo di aver
agito nel rispetto delle normative vigenti e in piena legittimità,
ma riteniamo anche che per l’interesse della collettività
e per risparmiare due anni di tempo (questo il periodo di
attesa in caso di ricorso al Tar ndr) si debba compiere
un passo indietro con grande senso di responsabilità
politica”. Lo ha dichiarato l’assessore ai lavori
Pubblici Francesco Porfidia. Una riunione fiume quella dell’altra
sera. Un incontro per pianificare un’azione unitaria
e per decretare il flop a metà dell’amministrazione
in materia urbanistica. Nell’assemblea locale si tornerà
a parlare del Piano urbano, ma questa volta per chiedere
di non ratificare la relazione redatta nel corso dell’ultima
conferenza di servizio. “Otto mesi e siamo pronti
ad approvare lo strumento urbanistico, rispettando quanto
imposto dai tecnici di corso Trieste. Una linea quella adottata
nella quale è prevalsa la volontà di prendere
atto delle difficoltà oggettive”. Ed è
la seconda modifica apportata al Puc. L’amministrazione
provinciale ha rispedito al mitente anche questa volta il
piano urbano presentato dal Comune di Recale.
Assunta Ferretta, dal
Corriere di Caserta
sullo stesso argomento, vedi anche:
-
Il venerdi nero della minoranza (dicembre 2007)
-
Cronaca di una sorte annunciata (luglio 2007)
Il Caffé, 7 dicembre 2007
Anche a Caserta idee dalla “Città
che apprende”
Nei giorni 29 e 30 novembre si è svolto a Caserta
il convegno “La città che apprende”,
quasi una sfida per accelerare l’incontro reale tra
le diverse culture. L’obiettivo di tale iniziativa
è realizzare una comunità educante, che vada
anche oltre il concetto di “cittadinanza attiva”.
Non si tratta solo di svolgere attività ed aiutare
la crescita di chi è in difficoltà, ma è
il momento di ascoltare e apprendere vicendevolmente, in
un rapporto “alla pari”, le vie della pace e
dello scambio culturale.
Sono emerse alcune linee per la condivisione, partendo non
dal solo sentimento, ma dalla conoscenza. Gli incontri sono
stati coordinati da Pasquale Iorio e promossi dall’
associazione AUSER in collaborazione con AISLO, con CGIL,
AIF Campania, Comune di Caserta e Provincia. Nella prima
serata, dopo il saluto di Elisabetta Luise, presidente dell’AUSER,
si sono confrontati nella sala del Consiglio Comunale esperti
e semplici cittadini: è stato affermato che nel terzo
millennio la formazione e la creazione di luoghi di intermediazione
sociale hanno il valore di leva strategica. La capacità
di apprendimento ha bisogno, per svilupparsi, del contatto
umano e dell’apprendimento territoriale - ha rilevato
Calvaruso, presidente dell’AIF Campania. Andrea Ianniello,
studioso del mondo islamico e della cultura araba, ha osservato
che proprio nell’area mediterranea nel passato l’inter-scambio
si è realizzato nel campo della scienza e della filosofia.
Oggi ricostruire un linguaggio comune sarebbe il primo passo
nel dialogo.Edgardo Olimpo (art. 11 – Promotori di
pace) ha sostenuto che oggi il nostro futuro si gioca nella
città, con tutte le contraddizioni che ciascuno vi
sperimenta. Bisogna puntare sui diritti umani partendo dalla
Costituzione e in particolare dal diritto alla pace. Si
tratta di promuovere il rispetto e la conoscenza delle altre
culture, non l’assimilazione delle minoranze: le città
saranno pronte ad apprendere e a cooperare, creando luoghi
di riflessione. Ha poi ricordato che la marcia della pace
si svolge a Caserta dal 1995, ed ha annunciato che quest’anno
il percorso sarà da Capua a Caserta: la data è
fissataper il 16 dicembre. Un ruolo importante vi hanno
i migranti e i rifugiati; a loro sarà dedicata inoltre
la Giornata del18 dicembre.
Enrico Milaniha sottolineato i temi forti dell’esclusione
e dell’internamento, che sono trattati in una mostra
nel Complesso monumentale del Belvedere di San Leucio. Oggi
- egli dice – è necessario passare dalla pratica
dell’integrazione a quella della contaminazione, anche
se questa risulta ancora impopolare. Possiamo considerare
l’identità come un seme, invece che una struttura
non modificabile.
Nel secondo incontro, svoltosi nella Biblioteca del seminario,
il discorso verteva su “Civiltà e religioni”,
con interventi dell’assessore Gigliofiorito, di Nasser
Hidouri (Imam di San Marcellino), di Mamadu Sy della comunità
senegalese, di Gaetano Lanzillo, buddista, di Maria Guidotti
(Forum Terzo settore) e del senatore Andrea Ranieri . La
speranza dei religiosi e dello stesso assessore circa le
possibilità del dialogo tra le diverse religioni
nasce da alcune esperienze positive sul territorio,in particolare
dall’azione di associazioni e singole persone coraggioseoltre
che dalla presenza illuminata e sapiente del nostro Vescovo.
Il senatore Ranieri, pur ammettendo che la marcia della
pace ed altre iniziative comuni possono essere strumenti
per iniziare la cooperazione, ha affermato che la partita
è ancora tutta da giocare sul piano dei diritti,
anche perché si deve seriamente ripensare la laicità:
c’è molto cammino da compiere. Sulla laicità
è intervenuto Mario Mastrostefano (Comitato per la
democrazia partecipativa). Deve essere rivalutato l’illuminismo
- ha detto -portando in primo piano la ragione nell’affermazione
dei diritti, per non rischiare l’esclusione dei non
credenti e per promuovereuguaglianza e partecipazione.Il
bilancio di queste serate è positivo, per le idee
emerse circa il percorso da compiere nel territorio.
Vanna Corvese da Il Caffé
Comunicato stampa, 7 dicembre 2007
“La sfida delle differenze
sulla strada della pace”
DOMENICA 16 DICEMBRE LA MARCIA
DELLA PACE
S. MARIA C.V. - CASERTA
Al fine di dare un segno visibile dei valori inseparabili
ed irrinunciabili che costituiscono la vera ed unica Pace,
il Comitato “Caserta Città di Pace” della
Diocesi di Caserta, promotore di ben 12 Marce della Pace,
l’Arcidiocesi di Capua con il Centro Ferndandes e
l’Agesci promotrice di 4 Marce della Pace e l’Associazione
“Art. 11-Promotori di Pace”, organizzatrice
di 4 Fiaccolate della Pace nella Gioia hanno compreso la
necessità di dare vita ad una sola e grande Manifestazione
sul territorio sul tema della Pace.
Questo fine ha incontrato il consenso ed il sostegno delle
tante Associazioni laiche e religiose impegnate per la solidarietà,
legalità, ambiente, diritti umani e cittadinanza
attiva che hanno pertanto costituito un unico Coordinamento
delle Associazioni “La Strada della Pace”.
Marciando insieme, Domenica 16 Dicembre per la “Marcia
della Pace S. Maria Capua V. - Caserta” - “La
sfida delle differenze sulla strada della pace” significheremo
che la diversità di genere, cittadinanza, cultura,
religione, status sociale, non porta né alla guerra
né al terrorismo ma, attraverso la non violenza,
al rispetto dei Diritti Umani e alla costruzione di un mondo
basato sulla tolleranza, pazienza, perdono e riconciliazione.
La Marcia sarà una manifestazione complessa articolata
in diversi momenti:
* la sera del 15 dicembre, alle ore 17,45, sarà accolta
nella Cattedrale di Capua la LUCE di Betlemme che, alimentata
in Betlemme dall’olio offerto da tutte le Nazioni
del mondo, giungerà dall’Austria grazie alle
Ferrovie Austriache ed Italiane; avrà pertanto luogo
una veglia di preghiera intorno a questo simbolo;
* domenica 16 dicembre, la Luce di Betlemme si trasferirà
a S. Maria C.V. e, con essa, la Marcia partirà da
S. Maria C. V., Piazza S. Pietro alle ore 14,45 ed arriverà
a Caserta al Monumento ai Caduti, Corso Trieste alle ore
18,00. Il Comitato consegnerà una targa alla memoria
del Prof.Renato Coppola coordinatore del Comitato Caserta
Città di Pace dal 1993 al 2005 e poi presidente onorario
dal 2005 al 2007.
* martedi 18 dicembre, alle ore 17.30, avrà luogo
al Salone S.Augusto della Curia di Caserta la presentazione
in anteprima del libro “Il Gemello di Gesù”
di James W. Heising; sarà presente l’autore.
Si tratta di una nuova traduzione del Vangelo apocrifo di
Tommaso che tenta una via di dialogo interreligioso e in
modo particolare con il buddismo.
Testimonial della Marcia saranno: don Peppino Esposito,
parroco di San Marcellino, proposto dall'Imam Nasser Hidouri,
per aver accolto nella sua parrocchia i fratelli e i riti
islamici in attesa della costruzione della moschea, e l’avv.
Leandro Limoccia, consulente della Commissione Parlamentare
Antimafia, docente del corso Società e Giustizia
della SUN, nonché presidente del “Collegamento
Campano contro le camorre per la Legalità e la Nonviolenza
- GENNARO FRANCIOSI”, proposto dal Comitato Caserta
Città di Pace.
Va segnalata l’adesione e la presenza fin dalle prime
fasi organizzative delle diverse fedi da quella Islamica
con Nasser Hidouri a quella della Comunità Cristiana
di Caserta della Chiesa Evangelica della Riconciliazione
con il pastore Traettino, i Buddisti della Soka Gakkai con
Gaetano Lanzillo, la Fede Bahá'í con Parsa
Neyssan, l’associazione amicizia Ebraico-Cristiana,
gli Indù di Arcobaleno Fiammeggiante.
Significativa la partecipazione di associazioni ecologiste
come Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Caserta Città
Ciclabile etc., così come di varie associazioni dell’agro
aversano e di Casal di Principe come “la Scuola di
Pace di don Peppino Diana” il “Comitato don
Peppino Diana”, significativa la presenza di “Libera
Provinciale nomi e numeri contro le mafie”, la partecipazione
dell’Alto Casertano con “Insieme per l’Unità
dei Popoli”, della Conurbazione di Napoli con la Rete
di Associazioni “Cantiere Città dal Basso”,
il Collegamento Campano Contro le Camorre per la Legalità
e la Nonviolenza – Gennaro Franciosi, la Rete LILLIPUT,
la presenza dell’ A.I.FO. Associazione Italiana Folleraux
di Bologna, del Movimento per la Vita, dell’associazione
Percorsi di Fraternità NA, della Casa dei Diritti
Sociali, dell’ AUSER, di ASSOVOCE, del C.A.I. Club
Alpino Italiano, di Montodondo Onlus, della Cooperativa
Culturale Capuanova, folta la partecipazione da Sessa Aurunca.
Marceremo per l’affermazione dei Diritti Umani, che
meglio di ogni altra cosa descrivono la pace, diritti fondamentali
di tutte le donne, di tutti gli uomini, di tutte le bambine
e di tutti i bambini del mondo, dei migranti e dei rifugiati
che non sono né invisibili, né clandestini,
ma persone, con gli amici del Centro Fernandes di Castel
Volturno, dei Padri Sacramentini e di Casa Rut di Caserta,
della Comunità Senegalese con Mamada Sy, dell’associazione
Nero e Non Solo e dell’ARCI Caserta, dei giovani dell’ex
canapificio.
A tal proposito vanno segnalate anche:
la costruzione su corso Trieste di Caserta, a cura dei Giovani
per un Mondo Unito del Movimento dei Focolari, della GI.FRA
e dell’Agesci, del “muro della vergogna”:
un muro di carta dei Diritti Violati che sarà simbolicamente
abbattuto e attraversato dai partecipanti alla marcia e
che quest’anno vorrà ricordare i “Diritti
Umani di tutti e per tutti cominciando dagli ultimi”;
l’impegno e la collaborazione del Centro della Pastorale
Giovanile della Diocesi di Caserta che nei pressi della
Reggia offrirà la possibilità a tutti i partecipanti
alla Marcia di moltiplicare simbolicamente la Luce giunta
da Betlemme con fiaccole e ceri, in segno di una Speranza
e di una Pace da infondere e diffondere all’intera
Umanità;
la partecipazione di tutte le Scuole del territorio, invitate
a prendere parte alla Marcia con i loro messaggi di pace
e legalità;
la partecipazione dell’UNICEF, per mai dimenticare
che i bambini sono il nostro presente, oltre che il nostro
futuro, così come quella del C.I.F. Centro Italiano
Femminile per non dimenticare le discriminazioni contro
le donne.
Marceremo per il nostro ambiente e per il nostro territorio
sempre più calpestato e violato;
Marceremo sicuri della necessità di una marcia in
più contro le mafie, l’usura, la miseria, le
discriminazioni, la corruzione, il malaffare, il terrorismo,
la guerra, senza scontri fra civiltà e culture per
una educazione continua alla legalità, per la pace
e la giustizia.
Marceremo sicuri che testimoniando e diffondendo valori
autentici quali la tolleranza, la speranza, il rispetto,
la pazienza, il perdono, la riconciliazione, la comprensione
e la comunicazione ecologica, gli altri atteggiamenti che
contrastano con la pace si allontaneranno da sé;
Marceremo testimoniando gli ideali che abbiamo nel cuore
e che insieme dobbiamo esternare, manifestare, diffondere,
comunicare, partecipare, divulgare…gridare, con la
forza della “nonviolenza”.
PROGRAMMA della MARCIA per Domenica
16 Dicembre
*ore 14.45 partenza del corteo con la Lanterna della Luce
di Betlemme da Piazza S. Pietro in S. Maria C. V. lungo
la Via Appia.
*ore 15.30 arrivo in tratto stradale della via Appia di
S. Prisco.
*ore 16.00 arrivo in tratto stradale della via Appia di
Curti.
*ore 16.30 arrivo in tratto stradale della Via Appia di
Casapulla.
*ore 17.00 arrivo tratto stradale della Via Appia di Casagiove.
*ore 17.30 arrivo in tratto stradale della Via Appia di
Caserta.
*ore 18.00 arrivo al Monumento ai Caduti in Corso Trieste
di Caserta: saluti e brevi messaggi di pace, legalità,
diritti umani dallo spiazzo antistante il Monumento; saluto
conclusivo, momenti di pace e scioglimento del corteo.
È previsto un servizio navetta A/R Caserta –
S. Maria C.V. con partenza alle ore 14.00 ogni 10 minuti
da Piazza Garibaldi presso la Stazione Ferroviaria di Caserta
e con fermate in tutti i comuni attraversati lungo la Via
Appia; dopo la manifestazione lo stesso servizio partirà
sempre dalla stazione di Caserta tra le ore 19.00 e le 20.30
per dirigersi verso S. Maria C.V.
Per chi ecologicamente preferisce un mezzo più pacifista
LA BICI (NO OIL, NO WAR) l’appuntamento, a cura dell’Associazione
“Caserta Città Ciclabile”, è alle
ore 13.45 nella Piazza antistante la Stazione di Caserta.
Se le condizioni atmosferiche non permetteranno il pieno
svolgimento della manifestazione ci si ritroverà
alle ore 16.00 nel Duomo di Caserta per un momento di riflessione,
di condivisione e di testimonianza.
www.lastradadellapace.org - info@lastradadellapace.org
Comunicato stampa, 5 dicembre 2007
Macerata Campania, l’assessore
Nacca replica sul sito scelto per le antenne:
“L’area per l’installazione
è stata valutata dalla SUN”
L’assessore Pasquale Nacca interviene sull’argomento
che si andrà a discutere venerdì in Consiglio,
relativo all’installazione delle antenne sul territorio.
“Dopo più due anni e mezzo dall’insediamento
questa amministrazione - dice il medico - per ciò
che concerne le antenne, dopo varie iniziative, tra cui
il regolamento comunale delle installazioni dei ripetitori
sul territorio e della costituzione dell’apposita
commissione (Si ringraziano tutti i componenti), si è
arrivati oramai ad un punto decisivo con la proposta di
acquisire l’area di via Dalla Chiesa con l’installazione
di impianti Srb, mediante procedura espropriativa. L’area
di via Dalla Chiesa è stata valutata dall’Università
Sun che ha stimato la stessa compatibile con lo sviluppo
della rete, in quanto i valori misurati su tutto il territorio
e comprensivi delle due aree scelte, una ad est ed una ovest,
sono al di sotto della soglia di 6 V/m, imposta dalle normative
vigenti. Non a caso, il valore più alto misurato
(0,95 V/m), è oltre 6 volte più piccolo del
valore normativo. Considerato che anche l’Ericcson
ha dato il parere favorevole per quanto riguarda il sito
in oggetto con la sola preclusione che tale sito non era
ancora di proprietà comunale, dando una scadenza
per l’acquisizione dell’area. La suddetta area
è ottimale in quanto non solo diviene importante
per l’installazione dell’impianto Srb ma anche
per la costruzione di una cabina Enel fondamentale per l’ultimazione
dei lavori dei Pit riguardanti quella zona. In definitiva
con questo atto consiliare si procede all’acquisizione
del terreno mediante una normale procedura espropriativa.
Prima di acquisire il terreno si prenderà atto della
relazione dell’Università di Scienze Ambientali
e della comunicazione della Ericcson e quindi dell’acquisizione
dell’area. Penso che qualcuno non abbia capito il
senso dell’operazione; non si tratta di una trattativa
privata - conclude Nacca - ma di un normalissimo esproprio”.
Comune di Macerata, comunicato stampa
Il Corriere di Caserta, 5 dicembre
2007
Antenna in via Giobetti, la minoranza
contesta la modalità di scelta del sito
MACERATA CAMPANIA - L’opposizione si prepara a dire
no all’installazione dell’antenna di telefonia
mobile. Venerdì maggioranza e minoranza ne discuteranno
alle 18 nella sala consiliare di corso Umberto I. L’orientamento
del gruppo guidato da Maria Tuosto è chiaro: nell’operazione
di acquisizione del suolo non vi è nessun arricchimento
per l’Ente. “Una trattiva privata ad alto costo
che sicuramente non possiamo approvare”, il commento
di Nicola Di Matteo è arrivato nella tarda serata
di ieri. Ma l’amministrazione comunale ed il sindaco
Luigi Munno hanno fatto sapere di aver dato seguito ad una
gara esplorativa. Una cabina e poi alcuni ripetitori saranno
installati nell’area, situata nelle immediate prossimità
di via Giobetti. A preoccupare è il luogo, troppo
vicino al centro abitato. “Non solo la procedura non
ci sembra legittima. Vi erano altri cittadini disposti a
cedere il terreno per un prezzo inferiore” ha spiegato
Di Matteo. Un fondo che doveva, stando alle normative stabilite
fissate dai parametri urbanistici, trovarsi nell’area
Pit”.
Assunta Ferretta, dal Corriere
di Caserta
Comunicato stampa, 2 dicembre 2007
Randagismo, gazebo in piazza
Padre Pio e volantinaggio:
Beat 101 chiede aiuto ai cittadini
L'associazione
"Beat 101" che da anni si impegna sul territorio
di Recale per la tutela e la cura dei cani liberi, nella
giornata di domenica scorsa, ha montato dei gazebo in piazza
Padre Pio, in piazza Matteotti e in vari quartieri della
città per sensibilizzare i residenti sul fenomeno
degli animali vaganti. Il sodalizio, contestualmente, ha
anche diffuso un volantino in cui chiede la collaborazione
dei cittadini e richiama l'amministrazione ai suoi doveri
di intervento.
«Cari concittadini,
sappiamo bene che la presenza di cani che vivono liberamente
nelle nostre strade rappresenta un problema di tutti, e
che alcuni lo vivono come un fastidio.
Catturarli e richiuderli in un canile - oltre ad essere
un’inutile crudeltà - aggraverebbe la situazione,
perché, in breve tempo, al posto dei cani catturati
ne arriverebbero altri provenienti da chissà dove,
non sterilizzati né controllati sanitariamente, spaesati
e quindi potenzialmente pericolosi; inoltre mantenere un
cane in un ricovero costa, e la nostra collettività
spende già oggi risorse considerevoli per la retta
di animali sul cui vero destino gravano molti dubbi.
Curando e controllando i “nostri” cani e rispettando
il loro diritto a vivere tranquillamente, potremo coabitare
in armonia con i nostri amici a quattro zampe.
Beat 101, associazione senza fini di lucro, chiede la collaborazione
di tutti i cittadini per realizzare piccole cose importanti:
- garantire cibo e assistenza medica ai cani liberi;
- effettuare controlli sanitari, vaccinazioni e sterilizzazioni;
- favorire l’adozione dei cani.
Inoltre chiediamo a tutti di sostenere le richieste che
abbiamo avanzato all’Amministrazione comunale per:
- attivare un’anagrafe canina, in modo da tenere sotto
controllo gli animali del territorio;
- prevenire i rischi attraverso una campagna di vaccinazioni
e di controlli sanitari;
- realizzare un rifugio temporaneo per curare i cani feriti,
malati o in difficoltà.
Tutti
coloro che vogliono aiutarci in questo compito sono benvenuti:
con l’impegno di tutti siamo certi di riuscire.
Se vuoi impegnarti anche tu, se vuoi contribuire alla nostra
attività, se vuoi segnalare un animale ferito o in
difficoltà,
contattaci al numero: 339 69.58.597
il nostro presidente, Antonio Russo, sarà lieto di
risponderti»
Beat 101 onlus
Il Mattino, 02/12/2007
A PORTICO E RECALE
Maggioranza e minoranza divise dal
voto incrociato
Sono bastate due sedute di consiglio comunale per scompaginare
la maggioranza a Portico e l’opposizione a Recale.
Il caso più eclatante si è registrato, venerdì
sera, a Portico. In aula, era in discussione l’assestamento
di bilancio. Mentre il sindaco Carlo Piccirillo era impegnato
a parare i colpi che provenivano dagli scanni della minoranza,
ben tre consiglieri del suo gruppo, tra cui due assessori
in carica (Salvatore Iodice, Giuseppe Cicala e Carlo Banincasa),
capeggiati dal presidente dell’assemblea Mario Iodice,
hanno presentato un documento, con il quale si sono dichiarati
indipendenti. Nessun cenno ad un possibile atto di sfiducia
al primo cittadino, anzi. Ma i numeri sono numeri e in politica
nulla è fatto a caso. Il giorno in cui gli «autonomi»
decidessero di passare all’opposizione, Piccirillo
non avrebbe scampo. Dunque, per ora, è scacco al
sindaco. Meno preoccupante, ma altrettanto singolare è
ciò che è accaduto, sempre venerdì,
a Recale. Dall’urna per l’elezione del membro
di minoranza da inviare all’Unione dei Comuni è
emerso un risultato che ha spiazzato Patrizia Vestini. Ovidio
Gadola, con il suo voto e con quelli della maggioranza,
ha battuto (7 preferenze a 4) Filiberto Gianoglio, il candidato
designato alla vigilia. Se non si tratta di un vero e proprio
scacco alla «regina», è un segnale che
la Vestini farebbe bene a non sottovalutare. Nei prossimi
giorni si valuteranno gli sviluppi di entrambe le vicende.
Claudio Lombardi,
dal Mattino
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