| Il
Mattino, 26/02/2007
CONGRESSO DL:
Squeglia-bis per acclamazione
La Margherita provinciale di Terra di Lavoro ha confermato
coordinatore Pietro Squeglia. L’elezione, per acclamazione,
è avvenuta all’interno del secondo congresso
provinciale, svoltosi ieri al Crowne Plaza, sulla base di
una lista e una mozione unitarie, che ha anche eletto, i
componenti del coordinamento e i delegati al congresso regionale.
Chiuso il capitolo del congresso provinciale resta ancora
aperto quello cittadino anche se si inizia già a
delineare una soluzione con la possibilità che Pino
Crispino ritiri la candidatura come segretario della sezione
Dl di Caserta. Ai lavori della convention provinciale hanno
partecipato, tra gli altri, il coordinatore regionale Ciriaco
De Mita, il ministro Giuseppe Fioroni, l’assessore
regionale Angelo Montemarano, il sindaco di Caserta Nicodemo
Petteruti, il deputato Rosa Suppa, il consigliere regionale
Giuseppe Stellato, il presidente onorario della Margherita
Dante Cappello (premiato con una medaglia per l’impegno
profuso a sostegno del partito). Il pensiero di tutti è
andato anche a chi non c’è più, il riferimento
è a Franco Lombardi, il consigliere regionale di
Maddaloni scomparso qualche mese fa. La parola è
passata subito a Squeglia che ha sottolineato la necessità
di imprimere gli input necessari a dare alla città
segnali di cambiamento attraverso una classe dirigente qualificata,
di diverso metodo nella gestione amministrativa, di comunicazione
politica aperta al territorio, di accelerazione del processo
di costruzione del partito democratico, di recupero del
rapporto di fiducia tra partiti e cittadini. Ma non sono
mancati i riferimenti alle vicende legate alla Provincia.
«Per quanto attiene la Provincia di Caserta - va all’attacco
Squeglia - i cittadini hanno visto solo il cambiamento delle
facce e noi non riusciamo a trasmettere la capacità
culturale e i valori del centrosinistra. A distanza di due
anni dalla elezioni provinciali abbiamo ancora problemi
come gli enti e con i partiti minori. E quando i patti non
si mantengono, la coalizione va in frantumi. La stessa assegnazione
delle deleghe in Provincia è stata fatta in maniera
personale. È in corso un tentativo di delegittimazione
dei partiti. Le segreterie politiche sono ignorate e vengono
riunite estemporaneamente». Sì al Partito democratico,
ma «evitando gli approdi dei tanti Ulisse che dopo
un lungo peregrinare trovano un porto comodo». «Il
problema dell’immobilismo in politica sollevato da
Squeglia - rassicura De Mita - non è solo del territorio
di Caserta. Stiamo assistendo alla crisi della democrazia
rappresentativa anche a livello nazionale. Personalmente
non sono né contro né a favore del Pd, ritengo
che il processo di aggregazione non possa passare attraverso
una forzatura imposta dall’alto». Non lascia
adito a dubbi Fioroni che afferma: «No al Pd come
partito di plastica, che non tenga nella dovuta considerazione
i valori in esso contenuti».
Lia Peluso, dal
Mattino
Il Mattino, 26/02/2007
Congresso Dl: tutti gli eletti nel
comitato provinciale
Non è ancora definitiva la composizione del comitato
provinciale, ma tra i nomi dei rappresentanti eletti, che
sono trapelati, spiccano quelli di Antonio D'Amore di Aversa,
Antonio Ciontoli, Franco Capone, Arturo Gigliofiorito, Piero
Cappello e Giuseppe Crispino di Caserta. Tra i maddalonesi
sono stati eletti Federico Lasco e Angelo Lombardi. Mentre
per Marcianise ci sono: Casimiro Golino e Emilio Romanucci.
Mentre per la zona sammaritana sono stati eletti Alessandro
Troianiello e Giovanni Campochiaro. Lorenzo Di Meo e Mario
Di Iorio per la città di Sessa Aurunca. Walter Ferritto
di Piedimonte Matese, Dario Puorto di Caiazzo e Angelo Racioppoli
di Recale. Gli eletti sindaci sono: Mario Masi di Carinaro,
Pasquale Di Biasio di Carinola, Raffaele Picierno di Teano,
Dario Colaccio di Tora e Piccilli, Fernando Pezza di Valle
Agricola, Andrea Lettieri di Gricignano, Andrea Russo di
Francolise, Ludovico Feole di Roccamonfina, Ermanno Masiello
di Raviscanina, Michele Farina di Presenzano, Pasquale Di
Fruscio di Pietramelara, Lamberto Di Caprio di Caianiello,
Gabriele Di Cerbo di Baia e Latina. Tra i nomi dei consiglieri
comunali risaltano quelli di: Luigi Coscia di Valle di Maddaloni,
Gaetano Marchesiello e Salvatore Bizzarro di Marcianise
e Luigi Di Monaco di Capua. Mentre tra gli iscritti per
la composizione del comitato provinciale ci sono: Carmen
Posillipo di Caserta, Giovanna Sabba di Maddaloni e Lidia
De Angelis di Maddaloni.
Dal
Mattino
Il Mattino, 25/02/2007
A Recale frattura interna ai diellini
Socialisti su Gadola
Recale. La frattura consumatasi all’interno della
Margherita (con Giuseppe Lasco da un lato e Angelo Racioppoli
e Osvaldo Argenziano dall’altro) mette in discussione
anche il nome di Franco Squeglia, individuato da Lasco come
possibile avversario di Americo Porfidia alle Comunali di
primavera. Allo stato, tiene, invece, la candidatura di
Ovidio Gadola dei Socialisti. Resta, però, da capire
quale posizione assumeranno di Ds, che sul nome di Gadola
hanno rotto il fronte anti- Porfidia. Riproporranno Squeglia?
Vedremo.
dal
Mattino
Il Mattino, 23/02/2007
Iperion, confermato l’annullamento
dell’autorizzazione commerciale
Un'altra sentenza sfavorevole. Forse, quella definitiva.
Il Consiglio di Stato conferma l'annullamento dell'autorizzazione
commerciale del Famila, il supermercato dell'Iperion, concorda
su quella che definisce "la correttezza" della
sentenza del Tar Campania di due anni fa, marzo 2005, condanna
Mida 3 (la spa titolare del Famila) e comune di Caserta
(per la nuova autorizzazione commerciale rilasciata nel
gennaio 2004) al pagamento delle spese di giudizio. Dodici
pagine di sentenza - firmate dal presidente della V sezione
Agostino Elefante e dal magistrato estensore Corrado Allegretta
- per smantellare punto dopo punto l'appello dei legali
di Mida 3, Felice Laudadio ed Enrico Soprano, e riportare
l'intera vicenda al punto in cui l'aveva fermata il Tar:
la licenza commerciale è nulla, le singole licenze
annonarie «sono subordinate al presupposto indefettibile
del previo ottenimento dell'autorizzazione generale del
centro commerciale», «l'Iperion è carente
di qualsiasi titolo che legittimi la costruzione e l'apertura».
Insomma il ritorno in veste di protagonista della controversa
questione edilizia, vero cuore dell'intera vicenda: questione
spinta fuori dalla finestra da una sfilza di sentenze del
Tar che ne hanno decretato l'illegittimità e rientrata
dalla porta del condono edilizio del 2004 mai concesso formalmente
dal Comune ma, e qui ci vuole un altro forse, formatosi
dopo due anni, quindi ad agosto 2006, per silenzio-assenso.
Ma nemmeno basta, ragiona il Consiglio di Stato. E sicuramente
non bastava quando il Comune, nel gennaio 2004, ha rilasciato
una nuova autorizzazione commerciale nell'ambito del Siad,
lo strumento d'intervento per l'apparato distributivo disciplinato
da una legge regionale: «Non si può considerare
sufficiente la mera pendenza del procedimento di condono
edilizio per rilasciare un'autorizzazione commerciale giacché
deve sussistere contestualità fra il rilascio del
titolo edilizio e quello del titolo annonario». E
adesso? Il Consiglio di Stato non ha dubbi: tecnicamente
la questione è chiusa, «la decisione va eseguita
dall'autorità amministrativa». Nessun dubbio
neppure per la pattuglia dei combattenti "storici"
di questa guerra che dura dall'alba del nuovo millennio
e che nelle aule di giustizia porta il nome e l'esperienza
di amministrativista dell'avvocato Luigi Adinolfi: adesso
ci aspettiamo un'ordinanza di chiusura del Famila firmata
dal sindaco e dal dirigente dell'annona, dicono ad una voce
Giovanna Maietta, presidente del comitato spontaneo Cerasola-Centurano,
e i commercianti del quartiere. All'Iperion, invece, nessuno
dice niente: la notizia ieri ancora non era arrivata, chi
ne aveva colto un cenno l'ha collocata su quell'altalena
di insicurezza che lì si vive da anni ma che tutto
sommato finora non ha mai fatto cadere nessuno. La chiusura
del Famila, però, cambierebbe lo scenario: tutti
i centri commerciali ruotano intorno al supermercato come
satelliti attorno al loro pianeta, si sa che la clientela
arriva da lì e da lì si espande per i vari
negozi.
Marinella Carotenuto, dal
Mattino
Il Mattino, 23/02/2007
Falsi montacarichi nelle ville-masserie
Recale. Abbeveratoi o piscine? Serre o porticati? Montacarichi
o ascensori? È quello che sta tentando di scoprire
il nucleo operativo dei carabinieri di Santa Maria Capua
Vetere, impegnato, a Recale, in un’indagine tesa a
scoprire se i proprietari delle case coloniche che circondano
la città abbiano commesso difformità edilizie,
visto che le loro abitazioni, che dovrebbero avere una vocazione
agricola, somigliano a ville faraoniche. L’inchiesta
è partita in seguito ad un esposto alla Procura.
Della vicenda si sta interessando anche l’associazione
«Adp» di Giuseppe Raimondi. «Sembrerebbe
– dice Raimondi – che su 18 ville almeno 12
non risultino aderenti al progetto».
Dal
Mattino
Il Mattino, 20/02/2007
RECALE VERSO IL VOTO. BOCCIATA
L’IPOTESI DI GADOLA
I Ds: no al fronte unico contro
Porfidia
A Recale l’Unione va in ordine sparso. L’ipotesi
di Ovidio Gadola dei Socialisti di costituire un unico fronte
antiporfidiano che accolga dalla Margherita di Giuseppe
Lasco a una parte di Alleanza Nazionale, passando per i
Moderati di Antimo Maietta, è stata bocciata dal
segretario dei Democratici di sinistra Vincenzo De Angelis,
intenzionato ad affrontare le Comunali di primavera con
un progetto dalla forte connotazione politica, «fosse
anche un’esile lista di partito». Al momento,
la Quercia è sola, ma la posizione assunta da De
Angelis potrebbe suscitare l’interesse di Nicola Argenziano,
referente locale di Rifondazione comunista, che mal digerirebbe
l’ingresso in squadra di un partito di destra. L’idea
potrebbe, poi, allettare sia Angelo Racioppoli, impegnato,
in questi giorni, a riorganizzare i rutelliani in vista
del congresso provinciale, sia Osvaldo Argenziano (il terzo
«petalo»), anch’egli contrario a una compagine
mista. Resterebbero con Gadola, pronto a soppiantare Franco
Squeglia nel ruolo di capolista, lo Sdi di Filiberto Gianoglio
e quel che resterebbe della Margherita di Lasco superate
le vicende congressuali. È chiaro che lo strappo
dei Ds rischia di agevolare, e non poco, la riconferma di
Americo Porfidia, che pare abbia incassato anche l’appoggio
di Giovanni Caporaso dell’Udeur, ma De Angelis non
intende avallare una lista civica con Gadola nei panni dell’eterno
avversario di Porfidia.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Comunicato stampa, 20/02/2007
AL
TEATRO ALAMBRA È TEMPO DI MUSICAL CON IL BALLET DRAMA
‘SantaScampia’
Sette ballerini, quattro musicisti
e un attore diretti da Erminia Sticchi in scena venerdì
23 febbraio alle 21 sulle note dei napoletani ‘Toubab’
La storia dei giovani della periferia di Napoli diventa
un musical. Un atto unico, suddiviso in cinque diversi capitoli,
per raccontare il disagio sociale della ‘guagliunera’
di Scampia, spesso facile preda della malavita, ma anche
il coraggio, la grinta e la voglia di riscatto che animano
un intero popolo pronto a ribellarsi agli effetti nefasti
di tanto degrado. Scritto e diretto da Erminia Sticchi ‘SantaScampia’
– in programma venerdì 23 febbraio alle ore
21 al Teatro Alambra di Maddaloni (Ce) - vedrà in
scena sette danzatori, quattro musicisti e un attore (Antonio
D’Avino) muoversi sulle note dei Toubab, gruppo dell’avanguardia
musicale napoletana. I passi di danza contemporanea sono
ispirati alle coreografie del Teatro Nero di Praga con balletti
di impatto visivo a’ la Momix. A supportarli sul palco
una serie di immagini video (a cura di Nestor Aiello) proiettate
sul fondo per rendere al meglio l’impatto emotivo
di una storia che non è mai stata tanto attuale come
adesso. Il ballet drama, prodotto dalla Skaramacay Dance
Company, racconta infatti di come la noia, la disoccupazione
e la mancanza di ambizioni siano terreno fertile per reclutare
vite che poi si perderanno nel ‘sistema’ della
criminalità organizzata. Ma è soltanto il
primo stadio. Il musical non si limita infatti ad indagare
cause ed effetti ma va oltre per evidenziare la capacità
di molti giovani di riappropriarsi della propria vita grazie
ad una graduale presa di coscienza e all’aiuto dei
concittadini, attraverso i quali ritroveranno la luce. E’
da qui che nasce il titolo ‘SantaScampia’: piccoli
miracoli quotidiani che restituiscono la speranza ad una
città ancora viva.
Informazioni e prevendite al Teatro Alambra e alla Ticketteria
di via Gemito a Caserta.
Comunicato Teatro Alambra
CasertaNews, 15 febbraio 2007
Porfidia commenta l'approvazione
del PUC
“Recale – afferma Porfidia - era senza piano
urbanistico da oltre 30 anni, essere riusciti nell’impresa
è per noi un vero motivo di orgoglio. Le critiche
registrate appaiono dinanzi alla qualità dello strumento,
solo inutili e sterili. Io stesso – spiega Porfidia
– nella fase iniziale dell’iter che ha poi portato
all’approvazione del Puc ho chiesto ai consiglieri
di maggioranza e di opposizione, in virtù del principio
di trasparenza, di dichiarare eventuali conflitti di interesse.
E fermo restando che credo che sia impossibile, in un territorio
con 7500 abitanti e con un’estensione che è
al di sotto dei 3 km quadrati, non trovarsi con parenti
fino al quarto grado coinvolti dal provvedimento, sono fiero
di poter confermare che siamo riusciti ad approvare il Puc
senza conflitto di interesse. La compattezza della maggioranza
è stata assoluta così come l’autonomia
della votazione. Tant’è che abbiamo diviso
il piano in due zone, sud e nord, ed i consiglieri che erano
incompatibili per le singole aree hanno lasciato l’aula
alla specifica votazione. Procedendo in questo modo abbiamo
fatto sì che nessuno consigliere incompatibile esprimesse
un voto. Dopo queste due votazioni, siamo passati a quella
finale ‘riaccorpando’ il Puc ed alla quale hanno
partecipato cinque consiglieri. Certo è che non possiamo
nemmeno colpevolizzare i consiglieri per essere proprietari,
o parenti di proprietari, di vecchia data o per eredità,
di beni presenti sul territorio comunale. Come è
indubbio che nessuno ha speculato sul Puc perché
sarei il primo a condannare il consigliere che l’avesse
fatto e ad assumere ogni adempimento, anche di legge, per
contrastare quello che sarebbe un episodio di assoluta gravità.
Il nostro operato non ha avuto niente a che fare con il
passato quando qualche ‘volenteroso’ dell’opposizione
è stato disposto anche a cambiare casacca”.
comunicato stampa da casertanews
Comunicato stampa, 15 febbraio
2007
Giorgio Tirabassi al Teatro Alambra
L’attore romano famoso
per la fiction ‘Distretto di Polizia 5’ in scena
giovedì 22 febbraio alle 21 con un monologo esilarante
Smessi i panni del commissario Ardenzi della fiction televisiva
‘Distretto di Polizia’, l’attore romano
Giorgio Tirabassi torna in teatro con un monologo esilarante
e quanto mai singolare dal titolo ‘Coatto unico…senza
intervallo’. Lo spettacolo – presentato in esclusiva
campana al Teatro Alambra di Maddaloni giovedì 22
febbraio alle ore 21 – vedrà Tirabassi, (per
l’occasione anche in veste di musicista) affiancato
da Daniele Ercoli al contrabbasso e Giovanni Lo Cascio alle
percussioni, parlare al pubblico della nuova tipologia dei
coatti. Quelli che trascorrono tutta la vita nello stesso
quartiere, con i soliti amici, allo stesso bar, facendo
le stesse battute e ridendo delle medesime cose. Vasta la
gamma dei personaggi che Tirabassi – autore e interprete
del monologo scritto con Daniele Costantini, Stefano Santarelli,
Loredana Scaramella e Mattia Torre – porterà
in scena: dal tossico che ironizza sulla sua difficile quotidianità,
all’evasore fiscale arrogante e strafottente, da due
maldestri e improbabili rapinatori Nello e Rufetto, ad un
padre alle prese con le incalzanti domande, talvolta imbarazzanti,
del figlio. Una serie infinita di istantanee di varia umanità
e di situazioni più che realistiche in cui molti
avranno il piacere di riconoscersi. L’ambientazione
è esplicitamente romana, ma le situazioni rappresentate
potrebbero essere comuni a quelle di qualunque altra città:
condomini alla Orwell, campi nomadi, discariche, mezzi pubblici
fantasma. Coatto unico... senza intervallo può far
sorridere e riflettere il pubblico di ogni età e
a qualunque latitudine: attraverso conversazioni rubate
in un bar, su un autobus affollato o in un grande magazzino
nelle ore di punta, il tutto narrato sulle note del blues,
dello stornello o del rap, sorta di colonna sonora urbana
delle piccole metropoli in cui viviamo.
Comunicato Teatro Alambra
Comunicato stampa, 15 febbraio
2007
Simone Schettino infiamma la platea
del Duel City
Del BelPaese c’è rimasto veramente solo il
formaggio? A sentir parlare Simone Schettino, ieri a Caserta
per l’anteprima del suo nuovo spettacolo, sembrerebbe
proprio di si! Ma l’espediente che dà il titolo
al divertente monologo riserva non poche sorprese. Dall’economia
alla politica internazionale, dagli episodi di cronaca cittadina
ai luoghi comuni su uomini e donne passando per l’attualità
e la cronaca mondana. Non c’è argomento che
sfugga all’occhio attento del fondamentalista napoletano,
italiano medio per eccellenza, che dalle retrovie del Duel
City piomba in scena con un solo obiettivo: dire la sua
sui paradossi di una società sempre meno a misura
d’uomo. Toni e mimica da cabaret rivestiti di grande
autoironia, battute al fulmicotone e siparietti irresistibili
regalano alla gremita platea dell’ex cinema San Marco
due ore di pura comicità. Forte infatti il coinvolgimento
del pubblico che si riconosce nelle storie narrate e si
identifica nel progetto di Schettino: realizzare un libro-testamento
in cui verranno raccolte tutte le e-mail dei campani (gli
interessati possono indirizzare le lettere al sito www.simoneschettino.it)
sulle ragioni che li hanno spinti a non abbandonare la loro
regione. In un momento particolarmente critico per il Belpaese
in cui non si fa altro che parlare di fuga dei cervelli
e di lavoro precario l’artista napoletano lancia una
provocazione: un vero e proprio manifesto per dimostrare
al resto d’Italia e al mondo intero che in queste
terre non ci sono soltanto la delinquenza e la disoccupazione
ma milioni di cittadini onesti che hanno milioni di ragioni
per investire e credere nella Campania felix. Grande e meritato
applauso finale per l’artista che presto metterà
in rete i suoi spettacoli per consentire a tutti di scaricarli
gratuitamente con l’intento di debellare il mercato
nero dei dvd pirata. Forti consensi in sala anche per gli
interventi di Pino Mosca (nei panni di un presentatore sui
generis) ed Enzo Fischetti, (in quelli del lavoratore precario
che si presta a mille occupazioni per sbarcare il lunario),
che dispensano pillole di gustosa ilarità. La rassegna
di cabaret ‘Ridiamoci su…!!!’ prosegue
a marzo con un nuovo ed esilarante spettacolo.
Comunicato Ridiamoci su
CasertaNews 14 febbraio 2007
I Moderati sul "Piano Urbanistico
Comunale"
Recale – ‘I Moderati’ sono convinti,
sebbene già annunciato qualche mese fa, che il PUC
sia solo il cavallo di Troia di alcuni politici per le prossime
elezioni. Ecco che attraverso il Segretario Antimo Maietta
commentano: “Da poche ore è passata in consiglio
comunale la versione del "Puc", che non è
un termine disneyano da papaveri e papere, ma più
prosaicamente sta per "Piano Urbanistico Comunale",
vale a dire l’equivalente del vecchio piano regolatore.
Questo Puc è stato approvato da una risicata maggioranza
di 5 consiglieri su 13, incluso il Sindaco, e 4 di opposizione
. Facendo due calcoli su 17 cittadini eletti dal popolo
di Recale, solo 5 hanno stabilito il nostro futuro urbanistico
. Strano se fosse capitato a Pieve di Livinallongo (un piccolo
paese del nord Italia), ma a Recale si sa, tutto è
ammesso. Ciò che ci spaventa – continua il
Segretario dei Moderati - non è tanto il numero legale
raggiunto nelle ultime ore per approvare il Puc , ma quanto
sia numeroso il numero dei consiglieri (8 incluso il sindaco)
che hanno il conflitto di interesse. Forse era giusto, a
nostro parere, nominare una commissione ad acta , anziché
cadere nel ridicolo. Il PUC di Recale, è stato da
noi battezzato – continua ironicamente Maietta - ‘il
fungo non commestibile per tutti ‘. Noto che le critiche
corrono in tutte le direzioni, è un Piano Urbanistico
calato dall’alto senza consultare i cittadini, le
categorie e le associazioni; tanto da respingere, tutte
le osservazioni rappresentate da numerosi cittadini confluiti
nelle associazioni territoriali . Proporremo, attraverso
una raccolta di firme, come previsto dallo Statuto Comunale
di Recale esattamente dall’articolo 54, un Referendum
popolare visto che si tratta di questione di interesse generale.
Insomma credo che qualche piccolo errore si è fatto
– termina Maietta - ecco perché riteniamo importante
inserire nel nostro programma per le amministrative prossime,
l’approvazione del Piano Urbanistico nei primi due
anni e non negli ultimi sei mesi come si è fatto
negli ultimi trent’anni ad oggi
comunicato stampa da casertanews
Il Mattino, 14/02/2007
DOPO DICIANNOVE ORE DI DISCUSSIONE
IN CONSIGLIO
Recale, approvato il piano regolatore
Recale. Sono servite 19 ore di discussione, spalmate su
due estenuanti sedute, l’ultima delle quali si è
conclusa alle 1.15 di ieri, al «parlamento»
cittadino per adottare il piano urbanistico comunale, atto
che chiude un cammino iniziato nell’aprile del 2005.
Con l’adozione, il Consiglio ha esaurito il suo compito.
Nelle prossime settimane, le tavole saranno inviate in Provincia,
ente al quale spetterà esprimere il parere di compatibilità
urbanistica e, nel caso, approvare il Puc. I tempi tecnici
fanno escludere che Recale possa avere il piano approvato
prima del ritorno alle urne, anche perché l’ufficio
urbanistico provinciale potrebbe rinviare le tavole al mittente
con delle prescrizioni. In ogni caso, il sindaco Americo
Porfidia ha definito la votazione dell’altra sera
«storica per la città», che attende uno
strumento di pianificazione del territorio dal 1972. L’importanza
dell’atto, siglato in seconda convocazione con una
votazione frazionata da una maggioranza a 5 decimata dal
conflitto di interessi è, però, svilita dalle
molteplici anomalie rilevate dei gruppi di opposizione.
«Denunceremo le responsabilità penali e le
irregolarità amministrative alla magistratura»,
ha tuonato il consigliere dello Sdi Filiberto Gianoglio
prima di abbandonare l’aula di via Municipio. Critico
pure il segretario dei Ds Vincenzo De Angelis: «La
decisione di forzare l’adozione dello strumento urbanistico
– dice – senza sanare le innumerevoli violazioni
produrrà solo l’ennesimo “fantasma”
urbanistico». «Per tutelare meglio gli interessi
di pochi “eletti” – incalza il consigliere
Giuseppe Lasco della Margherita –, tutte le osservazioni
presentate dalle associazioni e dai partiti politici sono
state bocciate, negando ai cittadini il diritto ad uno sviluppo
equilibrato. La designazione “partigiana” delle
zone sature ha mortificato le aspirazioni di centinaia di
famiglie». Il Puc non piace neppure ai movimenti ambientalisti.
«Riteniamo – commenta Domenico Melillo di Cruna
– che quando è a rischio la vivibilità
di una comunità, sarebbe un errore imperdonabile
accontentarsi del meno peggio. Esistono buone pianificazioni
urbanistiche, per le quali vale la pena lottare, ed esistono
pianificazioni pessime. Se questo piano, sfruttando una
congiuntura politico–amministrativa favorevole, sarà
approvato dalla Provincia, diverrà – conclude
Melillo – lo strumento con il quale l’amministrazione
comunale condurrà al totale asservimento della città
agli interessi degli speculatori».
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Corriere di Caserta, 13/02/2007
Piano Urbanistico Comunale, i diesse
incalzano
RECALE - Duro documento del direttivo
cittadino dei diesse in merito al PUC, in discussione ieri
pomeriggio al comune: "Il martoriato calvario del Piano
Urbanistico Comunale di Recale, sommerso da una valanga
di ricorsi, bloccato per mesi in Consiglio comunale, viziato
da irregolarità così gravi che la stessa maggioranza,
nella seduta di venerdi 9 ha dovuto gettare la spugna abbandonando
l'aula consiliare, nasce da cause ben precise: per scoprirle,
è sufficiente dare un'occhiata ai documenti ufficiali
con i quali ben otto esponenti della maggioranza, compreso
il sindaco Porfidia, ammettono di avere interessi personali
nel PUC.
Una così estesa compartecipazione di amministratori
ai benefici dello strumento urbanistico ha gravemente compromesso
la procedura di adozione: infatti, tutte le votazioni si
sono svolte con un numero di consiglieri inferiore al quorum
previsto dalla legge. Addirittura, per aggirare l'incompatibilità
nell'adozione finale, il PUC è stato portato in aula
in una forma diversa da quella in cui era stato pubblicato.
Come se non bastasse, la Legge regionale 16/2004 dispone
che il Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale venga approvato
dal Consiglio comunale e depositato per 30 giorni per consentire
ai cittadini di presentare osservazioni. Nulla di ciò
è stato fatto, il RUEC è stato approvato solo
in Giunta, espropriando il Consiglio di una sua competenza
esclusiva e mortificando i diritti e le funzioni dei consiglieri.
Per tutelare meglio gli interessi di pochi, tutte le osservazioni
presentate dai partiti e dalle Associazioni per migliorare
la qualità del PUC sono state respinte in blocco,
negando ai cittadini il diritto ad uno sviluppo equilibrato
e vivibile della città, a servizi adeguati, ai parcheggi,
al verde pubblico, agli spazi collettivi. La designazione
arbitraria e partigiana delle zone sature ha mortificato
le aspirazioni e le aspettative di centinaia di cittadini,
concentrando l'espansione edilizia in poche aree nelle quali
ricadono, guarda caso, gli interessi del sindaco e di gran
parte della maggioranza consiliare.
La decisione di forzare l'adozione del PUC nella seduta
del 12 febbraio senza sanare le innumerevoli violazioni
produrrà l'ennesimo fantasma urbanistico della nostra
storia cittadina, difforme dagli indirizzi del piano territoriale
provinciale, sprecando ancora una volta i soldi dei cittadini
per un piano destinato a non superare i controlli di merito.
Questo sciagurato copione si ripeterà fin quando
il Piano urbanistico continuerà ad essere considerato
come lo strumento per portare profitti privati ad una piccola
parte dei cittadini.
Solo un profondo rinnovamento del quadro politico ed amministrativo
del nostro Comune, con l'ingresso di nuove forze politicamente
coerenti e motivate, ci permetterà di rompere questo
circolo vizioso e di progettare il futuro del nostro territorio
guardando all'interesse dell'intera collettività,
in un confronto che dia spazio alle ragioni dell'opposizione
e coinvolga tutti i cittadini e le loro associazioni."
dal Corriere di Caserta
CasertaNews 13 febbraio 2007
Giunta provinciale, assegnate
le nuove deleghe.
Entra De Caprio per l’Udeur
Caserta – Il presidente della Provincia, Sandro De
Franciscis, ha proceduto stamane all’assegnazione
delle deleghe assessorili, contribuendo a un riequilibrio
delle competenze per assicurare un ulteriore rafforzamento
dell’azione amministrativa. “Azione di governo
– ha precisato De Franciscis – che ha fin qui
raccolto eccellenti risultati”.
Il nuovo assetto dell’esecutivo, frutto di confronti
con la coalizione di maggioranza, ristabilisce la presenza
in giunta di tutte le forze politiche che ottennero presenza
in consiglio all’atto delle elezioni provinciali.
Avendo accolto ieri sera le dimissioni irrevocabili per
motivi personali dell’assessore Enza Diana, alla quale
va la gratitudine del presidente “per lo stile e la
fattività mostrata in questi mesi di lavoro”,
De Franciscis ha proceduto all’assegnazione delle
deleghe che sono così ripartite:
· Adolfo Villani (vicepresidente)
Bilancio, Programmazione economica, Urbanistica.
· Franco Capobianco, Attività
economiche e produttive, Programmazione negoziata, Politiche
comunitarie.
· Antonio Reccia, Mobilità,
Trasporti, Grandi infrastrutture, Sicurezza stradale.
· Tiziana Panella, Politiche culturali,
Grandi eventi, Marketing territoriale.
· Lucia Esposito, Università
e ricerca scientifica, Legalità e trasparenza, Politiche
sociali, Solidarietà e accoglienza, Rapporti con
il volontariato e le associazioni, Sanità.
· Andrea Lettieri, Lavori pubblici.
· Michele Farina, Turismo, Sport.
· Enrico Milani, Politiche del Lavoro,
Centri per l’impiego, Formazione professionale.
· Mimmo Dell’Aquila, Politiche
agricole, Parchi e aree protette, Provveditorato.
· Maria Carmela Caiola, Ambiente
ed ecologia.
· Gianni De Caprio, Personale, Sicurezza
locale.
· Ferdinando Bosco, Pubblica istruzione,
Edilizia scolastica.
Il neo assessore De Caprio entra in giunta su indicazione
dei Popolari-Udeur. Biologo, 54 anni, è dipendente
del Dipartimento di Medicina legale di Caserta.
Contestualmente alla definizione delle nuove deleghe il
presidente De Franciscis ha convocato per venerdì
prossimo, 16 febbraio, alle ore 9.30 nella sala Giunta della
Provincia, il tavolo dell’Unione di centrosinistra
per una discussione politica che affronti tutte le priorità
politico-programmatiche e le questioni dell’assetto
degli enti e società.
da CasertaNews
Comunicato stampa, 13 febbraio
2007
Lo Uttaro, Ginocchio scrive a
De Franciscis e Petteruti.
“No al patto del diavolo”
Agnese
Ginocchio dice "No al Patto del diavolo". “E'
assurdo firmare un “Patto del diavolo”, ben
sapendo che quella firma è una vera e propria condanna
a morte a scapito della cittadinanza”. È quanto
ha affermato Agnese Ginocchio, esponente del movimento per
la Pace provinciale, autrice della canzone di protesta contro
la discarica "Fermate il mostro", che ha fatto
da slogan all'intera manifestazione della Marcia contro
la discarica, promossa dal Comitato No alla discarica presieduto
da Antonio Roano. La testimonial di Pace, che ha partecipato
in prima linea alla Marcia, con Roano, Scalera, Tiscione
e i componenti del comitato, ha scritto una lettera aperta
al presidente della provincia De Franciscis, al sindaco
Petteruti e ai sottoscrittori della giunta De Franciscis
che hanno firmato l'accordo con il commissario emergenza
rifiuti Bertolaso. Riportiamo una parte del messaggio: "
Domenica 11 febbraio abbiamo marciato per la difesa dell'ambiente
e per la difesa della vita umana, perché impegnarsi
per la Pace significa avere a cuore la salute di ogni singolo
cittadino di questa nostra comunità casertana. Abbiamo
marciato quindi per un diritto fondamentale, quello di difendere
un polmone verde, “cuore” della nostra provincia.
Caro Presidente De Franciscis, mi rivolgo a lei, si faccia
sentire. E' vero che non ha potuto fare a meno di non firmare
l'accordo già deciso dal commissario emergenza rifiuti
Bertolaso, ma è anche vero che un vero leader di
un popolo, è tale solo se sa anteporre ad ogni interesse
politico, quello delle sorti del suo popolo, facendo l'impossibile
per difendere i diritti della sua gente e scongiurare così
un imminente catastrofe umana e ambientale. Un vero “Leader”
– prosegue l’esponente pacifista – “e
con ciò intendo rivolgere il mio messaggio di Pace
anche ai sottoscrittori dell'accordo con Bertolaso (giunta
del collegio De Franciscis e sindaco di Caserta dottor Petteruti),
di fronte a insensate decisioni come quella di scegliere
la località Lo Uttaro vicina ai centri abitati, come
megadiscarica rifiuti, piuttosto che piegarsi a compromessi,
dovrebbe scendere in campo e minacciare le dimissioni dal
proprio incarico, perché è assurdo firmare
un “Patto del diavolo”, ben sapendo che quella
firma è una vera e propria condanna a morte a scapito
della cittadinanza. La chiesa, enormemente preoccupata per
la sorte della sua gente, schierata in prima linea, ha condannato
apertamente tale decisione. Don Oreste Farina è stato
chiaro. La sua omelia pronunciata durante la messa officiata
con don Pasquale Lunato sul sito della discarica, nella
giornata mondiale della salute, è stata coinvolgente,
autorevole; parole penetranti cariche della sofferenzae
della vita di un intero popolo. Una spada a doppio taglio
che ha condannato apertamente gli autori di questo scellerato
'patto del diavolo'. Non siano gli interessi politici a
prevalere ma il buon senso cristiano ed il servizio, perchè
appunto vera politica significa avere a cuore le sorti di
un intera popolazione. Vera politica significa dare la vita
per la propria nazione. Non si possono servire due padroni,
come non si può tenere il piede in due scarpe. Bisogna
scegliere da che parte stare. Un vero leader è dunque
tale se sa mettere da parte i propri interessi per il bene
dell' intera comunità. Ci pensi presidente, faccia
un passo indietro e torni sui suoi passi, sulla retta via.
Nel nome della Pace - conclude con coraggio Agnese Ginocchio
- che significa difesa della Vita, della Verità e
della Legalità, fate l'impossibile per scongiurare
un disastro, una catastrofe umana ed ambientale nella nostra
e vostra terra di lavoro.”
Nunzio De Pinto, Movimento per la Pace
Il Mattino, 11/02/2007
SEDUTA FIUME DEL CONSIGLIO A
RECALE
Otto ore di scontro, poi salta
il Puc
Otto ore di discussione, in un’assemblea
che si è prolungata fino alle 4 del mattino di ieri,
conclusasi con la maggioranza che ha abbandonato l’aula,
facendo mancare il numero legale. Doveva essere il consiglio
comunale dell’adozione del Piano urbanistico comunale,
un atto che vale un’intera legislatura, eppure qualcosa
non ha funzionato. «L’adozione è solo
rinviata», si affretta a dichiarare il sindaco Americo
Porfidia. «Domani, alle 14, ho riconvocato l’assemblea,
e stavolta non ci saranno problemi». I problemi di
Porfidia hanno un nome e un cognome: Filiberto Gianoglio.
Il capogruppo dell’Ulivo, poco prima che la maggioranza
di accingesse ad adottare lo strumento urbanistico, ha sollevato
una questione pregiudiziale che rischia di invalidare la
lunga e tortuosa gestazione del Puc. «La legge regionale
16 del 2004 – dice Gianoglio –, all’articolo
29, impone che, prima dell’adozione del piano, il
consiglio comunale proceda all’adozione del regolamento
edilizio, che segue un procedimento di pubblicazione diverso
e più abbreviato rispetto a quello del Puc. Il vizio,
che ritengo insanabile, è dato dal fatto che il consiglio
comunale ha tracurato questo particolare». Quasi come
se la maggioranza ignorasse l’esistenza dell’obbligo
normativo. «Delle due l’una – aggiunge
il consigliere di minoranza –: o stiamo dinanzi ad
un clamoroso esempio di incompetenza amministrativa oppure
è venuta a mancare nella compagine di governo la
volontà politica di adottare lo strumento urbanistico».
«Né l’una né l’altra»,
replica l’assessore Francesco Porfidia: «Se
ci si limita – afferma – a leggere l’articolo
29 della legge 16, i rilievi di Gianoglio sembrano corretti.
È l’errore che ho commesso io stesso, forse
a causa della stanchezza, durante il consiglio, lasciandomi
suggestionare dal primo comma, fino a chiedere alla maggioranza
di lasciare l’aula. Quando, poi, ho ricontrollato
la documentazione non ho riscontrato vizi di illegittimità.
Per eccesso di zelo – rivela Porfidia –, ho,
tuttavia, formulato il quesito al responsabile dell’area
urbanistica della Provincia, che entro domani mattina mi
darà una risposta». La disputa sul regolamento
edilizio, quindi, è ancora aperta. Come, tra l'altro,
lo è quella sulla votazione frazionata (ribattezzata
«a spezzatino») della tavola di zonizzazione.
Il conflitto di interessi che ha tenuto lontano otto consiglieri
di maggioranza dalla disamina dei ricorsi obbligherà
il primo cittadino a procedere con un’adozione frazionata,
che l’opposizione, salvo altre sorprese, non riuscirà
ad impedire. Sono da capire, poi, se Porfidia spingerà
per ottenere l’approvazione del piano da parte della
Provincia prima di ritornare alle urne, così da poterla
utilizzare in campagna elettorale, oppure sceglierà
di trattenere il Puc fino al voto di maggio (ipotesi più
plausibile) per garantirsi la fedeltà elettorale
di tutti i suoi «accoliti».
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 11/02/2007
Lo Uttaro, mobilitazione contro
il sito
Una
marcia e una santa messa per dire no alla discarica e bloccare
l’impianto dello Uttaro. A mobilitarsi sono i comitati
civici, i gruppi ambientalisti, anche con adesioni politicamente
trasversali. L’appuntamento è per questa mattina,
ore 10.30, con concentramento in piazza parrocchia a San
Nicola la Strada. Il corteo proseguirà lungo l’Appia
fino a raggiungere via Trivicillo. Qui don Oreste Farina
e don Pasquale Lunato celebreranno messa. Successivamente
il presidente del comitato promotore dell’iniziativa,
Antonio Roano, componente del direttivo provinciale dei
Verdi, rivolgerà un appello alle istituzioni locali
e al commissario per l’emergenza rifiuti Guido Bertolaso,
«affinché ci sia un ripensamento in merito
alla realizzazione della discarica nella località
Lo Uttaro». Gli organizzatori si aspettano una partecipazione
massiccia (dalle 500 alle 1000 persone). Hanno annunciato
la loro adesione il sindaco di San Nicola Angelo Pascariello,
con una delegazione di consiglieri comunali, gli assessori
provinciali Maria Carmela Caiola e Lucia Esposito, alcuni
rappresentanti di Rifondazione comunista e Comunisti italiani.
Tra le associazioni hanno aderito Lipu, Italia Nostra e
Terra Nostra. Sotto accusa il protocollo d’intesa
siglato lo scorso novembre dal presidente della Provincia
Sandro De Franciscis, il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti
e lo stesso Bertolaso, che autorizza l’utilizzo dell’impianto
dello Uttaro (i lavori di adeguamento saranno conclusi fra
meno di due settimane) per sei mesi con l’impegno,
da parte del commissariato, di bonificare l’intera
area. Ma gli ambientalisti non sono d’accordo: «Arriveranno
- dice Roano - 450 mila metri cubi di immondizia in questa
zona, in cui abitano 200 mila persone e che è già
devastata da un punto di vista ambientale. Ci sono tre discariche
esaurite, un sito di stoccaggio nato per essere provvisorio,
che è lì da quattro anni e si è trasformato
in un’enorme montagna di rifiuti, ospitando quantità
di spazzatura cinque o sei volte superiori a quanto preventivato.
Una soluzione peggiore di questa non si poteva pensare.
Questa è un’area che andrebbe bonificata, dove
il numero dei malati di tumore è notevolmente superiore
alla media nazionale. Ora, invece, si vuole realizzare un’ampia
discarica sopra la zona archeologica Calatia, a due passi
dal nascente policlinico e poco distante dalla nuova zona
Saint-Gobain, area in cui stanno sorgendo numerose attività».
Un problema che investe i comuni di Caserta, San Nicola
la Strada, Maddaloni e San Marco Evangelista, da anni ormai
alle prese con i problemi legati alla vicinanza del sito
Lo Uttaro. Roano, dirigente locale dei Verdi, partito che
sostiene l’amministrazione provinciale, non nega un
certo imbarazzo: «È evidente il mio disaccordo
con la Provincia su questo tema - spiega - Esprimo il mio
dissenso non con le parole, ma con i fatti». Prudenza
da parte del sindaco di Maddaloni, Michele Farina, assessore
provinciale al turismo. «Se si ragiona in termini
di provincializzazione dei rifiuti - sottolinea - ed è
la prima volta che si attua questa opzione in Campania,
non possiamo non parlare di passo avanti o di scelta che
apre un nuovo scenario e nuove opportunità. Ben altro
discorso è la localizzazione dei siti di stoccaggio.
E diciamola tutta: questo scenario è stato condiviso
pure dal governo. Maddaloni non ha partecipato alle trattative
sulla localizzazione e si è subito detta contraria».
Sergio Beneduce, Giuseppe Miretto, dal
Mattino
CasertaNews, 11 febbraio 2007
Amici della Polizia scrive a Squeglia
Recale – "Egregio Onorevole Pietro Squeglia
, pur consapevole del gravame di impegni del Suo mandato
politico, pur consapevole delle difficoltà contingenziali
del nostro Paese, sono certo che questa missiva non resti
solo carta, ma che riceva una gentile e riguardosa Sua attenzione,
conscio come sono che le Nostre Istituzione non sono mai
state né estranee né lontane dai Loro elettori.
Il mio nome è Raimondi Giuseppe e sono il presidente
provinciale dell’associazione ‘Amici della Polizia’,
con sede a Recale .
‘Amici della Polizia’è una più
vasta associazione no profit a respiro nazionale, con sedi
in diverse località e tutte con una propria identità,
seguendo la peculiarità del Nostro territorio. La
sede provinciale di Caserta, che rappresento, è sorta
da pochi anni, ma è già ben presente in provincia
per le numerose iniziative promosse.
E’ una volontà di costruire insieme, giovani
e meno giovani, gente di ogni estrazione economico-sociale,
che guardano al di la del colore politico, un humus di uomini
capaci di porsi al prossimo attraverso una naturale inclinazione
alla solidarietà.
Nonostante una naturale timidezza per la riverenza e il
rispetto che s’impone alla Sua persona e al partito
che rappresenta, ho deciso di scriverLe queste poche righe,
spinto da uno slancio di ‘rettitudine’ nei confronti
miei, ma soprattutto nei confronti delle persone che stimo
molto e che sono divenuti, per uno strano caso del destino,
protagonisti di cronaca locale per aver compiute numerose
iniziative. Sono tanti i soci che mi hanno manifestato e,
invogliato a scriverLe queste poche righe, nel velato desiderio
di una Nostra iniziativa, che nulla ha a che fare con la
politica, ma sentiamo il dovere morale di conservare l’integrità
di una persona a Noi cara ‘Lucia Esposito’ .
Questa mia trova la sua ragione proprio per questa tacita
richiesta; so bene degli innumerevoli impegni quotidiani,
ma so anche che la Sua Persona è sensibile e mai
si è sottratta a manifestazioni di affetto e di riconoscimento
del ‘Suo’ elettorato . Io stesso ho avuto modo
di apprezzare le Sue parole dette qualche anno fa sia nella
sede di Recale che di San Nicola la Strada, quando ci presentava
come interlocutore la ‘Lucia Esposito’ , la
quale nell’immediatezza ha trasmesso al Nostro gruppo
la fiducia verso l’Istituzioni.
Oggi, a distanza di qualche anno, apprendiamo dalla stampa
locale che ‘la nostra guida ’, per un semplice
gioco politico, potrebbe svanire nel nulla . Ancora oggi
,invocando le varie manifestazioni, con orgoglio, racconto
ai miei nuovi collaboratori dell’associazione, la
presenza costante dell’ Assessore Provinciale alla
Legalità Lucia Esposito .
Spero di non apparire un italiano presuntuoso che comunica
con un politico senza passare per i burocratizzati canali
politici che, se pur necessari, non offrono a volte quella
ispirazione che una epistografia, seppur semplice, riesce
a dare. Il mio è un desiderio di poter donare a queste
persone e a quanti lo desiderino, una spinta emozionale
, che resti impressa nella Loro memoria come una giornata
particolare nella quale hanno avuto la possibilità,
attraverso questa missiva, di comunicarLe il dissenso dell’eventuale
decisione che porrà fine al mandato di una donna
che ha saputo conquistare simpatia e apprezzamenti, non
per il suo simbolo politico , bensì per l’amore
e dedizione verso il prossimo .
Questa lettera è una spinta emozionale per il rispetto
di tutti i soci dell’associazione che meritano, ma
soprattutto per il desiderio di vederli felici . Nel rinnovarLe
la mia più viva gratitudine per aver accolto la mia
missiva, Le riverisco i mie ossequi".
da CasertaNews
Comunicato stampa, 6 febbraio 2007
"Le sfide che attendono
i riformisti italiani"
Seminario con Alfredo Reichlin
Il
partito democratico, il progetto ed il suo sviluppo saranno
al centro dell'incontro che si terrà sabato 10 febbraio
2007 alle 18.00 presso l'associazione “Il Labirinto”
in via Sant'Agostino (traversa via Mazzini) a Caserta.
Alfredo
Reichlin è nato in Puglia nel 1925. Partecipò
alla Resistenza partigiana nella città di Roma tra
le Brigate Garibaldi. Nel 1946 si iscrisse al Partito Comunista
Italiano, di cui fu uno dei dirigenti più importanti
per circa trent'anni. Allievo di Palmiro Togliatti, fu vicesegretario
della Federazione dei giovani comunisti; nel 1955 entra
ne L'Unità, di cui dopo un anno diventa vice-direttore
e direttore nel 1958.
Segretario regionale del PCI in Puglia, sensibilizzò
il P.c.i. sulla questione meridionale, a cui dedicò
anche gli scritti "Dieci anni di politica meridionale.
1963-1973" e "Classi dirigenti e programmazione
in Puglia".
Deputato nazionale fin dal 1953, durante gli anni Settanta
entrò nella direzione nazionale del partito e collaborò
gomito a gomito con Enrico Berlinguer. Successivamente fu
favorevole alla trasformazione da PCI in Partito Democratico
della Sinistra e poi da quest'ultimo in Democratici di Sinistra,
formazione politica di cui oggi è uno dei più
autorevoli dirigenti impegnato nella battaglia per la unità
dei rifromisti italiani.
Alfredo Reichlin è anche il presidente del CESPE,
Centro studi di politica economica.
Comunicato energie nuove
Comunicato stampa, 3 febbraio 2007
NO ALLA DISCARICA!
IL COMITATO CONTRO LA DISCARICA
LO UTTARO HA INDETTO UNA MANIFESTAZIONE PER DOMENICA 11
FEBBRAIO
L’accordo
di novembre tra il Presidente della Provincia di Caserta
De Franciscis, il Sindaco di Caserta Petteruti ed il Commissario
di Governo per l’emergenza rifiuti Bertolaso, prevede
la costruzione di una enorme discarica a ridosso delle città
di San Nicola la Strada, Maddaloni, San Marco Evangelista
e Caserta.
Il 12 gennaio è già stata emessa una ordinanza
del Commissario Straordinario che specifica l’area
interessata (vecchia discarica esausta Ecologica Meridionale)
e la requisisce.
Non c’è più tempo da perdere per evitare
che altri 450.000 metri cubi di rifiuti, salvo futuri ampliamenti,
siano sversati sul nostro territorio, quasi nelle nostre
stesse case.
Il comitato contro la discarica, da novembre ad oggi, si
è sempre battuto in ogni sede possibile, organizzando
riunioni presso la sala parrocchiale della Rotonda di San
Nicola ed informando la cittadinanza che era stata tenuta
all’oscuro della inopportuna e minacciosa manovra.
Questa azione ha portato anche le forze politiche locali,
in un primo momento abbastanza tiepide, a schierarsi apertamente
a fianco del comitato, deliberando all’unanimità
in Consiglio Comunale contro la discarica nell’area
Lo Uttaro.
Diciamo tutti insieme NO all’accordo perché:
Il territorio ove dovrà essere costituita la discarica,
grande quanto TRE PALAZZI DI 120 PIANI pieni di rifiuti,
è:
- Al centro della più grande conurbazione della provincia
di Caserta con oltre 150.000 abitanti, nei pressi di un
nuovo hotel a 5 stelle (Crown Plaza) e del Nuovo Policlinico.
- Già saturo di altre discariche esauste, chiuse
dopo anni di lotte da parte dei cittadini; nonostante ciò
ospita enormi cumuli di rifiuti che hanno portato alla chiusura
del macello di Caserta e del trasferimento di centinaia
di lavoratori della società EDS da Caserta a Napoli
con gravi danni all’occupazione di qualità
nella nostra provincia.
- Va palesemente contro lo spirito della stessa legge sull’emergenza
rifiuti in Campania del 6 dicembre 2006 art. 5 che recita
testualmente: “Nell'individuazione delle aree da destinare
a siti di stoccaggio o discariche, il Commissario delegato
dovrà tenere conto del carico e degli impatti ambientali
gravanti sulle aree su cui già insistono discariche,
siti di stoccaggio o altri impianti in evidente stato di
saturazione. A tal fine il Commissario delegato, nel disporre
l'apertura di nuovi impianti, valuta prioritariamente la
possibilità di individuare siti ubicati in aree diverse
da quelle di cui al periodo precedente.”.
E’ sito nei pressi dell’area archeologica “Calatia”,
per cui ci sono stati già diversi avvertimenti da
parte della Soprintendenza ai beni culturali.
Le discariche sono:
- Concausa di un grande numero di tumori e allergie che
negli ultimi anni sono cresciuti enormemente tra gli abitanti
dei nostri comuni.
- Fattore decisivo per la svalutazione delle abitazioni
con grande danno economico per gli imprenditori edili e
per quanti hanno fatto sacrifici per l’acquisto della
casa.
Partecipiamo compatti alla marcia del 11 febbraio che partirà
da Piazza Parrocchia alle ore 10,30 e si concluderà
con la Santa Messa che si terrà in prossimità
della discarica e sarà officiata dai parroci del
nostro territorio.
Comitato contro la discarica Lo Uttaro
Comunicato stampa, 3 febbraio 2007
MACERATA
CAMPANIA
Antenna di via Gobetti: negoziare
con il gestore
MACERATA “A meno che la Vodafone non abbia effettivamente
commesso violazioni urbanistiche – dichiara il vicepresidente
dell’associazione ambientalista Cruna, Domenico Melillo
–, così come sospettano alcuni consiglieri
di opposizione (che fine hanno fatto quelli di “Nuovi
Orizzonti”?), il Comune non ha molti strumenti per
impedire l’istallazione della stazione radio-base
in via Gobetti, il cui permesso a costruire è antecedente,
a quanto ci risulta, all’approvazione del regolamento
comunale.
Purtroppo, in Italia esiste una contraddizione: lo Stato,
da un lato, è il difensore esclusivo della salute,
diritto costituzionalmente sancito, e, dall’altro,
è il soggetto che concede l’etere ai gestori,
incassando milioni di euro. Solo il Legislatore, che oggi
considera i ripetitori opere di urbanizzazione primaria,
può dissolvere questa contraddizione, non impedendoci
di comunicare con i cellulari, ma obbligando le multinazionali
della telefonia ad utilizzare tecnologie, che riducano al
minimo gli effetti invasivi, ormai ammessi anche dalla comunità
scientifica, prodotti dai campi elettromagnetici. Nel frattempo
– prosegue Melillo –, tornando al caso di Macerata,
il sindaco Luigi Munno ha solo una strada da percorrere:
negoziare con il gestore una nuova collocazione del ripetitore,
magari su un sito di proprietà comunale come, ad
esempio, il cimitero. È ovvio che la buona riuscita
della trattativa dipende da quanto il primo cittadino riuscirà
ad essere persuasivo nei confronti del proprietario del
fondo, che dovrebbe rinunciare ai benefici economici previsti
nel contratto con la Vodafone. Ai cittadini, infine, che
ieri si sono mobilitati e al comitato “Controvento”
di Annalisa D’Addio vanno, oltre che la solidarietà
e il sostegno di Cruna, l’invito a raggiungere nuovi
livelli di organizzazione e di coordinamento. Non basta
mobilitarsi contro l’antenna che sorge sul tetto o
sul terreno del vicino, dobbiamo, invece, abbandonare la
dimensione strettamente comunale ed unire le nostre forze
– conclude il vicepresidente di Cruna –, sia
per confrontarci efficacemente con i gestori della telefonia
sia per ottenere modifiche della legislazione che tutelino
realmente la nostra salute”.
Comunicato stampa CRUNA
Il Mattino, 03/02/2007
MACERATA CAMPANIA
La protesta: «Bloccate l’antenna
Vodafone»
Macerata. Sit-in a Macerata contro l’istallazione
di una stazione radiobase della Vodafone su un fondo all’angolo
tra via Gobetti e via Dalla Chiesa. Decine di persone, per
lo più residenti, si sono date appuntamento dinanzi
al cantiere e hanno protestato per l’intera mattinata
di ieri. Con loro, la portavoce del comitato cittadino «Controvento»
Annalisa D’Addio e i consiglieri di opposizione Maria
Tuosto e Franco Nacca, i quali, nel pomeriggio di giovedì,
hanno presentato un esposto al capo dell’ufficio tecnico
comunale, denunciando presunte violazioni urbanistiche commesse
dal gestore di telefonia. «Non sono state rispettate
le distanze legali dai confini – ha detto la Tuosto
– e poi l’impianto ricade, almeno in parte,
sul prolungamento di via Gobetti, previsto dal piano regolatore».
Il sit–in si è sciolto verso le 12, quando
una delegazione di manifestanti ha occupato la sala consiliare
e ha preteso un incontro con il sindaco. Luigi Munno ha
ricevuto i dimostranti pochi minuti più tardi, promettendo
loro un’ordinanza di sospensione temporanea dei lavori.
Il primo cittadino ha anche invitato una rappresentanza
del comitato «Controvento» alla riunione della
commissione antenne, convocata per lunedì mattina.
«A meno che Vodafone non abbia realmente commesso
violazioni di legge – ha commentato Giuseppe Vanore
dell’associazione Cruna –, il Comune non può
impedire la realizzazione del ripetitore di via Gobetti.
Potrebbe, però, promuovere una negoziazione con il
gestore e con il proprietario del fondo per individuare
un nuovo sito, magari pubblico».
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Comunicato stampa, 1 febbraio 2007
Caserta.
Gandhi in scena al Piccolo Teatro Cts
Ormai si è arrivati all’undicesimo appuntamento
della stagione del Piccolo Teatro Cts di via Ruggiero, diretto
dall’instancabile direttore artistico Angelo Bove.
In questo fine settimana sabato 3 alle ore 21 e domenica
4 alle 20 la compagnia teatrale Abito in Scena di Potenza
presenterà uno spettacolo molto particolare, come
particolare risulta essere il titolo “Ahimsa”.
In scena ci saranno Monica Palese, Antonio Santoro e Leonardo
Pietrafesa, che ha curato anche la regia, mentre Gianluigi
Santoro curerà la parte tecnica.
“Ahimsa” in sanscrito significa non violenza,
ovvero il principio ispiratore della vita di Mohandas Gandhi.
Una giornalista inglese e un nevrotico ufficiale dell’esercito
britannico si alternano nel racconto dell’esistenza
del Mahatma, la prima affascinata dalle azioni di Gandhi,
il secondo suo fiero oppositore. Sullo sfondo un’India
magica e sofferente, dove immagini e parole corrono lungo
un filo che unisce la riflessione a momenti di sorriso.
Lo spettacolo ripercorre la storia di un popolo e del suo
dolore, riscopre il fervore della libertà tra le
parole e i gesti di un grande uomo. Il suo passo è
silenzioso, ma determinato, un sorriso la cui energia si
staglia sullo sfondo di un’India che finalmente conosce
la speranza…
Il peso delle sue parole resta ben piantato per terra, non
subisce sconfitta, sebbene sembri il contrario, la sua forza
è un seme che frutta, lascia un’impronta tale
da fermarsi nella memoria di tutti, anche di chi suppone
di poterla ignorare…
Lo spettacolo rievoca una pagina di storia drammatica e
straordinaria, è una testimonianza sincera della
grandezza e dell’autenticità di Mohandas Gandhi.
La compagnia Abito in Scena usa il linguaggio del teatro
per sollecitare la coscienza dello spettatore sull’impegno
civile, sul male e sul bene della società, che sia
americana, italiana o indiana poco importa. Ciò che
conta è l’uomo.
La compagnia Abito in Scena nasce a Potenza nel 2003, con
l’intento di sperimentare nuove soluzioni comunicative
ed espressive, facendo del teatro un veicolo di trasmissione
finalizzato alla crescita individuale e collettiva. Nel
corso degli anni la poetica della compagnia si è
rivelata sempre più nitidamente, portando alla realizzazione
di progetti teatrali legati al mondo del disagio, centri
di igiene mentale, istituti penali minorili, in cui vengono
condotti laboratori e allestiti spettacoli. La sperimentazione
è la matrice da cui nasce ogni lavoro di Abito in
Scena, che si rivolge anche a un pubblico di bambini e adolescenti,
per cui organizza attività ricreative volte all’utilizzo
delle tecniche teatrali in campo ludico. L’ultimo
impegno della compagnia è il Progetto SotTeatro,
che si propone di “trasferire” il teatro in
luoghi non convenzionali, focalizzando l’attenzione
del pubblico sul significato in continua evoluzione dei
termini sperimentazione e contaminazione. Nella convinzione
che il teatro è dialogo, l’indirizzo della
compagnia Abito in Scena si chiarisce nell’alta considerazione
del rapporto attore-spettatore, un sodalizio costruttivo,
un legame d’intenti, una tacita complicità
che attraverso il teatro prendono forma ovunque.
Cts Comunicazione
Comunicato stampa, 1 febbraio 2007
Il
programma di febbraio dell'AUSER
Il programma di attività di febbraio dell’Auser
di Caserta, presieduta da Elisabetta Luise, ha inizio giovedì
8 alle ore 17.30, presso la sede in via Roma 8, con un incontro
del laboratorio “Spazi di versi” ideato da Vanna
Corvese. La serata a tema “Il tempo della festa e
della gioia in poesia: letture in lingua napoletana, e non
solo” si concluderà con un assaggio di dolci
tipici della nostra regione.
Mercoledì 14 febbraio alle 17.30, sempre in via Roma
8, “Viaggio semiserio nell’universo maschile
italico, tra letteratura e musica”, a cura di Liliana
Vastano.
Martedì 20 febbraio alle 17,30 al “Labyrintho”
in via Sant’Agostino 16 “Carnevale insieme:
tammurriata e sapori carnevaleschi”.
Venerdì 23 febbraio alle ore 17,30, in via Roma 8
“Laboratorio di poesia: letture con incursioni nel
campo della scrittura”, a cura di Vanna Corvese.
Martedì 27 febbraio alle ore 17,30, sempre presso
la sede dell’Auser “Un libro per amico”,
a cura di Liliana Vastano. Al centro dell’incontro
“Virginia” di Domenico Cacopardo, edito da Baldini
& Castoldi. Letture di Loretana Aglione.
Inoltre, è sempre attivo il Filo d'Argento dal lunedì
al venerdì dalle ore 10 alle 12 con il numero verde
gratuito senza scatto alla risposta 800-995988.
Il primo lunedì del mese dalle ore 17 alle 18 si
terrà in sede la consulenza legale. Continuano i
corsi di inglese con Mariella Natale e di informatica con
Mimmo Cicalese il mercoledì dalle ore 17 alle 19.
Il laboratorio di découpage, a cura di Maria Bernard,
si terrà tutti i martedì dalle ore 17,30 alle
18,30. Per informazioni, telefonare alla Presidenza al numero
339-7098957.
Comunicato stampa
Il Denaro, 1 febbraio 2007
Ptr: i Sistemi Territoriali di Sviluppo
Sono quarantacinque i Sistemi territoriali di sviluppo
individuati dal Ptr e nei quali la Campania è divisa.
I Sistemi territoriali di sviluppo sono aree basate sulle
diverse aggregazioni sovracomunali esistenti in Campania,
omogenee per caratteri sociali, geografici e strategie di
sviluppo locale da perseguire. Tali Sistemi sono stati individuati,
in una prima fase, per inquadrare la spesa e gli investimenti
del Por Campania e in sintonia con la programmazione economica
ordinaria. La loro individuazione, si legge nel Ptr, non
ha valore di vincolo bensì di orientamento per la
formulazione di strategie coerenti con il Piano territoriale
regionale. Il ruolo della Regione è quello di coordinare
e programmare i processi di sviluppo e di trasformazione
dei diversi Sistemi locali.
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D4 - SISTEMA URBANO CASERTA E ANTICA CAPUA: Arienzo,
Capodrise, Capua, Casagiove, Casapulla, Caserta, Castel
Morrone, Cervino, Curti, Durazzano, Macerata Campania, Maddaloni,
Marcianise, Portico di Caserta, Recale, San Felice a Cancello,
San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Prisco,
San Tammaro, Santa Maria a Vico, Santa Maria Capua Vetere,
Valle di Maddaloni.[...]
da “Il Denaro”
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