RASSEGNA STAMPA - GENNAIO 2007

Comunicato stampa, 30 gennaio 2007

giuseppe vaccaGiuseppe Vacca, "Il riformismo italiano"

sabato 3 febbraio a Caserta

L’associazione Energie Nuove ha organizzato una riflessione pubblica sul riformismo italiano a partire dall'ultimo libro di Giuseppe Vacca, "Il riformismo italiano. Dalla fine della guerra fredda alle sfide future", alla presenza dell'autore, presidente dell'Istituto Gramsci, per sabato 03 febbraio 2007, alle 18.00.
energie nuove L'appuntamento avrà luogo presso Raffaele Cutillo OfCA (ex officina meccanica), in via Cesare Battisti 76, con la partecipazione del prof. Gianni Cerchia che, per l'occasione, rivestirà il ruolo di intervistatore di Beppe Vacca.
Vacca è Presidente dell'Istituto Gramsci e consigliere d'amministrazione dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, dirigente politico del PCI e poi del PDS e dei DS, è autore di molti libri di argomento storico, filosofico, economico e politico. Fra questi, "Pensare il mondo nuovo. Verso la democrazia del XXI secolo" (San Paolo, 1994), "Per una nuova costituente" (Bompiani, 1996), "Da un secolo all'altro. Mutamenti della politica nel Novecento" (Bompiani, 1997), "Venti anni dopo. La sinistra fra mutamenti e revisioni" (Einaudi, 1997), "Riformismo vecchio e nuovo" (Einaudi, 2001), "In tempo reale. Cronache del decennio 1989-1999" (Dedalo, 2002).
Nell’occasione, ma già in questi giorni, saranno disponibili diverse copie del libro messe a disposizione dalla Fazi Editore: il saggio prende quale punto di inizio della riflessione la fase della fine della guerra fredda quando si crearono le condizioni per sbloccare la democrazia italiana, creando finalmente anche da noi una democrazia dell'alternanza. Era necessario che le forze politiche si raggruppassero in due coalizioni alternative: per la prima volta nella nostra storia si poneva dunque il problema dell'unità dei riformisti. Tuttavia, in oltre quindici anni, esso non ha ancora trovato soluzione. Il "riformismo italiano" indaga in primo luogo la storia di questo problema, ricostruendone le vicende dalla caduta del Muro ad oggi. Secondo Vacca, le ragioni per cui l'obiettivo non è stato raggiunto risiedono innanzitutto nelle modalità del passaggio alla Seconda Repubblica, che non venne guidato dalla classe politica del tempo, travolta dal movimento referendario e dal ciclone di Mani Pulite. Ma l'autore estende il suo esame alla nascita di Forza Italia e del Polo, alla formazione dell'Ulivo, ai governi Prodi, D'Alema e Amato, alla nuova era Berlusconi, e in generale ai punti di forza e di debolezza del centrosinistra, messi a fuoco analizzando sia l'originario "deficit di riformismo" del PDS sia i prodromi della sconfitta del 2001. Ampio spazio è poi dedicato al futuro dei riformisti. L'autore analizza la loro capacità di dar vita a un'unione politica federativa che riprenda in mano le sorti del Paese e lo ricollochi nel gruppo di testa degli Stati che guidano l'integrazione europea, come già aveva fatto il governo dell'Ulivo fra il 1996 e il 1998 portando l'Italia nell'Unione economica e monetaria; e rilancia l'ipotesi di una nuova Assemblea Costituente. Per ampiezza d'esame e chiarezza degli argomenti, "Il riformismo italiano" è un vero gioiello di analisi storico-politica, che costituirà un riferimento essenziale per il dibattito politico prossimo.

Comunicato Energie Nuove

Il Mattino, 31/01/2007

Recale, Unione divisa e alla ricerca di nuove intese

Si mobilita un fronte contrario al deputato dell’Idv Porfidia per puntare alle Comunali

Prove di «Unione» nel fronte antiporfidiano. Fatta salva l’«incognita» Ovidio Gadola, il centrosinistra, Italia dei Valori esclusa, potrebbe puntare su Franco Squeglia, il candidato proposto da Giuseppe Lasco della Margherita. Squeglia, al momento, vanterebbe l’appoggio di una parte dei rutelliani, dei Socialisti Democratici di Filiberto Gianoglio, dei Democratici di Sinistra (pronti a ritirare la candidatura d’«ufficio» del segretario Vincenzo De Angelis) e di Rifondazione Comunista, capeggiata da Nicola Argenziano. Il sostegno dei Ds e del Prc è, però, condizionato alla capacità che lo schieramento avrà di esprimere una lista politica. Una clausola che potrebbe spingere forze del centrodestra, come Alleanza Nazionale, o formazioni che non hanno una connotazione partitica, come i Moderati di Antimo Maietta, a correre da sole o addirittura a schierarsi con Americo Porfidia. Un altro motivo per non escludere né i dubbi sulla leadership di Squeglia né l’ipotesi di una terza lista, peraltro auspicata dalla maggioranza, è rappresentato dalle divisioni nella Margherita. Sulla proposta–Squeglia, ad esempio, non si è ancora espresso Angelo Racioppoli, uomo legato a doppio filo a Squeglia deputato e segretario provinciale del partito. Un silenzio che supera persino l’atteggiamento di Osvaldo Argenziano (il terzo «petalo»), finora apparso alquanto evasivo. Chi, invece, non possiede i requisiti necessari per proporre una lista competitiva è il centrodestra. L’Udc di Antimo Mastroianni è saldamente ancorato al sindaco Porfidia (il Piano urbanistico comunale, si sa, «cementifica» i rapporti) e Forza Italia, benché raccolga consensi straordinari in ogni tornata elettorale, resta a Recale un movimento di opinione che non ha né una sede né tanto meno un referente da inviare al tavolo delle trattative. L’unica realtà visibile della Casa delle Libertà è An. La sezione «Giorgio Almirante» sembra non aver riportato danni ingenti dalla fuoriuscita di Franco Massaro. Anzi, il suo distacco pare abbia facilitato il dialogo interno. I finiani sono coscienti di dover affrontare una campagna elettorale in cui dovranno scegliere tra la padella e la brace, ma sono consapevoli di poter svolgere un ruolo strategico. Lo sa bene il neo commissario Pietro Riello, voluto da Gennaro Coronella al posto di Massaro. Il sindaco di Castel Morrone, pur di non perdere Antimo Argenziano e Angelo Zarrillo, sosterrà Porfidia fino alla fine del mandato. Dopo, chissà.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 26/01/2007

Villa Porfidia, sigilli al cantiere fuorilegge

villa porfidiaLavori abusivi. Scattano i sigilli al cantiere aperto all’interno di Villa Porfidia, il simbolo storico di Recale. A dare il via all’ispezione della polizia municipale un esposto, inviato anche alla Sovrintendenza dei Beni Culturali. Nel corso dei controlli è emerso che il proprietario, poi denunciato, stava facendo eseguire dei lavori al pian terreno del casale, che con la sua torre si affaccia su piazza della Repubblica, senza autorizzazione e sprovvisto del nulla osta della Sovrintendenza. Villa Porfidia, pur essendo una residenza privata, infatti, è ritenuta un bene di interesse storico–artistico vincolato dalla legge 1497 del ‘39 e come tale è sottoposta a un regime più restrittivo, in termini di concessioni, rispetto a quello che regola l’edilizia comune. Ovviamente i caschi bianchi del piccolo centro alle porte del capoluogo hanno bloccato il cantiere e inviato un’informativa alla Sovrintendenza. Adesso toccherà alla Procura esaminare la documentazione, compresi i rilievi fotografici, ed esprimersi sulla convalida del provvedimento. La sorpresa è che, fino a ieri, né l’assessore alla Cultura, Francesco Ommeniello, né l’assessore ai lavori pubblici, Francesco Porfidia, erano a conoscenza del sequestro.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 25/01/2007

«I vandali in casa», la lezione di Antonio Cederna

Antonio CedernaIl 27 agosto 1996 moriva Antonio Cederna all’età di 75 anni. Nel 1955 era tra i fondatori di «Italia Nostra» (insieme ad Elena Croce e Umberto Zanotti Bianco), per quasi mezzo secolo lui - che conobbe le esperienze di giornalista, archeologo e parlamentare - fu il simbolo della difesa del partimonio cultuale e ambientale italiano. Nemico dichiarato della speculazione edilizia (celebre è stata la battaglia per l’Appia Antica) e sostenitore di una correta urbanistica si è battuto per la tutela del paesaggio e per la salvaguardia dei centri storici. Sabato alle ore 17 nella sala consiliare della provincia di Caserta, sarà presentato il libro di Antonio Cederna «I vandali in casa», ristampato a 50 anni dalla prima edizione dalla casa editrice Laterza con una prefazione di Francesco Erbani, giornalista di Repubblica. Dice Maria Rosa Iacono, presidente della sezione casertana di Italia Nostra: «La presentazione del libro sarà l'occasione per discutere insieme - cittadini, associazioni, amministratori - sulle condizioni ambientali e sociali del nostro territorio, sulle necessità e le aspettative dei cittadini e sull'impegno che le amministrazioni locali stanno ponendo per salvare quanto resta del nostro patrimonio paesaggistico e culturale, in attuazione anche dei programmi elettorali che tanto hanno accolto delle istanze delle associazioni». In Campania Cederna sostenne la durissima guerra condotta da Antonio Ianniello contro il mostro del Fuenti, si battè per la modifica del piano regolatore del 1970 (prevedeva lo sventramento di interi quartieri), contro i progetti del cosiddetto ”Regno del possibile” e la devastazione della via Campana Antica (ipotizzata durante la realizzazione della tangenziale) sottolineando in positivo (in «Brandelli d’Italia») la svolta realizzata con la legge regionale del 1987. «La pianificazione urbanistica è un’operazione di interesse collettivo che mira a impedire che il vantaggio dei pochi si trasformi - si legge in un memorabile passo del libro adesso ristampato - in un danno ai molti, in condizioni di vita faticosa e malsana per la comunità». Alla presentazione del volume interverranno l’urbanista Vezio De Lucia, l’architetto Francesco Canestrini (consiglio nazionale di Italia Nostra), il presidente della Provincia Sandro De Franciscis, il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, l’assessore provinciale all’urbanistica Maria Carmela Caiola e quello comunale Francesco Ceceri, e infine Coleti (Legambiente), Lauria (Wwf) e Palmisani (Lipu).

dal Mattino

Il Mattino, 23/01/2007

Unione, i nomi degli anti-Porfidia

Recale. Nel sottobosco della politica recalese gli avversari di Americo Porfidia stanno spuntando come funghi. Alla candidatura di Franco Squeglia, lanciata da Giuseppe Lasco della Margherita, si sono aggiunte quelle di Vincenzo De Angelis, segretario dei Democratici di sinistra, e di Antimo Maietta dei Moderati. Se si considera la disponibilità a ricandidarsi di Ovidio Gadola dei Socialisti, si ha una misura di come si stia allagando il fronte anti–porfidiano, ma anche di come questo schieramento sia ancora troppo frastagliato per sperare di intimorire il sindaco uscente. Un invito alla ricerca di una sintesi arriva dal segretario provinciale della Margherita Piero Squeglia: «La candidatura a sindaco – dice – è un processo valido solo se riesce a far sì che essa nasca per condivisioni ed aggregazioni di diverse volontà». Il rutelliano approfitta anche per strigliare i suoi, colpevoli di «accelerazioni poco opportune». Il riferimento all’ufficializzazione troppo repentina di Franco Squeglia a capolista della Margherita è palese. L’onorevole, evidentemente, cominciava a sentire puzza di «bruciato».

cla.lo., dal Mattino

Comunicato stampa, 23 gennaio 2007

"Shalom Auschwitz"

L'OMAGGIO MUSICALE DI AGNESE GINOCCHIO ALLA SHOAH

Caserta- "Shalom Auschwitz" è il titolo dello struggente e meditativo canto di Pace con cui Agnese Ginocchio, la cantautrice e testimonial per la Pace di Terra di lavoro, originaria di Alife, ha voluto rendere omaggio in occasione dell' annuale ricorrenza della 'Shoah, Giornata della memoria' per ricordare lo sterminio in cui persero la vita oltre sei milioni di ebrei e per ricordare inoltre tutte le vittime delle guerre, stermini, eccidi, genocidi, barbarie e ingiustizie che si sono susseguiti e si susseguono nel mondo a causa delle ingiuste scelte dei potenti. 'Voce di Donna in cammino per la Pace, Agnese Ginocchio è impegnata attivamente nei percorsi di cultura di educazione alla Pace, attraverso la scelta della Pace e della Nonviolenza come sua compagna di strada. L’impegno viene associato allo strumento delle parole, musica, voce e chitarra da lei definiti: "La mia “arma nonviolenta e disarmante contro tutte le guerre e le mafie”

Arcobaleno di Pace

Il Mattino, 21/01/2007

E Porfidia prova a succedere a se stesso

Recale. Americo Porfidia punterà su se stesso. A cento giorni dalle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale, una delle poche certezze in uno scenario ancora nebuloso è che il capolista dell’attuale maggioranza sarà di nuovo Americo Porfidia. L’ipotesi di candidare uno dei fratelli, Domenico o Lello, ha suscitato il dissenso di Francesco Ommeniello, l’alleato più prezioso di cui Porfidia più disporre in questo momento. Meno chiaro, invece, è chi sarà o chi saranno gli avversari del sindaco uscente. La Margherita ha lanciato il nome di Franco Squeglia. Squeglia albergava nella mente dell’ex sindaco Domenico Porfidia, quando avanzò la proposta, alquanto bizzarra, di superare l’antagonismo tra Porfidia e Gadola, ma poi è stato lanciato in pasto all’opinione pubblica da Giuseppe Lasco, che lo ha salutato come «l’uomo del destino», capace di aggregare il centrosinistra (e non solo) e battere Porfidia. Per rendere l’operazione più credibile Lasco ha anche ottenuto la «benedizione» di Pierino Squeglia. Franco Squeglia è una persona stimata in città, ma non è affatto certo che tutti i petali della Margherita siano d’accordo. La preoccupazione è che quand’anche Lasco riuscisse a unificare il partito, la candidatura di Squeglia non sia accolta dalle altre forze dello schieramento che in primavera si anteporrà a Porfidia. In questo caso, infatti, Ovidio Gadola dei Socialisti dovrebbe farsi da parte. L’ansia di avanzare un nome senza un accordo preventivo, rischia di far decadere l’ipotesi – Squeglia, che qualcuno potrebbe bollare come un atto di prepotenza. Nel qual caso, gli anti–porfidiani potrebbero rispolverare il «vecchio» Gadola, che nel 2002 si separò da Filiberto Gianoglio e perse per una manciata di voti, o indirizzarsi su una candidatura dal profilo politico meno strutturato, in grado, però, di attrarre consensi dal centrosinistra, dal centrodestra e dal variegato mondo associativo. Se l’obiettivo è sconfiggere Porfidia e basta, occorre, allora, un capolista che sappia dialogare tanto con Rifondazione comunista quanto con Alleanza nazionale.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Comunicato stampa, 20 gennaio 2007

crunaAFFONDO DELL'ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA SUL PIANO URBANISTICO COMUNALE

Cruna: la città asservita agli interessi degli speculatori.

RECALE – Giovedì sera, il consiglio comunale ha concluso la disamina delle osservazioni al Piano urbanistico comunale, ma il nuovo strumento urbanistico non piace all’associazione ambientalista “Cruna”: “Nel rispetto di una tradizione consolidata – si legge in una nota diffusa ieri –, anche nel piano partorito dall’amministrazione del sindaco Americo Porfidia è prevalsa la cieca astuzia machiavellica del fine che giustifica i mezzi, dove il fine travalica il semplice accrescimento del consenso elettorale e i mezzi sono le infinite mediazioni e le troppe concessioni accordate a pochi “eletti”. Il piano che la maggioranza si appresta ad adottare premia in modo eccessivo gli interessi privati a danno di quelli che riguardano direttamente la nostra comunità. La stessa che nella fase di elaborazione del progetto urbanistico ha tentato di esprimere idee, proposte e suggerimenti. Per la gran parte legittimi e ragionevoli, ma del tutto ignorati da chi doveva solo redigere un “strumento edilizio”. Francamente – aggiungono gli ambientalisti –, non ci aspettavamo nulla di diverso, e con sorpresa abbiamo letto nella relazione del progettista che “il lavoro di raccolta di indicazione di cittadini e associazioni ha rappresentato un momento fondante del Piano”. Risulta, forse, a qualcuno che l’amministrazione comunale abbia aperto un confronto pubblico sui temi che riguardano la città e su tutto ciò che ha a che vedere con la vita delle persone? Siamo a un passo dalla conclusione dell'iter di adozione e il Puc non è stato mai stato presentato ai cittadini, alle associazioni, alle forze politiche e ai cittadini per un confronto pubblico. Noi riteniamo che quando è a rischio la vivibilità stessa di una comunità, sarebbe un errore imperdonabile scegliere tra il peggio e il meno peggio. Esistono buone pianificazioni urbanistiche, per le quali vale la pena lottare, ed esistono pianificazioni pessime, le quali andrebbero rimandate al mittente. Se questo piano, che rientra nella seconda categoria, sarà adottato così come è e se, sfruttando una congiuntura politico–amministrativa favorevole, sarà approvato dalla Provincia di Caserta senza modifiche sostanziali – conclude “Cruna” –, diverrà lo strumento con il quale l’amministrazione comunale condurrà al totale asservimento della città agli interessi degli speculatori”.

Comunicato Cruna

Casertasette, 18 gennaio 2007

Crimine, sicurezza e legalita': Seminario provincia a Marcianise

seminario itineranteLa città di Marcianise ospiterà domani, 19 gennaio, dalle ore 9.30 il quinto appuntamento del ciclo di seminari itineranti programmati nell’ambito del progetto “Solidarietà e sicurezza”, promosso dall’assessorato provinciale alla Legalità. Destinatari dell’iniziativa sono le vittime della criminalità, in particolare quanti sono finiti nella rete del racket e dell’usura. Nella sede del Corso di laurea in Design industriale introdurrà i lavori l’assessore provinciale Lucia Esposito, dopo i saluti del sindaco Filippo Fecondo. A confrontarsi sulla sicurezza del territorio e sui percorsi di attuazione della legge regionale n.11/2004 (dedicata alle misure di solidarietà in favore delle vittime della criminalità) saranno il dirigente della Divisione anticrimine della questura di Caserta, Luigi Botte, l’avvocato penalista Bernardino Lombardi, il presidente dell’Api Caserta, Antonio Salvatore De Biasio, e il presidente della scuola di pace “Don Peppe Diana”, Salvatore Cuoci. Il progetto ha, tra gli altri, l’obiettivo di costituire una rete territoriale di raccordo e di sensibilizzazione sulle iniziative da attuare in tema di legalità e di prevenzione dei fenomeni criminali, sviluppando attività di formazione per il sostegno alle vittime

comunicato da Casertasette

Rete Disarmo, 17 gennaio 2007

Le lancette del Doomsday Clock ancora più vicine alla mezzanotte

The Bulletin of Atomic Scientist: cresce il rischio di guerra nucleare Lancette portate avanti di due minuti

doomsday clockOggi, 17 gennaio 07, alle ore 15.30 (ora italiana), l'annuncio ufficiale con due conferenze stampa in contemporanea a Washington e Londra. "Doomsday", in inglese, sta per “giorno del giudizio”, “fine del mondo”. Il Doomsday Clock, con le sue lancette che vengono periodicamente avvicinate o allontanate dalla mezzanotte, è ormai da sessant'anni il più famoso indicatore del pericolo di una guerra nucleare. Aggiornato periodicamente dall'autorevole Consiglio Direttivo del "Bulletin of the Atomic Scientists", ha raggiunto i suoi picchi nel 1953, all'epoca dei primi test Usa/Urss della bomba H (due minuti alla mezzanotte) e nel 1984, con la corsa agli armamenti scatenata da Ronald Reagan (tre minuti alla mezzanotte). Il 1991 è invece l'anno in cui le lancette sono state spostate più indietro, a ben 17 minuti dalla mezzanotte. Era l'epoca della caduta del Muro, di Gorbaciov e della fine della guerra fredda. Da allora, però, il rischio nucleare, lungi dallo scomparire, è tornato pian piano a crescere. Successivi spostamenti, nel '95, '98 e 2002, hanno riportato le lancette a 7 minuti. “Il pericolo di una seconda era nucleare e le conseguenze dei cambi climatici portano al Doomsday Clock più vicino alla mezzanotte” è la lapidaria dichiarazione iniziale del comunicato rilasciato. Oggi, 17 gennaio, è stato annunciato ufficialmente un nuovo spostamento, di due minuti, di avvicinamento alla mezzanotte. Mancano ora “cinque minuti virtuali” al momento della mezzanotte. In pratica le lancette sono state riportate ai livelli dei periodi più bui della guerra fredda. L’organismo internazionale degli scienziati, nel prendere la decisione di questo spostamento, si è focalizzato su due punti principali: il pericolo di 27.000 testante nucleari (di cui almeno 2.000 possono partire nel giro di pochi minuti) e la distruzione degli habitat umani a causa del cambio di clima. A commento di questa decisione Martin Rees, presidente della Royal Society ed astrofisica di fama mondiale ha dichiarato: “Le armi nucleari pongono ancora la più catastrofica ed immediata minaccia per l’umanità, ma anche il cambio di clima può potenzialmente portare alla fine della civiltà da noi conosciuta”. In questa situazione, sono più urgenti che mai netti segnali di discontinuità da parte di tutti i paesi amanti della pace. L'Italia potrebbe avere un ruolo di primo piano in questo, se solo avesse il coraggio di scelte precise: 1) Chiedere l'immediato smantellamento di tutte le atomiche ancora presenti nel nostro paese (50 ad Aviano, 40 a Ghedi), in violazione del Trattato Internazionale di Non Proliferazione Nucleare; 2) Rifiutare qualsiasi transito di ordigni nucleari sul territorio nazionale, comprese le acque territoriali, e quindi vietare l'accesso ai nostri porti a navi e sommergibili a propulsione nucleare o dotati di armamenti nucleari; 3) Congiuntamente con gli altri paesi dell'Alleanza Atlantica, rimettere in discussione la politica NATO del "Nuclear Sharing", che – lungi dall'aumentare la sicurezza delle popolazioni - è un enorme fattore di instabilità a livello planetario; 4) Come minimo, congelare qualsiasi richiesta di ampliamento e ristrutturazione delle basi statunitensi nel nostro paese. In questo contesto, consideriamo inaccettabile la decisione del governo di ratificare l'ampliamento della Base USA di Vicenza. Le indicazioni particolari per l’Italia che noi avanziamo si armonizzano pienamente con i consigli e le proposte avanzati proprio oggi dal Bullettin of Atomic Scientist: 1) Ridurre la prontezza di lancio delle forze di USA e Russia, rimuovendo completamente le armi nucleari dalle operazioni militari ordinarie 2) Ridurre il numero complessivo delle testate nucleari smantellando e distruggendo almeno 20.000 testate entro i prossimi 10 anni 3) Fermare la produzione di materiale per armamento nucleare, tra cui uranio arricchito e plutonio, sia in ambito militare che civile 4) Iniziare una seria e onesta discussione sull’espansione della potenza nucleare nel mondo La Rete Disarmo ha in programma azioni e mobilitazioni sul tema del disarmo nucleare per i prossimi mesi ed intende costruire, con molte forza impegnate su questi temi, una campagna nazionale di pressione per un vero disarmo nucleare che parta anche dal nostro paese.

Rete Italiana per il Disarmo

Caserta News, 17 Gennaio 2007

Raccolta differenziata: i moderati non possono tacere

Recale – A circa tre anni di distanza dall’inizio della raccolta differenziata iniziata con il “porta a porta”, si dovrebbe essere in grado di tirare le somme. Il risultato però non è dei più apprezzabili……almeno questo ci inducono a pensare i netturbini che quotidianamente ritirano i rifiuti di qualsiasi tipo e, i cumuli di rifiuti abbandonati in alcune stradine secondarie di Recale . Ma poiché le cose non sono mai, anzi “quasi mai” (concediamoci il beneficio del dubbio!!) come appaiono a prima vista, saremmo lieti e grati all’amministrazione di avere notizie e delucidazioni in merito, visto che i rifiuti vengono normalmente ritirati come accadeva negli anni in cui non esisteva la differenziata. Sulla stampa si elogiano i responsabili politici, che a nostro giudizio sembrerebbe più uno sfottò, visto che è sulla bocca di tutti che la differenziata non esiste più dai tempi di ‘porta a porta’ . Questo è quanto denuncia il partito dei ‘Moderati’ guidati dal segretario Antimo Maietta . Il presidente Domenico Ciccone, dopo aver ascoltato le lamentele di numerosi cittadini , ha così commentato: ‘ E’ assurdo che a Recale si parla ancora di ‘raccolta differenziata’; i cittadini non ne possono più. La raccolta differenziata in questo paese ha avuto termine dopo il ‘no’ al famoso ‘porta a porta’ , che in modo intelligente educava il cittadino. Non è il cittadino la causa del fallimento della raccolta differenziata, bensì dell’amministrazione che nulla ha fatto per evitare che ciò avvenisse; infatti è sulla bocca di tutti che gli operatori ecologici ritiravano e ritirano ancora oggi tutti i rifiuti immettendoli in un unico contenitore . Addirittura, durante la messa domenicale, il parroco ha dato lettura di un messaggio inviato dal Sindaco di Recale, il quale faceva notare il calo in percentuale della raccolta differenziata . Insomma come se i recalesi fossero ’incapaci’ di differenziare i rifiuti. No non è il cittadino la causa di questo fallimento, è solo un capo espiatorio per qualche politico di turno. I cittadini sono i primi a voler collaborare, ma senza essere presi in giro da nessuno . Ecco perchè in qualità di utenti e, ancor prima, di cittadini ottemperanti ai propri doveri, saremmo lieti di conoscere la destinazione e l’uso finale dei rifiuti differenziati di questa attuale ditta che ritira quotidianamente di tutto; e infine, ma non per questo meno importante, a nome di una buona parte dei cittadini di Recale, chiediamo a questa amministrazione, a fronte del nostro operoso e meticoloso impegno nel differenziare i rifiuti e raccoglierli come da disposizioni, e, a fronte di uno sgravio economico mai constatato fino ad ora: che premio è previsto per noi utenti e cittadini ?” Ancora una volta i Moderati sono a fianco di coloro che chiedono ad alta voce il cambiamento .

CasertaNews

Il Mattino, 17/01/2007

RECALE. PASSA CON GLI INDIPENDENTI

Massaro lascia Alleanza Nazionale

Recale. Franco Massaro lascia Alleanza Nazionale. Esponente storico della destra cittadina, candidato a sindaco nel 1997, al consiglio provinciale nel 2000 e commissario del circolo fino all’autunno scorso, Massaro ha deciso di dichiararsi indipendente e di condividere la posizione assunta da altri esponenti di An, come Domenico Ventriglia, Franco Papa, Emilio Caterino e Salvatore Mastroianni. «L’indipendenza - dichiara - è dettata da sofferte quanto più volte esplicitate ragioni politiche che, tradotte sul piano locale, si possono riassumere nella esigenza di libertà nelle scelte riguardanti le elezioni comunali e nella presa di coscienza, ormai generalizzata in molti militanti di An, che le decisioni in ambito locale non possono essere prese semplicemente altrove, senza tener in debito conto - conclude - le effettive istanze del territorio».

c.lo., dal Mattino

Il Mattino, 17/01/2007

CAPODRISE

Fattopace sta preparando il rimpasto

Capodrise. Con una maggioranza di debuttanti, più di 150 atti deliberativi in soli 7 mesi hanno del miracoloso, eppure non bastano a far sorridere Giuseppe Fattopace. Durante la campagna elettorale la sua lista ha dialogato con un elettorato «misto», un arcipelago di formazioni, tra le quali anche Forza Italia di Raffaele Pontillo, che oggi rivendica visibilità. Fattopace, che ha stretto accordi a destra e a manca, oggi, nonostante le tensioni interne e la riottosità di Giovanni Capobianco, non può che procedere al rimpasto di giunta. Su chi sta per lasciare l’esecutivo, solo indiscrezioni. Vacillano, al momento, Giuseppina Allegretta, Silvestro Ferraro e Paola Pontillo. Almeno due di essi dovrebbero, entro la prossima settimana, cedere la poltrona a Nino Argenziano o a Pasquale De Filippo, entrambi in quota al Centro Studi De Gasperi di Salvatore Liquori, e a un nome indicato da Raffaele Pontillo, ma «gradito» al centrosinistra. Al De Gasperi, che in città raccoglie espressioni del cattolicesimo moderato, «petali» della Margherita compresi, spetterebbero anche il difensore civico con Saverio Cicala e il coordinamento del nucleo di valutazione, che potrebbe essere attribuito ad Argenziano o a Vincenzo Giaquinto. Tra i presunti «creditori» di Fattopace, a bocca asciutta resterebbe Riccardo Corridore.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 16/01/2007

San Nicola si mobilita contro la discarica assemblea per impedire che apra Lo Uttaro

Rabbia e proteste all'assemblea contro la discarica, convocata per ieri pomeriggio nel salone parrocchiale alla Rotonda. La sala era gremita, cento persone sedute, altrettanti in piedi ed ancora moltissimi fuori hano risposto alla convocazione di Antonio Roano dei Verdi sannicolesi, al quale si devono le iniziative contro la nuova discarica in località "lo uttaro". Con l'ex sindaco Nicola Tiscione nelle vesti di moderatore, si sono succeduti vari interventi di consiglieri comunali sannicolesi, casertani e di privati cittadini. D'Ambrosio e D'Andrea dell'Udc sannicolese, con Panico (Rc), Russo Spena (Insieme) e Santamaria (Intesa) hanno chiesto la convocazione del consiglio comunale aperto per parlare del problema discarica. «Per far venire allo scoperto tutti, per capire le varie posizioni» la motivazione. L'argomento non manca di suscitare polemiche, anche se gli animatori del dibattito, Tiscione e Roano, hanno precisato che l'iniziativa non ha colore politico. «Vogliamo far capire a tutti i politici, quelli in carica e quelli che lo sono stato che i cittadini, i loro elettori, sono esasperati e non vogliono rischi ulteriori sulla propria pelle».

lu.be., dal Mattino

Comunicato stampa, 12 gennaio 2007

Discarica abusiva in località Camposciello

RECALE – Se sarà necessario, sono pronti ad inviare un esposto alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Gli ambientalisti di Cruna considerano inaccettabile il permanere di una discarica in località Camposciello, proprio dove dovrebbe sorgere la nuova scuola materna. “Da circa un anno – dichiara Domenico Melillo, il vicepresidente del movimento ambientalista –, lungo i margini di Viale dei Pini, assistiamo all’accumularsi di una montagna di detriti, terriccio, materiale di risulta, plastica e di chissà cos'altro. Questo cumulo ha assunto, nel tempo, la consistenza e le dimensioni di una discarica abusiva a cielo aperto che, oltre a mortificare una periferia già abbandonata a se stessa, mina la salute del filare di pini mediterranei, un patrimonio naturale di estremo interesse botanico e naturalistico, peraltro salvaguardato anche nel progetto di piano urbanistico attualmente in discussione in consiglio comunale. Non sfugge – aggiunge Melillo – che buona parte del materiale accumulato rappresenta un potenziale pericolo per la salute dei cittadini, pericolo aggravato dal fatto che questa discarica attraversa una zona interessata da un progetto di riqualificazione che comprende la ristrutturazione e l'ampliamento di una scuola materna”. Progetto per il quale a dicembre è stata anche espletata la gara d’appalto. “Ci risulta – rivela Melillo – che il problema sia già stato portato all'attenzione degli amministratori attraverso alcune interrogazioni consiliari”. In effetti, il capogruppo dell’Ulivo Filiberto Gianoglio, in più occasioni, ha denunciato in aula consiliare la presenza della discarica, sollecitando l’intervento del sindaco Americo Porfidia. “Chiediamo, dunque, al primo cittadino, in qualità di responsabile della salute pubblica, di sapere come si è generato un simile scempio, per quale motivo le autorità preposte alla vigilanza e alla salvaguardia del territorio non sono finora intervenute e, soprattutto, cosa intenda fare il governo della città per ripristinare lo stato dei luoghi. “Qualora queste nostre richieste – conclude Melillo – dovessero restare senza risposta, saremo costretti a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere”.

Comunicato CRUNA

Il Mattino, 10/01/2007

Sindaco, la Margherita ha scelto

Squeglia «benedice» Squeglia. Con il consenso del segretario provinciale una parte cospicua della Margherita ha scelto, come suo candidato «provvisorio» da contrapporre ad Americo Porfidia alle comunali di primavera, Franco Squeglia. «È il nome – dice Lasco – che proporremo alle altre forze politiche del centrosinistra e alle associazioni per Recale». «Il candidato a sindaco – frena Vincenzo De Angelis, segretario dei Ds – è il punto di arrivo e non di inizio nella formazione di una lista.

c.lo., dal Mattino

Il Mattino, 02/01/2007

REGOLAMENTI APPROVATI IN CONSIGLIO. RUSSO: È L’ULTIMO ESCAMOTAGE PER CREARE POSTI

Comune, è caos sui nuovi enti strumentali

Capodrise. Organismi per migliorare i servizi offerti al cittadino o semplici moltiplicatori di incarichi? L’approvazione da parte del consiglio comunale del regolamento per la costituzione dell’Istituzione delle politiche sociali e di quella dei servizi culturali ha ulteriormente inasprito il dibattito tra maggioranza e opposizione. Nicola Russo, leader dell’opposizione, ha bollato l’iniziativa come un «escamotage per creare poltrone che abbiamo una “cubatura” politica pari a quella di un assessorato». In effetti, in una fase in cui si parla, con insistenza, di un rimpasto di giunta, la nascita dei due enti strumentali da molti è letta come una manovra per liberare posti in esecutivo, senza creare troppe tensioni nell’attuale assetto. Sembra proprio che il sindaco Giuseppe Fattopace voglia saldare il debito (di consensi) che ha contratto in campagna elettorale con il popolo dei moderati consentendo l’ingresso in giunta di Pasquale De Filippo, membro del centro studi «Alcide De Gasperi» ed esponente della Margherita e attribuendo alla Pontillo la presidenza dell’Istituzione delle politiche sociali. Chi, invece, crede nella bontà dell’operazione è il consigliere Rita Raucci. «Sono esperienze – ha dichiarato in aula sabato scorso – che in realtà amministrative più evolute hanno prodotto ottimi risultati. Aspetterei le nomine dei presidenti, prima di esprimere un giudizio politico».

Claudio Lombardi, dal Mattino

 

 
 
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