| Comunicato
stampa, 30 gennaio 2007
Giuseppe
Vacca, "Il riformismo italiano"
sabato 3 febbraio a Caserta
L’associazione Energie Nuove ha organizzato una riflessione
pubblica sul riformismo italiano a partire dall'ultimo libro
di Giuseppe Vacca, "Il riformismo italiano. Dalla fine
della guerra fredda alle sfide future", alla presenza
dell'autore, presidente dell'Istituto Gramsci, per sabato
03 febbraio 2007, alle 18.00.
L'appuntamento avrà luogo presso Raffaele Cutillo OfCA
(ex officina meccanica), in via Cesare Battisti 76, con la
partecipazione del prof. Gianni Cerchia che, per l'occasione,
rivestirà il ruolo di intervistatore di Beppe Vacca.
Vacca è Presidente dell'Istituto Gramsci e consigliere
d'amministrazione dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana,
dirigente politico del PCI e poi del PDS e dei DS, è
autore di molti libri di argomento storico, filosofico, economico
e politico. Fra questi, "Pensare il mondo nuovo. Verso
la democrazia del XXI secolo" (San Paolo, 1994), "Per
una nuova costituente" (Bompiani, 1996), "Da un
secolo all'altro. Mutamenti della politica nel Novecento"
(Bompiani, 1997), "Venti anni dopo. La sinistra fra mutamenti
e revisioni" (Einaudi, 1997), "Riformismo vecchio
e nuovo" (Einaudi, 2001), "In tempo reale. Cronache
del decennio 1989-1999" (Dedalo, 2002).
Nell’occasione, ma già in questi giorni, saranno
disponibili diverse copie del libro messe a disposizione dalla
Fazi Editore: il saggio prende quale punto di inizio della
riflessione la fase della fine della guerra fredda quando
si crearono le condizioni per sbloccare la democrazia italiana,
creando finalmente anche da noi una democrazia dell'alternanza.
Era necessario che le forze politiche si raggruppassero in
due coalizioni alternative: per la prima volta nella nostra
storia si poneva dunque il problema dell'unità dei
riformisti. Tuttavia, in oltre quindici anni, esso non ha
ancora trovato soluzione. Il "riformismo italiano"
indaga in primo luogo la storia di questo problema, ricostruendone
le vicende dalla caduta del Muro ad oggi. Secondo Vacca, le
ragioni per cui l'obiettivo non è stato raggiunto risiedono
innanzitutto nelle modalità del passaggio alla Seconda
Repubblica, che non venne guidato dalla classe politica del
tempo, travolta dal movimento referendario e dal ciclone di
Mani Pulite. Ma l'autore estende il suo esame alla nascita
di Forza Italia e del Polo, alla formazione dell'Ulivo, ai
governi Prodi, D'Alema e Amato, alla nuova era Berlusconi,
e in generale ai punti di forza e di debolezza del centrosinistra,
messi a fuoco analizzando sia l'originario "deficit di
riformismo" del PDS sia i prodromi della sconfitta del
2001. Ampio spazio è poi dedicato al futuro dei riformisti.
L'autore analizza la loro capacità di dar vita a un'unione
politica federativa che riprenda in mano le sorti del Paese
e lo ricollochi nel gruppo di testa degli Stati che guidano
l'integrazione europea, come già aveva fatto il governo
dell'Ulivo fra il 1996 e il 1998 portando l'Italia nell'Unione
economica e monetaria; e rilancia l'ipotesi di una nuova Assemblea
Costituente. Per ampiezza d'esame e chiarezza degli argomenti,
"Il riformismo italiano" è un vero gioiello
di analisi storico-politica, che costituirà un riferimento
essenziale per il dibattito politico prossimo.
Comunicato Energie Nuove
Il Mattino, 31/01/2007
Recale, Unione divisa e alla ricerca
di nuove intese
Si mobilita un fronte contrario
al deputato dell’Idv Porfidia per puntare alle Comunali
Prove di «Unione» nel fronte antiporfidiano.
Fatta salva l’«incognita» Ovidio Gadola,
il centrosinistra, Italia dei Valori esclusa, potrebbe puntare
su Franco Squeglia, il candidato proposto da Giuseppe Lasco
della Margherita. Squeglia, al momento, vanterebbe l’appoggio
di una parte dei rutelliani, dei Socialisti Democratici di
Filiberto Gianoglio, dei Democratici di Sinistra (pronti a
ritirare la candidatura d’«ufficio» del
segretario Vincenzo De Angelis) e di Rifondazione Comunista,
capeggiata da Nicola Argenziano. Il sostegno dei Ds e del
Prc è, però, condizionato alla capacità
che lo schieramento avrà di esprimere una lista politica.
Una clausola che potrebbe spingere forze del centrodestra,
come Alleanza Nazionale, o formazioni che non hanno una connotazione
partitica, come i Moderati di Antimo Maietta, a correre da
sole o addirittura a schierarsi con Americo Porfidia. Un altro
motivo per non escludere né i dubbi sulla leadership
di Squeglia né l’ipotesi di una terza lista,
peraltro auspicata dalla maggioranza, è rappresentato
dalle divisioni nella Margherita. Sulla proposta–Squeglia,
ad esempio, non si è ancora espresso Angelo Racioppoli,
uomo legato a doppio filo a Squeglia deputato e segretario
provinciale del partito. Un silenzio che supera persino l’atteggiamento
di Osvaldo Argenziano (il terzo «petalo»), finora
apparso alquanto evasivo. Chi, invece, non possiede i requisiti
necessari per proporre una lista competitiva è il centrodestra.
L’Udc di Antimo Mastroianni è saldamente ancorato
al sindaco Porfidia (il Piano urbanistico comunale, si sa,
«cementifica» i rapporti) e Forza Italia, benché
raccolga consensi straordinari in ogni tornata elettorale,
resta a Recale un movimento di opinione che non ha né
una sede né tanto meno un referente da inviare al tavolo
delle trattative. L’unica realtà visibile della
Casa delle Libertà è An. La sezione «Giorgio
Almirante» sembra non aver riportato danni ingenti dalla
fuoriuscita di Franco Massaro. Anzi, il suo distacco pare
abbia facilitato il dialogo interno. I finiani sono coscienti
di dover affrontare una campagna elettorale in cui dovranno
scegliere tra la padella e la brace, ma sono consapevoli di
poter svolgere un ruolo strategico. Lo sa bene il neo commissario
Pietro Riello, voluto da Gennaro Coronella al posto di Massaro.
Il sindaco di Castel Morrone, pur di non perdere Antimo Argenziano
e Angelo Zarrillo, sosterrà Porfidia fino alla fine
del mandato. Dopo, chissà.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 26/01/2007
Villa Porfidia, sigilli al cantiere
fuorilegge
Lavori
abusivi. Scattano i sigilli al cantiere aperto all’interno
di Villa Porfidia, il simbolo storico di Recale. A dare il
via all’ispezione della polizia municipale un esposto,
inviato anche alla Sovrintendenza dei Beni Culturali. Nel
corso dei controlli è emerso che il proprietario, poi
denunciato, stava facendo eseguire dei lavori al pian terreno
del casale, che con la sua torre si affaccia su piazza della
Repubblica, senza autorizzazione e sprovvisto del nulla osta
della Sovrintendenza. Villa Porfidia, pur essendo una residenza
privata, infatti, è ritenuta un bene di interesse storico–artistico
vincolato dalla legge 1497 del ‘39 e come tale è
sottoposta a un regime più restrittivo, in termini
di concessioni, rispetto a quello che regola l’edilizia
comune. Ovviamente i caschi bianchi del piccolo centro alle
porte del capoluogo hanno bloccato il cantiere e inviato un’informativa
alla Sovrintendenza. Adesso toccherà alla Procura esaminare
la documentazione, compresi i rilievi fotografici, ed esprimersi
sulla convalida del provvedimento. La sorpresa è che,
fino a ieri, né l’assessore alla Cultura, Francesco
Ommeniello, né l’assessore ai lavori pubblici,
Francesco Porfidia, erano a conoscenza del sequestro.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 25/01/2007
«I vandali in casa», la
lezione di Antonio Cederna
Il
27 agosto 1996 moriva Antonio Cederna all’età
di 75 anni. Nel 1955 era tra i fondatori di «Italia
Nostra» (insieme ad Elena Croce e Umberto Zanotti Bianco),
per quasi mezzo secolo lui - che conobbe le esperienze di
giornalista, archeologo e parlamentare - fu il simbolo della
difesa del partimonio cultuale e ambientale italiano. Nemico
dichiarato della speculazione edilizia (celebre è stata
la battaglia per l’Appia Antica) e sostenitore di una
correta urbanistica si è battuto per la tutela del
paesaggio e per la salvaguardia dei centri storici. Sabato
alle ore 17 nella sala consiliare della provincia di Caserta,
sarà presentato il libro di Antonio Cederna «I
vandali in casa», ristampato a 50 anni dalla prima edizione
dalla casa editrice Laterza con una prefazione di Francesco
Erbani, giornalista di Repubblica. Dice Maria Rosa Iacono,
presidente della sezione casertana di Italia Nostra: «La
presentazione del libro sarà l'occasione per discutere
insieme - cittadini, associazioni, amministratori - sulle
condizioni ambientali e sociali del nostro territorio, sulle
necessità e le aspettative dei cittadini e sull'impegno
che le amministrazioni locali stanno ponendo per salvare quanto
resta del nostro patrimonio paesaggistico e culturale, in
attuazione anche dei programmi elettorali che tanto hanno
accolto delle istanze delle associazioni». In Campania
Cederna sostenne la durissima guerra condotta da Antonio Ianniello
contro il mostro del Fuenti, si battè per la modifica
del piano regolatore del 1970 (prevedeva lo sventramento di
interi quartieri), contro i progetti del cosiddetto ”Regno
del possibile” e la devastazione della via Campana Antica
(ipotizzata durante la realizzazione della tangenziale) sottolineando
in positivo (in «Brandelli d’Italia») la
svolta realizzata con la legge regionale del 1987. «La
pianificazione urbanistica è un’operazione di
interesse collettivo che mira a impedire che il vantaggio
dei pochi si trasformi - si legge in un memorabile passo del
libro adesso ristampato - in un danno ai molti, in condizioni
di vita faticosa e malsana per la comunità».
Alla presentazione del volume interverranno l’urbanista
Vezio De Lucia, l’architetto Francesco Canestrini (consiglio
nazionale di Italia Nostra), il presidente della Provincia
Sandro De Franciscis, il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti,
l’assessore provinciale all’urbanistica Maria
Carmela Caiola e quello comunale Francesco Ceceri, e infine
Coleti (Legambiente), Lauria (Wwf) e Palmisani (Lipu).
dal
Mattino
Il Mattino, 23/01/2007
Unione, i nomi degli anti-Porfidia
Recale. Nel sottobosco della politica recalese gli avversari
di Americo Porfidia stanno spuntando come funghi. Alla candidatura
di Franco Squeglia, lanciata da Giuseppe Lasco della Margherita,
si sono aggiunte quelle di Vincenzo De Angelis, segretario
dei Democratici di sinistra, e di Antimo Maietta dei Moderati.
Se si considera la disponibilità a ricandidarsi di
Ovidio Gadola dei Socialisti, si ha una misura di come si
stia allagando il fronte anti–porfidiano, ma anche di
come questo schieramento sia ancora troppo frastagliato per
sperare di intimorire il sindaco uscente. Un invito alla ricerca
di una sintesi arriva dal segretario provinciale della Margherita
Piero Squeglia: «La candidatura a sindaco – dice
– è un processo valido solo se riesce a far sì
che essa nasca per condivisioni ed aggregazioni di diverse
volontà». Il rutelliano approfitta anche per
strigliare i suoi, colpevoli di «accelerazioni poco
opportune». Il riferimento all’ufficializzazione
troppo repentina di Franco Squeglia a capolista della Margherita
è palese. L’onorevole, evidentemente, cominciava
a sentire puzza di «bruciato».
cla.lo., dal
Mattino
Comunicato stampa, 23 gennaio 2007
"Shalom Auschwitz"
L'OMAGGIO MUSICALE DI AGNESE GINOCCHIO
ALLA SHOAH
Caserta- "Shalom Auschwitz" è il titolo
dello struggente e meditativo canto di Pace con cui Agnese
Ginocchio, la cantautrice e testimonial per la Pace di Terra
di lavoro, originaria di Alife, ha voluto rendere omaggio
in occasione dell' annuale ricorrenza della 'Shoah, Giornata
della memoria' per ricordare lo sterminio in cui persero la
vita oltre sei milioni di ebrei e per ricordare inoltre tutte
le vittime delle guerre, stermini, eccidi, genocidi, barbarie
e ingiustizie che si sono susseguiti e si susseguono nel mondo
a causa delle ingiuste scelte dei potenti. 'Voce di Donna
in cammino per la Pace, Agnese Ginocchio è impegnata
attivamente nei percorsi di cultura di educazione alla Pace,
attraverso la scelta della Pace e della Nonviolenza come sua
compagna di strada. L’impegno viene associato allo strumento
delle parole, musica, voce e chitarra da lei definiti: "La
mia “arma nonviolenta e disarmante contro tutte le guerre
e le mafie”
Arcobaleno di Pace
Il Mattino, 21/01/2007
E Porfidia prova a succedere a se
stesso
Recale. Americo Porfidia punterà su se stesso. A cento
giorni dalle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale,
una delle poche certezze in uno scenario ancora nebuloso è
che il capolista dell’attuale maggioranza sarà
di nuovo Americo Porfidia. L’ipotesi di candidare uno
dei fratelli, Domenico o Lello, ha suscitato il dissenso di
Francesco Ommeniello, l’alleato più prezioso
di cui Porfidia più disporre in questo momento. Meno
chiaro, invece, è chi sarà o chi saranno gli
avversari del sindaco uscente. La Margherita ha lanciato il
nome di Franco Squeglia. Squeglia albergava nella mente dell’ex
sindaco Domenico Porfidia, quando avanzò la proposta,
alquanto bizzarra, di superare l’antagonismo tra Porfidia
e Gadola, ma poi è stato lanciato in pasto all’opinione
pubblica da Giuseppe Lasco, che lo ha salutato come «l’uomo
del destino», capace di aggregare il centrosinistra
(e non solo) e battere Porfidia. Per rendere l’operazione
più credibile Lasco ha anche ottenuto la «benedizione»
di Pierino Squeglia. Franco Squeglia è una persona
stimata in città, ma non è affatto certo che
tutti i petali della Margherita siano d’accordo. La
preoccupazione è che quand’anche Lasco riuscisse
a unificare il partito, la candidatura di Squeglia non sia
accolta dalle altre forze dello schieramento che in primavera
si anteporrà a Porfidia. In questo caso, infatti, Ovidio
Gadola dei Socialisti dovrebbe farsi da parte. L’ansia
di avanzare un nome senza un accordo preventivo, rischia di
far decadere l’ipotesi – Squeglia, che qualcuno
potrebbe bollare come un atto di prepotenza. Nel qual caso,
gli anti–porfidiani potrebbero rispolverare il «vecchio»
Gadola, che nel 2002 si separò da Filiberto Gianoglio
e perse per una manciata di voti, o indirizzarsi su una candidatura
dal profilo politico meno strutturato, in grado, però,
di attrarre consensi dal centrosinistra, dal centrodestra
e dal variegato mondo associativo. Se l’obiettivo è
sconfiggere Porfidia e basta, occorre, allora, un capolista
che sappia dialogare tanto con Rifondazione comunista quanto
con Alleanza nazionale.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Comunicato stampa, 20 gennaio 2007
AFFONDO
DELL'ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA SUL PIANO URBANISTICO COMUNALE
Cruna: la città asservita agli
interessi degli speculatori.
RECALE – Giovedì sera, il consiglio comunale
ha concluso la disamina delle osservazioni al Piano urbanistico
comunale, ma il nuovo strumento urbanistico non piace all’associazione
ambientalista “Cruna”: “Nel rispetto di
una tradizione consolidata – si legge in una nota diffusa
ieri –, anche nel piano partorito dall’amministrazione
del sindaco Americo Porfidia è prevalsa la cieca astuzia
machiavellica del fine che giustifica i mezzi, dove il fine
travalica il semplice accrescimento del consenso elettorale
e i mezzi sono le infinite mediazioni e le troppe concessioni
accordate a pochi “eletti”. Il piano che la maggioranza
si appresta ad adottare premia in modo eccessivo gli interessi
privati a danno di quelli che riguardano direttamente la nostra
comunità. La stessa che nella fase di elaborazione
del progetto urbanistico ha tentato di esprimere idee, proposte
e suggerimenti. Per la gran parte legittimi e ragionevoli,
ma del tutto ignorati da chi doveva solo redigere un “strumento
edilizio”. Francamente – aggiungono gli ambientalisti
–, non ci aspettavamo nulla di diverso, e con sorpresa
abbiamo letto nella relazione del progettista che “il
lavoro di raccolta di indicazione di cittadini e associazioni
ha rappresentato un momento fondante del Piano”. Risulta,
forse, a qualcuno che l’amministrazione comunale abbia
aperto un confronto pubblico sui temi che riguardano la città
e su tutto ciò che ha a che vedere con la vita delle
persone? Siamo a un passo dalla conclusione dell'iter di adozione
e il Puc non è stato mai stato presentato ai cittadini,
alle associazioni, alle forze politiche e ai cittadini per
un confronto pubblico. Noi riteniamo che quando è a
rischio la vivibilità stessa di una comunità,
sarebbe un errore imperdonabile scegliere tra il peggio e
il meno peggio. Esistono buone pianificazioni urbanistiche,
per le quali vale la pena lottare, ed esistono pianificazioni
pessime, le quali andrebbero rimandate al mittente. Se questo
piano, che rientra nella seconda categoria, sarà adottato
così come è e se, sfruttando una congiuntura
politico–amministrativa favorevole, sarà approvato
dalla Provincia di Caserta senza modifiche sostanziali –
conclude “Cruna” –, diverrà lo strumento
con il quale l’amministrazione comunale condurrà
al totale asservimento della città agli interessi degli
speculatori”.
Comunicato Cruna
Casertasette, 18 gennaio 2007
Crimine, sicurezza e legalita': Seminario
provincia a Marcianise
La
città di Marcianise ospiterà domani, 19 gennaio,
dalle ore 9.30 il quinto appuntamento del ciclo di seminari
itineranti programmati nell’ambito del progetto “Solidarietà
e sicurezza”, promosso dall’assessorato provinciale
alla Legalità. Destinatari dell’iniziativa sono
le vittime della criminalità, in particolare quanti
sono finiti nella rete del racket e dell’usura. Nella
sede del Corso di laurea in Design industriale introdurrà
i lavori l’assessore provinciale Lucia Esposito, dopo
i saluti del sindaco Filippo Fecondo. A confrontarsi sulla
sicurezza del territorio e sui percorsi di attuazione della
legge regionale n.11/2004 (dedicata alle misure di solidarietà
in favore delle vittime della criminalità) saranno
il dirigente della Divisione anticrimine della questura di
Caserta, Luigi Botte, l’avvocato penalista Bernardino
Lombardi, il presidente dell’Api Caserta, Antonio Salvatore
De Biasio, e il presidente della scuola di pace “Don
Peppe Diana”, Salvatore Cuoci. Il progetto ha, tra gli
altri, l’obiettivo di costituire una rete territoriale
di raccordo e di sensibilizzazione sulle iniziative da attuare
in tema di legalità e di prevenzione dei fenomeni criminali,
sviluppando attività di formazione per il sostegno
alle vittime
comunicato da
Casertasette
Rete Disarmo, 17 gennaio 2007
Le lancette del Doomsday Clock ancora
più vicine alla mezzanotte
The Bulletin of Atomic Scientist:
cresce il rischio di guerra nucleare Lancette portate avanti
di due minuti
Oggi,
17 gennaio 07, alle ore 15.30 (ora italiana), l'annuncio ufficiale
con due conferenze stampa in contemporanea a Washington e
Londra. "Doomsday", in inglese, sta per “giorno
del giudizio”, “fine del mondo”. Il Doomsday
Clock, con le sue lancette che vengono periodicamente avvicinate
o allontanate dalla mezzanotte, è ormai da sessant'anni
il più famoso indicatore del pericolo di una guerra
nucleare. Aggiornato periodicamente dall'autorevole Consiglio
Direttivo del "Bulletin of the Atomic Scientists",
ha raggiunto i suoi picchi nel 1953, all'epoca dei primi test
Usa/Urss della bomba H (due minuti alla mezzanotte) e nel
1984, con la corsa agli armamenti scatenata da Ronald Reagan
(tre minuti alla mezzanotte). Il 1991 è invece l'anno
in cui le lancette sono state spostate più indietro,
a ben 17 minuti dalla mezzanotte. Era l'epoca della caduta
del Muro, di Gorbaciov e della fine della guerra fredda. Da
allora, però, il rischio nucleare, lungi dallo scomparire,
è tornato pian piano a crescere. Successivi spostamenti,
nel '95, '98 e 2002, hanno riportato le lancette a 7 minuti.
“Il pericolo di una seconda era nucleare e le conseguenze
dei cambi climatici portano al Doomsday Clock più vicino
alla mezzanotte” è la lapidaria dichiarazione
iniziale del comunicato rilasciato. Oggi, 17 gennaio, è
stato annunciato ufficialmente un nuovo spostamento, di due
minuti, di avvicinamento alla mezzanotte. Mancano ora “cinque
minuti virtuali” al momento della mezzanotte. In pratica
le lancette sono state riportate ai livelli dei periodi più
bui della guerra fredda. L’organismo internazionale
degli scienziati, nel prendere la decisione di questo spostamento,
si è focalizzato su due punti principali: il pericolo
di 27.000 testante nucleari (di cui almeno 2.000 possono partire
nel giro di pochi minuti) e la distruzione degli habitat umani
a causa del cambio di clima. A commento di questa decisione
Martin Rees, presidente della Royal Society ed astrofisica
di fama mondiale ha dichiarato: “Le armi nucleari pongono
ancora la più catastrofica ed immediata minaccia per
l’umanità, ma anche il cambio di clima può
potenzialmente portare alla fine della civiltà da noi
conosciuta”. In questa situazione, sono più urgenti
che mai netti segnali di discontinuità da parte di
tutti i paesi amanti della pace. L'Italia potrebbe avere un
ruolo di primo piano in questo, se solo avesse il coraggio
di scelte precise: 1) Chiedere l'immediato smantellamento
di tutte le atomiche ancora presenti nel nostro paese (50
ad Aviano, 40 a Ghedi), in violazione del Trattato Internazionale
di Non Proliferazione Nucleare; 2) Rifiutare qualsiasi transito
di ordigni nucleari sul territorio nazionale, comprese le
acque territoriali, e quindi vietare l'accesso ai nostri porti
a navi e sommergibili a propulsione nucleare o dotati di armamenti
nucleari; 3) Congiuntamente con gli altri paesi dell'Alleanza
Atlantica, rimettere in discussione la politica NATO del "Nuclear
Sharing", che – lungi dall'aumentare la sicurezza
delle popolazioni - è un enorme fattore di instabilità
a livello planetario; 4) Come minimo, congelare qualsiasi
richiesta di ampliamento e ristrutturazione delle basi statunitensi
nel nostro paese. In questo contesto, consideriamo inaccettabile
la decisione del governo di ratificare l'ampliamento della
Base USA di Vicenza. Le indicazioni particolari per l’Italia
che noi avanziamo si armonizzano pienamente con i consigli
e le proposte avanzati proprio oggi dal Bullettin of Atomic
Scientist: 1) Ridurre la prontezza di lancio delle forze di
USA e Russia, rimuovendo completamente le armi nucleari dalle
operazioni militari ordinarie 2) Ridurre il numero complessivo
delle testate nucleari smantellando e distruggendo almeno
20.000 testate entro i prossimi 10 anni 3) Fermare la produzione
di materiale per armamento nucleare, tra cui uranio arricchito
e plutonio, sia in ambito militare che civile 4) Iniziare
una seria e onesta discussione sull’espansione della
potenza nucleare nel mondo La Rete Disarmo ha in programma
azioni e mobilitazioni sul tema del disarmo nucleare per i
prossimi mesi ed intende costruire, con molte forza impegnate
su questi temi, una campagna nazionale di pressione per un
vero disarmo nucleare che parta anche dal nostro paese.
Rete
Italiana per il Disarmo
Caserta News, 17 Gennaio 2007
Raccolta differenziata: i moderati
non possono tacere
Recale – A circa tre anni di distanza dall’inizio
della raccolta differenziata iniziata con il “porta
a porta”, si dovrebbe essere in grado di tirare le somme.
Il risultato però non è dei più apprezzabili……almeno
questo ci inducono a pensare i netturbini che quotidianamente
ritirano i rifiuti di qualsiasi tipo e, i cumuli di rifiuti
abbandonati in alcune stradine secondarie di Recale . Ma poiché
le cose non sono mai, anzi “quasi mai” (concediamoci
il beneficio del dubbio!!) come appaiono a prima vista, saremmo
lieti e grati all’amministrazione di avere notizie e
delucidazioni in merito, visto che i rifiuti vengono normalmente
ritirati come accadeva negli anni in cui non esisteva la differenziata.
Sulla stampa si elogiano i responsabili politici, che a nostro
giudizio sembrerebbe più uno sfottò, visto che
è sulla bocca di tutti che la differenziata non esiste
più dai tempi di ‘porta a porta’ . Questo
è quanto denuncia il partito dei ‘Moderati’
guidati dal segretario Antimo Maietta . Il presidente Domenico
Ciccone, dopo aver ascoltato le lamentele di numerosi cittadini
, ha così commentato: ‘ E’ assurdo che
a Recale si parla ancora di ‘raccolta differenziata’;
i cittadini non ne possono più. La raccolta differenziata
in questo paese ha avuto termine dopo il ‘no’
al famoso ‘porta a porta’ , che in modo intelligente
educava il cittadino. Non è il cittadino la causa del
fallimento della raccolta differenziata, bensì dell’amministrazione
che nulla ha fatto per evitare che ciò avvenisse; infatti
è sulla bocca di tutti che gli operatori ecologici
ritiravano e ritirano ancora oggi tutti i rifiuti immettendoli
in un unico contenitore . Addirittura, durante la messa domenicale,
il parroco ha dato lettura di un messaggio inviato dal Sindaco
di Recale, il quale faceva notare il calo in percentuale della
raccolta differenziata . Insomma come se i recalesi fossero
’incapaci’ di differenziare i rifiuti. No non
è il cittadino la causa di questo fallimento, è
solo un capo espiatorio per qualche politico di turno. I cittadini
sono i primi a voler collaborare, ma senza essere presi in
giro da nessuno . Ecco perchè in qualità di
utenti e, ancor prima, di cittadini ottemperanti ai propri
doveri, saremmo lieti di conoscere la destinazione e l’uso
finale dei rifiuti differenziati di questa attuale ditta che
ritira quotidianamente di tutto; e infine, ma non per questo
meno importante, a nome di una buona parte dei cittadini di
Recale, chiediamo a questa amministrazione, a fronte del nostro
operoso e meticoloso impegno nel differenziare i rifiuti e
raccoglierli come da disposizioni, e, a fronte di uno sgravio
economico mai constatato fino ad ora: che premio è
previsto per noi utenti e cittadini ?” Ancora una volta
i Moderati sono a fianco di coloro che chiedono ad alta voce
il cambiamento .
CasertaNews
Il Mattino, 17/01/2007
RECALE. PASSA CON GLI INDIPENDENTI
Massaro lascia Alleanza Nazionale
Recale. Franco Massaro lascia Alleanza Nazionale. Esponente
storico della destra cittadina, candidato a sindaco nel 1997,
al consiglio provinciale nel 2000 e commissario del circolo
fino all’autunno scorso, Massaro ha deciso di dichiararsi
indipendente e di condividere la posizione assunta da altri
esponenti di An, come Domenico Ventriglia, Franco Papa, Emilio
Caterino e Salvatore Mastroianni. «L’indipendenza
- dichiara - è dettata da sofferte quanto più
volte esplicitate ragioni politiche che, tradotte sul piano
locale, si possono riassumere nella esigenza di libertà
nelle scelte riguardanti le elezioni comunali e nella presa
di coscienza, ormai generalizzata in molti militanti di An,
che le decisioni in ambito locale non possono essere prese
semplicemente altrove, senza tener in debito conto - conclude
- le effettive istanze del territorio».
c.lo., dal
Mattino
Il Mattino, 17/01/2007
CAPODRISE
Fattopace sta preparando il rimpasto
Capodrise. Con una maggioranza di debuttanti, più
di 150 atti deliberativi in soli 7 mesi hanno del miracoloso,
eppure non bastano a far sorridere Giuseppe Fattopace. Durante
la campagna elettorale la sua lista ha dialogato con un elettorato
«misto», un arcipelago di formazioni, tra le quali
anche Forza Italia di Raffaele Pontillo, che oggi rivendica
visibilità. Fattopace, che ha stretto accordi a destra
e a manca, oggi, nonostante le tensioni interne e la riottosità
di Giovanni Capobianco, non può che procedere al rimpasto
di giunta. Su chi sta per lasciare l’esecutivo, solo
indiscrezioni. Vacillano, al momento, Giuseppina Allegretta,
Silvestro Ferraro e Paola Pontillo. Almeno due di essi dovrebbero,
entro la prossima settimana, cedere la poltrona a Nino Argenziano
o a Pasquale De Filippo, entrambi in quota al Centro Studi
De Gasperi di Salvatore Liquori, e a un nome indicato da Raffaele
Pontillo, ma «gradito» al centrosinistra. Al De
Gasperi, che in città raccoglie espressioni del cattolicesimo
moderato, «petali» della Margherita compresi,
spetterebbero anche il difensore civico con Saverio Cicala
e il coordinamento del nucleo di valutazione, che potrebbe
essere attribuito ad Argenziano o a Vincenzo Giaquinto. Tra
i presunti «creditori» di Fattopace, a bocca asciutta
resterebbe Riccardo Corridore.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 16/01/2007
San Nicola si mobilita contro la discarica
assemblea per impedire che apra Lo Uttaro
Rabbia e proteste all'assemblea contro la discarica, convocata
per ieri pomeriggio nel salone parrocchiale alla Rotonda.
La sala era gremita, cento persone sedute, altrettanti in
piedi ed ancora moltissimi fuori hano risposto alla convocazione
di Antonio Roano dei Verdi sannicolesi, al quale si devono
le iniziative contro la nuova discarica in località
"lo uttaro". Con l'ex sindaco Nicola Tiscione nelle
vesti di moderatore, si sono succeduti vari interventi di
consiglieri comunali sannicolesi, casertani e di privati cittadini.
D'Ambrosio e D'Andrea dell'Udc sannicolese, con Panico (Rc),
Russo Spena (Insieme) e Santamaria (Intesa) hanno chiesto
la convocazione del consiglio comunale aperto per parlare
del problema discarica. «Per far venire allo scoperto
tutti, per capire le varie posizioni» la motivazione.
L'argomento non manca di suscitare polemiche, anche se gli
animatori del dibattito, Tiscione e Roano, hanno precisato
che l'iniziativa non ha colore politico. «Vogliamo far
capire a tutti i politici, quelli in carica e quelli che lo
sono stato che i cittadini, i loro elettori, sono esasperati
e non vogliono rischi ulteriori sulla propria pelle».
lu.be., dal
Mattino
Comunicato stampa, 12 gennaio 2007
Discarica abusiva in località
Camposciello
RECALE – Se sarà necessario, sono pronti ad
inviare un esposto alla Procura della Repubblica di Santa
Maria Capua Vetere. Gli ambientalisti di Cruna considerano
inaccettabile il permanere di una discarica in località
Camposciello, proprio dove dovrebbe sorgere la nuova scuola
materna. “Da circa un anno – dichiara Domenico
Melillo, il vicepresidente del movimento ambientalista –,
lungo i margini di Viale dei Pini, assistiamo all’accumularsi
di una montagna di detriti, terriccio, materiale di risulta,
plastica e di chissà cos'altro. Questo cumulo ha assunto,
nel tempo, la consistenza e le dimensioni di una discarica
abusiva a cielo aperto che, oltre a mortificare una periferia
già abbandonata a se stessa, mina la salute del filare
di pini mediterranei, un patrimonio naturale di estremo interesse
botanico e naturalistico, peraltro salvaguardato anche nel
progetto di piano urbanistico attualmente in discussione in
consiglio comunale. Non sfugge – aggiunge Melillo –
che buona parte del materiale accumulato rappresenta un potenziale
pericolo per la salute dei cittadini, pericolo aggravato dal
fatto che questa discarica attraversa una zona interessata
da un progetto di riqualificazione che comprende la ristrutturazione
e l'ampliamento di una scuola materna”. Progetto per
il quale a dicembre è stata anche espletata la gara
d’appalto. “Ci risulta – rivela Melillo
– che il problema sia già stato portato all'attenzione
degli amministratori attraverso alcune interrogazioni consiliari”.
In effetti, il capogruppo dell’Ulivo Filiberto Gianoglio,
in più occasioni, ha denunciato in aula consiliare
la presenza della discarica, sollecitando l’intervento
del sindaco Americo Porfidia. “Chiediamo, dunque, al
primo cittadino, in qualità di responsabile della salute
pubblica, di sapere come si è generato un simile scempio,
per quale motivo le autorità preposte alla vigilanza
e alla salvaguardia del territorio non sono finora intervenute
e, soprattutto, cosa intenda fare il governo della città
per ripristinare lo stato dei luoghi. “Qualora queste
nostre richieste – conclude Melillo – dovessero
restare senza risposta, saremo costretti a presentare un esposto
alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere”.
Comunicato CRUNA
Il Mattino, 10/01/2007
Sindaco, la Margherita ha scelto
Squeglia «benedice» Squeglia. Con il consenso
del segretario provinciale una parte cospicua della Margherita
ha scelto, come suo candidato «provvisorio» da
contrapporre ad Americo Porfidia alle comunali di primavera,
Franco Squeglia. «È il nome – dice Lasco
– che proporremo alle altre forze politiche del centrosinistra
e alle associazioni per Recale». «Il candidato
a sindaco – frena Vincenzo De Angelis, segretario dei
Ds – è il punto di arrivo e non di inizio nella
formazione di una lista.
c.lo., dal Mattino
Il Mattino, 02/01/2007
REGOLAMENTI APPROVATI IN CONSIGLIO.
RUSSO: È L’ULTIMO ESCAMOTAGE PER CREARE POSTI
Comune, è caos sui nuovi enti
strumentali
Capodrise. Organismi per migliorare i servizi offerti al
cittadino o semplici moltiplicatori di incarichi? L’approvazione
da parte del consiglio comunale del regolamento per la costituzione
dell’Istituzione delle politiche sociali e di quella
dei servizi culturali ha ulteriormente inasprito il dibattito
tra maggioranza e opposizione. Nicola Russo, leader dell’opposizione,
ha bollato l’iniziativa come un «escamotage per
creare poltrone che abbiamo una “cubatura” politica
pari a quella di un assessorato». In effetti, in una
fase in cui si parla, con insistenza, di un rimpasto di giunta,
la nascita dei due enti strumentali da molti è letta
come una manovra per liberare posti in esecutivo, senza creare
troppe tensioni nell’attuale assetto. Sembra proprio
che il sindaco Giuseppe Fattopace voglia saldare il debito
(di consensi) che ha contratto in campagna elettorale con
il popolo dei moderati consentendo l’ingresso in giunta
di Pasquale De Filippo, membro del centro studi «Alcide
De Gasperi» ed esponente della Margherita e attribuendo
alla Pontillo la presidenza dell’Istituzione delle politiche
sociali. Chi, invece, crede nella bontà dell’operazione
è il consigliere Rita Raucci. «Sono esperienze
– ha dichiarato in aula sabato scorso – che in
realtà amministrative più evolute hanno prodotto
ottimi risultati. Aspetterei le nomine dei presidenti, prima
di esprimere un giudizio politico».
Claudio Lombardi, dal
Mattino
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