| Il
Mattino, 27/06/2007
Rimpasto a Capodrise per placare
«i ribelli»
Tre dissidenti di Margherita
e Ds mettono in crisi l’esecutivo cittadino
Capodrise. Il «caso» Capodrise sul tavolo provinciale
dell’Unione. Le dimissioni del vicesindaco Giovanni
Capobianco, il rimpasto di giunta – con l’ingresso
della 21enne Michela Pontillo, tesserata Ds ma figlia del
coordinatore di Forza Italia – e la nascita di un
nuovo gruppo consiliare hanno travalicato i confini di piazza
Casa Fusco fino a interessare quattro segretari provinciali
(Ubaldo Greco, Pierino Squeglia, Giosuè Bove e Americo
Porfidia), che, l’altra sera, si sono incontrati al
quartier generale della Quercia a Caserta, per discutere
delle sorti del sindaco Giuseppe Fattopace. Al termine di
due ore di confronto, il primo cittadino ha incassato la
fiducia dei due partiti che ancora sostengono la maggioranza
(Ds e Italia dei Valori) e ha stipulato un patto di non
belligeranza con Rifondazione comunista. Ma restano difficili
i rapporti con una parte della Margherita, quella rappresentata
da Raffaella Salzillo, e con alcuni esponenti dei Ds, come
Rita Raucci e Paola Pontillo, le quali, proprio con la Salzillo,
hanno fondato in Consiglio il gruppo «Progetto democratico»,
riducendo a nove i consiglieri che oggi appoggiano Fattopace.
La Raucci e la Pontillo, in particolare, accusano il sindaco
di aver svilito le aspirazioni politiche della lista «Democratici
per Capodrise» e di aver rimodulato l’esecutivo
solo per saldare il debito di consensi contratto in campagna
elettorale con un arcipelago di formazioni, tra le quali
anche Forza Italia di Raffaele Pontillo. Un aiuto esterno
che, se da un lato ha permesso a Fattopace di vincere (per
trenta voti) contro l’avversario Nicola Russo di «Insieme
per Capodrise», dall’altro ha creato, sin dai
primi giorni di governo, tensioni in seno alla maggioranza
che hanno frenato l’attività amministrativa
e che oggi rischiano di minare quella vittoria così
sofferta. Il sindaco se ne sta rendendo conto e, nella riunione
in via Maielli, si è dichiarato disponibile a riprendere
il dialogo con i consiglieri «dissidenti», o
a provarci almeno, e a rivedere, tra ottobre e dicembre,
gli assetti in giunta. Una strana casualità vuole
che per venerdì pomeriggio sia stato convocato un
consiglio comunale, in cui il sindaco comunicherà
all’assemblea il nuovo esecutivo, «rimpastato»
appena qualche settimana fa e che potrebbe subire, a questo
punto, altre modifiche nell’arco di qualche mese.
Quanto alla frattura con la Margherita, Fattopace spera
nella capacità persuasiva e aggregante di Squeglia,
il quale, prima o poi, dovrà risolvere la contraddizione
di un partito che a Capodrise è presente sia in esecutivo
con Gaetano Argenziano sia all’opposizione con Raffaella
Salzillo. Forse, la nascita in autunno dell'assemblea costituente
del Partito democratico, l’elezione del segretario
nazionale e degli organi territoriali potranno servire a
smussare qualche spigolatura all’interno della Margherita
e tra i rutelliani e gli esponenti della Quercia.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 21/06/2007
Dalla grotta affiora la villa del
centurione
San Nicola la Strada. Tre cisterne per la raccolta delle
acque, probabilmente facenti parte della villa di un centurione
e risalenti ai tempi di Calatia, la città sita lungo
la via Appia, distrutta dai Saraceni nell’880 d.c.,
sono venute alla luce nei pressi del cimitero di San Nicola.
Le tre costruzioni sono in via Grotta, nella zona di nuova
espansione edilizia, a poche centinaia di metri dai resti
delle mura della città di Calazia visibili lungo
l’Appia. Ai lati di quello che era un vecchio viottolo
di campagna c’era un antro in pietra, simile all’ingresso
di una grotta. La tradizione popolare sannicolese l’aveva
attribuita a «mazzamauriello», personaggio di
fantasia adoperato dalle mamme per spaventare i figli e
metterli in guardia dai pericoli. In realtà, l’antro
era l’apertura della cisterna per la raccolta delle
acque piovane; la scoperta è vecchia, oggi la si
è approfondita con i lavori di scavo coordinati da
un archeologo che segue le operazioni con la supervisione
di funzionari della Soprintendenza casertana. Due cisterne
hanno le stesse dimensioni: circa 3,50 metri per otto, la
terza misura quasi otto metri per otto, una ha la copertura
con la volta a botte, la seconda cisterna è coperta
solo in parte, della terza sono affiorate le mura perimetrali.
I lavori di scavo, proseguono per controllare se i resti
delle mura appartengono ad una costruzione più grande.
lu.be., dal
Mattino
Il Mattino, 20/06/2007
DEMOCRATICI DI SINISTRA
Congresso-bis: il 2 luglio nuova
segreteria
La parentesi delle elezioni comunali si è conclusa,
ed è pronto ad essere riaperto il capitolo del congresso
dei Democratici di Sinistra. L’assemblea provinciale
della Quercia si era conclusa, ad aprile, con la proroga
del mandato di segretario provinciale ad Ubaldo Greco e
la contemporanea nomina di Nicola Ucciero, come coordinatore.
Ma l'impegno assunto, unitariamente, dai diesse era quello
di convocare i delegati subito dopo le amministrative. Una
promessa a cui ha dato seguito, ieri la segreteria regionale
con la convocazione per il 2 luglio pomeriggio. Obiettivo
dichiarato chiudere la seconda fase congressuale e nominare
gli organismi dirigenti in maniera unitaria. Ma la dialettica
interna è ancora aperta. «I Ds casertani vogliono
rilanciare - si legge dalla nota inviata dalla segreteria
regionale - la propria capacità organizzativa e progettuale
in vista della costruzione del Partito democratico. Questo
appuntamento, a conclusione anche e soprattutto di una fase
di conflittualità interna, si è aperto in
occasione del congresso provinciale tenutosi lo scorso 4
aprile. La convocazione dell'Assise è stata stabilita,
in linea con il mandato congressuale approvato ad aprile,
dal segretario regionale, Enzo Amendola, dal segretario
provinciale, Ubaldo Greco e dal coordinatore dei Ds di Caserta,
Nicola Ucciero». «Portiamo così a compimento
- commmenta Greco - l'iter dell’assemblea per ridare
pienezza organizzativa al partito e per governare in maniera
collegiale». «La scelta di oggi - precisa Gaetano
Pascarella, sottosegretario alla Pubblica istruzione - era
nel dispositivo approvato ad aprile e mi auguro che vi sia
una sintesi unitaria tra le varie componenti del partito,
con la necessità di dare rilevanza ai grandi temi
che riguardano il nostro territorio».
Le due anime alla prova della
«sintesi»
Sul tavolo della discussione c’è la composizione
della segreteria. Un lavoro che passa attraverso il raccordo
tra le due anime della Quercia, che si sono contrapposte
nel corso del congresso. I bene informati danno come superata
l’ipotesi che partendo dalla proroga a Greco e dalla
nomina di Ucciero coordinatore, puntava a una sorta di «quadriunvirato»
con l’aggiunta dei due membri del consiglio nazionale,
Gaetano Pascarella e Adolfo Villani. Le due anime del partito
dovrebbero concorrere, invece, a chiudere la fase di transizione
per affrontare meglio la fase costituente del Pd. Per questo
il segretario regionale, superando ogni indugio, ha puntato
direttamente alla riapertura della fase conclusiva del congresso.
Senza nascondere quella «conflittualità interna»
che aveva paralizzato la Quercia.
Lia Peluso, dal
Mattino
Il Mattino, 17/06/2007
RECALE. MANCA NUMERO LEGALE:
È POLEMICA
Flop del primo consiglio comunale
Recale. Salta l’elezione di Francesco Porfidia a
presidente dell’assemblea, della commissione elettorale
e, intorno alle 23, salta anche l’adunanza, per mancanza
del numero legale. Nemmeno nella seduta di insediamento,
celebratasi venerdì sera, il consiglio comunale smentisce
la sua tradizione «belligerante». Il primo colpo
è stato sferrato dal sindaco Americo Porfidia, che
non ha ancora sciolto il riserbo sulle deleghe agli assessori.
Nella discussione sulla convalida degli eletti, Porfidia
ha sollevato l’incompatibilità di Filiberto
Gianoglio e di Ovidio Gadola. Secondo l’articolo 63
del Testo unico, i due consiglieri di minoranza sarebbero
incompatibili «in quanto attori in procedimenti giudiziari
contro il Comune». In particolare, Porfidia ha citato
il ricorso al Consiglio di Stato per l’annullamento
della delibera di approvazione del bilancio del 12 giugno
2003 e il ricorso al Tar per l’annullamento della
delibera di adozione del Piano urbanistico del 12 febbraio
2007. Gianoglio e Gadola si sono difesi citando lo stesso
articolo del Testo unico, che stabilisce che «non
vi è incompatibilità se la lite pendente è
connessa all’esercizio del mandato elettorale».
«Porfidia oltre alla giunta – hanno dichiarato
i due –, vorrebbe scegliersi anche l’opposizione.
Se vi è una persona incompatibile questa è
proprio il sindaco che non ha ancora restituito somme oggetto
di condanna da parte della Corte dei conti e ha utilizzato
risorse pubbliche per difendere posizioni private».
Contestata l’incompatibilità, ora Gianoglio
e Gadola hanno dieci giorni di tempo per rimuoverne le cause,
altrimenti incorreranno nella surroga, con l’ingresso
in consiglio dei candidati non eletti Ciro Rossi e Domenico
Argenziano. I due dovranno poi ricorrere alla giustizia
amministrativa per ottenere il reintegro.
cl.lo., dal Mattino
Il Mattino, 13/06/2007
Anthony Acconcia per quattro
ore davanti al gip e ai pm. La difesa: nessun falso, il
Prg sollecitato dal sindaco
«Niente gare truccate, solo
scelte politiche»
Niente trucchi, niente falsi, niente favori, niente gare
truccate. Se interventi ci sono stati, sono sempre stati
di natura politica, giustificati dalla necessità
di attuare il programma dell’amministrazione provinciale.
Che prevedeva, per esempio, di chiudere al più presto
la vicenda urbanistica di Casagiove, rimasta in sospeso
dalla precedente giunta. Anthony Acconcia parla e si difende.
Parla per quattro ore, anche degli episodi per i quali il
gip Giuseppe Meccariello aveva respinto la richiesta di
misura cautelare. Parla e spiega l’iter burocratico
degli appalti, le procedure delle gare, il percorso delle
buste delle offerte: dalla presentazione alla cassaforte.
Rimarca le date dell’appalto dei Centri per l’impiego:
la telefonata tra Domenico Bove, consigliere provinciale,
e Mario Coppola, prestanome di Giacomo Caterino, nel quale
vengono forniti gli importi da scrivere nell’offerta,
precede di un giorno la presentazione delle buste degli
altri concorrenti. Quindi, non poteva essere stato lui a
suggerire le cifre, per altro non sufficienti per aggiudicarsi
la gara essendo prevista l’assegnazione al miglior
offerente per importo, qualità e servizi. Acconcia
parla di Domenico Bove e di Giacomo Caterino. Del primo,
dice, buon conoscente per far parte dello stesso partito
(l’Udeur) e per aver fatto insieme la campagna elettorale.
Dell’altro, poco più di niente, essendo all’epoca
dei fatti ancora un consigliere dell’opposizione (Caterino
era stato eletto nella lista di An per poi transitare con
la maggioranza e con il partito di Mastella). Dei loro affari
non sapeva nulla, così come non sapeva niente dell’affare
Casagiove. Ecco, il punto che gli è costato l’accusa
di falso. Assistito dagli avvocati Giuseppe Stellato e Gennaro
Iannotti, Acconcia confuta anche questa. E rivendica la
regolarità della procedura, la necessità di
fare in fretta perché il Comune di Casagiove non
poteva più aspettare, perché troppi ritardi
c’erano già stati. L’intervento dell’ultimo
minuto? Una scelta politica, con osservazioni al piano regolatore
che non potevano essere trascurate. E se aveva sollecitato
la riunione della commissione urbanistica, quella presieduta
da Domenico Bove, era perché i tempi stringevano
e c’era il rischio di far decadere lo strumento di
pianificazione urbanistica. Faceva pressioni anche il sindaco
di Casagiove, Melone, che di lì a poco avrebbe lasciato
l’opposizione in consiglio provinciale per dichiararsi
indipendente. Non poteva sapere se la riunione della commissione
c’era stata davvero, non è il direttore generale
a istruire la pratica. Un interrogatorio che i difensori
hanno ritenuto soddisfacente e chiarificatore. Al termine,
hanno depositato l’istanza di revoca della misura
cautelare (gli arresti domiciliari) per mancanza di gravi
indizi e per mancanza di esigenze cautelari, essendo gli
atti oggetto dell’inchiesta già sequestrati
da tempo.
Rosaria Capacchione, dal
Mattino
Il Mattino, 13/06/2007
Nokia-Siemens: speranze nel vertice
con Bersani
Fino al maggio di quest’anno i 350 addetti dello
stabilimento Siemens di Marcianise hanno garantito 4 turni
di lavoro secondo l’ultimo accordo del marzo dello
scorso anno. Hanno ottenuto un premio di produttività
pari a 325 euro mensili dal maggio dello scorso anno, c’è
stato il ricorso sinanche a nuove figure professionali attraverso
rapporti interinali. Ma tutto questo non è bastato
a scongiurare la crisi e la minaccia di dismissioni paventate
dal piano di ristrutturazione della nuova società
Nokia-Siemens, dopo la joint venture di fine marzo. Nel
disegno aziendale, infatti, c’è solo da attivare
l’esternalizzazione dei siti di Cassina dei Pecchi
e di Marcianise, in aggiunta a un taglio del 15 per cento
su tutti i livelli occupazionali: insomma una cura dimagrante
che sa di beffa in un territorio già devastato dalla
crisi industriale. Contro questa manovra ieri è scattata
la protesta dei sindacati territoriali che hanno raccolto
il drammatico appello della Fem (Federazione europea metalmeccanici)
presidiando in forza il Palazzo di governo a Caserta. Una
delegazione ha illustrato al massimo organismo istituzionale
locale, rappresentato dal viceprefetto Savina Macchiarella,
le gravissime preoccupazioni circa il destino di una fabbrica
«in progress», pur non dimenticando i momenti
di incertezza del passato. Capitò nel 2003 quando
la stessa Siemens voleva chiudere il sito, più recentemente
quando venne ipotizzato addirittura il trasferimento nell’area
ex Saffa di Marcianise. Poi tutto sembrò tornare
al meglio, con un incremento dei volumi produttivi e le
nuove missioni di alta tecnologia che facevano prefigurare
esiti straordinari soprattutto nel campo della telefonia
mobile. «Ora con la nuova politica aziendale - ha
dichiarato Emilio D’Addio della Fiom - sembra che
la produzione non interessi più di tanto e che siano
ben altri gli interessi perseguiti dalla proprietà
nella competizione globale e sui mercati internazionali».
Di qui i timori che anche una realtà fiorente e positiva
come Marcianise possa pagare un pedaggio troppo grave rispetto
alle aspettative del territorio. Aspettative che adesso
si concentrano tutte sulla giornata odierna quando al dicastero
per lo Sviluppo economico il ministro Bersani incontrerà,
sia pure in forma riservata e informale, il responsabile
europeo di tutte le unità produttive Nokia-Siemens,
Kapman. Probabilmente verrà avviato nell’occasione
un primo tentativo di interlocuzione rispetto a quanto annunciato
dalla newco con gli interventi di esternalizzazione. Certamente
dell’esito di questo confronto Bersani darà
conto al più presto, essendosi impegnato a convocare
le organizzazioni sindacali non più tardi di venerdì
prossimo.
en.mu. dal
Mattino
Il Mattino, 13/06/2007
RECALE
Porfidia nomina gli assessori
Recale. Le deleghe saranno rese note nel corso della prima
seduta del consiglio comunale, convocata per venerdì,
alle 19, nell’aula di via Municipio. Ma per la composizione
dell’esecutivo il sindaco Americo Porfidia non ha
voluto attendere. E, applicando il principio del consenso,
sancito alla vigilia della campagna elettorale, ha nominato
Francesco Ommeniello (vicesindaco), Andrea Mastroianni,
Antimo Argenziano, Domenico Di Maio, Roberto Massi e Pietro
Mingione. La presidenza dell’assemblea, secondo lo
stesso criterio, andrà a Francesco Porfidia. I nomi,
peraltro già anticipati, delineano una giunta nel
segno della continuità, con tre uscenti e Argenziano
in esecutivo dal 2002 al 2006. Ma evidenziano anche un governo
nelle mani del partito dell’Italia dei Valori. Con
tre assessori (Mastroianni, Massi e Mingione), più
il voto del sindaco, Porfidia avrà sempre la maggioranza
assoluta su ogni atto deliberativo. Inoltre, il criterio
del consenso elettorale, per quanto legittimo, lascia fuori
dalla giunta i referenti di altri tre partiti, i cui voti
sono stati determinanti per la vittoria, giacché
nel 2002 erano tutti avversari di Porfidia: Osvaldo Argenziano
della Margherita, il segretario dell’Udeur Giovanni
Caporaso e Antimo Mastroianni, coordinatore dell’Udc.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 12/06/2007
«Il Prg? Non ricordo chi chiese
la variante»
Bove e Caterino per undici ore
dinanzi al gip. Negano le accuse e glissano sul caso Casagiove
Dalle dieci alle ventuno, undici ore no-stop per raccontare,
spiegare, giustificare: atti, delibere, bandi di gara, accuse
di corruzione, scambi di denaro, rapporti con gli imprenditori,
di Alvignano (e della zona del Matese) e di altre parti
della provincia. Undici ore, con la sola pausa per un panino,
per contestare 146 pagine di notizie di reato e di accertamenti
investigativi, di fatti che hanno portato in carcere, venerdì
mattina, due consiglieri provinciali e due ex assessori
alvignanesi, e ai domiciliari il direttore generale della
Provincia. Il primo a confrontarsi con il gip Giuseppe Meccariello
e con i due pm, Alessandro Cimmino e Paolo Di Sciuva, è
stato Domenico Bove, assistito dall’avvocato Angela
Monaco. Dalle 10 alle 16, essendo la sua la posizione più
complessa e grave. Bove, che è stato sindaco ad Alvignano
fino a due settimane fa e che era stato eletto in consiglio
provinciale del 2005, è accusato di aver incassato
tangenti lì dove era primo cittadino e di aver pilotato
appalti e gare a corso Trieste, a vantaggio di amici e grandi
elettori. Ha negato tutto. Quanto all’accusa di falso,
relativa alla vicenda piano regolatore di Casagiove (Bove
è presidente della commissione urbanistica provinciale),
ha smentito di aver costruito ad arte il verbale che autorizzava
la variante: «Era una riunione informale, convocata
d’urgenza. È vero che la segretaria era andata
via ma gli altri c’erano». Quanto ai beneficiari
della variante dell’ultimo minuto, ha riferito di
non ricordare perché la modifica fosse necessaria.
Ha negato tutto anche Giacomo Caterino, consigliere provinciale
eletto tra San Cipriano e Casal di Principe, imprenditore,
assistito dagli avvocati Vittorio Giaquinto e Alessandro
Barbieri. Alle gare non partecipava lui ma Mario Coppola
(indicato dagli investigatori come il suo prestanome), l’interessamento
per le gare era solo politico. Ancora il Prg di Casagiove,
e ancora un non ricordo. «Forse erano cose di Coppola,
della Cle». Ma perché l’intervento del
direttore generale, Anthony Acconcia, che aveva chiesto
di modificare l’area destinata alla 167, aveva preoccupato
tanto lui e Bove? E perché Acconcia aveva chiesto
quella rettifica? Anche in questo caso Caterino ha detto
di non sapere o di non ricordare. Difesa nel merito, più
breve e dettagliata, per Antonio Simeone, ex assessore ad
Alvignano, difeso dagli avvocati Giaquinto e Malinconico,
e per Sergio Romano. Simeone ha spiegato l’iter di
alcune pratiche approvate dalla sua giunta, respingendo
l’accusa di corruzione. I difensori presenteranno
questa mattina al gip l’istanza di revoca della misura
cautelare. Ma oggi sarà anche il giorno di Anthony
Acconcia, agli arresti domiciliari, accusato di turbativa
d’asta e falso. E a lui certamente toccherà
spiegare il mistero della variante al Prg di Casagiove,
la ragione di quella improvvisa modifica del tracciato dell’area
della 167 che costrinse Bove alla riunione straordinaria
della commissione e Caterino a sollecitare i buoni uffici
di Acconcia attraverso il presidente De Franciscis.
Rosaria Capacchione, dal
Mattino
Il Mattino, 12/06/2007
Scambio di telefonate per modificare
la 167 di Casagiove
La variante al piano regolatore di Casagiove, oggetto della
contestazione più grave al direttore generale della
Provincia, Anthony Acconcia, era stata presentata agli inizi
della consiliatura dalla giunta Melone. L’iter era
concluso, il passaggio per il consiglio provinciale fissato
- nonostante l’opposizione dell’assessore Maria
Carmela Caiola, che aveva pubblicamente manifestato delle
perplessità - per il 15 dicembre del 2005. La mattina
del 9 dicembre, nemmeno una settimana prima, l’allarmato
scambio di telefonate tra Domenico Bove e il «socio»
Giacomo Caterino. Bove aveva ricevuto da Acconcia la richiesta
di riunione urgente della commissione per apportare alcune
modifiche al tracciato, nella parte che riguardava l’area
destinata alla 167: un’indicazione secca, poi modificata,
senza riferimenti alla strada o al proprietario dei terreni.
I due, a telefono, si mostrano preoccupati: la «cosa»
potrebbe interferire con un altro progetto, bisognava scongiurare
che vi fossero osservazioni al piano che avrebbero potuto,
dicono, insospettire il Consiglio provinciale. La modifica
al tracciato, racconta l’ordinanza di custodia cautelare,
sarà fatta con buona pace di tutti. Ma dell’accordo
dell’ultimo minuto i consiglieri, di maggioranza e
opposizione, non sapevano nulla e approvarono all’unanimità.
r.cap. dal Mattino
Il Mattino, 12/06/2007
MARCIANISE
Rifiuti tossici a Ponteselice
La vasta area della campagna di Marcianise, nonostante
la vigilanza assidua delle forze dell’ordine, viene
ancora usata come discarica abusiva di rifiuti, spesso pericolosi.
L’ultimo rinvenimento, domenica scorsa, su un tratto
di strada parallelo alla provinciale per Ponteselice in
località «Carbone», nei pressi dell’ex
azienda Visocchi. Personale della polizia municipale ha
scoperto depositati sull’asfalto 13 fusti metallici,
da circa 200 litri ciascuno, contenenti una sostanza liquida
dall’odore sgradevole e pungente, molta della quale
fuoriusciva dai contenitori. Dopo aver isolato la zona,
sono intervenuti i tecnici dell’Uopc dell’Asl
che hanno accertato il contenuto dei recipienti: isocianato,
sostanza giudicata altamente tossica e nociva impiegata
nell’industria chimica. L’area di circa 3000
metri quadri è stata sottoposta a sequestro e gli
atti sono stati trasmessi alla Procura di Santa Maria Capua
Vetere. La Polizia municipale, agli ordini del vice comandante,
Carlo Ventriglia, sta svolgendo ulteriori indagini per individuare
la provenienza dei fusti, la loro destinazione e risalire
all’autore dello scarico abusivo, avvenuto, presumibilmente
di recente. L’area sulla quale sono stati depositati
i fusti è già stata oggetto di altri sversamenti
abusivi di rifiuti di vario genere.
dal Mattino
Casertasette, 12 giugno 2007
Nokia-Siemens, Caserta: oggi 4 ore
di sciopero con l'Action Day
La Federazione europea dei metalmeccanici (Fem) ha indetto
per oggi uno sciopero di 4 ore per protestare contro i licenziamenti
e le esternalizzazioni annunciate dalla multinazionale Nokia
Siemens: il piano prevede un riassetto aziendale che prevede
il taglio del 15% del personale, circa 9mila lavoratori
in tutta Europa (in Italia tra i 400 e i 500 su 3mila dipendenti).
L'Action Day, questo il nome della manifestazione che si
svolgera' in diversi paesi europei, prevede, per l'Italia,
presidi di protesta in molti siti Nokia Siemens della Lombardia
e una manifestazione davanti alla sede direzionale di Milano
Bicocca. Le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento
di Marcianise parteciperanno, invece, a un presidio che
si terra' a Caserta.
da
Casertasette
Il Mattino, 10/06/2007
Gare e appalti accordo tra soci
Centro impiego: il patto di ferro
tra i due consiglieri provinciali dell’Udeur
Un progetto globale per il controllo degli appalti, dei
lavori pubblici e dei progetti di comunicazione. Il tessitore
è Mimmo Bove, giovane e rampante sindaco di Alvignano,
consigliere provinciale appena eletto, grinta da vendere
e una buona dose di spregiudicatezza nel gestire affari
e rapporti con l’elettorato. Quando arriva a corso
Trieste ha appena ventinove anni, e quattro di esperienza
amministrativa maturata nel piccolo comune del Matesino.
Porta con sé un piccolo, ma redditizio, bagaglio
di amicizie. Per esempio, quella con Renzo Ambroselli, romano
trapiantato da anni a Piedimonte, giornalista pubblicista,
imprenditore con interessi forti nel mondo della comunicazione.
Sono legati a filo doppio, Bove comunica a lui, in anteprima,
la nomina - ancora non ufficializzata - del direttore generale
della Provincia. «Sarà Anthony Acconcia»,
gli confida. «Deve arrivare il curriculum ma è
fatta. Stiamo andando ad occupare le poltrone». Mesi
dopo - è gennaio del 2006 - si decide la sorte dei
Centri per l’impiego, Ambroselli ha messo a disposizione
uno stabile a Piedimonte Matese. La gara si fa, la decisione
viene rinviata per decisione di Bove e, riferisce il consigliere
provinciale all’amico, con il consenso di Acconcia.
C’è bisogno, prima, di una ispezione allo stabile
da parte della commissione. Una decisione che sta bene a
tutti. Ma ciò che più interessa, ad Ambroselli,
è l’entratura alla Provincia per piazzare i
suoi prodotti, e cioè le consulenze di videocomunicazione.
Ha un sogno, di cui l’amico politico è al corrente:
realizzare il nuovo sito web della Provincia (quello attuale
è gestito, fino alla fine di quest’anno, da
una società del gruppo Siemens). E lo ricorda a Bove,
perché è ciò che più gli interessa.
La cessione dello stabile per il Centro per l’impiego
è solo un affare come un altro. Bove, il grande tessitore,
è anche dietro le trattative per gli altri Centri.
È lui a dettare a Mario Coppola, prestanome di Giacomo
Caterino, gli importi esatti da inserire nelle buste per
la gara sulla sede di Casal di Principe. È lui a
fornire le indicazioni giuste per aggiudicarsi l’appalto,
costruito su misura del vincitore designato. Ciò
che raccontano le telefonate intercettate dai carabinieri
del Reparto operativo di Caserta, è lo spaccato di
un comitato di affari nel quale proprio Bove e Caterino,
«i due soci» come si definiscono, fanno la parte
del leone. Bove decide, Caterino, nella duplice veste di
consigliere provinciale e imprenditore (attività
formalmente affidata a Coppola per aggirare la norma sulle
incompatibilità) fa man bassa. Acconcia interviene
dall’esterno, nella veste - così è delineata
dal gip Giuseppe Meccariello nell’ordinanza di custodia
cautelare - di comprimario. Così il direttore generale
appare nella vicenda Ambroselli, ma soprattutto in quella
relativa alla variante al piano regolatore di Casagiove.
È la vicenda più delicata, è quella
che è costata al manager di corso Trieste l’accusa
di falso, è quella nella quale Acconcia non subisce
ma propone, e poi accomoda per non scontentare gli amici.
Le registrazioni delle telefonate rimandano la trattativa
per la modifica del tracciato della 167: Acconcia chiede
e annuncia l’invio della piantina aggiornata (ne manderà,
poi, due differenti), Bove si mette a disposizione, Caterino
si preoccupa perché in quella zona ci sono anche
i suoi interessi. E le variazioni utili per lui non possono
essere toccate. L’accordo viene raggiunto, la variante
viene approvata all’unanimità dal consiglio
provinciale, inconsapevole strumento nelle mani dei due
affaristi. Un via libera basato sull’esame di un fascicolo
falso: all’interno, i verbali delle riunioni della
commissione urbanistica, che è lo stesso Bove a presiedere,
che non ci sono mai state. Ma chi ha beneficiato di quella
variante?
Rosaria Capacchione, dal
Mattino
Il Mattino, 10/06/2007
«Coinvolgimento marginale,
no a strumentalizzazioni»
Corso Trieste, parla il vicepresidente
Villani: fuori luogo le pressioni per far dimettere Sandro
Vicepresidente Villani, quali sono le considerazioni politiche,
dopo gli arresti che hanno coinvolto due consiglieri provinciali
e il direttore generale della Provincia? «Partirei
da una considerazione generale: è da tempo che siamo
in presenza di inchieste giudiziarie che riguardano Comuni
e consorzi, amministrati sia dal centrodestra che dal centrosinistra.
Tutto ciò ci dice, che al di là dei singoli
casi e delle singole responsabilità, che vanno accertate
dalla magistratura, siamo in presenza di un forte inquinamento
della vita pubblica». Ma rispetto a quest’inchiesta,
qual è il coinvolgimento politico-amministrativo
della Provincia? «Fermo restando che la magistratura
accerterà le responsabilità, emerge però,
una gestione inquietante del comune di Alvignano. Il cuore
dell’inchiesta riguarda Alvignano, la Provincia è
chiamata in causa, marginalmente, solo su due vicende specifiche:
il Prg del comune di Casagiove e i centri per l’impiego.
Per quanto attiene alla prima vicenda, l’approvazione
del Piano regolatore, è stata fatta dal Consiglio
e non dalla giunta; inoltre il Prg è stato approvato
all’unanimità, con 33 voti, sia dei consiglieri
di maggioranza, che di opposizione. Se poi vi sono persone,
che hanno falsificato un verbale, è giusto che ne
rispondano, ma si tratta di responsabilità personali.
Per quanto attiene alla vicenda dei centri per l’impiego
di Aversa, Capua e Piedimonte Matese, anche in questo caso,
è stata gestita da una commissione tecnica e non
politica. Per Aversa e Capua, l’offerta della ditta
in questione, non fu approvata: infatti, in una fase successiva
fu fatta un’altra scelta. Solo nel caso di Piedimonte,
l’offerta diede luogo alla stipula di un preliminare,
che tale è rimasto, perché successivamente,
scaturì un contenzioso, tra l’aggiudicatario
e la Provincia». Ora il centrodestra chiede le dimissioni
del presidente De Franciscis... «La reazione della
Cdl è fuori luogo: come si fa a chiedere le dimissioni
del presidente? Questo è solo sciacallaggio. Non
mi pare, che di fronte a vicende estremamente gravi, come
quella del Ce 4, il Polo abbia chiesto le dimissioni dei
sindaci di Mondragone, San Cipriano o di esponenti politici
legati a questi sindaci o manager. Il problema la politica
ce l’ha, ed è grande come una casa, ma il terreno
del confronto è altro, rispetto alla rissa che il
centrodestra vuole scatenare. Questo vale anche rispetto
alla proposta di commissione di accesso». Il direttore
generale però è stato nominato dal presidente
della Provincia... «È una nomina di fiducia,
lo è dappertutto, e lo è stato anche per l’ex
presidente Ventre. Però credo che prima di esprimere
giudizi sul ruolo di Acconcia, sia bene attendere il lavoro
della magistratura, dal momento che l’attività
della Provincia riteniamo sia coinvolta solo marginalmente
e non certo sul piano della responsabilità politica».
dal Mattino
Comunicato Stampa, 10 giugno 2007
Caserta.
Auser, martedì incontro di lettura
Martedì 12 giugno, alle ore 18, l’Auser di
Caserta, presieduta da Elisabetta Luise, a conclusione dell’anno
sociale, propone, presso la sede dell’Associazione
in via Roma 8, l’incontro di lettura “Parole
di Donna… sensazioni, emozioni, frammenti di vita
declinati al femminile da Maria Orsini Natale a Valeria
Parrella”, a cura di Liliana Vastano.
Ospite dell’incontro la giornalista Maria Beatrice
Crisci. A fine serata, un buffet e un brindisi, cui sono
invitati tutti i soci e gli amici dell’Auser.
Si ricorda, inoltre, che è sempre attivo il Filo
d’Argento, il telefono amico degli anziani, numero
verde gratuito 800.995988 senza scatto alla risposta, dal
lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 12.
comunicato Auser Caserta
Casertasette, 8 giugno 2007
Terremoto giudiziario sulla provincia
di Caserta: sospesi da Udeur Bove e Caterino
Caserta - I Popolari-Udeur sospendono, in via cautelativa,
i due esponenti del partito arrestati nel Casertano, membri
del Consiglio provinciale di Caserta. Lo annuncia il segretario
regionale del partito Antonio Fantini. I provvedimenti di
custodia cautelare emessi dal gip del Tribunale di Santa
Maria Capua Vetere riguardano in particolare il capogruppo
del Campanile al Consiglio provinciale Giacomo Caterino,
e il consigliere Domenico Bove. "Pur non conoscendo
i fatti oggetto dell'arresto di due nostri esponenti di
partito avvenuto a Caserta - dice Fantini - nel pieno rispetto
del lavoro della magistratura e auspicando che si faccia
in tempi rapidi piena luce sulla vicenda, sospendiamo, in
via cautelativa, i nostri consiglieri provinciali destinatari
del provvedimento restrittivo". "Lo facciamo consapevoli
di operare nel loro stesso interesse - conclude Fantini
- ed augurando loro che al più presto possano dimostrare
la loro estraneità ai fatti contestati".
da Casertasette
Reuters, 8 giugno 2007
Caserta, affari illeciti: 6 arresti
tra politici e imprenditori
NAPOLI - Sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti
di altrettanti politici e imprenditori sono state eseguite
oggi nella provincia di Caserta dai carabinieri, che ne
hanno dato notizia in una nota.
I reati contestati a vario titolo ai sei, informano gli
stessi carabinieri, che illustreranno più tardi i
particolari dell'operazione, vanno dall'associazione per
delinquere alla corruzione, dalla concussione alla turbativa
d'asta ed al falso in atti pubblici.
I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip del
tribunale di S. Maria Capua Vetere ed hanno coinvolto alcuni
consiglieri provinciali ed il direttore generale della Provincia
di Caserta Anthony Acconcia, oltre che l'ex sindaco (oggi
consigliere provinciale) Domenico Bove, suo padre medico,
Mario, e due ex assessori del Comune di Alvignano.
Per alti due imprenditori indagati per turbativa d'asta
è scattato l'obbligo di dimora.
L'indagine -- partita nel 2005 dopo diverse segnalazioni
di una gestione anomala della cosa pubblica -- si è
incentrata sui versamenti che diversi imprenditori sarebbero
stati costretti a fare per ottenere lavori dal Comune, con
una propensione da parte degli amministratori, dicono gli
inquirenti, a lucrare non solo su autorizzazioni rilasciate
a privati ma anche sul dirottamento a ditte "amiche"
di lavori per privati.
Le turbative d'asta avvenivano in particolare per i lavori
di ristrutturazione. Il giro complessivo di affari illeciti,dicono
i carabinieri, è stimato in alcuni milioni di euro
da Reuters
Today
Caserta News, 9 giugno 2007
Recale, rapina alle poste: bottino
di 70 mila euro
Recale – Una rapina con un bottino di 70 mila euro
e' stata messa a segno ieri nell'ufficio postale di Recale,
un comune a qualche chilometro da Caserta. In due hanno
bloccato il vice direttore, lo hanno minacciato con una
pistola e costretto ad aprire l'ufficio e poi la cassaforte,
dalla quale hanno prelevato il denaro e sono fuggiti a bordo
di una vettura sulla quale era ad attenderli un altro complice.
Infruttuosi i posti di blocco e le ricerche dei banditi
da parte di polizia e carabinieri.
da
Caserta News
Casertasette, 6 giugno 2007
POLITICA E GIUSTIZIA
Angelo Brancaccio sospeso dal Consiglio
regionale
Con decorrenza 7 maggio 2007 il consigliere regionale dei
Ds Angelo Brancaccio, agli arresti in seguito agli sviluppi
di un'inchiesta relativa alla sua attività di sindaco
di Orta di Atella (Caserta), è stato sospeso dalla
carica. Il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri
che ne sancisce la sospensione è stato notificato
ieri al Consiglio regionale e il presidente, Sandra Lonardo,
ne ha dato comunicazione all'inizio della seduta di oggi.
Decorrono ora 30 giorni perché il Consiglio provveda
alla supplenza di Brancaccio. Il primo dei non eletti nella
circoscrizione di Caserta, e dunque candidato a succedere
a Brancaccio, è Adolfo Villani, attuale vicepresidente
della Provincia. In caso di revoca del provvedimento cautelare
nei confronti di Brancaccio la sospensione da consigliere
cessa a decorrere dalla data del provvedimento di revoca.
da Casertasette
Comunicato stampa, 2 giugno 20007
2 giugno, festa di solidarietà
Arci e Nero e non solo! con l’Associazione
Socio-Culturale Islamica di San Marcellino e l’Associazione
Zerno di Caserta lanciano l’iniziativa Città
aperte
Le
città aperte sono le città che accolgono,
che sono solidali, che hanno ampi spazi di partecipazione,
che aspirano all’uguaglianza all’inclusione,
che consentano l’espressione libera delle differenze,
che siano sicure per tutte e tutti. Le scelte che riguardano
i cittadini e le cittadine di origine straniera sono in
questo senso fondamentali, in particolare è importante
che nelle nostre città ci siano spazi di cittadinanza
attiva per giovani ragazzi e ragazze e per le donne dell’immigrazione.
Per ottenere questo obiettivo riteniamo essenziale rilanciare
il valore della Costituzione Italiana come patto fondamentale
su cui regolare la convivenza e dove sono articolati diritti
e doveri uguali per tutti.
A questo scopo abbiamo provveduto a tradurre la Costituzione
nelle lingue delle comunità straniere più
numerose presenti nelle nostre città allo scopo di
diffonderne la conoscenza e dare un messaggio d’inclusione
ai cittadini stranieri.
Il giorno 2 Giugno, la Festa della Repubblica, il Sindaco
di Caserta darà inizio alla distribuzione della Costituzione
tradotta per i migranti nell’ambito di una festa di
piazza multi etnica e multiculturale in Piazza Gramsci (accanto
alla Reggia di Caserta).
PROGRAMMA DELL’INIZIATIVA
Ore 18:00 Apertura degli Stand (Cus-cus,
piatti ucraini, the tunisino, caipirinha brasiliana e....tanto
altro!)
Ore 18:15 Saluti degli organizzatori e
delle autorità presenti
Ore 19:45 Consegna delle Costituzioni da
parte del Sindaco di Caserta
Ore 20:00 Spettacoli musicali, artistici,
danza con artisti provenienti da: Algeria, Brasile, Etiopia,
Italia, Senegal, Tunisia
Presidenza della Repubblica, 1
giugno 2007
Festa della Repubblica: il messaggio
del Presidente
«Vi
ho un anno fa rivolto i miei primi auguri per la Festa della
Repubblica. Ve li rinnovo oggi con sentimenti di sincera
vicinanza personale. E' una ricorrenza da celebrare in spirito
di unità: cittadini, istituzioni, Forze Armate, italiani
all'estero. Ed è l'occasione per gettare un breve,
sereno sguardo sul cammino compiuto nell'ultimo anno e sul
futuro che ci sta davanti».
«Non spetta a me, sia chiaro dare giudizi sull'azione
di governo: non interferisco nel dibattito tra gli opposti
schieramenti politici. Ma posso e sento di dover dire grazie
a quanti di voi, imprenditori, lavoratori, contribuenti
sensibili al dovere civico, hanno reso possibile la ripresa
dell'economia, che è tornata a crescere, e il miglioramento
dei conti pubblici».
«Un miglioramento, una ripresa che non sono sufficienti,
che debbono andare al di la dei risultati già raggiunti.
E ciò richiede ulteriori sforzi. Avendo di mira la
creazione di ancora maggiori possibilità di lavoro,
soprattutto in alcune parti del paese. E guardando alla
sfida dell'innovazione, della partecipazione all'Europa,
della competizione globale: perchè è di qui
che passa lo sviluppo, e il ruolo, dell'Italia nel prossimo
avvenire».
«E' una sfida che ci impegna tutti, dalle imprese
allo Stato. Faccia ciascuno la sua parte, fino in fondo,
con coerenza. Di certo, la macchina istituzionale e burocratica
resta pesante e costosa. E' indispensabile alleggerirla,
renderla più razionale ed efficace, diminuirne i
costi. Si impone perciò sobrietà e rigore
nei bilanci pubblici, nei comportamenti pubblici».
«Il sistema politico e le istituzioni rappresentative,
a cominciare dal Parlamento possono riguadagnare credibilità
e prestigio tra i cittadini solo affrontando i cambiamenti
necessari. Non si può continuare a parlarne senza
giungere a conclusioni concrete. Da una parte bisogna avere
il senso del limite e della responsabilità nel denunciare
quel che non va; se si fa di tutte le erbe un fascio, si
semina ulteriore sfiducia, non si aiuta la definizione di
obiettivi precisi di rinnovamento».
«E dall'altra parte si deve sapere che per rinnovare
la politica e le sue regole, i meccanismi elettorali e le
istituzioni, non c’è altra strada che quella
di confronti e accordi tra le forze presenti in Parlamento
e in altre Assemblee elettive».
«Importanti sono le sollecitazioni che possono venire
dall'opinione pubblica, dalle forze sociali e culturali,
e da una maggiore partecipazione dei cittadini: ma nulla
può sostituire la ricerca di intese, la scelta di
soluzioni largamente condivise in Parlamento, specie per
riforme di ampio respiro che ormai si impongono nell'interesse
generale».
«E dunque mi chiedo: si può trovare ora, nonostante
le difficoltà, questo terreno comune tra forze di
maggioranza e di opposizione, senza confondere i ruoli,
senza attenuare la gara per il governo del paese? Continuo
a credere che sia possibile, e a ripetere il mio appello
in questo senso. E' in gioco il nostro comune futuro». |