RASSEGNA STAMPA - GIUGNO 2007

Il Mattino, 27/06/2007

Rimpasto a Capodrise per placare «i ribelli»

Tre dissidenti di Margherita e Ds mettono in crisi l’esecutivo cittadino

Capodrise. Il «caso» Capodrise sul tavolo provinciale dell’Unione. Le dimissioni del vicesindaco Giovanni Capobianco, il rimpasto di giunta – con l’ingresso della 21enne Michela Pontillo, tesserata Ds ma figlia del coordinatore di Forza Italia – e la nascita di un nuovo gruppo consiliare hanno travalicato i confini di piazza Casa Fusco fino a interessare quattro segretari provinciali (Ubaldo Greco, Pierino Squeglia, Giosuè Bove e Americo Porfidia), che, l’altra sera, si sono incontrati al quartier generale della Quercia a Caserta, per discutere delle sorti del sindaco Giuseppe Fattopace. Al termine di due ore di confronto, il primo cittadino ha incassato la fiducia dei due partiti che ancora sostengono la maggioranza (Ds e Italia dei Valori) e ha stipulato un patto di non belligeranza con Rifondazione comunista. Ma restano difficili i rapporti con una parte della Margherita, quella rappresentata da Raffaella Salzillo, e con alcuni esponenti dei Ds, come Rita Raucci e Paola Pontillo, le quali, proprio con la Salzillo, hanno fondato in Consiglio il gruppo «Progetto democratico», riducendo a nove i consiglieri che oggi appoggiano Fattopace. La Raucci e la Pontillo, in particolare, accusano il sindaco di aver svilito le aspirazioni politiche della lista «Democratici per Capodrise» e di aver rimodulato l’esecutivo solo per saldare il debito di consensi contratto in campagna elettorale con un arcipelago di formazioni, tra le quali anche Forza Italia di Raffaele Pontillo. Un aiuto esterno che, se da un lato ha permesso a Fattopace di vincere (per trenta voti) contro l’avversario Nicola Russo di «Insieme per Capodrise», dall’altro ha creato, sin dai primi giorni di governo, tensioni in seno alla maggioranza che hanno frenato l’attività amministrativa e che oggi rischiano di minare quella vittoria così sofferta. Il sindaco se ne sta rendendo conto e, nella riunione in via Maielli, si è dichiarato disponibile a riprendere il dialogo con i consiglieri «dissidenti», o a provarci almeno, e a rivedere, tra ottobre e dicembre, gli assetti in giunta. Una strana casualità vuole che per venerdì pomeriggio sia stato convocato un consiglio comunale, in cui il sindaco comunicherà all’assemblea il nuovo esecutivo, «rimpastato» appena qualche settimana fa e che potrebbe subire, a questo punto, altre modifiche nell’arco di qualche mese. Quanto alla frattura con la Margherita, Fattopace spera nella capacità persuasiva e aggregante di Squeglia, il quale, prima o poi, dovrà risolvere la contraddizione di un partito che a Capodrise è presente sia in esecutivo con Gaetano Argenziano sia all’opposizione con Raffaella Salzillo. Forse, la nascita in autunno dell'assemblea costituente del Partito democratico, l’elezione del segretario nazionale e degli organi territoriali potranno servire a smussare qualche spigolatura all’interno della Margherita e tra i rutelliani e gli esponenti della Quercia.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 21/06/2007

Dalla grotta affiora la villa del centurione

San Nicola la Strada. Tre cisterne per la raccolta delle acque, probabilmente facenti parte della villa di un centurione e risalenti ai tempi di Calatia, la città sita lungo la via Appia, distrutta dai Saraceni nell’880 d.c., sono venute alla luce nei pressi del cimitero di San Nicola. Le tre costruzioni sono in via Grotta, nella zona di nuova espansione edilizia, a poche centinaia di metri dai resti delle mura della città di Calazia visibili lungo l’Appia. Ai lati di quello che era un vecchio viottolo di campagna c’era un antro in pietra, simile all’ingresso di una grotta. La tradizione popolare sannicolese l’aveva attribuita a «mazzamauriello», personaggio di fantasia adoperato dalle mamme per spaventare i figli e metterli in guardia dai pericoli. In realtà, l’antro era l’apertura della cisterna per la raccolta delle acque piovane; la scoperta è vecchia, oggi la si è approfondita con i lavori di scavo coordinati da un archeologo che segue le operazioni con la supervisione di funzionari della Soprintendenza casertana. Due cisterne hanno le stesse dimensioni: circa 3,50 metri per otto, la terza misura quasi otto metri per otto, una ha la copertura con la volta a botte, la seconda cisterna è coperta solo in parte, della terza sono affiorate le mura perimetrali. I lavori di scavo, proseguono per controllare se i resti delle mura appartengono ad una costruzione più grande.

lu.be., dal Mattino

Il Mattino, 20/06/2007

DEMOCRATICI DI SINISTRA

Congresso-bis: il 2 luglio nuova segreteria

La parentesi delle elezioni comunali si è conclusa, ed è pronto ad essere riaperto il capitolo del congresso dei Democratici di Sinistra. L’assemblea provinciale della Quercia si era conclusa, ad aprile, con la proroga del mandato di segretario provinciale ad Ubaldo Greco e la contemporanea nomina di Nicola Ucciero, come coordinatore. Ma l'impegno assunto, unitariamente, dai diesse era quello di convocare i delegati subito dopo le amministrative. Una promessa a cui ha dato seguito, ieri la segreteria regionale con la convocazione per il 2 luglio pomeriggio. Obiettivo dichiarato chiudere la seconda fase congressuale e nominare gli organismi dirigenti in maniera unitaria. Ma la dialettica interna è ancora aperta. «I Ds casertani vogliono rilanciare - si legge dalla nota inviata dalla segreteria regionale - la propria capacità organizzativa e progettuale in vista della costruzione del Partito democratico. Questo appuntamento, a conclusione anche e soprattutto di una fase di conflittualità interna, si è aperto in occasione del congresso provinciale tenutosi lo scorso 4 aprile. La convocazione dell'Assise è stata stabilita, in linea con il mandato congressuale approvato ad aprile, dal segretario regionale, Enzo Amendola, dal segretario provinciale, Ubaldo Greco e dal coordinatore dei Ds di Caserta, Nicola Ucciero». «Portiamo così a compimento - commmenta Greco - l'iter dell’assemblea per ridare pienezza organizzativa al partito e per governare in maniera collegiale». «La scelta di oggi - precisa Gaetano Pascarella, sottosegretario alla Pubblica istruzione - era nel dispositivo approvato ad aprile e mi auguro che vi sia una sintesi unitaria tra le varie componenti del partito, con la necessità di dare rilevanza ai grandi temi che riguardano il nostro territorio».

Le due anime alla prova della «sintesi»

Sul tavolo della discussione c’è la composizione della segreteria. Un lavoro che passa attraverso il raccordo tra le due anime della Quercia, che si sono contrapposte nel corso del congresso. I bene informati danno come superata l’ipotesi che partendo dalla proroga a Greco e dalla nomina di Ucciero coordinatore, puntava a una sorta di «quadriunvirato» con l’aggiunta dei due membri del consiglio nazionale, Gaetano Pascarella e Adolfo Villani. Le due anime del partito dovrebbero concorrere, invece, a chiudere la fase di transizione per affrontare meglio la fase costituente del Pd. Per questo il segretario regionale, superando ogni indugio, ha puntato direttamente alla riapertura della fase conclusiva del congresso. Senza nascondere quella «conflittualità interna» che aveva paralizzato la Quercia.

Lia Peluso, dal Mattino

Il Mattino, 17/06/2007

RECALE. MANCA NUMERO LEGALE: È POLEMICA

Flop del primo consiglio comunale

Recale. Salta l’elezione di Francesco Porfidia a presidente dell’assemblea, della commissione elettorale e, intorno alle 23, salta anche l’adunanza, per mancanza del numero legale. Nemmeno nella seduta di insediamento, celebratasi venerdì sera, il consiglio comunale smentisce la sua tradizione «belligerante». Il primo colpo è stato sferrato dal sindaco Americo Porfidia, che non ha ancora sciolto il riserbo sulle deleghe agli assessori. Nella discussione sulla convalida degli eletti, Porfidia ha sollevato l’incompatibilità di Filiberto Gianoglio e di Ovidio Gadola. Secondo l’articolo 63 del Testo unico, i due consiglieri di minoranza sarebbero incompatibili «in quanto attori in procedimenti giudiziari contro il Comune». In particolare, Porfidia ha citato il ricorso al Consiglio di Stato per l’annullamento della delibera di approvazione del bilancio del 12 giugno 2003 e il ricorso al Tar per l’annullamento della delibera di adozione del Piano urbanistico del 12 febbraio 2007. Gianoglio e Gadola si sono difesi citando lo stesso articolo del Testo unico, che stabilisce che «non vi è incompatibilità se la lite pendente è connessa all’esercizio del mandato elettorale». «Porfidia oltre alla giunta – hanno dichiarato i due –, vorrebbe scegliersi anche l’opposizione. Se vi è una persona incompatibile questa è proprio il sindaco che non ha ancora restituito somme oggetto di condanna da parte della Corte dei conti e ha utilizzato risorse pubbliche per difendere posizioni private». Contestata l’incompatibilità, ora Gianoglio e Gadola hanno dieci giorni di tempo per rimuoverne le cause, altrimenti incorreranno nella surroga, con l’ingresso in consiglio dei candidati non eletti Ciro Rossi e Domenico Argenziano. I due dovranno poi ricorrere alla giustizia amministrativa per ottenere il reintegro.

cl.lo., dal Mattino

Il Mattino, 13/06/2007

Anthony Acconcia per quattro ore davanti al gip e ai pm. La difesa: nessun falso, il Prg sollecitato dal sindaco

«Niente gare truccate, solo scelte politiche»

Niente trucchi, niente falsi, niente favori, niente gare truccate. Se interventi ci sono stati, sono sempre stati di natura politica, giustificati dalla necessità di attuare il programma dell’amministrazione provinciale. Che prevedeva, per esempio, di chiudere al più presto la vicenda urbanistica di Casagiove, rimasta in sospeso dalla precedente giunta. Anthony Acconcia parla e si difende. Parla per quattro ore, anche degli episodi per i quali il gip Giuseppe Meccariello aveva respinto la richiesta di misura cautelare. Parla e spiega l’iter burocratico degli appalti, le procedure delle gare, il percorso delle buste delle offerte: dalla presentazione alla cassaforte. Rimarca le date dell’appalto dei Centri per l’impiego: la telefonata tra Domenico Bove, consigliere provinciale, e Mario Coppola, prestanome di Giacomo Caterino, nel quale vengono forniti gli importi da scrivere nell’offerta, precede di un giorno la presentazione delle buste degli altri concorrenti. Quindi, non poteva essere stato lui a suggerire le cifre, per altro non sufficienti per aggiudicarsi la gara essendo prevista l’assegnazione al miglior offerente per importo, qualità e servizi. Acconcia parla di Domenico Bove e di Giacomo Caterino. Del primo, dice, buon conoscente per far parte dello stesso partito (l’Udeur) e per aver fatto insieme la campagna elettorale. Dell’altro, poco più di niente, essendo all’epoca dei fatti ancora un consigliere dell’opposizione (Caterino era stato eletto nella lista di An per poi transitare con la maggioranza e con il partito di Mastella). Dei loro affari non sapeva nulla, così come non sapeva niente dell’affare Casagiove. Ecco, il punto che gli è costato l’accusa di falso. Assistito dagli avvocati Giuseppe Stellato e Gennaro Iannotti, Acconcia confuta anche questa. E rivendica la regolarità della procedura, la necessità di fare in fretta perché il Comune di Casagiove non poteva più aspettare, perché troppi ritardi c’erano già stati. L’intervento dell’ultimo minuto? Una scelta politica, con osservazioni al piano regolatore che non potevano essere trascurate. E se aveva sollecitato la riunione della commissione urbanistica, quella presieduta da Domenico Bove, era perché i tempi stringevano e c’era il rischio di far decadere lo strumento di pianificazione urbanistica. Faceva pressioni anche il sindaco di Casagiove, Melone, che di lì a poco avrebbe lasciato l’opposizione in consiglio provinciale per dichiararsi indipendente. Non poteva sapere se la riunione della commissione c’era stata davvero, non è il direttore generale a istruire la pratica. Un interrogatorio che i difensori hanno ritenuto soddisfacente e chiarificatore. Al termine, hanno depositato l’istanza di revoca della misura cautelare (gli arresti domiciliari) per mancanza di gravi indizi e per mancanza di esigenze cautelari, essendo gli atti oggetto dell’inchiesta già sequestrati da tempo.

Rosaria Capacchione, dal Mattino

Il Mattino, 13/06/2007

Nokia-Siemens: speranze nel vertice con Bersani

Fino al maggio di quest’anno i 350 addetti dello stabilimento Siemens di Marcianise hanno garantito 4 turni di lavoro secondo l’ultimo accordo del marzo dello scorso anno. Hanno ottenuto un premio di produttività pari a 325 euro mensili dal maggio dello scorso anno, c’è stato il ricorso sinanche a nuove figure professionali attraverso rapporti interinali. Ma tutto questo non è bastato a scongiurare la crisi e la minaccia di dismissioni paventate dal piano di ristrutturazione della nuova società Nokia-Siemens, dopo la joint venture di fine marzo. Nel disegno aziendale, infatti, c’è solo da attivare l’esternalizzazione dei siti di Cassina dei Pecchi e di Marcianise, in aggiunta a un taglio del 15 per cento su tutti i livelli occupazionali: insomma una cura dimagrante che sa di beffa in un territorio già devastato dalla crisi industriale. Contro questa manovra ieri è scattata la protesta dei sindacati territoriali che hanno raccolto il drammatico appello della Fem (Federazione europea metalmeccanici) presidiando in forza il Palazzo di governo a Caserta. Una delegazione ha illustrato al massimo organismo istituzionale locale, rappresentato dal viceprefetto Savina Macchiarella, le gravissime preoccupazioni circa il destino di una fabbrica «in progress», pur non dimenticando i momenti di incertezza del passato. Capitò nel 2003 quando la stessa Siemens voleva chiudere il sito, più recentemente quando venne ipotizzato addirittura il trasferimento nell’area ex Saffa di Marcianise. Poi tutto sembrò tornare al meglio, con un incremento dei volumi produttivi e le nuove missioni di alta tecnologia che facevano prefigurare esiti straordinari soprattutto nel campo della telefonia mobile. «Ora con la nuova politica aziendale - ha dichiarato Emilio D’Addio della Fiom - sembra che la produzione non interessi più di tanto e che siano ben altri gli interessi perseguiti dalla proprietà nella competizione globale e sui mercati internazionali». Di qui i timori che anche una realtà fiorente e positiva come Marcianise possa pagare un pedaggio troppo grave rispetto alle aspettative del territorio. Aspettative che adesso si concentrano tutte sulla giornata odierna quando al dicastero per lo Sviluppo economico il ministro Bersani incontrerà, sia pure in forma riservata e informale, il responsabile europeo di tutte le unità produttive Nokia-Siemens, Kapman. Probabilmente verrà avviato nell’occasione un primo tentativo di interlocuzione rispetto a quanto annunciato dalla newco con gli interventi di esternalizzazione. Certamente dell’esito di questo confronto Bersani darà conto al più presto, essendosi impegnato a convocare le organizzazioni sindacali non più tardi di venerdì prossimo.

en.mu. dal Mattino

Il Mattino, 13/06/2007

RECALE

Porfidia nomina gli assessori

Recale. Le deleghe saranno rese note nel corso della prima seduta del consiglio comunale, convocata per venerdì, alle 19, nell’aula di via Municipio. Ma per la composizione dell’esecutivo il sindaco Americo Porfidia non ha voluto attendere. E, applicando il principio del consenso, sancito alla vigilia della campagna elettorale, ha nominato Francesco Ommeniello (vicesindaco), Andrea Mastroianni, Antimo Argenziano, Domenico Di Maio, Roberto Massi e Pietro Mingione. La presidenza dell’assemblea, secondo lo stesso criterio, andrà a Francesco Porfidia. I nomi, peraltro già anticipati, delineano una giunta nel segno della continuità, con tre uscenti e Argenziano in esecutivo dal 2002 al 2006. Ma evidenziano anche un governo nelle mani del partito dell’Italia dei Valori. Con tre assessori (Mastroianni, Massi e Mingione), più il voto del sindaco, Porfidia avrà sempre la maggioranza assoluta su ogni atto deliberativo. Inoltre, il criterio del consenso elettorale, per quanto legittimo, lascia fuori dalla giunta i referenti di altri tre partiti, i cui voti sono stati determinanti per la vittoria, giacché nel 2002 erano tutti avversari di Porfidia: Osvaldo Argenziano della Margherita, il segretario dell’Udeur Giovanni Caporaso e Antimo Mastroianni, coordinatore dell’Udc.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 12/06/2007

«Il Prg? Non ricordo chi chiese la variante»

Bove e Caterino per undici ore dinanzi al gip. Negano le accuse e glissano sul caso Casagiove

Dalle dieci alle ventuno, undici ore no-stop per raccontare, spiegare, giustificare: atti, delibere, bandi di gara, accuse di corruzione, scambi di denaro, rapporti con gli imprenditori, di Alvignano (e della zona del Matese) e di altre parti della provincia. Undici ore, con la sola pausa per un panino, per contestare 146 pagine di notizie di reato e di accertamenti investigativi, di fatti che hanno portato in carcere, venerdì mattina, due consiglieri provinciali e due ex assessori alvignanesi, e ai domiciliari il direttore generale della Provincia. Il primo a confrontarsi con il gip Giuseppe Meccariello e con i due pm, Alessandro Cimmino e Paolo Di Sciuva, è stato Domenico Bove, assistito dall’avvocato Angela Monaco. Dalle 10 alle 16, essendo la sua la posizione più complessa e grave. Bove, che è stato sindaco ad Alvignano fino a due settimane fa e che era stato eletto in consiglio provinciale del 2005, è accusato di aver incassato tangenti lì dove era primo cittadino e di aver pilotato appalti e gare a corso Trieste, a vantaggio di amici e grandi elettori. Ha negato tutto. Quanto all’accusa di falso, relativa alla vicenda piano regolatore di Casagiove (Bove è presidente della commissione urbanistica provinciale), ha smentito di aver costruito ad arte il verbale che autorizzava la variante: «Era una riunione informale, convocata d’urgenza. È vero che la segretaria era andata via ma gli altri c’erano». Quanto ai beneficiari della variante dell’ultimo minuto, ha riferito di non ricordare perché la modifica fosse necessaria. Ha negato tutto anche Giacomo Caterino, consigliere provinciale eletto tra San Cipriano e Casal di Principe, imprenditore, assistito dagli avvocati Vittorio Giaquinto e Alessandro Barbieri. Alle gare non partecipava lui ma Mario Coppola (indicato dagli investigatori come il suo prestanome), l’interessamento per le gare era solo politico. Ancora il Prg di Casagiove, e ancora un non ricordo. «Forse erano cose di Coppola, della Cle». Ma perché l’intervento del direttore generale, Anthony Acconcia, che aveva chiesto di modificare l’area destinata alla 167, aveva preoccupato tanto lui e Bove? E perché Acconcia aveva chiesto quella rettifica? Anche in questo caso Caterino ha detto di non sapere o di non ricordare. Difesa nel merito, più breve e dettagliata, per Antonio Simeone, ex assessore ad Alvignano, difeso dagli avvocati Giaquinto e Malinconico, e per Sergio Romano. Simeone ha spiegato l’iter di alcune pratiche approvate dalla sua giunta, respingendo l’accusa di corruzione. I difensori presenteranno questa mattina al gip l’istanza di revoca della misura cautelare. Ma oggi sarà anche il giorno di Anthony Acconcia, agli arresti domiciliari, accusato di turbativa d’asta e falso. E a lui certamente toccherà spiegare il mistero della variante al Prg di Casagiove, la ragione di quella improvvisa modifica del tracciato dell’area della 167 che costrinse Bove alla riunione straordinaria della commissione e Caterino a sollecitare i buoni uffici di Acconcia attraverso il presidente De Franciscis.

Rosaria Capacchione, dal Mattino

Il Mattino, 12/06/2007

Scambio di telefonate per modificare la 167 di Casagiove

La variante al piano regolatore di Casagiove, oggetto della contestazione più grave al direttore generale della Provincia, Anthony Acconcia, era stata presentata agli inizi della consiliatura dalla giunta Melone. L’iter era concluso, il passaggio per il consiglio provinciale fissato - nonostante l’opposizione dell’assessore Maria Carmela Caiola, che aveva pubblicamente manifestato delle perplessità - per il 15 dicembre del 2005. La mattina del 9 dicembre, nemmeno una settimana prima, l’allarmato scambio di telefonate tra Domenico Bove e il «socio» Giacomo Caterino. Bove aveva ricevuto da Acconcia la richiesta di riunione urgente della commissione per apportare alcune modifiche al tracciato, nella parte che riguardava l’area destinata alla 167: un’indicazione secca, poi modificata, senza riferimenti alla strada o al proprietario dei terreni. I due, a telefono, si mostrano preoccupati: la «cosa» potrebbe interferire con un altro progetto, bisognava scongiurare che vi fossero osservazioni al piano che avrebbero potuto, dicono, insospettire il Consiglio provinciale. La modifica al tracciato, racconta l’ordinanza di custodia cautelare, sarà fatta con buona pace di tutti. Ma dell’accordo dell’ultimo minuto i consiglieri, di maggioranza e opposizione, non sapevano nulla e approvarono all’unanimità.

r.cap. dal Mattino

Il Mattino, 12/06/2007

MARCIANISE

Rifiuti tossici a Ponteselice

La vasta area della campagna di Marcianise, nonostante la vigilanza assidua delle forze dell’ordine, viene ancora usata come discarica abusiva di rifiuti, spesso pericolosi. L’ultimo rinvenimento, domenica scorsa, su un tratto di strada parallelo alla provinciale per Ponteselice in località «Carbone», nei pressi dell’ex azienda Visocchi. Personale della polizia municipale ha scoperto depositati sull’asfalto 13 fusti metallici, da circa 200 litri ciascuno, contenenti una sostanza liquida dall’odore sgradevole e pungente, molta della quale fuoriusciva dai contenitori. Dopo aver isolato la zona, sono intervenuti i tecnici dell’Uopc dell’Asl che hanno accertato il contenuto dei recipienti: isocianato, sostanza giudicata altamente tossica e nociva impiegata nell’industria chimica. L’area di circa 3000 metri quadri è stata sottoposta a sequestro e gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Santa Maria Capua Vetere. La Polizia municipale, agli ordini del vice comandante, Carlo Ventriglia, sta svolgendo ulteriori indagini per individuare la provenienza dei fusti, la loro destinazione e risalire all’autore dello scarico abusivo, avvenuto, presumibilmente di recente. L’area sulla quale sono stati depositati i fusti è già stata oggetto di altri sversamenti abusivi di rifiuti di vario genere.

dal Mattino

Casertasette, 12 giugno 2007

Nokia-Siemens, Caserta: oggi 4 ore di sciopero con l'Action Day

La Federazione europea dei metalmeccanici (Fem) ha indetto per oggi uno sciopero di 4 ore per protestare contro i licenziamenti e le esternalizzazioni annunciate dalla multinazionale Nokia Siemens: il piano prevede un riassetto aziendale che prevede il taglio del 15% del personale, circa 9mila lavoratori in tutta Europa (in Italia tra i 400 e i 500 su 3mila dipendenti). L'Action Day, questo il nome della manifestazione che si svolgera' in diversi paesi europei, prevede, per l'Italia, presidi di protesta in molti siti Nokia Siemens della Lombardia e una manifestazione davanti alla sede direzionale di Milano Bicocca. Le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento di Marcianise parteciperanno, invece, a un presidio che si terra' a Caserta.

da Casertasette

Il Mattino, 10/06/2007

Gare e appalti accordo tra soci

Centro impiego: il patto di ferro tra i due consiglieri provinciali dell’Udeur

Un progetto globale per il controllo degli appalti, dei lavori pubblici e dei progetti di comunicazione. Il tessitore è Mimmo Bove, giovane e rampante sindaco di Alvignano, consigliere provinciale appena eletto, grinta da vendere e una buona dose di spregiudicatezza nel gestire affari e rapporti con l’elettorato. Quando arriva a corso Trieste ha appena ventinove anni, e quattro di esperienza amministrativa maturata nel piccolo comune del Matesino. Porta con sé un piccolo, ma redditizio, bagaglio di amicizie. Per esempio, quella con Renzo Ambroselli, romano trapiantato da anni a Piedimonte, giornalista pubblicista, imprenditore con interessi forti nel mondo della comunicazione. Sono legati a filo doppio, Bove comunica a lui, in anteprima, la nomina - ancora non ufficializzata - del direttore generale della Provincia. «Sarà Anthony Acconcia», gli confida. «Deve arrivare il curriculum ma è fatta. Stiamo andando ad occupare le poltrone». Mesi dopo - è gennaio del 2006 - si decide la sorte dei Centri per l’impiego, Ambroselli ha messo a disposizione uno stabile a Piedimonte Matese. La gara si fa, la decisione viene rinviata per decisione di Bove e, riferisce il consigliere provinciale all’amico, con il consenso di Acconcia. C’è bisogno, prima, di una ispezione allo stabile da parte della commissione. Una decisione che sta bene a tutti. Ma ciò che più interessa, ad Ambroselli, è l’entratura alla Provincia per piazzare i suoi prodotti, e cioè le consulenze di videocomunicazione. Ha un sogno, di cui l’amico politico è al corrente: realizzare il nuovo sito web della Provincia (quello attuale è gestito, fino alla fine di quest’anno, da una società del gruppo Siemens). E lo ricorda a Bove, perché è ciò che più gli interessa. La cessione dello stabile per il Centro per l’impiego è solo un affare come un altro. Bove, il grande tessitore, è anche dietro le trattative per gli altri Centri. È lui a dettare a Mario Coppola, prestanome di Giacomo Caterino, gli importi esatti da inserire nelle buste per la gara sulla sede di Casal di Principe. È lui a fornire le indicazioni giuste per aggiudicarsi l’appalto, costruito su misura del vincitore designato. Ciò che raccontano le telefonate intercettate dai carabinieri del Reparto operativo di Caserta, è lo spaccato di un comitato di affari nel quale proprio Bove e Caterino, «i due soci» come si definiscono, fanno la parte del leone. Bove decide, Caterino, nella duplice veste di consigliere provinciale e imprenditore (attività formalmente affidata a Coppola per aggirare la norma sulle incompatibilità) fa man bassa. Acconcia interviene dall’esterno, nella veste - così è delineata dal gip Giuseppe Meccariello nell’ordinanza di custodia cautelare - di comprimario. Così il direttore generale appare nella vicenda Ambroselli, ma soprattutto in quella relativa alla variante al piano regolatore di Casagiove. È la vicenda più delicata, è quella che è costata al manager di corso Trieste l’accusa di falso, è quella nella quale Acconcia non subisce ma propone, e poi accomoda per non scontentare gli amici. Le registrazioni delle telefonate rimandano la trattativa per la modifica del tracciato della 167: Acconcia chiede e annuncia l’invio della piantina aggiornata (ne manderà, poi, due differenti), Bove si mette a disposizione, Caterino si preoccupa perché in quella zona ci sono anche i suoi interessi. E le variazioni utili per lui non possono essere toccate. L’accordo viene raggiunto, la variante viene approvata all’unanimità dal consiglio provinciale, inconsapevole strumento nelle mani dei due affaristi. Un via libera basato sull’esame di un fascicolo falso: all’interno, i verbali delle riunioni della commissione urbanistica, che è lo stesso Bove a presiedere, che non ci sono mai state. Ma chi ha beneficiato di quella variante?

Rosaria Capacchione, dal Mattino

Il Mattino, 10/06/2007

«Coinvolgimento marginale, no a strumentalizzazioni»

Corso Trieste, parla il vicepresidente Villani: fuori luogo le pressioni per far dimettere Sandro

Vicepresidente Villani, quali sono le considerazioni politiche, dopo gli arresti che hanno coinvolto due consiglieri provinciali e il direttore generale della Provincia? «Partirei da una considerazione generale: è da tempo che siamo in presenza di inchieste giudiziarie che riguardano Comuni e consorzi, amministrati sia dal centrodestra che dal centrosinistra. Tutto ciò ci dice, che al di là dei singoli casi e delle singole responsabilità, che vanno accertate dalla magistratura, siamo in presenza di un forte inquinamento della vita pubblica». Ma rispetto a quest’inchiesta, qual è il coinvolgimento politico-amministrativo della Provincia? «Fermo restando che la magistratura accerterà le responsabilità, emerge però, una gestione inquietante del comune di Alvignano. Il cuore dell’inchiesta riguarda Alvignano, la Provincia è chiamata in causa, marginalmente, solo su due vicende specifiche: il Prg del comune di Casagiove e i centri per l’impiego. Per quanto attiene alla prima vicenda, l’approvazione del Piano regolatore, è stata fatta dal Consiglio e non dalla giunta; inoltre il Prg è stato approvato all’unanimità, con 33 voti, sia dei consiglieri di maggioranza, che di opposizione. Se poi vi sono persone, che hanno falsificato un verbale, è giusto che ne rispondano, ma si tratta di responsabilità personali. Per quanto attiene alla vicenda dei centri per l’impiego di Aversa, Capua e Piedimonte Matese, anche in questo caso, è stata gestita da una commissione tecnica e non politica. Per Aversa e Capua, l’offerta della ditta in questione, non fu approvata: infatti, in una fase successiva fu fatta un’altra scelta. Solo nel caso di Piedimonte, l’offerta diede luogo alla stipula di un preliminare, che tale è rimasto, perché successivamente, scaturì un contenzioso, tra l’aggiudicatario e la Provincia». Ora il centrodestra chiede le dimissioni del presidente De Franciscis... «La reazione della Cdl è fuori luogo: come si fa a chiedere le dimissioni del presidente? Questo è solo sciacallaggio. Non mi pare, che di fronte a vicende estremamente gravi, come quella del Ce 4, il Polo abbia chiesto le dimissioni dei sindaci di Mondragone, San Cipriano o di esponenti politici legati a questi sindaci o manager. Il problema la politica ce l’ha, ed è grande come una casa, ma il terreno del confronto è altro, rispetto alla rissa che il centrodestra vuole scatenare. Questo vale anche rispetto alla proposta di commissione di accesso». Il direttore generale però è stato nominato dal presidente della Provincia... «È una nomina di fiducia, lo è dappertutto, e lo è stato anche per l’ex presidente Ventre. Però credo che prima di esprimere giudizi sul ruolo di Acconcia, sia bene attendere il lavoro della magistratura, dal momento che l’attività della Provincia riteniamo sia coinvolta solo marginalmente e non certo sul piano della responsabilità politica».

dal Mattino

Comunicato Stampa, 10 giugno 2007

auser casertaCaserta. Auser, martedì incontro di lettura

Martedì 12 giugno, alle ore 18, l’Auser di Caserta, presieduta da Elisabetta Luise, a conclusione dell’anno sociale, propone, presso la sede dell’Associazione in via Roma 8, l’incontro di lettura “Parole di Donna… sensazioni, emozioni, frammenti di vita declinati al femminile da Maria Orsini Natale a Valeria Parrella”, a cura di Liliana Vastano.
Ospite dell’incontro la giornalista Maria Beatrice Crisci. A fine serata, un buffet e un brindisi, cui sono invitati tutti i soci e gli amici dell’Auser.
Si ricorda, inoltre, che è sempre attivo il Filo d’Argento, il telefono amico degli anziani, numero verde gratuito 800.995988 senza scatto alla risposta, dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 12.

comunicato Auser Caserta

Casertasette, 8 giugno 2007

Terremoto giudiziario sulla provincia di Caserta: sospesi da Udeur Bove e Caterino

Caserta - I Popolari-Udeur sospendono, in via cautelativa, i due esponenti del partito arrestati nel Casertano, membri del Consiglio provinciale di Caserta. Lo annuncia il segretario regionale del partito Antonio Fantini. I provvedimenti di custodia cautelare emessi dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere riguardano in particolare il capogruppo del Campanile al Consiglio provinciale Giacomo Caterino, e il consigliere Domenico Bove. "Pur non conoscendo i fatti oggetto dell'arresto di due nostri esponenti di partito avvenuto a Caserta - dice Fantini - nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e auspicando che si faccia in tempi rapidi piena luce sulla vicenda, sospendiamo, in via cautelativa, i nostri consiglieri provinciali destinatari del provvedimento restrittivo". "Lo facciamo consapevoli di operare nel loro stesso interesse - conclude Fantini - ed augurando loro che al più presto possano dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati".

da Casertasette

Reuters, 8 giugno 2007

Caserta, affari illeciti: 6 arresti tra politici e imprenditori

NAPOLI - Sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti politici e imprenditori sono state eseguite oggi nella provincia di Caserta dai carabinieri, che ne hanno dato notizia in una nota.
I reati contestati a vario titolo ai sei, informano gli stessi carabinieri, che illustreranno più tardi i particolari dell'operazione, vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione, dalla concussione alla turbativa d'asta ed al falso in atti pubblici.
I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip del tribunale di S. Maria Capua Vetere ed hanno coinvolto alcuni consiglieri provinciali ed il direttore generale della Provincia di Caserta Anthony Acconcia, oltre che l'ex sindaco (oggi consigliere provinciale) Domenico Bove, suo padre medico, Mario, e due ex assessori del Comune di Alvignano.
Per alti due imprenditori indagati per turbativa d'asta è scattato l'obbligo di dimora.
L'indagine -- partita nel 2005 dopo diverse segnalazioni di una gestione anomala della cosa pubblica -- si è incentrata sui versamenti che diversi imprenditori sarebbero stati costretti a fare per ottenere lavori dal Comune, con una propensione da parte degli amministratori, dicono gli inquirenti, a lucrare non solo su autorizzazioni rilasciate a privati ma anche sul dirottamento a ditte "amiche" di lavori per privati.
Le turbative d'asta avvenivano in particolare per i lavori di ristrutturazione. Il giro complessivo di affari illeciti,dicono i carabinieri, è stimato in alcuni milioni di euro

da Reuters Today

Caserta News, 9 giugno 2007

Recale, rapina alle poste: bottino di 70 mila euro

Recale – Una rapina con un bottino di 70 mila euro e' stata messa a segno ieri nell'ufficio postale di Recale, un comune a qualche chilometro da Caserta. In due hanno bloccato il vice direttore, lo hanno minacciato con una pistola e costretto ad aprire l'ufficio e poi la cassaforte, dalla quale hanno prelevato il denaro e sono fuggiti a bordo di una vettura sulla quale era ad attenderli un altro complice. Infruttuosi i posti di blocco e le ricerche dei banditi da parte di polizia e carabinieri.

da Caserta News

Casertasette, 6 giugno 2007

POLITICA E GIUSTIZIA

Angelo Brancaccio sospeso dal Consiglio regionale

Con decorrenza 7 maggio 2007 il consigliere regionale dei Ds Angelo Brancaccio, agli arresti in seguito agli sviluppi di un'inchiesta relativa alla sua attività di sindaco di Orta di Atella (Caserta), è stato sospeso dalla carica. Il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ne sancisce la sospensione è stato notificato ieri al Consiglio regionale e il presidente, Sandra Lonardo, ne ha dato comunicazione all'inizio della seduta di oggi. Decorrono ora 30 giorni perché il Consiglio provveda alla supplenza di Brancaccio. Il primo dei non eletti nella circoscrizione di Caserta, e dunque candidato a succedere a Brancaccio, è Adolfo Villani, attuale vicepresidente della Provincia. In caso di revoca del provvedimento cautelare nei confronti di Brancaccio la sospensione da consigliere cessa a decorrere dalla data del provvedimento di revoca.

da Casertasette

Comunicato stampa, 2 giugno 20007

2 giugno, festa di solidarietà

Arci e Nero e non solo! con l’Associazione Socio-Culturale Islamica di San Marcellino e l’Associazione Zerno di Caserta lanciano l’iniziativa Città aperte

città aperteLe città aperte sono le città che accolgono, che sono solidali, che hanno ampi spazi di partecipazione, che aspirano all’uguaglianza all’inclusione, che consentano l’espressione libera delle differenze, che siano sicure per tutte e tutti. Le scelte che riguardano i cittadini e le cittadine di origine straniera sono in questo senso fondamentali, in particolare è importante che nelle nostre città ci siano spazi di cittadinanza attiva per giovani ragazzi e ragazze e per le donne dell’immigrazione.
Per ottenere questo obiettivo riteniamo essenziale rilanciare il valore della Costituzione Italiana come patto fondamentale su cui regolare la convivenza e dove sono articolati diritti e doveri uguali per tutti.
A questo scopo abbiamo provveduto a tradurre la Costituzione nelle lingue delle comunità straniere più numerose presenti nelle nostre città allo scopo di diffonderne la conoscenza e dare un messaggio d’inclusione ai cittadini stranieri.
Il giorno 2 Giugno, la Festa della Repubblica, il Sindaco di Caserta darà inizio alla distribuzione della Costituzione tradotta per i migranti nell’ambito di una festa di piazza multi etnica e multiculturale in Piazza Gramsci (accanto alla Reggia di Caserta).

PROGRAMMA DELL’INIZIATIVA

Ore 18:00 Apertura degli Stand (Cus-cus, piatti ucraini, the tunisino, caipirinha brasiliana e....tanto altro!)
Ore 18:15 Saluti degli organizzatori e delle autorità presenti
Ore 19:45 Consegna delle Costituzioni da parte del Sindaco di Caserta
Ore 20:00 Spettacoli musicali, artistici, danza con artisti provenienti da: Algeria, Brasile, Etiopia, Italia, Senegal, Tunisia

Presidenza della Repubblica, 1 giugno 2007

Festa della Repubblica: il messaggio del Presidente

Il Presidente della Repubblica«Vi ho un anno fa rivolto i miei primi auguri per la Festa della Repubblica. Ve li rinnovo oggi con sentimenti di sincera vicinanza personale. E' una ricorrenza da celebrare in spirito di unità: cittadini, istituzioni, Forze Armate, italiani all'estero. Ed è l'occasione per gettare un breve, sereno sguardo sul cammino compiuto nell'ultimo anno e sul futuro che ci sta davanti».

«Non spetta a me, sia chiaro dare giudizi sull'azione di governo: non interferisco nel dibattito tra gli opposti schieramenti politici. Ma posso e sento di dover dire grazie a quanti di voi, imprenditori, lavoratori, contribuenti sensibili al dovere civico, hanno reso possibile la ripresa dell'economia, che è tornata a crescere, e il miglioramento dei conti pubblici».

«Un miglioramento, una ripresa che non sono sufficienti, che debbono andare al di la dei risultati già raggiunti. E ciò richiede ulteriori sforzi. Avendo di mira la creazione di ancora maggiori possibilità di lavoro, soprattutto in alcune parti del paese. E guardando alla sfida dell'innovazione, della partecipazione all'Europa, della competizione globale: perchè è di qui che passa lo sviluppo, e il ruolo, dell'Italia nel prossimo avvenire».

«E' una sfida che ci impegna tutti, dalle imprese allo Stato. Faccia ciascuno la sua parte, fino in fondo, con coerenza. Di certo, la macchina istituzionale e burocratica resta pesante e costosa. E' indispensabile alleggerirla, renderla più razionale ed efficace, diminuirne i costi. Si impone perciò sobrietà e rigore nei bilanci pubblici, nei comportamenti pubblici».

«Il sistema politico e le istituzioni rappresentative, a cominciare dal Parlamento possono riguadagnare credibilità e prestigio tra i cittadini solo affrontando i cambiamenti necessari. Non si può continuare a parlarne senza giungere a conclusioni concrete. Da una parte bisogna avere il senso del limite e della responsabilità nel denunciare quel che non va; se si fa di tutte le erbe un fascio, si semina ulteriore sfiducia, non si aiuta la definizione di obiettivi precisi di rinnovamento».

«E dall'altra parte si deve sapere che per rinnovare la politica e le sue regole, i meccanismi elettorali e le istituzioni, non c’è altra strada che quella di confronti e accordi tra le forze presenti in Parlamento e in altre Assemblee elettive».

«Importanti sono le sollecitazioni che possono venire dall'opinione pubblica, dalle forze sociali e culturali, e da una maggiore partecipazione dei cittadini: ma nulla può sostituire la ricerca di intese, la scelta di soluzioni largamente condivise in Parlamento, specie per riforme di ampio respiro che ormai si impongono nell'interesse generale».

«E dunque mi chiedo: si può trovare ora, nonostante le difficoltà, questo terreno comune tra forze di maggioranza e di opposizione, senza confondere i ruoli, senza attenuare la gara per il governo del paese? Continuo a credere che sia possibile, e a ripetere il mio appello in questo senso. E' in gioco il nostro comune futuro».

 
 
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