| L’Unità
del 30.8.2007
Sinistra al semaforo
Vorrei dedicare all’assessore Graziano Cioni di Firenze,
importante figura della sinistra in Italia, le parole di
una canzone italiana che al principio dell’altro secolo
era popolare anche fra le signore bene, popolare come «Balocchi
e profumi». La so perché la cantava mia madre
con una buona voce da soprano leggero: «A Natale non
badare, spazzacamino / ogni bimbo ha un focolare / e un
balocco vicino / tu però non ti accostare / resta
in giardino / i bambini non toccare / va a spazzare il camino».
La canzone, di tempi in cui alcuni borghesi non si vergognavano
di essere un po’ socialisti, prevedeva la risposta
del lavoratore abusivo citato nella canzone: «Tu mi
scacci, lo so, perché il volto più bianco
non ho, ma lo spazzacamino tiene il cuor come un altro bambino».
Pensandoci bene devo dedicare le parole di questa canzone
(era sostenuta da una bella aria strappalacrime che purtroppo
qui non sono in grado di trascrivere) a tutte le figure
della sinistra italiana che volentieri, spontaneamente,
e qualche volta con impeto da neoconvertiti alla luce di
verità non più negabili, sostengono che:
-· le tasse di Prodi-Padoa-Schioppa sono effettivamente
un furto senza precedenti nel mondo e bisognerà «restituire»
(attenzione alla parola, significa riconoscere che parliamo
di maltolto) ciò che spetta ai cittadini. Tener presente
che i Paesi con le mitiche tasse bassissime non sono mai
citati e confrontati realmente (tasse, incentivi per le
imprese, favori, interventi pubblici, scuole, ospedali,
spese militari);
-· affermano tuttavia, fra una sparata e l’altra
di Bossi, che non si devono discriminare né la Lega
né Tremonti da un serio discorso sulle riforme (Bossi
è il fucile e Tremonti, ovviamente, è il fiscalista
del progetto «sciopero fiscale»);
- · dicono con autorità che bisogna finalmente
proteggere i più deboli (cioè gli esclusi
da ogni beneficio) nel mondo del lavoro attraverso il giusto
espediente di privare di ogni beneficio i lavoratori che
se li erano conquistati con lotte e scontri sociali neanche
tanto facili negli anni Sessanta, Settanta, Ottanta. Intanto
il resto del Paese - come ha poco dopo rivelato la infelice
operazione «Mani pulite» - viveva nella austerità.
E se quei lavoratori, allora accampavano tanti diritti,
adesso sono abbastanza vecchi e dopo 35 o 40 anni di lavoro
(quasi sempre senza barca e senza seconda casa) sono andati
in pensione, si fa dell’ironia sul fatto che un sindacato
«conservatore» di pensionati pretende di dettare
legge alle nuove dinamiche del lavoro.
Ma adesso i «coraggiosi» (questo è il
termine per gli audaci di sinistra e centrosinistra che
hanno trovato una identificazione originale nel ripetere
con passione e convinzione ciò che ha già
detto la Lega, ciò che si ascolta nelle assemblee
degli imprenditori padri e - in seconda convocazione - gli
imprenditori figli, ciò che scrivono gli editorialisti
di ispirazione «moderna»), adesso i coraggiosi
puntano dritto ma contro Rom e lavavetri. Conoscete nemici
peggiori? È futile una sinistra che vede i lavavetri
come gli spazzacamini, e pensa ai Rom più come a
poveri che a ladri di bambini. Eccoci dunque pronti a spezzare
le reni ai lavavetri.
Anzi, hanno pensato, facciamo di più. Facciamo di
Firenze, città di sinistra, il simbolo e il modello
della caccia ai lavavetri. E facciamo bandiera della sinistra
la «sicurezza» ai semafori. Finalmente lotta
di liberazione dai poveri, dai Rom, dai mendicanti, dai
lavavetri.
Mentre nostri connazionali bianchi e agiati alzano un po’
il gomito (dopotutto siamo in ferie), guidano un po’
spericolato (dopotutto siamo italiani) e ti spazzano via
un ragazzino o una ragazzina sedicenne al giorno (dopotutto
c’è sempre il perdono e un mazzo di fiori da
recare sul posto); mentre nostri connazionali bianchi e
laboriosi sono impegnati a vendere a bravi risparmiatori
padani fondi di investimento in cui sono accuratamente incluse
le somme ricavate da «cartolarizzazioni mondiali»
che possono provocare in ogni momento un crollo prima di
azioni, poi di Borsa, poi di banca, poi di risparmi (e tanti
esperti, pacati, pensierosi e tranquilli sono impegnati
a «esaminare le varie ipotesi»), il lavavetri
non ha scampo. Lo becchi al semaforo e gli dai tre mesi
di carcere. Come è noto, tutti gli importanti e irrisolti
delitti italiani di ragazze inseguite, tormentate e uccise
dal fidanzato laureando, originano dalla piaga del lavavetri.
Con quel loro ostinato appostarsi ai semafori e quella loro
deliberata volontà di usare (male) spugna e straccio
anche sui vetri puliti, provocano una tale esasperazione
che poi si spiega se un povero italiano credente (che verrà
comunque perdonato) va a casa e fa una strage di italiani
grandi e piccoli, moglie, figli e neonati inclusi.
Tutto ciò sarebbe uno scherzo, benché un
po’ pesante, se non ci fossero alcune ragioni che
disorientano e umiliano non solo chi credeva di essere a
sinistra. Ma anche una comune «classe media»
di sentimenti umani che altrove si chiamerebbe soltanto
«liberal». Provo a elencarle così.
Primo. C’è qualcosa di blasfemo
- certo di stupido - nell’agitare la parola e «il
valore» della sicurezza a proposito di lavavetri,
a Firenze nell’estate in cui mezza Italia è
messa a fuoco da cittadini italiani, il più delle
volte incensurati, che non si fermerebbero a occuparsi dei
vostri vetri sporchi. Hanno missioni di malavita alquanto
più grandi. E molto ben coordinate.
Secondo. C’è qualcosa di blasfemo
- e anche di stupido - nell’agitare la parola e il
«valore» della sicurezza a proposito di lavavetri,
a Firenze nel giorno (lo stesso giorno) in cui il presidente
della Regione Calabria Loiero riceve una ulteriore minaccia
di morte (la sesta).
Terzo. C’è qualcosa di stupido
- politicamente stupido - in una sinistra ricca delle bandiere
della uguaglianza, della legalità, dei diritti umani
e civili, quando questa sinistra cerca di rubare e usare
come bandiera lo straccetto della presunta insicurezza dei
cittadini sia perché quella bandiera è saldamente
nelle mani di Borghezio (che non ha nessuna intenzione di
mollarla perché non ne ha un’altra); sia perché
- portino pazienza tutti coloro che fingono di non saperlo
- l’Italia della insopportabile immigrazione è
il Paese meno insicuro d’Europa (per non parlare di
Usa e America Latina) tranne che nel seno delle buone famiglie
e delle simpatiche coppie italiane dove va forte la strage
delle donne (solo italiane, solo per mani di bravi cittadini
italiani).
L’evidenza triste è che il sistema omologato
delle informazioni, una volta impiantato da Berlusconi nel
cuore della televisione pubblica e privata, dei giornali,
degli editorialisti, dei corsivisti (fa eccezione il fronte
dei vignettisti, forse perché, come dimostra Forattini
dai giorni della sua conversione, la destra non può
ridere), continua a mettere in luce con successo il lato
falso delle notizie. Molti italiani che non leggono l’inglese
credono davvero che l’Italia sia il Paese più
tassato o che le imprese, in Italia, siano davvero perseguitate
(quanto ai manager che sanno l’inglese, gli conviene
far finta di non saperlo, se no avrebbero difficoltà
a spiegare la cattiva sorte americana di Ford, General Motors
e Chrysler nel Paese del liberismo, il fallimento della
Swiss Air nella mitica Svizzera delle banche, la pesante
disoccupazione nei Paesi di bassissima tassazione). Ed ecco
che subito si arruolano «i coraggiosi», entusiasti
e vivaci seguaci di fatti mai accaduti e di notizie non
vere e si battono per nuove tasse (niente tasse) e nuovo
lavoro (niente garanzie, se mai raccomandazioni o essere
nati figli di). Molti italiani credono davvero - perché
lo dicono Borghezio, Gentilini e il Bossi del fucile purificatore
- che il nostro pericolo, terrorismo globale e terrorismo
stradale, sono gli immigrati, cioè i lavavetri.
Cioni ci crede perché purtroppo nell’Italia
di oggi non fa una gran differenza guardare Canale 5 o la
Rai. Non abbiamo detto che la sicurezza non è né
di destra né di sinistra (benché sia una evidente
sciocchezza, se si parla di eventi stradali)? Crede nella
sicurezza, arresta i lavavetri. Cioni dunque, in preda a
una terribile crisi di buona fede, prende alla lettera gli
spot berlusconiani, e arresta i lavavetri. Finalmente una
sinistra moderna. Ci dicono due giorni dopo i quotidiani:
«Non si vedono più lavavetri a Firenze».
Grande vittoria della sinistra, anche se ottenuto lungo
la scorciatoia della destra, che non è uguaglianza
ma abolire l’immagine della diseguaglianza. E non
è giustizia ma evitare ogni constatazione di ingiustizia.
Ricordate l’inizio del «Siddarta» di Hesse?
«Fecero scomparire tutti i poveri e i malati dalle
strade perché il principe non li vedesse».
L’assessore Cioni ha vinto. Con un prezzo un po’
alto. Liquidare nella sua città la sinistra.
P.S. L’assessore Cioni, nel compilare il suo editto
senza se e senza ma non ha potuto tener conto di due esperienze,
verificate personalmente, che gli giro, insieme ai versi
della canzone di mia madre.
- Varie volte ho visto bravi cittadini italiani farsi lavare
accuratamente il vetro, indicando con precisione punti ancora
insoddisfacenti per prolungare l’operazione. Poi,
appena il semaforo lo consente con uno strappo sull’acceleratore,
sgommano via facendo il segno del dito, senza pagare.
- Due volte, in reputati e pubblicizzati distributori di
benzina e Diesel, mi è stato detto, durante l’estate:
«Il parabrezza? Se lo faccia pulire dal lavavetri.
Noi non lo facciamo più».
Furio Colombo, da
l’Unità
Il Mattino, 21/08/2007
Pd, è l’ora del comitato
si parte il 3 settembre
Il comitato provinciale dei quarantotto, per la costituzione
del Partito democratico, si riunirà i primi di settembre,
qualcuno suggerisce il giorno, che dovrebbe essere il 3,
ma è ancora da confermare, per stabilire quali saranno
le prossime iniziative da mettere in campo, ma anche stabilire
qual è la maggioranza che si delineerà in
provincia di Caserta. Naturalmente i riflettori sono tutti
puntati sul livello regionale. Oltre ai segretari nazionali,
si voteranno quelli di ciascuna regione. In Campania, le
ipotesi sono ancora tutte aperte, c’è una quasi
candidatura, a segretario regionale del Pd, di Andrea Cozzolino,
assessore Ds a palazzo Santa Lucia, ma anche il leader regionale
della Quercia, Enzo Amendola, ha dato la propria disponibilità.
Niente di definito neppure nel partito della Margherita
regionale, dove si è aperta una dialettica tra il
gruppo del coordinatore provinciale Salvatore Piccolo, i
diellini, che come riferimento a livello nazionale hanno
il ministro Francesco Rutelli, senza dimenticare gli affezionati
del coordinatore regionale, Ciriaco De Mita. Una matassa
che dovranno sciogliere, chiudendo l'accordo, alla fine
proprio quest'ultimo e il governatore Antonio Bassolino,
prima della metà di settembre. Per i quarantotto
in provincia di Caserta (trenta componenti divisi in parti
uguali, tra iscritti alla Margherita e alla Quercia) e i
diciotto esponenti della società civile (ma anche
tre in rappresentanza di Caserta è Libera del presidente
della Provincia, De Franciscis), quello fissato tra circa
due settimane sarà il primo incontro ufficiale. Non
solo, ma servirà a gettare le basi per iniziare a
capire come costituire una maggioranza all'interno del Partito
democratico e definire quale sarà il candidato alla
guida della segretaria nazionale da sostenere. Un punto
questo, non del tutto chiaro, o meglio: il dato certo è
il sostegno a Walter Veltroni, mentre la difficoltà
è trovare la sintesi all'interno di quest'area. Tutti
punti interrogativi ancora aperti, ma il bivio è
rappresentato dalla necessità di stabilire se si
vuole dare continuità all'esperienza di governo di
Romano Prodi, oppure porsi in maniera critica nei confronti
di quest'ultima. A Caserta, gli schieramenti sono abbastanza
definiti, suscettibili di variazioni solo in relazione e
in dipendenza del livello regionale. Da una lato ci sono
i due segretari provinciali Ds e Dl: Ubaldo Greco e Pietro
Squeglia; dall'altro il gruppo del presidente della Provincia
e del sindaco di Caserta, Sandro De Franciscis e Nicodemo
Petteruti, e l’area dei Ds che fa riferimento al vicesegretario
provinciale, Nicola Ucciero che ha raccolto l’adesione
al suo manifesto per il Pd anche di Alleanza riformista.
La fine delle vacanze estive, per la classe politica casertana
e partenopea, è prevista per fine agosto, quando
sono già fissati una serie di incontri napoletani,
che precederanno di poco l’incontro dei 48 di Caserta.
Appuntamenti che avranno l’obiettivo di trovare una
candidatura alla segretaria regionale del Partito democratico,
che possa essere la sintesi delle varie componenti che entreranno
a far parte del nuovo progetto politico a partire dal 14
ottobre.
Lia Peluso, dal
Mattino
Il Mattino, 02/08/2007
«Nokia riveda le sue decisioni»
La doccia fredda delle esternalizzazioni il gruppo Nokia
Siemens l'ha già preparata per i siti produttivi
italiani. Malgrado la giornata di lotta dei lavoratori agli
inizi di luglio, il primo atto della nuova joint venture
prevede un trattamento ”gelido” soprattutto
per lo stabilimento di Marcianise dove operano 350 dipendenti
e 130 interinali (tutte le attività sia sulla telefonia
mobile che sul radiomobile sarebbero cedute a terzi), mentre
per Cassina de Pecchi, in Lombardia, l'outsourcing dovrebbe
avere esiti meno traumatici, garantendo la sopravvivenza
delle attività di ricerca, sviluppo e commercializzazione.
Non a caso il responsabile dei siti europei del network,
Kasmann, sarà in visita solo nel milanese (considerato
da sempre sede centrale del gruppo in Italia) già
prima di Ferragosto. Non a caso sarebbe già noto,
sia pure a livello di indiscrezioni, il nome del nuovo interlocutore
contrattuale, la multinazionale Jabil Circuit già
presente in Italia con stabilimenti a Padova e a Marcianise.
Ma questi progetti non collimano affatto con il parere del
ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, ieri
assai critico sulla vicenda. «Il gruppo Nokia Siemens
- scrive il ministro - ha ritenuto di non accogliere il
mio invito diretto a riconsiderare le proprie decisioni
anche alla luce delle iniziative che si prefigurano in Italia
nel campo dell'ammodernamento delle reti delle telecomunicazioni,
della diffusione della banda larga e dell'importanza di
un retroterra nazionale di attività produttive su
cui sarà indispensabile fare leva per quei soggetti
che intendano partecipare alla sfida italiana nei nuovi
investimenti per il settore». Bersani, allora, nello
spiegare le ragioni della propria contrarietà, condivide
in pieno l'atteggiamento preso dalle organizzazioni sindacali
che non più tardi di ieri l'altro, in un documento,
avevano fatto capire che se di un confronto si può
cominciare a parlare, questo deve avvenire nella sede istituzionale
del ministero e non di Assolombarda, come proposto da Nokia
Siemens. E non sarebbe solo per una questione di principio
o di opportunismo politico; sarebbe la scelta più
logica dal momento che nella stessa sede romana si stanno
valutando le misure più idonee a rilanciare quelle
aree, come il sito casertano, maggiormente colpite dalla
crisi di settore. Anche in considerazione di un quadro cosi
articolato, Bersani ha fatto sapere allora che si riserva
ulteriori passi ai fini di una riconsiderazione da parte
di Nokia delle scelte annunciate. Facendo in questo modo
capire che un conto sono le aspettative forti di natura
occupazionale e di tutela delle attività di produzione,
un conto gli interessi dei due protagonisti della joint
venture, in particolare della Siemens che pure vanta esperienze
importanti nel manifatturiero, soprattutto in Germania.
D'altro canto anche i sindacati dei metalmeccanici hanno
deciso di rivedere i termini della questione fattivamente,
anticipando i lavori del coordinamento nazionale al 29 agosto.
«Il parere di Bersani è apprezzabile, autorevole
e per questo degno della massima considerazione - ha riconosciuto
Giovanni De Pasquale segretario provinciale della Uilm -
tuttavia bisogna valutare quale strategia sarà in
grado di organizzare il Governo per difendere tanti posti
di lavoro».
Enzo Mulieri, dal
Mattino
Comunicato stampa, 1 agosto 2007
TLC: Bersani, negativa decisione
Nokia-Siemens abbandonare produzione Italia
“CONDIVIDO CONTRARIETÀ
SINDACATI, SOLLECITO UNA RICONSIDERAZIONE”
“Come primo atto della nuova joint venture tra Siemens
e Nokia nel settore delle telecomunicazioni, è stato
annunciato, solo per l'Italia, l'abbandono e l'esternalizzazione
verso terzi delle attività di produzione del nuovo
gruppo a Marcianise e Cassina de' Pecchi. È una decisione
negativa.”
A dichiararlo in una nota è il ministro dello Sviluppo
economico, Pier Luigi Bersani, che spiega: “Il gruppo
Nokia Siemens ha ritenuto di non accogliere il mio invito
diretto a riconsiderare le proprie decisioni anche alla
luce delle iniziative che si prefigurano in Italia nel campo
dell'ammodernamento delle reti di TLC, della diffusione
della banda larga e dell'importanza di un retroterra nazionale
solido di attività produttive e di ricerca su cui
sarà indispensabile far leva per quei soggetti che
intendano partecipare alla sfida italiana nei nuovi investimenti
per le TLC.”
Bersani condivide la contrarietà espressa dalle OO.
SS. verso questa decisione e fa sapere che “il Ministero
si riserva ulteriori passi ai fini di una riconsiderazione
da parte di Nokia Siemens delle scelte annunciate”.
Comunicato Ministero dello Sviluppo Economico
Comunicato stampa, 31 luglio 2007
Recale: verso il Partito Democratico
Il Partito Democratico prende forma
anche a Recale. Si è svolto infatti nella serata
di lunedì 30 luglio, nella cittadina alle porte di
Caserta, un primo incontro per discutere del Pd e dei nuovi
scenari che apre la nascita di questo nuovo soggetto politico.
L’incontro, organizzato dalla dottoressa Patrizia
Vestini, capolista di “Uniti per Cambiare” nella
recente competizione elettorale e oggi capogruppo d’opposizione,
ha visto la partecipazione di componenti della lista e di
cittadini interessati al progetto, insieme ad esponenti
della Margherita e alla segreteria cittadina dei Ds. “L’impegno
per costruire anche a Recale un forte Partito Democratico
- ha commentato poi Patrizia Vestini - è lo sviluppo
naturale del progetto di profondo rinnovamento della politica
che è stato alla base della nostra esperienza elettorale.
Noi vogliamo voltare pagina rispetto ad una politica che
tende ad escludere i cittadini, vogliamo rimettere al centro
dell’attenzione e dell’iniziativa i problemi
concreti, lasciando spazio ai bisogni e alle aspirazioni
dei giovani, delle donne, dei tanti nostri concittadini
che vogliono impegnarsi per rompere l’immobilismo
e rinnovare Recale. Per questo vogliamo contribuire da protagonisti
alla nascita di un partito che possa essere un riferimento
per tutti i democratici, aperto alla partecipazione e alla
discussione, capace di elaborare e proporre soluzioni ai
nostri problemi”. Al termine dell’incontro,
gli intervenuti hanno concordato di avviare, dopo questo
primo appuntamento, un’ampia iniziativa di confronto
con tutti i cittadini, le associazioni e le forze politiche
che vorranno costituire il Partito Democratico per giungere
alla scadenza delle primarie di ottobre, atto di nascita
ufficiale del nuovo partito, in un clima di confronto positivo
e di grande entusiasmo.

Il Mattino, 28/07/2007
Seproter, dal 31 dicembre stop all’affidamento
Il consiglio provinciale approva
a maggioranza interventi di transizione per gli enti strumentali
Cinque milioni e mezzo di euro alla Acms, per garantire
il servizio di trasporto pubblico locale. La somma è
stata stanziata, ieri mattina, dal consiglio provinciale.
La variazione di bilancio, approvata dai soli consiglieri
di maggioranza ha consentito di destinare all'azienda di
trasporto la restante somma originariamente prevista per
la ricapitalizzazione della Spa. «Un impegno finanziario,
fino ad ottobre, quando ci sarà una gara europea
- ha affermato il presidente Sandro De Franciscis - solo
per evitare l'interruzione del servizio di trasporto pubblico
locale». Una proposta di deliberazione dalla quale
ha preso le distanze l'opposizione che ha espresso voto
contrario. «Se la Provincia - ha chiarito Carmine
Antropoli, di Fi - avesse deciso di ricapitalizzare l'Acms,
avrebbe recuperato almeno in parte le somme investite».
Più lunga ed articolata la discussione sulla revoca
dell'affidamento alla società Seproter, del servizio
di manutenzione degli impianti termici. Una girandola di
interventi dei consiglieri di minoranza: Gerardo Trombetta
(indipendente), Michele Griffo e Carmine Antropoli (Fi)
ed infine Giorgio Magliocca (An) tutti volti a chiedere
chiarimenti sulla sorte della Seproter e del destino dei
suoi dipendenti. Il chiarimento sulla richiesta di revoca
giunge da De Franciscis: «Quella che stiamo discutendo
oggi è una questione meramente tecnica, perché
non abbiamo proposto la chiusura della Seproter, ma semplicemente
stiamo mettendo dei paletti su una situazione abbastanza
ingarbugliata. Il primo intervento riguarda la determinazione
del potere gestionale e la determinazione della concessione
del servizio alla parte privata ed infine un potere di controllo
da parte della Provincia». Il Consiglio ha approvato
la revoca dell'affidamento alla Seproter e nello stesso
tempo ha stabilito che quest'ultima continuasse a svolgere
il servizio fino al 31 dicembre 2007.
Lia Peluso, dal
Mattino
Il Mattino, 28/07/2007
LA SVOLTA
Quercia e Margherita in corsa
verso il Pd
Ancora in fase di discussione, ma già sta oltre
i termini stabiliti dai vertici nazionali, la costituzione
del comitato provinciale del Pd. Continuano gli incontri
tra Ubaldo Greco e Pietro Squeglia, rispettivamente segretario
provinciale dei Ds e della Margherita, per definirne la
composizione. Il dato quasi certo è che in Campania
non si comporrà il listone, ma si formeranno diverse
liste collegate al candidato leader prescelto, nelle quali
si svolgeranno le dinamiche delle alleanze. Lo stesso discorso
sarà seguito per i segretari regionali. La partita
si gioca tutta a Napoli, nel gioco degli equilibri, che
saranno raggiunti fra Ds e Margherita, tenuto conto delle
correnti esistenti, in entrambi gli schieramenti, con uno
sguardo rivolto anche alla società civile. È
fissato per lunedì l'incontro per discutere della
costituzione del Partito democratico, promosso da Cgil,
Cisl e Uil, a cui prenderanno parte il sottosegretario Gaetano
Pascarella, il presidente della Provincia Sandro de Franciscis,
Ubaldo Greco e Pietro Squeglia.
dal
Mattino
Carlo Marino traghetta l'Italia
di Mezzo nel Pd
Lunedì, il coordinatore provinciale dell'Italia
di Mezzo, Carlo Marino presenterà agli iscritti il
documento programmatico, che condivide il "manifesto
dei coraggiosi" di Francesco Rutelli e firmato anche
da Marco Follini, attraverso il quale si sancirà
l'adesione formale dell' IdM al progetto del Partito democratico.
«Per realizzare un partito ex novo - afferma Carlo
Marino - che nasca senza correnti, senza personalismi, senza
pregiudizi, che apra alla società civile e al mondo
associazionistico e che ponga le basi per un'idea forte
di sviluppo per questa Provincia. Si provvederà,
a partecipare agli altri partiti e movimenti, la volontà
di partecipare alla fase organizzativa del PD in Provincia
di Caserta, e in particolare la fase preparatoria delle
primarie del prossimo 14 Ottobre». Parte, anche in
provincia di Caserta, la costituente socialista. I vertici
provinciali di Sdi, Nuovo Psi e Si, rappresentati da Mimmo
Dell'Aquila Luigi Romano e Ovidio Gadola, si sono riuniti
per definire le basi organizzative della costituente socialista
in Terra di Lavoro. «L'ambizione dei socialisti non
è solo di mettere insieme i vari spezzoni del socialismo
italiano - affermano i tre leaders provinciali - bensì
quello di creare un polo laico, liberale, socialista e riformista
inserito nell'alveo del socialismo Europeo. Un soggetto
politico, con una propria identità e una propria
storia, che rappresenta, nel panorama politico italiano,
la sola e unica alternativa al nascente PD - soggetto di
ispirazione cattocomunista - ed alla nascente "Cosa
Rossa" della sinistra radicale».
Dal
Mattino
Il Mattino, 27/07/2007
SODDISFATTO VILLANI, AN CRITICA
Avanzo di bilancio alla Provincia
Quattro i punti principali intorno ai quali si articola
l'esercizio finanziario 2006 della Provincia di Caserta,
che è stato approvato, ieri, dal consiglio provinciale.
Il primo riguarda il rispetto del patto di stabilità,
poi c'è l'aumento delle entrate del titolo II e III,
il terzo punto riguarda l'avvio delle procedure per la compilazione
dell'inventario dei beni patrimoniali dell'Ente e poi ci
sono investimenti, pari a 16 milioni di euro, come avanzo
di amministrazione, 13 milioni come spesa in conto capitale,
91 milioni provenienti dai contributi comunitari, 10 milioni
da finanziamenti statali ed altri 10 da quelli regionali.
«Nonostante - ha affermato Adolfo Villani, assessore
al Bilancio - i diversi tetti, inseriti nella Finanziaria
2006, alla fine siamo riusciti a rientrare nel patto di
stabilità. Abbiamo anche avuto un aumento del patrimonio
dell'Ente, con l'acquisto di numerosi stabili. Ci restano
16 milioni come avanzo di amministrazione, che investiremo,
oltre ai contributi statali, regionali e comunitari».
Un'approvazione, quella del rendiconto della gestione finanziaria
2006, che non ha avuto bisogno di discussione; la parola
è passata ai voti e con 25 a favore e 5 contro, il
consuntivo è stato approvato. «L'avanzo di
amministrazione, che ammonta a circa 16 milioni di euro,
denota - ha dichiarato Giorgio Magliocca, capogruppo di
An - che l'amministrazione provinciale non sa spendere i
fondi previsti nel bilancio di previsione. Risultano non
spesi i fondi relativi alle politiche sociali, ambientali
e del mercato del lavoro». Più complessa la
discussione del consiglio provinciale convocato per stamattina.
All'ordine del giorno ci sono la variazione di bilancio,
in base alla quale si destineranno circa cinque milioni
e mezzo all'Acms, poi si discuterà dell'approvazione
dello statuto dell'Ato 5 e della costituzione dell'agenzia
Aequa ed infine della proposta di revoca del rapporto con
la Seproter.
Lia Peluso, Il
Mattino
Il Mattino, 25/07/2007
RECALE
Sul caso Gianoglio, Vestini contro
Porfidia
Recale. Durissimo affondo di Patrizia Vestini al sindaco
Americo Porfidia. In una nota firmata anche da Ovidio Gadola,
Franco Squeglia e Tommaso Orballo, Vestini considera un
«atto di rappresaglia politica» l’estromissione
dal Consiglio di Filiberto Gianoglio, ritenuto dalla maggioranza
incompatibile «per lite pendente», e annuncia
la nascita di un «comitato di salute pubblica»
di cui lo stesso Gianoglio ne assumerà la responsabilità.
«A parte l’illegittimità del provvedimento
che emergerà nelle sedi giudiziarie – dice
Vestini –, prima di deliberarne la decadenza, Porfidia
ha dimostrato una protervia inaudita nel respingere l’atto
di difesa prodotto da Gianoglio, che avrebbe contribuito
a formare il convincimento dell’assemblea».
L’opposizione ritiene che le liti pendenti di cui
è accusato il consigliere decaduto siano connesse
alla sua attività amministrativa e come tali non
costituirebbero causa di incompatibilità. «Persino
degli sprovveduti – aggiunge Vestini – capirebbero
che nel caso di Gianoglio non sussistono quei conflitti
di interesse che invece hanno impedito alla maggioranza
di votare il Puc con un numero di consiglieri insufficienti».
«Siamo convinti del voto, perché abbiamo studiamo
l’argomento», si è difeso in aula il
sindaco Porfidia. A sostituire Gianoglio sarà Ciro
Rossi, primo dei non eletti nella lista «Uniti per
cambiare».
Claudio Lombardi, dal
Mattino
l’Unità, 23 luglio
2007
Fabio Mussi: «Non è
stato un colpo di testa, lo scalone di Maroni andava superato»
L’unità a sinistra è un progetto che
traballa prima ancora di essere compiuta. Franco Giordano,
segretario Prc, critica duramente l’accordo governo-sindacati
sulle pensioni, mentre Oliviero Diliberto, Pdci, promette
una calda estate sullo stesso tema. Fabio Mussi, Sd, ministro
dell’Università e della Ricerca controbatte:
«Sarebbe un errore imperdonabile se si dovessero creare
le condizioni che minacciano l’apertura di una crisi
di governo da sinistra».
Ministro, ha letto l’intervista rilasciata
da Giordano?
«Sono abituato a considerare le situazioni concrete.
Sulle pensioni esistono due leggi in vigore: la Dini che
prevedeva la revisione dei coefficienti, cioè la
riduzione delle prestazioni pensionistiche; la Maroni, che
prevedeva dal 1 gennaio 1998, il salto di 3 anni per tutti
i lavoratori. Dunque, occorreva correggerle, in modo favorevole
ai lavoratori, non si è trattato di un colpo di testa
del governo».
Giordano critica lo scalone...
«Il salto previsto da Maroni viene spalmato in quattro
anni, un provvedimento che riguarda qualche centinaio di
migliaia di lavoratori che andrà in pensione prima
di quanto previsto dalla legge; la quota 97, con i 61 anni
di età è prevista per il 2013, previa verifica
sullo stato dei conti della previdenza. Attualmente l’età
di pensionamento media reale supera i 60 anni. Il giudizio
deve essere dato considerando tutti gli aspetti dell’accordo».
Su quali di questi lei ha ancora riserve, o promuove
a piene voti?
«Questa partita tra governo e sindacati non è
ancora chiusa. Ci sono due aspetti importanti: competitività
e mercato del lavoro. Il modo in cui verranno risolte queste
due questioni sarà decisivo per la valutazione finale.
Non sono d’accordo sugli sgravi fiscali per il lavoro
straordinario e ritengo l’intervento sul lavoro a
tempo determinato debba essere risolutivo, in grado cioè
di contrastare davvero la precarizzazione dei giovani».
Diliberto annuncia battaglia contro la controriforma.
Sembra che parliate di cose diverse.
«Analizziamo qualche punto: la pensione di vecchiaia
delle donne non viene toccata - anche se l’Europa
chiede il contrario - e alla base di questa resistenza italiana
c’è una particolare attenzione alla condizione
delle donne che, a parità di qualifiche hanno stipendi
più bassi e quindi più bassa contribuzione;
nella vita lavorano due volte, perché hanno a carico
anche il lavoro di cura, una funzione sociale di primario
valore. Vengono salvaguardati i lavoratori precoci, quelli
con 40 anni di contribuzione e aumentano le finestre di
uscita. Per la prima volta viene applicata una tabella dei
lavori usuranti, la tabella Salvi allargata. Infine, c’è,
sia pure in una forma non perentoria, il minimo del 60%
dello stipendio per i i giovani che hanno lavori discontinui.
Certo, si poteva fare anche di più, ma il complesso
di questi provvedimenti, non giustifica questa opposizione
frontale. È una condotta che rischia di far saltare
il banco».
Perché, secondo lei?
«Mi preoccupa il fatto che ai fari accesi sulle pensioni
corrispondano sempre più spesso luci basse sul tempo
di lavoro, sulla qualità del lavoro».
Sicuri di riuscire a fare l’unità a sinistra?
«Sono abituato ad assumermi la responsabilità
politica per tenere una posizione quando viene meditatamente
presa, per più di 24 ore. Voglio dire a questi compagni
che non abbandono il progetto dell’unità a
sinistra. Vanno prese sul serio le parole quando sparliamo
di unità e rinnovamento della sinistra. E voglio
ricordare anche che all’incontro politico del 7 giugno
tra Rc, Pdci, Verdi e Sd, ha fatto seguito quello con i
segretari delle tre confederazioni sindacali. Lì
si è preso un doppio impegno: pretendere che il governo
di cui facciamo parte e sosteniamo lavorasse non alla rottura
ma a un accordo con i sindacati; e nel caso di raggiunto
accordo, che non avremmo giocato al più uno. Poi,
Rc ha scartato, mentre in un incontro successivo il Pdci
ha confermato questa posizione politica. Sarebbe un errore
imperdonabile se si dovessero creare condizioni che minaccino
un’apertura della crisi di governo da sinistra».
Sarebbe la seconda volta. Non c’è il
pericolo che gli elettori non vi seguano più?
«Stavolta non capirebbero. Si sono già espressi
un anno fa, a noi spetta l’assunzione di responsabilità
di scelte essenziali per il paese. L’arretratezza
sociale italiana non è sul sistema previdenziale.
Siamo indietro su altro. Dal tasso di occupazione, soprattutto
femminile; ai servizi sociali efficienti per tutti ; al
livello di qualità della rete delle infrastrutture;
università, ricerca scientifica, innovazione tecnologica».
Maria Zegarelli, dall’Unità
Il Mattino, 22/07/2007
Partito democratico, grandi manovre
sul «manifesto»
Domani pomeriggio, alle 18.30, presso il Grand Hotel Vanvitelli,
sarà presentato «Il manifesto per il Partito
democratico»: l’iniziativa è promossa
da Nicola Ucciero, vicesegretario provinciale della Quercia,
sostenuto dai fassiniani, che hanno appoggiato la sua candidatura
a segretario provinciale del Partito all’ultimo congresso
ds. All’appuntamento prenderanno parte, tra gli altri,
i diessini Franco Capobianco assessore provinciale, Gaetano
Pascarella sottosegretario alla Pubblica istruzione, Clemente
Gorgoglio segretario cittadino della sezione di Maddaloni,
Roberto Iavarone componente della segreteria provinciale,
Enrico Fabozzi sindaco di Villa Literno, Giuseppe Venditto,
dirigente del partito. «Presenteremo il nostro modo
di intendere il Pd - sottolinea Ucciero - che non dovrà
essere la somma di diverse identità, ma una nuova
identità, aperta e che partecipa a tutti i problemi
della provincia di Caserta. Un nuovo soggetto, capace di
dare risposte concrete a problemi reali. All’iniziativa,
che abbiamo organizzato, prenderanno parte anche esponenti
della società civile e tanti giovani». Intanto,
continuano i contatti tra i due leader Ds e Dl, Ubaldo Greco
e Pietro Squeglia, per definire l’accordo sul comitato
provinciale per il Pd.
li.pe., dal
Mattino
Il Mattino, 21/07/2007
IL BLITZ
Un giro di fuoristrada rubati scoperto
dalle Fiamme gialle
Le fiamme gialle della compagnia di Marcianise, nel corso
di un servizio di controllo del territorio, hanno individuato
una centrale di smistamento di auto rubate. Entrati in un
esercizio di Recale per un normale controllo sulla regolare
emissione dello scontrino e della ricevuta fiscale, si sono
insospettiti per il nervosismo del commerciante e hanno
così ispezionato il retrobottega notando due fuoristrada,
un Land Rover e un Volkswagen Tuareg rubati. La perquisizione
effettuata a casa dei soggetti che avevano la disponibilità
delle auto ha permesso di rinvenire numeroso materiale occorrente
per falsificare e contraffare tutti i segni identificativi
delle autovetture in modo da riciclarle e reintrodurle nel
circuito commerciale.
Dal
Mattino
Il Mattino, 20/07/2007
RECALE
Ruba tabacco e finisce in manette
Colpo andato in «fumo», è proprio il
caso di dirlo, per C.G., che nella notte scorsa aveva sottratto
35 quintali di tabacco da una serra su un terreno in via
Sabin di un coltivatore di Recale, A.P. L’uomo pensava
di averla fatta franca, ma i carabinieri della stazione
di Macerata, nella mattina di ieri, seguendo le tracce lasciate
dal ladro (frammenti di foglie cadute lungo la strada durante
il trasporto), sono arrivati ad un appezzamento di terra
in via Volta a Portico. Lì, ben occultato sotto dei
teloni, era nascosto il maltolto, il cui valore commerciale
di aggira intorno ai 7mila euro. C.G. si è beccato
una denuncia a piede libero, mentre il tabacco è
stato restituito al legittimo proprietario, che ha «tirato»
un sospiro di sollievo.
Dal
Mattino
Il Mattino, 18/07/2007
Casse comunali quasi vuote dipendenti,
stipendi a rischio
RECALE. Stipendi a rischio per i dipendenti del comune
di Recale. In una nota inviata al sindaco Americo Porfidia,
il responsabile del servizio finanziario Nicola Lombardi
esorta la parte politica a limitarsi al pagamento delle
spese obbligatorie e non prorogabili. «Dal giornale
di cassa trasmesso dalla Banca di Credito Popolare, tesoriere
dell’ente – scrive Lombardi –, si evince
che il Comune si trova in una situazione di carenza di liquidità».
Un dato preoccupante che si ripercuote sull’intera
attività amministrativa, «e il suo degenerare
– avverte il funzionario – potrebbe addirittura
compromettere il regolare pagamento degli stipendi».
«In effetti – ammette l’assessore Andrea
Mastroianni –, la contrazione dei trasferimenti, la
rinegoziazione dei mutui e gli interessi passivi hanno contribuito
a rendere critiche le condizioni delle nostre finanze. Non
alimenterei, però, inutili allarmismi, anche perché
siamo consapevoli del pericolo temuto da Lombardi e stiamo
correndo ai ripari. Certo è che per il 2008 –
conclude Mastroianni – bisognerà pensare ad
una gestione economica sempre meno legata dalle sovvenzioni
dello Stato». «Mastroianni – ribatte Vincenzo
Landolfo dei Ds – continua a spargere messaggi rassicuranti,
evitando accuratamente di entrare nel merito. Dal bilancio
di previsione si evince un calo vorticoso del fondo di cassa
(che in cinque anni si è ridotto di 1,5 milioni di
euro) e il dimezzamento dell’avanzo di amministrazione.
Ma l’aspetto più grave, che misura lo stato
di salute delle finanze comunali – sostiene Landolfo
–, è l’eccessivo incremento della massa
dei residui attivi e passivi che dal 2002 a oggi è
quasi raddoppiata».
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Comunicato stampa, 17 luglio 2007
Capodrise, nasce l’associazione
"Progetto Democratico”.
VENERDI 20 LUGLIO ALLE 19.30
AL "PALAZZO DELLE ARTI"
C’ è una piccola, grande città ricca
di risorse, professionalità, competenze, che ha voglia
di mettersi in gioco attraverso i valori di una sana democrazia.
Sono i giovani, le donne e gli uomini di Capodrise che animati
da un senso civico forte e rinnovato aspirano a discutere
e confrontarsi, per crescere, scegliere con responsabilità
e decidere in autonomia. Ciò che si intende creare
è uno spazio di incontro-confontro atto a promuovere
studi ed iniziative di carattere culturale, sociale e politico
sull’evoluzione del nostro territorio e delle sue
strutture comunitarie, economiche, politiche ed ambientali,
nonché sui fatti attinenti, dando voce a tutti coloro
che sentano forte la necessità e il dovere di apportare
il proprio contributo in prima persona.
L’associazione mira ad essere luogo vivo di offerte
culturali, progetti in politica, impegno per il sociale
modellati tutti secondo le idee e le esigenze che partono
– nelle iniziative e nel confronto - dai livelli locali
e dai problemi che investono la città, così
da ottenere un processo di costruzione condiviso e nuove
consapevoli opportunità di crescita per il nostro
paese.
Serve dunque, un processo aperto, capace di suscitare passioni,
mobilitare energie, promuovere l’impegno civico e
il senso di appartenenza. L’associazione Progetto
Democratico C’E’ e vuole crescere con Capodrise
per porre un argine alla deriva qualunquista che sta disgregando
il nostro tessuto sociale, per promuovere momenti di profonda
coesione sociale e civile a partire dalla riscoperta delle
nostre radici storico-culturali, per progettare soluzioni
insieme con quanti sentono la necessità di ottenere
un quadro di normalizzazione della politica che sia di garanzia
per tutti.
L’associazione Progetto Democratico C’E insieme
a tutti coloro che si riconoscono negli ideali e nei valori
della tradizione e della storia del riformismo di sinistra,
laico e cattolico, che possono e devono contribuire a rafforzare
le aspettative di tanti che chiedono una politica nuova.
L’associazione Progetto Democratico C’E ed aspira
ad essere promotore, attore e recettore di Idee-Proposte
e Fatti che contribuiscano a rendere la Nostra Capodrise
un paese sempre più rispondente alle esigenze e alle
tante aspettative dei suoi cittadini!
Il giorno 20 luglio in occasione della serata d’inaugurazione
dell’associazione oltre al confronto-dibattito politico
sulla costituente del partito democratico, ci sarà
un reading di sui temi della democrazia, della libertà
e della politica, seguito da un viaggio attraverso la musica
partendo dalle nostre tradizioni fino ad arrivare ai ritmi
del Brasile!
La presentazione del libro di idee un “Progetto Democratico
per la tua città”, sarà poi una ulteriore
occasione per tutti i cittadini di apportare un loro contributo
alla costruzione di un Partito Nuovo che faccia della Politica
un Progetto di costruzione del FUTURO!
Gruppo consiliare Progetto Democratico
Il Mattino, 14/07/2007
Italia dei valori, Porfidia lascia
Cambio al vertice dell'Italia dei Valori, Americo Porfidia
passa il testimone e la scelta del successore si gioca sul
piano del principio di democrazia, richiesto dal regionale
e da Roma. È proprio dalla capitale, che è
partita la richiesta di non far coincidere le cariche istituzionali
con quelle di partito. Una sollecitazione che è stata
raccolta da Porfidia, che oltre ad essere deputato dell'Italia
dei Valori, sindaco di Recale, attualmente ricopre, almeno
fino a ieri sera, anche la carica di segretario provinciale
del partito di Di Pietro. È stato lo stesso Porfidia
a convocare i vertici dell'IdV, per stabilire chi sarà
il nuovo leader provinciale. Nessun nome, fino a ieri sera
tardi, è trapelato, l'unica certezza è che
il segretario non sarà più il sindaco di Recale,
che ha deciso di fare un passo indietro. «Stiamo portando
avanti - afferma Porfidia - un discorso condiviso da tutti,
seguendo la strada di una scelta democratica, richiesta
a gran voce dai vertici regionali. Così io avrò
più tempo per dedicarmi all'attività di sindaco
e deputato, che non riuscivo più a conciliare con
quella di segretario provinciale».
li. pe., dal
Mattino
il Mattino, 14/07/2007
Caiazzo. Il garibaldino solitario
1860, il regio notaio Aldi a
fianco delle camicie rosse contro i soldati borbonici
Quando
il 19 settembre del 1860, preparandosi l’epica battaglia
del Volturno tra garibaldini e borbonici, giunsero a Caiazzo
i cacciatori bolognesi comandati da Giovanbattista Cattabeni,
essi furono accolti a Porta San Pietro da un gruppo di patrioti
tra i quali il notaio Paolo Aldi, il fratello sacerdote
Michele e il dottor Diamante De Matteo. E così mentre
alcuni contadini si schierarono con i soldati regi contro
le camicie rosse, altri caiatini offrirono vettovaglie ai
soldati e agli ufficiali dell’esercito dei volontari
mentre qualcuno mise a disposizione anche la propria abitazione.
Degli sfortunati prodromi della battaglia del I e 2 ottobre
1860, che tra il 19 e il 21 settembre avvennero a Caiazzo
dove per la prima volta in Campania le armi della rivoluzione
si scontrarono con quelle borboniche, ha lasciato un prezioso
saggio storico Loreto Severino, il poeta, scrittore, magistrato,
sindaco di Caiazzo negli anni ’60, pubblicato nel
1950 e riproposto dieci anni dopo, in occasione del primo
centenario dell’unità d’Italia, col titolo
«La dubbiosa vigilia della battaglia del Volturno».
L’anima della resistenza liberale fu Paolo Aldi (1825-1904),
discendente da cospicua casata locale, segnalatasi già
col dottor fisico Bernardino nel XVII secolo e col figlio
di questi, Nicola, che creò la tradizione notarile
familiare. Paolo Aldi, con sereno senso di responsabilità,
si giocò il tutto sposando la causa unitaria. E fu
così che quel 19 settembre capeggiò il gruppetto
dei patrioti caiatini di cui parla Loreto Severino, ospitando
nella sua villa (nell’attuale via Tesauro) Giovanbattista
Cattabeni. Grande riconoscenza dei garibaldini, dunque,
non soltanto per il vescovo Luigi Riccio, che, affrontando
eroicamente col solo Cricifisso in mano i soldati regi,
sottrasse alla loro ferocia e protesse nel proprio palazzo
i volontari feriti, ma anche Paolo Aldi, come fa fede la
lettera inviatagli il 27 febbraio 1861 da Giovanbattista
Cattabeni, fatto prigioniero e inviato a Capua, da dove
fu rimesso in libertà per lo scambio con Domenico
Nicoletti, che aveva avuto ragione del battaglione comandato
da Pilade Bronzetti a Castelmorrone. «Senza adulazione
- scriveva Cattabeni - vi assicuro che il vostro patriottismo
non è comune, e che non dimenticherò la mattina
del 19 settembre 1860. Gli uomini si conoscono nei tempi
difficili. Tanto il nome Vostro che quello del Giudice e
dei Manetti dovranno figurare nel mio rapporto, e lo meritate».
La lettera fu pubblicata per la prima volta nel cinquantenario
della battaglia del Volturno dal cugino di Cattabeni, Attilio,
il quale aveva partecipato all’impresa, e che successivamente
ottenne la cittadinanza onoraria di Caiazzo. L’importante
documento fu poi pubblicato nel 1950 in appendice al saggio
di Loreto Severino, che analizzò i famosi fatti d’arme
sia avvalendosi di atti che testimonianze. Questi fasti
sono patrimonio morale inalienabile dei discendenti di Paolo
Aldi (Aldo, oggi, vice-prefetto a Roma e Bernardino, medico
a Caserta) ma anche di Caiazzo tutta.
Alberto Zaza D'Aulisio, dal
Mattino
Il Mattino, 13/07/2007
POLITICA
De Franciscis con Rutelli: Veltroni
leader del Pd
«La nascita del Partito Democratico rappresenta una
grande svolta per la vita del Paese. Con esso daremo risposte
all'enorme desiderio di modernizzazione e alla domanda di
uguaglianza sociale, determinando le basi per il ritorno
alla crescita». Lo afferma Sandro De Franciscis, presidente
della Provincia di Caserta e tra i firmatari del «manifesto
per il coraggio delle riforme» presentato ieri a Roma
dal vice presidente del Consiglio e presidente della Margherita,
Francesco Rutelli. «Nel manifesto - prosegue De Franciscis
- si esprime pieno e convinto appoggio alla candidatura
alla segreteria del Pd di Walter Veltroni, una candidatura
forte, dall'alto di esperienze politiche e personali credibili
e riconoscibili. La sua discesa in campo rappresenta quella
ventata di novità e freschezza di cui ha bisogno
il Paese per recuperare al tessuto produttivo la forza per
rilanciare l'economia, con una burocrazia più snella
e capace di dare risposte veloci; di cui hanno bisogno i
nostri giovani, per sprigionare liberamente talento e voglia
di fare; quei giovani che sono il nostro oggi ed il nostro
domani e che chiedono, come tutti, servizi, occupazione,
prospettive. Questo documento - conclude De Franciscis -
si apre in queste ore alla sottoscrizione anche nella nostra
provincia di tanti amici, amministratori e militanti dell'area
del Partito democratico le cui adesioni cominciano a giungere
numerose e testimoniano l'entusiasmo e l'attesa per la nascita
del nuovo soggetto politico».
dal
Mattino
Comunicato stampa, 12 luglio 2007
Tony Laudadio a Capua per il 'Teatro
dell'Architempo'
L’attore presenterà,
questa sera 12 luglio, il monologo “Infanzia di un
socialista”, di cui è anche autore e regista
CAPUA
– A quindici anni dall’inizio dell’inchiesta
“mani pulite”, che ha rivoluzionato il panorama
politico italiano e a quasi trenta dalla morte di Aldo Moro,
una riflessione in forma di monologo, ma con la leggerezza
dello sguardo di un bambino, su alcuni dei temi più
scottanti della nostra storia. Un racconto a parti invertite,
in cui è il bambino che parla e gli adulti che ascoltano,
e in cui la politica e i grandi valori della convivenza
civile incidono profondamente nel microcosmo di un’infanzia.
Dopo il debutto, ad ottobre, al Teatro Garibaldi di Santa
Maria Capua Vetere, nell’ambito del festival “Il
Nuovo Aspetto”, “Infanzia di un socialista”
aprirà, questa sera, alle 21, nel cortile di Palazzo
Lanza, in corso Gran Priorato di Malta, a Capua, la rassegna
“Il Teatro dell’Architempo” diretta da
Margherita Di Rauso. “Sono sempre stato incuriosito
e affascinato – dice Laudadio – da quel periodo
della vita che segna il passaggio dall’infanzia alla
fanciullezza, il momento in cui si comincia a intravedere
in forma potenziale, quello che sarà l’”uomo
finito”, per dirla alla Papini. Il modo in cui si
supera quella delicata fase segna spesso il percorso che
la vita poi dovrà seguire, è quella curvatura
del tronco di un albero che ne segnerà poi la direzione
per sempre. Gli ideali, che fino a quel momento erano solo
un pensiero indotto, un sentito dire, cominciano a prendere
corpo, a farsi sostanza, a guidare le scelte di fondo. In
“infanzia di un socialista” – prosegue
l’attore – il bambino protagonista vive quel
passaggio, così personale e intimo, in coincidenza
con un passaggio più vasto, collettivo, nazionale:
gli anni a cavallo tra i settanta e gli ottanta. Anni di
trasformazione per un Paese e di formazione per un bambino
che, cresciuto fino a quel momento tra l’estremizzazione
dello scontro politico democristiano-comunista, sente già
la sua vita come qualcosa di nuovo, di originale, sente
di essere il superamento di tutto questo. E vive il suo
microcosmo incarnando questa terza via e portando il suo
piccolo mondo di scuola, amici, famiglia, gioco, a divenire
simbolo e a prendere dimensioni universali o, quanto meno,
profondamente italiane. Le illusioni, spezzate poi non molti
anni dopo dalla nostra storia, dalla storia d’Italia,
vivono la loro fase più bella, quella idealistica,
ingenua, fiduciosamente ottimista. Guardando attraverso
gli occhi di questo bambino di nove anni e mezzo –
conclude Laudadio –, ho percepito qualcosa che ci
riguarda profondamente, che parla delle radici comuni, delle
origini di tanti nostri comportamenti. L’aspetto generazionale
di questa riflessione è, a mio parere, anche la sua
peculiarità e non esclude coloro che hanno vissuto
la loro infanzia in anni diversi e in condizioni diverse,
anzi invita in qualche modo a compiere, personalizzato,
lo stesso percorso”. Fondatore e direttore, insieme
con Enrico Ianniello, della cooperativa teatrale “Onorevole
Teatro Casertano”,Tony Laudadio ha nel suo curriculum
di attore numerose collaborazioni con i grandi nomi del
teatro italiano, ma gli incontri decisivi sono stati sicuramente
quelli con Toni Servillo, con il quale lavora dal 1993,
e quello con Andrea Renzi, attore e regista con cui ha condiviso
diversi importanti progetti. Ha vinto nel 1996 il Premio
Troisi come miglior scrittura comica con “Sconosciuti
e lontani – la farsaccia” e nel 2002 il Premio
Girulà per “Gracias a la vida”. Laudadio
è reduce dal successo nazionale ottenuto con “Il
metodo Gronholm”, in cui ha recitato accanto a Nicoletta
Braschi.
Ufficio stampa Onorevole Teatro Casertano
Il Mattino, 08/07/2007
Esecutivo Ds, Abbate difende Greco
Sembra destinata a montare la polemica, tutta interna alla
Quercia, sulla decisione presa da Ubaldo Greco, segretario
provinciale Ds, di comporre la segreteria. La querelle è
stata sollevata da Nicola Ucciero, vice segretario Ds, appena
sono stati resi noti i dodici nomi dell'esecutivo provinciale.
Si tratta di Dario Abbate, Rossella Borrelli, Annarita Fusco,
Roberto Iavarone, Francesco Luongo, Generoso Paolella, Luigi
Russo, Domenico Sbordone, Carlo Scatozza, Mario Vitale,
Stefania Verde e, membro di diritto, Pietropaolo Ciardiello,
capogruppo dell'Ulivo alla Provincia. Immediata la reazione
di Dario Abbate, responsabile organizzativo, che ribatte:
«La nomina della segreteria non è avvenuta
in maniera illegittima perché è scaturita
sia dal nuovo (quello del 2 luglio ndr), che dal vecchio
dispositivo (quello di due mesi fa ndr), per cui rientra
nel mandato congressuale ed inoltre prevede la presenza
delle mozioni di minoranza (Mussi ed Angius) e delle varie
articolazioni della mozione Fassino, compresa la Sinistra
ecologista. Sappiamo che, già dal 2 luglio scorso
- rimarca l'avvocato diessino - c'è chi ha tentato
di impedire la costituzione della segreteria e questa reazione
risponde a questo spirito negativo e distruttivo. Voglio
però precisare, che ci sono tutte le condizioni per
costruire un percorso, che ci porti ad essere una parte
importante e fondamentale del Pd, per cui questo è
il tempo del lavoro e non delle polemiche. Quello che il
segretario ha deciso - Abbate rimanda le accuse al mittente
- è in linea con il dispositivo del congresso e con
le prerogative statutarie del partito». Quella di
Abbate non è l'unica voce che si è sollevata
a difesa delle scelte effettuate da Greco e che lo hanno
guidato nel comporre la segreteria provinciale. «Penso
che Ubaldo Greco - sottolinea Luigi Russo, componente della
segreteria e consigliere provinciale - nello scegliere chi
dovesse entrare a far parte dell'esecutivo provinciale,
abbia rispettato il criterio di carattere territoriale e
quello del rinnovamento. Ritengo, che per il compito che
ha la segreteria di presentarsi in maniera rinnovata all'appuntamento
con il Partito democratico, non potesse essere fatta altra
scelta. C'è grande movimento e il nostro partito
non può non dare un contributo con uomini nuovi.
Vorrei sottolineare che la segreteria può essere
utile a questo processo riformatore, che è stato
avviato e non può basarsi su dirigenti che, certamente
in passato hanno dato un contributo importante, ma c'è
bisogno di freschezza e di rinnovamento generazionale. Parlo
così, non perché faccio parte anche io dell'esecutivo
ma credo che la scelta fatta dal segretario - conclude il
consigliere - sia in linea con il dettato del dispositivo
del congresso provinciale». Mentre ironicamente Generoso
Paolella afferma: «Meno male che il 14 ottobre inizia
una nuova avventura».
Lia Peluso, dal
Mattino
il Mattino, 07/07/2007
Approvato con un voto in meno
del previsto
La provincia rispedisce il PUC al
mittente
Recale. La Provincia nega il visto di compatibilità
al piano urbanistico del comune di Recale. Nella conferenza
dei servizi, celebratasi ieri mattina a Caserta, l’ufficio
tecnico di corso Trieste ha dichiarato l’iter di approvazione
del Puc «improcedibile» a causa di vizi di legittimità
in due delibere di disamina delle osservazioni e nella delibera
di adozione dello strumento urbanistico. L’illegittimità
deriva dal numero di consiglieri che hanno approvato quegli
atti deliberativi: dovevano essere in 6 e non 5. «Più
che bocciato – commenta il consigliere di maggioranza
Francesco Porfidia –, il piano è stato, per
così dire, rimandato a settembre. La Provincia è
pronta a riprendere l’esame dello strumento urbanistico,
se il consiglio comunale riuscirà a sanare le illegittimità».
Ciò significa che le tavole dovranno ritornare in
aula consiliare e il sindaco Americo Porfidia dovrà
«rastrellare» 6 voti validi, ossia non viziati
da conflitti di interesse. Se riuscirà (impresa non
facile), il Puc sarà comunque sottoposto al giudizio
di merito e ai tagli conseguenti al sovradimensionamento.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
il Mattino, 07/07/2007
Greco nomina l’esecutivo Ds.
Ma è polemica
Dopo l'elezione di Ubaldo Greco, lunedì scorso,
come segretario provinciale della Quercia, da ieri, è
stata resa ufficiale, anche la composizione della segreteria,
della quale fanno parte, oltre al segretario e al coordinatore
Nicola Ucciero, Dario Abbate, Rossella Borrelli, Annarita
Fusco, Roberto Iavarone, Francesco Luongo, Generoso Paolella,
Luigi Russo, Domenico Sbordone, Carlo Scatozza, Mario Vitale,
Stefania Verde e, invitato di diritto, Pietropaolo Ciardiello.
Due posti in più, rispetto alle intenzioni d'origine,
da dieci c'è stato l'allargamento a dodici e all'insegna
del rinnovamento generazionale e facendo prevalere il rispetto
della territorialità. Sono queste le linee-guida,
che hanno condotto alla formazione della segreteria provinciale
Ds. «L'esecutivo - si legge dalla nota inviata dalla
federazione - verrà di volta in volta integrato dal
contributo di rappresentanti del territorio e delle istituzioni
al fine di rendere ampiamente partecipativo il processo
di costruzione del Pd. L'impegno dell'esecutivo provinciale
sarà prioritariamente concentrato a promuovere una
partecipazione tanto autentica, quanto vasta, a tutte le
tappe preparatorie per le elezioni della costituente del
Pd e a portare contributi di elaborazione progettuale al
manifesto, al programma ed alle regole di vita del Partito
democratico». Ma sulla composizione dell'esecutivo
non c'è accordo. Infatti, immediate sono state le
reazioni del vice Nicola Ucciero: «È un atto
illegittimo quello che ha fatto il segretario, perché
è contrario al mandato congressuale e allo stesso
statuto del partito che obbliga all'unitarietà della
proposta».
Lia Peluso, dal
Mattino
il Mattino, 05/07/2007
RECALE
Porfidia sceglie il suo team
Sei gli assessori
Recale. Si sfalda la coltre di silenzio che per 37 giorni
ha preservato il mistero sulle deleghe che il sindaco Americo
Porfidia assegnerà (l’ufficializzazione questa
sera in consiglio comunale) ai sei membri dell’esecutivo.
Al vicesindaco Francesco Ommeniello (nella foto in basso)
non sarà attribuito nessun incarico. Con un sindaco
impegnato in Parlamento per gran parte della settimana,
a Ommeniello, primo degli eletti con 349 preferenze, spetterà
supervisionare ogni aspetto dell’attività amministrativa.
Andrea Mastroianni conserverà le deleghe al bilancio
e all’istruzione, ricoperte dal 2002 fino alle elezioni
del 27 e 28 maggio. Così come Domenico Di Maio, che
resta alla viabilità, e Pietro Mingione, che continuerà
ad occuparsi di nettezza urbana. L’assessore e consigliere
provinciale Roberto Massi si interesserà di ambiente,
mentre, per Antimo Argenziano, Porfidia starebbe pensando
alle deleghe alla cultura e allo spettacolo. In linea con
quanto accadde nel 2002, il sindaco darà un incarico
anche ai consiglieri di maggioranza. Osvaldo Argenziano
seguirà le politiche sociali, Giovanni Caporaso,
lo sport e Antimo Mastroianni, l’edilizia privata.
Bartolomeo Rossi sarà nominato capogruppo di «Città…
continua» e forse delegato al personale, oppure alla
cultura e allo spettacolo, se la delega al personale sarà
attribuita ad Antimo Argenziano. Francesco Porfidia, che
per una manciata di voti è fuori dall’esecutivo,
sarà eletto presidente del consiglio comunale. Le
deleghe ai lavori pubblici e all’urbanistica che ha
detenuto nella passata amministrazione, almeno per il momento,
il sindaco le terrà per sé.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Comunicato stampa, 5 luglio 2007
La "Carovana per l'acqua pubblica"
a Caserta
GOVERNO PUBBLICO E PARTECIPATO
DELL'ACQUA: IL 10 LUGLIO LA CONSEGNA A BERTINOTTI DELLE
FIRME PER LA LEGGE D'INIZIATIVA POPOLARE
A chiusura della Campagna firme a sostegno della Proposta
di Legge d'Iniziativa Popolare per un governo pubblico e
partecipato dell'acqua, la Carovana per l'acqua pubblica
è giunta a Caserta, il 29 giugno alle 18 in piazza
Ruggiero.
Il Coordinamento Provinciale per la Campagna e il Coordinamento
Associazioni Casertane hanno accolto i rappresentanti del
Forum (Marco Bersani e Giuseppe De Marzo) con un programma
di musica e l'allestimento di stands delle associazioni
(LIPU, WWF, Legambiente, Associazione Ingrid Nogueira, ARCI,
Arci-Spaccioculturale, Co.As.Ca, Comitato Emergenza Rifiuti)
sui temi più impegnativi ed attuali del territorio
(oasi di Salicelle, il caso discarica provinciale Lo Uttaro,
la tutela del Volturno, la promozione di un consumo critico,il
risparmio della risorsa acqua e la campagna "mettiamola
fuorilegge" di Altraeconomia sul business delle acque
minerali). Buona la partecipazione dei cittadini che hanno
continuato a firmare per la proposta di legge e a cui è
stato distribuito materiale informativo. Dopo l'apertura
della manifestazione con le note di festa del Complesso
Bandistico "Città di Casagiove", Marco
Bersani del Comitato Promotore Nazionale, ha dato un aggiornamento
sulla proposta di legge, sugli sviluppi della campagna firme
e sull'andamento delle iniziative svoltesi sui luoghi toccati
dalla Carovana in Sicilia e in Calabria; ha poi ricordato
i prossimi appuntamenti dell Forum Italiano dei Movimenti
per l'acqua e le iniziative che verranno attuate a seguito
della consegna delle firme nelle mani di Bertinotti, alla
Camera, il prossimo 10 luglio a Roma, da parte di alcuni
rappresentanti del Comitato Nazionale. Ma soprattutto ha
messo ancora una volta in evidenza il gigantesco inganno
della propaganda privatistica che, senza riscontri concreti
nella realtà, ammanta di efficienza ed efficacia
una gestione di un bene inalienabile secondo i criteri del
mercato. Giuseppe De Marzo ha illustrato le implicazioni
ambientali ed affaristiche che hanno fatto emergere sul
pianeta la corsa all'"oro blu". La serata è
proseguita con un reading di testi in omaggio al bene sacro
dell'acqua di alcuni artisti casertani (Angela Calabretti,
Rosa Arbolino, Meo Rossi) la voce coraggiosa di Agnese Ginocchio
cantautrice impegnata attivamente nel Movimento per la Pace,
la Nonviolenza e la Legalità; la performance espressiva
di Carmine Migliore, la proposta energetica della musica
degli Zerodb.
Sono stati presenti alcuni rappresentanti di partito e della
FP-CGIL,ai quali il Coordinamento ha rinnovato il proposito
di costruire un impegno comune ed efficace nella direzione
dei principi fondanti della proposta di legge, anche e soprattutto
nello stagnante contesto territoriale.
Anche il vescovo Raffaele Nogaro ha inviatola sua adesione
alla manifestazione impedito a parteciparvi per altro impegno.
Movimento Pace
Il Mattino, 03/07/2007
POLEMICA A RECALE
Urbanistica, la Provincia boccia
il Puc
Recale. Istruttoria bloccata e il rischio fondato che il
piano urbanistico, in attesa del visto di compatibilità,
possa essere rimandato al consiglio comunale. È quanto
è emerso dalla conferenza dei servizi che si è
svolta in Provincia ieri mattina, cui hanno partecipato
l’assessore provinciale all’urbanistica Adolfo
Villani, il responsabile dell’ufficio tecnico provinciale
e, in rappresentanza del comune di Recale, il consigliere
comunale Francesco Porfidia. «In effetti – dichiara
Porfidia –, siamo in una fase di stallo». Oltre
al sovradimensionamento delle zone di espansione, la Provincia,
confortata da un parere del proprio ufficio legale, ha sollevato
vizi di legittimità nella delibera di adozione dello
strumento urbanistico. Un atto, rispetto al quale sono anche
pendenti dei ricorsi al tribunale amministrativo regionale.
E proprio un’ordinanza del Tar, che si è espresso
sulla sospensiva a uno dei ricorsi presentati, avrebbe ulteriormente
convinto l’Utp a porre il veto sul Puc. «Ci
hanno mostrato – rivela Porfidia – un’ordinanza
che non conoscevamo, rispetto alla quale ci siamo riservati
di esprimerci». L’illegittimità deriverebbe
dal numero di consiglieri che, il 12 febbraio scorso, hanno
approvato la delibera di adozione. «Per rendere valida
una seduta di consiglio comunale – sostiene dall’opposizione
Filiberto Gianoglio – occorre la presenza di almeno
1/3 dei consiglieri. Ebbene, riunita in seconda convocazione,
la votazione del 12 febbraio si è celebrata con la
presenza di soli 5 consiglieri su 16. Il Consiglio di Stato,
nel 2005, su un caso analogo, sostenne che il quorum prescritto
alla terza votazione di 2/3 di 17 non era 11 ma 12 voti.
I 2/3 di 17 sono pari a 11,33 e quindi, non potendosi computare
le frazioni di voto ed essendo 11 inferiore ai 2/3 di 17,
il Consiglio di Stato stabilì che la maggioranza
richiesta era di 12 voti. Applicando lo stesso ragionamento
– conclude Gianoglio –, il quorum richiesto
per valicare la delibera non poteva essere di 5 consiglieri,
visto che 5 non è 1/3 di 16».
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 03/07/2007
Congresso Ds, passa l’accordo
Greco-Ucciero
La seconda fase del congresso provinciale della Quercia,
si è conclusa ieri, senza altri rinvii, con l'elezione
di Ubaldo Greco, unico candidato, come segretario provinciale
con 259 voti a favore, 27 contro ed 8 astenuti. Al fianco
di Greco ci sarà il suo vice Nicola Ucciero, a cui
sarà affidato il coordinamento del comitato provinciale,
eletto nel corso dell'assemblea presso l'ex Ciapi, formato
da circa 150 membri, tra amministratori, segretari di sezione
e componenti della direzione regionale. Mentre per la segreteria,
allargata a non più di 10 iscritti, sarà formata
sicuramente da Dario Abbate, confermato come responsabile
dell'organizzazione, Generoso Paolella, Carlo Scatozza,
come responsabile degli enti locali, e Alberto Iavarone;
ancora da definire i compiti e gli altri nomi, per l'ufficializzazione
e occorrerà attendere forse domani. Il congresso,
questa volta, si è svolto in maniera regolare, anche
se con largo ritardo rispetto all'ora di convocazione, iniziando
con la lettura della relazione da parte del segretario,
poi la fase del dibattito, mentre si svolgevano le votazioni.
Subito dopo lo spoglio e l'elezione. Al tavolo della presidenza,
presenti Dario Abbate, Gaetano Pascarella, sottosegretario,
Filippo Lucignano e Ciro Iacovelli rispettivamente garante
regionale e responsabile regionale del congresso, Greco
ed Ucciero. «Sono molto contento - ha sottolineato
Enzo Amendola, segretario regionale Ds - per il clima di
unità, che è stato ritrovato indispensabile
per prepararci alla costituente del Partito democratico,
fase sulla quale si deve concentrare il partito, adesso
che abbiamo recuperato il dialogo e l'unità».
«Con la convocazione dell'assemblea congressuale di
oggi (ieri ndr), uscendo dalle secche di un congresso mai
svolto, i democratici di sinistra - ha osservato Greco,
leggendo la relazione - si propongono di avviare, formalmente,
il cammino e l'avventura della costruzione del Partito democratico
in Provincia di Caserta. Dobbiamo procedere da subito alla
costituzione del gruppo unico al comune capoluogo e dar
vita al comitato promotore del partito democratico in provincia
e poi, a cascata, nei territori». Non passa inosservata,
nel discorso del leader provinciale, l'eccezionalità
della convocazione del quarto ed ultimo congresso, dopo
il rinvio di circa 2 mesi fa. «Ovviamente, a nessuno,
sfugge la straordinarietà della fase politica e del
nostro Partito, che viviamo nella nostra provincia, su cui
pesano - aggiunge Greco - anche le vicende giudiziarie agli
onori della cronaca, nelle scorse settimane e che hanno
toccato anche i Ds. Circa due mesi fa ci siamo trovati nell'impossibilità
di celebrare il congresso dei Democratici di Sinistra. Litigiosità
interna, frammentazione dei Ds e del sistema politico, trasformismo
esasperato, hanno portato a smarrire il carattere riformista
delle nostre esperienze di governo». Si guarda adesso
al rilancio dell'esperienza dell'amministrazione provinciale,
individuando 5 priorità: questione morale, ambiente,
governo, sviluppo e mobilità. Bisogna stigmatizzare
comportamenti - conclude Greco - che determinano un intreccio
tra politica ed affari. Dobbiamo recuperare maggiore trasparenza
nell'azione amministrativa. Ad esempio, nell'espletamento
delle gare d'appalto, come il protocollo d'intesa tra la
Provincia di Napoli e la prefettura, per evitare inquinamento
della malavita organizzata. Protocollo che prevede un controllo
preventivo, circa la sussistenza di elementi di infiltrazioni
mafiose, di interferenze come tentativi di estorsione o
intimidazione, ma anche circa la sussistenza di requisiti
di legge sotto il profilo previdenziale, contributivo e
fiscale».
Lia Peluso, dal
Mattino
Il Mattino, 28/06/2007
RECALE. MEMORIA DEL CONSIGLIERE:
PORFIDIA VUOLE ELIMINARE GLI AVVERSARI
Incompatibilità, Gianoglio
passa all’attacco
Recale. Ha inviato al consiglio comunale, in Prefettura
e alla Procura, tra memoria difensiva e allegati, 70 pagine
di osservazioni per motivare l’insussistenza della
contestazione di incompatibilità alla carica di amministratore
sollevata a suo carico (e a carico del collega di opposizione
Ovidio Gadola) dal sindaco Americo Porfidia il 15 giugno,
nel corso della prima adunanza dopo le elezioni del 27 e
28 maggio. Filiberto Gianoglio è accusato da Porfidia
di avere «liti pendenti con il comune di Recale»
e quindi di trovarsi «in una chiara situazione di
incompatibilità, ai sensi dell’articolo 63,
comma 1, del Testo unico degli enti locali». Le controversie
giudiziarie cui si riferisce il sindaco sono 3: il ricorso
di Gianoglio al Consiglio di Stato per l’annullamento
della delibera del 12 giugno di approvazione del bilancio,
un giudizio civile per risarcimento danni promosso dal Comune
nei suoi confronti il 13 maggio 2004 e il ricorso al Tar
che il consigliere ha promosso per ottenere l’annullamento
della delibera di adozione del Piano urbanistico del 12
febbraio 2007. «Non occorre essere luminari del diritto
– dichiara Gianoglio – per capire che anche
mille liti pendenti non bastano a suffragare l’ipotesi
di incompatibilità di un consigliere comunale, quando,
cito il comma 3 dell’articolo 63, le stesse siano
riconducibile a fatti connessi all’esercizio del mandato».
In effetti, il legislatore ha inserito questa deroga proprio
per salvaguardare il libero esercizio delle funzioni di
amministratore pubblico dal timore di incorrere in situazioni
di incompatibilità, magari predisposte ad arte nell’ambito
della lotta politica. «Il sindaco sa bene –
aggiunge – che sia i due ricorsi amministrativi sia
la richiesta di risarcimento danni, di cui peraltro sono
parte passiva, non sono riconducibili a vicende che mi riguardano
come privato cittadino, ma sono intimamente legati al mio
status di consigliere comunale. Se così non fosse,
e mi riferisco in particolare alla controversia civile,
sarebbe incompatibile anche il consigliere di maggioranza
Bartolomeo Rossi, da me citato in giudizio». Un sospetto,
infine, si scorge nelle ultime parole di Gianoglio: «Temo
che le contestazioni addebitatemi si inquadrino nelle manovre
di Porfidia volte ad eliminare i suoi avversari politici.
Se un giudice vorrà ascoltarmi, saprò come
confortare questa tesi».
Claudio Lombardi, dal
Mattino
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