2 agosto 1980
 
RASSEGNA STAMPA - LUGLIO/AGOSTO 2007

L’Unità del 30.8.2007

Sinistra al semaforo

Vorrei dedicare all’assessore Graziano Cioni di Firenze, importante figura della sinistra in Italia, le parole di una canzone italiana che al principio dell’altro secolo era popolare anche fra le signore bene, popolare come «Balocchi e profumi». La so perché la cantava mia madre con una buona voce da soprano leggero: «A Natale non badare, spazzacamino / ogni bimbo ha un focolare / e un balocco vicino / tu però non ti accostare / resta in giardino / i bambini non toccare / va a spazzare il camino».
La canzone, di tempi in cui alcuni borghesi non si vergognavano di essere un po’ socialisti, prevedeva la risposta del lavoratore abusivo citato nella canzone: «Tu mi scacci, lo so, perché il volto più bianco non ho, ma lo spazzacamino tiene il cuor come un altro bambino».

Pensandoci bene devo dedicare le parole di questa canzone (era sostenuta da una bella aria strappalacrime che purtroppo qui non sono in grado di trascrivere) a tutte le figure della sinistra italiana che volentieri, spontaneamente, e qualche volta con impeto da neoconvertiti alla luce di verità non più negabili, sostengono che:
-· le tasse di Prodi-Padoa-Schioppa sono effettivamente un furto senza precedenti nel mondo e bisognerà «restituire» (attenzione alla parola, significa riconoscere che parliamo di maltolto) ciò che spetta ai cittadini. Tener presente che i Paesi con le mitiche tasse bassissime non sono mai citati e confrontati realmente (tasse, incentivi per le imprese, favori, interventi pubblici, scuole, ospedali, spese militari);
-· affermano tuttavia, fra una sparata e l’altra di Bossi, che non si devono discriminare né la Lega né Tremonti da un serio discorso sulle riforme (Bossi è il fucile e Tremonti, ovviamente, è il fiscalista del progetto «sciopero fiscale»);
- · dicono con autorità che bisogna finalmente proteggere i più deboli (cioè gli esclusi da ogni beneficio) nel mondo del lavoro attraverso il giusto espediente di privare di ogni beneficio i lavoratori che se li erano conquistati con lotte e scontri sociali neanche tanto facili negli anni Sessanta, Settanta, Ottanta. Intanto il resto del Paese - come ha poco dopo rivelato la infelice operazione «Mani pulite» - viveva nella austerità. E se quei lavoratori, allora accampavano tanti diritti, adesso sono abbastanza vecchi e dopo 35 o 40 anni di lavoro (quasi sempre senza barca e senza seconda casa) sono andati in pensione, si fa dell’ironia sul fatto che un sindacato «conservatore» di pensionati pretende di dettare legge alle nuove dinamiche del lavoro.

Ma adesso i «coraggiosi» (questo è il termine per gli audaci di sinistra e centrosinistra che hanno trovato una identificazione originale nel ripetere con passione e convinzione ciò che ha già detto la Lega, ciò che si ascolta nelle assemblee degli imprenditori padri e - in seconda convocazione - gli imprenditori figli, ciò che scrivono gli editorialisti di ispirazione «moderna»), adesso i coraggiosi puntano dritto ma contro Rom e lavavetri. Conoscete nemici peggiori? È futile una sinistra che vede i lavavetri come gli spazzacamini, e pensa ai Rom più come a poveri che a ladri di bambini. Eccoci dunque pronti a spezzare le reni ai lavavetri.
Anzi, hanno pensato, facciamo di più. Facciamo di Firenze, città di sinistra, il simbolo e il modello della caccia ai lavavetri. E facciamo bandiera della sinistra la «sicurezza» ai semafori. Finalmente lotta di liberazione dai poveri, dai Rom, dai mendicanti, dai lavavetri.

Mentre nostri connazionali bianchi e agiati alzano un po’ il gomito (dopotutto siamo in ferie), guidano un po’ spericolato (dopotutto siamo italiani) e ti spazzano via un ragazzino o una ragazzina sedicenne al giorno (dopotutto c’è sempre il perdono e un mazzo di fiori da recare sul posto); mentre nostri connazionali bianchi e laboriosi sono impegnati a vendere a bravi risparmiatori padani fondi di investimento in cui sono accuratamente incluse le somme ricavate da «cartolarizzazioni mondiali» che possono provocare in ogni momento un crollo prima di azioni, poi di Borsa, poi di banca, poi di risparmi (e tanti esperti, pacati, pensierosi e tranquilli sono impegnati a «esaminare le varie ipotesi»), il lavavetri non ha scampo. Lo becchi al semaforo e gli dai tre mesi di carcere. Come è noto, tutti gli importanti e irrisolti delitti italiani di ragazze inseguite, tormentate e uccise dal fidanzato laureando, originano dalla piaga del lavavetri. Con quel loro ostinato appostarsi ai semafori e quella loro deliberata volontà di usare (male) spugna e straccio anche sui vetri puliti, provocano una tale esasperazione che poi si spiega se un povero italiano credente (che verrà comunque perdonato) va a casa e fa una strage di italiani grandi e piccoli, moglie, figli e neonati inclusi.

Tutto ciò sarebbe uno scherzo, benché un po’ pesante, se non ci fossero alcune ragioni che disorientano e umiliano non solo chi credeva di essere a sinistra. Ma anche una comune «classe media» di sentimenti umani che altrove si chiamerebbe soltanto «liberal». Provo a elencarle così.
Primo. C’è qualcosa di blasfemo - certo di stupido - nell’agitare la parola e «il valore» della sicurezza a proposito di lavavetri, a Firenze nell’estate in cui mezza Italia è messa a fuoco da cittadini italiani, il più delle volte incensurati, che non si fermerebbero a occuparsi dei vostri vetri sporchi. Hanno missioni di malavita alquanto più grandi. E molto ben coordinate.
Secondo. C’è qualcosa di blasfemo - e anche di stupido - nell’agitare la parola e il «valore» della sicurezza a proposito di lavavetri, a Firenze nel giorno (lo stesso giorno) in cui il presidente della Regione Calabria Loiero riceve una ulteriore minaccia di morte (la sesta).
Terzo. C’è qualcosa di stupido - politicamente stupido - in una sinistra ricca delle bandiere della uguaglianza, della legalità, dei diritti umani e civili, quando questa sinistra cerca di rubare e usare come bandiera lo straccetto della presunta insicurezza dei cittadini sia perché quella bandiera è saldamente nelle mani di Borghezio (che non ha nessuna intenzione di mollarla perché non ne ha un’altra); sia perché - portino pazienza tutti coloro che fingono di non saperlo - l’Italia della insopportabile immigrazione è il Paese meno insicuro d’Europa (per non parlare di Usa e America Latina) tranne che nel seno delle buone famiglie e delle simpatiche coppie italiane dove va forte la strage delle donne (solo italiane, solo per mani di bravi cittadini italiani).

L’evidenza triste è che il sistema omologato delle informazioni, una volta impiantato da Berlusconi nel cuore della televisione pubblica e privata, dei giornali, degli editorialisti, dei corsivisti (fa eccezione il fronte dei vignettisti, forse perché, come dimostra Forattini dai giorni della sua conversione, la destra non può ridere), continua a mettere in luce con successo il lato falso delle notizie. Molti italiani che non leggono l’inglese credono davvero che l’Italia sia il Paese più tassato o che le imprese, in Italia, siano davvero perseguitate (quanto ai manager che sanno l’inglese, gli conviene far finta di non saperlo, se no avrebbero difficoltà a spiegare la cattiva sorte americana di Ford, General Motors e Chrysler nel Paese del liberismo, il fallimento della Swiss Air nella mitica Svizzera delle banche, la pesante disoccupazione nei Paesi di bassissima tassazione). Ed ecco che subito si arruolano «i coraggiosi», entusiasti e vivaci seguaci di fatti mai accaduti e di notizie non vere e si battono per nuove tasse (niente tasse) e nuovo lavoro (niente garanzie, se mai raccomandazioni o essere nati figli di). Molti italiani credono davvero - perché lo dicono Borghezio, Gentilini e il Bossi del fucile purificatore - che il nostro pericolo, terrorismo globale e terrorismo stradale, sono gli immigrati, cioè i lavavetri.

Cioni ci crede perché purtroppo nell’Italia di oggi non fa una gran differenza guardare Canale 5 o la Rai. Non abbiamo detto che la sicurezza non è né di destra né di sinistra (benché sia una evidente sciocchezza, se si parla di eventi stradali)? Crede nella sicurezza, arresta i lavavetri. Cioni dunque, in preda a una terribile crisi di buona fede, prende alla lettera gli spot berlusconiani, e arresta i lavavetri. Finalmente una sinistra moderna. Ci dicono due giorni dopo i quotidiani: «Non si vedono più lavavetri a Firenze». Grande vittoria della sinistra, anche se ottenuto lungo la scorciatoia della destra, che non è uguaglianza ma abolire l’immagine della diseguaglianza. E non è giustizia ma evitare ogni constatazione di ingiustizia.
Ricordate l’inizio del «Siddarta» di Hesse? «Fecero scomparire tutti i poveri e i malati dalle strade perché il principe non li vedesse».
L’assessore Cioni ha vinto. Con un prezzo un po’ alto. Liquidare nella sua città la sinistra.

P.S. L’assessore Cioni, nel compilare il suo editto senza se e senza ma non ha potuto tener conto di due esperienze, verificate personalmente, che gli giro, insieme ai versi della canzone di mia madre.
- Varie volte ho visto bravi cittadini italiani farsi lavare accuratamente il vetro, indicando con precisione punti ancora insoddisfacenti per prolungare l’operazione. Poi, appena il semaforo lo consente con uno strappo sull’acceleratore, sgommano via facendo il segno del dito, senza pagare.
- Due volte, in reputati e pubblicizzati distributori di benzina e Diesel, mi è stato detto, durante l’estate: «Il parabrezza? Se lo faccia pulire dal lavavetri. Noi non lo facciamo più».

Furio Colombo, da l’Unità

Il Mattino, 21/08/2007

Pd, è l’ora del comitato

si parte il 3 settembre

Il comitato provinciale dei quarantotto, per la costituzione del Partito democratico, si riunirà i primi di settembre, qualcuno suggerisce il giorno, che dovrebbe essere il 3, ma è ancora da confermare, per stabilire quali saranno le prossime iniziative da mettere in campo, ma anche stabilire qual è la maggioranza che si delineerà in provincia di Caserta. Naturalmente i riflettori sono tutti puntati sul livello regionale. Oltre ai segretari nazionali, si voteranno quelli di ciascuna regione. In Campania, le ipotesi sono ancora tutte aperte, c’è una quasi candidatura, a segretario regionale del Pd, di Andrea Cozzolino, assessore Ds a palazzo Santa Lucia, ma anche il leader regionale della Quercia, Enzo Amendola, ha dato la propria disponibilità. Niente di definito neppure nel partito della Margherita regionale, dove si è aperta una dialettica tra il gruppo del coordinatore provinciale Salvatore Piccolo, i diellini, che come riferimento a livello nazionale hanno il ministro Francesco Rutelli, senza dimenticare gli affezionati del coordinatore regionale, Ciriaco De Mita. Una matassa che dovranno sciogliere, chiudendo l'accordo, alla fine proprio quest'ultimo e il governatore Antonio Bassolino, prima della metà di settembre. Per i quarantotto in provincia di Caserta (trenta componenti divisi in parti uguali, tra iscritti alla Margherita e alla Quercia) e i diciotto esponenti della società civile (ma anche tre in rappresentanza di Caserta è Libera del presidente della Provincia, De Franciscis), quello fissato tra circa due settimane sarà il primo incontro ufficiale. Non solo, ma servirà a gettare le basi per iniziare a capire come costituire una maggioranza all'interno del Partito democratico e definire quale sarà il candidato alla guida della segretaria nazionale da sostenere. Un punto questo, non del tutto chiaro, o meglio: il dato certo è il sostegno a Walter Veltroni, mentre la difficoltà è trovare la sintesi all'interno di quest'area. Tutti punti interrogativi ancora aperti, ma il bivio è rappresentato dalla necessità di stabilire se si vuole dare continuità all'esperienza di governo di Romano Prodi, oppure porsi in maniera critica nei confronti di quest'ultima. A Caserta, gli schieramenti sono abbastanza definiti, suscettibili di variazioni solo in relazione e in dipendenza del livello regionale. Da una lato ci sono i due segretari provinciali Ds e Dl: Ubaldo Greco e Pietro Squeglia; dall'altro il gruppo del presidente della Provincia e del sindaco di Caserta, Sandro De Franciscis e Nicodemo Petteruti, e l’area dei Ds che fa riferimento al vicesegretario provinciale, Nicola Ucciero che ha raccolto l’adesione al suo manifesto per il Pd anche di Alleanza riformista. La fine delle vacanze estive, per la classe politica casertana e partenopea, è prevista per fine agosto, quando sono già fissati una serie di incontri napoletani, che precederanno di poco l’incontro dei 48 di Caserta. Appuntamenti che avranno l’obiettivo di trovare una candidatura alla segretaria regionale del Partito democratico, che possa essere la sintesi delle varie componenti che entreranno a far parte del nuovo progetto politico a partire dal 14 ottobre.

Lia Peluso, dal Mattino

Il Mattino, 02/08/2007

«Nokia riveda le sue decisioni»

La doccia fredda delle esternalizzazioni il gruppo Nokia Siemens l'ha già preparata per i siti produttivi italiani. Malgrado la giornata di lotta dei lavoratori agli inizi di luglio, il primo atto della nuova joint venture prevede un trattamento ”gelido” soprattutto per lo stabilimento di Marcianise dove operano 350 dipendenti e 130 interinali (tutte le attività sia sulla telefonia mobile che sul radiomobile sarebbero cedute a terzi), mentre per Cassina de Pecchi, in Lombardia, l'outsourcing dovrebbe avere esiti meno traumatici, garantendo la sopravvivenza delle attività di ricerca, sviluppo e commercializzazione. Non a caso il responsabile dei siti europei del network, Kasmann, sarà in visita solo nel milanese (considerato da sempre sede centrale del gruppo in Italia) già prima di Ferragosto. Non a caso sarebbe già noto, sia pure a livello di indiscrezioni, il nome del nuovo interlocutore contrattuale, la multinazionale Jabil Circuit già presente in Italia con stabilimenti a Padova e a Marcianise. Ma questi progetti non collimano affatto con il parere del ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, ieri assai critico sulla vicenda. «Il gruppo Nokia Siemens - scrive il ministro - ha ritenuto di non accogliere il mio invito diretto a riconsiderare le proprie decisioni anche alla luce delle iniziative che si prefigurano in Italia nel campo dell'ammodernamento delle reti delle telecomunicazioni, della diffusione della banda larga e dell'importanza di un retroterra nazionale di attività produttive su cui sarà indispensabile fare leva per quei soggetti che intendano partecipare alla sfida italiana nei nuovi investimenti per il settore». Bersani, allora, nello spiegare le ragioni della propria contrarietà, condivide in pieno l'atteggiamento preso dalle organizzazioni sindacali che non più tardi di ieri l'altro, in un documento, avevano fatto capire che se di un confronto si può cominciare a parlare, questo deve avvenire nella sede istituzionale del ministero e non di Assolombarda, come proposto da Nokia Siemens. E non sarebbe solo per una questione di principio o di opportunismo politico; sarebbe la scelta più logica dal momento che nella stessa sede romana si stanno valutando le misure più idonee a rilanciare quelle aree, come il sito casertano, maggiormente colpite dalla crisi di settore. Anche in considerazione di un quadro cosi articolato, Bersani ha fatto sapere allora che si riserva ulteriori passi ai fini di una riconsiderazione da parte di Nokia delle scelte annunciate. Facendo in questo modo capire che un conto sono le aspettative forti di natura occupazionale e di tutela delle attività di produzione, un conto gli interessi dei due protagonisti della joint venture, in particolare della Siemens che pure vanta esperienze importanti nel manifatturiero, soprattutto in Germania. D'altro canto anche i sindacati dei metalmeccanici hanno deciso di rivedere i termini della questione fattivamente, anticipando i lavori del coordinamento nazionale al 29 agosto. «Il parere di Bersani è apprezzabile, autorevole e per questo degno della massima considerazione - ha riconosciuto Giovanni De Pasquale segretario provinciale della Uilm - tuttavia bisogna valutare quale strategia sarà in grado di organizzare il Governo per difendere tanti posti di lavoro».

Enzo Mulieri, dal Mattino

Comunicato stampa, 1 agosto 2007

TLC: Bersani, negativa decisione Nokia-Siemens abbandonare produzione Italia

“CONDIVIDO CONTRARIETÀ SINDACATI, SOLLECITO UNA RICONSIDERAZIONE”

“Come primo atto della nuova joint venture tra Siemens e Nokia nel settore delle telecomunicazioni, è stato annunciato, solo per l'Italia, l'abbandono e l'esternalizzazione verso terzi delle attività di produzione del nuovo gruppo a Marcianise e Cassina de' Pecchi. È una decisione negativa.”
A dichiararlo in una nota è il ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, che spiega: “Il gruppo Nokia Siemens ha ritenuto di non accogliere il mio invito diretto a riconsiderare le proprie decisioni anche alla luce delle iniziative che si prefigurano in Italia nel campo dell'ammodernamento delle reti di TLC, della diffusione della banda larga e dell'importanza di un retroterra nazionale solido di attività produttive e di ricerca su cui sarà indispensabile far leva per quei soggetti che intendano partecipare alla sfida italiana nei nuovi investimenti per le TLC.”
Bersani condivide la contrarietà espressa dalle OO. SS. verso questa decisione e fa sapere che “il Ministero si riserva ulteriori passi ai fini di una riconsiderazione da parte di Nokia Siemens delle scelte annunciate”.

Comunicato Ministero dello Sviluppo Economico

Comunicato stampa, 31 luglio 2007

Recale: verso il Partito Democratico

Il Partito Democratico prende forma anche a Recale. Si è svolto infatti nella serata di lunedì 30 luglio, nella cittadina alle porte di Caserta, un primo incontro per discutere del Pd e dei nuovi scenari che apre la nascita di questo nuovo soggetto politico. L’incontro, organizzato dalla dottoressa Patrizia Vestini, capolista di “Uniti per Cambiare” nella recente competizione elettorale e oggi capogruppo d’opposizione, ha visto la partecipazione di componenti della lista e di cittadini interessati al progetto, insieme ad esponenti della Margherita e alla segreteria cittadina dei Ds. “L’impegno per costruire anche a Recale un forte Partito Democratico - ha commentato poi Patrizia Vestini - è lo sviluppo naturale del progetto di profondo rinnovamento della politica che è stato alla base della nostra esperienza elettorale. Noi vogliamo voltare pagina rispetto ad una politica che tende ad escludere i cittadini, vogliamo rimettere al centro dell’attenzione e dell’iniziativa i problemi concreti, lasciando spazio ai bisogni e alle aspirazioni dei giovani, delle donne, dei tanti nostri concittadini che vogliono impegnarsi per rompere l’immobilismo e rinnovare Recale. Per questo vogliamo contribuire da protagonisti alla nascita di un partito che possa essere un riferimento per tutti i democratici, aperto alla partecipazione e alla discussione, capace di elaborare e proporre soluzioni ai nostri problemi”. Al termine dell’incontro, gli intervenuti hanno concordato di avviare, dopo questo primo appuntamento, un’ampia iniziativa di confronto con tutti i cittadini, le associazioni e le forze politiche che vorranno costituire il Partito Democratico per giungere alla scadenza delle primarie di ottobre, atto di nascita ufficiale del nuovo partito, in un clima di confronto positivo e di grande entusiasmo.

gazebo PD

Un gazebo dei Ds di Recale - foto diesserecale

Il Mattino, 28/07/2007

Seproter, dal 31 dicembre stop all’affidamento

Il consiglio provinciale approva a maggioranza interventi di transizione per gli enti strumentali

Cinque milioni e mezzo di euro alla Acms, per garantire il servizio di trasporto pubblico locale. La somma è stata stanziata, ieri mattina, dal consiglio provinciale. La variazione di bilancio, approvata dai soli consiglieri di maggioranza ha consentito di destinare all'azienda di trasporto la restante somma originariamente prevista per la ricapitalizzazione della Spa. «Un impegno finanziario, fino ad ottobre, quando ci sarà una gara europea - ha affermato il presidente Sandro De Franciscis - solo per evitare l'interruzione del servizio di trasporto pubblico locale». Una proposta di deliberazione dalla quale ha preso le distanze l'opposizione che ha espresso voto contrario. «Se la Provincia - ha chiarito Carmine Antropoli, di Fi - avesse deciso di ricapitalizzare l'Acms, avrebbe recuperato almeno in parte le somme investite». Più lunga ed articolata la discussione sulla revoca dell'affidamento alla società Seproter, del servizio di manutenzione degli impianti termici. Una girandola di interventi dei consiglieri di minoranza: Gerardo Trombetta (indipendente), Michele Griffo e Carmine Antropoli (Fi) ed infine Giorgio Magliocca (An) tutti volti a chiedere chiarimenti sulla sorte della Seproter e del destino dei suoi dipendenti. Il chiarimento sulla richiesta di revoca giunge da De Franciscis: «Quella che stiamo discutendo oggi è una questione meramente tecnica, perché non abbiamo proposto la chiusura della Seproter, ma semplicemente stiamo mettendo dei paletti su una situazione abbastanza ingarbugliata. Il primo intervento riguarda la determinazione del potere gestionale e la determinazione della concessione del servizio alla parte privata ed infine un potere di controllo da parte della Provincia». Il Consiglio ha approvato la revoca dell'affidamento alla Seproter e nello stesso tempo ha stabilito che quest'ultima continuasse a svolgere il servizio fino al 31 dicembre 2007.

Lia Peluso, dal Mattino

Il Mattino, 28/07/2007

LA SVOLTA

Quercia e Margherita in corsa
verso il Pd

Ancora in fase di discussione, ma già sta oltre i termini stabiliti dai vertici nazionali, la costituzione del comitato provinciale del Pd. Continuano gli incontri tra Ubaldo Greco e Pietro Squeglia, rispettivamente segretario provinciale dei Ds e della Margherita, per definirne la composizione. Il dato quasi certo è che in Campania non si comporrà il listone, ma si formeranno diverse liste collegate al candidato leader prescelto, nelle quali si svolgeranno le dinamiche delle alleanze. Lo stesso discorso sarà seguito per i segretari regionali. La partita si gioca tutta a Napoli, nel gioco degli equilibri, che saranno raggiunti fra Ds e Margherita, tenuto conto delle correnti esistenti, in entrambi gli schieramenti, con uno sguardo rivolto anche alla società civile. È fissato per lunedì l'incontro per discutere della costituzione del Partito democratico, promosso da Cgil, Cisl e Uil, a cui prenderanno parte il sottosegretario Gaetano Pascarella, il presidente della Provincia Sandro de Franciscis, Ubaldo Greco e Pietro Squeglia.

dal Mattino

Carlo Marino traghetta l'Italia di Mezzo nel Pd

Lunedì, il coordinatore provinciale dell'Italia di Mezzo, Carlo Marino presenterà agli iscritti il documento programmatico, che condivide il "manifesto dei coraggiosi" di Francesco Rutelli e firmato anche da Marco Follini, attraverso il quale si sancirà l'adesione formale dell' IdM al progetto del Partito democratico. «Per realizzare un partito ex novo - afferma Carlo Marino - che nasca senza correnti, senza personalismi, senza pregiudizi, che apra alla società civile e al mondo associazionistico e che ponga le basi per un'idea forte di sviluppo per questa Provincia. Si provvederà, a partecipare agli altri partiti e movimenti, la volontà di partecipare alla fase organizzativa del PD in Provincia di Caserta, e in particolare la fase preparatoria delle primarie del prossimo 14 Ottobre». Parte, anche in provincia di Caserta, la costituente socialista. I vertici provinciali di Sdi, Nuovo Psi e Si, rappresentati da Mimmo Dell'Aquila Luigi Romano e Ovidio Gadola, si sono riuniti per definire le basi organizzative della costituente socialista in Terra di Lavoro. «L'ambizione dei socialisti non è solo di mettere insieme i vari spezzoni del socialismo italiano - affermano i tre leaders provinciali - bensì quello di creare un polo laico, liberale, socialista e riformista inserito nell'alveo del socialismo Europeo. Un soggetto politico, con una propria identità e una propria storia, che rappresenta, nel panorama politico italiano, la sola e unica alternativa al nascente PD - soggetto di ispirazione cattocomunista - ed alla nascente "Cosa Rossa" della sinistra radicale».

Dal Mattino

Il Mattino, 27/07/2007

SODDISFATTO VILLANI, AN CRITICA

Avanzo di bilancio alla Provincia

Quattro i punti principali intorno ai quali si articola l'esercizio finanziario 2006 della Provincia di Caserta, che è stato approvato, ieri, dal consiglio provinciale. Il primo riguarda il rispetto del patto di stabilità, poi c'è l'aumento delle entrate del titolo II e III, il terzo punto riguarda l'avvio delle procedure per la compilazione dell'inventario dei beni patrimoniali dell'Ente e poi ci sono investimenti, pari a 16 milioni di euro, come avanzo di amministrazione, 13 milioni come spesa in conto capitale, 91 milioni provenienti dai contributi comunitari, 10 milioni da finanziamenti statali ed altri 10 da quelli regionali. «Nonostante - ha affermato Adolfo Villani, assessore al Bilancio - i diversi tetti, inseriti nella Finanziaria 2006, alla fine siamo riusciti a rientrare nel patto di stabilità. Abbiamo anche avuto un aumento del patrimonio dell'Ente, con l'acquisto di numerosi stabili. Ci restano 16 milioni come avanzo di amministrazione, che investiremo, oltre ai contributi statali, regionali e comunitari». Un'approvazione, quella del rendiconto della gestione finanziaria 2006, che non ha avuto bisogno di discussione; la parola è passata ai voti e con 25 a favore e 5 contro, il consuntivo è stato approvato. «L'avanzo di amministrazione, che ammonta a circa 16 milioni di euro, denota - ha dichiarato Giorgio Magliocca, capogruppo di An - che l'amministrazione provinciale non sa spendere i fondi previsti nel bilancio di previsione. Risultano non spesi i fondi relativi alle politiche sociali, ambientali e del mercato del lavoro». Più complessa la discussione del consiglio provinciale convocato per stamattina. All'ordine del giorno ci sono la variazione di bilancio, in base alla quale si destineranno circa cinque milioni e mezzo all'Acms, poi si discuterà dell'approvazione dello statuto dell'Ato 5 e della costituzione dell'agenzia Aequa ed infine della proposta di revoca del rapporto con la Seproter.

Lia Peluso, Il Mattino

Il Mattino, 25/07/2007

RECALE

Sul caso Gianoglio, Vestini contro Porfidia

Recale. Durissimo affondo di Patrizia Vestini al sindaco Americo Porfidia. In una nota firmata anche da Ovidio Gadola, Franco Squeglia e Tommaso Orballo, Vestini considera un «atto di rappresaglia politica» l’estromissione dal Consiglio di Filiberto Gianoglio, ritenuto dalla maggioranza incompatibile «per lite pendente», e annuncia la nascita di un «comitato di salute pubblica» di cui lo stesso Gianoglio ne assumerà la responsabilità. «A parte l’illegittimità del provvedimento che emergerà nelle sedi giudiziarie – dice Vestini –, prima di deliberarne la decadenza, Porfidia ha dimostrato una protervia inaudita nel respingere l’atto di difesa prodotto da Gianoglio, che avrebbe contribuito a formare il convincimento dell’assemblea». L’opposizione ritiene che le liti pendenti di cui è accusato il consigliere decaduto siano connesse alla sua attività amministrativa e come tali non costituirebbero causa di incompatibilità. «Persino degli sprovveduti – aggiunge Vestini – capirebbero che nel caso di Gianoglio non sussistono quei conflitti di interesse che invece hanno impedito alla maggioranza di votare il Puc con un numero di consiglieri insufficienti». «Siamo convinti del voto, perché abbiamo studiamo l’argomento», si è difeso in aula il sindaco Porfidia. A sostituire Gianoglio sarà Ciro Rossi, primo dei non eletti nella lista «Uniti per cambiare».

Claudio Lombardi, dal Mattino

l’Unità, 23 luglio 2007

Fabio Mussi: «Non è stato un colpo di testa, lo scalone di Maroni andava superato»

L’unità a sinistra è un progetto che traballa prima ancora di essere compiuta. Franco Giordano, segretario Prc, critica duramente l’accordo governo-sindacati sulle pensioni, mentre Oliviero Diliberto, Pdci, promette una calda estate sullo stesso tema. Fabio Mussi, Sd, ministro dell’Università e della Ricerca controbatte: «Sarebbe un errore imperdonabile se si dovessero creare le condizioni che minacciano l’apertura di una crisi di governo da sinistra».

Ministro, ha letto l’intervista rilasciata da Giordano?
«Sono abituato a considerare le situazioni concrete. Sulle pensioni esistono due leggi in vigore: la Dini che prevedeva la revisione dei coefficienti, cioè la riduzione delle prestazioni pensionistiche; la Maroni, che prevedeva dal 1 gennaio 1998, il salto di 3 anni per tutti i lavoratori. Dunque, occorreva correggerle, in modo favorevole ai lavoratori, non si è trattato di un colpo di testa del governo».
Giordano critica lo scalone...
«Il salto previsto da Maroni viene spalmato in quattro anni, un provvedimento che riguarda qualche centinaio di migliaia di lavoratori che andrà in pensione prima di quanto previsto dalla legge; la quota 97, con i 61 anni di età è prevista per il 2013, previa verifica sullo stato dei conti della previdenza. Attualmente l’età di pensionamento media reale supera i 60 anni. Il giudizio deve essere dato considerando tutti gli aspetti dell’accordo».
Su quali di questi lei ha ancora riserve, o promuove a piene voti?
«Questa partita tra governo e sindacati non è ancora chiusa. Ci sono due aspetti importanti: competitività e mercato del lavoro. Il modo in cui verranno risolte queste due questioni sarà decisivo per la valutazione finale. Non sono d’accordo sugli sgravi fiscali per il lavoro straordinario e ritengo l’intervento sul lavoro a tempo determinato debba essere risolutivo, in grado cioè di contrastare davvero la precarizzazione dei giovani».
Diliberto annuncia battaglia contro la controriforma. Sembra che parliate di cose diverse.
«Analizziamo qualche punto: la pensione di vecchiaia delle donne non viene toccata - anche se l’Europa chiede il contrario - e alla base di questa resistenza italiana c’è una particolare attenzione alla condizione delle donne che, a parità di qualifiche hanno stipendi più bassi e quindi più bassa contribuzione; nella vita lavorano due volte, perché hanno a carico anche il lavoro di cura, una funzione sociale di primario valore. Vengono salvaguardati i lavoratori precoci, quelli con 40 anni di contribuzione e aumentano le finestre di uscita. Per la prima volta viene applicata una tabella dei lavori usuranti, la tabella Salvi allargata. Infine, c’è, sia pure in una forma non perentoria, il minimo del 60% dello stipendio per i i giovani che hanno lavori discontinui. Certo, si poteva fare anche di più, ma il complesso di questi provvedimenti, non giustifica questa opposizione frontale. È una condotta che rischia di far saltare il banco».
Perché, secondo lei?
«Mi preoccupa il fatto che ai fari accesi sulle pensioni corrispondano sempre più spesso luci basse sul tempo di lavoro, sulla qualità del lavoro».
Sicuri di riuscire a fare l’unità a sinistra?
«Sono abituato ad assumermi la responsabilità politica per tenere una posizione quando viene meditatamente presa, per più di 24 ore. Voglio dire a questi compagni che non abbandono il progetto dell’unità a sinistra. Vanno prese sul serio le parole quando sparliamo di unità e rinnovamento della sinistra. E voglio ricordare anche che all’incontro politico del 7 giugno tra Rc, Pdci, Verdi e Sd, ha fatto seguito quello con i segretari delle tre confederazioni sindacali. Lì si è preso un doppio impegno: pretendere che il governo di cui facciamo parte e sosteniamo lavorasse non alla rottura ma a un accordo con i sindacati; e nel caso di raggiunto accordo, che non avremmo giocato al più uno. Poi, Rc ha scartato, mentre in un incontro successivo il Pdci ha confermato questa posizione politica. Sarebbe un errore imperdonabile se si dovessero creare condizioni che minaccino un’apertura della crisi di governo da sinistra».
Sarebbe la seconda volta. Non c’è il pericolo che gli elettori non vi seguano più?
«Stavolta non capirebbero. Si sono già espressi un anno fa, a noi spetta l’assunzione di responsabilità di scelte essenziali per il paese. L’arretratezza sociale italiana non è sul sistema previdenziale. Siamo indietro su altro. Dal tasso di occupazione, soprattutto femminile; ai servizi sociali efficienti per tutti ; al livello di qualità della rete delle infrastrutture; università, ricerca scientifica, innovazione tecnologica».

Maria Zegarelli, dall’Unità

Il Mattino, 22/07/2007

Partito democratico, grandi manovre sul «manifesto»

Domani pomeriggio, alle 18.30, presso il Grand Hotel Vanvitelli, sarà presentato «Il manifesto per il Partito democratico»: l’iniziativa è promossa da Nicola Ucciero, vicesegretario provinciale della Quercia, sostenuto dai fassiniani, che hanno appoggiato la sua candidatura a segretario provinciale del Partito all’ultimo congresso ds. All’appuntamento prenderanno parte, tra gli altri, i diessini Franco Capobianco assessore provinciale, Gaetano Pascarella sottosegretario alla Pubblica istruzione, Clemente Gorgoglio segretario cittadino della sezione di Maddaloni, Roberto Iavarone componente della segreteria provinciale, Enrico Fabozzi sindaco di Villa Literno, Giuseppe Venditto, dirigente del partito. «Presenteremo il nostro modo di intendere il Pd - sottolinea Ucciero - che non dovrà essere la somma di diverse identità, ma una nuova identità, aperta e che partecipa a tutti i problemi della provincia di Caserta. Un nuovo soggetto, capace di dare risposte concrete a problemi reali. All’iniziativa, che abbiamo organizzato, prenderanno parte anche esponenti della società civile e tanti giovani». Intanto, continuano i contatti tra i due leader Ds e Dl, Ubaldo Greco e Pietro Squeglia, per definire l’accordo sul comitato provinciale per il Pd.

li.pe., dal Mattino

Il Mattino, 21/07/2007

IL BLITZ

Un giro di fuoristrada rubati scoperto dalle Fiamme gialle

Le fiamme gialle della compagnia di Marcianise, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno individuato una centrale di smistamento di auto rubate. Entrati in un esercizio di Recale per un normale controllo sulla regolare emissione dello scontrino e della ricevuta fiscale, si sono insospettiti per il nervosismo del commerciante e hanno così ispezionato il retrobottega notando due fuoristrada, un Land Rover e un Volkswagen Tuareg rubati. La perquisizione effettuata a casa dei soggetti che avevano la disponibilità delle auto ha permesso di rinvenire numeroso materiale occorrente per falsificare e contraffare tutti i segni identificativi delle autovetture in modo da riciclarle e reintrodurle nel circuito commerciale.

Dal Mattino

Il Mattino, 20/07/2007

RECALE

Ruba tabacco e finisce in manette

Colpo andato in «fumo», è proprio il caso di dirlo, per C.G., che nella notte scorsa aveva sottratto 35 quintali di tabacco da una serra su un terreno in via Sabin di un coltivatore di Recale, A.P. L’uomo pensava di averla fatta franca, ma i carabinieri della stazione di Macerata, nella mattina di ieri, seguendo le tracce lasciate dal ladro (frammenti di foglie cadute lungo la strada durante il trasporto), sono arrivati ad un appezzamento di terra in via Volta a Portico. Lì, ben occultato sotto dei teloni, era nascosto il maltolto, il cui valore commerciale di aggira intorno ai 7mila euro. C.G. si è beccato una denuncia a piede libero, mentre il tabacco è stato restituito al legittimo proprietario, che ha «tirato» un sospiro di sollievo.

Dal Mattino

Il Mattino, 18/07/2007

Casse comunali quasi vuote dipendenti, stipendi a rischio

RECALE. Stipendi a rischio per i dipendenti del comune di Recale. In una nota inviata al sindaco Americo Porfidia, il responsabile del servizio finanziario Nicola Lombardi esorta la parte politica a limitarsi al pagamento delle spese obbligatorie e non prorogabili. «Dal giornale di cassa trasmesso dalla Banca di Credito Popolare, tesoriere dell’ente – scrive Lombardi –, si evince che il Comune si trova in una situazione di carenza di liquidità». Un dato preoccupante che si ripercuote sull’intera attività amministrativa, «e il suo degenerare – avverte il funzionario – potrebbe addirittura compromettere il regolare pagamento degli stipendi». «In effetti – ammette l’assessore Andrea Mastroianni –, la contrazione dei trasferimenti, la rinegoziazione dei mutui e gli interessi passivi hanno contribuito a rendere critiche le condizioni delle nostre finanze. Non alimenterei, però, inutili allarmismi, anche perché siamo consapevoli del pericolo temuto da Lombardi e stiamo correndo ai ripari. Certo è che per il 2008 – conclude Mastroianni – bisognerà pensare ad una gestione economica sempre meno legata dalle sovvenzioni dello Stato». «Mastroianni – ribatte Vincenzo Landolfo dei Ds – continua a spargere messaggi rassicuranti, evitando accuratamente di entrare nel merito. Dal bilancio di previsione si evince un calo vorticoso del fondo di cassa (che in cinque anni si è ridotto di 1,5 milioni di euro) e il dimezzamento dell’avanzo di amministrazione. Ma l’aspetto più grave, che misura lo stato di salute delle finanze comunali – sostiene Landolfo –, è l’eccessivo incremento della massa dei residui attivi e passivi che dal 2002 a oggi è quasi raddoppiata».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Comunicato stampa, 17 luglio 2007

Capodrise, nasce l’associazione "Progetto Democratico”.

VENERDI 20 LUGLIO ALLE 19.30 AL "PALAZZO DELLE ARTI"

C’ è una piccola, grande città ricca di risorse, professionalità, competenze, che ha voglia di mettersi in gioco attraverso i valori di una sana democrazia.
Sono i giovani, le donne e gli uomini di Capodrise che animati da un senso civico forte e rinnovato aspirano a discutere e confrontarsi, per crescere, scegliere con responsabilità e decidere in autonomia. Ciò che si intende creare è uno spazio di incontro-confontro atto a promuovere studi ed iniziative di carattere culturale, sociale e politico sull’evoluzione del nostro territorio e delle sue strutture comunitarie, economiche, politiche ed ambientali, nonché sui fatti attinenti, dando voce a tutti coloro che sentano forte la necessità e il dovere di apportare il proprio contributo in prima persona.
L’associazione mira ad essere luogo vivo di offerte culturali, progetti in politica, impegno per il sociale modellati tutti secondo le idee e le esigenze che partono – nelle iniziative e nel confronto - dai livelli locali e dai problemi che investono la città, così da ottenere un processo di costruzione condiviso e nuove consapevoli opportunità di crescita per il nostro paese.
Serve dunque, un processo aperto, capace di suscitare passioni, mobilitare energie, promuovere l’impegno civico e il senso di appartenenza. L’associazione Progetto Democratico C’E’ e vuole crescere con Capodrise per porre un argine alla deriva qualunquista che sta disgregando il nostro tessuto sociale, per promuovere momenti di profonda coesione sociale e civile a partire dalla riscoperta delle nostre radici storico-culturali, per progettare soluzioni insieme con quanti sentono la necessità di ottenere un quadro di normalizzazione della politica che sia di garanzia per tutti.
L’associazione Progetto Democratico C’E insieme a tutti coloro che si riconoscono negli ideali e nei valori della tradizione e della storia del riformismo di sinistra, laico e cattolico, che possono e devono contribuire a rafforzare le aspettative di tanti che chiedono una politica nuova.
L’associazione Progetto Democratico C’E ed aspira ad essere promotore, attore e recettore di Idee-Proposte e Fatti che contribuiscano a rendere la Nostra Capodrise un paese sempre più rispondente alle esigenze e alle tante aspettative dei suoi cittadini!
Il giorno 20 luglio in occasione della serata d’inaugurazione dell’associazione oltre al confronto-dibattito politico sulla costituente del partito democratico, ci sarà un reading di sui temi della democrazia, della libertà e della politica, seguito da un viaggio attraverso la musica partendo dalle nostre tradizioni fino ad arrivare ai ritmi del Brasile!
La presentazione del libro di idee un “Progetto Democratico per la tua città”, sarà poi una ulteriore occasione per tutti i cittadini di apportare un loro contributo alla costruzione di un Partito Nuovo che faccia della Politica un Progetto di costruzione del FUTURO!

Gruppo consiliare Progetto Democratico

Il Mattino, 14/07/2007

Italia dei valori, Porfidia lascia

Cambio al vertice dell'Italia dei Valori, Americo Porfidia passa il testimone e la scelta del successore si gioca sul piano del principio di democrazia, richiesto dal regionale e da Roma. È proprio dalla capitale, che è partita la richiesta di non far coincidere le cariche istituzionali con quelle di partito. Una sollecitazione che è stata raccolta da Porfidia, che oltre ad essere deputato dell'Italia dei Valori, sindaco di Recale, attualmente ricopre, almeno fino a ieri sera, anche la carica di segretario provinciale del partito di Di Pietro. È stato lo stesso Porfidia a convocare i vertici dell'IdV, per stabilire chi sarà il nuovo leader provinciale. Nessun nome, fino a ieri sera tardi, è trapelato, l'unica certezza è che il segretario non sarà più il sindaco di Recale, che ha deciso di fare un passo indietro. «Stiamo portando avanti - afferma Porfidia - un discorso condiviso da tutti, seguendo la strada di una scelta democratica, richiesta a gran voce dai vertici regionali. Così io avrò più tempo per dedicarmi all'attività di sindaco e deputato, che non riuscivo più a conciliare con quella di segretario provinciale».

li. pe., dal Mattino

il Mattino, 14/07/2007

Caiazzo. Il garibaldino solitario

1860, il regio notaio Aldi a fianco delle camicie rosse contro i soldati borbonici

garibaldiQuando il 19 settembre del 1860, preparandosi l’epica battaglia del Volturno tra garibaldini e borbonici, giunsero a Caiazzo i cacciatori bolognesi comandati da Giovanbattista Cattabeni, essi furono accolti a Porta San Pietro da un gruppo di patrioti tra i quali il notaio Paolo Aldi, il fratello sacerdote Michele e il dottor Diamante De Matteo. E così mentre alcuni contadini si schierarono con i soldati regi contro le camicie rosse, altri caiatini offrirono vettovaglie ai soldati e agli ufficiali dell’esercito dei volontari mentre qualcuno mise a disposizione anche la propria abitazione. Degli sfortunati prodromi della battaglia del I e 2 ottobre 1860, che tra il 19 e il 21 settembre avvennero a Caiazzo dove per la prima volta in Campania le armi della rivoluzione si scontrarono con quelle borboniche, ha lasciato un prezioso saggio storico Loreto Severino, il poeta, scrittore, magistrato, sindaco di Caiazzo negli anni ’60, pubblicato nel 1950 e riproposto dieci anni dopo, in occasione del primo centenario dell’unità d’Italia, col titolo «La dubbiosa vigilia della battaglia del Volturno». L’anima della resistenza liberale fu Paolo Aldi (1825-1904), discendente da cospicua casata locale, segnalatasi già col dottor fisico Bernardino nel XVII secolo e col figlio di questi, Nicola, che creò la tradizione notarile familiare. Paolo Aldi, con sereno senso di responsabilità, si giocò il tutto sposando la causa unitaria. E fu così che quel 19 settembre capeggiò il gruppetto dei patrioti caiatini di cui parla Loreto Severino, ospitando nella sua villa (nell’attuale via Tesauro) Giovanbattista Cattabeni. Grande riconoscenza dei garibaldini, dunque, non soltanto per il vescovo Luigi Riccio, che, affrontando eroicamente col solo Cricifisso in mano i soldati regi, sottrasse alla loro ferocia e protesse nel proprio palazzo i volontari feriti, ma anche Paolo Aldi, come fa fede la lettera inviatagli il 27 febbraio 1861 da Giovanbattista Cattabeni, fatto prigioniero e inviato a Capua, da dove fu rimesso in libertà per lo scambio con Domenico Nicoletti, che aveva avuto ragione del battaglione comandato da Pilade Bronzetti a Castelmorrone. «Senza adulazione - scriveva Cattabeni - vi assicuro che il vostro patriottismo non è comune, e che non dimenticherò la mattina del 19 settembre 1860. Gli uomini si conoscono nei tempi difficili. Tanto il nome Vostro che quello del Giudice e dei Manetti dovranno figurare nel mio rapporto, e lo meritate». La lettera fu pubblicata per la prima volta nel cinquantenario della battaglia del Volturno dal cugino di Cattabeni, Attilio, il quale aveva partecipato all’impresa, e che successivamente ottenne la cittadinanza onoraria di Caiazzo. L’importante documento fu poi pubblicato nel 1950 in appendice al saggio di Loreto Severino, che analizzò i famosi fatti d’arme sia avvalendosi di atti che testimonianze. Questi fasti sono patrimonio morale inalienabile dei discendenti di Paolo Aldi (Aldo, oggi, vice-prefetto a Roma e Bernardino, medico a Caserta) ma anche di Caiazzo tutta.

Alberto Zaza D'Aulisio, dal Mattino

Il Mattino, 13/07/2007

POLITICA

De Franciscis con Rutelli: Veltroni leader del Pd

«La nascita del Partito Democratico rappresenta una grande svolta per la vita del Paese. Con esso daremo risposte all'enorme desiderio di modernizzazione e alla domanda di uguaglianza sociale, determinando le basi per il ritorno alla crescita». Lo afferma Sandro De Franciscis, presidente della Provincia di Caserta e tra i firmatari del «manifesto per il coraggio delle riforme» presentato ieri a Roma dal vice presidente del Consiglio e presidente della Margherita, Francesco Rutelli. «Nel manifesto - prosegue De Franciscis - si esprime pieno e convinto appoggio alla candidatura alla segreteria del Pd di Walter Veltroni, una candidatura forte, dall'alto di esperienze politiche e personali credibili e riconoscibili. La sua discesa in campo rappresenta quella ventata di novità e freschezza di cui ha bisogno il Paese per recuperare al tessuto produttivo la forza per rilanciare l'economia, con una burocrazia più snella e capace di dare risposte veloci; di cui hanno bisogno i nostri giovani, per sprigionare liberamente talento e voglia di fare; quei giovani che sono il nostro oggi ed il nostro domani e che chiedono, come tutti, servizi, occupazione, prospettive. Questo documento - conclude De Franciscis - si apre in queste ore alla sottoscrizione anche nella nostra provincia di tanti amici, amministratori e militanti dell'area del Partito democratico le cui adesioni cominciano a giungere numerose e testimoniano l'entusiasmo e l'attesa per la nascita del nuovo soggetto politico».

dal Mattino

Comunicato stampa, 12 luglio 2007

Tony Laudadio a Capua per il 'Teatro dell'Architempo'

L’attore presenterà, questa sera 12 luglio, il monologo “Infanzia di un socialista”, di cui è anche autore e regista

tony laudadioCAPUA – A quindici anni dall’inizio dell’inchiesta “mani pulite”, che ha rivoluzionato il panorama politico italiano e a quasi trenta dalla morte di Aldo Moro, una riflessione in forma di monologo, ma con la leggerezza dello sguardo di un bambino, su alcuni dei temi più scottanti della nostra storia. Un racconto a parti invertite, in cui è il bambino che parla e gli adulti che ascoltano, e in cui la politica e i grandi valori della convivenza civile incidono profondamente nel microcosmo di un’infanzia. Dopo il debutto, ad ottobre, al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere, nell’ambito del festival “Il Nuovo Aspetto”, “Infanzia di un socialista” aprirà, questa sera, alle 21, nel cortile di Palazzo Lanza, in corso Gran Priorato di Malta, a Capua, la rassegna “Il Teatro dell’Architempo” diretta da Margherita Di Rauso. “Sono sempre stato incuriosito e affascinato – dice Laudadio – da quel periodo della vita che segna il passaggio dall’infanzia alla fanciullezza, il momento in cui si comincia a intravedere in forma potenziale, quello che sarà l’”uomo finito”, per dirla alla Papini. Il modo in cui si supera quella delicata fase segna spesso il percorso che la vita poi dovrà seguire, è quella curvatura del tronco di un albero che ne segnerà poi la direzione per sempre. Gli ideali, che fino a quel momento erano solo un pensiero indotto, un sentito dire, cominciano a prendere corpo, a farsi sostanza, a guidare le scelte di fondo. In “infanzia di un socialista” – prosegue l’attore – il bambino protagonista vive quel passaggio, così personale e intimo, in coincidenza con un passaggio più vasto, collettivo, nazionale: gli anni a cavallo tra i settanta e gli ottanta. Anni di trasformazione per un Paese e di formazione per un bambino che, cresciuto fino a quel momento tra l’estremizzazione dello scontro politico democristiano-comunista, sente già la sua vita come qualcosa di nuovo, di originale, sente di essere il superamento di tutto questo. E vive il suo microcosmo incarnando questa terza via e portando il suo piccolo mondo di scuola, amici, famiglia, gioco, a divenire simbolo e a prendere dimensioni universali o, quanto meno, profondamente italiane. Le illusioni, spezzate poi non molti anni dopo dalla nostra storia, dalla storia d’Italia, vivono la loro fase più bella, quella idealistica, ingenua, fiduciosamente ottimista. Guardando attraverso gli occhi di questo bambino di nove anni e mezzo – conclude Laudadio –, ho percepito qualcosa che ci riguarda profondamente, che parla delle radici comuni, delle origini di tanti nostri comportamenti. L’aspetto generazionale di questa riflessione è, a mio parere, anche la sua peculiarità e non esclude coloro che hanno vissuto la loro infanzia in anni diversi e in condizioni diverse, anzi invita in qualche modo a compiere, personalizzato, lo stesso percorso”. Fondatore e direttore, insieme con Enrico Ianniello, della cooperativa teatrale “Onorevole Teatro Casertano”,Tony Laudadio ha nel suo curriculum di attore numerose collaborazioni con i grandi nomi del teatro italiano, ma gli incontri decisivi sono stati sicuramente quelli con Toni Servillo, con il quale lavora dal 1993, e quello con Andrea Renzi, attore e regista con cui ha condiviso diversi importanti progetti. Ha vinto nel 1996 il Premio Troisi come miglior scrittura comica con “Sconosciuti e lontani – la farsaccia” e nel 2002 il Premio Girulà per “Gracias a la vida”. Laudadio è reduce dal successo nazionale ottenuto con “Il metodo Gronholm”, in cui ha recitato accanto a Nicoletta Braschi.

Ufficio stampa Onorevole Teatro Casertano

Il Mattino, 08/07/2007

Esecutivo Ds, Abbate difende Greco

Sembra destinata a montare la polemica, tutta interna alla Quercia, sulla decisione presa da Ubaldo Greco, segretario provinciale Ds, di comporre la segreteria. La querelle è stata sollevata da Nicola Ucciero, vice segretario Ds, appena sono stati resi noti i dodici nomi dell'esecutivo provinciale. Si tratta di Dario Abbate, Rossella Borrelli, Annarita Fusco, Roberto Iavarone, Francesco Luongo, Generoso Paolella, Luigi Russo, Domenico Sbordone, Carlo Scatozza, Mario Vitale, Stefania Verde e, membro di diritto, Pietropaolo Ciardiello, capogruppo dell'Ulivo alla Provincia. Immediata la reazione di Dario Abbate, responsabile organizzativo, che ribatte: «La nomina della segreteria non è avvenuta in maniera illegittima perché è scaturita sia dal nuovo (quello del 2 luglio ndr), che dal vecchio dispositivo (quello di due mesi fa ndr), per cui rientra nel mandato congressuale ed inoltre prevede la presenza delle mozioni di minoranza (Mussi ed Angius) e delle varie articolazioni della mozione Fassino, compresa la Sinistra ecologista. Sappiamo che, già dal 2 luglio scorso - rimarca l'avvocato diessino - c'è chi ha tentato di impedire la costituzione della segreteria e questa reazione risponde a questo spirito negativo e distruttivo. Voglio però precisare, che ci sono tutte le condizioni per costruire un percorso, che ci porti ad essere una parte importante e fondamentale del Pd, per cui questo è il tempo del lavoro e non delle polemiche. Quello che il segretario ha deciso - Abbate rimanda le accuse al mittente - è in linea con il dispositivo del congresso e con le prerogative statutarie del partito». Quella di Abbate non è l'unica voce che si è sollevata a difesa delle scelte effettuate da Greco e che lo hanno guidato nel comporre la segreteria provinciale. «Penso che Ubaldo Greco - sottolinea Luigi Russo, componente della segreteria e consigliere provinciale - nello scegliere chi dovesse entrare a far parte dell'esecutivo provinciale, abbia rispettato il criterio di carattere territoriale e quello del rinnovamento. Ritengo, che per il compito che ha la segreteria di presentarsi in maniera rinnovata all'appuntamento con il Partito democratico, non potesse essere fatta altra scelta. C'è grande movimento e il nostro partito non può non dare un contributo con uomini nuovi. Vorrei sottolineare che la segreteria può essere utile a questo processo riformatore, che è stato avviato e non può basarsi su dirigenti che, certamente in passato hanno dato un contributo importante, ma c'è bisogno di freschezza e di rinnovamento generazionale. Parlo così, non perché faccio parte anche io dell'esecutivo ma credo che la scelta fatta dal segretario - conclude il consigliere - sia in linea con il dettato del dispositivo del congresso provinciale». Mentre ironicamente Generoso Paolella afferma: «Meno male che il 14 ottobre inizia una nuova avventura».

Lia Peluso, dal Mattino

il Mattino, 07/07/2007

Approvato con un voto in meno del previsto

La provincia rispedisce il PUC al mittente

Recale. La Provincia nega il visto di compatibilità al piano urbanistico del comune di Recale. Nella conferenza dei servizi, celebratasi ieri mattina a Caserta, l’ufficio tecnico di corso Trieste ha dichiarato l’iter di approvazione del Puc «improcedibile» a causa di vizi di legittimità in due delibere di disamina delle osservazioni e nella delibera di adozione dello strumento urbanistico. L’illegittimità deriva dal numero di consiglieri che hanno approvato quegli atti deliberativi: dovevano essere in 6 e non 5. «Più che bocciato – commenta il consigliere di maggioranza Francesco Porfidia –, il piano è stato, per così dire, rimandato a settembre. La Provincia è pronta a riprendere l’esame dello strumento urbanistico, se il consiglio comunale riuscirà a sanare le illegittimità». Ciò significa che le tavole dovranno ritornare in aula consiliare e il sindaco Americo Porfidia dovrà «rastrellare» 6 voti validi, ossia non viziati da conflitti di interesse. Se riuscirà (impresa non facile), il Puc sarà comunque sottoposto al giudizio di merito e ai tagli conseguenti al sovradimensionamento.

Claudio Lombardi, dal Mattino

il Mattino, 07/07/2007

Greco nomina l’esecutivo Ds.
Ma è polemica

Dopo l'elezione di Ubaldo Greco, lunedì scorso, come segretario provinciale della Quercia, da ieri, è stata resa ufficiale, anche la composizione della segreteria, della quale fanno parte, oltre al segretario e al coordinatore Nicola Ucciero, Dario Abbate, Rossella Borrelli, Annarita Fusco, Roberto Iavarone, Francesco Luongo, Generoso Paolella, Luigi Russo, Domenico Sbordone, Carlo Scatozza, Mario Vitale, Stefania Verde e, invitato di diritto, Pietropaolo Ciardiello. Due posti in più, rispetto alle intenzioni d'origine, da dieci c'è stato l'allargamento a dodici e all'insegna del rinnovamento generazionale e facendo prevalere il rispetto della territorialità. Sono queste le linee-guida, che hanno condotto alla formazione della segreteria provinciale Ds. «L'esecutivo - si legge dalla nota inviata dalla federazione - verrà di volta in volta integrato dal contributo di rappresentanti del territorio e delle istituzioni al fine di rendere ampiamente partecipativo il processo di costruzione del Pd. L'impegno dell'esecutivo provinciale sarà prioritariamente concentrato a promuovere una partecipazione tanto autentica, quanto vasta, a tutte le tappe preparatorie per le elezioni della costituente del Pd e a portare contributi di elaborazione progettuale al manifesto, al programma ed alle regole di vita del Partito democratico». Ma sulla composizione dell'esecutivo non c'è accordo. Infatti, immediate sono state le reazioni del vice Nicola Ucciero: «È un atto illegittimo quello che ha fatto il segretario, perché è contrario al mandato congressuale e allo stesso statuto del partito che obbliga all'unitarietà della proposta».

Lia Peluso, dal Mattino

il Mattino, 05/07/2007

RECALE

Porfidia sceglie il suo team
Sei gli assessori

Recale. Si sfalda la coltre di silenzio che per 37 giorni ha preservato il mistero sulle deleghe che il sindaco Americo Porfidia assegnerà (l’ufficializzazione questa sera in consiglio comunale) ai sei membri dell’esecutivo. Al vicesindaco Francesco Ommeniello (nella foto in basso) non sarà attribuito nessun incarico. Con un sindaco impegnato in Parlamento per gran parte della settimana, a Ommeniello, primo degli eletti con 349 preferenze, spetterà supervisionare ogni aspetto dell’attività amministrativa. Andrea Mastroianni conserverà le deleghe al bilancio e all’istruzione, ricoperte dal 2002 fino alle elezioni del 27 e 28 maggio. Così come Domenico Di Maio, che resta alla viabilità, e Pietro Mingione, che continuerà ad occuparsi di nettezza urbana. L’assessore e consigliere provinciale Roberto Massi si interesserà di ambiente, mentre, per Antimo Argenziano, Porfidia starebbe pensando alle deleghe alla cultura e allo spettacolo. In linea con quanto accadde nel 2002, il sindaco darà un incarico anche ai consiglieri di maggioranza. Osvaldo Argenziano seguirà le politiche sociali, Giovanni Caporaso, lo sport e Antimo Mastroianni, l’edilizia privata. Bartolomeo Rossi sarà nominato capogruppo di «Città… continua» e forse delegato al personale, oppure alla cultura e allo spettacolo, se la delega al personale sarà attribuita ad Antimo Argenziano. Francesco Porfidia, che per una manciata di voti è fuori dall’esecutivo, sarà eletto presidente del consiglio comunale. Le deleghe ai lavori pubblici e all’urbanistica che ha detenuto nella passata amministrazione, almeno per il momento, il sindaco le terrà per sé.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Comunicato stampa, 5 luglio 2007

La "Carovana per l'acqua pubblica" a Caserta

GOVERNO PUBBLICO E PARTECIPATO DELL'ACQUA: IL 10 LUGLIO LA CONSEGNA A BERTINOTTI DELLE FIRME PER LA LEGGE D'INIZIATIVA POPOLARE

A chiusura della Campagna firme a sostegno della Proposta di Legge d'Iniziativa Popolare per un governo pubblico e partecipato dell'acqua, la Carovana per l'acqua pubblica è giunta a Caserta, il 29 giugno alle 18 in piazza Ruggiero.
Il Coordinamento Provinciale per la Campagna e il Coordinamento Associazioni Casertane hanno accolto i rappresentanti del Forum (Marco Bersani e Giuseppe De Marzo) con un programma di musica e l'allestimento di stands delle associazioni (LIPU, WWF, Legambiente, Associazione Ingrid Nogueira, ARCI, Arci-Spaccioculturale, Co.As.Ca, Comitato Emergenza Rifiuti) sui temi più impegnativi ed attuali del territorio (oasi di Salicelle, il caso discarica provinciale Lo Uttaro, la tutela del Volturno, la promozione di un consumo critico,il risparmio della risorsa acqua e la campagna "mettiamola fuorilegge" di Altraeconomia sul business delle acque minerali). Buona la partecipazione dei cittadini che hanno continuato a firmare per la proposta di legge e a cui è stato distribuito materiale informativo. Dopo l'apertura della manifestazione con le note di festa del Complesso Bandistico "Città di Casagiove", Marco Bersani del Comitato Promotore Nazionale, ha dato un aggiornamento sulla proposta di legge, sugli sviluppi della campagna firme e sull'andamento delle iniziative svoltesi sui luoghi toccati dalla Carovana in Sicilia e in Calabria; ha poi ricordato i prossimi appuntamenti dell Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua e le iniziative che verranno attuate a seguito della consegna delle firme nelle mani di Bertinotti, alla Camera, il prossimo 10 luglio a Roma, da parte di alcuni rappresentanti del Comitato Nazionale. Ma soprattutto ha messo ancora una volta in evidenza il gigantesco inganno della propaganda privatistica che, senza riscontri concreti nella realtà, ammanta di efficienza ed efficacia una gestione di un bene inalienabile secondo i criteri del mercato. Giuseppe De Marzo ha illustrato le implicazioni ambientali ed affaristiche che hanno fatto emergere sul pianeta la corsa all'"oro blu". La serata è proseguita con un reading di testi in omaggio al bene sacro dell'acqua di alcuni artisti casertani (Angela Calabretti, Rosa Arbolino, Meo Rossi) la voce coraggiosa di Agnese Ginocchio cantautrice impegnata attivamente nel Movimento per la Pace, la Nonviolenza e la Legalità; la performance espressiva di Carmine Migliore, la proposta energetica della musica degli Zerodb.
Sono stati presenti alcuni rappresentanti di partito e della FP-CGIL,ai quali il Coordinamento ha rinnovato il proposito di costruire un impegno comune ed efficace nella direzione dei principi fondanti della proposta di legge, anche e soprattutto nello stagnante contesto territoriale.
Anche il vescovo Raffaele Nogaro ha inviatola sua adesione alla manifestazione impedito a parteciparvi per altro impegno.

Movimento Pace

Il Mattino, 03/07/2007

POLEMICA A RECALE

Urbanistica, la Provincia boccia il Puc

Recale. Istruttoria bloccata e il rischio fondato che il piano urbanistico, in attesa del visto di compatibilità, possa essere rimandato al consiglio comunale. È quanto è emerso dalla conferenza dei servizi che si è svolta in Provincia ieri mattina, cui hanno partecipato l’assessore provinciale all’urbanistica Adolfo Villani, il responsabile dell’ufficio tecnico provinciale e, in rappresentanza del comune di Recale, il consigliere comunale Francesco Porfidia. «In effetti – dichiara Porfidia –, siamo in una fase di stallo». Oltre al sovradimensionamento delle zone di espansione, la Provincia, confortata da un parere del proprio ufficio legale, ha sollevato vizi di legittimità nella delibera di adozione dello strumento urbanistico. Un atto, rispetto al quale sono anche pendenti dei ricorsi al tribunale amministrativo regionale. E proprio un’ordinanza del Tar, che si è espresso sulla sospensiva a uno dei ricorsi presentati, avrebbe ulteriormente convinto l’Utp a porre il veto sul Puc. «Ci hanno mostrato – rivela Porfidia – un’ordinanza che non conoscevamo, rispetto alla quale ci siamo riservati di esprimerci». L’illegittimità deriverebbe dal numero di consiglieri che, il 12 febbraio scorso, hanno approvato la delibera di adozione. «Per rendere valida una seduta di consiglio comunale – sostiene dall’opposizione Filiberto Gianoglio – occorre la presenza di almeno 1/3 dei consiglieri. Ebbene, riunita in seconda convocazione, la votazione del 12 febbraio si è celebrata con la presenza di soli 5 consiglieri su 16. Il Consiglio di Stato, nel 2005, su un caso analogo, sostenne che il quorum prescritto alla terza votazione di 2/3 di 17 non era 11 ma 12 voti. I 2/3 di 17 sono pari a 11,33 e quindi, non potendosi computare le frazioni di voto ed essendo 11 inferiore ai 2/3 di 17, il Consiglio di Stato stabilì che la maggioranza richiesta era di 12 voti. Applicando lo stesso ragionamento – conclude Gianoglio –, il quorum richiesto per valicare la delibera non poteva essere di 5 consiglieri, visto che 5 non è 1/3 di 16».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 03/07/2007

Congresso Ds, passa l’accordo Greco-Ucciero

La seconda fase del congresso provinciale della Quercia, si è conclusa ieri, senza altri rinvii, con l'elezione di Ubaldo Greco, unico candidato, come segretario provinciale con 259 voti a favore, 27 contro ed 8 astenuti. Al fianco di Greco ci sarà il suo vice Nicola Ucciero, a cui sarà affidato il coordinamento del comitato provinciale, eletto nel corso dell'assemblea presso l'ex Ciapi, formato da circa 150 membri, tra amministratori, segretari di sezione e componenti della direzione regionale. Mentre per la segreteria, allargata a non più di 10 iscritti, sarà formata sicuramente da Dario Abbate, confermato come responsabile dell'organizzazione, Generoso Paolella, Carlo Scatozza, come responsabile degli enti locali, e Alberto Iavarone; ancora da definire i compiti e gli altri nomi, per l'ufficializzazione e occorrerà attendere forse domani. Il congresso, questa volta, si è svolto in maniera regolare, anche se con largo ritardo rispetto all'ora di convocazione, iniziando con la lettura della relazione da parte del segretario, poi la fase del dibattito, mentre si svolgevano le votazioni. Subito dopo lo spoglio e l'elezione. Al tavolo della presidenza, presenti Dario Abbate, Gaetano Pascarella, sottosegretario, Filippo Lucignano e Ciro Iacovelli rispettivamente garante regionale e responsabile regionale del congresso, Greco ed Ucciero. «Sono molto contento - ha sottolineato Enzo Amendola, segretario regionale Ds - per il clima di unità, che è stato ritrovato indispensabile per prepararci alla costituente del Partito democratico, fase sulla quale si deve concentrare il partito, adesso che abbiamo recuperato il dialogo e l'unità». «Con la convocazione dell'assemblea congressuale di oggi (ieri ndr), uscendo dalle secche di un congresso mai svolto, i democratici di sinistra - ha osservato Greco, leggendo la relazione - si propongono di avviare, formalmente, il cammino e l'avventura della costruzione del Partito democratico in Provincia di Caserta. Dobbiamo procedere da subito alla costituzione del gruppo unico al comune capoluogo e dar vita al comitato promotore del partito democratico in provincia e poi, a cascata, nei territori». Non passa inosservata, nel discorso del leader provinciale, l'eccezionalità della convocazione del quarto ed ultimo congresso, dopo il rinvio di circa 2 mesi fa. «Ovviamente, a nessuno, sfugge la straordinarietà della fase politica e del nostro Partito, che viviamo nella nostra provincia, su cui pesano - aggiunge Greco - anche le vicende giudiziarie agli onori della cronaca, nelle scorse settimane e che hanno toccato anche i Ds. Circa due mesi fa ci siamo trovati nell'impossibilità di celebrare il congresso dei Democratici di Sinistra. Litigiosità interna, frammentazione dei Ds e del sistema politico, trasformismo esasperato, hanno portato a smarrire il carattere riformista delle nostre esperienze di governo». Si guarda adesso al rilancio dell'esperienza dell'amministrazione provinciale, individuando 5 priorità: questione morale, ambiente, governo, sviluppo e mobilità. Bisogna stigmatizzare comportamenti - conclude Greco - che determinano un intreccio tra politica ed affari. Dobbiamo recuperare maggiore trasparenza nell'azione amministrativa. Ad esempio, nell'espletamento delle gare d'appalto, come il protocollo d'intesa tra la Provincia di Napoli e la prefettura, per evitare inquinamento della malavita organizzata. Protocollo che prevede un controllo preventivo, circa la sussistenza di elementi di infiltrazioni mafiose, di interferenze come tentativi di estorsione o intimidazione, ma anche circa la sussistenza di requisiti di legge sotto il profilo previdenziale, contributivo e fiscale».

Lia Peluso, dal Mattino

Il Mattino, 28/06/2007

RECALE. MEMORIA DEL CONSIGLIERE: PORFIDIA VUOLE ELIMINARE GLI AVVERSARI

Incompatibilità, Gianoglio passa all’attacco

Recale. Ha inviato al consiglio comunale, in Prefettura e alla Procura, tra memoria difensiva e allegati, 70 pagine di osservazioni per motivare l’insussistenza della contestazione di incompatibilità alla carica di amministratore sollevata a suo carico (e a carico del collega di opposizione Ovidio Gadola) dal sindaco Americo Porfidia il 15 giugno, nel corso della prima adunanza dopo le elezioni del 27 e 28 maggio. Filiberto Gianoglio è accusato da Porfidia di avere «liti pendenti con il comune di Recale» e quindi di trovarsi «in una chiara situazione di incompatibilità, ai sensi dell’articolo 63, comma 1, del Testo unico degli enti locali». Le controversie giudiziarie cui si riferisce il sindaco sono 3: il ricorso di Gianoglio al Consiglio di Stato per l’annullamento della delibera del 12 giugno di approvazione del bilancio, un giudizio civile per risarcimento danni promosso dal Comune nei suoi confronti il 13 maggio 2004 e il ricorso al Tar che il consigliere ha promosso per ottenere l’annullamento della delibera di adozione del Piano urbanistico del 12 febbraio 2007. «Non occorre essere luminari del diritto – dichiara Gianoglio – per capire che anche mille liti pendenti non bastano a suffragare l’ipotesi di incompatibilità di un consigliere comunale, quando, cito il comma 3 dell’articolo 63, le stesse siano riconducibile a fatti connessi all’esercizio del mandato». In effetti, il legislatore ha inserito questa deroga proprio per salvaguardare il libero esercizio delle funzioni di amministratore pubblico dal timore di incorrere in situazioni di incompatibilità, magari predisposte ad arte nell’ambito della lotta politica. «Il sindaco sa bene – aggiunge – che sia i due ricorsi amministrativi sia la richiesta di risarcimento danni, di cui peraltro sono parte passiva, non sono riconducibili a vicende che mi riguardano come privato cittadino, ma sono intimamente legati al mio status di consigliere comunale. Se così non fosse, e mi riferisco in particolare alla controversia civile, sarebbe incompatibile anche il consigliere di maggioranza Bartolomeo Rossi, da me citato in giudizio». Un sospetto, infine, si scorge nelle ultime parole di Gianoglio: «Temo che le contestazioni addebitatemi si inquadrino nelle manovre di Porfidia volte ad eliminare i suoi avversari politici. Se un giudice vorrà ascoltarmi, saprò come confortare questa tesi».

Claudio Lombardi, dal Mattino

 

 
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