| Comunicato
stampa, 2 dicembre 2007
Randagismo, gazebo in piazza
Padre Pio e volantinaggio:
Beat 101 chiede aiuto ai cittadini
L'associazione
"Beat 101" che da anni si impegna sul territorio
di Recale per la tutela e la cura dei cani liberi, nella
giornata di domenica scorsa, ha montato dei gazebo in piazza
Padre Pio, in piazza Matteotti e in vari quartieri della
città per sensibilizzare i residenti sul fenomeno
degli animali vaganti. Il sodalizio, contestualmente, ha
anche diffuso un volantino in cui chiede la collaborazione
dei cittadini e richiama l'amministrazione ai suoi doveri
di intervento.
«Cari concittadini,
sappiamo bene che la presenza di cani che vivono liberamente
nelle nostre strade rappresenta un problema di tutti, e
che alcuni lo vivono come un fastidio.
Catturarli e richiuderli in un canile - oltre ad essere
un’inutile crudeltà - aggraverebbe la situazione,
perché, in breve tempo, al posto dei cani catturati
ne arriverebbero altri provenienti da chissà dove,
non sterilizzati né controllati sanitariamente, spaesati
e quindi potenzialmente pericolosi; inoltre mantenere un
cane in un ricovero costa, e la nostra collettività
spende già oggi risorse considerevoli per la retta
di animali sul cui vero destino gravano molti dubbi.
Curando e controllando i “nostri” cani e rispettando
il loro diritto a vivere tranquillamente, potremo coabitare
in armonia con i nostri amici a quattro zampe.
Beat 101, associazione senza fini di lucro, chiede la collaborazione
di tutti i cittadini per realizzare piccole cose importanti:
- garantire cibo e assistenza medica ai cani liberi;
- effettuare controlli sanitari, vaccinazioni e sterilizzazioni;
- favorire l’adozione dei cani.
Inoltre chiediamo a tutti di sostenere le richieste che
abbiamo avanzato all’Amministrazione comunale per:
- attivare un’anagrafe canina, in modo da tenere sotto
controllo gli animali del territorio;
- prevenire i rischi attraverso una campagna di vaccinazioni
e di controlli sanitari;
- realizzare un rifugio temporaneo per curare i cani feriti,
malati o in difficoltà.
Tutti
coloro che vogliono aiutarci in questo compito sono benvenuti:
con l’impegno di tutti siamo certi di riuscire.
Se vuoi impegnarti anche tu, se vuoi contribuire alla nostra
attività, se vuoi segnalare un animale ferito o in
difficoltà,
contattaci al numero: 339 69.58.597
il nostro presidente, Antonio Russo, sarà lieto di
risponderti»
Beat 101 onlus
Comunicato stampa, 27 novembre
2007
Salute
e territorio
30 novembre: in piazza Casa
Fusco visite gratuite al seno a cura dell’associazione
“Lotta Tumori al Seno”
CAPODRISE. “Salute e territorio” è
il titolo dato ai diversi appuntamenti dedicati alla salute
delle donne e non solo, in stretta connessione con il contesto
in cui viviamo, che si avvicenderanno oggi pomeriggio, 30
novembre, in piazza Casa Fusco, a Capodrise. L’insieme
delle iniziative è targata “Progetto democratico”,
il gruppo consiliare autonomo animato da Rita Raucci, Paola
Pontillo e Carmine Volpicelli, che ha lavorato in stretta
collaborazione con l’“Associazione per il Partito
democratico”, con il gruppo “Sinistra Democratica”
e con l’” l'“Alts/Progetto camper donna”.
Ecco il programma: dalle 14.30 alle 18.30 visite gratuite
al seno eseguite a cura dell’associazione “Lotta
Tumori al Seno”. Alle 17.30 inizierà anche
il convegno, cui parteciperanno: Carmen Buonomo, dirigente
medico anatomopatologo dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna
e San Sebastiano” di Caserta, che interverrà
sul tema “Neoplasie e territorio”. Fulvio Taddeo,
componente dell’Associazione “Lotta Tumori al
Seno”, che interverrà sul tema “Prevenzione
tumori al seno”. Donato Iuliano, specialista in gastroenterologia
e endoscopia digestiva all’Ospedale di Marcianise,
che interverrà sul tema “Prevenzione del cancro
del colon retto”. Chiuderà gli interventi,
Lucia Esposito, già assessore provinciale alla Ricerca
Scientifica, oggi membro dell’Assemblea nazionale
del Partito Democratico. L’Esposito si concentrerà
sul tema, quanto mai spinoso, “Politica e salute”,
cercando di approfondire il dibattito sulle scelte delle
Istituzioni stanno operando nel campo dei modelli sanitari
e quanto questi ultimi siano influenzati dalle varie emergenze
che, in particolar modo in Campania, minano la salute dei
cittadini. In piazza Casa Fusco (oggi piazza Massaro) sosterà
un camper dell'“Alts”, un’associazione
nata nel 1986 dal comune senso di rabbia ed impotenza di
fronte alle complesse problematiche sociali del cancro della
mammella. “La scarsa incisività dell'informazione
– dichiara Rita Raucci, tra le promotrici della manifestazione
–, la bassa efficacia delle campagne di prevenzione,
la cattiva distribuzione nel Mezzogiorno di strutture oncologiche,
la mancanza di centri ed alta competenza senologica impongono
un'attenta riflessione e l'attuazione di nuove strategie
di lotta. In quest’ottica, pensiamo che questa giornata
possa essere utile”.
Comunicato "Progetto Democratico"
casertasette, 26 novembre 2007
FALSO ALIBI PER OMICIDIO:
Ordinanza per il boss Perreca, la
moglie e un pregiudicato
Caserta - Un falso alibi, seguito da un successivo piano
difensivo che gli investigatori ritengono entrambi costruiti
a tavolino, hanno fatto scattare oggi tre provvedimenti
cautelari che hanno riguardato il boss di Recale Antimo
Perreca (già detenuto e raggiunto da una nuova ordinanza);
la moglie di quest'uultimo, Anna Mellucci (colpita da un
obbligo di dimora) e di Carmine Liparulo, pregiudicato vicino
al clan Massaro di San Felice a Cancello finito in carcere.
I provvedimenti sono stati eseguiti dagli agenti della Squadra
Mobile di Caserta nell'ambito delle 'indagini sul delitto
di Pasquale Pratillo, avvenuto quattro anni fa a San Nicola
La Strada. Tutto ruota attorno ad una presunta visita dentistica
effettuata - a dire di Perreca, ma smentita dagli investigatori
- presso il centro Sdp di Recale e all'intercessione di
alcuni legali. Uno, già ritenuto non raggiungibile
da alcuna misura visto il debole quadro indiziario, l'altro
destinataro di una sospensione dall'attività. Quest'ultimo,
stimato professionista del foro sammaritano, aveva peraltro
ampiamente chiarito - con prove documentali che saranno
presentate nella sede giudizaria opportuna - discrasie accusatore
a suo carico.
da
casertasette
Il Mattino, 25/11/2007
RECALE
Va a fuoco la soffitta, si salvano
tre ragazzi
Recale. Un sottotetto distrutto, lesioni al lastrico solare,
travi di legno, mobili, suppellettili e libri ridotti in
cenere, ma, per fortuna, nessun ferito. È questo
il bilancio dell’incendio scoppiato, tra le 20 e le
21 di venerdì, al civico 5 di via Trento, a Recale.
Il rogo si è sprigionato in una soffitta non abitata,
e avrebbe coinvolto l’edifico, diviso in un piano
terra e in primo piano, se dei passanti non avessero dato
in tempo l’allarme. I vigili del fuoco, che hanno
subito fatto evacuare il palazzo, hanno dovuto lavorare
fino a notte inoltrata per avere ragione delle fiamme. Nell’ora
in cui si è scatenato l’incendio, il proprietario
della struttura, G.S., 48 anni, finanziere, e la moglie,
S.S., 45 anni, erano fuori città. Al piano sottostante
la piccionaia, vi erano, invece, le due figlie, M. ed O.,
di 24 e 18 anni, il loro cane, Leo, e un amico. I ragazzi,
in un primo momento, non si sono risi conto di ciò
che stava accadendo. Pensavano, intimoriti, che quello strano
scricchiolio che proveniva dalla soffitta e che cominciava
a rendere nervoso l’animale fosse provocato dal passo
di qualcuno, magari di un ladro. Poi, insospettiti dalle
urla dei vicini, hanno raggiunto le scale e, solo allora,
si sono accorti delle fiamme e sono scappati. In strada,
intanto, si era già formata una folla di curiosi,
che li ha accolti e messi al riparo. Qualche istante dopo,
è arrivata l’autobotte dei pompieri. Le operazioni
di spegnimento si sono concluse verso l’una, ora in
cui i genitori, che pare stessero in un luogo non coperto
della rete cellulare, sono rincasati. Ancora non chiare
le cause che hanno provocato l’incendio. I rilievi
dei vigili del fuoco hanno escluso la matrice dolosa. Le
ipotesi più plausibili restano un corto circuito
nel pannello elettrico della soffitta e il mal funzionamento
della canna del camino acceso al piano di sotto. Le maestranze
edili hanno lavorato per tutta la giornata di ieri per ripristinare
il lastrico solare dello stabile.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 23/11/2007
Piano urbanistico, l’opposizione
va al Tar
Recale. Non bastavano le denunce alla Procura per presunte
speculazioni edilizie. Non bastavano le bocciature collezionate
in Provincia. A complicare la vita del sindaco Americo Porfidia,
alle prese con un piano urbanistico «illegittimo e
iperdimensionato», ci si è messo Filiberto
Gianoglio. Il consigliere di minoranza ha presentato un
ricorso al Tar, con cui chiede l’annullamento della
delibera di adozione del Puc. «Il 5 settembre –
chiarisce Gianoglio –, dopo aver ratificato la prima
battuta di arresto del Puc, la maggioranza, anziché
di interrogarsi su come risolverne i problemi, ha rivotato
le stesse delibere. A quella votazione ha partecipato anche
Paolo Mastroianni, nonostante fosse in una posizione di
conflitto di interessi. Se Mastroianni era, come io ritengo,
incompatibile, poiché il suo voto è risultato
determinate, le delibere assunte a settembre sono da annullare».
cl.lo.,
dal Mattino
Casertasette, 14 novembre 2007
INFORMAZIONE A CASERTA,OPERAZIONE
EDITORIALE DIETRO LA CHIUSURA DEL GIORNALE DI PICCIRILLO
Chiude “Il Giornale di Caserta”
Quaranta giornalisti “mandati
in strada” senza nessun preavviso
CASERTA - Quaranta persone, tra le quali diversi disoccupati
con figli, cacciate via in tronco e senza spiegazioni plausibili.
E senza umanità alcuna. Tra esse ci sono molti collaboratori
e veri e propri redattori di pagine che da sette anni lavoravano
alacremente. In tutto questo l'affossamento della sua creatura,
"Il Giornale di Caserta", durato sette anni, che
proprio nell'ultimo periodo si stava imponendo in modo autorevole
tra le istituzioni e tra i lettori della provincia, non
tanto nel numero di copie vendute quanto per la qualità
del prodotto. In queste brevi considerazioni si racchiude,
in pratica, il provvedimento, per molti scellerato ed incomprensibile,
dell'editore Pasquale Piccirillo che ha deciso di chiudere
il Giornale di Caserta; secondo quanto si apprende sarà
per l'ultima volta in edicola il 30 novembre per lasciare
spazio ad un altro improbabile progetto che si chiamerebbe
"Buongiorno Caserta", composto da due giornali
in uno, in un format cosiddetto a panino: una prima parte
con pochissime pagine di Caserta (impensabile poter competere
con gli altri quotidiani di Terra di Lavoro a queste condizioni
visto il mercato già saturo) ed una seconda parte
a carattere regionale. Un'altra novità clamorosa:
Giuseppe Venditto viene sostituito come direttore responsabile
da Franco Genzale, ex vertice della redazione avellinese
del Mattino e tuttora direttore del Buongiorno Irpinia,
sempre edito da Piccirillo. Da quanto si apprende nel nuovo
progetto ci saranno solo giornalisti tuttora sotto contratto,
per gli altri, cioè tutti i collaboratori e i redattori
esterni, non ci sono alternative: tutti "mandati in
strada". Da quel che si apprende la tensione è
alta nella redazione del giornale di via Vivaldi; sono amareggiati
soprattutto coloro (basti pensare ai numerosi collaboratori
dello sport) che per sette anni, dalla nascita del quotidiano,
hanno prestato la loro opera continuamente e con grande
impegno (malpagati e spesso mortificati nella dignità
personale e professionale) per la testata di Piccirillo,
che, evidentemente, ha pensato bene di ripagare questo lavoro
scrupoloso di circa 40 persone cacciandole senza neppure
un preavviso, con una semplice comunicazione dei vertici
amministrativi e con la firma di una sorta di documento
di liberatoria. "Ci rivolgeremo all'Assostampa di Napoli
e all'Ordine dei Giornalisti per tutelarci e salvaguardare
il posto di lavoro", fanno sapere alcuni dei collaboratori
e dei redattori esterni cacciati, che a quanto pare sarebbero
pronti a coalizzarsi per una vertenza comune contro Piccirillo.
Muore una testata comunque prestigiosa per lasciare spazio
ad un progetto forse senza futuro. Questo, secondo quanto
si apprende, sarebbe alla base della tensione esistente
in questi giorni nel "Giornale di Caserta". Neppure
l'editore del Corriere di Caserta Maurizio Clemente, in
passato arrestato per estorsione a mezzo stampa, ha mai
licenziato quaranta persone contemporaneamente. "Solo
Piccirillo poteva superare Clemente nelle esagerazioni-
dicono alcuni collaboratori del Giornale di Caserta cacciati
- un'epurazione di massa che solo lui poteva fare come ha
già fatto talune volte in un passato anche recente".
Del resto, Pasquale Piccirillo, è stato sempre l'uomo
dei mille cambiamenti e dei mille ripensamenti: appena 10
mesi fa ci fu l'ennesima rivoluzione della serie con la
"scopiazzatura" dei master di pagina del Mattino;
oggi un altro radicale e scellerato cambiamento di fronte.
Ai collaboratori e ai redattori esterni cacciati va la nostra
solidarietà e quella, si pensa, di altri. Per il
resto cosa dire: "Addio Giornale di Caserta, Buonanotte
Caserta altro che Buongiorno".
da
casertasette
Il Mattino, 20/11/2007
La Jabil si rinnova: cig a rotazione
fino al 2008
A Roma confermato l’accordo
di due anni fa su riorganizzazione e rilancio produttivo
Si aprono migliori prospettive per la multinazionale Jabil
Circuit dopo l’avvio del programma di riorganizzazione
nel nuovo sito di San Marco Evangelista e l’accordo
di outsourcing siglato con Nokia-Siemens e diventato operativo
all’inizio del mese. La prima frontiera riguarda il
superamento dello strumento della cassa integrazione a rotazione,
a conclusione dell’ultima proroga del settembre 2008.
La seconda fase progettuale riguarda l’accelerazione
delle attività di ricerca, quelle che interessano
in particolare la realizzazione dei prototipi delle schede
per tecnologie elettroniche. Per questi due indirizzi resta
importante la strategia che la multinazionale statunitense
operante nel settore delle Tlc intende avanzare nei prossimi
anni, dopo avere ampliato gli orizzonti di mercato, una
volta condizionati da contratti di fornitura con una sola
committente, la Marconi. Ieri al Ministero per lo sviluppo
economico l’azienda ha rappresentato, con il responsabile
delle risorse umane Caponetto, l’intendimento di proseguire
l’attività nel segno dell’innovazione
e della diversificazione. La scommessa più importante
riguarda la possibilità di portare nel casertano
nuovi ordinativi tramite aziende di Finmeccanica, una su
tutte la Selex che risulta particolarmente interessata al
core-business di Jabil; tutto questo senza smentire i rapporti
di buon vicinato e migliore convenienza con Ericsson. Per
tutte queste premesse è stato possibile alle parti
sociali confermare a Roma l’accordo stipulato nel
2006 quando la produzione veniva garantita presso l’antico
stabilimento di Marcianise, vicino all’Ixfin. La cig
riguarderà 480 persone a rotazione ma nel frattempo
a San Marco si predispongono le condizioni per ammodernare
gli impianti e rilanciare la produzione tanto è vero
che si stanno effettuando investimenti importanti destinati
all’organizzazione di corsi di formazione professionale.
«L’incontro è stato solo un passaggio
burocratico - tiene a precisare il delegato Luigi Longobardo
- per il momento la situazione non è semplice, la
possiamo definire congiunturale almeno fino a dicembre.
Siamo sempre in attesa di nuove commesse perché Ericsson
non ha incrementato i volumi degli ordinativi». Prudente
il segretario dei metalmeccanici della Cgil Raffaele Moretti:
«Innanzitutto dobbiamo lavorare per chiudere con la
cassa integrazione dal momento che non diamo niente per
scontato. Chiaramente controlleremo perché tutti
i lavoratori possano essere impegnati sulle attività
che saranno realizzate». Nessun riferimento è
stato fatto sulla nuova società, la Jabil cm, interamente
controllata da Jabil Italia e nata per rilevare le attività
produttive degli stabilimenti di Nokia-Siemens di Cassina
de’ Pecchi e Marcianise. Per essa restano ancora tutte
da definire le iniziative e le intese da attivare tra le
parti sociali. Per questi obiettivi è in via di definizione
l’organizzazione di un’apposita riunione alla
Presidenza del Consiglio dei ministri.
Enzo Mulieri, dal
Mattino
Il Mattino, 15/11/2007
Piano urbanistico comunale un altro
stop della Provincia
Recale. La Provincia boccia (per la seconda volta) il Piano
urbanistico di Recale. Per l’ufficio tecnico di corso
Trieste, la riadozione del cinque settembre non ha sanato
i vizi di legittimità nella procedura. Il sei luglio,
la prima battuta di arresto: la Provincia rigetta le tavole
perché la delibera di adozione è stata votata
da cinque consiglieri, quindi senza il quorum sufficiente.
Il 28 agosto, il sindaco Americo Porfidia pensa bene di
approvare una lottizzazione a sud della scuola media «Giovanni
XXIII». Una settimana più tardi, la maggioranza
in Consiglio riadotta il piano con sei voti (Francesco Ommeniello,
Pietro Mingione, Bartolomeo Rossi, Osvaldo Argenziano, Angelo
Zarrillo e Paolo Mastroianni) e sostiene che quella lottizzazione
ha rimosso il conflitto di interessi di uno dei consiglieri.
La tesi però non ha convinto i tecnici della Provincia,
che hanno riaperto la conferenza dei servizi. Porfidia,
il sindaco, parla di «giudizio influenzato da strane
aderenze politiche»; Porfidia, l’assessore ai
lavori pubblici, non esclude il ricorso al Tar. Domani,
a corso Trieste, un nuovo incontro in cui (forse) si capirà
se il Puc di Recale avrà comunque un futuro. «È
una sconfitta bruciante per tutti - dice, intanto, Vincenzo
De Angelis del Partito democratico -, ma era improbabile
che una lottizzazione approvata con un piano non valido
potesse servire a rendere valido un piano. Per ottenerne
l’approvazione, le tavole dovranno essere modificate:
chiediamo di cambiarle facendo l’interesse dei cittadini,
senza impantanarsi - conclude De Angelis - in una palude
di irregolarità, forzature e vane furbizie che ne
comprometterebbero definitivamente l’adozione».
Semmai la maggioranza riuscirà a superare lo scoglio
della legittimità formale, a minare le tavole resterà,
infatti, il sovradimensionamento della crescita edilizia.
Un limite che potrà essere valicato solo ricorrendo
ad una rigorosa cura dimagrante. Uno degli atti più
impopolari che un sindaco può assumere.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 12/11/2007
RECALE. L’INCENDIO ALLA
«CALCE CASERTANA»
Rogo devasta l’ex calcificio
In fiamme un deposito di legno
Notte
di fuoco e di paura in via Appia Antica, a Recale. In fiamme,
il deposito di legno dell’Industria Calce Casertana
di Giuseppe Vozza. Il complesso industriale, oggi in disuso,
fino al 2001 era dedito alla produzione di calce e grassello
di calce per l’edilizia. L’incendio, scoppiato
intorno alle 4.50 di ieri, è stato domato solo nella
tarda mattinata. Lingue di fuoco, alte fino a venti metri,
hanno ridotto in cenere tonnellate di truciolato, stipato
nei due capannoni ai piedi degli altiforni. Solo il massiccio
intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale
di Caserta, giunti sul posto con quattro autobotti e una
squadra di dieci unità, ha impedito che le fiamme
coinvolgessero l’intero stabilimento e le abitazioni
circostanti, in una delle quali risiede, tra l’altro,
la famiglia dell’imprenditore. Per la cronaca, lo
scorso 3 agosto, il deposito era stato posto sotto sequestro
dai carabinieri della stazione di Macerata e dagli uomini
del Nucleo operativo ecologico, perché conteneva
materiale pericoloso e inquinante. Alla proprietà
era stata poi accordata una sospensione del provvedimento
di trenta giorni per consentire la bonifica dell’area.
Bonifica che, evidentemente, non è mai avvenuta.
Pare che Vozza, fuori città per un viaggio di lavoro,
ritenga che ad aver istigato le fiamme sia stato un fenomeno
di fermentazione dei residui legnosi, che avrebbe provocato
l’emissione di gas. Un’ipotesi che, al momento,
non convince del tutto gli agenti del commissariato di Marcianise,
che stanno indagando sulla vicenda. Gli inquirenti, infatti,
non escludono che l’incendio abbia una matrice dolosa
o, comunque, non accidentale. Per definirlo con certezza
bisognerà attendere il decorso delle indagini, solo
al termine delle quali si potrà stabilire se il rogo
sia dipeso da atti volontari, magari a scopo estorsivo o
intimidatorio. Sono anni che i movimenti ambientalisti di
Recale invocato un piano di riqualificazione della zona
su cui insiste il calcificio, un macabro reperto di archeologia
industriale. «L’Icc è uno stabilimento
insalubre – dichiara Vincenzo De Angelis di “Cruna”
– che ha procurato
danni incalcolabili, sia sotto il profilo sanitario
che sotto quello ambientale. Danni talmente gravi che Americo
Porfidia nel 2003 firmò un’ordinanza con cui
disponeva il ripristino dei luoghi».
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Energie Nuove, 11 novembre 2007
Sabato
17 novembre: ricordo di Carlo Rosselli
Un appuntamento di riflessione
sull’autore di “Socialismo liberale” a
70 anni dall’assassinio.
L’associazione
Energie Nuove riprende la programmazione di iniziative culturali
e di approfondimento politico.
Il 2007 è l’anno del settantesimo anniversario
dalla morte di Carlo e Nello Rosselli, assassinati il 9
giugno 1937 a Bagnoles-de-l’Orne, in Francia, da una
squadra di fascisti.
I fratelli Rosselli sono figure di fondamentale importanza
nella storia della sinistra italiana ed europea.
Energie Nuove ha deciso, perciò, di organizzare un
appuntamento di riflessione sulla opera fondamentale di
Carlo Rosselli: “Socialismo liberale”.
Il libro apparve per la prima volta a Parigi nel 1930 e
pone una questione ancora oggi, finito il Novecento, aperta
nel dibattito politico, non solo nazionale: come conciliare,
in un contesto economicamente efficiente, libertà
individuale e giustizia sociale.
Sabato prossimo, 17 novembre,
alle ore 18.00 presso la sede dell’associazione, in
via Battisti 69, ne parleranno Simone Visciola, dell’Università
di Firenze, e Carlo Cantore, dell’associazione “La
Città Futura. Riformisti Europei” di Pisa.
Comunicato stampa Energie Nuove
Il Mattino, 09/11/2007
Antenna Tim a Recale: il Tar dà
ragione al Comune

nella foto: l'antenna TIM in viale
dei Pini viene smantellata dopo la sentenza del TAR
(cortesia C. Lombardi - archivio CRUNA)
Recale. Interruzione del segnale e immediata rimozione
dell’impianto di viale Dei Pini, a Recale. È
quanto ha stabilito il Tribunale amministrativo della Campania
nel valutare, mercoledì scorso (la sentenza è
stata resa nota solo ieri), il ricorso presentato dalla
Telecom mobile contro il Comune di Recale, difeso da Luigi
Adinolfi. Da 18 mesi la stazione radio–base era priva
della concessione edilizia, scaduta il 6 maggio 2006. Nonostante
l’invito dell’amministrazione comunale a rilocare
il ripetitore, cui sono seguite tre ordinanze sindacali,
il gestore continuava, impunemente, a trasmettere. «Recale
– dichiara il sindaco Americo Porfidia – ha
un regolamento che individua nel perimetro cimiteriale un’area
riservata ai ripetitori per la telefonia mobile e un piano
delle frequenze, certificato dalla facoltà di Scienze
ambientali della Seconda Università di Napoli, che
attesta la funzionalità di quel sito in termini di
copertura del segnale. Scaduto il contratto – aggiunge
– e sollecitati dall’associazione “Cruna”,
ci siamo limitati a chiedere alla Telecom di rispettare
il regolamento e di riposizionare l’antenna nel cimitero.
Il gestore si è dimostrato indifferente e, quando
ho preannunciato il ricorso all’autorità giudiziaria,
si è rivolto al Tar. Grazie alla strategia difensiva
di Adinolfi – conclude Porfidia – siamo, tuttavia,
riusciti ad ottenere il rispetto della legalità».
Soddisfatti gli attivisti di «Cruna», la cui
attenzione ora è rivolta al ripetitore in via Roma
e a quelli ai margini dell’autostrada.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Comunicato stampa, 9 novembre 2007
Investire in cultura e ricerca per
dare un futuro alle nuove generazioni
Pasquale Iorio (CGIL Campania)
interviene sulle scelte strategiche per il programma di
governo provinciale
In una recente intervista Adolfo Villani (Vice Presidente
Provincia Caserta) sostiene una tesi che condivido: la vera
discontinuità e innovazione per il Partito Democratico
in Campania e in Terra di Lavoro si fa sui contenuti (con
l’indicazione di alcune priorità per rilanciare
il programma di governo provinciale e locale).
Per questa via può essere superato quel divario storico
che condiziona il governo dello sviluppo sul nostro territorio,
che sta nel divario tra politica e competenze, tra istituzioni
e società civile (a partire dal mondo del lavoro,
delle imprese e delle professioni).
A tal fine la svolta potrà essere realizzata se concretamente
nella nostra realtà il sapere e la formazione vengono
assunti come scelte strategiche a tutti i livelli, nelle
istituzioni ma anche da parte delle forze sociali e produttive),
per la diffusione e valorizzazione di una moderna cultura
di impresa e dell’innovazione.
Su questo punto anche Villani risulta reticente nella sua
intervista. Al contrario rimango sempre più convinto
che solo investendo in cultura e ricerca si possono creare
le condizioni per dare un futuro alle nuove generazioni,
per frenare la fuga di cervelli verso il Nord. L’istruzione
e la formazione devono diventare una “priorità
realmente praticata e non solo predicata” (per dirla
con Andrea Ranieri).
Negli ultimi tempi, grazie alle scelte del Governo (che
ha approvato un Disegno di Legge in materia) e della Regione
Campania finalmente l’apprendimento permanente può
diventare un diritto, una opportunità per tutte le
persone per accrescere le conoscenze e le competenze (sulla
base di fabbisogni richiesti da un mercato in continua evoluzione).
Su questo punto tocca alla Provincia di Caserta rimuovere
i ritardi e gli ostacoli per dare piena attuazione agli
obiettivi della 1 Conferenza sull’EDA
con l’insediamento del comitato provinciale (per il
quale da un anno si attende una delibera presidenziale o
di giunta).
Molti istituti sono impegnati nei progetti “scuole
aperte” sui temi della cittadinanza attiva
e della lotta contro l’esclusione sociale. Nello stesso
tempo sono in fase di attuazione i poli IFTS ed importanti
progetti CIPE per la formazione tecnica e superiore.
Inoltre, con l’avvio a regime dei fondi interprofessionali
per i lavoratori e per le imprese si aprono scenari nuovi
per realizzare piani di formazione continua (aziendali e
settoriali, contrattati con i sindacati).
In questa direzione vanno anche i Patti Formativi
Locali (da poco è uscita la selezione sul
BURC),intorno a cui si può costruire un sistema decentrato
ed integrato della formazione, che sia realmente finalizzata
a creare nuova occupazione (con un ruolo attivo delle imprese).
Infine, le facoltà universitarie dislocate nelle
principali città hanno avviato processi di apertura
e di confronto con le istituzioni ed i contesti locali.
Tutto questo processo va sostenuto con una più decisa
azione di concertazione e di governance: occorre attivare
finalmente quella cabina di regia sui temi
dello sviluppo locale, di cui da tempo si parla con le istituzioni
e con le forze sociali, ma che stenta a decollare (anche
con la definizione di strutture e di agenzie dedicate).
Solo per questa via può scattare quel circuito virtuoso
capace di creare sinergie ed integrazioni tra istruzione,
formazione, ricerca, con le politiche attive del lavoro,
fondate sulla crescita e diffusione di una moderna cultura
di impresa e di innovazione.
Pasquale Iorio, CGIL Campania
Comunicato stampa, 6 novembre 2007
Cruna:
“L’antenna di viale Dei Pini è abusiva
e va rimossa”
L’associazione interviene
nel giorno in cui il Tar si esprimerà sul ricorso
presentato da Telecom Mobile
RECALE – Un’intollerabile arroganza che dura
ormai da 16 mesi. Nonostante i solleciti dell’associazione
“Cruna” e dell’allora consigliere comunale
Giuseppe Lasco, cui sono seguite, dal luglio dello scorso
anno, 3 ordinanze di rimozione a firma del sindaco Americo
Porfidia, la Telecom Mobile si ostina a trasmettere dalla
stazione radio-base di viale Dei Pini, a Recale, nonostante
la licenza edilizia per quell’impianto sia scaduta
il 6 maggio 2006.

“Nemmeno il paventato ricorso all’autorità
giudiziaria – rilevano gli ambientalisti – per
violazione dell’articolo 650 del codice penale, che
punisce l’inosservanza dei provvedimenti di autorità
anche con l’arresto, la Telecom Mobile ha mostrato
segni di ragionevolezza. Quel ripetitore è abusivo,
eppure la società di telefonia continua impunemente
a trasmettere. Chi conosce la nostra associazione –
dichiarano gli attivisti di “Cruna” –
sa bene che consideriamo inutili, e in taluni casi dannose,
le crociate contro il progresso tecnologico. In particolare,
quando i Comuni hanno sul territorio dei ripetitori istallati
prima dell’adozione di un regolamento che disciplini
il funzionamento e le emissioni delle stazioni radio-base,
noi suggeriamo ai sindaci (si
veda il caso di Macerata Campania) di dialogare con
i gestori e di negoziare lo spostamento degli impianti troppo
vicini ai centri urbani. Nello specifico, forte di una licenza
edilizia rilasciata nel 1996, quando la sensibilità
ai pericoli prodotti dalle onde elettromagnetiche non era
matura e non esistevano regolamenti, la Telecom Mobile ha
operato indisturbata per 10 anni. “Cruna” si
è cominciata ad interessare al ripetitore di viale
Dei Pini solo alla fine del 2005, in prossimità della
scadenza della licenza. E si è limitata ad esortare
il sindaco Porfidia a far rispettare il contratto, che,
esaurita la concessione, prevedeva l’obbligo da parte
del gestore di rimuovere l’antenna a semplice richiesta
dell’amministrazione comunale. Tra l’altro –
aggiungono gli ambientalisti –, Recale, dopo anni
di battaglie condotte da “Cruna” e da centinaia
di cittadini, oggi ha un regolamento che individua nel perimetro
cimiteriale un’area riservata ai ripetitori per la
telefonia mobile e un piano delle frequenze, certificato
dagli esperti della facoltà di Scienze Ambientali
della Seconda Università di Napoli, che attesta la
funzionalità di quel sito in termini di copertura
del segnale. Alla Telecom Mobile non si chiede, quindi,
di abbandonare il territorio di Recale, ma di rispettare
il regolamento comunale e di riposizionare l’antenna
nel cimitero. Il gestore finora si e dimostrato indifferente
e, quando il sindaco Porfidia ha annunciato il ricorso all’autorità
giudiziaria, si è rivolto al Tar, che proprio stamattina
(7 novembre) dovrà esprimersi. “Cruna”
– concludono gli attivisti – non può
che sostenere l’avvocato Luigi Adinolfi, che nel giudizio
difende il comune di Recale, pronta a scendere in piazza,
qualora persino la magistratura di mostrasse sorda ai richiami
alla legalità e al rispetto del contratto”.
Cruna, comunicato stampa |