| Il
Mattino, 30/10/2007
PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO
Metalmeccanici in piazza
Dopo le controversie legate al referendum sul protocollo-
welfare, tornano in piazza i metalmeccanici per chiedere
il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Questa mattina,
le tute blu si mobiliteranno anche a Caserta con quattro
ore di sciopero ed un presidio presso la sede di Confindustria,
con la partecipazione dei tre segretari provinciali di Fim,
Fiom e Uilm. Il sit-in avrà la durata di circa un'ora
e costituirà un’occasione per verificare, tra
l'altro, come tante incomprensioni e differenze registratesi
sull'accordo del 23 luglio possano alla fine aver trovato
una ricomposizione all'interno delle tre sigle sindacali.
Due i motivi salienti della manifestazione provinciale:
da una parte la richiesta di incremento salariale della
categoria, rimasta inascoltata dopo 3 mesi di trattative
(forte è la distanza tra domanda ed offerta, con
una forbice compresa tra 120 e 70 euro mensili), dall'altra
l'urgenza di trovare riposte concrete anche a vantaggio
di un territorio attanagliato dalla crisi più profonda.
Una crisi che investe in massima parte proprio il settore
metalmeccanico, con le spinose vicende della cessione della
Siemens a Jabil (da dopodomani l'operazione potrà
considerarsi conclusa) fino alle tante vertenze che riguardano
il polo dell'elettronica. Ma al centro degli interventi
di questa mattina ci saranno anche due novità che
fanno discutere, l'anticipo degli incrementi contrattuali
deciso dalla Fiat ed il negoziato sull'inquadramento. «In
quest'ultimo caso abbiamo lanciato l'idea di una riforma
dell'attuale sistema passando dai livelli alle fasce professionali
- ha ricordato Giovanni De Pasquale della Uilm - ma Federmeccanica
ritiene che il tema non sia centrale per le imprese, pur
considerando superato l'attuale sistema di classificazione
che risale al 1973». Di tutt'altro avviso restano
le parti sociali, un motivo in più per dare continuità
ad una mobilitazione che potrebbe continuare anche nei prossimi
mesi. «Certamente stiamo parlando di una prima azione
significativa - aggiunge Raffaele Moretti della Fiom - dove
noi miriamo a sottolineare anche il problema del precariato.
Siamo infatti convinti che un lavoratore dopo 36 mesi di
attività in fabbrica dovrebbe essere stabilizzato
con un contratto a tempo indeterminato e che ci deve essere
comunque una regolamentazione nell'utilizzo dei contratti
atipici».
Enzo Mulieri, dal
Mattino
Il Mattino, 28/10/2007
Recale: Consigliere reintegrato,
ancora liti con il sindaco
Recale.
La sentenza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che
ha disposto il reintegro di Filiberto Gianoglio in consiglio
comunale, se da un lato ha smontato il teorema dell’ineleggibilità
dell’esponente socialista, dall’altro non ha
placato il «fuoco incrociato» tra maggioranza
e opposizione. Ieri pomeriggio, intorno alle 14, il sindaco
di Recale Americo Porfidia ha ordinato alla polizia municipale
di rimuovere da piazza Matteotti un cartellone su cui il
consigliere di minoranza aveva affisso, poche ore prima,
una lettera aperta con la quale comunicava alla città
l’esito del ricorso. «È un atto di prepotenza
inaudito - commenta Gianoglio - comprendo che Porfidia non
abbia gradito il responso dei giudici, ma non può
impedire che la notizia si diffonda». Nel testo, oltre
a denunciare i presunti interessi personali di «quasi
tutti i consiglieri di maggioranza» nella gestione
della macchina amministrativa, Gianoglio esprime gratitudine
ai cittadini che lo hanno votato, alla magistratura e a
Ciro Rossi, che lo ha sostituito in Consiglio per circa
tre mesi. Sulle motivazioni che hanno indotto il primo cittadino
a disporre la rimozione del cartello interviene il vicesindaco
Francesco Ommeniello: «Quel pannello – dice
– è stato tolto da piazza Matteotti perché
era abusivo. Prima di sistemarlo, Gianoglio avrebbe dovuto
richiedere un semplice nulla osta». La mancanza di
autorizzazione, tuttavia, stempera appena l’inopportunità
politica del gesto. Se è vero, poi, che il cartello
era abusivo, allora è lecito chiedersi come mai la
polizia municipale non abbia redatto un verbale di sequestro.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 27/10/2007
DOPO IL 14 OTTOBRE
La lista Nicolais annuncia una sede
e un’associazione
Il bilancio tracciato dai sostenitori della lista «Con
Veltroni ambiente, innovazione, lavoro» è positivo,
dopo il risultato ottenuto il 14 ottobre. La lista in provincia
raccoglie più di 7600 voti ed esprime tre rappresentanti
casertani nell'assemblea costituente nazionale: Sergio Carozza,
eletto nel collegio di Caserta, Michele Di Natale, eletto
nel collegio di Aversa e Nicola Sorbo, eletto in quello
di Capua. E adesso i suoi sostenitori annunciano entro la
fine del mese un'associazione. Già è in fase
di elaborazione uno statuto e presto sarà individuata
anche la sede regionale e quella provinciale. «Il
grande risultato - ha sottolineato Generoso Paolella, coordinatore
provinciale della lista sostenuta dal ministro Nicolais,
nel corso della conferenza stampa - è che, in tutti
e 104 comuni della provincia di Caserta, abbiamo raccolto
preferenze. Il nostro obiettivo era esprimere non una corrente
ma una diversità all'interno del Partito democratico.
Vogliamo un partito che guardi al talento delle persone,
alla sicurezza dei cittadini e ai diritti di cittadinanza,
ai doveri di ognuno verso la comunità di cui è
parte, come alle basi più solide su cui lavorare
per il bene della provincia di Caserta». Non un partito
che parli ai giovani, ma un partito dove parlino, e contino,
i giovani. «La vera forza di questa lista - ha aggiunto
Pasquale Piazza - è la partecipazione spontanea di
professionisti, che vogliono dedicare parte della loro giornata
alla politica, vogliamo fare politica non i politici».
Un concetto quest'ultimo ripreso dal professore Di Natale
e dal consigliere comunale di Caserta, Alessandro Barbieri
presenti ieri mattina al Teatro comunale. Nel corso della
conferenza-stampa non è mancato un riferimento alla
verifica: «In questa provincia ci sono due anomalie.
La prima - ha fatto presente Paolella - è che il
sindaco di Caserta e il Presidente della Provincia sono
tutti e due espressione della stessa componente politica.
Non accade in nessuna delle altre province campane e neppure
a Firenze e Bologna dove i Ds sono al 39%. La seconda è
che in 14 mesi il Presidente della Provincia si è
lanciato per ben due volte in una fortissima contrapposizione
elettorale con i partiti che lo hanno indicato e scelto».
dal
Mattino
Il Mattino, 25/10/2007
Estorsioni nell’area est nuove
accuse per Perreca
Le dieci ordinanze chieste e
ottenute dalla Dda chiudono l’indagine dei carabinieri
sulle attività criminali del nuovo clan
La prima volta fu nel 2004, quando si scoprì che
la criminalità violenta che terrorizzava l’area
est della provincia aveva un nuovo padre e una nuova madre,
una testa pensante - un ibrido mostruoso - nato dalla fusione
degli uomini di Massaro e il piccolo esercito di Perreca.
Erano clan minoritari, destinati alla sconfitta o alla soggiacenza
ad altre organizzazione. Erano diventati una massa in movimento
che aveva fatto proseliti anche a Portici ed Ercolano, anche
a Mondragone, praticando con profitto lo scambio di manovalanza:
nella riscossione delle tangenti come negli omicidi. In
quell’autunno di tre anni fa i carabinieri del Reparto
operativo arrestarono strateghi ed esecutori, una ventina
di persone che erano il nucleo forte della camorra di San
Felice a Cancello. In un mese quel clan perse pezzi importanti,
con quattro pentimenti che segnarono l’inizio della
sua fine. Che c’è stata ieri, quando gli stessi
carabinieri hanno eseguito del dieci ordinanze di custodia
cautelare firmate dal gip i Napoli Antonio Attanasio, che
ha accolto la richiesta dei pm antimafia Raffaele Cantone
(che ha lasciato l’ufficio da una settimana), Raffaello
Falcone e Francesco Valentini. I provvedimenti sono stati
notificati ad Antimo Perreca, 50 anni, Agostino Cioffi,
22, Antimo Mastroianni, 42, Andrea Matera, 37, Domenico
Nuzzo, 35, Luigi Carofano, 43, Carmine Antonio Massaro,
45, Francesco Antonio Massaro, 61, Vincenzo Morgillo, 38
e Antonio Papa, 45. Sono accusati di estorsione, detenzione
illegale di armi, incendio, danneggiamento e ricettazione.
L’attività criminosa sarebbe stata commessa
a San Felice a Cancello, Cancello Scalo, Arienzo e San Salvatore
Telesino, tra gli anni 2001-2004. L’operazione, ha
spiegato il pm Raffaello Falcone nella conferenza stampa
che si è tenuta presso il comando provinciale dei
carabinieri, rappresenta «la naturale prosecuzione
dell’attività di contrasto rivolta in questi
ultimi anni in quella zona dalla Dda di Napoli e dall’Arma
dei carabinieri e che era culminata nell’operazione
del 6 ottobre 2004, con l’arresto di 29 appartenenti
al clan, maturata a seguito di pure indagini di polizia
giudiziaria». Tre anni fa il pesante quadro probatorio
ricostruito dagli inquirenti aveva convinto a collaborare
con la giustizia numerosi affiliati, capi compresi come
Clemente Massaro, Francesco Massaro, Antonio Massaro, Giovanni
Turnacco e Vincenzo Tardi. I carabinieri hanno continuato
a monitorare le zone di influenza dei Massaro «anche
perché la pressione del clan, rinnovatasi nel frattempo
anche con nuove alleanze, è continuata a pesare sulla
popolazione, con gravi intimidazioni ai danni di imprenditori
e commercianti che intendevano sottrarsi alla richiesta
estorsiva». Intimidazioni consistite in attentati
incendiari, esplosioni di ordigni e colpi di armi da fuoco
contro le aziende vittime del pizzo: imprese edili e concessionarie
di auto, della provincia di Caserta e della vicina Benevento.
Ma ecco la novità. Quel blitz aveva rassicurato le
vittime. E se il primo processo si è chiuso - come
hanno sottolineato Falcone e il collega Francesco Valentini
- senza alcuna parte offesa costituita, questa volta una
dozzina di operatori economici taglieggiati si sono decisi
a collaborare con i carabinieri, confermando con le loro
testimonianze lo scenario emerso dalle indagini. L’atteggiamento
di collaborazione con le forze dell’ordine è
stato sottolineato dal comandante provinciale dei carabinieri,
che ha rimarcato anche come il trend, in questa direzione,
sia positivo. «In Campania, a differenza di quello
che si verifica in Sicilia e in Calabria - ha concluso Burgio
- gli imprenditori sono più disponibili a collaborare
e a facilitare il compito investigativo». Poi l’appello
a fidarsi degli investigatori e a non avere paura.
Rosaria Capacchione,
dal Mattino
Caserta news, 25 ottobre 2007
Camorra, sgominato il clan Massaro
San Felice a Cancello – Sgominato il clan Massaro,
attivo a San Felice a Cancello. All'alba di ieri i carabinieri
del Comando provinciale casertano hanno eseguito una ordinanza
di custodia cautelare a carico di 10 presunti affiliati
alla cosca. I provvedimenti sono stati firmati dal giudice
delle indagini preliminari presso il tribunale di Napoli,
su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia.
Gli indagati sono accusati di estorsione, detenzione illegale
di armi, incendio, danneggiamento e ricettazione. Reati
che sarebbero stati commessi allo scopo di agevolare l'associazione
mafiosa del clan Massaro. L'attivita' criminosa sarebbe
stata commessa a San Felice a Cancello, Cancello Scalo,
Arienzo e San Salvatore Telesino, tra gli anni 2001-2004.
I 10 sono stati condotti prima in caserma e successivamente
nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. I 10 arresti rappresentano
"la naturale prosecuzione dell'attivita' di contrasto
rivolta in questi ultimi anni in quella zona da questo ufficio
giudiziario e dall'Arma dei carabinieri -spiegano in una
nota i pm della Dda- e che era culminata nell'operazione
del 6 ottobre 2004, con l'arresto di 29 appartenenti al
clan, maturata a seguito di 'pure' indagini di polizia giudiziaria".
Tre anni fa il pesante quadro probatorio ricostruito dagli
inquirenti aveva convinto a collaborare con la giustizia
numerosi affiliati, capi compresi come Clemente Massaro,
Francesco Massaro, Antonio Massaro, Giovanni Turnacco e
Vincenzo Tardi. Col passare degli anni i carabinieri del
Comando provinciale di Caserta hanno continuato a monitorare
le zone di influenza della cosca dei Massaro "anche
perche' la pressione del clan, rinnovatasi nel frattempo
anche con nuove alleanze, e' continuata a pesare sulla popolazione,
con gravi intimidazioni ai danni di imprenditori e commercianti
che intendevano sottrarsi alla richiesta estorsiva".
Intimidazioni consistite in attentati incendiari, esplosioni
di ordigni e colpi di armi da fuoco contro le aziende vittime
del pizzo. Alcuni degli operatori economici taglieggiati
si sarebbero decisi a collaborare con i carabinieri, confermando
con le loro testimonianze lo scenario emerso dalle indagini.
Tra le alleanze emerse con la cosca dei Massaro, ci sarebbe
quella con Antonio Perreca, attivo con la sua banda a Recale.
I 10 arrestati sono: Antimo Perreca, 50 anni, Agostino Cioffi,
22, Antimo Mastroianni, 42, Andrea Matera, 37, Domenico
Nuzzo, 35, Luigi Carofano, 43, Carmine Antonio Massaro,
45, Francesco Antonio Massaro, 61, Vincenzo Morgillo, 38
e Antonio Papa, 45.
da
casertanews
Il Mattino, 24/10/2007
RECALE. LA POLEMICA SULLE INCOMPATIBILITÀ
Il tribunale: «Gianoglio torni
in Consiglio»
Il sindaco Porfidia e la maggioranza
dovranno pagare le spese legali
Recale. Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere reintegra
Filiberto Gianoglio (nella foto) in consiglio comunale e
condanna il Comune di Recale al pagamento delle spese processuali.
Ieri mattina, si è conclusa la causa di ineleggibilità
dell’esponente socialista, estromesso dal «parlamento»
cittadino lo scorso 19 luglio. Dopo la requisitoria del
pubblico ministero (nei contenziosi elettorali il pm difende
l’interesse pubblico), il giudice Barbara Tango ha
accolto il ricorso di Gianoglio, smontando il teorema dell’incompatibilità
per lite pendente sostenuto dal sindaco Americo Porfidia
e dal gruppo di maggioranza. «Non ho mai avuto dubbi
sull’esito del processo», rivela Gianoglio.
«Ora – annuncia –, presenterò un
esposto alla Corte dei Conti, affinché le spese legali
non siano addebitate all’ente, quindi a tutti i cittadini,
ma solo a coloro che hanno sollevato la mia incompatibilità».
«È stata ristabilita l’agibilità
democratica», commenta Patrizia Vestini. «La
sentenza – aggiunge – rispetta la volontà
degli elettori, che avevano scelto come loro rappresentante
Gianoglio; una volontà che Porfidia aveva cercato
di mortificare». Il capogruppo della minoranza ringrazia,
poi, Ciro Rossi, il quale, reintegrato Gianoglio, esce dal
consiglio comunale. «In questi tre mesi – ricorda
Vestini –, ha svolto un ottimo lavoro. Egli lascia
l’assemblea, ma resta nel gruppo politico, che, alla
luce di questa sentenza, è più forte di prima».
Il ricorso di Gianoglio, come da procedura, era avverso
il consigliere subentrato. Rossi, tuttavia, non solo non
si è costituito in giudizio, ma ha difeso le posizioni
del collega di opposizione. «Sono convinto –
aveva dichiarato ieri – che sia l’incompatibilità
sia la surroga rappresentino atti di rappresaglia politica
nei suoi confronti». «Rispettiamo la decisione
del giudice», commenta un altro Rossi, Bartolomeo,
capogruppo di maggioranza. «Contro Gianoglio –
dice – nulla di personale. Anzi, spero che il suo
ritorno in Consiglio favorisca un rasserenamento nei lavori
dell’assemblea». Contravvenendo al principio
di neutralità, l’esecutivo ha tentato di costituirsi
in giudizio, accreditando la scelta con un parere legale
di Luigi Adinolfi. Ma il giudice ha eccepito ai legali del
Comune un difetto nell’istanza, presentata oltre i
termini. Il 30 ottobre si discuterà dell’incompatibilità
di Americo Porfidia e di Bartolomeo Rossi.
Claudio Lombardi dal
Mattino
Comunicato Stampa, 23/10/2007
Recale, Gadola abbandona la Costituente
socialista
L’evoluzione della diaspora socialista è stato
l’argomento al centro dell’incontro tra Ovidio
Gadola, Segretario provinciale dei Socialisti Italiani,
e Domenico Melillo Segretario del Nuovo PSI di Recale.
I due esponenti socialisti hanno convenuto sulla lontananza
della nascente costituente socialista dalle idee, i programmi
ed i valori del PSI di Bettino Craxi. Il Partito Socialista
di Boselli oggi appare unicamente la sommatoria della nomenclatura
residuale del vecchio PSI alla quale si è aggiunta
una frangia di ex comunisti insoddisfatti del Partito Democratico.
Di fronte al fallimento indiscutibile del Governo Prodi,
continuano i due esponenti socialisti, ci saremo aspettati
un sussulto politico da parte di Boselli a sostegno delle
molteplici sofferenze che affliggono gli italiani: dal perfezionamento
della legge Biagi, alla difesa di un sistema pensionistico
che non penalizzi le giovani generazioni, da un alleggerimento
della tassazione ad una politica attiva per la sicurezza
dei cittadini. Niente di tutto questo, il massimo sforzo
del Segretario del nascente Partito Socialista ha avuto
solo la magra idea di proporre dopo Prodi un Prodi bis,
forse con l’auspicio di entrare nella compagine governativa
con buona pace di tutte le storiche battaglie dei socialisti.
Anche in Campania, hanno concluso Gadola e Melillo, il Centro
Sinistra non si è dimostrato all’altezza delle
grandi sfide di sviluppo e di legalità necessarie
per la Regione, ed anche in terra di lavoro si è
apprezzata più l’attività di sollecito
di un socialista d’opposizione quale il Consigliere
Regionale Massimo Grimaldi che non quella di Governo della
Giunta Regionale di cui lo SDI è parte integrante
da circa otto anni.
comunicato stampa
Casertasette, 23 ottobre 2007
Recale, reintegrato dal Tribunale
il consigliere Gianoglio
“E’ stata ristabilita l’agibilità
democratica”. Così Patrizia Vestini commenta
soddisfatta la decisione del giudice di reintegrare nella
carica di consigliere comunale l’amico Filiberto Gianoglio.
“Abbiamo atteso tutti assieme l’esito della
vicenda e oggi siamo tutti qui ad applaudire il ritorno
in consiglio comunale di chi ne era stato allontanato senza
un fondato motivo. E’ stata fatta giustizia –
ha proseguito la capogruppo di opposizione – e oggi
è di nuovo finalmente rispettata la volontà
degli elettori che avevano espresso quale loro rappresentante
in consiglio l’amico Filiberto, una volontà
che la maggioranza attualmente al governo di questa città
aveva cercato di mortificare”. Patrizia Vestini ha
infine voluto ringraziare Ciro Rossi che, con il reingresso
di Gianoglio, esce dal consiglio comunale. “Ha fatto
con noi in consiglio comunale un ottimo lavoro di cui lo
ringrazio a nome di tutti. Resta inteso che Ciro lascia
l’assise ma non certo il gruppo politico che si è
formato in questi mesi a Recale. Oggi il nostro gruppo è
anzi più grande e più forte, dentro e fuori
dal consiglio comunale”.
da
casertasette
Il Mattino, 20/10/2007
MARCIANISE
Nokia-Jabil: ok di Bruxelles alla
cessione
I sindacati metalmeccanici si
oppongono alla cessione dei due stabilimenti
Il conto alla rovescia è già iniziato. Ancora
pochi giorni e la cessione del sito marcianisano della Nokia-Siemens
alla multinazionale americana Jabil sarà operativa.
«È la migliore soluzione per competere in un
mercato complesso come quello delle telecomunicazioni»:
Herbert Mertz, il più alto dirigente del colosso
finlandese, saluta così la sigla dell’accordo
relativo alla cessione dei due stabilimenti produttivi di
Marcianise e Cassina de’ Pecchi (in Lombardia). Un’operazione
che ha già incassato l’approvazione dell’Autorità
Antitrust dell’Unione Europea. Secondo l’intesa,
il passaggio di gestione diventerà presumibilmente
operativo dal primo novembre, così come più
volte annunciato da Nokia-Siemens nei ripetuti incontri
al ministero per lo Sviluppo economico. Per le attività
che saranno realizzate in Italia una missione specifica
verrà attribuita a Marcianise, dove sono impegnati
336 lavoratori specializzati nella produzione di apparecchiature
per Gsm ed Edge radio access. Dal punto di vista occupazionale,
è stato nuovamente assicurato, non cambierà
nulla: a Marcianise come a Cassina de’ Pecchi (276
unità) i lavoratori manterranno il posto a condizioni
simili a quelle attuali. Nessun rischio, dunque, di contrazioni
o ridimensionamenti degli organici. L’accordo rilancia
le strategie della corporate statunitense dal momento che
Jabil continuerà a essere il fornitore privilegiato
di Nokia. In un comunicato stampa diffuso anche all’interno
dei due stabilimenti vengono illustrati gli obiettivi dell’operazione.
«Con le due cessioni il network Nokia-Siemens raggiunge
anche l’obiettivo di conservare posti di lavoro e
attività manifatturiere ad alta tecnologia in Italia,
pur ottenendo la flessibilità assolutamente indispensabile
per il proprio sviluppo futuro». Intanto, i sindacati
metalmeccanici di categoria, FlmUniti-Cub, Fiom-Cgil, Fim-Cisl
e Uilm-Uil, si oppongono alla cessione dei due stabilimenti
e chiedono l’intervento di Governo e Parlamento. «Riconfermiamo
la richiesta - sottolineano i sindacati - di modifica della
legge sulle esternalizzazioni e di sanzioni verso le multinazionali
che fanno shopping di brevetti, progetti e tecnologie tagliando
posti di lavoro ed esternalizzando». Proprio su questi
argomenti si è svolto ieri mattina nella prefettura
di Milano l’incontro tra una delegazione dei lavoratori
e il prefetto Lombardi che si interesserà presso
il Governo «in considerazione del fatto che la crisi
colpisce un settore strategico delle telecomunicazioni italiane,
in un territorio provinciale quale quello milanese dove
le vertenze sindacali per la difesa dei livelli occupazionali
sono in aumento».
Enzo Mulieri, dal
Mattino
Il Mattino, 19/10/2007
C’è la conferma: Iannuzzi
è il segretario
Con cinquanta delegati in più rispetto al quorum
Tino Iannuzzi è il segretario del Pd campano. Nel
pomeriggio il dato fonte Utar è ancora ufficioso,
ha il conforto da Roma della pubblicazione sul sito www.ulivo.it
dei risultati dell’assemblea nazionale, laddove le
liste collegate a Iannuzzi raccolgono due delegati più
della metà (135 su 266). Poi in serata l’elenco
scompare dal sito e all’ultimora Iannuzzi viene dato
in vantaggio di 50 seggi, al 56 per cento. Mentre gli altri
candidati alla segreteria (Eugenio Mazzarella, Salvatore
Piccolo e Sandro De Franciscis) ribadiscono la denuncia
di irregolarità e rinnovano l’appello a Walter
Veltroni per il riconteggio delle schede. A maggior ragione
dopo che nella notte l’Utan (ufficio tecnico amministrativo
nazionale) ha sequestrato tutta la documentazione riguardante
i 25 collegi di Campania 1 e l’ha trasferita a Roma,
decidendo di commissariare gli uffici napoletani. Perché
quello stallo era inaccettabile. La vicenda è delicata,
la Campania è l’unica regione a non avere ufficializzato
i dati definitivi delle primarie. E intanto il tempo scorre
inesorabile verso l’assemblea nazionale già
programmata per il 27 a Milano. Dunque una parola di Veltroni
o, in alternativa, l’ufficializzazione dei dati da
parte degli uffici romani rappresenta l’unica possibilità
per superare l’impasse. Non è un caso che sul
voto campano oggi scendano in campo i leader romani nazionali.
Dopo Francesco Rutelli, che aveva chiesto accertamenti sulle
responsabilità, ora è il turno di Enrico Letta,
che con preoccupazione afferma: «Ritengo inquietante
che a quattro giorni dal voto in Campania non ci siano ancora
i risultati delle primarie. Invito tutti a vigilare. È
evidente che la Campania non può essere presa come
modello. La classe politica di quella regione ha bisogno
di un Pd che l’aiuti ad essere forte e coesa».
Mentre Massimo Brutti si chiede «cosa succede in Campania»
e confida «in una risposta chiara e formulata in tempi
ragionevoli da parte dell’organismo centrale che ha
avocato a sé ogni decisione sui risultati definitivi
nella regione». E il ministro Giuseppe Fioroni si
limita ad un auspicio: «Speriamo di averli presto».
Dal canto loro Mazzarella, Piccolo e De Franciscis mettono
in discussione il risultato che ufficiosamente si fa strada.
Spiega De Franciscis: «A questo punto è chiaro
che Iannuzzi non ha vinto: prima del 27 ottobre bisogna
procedere ad una verifica delle 400mila schede degli elettori
campani relative al voto regionale». E aggiunge: «In
Campania c’è un sistema di potere che pensava
di poter controllare il voto fino alla manomissione della
volontà popolare. Se non si riuscirà ad arrivare
ad un risultato certificato bisognerà restituire
l’euro». Nel frattempo, Piccolo rileva: «La
verità è che l’alternativa a Bassolino
e De Mita ha raggiunto ben più del 50 per cento».
Poi affonda il colpo: «Abbiamo constatato irregolarità,
ma un nuovo partito non può basarsi su un risultato
taroccato e neanche su un accordo a tavolino, come già
qualcuno dice sottovoce». In particolare, denuncia
Piccolo, l’Utar avrebbe ordinato nella notte di domenica
il trasferimento del materiale da parte dei presidenti di
seggio direttamente a Santa Brigida e non alla sede dell’Utap.
Dettaglio che Tremante negherà. Anche Mazzarella
non ci sta: «Sono stato tranquillo finora, con una
campagna elettorale dai toni misurati e sobri. Ma ora non
posso più tacere. Altrimenti la percentuale della
mia lista, con il passare delle ore, perderà altri
punti». Inevitabile una nuova coda di polemiche. Il
vicegovernatore Antonio Valiante taglia corto: «Sarebbe
ora che si prendesse atto del risultato netto e chiaro che
ha portato alla elezione di Tino Iannuzzi e la si smettesse
di immaginare trattative sotto banco su ipotetici assetti
futuri». Il senatore Nello Palumbo dichiara: «Qualcuno
cerca evidentemente di approfittare delle inevitabili difficoltà
organizzative delle primarie». Da Salerno il sindaco
Vincenzo De Luca replica: «Quanto accade è
gravissimo».
Corrado Castiglione, dal
Mattino
Il Mattino, 18/10/2007
LE VERTENZE DEL LAVORO
La Cisl chiede l’intervento
di Prodi
Si rivela sempre più lenta e farraginosa la procedura
attuativa del protocollo d'intesa sulla reindustrializzazione
territoriale siglato a Palazzo Chigi il 20 giugno scorso.
Nessun passaggio concreto è stato finora assicurato
per la stesura dell'accordo di programma, anche l'aggiornamento
dei lavori concordato per metà settembre è
stato «puntualmente» saltato. Al momento non
si conoscono nemmeno gli impegni assunti dai singoli componenti
la Commissione tecnica nominata presso il ministero dell'Economia
per dare attuazione al programma. Rispetto a così
gravi ritardi è scattata ieri la denuncia della Cisl
provinciale che, di seguito all'ultimo appello del vescovo
Raffele Nogaro, parla di rischi incombenti di una emergenza
produttiva ed occupazionale senza sbocchi. In una lettera
aperta inviata a tutte le istituzioni, dal presidente del
Consiglio Romano Prodi agli amministratori provinciali e
regionali, il sindacato fa paventare finanche una volontà
politica di far fallire un lavoro di concertazione intorno
al quale si sono costruite tante speranze di rilancio economico,
dopo il conclave governativo del gennaio scorso. «Già
agli inizi del mese abbiamo sollecitato la convocazione
della Commissione tecnica per mettere in atto iniziative
conseguenziali e per poter predisporre gli interventi propedeutici
all'intesa - scrive il leader cislino Carmine Crisci - ma
i tempi si stanno pericolosamente ed inspiegabilmente allungando,
mentre è in corso di discussione la legge Finanziaria
all'interno della quale andrebbero reperite ed inserite
risorse per l'attuazione del protocollo». In questo
contesto di continui rinvii e di mancate risposte, risulta
sempre più arduo per le parti sociali affrontare
una vertenzialità come quella dell'Ixfin e di ITP,
la cui soluzione non è separabile dal protocollo
stesso. «In mancanza di risposte - continua il sindacalista
- si vengono a creare, d'altro canto, situazioni oggettive
di vantaggio per gruppi di speculatori che con il finto
pretesto di voler salvare situazioni aziendali in crisi
pensano invece solo ad accaparrarsi aree industriali dismesse
per operazioni di pura speculazione». A controprova
di tante difficoltà, anche le organizzazioni di categoria
come la FLM hanno chiesto ieri urgenti iniziative, a cominciare
dalla Siltal di Pignataro. E sempre ieri è iniziata
la mobilitazione dei lavoratori della Siemens di Marcianise
decisi a contrastare la cessione dello stabilimento a Jabil.
Enzo Mulieri,
dal Mattino
Comunicato stampa, 18 ottobre 2007
Ad Agnese Ginocchio il Premio nazionale
per la Legalità "Paolo Borsellino"
Caserta
- Il "Premio nazionale per la legalità Paolo
Borsellino" viene rilasciato ogni anno a note personalità
istituzionali impegnate nel campo sociale, civile e nel
campo della Legalità, e ad Artisti che si sono saputi
distinguere nella società per il loro impegno sociale
e civile. Quest'anno la commissione del premio Borsellino
ha voluto che la destinataria del premio fosse l' artista
campana per la Pace Agnese Ginocchio. Nativa di Alife, comune
dell'alto casertano-matesino, Agnese Ginocchio è
stata scelta dalla commissione di “Società
civile” (Associazione con sede a Teramo, aderente
a “Libera contro le mafie”), a ricevere in qualità
di “Artista per la Pace” per il suo impegno
sociale e civile, il "Premio nazionale per la Legalità
- per l'impegno civile e sociale Paolo Borsellino”.
Secondo quanto deciso dall'Associazione organizzatrice Società
Civile-Libera Abruzzo, presieduta da Leonardo Nodari, consegnerà
il premio ad Agnese Ginocchio l'autorevole Tonio Dell'Olio,
di Libera International (già coordinatore nazionale
di Pax Christi Italia, Movimento internazionale per la Pace)
nell'ambito del Concerto per la Pace, la Giustizia e la
Legalità che la cantautrice terrà a Pescara
durante la tappa dei 10 giorni della Manifestazione. L'associazione
culturale-onlus "Società Civile" di Teramo
ha istituito nel 1994 il Premio nazionale "Paolo Borsellino"
per l'impegno sociale e civile che quest’anno si svolgerà
dal 17 al 27 ottobre in collaborazione con l'Amministrazione
Provinciale di Teramo, sotto l'Alto Patronato del Presidente
della Repubblica Italiana e con il Patrocinio del Consiglio
Regionale d'Abruzzo.
Il premio Paolo Borsellino non poteva andare a persona più
degna di Agnese Ginocchio, uno “scricciolo”
di donna dall’ardente passione per l’umanità,
la Pace, la bontà, contro ogni discriminazione, contro
ogni mafia, anche a costo della sua stessa vita. Agnese
ama accompagnare la sua lotta contro il massimalismo edonistico
con la musica, parole impegnate accompagnate dal suono di
una chitarra. Sua la canzone scritta in memoria del 10°
anniversario della tragica scomparsa del compianto don Peppe
Diana, parroco di Casal Di Principe ucciso dalla camorra.
Suoi tanti versi dedicati in memoria delle vittime di tutte
le mafie, fra queste proprio i giudici Falcone e Borsellino.
Sono stati migliaia i residenti della conurbazione casertana
che hanno cantato con lei la canzone contro i rifiuti: "Fermate
il Mostro", durante le tante marce di protesta contro
la discarica Lo Uttaro.
Nunzio De Pinto, Movimento per la Pace
Casertasette, 18 ottobre 2007
Pd: Patrizia Vestini commenta il
risultato
“Ora dobbiamo lavorare tutti assieme per rinnovare
la politica di Recale. Il successo riportato con il voto
delle primarie del Partito Democratico lo dice chiaramente”.
Così Patrizia Vestini, capogruppo di opposizione,
eletta all’Assemblea Regionale del Pd con 547 voti
sugli 785 validamente espressi, pari al 70% dei consensi.
“L’orientamento delle primarie di domenica 14
ottobre ha confermato – continua Patrizia Vestini
- la consistenza, la motivazione e la determinazione del
nostro progetto politico. Grazie all’impegno di amici
come Franco Squeglia, Ciro Rossi, Rachele Lombardi, Rosa
Porfidia, Tommaso Orballo, insieme all’esperienza
di Giuseppe Lasco, siamo stati in grado di far convergere
sulla lista dei “Riformisti coraggiosi” il 70%
dei consensi, contro il 22,40% di Campania democratica del
candidato Iannuzzi che era sostenuta dai Ds locali e provinciali
e dalla segreteria provinciale della Margherita. Si sono
gettate solide basi – ha ancora affermato la neo eletta
all’assemblea regionale del Pd – per un nuovo
progetto politico. Gli elettori democratici hanno voluto
credere in me e soprattutto nel progetto che io rappresento.
Di questo ne sono consapevole e sono pronta ad assumermi
con orgoglio e senso di responsabilità questo impegno
che intendo portare avanti con il contributo di tutti. I
numeri sono numeri e le interpretazioni fumose non possono
smentire la scelta chiara che il nostro elettorato democratico
ha fatto: certe logiche vanno cambiate, la politica si rinnova,
il paese ha bisogno di una classe politica che sappia essere
all’altezza delle aspettative di quanti con il loro
voto del 14 ottobre hanno voluto lanciarci un messaggio
chiaro, una richiesta lampante di rinnovamento. Il 70% di
chi è andato alle urne per il Partito Democratico
ci ha detto senza indugi che occorre, anche a Recale, una
scelta riformista e coraggiosa. Da questo dato inconfutabile
– conclude Patrizia Vestini - dobbiamo partire e assieme
lavorare per un per un programma politico di trasparenza
e rilancio della realtà recalese”.
da
casertasette
Il Mattino, 17/10/2007
RECALE. PRESCRIZIONE INTERROTTA
Esproprio mancato, chiesti i danni
Recale. Circa 97mila euro per la mancata definizione di
una procedura di esproprio di un terreno in via Savoia,
di proprietà dell’Istituto diocesano per il
sostentamento del clero. È il danno erariale che
ipotizza la Corte dei Conti di Napoli. Il sostituto procuratore
generale, Mariapaola Daino, attraverso la segretaria comunale,
Dina Pacelli Pagliuca, ha inviato un atto di costituzione
in mora a trentatré soggetti, al fine di interrompere
i termini di prescrizione. Tra i destinatari del provvedimento
figurano sindaci (Americo Porfidia, Franco Manzo, Ovidio
Gadola), assessori ai lavori pubblici (Domenico Porfidia,
Filiberto Gianoglio), consiglieri comunali (Tommaso Orballo,
Giuseppe Lasco, Angelo Racioppoli), funzionari (Vincenzo
Lamberti) e persino commissari prefettizi che hanno svolto
la loro attività amministrativa o lavorativa in città
nel decennio 1987-1997. Il Comune, condannato sia dal Tribunale
di Santa Maria Capua Vetere sia dalla Corte di Appello di
Napoli, ha saldato il debito nei confronti dell’Istituto
Diocesano, acquisendo la proprietà del fondo, su
cui, peraltro, intende realizzare la caserma dei carabinieri.
La Procura regionale della Corte dei Conti, che sul caso
ha aperto un’inchiesta, ha tuttavia ravvisato nella
procedura dei comportamenti omissivi, come, ad esempio,
la mancata emissione del decreto di esproprio, che avrebbero
prodotto il danno all’erario. La nota, a firma della
segretaria comunale Pagliuca, contiene un invito allo «spontaneo
pagamento della somma, mediante versamento alla tesoreria
del Comune».
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 17/10/2007
DAL PRIMO NOVEMBRE OPERATIVA
LA CESSIONE DELLO STABILIMENTO DI MARCIANISE
Nokia-Siemens, il sito passa alla
Jabil
Non ci sono più dubbi ormai. Dal primo novembre
sarà operativa la cessione dello stabilimento Nokia-Siemens
di Marcianise, fiore all’occhiello delle Tlc con trecento
dipendenti, alla multinazionale statunitense Jabil Circuit.
Questo l’esito della trattativa svoltasi ieri tra
Nokia-Siemens e il Ministero per lo sviluppo economico,
alla presenza di due dirigenti del colosso finlandese che
hanno confermato la strategicità dell’operazione
di outsourcing nella quale è coinvolto anche il sito
di Cassina de’ Pecchi (Lombradia) e la solidità
dell’azienda subentrante. Resta, invece, in sospeso
l’ultima proposta avanzata in extremis dal Governo,
con l’onorevole Raffaldini e il consulente Minopoli,
per indurre il network finlandese a conservare una percentuale
del 20% di partecipazione nell’assetto della nuova
società. «Il Ministero ha promesso che prenderà
subito nuovi contatti con il gruppo cedente e quello subentrante»,
dice Giovanni De Pasquale, segretario della Uilm. Regna,
invece, sovrana l’incertezza sul destino dell’Itp,
la società dei polimeri intenzionata a sostenere
un nuovo protocollo per la reindustrializzazione del sito
3M di San Marco Evangelista con il contributo determinante
del gruppo Boschi. L’altro ieri il consiglio di amministrazione,
dopo aver varato il bilancio consuntivo, ha rinviato a venerdì
le decisioni relative ai programmi produttivi, agli investimenti
da realizzare e ai nodi occupazionali. In pratica i punti
salienti del confronto che sarà avviato lunedì
22, con le parti sociali, al Ministero per lo sviluppo economico.
Tuttavia, per la ristrettezza dei tempi che restano a disposizione,
per il ritardo con il quale si provvede alla proroga della
cig, sono del tutto fondate le preoccupazioni manifestate
anche ieri dalla categoria dei chimici con i tre segretari
Matteo Coppola, Aldo Rinasti e Antonio Avossa. E, intanto,
ci sono novità per l’azienda serica Nova di
San Leucio. Dopo l’ultima manifestazione nel capoluogo,
ancora una volta la mobilitazione degli operai ha fatto
tappa al Comune con una sosta prolungata negli uffici dell’assessore
ai lavori pubblici Gianfranco Alois, fratello dell’imprenditore
Massimo Alois che per anni è stato responsabile unico
della società. Per due ore, circa venti addetti si
sono intrattenuti in sede, ma l’interlocutore non
era quello giusto. Lo stesso amministratore comunale, rintracciato
successivamente al telefono, si è dichiarato estraneo
alla vicenda. Più utile, invece, si è rivelato
l’intervento del sindaco Nicodemo Petteruti che, pur
essendo lontano dal Comune, ha reso nota la data del nuovo
confronto in prefettura tra le parti sociali, fissato per
domani. Nell’occasione dovrebbero venire al pettine
le numerose e contraddittorie problematiche che investono
l’opificio.
Enzo Mulieri, dal
Mattino
Il Mattino, 16/10/2007
La perizia del tecnico nominato
dal Tribunale
«Uttaro, la salute è
ad alto rischio»
Il professore De Rosa parla della
nuova discarica nel sito: «Si aggrava la situazione»
La falda acquifera? Inquinata
Il sito de Lo Uttaro, comprendente la discarica preesistente
e l'attuale in funzione, rappresenta sin dagli anni '90
una «fonte di rischio per la salute pubblica»,
così come la sua localizzazione contravviene «non
solo ai dettami della normativa vigente, ma anche alle indicazioni
di merito da più parti formulate». Queste affermazioni
molto nette, assieme a tante altre, sono contenute nella
perizia depositata ieri mattina presso il tribunale di Napoli
dal consulente tecnico d'ufficio, Salvatore De Rosa, incaricato
il mese scorso dal collegio giudicante presieduto da Oscar
Bobbio della sezione feriale del foro partenopeo, di verificare
l'eventuale presenza, nel caso della discarica de Lo Uttaro,
di danno per la salute dei cittadini e l'idoneità
dei lavori svolti nel sito. Il professor De Rosa, ordinario
di Ingegneria Sanitaria Ambientale presso l'università
della Calabria, doveva depositare la sua relazione prima
del 17 ottobre, giorno in cui si sarebbe dovuta svolgere
l'udienza presso la X sezione del tribunale di Napoli in
merito alla chiusura della discarica Lo Uttaro, chiesta
da un gruppo di abitanti del villaggio Saint Gobain di Caserta,
assistiti dall'avvocato Luigi Adinolfi. L'udienza è
stata rinviata al 7 novembre. Nella perizia il professor
De Rosa si sofferma sulle discariche presenti nell'area,
tra cui quella attualmente in funzione: «Si può
dedurre - si legge - che anche la particella 5060, ex 42
ed ex 147, sia stata interessata, nei primi anni novanta,
da operazioni di smaltimento. Nell'area della discarica
chiusa, la mancata presenza di sistemi di raccolta del percolato
lascia supporre che quest'area non sia dotata sul fondo
di impianti di drenaggio ed impermeabilizzazione finalizzati
a tale scopo». Il professor De Rosa rileva che non
esiste uno studio di impatto ambientale nel progetto esecutivo
della discarica, ma soprattutto che il sito Lo Uttaro, compreso
l'attuale invaso, rappresenta una fonte di rischio per la
salute pubblica, «tanto da essere stato inserito -
si legge nella relazione - nel piano regionale di bonifica
delle aree inquinate del 3/3/2005, tra i siti di interesse
nazionale». «L'aver deciso di voler abbancare
in quest'area un'ulteriore quantità di rifiuto -
ha proseguito De Rosa - va comunque ad aggravare il preesistente
stato di rischio». Molto preoccupante anche l'analisi
della falda acquifera sottostante il sito de Lo Uttaro,
che risulta inquinata dalle analisi chimiche preliminari
effettuate nel dicembre 2006. «Ciò - scrive
De Rosa - denuncia uno stato di inquinamento preesistente
che non può che essere aggravato dalla collocazione
della nuova discarica». Altro punto importante è
la presenza di valori di carbonio organico molto superiori
ai limiti di legge: «Tale rilevazione rende i rifiuti
abbancati nella discarica non classificabili come non pericolosi
e perciò non è possibile - ha concluso - smaltirli
nella discarica in oggetto». Notevoli perplessità,
infine, sono state manifestate da De Rosa in merito alla
realizzazione degli anelli di argilla per il contenimento
del percolato, che non sarebbero stati costruiti a regola
d'arte.
Sergio Beneduce, dal
Mattino
Il Mattino, 16/10/2007
Pd, gli eletti nel collegio di Caserta
En plein per Petteruti, è
bis
Nel collegio di Caserta tra gli eletti all’assemblea
regionale del Partito democratico spiccano i nomi dei componenti
di palazzo Castropignano come i consiglieri Salvatore Zullo
e Arturo Di Palo, candidati nella lista «I democratici
campani con De Franciscis», ma la presenza che non
passa inosservata è senz’altro quella del sindaco
di Caserta, Nicodemo Petteruti, posizionato al secondo posto
nella lista «I riformisti coraggiosi con De Franciscis»
alle primarie. Rafforzata la presenza degli amministratori
nel collegio della Città così come era avvenuto
nella presentazione delle liste in appoggio a De Franciscis.
Qui non sfugge neppure il nominativo di Patrizia Vestini,
candidata come sindaco alle scorse comunali a Recale. Non
è del tutto sconosciuto neppure il nome di Maria
Teresa Simeone, detta Maresa, medico e componente di Emily.
Mentre dalla lista «Campania democratica per Iannuzzi»
andranno a far parte dell’assemblea il medico Pasquale
Piazza, Mauro Desiderio, ingegnere con un lungo impegno
alle spalle nel mondo dell’associazionismo e Annalisa
Papa, presidente di Emily e moglie del vicesindaco Gianfranco
Alois. Restano fuori dall’elenco il segretario provinciale
Ds Ubaldo Greco e l’assessore comunale Vincenzo Battarra,
posizionati al nono e quinto posto in «Campania democratica
per Iannuzzi».
dal
Mattino
Casertanews, 16 ottobre 2007
La lista “Con Veltroni”
al 12% a Caserta
Caserta – La lista “Con Veltroni” raggiunge
il 12% nel collegio 1 di Caserta Carozza e Iacono: “E’
un risultato straordinario che abbiamo costruito da soli”
La lista “Con Veltroni. Ambiente, Innovazione, Lavoro”
ha raggiunto nel solo collegio 1 di Terra di Lavoro, che
comprende i comuni di Caserta, Casagiove, San Nicola la
strada, Castelmorrone e Recale, una percentuale pari al
12%.
Nel seggio del rione Acquaviva, la compagine che fa riferimento
al Ministro Nicolais si è attestata sopra il 18%.
“E’ un risultato straordinario – dichiarano
Sergio Carozza e Maria Rosaria Iacono, capilista nel collegio
– per i tanti nostri sostenitori, per la maggior parte
giovani, che nonostante le forti tensioni che hanno interessato
gli schieramenti in campo, hanno sempre perseverato nell’obiettivo
di porre al centro del dibattito il profilo programmatico
del nuovo partito.”
“Le cittadine ed i cittadini casertani hanno voluto
premiare le nostre scelte e l’impegno profuso in queste
settimane.”
“Siamo oggi ancor più fiduciosi sulla capacità
del PD di poter essere il primo partito italiano per l’ambiente,
l’innovazione ed il lavoro, per un ricambio delle
classi dirigenti ed una politica chiaramente riformista.”
da
casertanews
Il Mattino, 16/10/2007
De Franciscis si ferma al 49,9 per
cento
Si ferma al 49,9 per cento in Terra di Lavoro il presidente
della Provincia Sandro De Franciscis, candidato alla segreteria
regionale del Partito democratico, in appoggio a Walter
Veltroni. La lista «Campania democratica per Iannuzzi»
ha ottenuto il 43 per cento dei voti, la lista «I
giovani» lo 0.51%, «I democratici per Enrico
Letta» hanno guadagnato il 5,3 per cento delle preferenze
e Salvatore Piccolo l’1,2. Consistente l’affermazione
delle liste a sostengno di De Franciscis nei sette seggi
di Caserta, nel seggio di Casal di Principe, Casapulla,
San Nicola la Strada, Villa Literno e nei quattro seggi
di Maddaloni. Mentre le liste di Iannuzzi hanno fatto il
pieno nei seggi di Caiazzo, Carinola (in tutti e tre seggi),
Falciano, Mondragone, Piedimonte Matese, San Cipriano, Roccamonfina,
Rocca d’Evandro, nei tre seggi di San Felice a Cancello
e nei quattro di Sessa Aurunca. La lista di Letta, a sostegno
di Eugenio Mazzarella, porta a casa un discreto risultato
nei collegi di Macerata Campania, ad Aversa nel seggio numero
4, a d Arienzo e a Villa di Briano, Mazzarella, con 217
preferenze, supera Iannuzzi che ne conquista 170. La lista
dei giovani conquista, complessivamente, appena 412 voti,
ma non è presente in tutti e sette i collegi. «La
nascita del nuovo partito - commenta il sottosegretario
alla Pubblica istruzione Gaetano Pascarella - spazza via,
con un vento rinnovatore, le logiche ostruzionistiche utilizzate
fino in fondo dai vertici casertani di Ds e Margherita.
Da oggi abbiamo di fronte una nuova prospettiva, che punta
soprattutto al rilancio dell’azione di governo negli
enti amministrati dal centrosinistra, per cominciare a dare
le giuste risposte ai cittadini. Una prospettiva che supera
definitivamente la cultura interdittiva, della continua
frapposizione di ostacoli al governo dei territori. A Caserta
- riprende Pascarella - il risultato delle liste collegate
a De Franciscis è andato oltre il 70 per cento eppure,
voglio ricordarlo, è questa la città che esprime
un deputato e il segretario provinciale dei Ds. Altro risultato,
che mi piace rimarcare, è lo straordinario successo
nel collegio Maddaloni-Marcianise. In definitiva, De Franciscis
vince, e talvolta stravince, in tutti i grandi centri della
provincia, in cinque dei sette collegi, nelle città
dei deputati nazionali e dei consiglieri regionali, segno
tangibile - conclude il sottosegretario - di un forte e
ormai radicato movimento di opinione riconducibile a lui
e al progetto di Pd, che abbiamo saputo presentare nell’ultimo
mese». Lettura che ribalta i pronostici per Adolfo
Villani, vicepresidente della Provincia che sottolinea:
«In provincia di Caserta sono state completamente
ribaltate le previsioni. Il voto di De Franciscis, al netto
della partecipazione dei sindaci, si ferma alla soglia del
50 per cento. Visto il risultato, forse, sarebbe stato meglio
concentrarsi tutti su una campagna elettorale dove, al centro,
si poteva porre una discussione di merito evitando i personalismi.
Sono questi, per me, i due dati da mettere in evidenza a
meno di ventiquattro ore dallo spoglio». Guarda al
dato regionale il deputato della Margherita e segretario
provinciale, Pietro Squeglia, che precisa: «Ci si
avvia qui in Campania verso una chiara e sicura vittoria
di Tino Iannuzzi. La campagna elettorale non è stata
facile perché molto spesso ci sono stati sconfinamenti
del centrodestra. Il mio commento è che si tratta
di una vittoria maturata senz’altro in una situazione
difficile».
Lia Peluso,
dal Mattino
Caserta24ore, 15 ottobre 2007
Recale: 28enne clandestino arrestato
dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile
Recale – Continuano senza sosta i servizi finalizzati
al contrasto dei reati in materia di immigrazione clandestina
ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Santa Maria
Capua Vetere. Infatti, nel primo pomeriggio di oggi, a Recale
in Via Municipio, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile,
hanno tratto in arresto in flagranza di reato Valentino
Musuriviski, 28enne ucraino, in Italia senza fissa dimora,
per “violazione della normativa sull’immigrazione”.
Il 28enne, colpito da decreto di espulsione emesso in data
27 ottobre 2005 dalla Questura di Caserta, ha continuato
a permanere illegalmente sul territorio nazionale.
Alfredo Di Lettera da
Caserta24ore
Il Mattino, 15/10/2007
LE PRIMARIE DEL PD
Caserta: De Franciscis, vantaggio
nella notte
I primi ad arrivare davanti ai seggi si son visti circa
un quarto d’ora dopo le sette. Alle 20 di ieri sera,
sia in città che in molti centri della provincia
(Aversa, Maddaloni, Marcianise, Santa Maria Capua Vetere
in particolare) erano ancora decine gli aspiranti elettori
in attesa di poter dare il proprio contributo (un euro)
e il proprio sostegno alla causa del nascente Pd. A fine
giornata, i votanti a Caserta sono stati poco più
di 7 mila (in ogni caso meno di quelli che, a marzo del
2006, si recarono ai seggi per esprimersi in occasione delle
primarie per il candidato sindaco del centrosinistra); in
tutta la provincia, si sono recati a votare circa 50 mila
persone (dati certi, 39900 mila a mezzanotte). Rilevanti
le cifre sulle preferenze ottenute da Veltroni che vola
oltre il 70 per cento mentre sul terreno della competizione
regionale lo scontro è fra Tino Iannuzzi, in vantaggio
su scala regionale e Sandro De Franciscis, presidente della
Provincia di Caserta che nel bunker di Terra di Lavoro mantiene
a distanza il suo principale avversario. Più distanziati
Piccolo e Mazzarella. Ieri sera, quando soltanto una parte
delle schede era stata scrutinata, in provincia di Caserta
De Franciscis risultava attestato oltre il 60 per cento
contro il 36 per cento di Iannuzzi; Mazzarella si è
fermato al 3 e Piccolo al di sotto dell’1 per cento.
Forte l’affermazione di De Franciscis a Caserta città
e a Maddaloni ma Iannuzzi sembra resistere. «Il dato
che si prospetta, al momento ben oltre 200 mila elettori,
a queste primarie del Pd ci fa ben sperare - sottolinea
Teresa Armato, coordinatrice in Campania dei comitati a
sostegno di Veltroni - Questa ampia partecipazione è
una grande risposta dei cittadini campani ai nostri appelli
al voto per costruire insieme un partito nuovo, capace di
affermare una democrazia paritaria e partecipata, per fare
un’Italia nuova». Ma la macchina organizzativa,
in provincia di Caserta, ha presentato più di qualche
falla: dotazione tecnica dell’Utap un po’ datata,
lentezza nell’afflusso e nell’elaborazione dei
dati, non perfetto collegamento con le varie sezioni della
città e della provincia. Tutto sommato le operazioni
di voto si sono svolte in un clima di serenità e
collaborazione sebbene le lunghe attese abbiano indotto
molti elettori ad abbandonare ogni velleità e a tornare
a a casa. Qualche polemica per «l’avvistamento»
ai seggi di esponenti del mondo politico e della professioni
della città tradizionalmente vicini al centrodestra.
Molto contenuti anche i contributi personali che i candidati
alla segreteria regionale del Partito democratico hanno
versato ai seggi, al momento del voto e dell’intenzione
di partecipazione al percorso costituente del nuovo partito.
Dieci euro li ha offerti soltanto Salvatore Piccolo, mentre
un solo euro a testa è stato elargito rispettivamente
da Eugenio Mazzarella e Sandro De Franciscis. Insomma, niente
a che fare con quanto hanno fatto i candidati alla segreteria
nazionale, con Walter Veltroni che ha offerto 100 euro ed
Enrico Letta, che ne ha sborsati 21. Il solo Tino Iannuzzi
ha mantenuto il riserbo sull’entità del contributo.
Lorenzo Calò, Lia Peluso
dal Mattino
Il Mattino, 14/10/2007
Macrico, il Comune dà l’ok
al parco verde
Il Comune acquista il Macrico. E ha anche i fondi necessari
per riqualificare e valorizzare tutta l’area (330
mila mq) che sarà destinata alla costruzione di un
parco. Il progetto fa parte di un programma ben più
ampio che si identifica con lo sviluppo dell’asse
Macrico-Reggia-Belvedere e che proprio nel Macrico (di proprietà
dell’Idsc dal 1984) trova il suo cuore pulsante con
la realizzazione del Parco dell’Unità d’Italia.
Nel programma, inoltre, è definita anche la ricostruzione
storico-culturale del percorso che parte dal Macrico, passa
per Piazza ellittica, Reggia e parco borbonico per concludersi
nella struttura di San Leucio. Un colpo da 185 milioni di
euro, reso noto ieri mattina dal sindaco Nicodemo Petteruti:
una prima tranche di 150 milioni sarà possibile grazie
al Tesoretto, i restanti 35 milioni divisi tra finanziamenti
regionali sulla programmazione 2007/13 e contributi statali.
Definiti anche i tempi di inizio e fine del progetto che
sarà concepito dall’ultimo periodo del 2007
fino al 2011. Il nome del nuovo parco, così come
l’indicazione di ultimazione dei lavori, non è
stato scelto a caso, ma rappresenta il faro illuminante
di questa impresa, nonché l’occasione determinante
per concretizzare la dichiarazione d’intenti sottoscritta
lo scorso 12 gennaio durante l’approdo casertano del
Consiglio dei ministri tra il vicepremier Francesco Rutelli
(ministro per i Beni culturali), il presidente della Provincia
De Franciscis e il sindaco Petteruti per lanciare una collezione
di impulsi legati ai beni culturali e ambientali, al turismo,
alle attività economiche e al patrimonio monumentale.
L’opportunità sta infatti nella celebrazione
del 150mo anniversario dell’Unità nazionale
(1861-2011), evento per il quale sono previsti progetti
speciali in tutto il Paese di concerto tra governo, regioni
ed enti locali. Tra le idee presentate anche quella casertana.
Le operazioni sono proseguite lo scorso aprile con l’istituzione
del «Comitato dei ministri per il 150esimo anniversario
dell’Unità d’Italia». E, al termine
dei lavori, il Progetto Caserta è stato valutato
e approvato per rientrare nella celebrazione della festa
nazionale con la costruzione del Parco dell’Unità
d’Italia all’interno dell’area Macrico.
Oggi Governo, Regione, Provincia e Comune rafforzano le
sinergie per il perfezionamento dell’intesa, mentre
un incontro operativo con il Governatore Bassolino è
stato fissato per la prossima settimana. Per la progettazione
e l’appalto sarà fondamentale in ogni caso
l’apporto delle strutture tecniche della Presidenza
del Consiglio dei ministri. La risoluzione del rebus Macrico
è oramai avviata. «Abbiamo lavorato per mesi
senza clamori, senza scoop né colpi di scena. Siamo
all’inizio di un cammino concreto»: la soddisfazione
di Petteruti è tangibile soprattutto nella riflessione
collettiva del primo anno a mezzo di amministrazione. «Con
la piazza della Reggia, il bando di gara per i trasporti,
il complesso dell’ex caserma Sacchi, l’appalto
per i parcheggi, credo che stia cambiando la storia della
città. Abbiamo una città abbastanza pulita
e l’unico punto in cui ci sono stati problemi è
dovuto a responsabilità altrui. Una svolta storica:
costruiremo il parco urbano del Macrico, comprensivo di
orto botanico, con la riutilizzazione di parte degli edifici
esistenti e con nuove strutture che siano in grado di renderlo
autosufficiente».
Emanuele Tirelli, dal
Mattino
Comunicato stampa, 10 ottobre 2007

La “Barcellona” di Ianniello
parla napoletano
mercoledi 10 ottobre, alle 19,
anteprima di “Chiòve” in teatro, al cinema,
in televisione e sul web.
CASERTA. “Chiòve”, il primo esperimento
di spettacolo che vivrà contemporaneamente in teatro,
al cinema, in televisione e sul web ha come anima ispiratrice
l’attore casertano Enrico Ianniello, traduttore, adattatore
dell’opera (“Piove a Barcellona” di Pau
Mirò) dal catalano e interprete, insieme con Chiara
Baffi e Giovanni Ludeno.

In anticipo sulla prima italiana, in programma al Teatro
Nuovo di Napoli (venerdì prossimo, ore 19), nell’ambito
del Prologo del Teatro Festival Italia, la pièce
cinematografico-televisiva sarà ripresa in diretta
questa sera (10 ottobre), dalle ore 19, in un appartamento/set
nei Quartieri Spagnoli e proiettato contemporaneamente su
grande schermo a Caserta (Libreria Guida di Capua), in varie
sale di Napoli, Barcellona, Roma, Cosenza, oltre che diffuso
sul satellite da Nessuno Tv (Canale SKY 890) e da undici
emittenti regionali italiane. Con la regia di Francesco
Saponaro e la fotografia di Mario Amura, “Chiòve”
racconta di un triangolo amoroso tra una giovane prostituta,
il suo fidanzato-pappone e un cliente molto speciale. Nella
traduzione di Ianniello, il testo adotta il napoletano come
lingua di vita, con il suo bagaglio gergale istintivo e
verace, per esaltare i caratteri dei personaggi e le loro
intime relazioni. Un’ambientazione iperrealista, dalle
originarie ramblas di Barcellona al piccolo appartamento
fatiscente nei Quartieri Spagnoli di Napoli, sposta l’intreccio
di passioni dei tre protagonisti, immergendoli in una realtà
sospesa, tra le aspirazioni di normalità, il desiderio
di riscatto e l’amarezza del presente. La vita della
prostituta Lali (Chiara Baffi) e del protettore Carlo (Giovanni
Ludeno) è solo sfiorata dalla civilizzazione di cui
raccolgono le scorie, i modelli esterni e deteriori: dal
cibo spazzatura dei fast food, alla droga, alla musica da
bancarella. Le brame d’amore, i sogni di rivalsa sociale
di Lali e la sua massima ambizione, sembrare normale, consumati
dalla logorante convivenza con Carlo si ravvivano durante
gli incontri mercenari con Davide (Enrico Ianniello). Ma
la cultura e i libri, i versi dei poeti, gli aforismi dei
filosofi, i quadri dei grandi musei, non si elevano oltre
un meteorico vagheggiamento a margine di un rapporto mercenario
e circoscritto alla lettura di un involucro di cioccolatino,
nella poesia epigrafica dei Baci Perugina. “Chiòve”
è una coproduzione fra Teatri Uniti, Teatro Festival
Italia, OTC/SempreApertoTeatroGaribaldi, Dogma Televisivo,
in collaborazione con l’Institut Ramon Llull di Barcellona,
Nessuno Tv e DAMS - Università della Calabria/ArtiMeridianeLab.
Ufficio Stampa OTC
Il Mattino, 06/10/2007
Cattedrale gremita per Massimo Cacciari
«Pd, con Veltroni è
stata archiviata l’antica divisione tra laici e cattolici»
Fra
la lunga lettura da Dostoevskij (La leggenda del grande
inquisitore da «I fratelli Karamazov», affidata
alla voce intensa di Pierluigi Tortora) e il caldo infernale
che fa nella Cattedrale (stracolma come ogni volta che il
filosofo veneziano torna a Caserta), Massimo Cacciari è
già perfettamente in clima quando inizia a parlare
del problema del male, tema dell'ormai tradizionale conversazione
d'inizio autunno organizzata dal direttore del Seminario
don Luigi Nunziante. Cacciari parla per oltre un'ora, un
occhio agli appunti poggiati sul tavolo, l'incedere sciolto
lungo il percorso del pensiero umano con l'ausilio di citazioni
che spaziano da Agostino a Cervantes a Nietzsche e il timone
fornito dallo scrittore russo e dal suo tormentato interrogarsi
sulla natura dell'uomo e sui suoi aspetti demoniaci, in
bilico fra l'ansia di salvezza e l'oscillare fra il sublime
e l'abiezione. Il vescovo Nogaro conclude con un breve saluto,
cita la pagina di Dostoevskij come «lo spauracchio
che ho ben presente per la mia azione pastorale»,
ringrazia Cacciari per la sua presenza e per l'essere «profeta
di speranza». Un lungo applauso dal pubblico che,
subito dopo, a briglie sciolte, sale sull'altare a salutare
il filosofo. Scatta la prima domanda: «Ma il male
è di destra o di sinistra?», chiede un signore
dai capelli bianchi. Il sindaco-filosofo non ha voglia di
andare fuori tema e svicola con un sorridente «E che
ne so?». Ma con chi gli chiede che ne sarà
del partito democratico e del perché sia tanto faticato
questo cammino, in Campania soprattutto, glissare è
impossibile e la replica è fiduciosa: «Mi sembra
che le cose vadano abbastanza bene. Non c'è stata
nessuna spaccatura, nemmeno la contrapposizione che temevo
fra laici e cattolici: si discute, Veltroni sta crescendo».
Decisamente buonista. Soprattutto per uno che appena prima
dell'estate sparava a zero contro la nomenklatura Pd («un'oligarchia»),
salvando del nuovo partito la sola Anna Finocchiaro («l'unica
ventata di novità») e il nome perché
"finalmente esce dalla simbologia florealbotanica".
Marinella Carotenuto, dal
Mattino
Il Mattino, 06/10/2007
Nicolais: «Sanità,
primari e direttori solo per merito»
Vertici degli enti a servizio
del leader? Il ministro: una legge per estromettere la politica
dalla gestione
La scommessa della diversità della lista è
già vinta. «Avevo promesso di fare con voi,
qui a Caserta, un primo bilancio e adesso posso dire che
il primo passo - ha esordito soddisfatto ieri il ministro
Nicolais iniziando la sua conferenza stampa all’Hotel
Europa - lo abbiamo fatto». E giù numeri e
percentuali: nelle liste «Con Ventroni. Ambiente,
innovazione, lavoro» politici e amministratori («Persone,
insomma, come me») sono in tutto solo il 4% mentre
il 38% se lo dividono equamente l’istruzione (scuola
e università) e sanità (medici e operatori
sanitari). Poi ci sono i professionisti (18%), gli studenti
(15%), gli impiegati e gli operai (8%), i sindacalisti (6%),
i volontari delle assiciazioni (5%), gli imprenditori (5%),
e gli artisti (1%). «Abbiamo la lista che volevamo»,
sottolinea il ministro che spiega anche perché, proprio
in coerenza con questa impostazione, a livello regionale
sostiene Iannuzzi, candidato indicato da Ds e Margherita:
«Iannuzzi è un professionista che fa politica
e non un politico professionista». È ora di
cominciare a costruire il «futuro possibile».
Tagliando i costi della politica («Anche quelli che
ricadono sulla società per sistemare qua e là
i non eletti») e mettendo al centro i valori della
trasparenza, della legalità e del merito. «In
questa competezione avremmo potuto puntare a forti percentuali
se avessimo accettato alcune alleanze che ci hanno proposto
ma noi abbiamo preferito non diluire il messaggio»,
spiega. Messaggio a volte scomodo. Come quando, sollecitato
dalle domande dei giornalisti, il ministro ammette che sì,
è vero «bisogna liberare non solo la Rai dai
partiti ma anche la sanità, settore strategico per
la società». Quale è l’antidoto
allora alle nomine - viste anche in provincia - di primari,
direttori e manager premiati non per competenza e professionalità
ma per appartenenza, e che quindi rispondono - politicamente,
al momento giusto - a questo o a quel leader? «L’antidoto
è uno solo: liste di idonei compilate da un ente
qualificato e terzo sulla base della qualità, da
cui scegliere gli elementi più adatti alle mansioni»,
risponde Nicolais. Dividere insomma, con una normativa («Ho
preparato già il disegno di legge», fa sapere
il ministro) la politica dalla gestione «cancellando
lo spettacolo del gigantesco spoil system» a cui assistiamo
in alcuni enti pubblici dopo ogni consultazione o cambiamento
di equilibri in seno alla stessa coalizione. Un «nuovo
modello» o un «sogno realizzabile», per
dirla con le parole del preside di ingegneria Enzo Di Natale,
ieri allo stesso tavolo di Nicolais con Sergio Carozza e
Maria Rosaria Iacono. Un nuovo modello dove per emergere
non ci sia più bisogno della solita «raccomandazione»
ma solo di tanta e tanta competenza.
Antonio Pastore, dal
Mattino
Il Mattino, 05/10/2007
«Lotta alla criminalità,
il Pd si gioca tutto»
Veltroni a Napoli dà la
carica: qui si è fatto tanto, si vada avanti. Stoccata
a De Luca: al voto solo il centrosinistra
«Non si può combattere la camorra con le mani
dietro la schiena. Lo Stato, le istituzioni hanno solo la
loro efficienza per vincere la battaglia». Walter
Veltroni, a Napoli, dedica alla legalità la «Nuova
stagione» che il Pd intende incarnare. «La lotta
alla camorra - assicura - sarà un elemento identitario
del Partito democratico». Veltroni, accompagnato da
Dario Franceschini, ascolta con attenzione le testimonianze
di pezzi della società civile (diverse le critiche
verso Comune e Regione, tanto da suscitare più di
una perplessità in Bassolino e Iervolino) e poi,
in dieci punti, illustra la sua strategia. Veltroni spiega
che il contrasto al crimine sarà una sfida difficile
ma da affrontare con determinazione. «C’è
tanta spesa pubblica da tagliare - spiega - probabilmente
c’è da razionalizzare anche all’interno
delle strutture della giustizia. Però se mancano
dodici magistrati, se mancano le fotocopiatrici o la benzina
per le auto o mancano gli agenti necessari qui la battaglia
la perdiamo. E se la battaglia la perdiamo a Napoli, in
Sicilia, in Calabria, l’abbiamo persa in metà
del Paese e forse in tutto il Paese». Il sindaco di
Roma tocca temi delicati. Gli appalti, per esempio. Il candidato
alla segreteria del Pd propone una stazione unica appaltante
ma avverte anche del rischio del «rapporto nefasto»
tra la politica e la criminalità. «Bisogna
tagliare il cordone ombelicale, soprattutto per quanto riguarda
la dimensione degli appalti. Nel Mezzogiorno esiste un doppio
prelievo fiscale, quello dello Stato e quello dell’antistato.
Non è possibile. Bisogna insegnare la legalità
nelle scuole perchè sia elemento formativo delle
nuove generazioni». Veltroni propone un’Agenzia
dei beni confiscati, un testo unico antimafia, l’istituzione
dell’anagrafe dei conti e dei depositi bancari, misure
più efficaci per il sostegno alle indagini, dal potenziamento
di Dda, Dna e Dia alla piena efficienza del 41 bis, dalla
certezza della pena all’aumento di organici dei magistrati.
«Il 41 bis - dice - va applicato e non può
essere oggetto di oscillazioni tali che consentano ai mafiosi
di pensare che poi, alla fine, se ne esce». Inoltre,
ritiene Veltroni, va rafforzata la norma che tutela chi
collabora con la giustizia. «I benefici ordinari equivalgono
ai benefici che derivano dalla collaborazione, per cui si
collabora di meno. Invece i benefici ordinari sono diventati
eccessivi. Ma bisogna smetterla - incalza - di avere atteggiamenti
fintamente garantisti nei confronti di chi si macchia dei
reati di camorra, mafia e ’ndrangheta». Con
Bassolino e Iervolino in prima fila, Veltroni dedica un
passaggio del suo intervento alla Campania e a Napoli. «Si
è fatto moltissimo in questi anni per restituire
a questa regione fiducia in sè stessa: abbiamo il
dovere di dire che c’è una realtà in
movimento». Del Pd, dice che «il partito si
imporrà se saprà imporre il linguaggio reale
e saprò far entrare nuove energie», quindi,
senza entrare nel merito della frattura che in Campania
ha portato alla candidatura di tre esponenti della sua area
alla segreteria regionale, il sindaco di Roma tira una frecciatina
a Enzo De Luca. Lo fa quando sollecita la mobilitazione
degli elettori del centrosinistra alle primarie. «Sono
loro che devono votare, non altri, perchè nasce il
loro partito», precisa Veltroni senza mai nominare
il sindaco di Salerno. Che non nomina mai neppure Franceschini
che pure, in mattinata, era stato a Salerno con Iannuzzi.
«A tutto c’è un limite - dice il capogruppo
dell’Ulivo alla Camera - e non si può chiamare
in causa l’elettorato di centrodestra per le primarie
del nascente partito di centrosinistra». E Franceschini,
invitando i candidati ad abbassare i toni, esalta il «metodo
Iannuzzi». «Con pacatezza e serenità
- dice - mette in campo esperienza e innovazione. La sua
candidatura è una proposta nuova e convincente».
Il filo con Napoli e la Campania sarà continuo. «Se
si perde al Sud, si perde nel Paese», ripete Veltroni.
E forse non è un caso che il sindaco di Roma chiuderà
sabato 13 ottobre la campagna elettorale in un luogo simbolo
di Napoli e del Mezzogiorno: Scampia.
Paolo Mainiero, dal
Mattino
Il Mattino, 04/10/2007
Bassolino al Crowne Plaza
«È Iannuzzi il segretario
giusto per il Pd»
Un appello per il futuro ai dirigenti del Pd affinché
nel simbolo della nuova forza politica venga conservato
quello dell'Ulivo («Perché dall'Ulivo nasce
la svolta della nostra politica e perché la gente
non ne può più di simboli e sigle che cambiano
ogni volta») e un appello per il presente ad abbassare
i toni della campagna elettorale recuperando uno «stile»
che le tensioni e l'esasperazione di certi candidati sembrano
aver smarrito. Bassolino ieri sera al Crowne Plaza a Caserta,
nella manifestazione che ha aperto ufficialmente la campagna
per Iannuzzi segretario, ha voluto offrire un esempio politically
correct in prima persona. «Non mi sentirete mai parlare
o gridare contro questo o quello - ha annunciato intervenendo
subito dopo il deputato salernitano - ma solo di contenuti,
di proposte, di idee per costruire e non distruggere, di
progetti che vogliono unire e non dividere». Parliamo
allora di donne, giovani, scuola e immigrati. Di leggi anti-trasformismo
e di come sarà tra poco l’Unione. Non di nemici
che non esistono. E di Iannuzzi, appunto, definito dal Governatore
come «la persona migliore per guidare il Pd in Campania
come Veltroni lo è a livello nazionale», ha
voluto sottolineare lo stile cordiale e la faccia pulita
e simpatica, l'esperienza parlamentare e professionale ma
insieme la disponibilità ad ascoltare. «È
importante che il segretario del Pd sappia parlare a tutta
la regione e non solo - ha aggiunto - a una parte del territorio».
Se no anche dentro il Pd varrà la legge del più
forte, la stessa - in fondo - che qualcuno in parlamento
e fuori periodicamente invoca a favore del ricco nord contro
il mezzogiorno. Meeting dai toni pacati ma anche dell’orgoglio
quello che ieri sera hanno messo in scena Ds e Margherita,
e proprio nella stessa sala dell’affollatissima kermesse
del candidato-presidente. Volutamente giocato fuori dalla
sfida dei numeri, tanto che all’inizio lo spazio -
con un pizzico di pessimismo - era stata dimezzato da una
serie di pannelli. Divisori che sono rivelati però
subito superflui, e prima dell’intervento del governatore
sono stati rimossi dal personale del Crowne permettendo
alla folla che ormai premeva di occupare le novecento poltroncine
e di disporsi negli spazi laterali. «Siamo noi, siamo
qui, siamo quelli - ha commentato dal palco Rosa Suppa,
intervenendo al posto di un febbricitante Pierino Squeglia,
comunque seduto alla presidenza - che non impongono la presenza
a nessuno e che anzi si meravigliano sempre quando arriva
tanta gente». Noi-ci-cre-dia-mo, ha scandito la deputata
e capolista del collegio Caserta 1, rivendicando la storia
e la passione dei due partiti che hanno reso possibile la
nascita del Pd. «Non abbiamo costruito dal nulla,
apriamo le porte al nuovo - ha proseguito - ma non siamo
dei fan del nuovismo». Un refrain sviluppato con foga
dal segretario della federazione diessina Ubaldo Greco,
anche lui alla presidenza insieme al vicepresidente della
Provincia Villani. «Noi non riempiamo le sale - ha
precisato tra gli applausi Greco - con la burocrazia degli
enti pubblici, non non vogliamo che nasca il partito del
presidente, noi non vogliamo - ha aggiunto - un partito
del nostro campanile». Iannuzzi non ha deluso le aspettative.
Sorridente, gentile e un po’ timido si è scusato
dell’«impertinenza» che doveva imporre
all’uditorio con un discorso breve e trafelato, a
causa degli impegni pressanti (nel pomeriggio era stato
a Piedimonte Matese, più tardi lo aspettava Franceschini
ad Avellino). Ai presenti, senza alcuna perifrasi ha chiesto
un impegno forte per l’elezione a segretario campano
«già dal 14 ottobre» (e quindi senza
la necessità del ballottaggio). E ha spiegato che
lui «tutte le risorse del popolo delle primarie»,
quell’incredibile e variegato arcipelago che si sta
muovendo in queste settimane, le vuole dentro il Pd. Per
un Pd campano «partito di popolo», radicato
nel territorio e tra la gente, capace di «dare una
scossa all’intero mezzogiorno» incidendo da
protagonista nel grande cambiamento del sistema Italia.
Antonio Pastore,
dal Mattino
Il Mattino, 04/10/2007
DOPO L’INCONTRO AL MINISTERO
CON IL COLOSSO FINLANDESE
Nokia-Siemens, pausa di riflessione
per la vendita
In attesa della nuova primavera produttiva, quella che
la Finanziaria sembra anticipare con i fondi per le Tlc
(in particolare 60 milioni di euro per l’ammodernamento
delle reti wimax) il gruppo Nokia Siemens ferma ma non rivede
la procedura di vendita degli stabilimenti di Marcianise
e Cassina de’ Pecchi. Una pausa di riflessone indispensabile
per valutare al meglio le offerte che il Governo ha messo
sulla bilancia lunedì in un incontro con il management
del colosso finlandese e che dovranno essere oggetto di
un approfondimento. La decisione dello «stop and go»
è stata formalmente annunciata ieri anche ai sindacati
nel corso del nuovo appuntamento al Ministero per lo sviluppo
economico, alla presenza dei rappresentanti del dicastero,
Raffaldini e Monopoli. La riunione è servita a riaprire
i termini di un confronto che sembrava ormai concluso, con
l’esternalizzazione delle attività manifatturiere
alla Jabil. Poi la volontà del ministro Bersani,
le nuove opportunità della Finanziaria di rilancio
del settore, con specifici investimenti anche sulla banda
larga, hanno imposto la pausa. Tanto che Nokia ha fissato
un nuovo appuntamento al Ministero per lunedì prossimo,
a un giorno di distanza dalla conclusione della procedura
di cessione. Per quell’occasione dovrebbero essere
definite le missioni del network in Italia: solo allora
si potrà capire quali obiettivi saranno fissati per
il territorio. In questo contesto dovrebbe anche essere
indicato quale spazio sarà riservato all’acquirente
Jabil, la multinazionale statunitense che fornisce servizi
di manifattura elettronica e che al momento rappresenta
sul mercato l’interlocutore unico del network finlandese.
La Jabil, tra l’altro, oltre ad annunciare che non
ci sarebbe nessun taglio dei posti di lavoro, ha già
assunto l’impegno di investire 100 milioni per l’acquisizione
delle attività manifatturiere e di investirne altri
trenta nei prossimi tre anni. «Da parte nostra nessuna
pregiudiziale nei confronti di Jabil - dice il segretario
provinciale della Fiom Raffaele Moretti- ma il sindacato
non può accettare che due siti con mille dipendenti
vengano ceduti al miglior offerente senza prima esperire
ogni tentativo di rilancio». Insomma la partita sembra
ancora aperta. «Il Governo probabilmente ha prospettato
un business di tutto rispetto - dice Giovanni De Pasquale
della Uilm - da cui Nokia resterebbe esclusa nel caso in
cui dovesse confermare l’intenzione di spezzare la
catena del valore in Italia». Ieri, intanto, una rappresentanza
delle maestranze ha incontrato il presidente della Camera
dei deputati Fausto Bertinotti, al quale sono state rappresentate
tutte le preoccupazioni per il futuro dell’azienda.
Bertinotti, come riferito, ha garantito l’interessamento
per il rilancio del settore delle Tlc. La vertenza dovrebbe
essere trattata nei prossimi giorni anche dalla Commissione
industria del Senato.
Enzo Mulieri,
dal Mattino
Il Mattino, 04/10/2007
E il parà di El Alamein divenne
Cavaliere
C’era
anche Raffaele Argenziano nel deserto. Era il 1942: le truppe
italotedesche erano a soli 111 km da Alessandria d’Egitto.
Il successo contro i britannici sembrava possibile. La battaglia
di El Alamein, si sa, ebbe un epilogo diverso, ma gli inglesi
riconobbero agli italiani l’onore delle armi. Ottantotto
anni il 26 dicembre, paracadutista pluridecorato della «Folgore»,
Argenziano, l’altra mattina, è stato insignito
del titolo di «Cavaliere al Merito della Repubblica»,
conferitagli dal presidente Napolitano. Con Ciampi, nel
2002, in occasione del 60esimo anniversario di quello scontro,
di cui è uno dei pochi reduci in vita, ritornò
ad El Alamein. «Mi inginocchiai, affondai le mani
nella sabbia e piansi», ricorda. Raffaele vive da
anni a Caturano, località di Macerata. Recalese di
nascita, ama trascorrere le sue giornate nella sezione «Combattenti
e reduci» di piazza Matteotti. Grazie al pugilato,
sport che ha praticato da professionista, collezionando
un titolo nazionale ed uno europeo nei pesi massimi, vanta
una tonicità e un’energia non comuni in un
uomo della sua età. Al di là della retorica
bellicista, rappresenta l’archetipo del patriota vero:
orgoglioso di aver lottato per l’Italia, consapevole
di quanto assurda sia la guerra.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 03/10/2007
Primarie, Bassolino in campo per
Iannuzzi
Sono stati presentati ufficialmente, ieri mattina presso
il comitato di via Roma, i candidati al collegio 1 (Caserta)
all'assemblea regionale e nazionale per le primarie del
Partito democratico nelle liste «Campania democratica
per Veltroni» e «Campania democratica per Iannuzzi».
Un appuntamento che ha preceduto l’iniziativa in cui
saranno presentati tutti i candidati dei sette collegi,
che si svolgerà stasera dalle 18,30 al Crowne Plaza,
dove ci sarà la prima uscita pubblica della lista
a sostegno di Iannuzzi, battezzata dal presidente della
Regione Campania Antonio Bassolino. «Inizia per noi
- ha affermato Rosa Suppa, deputato e capolista a Caserta
per Veltroni - una pagina politica importante, una battaglia
plurale, che vuole spostare l'attenzione dalle leadership
alla costruzione di un partito nuovo». Presenti all'appello
i candidati Eduardo Giordano, Carlo Comes, Enzo Battarra,
Mauro Desiderio, Lucia Serignano, Gilberta Matarazzo, Giuseppina
Funaro e i segretari provinciali Ds e Dl Ubaldo Greco e
Pietro Squeglia. «Le liste nazionali e regionali che
abbiamo messo in campo - ha spiegato Greco - sono forti
ed impegnative, perché abbiamo puntato su donne e
uomini giovani, con grande spinta di cambiamento, accompagnati
da personalità più mature. È necessario
però che tutti abbassino i toni, domenica 14 ottobre
eleggeremo i componenti delle assemblee costituenti nazionali
e regionali oltre che i rispettivi segretari». Lo
schieramento per Iannuzzi e Veltroni può contare
su 25 sindaci, consiglieri provinciali e centinaia di consiglieri
comunali di tutta la provincia di Caserta. «La vicenda
dei capolista - ha sottolineato Greco - non ha riguardato
tutta la Campania. E, consentitemi di dire che ho trovato
un atteggiamento di ostracismo in chi ha chiesto a gran
voce il rispetto ferreo delle regole, mentre tutti sapevano
che ci sarebbe stato un lasso di tempo per sanare eventuali
imperfezioni. Qualcuno, che ha dimostrato mancanza di stile,
avrebbe fatto bene a non usare l'arma del regolamento per
impoverire il progetto». Duro attacco allo schema
del partito personale, ma con l'obiettivo di aprire la discussione
ed il dibattito all'opinione pubblica. La parola d'ordine
è il rinnovamento, come ha spiegato Adolfo Villani,
vice presidente provinciale: «Non c'è cambiamento,
quando vediamo schierati in prima fila ai dibattiti pubblici,
dirigenti comunali e provinciali. Dove sta qui l'elemento
di novità tanto decantato?». «Iannuzzi
- ha ribadito il leader Ds - non è il candidato del
palazzo, come qualcuno, che probabilmente lo abita, lo ha
definito. Iannuzzi è il candidato della dirigenza
Ds e Ds, un giovane parlamentare, un professionista che
incarna la commistione tra società civile e politica».
Una corsa alla guida della segreteria regionale del Pd sulla
quale non punterebbe il presidente De Franciscis secondo
l'esame di Ds e Dl. «Il presidente della Provincia
- spiega Lorenzo Diana, ex parlamentare Ds - non è
in corsa per diventare segretario regionale del Pd, ciò
è dimostrato dal fatto che non ha presentato liste
ad Avellino e Salerno, a Benevento, in un solo collegio
ma anche a Caserta il raddoppio delle liste non è
una strategia vicente. A De Franciscis interessa solo sondare
il consenso in Terra di Lavoro. Tutto questo discorso c'entra
poco con la casertanità».
Lia Peluso,
dal Mattino
Comunicato stampa, 3 ottobre 2007
Caserta. Domenica 7 ottobre “Wine
& Design” all’Abaco con la mostra “Essere
Totò”
“Essere
Totò. Non si può dedicare una mostra al principe
De Curtis senza finire per essere conquistati, rapiti, risucchiati
da quel turbine fantasmagorico che è stato ed è
Totò. Questa mostra non è dunque un semplice
omaggio al grande artista, non è una mostra su Totò
o per Totò, è una mostra di Totò. Gli
appartiene”. Così scrive Enzo Battarra in catalogo
nel suo testo di presentazione alla collettiva itinerante
“Essere Totò”.
La mostra, a cura dello stesso Battarra e di Luigi Fusco,
dopo il successo ottenuto al Metrò di Casagiove in
occasione della rassegna comunale Artestate 2007, testimoniato
anche dalla presenza della figlia di Totò, Liliana
de Curtis, avrà un suo nuovo vernissage domenica
7 ottobre alle ore 19 all’Abaco di Corso Trieste 263/271
di Caserta, nell’ambito dell’evento “Wine
& Design”, a cura di Remigia Cavazzuti. Successivamente
la collettiva verrà presentata a Napoli, a Roma e
a Pescara.
La manifestazione “Wine & Design”, con il
patrocinio dei Comuni di Caserta e Casagiove, prevede, oltre
al vernissage di “Essere Totò”, una degustazione
a cura dello chef Maurizio Cosma della Locanda Battisti
con sax performance live del duo di Gianni D’Argenzio.
Ventuno gli artisti invitati a partecipare alla collettiva
“Essere Totò”. Si va da nomi di grande
valenza come Bruno Donzelli, Antonio Del Donno, Andrea Sparaco,
Gabriele Marino, Joko, Peppe Ferraro, Livio Marino Atellano,
Lucilla Ragni, fino ad arrivare ad alcuni dei migliori esponenti
delle nuove generazioni del territorio casertano, come Gennaro
Caiazza, Damiano Errico, Luca Lubello, Federico Fernicola,
Giuseppe Ricciardi, Giuseppe Di Palma, passando attraverso
i nomi collaudati di Anna Giordano, Ciro Barbaro, Giuseppe
Vaccaro, Mario Rossetti, Gerardo Del Prete, Anna Pozzuoli
e Silvana Maglione.
Scrive Luigi Fusco nel suo testo: “Antonio de Curtis,
in arte Totò, l’attore, l’uomo di teatro,
il comico, il cantante, e quanto altro, le cui vicende,
non solo artistiche, hanno appassionato milioni di fans
nazionali ed esteri, è forse il personaggio che,
a differenza di molti altri, viene ricordato quasi quotidianamente
dai numerosi network nostrani, in special modo quelli campani,
attraverso la programmazione dei suoi cento e più
film”.
I ventuno artisti invitati sono diversi per linguaggio e
per generazione. “Essere Totò! Gli artisti
– conclude Battarra – ci hanno provato, ci sono
riusciti ognuno per un aspetto. E anche chi ha scritto ha
provato a essere Totò, ben sapendo tutti noi di essere
solo dei modesti allievi di un maestro incommensurabile”.
Metrò Comunicazione
Il Mattino, 02/10/2007
Musicile, l’incrocio ha trovato
un padrone
Era una piccola «no man’s land», un fazzoletto
di terra senza padroni, dov’era impossibile stabilire
chi dovesse occuparsi della manutenzione, della segnaletica,
del rilevamento di incidenti e delle frequenti violazioni
del codice della strada. Esattamente al centro dell’intersezione
dei confini di Capodrise, Macerata, Portico e Recale, l’incrocio
di via Patturelli e via Ponteselice, a Musicile, era divenuto
il tormento dei vigili urbani e una zona franca per gli
automobilisti. Era! Perché, accantonata per una volta
la disputa secolare sulle rivendicazioni territoriali della
località di Musicile, i quattro comuni hanno siglato
una convenzione, in cui si sancisce che quell’incrocio
sarà gestito da Portico, che si assumerà l’onere
di mantenerlo e di migliorarne la segnaletica, ma potrà
incassare gli introiti delle contravvenzioni. L’accordo,
la cui bozza è stata redatta dei responsabili dei
comandi di polizia municipale, è già stato
ratificato dai consigli comunali di Recale e di Macerata.
Manca Capodrise, però il sindaco Giuseppe Fattopace
ha fatto sapere che sulla convenzione è d’accordo
e non appena riuscirà a racimolare una maggioranza
la approverà.
Claudio Lombardi,
dal Mattino
Comunicato stampa, 1 ottobre 2007
BEAT 101: Zitelli si dimette, Antonio
Russo è il nuovo presidente
RECALE
– È Antonio Russo il nuovo presidente dell’associazione
animalista “Beat 101”. È stato eletto
all’unanimità dei presenti, l’altra sera,
nel corso di un’assemblea generale, che si è
svolta in via Marconi, a Recale. Russo succede a Lorenzo
Zitelli, il quale, pur di favorire il rilancio del sodalizio,
ha rassegnato le dimissioni, in concerto con gli altri membri
del consiglio direttivo. Dei dimissionari sono stati rieletti
Sonia Scielzo, vicepresidente, l’insostituibile Pietro
Vallone, responsabile operativo, e Gaetana Lasco, segretaria.
Come cassiere la platea ha indicato Vincenzo De Angelis,
che sostituisce Domenico Melillo. Naturalmente, sia Zitelli
che Melillo continueranno a far parte del sodalizio. Sempre
l’altra sera, l’assemblea ha accolto la richiesta
di adesione di Antonio Colella e di Francesco Di Saverio.
“Crediamo – dichiara il neo presidente Russo
– che l’errore commesso finora dalle amministrazioni
comunali è di aver voluto gestire il problema con
provvedimenti episodici, costosi e dal sapore propagandistico.
Nessuno ha pensato di affrontarlo con misure strutturali
che assicurassero ai cani cura e protezione, anche allo
scopo di evitare che il fenomeno assumesse dimensioni preoccupanti
per la collettività. Ebbene, noi siamo convinti che
la convivenza pacifica tra uomo e animali di affezione,
peraltro promossa dal nostro ordinamento giuridico che punisce
con il carcere chi maltratta o sopprime un cane, sia possibile.
Occorre innanzitutto – prosegue Russo – censire
la popolazione dei cani vaganti. Ogni animale, poi, con
l’aiuto di noi volontari e il con supporto del servizio
veterinario fornito dall’Asl, deve essere visitato,
eventualmente curato, vaccinato, sterilizzato ed identificato
con un microchip ed una medaglietta che indichino il comune
di appartenenza ed eventualmente il quartiere dove passa
gran parte del suo tempo. È possibile, con l’aiuto
di noi volontari e con il supporto dell’Asl, creare
una struttura dove i cani momentaneamente aggressivi o feriti
o in attesa di una figliata potranno essere accuditi e curati.
La permanenza nel ricovero, tenuto conto del carattere eccezionale
dell’intervento, deve essere limitata nel tempo. Ai
cani – conclude Russo –, se non pericolosi (e
la stragrande maggioranza degli animali non lo è)
non può essere, infatti, negato il diritto di rimanere
in libertà. Tali animali possono diventare cani di
quartiere ed essere adottati e accuditi dai cittadini.”.
Associazione BEAT 101 onlus
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