RASSEGNA STAMPA - OTTOBRE 2007

Il Mattino, 30/10/2007

PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO

Metalmeccanici in piazza

Dopo le controversie legate al referendum sul protocollo- welfare, tornano in piazza i metalmeccanici per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Questa mattina, le tute blu si mobiliteranno anche a Caserta con quattro ore di sciopero ed un presidio presso la sede di Confindustria, con la partecipazione dei tre segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm. Il sit-in avrà la durata di circa un'ora e costituirà un’occasione per verificare, tra l'altro, come tante incomprensioni e differenze registratesi sull'accordo del 23 luglio possano alla fine aver trovato una ricomposizione all'interno delle tre sigle sindacali. Due i motivi salienti della manifestazione provinciale: da una parte la richiesta di incremento salariale della categoria, rimasta inascoltata dopo 3 mesi di trattative (forte è la distanza tra domanda ed offerta, con una forbice compresa tra 120 e 70 euro mensili), dall'altra l'urgenza di trovare riposte concrete anche a vantaggio di un territorio attanagliato dalla crisi più profonda. Una crisi che investe in massima parte proprio il settore metalmeccanico, con le spinose vicende della cessione della Siemens a Jabil (da dopodomani l'operazione potrà considerarsi conclusa) fino alle tante vertenze che riguardano il polo dell'elettronica. Ma al centro degli interventi di questa mattina ci saranno anche due novità che fanno discutere, l'anticipo degli incrementi contrattuali deciso dalla Fiat ed il negoziato sull'inquadramento. «In quest'ultimo caso abbiamo lanciato l'idea di una riforma dell'attuale sistema passando dai livelli alle fasce professionali - ha ricordato Giovanni De Pasquale della Uilm - ma Federmeccanica ritiene che il tema non sia centrale per le imprese, pur considerando superato l'attuale sistema di classificazione che risale al 1973». Di tutt'altro avviso restano le parti sociali, un motivo in più per dare continuità ad una mobilitazione che potrebbe continuare anche nei prossimi mesi. «Certamente stiamo parlando di una prima azione significativa - aggiunge Raffaele Moretti della Fiom - dove noi miriamo a sottolineare anche il problema del precariato. Siamo infatti convinti che un lavoratore dopo 36 mesi di attività in fabbrica dovrebbe essere stabilizzato con un contratto a tempo indeterminato e che ci deve essere comunque una regolamentazione nell'utilizzo dei contratti atipici».

Enzo Mulieri, dal Mattino

Il Mattino, 28/10/2007

Recale: Consigliere reintegrato, ancora liti con il sindaco

filiberto gianoglioRecale. La sentenza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha disposto il reintegro di Filiberto Gianoglio in consiglio comunale, se da un lato ha smontato il teorema dell’ineleggibilità dell’esponente socialista, dall’altro non ha placato il «fuoco incrociato» tra maggioranza e opposizione. Ieri pomeriggio, intorno alle 14, il sindaco di Recale Americo Porfidia ha ordinato alla polizia municipale di rimuovere da piazza Matteotti un cartellone su cui il consigliere di minoranza aveva affisso, poche ore prima, una lettera aperta con la quale comunicava alla città l’esito del ricorso. «È un atto di prepotenza inaudito - commenta Gianoglio - comprendo che Porfidia non abbia gradito il responso dei giudici, ma non può impedire che la notizia si diffonda». Nel testo, oltre a denunciare i presunti interessi personali di «quasi tutti i consiglieri di maggioranza» nella gestione della macchina amministrativa, Gianoglio esprime gratitudine ai cittadini che lo hanno votato, alla magistratura e a Ciro Rossi, che lo ha sostituito in Consiglio per circa tre mesi. Sulle motivazioni che hanno indotto il primo cittadino a disporre la rimozione del cartello interviene il vicesindaco Francesco Ommeniello: «Quel pannello – dice – è stato tolto da piazza Matteotti perché era abusivo. Prima di sistemarlo, Gianoglio avrebbe dovuto richiedere un semplice nulla osta». La mancanza di autorizzazione, tuttavia, stempera appena l’inopportunità politica del gesto. Se è vero, poi, che il cartello era abusivo, allora è lecito chiedersi come mai la polizia municipale non abbia redatto un verbale di sequestro.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 27/10/2007

DOPO IL 14 OTTOBRE

La lista Nicolais annuncia una sede e un’associazione

Il bilancio tracciato dai sostenitori della lista «Con Veltroni ambiente, innovazione, lavoro» è positivo, dopo il risultato ottenuto il 14 ottobre. La lista in provincia raccoglie più di 7600 voti ed esprime tre rappresentanti casertani nell'assemblea costituente nazionale: Sergio Carozza, eletto nel collegio di Caserta, Michele Di Natale, eletto nel collegio di Aversa e Nicola Sorbo, eletto in quello di Capua. E adesso i suoi sostenitori annunciano entro la fine del mese un'associazione. Già è in fase di elaborazione uno statuto e presto sarà individuata anche la sede regionale e quella provinciale. «Il grande risultato - ha sottolineato Generoso Paolella, coordinatore provinciale della lista sostenuta dal ministro Nicolais, nel corso della conferenza stampa - è che, in tutti e 104 comuni della provincia di Caserta, abbiamo raccolto preferenze. Il nostro obiettivo era esprimere non una corrente ma una diversità all'interno del Partito democratico. Vogliamo un partito che guardi al talento delle persone, alla sicurezza dei cittadini e ai diritti di cittadinanza, ai doveri di ognuno verso la comunità di cui è parte, come alle basi più solide su cui lavorare per il bene della provincia di Caserta». Non un partito che parli ai giovani, ma un partito dove parlino, e contino, i giovani. «La vera forza di questa lista - ha aggiunto Pasquale Piazza - è la partecipazione spontanea di professionisti, che vogliono dedicare parte della loro giornata alla politica, vogliamo fare politica non i politici». Un concetto quest'ultimo ripreso dal professore Di Natale e dal consigliere comunale di Caserta, Alessandro Barbieri presenti ieri mattina al Teatro comunale. Nel corso della conferenza-stampa non è mancato un riferimento alla verifica: «In questa provincia ci sono due anomalie. La prima - ha fatto presente Paolella - è che il sindaco di Caserta e il Presidente della Provincia sono tutti e due espressione della stessa componente politica. Non accade in nessuna delle altre province campane e neppure a Firenze e Bologna dove i Ds sono al 39%. La seconda è che in 14 mesi il Presidente della Provincia si è lanciato per ben due volte in una fortissima contrapposizione elettorale con i partiti che lo hanno indicato e scelto».

dal Mattino

Il Mattino, 25/10/2007

Estorsioni nell’area est nuove accuse per Perreca

Le dieci ordinanze chieste e ottenute dalla Dda chiudono l’indagine dei carabinieri sulle attività criminali del nuovo clan

La prima volta fu nel 2004, quando si scoprì che la criminalità violenta che terrorizzava l’area est della provincia aveva un nuovo padre e una nuova madre, una testa pensante - un ibrido mostruoso - nato dalla fusione degli uomini di Massaro e il piccolo esercito di Perreca. Erano clan minoritari, destinati alla sconfitta o alla soggiacenza ad altre organizzazione. Erano diventati una massa in movimento che aveva fatto proseliti anche a Portici ed Ercolano, anche a Mondragone, praticando con profitto lo scambio di manovalanza: nella riscossione delle tangenti come negli omicidi. In quell’autunno di tre anni fa i carabinieri del Reparto operativo arrestarono strateghi ed esecutori, una ventina di persone che erano il nucleo forte della camorra di San Felice a Cancello. In un mese quel clan perse pezzi importanti, con quattro pentimenti che segnarono l’inizio della sua fine. Che c’è stata ieri, quando gli stessi carabinieri hanno eseguito del dieci ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip i Napoli Antonio Attanasio, che ha accolto la richiesta dei pm antimafia Raffaele Cantone (che ha lasciato l’ufficio da una settimana), Raffaello Falcone e Francesco Valentini. I provvedimenti sono stati notificati ad Antimo Perreca, 50 anni, Agostino Cioffi, 22, Antimo Mastroianni, 42, Andrea Matera, 37, Domenico Nuzzo, 35, Luigi Carofano, 43, Carmine Antonio Massaro, 45, Francesco Antonio Massaro, 61, Vincenzo Morgillo, 38 e Antonio Papa, 45. Sono accusati di estorsione, detenzione illegale di armi, incendio, danneggiamento e ricettazione. L’attività criminosa sarebbe stata commessa a San Felice a Cancello, Cancello Scalo, Arienzo e San Salvatore Telesino, tra gli anni 2001-2004. L’operazione, ha spiegato il pm Raffaello Falcone nella conferenza stampa che si è tenuta presso il comando provinciale dei carabinieri, rappresenta «la naturale prosecuzione dell’attività di contrasto rivolta in questi ultimi anni in quella zona dalla Dda di Napoli e dall’Arma dei carabinieri e che era culminata nell’operazione del 6 ottobre 2004, con l’arresto di 29 appartenenti al clan, maturata a seguito di pure indagini di polizia giudiziaria». Tre anni fa il pesante quadro probatorio ricostruito dagli inquirenti aveva convinto a collaborare con la giustizia numerosi affiliati, capi compresi come Clemente Massaro, Francesco Massaro, Antonio Massaro, Giovanni Turnacco e Vincenzo Tardi. I carabinieri hanno continuato a monitorare le zone di influenza dei Massaro «anche perché la pressione del clan, rinnovatasi nel frattempo anche con nuove alleanze, è continuata a pesare sulla popolazione, con gravi intimidazioni ai danni di imprenditori e commercianti che intendevano sottrarsi alla richiesta estorsiva». Intimidazioni consistite in attentati incendiari, esplosioni di ordigni e colpi di armi da fuoco contro le aziende vittime del pizzo: imprese edili e concessionarie di auto, della provincia di Caserta e della vicina Benevento. Ma ecco la novità. Quel blitz aveva rassicurato le vittime. E se il primo processo si è chiuso - come hanno sottolineato Falcone e il collega Francesco Valentini - senza alcuna parte offesa costituita, questa volta una dozzina di operatori economici taglieggiati si sono decisi a collaborare con i carabinieri, confermando con le loro testimonianze lo scenario emerso dalle indagini. L’atteggiamento di collaborazione con le forze dell’ordine è stato sottolineato dal comandante provinciale dei carabinieri, che ha rimarcato anche come il trend, in questa direzione, sia positivo. «In Campania, a differenza di quello che si verifica in Sicilia e in Calabria - ha concluso Burgio - gli imprenditori sono più disponibili a collaborare e a facilitare il compito investigativo». Poi l’appello a fidarsi degli investigatori e a non avere paura.

Rosaria Capacchione, dal Mattino

Caserta news, 25 ottobre 2007

Camorra, sgominato il clan Massaro

San Felice a Cancello – Sgominato il clan Massaro, attivo a San Felice a Cancello. All'alba di ieri i carabinieri del Comando provinciale casertano hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare a carico di 10 presunti affiliati alla cosca. I provvedimenti sono stati firmati dal giudice delle indagini preliminari presso il tribunale di Napoli, su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia.
Gli indagati sono accusati di estorsione, detenzione illegale di armi, incendio, danneggiamento e ricettazione. Reati che sarebbero stati commessi allo scopo di agevolare l'associazione mafiosa del clan Massaro. L'attivita' criminosa sarebbe stata commessa a San Felice a Cancello, Cancello Scalo, Arienzo e San Salvatore Telesino, tra gli anni 2001-2004. I 10 sono stati condotti prima in caserma e successivamente nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. I 10 arresti rappresentano "la naturale prosecuzione dell'attivita' di contrasto rivolta in questi ultimi anni in quella zona da questo ufficio giudiziario e dall'Arma dei carabinieri -spiegano in una nota i pm della Dda- e che era culminata nell'operazione del 6 ottobre 2004, con l'arresto di 29 appartenenti al clan, maturata a seguito di 'pure' indagini di polizia giudiziaria".
Tre anni fa il pesante quadro probatorio ricostruito dagli inquirenti aveva convinto a collaborare con la giustizia numerosi affiliati, capi compresi come Clemente Massaro, Francesco Massaro, Antonio Massaro, Giovanni Turnacco e Vincenzo Tardi. Col passare degli anni i carabinieri del Comando provinciale di Caserta hanno continuato a monitorare le zone di influenza della cosca dei Massaro "anche perche' la pressione del clan, rinnovatasi nel frattempo anche con nuove alleanze, e' continuata a pesare sulla popolazione, con gravi intimidazioni ai danni di imprenditori e commercianti che intendevano sottrarsi alla richiesta estorsiva".
Intimidazioni consistite in attentati incendiari, esplosioni di ordigni e colpi di armi da fuoco contro le aziende vittime del pizzo. Alcuni degli operatori economici taglieggiati si sarebbero decisi a collaborare con i carabinieri, confermando con le loro testimonianze lo scenario emerso dalle indagini.
Tra le alleanze emerse con la cosca dei Massaro, ci sarebbe quella con Antonio Perreca, attivo con la sua banda a Recale. I 10 arrestati sono: Antimo Perreca, 50 anni, Agostino Cioffi, 22, Antimo Mastroianni, 42, Andrea Matera, 37, Domenico Nuzzo, 35, Luigi Carofano, 43, Carmine Antonio Massaro, 45, Francesco Antonio Massaro, 61, Vincenzo Morgillo, 38 e Antonio Papa, 45.

da casertanews

Il Mattino, 24/10/2007

RECALE. LA POLEMICA SULLE INCOMPATIBILITÀ

Il tribunale: «Gianoglio torni in Consiglio»

Il sindaco Porfidia e la maggioranza dovranno pagare le spese legali

Recale. Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere reintegra Filiberto Gianoglio (nella foto) in consiglio comunale e condanna il Comune di Recale al pagamento delle spese processuali. Ieri mattina, si è conclusa la causa di ineleggibilità dell’esponente socialista, estromesso dal «parlamento» cittadino lo scorso 19 luglio. Dopo la requisitoria del pubblico ministero (nei contenziosi elettorali il pm difende l’interesse pubblico), il giudice Barbara Tango ha accolto il ricorso di Gianoglio, smontando il teorema dell’incompatibilità per lite pendente sostenuto dal sindaco Americo Porfidia e dal gruppo di maggioranza. «Non ho mai avuto dubbi sull’esito del processo», rivela Gianoglio. «Ora – annuncia –, presenterò un esposto alla Corte dei Conti, affinché le spese legali non siano addebitate all’ente, quindi a tutti i cittadini, ma solo a coloro che hanno sollevato la mia incompatibilità». «È stata ristabilita l’agibilità democratica», commenta Patrizia Vestini. «La sentenza – aggiunge – rispetta la volontà degli elettori, che avevano scelto come loro rappresentante Gianoglio; una volontà che Porfidia aveva cercato di mortificare». Il capogruppo della minoranza ringrazia, poi, Ciro Rossi, il quale, reintegrato Gianoglio, esce dal consiglio comunale. «In questi tre mesi – ricorda Vestini –, ha svolto un ottimo lavoro. Egli lascia l’assemblea, ma resta nel gruppo politico, che, alla luce di questa sentenza, è più forte di prima». Il ricorso di Gianoglio, come da procedura, era avverso il consigliere subentrato. Rossi, tuttavia, non solo non si è costituito in giudizio, ma ha difeso le posizioni del collega di opposizione. «Sono convinto – aveva dichiarato ieri – che sia l’incompatibilità sia la surroga rappresentino atti di rappresaglia politica nei suoi confronti». «Rispettiamo la decisione del giudice», commenta un altro Rossi, Bartolomeo, capogruppo di maggioranza. «Contro Gianoglio – dice – nulla di personale. Anzi, spero che il suo ritorno in Consiglio favorisca un rasserenamento nei lavori dell’assemblea». Contravvenendo al principio di neutralità, l’esecutivo ha tentato di costituirsi in giudizio, accreditando la scelta con un parere legale di Luigi Adinolfi. Ma il giudice ha eccepito ai legali del Comune un difetto nell’istanza, presentata oltre i termini. Il 30 ottobre si discuterà dell’incompatibilità di Americo Porfidia e di Bartolomeo Rossi.

Claudio Lombardi dal Mattino

Comunicato Stampa, 23/10/2007

Recale, Gadola abbandona la Costituente socialista

L’evoluzione della diaspora socialista è stato l’argomento al centro dell’incontro tra Ovidio Gadola, Segretario provinciale dei Socialisti Italiani, e Domenico Melillo Segretario del Nuovo PSI di Recale.
I due esponenti socialisti hanno convenuto sulla lontananza della nascente costituente socialista dalle idee, i programmi ed i valori del PSI di Bettino Craxi. Il Partito Socialista di Boselli oggi appare unicamente la sommatoria della nomenclatura residuale del vecchio PSI alla quale si è aggiunta una frangia di ex comunisti insoddisfatti del Partito Democratico.
Di fronte al fallimento indiscutibile del Governo Prodi, continuano i due esponenti socialisti, ci saremo aspettati un sussulto politico da parte di Boselli a sostegno delle molteplici sofferenze che affliggono gli italiani: dal perfezionamento della legge Biagi, alla difesa di un sistema pensionistico che non penalizzi le giovani generazioni, da un alleggerimento della tassazione ad una politica attiva per la sicurezza dei cittadini. Niente di tutto questo, il massimo sforzo del Segretario del nascente Partito Socialista ha avuto solo la magra idea di proporre dopo Prodi un Prodi bis, forse con l’auspicio di entrare nella compagine governativa con buona pace di tutte le storiche battaglie dei socialisti. Anche in Campania, hanno concluso Gadola e Melillo, il Centro Sinistra non si è dimostrato all’altezza delle grandi sfide di sviluppo e di legalità necessarie per la Regione, ed anche in terra di lavoro si è apprezzata più l’attività di sollecito di un socialista d’opposizione quale il Consigliere Regionale Massimo Grimaldi che non quella di Governo della Giunta Regionale di cui lo SDI è parte integrante da circa otto anni.

comunicato stampa

Casertasette, 23 ottobre 2007

Recale, reintegrato dal Tribunale il consigliere Gianoglio

“E’ stata ristabilita l’agibilità democratica”. Così Patrizia Vestini commenta soddisfatta la decisione del giudice di reintegrare nella carica di consigliere comunale l’amico Filiberto Gianoglio. “Abbiamo atteso tutti assieme l’esito della vicenda e oggi siamo tutti qui ad applaudire il ritorno in consiglio comunale di chi ne era stato allontanato senza un fondato motivo. E’ stata fatta giustizia – ha proseguito la capogruppo di opposizione – e oggi è di nuovo finalmente rispettata la volontà degli elettori che avevano espresso quale loro rappresentante in consiglio l’amico Filiberto, una volontà che la maggioranza attualmente al governo di questa città aveva cercato di mortificare”. Patrizia Vestini ha infine voluto ringraziare Ciro Rossi che, con il reingresso di Gianoglio, esce dal consiglio comunale. “Ha fatto con noi in consiglio comunale un ottimo lavoro di cui lo ringrazio a nome di tutti. Resta inteso che Ciro lascia l’assise ma non certo il gruppo politico che si è formato in questi mesi a Recale. Oggi il nostro gruppo è anzi più grande e più forte, dentro e fuori dal consiglio comunale”.

da casertasette

Il Mattino, 20/10/2007

MARCIANISE

Nokia-Jabil: ok di Bruxelles alla cessione

I sindacati metalmeccanici si oppongono alla cessione dei due stabilimenti

Il conto alla rovescia è già iniziato. Ancora pochi giorni e la cessione del sito marcianisano della Nokia-Siemens alla multinazionale americana Jabil sarà operativa. «È la migliore soluzione per competere in un mercato complesso come quello delle telecomunicazioni»: Herbert Mertz, il più alto dirigente del colosso finlandese, saluta così la sigla dell’accordo relativo alla cessione dei due stabilimenti produttivi di Marcianise e Cassina de’ Pecchi (in Lombardia). Un’operazione che ha già incassato l’approvazione dell’Autorità Antitrust dell’Unione Europea. Secondo l’intesa, il passaggio di gestione diventerà presumibilmente operativo dal primo novembre, così come più volte annunciato da Nokia-Siemens nei ripetuti incontri al ministero per lo Sviluppo economico. Per le attività che saranno realizzate in Italia una missione specifica verrà attribuita a Marcianise, dove sono impegnati 336 lavoratori specializzati nella produzione di apparecchiature per Gsm ed Edge radio access. Dal punto di vista occupazionale, è stato nuovamente assicurato, non cambierà nulla: a Marcianise come a Cassina de’ Pecchi (276 unità) i lavoratori manterranno il posto a condizioni simili a quelle attuali. Nessun rischio, dunque, di contrazioni o ridimensionamenti degli organici. L’accordo rilancia le strategie della corporate statunitense dal momento che Jabil continuerà a essere il fornitore privilegiato di Nokia. In un comunicato stampa diffuso anche all’interno dei due stabilimenti vengono illustrati gli obiettivi dell’operazione. «Con le due cessioni il network Nokia-Siemens raggiunge anche l’obiettivo di conservare posti di lavoro e attività manifatturiere ad alta tecnologia in Italia, pur ottenendo la flessibilità assolutamente indispensabile per il proprio sviluppo futuro». Intanto, i sindacati metalmeccanici di categoria, FlmUniti-Cub, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, si oppongono alla cessione dei due stabilimenti e chiedono l’intervento di Governo e Parlamento. «Riconfermiamo la richiesta - sottolineano i sindacati - di modifica della legge sulle esternalizzazioni e di sanzioni verso le multinazionali che fanno shopping di brevetti, progetti e tecnologie tagliando posti di lavoro ed esternalizzando». Proprio su questi argomenti si è svolto ieri mattina nella prefettura di Milano l’incontro tra una delegazione dei lavoratori e il prefetto Lombardi che si interesserà presso il Governo «in considerazione del fatto che la crisi colpisce un settore strategico delle telecomunicazioni italiane, in un territorio provinciale quale quello milanese dove le vertenze sindacali per la difesa dei livelli occupazionali sono in aumento».

Enzo Mulieri, dal Mattino

Il Mattino, 19/10/2007

C’è la conferma: Iannuzzi è il segretario

Con cinquanta delegati in più rispetto al quorum Tino Iannuzzi è il segretario del Pd campano. Nel pomeriggio il dato fonte Utar è ancora ufficioso, ha il conforto da Roma della pubblicazione sul sito www.ulivo.it dei risultati dell’assemblea nazionale, laddove le liste collegate a Iannuzzi raccolgono due delegati più della metà (135 su 266). Poi in serata l’elenco scompare dal sito e all’ultimora Iannuzzi viene dato in vantaggio di 50 seggi, al 56 per cento. Mentre gli altri candidati alla segreteria (Eugenio Mazzarella, Salvatore Piccolo e Sandro De Franciscis) ribadiscono la denuncia di irregolarità e rinnovano l’appello a Walter Veltroni per il riconteggio delle schede. A maggior ragione dopo che nella notte l’Utan (ufficio tecnico amministrativo nazionale) ha sequestrato tutta la documentazione riguardante i 25 collegi di Campania 1 e l’ha trasferita a Roma, decidendo di commissariare gli uffici napoletani. Perché quello stallo era inaccettabile. La vicenda è delicata, la Campania è l’unica regione a non avere ufficializzato i dati definitivi delle primarie. E intanto il tempo scorre inesorabile verso l’assemblea nazionale già programmata per il 27 a Milano. Dunque una parola di Veltroni o, in alternativa, l’ufficializzazione dei dati da parte degli uffici romani rappresenta l’unica possibilità per superare l’impasse. Non è un caso che sul voto campano oggi scendano in campo i leader romani nazionali. Dopo Francesco Rutelli, che aveva chiesto accertamenti sulle responsabilità, ora è il turno di Enrico Letta, che con preoccupazione afferma: «Ritengo inquietante che a quattro giorni dal voto in Campania non ci siano ancora i risultati delle primarie. Invito tutti a vigilare. È evidente che la Campania non può essere presa come modello. La classe politica di quella regione ha bisogno di un Pd che l’aiuti ad essere forte e coesa». Mentre Massimo Brutti si chiede «cosa succede in Campania» e confida «in una risposta chiara e formulata in tempi ragionevoli da parte dell’organismo centrale che ha avocato a sé ogni decisione sui risultati definitivi nella regione». E il ministro Giuseppe Fioroni si limita ad un auspicio: «Speriamo di averli presto». Dal canto loro Mazzarella, Piccolo e De Franciscis mettono in discussione il risultato che ufficiosamente si fa strada. Spiega De Franciscis: «A questo punto è chiaro che Iannuzzi non ha vinto: prima del 27 ottobre bisogna procedere ad una verifica delle 400mila schede degli elettori campani relative al voto regionale». E aggiunge: «In Campania c’è un sistema di potere che pensava di poter controllare il voto fino alla manomissione della volontà popolare. Se non si riuscirà ad arrivare ad un risultato certificato bisognerà restituire l’euro». Nel frattempo, Piccolo rileva: «La verità è che l’alternativa a Bassolino e De Mita ha raggiunto ben più del 50 per cento». Poi affonda il colpo: «Abbiamo constatato irregolarità, ma un nuovo partito non può basarsi su un risultato taroccato e neanche su un accordo a tavolino, come già qualcuno dice sottovoce». In particolare, denuncia Piccolo, l’Utar avrebbe ordinato nella notte di domenica il trasferimento del materiale da parte dei presidenti di seggio direttamente a Santa Brigida e non alla sede dell’Utap. Dettaglio che Tremante negherà. Anche Mazzarella non ci sta: «Sono stato tranquillo finora, con una campagna elettorale dai toni misurati e sobri. Ma ora non posso più tacere. Altrimenti la percentuale della mia lista, con il passare delle ore, perderà altri punti». Inevitabile una nuova coda di polemiche. Il vicegovernatore Antonio Valiante taglia corto: «Sarebbe ora che si prendesse atto del risultato netto e chiaro che ha portato alla elezione di Tino Iannuzzi e la si smettesse di immaginare trattative sotto banco su ipotetici assetti futuri». Il senatore Nello Palumbo dichiara: «Qualcuno cerca evidentemente di approfittare delle inevitabili difficoltà organizzative delle primarie». Da Salerno il sindaco Vincenzo De Luca replica: «Quanto accade è gravissimo».

Corrado Castiglione, dal Mattino

Il Mattino, 18/10/2007

LE VERTENZE DEL LAVORO

La Cisl chiede l’intervento di Prodi

Si rivela sempre più lenta e farraginosa la procedura attuativa del protocollo d'intesa sulla reindustrializzazione territoriale siglato a Palazzo Chigi il 20 giugno scorso. Nessun passaggio concreto è stato finora assicurato per la stesura dell'accordo di programma, anche l'aggiornamento dei lavori concordato per metà settembre è stato «puntualmente» saltato. Al momento non si conoscono nemmeno gli impegni assunti dai singoli componenti la Commissione tecnica nominata presso il ministero dell'Economia per dare attuazione al programma. Rispetto a così gravi ritardi è scattata ieri la denuncia della Cisl provinciale che, di seguito all'ultimo appello del vescovo Raffele Nogaro, parla di rischi incombenti di una emergenza produttiva ed occupazionale senza sbocchi. In una lettera aperta inviata a tutte le istituzioni, dal presidente del Consiglio Romano Prodi agli amministratori provinciali e regionali, il sindacato fa paventare finanche una volontà politica di far fallire un lavoro di concertazione intorno al quale si sono costruite tante speranze di rilancio economico, dopo il conclave governativo del gennaio scorso. «Già agli inizi del mese abbiamo sollecitato la convocazione della Commissione tecnica per mettere in atto iniziative conseguenziali e per poter predisporre gli interventi propedeutici all'intesa - scrive il leader cislino Carmine Crisci - ma i tempi si stanno pericolosamente ed inspiegabilmente allungando, mentre è in corso di discussione la legge Finanziaria all'interno della quale andrebbero reperite ed inserite risorse per l'attuazione del protocollo». In questo contesto di continui rinvii e di mancate risposte, risulta sempre più arduo per le parti sociali affrontare una vertenzialità come quella dell'Ixfin e di ITP, la cui soluzione non è separabile dal protocollo stesso. «In mancanza di risposte - continua il sindacalista - si vengono a creare, d'altro canto, situazioni oggettive di vantaggio per gruppi di speculatori che con il finto pretesto di voler salvare situazioni aziendali in crisi pensano invece solo ad accaparrarsi aree industriali dismesse per operazioni di pura speculazione». A controprova di tante difficoltà, anche le organizzazioni di categoria come la FLM hanno chiesto ieri urgenti iniziative, a cominciare dalla Siltal di Pignataro. E sempre ieri è iniziata la mobilitazione dei lavoratori della Siemens di Marcianise decisi a contrastare la cessione dello stabilimento a Jabil.

Enzo Mulieri, dal Mattino

Comunicato stampa, 18 ottobre 2007

Ad Agnese Ginocchio il Premio nazionale per la Legalità "Paolo Borsellino"

agnese ginocchioCaserta - Il "Premio nazionale per la legalità Paolo Borsellino" viene rilasciato ogni anno a note personalità istituzionali impegnate nel campo sociale, civile e nel campo della Legalità, e ad Artisti che si sono saputi distinguere nella società per il loro impegno sociale e civile. Quest'anno la commissione del premio Borsellino ha voluto che la destinataria del premio fosse l' artista campana per la Pace Agnese Ginocchio. Nativa di Alife, comune dell'alto casertano-matesino, Agnese Ginocchio è stata scelta dalla commissione di “Società civile” (Associazione con sede a Teramo, aderente a “Libera contro le mafie”), a ricevere in qualità di “Artista per la Pace” per il suo impegno sociale e civile, il "Premio nazionale per la Legalità - per l'impegno civile e sociale Paolo Borsellino”. Secondo quanto deciso dall'Associazione organizzatrice Società Civile-Libera Abruzzo, presieduta da Leonardo Nodari, consegnerà il premio ad Agnese Ginocchio l'autorevole Tonio Dell'Olio, di Libera International (già coordinatore nazionale di Pax Christi Italia, Movimento internazionale per la Pace) nell'ambito del Concerto per la Pace, la Giustizia e la Legalità che la cantautrice terrà a Pescara durante la tappa dei 10 giorni della Manifestazione. L'associazione culturale-onlus "Società Civile" di Teramo ha istituito nel 1994 il Premio nazionale "Paolo Borsellino" per l'impegno sociale e civile che quest’anno si svolgerà dal 17 al 27 ottobre in collaborazione con l'Amministrazione Provinciale di Teramo, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e con il Patrocinio del Consiglio Regionale d'Abruzzo.
Il premio Paolo Borsellino non poteva andare a persona più degna di Agnese Ginocchio, uno “scricciolo” di donna dall’ardente passione per l’umanità, la Pace, la bontà, contro ogni discriminazione, contro ogni mafia, anche a costo della sua stessa vita. Agnese ama accompagnare la sua lotta contro il massimalismo edonistico con la musica, parole impegnate accompagnate dal suono di una chitarra. Sua la canzone scritta in memoria del 10° anniversario della tragica scomparsa del compianto don Peppe Diana, parroco di Casal Di Principe ucciso dalla camorra. Suoi tanti versi dedicati in memoria delle vittime di tutte le mafie, fra queste proprio i giudici Falcone e Borsellino. Sono stati migliaia i residenti della conurbazione casertana che hanno cantato con lei la canzone contro i rifiuti: "Fermate il Mostro", durante le tante marce di protesta contro la discarica Lo Uttaro.

Nunzio De Pinto, Movimento per la Pace

Casertasette, 18 ottobre 2007

Pd: Patrizia Vestini commenta il risultato

“Ora dobbiamo lavorare tutti assieme per rinnovare la politica di Recale. Il successo riportato con il voto delle primarie del Partito Democratico lo dice chiaramente”. Così Patrizia Vestini, capogruppo di opposizione, eletta all’Assemblea Regionale del Pd con 547 voti sugli 785 validamente espressi, pari al 70% dei consensi. “L’orientamento delle primarie di domenica 14 ottobre ha confermato – continua Patrizia Vestini - la consistenza, la motivazione e la determinazione del nostro progetto politico. Grazie all’impegno di amici come Franco Squeglia, Ciro Rossi, Rachele Lombardi, Rosa Porfidia, Tommaso Orballo, insieme all’esperienza di Giuseppe Lasco, siamo stati in grado di far convergere sulla lista dei “Riformisti coraggiosi” il 70% dei consensi, contro il 22,40% di Campania democratica del candidato Iannuzzi che era sostenuta dai Ds locali e provinciali e dalla segreteria provinciale della Margherita. Si sono gettate solide basi – ha ancora affermato la neo eletta all’assemblea regionale del Pd – per un nuovo progetto politico. Gli elettori democratici hanno voluto credere in me e soprattutto nel progetto che io rappresento. Di questo ne sono consapevole e sono pronta ad assumermi con orgoglio e senso di responsabilità questo impegno che intendo portare avanti con il contributo di tutti. I numeri sono numeri e le interpretazioni fumose non possono smentire la scelta chiara che il nostro elettorato democratico ha fatto: certe logiche vanno cambiate, la politica si rinnova, il paese ha bisogno di una classe politica che sappia essere all’altezza delle aspettative di quanti con il loro voto del 14 ottobre hanno voluto lanciarci un messaggio chiaro, una richiesta lampante di rinnovamento. Il 70% di chi è andato alle urne per il Partito Democratico ci ha detto senza indugi che occorre, anche a Recale, una scelta riformista e coraggiosa. Da questo dato inconfutabile – conclude Patrizia Vestini - dobbiamo partire e assieme lavorare per un per un programma politico di trasparenza e rilancio della realtà recalese”.

da casertasette

Il Mattino, 17/10/2007

RECALE. PRESCRIZIONE INTERROTTA

Esproprio mancato, chiesti i danni

Recale. Circa 97mila euro per la mancata definizione di una procedura di esproprio di un terreno in via Savoia, di proprietà dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero. È il danno erariale che ipotizza la Corte dei Conti di Napoli. Il sostituto procuratore generale, Mariapaola Daino, attraverso la segretaria comunale, Dina Pacelli Pagliuca, ha inviato un atto di costituzione in mora a trentatré soggetti, al fine di interrompere i termini di prescrizione. Tra i destinatari del provvedimento figurano sindaci (Americo Porfidia, Franco Manzo, Ovidio Gadola), assessori ai lavori pubblici (Domenico Porfidia, Filiberto Gianoglio), consiglieri comunali (Tommaso Orballo, Giuseppe Lasco, Angelo Racioppoli), funzionari (Vincenzo Lamberti) e persino commissari prefettizi che hanno svolto la loro attività amministrativa o lavorativa in città nel decennio 1987-1997. Il Comune, condannato sia dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere sia dalla Corte di Appello di Napoli, ha saldato il debito nei confronti dell’Istituto Diocesano, acquisendo la proprietà del fondo, su cui, peraltro, intende realizzare la caserma dei carabinieri. La Procura regionale della Corte dei Conti, che sul caso ha aperto un’inchiesta, ha tuttavia ravvisato nella procedura dei comportamenti omissivi, come, ad esempio, la mancata emissione del decreto di esproprio, che avrebbero prodotto il danno all’erario. La nota, a firma della segretaria comunale Pagliuca, contiene un invito allo «spontaneo pagamento della somma, mediante versamento alla tesoreria del Comune».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 17/10/2007

DAL PRIMO NOVEMBRE OPERATIVA LA CESSIONE DELLO STABILIMENTO DI MARCIANISE

Nokia-Siemens, il sito passa alla Jabil

Non ci sono più dubbi ormai. Dal primo novembre sarà operativa la cessione dello stabilimento Nokia-Siemens di Marcianise, fiore all’occhiello delle Tlc con trecento dipendenti, alla multinazionale statunitense Jabil Circuit. Questo l’esito della trattativa svoltasi ieri tra Nokia-Siemens e il Ministero per lo sviluppo economico, alla presenza di due dirigenti del colosso finlandese che hanno confermato la strategicità dell’operazione di outsourcing nella quale è coinvolto anche il sito di Cassina de’ Pecchi (Lombradia) e la solidità dell’azienda subentrante. Resta, invece, in sospeso l’ultima proposta avanzata in extremis dal Governo, con l’onorevole Raffaldini e il consulente Minopoli, per indurre il network finlandese a conservare una percentuale del 20% di partecipazione nell’assetto della nuova società. «Il Ministero ha promesso che prenderà subito nuovi contatti con il gruppo cedente e quello subentrante», dice Giovanni De Pasquale, segretario della Uilm. Regna, invece, sovrana l’incertezza sul destino dell’Itp, la società dei polimeri intenzionata a sostenere un nuovo protocollo per la reindustrializzazione del sito 3M di San Marco Evangelista con il contributo determinante del gruppo Boschi. L’altro ieri il consiglio di amministrazione, dopo aver varato il bilancio consuntivo, ha rinviato a venerdì le decisioni relative ai programmi produttivi, agli investimenti da realizzare e ai nodi occupazionali. In pratica i punti salienti del confronto che sarà avviato lunedì 22, con le parti sociali, al Ministero per lo sviluppo economico. Tuttavia, per la ristrettezza dei tempi che restano a disposizione, per il ritardo con il quale si provvede alla proroga della cig, sono del tutto fondate le preoccupazioni manifestate anche ieri dalla categoria dei chimici con i tre segretari Matteo Coppola, Aldo Rinasti e Antonio Avossa. E, intanto, ci sono novità per l’azienda serica Nova di San Leucio. Dopo l’ultima manifestazione nel capoluogo, ancora una volta la mobilitazione degli operai ha fatto tappa al Comune con una sosta prolungata negli uffici dell’assessore ai lavori pubblici Gianfranco Alois, fratello dell’imprenditore Massimo Alois che per anni è stato responsabile unico della società. Per due ore, circa venti addetti si sono intrattenuti in sede, ma l’interlocutore non era quello giusto. Lo stesso amministratore comunale, rintracciato successivamente al telefono, si è dichiarato estraneo alla vicenda. Più utile, invece, si è rivelato l’intervento del sindaco Nicodemo Petteruti che, pur essendo lontano dal Comune, ha reso nota la data del nuovo confronto in prefettura tra le parti sociali, fissato per domani. Nell’occasione dovrebbero venire al pettine le numerose e contraddittorie problematiche che investono l’opificio.

Enzo Mulieri, dal Mattino

Il Mattino, 16/10/2007

La perizia del tecnico nominato dal Tribunale

«Uttaro, la salute è ad alto rischio»

Il professore De Rosa parla della nuova discarica nel sito: «Si aggrava la situazione» La falda acquifera? Inquinata

Il sito de Lo Uttaro, comprendente la discarica preesistente e l'attuale in funzione, rappresenta sin dagli anni '90 una «fonte di rischio per la salute pubblica», così come la sua localizzazione contravviene «non solo ai dettami della normativa vigente, ma anche alle indicazioni di merito da più parti formulate». Queste affermazioni molto nette, assieme a tante altre, sono contenute nella perizia depositata ieri mattina presso il tribunale di Napoli dal consulente tecnico d'ufficio, Salvatore De Rosa, incaricato il mese scorso dal collegio giudicante presieduto da Oscar Bobbio della sezione feriale del foro partenopeo, di verificare l'eventuale presenza, nel caso della discarica de Lo Uttaro, di danno per la salute dei cittadini e l'idoneità dei lavori svolti nel sito. Il professor De Rosa, ordinario di Ingegneria Sanitaria Ambientale presso l'università della Calabria, doveva depositare la sua relazione prima del 17 ottobre, giorno in cui si sarebbe dovuta svolgere l'udienza presso la X sezione del tribunale di Napoli in merito alla chiusura della discarica Lo Uttaro, chiesta da un gruppo di abitanti del villaggio Saint Gobain di Caserta, assistiti dall'avvocato Luigi Adinolfi. L'udienza è stata rinviata al 7 novembre. Nella perizia il professor De Rosa si sofferma sulle discariche presenti nell'area, tra cui quella attualmente in funzione: «Si può dedurre - si legge - che anche la particella 5060, ex 42 ed ex 147, sia stata interessata, nei primi anni novanta, da operazioni di smaltimento. Nell'area della discarica chiusa, la mancata presenza di sistemi di raccolta del percolato lascia supporre che quest'area non sia dotata sul fondo di impianti di drenaggio ed impermeabilizzazione finalizzati a tale scopo». Il professor De Rosa rileva che non esiste uno studio di impatto ambientale nel progetto esecutivo della discarica, ma soprattutto che il sito Lo Uttaro, compreso l'attuale invaso, rappresenta una fonte di rischio per la salute pubblica, «tanto da essere stato inserito - si legge nella relazione - nel piano regionale di bonifica delle aree inquinate del 3/3/2005, tra i siti di interesse nazionale». «L'aver deciso di voler abbancare in quest'area un'ulteriore quantità di rifiuto - ha proseguito De Rosa - va comunque ad aggravare il preesistente stato di rischio». Molto preoccupante anche l'analisi della falda acquifera sottostante il sito de Lo Uttaro, che risulta inquinata dalle analisi chimiche preliminari effettuate nel dicembre 2006. «Ciò - scrive De Rosa - denuncia uno stato di inquinamento preesistente che non può che essere aggravato dalla collocazione della nuova discarica». Altro punto importante è la presenza di valori di carbonio organico molto superiori ai limiti di legge: «Tale rilevazione rende i rifiuti abbancati nella discarica non classificabili come non pericolosi e perciò non è possibile - ha concluso - smaltirli nella discarica in oggetto». Notevoli perplessità, infine, sono state manifestate da De Rosa in merito alla realizzazione degli anelli di argilla per il contenimento del percolato, che non sarebbero stati costruiti a regola d'arte.

Sergio Beneduce, dal Mattino

Il Mattino, 16/10/2007

Pd, gli eletti nel collegio di Caserta

En plein per Petteruti, è bis

Nel collegio di Caserta tra gli eletti all’assemblea regionale del Partito democratico spiccano i nomi dei componenti di palazzo Castropignano come i consiglieri Salvatore Zullo e Arturo Di Palo, candidati nella lista «I democratici campani con De Franciscis», ma la presenza che non passa inosservata è senz’altro quella del sindaco di Caserta, Nicodemo Petteruti, posizionato al secondo posto nella lista «I riformisti coraggiosi con De Franciscis» alle primarie. Rafforzata la presenza degli amministratori nel collegio della Città così come era avvenuto nella presentazione delle liste in appoggio a De Franciscis. Qui non sfugge neppure il nominativo di Patrizia Vestini, candidata come sindaco alle scorse comunali a Recale. Non è del tutto sconosciuto neppure il nome di Maria Teresa Simeone, detta Maresa, medico e componente di Emily. Mentre dalla lista «Campania democratica per Iannuzzi» andranno a far parte dell’assemblea il medico Pasquale Piazza, Mauro Desiderio, ingegnere con un lungo impegno alle spalle nel mondo dell’associazionismo e Annalisa Papa, presidente di Emily e moglie del vicesindaco Gianfranco Alois. Restano fuori dall’elenco il segretario provinciale Ds Ubaldo Greco e l’assessore comunale Vincenzo Battarra, posizionati al nono e quinto posto in «Campania democratica per Iannuzzi».

dal Mattino

Casertanews, 16 ottobre 2007

La lista “Con Veltroni” al 12% a Caserta

Caserta – La lista “Con Veltroni” raggiunge il 12% nel collegio 1 di Caserta Carozza e Iacono: “E’ un risultato straordinario che abbiamo costruito da soli”
La lista “Con Veltroni. Ambiente, Innovazione, Lavoro” ha raggiunto nel solo collegio 1 di Terra di Lavoro, che comprende i comuni di Caserta, Casagiove, San Nicola la strada, Castelmorrone e Recale, una percentuale pari al 12%.
Nel seggio del rione Acquaviva, la compagine che fa riferimento al Ministro Nicolais si è attestata sopra il 18%.
“E’ un risultato straordinario – dichiarano Sergio Carozza e Maria Rosaria Iacono, capilista nel collegio – per i tanti nostri sostenitori, per la maggior parte giovani, che nonostante le forti tensioni che hanno interessato gli schieramenti in campo, hanno sempre perseverato nell’obiettivo di porre al centro del dibattito il profilo programmatico del nuovo partito.”
“Le cittadine ed i cittadini casertani hanno voluto premiare le nostre scelte e l’impegno profuso in queste settimane.”
“Siamo oggi ancor più fiduciosi sulla capacità del PD di poter essere il primo partito italiano per l’ambiente, l’innovazione ed il lavoro, per un ricambio delle classi dirigenti ed una politica chiaramente riformista.”

da casertanews

Il Mattino, 16/10/2007

De Franciscis si ferma al 49,9 per cento

Si ferma al 49,9 per cento in Terra di Lavoro il presidente della Provincia Sandro De Franciscis, candidato alla segreteria regionale del Partito democratico, in appoggio a Walter Veltroni. La lista «Campania democratica per Iannuzzi» ha ottenuto il 43 per cento dei voti, la lista «I giovani» lo 0.51%, «I democratici per Enrico Letta» hanno guadagnato il 5,3 per cento delle preferenze e Salvatore Piccolo l’1,2. Consistente l’affermazione delle liste a sostengno di De Franciscis nei sette seggi di Caserta, nel seggio di Casal di Principe, Casapulla, San Nicola la Strada, Villa Literno e nei quattro seggi di Maddaloni. Mentre le liste di Iannuzzi hanno fatto il pieno nei seggi di Caiazzo, Carinola (in tutti e tre seggi), Falciano, Mondragone, Piedimonte Matese, San Cipriano, Roccamonfina, Rocca d’Evandro, nei tre seggi di San Felice a Cancello e nei quattro di Sessa Aurunca. La lista di Letta, a sostegno di Eugenio Mazzarella, porta a casa un discreto risultato nei collegi di Macerata Campania, ad Aversa nel seggio numero 4, a d Arienzo e a Villa di Briano, Mazzarella, con 217 preferenze, supera Iannuzzi che ne conquista 170. La lista dei giovani conquista, complessivamente, appena 412 voti, ma non è presente in tutti e sette i collegi. «La nascita del nuovo partito - commenta il sottosegretario alla Pubblica istruzione Gaetano Pascarella - spazza via, con un vento rinnovatore, le logiche ostruzionistiche utilizzate fino in fondo dai vertici casertani di Ds e Margherita. Da oggi abbiamo di fronte una nuova prospettiva, che punta soprattutto al rilancio dell’azione di governo negli enti amministrati dal centrosinistra, per cominciare a dare le giuste risposte ai cittadini. Una prospettiva che supera definitivamente la cultura interdittiva, della continua frapposizione di ostacoli al governo dei territori. A Caserta - riprende Pascarella - il risultato delle liste collegate a De Franciscis è andato oltre il 70 per cento eppure, voglio ricordarlo, è questa la città che esprime un deputato e il segretario provinciale dei Ds. Altro risultato, che mi piace rimarcare, è lo straordinario successo nel collegio Maddaloni-Marcianise. In definitiva, De Franciscis vince, e talvolta stravince, in tutti i grandi centri della provincia, in cinque dei sette collegi, nelle città dei deputati nazionali e dei consiglieri regionali, segno tangibile - conclude il sottosegretario - di un forte e ormai radicato movimento di opinione riconducibile a lui e al progetto di Pd, che abbiamo saputo presentare nell’ultimo mese». Lettura che ribalta i pronostici per Adolfo Villani, vicepresidente della Provincia che sottolinea: «In provincia di Caserta sono state completamente ribaltate le previsioni. Il voto di De Franciscis, al netto della partecipazione dei sindaci, si ferma alla soglia del 50 per cento. Visto il risultato, forse, sarebbe stato meglio concentrarsi tutti su una campagna elettorale dove, al centro, si poteva porre una discussione di merito evitando i personalismi. Sono questi, per me, i due dati da mettere in evidenza a meno di ventiquattro ore dallo spoglio». Guarda al dato regionale il deputato della Margherita e segretario provinciale, Pietro Squeglia, che precisa: «Ci si avvia qui in Campania verso una chiara e sicura vittoria di Tino Iannuzzi. La campagna elettorale non è stata facile perché molto spesso ci sono stati sconfinamenti del centrodestra. Il mio commento è che si tratta di una vittoria maturata senz’altro in una situazione difficile».

Lia Peluso, dal Mattino

Caserta24ore, 15 ottobre 2007

Recale: 28enne clandestino arrestato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile

Recale – Continuano senza sosta i servizi finalizzati al contrasto dei reati in materia di immigrazione clandestina ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere. Infatti, nel primo pomeriggio di oggi, a Recale in Via Municipio, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile, hanno tratto in arresto in flagranza di reato Valentino Musuriviski, 28enne ucraino, in Italia senza fissa dimora, per “violazione della normativa sull’immigrazione”. Il 28enne, colpito da decreto di espulsione emesso in data 27 ottobre 2005 dalla Questura di Caserta, ha continuato a permanere illegalmente sul territorio nazionale.

Alfredo Di Lettera da Caserta24ore

Il Mattino, 15/10/2007

LE PRIMARIE DEL PD

Caserta: De Franciscis, vantaggio nella notte

I primi ad arrivare davanti ai seggi si son visti circa un quarto d’ora dopo le sette. Alle 20 di ieri sera, sia in città che in molti centri della provincia (Aversa, Maddaloni, Marcianise, Santa Maria Capua Vetere in particolare) erano ancora decine gli aspiranti elettori in attesa di poter dare il proprio contributo (un euro) e il proprio sostegno alla causa del nascente Pd. A fine giornata, i votanti a Caserta sono stati poco più di 7 mila (in ogni caso meno di quelli che, a marzo del 2006, si recarono ai seggi per esprimersi in occasione delle primarie per il candidato sindaco del centrosinistra); in tutta la provincia, si sono recati a votare circa 50 mila persone (dati certi, 39900 mila a mezzanotte). Rilevanti le cifre sulle preferenze ottenute da Veltroni che vola oltre il 70 per cento mentre sul terreno della competizione regionale lo scontro è fra Tino Iannuzzi, in vantaggio su scala regionale e Sandro De Franciscis, presidente della Provincia di Caserta che nel bunker di Terra di Lavoro mantiene a distanza il suo principale avversario. Più distanziati Piccolo e Mazzarella. Ieri sera, quando soltanto una parte delle schede era stata scrutinata, in provincia di Caserta De Franciscis risultava attestato oltre il 60 per cento contro il 36 per cento di Iannuzzi; Mazzarella si è fermato al 3 e Piccolo al di sotto dell’1 per cento. Forte l’affermazione di De Franciscis a Caserta città e a Maddaloni ma Iannuzzi sembra resistere. «Il dato che si prospetta, al momento ben oltre 200 mila elettori, a queste primarie del Pd ci fa ben sperare - sottolinea Teresa Armato, coordinatrice in Campania dei comitati a sostegno di Veltroni - Questa ampia partecipazione è una grande risposta dei cittadini campani ai nostri appelli al voto per costruire insieme un partito nuovo, capace di affermare una democrazia paritaria e partecipata, per fare un’Italia nuova». Ma la macchina organizzativa, in provincia di Caserta, ha presentato più di qualche falla: dotazione tecnica dell’Utap un po’ datata, lentezza nell’afflusso e nell’elaborazione dei dati, non perfetto collegamento con le varie sezioni della città e della provincia. Tutto sommato le operazioni di voto si sono svolte in un clima di serenità e collaborazione sebbene le lunghe attese abbiano indotto molti elettori ad abbandonare ogni velleità e a tornare a a casa. Qualche polemica per «l’avvistamento» ai seggi di esponenti del mondo politico e della professioni della città tradizionalmente vicini al centrodestra. Molto contenuti anche i contributi personali che i candidati alla segreteria regionale del Partito democratico hanno versato ai seggi, al momento del voto e dell’intenzione di partecipazione al percorso costituente del nuovo partito. Dieci euro li ha offerti soltanto Salvatore Piccolo, mentre un solo euro a testa è stato elargito rispettivamente da Eugenio Mazzarella e Sandro De Franciscis. Insomma, niente a che fare con quanto hanno fatto i candidati alla segreteria nazionale, con Walter Veltroni che ha offerto 100 euro ed Enrico Letta, che ne ha sborsati 21. Il solo Tino Iannuzzi ha mantenuto il riserbo sull’entità del contributo.

Lorenzo Calò, Lia Peluso dal Mattino

Il Mattino, 14/10/2007

Macrico, il Comune dà l’ok al parco verde

Il Comune acquista il Macrico. E ha anche i fondi necessari per riqualificare e valorizzare tutta l’area (330 mila mq) che sarà destinata alla costruzione di un parco. Il progetto fa parte di un programma ben più ampio che si identifica con lo sviluppo dell’asse Macrico-Reggia-Belvedere e che proprio nel Macrico (di proprietà dell’Idsc dal 1984) trova il suo cuore pulsante con la realizzazione del Parco dell’Unità d’Italia. Nel programma, inoltre, è definita anche la ricostruzione storico-culturale del percorso che parte dal Macrico, passa per Piazza ellittica, Reggia e parco borbonico per concludersi nella struttura di San Leucio. Un colpo da 185 milioni di euro, reso noto ieri mattina dal sindaco Nicodemo Petteruti: una prima tranche di 150 milioni sarà possibile grazie al Tesoretto, i restanti 35 milioni divisi tra finanziamenti regionali sulla programmazione 2007/13 e contributi statali. Definiti anche i tempi di inizio e fine del progetto che sarà concepito dall’ultimo periodo del 2007 fino al 2011. Il nome del nuovo parco, così come l’indicazione di ultimazione dei lavori, non è stato scelto a caso, ma rappresenta il faro illuminante di questa impresa, nonché l’occasione determinante per concretizzare la dichiarazione d’intenti sottoscritta lo scorso 12 gennaio durante l’approdo casertano del Consiglio dei ministri tra il vicepremier Francesco Rutelli (ministro per i Beni culturali), il presidente della Provincia De Franciscis e il sindaco Petteruti per lanciare una collezione di impulsi legati ai beni culturali e ambientali, al turismo, alle attività economiche e al patrimonio monumentale. L’opportunità sta infatti nella celebrazione del 150mo anniversario dell’Unità nazionale (1861-2011), evento per il quale sono previsti progetti speciali in tutto il Paese di concerto tra governo, regioni ed enti locali. Tra le idee presentate anche quella casertana. Le operazioni sono proseguite lo scorso aprile con l’istituzione del «Comitato dei ministri per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia». E, al termine dei lavori, il Progetto Caserta è stato valutato e approvato per rientrare nella celebrazione della festa nazionale con la costruzione del Parco dell’Unità d’Italia all’interno dell’area Macrico. Oggi Governo, Regione, Provincia e Comune rafforzano le sinergie per il perfezionamento dell’intesa, mentre un incontro operativo con il Governatore Bassolino è stato fissato per la prossima settimana. Per la progettazione e l’appalto sarà fondamentale in ogni caso l’apporto delle strutture tecniche della Presidenza del Consiglio dei ministri. La risoluzione del rebus Macrico è oramai avviata. «Abbiamo lavorato per mesi senza clamori, senza scoop né colpi di scena. Siamo all’inizio di un cammino concreto»: la soddisfazione di Petteruti è tangibile soprattutto nella riflessione collettiva del primo anno a mezzo di amministrazione. «Con la piazza della Reggia, il bando di gara per i trasporti, il complesso dell’ex caserma Sacchi, l’appalto per i parcheggi, credo che stia cambiando la storia della città. Abbiamo una città abbastanza pulita e l’unico punto in cui ci sono stati problemi è dovuto a responsabilità altrui. Una svolta storica: costruiremo il parco urbano del Macrico, comprensivo di orto botanico, con la riutilizzazione di parte degli edifici esistenti e con nuove strutture che siano in grado di renderlo autosufficiente».

Emanuele Tirelli, dal Mattino

Comunicato stampa, 10 ottobre 2007

logo O.T.C.

La “Barcellona” di Ianniello parla napoletano

mercoledi 10 ottobre, alle 19, anteprima di “Chiòve” in teatro, al cinema, in televisione e sul web.

CASERTA. “Chiòve”, il primo esperimento di spettacolo che vivrà contemporaneamente in teatro, al cinema, in televisione e sul web ha come anima ispiratrice l’attore casertano Enrico Ianniello, traduttore, adattatore dell’opera (“Piove a Barcellona” di Pau Mirò) dal catalano e interprete, insieme con Chiara Baffi e Giovanni Ludeno.

Chiara Baffi, Enrico Ianniello

In anticipo sulla prima italiana, in programma al Teatro Nuovo di Napoli (venerdì prossimo, ore 19), nell’ambito del Prologo del Teatro Festival Italia, la pièce cinematografico-televisiva sarà ripresa in diretta questa sera (10 ottobre), dalle ore 19, in un appartamento/set nei Quartieri Spagnoli e proiettato contemporaneamente su grande schermo a Caserta (Libreria Guida di Capua), in varie sale di Napoli, Barcellona, Roma, Cosenza, oltre che diffuso sul satellite da Nessuno Tv (Canale SKY 890) e da undici emittenti regionali italiane. Con la regia di Francesco Saponaro e la fotografia di Mario Amura, “Chiòve” racconta di un triangolo amoroso tra una giovane prostituta, il suo fidanzato-pappone e un cliente molto speciale. Nella traduzione di Ianniello, il testo adotta il napoletano come lingua di vita, con il suo bagaglio gergale istintivo e verace, per esaltare i caratteri dei personaggi e le loro intime relazioni. Un’ambientazione iperrealista, dalle originarie ramblas di Barcellona al piccolo appartamento fatiscente nei Quartieri Spagnoli di Napoli, sposta l’intreccio di passioni dei tre protagonisti, immergendoli in una realtà sospesa, tra le aspirazioni di normalità, il desiderio di riscatto e l’amarezza del presente. La vita della prostituta Lali (Chiara Baffi) e del protettore Carlo (Giovanni Ludeno) è solo sfiorata dalla civilizzazione di cui raccolgono le scorie, i modelli esterni e deteriori: dal cibo spazzatura dei fast food, alla droga, alla musica da bancarella. Le brame d’amore, i sogni di rivalsa sociale di Lali e la sua massima ambizione, sembrare normale, consumati dalla logorante convivenza con Carlo si ravvivano durante gli incontri mercenari con Davide (Enrico Ianniello). Ma la cultura e i libri, i versi dei poeti, gli aforismi dei filosofi, i quadri dei grandi musei, non si elevano oltre un meteorico vagheggiamento a margine di un rapporto mercenario e circoscritto alla lettura di un involucro di cioccolatino, nella poesia epigrafica dei Baci Perugina. “Chiòve” è una coproduzione fra Teatri Uniti, Teatro Festival Italia, OTC/SempreApertoTeatroGaribaldi, Dogma Televisivo, in collaborazione con l’Institut Ramon Llull di Barcellona, Nessuno Tv e DAMS - Università della Calabria/ArtiMeridianeLab.

Ufficio Stampa OTC

Il Mattino, 06/10/2007

Cattedrale gremita per Massimo Cacciari

«Pd, con Veltroni è stata archiviata l’antica divisione tra laici e cattolici»

massimo cacciariFra la lunga lettura da Dostoevskij (La leggenda del grande inquisitore da «I fratelli Karamazov», affidata alla voce intensa di Pierluigi Tortora) e il caldo infernale che fa nella Cattedrale (stracolma come ogni volta che il filosofo veneziano torna a Caserta), Massimo Cacciari è già perfettamente in clima quando inizia a parlare del problema del male, tema dell'ormai tradizionale conversazione d'inizio autunno organizzata dal direttore del Seminario don Luigi Nunziante. Cacciari parla per oltre un'ora, un occhio agli appunti poggiati sul tavolo, l'incedere sciolto lungo il percorso del pensiero umano con l'ausilio di citazioni che spaziano da Agostino a Cervantes a Nietzsche e il timone fornito dallo scrittore russo e dal suo tormentato interrogarsi sulla natura dell'uomo e sui suoi aspetti demoniaci, in bilico fra l'ansia di salvezza e l'oscillare fra il sublime e l'abiezione. Il vescovo Nogaro conclude con un breve saluto, cita la pagina di Dostoevskij come «lo spauracchio che ho ben presente per la mia azione pastorale», ringrazia Cacciari per la sua presenza e per l'essere «profeta di speranza». Un lungo applauso dal pubblico che, subito dopo, a briglie sciolte, sale sull'altare a salutare il filosofo. Scatta la prima domanda: «Ma il male è di destra o di sinistra?», chiede un signore dai capelli bianchi. Il sindaco-filosofo non ha voglia di andare fuori tema e svicola con un sorridente «E che ne so?». Ma con chi gli chiede che ne sarà del partito democratico e del perché sia tanto faticato questo cammino, in Campania soprattutto, glissare è impossibile e la replica è fiduciosa: «Mi sembra che le cose vadano abbastanza bene. Non c'è stata nessuna spaccatura, nemmeno la contrapposizione che temevo fra laici e cattolici: si discute, Veltroni sta crescendo». Decisamente buonista. Soprattutto per uno che appena prima dell'estate sparava a zero contro la nomenklatura Pd («un'oligarchia»), salvando del nuovo partito la sola Anna Finocchiaro («l'unica ventata di novità») e il nome perché "finalmente esce dalla simbologia florealbotanica".

Marinella Carotenuto, dal Mattino

Il Mattino, 06/10/2007

Nicolais: «Sanità, primari e direttori solo per merito»

Vertici degli enti a servizio del leader? Il ministro: una legge per estromettere la politica dalla gestione

La scommessa della diversità della lista è già vinta. «Avevo promesso di fare con voi, qui a Caserta, un primo bilancio e adesso posso dire che il primo passo - ha esordito soddisfatto ieri il ministro Nicolais iniziando la sua conferenza stampa all’Hotel Europa - lo abbiamo fatto». E giù numeri e percentuali: nelle liste «Con Ventroni. Ambiente, innovazione, lavoro» politici e amministratori («Persone, insomma, come me») sono in tutto solo il 4% mentre il 38% se lo dividono equamente l’istruzione (scuola e università) e sanità (medici e operatori sanitari). Poi ci sono i professionisti (18%), gli studenti (15%), gli impiegati e gli operai (8%), i sindacalisti (6%), i volontari delle assiciazioni (5%), gli imprenditori (5%), e gli artisti (1%). «Abbiamo la lista che volevamo», sottolinea il ministro che spiega anche perché, proprio in coerenza con questa impostazione, a livello regionale sostiene Iannuzzi, candidato indicato da Ds e Margherita: «Iannuzzi è un professionista che fa politica e non un politico professionista». È ora di cominciare a costruire il «futuro possibile». Tagliando i costi della politica («Anche quelli che ricadono sulla società per sistemare qua e là i non eletti») e mettendo al centro i valori della trasparenza, della legalità e del merito. «In questa competezione avremmo potuto puntare a forti percentuali se avessimo accettato alcune alleanze che ci hanno proposto ma noi abbiamo preferito non diluire il messaggio», spiega. Messaggio a volte scomodo. Come quando, sollecitato dalle domande dei giornalisti, il ministro ammette che sì, è vero «bisogna liberare non solo la Rai dai partiti ma anche la sanità, settore strategico per la società». Quale è l’antidoto allora alle nomine - viste anche in provincia - di primari, direttori e manager premiati non per competenza e professionalità ma per appartenenza, e che quindi rispondono - politicamente, al momento giusto - a questo o a quel leader? «L’antidoto è uno solo: liste di idonei compilate da un ente qualificato e terzo sulla base della qualità, da cui scegliere gli elementi più adatti alle mansioni», risponde Nicolais. Dividere insomma, con una normativa («Ho preparato già il disegno di legge», fa sapere il ministro) la politica dalla gestione «cancellando lo spettacolo del gigantesco spoil system» a cui assistiamo in alcuni enti pubblici dopo ogni consultazione o cambiamento di equilibri in seno alla stessa coalizione. Un «nuovo modello» o un «sogno realizzabile», per dirla con le parole del preside di ingegneria Enzo Di Natale, ieri allo stesso tavolo di Nicolais con Sergio Carozza e Maria Rosaria Iacono. Un nuovo modello dove per emergere non ci sia più bisogno della solita «raccomandazione» ma solo di tanta e tanta competenza.

Antonio Pastore, dal Mattino

Il Mattino, 05/10/2007

«Lotta alla criminalità, il Pd si gioca tutto»

Veltroni a Napoli dà la carica: qui si è fatto tanto, si vada avanti. Stoccata a De Luca: al voto solo il centrosinistra

«Non si può combattere la camorra con le mani dietro la schiena. Lo Stato, le istituzioni hanno solo la loro efficienza per vincere la battaglia». Walter Veltroni, a Napoli, dedica alla legalità la «Nuova stagione» che il Pd intende incarnare. «La lotta alla camorra - assicura - sarà un elemento identitario del Partito democratico». Veltroni, accompagnato da Dario Franceschini, ascolta con attenzione le testimonianze di pezzi della società civile (diverse le critiche verso Comune e Regione, tanto da suscitare più di una perplessità in Bassolino e Iervolino) e poi, in dieci punti, illustra la sua strategia. Veltroni spiega che il contrasto al crimine sarà una sfida difficile ma da affrontare con determinazione. «C’è tanta spesa pubblica da tagliare - spiega - probabilmente c’è da razionalizzare anche all’interno delle strutture della giustizia. Però se mancano dodici magistrati, se mancano le fotocopiatrici o la benzina per le auto o mancano gli agenti necessari qui la battaglia la perdiamo. E se la battaglia la perdiamo a Napoli, in Sicilia, in Calabria, l’abbiamo persa in metà del Paese e forse in tutto il Paese». Il sindaco di Roma tocca temi delicati. Gli appalti, per esempio. Il candidato alla segreteria del Pd propone una stazione unica appaltante ma avverte anche del rischio del «rapporto nefasto» tra la politica e la criminalità. «Bisogna tagliare il cordone ombelicale, soprattutto per quanto riguarda la dimensione degli appalti. Nel Mezzogiorno esiste un doppio prelievo fiscale, quello dello Stato e quello dell’antistato. Non è possibile. Bisogna insegnare la legalità nelle scuole perchè sia elemento formativo delle nuove generazioni». Veltroni propone un’Agenzia dei beni confiscati, un testo unico antimafia, l’istituzione dell’anagrafe dei conti e dei depositi bancari, misure più efficaci per il sostegno alle indagini, dal potenziamento di Dda, Dna e Dia alla piena efficienza del 41 bis, dalla certezza della pena all’aumento di organici dei magistrati. «Il 41 bis - dice - va applicato e non può essere oggetto di oscillazioni tali che consentano ai mafiosi di pensare che poi, alla fine, se ne esce». Inoltre, ritiene Veltroni, va rafforzata la norma che tutela chi collabora con la giustizia. «I benefici ordinari equivalgono ai benefici che derivano dalla collaborazione, per cui si collabora di meno. Invece i benefici ordinari sono diventati eccessivi. Ma bisogna smetterla - incalza - di avere atteggiamenti fintamente garantisti nei confronti di chi si macchia dei reati di camorra, mafia e ’ndrangheta». Con Bassolino e Iervolino in prima fila, Veltroni dedica un passaggio del suo intervento alla Campania e a Napoli. «Si è fatto moltissimo in questi anni per restituire a questa regione fiducia in sè stessa: abbiamo il dovere di dire che c’è una realtà in movimento». Del Pd, dice che «il partito si imporrà se saprà imporre il linguaggio reale e saprò far entrare nuove energie», quindi, senza entrare nel merito della frattura che in Campania ha portato alla candidatura di tre esponenti della sua area alla segreteria regionale, il sindaco di Roma tira una frecciatina a Enzo De Luca. Lo fa quando sollecita la mobilitazione degli elettori del centrosinistra alle primarie. «Sono loro che devono votare, non altri, perchè nasce il loro partito», precisa Veltroni senza mai nominare il sindaco di Salerno. Che non nomina mai neppure Franceschini che pure, in mattinata, era stato a Salerno con Iannuzzi. «A tutto c’è un limite - dice il capogruppo dell’Ulivo alla Camera - e non si può chiamare in causa l’elettorato di centrodestra per le primarie del nascente partito di centrosinistra». E Franceschini, invitando i candidati ad abbassare i toni, esalta il «metodo Iannuzzi». «Con pacatezza e serenità - dice - mette in campo esperienza e innovazione. La sua candidatura è una proposta nuova e convincente». Il filo con Napoli e la Campania sarà continuo. «Se si perde al Sud, si perde nel Paese», ripete Veltroni. E forse non è un caso che il sindaco di Roma chiuderà sabato 13 ottobre la campagna elettorale in un luogo simbolo di Napoli e del Mezzogiorno: Scampia.

Paolo Mainiero, dal Mattino

Il Mattino, 04/10/2007

Bassolino al Crowne Plaza

«È Iannuzzi il segretario giusto per il Pd»

Un appello per il futuro ai dirigenti del Pd affinché nel simbolo della nuova forza politica venga conservato quello dell'Ulivo («Perché dall'Ulivo nasce la svolta della nostra politica e perché la gente non ne può più di simboli e sigle che cambiano ogni volta») e un appello per il presente ad abbassare i toni della campagna elettorale recuperando uno «stile» che le tensioni e l'esasperazione di certi candidati sembrano aver smarrito. Bassolino ieri sera al Crowne Plaza a Caserta, nella manifestazione che ha aperto ufficialmente la campagna per Iannuzzi segretario, ha voluto offrire un esempio politically correct in prima persona. «Non mi sentirete mai parlare o gridare contro questo o quello - ha annunciato intervenendo subito dopo il deputato salernitano - ma solo di contenuti, di proposte, di idee per costruire e non distruggere, di progetti che vogliono unire e non dividere». Parliamo allora di donne, giovani, scuola e immigrati. Di leggi anti-trasformismo e di come sarà tra poco l’Unione. Non di nemici che non esistono. E di Iannuzzi, appunto, definito dal Governatore come «la persona migliore per guidare il Pd in Campania come Veltroni lo è a livello nazionale», ha voluto sottolineare lo stile cordiale e la faccia pulita e simpatica, l'esperienza parlamentare e professionale ma insieme la disponibilità ad ascoltare. «È importante che il segretario del Pd sappia parlare a tutta la regione e non solo - ha aggiunto - a una parte del territorio». Se no anche dentro il Pd varrà la legge del più forte, la stessa - in fondo - che qualcuno in parlamento e fuori periodicamente invoca a favore del ricco nord contro il mezzogiorno. Meeting dai toni pacati ma anche dell’orgoglio quello che ieri sera hanno messo in scena Ds e Margherita, e proprio nella stessa sala dell’affollatissima kermesse del candidato-presidente. Volutamente giocato fuori dalla sfida dei numeri, tanto che all’inizio lo spazio - con un pizzico di pessimismo - era stata dimezzato da una serie di pannelli. Divisori che sono rivelati però subito superflui, e prima dell’intervento del governatore sono stati rimossi dal personale del Crowne permettendo alla folla che ormai premeva di occupare le novecento poltroncine e di disporsi negli spazi laterali. «Siamo noi, siamo qui, siamo quelli - ha commentato dal palco Rosa Suppa, intervenendo al posto di un febbricitante Pierino Squeglia, comunque seduto alla presidenza - che non impongono la presenza a nessuno e che anzi si meravigliano sempre quando arriva tanta gente». Noi-ci-cre-dia-mo, ha scandito la deputata e capolista del collegio Caserta 1, rivendicando la storia e la passione dei due partiti che hanno reso possibile la nascita del Pd. «Non abbiamo costruito dal nulla, apriamo le porte al nuovo - ha proseguito - ma non siamo dei fan del nuovismo». Un refrain sviluppato con foga dal segretario della federazione diessina Ubaldo Greco, anche lui alla presidenza insieme al vicepresidente della Provincia Villani. «Noi non riempiamo le sale - ha precisato tra gli applausi Greco - con la burocrazia degli enti pubblici, non non vogliamo che nasca il partito del presidente, noi non vogliamo - ha aggiunto - un partito del nostro campanile». Iannuzzi non ha deluso le aspettative. Sorridente, gentile e un po’ timido si è scusato dell’«impertinenza» che doveva imporre all’uditorio con un discorso breve e trafelato, a causa degli impegni pressanti (nel pomeriggio era stato a Piedimonte Matese, più tardi lo aspettava Franceschini ad Avellino). Ai presenti, senza alcuna perifrasi ha chiesto un impegno forte per l’elezione a segretario campano «già dal 14 ottobre» (e quindi senza la necessità del ballottaggio). E ha spiegato che lui «tutte le risorse del popolo delle primarie», quell’incredibile e variegato arcipelago che si sta muovendo in queste settimane, le vuole dentro il Pd. Per un Pd campano «partito di popolo», radicato nel territorio e tra la gente, capace di «dare una scossa all’intero mezzogiorno» incidendo da protagonista nel grande cambiamento del sistema Italia.

Antonio Pastore, dal Mattino

Il Mattino, 04/10/2007

DOPO L’INCONTRO AL MINISTERO CON IL COLOSSO FINLANDESE

Nokia-Siemens, pausa di riflessione per la vendita

In attesa della nuova primavera produttiva, quella che la Finanziaria sembra anticipare con i fondi per le Tlc (in particolare 60 milioni di euro per l’ammodernamento delle reti wimax) il gruppo Nokia Siemens ferma ma non rivede la procedura di vendita degli stabilimenti di Marcianise e Cassina de’ Pecchi. Una pausa di riflessone indispensabile per valutare al meglio le offerte che il Governo ha messo sulla bilancia lunedì in un incontro con il management del colosso finlandese e che dovranno essere oggetto di un approfondimento. La decisione dello «stop and go» è stata formalmente annunciata ieri anche ai sindacati nel corso del nuovo appuntamento al Ministero per lo sviluppo economico, alla presenza dei rappresentanti del dicastero, Raffaldini e Monopoli. La riunione è servita a riaprire i termini di un confronto che sembrava ormai concluso, con l’esternalizzazione delle attività manifatturiere alla Jabil. Poi la volontà del ministro Bersani, le nuove opportunità della Finanziaria di rilancio del settore, con specifici investimenti anche sulla banda larga, hanno imposto la pausa. Tanto che Nokia ha fissato un nuovo appuntamento al Ministero per lunedì prossimo, a un giorno di distanza dalla conclusione della procedura di cessione. Per quell’occasione dovrebbero essere definite le missioni del network in Italia: solo allora si potrà capire quali obiettivi saranno fissati per il territorio. In questo contesto dovrebbe anche essere indicato quale spazio sarà riservato all’acquirente Jabil, la multinazionale statunitense che fornisce servizi di manifattura elettronica e che al momento rappresenta sul mercato l’interlocutore unico del network finlandese. La Jabil, tra l’altro, oltre ad annunciare che non ci sarebbe nessun taglio dei posti di lavoro, ha già assunto l’impegno di investire 100 milioni per l’acquisizione delle attività manifatturiere e di investirne altri trenta nei prossimi tre anni. «Da parte nostra nessuna pregiudiziale nei confronti di Jabil - dice il segretario provinciale della Fiom Raffaele Moretti- ma il sindacato non può accettare che due siti con mille dipendenti vengano ceduti al miglior offerente senza prima esperire ogni tentativo di rilancio». Insomma la partita sembra ancora aperta. «Il Governo probabilmente ha prospettato un business di tutto rispetto - dice Giovanni De Pasquale della Uilm - da cui Nokia resterebbe esclusa nel caso in cui dovesse confermare l’intenzione di spezzare la catena del valore in Italia». Ieri, intanto, una rappresentanza delle maestranze ha incontrato il presidente della Camera dei deputati Fausto Bertinotti, al quale sono state rappresentate tutte le preoccupazioni per il futuro dell’azienda. Bertinotti, come riferito, ha garantito l’interessamento per il rilancio del settore delle Tlc. La vertenza dovrebbe essere trattata nei prossimi giorni anche dalla Commissione industria del Senato.

Enzo Mulieri, dal Mattino

Il Mattino, 04/10/2007

E il parà di El Alamein divenne Cavaliere

raffaele argenzianoC’era anche Raffaele Argenziano nel deserto. Era il 1942: le truppe italotedesche erano a soli 111 km da Alessandria d’Egitto. Il successo contro i britannici sembrava possibile. La battaglia di El Alamein, si sa, ebbe un epilogo diverso, ma gli inglesi riconobbero agli italiani l’onore delle armi. Ottantotto anni il 26 dicembre, paracadutista pluridecorato della «Folgore», Argenziano, l’altra mattina, è stato insignito del titolo di «Cavaliere al Merito della Repubblica», conferitagli dal presidente Napolitano. Con Ciampi, nel 2002, in occasione del 60esimo anniversario di quello scontro, di cui è uno dei pochi reduci in vita, ritornò ad El Alamein. «Mi inginocchiai, affondai le mani nella sabbia e piansi», ricorda. Raffaele vive da anni a Caturano, località di Macerata. Recalese di nascita, ama trascorrere le sue giornate nella sezione «Combattenti e reduci» di piazza Matteotti. Grazie al pugilato, sport che ha praticato da professionista, collezionando un titolo nazionale ed uno europeo nei pesi massimi, vanta una tonicità e un’energia non comuni in un uomo della sua età. Al di là della retorica bellicista, rappresenta l’archetipo del patriota vero: orgoglioso di aver lottato per l’Italia, consapevole di quanto assurda sia la guerra.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 03/10/2007

Primarie, Bassolino in campo per Iannuzzi

Sono stati presentati ufficialmente, ieri mattina presso il comitato di via Roma, i candidati al collegio 1 (Caserta) all'assemblea regionale e nazionale per le primarie del Partito democratico nelle liste «Campania democratica per Veltroni» e «Campania democratica per Iannuzzi». Un appuntamento che ha preceduto l’iniziativa in cui saranno presentati tutti i candidati dei sette collegi, che si svolgerà stasera dalle 18,30 al Crowne Plaza, dove ci sarà la prima uscita pubblica della lista a sostegno di Iannuzzi, battezzata dal presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. «Inizia per noi - ha affermato Rosa Suppa, deputato e capolista a Caserta per Veltroni - una pagina politica importante, una battaglia plurale, che vuole spostare l'attenzione dalle leadership alla costruzione di un partito nuovo». Presenti all'appello i candidati Eduardo Giordano, Carlo Comes, Enzo Battarra, Mauro Desiderio, Lucia Serignano, Gilberta Matarazzo, Giuseppina Funaro e i segretari provinciali Ds e Dl Ubaldo Greco e Pietro Squeglia. «Le liste nazionali e regionali che abbiamo messo in campo - ha spiegato Greco - sono forti ed impegnative, perché abbiamo puntato su donne e uomini giovani, con grande spinta di cambiamento, accompagnati da personalità più mature. È necessario però che tutti abbassino i toni, domenica 14 ottobre eleggeremo i componenti delle assemblee costituenti nazionali e regionali oltre che i rispettivi segretari». Lo schieramento per Iannuzzi e Veltroni può contare su 25 sindaci, consiglieri provinciali e centinaia di consiglieri comunali di tutta la provincia di Caserta. «La vicenda dei capolista - ha sottolineato Greco - non ha riguardato tutta la Campania. E, consentitemi di dire che ho trovato un atteggiamento di ostracismo in chi ha chiesto a gran voce il rispetto ferreo delle regole, mentre tutti sapevano che ci sarebbe stato un lasso di tempo per sanare eventuali imperfezioni. Qualcuno, che ha dimostrato mancanza di stile, avrebbe fatto bene a non usare l'arma del regolamento per impoverire il progetto». Duro attacco allo schema del partito personale, ma con l'obiettivo di aprire la discussione ed il dibattito all'opinione pubblica. La parola d'ordine è il rinnovamento, come ha spiegato Adolfo Villani, vice presidente provinciale: «Non c'è cambiamento, quando vediamo schierati in prima fila ai dibattiti pubblici, dirigenti comunali e provinciali. Dove sta qui l'elemento di novità tanto decantato?». «Iannuzzi - ha ribadito il leader Ds - non è il candidato del palazzo, come qualcuno, che probabilmente lo abita, lo ha definito. Iannuzzi è il candidato della dirigenza Ds e Ds, un giovane parlamentare, un professionista che incarna la commistione tra società civile e politica». Una corsa alla guida della segreteria regionale del Pd sulla quale non punterebbe il presidente De Franciscis secondo l'esame di Ds e Dl. «Il presidente della Provincia - spiega Lorenzo Diana, ex parlamentare Ds - non è in corsa per diventare segretario regionale del Pd, ciò è dimostrato dal fatto che non ha presentato liste ad Avellino e Salerno, a Benevento, in un solo collegio ma anche a Caserta il raddoppio delle liste non è una strategia vicente. A De Franciscis interessa solo sondare il consenso in Terra di Lavoro. Tutto questo discorso c'entra poco con la casertanità».

Lia Peluso, dal Mattino

Comunicato stampa, 3 ottobre 2007

Caserta. Domenica 7 ottobre “Wine & Design” all’Abaco con la mostra “Essere Totò”

Bruni Donzelli, Totò“Essere Totò. Non si può dedicare una mostra al principe De Curtis senza finire per essere conquistati, rapiti, risucchiati da quel turbine fantasmagorico che è stato ed è Totò. Questa mostra non è dunque un semplice omaggio al grande artista, non è una mostra su Totò o per Totò, è una mostra di Totò. Gli appartiene”. Così scrive Enzo Battarra in catalogo nel suo testo di presentazione alla collettiva itinerante “Essere Totò”.
La mostra, a cura dello stesso Battarra e di Luigi Fusco, dopo il successo ottenuto al Metrò di Casagiove in occasione della rassegna comunale Artestate 2007, testimoniato anche dalla presenza della figlia di Totò, Liliana de Curtis, avrà un suo nuovo vernissage domenica 7 ottobre alle ore 19 all’Abaco di Corso Trieste 263/271 di Caserta, nell’ambito dell’evento “Wine & Design”, a cura di Remigia Cavazzuti. Successivamente la collettiva verrà presentata a Napoli, a Roma e a Pescara.
La manifestazione “Wine & Design”, con il patrocinio dei Comuni di Caserta e Casagiove, prevede, oltre al vernissage di “Essere Totò”, una degustazione a cura dello chef Maurizio Cosma della Locanda Battisti con sax performance live del duo di Gianni D’Argenzio.
Ventuno gli artisti invitati a partecipare alla collettiva “Essere Totò”. Si va da nomi di grande valenza come Bruno Donzelli, Antonio Del Donno, Andrea Sparaco, Gabriele Marino, Joko, Peppe Ferraro, Livio Marino Atellano, Lucilla Ragni, fino ad arrivare ad alcuni dei migliori esponenti delle nuove generazioni del territorio casertano, come Gennaro Caiazza, Damiano Errico, Luca Lubello, Federico Fernicola, Giuseppe Ricciardi, Giuseppe Di Palma, passando attraverso i nomi collaudati di Anna Giordano, Ciro Barbaro, Giuseppe Vaccaro, Mario Rossetti, Gerardo Del Prete, Anna Pozzuoli e Silvana Maglione.
Scrive Luigi Fusco nel suo testo: “Antonio de Curtis, in arte Totò, l’attore, l’uomo di teatro, il comico, il cantante, e quanto altro, le cui vicende, non solo artistiche, hanno appassionato milioni di fans nazionali ed esteri, è forse il personaggio che, a differenza di molti altri, viene ricordato quasi quotidianamente dai numerosi network nostrani, in special modo quelli campani, attraverso la programmazione dei suoi cento e più film”.
I ventuno artisti invitati sono diversi per linguaggio e per generazione. “Essere Totò! Gli artisti – conclude Battarra – ci hanno provato, ci sono riusciti ognuno per un aspetto. E anche chi ha scritto ha provato a essere Totò, ben sapendo tutti noi di essere solo dei modesti allievi di un maestro incommensurabile”.

Metrò Comunicazione

Il Mattino, 02/10/2007

Musicile, l’incrocio ha trovato un padrone

Era una piccola «no man’s land», un fazzoletto di terra senza padroni, dov’era impossibile stabilire chi dovesse occuparsi della manutenzione, della segnaletica, del rilevamento di incidenti e delle frequenti violazioni del codice della strada. Esattamente al centro dell’intersezione dei confini di Capodrise, Macerata, Portico e Recale, l’incrocio di via Patturelli e via Ponteselice, a Musicile, era divenuto il tormento dei vigili urbani e una zona franca per gli automobilisti. Era! Perché, accantonata per una volta la disputa secolare sulle rivendicazioni territoriali della località di Musicile, i quattro comuni hanno siglato una convenzione, in cui si sancisce che quell’incrocio sarà gestito da Portico, che si assumerà l’onere di mantenerlo e di migliorarne la segnaletica, ma potrà incassare gli introiti delle contravvenzioni. L’accordo, la cui bozza è stata redatta dei responsabili dei comandi di polizia municipale, è già stato ratificato dai consigli comunali di Recale e di Macerata. Manca Capodrise, però il sindaco Giuseppe Fattopace ha fatto sapere che sulla convenzione è d’accordo e non appena riuscirà a racimolare una maggioranza la approverà.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Comunicato stampa, 1 ottobre 2007

BEAT 101: Zitelli si dimette, Antonio Russo è il nuovo presidente

antonio russoRECALE – È Antonio Russo il nuovo presidente dell’associazione animalista “Beat 101”. È stato eletto all’unanimità dei presenti, l’altra sera, nel corso di un’assemblea generale, che si è svolta in via Marconi, a Recale. Russo succede a Lorenzo Zitelli, il quale, pur di favorire il rilancio del sodalizio, ha rassegnato le dimissioni, in concerto con gli altri membri del consiglio direttivo. Dei dimissionari sono stati rieletti Sonia Scielzo, vicepresidente, l’insostituibile Pietro Vallone, responsabile operativo, e Gaetana Lasco, segretaria. Come cassiere la platea ha indicato Vincenzo De Angelis, che sostituisce Domenico Melillo. Naturalmente, sia Zitelli che Melillo continueranno a far parte del sodalizio. Sempre l’altra sera, l’assemblea ha accolto la richiesta di adesione di Antonio Colella e di Francesco Di Saverio. “Crediamo – dichiara il neo presidente Russo – che l’errore commesso finora dalle amministrazioni comunali è di aver voluto gestire il problema con provvedimenti episodici, costosi e dal sapore propagandistico. Nessuno ha pensato di affrontarlo con misure strutturali che assicurassero ai cani cura e protezione, anche allo scopo di evitare che il fenomeno assumesse dimensioni preoccupanti per la collettività. Ebbene, noi siamo convinti che la convivenza pacifica tra uomo e animali di affezione, peraltro promossa dal nostro ordinamento giuridico che punisce con il carcere chi maltratta o sopprime un cane, sia possibile. Occorre innanzitutto – prosegue Russo – censire la popolazione dei cani vaganti. Ogni animale, poi, con l’aiuto di noi volontari e il con supporto del servizio veterinario fornito dall’Asl, deve essere visitato, eventualmente curato, vaccinato, sterilizzato ed identificato con un microchip ed una medaglietta che indichino il comune di appartenenza ed eventualmente il quartiere dove passa gran parte del suo tempo. È possibile, con l’aiuto di noi volontari e con il supporto dell’Asl, creare una struttura dove i cani momentaneamente aggressivi o feriti o in attesa di una figliata potranno essere accuditi e curati. La permanenza nel ricovero, tenuto conto del carattere eccezionale dell’intervento, deve essere limitata nel tempo. Ai cani – conclude Russo –, se non pericolosi (e la stragrande maggioranza degli animali non lo è) non può essere, infatti, negato il diritto di rimanere in libertà. Tali animali possono diventare cani di quartiere ed essere adottati e accuditi dai cittadini.”.

Associazione BEAT 101 onlus


 

 
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Caserta, De Franciscis in vantaggio
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Recale, arrestato 28enne clandestino
Caserta24ore

Macrico, il Comune dà l'ok al parco verde
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La "Barcellona" di Ianniello parla napoletano
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Cattedrale gremita per Massimo Cacciari
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