nicolais
 
RASSEGNA STAMPA - SETTEMBRE 2007

Il Mattino, 27/09/2007

Primarie Pd: liste riammesse ma s’inasprisce lo scontro

Il Collegio garanti: 48 ore per riparare gli errori. La reazione dei candidati in regola: facciamo saltare tutto

I ricorsi per le liste presentate da Tino Iannuzzi (Campania democratica per Veltroni) e da Luigi Nicolais (Con Veltroni. Ambiente, innovazione e lavoro) per l’assemblea costituente nazionale del Partito democratico in Campania 2 sono stati accolti. È questa la decisione del collegio regionale dei garanti del Pd, che si è riunito nella sede della Margherita campana in via Santa Brigida sotto la guida del preside della Facoltà di Giurisprudenza a Salerno Pasquale Stanzione. Una decisione che di fatto fa rientrare nel gioco delle primarie presenze eccellenti, come quella del leader irpino Ciriaco De Mita, del vicepresidente della giunta regionale Antonio Valiante e dell’europarlamentare salernitano Alfonso Andria. Di fronte al mancato rispetto dell’alternanza uomo-donna nell’indicazione dei capilista nella circoscrizione comprendente i collegi delle province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno, i garanti hanno deciso di concedere la possibilità ai due schieramenti di regolarizzare la propria posizione entro 48 ore. Una strada che si era fatta largo già nell’accesa discussione svolta nell’Utar (ufficio tecnico amministrativo regionale) ieri l’altro e che alla fine era stata bocciata a maggioranza. Non meno accesa la discussione che ieri si è svolta tra i garanti fino a tarda sera, bloccando di fatto il lavoro dell’Utar, tra l’orientamento che via via si faceva largo per l’accoglimento e le telefonate di molti esponenti politici degli schieramenti opposti che chiedevano il rispetto del regolamento. Non solo. Le divisioni sono emerse anche sulle prescrizioni da imporre ai due schieramenti. E tracce delle nuove liti scoppiate nell’area veltroniana si possono ritrovare nelle parole del candidato alla segreteria regionale Salvatore Piccolo, che è letteralmente infuriato: «Non è possibile che finisca tutto così. Le regole vanno rispettate e il problema è molto serio, non è un cavillo formale come vogliono far credere: è un fatto di sostanza. Qui è in discussione uno dei principi innovatori più rivoluzionari voluti dal comitato dei 45 di Veltroni e non è possibile che dopo tante battaglie per assicurare nuovi spazi alle donne nessuno stigmatizzi l’atteggiamento di Iannuzzi, né chi rappresenta l’associazione Emily, né chi rappresenta Veltroni in città e in regione». E Piccolo conclude: «A questo punto vogliamo sapere quante altre irregolarità analoghe sono state riscontrate anche per il Campania 1 nazionale e per il regionale, poi valuteremo il da farsi». Comincia a circolare un’indiscrezione non confermata, secondo cui Piccolo sarebbe pronto a ritirare le proprie liste. In ogni caso la nuova polemica è innescata. Per lo schieramento di Iannuzzi replica il consigliere regionale Dl Pasquale Sommese: «È incomprensibile l’atteggiamento di Piccolo: l’organo dei garanti è previsto dal regolamento, il suo giudizio è inappellabile e va rispettato così come è stato rispettato quello espresso l’altro giorno dall’Utar». Intanto, con il precedente di Campania 2 passa in secondo piano il ragionamento riguardante irregolarità analoghe già segnalate nella composizione delle liste per Campania 1 che nello schieramento di Iannuzzi dovrebbero riguardare sia gli elenchi per il regionale che quelli per il nazionale (e potrebbero dunque riguardare le discese in campo del governatore Antonio Bassolino e del sindaco Rosa Iervolino).

Corrado Castiglione, dal Mattino

Il Mattino, 26/09/2007

Il governo prende tempo per il rilancio

Non ci sono ripensamenti da parte di Nokia Siemens sulla procedura di cessione dei siti produttivi di Cassina dei Pecchi e di Marcianise. Nessun termine verrà sospeso, ma fino al 5 ottobre resta ancora tempo per approfondire al meglio la situazione, anche sulla base degli impegni assunti dal Governo per il rilancio del comparto delle telecomunicazioni. Nel corso della riunione svoltasi alla presenza dell'amministratore delegato del network Luigi De Vecchis, i rappresentanti del ministero dello Sviluppo hanno prospettato le migliori opportunità che si aprono sul mercato, soprattutto per il previsto potenziamento delle reti a banda larga. Per questo programma di investimenti e per tante commesse da assegnare, una corsia preferenziale verrebbe riservata dal Governo a quelle aziende come Nokia Siemens che attribuiscono alla catena del valore un'importanza strategica di primo piano. Dal canto suo la direzione aziendale si è riservata di avviare le opportune verifiche con il colosso finlandese ancor prima di partecipare all'incontro già convocato per il prossimo 3 ottobre, incontro che potrebbe rivelarsi a questo punto conclusivo. Nel frattempo sul territorio è scattata la protesta da parte dei lavoratori contro i tagli occupazionali. Quattro ore di sciopero sono state effettuate a Marcianise, otto le ore di astensione dall'attività nel sito lombardo. Questa mattina sono previste assemblee in tutti i posti di lavoro, come ricorda Gaetano Maffei delegato della Fiom. Per quel che riguarda il settore chimico, invece, prende corpo l'ipotesi di rimodulare il protocollo d'intesa sulla reindustrializzazione dell'area ex 3m di San Marco, cosi come anticipato dal presidente dell'Itp Alessandro Petti. Anche ieri, a Roma, l'imprenditore dei polimeri ha riproposto all'attenzione del sottosegretario alle attività produttive Alfonso Gianni il progetto di condominio industriale su di un'area di 340 mila mq, mentre la rimanente parte sarebbe affidata a nuovi interventi, in particolare con il gruppo Boschi di Ancona e la società londinese Basic. Se l'opportunità sarà colta nella sua destinazione ultima che è quella dello sviluppo, ne verranno a beneficiare anche i lavoratori che verranno riassorbiti nelle nuova attività. Ma per arrivare ad un nuovo protocollo bisognerà aspettare la riunione già fissata per il 12 ottobre.

Enzo Mulieri, dal Mattino

Il Mattino, 26/09/2007

Polesel (Jabil Italia): nessun taglio all’occupazione, Marcianise è un polo importante per il nostro gruppo

«Nokia-Siemens è strategica per crescere»

Investimenti per 30 milioni previsti nei prossimi tre anni «Non abbiamo in programma di lasciare questo sito»

Cento milioni di euro per l’acquisizione, altri trenta da investire nei prossimi tre anni, un piano industriale già pronto, nessun ridimensionamento occupazionale e soprattutto l’intenzione di non trasferire altrove il sito produttivo di Marcianise. La Jabil, multinazionale statunitense che fornisce servizi di manifattura elettronica nel campo delle telecomunicazioni, non ha dubbi sul polo da realizzare a Marcianise con l’acquisizione dello stabilimento Nokia-Siemens network. A ribadirlo, nel giorno dello sciopero indetto dai lavoratori dei due stabilimenti italiani del colosso finlandese (l’altro è a Cassina de’ Pecchi, centro in provincia di Milano), è Renzo Polesel, general manager di Jabil Italia. Il manager friulano ha le idee chiare. D’altronde, il territorio casertano e le sue problematiche le conosce bene anche perché vi opera da quasi dieci anni, grazie all’esperienza vissuta con l’acquisizione della Marconi. Indica anche un data: il primo novembre. Data successiva a quelle dei prossimi tavoli istituzionali in programma con i sindacati, a livello nazionale e territoriale, tra il 7 e il 10 ottobre. «La nostra non è un’operazione di basso cabotaggio che porta alla chiusura degli stabilimenti - dice Polesel - ma un’operazione di adeguamento al modello del sistema delle tlc: da una parte aziende che progettano e vendono, dall’altro aziende fortemente specializzate che realizzano le produzioni su larga scala. Per noi è un’operazione strategica - incalza - siamo tra i più grandi produttori di sistemi di telecomunicazione al mondo e l’integrazione di Nokia-Siemens network è naturale per la nostra crescita». «Non capisco - continua - certe preoccupazioni. C’è grande confusione rispetto al piano di ristrutturazione di Nokia-Siemens che ha annunicato tagli per il quindici per cento. Questo piano non riguarda il sito di Marcianise: tutto lo stabilimento passerà da noi così com’è, anzi sistemeremo anche alcune posizioni di lavoro temporaneo. Inoltre, non abbiamo alcuna intenzione di spostare le produzioni di Marcianise, nè accorpare i due impianti. Del resto uno si occupa di ottica, l’altro di wireless». Su Marcianise l’obiettivo di Jabil è recuperare entro un anno produttività con la riorganizzazione della produzione per fornire nuovi clienti. «A Marcianise - dice Polesel - si continueranno a realizzare stazioni radio base per la telefonia mobile, mentre nello stabilimento di Cassina de’ Pecchi si produrranno ponti radio per l’alta frequenza». Polesel snocciola anche dei dati. «La Jabil, che è uno dei più grandi fornitori di sistemi per le tlc nei paesi a maggiore crescita economica e nelle telecomunicazioni: Brasile, India, Cina e Europa dell’Est. Abbiamo un bilancio consolidato superiore e di molto a quello della stessa Nokia-Siemens network con centomila dipendenti in tutto il mondo». Non mancano, poi, le bachettate al governo. Tra l’altro, alla Jabil non è stata digerita la contrarietà alla vendita dei due stabilimenti, proposta dalla Nokia, manifestata in estate dal ministro Bersani. «Più che interessarsi dell’acquirente e delle cessioni, il governo dovrebbe pensare al mercato, a una politica industriale in grado di garantire sviluppo al nostro settore. Il quesito da porsi è se c’è mercato. Dobbiamo essere aiutati a generarlo».

Andrea Ferraro, dal Mattino

Il Mattino, 26/09/2007

Pd, la scure sulle liste di Iannuzzi e Nicolais

Esclusi per irregolarità gli elenchi nei collegi di Campania 2. Rischiano De Mita, Valiante e Andria. Pronti i ricorsi

Pasticcio liste nel Pd: gli schieramenti per l’assemblea nazionale presentati da Tino Iannuzzi e da Luigi Nicolais sono stati dichiarati inammissibili e le primarie in Campania rischiano di registrare clamorose esclusioni, come quella del leader irpino Ciriaco De Mita, del vicepresidente della giunta regionale Antonio Valiante, dell’europarlamentare salernitano Alfonso Andria, del deputato casertano Piero Squeglia, del coordinatore provinciale di Dl a Benevento Mario Pepe. Stesso pericolo - ma il caso sarà vagliato soltanto oggi - per il governatore Antonio Bassolino e il sindaco Rosa Iervolino. Il nodo è tecnico, ma le conseguenze politiche possono essere devastanti, in particolare per quei segmenti di Ds, Margherita e Alleanza riformista che sostengono le scelte maturate sull’asse Bassolino-De Mita. Cosa accade è presto detto. La lista Campania democratica per Veltroni promossa da Iannuzzi, nella circoscrizione Campania 2, non ha rispettato il criterio di alternanza dei candidati di sesso diverso per i capilista, così come è previsto invece dall’articolo 7 del regolamento del Pd. In sostanza, i capilista sono 13 uomini e 9 donne, invece che 11 uomini e 11 donne: tutta colpa di «disguidi» verificatisi nei collegi della provincia di Caserta e che pesano sugli equilibri dell’intera circoscrizione. Stessa musica per la lista Con Veltroni. Ambiente, innovazione e lavoro, perché su 17 collegi i capilista erano 10 uomini e 7 donne (anziché 9 e 8). Il giudizio di inamissibibilità è stato espresso dopo un’accesa discussione dall’ufficio tecnico amministrativo regionale (Utar) presieduto da Nicola Tremante. Attimi di tensione negli uffici di via Santa Brigida della Margherita campana. In campo da una parte la tesi appoggiata dai sostenitori di Iannuzzi, che chiedevano la possibilità di effettuare l’inversione dei nomi dei capilista, e dall’altra le argomentazioni di chi è schierato con gli avversari dell’area veltroniana, per un’interpretazione alla lettera del regolamento e senza sconti. Mentre secondo indiscrezioni ci sarebbero state irregolarità anche nella documentazione relativa all’accettazione delle candidature. Alla fine la decisione è stata presa a maggioranza (4 voti contro 3, un astenuto). E nella nota finale viene messo in risalto: «L’Utar ha ritenuto di non accordare 48 ore di tempo ai presentatori della lista per integrare la documentazione innovando l’ordine dei capilista con l’inversione nell’ordine dei candidati uomo-donna alla testa di alcune liste di collegio così da realizzare l’osservanza del regolamento». Scontate le iniziative di ricorso da parte di Iannuzzi e Nicolais. Adesso l’ultima parola toccherà al collegio regionale dei garanti - guidato dal preside della Facoltà di Giurisprudenza di Salerno Pasquale Stanzione - che dovrà decidere entro 48 ore. E mentre la discussione tecnica impazza, ecco che all’orizzonte emerge un’altra prospettiva: lo stesso problema di inammissibilità potrebbe essere sollevato oggi dall’Utar per le liste presentate da Iannuzzi nella circoscrizione Campania 1. A Napoli e in provincia i capilista sarebbero 14 uomini e 11 donne: a rischio potrebbero esserci anche Bassolino e Iervolino.

Corrado Castiglione, dal Mattino

Il Mattino, 26/09/2007

«Potevano sanarle, non hanno voluto»

È bufera anche a Caserta dopo la bocciatura da parte dell’Utar (Ufficio tecnico regionale, l’organismo che ha il compito di esaminare le liste presentate per le primarie e che è composto da sette esponenti tra Ds, Margherita e rappresentanti della società civile), delle liste «Campania democratica» (Ds e Margherita) e «Ambiente, innovazione e sapere» (che fanno capo al ministro Luigi Nicolais), in appoggio a Walter Veltroni e Tino Iannuzzi. «Avevamo convenuto tutti, con l'Ufficio tecnico regionale - spiega Dario Abbate, direttore dell'Uffico tecnico provinciale di Caserta - che, laddove avessero trovato anomalie, avrebbero consentito di poter effettuare dei correttivi alla lista. Il problema che è stato rilevato è che, in alcune liste, non è stato rispettato il rapporto orizzontale, e in qualche caso anche quello verticale, dell'alternanza uomo-donna. Quello che mi stupisce è che hanno partecipato alla bocciatura anche componenti dell'Ufficio dell'area di Salvatore Piccolo, per il quale, qui, in provincia di Caserta, abbiamo collaborato alla formazione della lista ”A sinistra con Veltroni”. Così, con quattro voti favorevoli e tre contrari, è passata la linea della bocciatura delle liste nazionali in tutta la circoscrizione Campania 2». Tra chi annuncia ricorsi a tutte le istanze superiori possibili contro la decisione e chi invece preferisce commentarla come se fosse immodificabile, l’impressione è che anche su questo piano prosegue lo scontro tra le diverse correnti di veltroniani. Già da oggi, probabilmente, si capirà l’esito finale della vicenda ma intanto le polemiche corrono sotrttotraccia. «Chiederemo, sia ai garanti regionali che all’Ufficio tecnico amministrativo nazionale di poter sanare - aggiunge Abbate - le liste presentate a sostegno di Iannuzzi equilibrando il criterio orizzontale uomo-donna e poi vedremo cosa fare». Nessun problema per le liste nazionali, presentate in appoggio a Rosy Bindi e a Enrico Letta, approvate anche le liste dei «Riformisti coraggiosi con Veltroni», messe in campo dal presidente della Provincia De Franciscis. «Non ci sono state contestazioni - commenta Stefano Graziano, vice coordinatore nazionale dell'Italia di Mezzo - da parte dell'Utar, sulle liste nazionali che, a livello regionale, sostengono Sandro De Franciscis in tutta la circoscrizione Campania 1 e 2, dove sono presenti in ogni collegio le liste di De Franciscis, in appoggio a Veltroni». Sotto esame, nella giornata odierna, anche le liste regionali di Letta, perché il coordinamento provinciale della Bindi, non le ha presentate. In campo per Letta, è sceso, in provincia di Caserta, come candidato leader alla segreteria regionale del Pd, Eugenio Mazzarella. Liste aperte quelle di Letta, in Terra di Lavoro, alla società civile, con i capolista Luigi Piscopo (Caserta), Sabatino Esposito (Maddaloni), Francesco Gallo (Aversa), Mauro Mastrototaro (Casale), Palmiero Giuseppina (Santa Maria), Orsola Napolano (Sessa) e Albanese Elda Maria nel collegio di Capua.

Lia Peluso, dal Mattino

Il Mattino, 26/09/2007

Capodrise: Fattopace dimissiona la giunta, è crisi

Capodrise. Non è bastato il rimpasto di maggio, con l’ingresso di Michela Pontillo e di Gaetano Argenziano. A Capodrise è di nuovo crisi, tale da indurre Giuseppe Fattopace, ieri mattina, a richiedere le dimissioni dell’esecutivo. Da appena 18 mesi al governo della città, con due consiglieri transitati all’opposizione (Rita Raucci e Paola Pontillo) e altri due dichiaratisi indipendenti (Giovanni Capobianco e Carmine Volpicelli), il sindaco non ha più i numeri in Consiglio. L’azzeramento dell’esecutivo era, dunque, un passaggio obbligato per tentare di ricostituire una maggioranza, magari coinvolgendo il consigliere Raffaela Salzillo, prossima a lasciare il gruppo «Progetto democratico». Se anche stavolta non dovesse riuscire a rimettere in piedi una compagine solida, non gli resterebbe che farsi da parte. «Avrebbe dovuto farlo da tempo», commenta dall’opposizione Nicola Russo. «L’instabilità politico–amministrativa che ha determinato – aggiunge – sta avendo ripercussioni enormi sulla città. Faccia un piacere a sé stesso e ai cittadini di Capodrise: se ne vada a casa».

cl.lo. dal Mattino

Il Mattino, 25/09/2007

Si ribalta tir carico di pasta, sette ore di caos

Chilometri di code, viale Carlo III bloccato, sette ore di crisi totale della viabilità per Napoli e verso Caserta. È stata una mattinata d’inferno, quella di ieri, per il traffico nella zona orientale di Marcianise, con disagi nella circolazione anche a Maddaloni, San Marco Evangelista, San Nicola La Strada, Capodrise e Recale. Tutta colpa di un camion che sulla Statale 265, nei pressi dell’uscita autostradale di Caserta Sud, si è ribaltato. Solo verso mezzogiorno il flusso di auto è ritornato alla normalità. Poco prima dell’alba, intorno alle 4.30 il tir, che trasportava pacchi di pasta, si è poggiato su un fianco, mentre percorreva a velocità non sostenuta la rotonda adiacente all’ingresso dell’A1. Non sono ancora chiari i motivi che hanno provocato l’improvviso sbilanciamento del mezzo: forse una distrazione dell’autista oppure un guasto alla giunzione che teneva ancorato il carico alla motrice. Al volante dell’autoarticolato c’era Giovanni Anatriello, 28 anni, di Caivano, il quale, rimasto incastrato tra le lamiere, è stato liberato dai vigili del fuoco e trasportato da un’autoambulanza del servizio 118 all’ospedale «Sant’Anna e San Sebastiano» di Caserta. Il giovane se l’è cavata con un grande spavento e qualche graffio. Dopo gli accertamenti del caso, i medici gli hanno diagnosticato traumi contusivi guaribili in pochi giorni. Le conseguenze peggiori le ha subite invece la viabilità, in tilt fino alle 11.30. Le operazioni di ripristino della circolazione hanno richiesto tempi lunghi e per evitare difficoltà ancora maggiori, polizia, carabinieri e vigili urbani, intervenuti sul posto, hanno provveduto a bloccare il traffico verso Caserta Sud, che da viale Carlo III è stato dirottato su strade alternative, intasando la circolazione urbana a San Marco Evangelista, San Nicola La Strada, Capodrise e Recale. Agli automobilisti sull’A1 diretti a Caserta da Napoli e da Roma è stata imposta la deviazione all’uscita Nord, a Casagiove. Misura necessaria, che però ha provocato code al casello e ha ulteriormente congestionato l’Appia. Delicato e molto complesso il recupero del carico e lo spostamento del camion dalla carreggiata, operazioni durate più di cinque ore. Sono dovuti intervenire mezzi speciali di soccorso, soltanto con l’utilizzo dei quali si è riuscito a raddrizzare l’autotreno e la liberate la rampa di collegamento. Non è il primo caso in cui la rotonda in prossimità dell’uscita di Caserta Sud è teatro di episodi simili e per certi versi spettacolari. Il 20 giugno dello scorso anno, un tir che trasportava, a causa di un’errata manovra del conducente, superò il cordolo di protezione e invase lo spartitraffico. Anche in quel caso il flusso dei veicoli subì forti rallentamenti e l’autista riportò ferite lievi.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 25/09/2007

E oggi scioperano i dipendenti Nokia-Siemens

Marcianise. Quattro ore di sciopero infatti sono state indette dagli organismi sindacali di categoria negli stabilimenti della Nokia-Siemens. A proclamarlo sono Fim, Fiom e Uilm contrarie alla cessione dei centri di Cassina de’ Pecchi (in provincia di Milano) e, appunto, di Marcianise. I lavoratori potrebbero anche dar luogo a una manifestazione davanti ai cancelli dello stabilimento. In una nota i sindacati esprimono «grande preoccupazione sulle prospettive industriali di Nokia-Siemens in Italia, a partire dal ruolo della «Ricerca&Sviluppo», e dissenso sull’ipotizzato spostamento fuori dal nostro Paese delle future attività di prototipazione». «Molto importante» è invece giudicato dalle rappresentanze sindacali l’incontro in programma sempre oggi al ministero dello Sviluppo economico, «incontro nel quale sarà chiesto al governo di essere conseguente alle importanti affermazioni di dissenso espresse sull’operazione e sulle scelte di Nokia-Siemens in Italia». Ulteriori difficoltà per il traffico potrebbero giungere sulla strada per San Leucio per una protesta dei lavoratori dei setifici.

dal Mattino

il Mattino, 25/09/2007

La moltiplicazione dei nomi e delle liste

Ecco le liste che, in appoggio a Veltroni, fanno riferimento al persidente della Provincia.

NAZIONALE («I riformisti coraggiosi con Veltroni»).
Caserta: Lucia Esposito; Carlo Marino; Stefania Modestino; Antonia Zampella; Maria Assunta Piantadosi.
Maddaloni: Giovanna Sabba; Clemente Gorgoglio; Rosalba Iodice; Giuseppe Razzano; Carla De Simone.
Santa Maria Capua Vetere: Giuseppe Bicchielli; Maria Gatto; Vincenzo Pascucci.
Capua: Alfonsina Natale; Rosalba Conte; Vito Di Livio; Marina Di Resta.
Aversa: Stefano Graziano; Eugenia D'Angelo; Roberto Iavarone; Ginevra Del Vecchio; Antonio D'Amore.
Sessa: Tommasina Casale; Francesco Siciliano; Marina Di Resta; Angelo De Simone.
Casale: Nicola Ucciero; Patrizia Natale; Fortunato Griffo; Patrizia Romaniello

REGIONALE:
Collegio 1 «Riformisti coraggiosi»: Maresa Simeone; Nicodemo Petteruti; Patrizia Vestina; Stefano Di Stasio; Lanzante Angelina; Pota Francesco; D'Argenzio Rosa; Maggi Antonio; Patrillo Maria Michela.
«Democratici Campani»: Salvatore Zullo; Angela Cerrito; Arturo Di Palo; Lucia Annunziata; Francesco Buzzo; Tonia Santillo; Aniello Riello; Maria Pacifico; Salvatore Brasilio.
Collegio 2 «Riformisti coraggiosi»: Angelo Golino; Giuseppina Morgillo; Salvatore Piscitelli; Maria Grillo; Pasquale Tartaglione; Elisa Laino; Silvestro Moriello; Veronica Fernandes; Vincenzo Iuliano; Teresa Giuliano. «Democratici Campani»: Michele Farina; Alfonsina Mastracchio; Vincenzo Correra; Francesca Di Nuzzo; Carmine Esposito; Maria Italia Castaldo; Vincenzo Cerreto; Gerardina Pascarella; Salvatore Liccardo; Livia Maccarone.
Collegio 3 «Riformisti coraggiosi»: Mario Masi; Giovanna Cervo; Giuseppe Savoia; Melania Froncillo; Francesco Cesaro; Antonietta Adamo; Salvatore Bencivenga; Adriana Dell'Amico; Loreto D'Agostino; Virginia Russo.
«Democratici Campani»: Rodolfo Parisi; Nicolina D'Antonio; Gennaro Melillo; Irene Della Vecchia; Marco Villano; Livia Mastrillo; Michele Totaro; Rosa Ricci; Ferdinando Chiacchio; Giuseppina Capuano.
Collegio 4 «Riformisti coraggiosi»: Maria Vitalba; Antonio Ciliento; Edwige Paon;e Raffaele Vitale; Giuseppina Petrella; Fortunato Griffo; Michela Pingue.
«Democratici campani»: Maria Paola Marino; Alfonso Eramo; Sofia Scalzone; Gianluca Corvino; Pasqualina Mottola; Nicola Natale; Nunzia Macini.
Collegio 5 «Riformisti coraggiosi»: Carmela Di Giovanni; Emilio Iodice; Maria Perna; Luigi Russo; Maria Teresa Iodice; Massimiliano Rendina; Sara De Simone.
«Democratici campani»: Vincenzo Natale; Maria Leonardi; Marciano Schettino; Nicolina Campana; Giuseppe Rinaldi; Fiorella Verona; Costantino Maglione.
Collegio 6 «Riformisti coraggiosi»: Virgilio Pagliaro I da Verrico; Angelo Izzo; Giuseppina Rucco; Raffaele Buonanno; Oksana Kohllt; Aldo Izzo; Ilaria Frega.
«Democratici campani»: Maria Belfiore; Francesco Panella; Carmen Cipollone; Luigi Imperato; Rosalba Falco; Antonio Setaro; Caterina Nusco Ersilio Di Paolo.
Collegio 7 «Riformisti coraggiosi»: Costantino Leuci; Teresa Pagano; Antonio De Lellis; Giovanna Del Vecchio; Alfonso D'Agostino; Geltrude Giusti; Domenico Callipo; Anna Paola Covelli. «Democratici campani»: Giovanna Gabriella Perrotta; Vincenzo Di Franco; Natascia Mastroianni; Ottavio Mirra; Gabriella Zullo; Angelo Conte; Teresa Bisceglia; Sandro Pitocco.

In campo la storia di Ds e Margherita

Le liste che appoggiano il candidato regionale Tino Iannuzzi, e cioé quelle che fanno capo diretamente a Ds e Margherita, si chiamano «Campania democratica per Veltroni» (costituente nazionale) e «Campania democratica per Iannuzzi» (costituente regionale).

NAZIONALE.
Collegio 1: Rosa Suppa; Eduardo Giordano; Funaro Giuseppina; Comes Carlo; Cuccaro Anna.
Collegio 2: Luigi Russo; Iodice Maria Luigia; Coscia Luigi; Abbate Alberto.
Collegio 3: Lorenzo Diana; Villano Cesario; Pirozzi Maria Letizia; Primizia Alfredo.
Collegio 4: Pietro Ciardiello; Piccolo Maria Raffaella; Salma Davide; Verde Stefania.
Collegio 5: Baia Rosita; Raucci Raffaele; Vavuso Maria Laura.
Collegio 6: Michele Zannini; Fusco Anna; Palmieri Salvatore; Migliozzi Antonella.
Collegio 7: Villani Adolfo; Masiello Anna Maria; L'Arco Giancarlo; Di Cerbo Maria Antonietta.

REGIONALE
Collegio 1: Pasquale Piazza; Annalisa Papa; Mauro Desiderio; Lucia Carla Savignano; Vincenzo Claudio Battara; Caterina Russo; Domenico Marino; Gilberta Materazzi; Ubaldo Greco.
Collegio 2: Pasquale De Lucia; Teresa Frattolillo; Pietro Squeglia; Lella Piscitelli; Michele Ferrara; Lia Pannitti; Claudio Aiello; Magda Sibbona; Salvatore Bizzarro; Amalia Madonna.
Collegio 3: Semmi Pezone; Giuseppe Fiorillo; Anna Rainone; Salvatore Pacciarelli; Lucia Simonelli; Salvatore Marsilio; Nunzia Mangiacapra; Vincenzo Palmieri.
Collegio 4: Luigi Bocchino; Maria Granieri; Saverio Della Corte; Rachele Serao; Tammaro Diana; Gabriella Capuozzo; Vincenzo Perrotta.
Collegio 5: Giuseppe Stellato; Raffaella Salzillo; Nicola De Siero; Giovanna D'Amore; Vincenzo Gatta; Giuseppina Maccariella; Andrea Russo.
Collegio 6: Pasquale Di Biasio; Rosa Castrillo; Valerio Lombardi; Rosa Altavilla; Ludovico Feole; Laura Sangermano; Simeone Capezzuto; Luisa Marrocco.
Collegio 7: Vincenzo Cappello; Antonia Ferace; Dario Puorto; Elena Settembrini; Luigi Di Monaco; Maria Cirioli; Antonello Bonacci; Raffaella Ferraro.

dal Mattino

Il Mattino, 24/09/2007

Pd, candidati in campo per la caccia al voto

Sono state presentate le liste dei candidati per le primarie del Partito democratico. A livello regionale spicca l’assenza di Enzo Amendola, segretario campano dei Ds, deluso dalla piega che ha preso la lotta per le candidature. Fuori anche Cascetta e Montemarano. Anche a Caserta non sono mancate le difficoltà, come fanno sapere dirigenti Ds e Dl. Unica la lista a sostegno di Walter Veltroni, sia per «Riformisti coraggiosi con Veltroni» (sostenitori della candidatura di Sandro De Franciscis a livello regionale), che per «Campania democratica per Veltroni» (lista Ds-Margherita), lo stesso vale per «Ambiente, innovazione e lavoro», la lista composta dal ministro Luigi Nicolais con un distinguo: in Campania 2, sono state presentate solo le liste nazionali, mentre per quelle regionali, come fanno sapere dal coordinamento provinciale: «C’è stato un accordo per costruire solo la lista Campania democratica per Iannuzzi, ovviamente nel progetto alle regionali entriamo con la nostra specificità con i valori del documento: Ambiente, innovazione lavoro». Al contrario, nel collegio Campania 1, il ministro è presente con liste nazionali e regionali. Fra i nomi di spicco, che sostengono Veltroni nelle liste dei «Riformisti coraggiosi», per il collegio di Caserta, c’è l’ex assessore Dl Lucia Esposito, il segretario Ds della sezione di Maddaloni, Clemente Gorgoglio, il vice coordinatore nazionale dell’Italia di Mezzo, Stefano Graziano per il collegio di Aversa. I testimonial di diesse e dielle sono: Adolfo Villani, capolista nel collegio di Capua, in quello di Casal di Principe scende in campo Pietro Paolo Ciardiello, capogruppo dell’Ulivo in Provincia. Tra i nomi Ds e Dl, sempre per Veltroni, ci sono Luigi Russo, consigliere provinciale Ds (collegio di Maddaloni), Michele Zannini, presidente provinciale delle Acli (capolista a Sessa Aurunca), nello stesso collegio compaiono anche i nomi di Anna Fusco sorella di Carlo, assessore comunale a Sessa, Lorenzo Diana, ex parlamentare Ds ad Aversa, il deputato Dl Rosa Suppa, che guida la lista del collegio di Caserta, dove si aggiungo i nomi del consigliere provinciale Eduardo Giordano e della pediatra Maria Luigia Iodice, moglie di Nicola Scognamiglio, vice sindaco al comune Marcianise. Le liste regionali raddoppiano nei sette collegi della provincia di Caserta, per i «Riformisti democratici con De Franciscis», mentre restano sette per «Campania democratica per Iannuzzi». Per sostenere De Franciscis, hanno deciso di candidarsi, Maresa Simeone, medico e componente di Emily, i consiglieri comunali di Caserta Salvatore Zullo ed Arturo Di Palo, il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, Patrizia Vestini, candidata a sindaco a Recale alle scorse amministrative, l’ex sindaco Ds di Castelmorrone Aniello Riello. Sempre per De Franciscis, ci sono tra i nomi noti alla politica casertana: Angelo Golino, consigliere provinciale, il sindaco di Maddaloni ed assessore provinciale Michele Farina, i consiglieri provinciali Enzo Correra, Enzo Di Franco, Emilio Iodice, il professore della facoltà di architettura della Sun, Massimiliano Rendina, il vice sindaco di Piedimonte, Costantino Leuci, l’ex sindaco di Sessa, Aldo Izzo e il vice presidente dell’Asi Enzo Natale. A sostegno della candidatura di Sandro De Franciscis a segretario regionale del Pd in Campania, nel collegio Caserta 1 è stata presentata, come anticipato, una lista di giovani per l’assemblea regionale, composta interamente da under 30, universitari e laureati. Al fianco di Iannuzzi, confermate le candidature dei sindaci di Carinola Pasquale Di Biasio, di Roccamonfina Ludovico Feole, di Piedimonte Matese Enzo Cappello, di San Felice Pasquale De Lucia, dell’ex primo cittadino di San Marcellino Luigi Bocchino, del consigliere regionale Giuseppe Stellato. Mentre il sindaco di Marcianise, Filippo Fecondo, cede il posto al consigliere comunale Telia Frattolillo. Nessuna sorpresa per la lista Bindi, dove vengono confermate le anticipazioni dei giorni scorsi, così come viene confermata la composizione anche della lista Letta, a metà tra Margherita e società civile.

Lia Peluso, dal Mattino

Il Mattino, 24/09/2007

Crisi della politica o crisi della democrazia?

«Il nuovo partito non risolve la questione morale»

Raffaele Ferrara, già sindaco di Aversa e dirigente nazionale dei Ds, guarda al Pd con qualche preoccupazione «Mentre si sta per formalizzare la nascita del P.D., nel Paese è più che mai aperta la contraddizione tra "etica" e "politica" e la crisi di rappresentanza dei Partiti è spalancata davanti agli occhi di tutti. Una tale "questione" - anche nella nostra provincia, alla luce delle ultime inchieste giudiziarie che hanno coinvolto amministrazioni di centrosinistra - non può più essere trattata indifferentemente nel tempo, con semplici richiami volontaristici e soggettivistici ad un "più alto senso etico" e con altrettanto semplici richiami "alla responsabilità dei singoli" di volta in volta coinvolti. Essa ha bisogno di essere contestualizzata. E questo da cosa dipende? «Il distacco tra etica e politica è tutto dentro un senso comune - figlio di una egemonia culturale, prima che politica - di abbandono della centralità del "bene comune", quello che una volta si chiamava interesse generale. Cos’altro deve succedere, perché si ponga fine ad una discussione tutta interna agli equilibri del ceto politico, e si prenda atto che per molti versi l’attuale crisi della politica è già sfociata in una crisi della democrazia tout court? Se la politica si identifica esclusivamente con la gestione e l’uso del potere e se l’opposizione non è più ragione d’impegno, di militanza, di attività politica, possibilità di controllo democratico, allora è evidente che tutti accorrono alla corte del vincitore di turno, con passaggi da uno schieramento politico all’altro, indifferentemente. E non c’è il controllo dell’opposizione? Non c’é più ragione di stare all’opposizione. Ciascun politico costruisce il proprio personale consenso con la "gestione", con l’uso del potere. Di più, si arriva addirittura alla costruzione di partiti o di correnti personali interne ad essi. In un quadro siffatto chi paga maggiormente lo scollamento, il disincanto e il disprezzo nei confronti della politica è la sinistra ed il centrosinistra. La democrazia occidentale si nutre di regole, di norme, di procedure, di controlli. Negli ultimi anni le amministrazioni pubbliche non sono più soggette ad alcun controllo. L’opposizione non ha più organi di riferimento per ricorrere o esercitare controlli.. In ogni caso, negli enti locali un ruolo lo gioca ad esempio il consiglio comunale... «Gli organi consiliari sono ormai svuotati di ogni competenza (salvo alcune residuali) e gli organi esecutivi decidono sui destini di tutti. È evidente che in discussione non è solo la politica, ma le stesse forme in cui la democrazia si era finora articolata. La politica legifera, seleziona opzioni. Sceglie regole che reggono l’unità del Paese, che lo modernizzano. A destra come a sinistra sembrano, al contrario, non considerare che una politica che gioca, fa l’arbitro e legifera è una politica cattiva e tribale, che il Paese ormai disprezza; una politica che provoca rabbia, indignazione, qualunquismo, demagogia populistica, quei sentimenti, appunto, che portarono già alla dissoluzione di un sistema politico e che ci ha regalato già due governi Berlusconi. E allora, secondo lei che va fatto... «Allora il nuovo Partito, anche qui a Caserta, dovrebbe indicare come intende superare indistinti metodi di governo privativistici e quale radicale ristrutturazione delle regole del gioco sia necessaria per correggere quella politica di ceto autoreferenziale che vive di una nascosta solidarietà di persone e di gruppi. Come intende superare la legittimazione di clan, interessi, affarismo e di egoismi pubblici. Purtroppo, pare a me che nel nuovo partito si stia invece trasferendo automaticamente per intera questa crisi e questa deriva della politica.

Claudio Coluzzi, dal Mattino

comunicato stampa, 24 settembre 2007

Con Veltroni. Ambiente, innovazione, lavoro

Care e cari,
abbiamo deciso di costruire il partito di chi vuole bene all’Italia e crede nel suo futuro.
Il partito dell'interesse generale, della coesione sociale, dello sviluppo sostenibile.
Il partito delle città e dei territori decisi a coltivare le loro diverse vocazioni ma orgogliosi del loro essere italiani e consapevoli che questa comune appartenenza, come quella più ampia alla casa europea, sono un patrimonio irrinunciabile e un insostituibile valore aggiunto, nonché la base di un moderno federalismo solidale.
Il partito della presa di coscienza che neutralizzare i cambiamenti climatici è la prima missione di un moderno e credibile riformismo.
Il partito dell’ambiente, dell’innovazione, della qualità italiana.
Questo deve essere per noi il Partito Democratico.

Vogliamo un partito che restituisca senso e dignità alla politica, oggi troppo spesso ridotta alla difesa di rendite, privilegi, egoismi corporativi. Vogliamo un partito che guardi al merito e al talento delle persone, alla sicurezza delle cittadine e dei cittadini e ai diritti di cittadinanza, ai doveri di ognuno verso la comunità di cui è parte, come alle basi più solide su cui lavorare per il bene dell’Italia e degli italiani, su cui fondare un patto rinnovato tra le generazioni presenti e un impegno di responsabilità verso quelle future, su cui garantire più giustizia sociale e migliori condizioni perché possano affermarsi l’intelligenza e il sapere anche dei cittadini socialmente più svantaggiati.
Vogliamo un partito composto e guidato da molti ragazzi e ragazze: non un partito che parli ai giovani, ma un partito dove parlino, e contino, i giovani. Un partito che sappia ascoltare la voce di generazioni che già partecipano all’economia, alla informazione e alla democrazia attraverso la Rete. Generazioni alle quali è necessario garantire un sistema di regole per accrescere l’autonomia, contrastare le forme di precarizzazione nel lavoro e di insicurezza nella vita, promuovere i talenti e la creatività.
Con Walter Veltroni, vogliamo un partito di valori, ma di valori radicati nei bisogni e nelle speranze del presente, liberati dalle gabbie ideologiche del passato. Vogliamo un partito che realizzi, certo, l’unione tra le grandi tradizioni riformiste del Novecento – il socialismo, il cattolicesimo democratico e sociale, la cultura dei diritti individuali e collettivi di libertà -, ma che non si fermi a questo.
Vogliamo un partito che sappia e che si occupi di ambiente. L'ambiente problema drammatico, su scala globale con i mutamenti climatici, con l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, con la dissipazione delle risorse naturali, e su scala italiana con emergenze ormai incancrenite dall'abusivismo edilizio al "far-west" dei rifiuti in buona parte del Sud. L’ambiente che per essere salvaguardato nella sua integrità e qualità chiede che il criterio della sostenibilità guidi le scelte di fondo in tema di energia, di gestione delle risorse idriche, di infrastrutture. Ma l'ambiente, anche, ingrediente e simbolo di un benessere più completo e più autentico e di uno sviluppo veramente sostenibile, che valorizzi le nostre risorse più preziose, tutte largamente immateriali e perciò ecologiche: prima di tutto la conoscenza, il sapere scientifico e tecnologico, la creatività applicata al lavoro e all’impresa, la scuola, l’università, i centri di ricerca: insomma il capitale umano, ricchezza economica impareggiabile e anche inesauribile risorsa di civiltà, di libertà, di responsabilità; e poi il paesaggio, la cultura, e le mille economie territoriali volano di quel modello del "made in Italy" il cui successo cresce in tutto il mondo ed è la nostra principale carta vincente nell'era della globalizzazione. Vogliamo un partito che declini la parola qualità: qualità dell’ambiente, qualità delle produzioni, qualità del lavoro. Un lavoro ricco di sapere e di autonomia creativa in grado di restituire alla persona che lavora quegli spazi di libertà che sono indispensabili per la sua autorealizzazione.
Occorre per tutto questo promuovere una nuova idea di interesse pubblico, che esalti la responsabilità, l’iniziativa delle persone, la cultura della sussidiarietà e della cittadinanza attiva, anche attraverso lo sviluppo del Terzo settore e dell’economia sociale. E occorre promuovere un rinnovato protagonismo di quanti ogni giorno già s’impegnano su queste stesse sfide nelle scuole, nelle imprese, nelle università, nei territori, nei Nord e nei Sud del paese, nei luoghi del lavoro e della vita. Portare queste storie e queste esperienze nel Partito democratico è una condizione determinante per la riuscita del nostro progetto politico.
Questa è la nostra idea di partito democratico, che vogliamo far vivere già nel profilo e nella composizione delle liste che abbiamo schierato a sostegno di Walter Veltroni: liste di donne, di uomini, di ragazze, di ragazzi, innamorati della buona politica. Di una politica, come scriveva mezzo secolo fa Hannah Arendt, che per essere degna del suo nome ha bisogno di un “cuore intelligente”.

Ecco i nostri principali candidati nei sette collegi della Provincia di Caserta per le elezioni primarie di domenica 14 ottobre:
Collegio 1: Sergio Carozza, Maria Rosaria Iacono
Collegio 2: Valentina Crisci, Carmine De Lucia
Collegio 3: Michele Di Natale, Maria Di Foggia
Collegio 4: Paola Pascale, Agostino Cerullo
Collegio 5: Chiara Schilardi, Euplio Scialla
Collegio 6: Rizza Giuseppina, Guarriello Carmine
Collegio 7: Nicola Sorbo, Rossella Borrelli

A presto, e buona campagna per le primarie a tutte e tutti.

Il coordinamento “Con Veltroni. Ambiente, innovazione, lavoro” - casertaveltroni@libero.it

Il Mattino, 13/09/2007

Porfidia all’attacco contro l’opposizione

Recale. «I “mafiosi” sono loro». Per una volta, il sindaco Americo Porfidia rinuncia al suo aplomb e risponde alle accuse di «aver gestito in modo “criminale” i lavori al piano regolatore» lanciate, qualche settimana fa, dall’opposizione attraverso un manifesto e ribadite nell’ultimo consiglio comunale. «Mi addebitano di ignorare le sollecitazioni della minoranza», dice Porfidia. «Non è paura la mia, ma vergogna di portare la dialettica politica a un livello così squallido. La verità – rincara il sindaco – è che l’opposizione non sa accettare il responso delle urne e ricorre a qualsiasi metodo pur di fermare l’attività amministrativa. Il responso elettorale, piaccia o no, ha sancito che i cittadini di Recale hanno voluto ridare fiducia alla maggioranza per la tenacia, l’onestà e la trasparenza dimostrate in questi anni». Porfidia ricorda, poi, che dal 1997 al 2002 egli ha dato prova di cosa significhi opposizione «costruttiva», facendo operare l’amministrazione Gadola in tranquillità. «Nonostante ciò – aggiunge –, non sono riusciti ad andare d’accordo. E oggi fanno illazioni non suffragate da un solo atto concreto e veritiero, ma solo con l’intento di disorientare i cittadini, utilizzando parole e frasi che sono sconosciute al mio modo di agire». Porfidia, che nel pomeriggio di ieri ha fatto affiggere anche un manifesto in cui risponde agli addebiti della minoranza, non fa cenno però alle domande sollevate da Vincenzo De Angelis dei Ds: «Anziché affrontare nel merito i problemi posti dalla Provincia – ha dichiarato il segretario della Quercia –, l’amministrazione ha tentato di eluderli ricorrendo a trucchi spericolati. Come si può sostenere seriamente che una lottizzazione approvata con un Puc non valido possa poi servire a rendere valido il Puc? E come si può sperare che la Provincia approvi lo strumento urbanistico così com’è, avendo già censurato l’eccessivo sviluppo edilizio?».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Partito Democratico

… verso la costituente del Partito Democratico

Sapere, Competenza, Trasparenza, Legalità

luigi nicolaisLunedi 17 settembre ore 18.30 - Teatro Comunale- via Mazzini Caserta

intervengono:
Pina Picierno - Presidente Nazionale Giovani Margherita
Michele Colamonici - Segretario Provinciale Cgil Caserta
Nicola Melone - Preside Facoltà Scienze Matematiche SUN
LUIGI NICOLAIS
Ministro Funzione Pubblica

Il Mattino, 12/09/2007

La Siemens al gruppo Usa Jabil

Marcianise. Il gruppo Nokia Siemens ufficializzerà oggi l’avvio della procedura di cessione di ramo d’azienda dei siti di Cassina de Pecchi e Marcianise. Lo comunicherà direttamente alle rappresentanze territoriali, con la necessaria precisazione che nel provvedimento non saranno coinvolti in Lombardia gli addetti della «catena del valore», vale a dire ricerca e commercializzazione, mentre l’intero stabilimento casertano, a vocazione manifatturiera, verrà esternalizzato e con esso i 350 lavoratori che vi operano. Da quest’oggi scattano anche i 25 giorni previsti per legge per le doverose consultazioni sindacali, successivamente si dovrà verificare se ci sono le condizioni per un eventuale accordo tra le parti, con l’ingresso del nuovo referente imprenditoriale che dovrebbe essere il colosso statunitense Jabil. È questo, in buona sostanza, il risultato del vertice svoltosi ieri al ministero per lo Sviluppo economico sulle prospettive del colosso delle Telecomunicazioni,confronto durante il quale l’amministratore delegato Vittorio Guerra ha confermato le scelte di politica industriale già annunciate a livello internazionale, con ridimensionamenti degli organici che solo in Italia si attestano intorno ad un significativo 15%. Nettamente contrario al provvedimento si è dimostrato Mario Raffaldini, quale rappresentante del ministro Bersani, nella considerazione delle grandi prospettive collegate al piano di settore predisposto dal Governo, con i massicci investimenti che nei prossimi anni saranno destinati alla tecnologia «wi-max». Nettamente contrari anche i rappresentanti dei lavoratori che avevano già manifestato nei giorni scorsi grosse perplessità sulla vicenda dal momento che il mercato dei telefonini cellulari (core business di Nokia) si preannuncia di grande interesse anche in Italia e in netta espansione fino al 2015. Per questi motivi, già ieri avevano dato vita a otto ore di sciopero nello stabilimento di Cassina e un’ora di sciopero a fine turno nel casertano. «Nei prossimi giorni adotteremo tutte le iniziative necessarie per contrastare la decisione già presa nei mesi scorsi - fanno sapere dalla Flm nazionale - ci batteremo fino in fondo nelle prossime consultazioni anche se sappiamo che sarà difficile che Nokia possa tornare sui suoi passi». Si riaccendono intanto le speranze di salvataggio dell’Ixfin di Marcianise, dopo che il ministero del Lavoro ha autorizzato il ricorso alla cassa integrazione per il secondo semestre di quest’anno. A essere interessati dal provvedimento, richiesto dalla curatela fallimentare presso il Tribunale di Napoli, sono circa 850 lavoratori che usufruiranno del trattamento straordinario a partire dall’inizio dello scorso luglio. Prima che la decisione diventi esecutiva tuttavia, sarà necessario attendere la pubblicazione del decreto che potrà essere ufficializzato anche attraverso il mezzo informatico. A dare la notizia della firma sono state le segreterie territoriali dei metalmeccanici sulla base delle sollecitazioni più volte rappresentate anche a livello istituzionale, non ultima dalla Prefettura di Caserta. «È il risultato di una lunga fase di trattativa - ha commentato per la Fiom Cgil il segretario provinciale Raffaele Moretti - un intervento che riteniamo fondamentale perché il Tribunale fallimentare possa consentire il passaggio alla gestione commissariale dell’Ixfin e dare il via libera al possibile rilancio dell’azienda». Una possibilità di ripresa che potrebbe concretizzarsi in maniera ancor più significativa se nell’arco di questi ultimi mesi del 2007 sarà varato, come previsto, l'accordo di programma al vaglio della Presidenza del Consiglio e che vede proprio nel sito di Marcianise il crocevia strategico per lo sviluppo. «Per noi la cig è molto più di una boccata d’ossigeno - ha detto Michele Arpa della Fim Cisl -vuol dire che ci sono le condizioni, anche dal punto di vista occupazionale, per mettere in piedi un nuovo progetto industriale».

Enzo Mulieri, dal Mattino

Il Mattino, 12/09/2007

SAN NICOLA LA STRADA

Per la pace e contro Lo Uttaro

La «Fiaccolata di testimonianza» in memoria delle vittime dell'11 settembre, svoltasi ieri sera a San Nicola la Strada, ha avuto una singolare coda. Era quella del Comitato emergenza rifiuti di San Nicola la Strada, Caserta, San Marco Evangelista e Maddaloni che protestava all'insegna dello slogan «non c'è pace senza salute». Davanti al corteo le associazioni locali con gli striscioni in favore della pace, con in testa lo slogan di quest'anno della fiaccolata «abbattiamo i muri per costruire i ponti». Dietro il labaro comunale gli amministratori, poche centinaia di persone rispetto alla gran massa, quasi il doppio, raccolti dietro lo striscione del comitato rifiuti, staccate dal precedente corteo di pochi metri. Molti dei manifestanti indossavano le mascherine antismog, a testimoniare l'aria che a San Nicola la Strada è irrespirabile per i miasmi che emanano i rifiuti del sito di trasferenza e quelli stoccati a Lo Uttaro. La manifestazione ha avuto successo

lu.be., dal Mattino

Il Mattino, 12/09/2007

Pd, la sfida del presidente «senza partito»

Con la candidatura alla leadership della nuova formazione per De Franciscis si aprono gli scenari regionali

Nelle ultime settimane era andato in crescendo: prima la firma del «manifesto dei coraggiosi» di Rutelli, poi la partecipazione al vertice di Vietri dove - con Angelo Villani, Vincenzo De Luca e Carmine Nardone - aveva affondato la lama della critica nella gestione della Regione, e infine la riunione con i sindaci e gli amministratori pubblici che negli ultimi due anni avevano sposato sul territorio le sue posizioni per aprire ufficialmente la battaglia nel Pd. La candidatura alla segreteria regionale del nuovo partito è arrivata come la ciliegia sulla torta. «Perché comunque vada - spiegano nell’entourage dei fedelissimi - ha già vinto». La sfida della «sprovincializzazione» era, infatti, la più importante per un leader nato e cresciuto politicamente all’interno della periferia della metropoli napoletana. La corsa del medico bilingue specializzato alla Harvard è cominciata, però, almeno dieci anni fa. Dai tempi, cioé, della campagna per l’elezione del sindaco della città, un traguardo che Sandro De Franciscis, popolare della prima ora (ha fatto parte della costituente del Ppi, e ha ricoperto le cariche di consigliere nazionale e vicesegretario regionale) nel 1997 mancò a sorpresa al primo turno (il sorpasso del candidato della sinistra, Peppe Venditto, aprì la strada all’epoca Falco). Da quella lezione amara le scelte di De Franciscis diventano ponderate al massimo, gli obiettivi scelti con cura e centrati. Nel 2001 il salto: alle politiche di maggio, candidato dal Ppi nel collegio maggioritario Caserta 1, viene eletto al parlamento, seggio strappato al centrodestra nella competizione con Nicolò Cuscunà di An. Nel biennio successivo, però, c’è l’inaspettata rottura con Ciriaco De Mita, nume della Dc prima e della Margherita poi, di cui De Franciscis era considerato sicuro delfino. Nel 2003, infatti, in polemica con il leader di Nusco, si ritrova nelle fila del partito di Mastella, che lo incorona immediatamente numero due e portavoce del Campanile. Ma anche questa si rivela una tappa transitoria di un percorso che va sempre di più verso l’«autonomizzazione» del deputato, in vista di un partito ancora da venire. La convivenza con Mastella rivela fin dall’inizio insanabili distanze di linea e di stile tra i due. De Franciscis morde il freno dell’obbedienza di partito eppure nel 2005 si ritrova candidato alla carica di presidente della Provincia in quota Udeur. È un giro di boa importante. In quel periodo bruciava ancora, nei Ds il suo rifiuto a scendere nuovamente in campo come candidato sindaco dopo la prima amministrazione Falco e nella Margherita il «gran tradimento» verso De Mita. Il lungo tira-e-molla però aveva messo in evidenza come fosse una «designazione obbligata» nel confronto che si preannunciava durissimo con la Cdl. Dopo il lungo regno di Riccardo Ventre alla Provincia, infatti, quella del coordinatore regionale di Fi Nicola Cosentino sembrava una successione annunciata. De Franciscis - con una campaggna sottotono e senza maximanifesti - stravolge i pronostici della vigilia, smantella i festeggiamenti che il centrodestra aveva già preparato, e trionfa al primo turno con 254 mila preferenze. Alla Provincia il primo obiettivo è disfarsi dalla tutela dei partiti: e la formazione della giunta sarà il primo step. Nel 2006 l’addio a Mastella e la costituzione del movimento «Popolari e rifromisti per il Pd». Pragmatismo, progetti che volano alto e ferreo controllo dei posti-chiave gli consentono in due anni di formare un «partito del Presidente» che ogni giorno fa nuovi proseliti nonostante gli scontri con Ds e Margherita. Sul tavolo cala carte pesanti: l’elezione a sindaco di Petteruti (imposto ai recalcitranti alleati), il feeling con il governo che a Caserta tiene la sua prima riunione extramoenia, la sintonia con il vicepremier che lo indica come ideale anti-De Mita. E ieri ha aperto una nuova pagina.

Antonio Pastore, dal Mattino

Il Mattino, 11/09/2007

Manifestazione al Comunale con Ucciero e Pascarella

«Con il Pd rinnoviamo la classe dirigente»

All’incontro presenti tanti amministratori «Trasformare i partiti aprire alla società civile»

Terzo appuntamento, ieri pomeriggio al Teatro comunale di Caserta, per «La sfida dei democratici» dopo la presentazione ufficiale del documento nel mese di luglio. La manifestazione per illustrare, ad iscritti e non, il progetto del Partito democratico è stata organizzata dal gruppo Ds guidato dal vicesegretario provinciale Nicola Ucciero e dal sottosegretario alla Pubblica Istruzione Gaetano Pascarella. Sul palco del Teatro c'erano anche i consiglieri provinciali Rodolfo Parisi e Angelo Golino, in compagnia dell'esponente di Alleanza riformista ed ex sindaco di San Tammaro, Raffaele Raucci, del vice sindaco di Piedimonte Matese Costantino Leuci e di Maria Vitalba, componente del Comitato provinciale dei 48. Il dibattito, introdotto da Arturo Di Palo, si è snodato intorno a due argomenti principali: forte spinta innovativa da dare alla politica e la partecipazione dei cittadini. Una platea affollata dalla quale spiccavano le presenze di Giuseppe Savoia, sindaco di Sant'Arpino, gli assessori provinciali Franco Capobianco e Antonio Reccia, Enrico Fabozzi, sindaco di Villa Literno, Antonio Zampella, presidente dell'Arci, Mario Basco, consigliere provinciale, i consiglieri comunali di Caserta Andrea Boccagna e Rosa Bonavolontà, Francesco Gatto, consigliere comunale di Aversa, Achille Natalizio, dirigente regionale Ds, l'ex assessore provinciale della Margherita Lucia Esposito, il segretario cittadino della Margherita di San Nicola la Strada Vito Marotta, i sindaci di Teverola, San Potito Sannitico, Presenzano, Pietramelara, Vairano e molti segretari di sezioni, una folta rappresentanza di consiglieri comunali della provincia di Caserta. Tanti i curiosi non appartenenti alla categoria degli amministratori o iscritti a partiti politici, che hanno preso parte alla manifestazione. «Nel luglio scorso - ha ricordato Ucciero - abbiamo fatto la scelta di entrare a far parte del progetto del Pd, un passo che abbiamo deciso di fare guardando alla partecipazione, perché crediamo che sia necessario costruire un dibattito, perché il Partito democratico è l'occasione storica per riformare il sistema politico italiano. Per fare questo bisogna mettere in campo una nuova classe dirigente, ponendo così una questione di genere e generazionale. Vogliamo partecipare alla composizione delle liste guardando all'innovazione, mettendo insieme coloro che sono attenti alla trasformazione. Il segno del nostro lavoro oggi, sta nelle adesioni di tanti sindaci e non iscritti e di Alleanza riformista». L'attenzione è tutta rivolta al cittadino e alle sue esigenze, realizzando un nuovo sistema della politica fortemente rinnovato, è questo il messaggio lanciato dall'iniziativa messa in campo da Ucciero e Pascarella. Senza dimenticare una giusta rappresentanza delle donne nel Pd, come hanno rimarcato Rosa Bonavolontà, Clementina Ferraiuolo e Maria Vitalba. «Quest'assemblea - ha concluso Pascarella - segue i due incontri che abbiamo organizzato a luglio, adesso abbiamo voluto dare la cifra del progetto che vogliamo porre in campo, cioè di un partito nuovo, che possa essere attento alle domande e alle esigenze della gente. Mi auguro inoltre che con il Pd possiamo dare maggiore stabilità alle nostre amministrazioni, da quella regionale a quelle locali».

Lia Peluso, dal Mattino

Il Mattino, 09/09/2007

V-day, mille in fila per firmare

Successo inaspettato per i «cittadini attivi» che si sono mobilitati in città

Caserta ha risposto con oltre mille «vaffa» al V-Day organizzato da Beppe Grillo. E molti di più sono stati quelli che, ieri, si sono fermati a chiedere informazioni agli attivisti del «meetup» di Caserta, una ventina di ragazzi - i «Cittadini attivi» - che in un mese hanno organizzato l’adesione del capoluogo all’evento. Una partecipazione che è montata grazie al passaparola sul web. È proprio su internet i 250 iscritti del meetup casertano dialogano e si organizzano. Da largo San Sebastiano, in contemporanea con altre 225 città italiane, è partita la raccolta delle 50mila firme necessarie per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare per un «Parlamento pulito». Un’idea lanciata da Grillo, l'attore ligure che da anni è diventato una sorta di «guru» per migliaia di persone che lo seguono anche attraverso il suo blog, il più consultato d’Italia. Tre i punti, così come i no previsti dalla proposta di legge che punta a escludere dal Parlamento chi sia stato eletto «già due volte» e chi sia stato «condannato con sentenza definitiva o abbia patteggiato una pena», oltre a prevedere che i candidati a Camera e Senato debbano essere votati dai cittadini attraverso il sistema della «preferenza diretta». Un otto settembre, quello di ieri, pensato per lanciare un «vaffa» che fosse per metà legato al ricordo che «dallo sbarco in Normandia del 1943 non è cambiato niente», e per l’altra metà riconducibile al film «V come vendetta», ricorda Grillo in collegamento da Bologna in diretta poco dopo le 18 attraverso un sistema di videostreaming via web su «Ecotv». Una diretta che a Caserta, a causa di una linea non perfetta, dura solo pochi minuti per lasciare spazio ai video già registrati del comico. Video mandati in onda su un televisore piazzato alla buona in via Mazzini dagli «amici di Beppe Grillo» che fungono da calamita verso lo «struscio» pomeridiano nel centro storico. «Al V-Day ci sei o non ci sei, serve una nuova soluzione, c'è troppa corruzione», intona l’inno ufficiale della giornata, scritta dal cantautore Leo Pari e diffusa via web. Su un sottofondo di rock «militante», Pari canta «contro l’Italia che affonda» e avverte: questo è un invito, alzate tutti il dito medio». Un invito che viene raccolto a tal punto, che attorno alle 20 si formano code di casertani che vogliono firmare al banchettino di largo San Sebastiano. «Siamo sommersi, un successo del genere ci coglie veramente di sorpresa - racconta la ”cittadina attiva” Veronica Crisci - e pensare che c’è gente che sta aspettando da un quarto d’ora solo per firmare. Certo, oggi avevamo il traino dell’evento nazionale organizzato da Beppe, però questa giornata ci dà morale per continuare a coinvolgere la gente in modo diretto». E, infatti, i duecentocinquanta si sono dati già appuntamento per questa sera. C’è un’altra questione su cui cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica: il sito «Lo Uttaro». È Giuseppe Romano a spiegare che il meetup «sosterrà il Comitato per l’emergenza rifiuti». Stasera si vedranno nella rotonda di San Nicola la Strada per «dire basta all’emergenza».

Francesco G. Esposito, dal Mattino

Il Mattino, 09/09/2007

«Un leader giovane per il nuovo partito»

Il sottosegretario Pascarella: cambiare il sistema del consenso

Senatore Pascarella, il Partito democratico sta nascendo sugli organigrammi, si parla poco di politica. Che partito sta nascendo? «Dobbiamo lavorare per superare il modello di partito in cui si è forti se si ha grande capacità di consenso politico con l’intermediazione». Cioè? «Significa che il Partito democratico deve essere un partito in cui si deve dialogare sul territorio con tutti, ma non può essere il partito in cui il consenso è esclusivamente di carattere clientelare perchè è un elemento di grande subalternità. Dal momento che nel Mezzogiorno questo è un aspetto patologico, noi dobbiamo fare in modo che questo nuovo partito abbia almeno la tensione, insieme ai grandi valori che lo caratterizzano a livello nazionale, a puntare a un rapporto qualificato con l’opinione pubblica». E come lo troverà il consenso il Partito democratico? «Lo troverà se riesce a dialogare con l’opinione pubblica, che è più attenta di una volta, sui grandi temi che interessano la nostra regione, che sono ancora quelli del lavoro e del welfare.» Ma non sarà difficile mettere insieme gruppi dirigenti di ds e Margherita che spesso, soprattutto a livello locale, si sono divisi anche aspramente? «Ci sono posizioni contaminate: nel dibattito politico nazionale da tempo i gruppi dirigenti hanno posizioni comuni sui grandi temi e anche a livello locale l’azione amministrativa ha messo insieme culture e specificità delineando percorsi comuni. Ci saranno certo difficoltà, ma il cammino è molto avanzato». Perché la preoccupa così tanto in questa fase quella che lei chiama la doppiezza? «Siamo passati attraverso la Dc, il Pci e anche tra i partiti dell’attuale opposizione che del doppio binario, cioè del rapporto con l’opinione pubblica da una parte e dell’intermediazione politica dall’altra, hanno fatto la loro caratteristica politica. Quindi, c’è una storia lunga di chi pensava che le due cose potessero stare insieme. Su queste basi sono state fatte scelte». Ma oggi il registro è cambiato. «Oggi serve decisione e responsabilità. Ci deve essere un sentimento comune: si devono assumere responsabilmente decisioni e nelle scelte deve prevalere l’interesse generale sul particolare». È questa la strada del riformismo? «Il pd deve essere una stanza di compensazione capace di agevolare i sindaci e di chi governa per applicare e portare avanti il programma. Su questo versante si parte bene in Campania se si riesce a individuare un punto di riferimento il più lontano possibile dal difetto della doppiezza politica. Tanto meglio, ma non obbligatorio, se è un giovane, ma che non abbia avuto a che fare con il sistema della doppiezza. Sono però preoccupato per come si stanno sviluppando gli accordi e le alleanze, mi auguro uno loro scompaginamento». Non trova eccessivi i toni della discussione proprio sul primo segretario regionale del Pd? «Bisogna uscire dalla contrapposizione e passare alla condivisione, è uno sforzo necessario. Noi abbiamo bisogno che si avvi un confronto sui temi. Per esempio in provincia di Caserta abbiamo dimostrato decisione e responsabilità nella vicenda di Lo Uttaro, ma la gestione non può essere quella che c’è stata fino ad adesso. Dobbiamo pretendere di avere gli stessi finanziamenti dati a Serre perché la situazione è certamente più esplosiva nella conurbazione casertana che a Serre. E questo significa avere la credibilità e dire che anche da decisioni difficili ci sono i vantaggi per le comunità».

Gianni Molinari, dal Mattino

Il Mattino, 09/09/2007

Tutti al lavoro per il manifesto del Pd

La prima riunione del Comitato provinciale per il Partito democratico si è tenuta ieri mattina al Novotel ed è servita a stabilire le linee generali, subito dopo l'insediamento dei quarantotto, sulle quali si muoverà, per eleggere un ufficio tecnico-amministrativo, che avrà compiti di guida e di organizzazione delle primarie in provincia di Caserta. A dare l'avvio al confronto è stato Ubaldo Greco, segretario provinciale della Quercia, che ha rimarcato le scadenze che devono essere rispettate prima delle primarie del 14 ottobre. La prima scadenza è il 22 settembre, data entro la quale devono essere presentate le liste. «Questo Comitato - ha sottolineato Greco - lavorerà perché, anche localmente, il Pd non nasca come sommatoria dei due partiti che lo compongono, ma come forza unica e innovatrice avendo come primo termine quello delle primarie nazionali del 14 ottobre, nel corso delle quali saranno eletti il segretario nazionale e regionale del nuovo partito, ma preparando contemporaneamente il terreno per la Costituente provinciale, che seguirà. La funzione del Comitato non è solo tecnica, ma è soprattutto politica. Il Partito democratico ancora non esiste, siamo noi che lo dobbiamo costruire. L'obiettivo finale è quello di veder nascere sul territorio provinciale e con il contributo più ampio possibile della società civile e del mondo del lavoro, un soggetto presente a tutti i livelli, in grado di dialogare con tutti, che provi a dare risposte concrete alle esigenze del territorio». Nel corso della riunione sono stati definiti anche i criteri per la individuazione dei membri dell'ufficio tecnico. Dovranno essere rappresentate tutte le forze politiche con le loro articolazioni interne e la società civile; un'attenzione alle presenze di genere ed infine, del gruppo ristretto, non faranno parte coloro che hanno intenzione di candidarsi. Il Comitato dovrà organizzare una serie di iniziative di divulgazione dei principi ispiratori del Pd, per portare all'esterno il messaggio del nuovo progetto. L'idea, lanciata da Squeglia, è di organizzare tre incontri sul territorio nei tre collegi senatoriali della provincia di Caserta. Presenti all'incontro trentotto dei quarantotto componenti del Comitato. Tra gli assenti c'erano Sandro De Franciscis, presidente della Provincia di Caserta; Nicodemo Petteruti, sindaco di Caserta; Andrea Lettieri, assessore provinciale e sindaco di Gricignano; Adolfo Villani, vice presidente della Provincia; Lorenzo Diana, ex senatore Ds; Salvatore Bizzarro, presidente del Consiglio di Marcianise; Nicola Melone, preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali; Antonio Farinari, segretario provinciale della Uil; lo stilista Angelo Fusco; l’imprenditore Massimo Alois e Domenico Iorio, docente della Federico II di Napoli. Rispetto delle minoranze e presenze di genere, sono i due punti che Giovanna Abbate, Responsabile del Dipartimento Pari Opportunità della Cgil, ha portato all'attenzione di tutto il Comitato ed in particolar modo dei due leader provinciali Ds e Dl, Greco e Pietro Squeglia. Mentre Stefano Graziano, vice coordinatore nazionale dell'Italia di Mezzo ha evidenziato la necessità di leggere correttamente l'innovazione politica rappresentata dal Pd. Forti timori e preoccupazioni sono state lanciate dalla società civile in vista delle Primarie. «Il Partito democratico - ha affermato nel suo intervento Paolo Broccoli, ex parlamentare del Pci - nasce per dare risposte al futuro della democrazia. Alla politica si chiede una visione, un immane sforzo progettuale e creativo, che vada oltre che la custodia di un'identità. Il problema è capire se quest'organismo è in grado di sopportare la mia presenza e soprattutto trovare il consenso». E lunedì al Comunale alle 19 manifestazione per il Pd con il vicesegetario della federazione Ds di Caserta Nicola Ucciero e il sottosegretario Gaetano Pascarella.

Lia Peluso, dal Mattino

Comunicato stampa, 7 settembre 2007

Assemblea pubblica contro la discarica Lo Uttaro

Il giorno 9 settembre alle ore 19,00 nella Rotonda di fronte alla chiesa di din Oreste Farina si terrà una assemblea pubblica per spiegare ai cittadini di San Nicola che cosa sta succedendo nella triste vicenda della discarica.
La manifestazione rientra nella serie di iniziative che il Comitato Emergenza Rifiuti sta mettendo in essere nei territori dei quattro comuni interessati dalla Grande Puzza e dall’emergenza ambientale provocata dalla presenza della discarica stessa, del sito di stoccaggio e di quello di trasferenza.
Occorre fare chiarezza perchè le parole pronunciate dal Presidente della Provincia hanno seminato in più di una persona il dubbio che la battaglia era persa e che secondo i giudici era tutto in ordine.
Non è così!!!
I giudici di Napoli hanno semplicemente nominato un perito (CTU) che dovrà fare definitivamente luce sulla vicenda.
Il giorno 5 settembre egli ha accettato formalmente l’incarico che dovrà portare a termine in quaranta giorni.
 Se, come crediamo, avremo ragione, dovremo mettere in essere le azioni tese allo svuotamento della discarica, al ripristino del territorio e alla bonifica di tutta la zona Lo Uttaro.
Si parlerà, inoltre, dell’azione legale che stiamo mettendo a punto e che consentirà ai cittadini di essere risarciti. Tutti siamo danneggiati nello svolgimento normale della nostra esistenza dai miasmi provenienti dalla discarica e siamo beffati dal pagamento di una esosa tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, tra le più alte a livello nazionale, che in cambio procura danni alla salute senza risolvere alcun problema.
E’ importante, quindi, che partecipiamo compatti alla manifestazione perchè solo così dimostreremo che non siamo sottomessi ad uno potere che ci vuole schiacciare a tutti i costi e che difenderemo caparbiamente, con tutti i mezzi consentiti dalla legge, il diritto alla salute garantito dalla costituzione a noi ed alle nostre famiglie.

Antonio Roano, Comitato Emergenza Rifiuti San Nicola – Caserta – San Marco Ev. - Maddaloni

Il Mattino, 06/09/2007

RECALE. DISCUSSIONE BIS DOPO LA PRIMA BOCCIATURA

Puc, scontro in aula sull’approvazione

Recale. Con una maggioranza decimata dal conflitto di interessi, che ha tenuto lontano dalla discussione persino il sindaco Americo Porfidia, ieri mattina, il consiglio comunale di Recale, in seconda convocazione, ha riadattato il piano urbanistico comunale. «Si iniziano a concretizzare – ha dichiarato Patrizia Vestini – quelle milionarie speculazioni edilizie predisposte attraverso il disegno di affossare il piano regolatore dell’amministrazione Gadola al solo scopo di garantire la tutela di interessi privati». Pur di ottenere almeno sei voti validi e rimuovere l’illegittima votazione a cinque che a febbraio ha vanificato la prima adozione del Puc, in previsione dell’assemblea di ieri, Porfidia ha dovuto rimodulare sia la maggioranza che l’esecutivo. In aula, vi erano Francesco Ommeniello, Pietro Mingione, Bartolomeo Rossi, Osvaldo Argenziano e i due consiglieri subentrati ai dimissionari Antimo Argenziano e Francesco Porfidia, ossia Angelo Zarrillo e Paolo Mastroianni. Su quest’ultimo si sono concentrate le maggiori «attenzioni» dell’opposizione, e a nulla sono valse le ripetute rassicurazioni rese dallo stesso Mastroianni. «La lottizzazione approvata dalla giunta il 13 luglio – ha fatto notare Franco Squeglia – oltre a non rimuovere il conflitto di interesse, crea un danno immenso alla comunità, cui è stata sottratta per sempre la possibilità di beneficiare delle infrastrutture pubbliche previste a sud del plesso scolastico Giovanni XXIII». Nemmeno l’annunciato ricorso alla magistratura, nelle fasi finali dei lavori, ha scatenato una reazione in Ommeniello, impeccabile presidente dell’assemblea, e negli altri cinque consiglieri di maggioranza. Il gruppo si è limitato a rivotare quelle delibere che hanno reso il piano illegittimo, tanto da essere respinto dalla Provincia. L’adozione di ieri, però, se da un lato potrebbe soddisfare i requisiti di legittimità, dall’altro non garantirà allo strumento urbanistico il visto di conformità. Da eliminare vi è ancora un corposo sovradimensionamento delle zone residenziali. Uno scoglio che Porfidia dovrà affrontare nella conferenza dei servizi che l’ente di corso Trieste convocherà a stretto giro di posta.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 05/09/2007

Macrico, passa la linea Nogaro: no ai privati

E don Aragosa votò contro sé stesso. Il Collegio dei consultori di cui è componente anche il presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero ha espresso infatti all’unanimità il suo no alla proposta della Marconi spa, la finanziaria di Maddaloni che ha prospettato una modalità di alienazione dell’area ex Macrico al Comune di Caserta. «Ci siamo affidati alla volontà del vescovo», afferma un autorevole componente del collegio. Volontà che è notoriamente contraria alla cessione. Adesso è il turno di Roma: la pratica verrà esaminata - considerato il valore del terreno stimato in 80 milioni di euro, e della transazione ipotizzata di circa 40 milioni di euro - dalla Conferenza episcopale italiana e dalla Santa Sede. «Passerà del tempo - aggiunge l’interlocutore - mi sento di escludere una risposta rapida anche perché il Comune pare non abbia i fondi necessari per condurre in porto l’operazione. Ma fa comunque sperare qualche dichiarazione del sindaco Petteruti rilasciata alla stampa dopo l’intervista di Nogaro al Mattino: il primo cittadino ha detto che il Macrico fa parte del programma della sua amministrazione». Quanto al grado di determinazione dell’ordinario della Diocesi, Raffaele Nogaro - che ad agosto è rimasto in sede - basti osservare che gli uffici della Curia, chiusi per consuetudine fino al 31 agosto, hanno aperto in anticipo di una settimana. In dettaglio, oltre ad Aragosa, in seno all’organo che è emanazione del Consiglio presbiterale diocesano, hanno manifestato il diniego don Antonio Pasquariello, vicario vescovile, don Pietro De Felice, cancelliere diocesano, don Claudio Nutrito, responsabile del Centro pastorale diocesano, monsignor Valentino Di Ventura, don Elio Catarcio. Alla seduta svoltasi il 28 agosto scorso erano assenti invece don Tommaso Acconcia e don Antonello Giannotti, quest’ultimo direttore del Consiglio presbiterale che ha, tra l’altro, buoni rapporti con Alfredo Messore, cioè il superconsulente della Marconi, autore della proposta all’ordine del giorno. È risultato tra l’altro decisivo l’orientamento del vescovo che è riuscito a coagulare sulla propria posizione sia gli organismi istituzionali diocesani che le singole personalità. In luglio infatti si era pronunciato il Consiglio diocesano per gli Affari economici deputato all’amministrazione ordinaria del patrimonio della chiesa locale. L’economo, don Vincenzo Aveta, senza entrare nel merito dei favorevoli e dei contrari, osserva che «è stato un confronto complesso. C’è chi ha visto nella proposta della Marconi un modo per uscire dall’empasse causata dalla riluttanza di Comune e Regione ad affrontare una trattativa. Altri invece erano preoccupati di assicurare massima trasparenza e corretta informazione a una questione così importante per i destini della città». In breve: la mediazione del soggetto privato non è ben vista, i contenuti della proposta giudicati di difficile divulgazione presso il pubblico che potrebbe considerarlo «un inciucio». «Credo - aggiunge don Aveta - che anche per qualcuno di noi non sia stato chiaro il meccanismo dell’operazione». E allora, ricapitoliamo la proposta Marconi: La Finanziaria offre al Demanio, d’intesa con gli enti locali, l’opportunità di valorizzare immobili dismessi e dismissibili della Difesa. Il Macrico non è tra questi perché di proprietà Idsc e, dunque, non sarebbe toccato in ogni caso. L’iniziativa Marconi consiste nel dare per conto del Comune una sorta di caparra confirmatoria equivalente all’ammontare dell’Ici in rate semestrali da 125 mila euro per i prossimi tre anni. Ciò scongiurerebbe il rischio della vendita a privati. Tre anni per consentire di siglare protocolli di intesa tra Demanio e Comune su altre aree individuate di concerto collegate a progetti di valorizzazione attrattori di finanziamenti pubblici. La Marconi rientrerebbe delle spese anticipate investendo mediante le sue consociate negli appalti collegati ai progetti di valorizzazione. Pertanto, niente speculazioni edilizie. Dal gettito delle opere di valorizzazione del territorio realizzate il Comune ricaverebbe i soldi per pagarsi a rate il Macrico. Idea intelligente per l’Idsc, macchinosa per la Curia.

Silvestro Montanaro, dal Mattino

Il Mattino, 04/09/2007

Brancaccio: Ds addio, vado da Mastella

Si sussurrava da mesi, e con più insistenza da quando - dopo l’arresto disposto dal gip di Santa Maria con le accuse di estorsione e concussione - era tornato nella sua Orta di Atella: prima agli arresti domiciliari e poi da cittadino libero benché indagato. L’unico dubbio era sul dove sarebbe approdata la navicella (Italia dei valori? Udeur?) di Angelo Brancaccio, consigliere regionale diessino (reinsediato a fine luglio nella carica) e recordman di preferenze, diventato «scomodo» sia nel partito che nella difficile dinamica verso il Pd in cui sono impegnati Quercia e Margherita. Ieri, dopo l’incontro alla kermesse di Telese, la conferma: Brancaccio passa nelle truppe di Mastella, a fine mese (in una data compresa tra il 20 e il 30 settembre) convocherà una manifestazione alle porte di Caserta, al Grand Hotel Vanvitelli, dove ufficializzerà, presente il ministro della Giustizia, la conclusione del suo percorso politico. Il tam-tam degli addetti ai lavori aveva già registrato, all’inizio di agosto, quello che era sembrato l’ultimo tentativo di Brancaccio di ricucire con i Ds: un contatto con il segretario regionale Enzo Amendola per sondare la disponibilità del vertice nazionale a riaccoglierlo a pieno titolo nel partito. Da Napoli era arrivata una risposta vaga («A settembre vedremo»), più una dilazione che una promessa. E Brancaccio - a cui in questo periodo era andata la solidarietà solo dei fedelissimi e del Campanile - ha deciso il grande passo. Prima sono venute le riunioni con Nicola Ferraro, segretario dell’Udeur di Terra di lavoro, poi quelle con Mastella (con la moglie del ministro, la Lonardo, c’era un intesa cordiale da mesi, visto che il consigliere è segretario, tra l’altro, dell’Ufficio di presidenza della Regione). Mossa attesa ma spiazzante comunque. All’interno del suo vecchio partito, all’interno del costituendo Pd e, soprattutto, negli equilibri della Regione che si avvia alla verifica di metà leglislatura. Non transiterà da solo nell’Udeur: con lui pare abbiano le valigie pronte l’attuale sindaco di Orta Salvatore Del Prete e la totalità dei consiglieri eletti nelle liste della Quercia nel paese (Orta di Atella diventerebbe così l’unico paese a guida monocolore Udeur), forse il sindaco di Succivo Franco Papa, due consiglieri provinciali (Visco e Basco), una parte dei quadri diessini del triangolo Orta-Succivo-Sant’Arpino e altri dell’area aversana. Dentro la Quercia di Terra di lavoro (e nel Pd casertano) si indebolisce così l’ala che si era raccolta con lui dietro la candidatura del giovane Nicola Ucciero durante l’ultimo ferocissimo congresso (alla fine del quale però è stato confermato il segretario uscente Ubaldo Greco), una folta corrente che pure negli ultimi mesi aveva già messo in conto questo abbandono. Tanto è vero che all’ultima manifestazione convocata dall’asse Pascarella-Ucciero in vista del confronto per il Pd ha fatto la sua apparizione anche il sindaco di Sant’Arpino Giusepe Savoia, storico «nemico» di Brancaccio (a causa della sua adesione ai Ds il consigliere regionale aveva duramente attaccato il Governatore ritenuto responsabile di un disegno che puntava al suo ridimensionamento politico). Alla Regione gli effetti più significativi: dopo i casi di Angelo Giusto (adesso con Sinistra democratica) e Peppe Russo, i Ds perdono un’altra pedina, mentre sale - con l’acquisto di Brancaccio - il potere contrattuale di Mastella al tavolo della verifica. Molti dei consensi del consigliere regionale, infatti, sono su «base personale» specialmente ad Orta e dintorni, dove ha raccolto quasi la metà dei voti che gli hanno garantito l’ingresso all’assemblea campana. Un budget che l’Udeur sembra apprezzare molto.

Antonio Pastore, dal Mattino

Il Mattino, 03/09/2007

RECALE

Rimpasto nell’esecutivo per il Puc

Il piano regolatore, si sa, «cementifica» i rapporti. Ma, a volte, impone sacrifici. Pur di ottenere voti validi per la riadozione del piano regolatore, in discussione mercoledì mattina, il sindaco Americo Porfidia ha dovuto «immolare» due consiglieri comunali. Fuori dal parlamento cittadino, Francesco Porfidia e Antimo Argenziano, entrambi reclutati come assessori esterni. E poiché per il primo non era previsto un posto in esecutivo, Porfidia ha «invitato» Roberto Massi a farsi da parte e a cedere la sua delega alla sanità. Il consigliere provinciale dell’Italia dei Valori, insieme con Osvaldo Argenziano e Bartolomeo Rossi, ora è in lizza per la presidenza del consiglio comunale. Ieri mattina, non curante dei festeggiamenti in onore del Sacro Cuore, Porfidia, di buonora, ha convocato un’assemblea urgente, nella quale ha comunicato la rimodulazione del governo e, con i soli voti della maggioranza, ha proceduto alla surroga dei dimissionari. Gli scranni di Francesco Porfidia e di Antimo Argenziano sono stati occupati da Angelo Zarrillo e da Paolo Mastroianni, rispettivamente primo e secondo dei non eletti nella lista «Città… continua». Qualcuno ricorderà che pure nella passata consiliatura Zarrillo subentrò ad Argenziano. Se si considera l’estromissione per incompatibilità del consigliere Filiberto Gianoglio (tra il pubblico, ieri, a dispensare suggerimenti ad una minoranza impacciata), a soli novanta giorni dalle amministrative, sia la maggioranza che l’opposizione non sono quelle fuoriuscite dalle urne. E per quanto riguarda l’esecutivo, il tanto decantato principio del consenso elettorale, in virtù del quale è stata designata la giunta, ha ceduto il passo ed esigenze più concrete. Per rimuovere le illegittimità che, lo scorso febbraio, hanno vanificato l’adozione del piano urbanistico, il sindaco oggi ha bisogno di almeno sei (e non cinque) consiglieri di maggioranza il cui voto non sia viziato da conflitti di interesse. L’ingresso di Zarrillo e Mastroianni è stato congegnato per superare questa difficoltà, ma per non turbare gli equilibri interni il primo cittadino ha dovuto fare a meno di Massi e recuperare, come assessori esterni, Porfidia e Argenziano. La riadozione del Puc, prevista in seconda convocazione per il 5 settembre, sarà approvata, oltre che dai nuovi consiglieri, da Francesco Ommeniello, Pietro Mingione, Bartolomeo Rossi e Osvaldo Argenziano. La votazione a sei, però, se da un lato potrebbe, salvo altre sorprese, soddisfare i requisiti di legittimità, dall’altro non garantirà allo strumento urbanistico il visto di conformità della Provincia. Da eliminare, infatti, vi è anche un massiccio sovradimensionamento delle zone residenziali che supera il 30%. Uno scoglio che il sindaco Porfidia non potrà schivare nella conferenza dei servizi che l’ente di corso Trieste convocherà a fine mese. Sarà interessante capire dove andrà a tagliare e quanti scontenti produrrà la (forse) definitiva approvazione del piano.

Claudio Lombardi, dal Mattino

 
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Recale, scontro in aula sull'approvazione del PUC
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Macrico, passa la linea Nogaro: no ai privati
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Recale, rimpasto nell'esecutivo per il PUC
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