| Il
Mattino, 27/09/2007
Primarie Pd: liste riammesse ma
s’inasprisce lo scontro
Il Collegio garanti: 48 ore per
riparare gli errori. La reazione dei candidati in regola:
facciamo saltare tutto
I ricorsi per le liste presentate da Tino Iannuzzi (Campania
democratica per Veltroni) e da Luigi Nicolais (Con Veltroni.
Ambiente, innovazione e lavoro) per l’assemblea costituente
nazionale del Partito democratico in Campania 2 sono stati
accolti. È questa la decisione del collegio regionale
dei garanti del Pd, che si è riunito nella sede della
Margherita campana in via Santa Brigida sotto la guida del
preside della Facoltà di Giurisprudenza a Salerno
Pasquale Stanzione. Una decisione che di fatto fa rientrare
nel gioco delle primarie presenze eccellenti, come quella
del leader irpino Ciriaco De Mita, del vicepresidente della
giunta regionale Antonio Valiante e dell’europarlamentare
salernitano Alfonso Andria. Di fronte al mancato rispetto
dell’alternanza uomo-donna nell’indicazione
dei capilista nella circoscrizione comprendente i collegi
delle province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno,
i garanti hanno deciso di concedere la possibilità
ai due schieramenti di regolarizzare la propria posizione
entro 48 ore. Una strada che si era fatta largo già
nell’accesa discussione svolta nell’Utar (ufficio
tecnico amministrativo regionale) ieri l’altro e che
alla fine era stata bocciata a maggioranza. Non meno accesa
la discussione che ieri si è svolta tra i garanti
fino a tarda sera, bloccando di fatto il lavoro dell’Utar,
tra l’orientamento che via via si faceva largo per
l’accoglimento e le telefonate di molti esponenti
politici degli schieramenti opposti che chiedevano il rispetto
del regolamento. Non solo. Le divisioni sono emerse anche
sulle prescrizioni da imporre ai due schieramenti. E tracce
delle nuove liti scoppiate nell’area veltroniana si
possono ritrovare nelle parole del candidato alla segreteria
regionale Salvatore Piccolo, che è letteralmente
infuriato: «Non è possibile che finisca tutto
così. Le regole vanno rispettate e il problema è
molto serio, non è un cavillo formale come vogliono
far credere: è un fatto di sostanza. Qui è
in discussione uno dei principi innovatori più rivoluzionari
voluti dal comitato dei 45 di Veltroni e non è possibile
che dopo tante battaglie per assicurare nuovi spazi alle
donne nessuno stigmatizzi l’atteggiamento di Iannuzzi,
né chi rappresenta l’associazione Emily, né
chi rappresenta Veltroni in città e in regione».
E Piccolo conclude: «A questo punto vogliamo sapere
quante altre irregolarità analoghe sono state riscontrate
anche per il Campania 1 nazionale e per il regionale, poi
valuteremo il da farsi». Comincia a circolare un’indiscrezione
non confermata, secondo cui Piccolo sarebbe pronto a ritirare
le proprie liste. In ogni caso la nuova polemica è
innescata. Per lo schieramento di Iannuzzi replica il consigliere
regionale Dl Pasquale Sommese: «È incomprensibile
l’atteggiamento di Piccolo: l’organo dei garanti
è previsto dal regolamento, il suo giudizio è
inappellabile e va rispettato così come è
stato rispettato quello espresso l’altro giorno dall’Utar».
Intanto, con il precedente di Campania 2 passa in secondo
piano il ragionamento riguardante irregolarità analoghe
già segnalate nella composizione delle liste per
Campania 1 che nello schieramento di Iannuzzi dovrebbero
riguardare sia gli elenchi per il regionale che quelli per
il nazionale (e potrebbero dunque riguardare le discese
in campo del governatore Antonio Bassolino e del sindaco
Rosa Iervolino).
Corrado Castiglione, dal
Mattino
Il Mattino, 26/09/2007
Il governo prende tempo per il rilancio
Non ci sono ripensamenti da parte di Nokia Siemens sulla
procedura di cessione dei siti produttivi di Cassina dei
Pecchi e di Marcianise. Nessun termine verrà sospeso,
ma fino al 5 ottobre resta ancora tempo per approfondire
al meglio la situazione, anche sulla base degli impegni
assunti dal Governo per il rilancio del comparto delle telecomunicazioni.
Nel corso della riunione svoltasi alla presenza dell'amministratore
delegato del network Luigi De Vecchis, i rappresentanti
del ministero dello Sviluppo hanno prospettato le migliori
opportunità che si aprono sul mercato, soprattutto
per il previsto potenziamento delle reti a banda larga.
Per questo programma di investimenti e per tante commesse
da assegnare, una corsia preferenziale verrebbe riservata
dal Governo a quelle aziende come Nokia Siemens che attribuiscono
alla catena del valore un'importanza strategica di primo
piano. Dal canto suo la direzione aziendale si è
riservata di avviare le opportune verifiche con il colosso
finlandese ancor prima di partecipare all'incontro già
convocato per il prossimo 3 ottobre, incontro che potrebbe
rivelarsi a questo punto conclusivo. Nel frattempo sul territorio
è scattata la protesta da parte dei lavoratori contro
i tagli occupazionali. Quattro ore di sciopero sono state
effettuate a Marcianise, otto le ore di astensione dall'attività
nel sito lombardo. Questa mattina sono previste assemblee
in tutti i posti di lavoro, come ricorda Gaetano Maffei
delegato della Fiom. Per quel che riguarda il settore chimico,
invece, prende corpo l'ipotesi di rimodulare il protocollo
d'intesa sulla reindustrializzazione dell'area ex 3m di
San Marco, cosi come anticipato dal presidente dell'Itp
Alessandro Petti. Anche ieri, a Roma, l'imprenditore dei
polimeri ha riproposto all'attenzione del sottosegretario
alle attività produttive Alfonso Gianni il progetto
di condominio industriale su di un'area di 340 mila mq,
mentre la rimanente parte sarebbe affidata a nuovi interventi,
in particolare con il gruppo Boschi di Ancona e la società
londinese Basic. Se l'opportunità sarà colta
nella sua destinazione ultima che è quella dello
sviluppo, ne verranno a beneficiare anche i lavoratori che
verranno riassorbiti nelle nuova attività. Ma per
arrivare ad un nuovo protocollo bisognerà aspettare
la riunione già fissata per il 12 ottobre.
Enzo Mulieri, dal
Mattino
Il Mattino, 26/09/2007
Polesel (Jabil Italia): nessun
taglio all’occupazione, Marcianise è un polo
importante per il nostro gruppo
«Nokia-Siemens è strategica
per crescere»
Investimenti per 30 milioni previsti
nei prossimi tre anni «Non abbiamo in programma di
lasciare questo sito»
Cento milioni di euro per l’acquisizione, altri trenta
da investire nei prossimi tre anni, un piano industriale
già pronto, nessun ridimensionamento occupazionale
e soprattutto l’intenzione di non trasferire altrove
il sito produttivo di Marcianise. La Jabil, multinazionale
statunitense che fornisce servizi di manifattura elettronica
nel campo delle telecomunicazioni, non ha dubbi sul polo
da realizzare a Marcianise con l’acquisizione dello
stabilimento Nokia-Siemens network. A ribadirlo, nel giorno
dello sciopero indetto dai lavoratori dei due stabilimenti
italiani del colosso finlandese (l’altro è
a Cassina de’ Pecchi, centro in provincia di Milano),
è Renzo Polesel, general manager di Jabil Italia.
Il manager friulano ha le idee chiare. D’altronde,
il territorio casertano e le sue problematiche le conosce
bene anche perché vi opera da quasi dieci anni, grazie
all’esperienza vissuta con l’acquisizione della
Marconi. Indica anche un data: il primo novembre. Data successiva
a quelle dei prossimi tavoli istituzionali in programma
con i sindacati, a livello nazionale e territoriale, tra
il 7 e il 10 ottobre. «La nostra non è un’operazione
di basso cabotaggio che porta alla chiusura degli stabilimenti
- dice Polesel - ma un’operazione di adeguamento al
modello del sistema delle tlc: da una parte aziende che
progettano e vendono, dall’altro aziende fortemente
specializzate che realizzano le produzioni su larga scala.
Per noi è un’operazione strategica - incalza
- siamo tra i più grandi produttori di sistemi di
telecomunicazione al mondo e l’integrazione di Nokia-Siemens
network è naturale per la nostra crescita».
«Non capisco - continua - certe preoccupazioni. C’è
grande confusione rispetto al piano di ristrutturazione
di Nokia-Siemens che ha annunicato tagli per il quindici
per cento. Questo piano non riguarda il sito di Marcianise:
tutto lo stabilimento passerà da noi così
com’è, anzi sistemeremo anche alcune posizioni
di lavoro temporaneo. Inoltre, non abbiamo alcuna intenzione
di spostare le produzioni di Marcianise, nè accorpare
i due impianti. Del resto uno si occupa di ottica, l’altro
di wireless». Su Marcianise l’obiettivo di Jabil
è recuperare entro un anno produttività con
la riorganizzazione della produzione per fornire nuovi clienti.
«A Marcianise - dice Polesel - si continueranno a
realizzare stazioni radio base per la telefonia mobile,
mentre nello stabilimento di Cassina de’ Pecchi si
produrranno ponti radio per l’alta frequenza».
Polesel snocciola anche dei dati. «La Jabil, che è
uno dei più grandi fornitori di sistemi per le tlc
nei paesi a maggiore crescita economica e nelle telecomunicazioni:
Brasile, India, Cina e Europa dell’Est. Abbiamo un
bilancio consolidato superiore e di molto a quello della
stessa Nokia-Siemens network con centomila dipendenti in
tutto il mondo». Non mancano, poi, le bachettate al
governo. Tra l’altro, alla Jabil non è stata
digerita la contrarietà alla vendita dei due stabilimenti,
proposta dalla Nokia, manifestata in estate dal ministro
Bersani. «Più che interessarsi dell’acquirente
e delle cessioni, il governo dovrebbe pensare al mercato,
a una politica industriale in grado di garantire sviluppo
al nostro settore. Il quesito da porsi è se c’è
mercato. Dobbiamo essere aiutati a generarlo».
Andrea Ferraro, dal
Mattino
Il Mattino, 26/09/2007
Pd, la scure sulle liste di Iannuzzi
e Nicolais
Esclusi per irregolarità
gli elenchi nei collegi di Campania 2. Rischiano De Mita,
Valiante e Andria. Pronti i ricorsi
Pasticcio liste nel Pd: gli schieramenti per l’assemblea
nazionale presentati da Tino Iannuzzi e da Luigi Nicolais
sono stati dichiarati inammissibili e le primarie in Campania
rischiano di registrare clamorose esclusioni, come quella
del leader irpino Ciriaco De Mita, del vicepresidente della
giunta regionale Antonio Valiante, dell’europarlamentare
salernitano Alfonso Andria, del deputato casertano Piero
Squeglia, del coordinatore provinciale di Dl a Benevento
Mario Pepe. Stesso pericolo - ma il caso sarà vagliato
soltanto oggi - per il governatore Antonio Bassolino e il
sindaco Rosa Iervolino. Il nodo è tecnico, ma le
conseguenze politiche possono essere devastanti, in particolare
per quei segmenti di Ds, Margherita e Alleanza riformista
che sostengono le scelte maturate sull’asse Bassolino-De
Mita. Cosa accade è presto detto. La lista Campania
democratica per Veltroni promossa da Iannuzzi, nella circoscrizione
Campania 2, non ha rispettato il criterio di alternanza
dei candidati di sesso diverso per i capilista, così
come è previsto invece dall’articolo 7 del
regolamento del Pd. In sostanza, i capilista sono 13 uomini
e 9 donne, invece che 11 uomini e 11 donne: tutta colpa
di «disguidi» verificatisi nei collegi della
provincia di Caserta e che pesano sugli equilibri dell’intera
circoscrizione. Stessa musica per la lista Con Veltroni.
Ambiente, innovazione e lavoro, perché su 17 collegi
i capilista erano 10 uomini e 7 donne (anziché 9
e 8). Il giudizio di inamissibibilità è stato
espresso dopo un’accesa discussione dall’ufficio
tecnico amministrativo regionale (Utar) presieduto da Nicola
Tremante. Attimi di tensione negli uffici di via Santa Brigida
della Margherita campana. In campo da una parte la tesi
appoggiata dai sostenitori di Iannuzzi, che chiedevano la
possibilità di effettuare l’inversione dei
nomi dei capilista, e dall’altra le argomentazioni
di chi è schierato con gli avversari dell’area
veltroniana, per un’interpretazione alla lettera del
regolamento e senza sconti. Mentre secondo indiscrezioni
ci sarebbero state irregolarità anche nella documentazione
relativa all’accettazione delle candidature. Alla
fine la decisione è stata presa a maggioranza (4
voti contro 3, un astenuto). E nella nota finale viene messo
in risalto: «L’Utar ha ritenuto di non accordare
48 ore di tempo ai presentatori della lista per integrare
la documentazione innovando l’ordine dei capilista
con l’inversione nell’ordine dei candidati uomo-donna
alla testa di alcune liste di collegio così da realizzare
l’osservanza del regolamento». Scontate le iniziative
di ricorso da parte di Iannuzzi e Nicolais. Adesso l’ultima
parola toccherà al collegio regionale dei garanti
- guidato dal preside della Facoltà di Giurisprudenza
di Salerno Pasquale Stanzione - che dovrà decidere
entro 48 ore. E mentre la discussione tecnica impazza, ecco
che all’orizzonte emerge un’altra prospettiva:
lo stesso problema di inammissibilità potrebbe essere
sollevato oggi dall’Utar per le liste presentate da
Iannuzzi nella circoscrizione Campania 1. A Napoli e in
provincia i capilista sarebbero 14 uomini e 11 donne: a
rischio potrebbero esserci anche Bassolino e Iervolino.
Corrado Castiglione, dal
Mattino
Il Mattino, 26/09/2007
«Potevano sanarle, non hanno
voluto»
È bufera anche a Caserta dopo la bocciatura da
parte dell’Utar (Ufficio tecnico regionale, l’organismo
che ha il compito di esaminare le liste presentate per le
primarie e che è composto da sette esponenti tra
Ds, Margherita e rappresentanti della società civile),
delle liste «Campania democratica» (Ds e Margherita)
e «Ambiente, innovazione e sapere» (che fanno
capo al ministro Luigi Nicolais), in appoggio a Walter Veltroni
e Tino Iannuzzi. «Avevamo convenuto tutti, con l'Ufficio
tecnico regionale - spiega Dario Abbate, direttore dell'Uffico
tecnico provinciale di Caserta - che, laddove avessero trovato
anomalie, avrebbero consentito di poter effettuare dei correttivi
alla lista. Il problema che è stato rilevato è
che, in alcune liste, non è stato rispettato il rapporto
orizzontale, e in qualche caso anche quello verticale, dell'alternanza
uomo-donna. Quello che mi stupisce è che hanno partecipato
alla bocciatura anche componenti dell'Ufficio dell'area
di Salvatore Piccolo, per il quale, qui, in provincia di
Caserta, abbiamo collaborato alla formazione della lista
”A sinistra con Veltroni”. Così, con
quattro voti favorevoli e tre contrari, è passata
la linea della bocciatura delle liste nazionali in tutta
la circoscrizione Campania 2». Tra chi annuncia ricorsi
a tutte le istanze superiori possibili contro la decisione
e chi invece preferisce commentarla come se fosse immodificabile,
l’impressione è che anche su questo piano prosegue
lo scontro tra le diverse correnti di veltroniani. Già
da oggi, probabilmente, si capirà l’esito finale
della vicenda ma intanto le polemiche corrono sotrttotraccia.
«Chiederemo, sia ai garanti regionali che all’Ufficio
tecnico amministrativo nazionale di poter sanare - aggiunge
Abbate - le liste presentate a sostegno di Iannuzzi equilibrando
il criterio orizzontale uomo-donna e poi vedremo cosa fare».
Nessun problema per le liste nazionali, presentate in appoggio
a Rosy Bindi e a Enrico Letta, approvate anche le liste
dei «Riformisti coraggiosi con Veltroni», messe
in campo dal presidente della Provincia De Franciscis. «Non
ci sono state contestazioni - commenta Stefano Graziano,
vice coordinatore nazionale dell'Italia di Mezzo - da parte
dell'Utar, sulle liste nazionali che, a livello regionale,
sostengono Sandro De Franciscis in tutta la circoscrizione
Campania 1 e 2, dove sono presenti in ogni collegio le liste
di De Franciscis, in appoggio a Veltroni». Sotto esame,
nella giornata odierna, anche le liste regionali di Letta,
perché il coordinamento provinciale della Bindi,
non le ha presentate. In campo per Letta, è sceso,
in provincia di Caserta, come candidato leader alla segreteria
regionale del Pd, Eugenio Mazzarella. Liste aperte quelle
di Letta, in Terra di Lavoro, alla società civile,
con i capolista Luigi Piscopo (Caserta), Sabatino Esposito
(Maddaloni), Francesco Gallo (Aversa), Mauro Mastrototaro
(Casale), Palmiero Giuseppina (Santa Maria), Orsola Napolano
(Sessa) e Albanese Elda Maria nel collegio di Capua.
Lia Peluso,
dal Mattino
Il Mattino, 26/09/2007
Capodrise: Fattopace dimissiona
la giunta, è crisi
Capodrise. Non è bastato il rimpasto di maggio,
con l’ingresso di Michela Pontillo e di Gaetano Argenziano.
A Capodrise è di nuovo crisi, tale da indurre Giuseppe
Fattopace, ieri mattina, a richiedere le dimissioni dell’esecutivo.
Da appena 18 mesi al governo della città, con due
consiglieri transitati all’opposizione (Rita Raucci
e Paola Pontillo) e altri due dichiaratisi indipendenti
(Giovanni Capobianco e Carmine Volpicelli), il sindaco non
ha più i numeri in Consiglio. L’azzeramento
dell’esecutivo era, dunque, un passaggio obbligato
per tentare di ricostituire una maggioranza, magari coinvolgendo
il consigliere Raffaela Salzillo, prossima a lasciare il
gruppo «Progetto democratico». Se anche stavolta
non dovesse riuscire a rimettere in piedi una compagine
solida, non gli resterebbe che farsi da parte. «Avrebbe
dovuto farlo da tempo», commenta dall’opposizione
Nicola Russo. «L’instabilità politico–amministrativa
che ha determinato – aggiunge – sta avendo ripercussioni
enormi sulla città. Faccia un piacere a sé
stesso e ai cittadini di Capodrise: se ne vada a casa».
cl.lo.
dal Mattino
Il Mattino, 25/09/2007
Si ribalta tir carico di pasta,
sette ore di caos
Chilometri di code, viale Carlo III bloccato, sette ore
di crisi totale della viabilità per Napoli e verso
Caserta. È stata una mattinata d’inferno, quella
di ieri, per il traffico nella zona orientale di Marcianise,
con disagi nella circolazione anche a Maddaloni, San Marco
Evangelista, San Nicola La Strada, Capodrise e Recale. Tutta
colpa di un camion che sulla Statale 265, nei pressi dell’uscita
autostradale di Caserta Sud, si è ribaltato. Solo
verso mezzogiorno il flusso di auto è ritornato alla
normalità. Poco prima dell’alba, intorno alle
4.30 il tir, che trasportava pacchi di pasta, si è
poggiato su un fianco, mentre percorreva a velocità
non sostenuta la rotonda adiacente all’ingresso dell’A1.
Non sono ancora chiari i motivi che hanno provocato l’improvviso
sbilanciamento del mezzo: forse una distrazione dell’autista
oppure un guasto alla giunzione che teneva ancorato il carico
alla motrice. Al volante dell’autoarticolato c’era
Giovanni Anatriello, 28 anni, di Caivano, il quale, rimasto
incastrato tra le lamiere, è stato liberato dai vigili
del fuoco e trasportato da un’autoambulanza del servizio
118 all’ospedale «Sant’Anna e San Sebastiano»
di Caserta. Il giovane se l’è cavata con un
grande spavento e qualche graffio. Dopo gli accertamenti
del caso, i medici gli hanno diagnosticato traumi contusivi
guaribili in pochi giorni. Le conseguenze peggiori le ha
subite invece la viabilità, in tilt fino alle 11.30.
Le operazioni di ripristino della circolazione hanno richiesto
tempi lunghi e per evitare difficoltà ancora maggiori,
polizia, carabinieri e vigili urbani, intervenuti sul posto,
hanno provveduto a bloccare il traffico verso Caserta Sud,
che da viale Carlo III è stato dirottato su strade
alternative, intasando la circolazione urbana a San Marco
Evangelista, San Nicola La Strada, Capodrise e Recale. Agli
automobilisti sull’A1 diretti a Caserta da Napoli
e da Roma è stata imposta la deviazione all’uscita
Nord, a Casagiove. Misura necessaria, che però ha
provocato code al casello e ha ulteriormente congestionato
l’Appia. Delicato e molto complesso il recupero del
carico e lo spostamento del camion dalla carreggiata, operazioni
durate più di cinque ore. Sono dovuti intervenire
mezzi speciali di soccorso, soltanto con l’utilizzo
dei quali si è riuscito a raddrizzare l’autotreno
e la liberate la rampa di collegamento. Non è il
primo caso in cui la rotonda in prossimità dell’uscita
di Caserta Sud è teatro di episodi simili e per certi
versi spettacolari. Il 20 giugno dello scorso anno, un tir
che trasportava, a causa di un’errata manovra del
conducente, superò il cordolo di protezione e invase
lo spartitraffico. Anche in quel caso il flusso dei veicoli
subì forti rallentamenti e l’autista riportò
ferite lievi.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 25/09/2007
E oggi scioperano i dipendenti Nokia-Siemens
Marcianise. Quattro ore di sciopero infatti sono state
indette dagli organismi sindacali di categoria negli stabilimenti
della Nokia-Siemens. A proclamarlo sono Fim, Fiom e Uilm
contrarie alla cessione dei centri di Cassina de’
Pecchi (in provincia di Milano) e, appunto, di Marcianise.
I lavoratori potrebbero anche dar luogo a una manifestazione
davanti ai cancelli dello stabilimento. In una nota i sindacati
esprimono «grande preoccupazione sulle prospettive
industriali di Nokia-Siemens in Italia, a partire dal ruolo
della «Ricerca&Sviluppo», e dissenso sull’ipotizzato
spostamento fuori dal nostro Paese delle future attività
di prototipazione». «Molto importante»
è invece giudicato dalle rappresentanze sindacali
l’incontro in programma sempre oggi al ministero dello
Sviluppo economico, «incontro nel quale sarà
chiesto al governo di essere conseguente alle importanti
affermazioni di dissenso espresse sull’operazione
e sulle scelte di Nokia-Siemens in Italia». Ulteriori
difficoltà per il traffico potrebbero giungere sulla
strada per San Leucio per una protesta dei lavoratori dei
setifici.
dal
Mattino
il Mattino, 25/09/2007
La moltiplicazione dei nomi e delle
liste
Ecco le liste che, in appoggio a Veltroni, fanno riferimento
al persidente della Provincia.
NAZIONALE («I riformisti coraggiosi con Veltroni»).
Caserta: Lucia Esposito; Carlo Marino;
Stefania Modestino; Antonia Zampella; Maria Assunta Piantadosi.
Maddaloni: Giovanna Sabba; Clemente Gorgoglio;
Rosalba Iodice; Giuseppe Razzano; Carla De Simone.
Santa Maria Capua Vetere: Giuseppe Bicchielli;
Maria Gatto; Vincenzo Pascucci.
Capua: Alfonsina Natale; Rosalba Conte;
Vito Di Livio; Marina Di Resta.
Aversa: Stefano Graziano; Eugenia D'Angelo;
Roberto Iavarone; Ginevra Del Vecchio; Antonio D'Amore.
Sessa: Tommasina Casale; Francesco Siciliano;
Marina Di Resta; Angelo De Simone.
Casale: Nicola Ucciero; Patrizia Natale;
Fortunato Griffo; Patrizia Romaniello
REGIONALE:
Collegio 1 «Riformisti coraggiosi»:
Maresa Simeone; Nicodemo Petteruti; Patrizia Vestina; Stefano
Di Stasio; Lanzante Angelina; Pota Francesco; D'Argenzio
Rosa; Maggi Antonio; Patrillo Maria Michela.
«Democratici Campani»: Salvatore Zullo; Angela
Cerrito; Arturo Di Palo; Lucia Annunziata; Francesco Buzzo;
Tonia Santillo; Aniello Riello; Maria Pacifico; Salvatore
Brasilio.
Collegio 2 «Riformisti coraggiosi»:
Angelo Golino; Giuseppina Morgillo; Salvatore Piscitelli;
Maria Grillo; Pasquale Tartaglione; Elisa Laino; Silvestro
Moriello; Veronica Fernandes; Vincenzo Iuliano; Teresa Giuliano.
«Democratici Campani»: Michele Farina; Alfonsina
Mastracchio; Vincenzo Correra; Francesca Di Nuzzo; Carmine
Esposito; Maria Italia Castaldo; Vincenzo Cerreto; Gerardina
Pascarella; Salvatore Liccardo; Livia Maccarone.
Collegio 3 «Riformisti coraggiosi»:
Mario Masi; Giovanna Cervo; Giuseppe Savoia; Melania Froncillo;
Francesco Cesaro; Antonietta Adamo; Salvatore Bencivenga;
Adriana Dell'Amico; Loreto D'Agostino; Virginia Russo.
«Democratici Campani»: Rodolfo Parisi; Nicolina
D'Antonio; Gennaro Melillo; Irene Della Vecchia; Marco Villano;
Livia Mastrillo; Michele Totaro; Rosa Ricci; Ferdinando
Chiacchio; Giuseppina Capuano.
Collegio 4 «Riformisti coraggiosi»:
Maria Vitalba; Antonio Ciliento; Edwige Paon;e Raffaele
Vitale; Giuseppina Petrella; Fortunato Griffo; Michela Pingue.
«Democratici campani»: Maria Paola Marino; Alfonso
Eramo; Sofia Scalzone; Gianluca Corvino; Pasqualina Mottola;
Nicola Natale; Nunzia Macini.
Collegio 5 «Riformisti coraggiosi»:
Carmela Di Giovanni; Emilio Iodice; Maria Perna; Luigi Russo;
Maria Teresa Iodice; Massimiliano Rendina; Sara De Simone.
«Democratici campani»: Vincenzo Natale; Maria
Leonardi; Marciano Schettino; Nicolina Campana; Giuseppe
Rinaldi; Fiorella Verona; Costantino Maglione.
Collegio 6 «Riformisti coraggiosi»:
Virgilio Pagliaro I da Verrico; Angelo Izzo; Giuseppina
Rucco; Raffaele Buonanno; Oksana Kohllt; Aldo Izzo; Ilaria
Frega.
«Democratici campani»: Maria Belfiore; Francesco
Panella; Carmen Cipollone; Luigi Imperato; Rosalba Falco;
Antonio Setaro; Caterina Nusco Ersilio Di Paolo.
Collegio 7 «Riformisti coraggiosi»:
Costantino Leuci; Teresa Pagano; Antonio De Lellis; Giovanna
Del Vecchio; Alfonso D'Agostino; Geltrude Giusti; Domenico
Callipo; Anna Paola Covelli. «Democratici campani»:
Giovanna Gabriella Perrotta; Vincenzo Di Franco; Natascia
Mastroianni; Ottavio Mirra; Gabriella Zullo; Angelo Conte;
Teresa Bisceglia; Sandro Pitocco.
In campo la storia di Ds e Margherita
Le liste che appoggiano il candidato regionale Tino Iannuzzi,
e cioé quelle che fanno capo diretamente a Ds e Margherita,
si chiamano «Campania democratica per Veltroni»
(costituente nazionale) e «Campania democratica per
Iannuzzi» (costituente regionale).
NAZIONALE.
Collegio 1: Rosa Suppa; Eduardo Giordano;
Funaro Giuseppina; Comes Carlo; Cuccaro Anna.
Collegio 2: Luigi Russo; Iodice Maria Luigia;
Coscia Luigi; Abbate Alberto.
Collegio 3: Lorenzo Diana; Villano Cesario;
Pirozzi Maria Letizia; Primizia Alfredo.
Collegio 4: Pietro Ciardiello; Piccolo
Maria Raffaella; Salma Davide; Verde Stefania.
Collegio 5: Baia Rosita; Raucci Raffaele;
Vavuso Maria Laura.
Collegio 6: Michele Zannini; Fusco Anna;
Palmieri Salvatore; Migliozzi Antonella.
Collegio 7: Villani Adolfo; Masiello Anna
Maria; L'Arco Giancarlo; Di Cerbo Maria Antonietta.
REGIONALE
Collegio 1: Pasquale Piazza; Annalisa
Papa; Mauro Desiderio; Lucia Carla Savignano; Vincenzo Claudio
Battara; Caterina Russo; Domenico Marino; Gilberta Materazzi;
Ubaldo Greco.
Collegio 2: Pasquale De Lucia; Teresa Frattolillo;
Pietro Squeglia; Lella Piscitelli; Michele Ferrara; Lia
Pannitti; Claudio Aiello; Magda Sibbona; Salvatore Bizzarro;
Amalia Madonna.
Collegio 3: Semmi Pezone; Giuseppe Fiorillo;
Anna Rainone; Salvatore Pacciarelli; Lucia Simonelli; Salvatore
Marsilio; Nunzia Mangiacapra; Vincenzo Palmieri.
Collegio 4: Luigi Bocchino; Maria Granieri;
Saverio Della Corte; Rachele Serao; Tammaro Diana; Gabriella
Capuozzo; Vincenzo Perrotta.
Collegio 5: Giuseppe Stellato; Raffaella
Salzillo; Nicola De Siero; Giovanna D'Amore; Vincenzo Gatta;
Giuseppina Maccariella; Andrea Russo.
Collegio 6: Pasquale Di Biasio; Rosa Castrillo;
Valerio Lombardi; Rosa Altavilla; Ludovico Feole; Laura
Sangermano; Simeone Capezzuto; Luisa Marrocco.
Collegio 7: Vincenzo Cappello; Antonia
Ferace; Dario Puorto; Elena Settembrini; Luigi Di Monaco;
Maria Cirioli; Antonello Bonacci; Raffaella Ferraro.
dal
Mattino
Il Mattino, 24/09/2007
Pd, candidati in campo per la caccia
al voto
Sono state presentate le liste dei candidati per le primarie
del Partito democratico. A livello regionale spicca l’assenza
di Enzo Amendola, segretario campano dei Ds, deluso dalla
piega che ha preso la lotta per le candidature. Fuori anche
Cascetta e Montemarano. Anche a Caserta non sono mancate
le difficoltà, come fanno sapere dirigenti Ds e Dl.
Unica la lista a sostegno di Walter Veltroni, sia per «Riformisti
coraggiosi con Veltroni» (sostenitori della candidatura
di Sandro De Franciscis a livello regionale), che per «Campania
democratica per Veltroni» (lista Ds-Margherita), lo
stesso vale per «Ambiente, innovazione e lavoro»,
la lista composta dal ministro Luigi Nicolais con un distinguo:
in Campania 2, sono state presentate solo le liste nazionali,
mentre per quelle regionali, come fanno sapere dal coordinamento
provinciale: «C’è stato un accordo per
costruire solo la lista Campania democratica per Iannuzzi,
ovviamente nel progetto alle regionali entriamo con la nostra
specificità con i valori del documento: Ambiente,
innovazione lavoro». Al contrario, nel collegio Campania
1, il ministro è presente con liste nazionali e regionali.
Fra i nomi di spicco, che sostengono Veltroni nelle liste
dei «Riformisti coraggiosi», per il collegio
di Caserta, c’è l’ex assessore Dl Lucia
Esposito, il segretario Ds della sezione di Maddaloni, Clemente
Gorgoglio, il vice coordinatore nazionale dell’Italia
di Mezzo, Stefano Graziano per il collegio di Aversa. I
testimonial di diesse e dielle sono: Adolfo Villani, capolista
nel collegio di Capua, in quello di Casal di Principe scende
in campo Pietro Paolo Ciardiello, capogruppo dell’Ulivo
in Provincia. Tra i nomi Ds e Dl, sempre per Veltroni, ci
sono Luigi Russo, consigliere provinciale Ds (collegio di
Maddaloni), Michele Zannini, presidente provinciale delle
Acli (capolista a Sessa Aurunca), nello stesso collegio
compaiono anche i nomi di Anna Fusco sorella di Carlo, assessore
comunale a Sessa, Lorenzo Diana, ex parlamentare Ds ad Aversa,
il deputato Dl Rosa Suppa, che guida la lista del collegio
di Caserta, dove si aggiungo i nomi del consigliere provinciale
Eduardo Giordano e della pediatra Maria Luigia Iodice, moglie
di Nicola Scognamiglio, vice sindaco al comune Marcianise.
Le liste regionali raddoppiano nei sette collegi della provincia
di Caserta, per i «Riformisti democratici con De Franciscis»,
mentre restano sette per «Campania democratica per
Iannuzzi». Per sostenere De Franciscis, hanno deciso
di candidarsi, Maresa Simeone, medico e componente di Emily,
i consiglieri comunali di Caserta Salvatore Zullo ed Arturo
Di Palo, il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, Patrizia
Vestini, candidata a sindaco a Recale alle scorse amministrative,
l’ex sindaco Ds di Castelmorrone Aniello Riello. Sempre
per De Franciscis, ci sono tra i nomi noti alla politica
casertana: Angelo Golino, consigliere provinciale, il sindaco
di Maddaloni ed assessore provinciale Michele Farina, i
consiglieri provinciali Enzo Correra, Enzo Di Franco, Emilio
Iodice, il professore della facoltà di architettura
della Sun, Massimiliano Rendina, il vice sindaco di Piedimonte,
Costantino Leuci, l’ex sindaco di Sessa, Aldo Izzo
e il vice presidente dell’Asi Enzo Natale. A sostegno
della candidatura di Sandro De Franciscis a segretario regionale
del Pd in Campania, nel collegio Caserta 1 è stata
presentata, come anticipato, una lista di giovani per l’assemblea
regionale, composta interamente da under 30, universitari
e laureati. Al fianco di Iannuzzi, confermate le candidature
dei sindaci di Carinola Pasquale Di Biasio, di Roccamonfina
Ludovico Feole, di Piedimonte Matese Enzo Cappello, di San
Felice Pasquale De Lucia, dell’ex primo cittadino
di San Marcellino Luigi Bocchino, del consigliere regionale
Giuseppe Stellato. Mentre il sindaco di Marcianise, Filippo
Fecondo, cede il posto al consigliere comunale Telia Frattolillo.
Nessuna sorpresa per la lista Bindi, dove vengono confermate
le anticipazioni dei giorni scorsi, così come viene
confermata la composizione anche della lista Letta, a metà
tra Margherita e società civile.
Lia Peluso, dal
Mattino
Il Mattino, 24/09/2007
Crisi della politica o crisi
della democrazia?
«Il nuovo partito non risolve
la questione morale»
Raffaele Ferrara, già sindaco di Aversa e dirigente
nazionale dei Ds, guarda al Pd con qualche preoccupazione
«Mentre si sta per formalizzare la nascita del P.D.,
nel Paese è più che mai aperta la contraddizione
tra "etica" e "politica" e la crisi
di rappresentanza dei Partiti è spalancata davanti
agli occhi di tutti. Una tale "questione" - anche
nella nostra provincia, alla luce delle ultime inchieste
giudiziarie che hanno coinvolto amministrazioni di centrosinistra
- non può più essere trattata indifferentemente
nel tempo, con semplici richiami volontaristici e soggettivistici
ad un "più alto senso etico" e con altrettanto
semplici richiami "alla responsabilità dei singoli"
di volta in volta coinvolti. Essa ha bisogno di essere contestualizzata.
E questo da cosa dipende? «Il distacco tra etica e
politica è tutto dentro un senso comune - figlio
di una egemonia culturale, prima che politica - di abbandono
della centralità del "bene comune", quello
che una volta si chiamava interesse generale. Cos’altro
deve succedere, perché si ponga fine ad una discussione
tutta interna agli equilibri del ceto politico, e si prenda
atto che per molti versi l’attuale crisi della politica
è già sfociata in una crisi della democrazia
tout court? Se la politica si identifica esclusivamente
con la gestione e l’uso del potere e se l’opposizione
non è più ragione d’impegno, di militanza,
di attività politica, possibilità di controllo
democratico, allora è evidente che tutti accorrono
alla corte del vincitore di turno, con passaggi da uno schieramento
politico all’altro, indifferentemente. E non c’è
il controllo dell’opposizione? Non c’é
più ragione di stare all’opposizione. Ciascun
politico costruisce il proprio personale consenso con la
"gestione", con l’uso del potere. Di più,
si arriva addirittura alla costruzione di partiti o di correnti
personali interne ad essi. In un quadro siffatto chi paga
maggiormente lo scollamento, il disincanto e il disprezzo
nei confronti della politica è la sinistra ed il
centrosinistra. La democrazia occidentale si nutre di regole,
di norme, di procedure, di controlli. Negli ultimi anni
le amministrazioni pubbliche non sono più soggette
ad alcun controllo. L’opposizione non ha più
organi di riferimento per ricorrere o esercitare controlli..
In ogni caso, negli enti locali un ruolo lo gioca ad esempio
il consiglio comunale... «Gli organi consiliari sono
ormai svuotati di ogni competenza (salvo alcune residuali)
e gli organi esecutivi decidono sui destini di tutti. È
evidente che in discussione non è solo la politica,
ma le stesse forme in cui la democrazia si era finora articolata.
La politica legifera, seleziona opzioni. Sceglie regole
che reggono l’unità del Paese, che lo modernizzano.
A destra come a sinistra sembrano, al contrario, non considerare
che una politica che gioca, fa l’arbitro e legifera
è una politica cattiva e tribale, che il Paese ormai
disprezza; una politica che provoca rabbia, indignazione,
qualunquismo, demagogia populistica, quei sentimenti, appunto,
che portarono già alla dissoluzione di un sistema
politico e che ci ha regalato già due governi Berlusconi.
E allora, secondo lei che va fatto... «Allora il nuovo
Partito, anche qui a Caserta, dovrebbe indicare come intende
superare indistinti metodi di governo privativistici e quale
radicale ristrutturazione delle regole del gioco sia necessaria
per correggere quella politica di ceto autoreferenziale
che vive di una nascosta solidarietà di persone e
di gruppi. Come intende superare la legittimazione di clan,
interessi, affarismo e di egoismi pubblici. Purtroppo, pare
a me che nel nuovo partito si stia invece trasferendo automaticamente
per intera questa crisi e questa deriva della politica.
Claudio Coluzzi, dal
Mattino
comunicato stampa, 24 settembre
2007
Con Veltroni. Ambiente, innovazione,
lavoro
Care e cari,
abbiamo deciso di costruire il partito di chi vuole bene
all’Italia e crede nel suo futuro.
Il partito dell'interesse generale, della coesione sociale,
dello sviluppo sostenibile.
Il partito delle città e dei territori decisi a coltivare
le loro diverse vocazioni ma orgogliosi del loro essere
italiani e consapevoli che questa comune appartenenza, come
quella più ampia alla casa europea, sono un patrimonio
irrinunciabile e un insostituibile valore aggiunto, nonché
la base di un moderno federalismo solidale.
Il partito della presa di coscienza che neutralizzare i
cambiamenti climatici è la prima missione di un moderno
e credibile riformismo.
Il partito dell’ambiente, dell’innovazione,
della qualità italiana.
Questo deve essere per noi il Partito Democratico.
Vogliamo un partito che restituisca senso e dignità
alla politica, oggi troppo spesso ridotta alla difesa di
rendite, privilegi, egoismi corporativi. Vogliamo un partito
che guardi al merito e al talento delle persone, alla sicurezza
delle cittadine e dei cittadini e ai diritti di cittadinanza,
ai doveri di ognuno verso la comunità di cui è
parte, come alle basi più solide su cui lavorare
per il bene dell’Italia e degli italiani, su cui fondare
un patto rinnovato tra le generazioni presenti e un impegno
di responsabilità verso quelle future, su cui garantire
più giustizia sociale e migliori condizioni perché
possano affermarsi l’intelligenza e il sapere anche
dei cittadini socialmente più svantaggiati.
Vogliamo un partito composto e guidato da molti
ragazzi e ragazze: non un partito che parli ai
giovani, ma un partito dove parlino, e contino, i giovani.
Un partito che sappia ascoltare la voce di generazioni che
già partecipano all’economia, alla informazione
e alla democrazia attraverso la Rete. Generazioni alle quali
è necessario garantire un sistema di regole per accrescere
l’autonomia, contrastare le forme di precarizzazione
nel lavoro e di insicurezza nella vita, promuovere i talenti
e la creatività.
Con Walter Veltroni, vogliamo un partito
di valori, ma di valori radicati nei bisogni e nelle speranze
del presente, liberati dalle gabbie ideologiche del passato.
Vogliamo un partito che realizzi, certo, l’unione
tra le grandi tradizioni riformiste del Novecento –
il socialismo, il cattolicesimo democratico e sociale, la
cultura dei diritti individuali e collettivi di libertà
-, ma che non si fermi a questo.
Vogliamo un partito che sappia e che si occupi di ambiente.
L'ambiente problema drammatico, su scala globale con i mutamenti
climatici, con l’inquinamento dell’aria e dell’acqua,
con la dissipazione delle risorse naturali, e su scala italiana
con emergenze ormai incancrenite dall'abusivismo edilizio
al "far-west" dei rifiuti in buona parte del Sud.
L’ambiente che per essere salvaguardato nella sua
integrità e qualità chiede che il criterio
della sostenibilità guidi le scelte di fondo in tema
di energia, di gestione delle risorse idriche, di infrastrutture.
Ma l'ambiente, anche, ingrediente e simbolo di un benessere
più completo e più autentico e di uno sviluppo
veramente sostenibile, che valorizzi le nostre risorse più
preziose, tutte largamente immateriali e perciò ecologiche:
prima di tutto la conoscenza, il sapere scientifico e tecnologico,
la creatività applicata al lavoro e all’impresa,
la scuola, l’università, i centri di ricerca:
insomma il capitale umano, ricchezza economica impareggiabile
e anche inesauribile risorsa di civiltà, di libertà,
di responsabilità; e poi il paesaggio, la cultura,
e le mille economie territoriali volano di quel modello
del "made in Italy" il cui successo cresce in
tutto il mondo ed è la nostra principale carta vincente
nell'era della globalizzazione. Vogliamo un partito che
declini la parola qualità: qualità dell’ambiente,
qualità delle produzioni, qualità del lavoro.
Un lavoro ricco di sapere e di autonomia creativa in grado
di restituire alla persona che lavora quegli spazi di libertà
che sono indispensabili per la sua autorealizzazione.
Occorre per tutto questo promuovere una nuova idea di interesse
pubblico, che esalti la responsabilità, l’iniziativa
delle persone, la cultura della sussidiarietà e della
cittadinanza attiva, anche attraverso lo sviluppo del Terzo
settore e dell’economia sociale. E occorre promuovere
un rinnovato protagonismo di quanti ogni giorno già
s’impegnano su queste stesse sfide nelle scuole, nelle
imprese, nelle università, nei territori, nei Nord
e nei Sud del paese, nei luoghi del lavoro e della vita.
Portare queste storie e queste esperienze nel Partito democratico
è una condizione determinante per la riuscita del
nostro progetto politico.
Questa è la nostra idea di partito democratico, che
vogliamo far vivere già nel profilo e nella composizione
delle liste che abbiamo schierato a sostegno di Walter Veltroni:
liste di donne, di uomini, di ragazze, di ragazzi,
innamorati della buona politica. Di una politica,
come scriveva mezzo secolo fa Hannah Arendt, che per essere
degna del suo nome ha bisogno di un “cuore intelligente”.
Ecco i nostri principali candidati nei sette collegi della
Provincia di Caserta per le elezioni primarie di domenica
14 ottobre:
Collegio 1: Sergio Carozza, Maria Rosaria Iacono
Collegio 2: Valentina Crisci, Carmine De Lucia
Collegio 3: Michele Di Natale, Maria Di Foggia
Collegio 4: Paola Pascale, Agostino Cerullo
Collegio 5: Chiara Schilardi, Euplio Scialla
Collegio 6: Rizza Giuseppina, Guarriello Carmine
Collegio 7: Nicola Sorbo, Rossella Borrelli
A presto, e buona campagna per le primarie a tutte e tutti.
Il coordinamento “Con Veltroni. Ambiente,
innovazione, lavoro” - casertaveltroni@libero.it
Il Mattino, 13/09/2007
Porfidia all’attacco contro
l’opposizione
Recale. «I “mafiosi” sono loro».
Per una volta, il sindaco Americo Porfidia rinuncia al suo
aplomb e risponde alle accuse di «aver gestito in
modo “criminale” i lavori al piano regolatore»
lanciate, qualche settimana fa, dall’opposizione attraverso
un manifesto e ribadite nell’ultimo consiglio comunale.
«Mi addebitano di ignorare le sollecitazioni della
minoranza», dice Porfidia. «Non è paura
la mia, ma vergogna di portare la dialettica politica a
un livello così squallido. La verità –
rincara il sindaco – è che l’opposizione
non sa accettare il responso delle urne e ricorre a qualsiasi
metodo pur di fermare l’attività amministrativa.
Il responso elettorale, piaccia o no, ha sancito che i cittadini
di Recale hanno voluto ridare fiducia alla maggioranza per
la tenacia, l’onestà e la trasparenza dimostrate
in questi anni». Porfidia ricorda, poi, che dal 1997
al 2002 egli ha dato prova di cosa significhi opposizione
«costruttiva», facendo operare l’amministrazione
Gadola in tranquillità. «Nonostante ciò
– aggiunge –, non sono riusciti ad andare d’accordo.
E oggi fanno illazioni non suffragate da un solo atto concreto
e veritiero, ma solo con l’intento di disorientare
i cittadini, utilizzando parole e frasi che sono sconosciute
al mio modo di agire». Porfidia, che nel pomeriggio
di ieri ha fatto affiggere anche un manifesto in cui risponde
agli addebiti della minoranza, non fa cenno però
alle domande sollevate da Vincenzo De Angelis dei Ds: «Anziché
affrontare nel merito i problemi posti dalla Provincia –
ha dichiarato il segretario della Quercia –, l’amministrazione
ha tentato di eluderli ricorrendo a trucchi spericolati.
Come si può sostenere seriamente che una lottizzazione
approvata con un Puc non valido possa poi servire a rendere
valido il Puc? E come si può sperare che la Provincia
approvi lo strumento urbanistico così com’è,
avendo già censurato l’eccessivo sviluppo edilizio?».
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Partito Democratico
… verso la costituente
del Partito Democratico
Sapere, Competenza, Trasparenza,
Legalità
Lunedi
17 settembre ore 18.30 - Teatro Comunale- via Mazzini Caserta
intervengono:
Pina Picierno - Presidente Nazionale Giovani
Margherita
Michele Colamonici - Segretario Provinciale
Cgil Caserta
Nicola Melone - Preside Facoltà
Scienze Matematiche SUN
LUIGI NICOLAIS
Ministro Funzione Pubblica
Il Mattino, 12/09/2007
La Siemens al gruppo Usa Jabil
Marcianise. Il gruppo Nokia Siemens ufficializzerà
oggi l’avvio della procedura di cessione di ramo d’azienda
dei siti di Cassina de Pecchi e Marcianise. Lo comunicherà
direttamente alle rappresentanze territoriali, con la necessaria
precisazione che nel provvedimento non saranno coinvolti
in Lombardia gli addetti della «catena del valore»,
vale a dire ricerca e commercializzazione, mentre l’intero
stabilimento casertano, a vocazione manifatturiera, verrà
esternalizzato e con esso i 350 lavoratori che vi operano.
Da quest’oggi scattano anche i 25 giorni previsti
per legge per le doverose consultazioni sindacali, successivamente
si dovrà verificare se ci sono le condizioni per
un eventuale accordo tra le parti, con l’ingresso
del nuovo referente imprenditoriale che dovrebbe essere
il colosso statunitense Jabil. È questo, in buona
sostanza, il risultato del vertice svoltosi ieri al ministero
per lo Sviluppo economico sulle prospettive del colosso
delle Telecomunicazioni,confronto durante il quale l’amministratore
delegato Vittorio Guerra ha confermato le scelte di politica
industriale già annunciate a livello internazionale,
con ridimensionamenti degli organici che solo in Italia
si attestano intorno ad un significativo 15%. Nettamente
contrario al provvedimento si è dimostrato Mario
Raffaldini, quale rappresentante del ministro Bersani, nella
considerazione delle grandi prospettive collegate al piano
di settore predisposto dal Governo, con i massicci investimenti
che nei prossimi anni saranno destinati alla tecnologia
«wi-max». Nettamente contrari anche i rappresentanti
dei lavoratori che avevano già manifestato nei giorni
scorsi grosse perplessità sulla vicenda dal momento
che il mercato dei telefonini cellulari (core business di
Nokia) si preannuncia di grande interesse anche in Italia
e in netta espansione fino al 2015. Per questi motivi, già
ieri avevano dato vita a otto ore di sciopero nello stabilimento
di Cassina e un’ora di sciopero a fine turno nel casertano.
«Nei prossimi giorni adotteremo tutte le iniziative
necessarie per contrastare la decisione già presa
nei mesi scorsi - fanno sapere dalla Flm nazionale - ci
batteremo fino in fondo nelle prossime consultazioni anche
se sappiamo che sarà difficile che Nokia possa tornare
sui suoi passi». Si riaccendono intanto le speranze
di salvataggio dell’Ixfin di Marcianise, dopo che
il ministero del Lavoro ha autorizzato il ricorso alla cassa
integrazione per il secondo semestre di quest’anno.
A essere interessati dal provvedimento, richiesto dalla
curatela fallimentare presso il Tribunale di Napoli, sono
circa 850 lavoratori che usufruiranno del trattamento straordinario
a partire dall’inizio dello scorso luglio. Prima che
la decisione diventi esecutiva tuttavia, sarà necessario
attendere la pubblicazione del decreto che potrà
essere ufficializzato anche attraverso il mezzo informatico.
A dare la notizia della firma sono state le segreterie territoriali
dei metalmeccanici sulla base delle sollecitazioni più
volte rappresentate anche a livello istituzionale, non ultima
dalla Prefettura di Caserta. «È il risultato
di una lunga fase di trattativa - ha commentato per la Fiom
Cgil il segretario provinciale Raffaele Moretti - un intervento
che riteniamo fondamentale perché il Tribunale fallimentare
possa consentire il passaggio alla gestione commissariale
dell’Ixfin e dare il via libera al possibile rilancio
dell’azienda». Una possibilità di ripresa
che potrebbe concretizzarsi in maniera ancor più
significativa se nell’arco di questi ultimi mesi del
2007 sarà varato, come previsto, l'accordo di programma
al vaglio della Presidenza del Consiglio e che vede proprio
nel sito di Marcianise il crocevia strategico per lo sviluppo.
«Per noi la cig è molto più di una boccata
d’ossigeno - ha detto Michele Arpa della Fim Cisl
-vuol dire che ci sono le condizioni, anche dal punto di
vista occupazionale, per mettere in piedi un nuovo progetto
industriale».
Enzo Mulieri, dal
Mattino
Il Mattino, 12/09/2007
SAN NICOLA LA STRADA
Per la pace e contro Lo Uttaro
La «Fiaccolata di testimonianza» in memoria
delle vittime dell'11 settembre, svoltasi ieri sera a San
Nicola la Strada, ha avuto una singolare coda. Era quella
del Comitato emergenza rifiuti di San Nicola la Strada,
Caserta, San Marco Evangelista e Maddaloni che protestava
all'insegna dello slogan «non c'è pace senza
salute». Davanti al corteo le associazioni locali
con gli striscioni in favore della pace, con in testa lo
slogan di quest'anno della fiaccolata «abbattiamo
i muri per costruire i ponti». Dietro il labaro comunale
gli amministratori, poche centinaia di persone rispetto
alla gran massa, quasi il doppio, raccolti dietro lo striscione
del comitato rifiuti, staccate dal precedente corteo di
pochi metri. Molti dei manifestanti indossavano le mascherine
antismog, a testimoniare l'aria che a San Nicola la Strada
è irrespirabile per i miasmi che emanano i rifiuti
del sito di trasferenza e quelli stoccati a Lo Uttaro. La
manifestazione ha avuto successo
lu.be., dal
Mattino
Il Mattino, 12/09/2007
Pd, la sfida del presidente «senza
partito»
Con la candidatura alla leadership
della nuova formazione per De Franciscis si aprono gli scenari
regionali
Nelle ultime settimane era andato in crescendo: prima la
firma del «manifesto dei coraggiosi» di Rutelli,
poi la partecipazione al vertice di Vietri dove - con Angelo
Villani, Vincenzo De Luca e Carmine Nardone - aveva affondato
la lama della critica nella gestione della Regione, e infine
la riunione con i sindaci e gli amministratori pubblici
che negli ultimi due anni avevano sposato sul territorio
le sue posizioni per aprire ufficialmente la battaglia nel
Pd. La candidatura alla segreteria regionale del nuovo partito
è arrivata come la ciliegia sulla torta. «Perché
comunque vada - spiegano nell’entourage dei fedelissimi
- ha già vinto». La sfida della «sprovincializzazione»
era, infatti, la più importante per un leader nato
e cresciuto politicamente all’interno della periferia
della metropoli napoletana. La corsa del medico bilingue
specializzato alla Harvard è cominciata, però,
almeno dieci anni fa. Dai tempi, cioé, della campagna
per l’elezione del sindaco della città, un
traguardo che Sandro De Franciscis, popolare della prima
ora (ha fatto parte della costituente del Ppi, e ha ricoperto
le cariche di consigliere nazionale e vicesegretario regionale)
nel 1997 mancò a sorpresa al primo turno (il sorpasso
del candidato della sinistra, Peppe Venditto, aprì
la strada all’epoca Falco). Da quella lezione amara
le scelte di De Franciscis diventano ponderate al massimo,
gli obiettivi scelti con cura e centrati. Nel 2001 il salto:
alle politiche di maggio, candidato dal Ppi nel collegio
maggioritario Caserta 1, viene eletto al parlamento, seggio
strappato al centrodestra nella competizione con Nicolò
Cuscunà di An. Nel biennio successivo, però,
c’è l’inaspettata rottura con Ciriaco
De Mita, nume della Dc prima e della Margherita poi, di
cui De Franciscis era considerato sicuro delfino. Nel 2003,
infatti, in polemica con il leader di Nusco, si ritrova
nelle fila del partito di Mastella, che lo incorona immediatamente
numero due e portavoce del Campanile. Ma anche questa si
rivela una tappa transitoria di un percorso che va sempre
di più verso l’«autonomizzazione»
del deputato, in vista di un partito ancora da venire. La
convivenza con Mastella rivela fin dall’inizio insanabili
distanze di linea e di stile tra i due. De Franciscis morde
il freno dell’obbedienza di partito eppure nel 2005
si ritrova candidato alla carica di presidente della Provincia
in quota Udeur. È un giro di boa importante. In quel
periodo bruciava ancora, nei Ds il suo rifiuto a scendere
nuovamente in campo come candidato sindaco dopo la prima
amministrazione Falco e nella Margherita il «gran
tradimento» verso De Mita. Il lungo tira-e-molla però
aveva messo in evidenza come fosse una «designazione
obbligata» nel confronto che si preannunciava durissimo
con la Cdl. Dopo il lungo regno di Riccardo Ventre alla
Provincia, infatti, quella del coordinatore regionale di
Fi Nicola Cosentino sembrava una successione annunciata.
De Franciscis - con una campaggna sottotono e senza maximanifesti
- stravolge i pronostici della vigilia, smantella i festeggiamenti
che il centrodestra aveva già preparato, e trionfa
al primo turno con 254 mila preferenze. Alla Provincia il
primo obiettivo è disfarsi dalla tutela dei partiti:
e la formazione della giunta sarà il primo step.
Nel 2006 l’addio a Mastella e la costituzione del
movimento «Popolari e rifromisti per il Pd».
Pragmatismo, progetti che volano alto e ferreo controllo
dei posti-chiave gli consentono in due anni di formare un
«partito del Presidente» che ogni giorno fa
nuovi proseliti nonostante gli scontri con Ds e Margherita.
Sul tavolo cala carte pesanti: l’elezione a sindaco
di Petteruti (imposto ai recalcitranti alleati), il feeling
con il governo che a Caserta tiene la sua prima riunione
extramoenia, la sintonia con il vicepremier che lo indica
come ideale anti-De Mita. E ieri ha aperto una nuova pagina.
Antonio Pastore, dal
Mattino
Il Mattino, 11/09/2007
Manifestazione al Comunale con
Ucciero e Pascarella
«Con il Pd rinnoviamo la classe
dirigente»
All’incontro presenti tanti
amministratori «Trasformare i partiti aprire alla
società civile»
Terzo appuntamento, ieri pomeriggio al Teatro comunale
di Caserta, per «La sfida dei democratici» dopo
la presentazione ufficiale del documento nel mese di luglio.
La manifestazione per illustrare, ad iscritti e non, il
progetto del Partito democratico è stata organizzata
dal gruppo Ds guidato dal vicesegretario provinciale Nicola
Ucciero e dal sottosegretario alla Pubblica Istruzione Gaetano
Pascarella. Sul palco del Teatro c'erano anche i consiglieri
provinciali Rodolfo Parisi e Angelo Golino, in compagnia
dell'esponente di Alleanza riformista ed ex sindaco di San
Tammaro, Raffaele Raucci, del vice sindaco di Piedimonte
Matese Costantino Leuci e di Maria Vitalba, componente del
Comitato provinciale dei 48. Il dibattito, introdotto da
Arturo Di Palo, si è snodato intorno a due argomenti
principali: forte spinta innovativa da dare alla politica
e la partecipazione dei cittadini. Una platea affollata
dalla quale spiccavano le presenze di Giuseppe Savoia, sindaco
di Sant'Arpino, gli assessori provinciali Franco Capobianco
e Antonio Reccia, Enrico Fabozzi, sindaco di Villa Literno,
Antonio Zampella, presidente dell'Arci, Mario Basco, consigliere
provinciale, i consiglieri comunali di Caserta Andrea Boccagna
e Rosa Bonavolontà, Francesco Gatto, consigliere
comunale di Aversa, Achille Natalizio, dirigente regionale
Ds, l'ex assessore provinciale della Margherita Lucia Esposito,
il segretario cittadino della Margherita di San Nicola la
Strada Vito Marotta, i sindaci di Teverola, San Potito Sannitico,
Presenzano, Pietramelara, Vairano e molti segretari di sezioni,
una folta rappresentanza di consiglieri comunali della provincia
di Caserta. Tanti i curiosi non appartenenti alla categoria
degli amministratori o iscritti a partiti politici, che
hanno preso parte alla manifestazione. «Nel luglio
scorso - ha ricordato Ucciero - abbiamo fatto la scelta
di entrare a far parte del progetto del Pd, un passo che
abbiamo deciso di fare guardando alla partecipazione, perché
crediamo che sia necessario costruire un dibattito, perché
il Partito democratico è l'occasione storica per
riformare il sistema politico italiano. Per fare questo
bisogna mettere in campo una nuova classe dirigente, ponendo
così una questione di genere e generazionale. Vogliamo
partecipare alla composizione delle liste guardando all'innovazione,
mettendo insieme coloro che sono attenti alla trasformazione.
Il segno del nostro lavoro oggi, sta nelle adesioni di tanti
sindaci e non iscritti e di Alleanza riformista».
L'attenzione è tutta rivolta al cittadino e alle
sue esigenze, realizzando un nuovo sistema della politica
fortemente rinnovato, è questo il messaggio lanciato
dall'iniziativa messa in campo da Ucciero e Pascarella.
Senza dimenticare una giusta rappresentanza delle donne
nel Pd, come hanno rimarcato Rosa Bonavolontà, Clementina
Ferraiuolo e Maria Vitalba. «Quest'assemblea - ha
concluso Pascarella - segue i due incontri che abbiamo organizzato
a luglio, adesso abbiamo voluto dare la cifra del progetto
che vogliamo porre in campo, cioè di un partito nuovo,
che possa essere attento alle domande e alle esigenze della
gente. Mi auguro inoltre che con il Pd possiamo dare maggiore
stabilità alle nostre amministrazioni, da quella
regionale a quelle locali».
Lia Peluso, dal
Mattino
Il Mattino, 09/09/2007
V-day, mille in fila per firmare
Successo inaspettato per i «cittadini
attivi» che si sono mobilitati in città
Caserta ha risposto con oltre mille «vaffa»
al V-Day organizzato da Beppe Grillo. E molti di più
sono stati quelli che, ieri, si sono fermati a chiedere
informazioni agli attivisti del «meetup» di
Caserta, una ventina di ragazzi - i «Cittadini attivi»
- che in un mese hanno organizzato l’adesione del
capoluogo all’evento. Una partecipazione che è
montata grazie al passaparola sul web. È proprio
su internet i 250 iscritti del meetup casertano dialogano
e si organizzano. Da largo San Sebastiano, in contemporanea
con altre 225 città italiane, è partita la
raccolta delle 50mila firme necessarie per presentare una
proposta di legge di iniziativa popolare per un «Parlamento
pulito». Un’idea lanciata da Grillo, l'attore
ligure che da anni è diventato una sorta di «guru»
per migliaia di persone che lo seguono anche attraverso
il suo blog, il più consultato d’Italia. Tre
i punti, così come i no previsti dalla proposta di
legge che punta a escludere dal Parlamento chi sia stato
eletto «già due volte» e chi sia stato
«condannato con sentenza definitiva o abbia patteggiato
una pena», oltre a prevedere che i candidati a Camera
e Senato debbano essere votati dai cittadini attraverso
il sistema della «preferenza diretta». Un otto
settembre, quello di ieri, pensato per lanciare un «vaffa»
che fosse per metà legato al ricordo che «dallo
sbarco in Normandia del 1943 non è cambiato niente»,
e per l’altra metà riconducibile al film «V
come vendetta», ricorda Grillo in collegamento da
Bologna in diretta poco dopo le 18 attraverso un sistema
di videostreaming via web su «Ecotv». Una diretta
che a Caserta, a causa di una linea non perfetta, dura solo
pochi minuti per lasciare spazio ai video già registrati
del comico. Video mandati in onda su un televisore piazzato
alla buona in via Mazzini dagli «amici di Beppe Grillo»
che fungono da calamita verso lo «struscio»
pomeridiano nel centro storico. «Al V-Day ci sei o
non ci sei, serve una nuova soluzione, c'è troppa
corruzione», intona l’inno ufficiale della giornata,
scritta dal cantautore Leo Pari e diffusa via web. Su un
sottofondo di rock «militante», Pari canta «contro
l’Italia che affonda» e avverte: questo è
un invito, alzate tutti il dito medio». Un invito
che viene raccolto a tal punto, che attorno alle 20 si formano
code di casertani che vogliono firmare al banchettino di
largo San Sebastiano. «Siamo sommersi, un successo
del genere ci coglie veramente di sorpresa - racconta la
”cittadina attiva” Veronica Crisci - e pensare
che c’è gente che sta aspettando da un quarto
d’ora solo per firmare. Certo, oggi avevamo il traino
dell’evento nazionale organizzato da Beppe, però
questa giornata ci dà morale per continuare a coinvolgere
la gente in modo diretto». E, infatti, i duecentocinquanta
si sono dati già appuntamento per questa sera. C’è
un’altra questione su cui cercano di sensibilizzare
l’opinione pubblica: il sito «Lo Uttaro».
È Giuseppe Romano a spiegare che il meetup «sosterrà
il Comitato per l’emergenza rifiuti». Stasera
si vedranno nella rotonda di San Nicola la Strada per «dire
basta all’emergenza».
Francesco G. Esposito, dal
Mattino
Il Mattino, 09/09/2007
«Un leader giovane per il
nuovo partito»
Il sottosegretario Pascarella:
cambiare il sistema del consenso
Senatore Pascarella, il Partito democratico sta nascendo
sugli organigrammi, si parla poco di politica. Che partito
sta nascendo? «Dobbiamo lavorare per superare il modello
di partito in cui si è forti se si ha grande capacità
di consenso politico con l’intermediazione».
Cioè? «Significa che il Partito democratico
deve essere un partito in cui si deve dialogare sul territorio
con tutti, ma non può essere il partito in cui il
consenso è esclusivamente di carattere clientelare
perchè è un elemento di grande subalternità.
Dal momento che nel Mezzogiorno questo è un aspetto
patologico, noi dobbiamo fare in modo che questo nuovo partito
abbia almeno la tensione, insieme ai grandi valori che lo
caratterizzano a livello nazionale, a puntare a un rapporto
qualificato con l’opinione pubblica». E come
lo troverà il consenso il Partito democratico? «Lo
troverà se riesce a dialogare con l’opinione
pubblica, che è più attenta di una volta,
sui grandi temi che interessano la nostra regione, che sono
ancora quelli del lavoro e del welfare.» Ma non sarà
difficile mettere insieme gruppi dirigenti di ds e Margherita
che spesso, soprattutto a livello locale, si sono divisi
anche aspramente? «Ci sono posizioni contaminate:
nel dibattito politico nazionale da tempo i gruppi dirigenti
hanno posizioni comuni sui grandi temi e anche a livello
locale l’azione amministrativa ha messo insieme culture
e specificità delineando percorsi comuni. Ci saranno
certo difficoltà, ma il cammino è molto avanzato».
Perché la preoccupa così tanto in questa fase
quella che lei chiama la doppiezza? «Siamo passati
attraverso la Dc, il Pci e anche tra i partiti dell’attuale
opposizione che del doppio binario, cioè del rapporto
con l’opinione pubblica da una parte e dell’intermediazione
politica dall’altra, hanno fatto la loro caratteristica
politica. Quindi, c’è una storia lunga di chi
pensava che le due cose potessero stare insieme. Su queste
basi sono state fatte scelte». Ma oggi il registro
è cambiato. «Oggi serve decisione e responsabilità.
Ci deve essere un sentimento comune: si devono assumere
responsabilmente decisioni e nelle scelte deve prevalere
l’interesse generale sul particolare». È
questa la strada del riformismo? «Il pd deve essere
una stanza di compensazione capace di agevolare i sindaci
e di chi governa per applicare e portare avanti il programma.
Su questo versante si parte bene in Campania se si riesce
a individuare un punto di riferimento il più lontano
possibile dal difetto della doppiezza politica. Tanto meglio,
ma non obbligatorio, se è un giovane, ma che non
abbia avuto a che fare con il sistema della doppiezza. Sono
però preoccupato per come si stanno sviluppando gli
accordi e le alleanze, mi auguro uno loro scompaginamento».
Non trova eccessivi i toni della discussione proprio sul
primo segretario regionale del Pd? «Bisogna uscire
dalla contrapposizione e passare alla condivisione, è
uno sforzo necessario. Noi abbiamo bisogno che si avvi un
confronto sui temi. Per esempio in provincia di Caserta
abbiamo dimostrato decisione e responsabilità nella
vicenda di Lo Uttaro, ma la gestione non può essere
quella che c’è stata fino ad adesso. Dobbiamo
pretendere di avere gli stessi finanziamenti dati a Serre
perché la situazione è certamente più
esplosiva nella conurbazione casertana che a Serre. E questo
significa avere la credibilità e dire che anche da
decisioni difficili ci sono i vantaggi per le comunità».
Gianni Molinari, dal
Mattino
Il Mattino, 09/09/2007
Tutti al lavoro per il manifesto
del Pd
La prima riunione del Comitato provinciale per il Partito
democratico si è tenuta ieri mattina al Novotel ed
è servita a stabilire le linee generali, subito dopo
l'insediamento dei quarantotto, sulle quali si muoverà,
per eleggere un ufficio tecnico-amministrativo, che avrà
compiti di guida e di organizzazione delle primarie in provincia
di Caserta. A dare l'avvio al confronto è stato Ubaldo
Greco, segretario provinciale della Quercia, che ha rimarcato
le scadenze che devono essere rispettate prima delle primarie
del 14 ottobre. La prima scadenza è il 22 settembre,
data entro la quale devono essere presentate le liste. «Questo
Comitato - ha sottolineato Greco - lavorerà perché,
anche localmente, il Pd non nasca come sommatoria dei due
partiti che lo compongono, ma come forza unica e innovatrice
avendo come primo termine quello delle primarie nazionali
del 14 ottobre, nel corso delle quali saranno eletti il
segretario nazionale e regionale del nuovo partito, ma preparando
contemporaneamente il terreno per la Costituente provinciale,
che seguirà. La funzione del Comitato non è
solo tecnica, ma è soprattutto politica. Il Partito
democratico ancora non esiste, siamo noi che lo dobbiamo
costruire. L'obiettivo finale è quello di veder nascere
sul territorio provinciale e con il contributo più
ampio possibile della società civile e del mondo
del lavoro, un soggetto presente a tutti i livelli, in grado
di dialogare con tutti, che provi a dare risposte concrete
alle esigenze del territorio». Nel corso della riunione
sono stati definiti anche i criteri per la individuazione
dei membri dell'ufficio tecnico. Dovranno essere rappresentate
tutte le forze politiche con le loro articolazioni interne
e la società civile; un'attenzione alle presenze
di genere ed infine, del gruppo ristretto, non faranno parte
coloro che hanno intenzione di candidarsi. Il Comitato dovrà
organizzare una serie di iniziative di divulgazione dei
principi ispiratori del Pd, per portare all'esterno il messaggio
del nuovo progetto. L'idea, lanciata da Squeglia, è
di organizzare tre incontri sul territorio nei tre collegi
senatoriali della provincia di Caserta. Presenti all'incontro
trentotto dei quarantotto componenti del Comitato. Tra gli
assenti c'erano Sandro De Franciscis, presidente della Provincia
di Caserta; Nicodemo Petteruti, sindaco di Caserta; Andrea
Lettieri, assessore provinciale e sindaco di Gricignano;
Adolfo Villani, vice presidente della Provincia; Lorenzo
Diana, ex senatore Ds; Salvatore Bizzarro, presidente del
Consiglio di Marcianise; Nicola Melone, preside della Facoltà
di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali; Antonio Farinari,
segretario provinciale della Uil; lo stilista Angelo Fusco;
l’imprenditore Massimo Alois e Domenico Iorio, docente
della Federico II di Napoli. Rispetto delle minoranze e
presenze di genere, sono i due punti che Giovanna Abbate,
Responsabile del Dipartimento Pari Opportunità della
Cgil, ha portato all'attenzione di tutto il Comitato ed
in particolar modo dei due leader provinciali Ds e Dl, Greco
e Pietro Squeglia. Mentre Stefano Graziano, vice coordinatore
nazionale dell'Italia di Mezzo ha evidenziato la necessità
di leggere correttamente l'innovazione politica rappresentata
dal Pd. Forti timori e preoccupazioni sono state lanciate
dalla società civile in vista delle Primarie. «Il
Partito democratico - ha affermato nel suo intervento Paolo
Broccoli, ex parlamentare del Pci - nasce per dare risposte
al futuro della democrazia. Alla politica si chiede una
visione, un immane sforzo progettuale e creativo, che vada
oltre che la custodia di un'identità. Il problema
è capire se quest'organismo è in grado di
sopportare la mia presenza e soprattutto trovare il consenso».
E lunedì al Comunale alle 19 manifestazione per il
Pd con il vicesegetario della federazione Ds di Caserta
Nicola Ucciero e il sottosegretario Gaetano Pascarella.
Lia Peluso, dal
Mattino
Comunicato stampa, 7 settembre
2007
Assemblea pubblica contro la discarica
Lo Uttaro
Il giorno 9 settembre alle ore 19,00 nella Rotonda di fronte
alla chiesa di din Oreste Farina si terrà una assemblea
pubblica per spiegare ai cittadini di San Nicola che cosa
sta succedendo nella triste vicenda della discarica.
La manifestazione rientra nella serie di iniziative che
il Comitato Emergenza Rifiuti sta mettendo in essere nei
territori dei quattro comuni interessati dalla Grande Puzza
e dall’emergenza ambientale provocata dalla presenza
della discarica stessa, del sito di stoccaggio e di quello
di trasferenza.
Occorre fare chiarezza perchè le parole pronunciate
dal Presidente della Provincia hanno seminato in più
di una persona il dubbio che la battaglia era persa e che secondo
i giudici era tutto in ordine.
Non è così!!!
I giudici di Napoli hanno semplicemente nominato un perito
(CTU) che dovrà fare definitivamente luce sulla
vicenda.
Il giorno 5 settembre egli ha accettato formalmente l’incarico
che dovrà portare a termine in quaranta giorni.
Se, come crediamo, avremo ragione, dovremo mettere
in essere le azioni tese allo svuotamento della discarica,
al ripristino del territorio e alla bonifica di tutta la
zona Lo Uttaro.
Si parlerà, inoltre, dell’azione legale che
stiamo mettendo a punto e che consentirà ai cittadini
di essere risarciti. Tutti siamo danneggiati nello svolgimento
normale della nostra esistenza dai miasmi provenienti dalla
discarica e siamo beffati dal pagamento di una esosa tassa
di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, tra le più
alte a livello nazionale, che in cambio procura danni alla
salute senza risolvere alcun problema.
E’ importante, quindi, che partecipiamo compatti alla
manifestazione perchè solo così dimostreremo
che non siamo sottomessi ad uno potere che ci vuole schiacciare
a tutti i costi e che difenderemo caparbiamente, con tutti
i mezzi consentiti dalla legge, il diritto alla salute garantito
dalla costituzione a noi ed alle nostre famiglie.
Antonio Roano, Comitato Emergenza Rifiuti
San Nicola – Caserta – San Marco Ev. - Maddaloni
Il Mattino, 06/09/2007
RECALE. DISCUSSIONE BIS DOPO
LA PRIMA BOCCIATURA
Puc, scontro in aula sull’approvazione
Recale. Con una maggioranza decimata dal conflitto di interessi,
che ha tenuto lontano dalla discussione persino il sindaco
Americo Porfidia, ieri mattina, il consiglio comunale di
Recale, in seconda convocazione, ha riadattato il piano
urbanistico comunale. «Si iniziano a concretizzare
– ha dichiarato Patrizia Vestini – quelle milionarie
speculazioni edilizie predisposte attraverso il disegno
di affossare il piano regolatore dell’amministrazione
Gadola al solo scopo di garantire la tutela di interessi
privati». Pur di ottenere almeno sei voti validi e
rimuovere l’illegittima votazione a cinque che a febbraio
ha vanificato la prima adozione del Puc, in previsione dell’assemblea
di ieri, Porfidia ha dovuto rimodulare sia la maggioranza
che l’esecutivo. In aula, vi erano Francesco Ommeniello,
Pietro Mingione, Bartolomeo Rossi, Osvaldo Argenziano e
i due consiglieri subentrati ai dimissionari Antimo Argenziano
e Francesco Porfidia, ossia Angelo Zarrillo e Paolo Mastroianni.
Su quest’ultimo si sono concentrate le maggiori «attenzioni»
dell’opposizione, e a nulla sono valse le ripetute
rassicurazioni rese dallo stesso Mastroianni. «La
lottizzazione approvata dalla giunta il 13 luglio –
ha fatto notare Franco Squeglia – oltre a non rimuovere
il conflitto di interesse, crea un danno immenso alla comunità,
cui è stata sottratta per sempre la possibilità
di beneficiare delle infrastrutture pubbliche previste a
sud del plesso scolastico Giovanni XXIII». Nemmeno
l’annunciato ricorso alla magistratura, nelle fasi
finali dei lavori, ha scatenato una reazione in Ommeniello,
impeccabile presidente dell’assemblea, e negli altri
cinque consiglieri di maggioranza. Il gruppo si è
limitato a rivotare quelle delibere che hanno reso il piano
illegittimo, tanto da essere respinto dalla Provincia. L’adozione
di ieri, però, se da un lato potrebbe soddisfare
i requisiti di legittimità, dall’altro non
garantirà allo strumento urbanistico il visto di
conformità. Da eliminare vi è ancora un corposo
sovradimensionamento delle zone residenziali. Uno scoglio
che Porfidia dovrà affrontare nella conferenza dei
servizi che l’ente di corso Trieste convocherà
a stretto giro di posta.
Claudio Lombardi, dal
Mattino
Il Mattino, 05/09/2007
Macrico, passa la linea Nogaro:
no ai privati
E don Aragosa votò contro sé stesso. Il Collegio
dei consultori di cui è componente anche il presidente
dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero
ha espresso infatti all’unanimità il suo no
alla proposta della Marconi spa, la finanziaria di Maddaloni
che ha prospettato una modalità di alienazione dell’area
ex Macrico al Comune di Caserta. «Ci siamo affidati
alla volontà del vescovo», afferma un autorevole
componente del collegio. Volontà che è notoriamente
contraria alla cessione. Adesso è il turno di Roma:
la pratica verrà esaminata - considerato il valore
del terreno stimato in 80 milioni di euro, e della transazione
ipotizzata di circa 40 milioni di euro - dalla Conferenza
episcopale italiana e dalla Santa Sede. «Passerà
del tempo - aggiunge l’interlocutore - mi sento di
escludere una risposta rapida anche perché il Comune
pare non abbia i fondi necessari per condurre in porto l’operazione.
Ma fa comunque sperare qualche dichiarazione del sindaco
Petteruti rilasciata alla stampa dopo l’intervista
di Nogaro al Mattino: il primo cittadino ha detto che il
Macrico fa parte del programma della sua amministrazione».
Quanto al grado di determinazione dell’ordinario della
Diocesi, Raffaele Nogaro - che ad agosto è rimasto
in sede - basti osservare che gli uffici della Curia, chiusi
per consuetudine fino al 31 agosto, hanno aperto in anticipo
di una settimana. In dettaglio, oltre ad Aragosa, in seno
all’organo che è emanazione del Consiglio presbiterale
diocesano, hanno manifestato il diniego don Antonio Pasquariello,
vicario vescovile, don Pietro De Felice, cancelliere diocesano,
don Claudio Nutrito, responsabile del Centro pastorale diocesano,
monsignor Valentino Di Ventura, don Elio Catarcio. Alla
seduta svoltasi il 28 agosto scorso erano assenti invece
don Tommaso Acconcia e don Antonello Giannotti, quest’ultimo
direttore del Consiglio presbiterale che ha, tra l’altro,
buoni rapporti con Alfredo Messore, cioè il superconsulente
della Marconi, autore della proposta all’ordine del
giorno. È risultato tra l’altro decisivo l’orientamento
del vescovo che è riuscito a coagulare sulla propria
posizione sia gli organismi istituzionali diocesani che
le singole personalità. In luglio infatti si era
pronunciato il Consiglio diocesano per gli Affari economici
deputato all’amministrazione ordinaria del patrimonio
della chiesa locale. L’economo, don Vincenzo Aveta,
senza entrare nel merito dei favorevoli e dei contrari,
osserva che «è stato un confronto complesso.
C’è chi ha visto nella proposta della Marconi
un modo per uscire dall’empasse causata dalla riluttanza
di Comune e Regione ad affrontare una trattativa. Altri
invece erano preoccupati di assicurare massima trasparenza
e corretta informazione a una questione così importante
per i destini della città». In breve: la mediazione
del soggetto privato non è ben vista, i contenuti
della proposta giudicati di difficile divulgazione presso
il pubblico che potrebbe considerarlo «un inciucio».
«Credo - aggiunge don Aveta - che anche per qualcuno
di noi non sia stato chiaro il meccanismo dell’operazione».
E allora, ricapitoliamo la proposta Marconi: La Finanziaria
offre al Demanio, d’intesa con gli enti locali, l’opportunità
di valorizzare immobili dismessi e dismissibili della Difesa.
Il Macrico non è tra questi perché di proprietà
Idsc e, dunque, non sarebbe toccato in ogni caso. L’iniziativa
Marconi consiste nel dare per conto del Comune una sorta
di caparra confirmatoria equivalente all’ammontare
dell’Ici in rate semestrali da 125 mila euro per i
prossimi tre anni. Ciò scongiurerebbe il rischio
della vendita a privati. Tre anni per consentire di siglare
protocolli di intesa tra Demanio e Comune su altre aree
individuate di concerto collegate a progetti di valorizzazione
attrattori di finanziamenti pubblici. La Marconi rientrerebbe
delle spese anticipate investendo mediante le sue consociate
negli appalti collegati ai progetti di valorizzazione. Pertanto,
niente speculazioni edilizie. Dal gettito delle opere di
valorizzazione del territorio realizzate il Comune ricaverebbe
i soldi per pagarsi a rate il Macrico. Idea intelligente
per l’Idsc, macchinosa per la Curia.
Silvestro Montanaro, dal
Mattino
Il Mattino, 04/09/2007
Brancaccio: Ds addio, vado da Mastella
Si sussurrava da mesi, e con più insistenza da quando
- dopo l’arresto disposto dal gip di Santa Maria con
le accuse di estorsione e concussione - era tornato nella
sua Orta di Atella: prima agli arresti domiciliari e poi
da cittadino libero benché indagato. L’unico
dubbio era sul dove sarebbe approdata la navicella (Italia
dei valori? Udeur?) di Angelo Brancaccio, consigliere regionale
diessino (reinsediato a fine luglio nella carica) e recordman
di preferenze, diventato «scomodo» sia nel partito
che nella difficile dinamica verso il Pd in cui sono impegnati
Quercia e Margherita. Ieri, dopo l’incontro alla kermesse
di Telese, la conferma: Brancaccio passa nelle truppe di
Mastella, a fine mese (in una data compresa tra il 20 e
il 30 settembre) convocherà una manifestazione alle
porte di Caserta, al Grand Hotel Vanvitelli, dove ufficializzerà,
presente il ministro della Giustizia, la conclusione del
suo percorso politico. Il tam-tam degli addetti ai lavori
aveva già registrato, all’inizio di agosto,
quello che era sembrato l’ultimo tentativo di Brancaccio
di ricucire con i Ds: un contatto con il segretario regionale
Enzo Amendola per sondare la disponibilità del vertice
nazionale a riaccoglierlo a pieno titolo nel partito. Da
Napoli era arrivata una risposta vaga («A settembre
vedremo»), più una dilazione che una promessa.
E Brancaccio - a cui in questo periodo era andata la solidarietà
solo dei fedelissimi e del Campanile - ha deciso il grande
passo. Prima sono venute le riunioni con Nicola Ferraro,
segretario dell’Udeur di Terra di lavoro, poi quelle
con Mastella (con la moglie del ministro, la Lonardo, c’era
un intesa cordiale da mesi, visto che il consigliere è
segretario, tra l’altro, dell’Ufficio di presidenza
della Regione). Mossa attesa ma spiazzante comunque. All’interno
del suo vecchio partito, all’interno del costituendo
Pd e, soprattutto, negli equilibri della Regione che si
avvia alla verifica di metà leglislatura. Non transiterà
da solo nell’Udeur: con lui pare abbiano le valigie
pronte l’attuale sindaco di Orta Salvatore Del Prete
e la totalità dei consiglieri eletti nelle liste
della Quercia nel paese (Orta di Atella diventerebbe così
l’unico paese a guida monocolore Udeur), forse il
sindaco di Succivo Franco Papa, due consiglieri provinciali
(Visco e Basco), una parte dei quadri diessini del triangolo
Orta-Succivo-Sant’Arpino e altri dell’area aversana.
Dentro la Quercia di Terra di lavoro (e nel Pd casertano)
si indebolisce così l’ala che si era raccolta
con lui dietro la candidatura del giovane Nicola Ucciero
durante l’ultimo ferocissimo congresso (alla fine
del quale però è stato confermato il segretario
uscente Ubaldo Greco), una folta corrente che pure negli
ultimi mesi aveva già messo in conto questo abbandono.
Tanto è vero che all’ultima manifestazione
convocata dall’asse Pascarella-Ucciero in vista del
confronto per il Pd ha fatto la sua apparizione anche il
sindaco di Sant’Arpino Giusepe Savoia, storico «nemico»
di Brancaccio (a causa della sua adesione ai Ds il consigliere
regionale aveva duramente attaccato il Governatore ritenuto
responsabile di un disegno che puntava al suo ridimensionamento
politico). Alla Regione gli effetti più significativi:
dopo i casi di Angelo Giusto (adesso con Sinistra democratica)
e Peppe Russo, i Ds perdono un’altra pedina, mentre
sale - con l’acquisto di Brancaccio - il potere contrattuale
di Mastella al tavolo della verifica. Molti dei consensi
del consigliere regionale, infatti, sono su «base
personale» specialmente ad Orta e dintorni, dove ha
raccolto quasi la metà dei voti che gli hanno garantito
l’ingresso all’assemblea campana. Un budget
che l’Udeur sembra apprezzare molto.
Antonio Pastore, dal
Mattino
Il Mattino, 03/09/2007
RECALE
Rimpasto nell’esecutivo per
il Puc
Il piano regolatore, si sa, «cementifica» i
rapporti. Ma, a volte, impone sacrifici. Pur di ottenere
voti validi per la riadozione del piano regolatore, in discussione
mercoledì mattina, il sindaco Americo Porfidia ha
dovuto «immolare» due consiglieri comunali.
Fuori dal parlamento cittadino, Francesco Porfidia e Antimo
Argenziano, entrambi reclutati come assessori esterni. E
poiché per il primo non era previsto un posto in
esecutivo, Porfidia ha «invitato» Roberto Massi
a farsi da parte e a cedere la sua delega alla sanità.
Il consigliere provinciale dell’Italia dei Valori,
insieme con Osvaldo Argenziano e Bartolomeo Rossi, ora è
in lizza per la presidenza del consiglio comunale. Ieri
mattina, non curante dei festeggiamenti in onore del Sacro
Cuore, Porfidia, di buonora, ha convocato un’assemblea
urgente, nella quale ha comunicato la rimodulazione del
governo e, con i soli voti della maggioranza, ha proceduto
alla surroga dei dimissionari. Gli scranni di Francesco
Porfidia e di Antimo Argenziano sono stati occupati da Angelo
Zarrillo e da Paolo Mastroianni, rispettivamente primo e
secondo dei non eletti nella lista «Città…
continua». Qualcuno ricorderà che pure nella
passata consiliatura Zarrillo subentrò ad Argenziano.
Se si considera l’estromissione per incompatibilità
del consigliere Filiberto Gianoglio (tra il pubblico, ieri,
a dispensare suggerimenti ad una minoranza impacciata),
a soli novanta giorni dalle amministrative, sia la maggioranza
che l’opposizione non sono quelle fuoriuscite dalle
urne. E per quanto riguarda l’esecutivo, il tanto
decantato principio del consenso elettorale, in virtù
del quale è stata designata la giunta, ha ceduto
il passo ed esigenze più concrete. Per rimuovere
le illegittimità che, lo scorso febbraio, hanno vanificato
l’adozione del piano urbanistico, il sindaco oggi
ha bisogno di almeno sei (e non cinque) consiglieri di maggioranza
il cui voto non sia viziato da conflitti di interesse. L’ingresso
di Zarrillo e Mastroianni è stato congegnato per
superare questa difficoltà, ma per non turbare gli
equilibri interni il primo cittadino ha dovuto fare a meno
di Massi e recuperare, come assessori esterni, Porfidia
e Argenziano. La riadozione del Puc, prevista in seconda
convocazione per il 5 settembre, sarà approvata,
oltre che dai nuovi consiglieri, da Francesco Ommeniello,
Pietro Mingione, Bartolomeo Rossi e Osvaldo Argenziano.
La votazione a sei, però, se da un lato potrebbe,
salvo altre sorprese, soddisfare i requisiti di legittimità,
dall’altro non garantirà allo strumento urbanistico
il visto di conformità della Provincia. Da eliminare,
infatti, vi è anche un massiccio sovradimensionamento
delle zone residenziali che supera il 30%. Uno scoglio che
il sindaco Porfidia non potrà schivare nella conferenza
dei servizi che l’ente di corso Trieste convocherà
a fine mese. Sarà interessante capire dove andrà
a tagliare e quanti scontenti produrrà la (forse)
definitiva approvazione del piano.
Claudio Lombardi, dal
Mattino |