25 aprile
 
RASSEGNA STAMPA - APRILE 2004

La Campania e l’Europa: la funzione dell’area casertana nella sfida della nuova mobilità: porto, aeroporto, interporto

 

Venerdì 30 Aprile ore 19.00

Sala Convegni “Re Burlone”, Corso I Ottobre - Maddaloni

Intervengono:

Gianfranco Alois - Assessore regionale alle Attività produttive

Ennio Cascetta - Assessore regionale ai Trasporti

Partecipano:

Michele Colamonici, Enzo D’Amore, Mimmo Dell’Aquila, Michele Farina, Antonio Farinari, Filippo Fecondo, Vittorio Guida, Carlo Iodice, Franco Lombardi, Elio Notarbartolo, Gaetano Pascarella, Piero Squeglia, Adolfo Villani.


Il Giornale di Caserta, 27 aprile 2004
Recale – Dura replica dell’avvocato Domenico Porfidia all’assessore Andrea Mastroianni
“Grossolana distorsione della verità”
L’ex-sindaco: se dovessero occorrere chiarimenti, sono qui ...

Con una nota diffusa nella giornata di ieri, il noto avvocato, ed ex sindaco della città, Domenico Porfidia, ha preso posizione in riferimento ad alcune dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa ad un quotidiano, dall'assessore Andrea Mastroianni. Lo ha fatto con un documento, che pubblichiamo in buona parte, indirizzato oltre che allo stesso assessore, anche al sindaco Americo Porfidia, ai consiglieri, al giomale in questione, alla Prefettura e alla Procura. "Leggo una sua dichiarazione secondo cui all'attuale amministrazione comunale, nonché a quella presieduta dal 'sindaco Franco Manzo con Mimmo Porfidia ai lavori pubblici, andrebbe ascritto il merito di aver portato a compimento opere pubbliche (tra cui si cita il plesso scolastico di via Scorticatoio), quale rimedio al "momento difficile politico (si era in periodo di tangentopoli), ed al fatto che Recale usciva da un periodo di commissariamento prefettizio per eventi noti che non è il caso di andare a rispolverare". Mi permetto di contraddirla - scrive l'avv. Porfidia - rilevando che lei non conosce quegli "eventi noti", ovvero li strumentalizza con grossolana distorsione dei fatti accertati, ormai da oltre un lustro, con sentenza passata in giudicato. Sarei Ben lieto se decidesse di spolverare gli 'eventi noti'. Si accorgerà che il tutto venne architettato per mera vendetta politica, rivelatasi (non per chi la subi!) vergognosa soltanto per chi l'architettò o, ancora, ne parla a vanvera, essendosi acclarata la natura dell'illegittimo provvedimento giudiziario (che non lievi oneri è costato al pubblico erario) ed il vero scopo del coevo ed infausto decreto prefettizio, peraltro contraddetto da attestati provenienti dallo stesso ufficio rappresentativo del Governo. A parte l'offesa al buon nome del Comune di Recale, spero si renda anche conto di quali deleteri effetti ha subito la comunità locale anche in termini di opere pubbliche, di interessi generali, omettendo qualsivoglia considerazione su quelli particolari di certe conventicole o del piccolo cabotaggio che un quarto di secolo addietro vennero relegati in un 'trogolo' che, per alcuni (ancora in attesa!), non pare sia andato in disuso. Quale sindaco in carica all'epoca dei prefati 'eventi noti' oggetto della dichiarazione di cui sopra, ho sentito l'orgoglio di difendere il buon nome di Recale nelle sedi opportune, ed anche in presenza di autorevoli esponenti della procura e della Prefettura, in occasione di un convegno presieduto dal presidente della commissione Antimafia, on. Lumia, ai quali tutti avevo sollecitato audizione, non avendo alcuna remora a rispolverare quel difficile momento politico, al punto che, augurandomi di trovarla consenziente, sarò ben lieto dimostrare la grossolana e strumentale distorsione (sia pure pudicamente espressa) della verità storica anche in tema di utile confronto sulla produttività delle passate amministrazioni. Ho anche cercato di interessare l'attuale amministrazione allo scopo di individuare i guasti determinati da quell'infausto 'commissariamento prefettizio', che ha però declinato il modesto contributo offerto in tal senso".

Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 27 aprile 2004
Recale, la sezione Ds all’attacco
del Comune

Da mesi – scrive la locale sezione dei Ds - l'opposizione consiliare conduce una dura battaglia contro l'affidamento del servizio di riscossione tributi ad una società privata, la D.A.R.T.I., contestando una scelta che costringe la collettività a pagare per un lavoro fino ad oggi svolto egregiamente dall'Ufficio tributi del Comune.
Già nel dicembre scorso, il consigliere Vincenzo Landolfo denunciava che l’affidamento era stato deliberato in maniera illegale, aggirando l'obbligo di una gara pubblica con il pretesto dell'allargamento di un contratto esistente: in realtà, il contratto era scaduto da quasi un anno.
La maggioranza che sostiene il sindaco Americo Porfidia, non trovando argomenti migliori per difendersi da queste accuse, ha risposto con un'avventata denuncia per diffamazione contro chi cercava di tutelare gli interessi dei cittadini.
Ora l’amministrazione è stata costretta a fare un primo passo indietro: contraddicendo le proprie precedenti disposizioni, l'amministrazione ha incaricato il responsabile dell'Ufficio tributi di emettere le cartelle esattoriali per la riscossione di TARSU e acquedotto per il 2003.
Grazie alla battaglia dell’opposizione, la comunità recalese risparmierà 93.950 € che la delibera di affidamento attribuiva alla D.A.R.T.I. per un lavoro in effetti già svolto dall’ufficio comunale!
Ma ci chiediamo: se l’ufficio è capace di riscuotere i tributi del 2003, perché non dovrebbe continuare a farlo per il 2004, il 2005, il 2006 ...?
Perché i contribuenti recalesi – concludono i Ds - non dovrebbero risparmiare un paio di centinaia di milioni di vecchie lire ogni anno, specie in vista degli aumenti già annunciati dal sindaco Porfidia per il servizio di raccolta dei rifiuti?
Fino a quando la giunta Porfidia continuerà a considerare i cittadini solo limoni da spremere?

Il Giornale di Caserta

la notizia anche su casertanews


Il Mattino, 25 aprile 2004
Una «rossa» a Maddaloni:
così la pasionaria finì al Villaggio di don Salvatore

Chi dice che i ragazzi di oggi crescono troppo in fretta dimentica quanto rapidamente siano dovuti diventare uomini e donne quelli che hanno conosciuto la guerra, la fame, la paura. Il 25 aprile di 59 anni fa Michelina Vinciguerra aveva 15 anni e una storia già dura e densa da raccontare: il padre perso a dieci anni, la mamma cinque anni dopo («di dolore e di stenti»), a 16 il matrimonio con Antonio D'Onofrio, fascista di famiglia e antifascista per scelta. Il giorno del matrimonio (nella chiesa di via Renella, con la dispensa necessaria ai minorenni e il distintivo comunista, mentre sul corso Trieste sfilava il primo grande sciopero contadino per la riforma agraria) Michelina - figlia di una camicia nera morta in combattimento e prima di quattro sorelle - già da un anno era iscritta all'Associazione delle Ragazze Italiane, il primo gradino della rigida trafila d'ingresso nel Pci. Al quale si iscrisse nel '45 e per i vent'anni successivi: come finì lo racconterà lei stessa. Ma procedendo con ordine, a partire proprio dalla morte di quel papà che si era fatto da volontario tutte le guerre, dall'Africa alla Spagna, per poi morire in Albania.
«Quando lo seppi scoppiai in lacrime. Il gerarca che venne a darci la notizia mi disse: non piangere bambina, a voi penserà la patria». E come ci pensò? «In nessun modo. Mamma non fece in tempo neppure a vedere la pensione. E quando chiese aiuto al fascio per iscrivermi al ginnasio si sentì rispondere: mandala alla scuola agraria. Mamma però ce la fece lo stesso, non so come, e mi mandò al Giordano Bruno di Maddaloni, dove vivevamo».
Quando cominciò a maturare una coscienza politica?
«Al ginnasio. Prima ero soprattutto arrabbiatissima coi fascisti per quello che ci avevano fatto. Il resto venne fra lo studio e la conoscenza di alcune persone, a cominciare dalla figlia di Corrado Graziadei che era mia insegnante».
Di qui l'iscrizione al Pci? «Fra la decisione e l'iscrizione passò quasi un anno: all'epoca dovevi riempire una scheda di adesione, fartela firmare da tre garanti (per me furono Salvatore Pellegrino, Ciccio Lugnano e Sorrentino) e poi aspettare, con la richiesta affissa all'albo, che nessuno ponesse veti. Allora funzionava così».
Comunisti puri e duri. «A un convegno a Cremona Amendola scese dal palco e mi apostrofò: non ti vergogni a venire qui con lo smalto alle unghie? Dopo un anno cominciò l'industrializzazione e le operaie erano tutte truccate».
Era il '45, i partiti erano già organizzati?
«Qui da noi la guerra era finita: dopo le Quattro Giornate di Napoli, dopo Monte Carmignano e Bellona, i tedeschi arretrarono e il fronte si spostò a Cassino. Il 25 aprile gli americani dalla Reggia governavano da un pezzo».
E i fascisti? Scomparsi? «La casa del fascio di piazza Matteotti, quella dove oggi c'è la Asl, la presero i compagni di Maddaloni, mio marito Tonino in testa. Ma senza problemi, pacificamente. Gli americani arrestarono diversi fascisti, li mandarono al campo di Paduli».
Qualcuno parla di una sorta di resistenza anche qui, di Margherita Troili si dice fosse una staffetta partigiana.
«In provincia c'erano antifascisti militanti: la Troili a Capua, i Lombardi a Sessa, a Calvi la famiglia Innocenzo che era stata in clandestinità e dava asilo ai compagni. Io ero troppo piccola, carabinieri e caserme li ho conosciuti dopo».
Per via di quella tessera al Pci.
«Facevo soprattutto sindacato: all'inizio i Coltivatori Diretti, poi la Federbraccianti, sono stata responsabile provinciale fino al '58, poi ancora le tabacchine che riuscii a strappare alla Cisl portandole nella Cgil, le alimentariste. Il primo contratto provinciale dei braccianti porta la mia firma, anche quello dei panettieri. Ma appena organizzato un settore, il partito mi spostava e al mio posto metteva un altro, sempre un uomo. Nel frattempo io entravo e uscivo dalle caserme: per gli scioperi, per l'occupazione delle terre incolte, per le manifestazioni».
A guerra finita, la pacificazione era di là da venire.
«Erano anni difficili. Lavoro non ce n'era, le garanzie occupazionali erano tutte da conquistare. Fra noi c'era un clima prerivoluzionario, ma da Roma arrivavano dirigenti e deputati a raffreddare gli animi».
Non il suo, la sua rivoluzione sindacale continuava.
«Frequentavo la scuola di partito a Rocca di Papa, entrai persino nella commissione agraria, quella di Emilio Sereni. Ma quando tornai a Caserta, apriti cielo, pareva che chissà come mi fossi meritata quell'incarico, inutilmente ambito da tanti uomini». Nessun rapporto coi fascisti ma coi comunisti nemmeno è stato facile. «Infatti all'inizio degli anni '60 mi sono dimessa. Ero consigliere comunale a Maddaloni per la terza volta, mollai tutto». Perché? «Andai in crisi: i figli che lasciavo soli fino a notte fonda, le difficoltà di chi come me faceva bracciantato politico mentre la buona borghesia comunista viveva come il resto della borghesia. E l'ostilità verso mio marito, che nel '56, dopo i fatti di Ungheria, era passato al Psi e loro chiamavano traditore».
Un addio senza rimpianti? «Mai pensato di ritornare sui miei passi, se è questo che intende. Ma ho pianto tutti i giorni per quindici anni». I genitori li ha persi col fascismo, gli ideali col comunismo? «Non mi faccia piangere ancora. Comunque no, gli ideali restano. Io e mio marito apparteniamo a quella generazione che andava a piedi a Valle di Maddaloni per il congresso di sezione con Paolo Bufalini o arrivava in lambretta a Villa Literno dove c'era il mercato delle braccia. Non sono cose che passano».
Ma i contatti col partito li ha chiusi. «A Caserta sì, a parte Paolo Broccoli ma lui è un'altra cosa, anche a lui ne hanno fatte tante. Restano i compagni di fuori, a cominciare da Giorgio Napolitano che stimo e mi stima».
Poi che fece, si ritirò a casa? «Andai a lavorare al Villaggio dei Ragazzi. La Dc non mi voleva ma don Salvatore D’Angelo tenne duro, nonostante gli scioperi degli spazzini, praticamente contro di lui, organizzati da Tonino. E non mi chiese mai nulla di politico. Oggi mia figlia Linda è preside in quella stessa scuola». Linda, che da ragazza è stata segretaria provinciale Figc, mentre Enzo è stato consigliere, Gianluigi impegnato anche lui. Figli d'arte... «Sempre boicottati. Hanno pagato per me, è questa la cosa che non potrò mai perdonare al partito». Sensi di colpa? «Un po'. E ancora un po' di amarezza: oggi sono tranquilla, ma vedere che mi hanno dimenticata, come se non fossi mai esistita… Almeno Tonino un riconoscimento dalla Cgil l'ha avuto: una targa al primo segretario Fiom nel centenario Cgil, "con stima". È qualcosa...».
Marinella Carotenuto, dal Mattino online


Il Giornale di Caserta, 17 aprile 2004
Macerata - Cittadini riuniti in un apposito comitato
per dare voce alla protesta
Elettrosmog: cresce la preoccupazione
Pronta una petizione contro la presenza di due antenne

L'inquinamento elettromagnetico sta preoccupando seriamente i cittadini di Macerata Campania alcuni dei quali si sono riuniti qualche tempo fa in un comitato e stanno dando il via ad una serie di iniziative come la raccolta firme. La petizione sarà inviata, una volta completata, presso gli uffici comunali per sollecitare un rapido intervento dell'amministrazione comunale. Oggetto dell'iniziativa la presenza di ben due antenne di telefonia mobile sul territorio, una delle quali è ubicata in via Roma, nei pressi della scuola Elementare, l'altra in via Matteotti. E' soprattutto la prima a destare maggiori preoccupazioni per la vicinanza ad un istituto che ospita bambini, ma si tratta di una questione che coinvolge tutto il paese. A parte le polemiche sull'installazione, per alcuni improvvisa, delle antenne, resta senza dubbio il timore delle conseguenze che le continue esposizioni alle onde elettromagnetiche possono generare sugli uomini. Su questi effetti non si hanno al momento certezze ma i dati rilevati nel corso di diversi anni di indagini hanno generato un forte allarmismo sentito in maniera più pressante dalle popolazioni che vivono la presenza di ripetitori sul territorio. Proprio per questo molti Comuni hanno adottato un regolamento per l'insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per il servizio di telefonia mobile e per le telecomunicazioni radiotelevisive introducendo distanze minime dai recettori sensibili, per ridurre al minimo il rischio di esposizione delle popolazioni. La protesta dei residenti non è finalizzata a richiedere l'eliminazione delle due antenne quanto la dislocazione in altro luogo. Al centro delle polemiche, quindi, è la vicinanza, per alcuni eccessiva, dei ripetitori ad un istituto scolastico ed è per questo che un gruppo di genitori ha costituito un comitato che si sta prodigando nella raccolta di firme. L'iniziativa sta andando avanti e, una volta conclusa la petizione, sarà inviata all'amministrazione comunale che già da tempo si sta attivando per la risoluzione della problematica.

Cristina Monaco, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 17 aprile 2004
Elettrosmog: interviene
l'Associazione ARIA

Anche l'associazione Aria prende posizione, in relazione alla riunione che ha avuto luogo in municipio, sul regolamento sull'elettrosmog, che ha fatto registrare l'assenza proprio dei rappresentanti del comitato Cruna e dell'associazione Aria.

"Anche lo scrivente, - scrive il presidente dell'associazione Antimo Martucci - in considerazione dell’orario scelto (mezzogiorno, ndr), per impegni legati alla propria attività, non ha potuto partecipare alla riunione del 15 aprile convocata dal sindaco Americo Porfidia per discutere della bozza di regolamento sulle stazioni radio-base della telefonia mobile.
In ogni caso - prosegue il responsabile dell'associazione - da un esame del testo, la nostra associazione, nel rispetto della volontà espressa dalla cittadinanza, esprime parere negativo perché il regolamento:

1. non considera le ridotte dimensioni del territorio comunale;
2. favorisce l'istallazione di altre antenne;
3. non contiene esplicito divieto di istallazione di antenne sulle proprietà private;
4. non contempla nessun risanamento delle antenne già istallate.

Per i motivi sopra esposti ed allo scopo di venire incontro alle legittime aspettative che la nostra comunità ha ampiamente espresso, sarebbe auspicabile la stesura di un regolamento che contenga un unico articolo che reciti: “Sul territorio del comune di Recale, considerate le sue ridotte dimensioni, è fatto assoluto divieto di istallare antenne per la telefonia mobile”.

Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 17 aprile 2004

Recale - dure critiche da parte del consigliere Landolfo dopo l'approvazione del documento contabile
“Nel bilancio approvato, dati molto inesatti”

"Il bilancio di previsione non è solo un documento pieno di numeri, ma è lo strumento attraverso il quale un ente esplicita, con chiarezza e trasparenza, le risorse di cui dispone, gli obiettivi che intende perseguire e in che modo vuole raggiungerli. Il bilancio approvato l’altra sera non è nulla di tutto questo, ma solo l’ennesimo e maldestro tentativo del governo cittadino di nascondere l’incapacità amministrativa dell’attuale maggioranza". Così il consigliere di minoranza Vincenzo Landolfo, in riferimento all'approvazione del documento contabile. "Dopo ore di discussione - prosegue - non abbiamo compreso quali sono le intenzioni nei confronti dei giovani, degli anziani e dei cittadini in condizione di disagio. Quale politica si vuole realizzare per le scuole, per i meno fortunati e nei confronti delle attività produttive, ricreative e associative. E quali, le risorse che l’ente è pronto ad impiegare. L’unico obiettivo che abbiamo riscontrato nei confusi, contorti e contradditori documenti presentati, è la privatizzazione del servizio tributi, peraltro fatta in violazione della legge. Una manovra ambigua, mascherata come un’ottimizzazione della spesa, che si tradurrà per i contribuenti in un aumento della pressione tributaria. Cosa dire, poi, dell’utilizzo degli oneri di urbanizzazione e dei proventi delle infrazioni al codice della strada utilizzati non per migliorare il patrimonio pubblico e la viabilità, ma per fronteggiare i costi per le consulenze, le indennità amministrative e le spese legali? Per quanto riguarda i dati iscritti in bilancio, basta per tutti citare un solo esempio: la comunicazione dell’Enel relativa all’addizionale dell’energia elettrica. A fronte di un importo di circa 50 mila euro documentato viene avanzata una previsione di 70 mila euro senza alcuna giustificazione. Alla faccia della veridicità e dell’attendibilità! Vanno sottolineati, inoltre, i vari tentativi, non sappiamo quanto consapevoli, ora di gonfiare artificialmente il bilancio ora di occultare certe somme. Se a questo - conclude Landolfo - si aggiunge che il rispetto del patto di stabilità non è stato ancora verificato obiettivamente, nonostante i nostri solleciti, i cittadini capiranno perchè il sottoscritto e gli altri consiglieri dell’opposizione hanno chiesto al presidente del consiglio Bartolomeo Rossi di rinviare la disamina del documento e all’assessore Andrea Mastroianni di rifare il bilancio alla luce delle nostre osservazioni. Naturalmente, l’ invito non è stato accolto."

l.r., Il Giornale dei Caserta


Comunicato stampa, 15 aprile 2004
Comunicato CRUNA: senza risposte la domanda di sicurezza

RECALE – Questa mattina “Cruna” non ha potuto partecipare alla riunione, convocata dal sindaco Americo Porfidia, per discutere della bozza del regolamento comunale per le stazioni radio base di telefonia mobile. “Porfidia dimentica – hanno dichiarato gli ambientalisti – che “Cruna”, prima di essere un comitato di recalesi uniti nell’ambiente, è un gruppo di cittadini i quali ogni giorno devono far pronte ai propri impegni professionali. Poiché non ci risulta che la macchina amministrativa sia alimentata ad energia solare, la scelta del mezzogiorno come orario di convocazione lascia supporre che il primo cittadino intenda scoraggiare la partecipazione. Tuttavia, la nostra assenza, inevitabile, non ci esime dall’esprimere forti preoccupazioni in merito alla bozza posta in discussione. Basta una lettura sommaria per accorgersi che il testo non contiene alcun riferimento al dettato costituzionale che sancisce la tutela della salute dei cittadini. Anzi, in più punti emerge la difesa (non sappiamo quanto consapevole) degli interessi commerciali dei gestori. Ne è un esempio il fatto che in materia di vigilanza e di controllo il regolamento non preveda nessuna procedura che sanzioni in maniera tempestiva e rigorosa le violazioni alle norme vigenti sui limiti di esposizione. In assenza di queste procedure, appare pleonastico l’impegno del comune ad assicurare che in tutto il territorio non siano mai superati i limiti imposti dalla legge e viene disatteso l’obbligo del sindaco di porsi come garante della salute pubblica. La consulta comunale per l’ambiente, che non può essere certo considerata un covo di estremisti, ha proposto l’adozione di un dispositivo che proceda alla disattivazione in automatico degli impianti nel caso che uno o più gestori raggiungano e superino i limiti consentiti. Nella bozza di regolamento, invece, non sono neanche individuate le modalità per operare un semplice monitoraggio continuo dei valori di campo. Dobbiamo rilevare, inoltre, l’assenza di ogni riferimento alla messa a norma degli impianti già installati qualora essi contravvengano alle disposizioni del regolamento. Riteniamo che prevedere per le antenne esistenti solo un monitoraggio limitato ad un periodo di venti giorni equivalga a lasciare del tutto senza risposta la domanda di sicurezza che i cittadini hanno espresso con tanta forza. La complessità e la rilevanza dell’argomento richiedono un confronto serrato e costruttivo, al quale ci auguriamo che l’amministrazione retta da Porfidia non voglia sottrarsi. Per questo motivo, – concludono gli ambientalisti – chiediamo al sindaco di riconvocare un nuovo incontro con modalità che consentano a tutte le parti di portare il proprio contributo alla discussione”.

CRUNA, comunicato stampa


Il Giornale di Caserta, 5 aprile 2004
Recale - Segnalate in città richieste ai cittadini
da parte di altri gestori del servizio

Nuovi siti per la telefonia,
Cruna insorge

"Chiediamo l'approvazione di un provvedimento amministrativo"

Gestori del servizio di telefonia in cerca di nuovi siti per l'installazione: da qui la decisione del comitato Cruna di intervenire con un pubblico documento. "In questi giorni è stata segnalata nella nostra cittadina l'attività di alcuni rappresentanti dei gestori di servizi di telefonia mobile, incaricati di reperire nuove localizzazioni per l'installazione di stazioni radio-base.
L'assenza di qualsiasi normativa di tutela del nostro territorio lascia ai gestori di telefonia mobile campo libero per i loro progetti di espansione, che da fonte certa riguarderebbero ancora una volta aree del centro urbano già compromesse sotto il profilo dell'inquinamento da campi elettromagnetici.

Questo pericolo è stato finora scongiurato solo grazie al buonsenso e al civismo dei cittadini interpellati, che hanno rifiutato energicamente di rendersi complici di un ulteriore degrado ambientale.

Ci aspettiamo che gli amministratori del nostro Comune dimostrino altrettanta sensibilità.
Chiediamo al sindaco Americo Porfidia al presidente del civico consesso Bartolomeo Rossi e a tutti i consiglieri comunali, che venga approvato un provvedimento amministrativo urgente che, fino alla definitiva adozione del Regolamento sulle emissioni elettromagnetiche da parte del Consiglio Comunale, sospenda qualsiasi autorizzazione ad installare nuove stazioni radio-base sul territorio di Recale.
Chiediamo inoltre - conclude Cruna - che, tenendo fede agli impegni assunti in più occasioni, il primo cittadino, unico responsabile della salute pubblica, assuma finalmente iniziative concrete per la delocalizzazione degli impianti esistenti."

l.r., il Giornale di Caserta


il Mattino, 1 aprile 2004
«Rischio linfomi nel triangolo industriale»

Anche una raccolta di firme. Adesso l'allarme linfoma nel distretto sanitario di Marcianise c'è ed è palpabile. L'insolita incidenza della patologia rilevata da Giacomo Coco, preside di una scuola statale di Macerata Campania, fra gli alunni del suo istituto («Tre bambini deceduti negli ultimi tre anni e due che versano in gravi condizioni per forme neoplastiche maligne, unitamente al caso di diversi adulti colpiti da analoghe patologie») non resta più una denuncia isolata. È di eri, infatti, la notizia di una raccolta di firme (1036) inoltrate dai cittadini, residenti ai Comuni del circondario, alle competenti Autorità sanitarie ed all'Assessorato regionale alla sanità.
Se è vero che mancano dati oggettivi non difettano, però, riscontri a supporto di quella che è, ed almeno per il momento resta, una comprensibile preoccupazione, determinata da «presumibili inquinamenti ambientali», per cui il dirigente scolastico, «spinto anche dai Consigli d'interclasse di genitori ed insegnanti, sollecita gli organi competenti affinché si adoperino per l'intervento di personale specializzato, nella zona compresa fra i comuni di Recale, Macerata Campania e Marcianise».
Tagliata fuori dalla vicenda l'Arpac (l'Agenzia regionale per l'ambiente non ha ricevuto segnalazioni in merito) che nella zona industriale di Marcianise ha, comunque, effettuato rilievi ed indagini. «Nell'area non sono emersi motivi di allarme, né in relazione all'acqua potabile né agli scarichi industriali o all'inquinamento atmosferico - dichiara Francesco Polizio, responsabile dell'Arpac a Caserta - ma è chiaro che in merito alla questione sollevata dal dirigente scolastico di Macerata Campania saranno effettuati i dovuti controlli». Non allarmistiche anche le dichiarazioni rese dal direttore, Pasquale Quarto, e dai dirigenti del Dipartimento di prevenzione dell'Asl Ce1: «Abbiamo avviato, da un anno, un progetto mirato per verificare l'incidenza delle malattie neoplastiche nel territorio di competenza, ma occorreranno almeno cinque anni per poter giungere a conclusioni definitive». «Possiamo aggiungere però - completa Crescenzo Bove, responsabile del Servizio di epidemiologia della Ce1 - che, allo stato, i dati in nostro possesso non evidenziano, in quelle aree, una particolare incidenza di malattie neoplastiche». Meno confortante il parere espresso da David Pagnini, primario dell'Ematologia all'ospedale di San Felice a Cancello: «Non esistono dati epidemiologici completi, per cui non sarebbe scientificamente corretto parlare in termini assoluti ma, per quella che è la mia esperienza, posso affermare che l'incidenza di queste patologie nel triangolo Marcianise, Maddaloni, Caserta, è superiore a quella del resto della provincia». «Esistono dati ufficiali - sottolinea Maurizio Montella, responsabile dell'Unità di epidemiologia al Pascale di Napoli - per cui Caserta, Napoli e parte della provincia di Salerno, sono inserite fra le 20 province italiane ad alto rischio per i tumori». «In generale si può poi affermare che, se si accerta una maggiore incidenza dei linfomi in determinate aree - aggiunge Montella - questa è quasi sempre da porre in relazione a stoccaggi, evidentemente clandestini, di rifiuto tossici o radioattivi».

Antonio Magliulo, il Mattino


dsonline, 1 Aprile 2004
Decreto Urbani: via le sanzioni
contro il Peer to Peer

Ferdinando Adornato scrive ai DS: siamo pronti ad eliminare le sanzioni contro il Peer to Peer

Vittoria dei Ds in merito al decreto legge n. 72 antipirateria presentato dal governo il 12 marzo scorso.
Il presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Ferdinando Adornato, ha consegnato al capogruppo dei Democratici di Sinistra, Giovanna Grignaffini, una lettera con la quale annuncia la disponibilità del Ministro Urbani a cancellare le sanzioni previste contro i milioni di fruitori della rete che scaricano file da internet per uso esclusivamente personale. A fronte di questa disponibilità espressa dall’esecutivo i Ds hanno deciso di ritirare le pregiudiziali di costituzionalità che avevano presentato nei giorni scorsi.

segue su dsonline


Il Corriere di Caserta, 1 aprile 2004
Reduci e Combattenti, Porfidia si piega e concede l’uso del circolo
Recale – la minoranza ha attaccato il primo cittadino

Reduci e combattenti: maggioranza ed opposizione si sono confrontate per ben tre ore, davanti ad una platea di anziani interessati direttamente alla vicenda [...]

cdp dal Corriere di Caserta


Il Giornale di Caserta, 1 aprile 2004
Una convenzione per i combattenti
Il Comune: si tratta di una situazione che va assolutamente regolamentata
Il consigliere Landolfo: “Assurdo parlare di sede abusiva”

I soci della locale sezione combattenti, saranno chiamati a sottoscrivere una regolare convenzione. Questo consentirà anche di superare l'attuale fase di contrasti con il Comune e, probabilmente, anche il contenzioso relativo alla richiesta di risarcimento danni avanzata dall'ente. Nel corso dell'ultima seduta consiliare, sull'argomento la contrapposizione tra maggioranza ed opposizione è stata netta. "Come è possibile ritenere che una sede sia stata utilizzata abusivamente - ha dichiarato il consigliere di minoranza Vincenzo Landolfo, quando i combattenti la occupano da oltre cinquant'anni. Un atteggiamento che proprio non riusciamo a comprendere da parte del Comune". Nel corso della seduta, durante la quale erano in discussione anche il regolamento per le pari opportunità e l'approvazione di debiti fuori bilancio, gran parte del tempo è stato occupato proprio dal confronto sulla questione, rispetto alla quale i consiglieri di minoranza Filiberto Gianoglio, Ovidio Gadola, Giuseppe Lasco, Vincenzo Landolfo, erano già intervenuti con una nota di protesta indirizzata al primo cittadino Americo Porfidia. Diversa la posizione degli amministratori comunali e della maggioranza. "Indipendentemente da ogni cosa - hanno sostenuto sindaco ed esponenti dei partiti che lo appoggiano -, riteniamo che la situazione vada regolamentata, poiché il Comune non può consentirsi il lusso di tenere in piedi delle situazioni di questo tipo".

Nel frattempo i soci hanno già trovato ospitalità in una sede poco distante da quella comunale. Si tratta adesso di andare a definire nei dettagli i contenuti di un contratto che consentirà il ritorno nella sede storica.

r.f., Il Giornale di Caserta

 

 

 



 
HOME | cambia mese
 sommario

Grossolana distorsione della verità
dal Giornale di Caserta

La sezione DS all'attacco del Comune
dal Giornale di Caserta

Una "rossa" a Maddaloni
dal Mattino

Elettrosmog: cresce la preoccupazione a Macerata Campania
dal Giornale di Caserta

Elettrosmog: interviene l'associazione ARIA
dal Giornale di Caserta

Landolfo: bilancio di previsione da rifare
dal Giornale di Caserta

CRUNA: Senza risposta
la damanda di sicurezza

comunicato stampa

Nuovi siti per la telefonia: Cruna insorge
dal Giornale di Caserta

Rischio linfomi nel triangolo industriale
dal Mattino

Via le sanzioni contro il Peer to Peer
da dsonline

Reduci e combattenti: Porfidia si piega e concede l'uso del circolo
dal Corriere di Caserta

Una convenzione per i combattenti
dal Giornale di Caserta

7 aprile - S. NICOLA L.S.

"IL DISAGIO"

convegno - dibattito

 

 

 

 

 

 

torna a inizio pagina

HOME

 

 

 

torna a inizio pagina

HOME

 

torna a inizio pagina

HOME

 
Caserta, i Comboniani per gli immigarti  
   

torna a inizio pagina

HOME

   

torna a inizio pagina

HOME

 

torna a inizio pagina

 

HOME

 

torna a inizio pagina

HOME

 

torna a inizio pagina

 

Caserta, i Comboniani per gli immigarti

   

torna a inizio pagina

HOME

   

torna a inizio pagina

HOME

   

torna a inizio pagina

HOME

 
   

torna a inizio pagina

HOME

 
   

torna a inizio pagina

HOME

 
   

torna a inizio pagina

HOME

CAMBIA MESE

   

torna a inizio pagina

HOME

 
   

torna a inizio pagina

HOME

CAMBIA MESE

   

torna a inizio pagina

HOME

 
   

torna a inizio pagina

HOME

 
   

torna a inizio pagina

HOME

 
   

torna a inizio pagina

HOME