| Il
Mattino, 30/12/2004
Caserta: telefonini, terza antenna
a via Papa
Carnevale (SDI) chiede la «zonizzazione»
Terza antenna in via Papa. È spuntata
in questi giorni di festa e ha fatto già allarmare
ambientalisti e cittadini. Dal Comune assicurano che tutto
è in regola e che la società ha già provveduto
alla denuncia di inizio attività. Resta, però,
secondo il socialista Ciro Carnevale, il problema di una regolamentazione
che ancora non c'è. «I ricorsi al Tar non servono
così come non servono purtroppo i regolamenti comunali»,
lamenta. E torna a suggerire l'approvazione di un piano di
zonizzazione: «Decidiamo, di concerto con i gestori,
una zona dove installare tutte le antenne. A costo zero per
i gestori, ma con maggiori garanzie per tutta la città».
dal Mattino
online
Il Mattino, 28/12/2004
Apre a Recale centro sociale
per teen agers
Un centro sociale dedicato esclusivamente
ai ragazzi residenti a Recale è quello promosso dallamministrazione
comunale in collaborazione della cooperativa sociale In Vento.
I promotori del progetto, dal titolo «Per crescere e
divertirsi insieme», hanno dedicato questa iniziativa
ai ragazzi con una età compresa tra i quattordici e
i diciotto anni. I partecipanti possono svolgere allinterno
del centro sia attività ricreative che sportive. Sono
previste, inoltre, lezioni di danza e spettacoli di animazione.
Tutte le attività si svolgeranno con lintervento dei
soci della cooperativa; si svolgeranno presso il centro polisportivo
comunale nei giorni di lunedì, giovedì e venerdì
dalle ore 14,30 alle 17,30.
pi.fe., dal Mattino
online
Il Mattino, 28/12/2004
Ds a congresso. Polemiche dopo
le assemblee di sezione
Lorenzo Diana: vince il «partito
dei sindaci»
Ds alla conta dei delegati. E dai primi
conteggi, avrebbero vinto ambedue i contendenti. Insomma,
il prossimo congresso provinciale della Quercia - che si terrà
il 21, 22 e 23 di gennaio al Ciapi di San Nicola La Strada
- non dovrebbe essere privo di suspence. Era scontata, e da
tempo, la vittoria della componente del segretario nazionale
Piero Fassino, che si è attestata sull87%, corposa
maggioranza assoluta. E fin qui nessuna sorpresa. Le fibrillazioni
e, come detto, la suspence derivano proprio dalla maggioranza
al cui interno è da tempo in atto uno scontro aperto
tra coloro che si rifanno alle posizioni del segretario provinciale
Adoldo Villani (seguito tra gli altri da Giuseppe Venditto,
Luigi Munno, Achille Natalizio, Franco Capobianco) e chi invece
fa capo al parlamentare Lorenzo Diana (come i sindaci di S.
Maria Capua Vetere Enzo Iodice, di Marcianise Filippo Fecondo
e di Orta di Atella Angelo Brancaccio, più il presidente
dellAsi Corrado Cipullo). Lo scenario che ne viene fuori è
di difficile lettura. Dalla segreteria provinciale fanno sapere
che la componente-Villani si attesterebbe sul 60 per cento.
Dati confutati dalla parte opposta che assegna invece 250
delegati al «partito dei sindaci» e 200 delegati
al «partito del segretario». La querelle è
soprattutto sulla scelta del nuovo responsabile provinciale.
In un recente incontro dei maggiorenti della corrente fassiniana
con linviato del segretario nazionale, La Torre, si era deciso
che il nuovo segretario provinciale non sarebbe più
stato Villani ma un giovane. Un accordo unitario che poi è
stato messo in discussione - così come ha detto testualmente
Villani - dai risultati a sorpresa dei comuni di San Cipriano
dAversa e di Orta di Atella dove Fassino non aveva fatto il
pieno. Per far ritornare il sereno nella Quercia casertana
e soprattutto nella corrente di maggioranza assoluta, ora
ritornerà a Caserta linviato del segretario nazionale.
Polemico Lorenzo Diana. «A fine anno - dice - bisogna
guardarsi bene dal dare numeri che potrebbero andare bene
al lotto. Il partito è cosa seria ed ora ha davanti
un compito semplice». Quale? «La mozione Fassino
ha la quasi totalità di rappresentanza del partito
per cui ora è chiamata a fare scelte politiche che
abbiamo già concordato nella riunione con linviato
di Fassino: indicare nuovo segretario provinciale e organismi
dirigenti rinnovati che si avvalgano dei tanti nuovi quadri
dirigenti che ci sono nelle sezioni e nelle amministrazioni
locali. Ora - conclude - non ci resta che riunire quanto prima
il coordinamento e l'assemblea dei delegati di Fassino».
Giovanni De Stasio,
dal
Mattino online
COMUNICATO STAMPA, 21 dicembre 2004
Ieri mattina, l’associazione CRUNA
(Comitato Recalesi Uniti Nell’Ambiente), a firma del
presidente Antonio Lasco, ha protocollato una lettera indirizzata
al sindaco di Recale, Americo Porfidia, allo scopo di sapere
quali passi sono stati fatti e quali intende fare l’amministrazione
comunale per mantenere gli impegni assunti dinanzi alla collettività
recalese rispetto al problema dell’inquinamento elettromagnetico.
“Sono trascorsi due mesi ormai dall’ultimo incontro
che abbiamo avuto con il primo cittadino – ricorda Lasco
–, nel corso del quale Porfidia si era impegnato ad
attivarsi per far fronte al ricorso inoltrato dal gestore
Vodafone al Tribunale amministrativo della Campania, ricorso
che, nei fatti, lascia Recale senza un regolamento che
disciplini l’istallazione e il funzionamento delle stazioni
radio–base. Il sindaco assicurò, tra le altre
cose, che avrebbe dato incarico ad un esperto dell’università
di effettuare dei rilievi propedeutici all’adozione
di un piano sulle emissioni elettromagnetiche da parte del
Consiglio comunale. È inutile dire che questo passaggio
è essenziale sia per poter condurre efficacemente la
difesa di fronte al Tar (la cui udienza è ormai alle
porte) sia per predisporre il nostro territorio a difendersi
meglio dalle sfide future in tema di salvaguardia ambientale.
Sono trascorsi due mesi, dicevo, e non sappiamo ancora nulla!
Non sappiano, cioè, quali passi sono stati fatti e
quali intende fare l’amministrazione comunale per mantenere
gli impegni assunti dinanzi alla nostra associazione e alla
collettività recalese. Nella lettera abbiamo suggerito
a Porfidia, prima ancora che si definisca il contenzioso con
la Vodafone, di valutare l’ipotesi di creare, ad esempio,
un sistema di monitoraggio continuo delle emissioni, un’ipotesi
al vaglio di comuni come San Marco Evangelista che stanno
vivendo situazioni analoghe alle nostre. Ci auguriamo –
conclude Lasco – che Porfidia ci risponda entro l’anno
e ci dia, possibilmente, qualche buona notizia”.
Comitato Recalesi Uniti Nell’Ambiente
Il Mattino,13/12/2004
«Insieme per battere la violenza»
Le dimensioni del problema: settanta
Paesi del mondo sono in guerra, centinaia di migliaia le vittime
ogni anno, un miliardo le persone che non hanno accesso all’acqua
potabile, 40 quelle che muoiono di fame ogni minuto. «La
pace è un tema da declinare - afferma in piazza Pitesti
Renato Coppola, coordinatore del comitato Caserta Città
di Pace che ha organizzato la decima edizione della Marcia
- bisogna liberarla dal terrorismo e da ogni forma di violenza:
quella che a Napoli ha già contato 120 morti dall’inizio
dell’anno. E fondarla su basi sociali che affermino
l’uguaglianza degli esseri umani e diritti, frutto di
una giustizia distributiva». Circa tremilacinquecento
persone hanno manifestato ieri per la pace a Caserta. Giovani,
cattolici e laici, in testa al corteo insieme al vescovo Raffaele
Nogaro: la pace che non c’è dovrebbe essere garanzia
per il loro futuro. Ampiamente rappresentata la società
civile. Don Albino Bizzotto, presidente dell’Associazione
Beati Costruttori di pace, ha esordito dicendo una cosa molto
semplice: «La pace si erige quotidianamente negli ambienti
che frequentiamo percorrendo le strade della nostra città
come simbolicamente abbiamo fatto oggi. E questo è
qualcosa che dimentichiamo spesso, pensando forse che sono
i potenti a fare la pace. Sbagliato, perché invece
fanno la guerra». E da qui parte la critica al sistema
incentrato sull’economia. «Un blocco che non si
spezza - dice - ordinato sul privilegio della ricchezza».
Per esemplificare, don Bizzotto cita Pietro di Bernardone,
il mercante, ma subito aggiunge che «è stato
suo figlio Francesco d’Assisi a fare la storia».
Contro i poteri forti, per far avanzare la pace abbiamo soltanto
le nostre persone, il nostro stare insieme, l’opinione
pubblica mondiale. «Siamo abituati a considerare la
guerra dall’esterno, dalla parte di chi spara - sostiene
don Bizzotto - quando parliamo di sicurezza facciamo riferimento
a forze di polizia e, in ultima analisi, accettiamo la violenza
come strumento di soluzione dei problemi: impariamo invece
a osservarla dalla parte dei deboli, ne sono testimoni gli
immigrati che arrivano da noi». Di fronte a questioni
come la sanità, la disponibilità delle risorse
idriche, il lavoro «c’è bisogno di una
Onu che possa contare su un Consiglio di Sicurezza su base
democratica: invece le uniche istituzioni che funzionano sono
fuori dalle Nazioni Unite: si chiamano Wto, Fmi e Banca Mondiale,
incarnano il potere mercantile». E sui fatti iracheni:
«Sono imbarazzanti i silenzi della Cei - ha rimarcato
- nonostante le ripetute condanne che il papa ha pronunciato
contro la guerra preventiva». Annuncia a tal proposito
l’iniziativa dei Beati Costruttori di pace: una lettera
indirizzata ai vescovi italiani perché producano una
dichiarazione congiunta in tale direzione.
Presenti i gonfaloni del Comune di Caserta
con il vicesindaco Giovanni Mancino; Gricignano d’Aversa
con il vicesindaco Giuseppe Buonanno; San Nicola La Strada
con il sindaco Angelantonio Pascariello; Sessa Aurunca con
il sindaco Elio Meschinelli; Maddaloni con il sindaco Franco
Lombardi; Carinaro con il primo cittadino Mario Masi; S. Maria
Capua Vetere con il sindaco Vincenzo Iodice; Casagiove con
il sindaco Vincenzo Melone; San Tammaro con il vicesindaco
Ignazio Racioppoli. Tra le forze politiche in marcia con bandiere
anche delegazioni dei Verdi, Comunisti Italiani e Macrico
Verde.
Silvestro Montanaro,
dal Mattino
online
Il Mattino, 11/12/2004
ALLA PRESENTAZIONE DELL’AGENDA
DELLA REGIONE CAMPANIA
Il vescovo Nogaro: «Non chiamiamola
missione di pace»
Mai, per nessun motivo. E se forse,
da qualche parte o in qualche momento, la forza è necessaria,
allora chiamiamola col suo nome: forza. Chiamiamola violenza
o brutalità, ma non diciamo che è una missione
di pace. Monsignor Nogaro parla a braccio, si aiuta coi gesti,
si accalora, si indigna e si commuove, guarda fisso negli
occhi i ragazzi delle superiori che affollano l'Auditorium
della Provincia per trasmettergli la forza della sua convinzione:
«La pace è l'unico Vangelo che nel mondo di oggi
possiamo ancora testimoniare». L'occasione è
la presentazione, ieri mattina, della quarta Agenda della
pace realizzata dalla Regione Campania; sul palco, accanto
al vescovo, i dirigenti regionali Di Caprio, De Angelis e
Berruti, l'assessore provinciale Di Meo, il preside del Diaz
Saponara, il giornalista Luigi Ferraiolo che modera l'incontro.
In sala e nell'atrio i cartelloni realizzati dagli studenti.
Uno di questi riproduce una ventina di volti noti alla storia
e alla cronaca - da Hitler a Osama Bin Laden, da Bush a Berlusconi
a Saddam - e una sola frase: «Lasciateci in pace».
«Sono glorioso di essere con voi perché so che
voi e i vostri insegnanti siete veri operatori di pace»,
dice Nogaro. «E se qualcuno, anche della Chiesa, appoggia
la guerra in qualsiasi sua forma allora è un diabolico».
L'applauso parte spontaneo.
Marinella Carotenuto,
dal
Mattino online
Il Mattino, 9/12/2004
Con i versi di Nogaro l’inno
della «Marcia della pace»
Dalle parole di Raffaele Nogaro alle
note del pentagramma. Il pensiero del vescovo di Caserta sul
tema «Liberiamo la pace» che costituisce pista
di riflessione della decima edizione della Marcia organizzata
dal Comitato Caserta Città di Pace in programma domenica
sono diventate un
inno, musicato dalla cantautrice alifana Agnese Ginocchio.
Il testo campeggia sul materiale divulgativo che promuove
la manifestazione. Ecco i versi: «Senza la pace nulla
è possibile/ Con la pace nulla è impossibile/
Noi marciamo verso il giorno nuovo/ Bellissimo, perché
è il giorno della pace/ Io possiedo soltanto il bene
che faccio/ Ogni mano che stringo, ogni bocca che nutro/ Ogni
raggio di sole che trattengo negli occhi/ Raggiungono la mia
strada/ Per disperdere i fortilizi degli egoismi e della divisione/
Per rompere i patiboli dell'umanità/ Per sconfiggere
le logiche e i tempi della paura./ Un uomo è veramente
uomo/ Solo se accetta in tutti i momenti, le situazioni della
vita/ Con coraggio, con perseveranza, con gioia/ Di ricominciare
la pace». Testimonial della marcia è, quest'anno,
don Albino Bizzotto, fondatore e presidente dell'associazione
nazionale "Beati i Costruttori di Pace" nata nel
1985 e che ha sede a Padova. Al suo attivo molte iniziative
in favore di solidarietà, giustizia, ambiente. Vi si
annoverano "Action for Peace" e "Anch'io a
Kisangani", forme di interposizione non violenta realizzate
con la guerra in corso; e poi, ancora, animazione per i bambini
di Bosnia e Kosovo e missioni di monitoraggio sull'applicazione
dei diritti umani in collaborazione con le maggiori organizzazioni
internazionali. In Italia don Bizzotto si è tra l'altro
segnalato nel 2002 per aver aderito al "digiuno preventivo"
per una legge finanziaria di pace. Provocatoria l'organizzazione
a Brescia di Expa ossia di una «Fiera della Pace»
proprio nei giorni di Exa la più importante esposizione
italiana di armi leggere. Appuntamento a Caserta domenica;
concentramento in piazza Ferrovia alle 15. La marcia è
patrocinata da Comune, Provincia e Regione Campania.
Silvestro Montanaro,
il
Mattino online
Il Giornale di Caserta, 7 dicembre
2004
Al Modì jam session tra jazzisti
e bluesman casertani
CASERTA – Un evento musicale a
dir poco straordinario si è consumato mercoledì
scorso in via Tanucci: una jam session tra i migliori jazzisti
e bluesman casertani. Sul palchetto del Modì, il caffé–teatro
di Paolo Mazzarella e Giuliano Feola, si sono esibiti, tra
i tanti, Andrea Giuntini al piano, Felice Imperato alla chitarra,
Gianni D’Argenzio al sax contralto, Enzo Faraldo al
basso elettrico, Nicoletta Abbate alla voce, Umberto Casella
alla chitarra, Lello Nicchio alla batteria, Tony Laudadio
al sax tenore, Ferdinando Ghidelli alla chitarra, Doralisa
Barletta alla voce, Carmine Migliore alla chitarra ed Enzo
Gnesutta, che ha dimostrato di essere, oltre che un bassista
di “peso”, un ottimo crooner nell’interpretare
“Estate” di Bruno Martino. Mancavano solo Ferruccio
Spinetti al contrabbasso, Piero Condorelli alla chitarra,
Alberto D’Anna alla batteria e l’elenco poteva
dirsi completo. Tra l’altro, anche dal pubblico spiccavano
musicisti ed appassionati di musica che, tuttavia, hanno preferito
chiacchierare e sorseggiare birra, come Mimì Ciaramella,
batterista degli Avion Travel, Chiappo Silvestri, Valentina
Gnesutta, Gino Spezzatatene, Pierino Santamaria e Corrado
Cipullo… sì, proprio lui, il presidente dell’Asi
che, ci assicurano, è anche un discreto organista.
L’idea di una “sessione marmellata” (ci
dispiace per i puristi della lingua, ma la traduzione in italiano
di “jam session” non rende…) è venuta
ad Andrea Giuntini ed è stata immediatamente raccolta
dalla direzione artistica del Modì, che promette di
ripetere l’esperienza domani sera, magari facendola
diventare un appuntamento fisso. È quasi inutile dire
che infinito è stato, da mezzanotte all’alba,
il numero di standard eseguiti: “Blue moon”, “Black
coffee”, “Fever”, “I’m calling
you”, “Autumn leaves”, “All the things
you are”, “Body & soul”, “Days
of wine and roses”, “I love you”, “My
funny Valentine”, “Summertime”, “Solar”,
“Giant steps”, “Impressions”, per
citarne solo alcuni. Naturalmente, ogni artista è stato
libero di sviluppare la propria linea, il proprio racconto,
le proprie emozioni sul grande “tappeto” della
musica nera, dagli esordi blues di New Orleans fino alle recenti
contaminazioni del pop e del rock, passando attraverso lo
swing, il be-bop, la risposta californiana del cool, la ribellione
del free e i tumulti della black revolution. Si può,
dunque, respirare l’aria di un club di Chicago o di
New Jork in un piano interrato nel centro storico di Caserta?
Se c’è di mezzo il jazz, può succedere
anche questo.
Claudio Lombardi, Il
Giornale di Caserta
Quelli di Zeus, martedì 7
dicembre 2004
Il Ministro Gasparri e Telecom Italia
Alcuni giorni fa il Ministro Gasparri,
illustre esponente di An e responsabile del dicastero delle
Tlc aveva avuto un soprassalto di "destra sociale"
quando reagendo duramente alle critiche della Confindustria
sulla manovra finanziaria aveva dichiarato: "non siamo
i lustrascarpe degli imprenditori".
Oggi a proposito della fusione Telecom
Italia-Tim dichiara: "su questa fusione la politica non
ha niente da dire". Peccato che il potere di intervento
previsto dalla legge che ha privatizzato Telecom Italia, con
l'istituzione della "golden share" preveda proprio
che il Governo, attraverso il Ministro dell'Economia si esprima,
sulle fusioni e scissioni del maggiore gestore di telefonia
fissa italiano che si fonde con il maggiore della telefonia
mobile. [
segue su: 'Quelli di Zeus' ]
Postato da: tolli, su: Quelli di Zeus
(weblog)
Il Giornale di Caserta, 4 dicembre
2004
Un’ora di emozioni al C’era
una volta con Peppe Rienzo
CASERTA – Da “Rammammè”
a “O frat tuio Peppino”, passando per “Nun
me sento”, “Chi site?”, “Lettera”…
“Cocecoce”. Un’ora di emozioni pure al C’era
una volta in America, giovedì scorso, alla presentazione
di “‘E ‘n’ata manera”, il primo
lavoro discografico del cantautore sannicolese Peppe Rienzo.
Come dare torto a Vincenzo Mazzarella, per l’occasione,
conduttore della serata, che ha esordito dicendo: “‘E
‘n’ata manera” non è il disco di
Peppe Rienzo, ma è il mio disco. E di tutti coloro
che amano la sua musica e che da anni attendevano questo momento”.
Sul palco dell’american pub di Angelo Rivetti, che con
Matteo Salzillo ha prodotto il lavoro, Rienzo, tra i pochi
artisti di Terra di Lavoro che sa coniugare il verbo della
tradizione, le melodie, con il ritmo della modernità,
il dub, è salito accompagnato dai nove strumentisti
che hanno collaborato alla realizzazione del cd: Fabio D’Andrea,
co–arrangiatore dell’album, alla chitarra, Ottavio
De Marino al basso elettrico, Alex Scialla al piano hammond,
Lucky Di Blasio alla batteria, Carmine Pascarella alla tromba,
Cristofaro Di Caprio al sax, Valerio Bocchiddi alle congas,
Mimmo Leone e il grande Paki Palmieri alle percussioni. Incapace
di aderire ad un genere definito, Rienzo rappresenta un’osmosi
continua tra la tradizione popolare e la ricerca ansiosa di
nuove forme di espressione. Molti dei suoi testi sono scritti
in lingua napoletana ed esprimono con toni a volte rabbiosi,
a volte poetici, a volte ironici, l’esigenza di riscattare
con la musica il disagio di una realtà provinciale
di frontiera, che è anche specchio di tutte le contraddizioni
del mondo in cui viviamo. Ma nelle sue canzoni alberga anche
l’amore e la voglia di cambiarlo questo mondo. In una
sua canzone Rienzo dice: “Quante volte, sai, mi sono
perso in mezzo al mare. Credendo di sapere tutto si può
annegare”. Hai ragione Peppe, adesso, però, la
rotta la conosci e le vele sono gonfie. Non ti resta che partire.
Claudio Lombardi, Il
Giornale di Caserta
Il Giornale di Caserta, 3 dicembre
2004
Prossimamente al Modì…
“Il Macero”, monologo
di e con
Roberto Solofria
CASERTA – Giovedì 9 e venerdì
10 dicembre, al caffé–teatro Modì, in
via Tanucci, si consumerà un evento che si preannuncia
di estremo interesse: la direzione artistica di Muta…menti
presenta, infatti, in anteprima assoluta, “Il Macero”,
un monologo scritto, diretto e interpretato da Roberto Solofria.
Il testo è tratto dal discusso romanzo breve “Sandokan
– storia di camorra” di Nanni Balestrini (poeta
e romanziere milanese) e ha come sfondo un paese degradato
del casertano. Uno di quelli, per intenderci, nei quali il
cartello con la classica scritta “Benvenuti” è
sempre pieno di buchi di pistole e fucili. Uno di quelli,
insomma, dove chi entra deve sapere a quali rischi va incontro.

In questa “ridente” cittadina,
per sfuggire alla misera vita contadina dei padri, “un
gruppo di giovani –racconta Solofria– sceglie
la scorciatoia della delinquenza. Decisi a non arrestarsi
di fronte a nulla, in breve tempo essi fanno strage dei camorristi
rivali e sottomettono tutti i clan della zona. Impadronitisi
di ogni traffico illecito, dagli appalti alla droga, arrivano
a creare un immenso impero economico internazionale, più
potente e ricco di quello della mafia siciliana. La folgorante
ed efferata parabola termina con una sanguinosa guerra interna,
con l’eliminazione reciproca dei protagonisti e con
la cattura finale del feroce boss sopravvissuto. Testimone
di queste gesta criminali –conclude Solofria–,
realmente accadute, è un ragazzo del paese, che ha
rifiutato di seguire quella strada, e che sceglie da ultimo
di lasciare per sempre una terra irrimediabilmente devastata”.
Il monologo ruota intorno alla coinvolgente narrazione di
questa epopea criminale, dalla quale, a sentire chi è
stato presente alle prove, lo spettatore ne esce tramortito.
L’occhio narrante è proprio quello del ragazzo,
un occhio che non vede i boss muoversi sullo sfondo, ma che
ne avverte la presenza pesante e costante. Per nulla estraneo
al clima di generale disfacimento che si avverte nella nostra
provincia e in quella napoletana (Scampia docet!), “Il
Macero” sembra un testo che non fa concessioni, né
all’interprete né al pubblico. Confessiamo di
essere ansiosi di vederlo, anche perché per Solofria,
giovane attore e regista casertano che ha abituato i suoi
estimatori a registri teatrali più “leggeri”,
potrebbe rappresentare un passo importante nella sua maturazione
artistica.
Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il Giornale di Caserta,
2 dicembre 2004
Al C’era una volta in America…
Peppe Rienzo presenta il suo primo
cd “‘E ‘n’ata manera”
SAN NICOLA LA STRADA – Dopo anni
di concerti, di nottate in autostrada e di sudate con la chitarra
in spalla, e dopo oltre sei mesi di lavoro in cui ha ridotto
al minimo l’attività dal vivo per chiudersi in
sala di incisione (Po.Mi Musica di San Marco Evangelista),
Peppe Rienzo questa sera, alle 21, presenterà al C’era
una volta in America, nel corso di una serata–evento
condotta dall’attore e regista Vincenzo Mazzarella,
il suo primo lavoro discografico, dal titolo “‘E
‘n’ata manera”. Sul palco dell’american
pub di Angelo Rivetti (che, insieme a Matteo Salzillo della
Samy import/export, ha sostenuto economicamente il progetto)
Rienzo, tra i pochi cantautori di Terra di Lavoro che sa coniugare
il verbo della tradizione (le melodie) con il ritmo della
modernità (il dub), salirà accompagnato dai
nove strumentisti che hanno collaborato alla realizzazione
del cd, tra i quali spiccano giovani musicisti di talento,
come Alex Scialla al piano hammond, Lucky Di Blasio alla batteria,
Carmine Pascarella alla tromba, Cristofaro Di Caprio al sax,
Fabio D’Andrea, co–arrangiatore dell’album,
alla chitarra, Ottavio De Marino alla basso elettrico, Valerio
Bocchiddi alle congas, e artisti che vantano collaborazioni
importanti, come Mimmo Leone alle percussioni e il grande
Paki Palmieri, che si alternerà alla batteria e alle
percussioni. In scaletta è prevista l’esecuzione
delle otto tracce contenute nel disco (“’A mac’na”,
“Chi site?”, “Cocecoce”, “Mare”,
“Nun me sento”, “O frat tuio Peppino”
“Rammammè” e “Lettera”, una
poesia in musica che Rienzo ha dedicato all’amico scomparso
Pietro Pastore), più altre sorprese che la direzione
artistica si è guardata bene dal rivelare. L’ingresso
è riservato ai soli possessori dell’invito, i
quali, tra l’altro, potranno acquistare il cd ad un
prezzo straordinario di € 4,99.
Il Giornale di Caserta
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