stop the wall  
RASSEGNA STAMPA - DICEMBRE 2004

Il Mattino, 30/12/2004

Caserta: telefonini, terza antenna a via Papa

Carnevale (SDI) chiede la «zonizzazione»

Terza antenna in via Papa. È spuntata in questi giorni di festa e ha fatto già allarmare ambientalisti e cittadini. Dal Comune assicurano che tutto è in regola e che la società ha già provveduto alla denuncia di inizio attività. Resta, però, secondo il socialista Ciro Carnevale, il problema di una regolamentazione che ancora non c'è. «I ricorsi al Tar non servono così come non servono purtroppo i regolamenti comunali», lamenta. E torna a suggerire l'approvazione di un piano di zonizzazione: «Decidiamo, di concerto con i gestori, una zona dove installare tutte le antenne. A costo zero per i gestori, ma con maggiori garanzie per tutta la città».

dal Mattino online

Il Mattino, 28/12/2004

Apre a Recale centro sociale
per teen agers

Un centro sociale dedicato esclusivamente ai ragazzi residenti a Recale è quello promosso dallamministrazione comunale in collaborazione della cooperativa sociale In Vento. I promotori del progetto, dal titolo «Per crescere e divertirsi insieme», hanno dedicato questa iniziativa ai ragazzi con una età compresa tra i quattordici e i diciotto anni. I partecipanti possono svolgere allinterno del centro sia attività ricreative che sportive. Sono previste, inoltre, lezioni di danza e spettacoli di animazione. Tutte le attività si svolgeranno con lintervento dei soci della cooperativa; si svolgeranno presso il centro polisportivo comunale nei giorni di lunedì, giovedì e venerdì dalle ore 14,30 alle 17,30.

pi.fe., dal Mattino online

Il Mattino, 28/12/2004

Ds a congresso. Polemiche dopo le assemblee di sezione

Lorenzo Diana: vince il «partito dei sindaci»

Ds alla conta dei delegati. E dai primi conteggi, avrebbero vinto ambedue i contendenti. Insomma, il prossimo congresso provinciale della Quercia - che si terrà il 21, 22 e 23 di gennaio al Ciapi di San Nicola La Strada - non dovrebbe essere privo di suspence. Era scontata, e da tempo, la vittoria della componente del segretario nazionale Piero Fassino, che si è attestata sull87%, corposa maggioranza assoluta. E fin qui nessuna sorpresa. Le fibrillazioni e, come detto, la suspence derivano proprio dalla maggioranza al cui interno è da tempo in atto uno scontro aperto tra coloro che si rifanno alle posizioni del segretario provinciale Adoldo Villani (seguito tra gli altri da Giuseppe Venditto, Luigi Munno, Achille Natalizio, Franco Capobianco) e chi invece fa capo al parlamentare Lorenzo Diana (come i sindaci di S. Maria Capua Vetere Enzo Iodice, di Marcianise Filippo Fecondo e di Orta di Atella Angelo Brancaccio, più il presidente dellAsi Corrado Cipullo). Lo scenario che ne viene fuori è di difficile lettura. Dalla segreteria provinciale fanno sapere che la componente-Villani si attesterebbe sul 60 per cento. Dati confutati dalla parte opposta che assegna invece 250 delegati al «partito dei sindaci» e 200 delegati al «partito del segretario». La querelle è soprattutto sulla scelta del nuovo responsabile provinciale. In un recente incontro dei maggiorenti della corrente fassiniana con linviato del segretario nazionale, La Torre, si era deciso che il nuovo segretario provinciale non sarebbe più stato Villani ma un giovane. Un accordo unitario che poi è stato messo in discussione - così come ha detto testualmente Villani - dai risultati a sorpresa dei comuni di San Cipriano dAversa e di Orta di Atella dove Fassino non aveva fatto il pieno. Per far ritornare il sereno nella Quercia casertana e soprattutto nella corrente di maggioranza assoluta, ora ritornerà a Caserta linviato del segretario nazionale. Polemico Lorenzo Diana. «A fine anno - dice - bisogna guardarsi bene dal dare numeri che potrebbero andare bene al lotto. Il partito è cosa seria ed ora ha davanti un compito semplice». Quale? «La mozione Fassino ha la quasi totalità di rappresentanza del partito per cui ora è chiamata a fare scelte politiche che abbiamo già concordato nella riunione con linviato di Fassino: indicare nuovo segretario provinciale e organismi dirigenti rinnovati che si avvalgano dei tanti nuovi quadri dirigenti che ci sono nelle sezioni e nelle amministrazioni locali. Ora - conclude - non ci resta che riunire quanto prima il coordinamento e l'assemblea dei delegati di Fassino».

Giovanni De Stasio, dal Mattino online

COMUNICATO STAMPA, 21 dicembre 2004

Ieri mattina, l’associazione CRUNA (Comitato Recalesi Uniti Nell’Ambiente), a firma del presidente Antonio Lasco, ha protocollato una lettera indirizzata al sindaco di Recale, Americo Porfidia, allo scopo di sapere quali passi sono stati fatti e quali intende fare l’amministrazione comunale per mantenere gli impegni assunti dinanzi alla collettività recalese rispetto al problema dell’inquinamento elettromagnetico. “Sono trascorsi due mesi ormai dall’ultimo incontro che abbiamo avuto con il primo cittadino – ricorda Lasco –, nel corso del quale Porfidia si era impegnato ad attivarsi per far fronte al ricorso inoltrato dal gestore Vodafone al Tribunale amministrativo della Campania, ricorso che, nei fatti, lascia Recale senza un regolamento che disciplini l’istallazione e il funzionamento delle stazioni radio–base. Il sindaco assicurò, tra le altre cose, che avrebbe dato incarico ad un esperto dell’università di effettuare dei rilievi propedeutici all’adozione di un piano sulle emissioni elettromagnetiche da parte del Consiglio comunale. È inutile dire che questo passaggio è essenziale sia per poter condurre efficacemente la difesa di fronte al Tar (la cui udienza è ormai alle porte) sia per predisporre il nostro territorio a difendersi meglio dalle sfide future in tema di salvaguardia ambientale. Sono trascorsi due mesi, dicevo, e non sappiamo ancora nulla! Non sappiano, cioè, quali passi sono stati fatti e quali intende fare l’amministrazione comunale per mantenere gli impegni assunti dinanzi alla nostra associazione e alla collettività recalese. Nella lettera abbiamo suggerito a Porfidia, prima ancora che si definisca il contenzioso con la Vodafone, di valutare l’ipotesi di creare, ad esempio, un sistema di monitoraggio continuo delle emissioni, un’ipotesi al vaglio di comuni come San Marco Evangelista che stanno vivendo situazioni analoghe alle nostre. Ci auguriamo – conclude Lasco – che Porfidia ci risponda entro l’anno e ci dia, possibilmente, qualche buona notizia”.

Comitato Recalesi Uniti Nell’Ambiente

Il Mattino,13/12/2004

«Insieme per battere la violenza»

Le dimensioni del problema: settanta Paesi del mondo sono in guerra, centinaia di migliaia le vittime ogni anno, un miliardo le persone che non hanno accesso all’acqua potabile, 40 quelle che muoiono di fame ogni minuto. «La pace è un tema da declinare - afferma in piazza Pitesti Renato Coppola, coordinatore del comitato Caserta Città di Pace che ha organizzato la decima edizione della Marcia - bisogna liberarla dal terrorismo e da ogni forma di violenza: quella che a Napoli ha già contato 120 morti dall’inizio dell’anno. E fondarla su basi sociali che affermino l’uguaglianza degli esseri umani e diritti, frutto di una giustizia distributiva». Circa tremilacinquecento persone hanno manifestato ieri per la pace a Caserta. Giovani, cattolici e laici, in testa al corteo insieme al vescovo Raffaele Nogaro: la pace che non c’è dovrebbe essere garanzia per il loro futuro. Ampiamente rappresentata la società civile. Don Albino Bizzotto, presidente dell’Associazione Beati Costruttori di pace, ha esordito dicendo una cosa molto semplice: «La pace si erige quotidianamente negli ambienti che frequentiamo percorrendo le strade della nostra città come simbolicamente abbiamo fatto oggi. E questo è qualcosa che dimentichiamo spesso, pensando forse che sono i potenti a fare la pace. Sbagliato, perché invece fanno la guerra». E da qui parte la critica al sistema incentrato sull’economia. «Un blocco che non si spezza - dice - ordinato sul privilegio della ricchezza». Per esemplificare, don Bizzotto cita Pietro di Bernardone, il mercante, ma subito aggiunge che «è stato suo figlio Francesco d’Assisi a fare la storia». Contro i poteri forti, per far avanzare la pace abbiamo soltanto le nostre persone, il nostro stare insieme, l’opinione pubblica mondiale. «Siamo abituati a considerare la guerra dall’esterno, dalla parte di chi spara - sostiene don Bizzotto - quando parliamo di sicurezza facciamo riferimento a forze di polizia e, in ultima analisi, accettiamo la violenza come strumento di soluzione dei problemi: impariamo invece a osservarla dalla parte dei deboli, ne sono testimoni gli immigrati che arrivano da noi». Di fronte a questioni come la sanità, la disponibilità delle risorse idriche, il lavoro «c’è bisogno di una Onu che possa contare su un Consiglio di Sicurezza su base democratica: invece le uniche istituzioni che funzionano sono fuori dalle Nazioni Unite: si chiamano Wto, Fmi e Banca Mondiale, incarnano il potere mercantile». E sui fatti iracheni: «Sono imbarazzanti i silenzi della Cei - ha rimarcato - nonostante le ripetute condanne che il papa ha pronunciato contro la guerra preventiva». Annuncia a tal proposito l’iniziativa dei Beati Costruttori di pace: una lettera indirizzata ai vescovi italiani perché producano una dichiarazione congiunta in tale direzione.

Presenti i gonfaloni del Comune di Caserta con il vicesindaco Giovanni Mancino; Gricignano d’Aversa con il vicesindaco Giuseppe Buonanno; San Nicola La Strada con il sindaco Angelantonio Pascariello; Sessa Aurunca con il sindaco Elio Meschinelli; Maddaloni con il sindaco Franco Lombardi; Carinaro con il primo cittadino Mario Masi; S. Maria Capua Vetere con il sindaco Vincenzo Iodice; Casagiove con il sindaco Vincenzo Melone; San Tammaro con il vicesindaco Ignazio Racioppoli. Tra le forze politiche in marcia con bandiere anche delegazioni dei Verdi, Comunisti Italiani e Macrico Verde.

Silvestro Montanaro, dal Mattino online

Il Mattino, 11/12/2004

ALLA PRESENTAZIONE DELL’AGENDA DELLA REGIONE CAMPANIA

Il vescovo Nogaro: «Non chiamiamola missione di pace»

Mai, per nessun motivo. E se forse, da qualche parte o in qualche momento, la forza è necessaria, allora chiamiamola col suo nome: forza. Chiamiamola violenza o brutalità, ma non diciamo che è una missione di pace. Monsignor Nogaro parla a braccio, si aiuta coi gesti, si accalora, si indigna e si commuove, guarda fisso negli occhi i ragazzi delle superiori che affollano l'Auditorium della Provincia per trasmettergli la forza della sua convinzione: «La pace è l'unico Vangelo che nel mondo di oggi possiamo ancora testimoniare». L'occasione è la presentazione, ieri mattina, della quarta Agenda della pace realizzata dalla Regione Campania; sul palco, accanto al vescovo, i dirigenti regionali Di Caprio, De Angelis e Berruti, l'assessore provinciale Di Meo, il preside del Diaz Saponara, il giornalista Luigi Ferraiolo che modera l'incontro. In sala e nell'atrio i cartelloni realizzati dagli studenti. Uno di questi riproduce una ventina di volti noti alla storia e alla cronaca - da Hitler a Osama Bin Laden, da Bush a Berlusconi a Saddam - e una sola frase: «Lasciateci in pace». «Sono glorioso di essere con voi perché so che voi e i vostri insegnanti siete veri operatori di pace», dice Nogaro. «E se qualcuno, anche della Chiesa, appoggia la guerra in qualsiasi sua forma allora è un diabolico». L'applauso parte spontaneo.

Marinella Carotenuto, dal Mattino online

Il Mattino, 9/12/2004

Con i versi di Nogaro l’inno della «Marcia della pace»

Dalle parole di Raffaele Nogaro alle note del pentagramma. Il pensiero del vescovo di Caserta sul tema «Liberiamo la pace» che costituisce pista di riflessione della decima edizione della Marcia organizzata dal Comitato Caserta Città di Pace in programma domenica sono diventate un inno, musicato dalla cantautrice alifana Agnese Ginocchio. Il testo campeggia sul materiale divulgativo che promuove la manifestazione. Ecco i versi: «Senza la pace nulla è possibile/ Con la pace nulla è impossibile/ Noi marciamo verso il giorno nuovo/ Bellissimo, perché è il giorno della pace/ Io possiedo soltanto il bene che faccio/ Ogni mano che stringo, ogni bocca che nutro/ Ogni raggio di sole che trattengo negli occhi/ Raggiungono la mia strada/ Per disperdere i fortilizi degli egoismi e della divisione/ Per rompere i patiboli dell'umanità/ Per sconfiggere le logiche e i tempi della paura./ Un uomo è veramente uomo/ Solo se accetta in tutti i momenti, le situazioni della vita/ Con coraggio, con perseveranza, con gioia/ Di ricominciare la pace». Testimonial della marcia è, quest'anno, don Albino Bizzotto, fondatore e presidente dell'associazione nazionale "Beati i Costruttori di Pace" nata nel 1985 e che ha sede a Padova. Al suo attivo molte iniziative in favore di solidarietà, giustizia, ambiente. Vi si annoverano "Action for Peace" e "Anch'io a Kisangani", forme di interposizione non violenta realizzate con la guerra in corso; e poi, ancora, animazione per i bambini di Bosnia e Kosovo e missioni di monitoraggio sull'applicazione dei diritti umani in collaborazione con le maggiori organizzazioni internazionali. In Italia don Bizzotto si è tra l'altro segnalato nel 2002 per aver aderito al "digiuno preventivo" per una legge finanziaria di pace. Provocatoria l'organizzazione a Brescia di Expa ossia di una «Fiera della Pace» proprio nei giorni di Exa la più importante esposizione italiana di armi leggere. Appuntamento a Caserta domenica; concentramento in piazza Ferrovia alle 15. La marcia è patrocinata da Comune, Provincia e Regione Campania.

Silvestro Montanaro, il Mattino online

Il Giornale di Caserta, 7 dicembre 2004

Al Modì jam session tra jazzisti e bluesman casertani

CASERTA – Un evento musicale a dir poco straordinario si è consumato mercoledì scorso in via Tanucci: una jam session tra i migliori jazzisti e bluesman casertani. Sul palchetto del Modì, il caffé–teatro di Paolo Mazzarella e Giuliano Feola, si sono esibiti, tra i tanti, Andrea Giuntini al piano, Felice Imperato alla chitarra, Gianni D’Argenzio al sax contralto, Enzo Faraldo al basso elettrico, Nicoletta Abbate alla voce, Umberto Casella alla chitarra, Lello Nicchio alla batteria, Tony Laudadio al sax tenore, Ferdinando Ghidelli alla chitarra, Doralisa Barletta alla voce, Carmine Migliore alla chitarra ed Enzo Gnesutta, che ha dimostrato di essere, oltre che un bassista di “peso”, un ottimo crooner nell’interpretare “Estate” di Bruno Martino. Mancavano solo Ferruccio Spinetti al contrabbasso, Piero Condorelli alla chitarra, Alberto D’Anna alla batteria e l’elenco poteva dirsi completo. Tra l’altro, anche dal pubblico spiccavano musicisti ed appassionati di musica che, tuttavia, hanno preferito chiacchierare e sorseggiare birra, come Mimì Ciaramella, batterista degli Avion Travel, Chiappo Silvestri, Valentina Gnesutta, Gino Spezzatatene, Pierino Santamaria e Corrado Cipullo… sì, proprio lui, il presidente dell’Asi che, ci assicurano, è anche un discreto organista. L’idea di una “sessione marmellata” (ci dispiace per i puristi della lingua, ma la traduzione in italiano di “jam session” non rende…) è venuta ad Andrea Giuntini ed è stata immediatamente raccolta dalla direzione artistica del Modì, che promette di ripetere l’esperienza domani sera, magari facendola diventare un appuntamento fisso. È quasi inutile dire che infinito è stato, da mezzanotte all’alba, il numero di standard eseguiti: “Blue moon”, “Black coffee”, “Fever”, “I’m calling you”, “Autumn leaves”, “All the things you are”, “Body & soul”, “Days of wine and roses”, “I love you”, “My funny Valentine”, “Summertime”, “Solar”, “Giant steps”, “Impressions”, per citarne solo alcuni. Naturalmente, ogni artista è stato libero di sviluppare la propria linea, il proprio racconto, le proprie emozioni sul grande “tappeto” della musica nera, dagli esordi blues di New Orleans fino alle recenti contaminazioni del pop e del rock, passando attraverso lo swing, il be-bop, la risposta californiana del cool, la ribellione del free e i tumulti della black revolution. Si può, dunque, respirare l’aria di un club di Chicago o di New Jork in un piano interrato nel centro storico di Caserta? Se c’è di mezzo il jazz, può succedere anche questo.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta

Quelli di Zeus, martedì 7 dicembre 2004

Il Ministro Gasparri e Telecom Italia

Alcuni giorni fa il Ministro Gasparri, illustre esponente di An e responsabile del dicastero delle Tlc aveva avuto un soprassalto di "destra sociale" quando reagendo duramente alle critiche della Confindustria sulla manovra finanziaria aveva dichiarato: "non siamo i lustrascarpe degli imprenditori".

Oggi a proposito della fusione Telecom Italia-Tim dichiara: "su questa fusione la politica non ha niente da dire". Peccato che il potere di intervento previsto dalla legge che ha privatizzato Telecom Italia, con l'istituzione della "golden share" preveda proprio che il Governo, attraverso il Ministro dell'Economia si esprima, sulle fusioni e scissioni del maggiore gestore di telefonia fissa italiano che si fonde con il maggiore della telefonia mobile. [ segue su: 'Quelli di Zeus' ]

Postato da: tolli, su: Quelli di Zeus (weblog)

Il Giornale di Caserta, 4 dicembre 2004

Un’ora di emozioni al C’era una volta con Peppe Rienzo

CASERTA – Da “Rammammè” a “O frat tuio Peppino”, passando per “Nun me sento”, “Chi site?”, “Lettera”… “Cocecoce”. Un’ora di emozioni pure al C’era una volta in America, giovedì scorso, alla presentazione di “‘E ‘n’ata manera”, il primo lavoro discografico del cantautore sannicolese Peppe Rienzo. Come dare torto a Vincenzo Mazzarella, per l’occasione, conduttore della serata, che ha esordito dicendo: “‘E ‘n’ata manera” non è il disco di Peppe Rienzo, ma è il mio disco. E di tutti coloro che amano la sua musica e che da anni attendevano questo momento”. Sul palco dell’american pub di Angelo Rivetti, che con Matteo Salzillo ha prodotto il lavoro, Rienzo, tra i pochi artisti di Terra di Lavoro che sa coniugare il verbo della tradizione, le melodie, con il ritmo della modernità, il dub, è salito accompagnato dai nove strumentisti che hanno collaborato alla realizzazione del cd: Fabio D’Andrea, co–arrangiatore dell’album, alla chitarra, Ottavio De Marino al basso elettrico, Alex Scialla al piano hammond, Lucky Di Blasio alla batteria, Carmine Pascarella alla tromba, Cristofaro Di Caprio al sax, Valerio Bocchiddi alle congas, Mimmo Leone e il grande Paki Palmieri alle percussioni. Incapace di aderire ad un genere definito, Rienzo rappresenta un’osmosi continua tra la tradizione popolare e la ricerca ansiosa di nuove forme di espressione. Molti dei suoi testi sono scritti in lingua napoletana ed esprimono con toni a volte rabbiosi, a volte poetici, a volte ironici, l’esigenza di riscattare con la musica il disagio di una realtà provinciale di frontiera, che è anche specchio di tutte le contraddizioni del mondo in cui viviamo. Ma nelle sue canzoni alberga anche l’amore e la voglia di cambiarlo questo mondo. In una sua canzone Rienzo dice: “Quante volte, sai, mi sono perso in mezzo al mare. Credendo di sapere tutto si può annegare”. Hai ragione Peppe, adesso, però, la rotta la conosci e le vele sono gonfie. Non ti resta che partire.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta

Il Giornale di Caserta, 3 dicembre 2004

Prossimamente al Modì…

“Il Macero”, monologo di e con
Roberto Solofria

CASERTA – Giovedì 9 e venerdì 10 dicembre, al caffé–teatro Modì, in via Tanucci, si consumerà un evento che si preannuncia di estremo interesse: la direzione artistica di Muta…menti presenta, infatti, in anteprima assoluta, “Il Macero”, un monologo scritto, diretto e interpretato da Roberto Solofria. Il testo è tratto dal discusso romanzo breve “Sandokan – storia di camorra” di Nanni Balestrini (poeta e romanziere milanese) e ha come sfondo un paese degradato del casertano. Uno di quelli, per intenderci, nei quali il cartello con la classica scritta “Benvenuti” è sempre pieno di buchi di pistole e fucili. Uno di quelli, insomma, dove chi entra deve sapere a quali rischi va incontro.

la locandina

In questa “ridente” cittadina, per sfuggire alla misera vita contadina dei padri, “un gruppo di giovani –racconta Solofria– sceglie la scorciatoia della delinquenza. Decisi a non arrestarsi di fronte a nulla, in breve tempo essi fanno strage dei camorristi rivali e sottomettono tutti i clan della zona. Impadronitisi di ogni traffico illecito, dagli appalti alla droga, arrivano a creare un immenso impero economico internazionale, più potente e ricco di quello della mafia siciliana. La folgorante ed efferata parabola termina con una sanguinosa guerra interna, con l’eliminazione reciproca dei protagonisti e con la cattura finale del feroce boss sopravvissuto. Testimone di queste gesta criminali –conclude Solofria–, realmente accadute, è un ragazzo del paese, che ha rifiutato di seguire quella strada, e che sceglie da ultimo di lasciare per sempre una terra irrimediabilmente devastata”. Il monologo ruota intorno alla coinvolgente narrazione di questa epopea criminale, dalla quale, a sentire chi è stato presente alle prove, lo spettatore ne esce tramortito. L’occhio narrante è proprio quello del ragazzo, un occhio che non vede i boss muoversi sullo sfondo, ma che ne avverte la presenza pesante e costante. Per nulla estraneo al clima di generale disfacimento che si avverte nella nostra provincia e in quella napoletana (Scampia docet!), “Il Macero” sembra un testo che non fa concessioni, né all’interprete né al pubblico. Confessiamo di essere ansiosi di vederlo, anche perché per Solofria, giovane attore e regista casertano che ha abituato i suoi estimatori a registri teatrali più “leggeri”, potrebbe rappresentare un passo importante nella sua maturazione artistica.
Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta

Il Giornale di Caserta, 2 dicembre 2004

Al C’era una volta in America…

Peppe Rienzo presenta il suo primo cd “‘E ‘n’ata manera”

SAN NICOLA LA STRADA – Dopo anni di concerti, di nottate in autostrada e di sudate con la chitarra in spalla, e dopo oltre sei mesi di lavoro in cui ha ridotto al minimo l’attività dal vivo per chiudersi in sala di incisione (Po.Mi Musica di San Marco Evangelista), Peppe Rienzo questa sera, alle 21, presenterà al C’era una volta in America, nel corso di una serata–evento condotta dall’attore e regista Vincenzo Mazzarella, il suo primo lavoro discografico, dal titolo “‘E ‘n’ata manera”. Sul palco dell’american pub di Angelo Rivetti (che, insieme a Matteo Salzillo della Samy import/export, ha sostenuto economicamente il progetto) Rienzo, tra i pochi cantautori di Terra di Lavoro che sa coniugare il verbo della tradizione (le melodie) con il ritmo della modernità (il dub), salirà accompagnato dai nove strumentisti che hanno collaborato alla realizzazione del cd, tra i quali spiccano giovani musicisti di talento, come Alex Scialla al piano hammond, Lucky Di Blasio alla batteria, Carmine Pascarella alla tromba, Cristofaro Di Caprio al sax, Fabio D’Andrea, co–arrangiatore dell’album, alla chitarra, Ottavio De Marino alla basso elettrico, Valerio Bocchiddi alle congas, e artisti che vantano collaborazioni importanti, come Mimmo Leone alle percussioni e il grande Paki Palmieri, che si alternerà alla batteria e alle percussioni. In scaletta è prevista l’esecuzione delle otto tracce contenute nel disco (“’A mac’na”, “Chi site?”, “Cocecoce”, “Mare”, “Nun me sento”, “O frat tuio Peppino” “Rammammè” e “Lettera”, una poesia in musica che Rienzo ha dedicato all’amico scomparso Pietro Pastore), più altre sorprese che la direzione artistica si è guardata bene dal rivelare. L’ingresso è riservato ai soli possessori dell’invito, i quali, tra l’altro, potranno acquistare il cd ad un prezzo straordinario di € 4,99.

Il Giornale di Caserta

 

 
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Caserta: terza antenna a via Papa
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Apre a Recale centro sociale per teen agers
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Ds a congresso: polemiche dopo le assemblee di sezione
dal Mattino

Cruna scrive al sindaco
Comunicato stampa

congresso DS

Insieme per battere la violenza
dal Mattino

Il vescovo Nogaro:
"Non chiamiamola missione di pace"

dal Mattino

Con i versi di Nogaro l'inno della
"Marcia della Pace"

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Jam session al Modì
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Il Ministro Gasparri e Telecom Italia
da "Quelli di Zeus"

Un'ora di emozioni con Peppe Rienzo
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"Il Macero" monologo di e con Roberto Solofria,
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marcia per la pace

CASERTA, X MARCIA DELLA PACE

 

 

 

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