| La
Repubblica, 3 marzo 2004
Gli imam del Bahrein
spengono
il Gf arabo
Dopo le proteste del pubblico della televisione saudita
Mbc
Il cast aveva richiamato migliaia di aspiranti
BEIRUT - La casa del Grande Fratello arabo è stata
scoperchiata anzitempo, tutti i concorrenti sono stati nominati
ed eliminati dopo un paio di settimane. Nessuno ha vinto,
tranne i clerici islamici che la trasmissione aveva fatto
inorridire. E noi restiamo qui davanti allo schermo con un
dilemma: che cosa facciamo adesso? Protestiamo per l'intervento
oscurantista contrario alla libertà d'espressione?
O applaudiamo l'unica parte del mondo dove si è proclamato
ufficialmente che "Il Grande Fratello è
una boiata pazzesca"?
Gabriele
Romagnoli — segue
sulla Repubblica
Il
Giornale di Caserta, 24 febbraio 2004
Carlo Lomanto e le
rapide e seducenti vibrazioni dell’anima
CASERTA
– Melodie di ampio “respiro”, linguaggi
vagamente jazz, suggestioni orientali, ritmi africani e soprattutto
una gamma infinita di suoni… seducenti, rapide e guizzanti
vibrazioni dell’animo umano. Suoni come strumento primordiale.
Suoni per un concetto di musica che alla logica sceglie l’intuizione,
alla notazione… l’improvvisazione, alla lingua
delle canzoni… i fraseggi insignificanti ma carichi
di senso emotivo. Una performance di grande effetto quella
del vocalist e percussionista Carlo Lomanto, che mercoledì
18 febbraio si è esibito al Timbuctù di San
Leucio, accompagnato da un eclettico Vittorio De Angelis ai
fiati. L’artista napoletano, utilizzando un delay ed
altri effetti elettronici, ha creato con la voce intriganti
stratificazioni ritmiche, sulle quali, poi, è scivolato
in derive scat straordinarie. Sorprendenti anche gli accenni
di canto armonico, forse un omaggio al grande Demetrio Stratos,
colui che in Italia ha polverizzato la monodia. Gli ipertoni
(“overtones”) sono la materia stessa del suono,
direbbero gli esperti. Emettere armonici presuppone una tecnica
sopraffina, doti espressive notevoli, una marcata gutturalità
e l’utilizzo della testa oltre che delle corde e del
diaframma. Che Lomanto abbia una voce pregiata, quindi, è
più che una nostra convinzione. Tecnica e virtuosismo
non hanno, però, compromesso il divertimento. Anzi,
in diverse occasioni Lomanto è riuscito a coinvolgere
il pubblico che si è mostrato sorprendentemente reattivo.
Ottima anche la prova di De Angelis (una presenza ormai consueta
nella “moschea” di Antimo Magnotta): il sassofonista,
che ha interpretato la parte più occidentale del duo,
ha dimostrato, tra l’atro, una buona versatilità,
imbracciando senza imbarazzo flauti, ciaramelle e pifferi.
Ricordiamo
al lettore che giovedì 26 febbraio sempre al Timbuctù
si terrà il concerto del cantautore Gennaro Vitrone.
La direzione artistica parla di “un’intima passeggiata
per i vicoli delle nostre emozioni”. Staremo a vedere…
pardon… a sentire.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Gazzetta
di Caserta. 22 febbraio 2004
Il comitato "Cruna"
contro l'installazione delle antenne
RECALE
– Ieri mattina alcuni componenti del neonato “Cruna”
(comitato recalesi insieme nell’ambiente) hanno svolto
un’attività di volantinaggio per le strade e
le piazze della cittadina, al fine di sensibilizzare l’opinione
pubblica sui rischi legati alle onde elettromagnetiche. Il
Comitato è nato dall’esperienza maturata in questi
mesi dal comitato spontaneo “No Elettrosmog”.
Si propone di diventare, accanto agli altri soggetti presenti
a Recale, una torre di controllo, libera da ogni tipo di condizionamento,
che vigili sul territorio.
“Il regolamento per gli impianti di telefonia mobile
proposto dall’amministrazione comunale, che avrebbe
legalizzato l’installazione dell’antenna di via
Roma, a pochi metri dalla scuola media “Giovanni XXIII”,
è stato, nei fatti, bocciato dopo i pareri negativi
della consulta comunale per l’ambiente e dell’associazione
Aria e grazie alle firme di oltre settecento cittadini. È
un primo risultato, ma non basta. la necessità di una
regolamentazione sembra naufragata e gli amministratori tentano
di convincersi (e di convincere noi) che le antenne non sono
nocive. Non vogliamo ripetere l’esperienza dell’amianto,
la cui pericolosità è stata riconosciuta dopo
decine di anni e migliaia di morti in tutto il mondo. Chiediamo
un regolamento che tuteli davvero la salute pubblica. Se sul
territorio di Recale non è possibile stabilire dei
limiti di distanza ragionevolmente sicuri fra le installazioni
e il centro abitato, vuol dire che la nostra cittadina è
troppo piccola per poter ospitare le antenne. Chiediamo un
intervento deciso che ponga fine alla vergogna delle antenne
collocate di fronte alle nostre scuole. Non è vero
che non esistono gli strumenti per farlo, come dimostrano
le esperienza di comuni come Casagiove e San Cipriano d’Aversa
che si sono mostrati sensibili alla tutela della salute dei
cittadini".
L'iniziativa messa a segno dal comitato non fa altro che seguire
un percorso che è partito durante l'estate, cioè
appena si divulgò in paese la notizia che sarebbe stato
installato in città un ripetitore della telefonia mobile,
praticamente a ridosso della scuola media di Recale.
Il consiglio comunale in una delle sue ultime sedute discusse
proprio della possibilità che il Comune di Recale si
dotasse di un regolamento che impedisse l'installazione selvaggia
delle antenne, ma il tutto è stato rinviato. Adesso
è partita l'iniziativa del comitato "Cruna".
Gazzetta
di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 21 febbraio 2004
Al Jarmusch Club Ferruccio
Spinetti e Petra Magoni in…
Musica Nuda
CASERTA
– Quindici brani distinti e distanti amalgamati con
sapiente ironia in unico, coerente, percorso musicale. Dai
madrigali alle arie del 1600, dagli standard del jazz ai classici
del pop internazionale, passando attraverso le canzoni della
tradizione popolare italiana. Tutto affidato alle corde Thomastik–Spirocore
del contrabbasso di Ferruccio Spinetti e a quelle vocali di
Petra Magoni per un album, “Musica Muda” (edito
dall’etichetta Storie di Note), che ci auguriamo diventi
una gustosa anticipazione di un progetto completamente inedito.
Giovedì sera, i due artisti, che dagli inizi di febbraio
sono in giro per l’Italia a promuovere il loro cd, si
sono esibiti al Jarmusch Club, dinanzi ad una “quarta
parete” estasiata. Lui, casertano, è un contrabbassista
di formazione classica e jazzistica prestato alla musica cosiddetta
leggera (dal 1990 fa parte della Piccola Orchestra Avion Travel).
È uno strumentista raffinato, un esecutore impeccabile,
un inventore di combinazioni melodico–ritmiche avvolgenti.
Lei è una giovane cantante toscana, formatasi negli
ambienti della musica sacra e operistica. Il suo innato eclettismo
l’ha portata, però, sin dagli esordi a sconfinare
in altri territori. Dotata di una voce dalle finissime impressioni
timbriche e dalle sfumature metalliche, la Magoni trasmette,
grazie ad una sorprendente articolazione melodica, suggestioni
cromatiche che appartengono sia all’elettronica, sia
al jazz, sia al rock. Mostra un notevole controllo dell’intonazione
e del fiato, caratteristiche che le consentono di affrontare
vere acrobazie vocali, pur garantendo una complicità
perfetta, armonica e ritmica, tra il suo strumento (una voce
che sembra un clarinetto) e il contrabbasso. Al Jarmusch,
La Magoni e Spinetti hanno proposto gran parte delle rielaborazioni
contenute nell’album (“Roxanne”, “Prendila
così”, “I will survive”, “Guarda
che luna”, “Imagine”, sono solo alcuni dei
pezzi eseguiti), più altre cover “sotto traccia”,
beneficiando in due occasioni del sax di Gianni Taglialatela,
uniche concessioni al rigore del modulo voce–contrabbasso.
Lasciata Caserta, ieri sera sono stati all’Otto Jazz
Club di Napoli, stasera saranno in provincia di Lecce e a
fine marzo ritorneranno da queste parti, ospiti al Timbuctù
di San Leucio.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 11 febbraio 2004
Caserta diventa “nemica”
del Patto
CASERTA
– L’ala casertana dei Liberaldemocratici si dissocia
dalle posizioni, giudicate di “assoluto verticismo”,
del segretario nazionale Mario Segni. In una lettera inviata
all’europarlamentare, il delegato regionale per gli
enti locali Ovidio Gadola, il coordinatore provinciale, già
dimissionario, Giovanni Di Carluccio, il presidente del circolo
di Marcianise Gaetano Madonna, quello di Recale Arnaldo Gadola,
e il consigliere comunale di Capodrise Giacomo Corsale considerano
inaccettabile l’indifferenza mostrata da Segni nei confronti
della provincia di Caserta nell’affidare il coordinamento
regionale del movimento al napoletano Pasquale Impronta e
prendono le distanze dal partito: “I sottoscritti –dichiarano–,
presidenti dei circoli “Amici del Patto”, amministratori
locali e consiglieri comunali, in considerazione delle ultime
vicende che hanno prodotto nel partito dei Liberaldemocratici,
in sede regionale e di riverbero sul piano nazionale, momenti
non esaltanti della sua pur breve vita sulla scena politica,
le esprimo ancora una volta il loro fermo disappunto per l’atteggiamento
di completa disattenzione mostrata nei confronti non solo
degli scriventi e dei loro rappresentanti ma di quanti con
spirito di condivisione si sono approssimati al partito in
questa nuova fase costituente. Le adesioni raccolte a conferma
della stima che da tempo immemore e in tante battaglie Terra
di Lavoro ha mostrato nei suoi confronti –proseguono–
segnano oggi il passo di chi è costretto a rivedere
l’impegno in favore di una causa, di un progetto e di
una strategia che li vede distanti e disgiunti da ogni momento
decisionale, anche a fronte di motivate e sentite esigenze
che, per quanto più volte rappresentate, alcuna eco
hanno sortito. Non resta, quindi, che prendere atto che la
nuova entità politica è anch’essa infaustamente
connotata da elementi di assoluto verticismo e che in essa
figure assolutamente minori fruiscono di prestigio in via
del tutto riflessa e senza alcun particolare merito. Pertanto
–concludono–, le comunichiamo di dissociarci dal
partito, rimettendo nelle sue mani ogni incarico associativo”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 7 febbraio 2004
Caso Recale all’esame
del centrosinistra
RECALE
- Vincenzo De Angelis, Filiberto Gianoglio, Osvaldo Argenziano,
Giuseppe Lasco e Nicola Argenziano, responsabili cittadini
dei quattro partiti del centrosinistra “allargato”
(Democratici di sinistra, Socialisti democratici, La Margherita
e Rifondazione comunista) dovrebbero incontrare lunedì
16 febbraio i rispettivi segretari provinciali (Adolfo Villani,
Domenico Dell’Aquila, Pierino Squeglia ed Enrico Milani).
La riunione si svolgerà a Recale, presumibilmente nella
sezione della Quercia, in via Guglielmo Marconi. Benché
non sia stato ancora diramato un comunicato ufficiale, è
fin troppo facile pronosticare che all’ordine del giorno
vi saranno almeno due argomenti: il futuro della coalizione
e i rapporti conflittuali che i gruppi consiliari dell’Ulivo
hanno intrattenuto finora con la maggioranza del sindaco Americo
Porfidia. Il lettore ricorderà che lo scorso 16 gennaio
Domenico Dell’Aquila inviò una nota a tutti i
partiti del centrosinistra, compresa Rifondazione, e ai parlamentari
del collegio, Sandro de Franciscis e Gaetano Pascarella, in
cui pose in evidenza proprio la difficile situazione politico-amministrativa
che sta attraversando il comune di Recale. Dell’Aquila,
in particolare, stigmatizzò le azioni giudiziarie attuate
dalla compagine maggioritaria (che definì di “centrodestra”),
rea a suo parere di utilizzare l’istituto della querela
come arma per reprimere il confronto politico. In quella occasione
il socialista esortò i partner della coalizione ad
intraprendere delle iniziative comuni, ed evidentemente qualcosa
si sta muovendo. In effetti, le relazioni tra maggioranza
e opposizione, tumultuose sin dall’inizio della legislatura,
si sono ulteriormente acuite da quanto l’esecutivo ha
promosso nei confronti dei consiglieri di minoranza Vincenzo
Landolfo e Filiberto Gianoglio giudizio civile per il ristoro
dei danni patrimoniali e non patrimoniali che avrebbero patito
l’amministrazione e la città di Recale. Landolfo
è accusato di diffamazione a mezzo stampa per alcune
dichiarazioni rilasciate sulla privatizzazione del servizio
tributi, mentre Gianoglio è stato denunciato per una
frase ingiuriosa che avrebbe indirizzato al presidente del
consiglio Bartolomeo Rossi.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 7 febbraio 2004
Sull’elettrosmog
consiglio comunale aperto ai cittadini
RECALE
– Un consiglio comunale “aperto” (dove,
cioè, anche i cittadini potranno intervenire) sui possibili
rischi legati alle onde elettromagnetiche delle stazioni radio–base
per la telefonia mobile. All’adunanza, che probabilmente
si terrà nell’auditorium della scuola media “Giovanni
XXIII”, parteciperanno gli esperti della facoltà
di Scienze ambientali della Seconda Università di Napoli
per rispondere a tutti i quesiti che saranno rivolti dai cittadini,
dalle associazioni, dai comitati, dai partiti politici e anche,
ovviamente, dai consiglieri comunali. È quanto è
stato stabilito al termine della riunione che il sindaco Americo
Porfidia ha avuto con il vicesindaco Francesco Ommeniello
e gli altri membri dell’esecutivo ieri sera e alla quale
hanno partecipato ricercatori universitari in tema di elettrosmog.
La data del consiglio dovrebbe essere fissata tra lunedì
16 febbraio e venerdì 20. Agli esperti è stato
anche chiesto se era conveniente dislocare su una zona di
pertinenza comunale (come, ad esempio, il cimitero) gli impianti
già presenti sul territorio e quelli che potrebbero
essere istallati in futuro, e soprattutto se questa scelta
aveva un impatto ambientale minore rispetto alla situazione
attuale. I ricercatori hanno categoricamente scartato questa
possibilità, sia perché facilmente impugnabile
innanzi al tribunale sia perché risulterebbe più
deleteria per la salute pubblica.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 5 febbraio 2004
Vicina l’apertura dell’ufficio
Urp
RECALE
– Nella tarda mattinata di ieri, presso la sala consiliare
di via Municipio, il consulente e futuro responsabile dell’Urp
(ufficio relazioni con il pubblico) Domenico Delli Paoli ha
incontrato il sindaco Americo Porfidia, il delegato al personale
Antimo Argenziano, il delegato alle politiche sociali Vincenzo
Torrente, nonché una delegazione di impiegati. Tema
della riunione, la prossima apertura dell’ufficio: “Questo
primo colloquio –ha dichiarato Delli Paoli al termine
della sua relazione– era indispensabile per cominciare
a creare quella “comunicazione interna”, peraltro
sancita dalla normativa, che rappresenta l’elemento
non sufficiente ma necessario affinché l’Urp
funzioni nel migliore dei modi. Il mio ruolo mi impone di
promuovere questo tipo di incontri e sono davvero contento
di essere stato accolto con cortesia e disponibilità
sia dal primo cittadino, sia dagli assessori e sia dagli impiegati
presenti”. Abbiamo chiesto a Delli Paoli, esperto di
comunicazione pubblica, di spiegarci che cos’è
l’ufficio che si appresta a dirigere e quali sono le
funzioni che andrà a svolgere. “A dispetto dell’acronimo
inquietante –ha spiegato– l’Urp rappresenta
il punto d’incontro fra l’istituzione, in questo
caso comunale, e il cittadino, inteso però come utente.
È la sede dove si coniuga il diritto–dovere dei
cittadini di conoscere, di partecipare e di fruire dei servizi
con l’analogo diritto–dovere dell’ente pubblico
di amministrare, di erogare, di informare e di comunicare.
L’ufficio relazioni con il pubblico costituisce il luogo
naturale di ascolto, di analisi dei bisogni e di risposta
alle esigenze dei cittadini. È la sede dove i cittadini
dialogano con l’amministrazione comunale, ponendo quesiti,
visionando gli atti, tenendosi al corrente sullo stato dei
procedimenti, imparando a conoscere i servizi offerti dall’amministrazione
e più in generale –conclude Delli Paoli–
informandosi sulle diverse opportunità che la città
di Recale offre”. L’ufficio, come dicevamo, sarà
inaugurato a stretto giro di posta. Nell’attesa, non
possiamo che augurare al responsabile un proficuo lavoro.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 4 febbraio 2004
Elettrosmog: riunione
dell’esecutivo
RECALE
- Nel corso dell’ultimo consiglio comunale non sono
bastate nove ore di dibattito per approvare un regolamento
che disciplinasse l’istallazione e il funzionamento
delle stazioni radio-base per la telefonia mobile. Se è
vero che i consiglieri di opposizione (Filiberto Gianoglio,
Ovidio Gadola, Giuseppe Lasco e Vincenzo Landolfo) hanno preferito
disquisire sul “sesso degli angeli”, è
altrettanto vero che la maggioranza ha portato in aula un
testo che non ha riscosso il gradimento di nessuno. Non è
piaciuto né agli oltre settecento firmatari della petizione
promossa dal comitato “No elettrosmog”, né
tanto meno all’associazione Aria che addirittura si
è rifiutata di esprimere giudizi. E fin qui i dissensi
erano facilmente pronosticabili. Ma il testo non ha entusiasmato
nemmeno la consulta comunale per l’ambiente, i cui membri
sono in gran parte espressione della maggioranza. E che dire
dei due emendamenti presentati dal vicesindaco Francesco Ommeniello?
Perché il sindaco Americo Porfidia, che ama tanto i
consulenti, non si è consultato con un esperto durante
la stesura del testo? Perchè ha scelto di non confrontarsi
con chi sul territorio è portatore di interessi collettivi
(comitati, associazioni, partiti politici, etc)? Pretendere
regolamenti perfetti è un’utopia. Attendersi
dopo tre mesi di lavoro qualcosa di più di una “fotocopia”
del regolamento del comune di Caserta è legittimo!
Si
ha notizia che in queste ore il primo cittadino stia organizzando
una riunione con il suo esecutivo (Ommeniello, Andrea Mastroianni,
Antimo Argenziano, Vincenzo Torrente, Francesco Porfidia e
Domenico Di Maio), attesa per venerdì prossimo, proprio
per discutere del regolamento sulle antenne. Ci si augura
che almeno da questo incontro fuoriesca un modo nuovo, più
aperto, di trattare un argomento che è indissolubilmente
legato alla salute pubblica e che non può essere liquidato
nelle stanze di qualche ufficio. Non sarebbe male poi se il
presidente Bartolomeo Rossi, prima di una nuova seduta di
consiglio, convocasse una conferenza dei capigruppo, organo
che in questi casi potrebbe rivelarsi utile, se non altro
per smascherare i millantatori.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 3 febbraio 2004
Conflitti interni agli
ex Lsu, Porfidia intervenga
RECALE
– La stabilizzazione di parte del personale “ex
Lsu” che abbiamo annunciato lunedì 26 gennaio
e di cui ci siamo occupati in più battute nella settimana
appena trascorsa è stata poi confermata da una delibera
di giunta, pubblicata venerdì. Nell’atto si fa
riferimento ai criteri e alle motivazioni che hanno spinto
il sindaco Americo Porfidia, il vicesindaco Francesco Ommeniello
e i membri dell’esecutivo a scegliere i sei lavoratori
(Elpidio Vigilante, Francesco Rosato, Romolo Vitale, Donato
Narducci, Giovanni Narducci e Giovanni Vallone) che dal 1
febbraio sono diventati impiegati a tempo pieno. Si parla
di figure professionali indispensabili, di soggetti che sono
a contatto con il pubblico o che svolgono la loro funzione
in uffici nevralgici. Nella delibera si cita anche un’assemblea
svoltasi a dicembre, nel corso della quale l’amministrazione
comunale si è impegnata dinanzi ai sindacati a stabilizzare
gli altri undici lavoratori che nel giugno del 2001 furono
assunti con un contratto che prevedeva una prestazione lavorativa
di sole trenta ore e una retribuzione di poco superiore all’ottanta
per cento dello stipendio. Al di là di un’apprezzabile
quanto generica volontà di chiudere definitivamente
la questione, nel testo non vi è però alcun
riferimento ai tempi di risoluzione. Non si dice in sostanza
quando l’amministrazione intende portare a trentasei
ore settimanali i restanti lavoratori. A questa mancanza,
tutt’altro che trascurabile, Porfidia dovrebbe porre
rimedio, perché sta contribuendo ad ingenerare conflitti
tra chi fino a ieri ha lottato per le stesse rivendicazioni
e sta facendo maturare nei cittadini l’idea che i sei
lavoratori che hanno raggiunto il tempo pieno siano i migliori…
quelli più produttivi. Intendiamoci, non vi sono dubbi
sulle loro qualità umane e professionali, ma il comune
non può limitarsi a ragionare in termini di produttività
della forza lavoro. Il comune non è una società
per azioni, ma un ente pubblico che esercita funzioni squisitamente
sociali. L’amministrazione ha dunque il dovere di sedare
le ostilità, rimarcare il principio dell’uguaglianza
tra i lavoratori e assumersi la responsabilità di garantire
a tutti i suoi dipendenti le condizioni minime per la sopravvivenza.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
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