RASSEGNA STAMPA - MARZO 2004

Il Giornale di Caserta, 30 marzo 2004
Con Magoni e Spinetti, musica nuda e senza tempo

CASERTA – “Musica nuda” è prima di tutto un lavoro discografico che raccoglie quindici brani notissimi e che probabilmente anticipa un progetto completamente inedito. Quindici tracce distinte e distanti emulsionate da un organico densamente esile (la voce di Petra Magoni e il contrabbasso di Ferruccio Spinetti), rispettoso di forme musicali non sempre facili né da gestire né da proporre, nella ricerca di un comune filo conduttore che si avverte dall’inizio alla fine dell’album. Dai madrigali del 1500 alle arie del 1600, dai classici del pop internazionale agli standard del jazz, passando attraverso le canzoni della tradizione popolare italiana, ogni nota, eseguita con un’impostazione che ci riporta all’avanguardia più nobile, conserva radici lontane, ancora vive e percepibili. “Musica nuda” è anche il titolo di un concerto che la Magoni e Spinetti hanno tenuto, venerdì 26 marzo, al Timbuctù di San Leucio, accompagnati da Fausto Mesolella, ospite d’eccezione, alla chitarra e da Gianni Tagliatatela al sax baritono. Che dire… Spinetti si conferma uno strumentista raffinato, un esecutore impeccabile, un cesellatore di spazi indefiniti. I suoi arrangiamenti, modernissimi, conservano il gusto della musica classica, degli autori post–romantici, della letteratura “fin de siecle”. La Magoni non canta, dipinge emozioni che nell’aria si trasformano in melodie pure, senza orpelli, senza maschere. Una voce, la sua, che graffia il cuore, forte e al contempo fragile, magica perché riesce ad infondere ai brani una dimensione fuori dal tempo, nuova perché provoca suggestioni che appartengono all’elettronica, al jazz, al rock. Possiede un controllo dell’intonazione e una gestione del fiato che le consentono di affrontare vere acrobazie vocali, pur garantendo una sintonia perfetta, armonica e ritmica, tra il suo strumento e quello di Spinetti. Al Timbuctù, i due, che dagli inizi di febbraio sono in giro per l’Italia in tournée promozionale, hanno offerto al pubblico gran parte delle rielaborazioni contenute nel cd, come “Roxanne”, “Prendila così”, “I will survive”, “Guarda che luna”, “Sacrifice” e “Voglio di vita uscir”. Simpatici i fraseggi di Mesolella e gli effetti umoristici di Tagliatatela, non ci sarebbe dispiaciuto, tuttavia, ascoltare una musica realmente nuda. Vestita di sola voce e contrabbasso.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta

vedi anche "Al Jarmusch Club Ferruccio Spinetti e Petra Magoni in… Musica Nuda" - Claudio Lombardi su Jazzitalia


Il Mattino, 26 Marzo 2004
LA TESTIMONIANZA

In occasione dello sciopero proclamato da Cgil, Cisl e Uil pubblichiamo un intervento di Pignataro, memoria storica del sindacalismo casertano. Ieri intanto i parlamentari del centrosinistra hanno presentato un’interrogazione sul processo di deindustrializzazione che sta mettendo in ginocchio la produzione in Terra di Lavoro e in tutta la Campania.

«Nei primi anni del dopoguerra la Camera del lavoro di Caserta affrontò problemi legati non solo al mondo rurale dei contadini e dei disoccupati ma anche quelli degli operai e dei lavoratori dipendenti. La crisi, acuita dalla mancanza di generi di prima necessità e da salari molto bassi, sfociò in due importanti azioni di protesta: lo sciopero del 2 gennaio del '47, per protestare contro i mancati rifornimenti alimentari e quello del 13, del 14 e del 15 novembre per ottenere l'indennità di contingenza.
Lo stato di agitazione, proclamato contro il carovita e la mancanza di generi di prima necessità, cominciato nel novembre del '46, si protrasse fino alla proclamazione dello sciopero provinciale, scattato alle ore 8 del 2 gennaio dell'anno successivo. Nel capoluogo si raccolsero oltre 3000 manifestanti. Dalla sezione di San Leucio del Pci (oggi Ds) in tanti scendemmo a Caserta per partecipare alla manifestazione che riuscì a portare una delegazione dei lavoratori in Prefettura. La presenza a Caserta dell'Alto commissario all'alimentazione, onorevole Renato Sansone, favorì l'accoglimento delle rivendicazione avanzate al prefetto. Questi i risultati conseguiti: immediato inizio del lavori pubblici già finanziati; un fondo di solidarietà alimentato da una tassazione comunale sui ceti più abbienti; la distribuzione di sussidi ai disoccupati; obbligo per il Collocamento di raccogliere il parere della Cgil per gli elenchi di avviamento al lavoro.
Iniziò ad ottobre del '47, invece, la discussione per ottenere l'indennità di contingenza che sfociò nei tre giorni di sciopero di novembre. La richiesta di 500 lire al giorno da corrispondere fino a dicembre, avanzata dalla Camera del Lavoro, non fu accolta per cui si giunse allo sciopero al quale parteciparono tutte le categorie dell'industria. Estenuanti le trattative, in sede prefettizia, con gli esponenti dell'Unione industriali. Dopo tre giorni di sciopero si giunse all'accordo: 448 lire, oltre ad una gratifica straordinaria di 50 lire per i lavoratori con più di vent'anni di età, per ogni giorno di lavoro. Due manifestazioni che rappresentano tappe miliari per il nascente movimento dei lavoratori in provincia di Caserta dopo la recuperata libertà».

Mario Pignataro - ex segretario della Camera del lavoro


Recale, 24 marzo 2004
“Il bilancio di previsione è falso”

Di recente l’assessore al bilancio, Andrea Mastroianni, si è dichiarato soddisfatto per l’approvazione della bozza di bilancio di previsione, avvenuta il 10 marzo, sostenendo di aver conciliato gli impegni elettorali e le esigenze dei cittadini, senza aumentare il carico tributario. Curioso di sapere come Mastroianni avesse compiuto questo miracolo, ho analizzato lo schema di bilancio e ne ho ricavato una triste sorpresa: il documento, oltre ad essere stato redatto ignorando i principi fondamentali della contabilità pubblica, è palesemente falso. Nella migliore delle ipotesi, può essere considerato una copia del bilancio del 2003, con qualche modifica alle entrate e alle spese, fatte, peraltro, senza cognizione. Vi sono, ad esempio, delle previsioni di entrate relative all’inosservanza del codice della strada e agli oneri di urbanizzazione aumentate di oltre il 260 per cento non supportate da nessuna analisi di coerenza, così come richiede la normativa e il buonsenso. Le spese previste non sono coerenti con i contratti in corso e nemmeno le imposte e le tasse sono state previste secondo le percentuali stabilite dalla legge. La confusione, insomma, è tale che comincia ad essere preoccupante. Persino i dati che riguardano il rispetto del patto di stabilità per il 2003, vale a dire i dati che attestano il rispetto del saldo finanziario di competenza e di quello di cassa, sono talmente confusi che risulta difficile capire se il patto sia stato o meno rispettato. Ricordo che il mancato rispetto di uno dei due parametri potrebbe procurare all’ente una serie di limitazioni, come il divieto di procedere ad assunzioni di personale, il divieto di ricorrere all’indebitamento per finanziare investimenti, e l’obbligo di ridurre almeno del 10 per cento, rispetto al 2001, le spese per acquisto di beni e servizi. È inutile dire che la gestione economico-finanziaria della maggioranza vada nella direzione opposta al contenimento delle spese e al mantenimento dei requisiti posti dal patto di stabilità. Mi auguro, quindi, che gli organi di controllo si accorgano di queste anomalie ed intervengano immediatamente.

Vincenzo Landolfo - Comunicato stampa


Il Mattino, 24 Marzo 2004
Sciopero generale, mobilitazione
per il 26

La riforma della scuola non piace a nessuno. Motivo per il quale il fronte sindacale si è ricompattato per incrociare le braccia il 26 marzo. Aderiranno allo sciopero Cgil, Cisl, Uil, Gilda, Cisal, Ugl e gli iscritti alle sigle confederate della scuole private gestite dalle organizzazioni Agidae, Aninsei e Fism. «Il mondo della scuola - dice Franco Pascarella, segretario provinciale della Uil scuola - darà una risposta forte per rappresentare il dissenso più netto nei confronti della riforma Moratti. Altra risposta forte sarà la netta contrarietà alla devolution alle regioni delle competenze sulla scuola e la riaffermazione del carattere nazionale del sistema di Istruzione». «È uno sciopero - dichiara il segretario provinciale della Cisl scuola, Vincenzo Brancaccio - che deve ricevere il massimo appoggio dalla base perché è il modo concreto di contrastare una riforma non condivisa e non adeguata al futuro della scuola pubblica».
Intanto i sindacati confederali per sensibilizzare la categoria hanno indetto per questa mattina una assemblea presso il 4° circolo didattico di Caserta per tutto il personale docente e non docente. «Tutta la scuola - dice la segretaria provinciale della Cgil scuola, Camilla Bernabei - sciopererà nei confronti di una riforma che oltre a non tutelare il rapporto occupazionale, mette in discussione fortemente l’istruzione pubblica. È un giorno per dire no a chi vuole distruggere la scuola di qualità, la scuola di base e di accesso per tutti». Tra i sindacati non aderenti allo sciopero Snals, Unicobas e Cobas. «Il nostro sindacato - dice il segretario provinciale dello Snals, Carlo Dennetta - sta predisponendo una serie di lotte che non si possono esaurire in una giornata di sciopero dove la scuola è messa nel calderone generale di tutti i problemi che questo Paese deve affrontare. In questo contesto lo Snals non intende né affidarsi alla piazza né ai politici di turno, ma intende affidarsi alla consapevolezza di tutto il personale della scuola».

Diamante Marotta, il Mattino online


The New York Times, 22 marzo 2004
Gli italiani chiedono il ritiro delle loro truppe in Iraq

Una marea di persone contrarie alla guerra ha invaso sabato
le strade di Roma per chiedere al governo di ritirare le
truppe dall'Iraq. Mentre varie manifestazioni in Europa
hanno ricordato il primo anniversario dell'invasione
dell'Iraq da parte degli Stati Uniti, decine di migliaia di
italiani coperti da bandiere della pace hanno accusato il
presidente americano George W. Bush e il premier italiano
Silvio Berlusconi di condurre una guerra ingiusta,
diventata pericolosa per la sicurezza nazionale.

The New York Times


La Gazzetta di Caserta, 21 marzo 2004
Antenne: i cittadini attendono il regolamento.
“Cruna” mette in evidenza che sono passati dieci giorni dal Consiglio aperto e niente è stato fatto.

RECALE – Sono passati dieci giorni dal consiglio comunale aperto in cui si è dibattuto sui rischi delle onde elettromagnetiche emesse dalle stazioni radio base della telefonia mobile e sembra che l’amministrazione comunale si stia già disinteressando del problema.
Gli esperti chiamati dal sindaco Americo Porfidia per tranquillizzare l’opinione pubblica non hanno fatto altro che confermare tutte le preoccupazioni espresse dai cittadini: sui campi elettromagnetici la scienza non ha risposte certe e può solo raccomandare la cautela.
“Cruna” – il Comitato Recalesi Uniti nell’Ambiente – si ritiene inoltre insoddisfatto di come il civico consesso abbia condotto i lavori.
“Abbiamo sentito proclamare – commentano – la volontà di tutelare la collettività dalle emissioni elettromagnetiche, ma non c’è stato nessun tentativo, tranne il documento presentato dalla consulta per l’ambiente, di mettere in pratica questa volontà.
Sono state citate tutte le possibili leggi e decreti che dovrebbero condannarci a subire la presenza di impianti dannosi alla salute, mentre si è cercato di occultare le innumerevoli sentenze che hanno consentito la rimozione delle antenne in tanti comuni d’Italia.
Non siamo disposti ad accettare altre perdite di tempo, altri proclami teatrali, altra demagogia: chiediamo scelte nette, coraggiose e risolutive.”
Oggi il comitato “Cruna” in piena sintonia con l’associazione “Aria” e interpretando il sentimento che alberga nella stragrande maggioranza dei recalesi, pone tre interrogativi:
“Come mai - si chiede – il governo cittadino ha rinunciato a ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Campania che nei fatti ha dato via libera all’installazione della stazione radio-base di via Roma?
Come mai il governo cittadino in sei mesi non è stato in grado di redigere una regolamentazione rigorosa e di farla approvare in consiglio?
Come mai, sebbene si sia formata una volontà popolare inequivocabile, il governo cittadino non si è ancora adoperato affinché l’antenna venga allontanata dalla scuola media di piazza Aldo Moro?”
Domande alle quali bisognerà cominciare a dare una risposta.

La Gazzetta di Caserta


La Gazzetta di Caserta, 14 marzo 2004
“Caso antenne, siamo delusi e insoddisfatti”
E’ questo il commento dei membri delle associazioni Aria e Cruna dopo il Consiglio aperto.

RECALE – “Se mi chiedete se le antenne fanno male, la mia risposta è: non lo so!”
Il dottor Lubritto, uno degli esperti chiamati dal sindaco Americo Porfidia a dare delucidazioni al consiglio comunale e ai cittadini durante la seduta del 10 marzo, non poteva essere più chiaro. Sui campi elettromagnetici la scienza non ha risposte certe e può solo raccomandare la cautela. “Siamo delusi e insoddisfatti – commentano i membri dell’associazione “Aria” e quelli del comitato “Cruna” – per l’andamento dei lavori. Abbiamo sentito proclamare continuamente la volontà di tutelarci dalle emissioni elettromagnetiche ma, tranne il documento della consulta per l’ambiente, non c’è stato nessun tentativo di mettere in pratica questa volontà. (...) Nel corso della discussione – proseguono – abbiamo avuto la netta sensazione che gli esperti convocati dall’amministrazione più che a dare chiarimenti si adoperassero a caldeggiare una loro futura consulenza in vista dell’installazione di centraline per il controllo delle emissioni. Non capiamo infine come mai il consulente legale del Comune Fulvio Savastano, dopo aver stoicamente assistito per oltre quattro ore alla discussione, si sia improvvisamente dileguato proprio quando alcuni cittadini lo avevano chiamato in causa chiedendogli come mai il comune avesse rinunciato a ricorrere al consiglio di stato contro la sentenza del TAR Campania che ha dato via libera alla stazione radio base di piazza Aldo Moro. I cittadini – ricordano – nel poco spazio concesso ai loro interventi, hanno espresso con fermezza la richiesta di una regolamentazione rigorosa e di un’energica e immediata azione amministrativa per rimuovere l’impianto antistante la scuola media: noi riteniamo che la loro sovranità vada rispettata. Non siamo disposti ad accettare altre perdite di tempo, altri proclami teatrali, altra demagogia: chiediamo scelte nette, coraggiose e risolutive. Siamo pronti – concludono gli ambientalisti – a continuare in forme sempre più incisive l’iniziativa per difendere la salute di tutti. Via le antenne da Recale.”
La Gazzetta di Caserta


Il Giornale di Caserta, 11 marzo 2004
Ieri il consiglio sull’elettrosmog: i politici vanno allo scontro, i cittadini al nocciolo del problema
Gli esperti della SUN: non posssiamo dire se le onde elettromagnetiche siano dannose.

Una seduta consiliare che ha fatto registrare una massiccia partecipazione di cittadini quella di ieri sera sul problema elettrosmog.
Molto atteso e altrettanto concreto l’intervento dei tre esperti della Seconda Università: i professori Di Blasio e D’Onofrio, il ricercatore Lubritto. “Al momento non si hanno elementi per poter dire se le onde elettromagnetiche causino oppure no dei danni. Non ci sono dati attendibili, sarà necessario attendere ancora anni”. E Lubritto ha aggiunto: “Oltretutto ci troviamo di fronte al classico problema che va al di là di quelle che sono le capacità di intervento dei singoli cittadini, poiché in gioco ci sono interessi altissimi. E c’è lo Stato che da un lato dà le concessioni, dall’altro delega ai comuni la difesa del territorio.” I politici locali hanno rappresentato le proprie posizioni, lasciandosi forse andare a qualche polemica di troppo in relazione alle presunte responsabilità. “Abbiamo già votato – ha sostenuto il sindaco – nel corso di una precedente seduta, quando la minoranza abbandonò l’aula, una delibera per la delocalizzazione degli impianti per la telefonia”. la minoranza ha dal canto suo addossato tutte le responsabilità a sindaco e maggioranza. “Gadola aveva sì negato l’autorizzazione ad una società per la telefonia mobile – ha ribattuto Porfidia – ma ci siamo poi trovati di fronte ad una sentenza del Tar che dava ragione alla società”. L’ex sindaco Gadola ha da parte sua contestato il mancato ricorso al Consiglio di Stato. Sono anche intervenuti i rappresentanti del comitato Cruna e dell’associazione Aria Luciano Di Micco e Antimo Martucci che hanno espresso un ‘no’ secco alla presenza di antenne per la telefonia sul territorio comunale. Molto concreti gli interventi dei cittadini che hanno posto in evidenza la necessità di difesa della salute. “Negli Stati Uniti non c’erano leggi che tutelavano i fumatori – ha dichiarato Francesco Pellegrino – eppure la Philip Morris ha dovuto sborsare risarcimenti miliardari. Potremmo seguire l’esempio e diventare a nostra volta un esempio per l’Italia”.

a.f., il Giornale di Caserta


il Giornale di Caserta, 8 marzo 2004
Riuscita la manifestazione contro l’elettrosmog
La pioggia non ferma la protesta
Partecipazione a sorpresa anche del sindaco
e del presidente Rossi

La pioggia, caduta copiosa nella mattinata di ieri, non ha impedito che in città si svolgesse una grande manifestazione pubblica (nella foto) organizzata dal comitato Cruna e dall’associazione Aria. L’evento è nato dalla necessità, condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini, di stimolare l’amministrazione comunale ad assumere sulle questioni ambientali, con particolare riferimento al problema dell’elettrosmog, atteggiamenti chiari e scelte che preservino la salute pubblica. Il corteo, protetto da un “soffitto” di ombrelli, si è mosso da via Municipio, ha proseguito lungo via Roma e si è sciolto, dopo alcuni interventi, in piazza Stazione. “La straordinaria partecipazione all’iniziativa – hanno commentato i membri di “Cruna” – resa possibile grazie all’impegno di tanti cittadini, testimonia la consapevolezza che i rischi legati allo sviluppo delle tecnologie vanno affrontati mettendo al primo posto la tutela della salute, attraverso una rigorosa gestione del territorio. Elementari considerazioni di cautela impongono la salvaguardia degli studenti e del personale scolastico dalla quotidiana esposizione ai campi elettromagnetici emessi dalla stazione radio base di via Roma, sui cui effetti a lungo termine si possono solo fare supposizioni. Raccogliendo le preoccupazioni già espresse in tal senso dagli organi dirigenti dell’istituto “Giovanni XXIII” e dagli oltre settecento firmatari della petizione popolare, abbiamo deciso di scendere in piazza nonostante le avverse condizioni meteorologiche, per dire basta alla vergogna delle antenne installate a ridosso delle scuole e degli impianti sportivi; per protestare contro chi si arricchisce a discapito della nostra salute e per sollecitare i nostri amministratori, al di là della contingente posizione politica, affinché si impegnino a rispettare la volontà dei loro elettori. Vorremmo concludere – hanno dichiarato – ringraziando il parroco Claudio Nutrito per il sostegno morale e fisico che ci ha dato.” Stranamente, alla manifestazione era presente anche il sindaco Americo Porfidia, accompagnato dal presidente del consiglio Bartolomeo Rossi e da una delegazione di amministratori.
dal Giornale di Caserta


La Gazzetta di Caserta, 8 marzo 2004
Sfida la pioggia il corteo contro le antenne
I cittadini hanno sfilato per le strade della città; a sorpresa anche il sindaco ed alcuni amministratori

RECALE. La pioggia, caduta copiosa nella mattinata di ieri, non ha impedito che in città si svolgesse una grande manifestazione pubblica organizzata dal comitato “Cruna” e dall’associazione “Aria”. L’evento è nato dalla necessità, condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini, di stimolare l’amministrazione comunale ad assumere sulle questioni ambientali, con particolare riferimento al problema dell’elettrosmog, atteggiamenti chiari e scelte che preservino la salute pubblica. (...) Stranamente alla manifestazione era presente anche il sindaco Americo Porfidia, accompagnato dal presidente del consiglio Bartolomeo Rossi e da una delegazione di amministratori. “La preoccupazione generata dalle antenne per la telefonia rischia di essere strumentalizzata politicamente – queste la maggior preoccupazione del sindaco Americo Porfidia e dell’esecutivo recalese – il 10 marzo ci sarà il Consiglio comunale cui interverranno esperti per dare risposte ai cittadini, ma nonostante ciò le associazioni ambientaliste hanno organizzato un corteo”. Questo era il contenuto del manifesto affisso ai muri della città l’altro giorno, e poi a gran sorpresa il sindaco ha deciso di prendere parte in prima fila al corteo.
dalla Gazzetta di Caserta


Il Mattino, 6 marzo 2004
Recale, lotta all’elettrosmog

Il comitato Cruna e l’associazione Aria stanno organizzando per domani una manifestazione “per stimolare l’amministrazione comunale ad assumere sulle questioni ambientali, con particolare riferimento al problema dell’elettrosmog, atteggiamenti chiari e scelte che preservino la salute pubblica”. La manifestazione, fanno sapere gli organizzatori, avrà inizio alle 10 con concentramento in via Municipio; il corteo si snoderà lungo via Roma fino al piazzale della stazione. Per il 10 marzo, inoltre, è stato fissato un consiglio comunale aperto sui temi dell’ambiente.
dal Mattino


Il Giornale di Caserta, 5 marzo 2004
Protesta contro l’elettrosmog: fervono i preparativi del comitato “Cruna” e dell’associazione “Aria”
Tutto pronto per la manifestazione di domenica
“Intendiamo difendere i nostri studenti dai campi elettromagnetici”

Fervono i preparativi per la grande manifestazione che il comitato “Cruna” e l’associazione “Aria” stanno organizzando per domenica 7 marzo (...) “Ci rivolgiamo ai nostri concittadini – [dichiarano gli organizzatori] – chiedendo loro partecipazione attiva e propositiva a questa battaglia civile e li invitiamo sin da ora ad aderire alle iniziative che intraprenderemo non solo domenica, ma anche durante e dopo il consiglio comunale del 10 marzo” La manifestazione, fanno sapere gli organizzatori, avrà inizio alle ore 10.00 in via Municipio all’altezza della chiesa di santa Maria Assunta. Proseguirà poi lungo via Roma fino al piazzale della stazione.

dal Giornale di Caserta


La Repubblica, 3 marzo 2004
Gli imam del Bahrein spengono
il Gf arabo

Dopo le proteste del pubblico della televisione saudita Mbc
Il cast aveva richiamato migliaia di aspiranti


BEIRUT - La casa del Grande Fratello arabo è stata scoperchiata anzitempo, tutti i concorrenti sono stati nominati ed eliminati dopo un paio di settimane. Nessuno ha vinto, tranne i clerici islamici che la trasmissione aveva fatto inorridire. E noi restiamo qui davanti allo schermo con un dilemma: che cosa facciamo adesso? Protestiamo per l'intervento oscurantista contrario alla libertà d'espressione? O applaudiamo l'unica parte del mondo dove si è proclamato ufficialmente che "Il Grande Fratello è una boiata pazzesca"?

Gabriele Romagnoli  —   segue sulla Repubblica

 

 



 
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Gli italiani chiedono il ritiro delle loro truppe dall'Iraq
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Antenne: i cittadini attendono il regolamento
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"Caso antenne: siamo delusi e insoddisfatti"
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Ieri il Consiglio sull'elettrosmog
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