| Il
Giornale di Caserta, 26 ottobre 2004
Al Modì incanta
la voce jazz di Doralisa Barletta
CASERTA – L’avevamo ascoltata per la prima volta
l’anno scorso al Timbuctù di San Leucio, accompagnata
dal chitarrista Umberto Casella. L’impressione era stata
forte, sia per la bellezza della voce, sia per la sua estrosa
indole creativa. L’abbiamo rincontrata domenica scorsa
al Modì, il caffé–teatro di via Tanucci,
al fianco di Andrea Giuntini (al piano) e di Enzo Faraldo
(al contrabbasso), due musicisti storici del jazz in Terra
di Lavoro, e ci è sembrata addirittura più brava.
Doralisa Barletta ha dato prova di aver raggiunto un nuovo
livello della sua maturità artistica. Dietro ad una
voce libera da ogni vincolo stilistico, c’è un
lungo lavoro di paziente affinamento: le sue corde sono sempre
più duttili, luminose, ricche di temperamento e di
sfumature. La purezza del timbro e la disinvoltura nel destreggiarsi
in arditi fraseggi, la rendono tra le più interessanti
voci jazz che abbiamo finora apprezzato a Caserta. Doralisa
si trova a suo agio sia nell’interpretazione dei testi
sia nelle libere improvvisazioni, dove dimostra peraltro fantasia
e spericolata agilità. Possiede una naturale predisposizione
alla ricerca di nuovi percorsi espressivi, peculiarità
che le consente di lambire tante rive, senza produrre il minimo
ristagno. Quella di domenica è stata un’appassionate
“promenade” lungo le strade alberate del jazz,
senza trascurare i sentieri altrettanto nobili del pop internazionale
e delle musiche per il cinema (“Blue moon”, “Black
coffee”, “Fever”, “I’m calling
you”, “La vita è bella”, “Come
together”, “Autumn leaves”, sono solo alcuni
dei brani eseguiti). Fondamentale in questo viaggio, il sostegno
di Giuntini e di Faraldo, due solidi strumentisti che manipolano
con estrema disinvoltura molti degli stilemi del genere, creando
sequenze melodico–ritmiche e combinazioni armoniche
avvolgenti. Prezioso, quanto inatteso, è stato poi
l’ingresso sulle prime note di “I just want to
make love to you” del sax soprano di Gianni D’Argenzio.
Avremmo preferito una sezione ritmica più corposa e
un impianto del suono meno ronzante. Ma dalla vita, si sa,
non si può avere tutto.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 28 ottobre 2004
Con Pierluigi Tortora
un viaggio nella Napoli di Viviani
CASERTA
– Mal celiamo una certa soddisfazione nell’annunciarvi
che questa sera sul palchetto del Modì, nell’ambito
della rassegna “Muta… menti” ideata da Roberto
Solofria, si esibirà Pierluigi Tortora. Tortora è
uno dei pochi attori casertani che è riuscito a trovare
un felice compromesso tra avanguardia e tradizione, ritenendo,
a ragione, che non sia possibile prescindere dalla tradizione,
ma che questa vada contestualizzata e resa fruibile attraverso
moduli espressivi che appartengano alla modernità.
Al caffé–teatro di via Tanucci, Tortora riproporrà
“Rafe’ sto ccà”, una pièce
tra le più apprezzate del suo repertorio insieme a
“Delirio di un uomo” da “L’uomo dal
fiore in bocca” di Luigi Pirandello. Ideato e diretto
dall’attore casertano, “Rafe’ sto ccà”
è un recital tratto dall’opera di Raffaele Viviani
che rappresenta un’occasione per attraversare l’universo
teatrale di questa grande icona della drammaturgia napoletana
a torto oscurata dall’ombra dell’altrettanto grande
figura di Eduardo de Filippo. Sostenuto dalla chitarra di
Felice Imperato, controcanto discreto ma efficace, Tortora
conduce il pubblico tra i vicoli e i bassi della Napoli dei
primi del Novecento, luoghi in cui il disagio e l’amarezza
si confondevano con l’umorismo e il sentimento. Un percorso
solo incidentalmente comico tra le vicende quotidiane degli
emarginati, dei derelitti, di quei personaggi “minori”,
la cui normalità era ed è ancora talmente intensa
da assumere un significato universale. Nel teatro vivianeo,
verso e musica si accostano alla prosa in posizione non decorativa,
bensì paritetica ed egualmente espressiva. Alla canzone
spetta persino il compito di caratterizzare i tratti essenziali
dei personaggi. Tortora, attore ormai maturo (ha partecipato
ad una serie di opere teatrali e cinematografiche di prestigio:
“Il Misantropo” con Toni Servillo e Iaia
Forte, “Le False Confidenze” con Toni Servillo
e Anna Bonaiuto, “Pinocchio” con Roberto De Francesco
e Toni Servillo, e al film di Paolo Sorrentino “L’uomo
in più” con Andrea Renzi), ha acquisito negli
anni una mimica notevole e delle ottime capacità canore,
ingredienti con i quali riesce con semplicità ed immediatezza
a non perturbare questo delicato equilibrio.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 29 ottobre 2004
Peppe Rienzo... ‘E
‘n’ata manera
SAN
NICOLA LA STRADA – Dal jazz mediterraneo di Pino Daniele
al dub partenopeo degli Almamegretta. All’ombra del
Vesuvio, la canzone autoriale si muove tra questi due poli.
Due generi nati dall’urgenza espressiva del popolo nero,
ma mutuabili per raccontare le angosce, le tragedie e le attese
di cui si alimentano altri popoli. Di entrambi gli influssi
si nutre il percorso artistico di Peppe Rienzo, tra i cantautori
più interessanti del panorama musicale casertano. Incapace
di aderire ad un genere definito, la sua musica è un’osmosi
continua tra la tradizione popolare e la ricerca ansiosa di
nuove forme di espressione. I suoi testi, perlopiù
scritti in napoletano, esprimono con un linguaggio crudo e
con ritmiche martellanti la realtà dolente di una provincia
dimenticata, l’incombenza di un destino eternamente
incerto, l’assurdità di una speranza che, tuttavia,
sembra imporsi come unica possibilità di sopravvivenza.
Sembra! Perché in Rienzo alberga anche l’ironia,
l’amore e la voglia di cambiare questo mondo così
stupido.
Dopo anni di concerti, di nottate in autostrada e di sudate
con la chitarra in spalla, Rienzo in questi mesi ha ridotto
al minimo l’attività dal vivo per dedicarsi alla
preparazione del suo primo lavoro discografico, dal titolo
“‘E ‘n’ata manera”, che dovrebbe
uscire a metà novembre. Alla realizzazione del disco
hanno collaborato giovani musicisti di talento, come Alex
Scialla, Lucky Di Blasio, Carmine Pascarella, Cristofaro Di
Caprio, Fabio D’Andrea (con Rienzo, arrangiatore dell’album),
Ottavio De Marino, Valerio Bocchiddi, e strumentisti che vantano
collaborazioni importanti, come Mimmo Leone e Paki Palmieri.
Oltre al nome del cd e alla sala in cui è stato registrato,
la Po.Mi Musica di San Marco Evangelista, del progetto si
sa ancora poco, e lo stesso autore è restio a parlarne.
Chi, però, ha avuto modo di ascoltare al missaggio
le otto tracce inedite contenute in “‘E ‘n’ata
manera” assicura che Rienzo è riuscito a dilatare
ulteriormente i suoi orizzonti musicali.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Comunicato
stampa, 23 ottobre 2004
Il "paradiso"
dei randagi
"Fra
le misure prese nel riequilibrio di bilancio per il 2004 approvato
recentemente dall’amministrazione di Recale, colpisce
un provvedimento che trasforma i cani randagi della nostra
cittadina in facoltosi benestanti. Infatti, la spesa che il
Comune aveva preventivato per gli interventi sul randagismo
è stata quasi raddoppiata, portandola a ben 35.000
euro.
Non sappiamo quali alibi tecnico-burocratici addurranno gli
amministratori per giustificare un simile esborso, né
tutto sommato ci interessa saperlo: ci accontentiamo di sperare
che le povere bestie possano giovarsi almeno di una frazione
dei soldi che risultano destinati a loro.
La situazione del randagismo in città è sotto
gli occhi di tutti: se non fosse per l’impegno e il
sacrificio personale di pochi volenterosi cittadini, gli animali
sarebbero completamente abbandonati a se stessi, in preda
alla fame e alle malattie, mettendo a rischio la salute e
la tranquillità di tutti.
Invece di buttare ogni anno 70 milioni di vecchie lire per
pagare le rette ai canili altrui, sarebbe opportuno riprendere
il vecchio progetto di un rifugio comunale, contando anche
sull’impegno volontario che alcuni cittadini hanno più
volte offerto. Contemporaneamente, si dovrebbe avviare un
programma di tutela attiva degli animali presenti sul territorio,
come prevede la legge quadro 281/91, sostenere l’adozione
dei “cani di quartiere”, e stimolare i cittadini
(e i giovani in primo luogo) ad un atteggiamento positivo
verso gli animali con cui condividiamo il nostro ambiente.
A tutt’oggi, nonostante gli impegni presi, non c’è
il minimo segnale che gli amministratori si occupino di questi
argomenti.
Ma ciò che rende incredibile la vicenda è il
fatto che le risorse necessarie per coprire questo aumento
di spesa, insieme ad un altro aumento di 20mila euro dei costi
per la manutenzione stradale, sono state trovate togliendo
soldi agli interventi del Comune in due settori cruciali:
le attività sociali e assistenziali, e la scuola!
Nello stesso momento in cui colpisce i cittadini con una raffica
di aumenti di tutte le tariffe comunali, l’amministrazione
taglia drasticamente gli impegni di spesa su servizi che potrebbero
in qualche modo sostenere il livello di vita delle fasce a
reddito più basso, e colpisce le opportunità
di formazione dei nostri ragazzi, per reperire risorse da
buttare nella fornace della spesa amministrativa ormai fuori
controllo. Tutto ciò è inconcepibile, e non
possiamo che ribadire le nostre richieste di rivedere le tariffe,
restituendo ai cittadini le somme percepite oltre il dovuto,
e di cambiare la politica finanziaria del Comune bloccando
sprechi inverecondi di cui la questione del randagismo non
è che l’ultimo esempio."
Democratici di Sinistra, Recale
Il
Giornale di Caserta, 24 ottobre 2004
CasertaNews,
23 ottobre 2004
DS: La città
paradiso dei randagi
Caserta24ore,
23 ottobre 2004
Recale. Il "paradiso"
dei randagi
Il
Gazzettino Casertano, 25-10-2004
Recale - DS al Comune:
‘Rivedere tariffe comunali e restituire ai cittadini
somme non dovute'
Il
Giornale di Caserta, 16 ottobre 2004
Parte Muta… menti,
applausi per “L’Infame”
CASERTA
– La sfida era impegnativa: sottrarre i casertani dalla
visione “divanesca” del Grande Fratello. Non solo,
convincerli a prendere la macchina, a parcheggiare in divieto
di sosta e a scendere al Modì per vedere, pagando un
biglietto, un monologo drammatico, nemmeno troppo breve. Quasi
un miracolo. Eppure, giovedì sera il caffè–teatro
di Paolo Mazzarella e di Giuliano Feola era stracolmo. Qualcosa
si sta “Modì–ficando”...? Chissà.
In scena, Luigi Credendino, interprete de “L’Infame”
di Giovanni Meola. La storia è quella di “Mazza
‘e Scopa”, un criminale di calibro minimo, un
pesce piccolo… un camorrista “da” contorno.
Uno che prima tradisce il clan di origine per vendicarsi dell’uccisione
del padre e poi tradisce anche il clan di approdo nella speranza,
illusoria, di continuare a vivere e a fumare spinelli, il
suo unico, grande, “pregio”. In un colloquio con
un magistrato, idealmente rappresentato dal pubblico, egli
svela le trame di un mondo fatto di oscurità e di attese,
di violenze e di normalità negate. Un mondo surreale
(o iperreale?), dove nessuno ha un nome e un cognome, ma “’nu
contranomme”, frutto di un difetto fisico, di una caratteristica,
di un modo di agire. Il testo di Meola è il racconto
antico di un dramma moderno, nel quale Credendino incede con
i movimenti di una marionetta, di un burattino, di un pulcinella
cacciato dalla commedia dell’arte. Il giovane attore
napoletano mostra una gestualità estrema, ma sempre
opportuna, e una mimica davvero notevole. Visto che è
così bravo con il corpo e con il viso, gli suggeriamo
di lavorare di più sulla voce, la sua arma meno incisiva.
Ottima la regia e suggestiva la costruzione delle scene, entrambe
di Meola, ricche di riferimenti simbolici. Nulla da eccepire,
insomma, a Roberto Solofria, direttore artistico della programmazione
teatrale al Modì, per aver scelto “L’Infame”
come spettacolo inaugurale di “Muta… menti”.
Chi ben comincia…
Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta
CittadinoLex
14 ottobre 2004
Il falso in bilancio
va ripristinato in Italia
Un bilancio falso equivale a un bilancio omesso e dunque gli
Stati membri dovrebbero comminare adeguate sanzioni per questo
tipo di reato: sono durissime le conclusioni dell'avvocato
generale tedesco della Corte di giustizia europea Juliane
Kokott nella causa pregiudiziale promossa dalla magistratura
italiana nell'ambito del processo a Silvio Berlusconi ed altri
imputati per l'accusa di falso il bilancio commesso prima
del 2002, cioè prima delle nuove disposizioni che hanno
depenalizzato questo reato.I giudici italiani hanno in sostanza
chiesto alla suprema corte europea del Lussemburgo se la nuova
normativa italiana sia compatibile con il diritto comunitario.
Per l'avvocato generale le soglie di tolleranza sul falso
in bilancio introdotte in Italia - e contestate dai giudici
italiani perché permetterebbero l'impunità degli
imputati - non soddisfano i requisiti del diritto comunitario.
Non solo, il giudice tedesco che si è trovato a trattare
la causa in cui è coinvolto il nostro presidente del
Consiglio sostiene qualcosa di molto operativo: i giudici
nazionali, in presenza di una legge penale più favorevole
adottata successivamente al momento della commissione del
reato, in tutto o parte incompatibile con il diritto comunitario,
sono tenuti ad applicare il diritto comunitario e a disapplicare
la legge penale più favorevole, senza rivolgersi alla
Corte costituzionale nazionale.
Va precisato che le conclusioni dell'avvocato generale non
vincolano la sentenza della Corte, che deve ancora pronunciarsi.
Nell'ambito del processo comunitario, l'avvocato generale
interviene alla fine della fase scritta e dopo lo svolgimento
dell'udienza dibattimentale. Con le sue conclusioni, l'avvocato
generale propone la sua soluzione alla Corte di giustizia
che - va detto - tiene quella soluzione in alta considerazione,
pur riservandosi la decisione finale.
da
CittadinoLex
online
Modì, entertainment bar presenta
Muta... menti ‘04
Proposta alternativa al cartellone
“classico” del teatro della nostra città,
la rassegna teatrale “Muta…menti ‘04”
parte giovedì 14 Ottobre dal “Modì”
entertainment bar di via Tanucci a Caserta. Lo spazio, di
recente apertura, offre la possibilità a giovani compagnie
emergenti, di solito fuori dal circuito dei teatri stabili,
di poter rappresentare uno spettacolo teatrale in un luogo
“diverso” e originale. Nostra intenzione è
infatti quella di mettere a disposizione un luogo lontano
dalla visione classica degli spazi teatrali, un luogo accogliente
per il pubblico e allo stesso tempo gratificante per gli artisti,
uno spazio dove poter fruire del buon teatro accompagnato
da buon vino. La scelta degli artisti che si esibiranno non
è affatto casuale, tutti di esperienza e con un ampio
curriculum. La Direzione Artistica della rassegna, affidata
a Roberto Solofria, ha tenuto conto sicuramente della bontà
dell’offerta, ma senz’altro non ha tralasciato
la fruibilità della stessa, con spettacoli “particolari”
ma di sicuro impatto per il pubblico esigente di Caserta.
Da segnalare anche l’invito, al termine degli spettacoli,
per il pubblico di scambiare opinioni con gli artisti, i registi,
gli autori e naturalmente gli attori delle opere rappresentate.
IL
PROGRAMMA COMPLETO
Il
Mattino, domenica 10 ottobre 2004
MODI’ - Lo spazio
Intitolata al pittore maledetto la nuova struttura ricalca
i modelli del quartiere Brera Con piccola taverna annessa
È
nato nelle cantine, nei sottoscala e nei locali di fortuna
rimediati da qualche anima pia. E se poi il teatro made in
Caserta è arrivato in alto, alla ribalta nazionale,
magari ci si può riprovare, percorrendo la stessa strada.
Pensate a Toni Servillo, sui cartelloni di moltissimi teatri
italiani con il suo «Sabato, domenica e lunedì»
di Eduardo. Servillo per giunta è anche presente in
numerose sale cinematografiche italiane grazie all'uscita
dell'ultimo film di Sorrentino «Le conseguenze dell'amore»
(in cui c'è un po' di Caserta per la partecipazione
della moglie di Toni, Manuela La Manna, e la location del
finale del film girato nelle cave di Santa Lucia).
Molti ricorderanno però gli inizi artistici di Toni,
che si «arrangiava» ad allestire spettacoli negli
scantinati e nelle cantine del centro storico della città
dove, in compagnia di Matteo De Simone, ed altri metteva in
scena spettacoli «sperimentali». Inizio eroico
(valorizzato dai primi Settembre al Borgo e da uno storico
spettacolo alla Vaccheria), sia pure obbligato dalla quasi
assoluta (allora) penuria di strutture e di possibilità
per chi faceva cultura in un capoluogo del profondo sud.
Ebbene oggi possiamo registrare una sorta di ritorno al passato,
un ritorno a quegli anni Settanta che videro il nascere e
prolificare di tanti gruppi teatrali che hanno fatto la storia
del teatro a Caserta: nella centralissima via Tanucci, infatti,
è stata inaugurata ieri, una nuova struttura teatrale
che ospiterà tutti i giovedì del mese appuntamenti
teatrali alternativi raccolti in una rassegna che ha per titolo
«Muta... menti«.
La struttura, intitolata a Modì il pittore maledetto
è ubicata in un interrato e presenta tutte le caratteristiche
delle sale «off» degli anni Cinquanta e Sessanta,
rimandando direttamente alle cantine del milanese quartiere
di Brera.
L'iniziativa - hanno spiegato i promotori nel corso della
conferenza stampa - vuole essere una proposta alternativa
ai cartelloni teatrali della nostra città. Lo spazio
offre la possibilità a giovani attori - o a compagnie
- emergenti, di solito lasciati fuori dai circuiti teatrali
tradizionali, di poter rappresentare i propri spettacoli in
un luogo diverso e originale.
Nelle intenzioni degli organizzatori, infatti, la possibilità
di mettere a disposizione un posto lontano anni luce dalla
visione classica degli spazi teatrali, un luogo accogliente
per il pubblico e gratificante per gli artisti, uno spazio
dove poter fruire del buon teatro accompagnato da un buon
bicchiere di vino (nel locale, come nella tradizione di qusto
genere di strutture, è stata aperta una piccola taverna).
La scelta degli artisti che si esibiranno al Modì -
spiega Roberto Solofria, direttore artistico della rassegna
- non è affatto casuale: tutti attori con grosse esperienze
e con curriculum di tutto rispetto. Nella scelta si è
tenuto conto della qualità dell'offerta senza però
tralasciare la fruibilità dei diversi spettacoli con
un'attenzione ad alcuni spettacoli «particolari»
ma di sicuro impatto per il pubblico casertano.
Per fare del Modì un vero spazio di teatro d'essai
- ha detto Piero Mazzarella, attore e promotore dell'iniziativa
- al termine di ogni spettacolo ci sarà un dibattito
con gli attori, i registi e gli autori con i quali il pubblico
potrà scambiare opinioni.Il primo spettacolo - «L'infame»,
di Giovanni Meola - è previsto per giovedì 14
ottobre 2004.
Umberto
Sarnelli, dal Mattino
online
Il
Mattino, giovedì 7 ottobre 2004
Marcianise ricorda
Peppino Capobianco
A
dieci anni dalla scomparsa del politico e storico di Terra
di Lavoro, oggi alle 17,30, nella Biblioteca Comunale di via
Vespucci, nel corso di un incontro organizzato dall'associazione
«Caffè Procope» saranno presentati due
suoi volumi, «Sulle ali della democrazia. Il Pci in
una provincia del Sud (1944-1947)» e «Una nuova
questione meridionale. Scritti scelti (1979-1992)».
«L’iniziativa rientra in un programma più
ampio di incontri e dibattiti - spiega Alessandro Tartaglione,
presidente della Commissione Cultura del Comune e uno dei
fondatori dell'associazione - per serbare memoria e rendere
il giusto tributo a quanti con il loro pensiero e opera hanno
contribuito al progresso sociale, politico e culturale della
nostra Provincia».
All'incontro prenderanno parte in qualità di relatori
Costantino Boffa, consulente della presidenza della Regione
Campania, Francesco Ferrara, membro della Direzione Nazionale
del Prc, Vittorio Guida, segretario provinciale della Cisl,
Tommaso Zarrillo, scrittore ed ex sindaco di Marcianise.
Giovedì 28 ottobre sarà presentato il libro
del giornalista Raffaele Sardo, «È marzo, la
primavera sta per arrivare. Don Giuseppe Diana ucciso per
amore del suo popolo». Il libro, la cui prefazione è
stata curata dal magistrato Donato Ceglie, ripercorre la drammatica
storia del parroco di Casal di Principe, don Peppino Diana,
ucciso dieci anni fa dalla camorra.
«Caffè Procope», con sede in via Roma a
pochi passi dalla centralissima Piazza Umberto I, cura tra
l'altro un periodico di politica e cultura.
Michele
Raucci, dal Mattino
online
Il
Mattino, giovedì 7 ottobre 2004
Verso il voto del 2005
Le
prossime elezioni regionali e provinciali saranno un duplice
test elettorale decisivo in vista delle politiche. E quindi
le macchine elettorali di entrambi gli schieramenti si stanno
muovendo per definire le liste. Ma per fare «candidature
mirate» bisogna conoscere a fondo le varie situazioni,
realtà per realtà e puntare su certe tipologie.
Uno studio approfondito su tutto il territorio provinciale,
sulla base dei recenti risultati elettorali delle Europee,
lo ha fatto la Margherita. Non a caso la direzione provinciale,
sotto la direzione del segretario provinciale Pierino Squeglia,
ha approvato - prima di procedere a fissare le griglie di
partenza della corsa regionale e di quella provinciale - uno
studio su tutti i 7 collegi camerali accuratamente redatto
dal funzionario Felice Del Monaco. Sono emersi dati interessanti
che configurano lo stato di salute dei due poli non solo nei
sette collegi camerali, ma anche in tutti i 104 Comuni di
Terra di Lavoro.
Nel
collegio camerale numero 1 di Caserta queste le posizioni:
centrosinistra 43,35%, centrodestra 40,20%, Udeur 6,63%;
collegio
n. 2 di Maddaloni-Marcianise: centrodestra 44,10%, centrosinistra
38,91%, Udeur 5,47%;
collegio
n. 3 di Aversa: centrosinistra 48,79%, centrodestra 35,83%,
Udeur 8,98%;
collegio
n. 4 di Casal di Principe: centrodestra 42,17%, centrosinistra
40,76%, Udeur 7,97%;
collegio n. 5 di S.Maria C.V. : centrodestra 50,25%, centrosinistra
31,93%, Udeur 4,53%;
collegio
n. 6 di Sessa Aurunca-Mondragone: centrodestra 51,77%, centrosinistra
33,78%, Udeur 4,40%;
collegio
n. 7 di Piedimonte Matese-Capua : centrodestra 56,98%, centrosinistra
36,41%, Udeur 4,74%.
Da
questo quadro emerge che il centrodestra è maggioranza
nei collegi di Caserta, Maddaloni-Marcianise, Casal di Principe,
Santa Maria Capua Vetere, Sessa-Mondragone e Piedimonte-Capua.
Nel solo collegio di Aversa il centrosinistra risulta maggioranza.
Ma c’è da dire che è stato estrapolato
l’Udeur in quanto in più realtà territoriali
è alleato con il centrodestra.
Comunque
il Campanile è determinante nei collegi di Caserta,
Maddaloni e Casal di Principe.
Nel
collegio di Caserta questi i Comuni più ulivisti: Recale
con il 47,47%;
nel collegio di Maddaloni con il 50,91%, di cui il 42,82%
lo raggranellò il Triciclo (Ds, Margherita e Sdi) e
l’8,09% Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi e Di
Pietro;
nel collegio di Aversa il Comune «ulivista» per
antonamasia è Orta di Atella con il 60,23%;
nel collegio di Casal di Principe il Comune ulivista per eccellenza
è Parete con il 59,05%;
nel collegio di Santa Maria Capua Vetere il Comune dell’Ulivo
è San Tammaro con il 48,11%;
nel collegio di Sessa-Mondragone: più ulivista Sessa
con il 48,97%,
nel collegio di Piedimonte-Capua il primato ulivista ce l’ha
Raviscanina con il 55,84%.
Nello
studio della Margherita si stila anche una classifica ulivista
per collegio.
Eccola: collegio di Aversa 48,79%; collegio di Casal di Principe
40,76%; collegio di Caserta 40,20%; collegio di Maddaloni
38,91%; collegio di Piedimonte-Capua 36,41%; collegio di Sessa-Mondragone
33,78%; collegio di S.Maria C.V. 31,93%.
Giovanni
De Stasio, dal Mattino
online
Comunicato
stampa, 4 ottobre 2004
I residenti delle strade
dei musicisti Boito e Toscanini fanno sentire la loro voce.
Sicuramente
i cittadini e gli amministratori ricorderanno la lotta dei
residenti di via Boito e Toscanini nel 1986-87 per ottenere
la realizzazione della strada, della rete idrica e fognaria,
e un minimo di illuminazione pubblica. Dopo circa diciotto
anni la musica si ripete.
L’attuale
Amministrazione nel piano generale delle opere pubbliche ha
previsto la realizzazione di una piazza lungo via Toscanini,
scelta fatta senza cognizione di causa e senza conoscere i
veri problemi dei residenti, forse solo per segnalare che
questa amministrazione esiste.
Quando
il Sindaco e il suo vice si sono recati sul posto per visionare
la zona sono stati poco attenti, perché se avessero
fatto pochi passi su via Toscanini avrebbero trovato disegnato
sul manto stradale un campo di pallavolo, e appeso a un palo
della luce un copertone di ruota d’auto per la pallacanestro.
Questo è lo spazio che i ragazzi della zona hanno a
loro disposizione: LA STRADA.
Per
questo ed altri motivi che sarebbero troppo lunghi da citare,
riteniamo che l’area su cui dovrebbe sorgere la piazza
è di dimensioni inadeguate per lo scopo che ci prefiggiamo
(stiamo parlando di una superficie di circa 400 metri quadrati,
dalla quale si dovrebbe tagliare una strada in prosecuzione
di via Boito, come è documentato dagli atti di compravendita
di ogni singolo lotto e che questa amministrazione vuole abolire,
altro che sviluppo della zona) e che la stessa è situata
in una posizione mal collegata rispetto al quartiere, (e ci
riferiamo non solo a via Boito e Toscanini ma anche a via
Ponte Selice e alla strada che collega Musicile a Caturano)
per cui, oltre ad essere scarsamente fruibile, diverrebbe
in breve tempo ricettacolo di rifiuti e malintenzionati a
danno della tranquillità dei residenti.
Vorrei
poi ricordare all’Assessore Francesco Porfidia che la
passata Amministrazione di Centro Sinistra guidata dal dott.
Ovidio Gadola della quale i DS facevano parte, tra le tante
opere che ha realizzato, ha prodotto anche un progetto per
la zona di Musicile, che comprendeva:
-
Il rifacimento del manto stradale di via Boito, Toscanini
e di tutta via Ponte Selice.
-
Il rifacimento e il potenziamento di tutta l’illuminazione
pubblica perché fatiscente
-
Il congiungimento del terminale della rete idrica di via Toscanini
(lato ovest) con quello del quadrivio di Musicile per rendere
l’acqua più potabile, lavori puntualmente eseguiti,
e l'individuazione nel PRG di un'area a verde attrezzato.
Tutto
questo non vuole essere solo una critica, ma anche un messaggio
e uno sprone a questa Amministrazione, affinché abbandoni
questo progetto inutile e potenzialmente pericoloso e si adoperi,
invece, a trovare un’area sufficientemente ampia e idonea
per poter soddisfare le esigenze dei residenti, ma soprattutto
dei giovani e degli anziani di questa zona.
Mimmo
Glorioso, della Segreteria dei DS di Recale
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