elezioni suppletive  
RASSEGNA STAMPA - OTTOBRE 2004

Il Giornale di Caserta, 26 ottobre 2004
Al Modì incanta la voce jazz di Doralisa Barletta

CASERTA – L’avevamo ascoltata per la prima volta l’anno scorso al Timbuctù di San Leucio, accompagnata dal chitarrista Umberto Casella. L’impressione era stata forte, sia per la bellezza della voce, sia per la sua estrosa indole creativa. L’abbiamo rincontrata domenica scorsa al Modì, il caffé–teatro di via Tanucci, al fianco di Andrea Giuntini (al piano) e di Enzo Faraldo (al contrabbasso), due musicisti storici del jazz in Terra di Lavoro, e ci è sembrata addirittura più brava. Doralisa Barletta ha dato prova di aver raggiunto un nuovo livello della sua maturità artistica. Dietro ad una voce libera da ogni vincolo stilistico, c’è un lungo lavoro di paziente affinamento: le sue corde sono sempre più duttili, luminose, ricche di temperamento e di sfumature. La purezza del timbro e la disinvoltura nel destreggiarsi in arditi fraseggi, la rendono tra le più interessanti voci jazz che abbiamo finora apprezzato a Caserta. Doralisa si trova a suo agio sia nell’interpretazione dei testi sia nelle libere improvvisazioni, dove dimostra peraltro fantasia e spericolata agilità. Possiede una naturale predisposizione alla ricerca di nuovi percorsi espressivi, peculiarità che le consente di lambire tante rive, senza produrre il minimo ristagno. Quella di domenica è stata un’appassionate “promenade” lungo le strade alberate del jazz, senza trascurare i sentieri altrettanto nobili del pop internazionale e delle musiche per il cinema (“Blue moon”, “Black coffee”, “Fever”, “I’m calling you”, “La vita è bella”, “Come together”, “Autumn leaves”, sono solo alcuni dei brani eseguiti). Fondamentale in questo viaggio, il sostegno di Giuntini e di Faraldo, due solidi strumentisti che manipolano con estrema disinvoltura molti degli stilemi del genere, creando sequenze melodico–ritmiche e combinazioni armoniche avvolgenti. Prezioso, quanto inatteso, è stato poi l’ingresso sulle prime note di “I just want to make love to you” del sax soprano di Gianni D’Argenzio. Avremmo preferito una sezione ritmica più corposa e un impianto del suono meno ronzante. Ma dalla vita, si sa, non si può avere tutto.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 28 ottobre 2004
Con Pierluigi Tortora un viaggio nella Napoli di Viviani

CASERTA – Mal celiamo una certa soddisfazione nell’annunciarvi che questa sera sul palchetto del Modì, nell’ambito della rassegna “Muta… menti” ideata da Roberto Solofria, si esibirà Pierluigi Tortora. Tortora è uno dei pochi attori casertani che è riuscito a trovare un felice compromesso tra avanguardia e tradizione, ritenendo, a ragione, che non sia possibile prescindere dalla tradizione, ma che questa vada contestualizzata e resa fruibile attraverso moduli espressivi che appartengano alla modernità. Al caffé–teatro di via Tanucci, Tortora riproporrà “Rafe’ sto ccà”, una pièce tra le più apprezzate del suo repertorio insieme a “Delirio di un uomo” da “L’uomo dal fiore in bocca” di Luigi Pirandello. Ideato e diretto dall’attore casertano, “Rafe’ sto ccà” è un recital tratto dall’opera di Raffaele Viviani che rappresenta un’occasione per attraversare l’universo teatrale di questa grande icona della drammaturgia napoletana a torto oscurata dall’ombra dell’altrettanto grande figura di Eduardo de Filippo. Sostenuto dalla chitarra di Felice Imperato, controcanto discreto ma efficace, Tortora conduce il pubblico tra i vicoli e i bassi della Napoli dei primi del Novecento, luoghi in cui il disagio e l’amarezza si confondevano con l’umorismo e il sentimento. Un percorso solo incidentalmente comico tra le vicende quotidiane degli emarginati, dei derelitti, di quei personaggi “minori”, la cui normalità era ed è ancora talmente intensa da assumere un significato universale. Nel teatro vivianeo, verso e musica si accostano alla prosa in posizione non decorativa, bensì paritetica ed egualmente espressiva. Alla canzone spetta persino il compito di caratterizzare i tratti essenziali dei personaggi. Tortora, attore ormai maturo (ha partecipato ad una serie di opere teatrali e cinematografiche di prestigio: “Il Misantropo” con Toni Servillo  e Iaia Forte, “Le False Confidenze” con Toni Servillo e Anna Bonaiuto, “Pinocchio” con Roberto De Francesco e Toni Servillo, e al film di Paolo Sorrentino  “L’uomo in più” con Andrea Renzi), ha acquisito negli anni una mimica notevole e delle ottime capacità canore, ingredienti con i quali riesce con semplicità ed immediatezza a non perturbare questo delicato equilibrio.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 29 ottobre 2004
Peppe Rienzo... ‘E ‘n’ata manera

SAN NICOLA LA STRADA – Dal jazz mediterraneo di Pino Daniele al dub partenopeo degli Almamegretta. All’ombra del Vesuvio, la canzone autoriale si muove tra questi due poli. Due generi nati dall’urgenza espressiva del popolo nero, ma mutuabili per raccontare le angosce, le tragedie e le attese di cui si alimentano altri popoli. Di entrambi gli influssi si nutre il percorso artistico di Peppe Rienzo, tra i cantautori più interessanti del panorama musicale casertano. Incapace di aderire ad un genere definito, la sua musica è un’osmosi continua tra la tradizione popolare e la ricerca ansiosa di nuove forme di espressione. I suoi testi, perlopiù scritti in napoletano, esprimono con un linguaggio crudo e con ritmiche martellanti la realtà dolente di una provincia dimenticata, l’incombenza di un destino eternamente incerto, l’assurdità di una speranza che, tuttavia, sembra imporsi come unica possibilità di sopravvivenza. Sembra! Perché in Rienzo alberga anche l’ironia, l’amore e la voglia di cambiare questo mondo così stupido.
Dopo anni di concerti, di nottate in autostrada e di sudate con la chitarra in spalla, Rienzo in questi mesi ha ridotto al minimo l’attività dal vivo per dedicarsi alla preparazione del suo primo lavoro discografico, dal titolo “‘E ‘n’ata manera”, che dovrebbe uscire a metà novembre. Alla realizzazione del disco hanno collaborato giovani musicisti di talento, come Alex Scialla, Lucky Di Blasio, Carmine Pascarella, Cristofaro Di Caprio, Fabio D’Andrea (con Rienzo, arrangiatore dell’album), Ottavio De Marino, Valerio Bocchiddi, e strumentisti che vantano collaborazioni importanti, come Mimmo Leone e Paki Palmieri. Oltre al nome del cd e alla sala in cui è stato registrato, la Po.Mi Musica di San Marco Evangelista, del progetto si sa ancora poco, e lo stesso autore è restio a parlarne. Chi, però, ha avuto modo di ascoltare al missaggio le otto tracce inedite contenute in “‘E ‘n’ata manera” assicura che Rienzo è riuscito a dilatare ulteriormente i suoi orizzonti musicali.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Comunicato stampa, 23 ottobre 2004
Il "paradiso" dei randagi

"Fra le misure prese nel riequilibrio di bilancio per il 2004 approvato recentemente dall’amministrazione di Recale, colpisce un provvedimento che trasforma i cani randagi della nostra cittadina in facoltosi benestanti. Infatti, la spesa che il Comune aveva preventivato per gli interventi sul randagismo è stata quasi raddoppiata, portandola a ben 35.000 euro.
Non sappiamo quali alibi tecnico-burocratici addurranno gli amministratori per giustificare un simile esborso, né tutto sommato ci interessa saperlo: ci accontentiamo di sperare che le povere bestie possano giovarsi almeno di una frazione dei soldi che risultano destinati a loro.
La situazione del randagismo in città è sotto gli occhi di tutti: se non fosse per l’impegno e il sacrificio personale di pochi volenterosi cittadini, gli animali sarebbero completamente abbandonati a se stessi, in preda alla fame e alle malattie, mettendo a rischio la salute e la tranquillità di tutti.
Invece di buttare ogni anno 70 milioni di vecchie lire per pagare le rette ai canili altrui, sarebbe opportuno riprendere il vecchio progetto di un rifugio comunale, contando anche sull’impegno volontario che alcuni cittadini hanno più volte offerto. Contemporaneamente, si dovrebbe avviare un programma di tutela attiva degli animali presenti sul territorio, come prevede la legge quadro 281/91, sostenere l’adozione dei “cani di quartiere”, e stimolare i cittadini (e i giovani in primo luogo) ad un atteggiamento positivo verso gli animali con cui condividiamo il nostro ambiente. A tutt’oggi, nonostante gli impegni presi, non c’è il minimo segnale che gli amministratori si occupino di questi argomenti.
Ma ciò che rende incredibile la vicenda è il fatto che le risorse necessarie per coprire questo aumento di spesa, insieme ad un altro aumento di 20mila euro dei costi per la manutenzione stradale, sono state trovate togliendo soldi agli interventi del Comune in due settori cruciali: le attività sociali e assistenziali, e la scuola!
Nello stesso momento in cui colpisce i cittadini con una raffica di aumenti di tutte le tariffe comunali, l’amministrazione taglia drasticamente gli impegni di spesa su servizi che potrebbero in qualche modo sostenere il livello di vita delle fasce a reddito più basso, e colpisce le opportunità di formazione dei nostri ragazzi, per reperire risorse da buttare nella fornace della spesa amministrativa ormai fuori controllo. Tutto ciò è inconcepibile, e non possiamo che ribadire le nostre richieste di rivedere le tariffe, restituendo ai cittadini le somme percepite oltre il dovuto, e di cambiare la politica finanziaria del Comune bloccando sprechi inverecondi di cui la questione del randagismo non è che l’ultimo esempio."
Democratici di Sinistra, Recale

Il Giornale di Caserta, 24 ottobre 2004

CasertaNews, 23 ottobre 2004
DS: La città paradiso dei randagi

Caserta24ore, 23 ottobre 2004
Recale. Il "paradiso" dei randagi

Il Gazzettino Casertano, 25-10-2004
Recale - DS al Comune: ‘Rivedere tariffe comunali e restituire ai cittadini somme non dovute'


Il Giornale di Caserta, 16 ottobre 2004
Parte Muta… menti, applausi per “L’Infame”

CASERTA – La sfida era impegnativa: sottrarre i casertani dalla visione “divanesca” del Grande Fratello. Non solo, convincerli a prendere la macchina, a parcheggiare in divieto di sosta e a scendere al Modì per vedere, pagando un biglietto, un monologo drammatico, nemmeno troppo breve. Quasi un miracolo. Eppure, giovedì sera il caffè–teatro di Paolo Mazzarella e di Giuliano Feola era stracolmo. Qualcosa si sta “Modì–ficando”...? Chissà. In scena, Luigi Credendino, interprete de “L’Infame” di Giovanni Meola. La storia è quella di “Mazza ‘e Scopa”, un criminale di calibro minimo, un pesce piccolo… un camorrista “da” contorno. Uno che prima tradisce il clan di origine per vendicarsi dell’uccisione del padre e poi tradisce anche il clan di approdo nella speranza, illusoria, di continuare a vivere e a fumare spinelli, il suo unico, grande, “pregio”. In un colloquio con un magistrato, idealmente rappresentato dal pubblico, egli svela le trame di un mondo fatto di oscurità e di attese, di violenze e di normalità negate. Un mondo surreale (o iperreale?), dove nessuno ha un nome e un cognome, ma “’nu contranomme”, frutto di un difetto fisico, di una caratteristica, di un modo di agire. Il testo di Meola è il racconto antico di un dramma moderno, nel quale Credendino incede con i movimenti di una marionetta, di un burattino, di un pulcinella cacciato dalla commedia dell’arte. Il giovane attore napoletano mostra una gestualità estrema, ma sempre opportuna, e una mimica davvero notevole. Visto che è così bravo con il corpo e con il viso, gli suggeriamo di lavorare di più sulla voce, la sua arma meno incisiva. Ottima la regia e suggestiva la costruzione delle scene, entrambe di Meola, ricche di riferimenti simbolici. Nulla da eccepire, insomma, a Roberto Solofria, direttore artistico della programmazione teatrale al Modì, per aver scelto “L’Infame” come spettacolo inaugurale di “Muta… menti”. Chi ben comincia…

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


CittadinoLex 14 ottobre 2004
Il falso in bilancio va ripristinato in Italia

Un bilancio falso equivale a un bilancio omesso e dunque gli Stati membri dovrebbero comminare adeguate sanzioni per questo tipo di reato: sono durissime le conclusioni dell'avvocato generale tedesco della Corte di giustizia europea Juliane Kokott nella causa pregiudiziale promossa dalla magistratura italiana nell'ambito del processo a Silvio Berlusconi ed altri imputati per l'accusa di falso il bilancio commesso prima del 2002, cioè prima delle nuove disposizioni che hanno depenalizzato questo reato.I giudici italiani hanno in sostanza chiesto alla suprema corte europea del Lussemburgo se la nuova normativa italiana sia compatibile con il diritto comunitario.
Per l'avvocato generale le soglie di tolleranza sul falso in bilancio introdotte in Italia - e contestate dai giudici italiani perché permetterebbero l'impunità degli imputati - non soddisfano i requisiti del diritto comunitario. Non solo, il giudice tedesco che si è trovato a trattare la causa in cui è coinvolto il nostro presidente del Consiglio sostiene qualcosa di molto operativo: i giudici nazionali, in presenza di una legge penale più favorevole adottata successivamente al momento della commissione del reato, in tutto o parte incompatibile con il diritto comunitario, sono tenuti ad applicare il diritto comunitario e a disapplicare la legge penale più favorevole, senza rivolgersi alla Corte costituzionale nazionale.
Va precisato che le conclusioni dell'avvocato generale non vincolano la sentenza della Corte, che deve ancora pronunciarsi. Nell'ambito del processo comunitario, l'avvocato generale interviene alla fine della fase scritta e dopo lo svolgimento dell'udienza dibattimentale. Con le sue conclusioni, l'avvocato generale propone la sua soluzione alla Corte di giustizia che - va detto - tiene quella soluzione in alta considerazione, pur riservandosi la decisione finale.

da CittadinoLex online


Modì, entertainment bar presenta
Muta... menti ‘04

 

Proposta alternativa al cartellone “classico” del teatro della nostra città, la rassegna teatrale “Muta…menti ‘04” parte giovedì 14 Ottobre dal “Modì” entertainment bar di via Tanucci a Caserta. Lo spazio, di recente apertura, offre la possibilità a giovani compagnie emergenti, di solito fuori dal circuito dei teatri stabili, di poter rappresentare uno spettacolo teatrale in un luogo “diverso” e originale. Nostra intenzione è infatti quella di mettere a disposizione un luogo lontano dalla visione classica degli spazi teatrali, un luogo accogliente per il pubblico e allo stesso tempo gratificante per gli artisti, uno spazio dove poter fruire del buon teatro accompagnato da buon vino. La scelta degli artisti che si esibiranno non è affatto casuale, tutti di esperienza e con un ampio curriculum. La Direzione Artistica della rassegna, affidata a Roberto Solofria, ha tenuto conto sicuramente della bontà dell’offerta, ma senz’altro non ha tralasciato la fruibilità della stessa, con spettacoli “particolari” ma di sicuro impatto per il pubblico esigente di Caserta. Da segnalare anche l’invito, al termine degli spettacoli, per il pubblico di scambiare opinioni con gli artisti, i registi, gli autori e naturalmente gli attori delle opere rappresentate.

 

IL PROGRAMMA COMPLETO


Il Mattino, domenica 10 ottobre 2004
MODI’ - Lo spazio
Intitolata al pittore maledetto la nuova struttura ricalca i modelli del quartiere Brera Con piccola taverna annessa

È nato nelle cantine, nei sottoscala e nei locali di fortuna rimediati da qualche anima pia. E se poi il teatro made in Caserta è arrivato in alto, alla ribalta nazionale, magari ci si può riprovare, percorrendo la stessa strada.
Pensate a Toni Servillo, sui cartelloni di moltissimi teatri italiani con il suo «Sabato, domenica e lunedì» di Eduardo. Servillo per giunta è anche presente in numerose sale cinematografiche italiane grazie all'uscita dell'ultimo film di Sorrentino «Le conseguenze dell'amore» (in cui c'è un po' di Caserta per la partecipazione della moglie di Toni, Manuela La Manna, e la location del finale del film girato nelle cave di Santa Lucia).
Molti ricorderanno però gli inizi artistici di Toni, che si «arrangiava» ad allestire spettacoli negli scantinati e nelle cantine del centro storico della città dove, in compagnia di Matteo De Simone, ed altri metteva in scena spettacoli «sperimentali». Inizio eroico (valorizzato dai primi Settembre al Borgo e da uno storico spettacolo alla Vaccheria), sia pure obbligato dalla quasi assoluta (allora) penuria di strutture e di possibilità per chi faceva cultura in un capoluogo del profondo sud.
Ebbene oggi possiamo registrare una sorta di ritorno al passato, un ritorno a quegli anni Settanta che videro il nascere e prolificare di tanti gruppi teatrali che hanno fatto la storia del teatro a Caserta: nella centralissima via Tanucci, infatti, è stata inaugurata ieri, una nuova struttura teatrale che ospiterà tutti i giovedì del mese appuntamenti teatrali alternativi raccolti in una rassegna che ha per titolo «Muta... menti«.
La struttura, intitolata a Modì il pittore maledetto è ubicata in un interrato e presenta tutte le caratteristiche delle sale «off» degli anni Cinquanta e Sessanta, rimandando direttamente alle cantine del milanese quartiere di Brera.
L'iniziativa - hanno spiegato i promotori nel corso della conferenza stampa - vuole essere una proposta alternativa ai cartelloni teatrali della nostra città. Lo spazio offre la possibilità a giovani attori - o a compagnie - emergenti, di solito lasciati fuori dai circuiti teatrali tradizionali, di poter rappresentare i propri spettacoli in un luogo diverso e originale.
Nelle intenzioni degli organizzatori, infatti, la possibilità di mettere a disposizione un posto lontano anni luce dalla visione classica degli spazi teatrali, un luogo accogliente per il pubblico e gratificante per gli artisti, uno spazio dove poter fruire del buon teatro accompagnato da un buon bicchiere di vino (nel locale, come nella tradizione di qusto genere di strutture, è stata aperta una piccola taverna).
La scelta degli artisti che si esibiranno al Modì - spiega Roberto Solofria, direttore artistico della rassegna - non è affatto casuale: tutti attori con grosse esperienze e con curriculum di tutto rispetto. Nella scelta si è tenuto conto della qualità dell'offerta senza però tralasciare la fruibilità dei diversi spettacoli con un'attenzione ad alcuni spettacoli «particolari» ma di sicuro impatto per il pubblico casertano.
Per fare del Modì un vero spazio di teatro d'essai - ha detto Piero Mazzarella, attore e promotore dell'iniziativa - al termine di ogni spettacolo ci sarà un dibattito con gli attori, i registi e gli autori con i quali il pubblico potrà scambiare opinioni.Il primo spettacolo - «L'infame», di Giovanni Meola - è previsto per giovedì 14 ottobre 2004.

Umberto Sarnelli, dal Mattino online


Il Mattino, giovedì 7 ottobre 2004
Marcianise ricorda Peppino Capobianco

A dieci anni dalla scomparsa del politico e storico di Terra di Lavoro, oggi alle 17,30, nella Biblioteca Comunale di via Vespucci, nel corso di un incontro organizzato dall'associazione «Caffè Procope» saranno presentati due suoi volumi, «Sulle ali della democrazia. Il Pci in una provincia del Sud (1944-1947)» e «Una nuova questione meridionale. Scritti scelti (1979-1992)». «L’iniziativa rientra in un programma più ampio di incontri e dibattiti - spiega Alessandro Tartaglione, presidente della Commissione Cultura del Comune e uno dei fondatori dell'associazione - per serbare memoria e rendere il giusto tributo a quanti con il loro pensiero e opera hanno contribuito al progresso sociale, politico e culturale della nostra Provincia».
All'incontro prenderanno parte in qualità di relatori Costantino Boffa, consulente della presidenza della Regione Campania, Francesco Ferrara, membro della Direzione Nazionale del Prc, Vittorio Guida, segretario provinciale della Cisl, Tommaso Zarrillo, scrittore ed ex sindaco di Marcianise.
Giovedì 28 ottobre sarà presentato il libro del giornalista Raffaele Sardo, «È marzo, la primavera sta per arrivare. Don Giuseppe Diana ucciso per amore del suo popolo». Il libro, la cui prefazione è stata curata dal magistrato Donato Ceglie, ripercorre la drammatica storia del parroco di Casal di Principe, don Peppino Diana, ucciso dieci anni fa dalla camorra.
«Caffè Procope», con sede in via Roma a pochi passi dalla centralissima Piazza Umberto I, cura tra l'altro un periodico di politica e cultura.

Michele Raucci, dal Mattino online


Il Mattino, giovedì 7 ottobre 2004
Verso il voto del 2005

Le prossime elezioni regionali e provinciali saranno un duplice test elettorale decisivo in vista delle politiche. E quindi le macchine elettorali di entrambi gli schieramenti si stanno muovendo per definire le liste. Ma per fare «candidature mirate» bisogna conoscere a fondo le varie situazioni, realtà per realtà e puntare su certe tipologie. Uno studio approfondito su tutto il territorio provinciale, sulla base dei recenti risultati elettorali delle Europee, lo ha fatto la Margherita. Non a caso la direzione provinciale, sotto la direzione del segretario provinciale Pierino Squeglia, ha approvato - prima di procedere a fissare le griglie di partenza della corsa regionale e di quella provinciale - uno studio su tutti i 7 collegi camerali accuratamente redatto dal funzionario Felice Del Monaco. Sono emersi dati interessanti che configurano lo stato di salute dei due poli non solo nei sette collegi camerali, ma anche in tutti i 104 Comuni di Terra di Lavoro.

Nel collegio camerale numero 1 di Caserta queste le posizioni:
centrosinistra 43,35%, centrodestra 40,20%, Udeur 6,63%;

collegio n. 2 di Maddaloni-Marcianise: centrodestra 44,10%, centrosinistra 38,91%, Udeur 5,47%;

collegio n. 3 di Aversa: centrosinistra 48,79%, centrodestra 35,83%, Udeur 8,98%;

collegio n. 4 di Casal di Principe: centrodestra 42,17%, centrosinistra 40,76%, Udeur 7,97%;

collegio n. 5 di S.Maria C.V. : centrodestra 50,25%, centrosinistra 31,93%, Udeur 4,53%;

collegio n. 6 di Sessa Aurunca-Mondragone: centrodestra 51,77%, centrosinistra 33,78%, Udeur 4,40%;

collegio n. 7 di Piedimonte Matese-Capua : centrodestra 56,98%, centrosinistra 36,41%, Udeur 4,74%.

Da questo quadro emerge che il centrodestra è maggioranza nei collegi di Caserta, Maddaloni-Marcianise, Casal di Principe, Santa Maria Capua Vetere, Sessa-Mondragone e Piedimonte-Capua. Nel solo collegio di Aversa il centrosinistra risulta maggioranza. Ma c’è da dire che è stato estrapolato l’Udeur in quanto in più realtà territoriali è alleato con il centrodestra.

Comunque il Campanile è determinante nei collegi di Caserta, Maddaloni e Casal di Principe.

Nel collegio di Caserta questi i Comuni più ulivisti: Recale con il 47,47%;
nel collegio di Maddaloni con il 50,91%, di cui il 42,82% lo raggranellò il Triciclo (Ds, Margherita e Sdi) e l’8,09% Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi e Di Pietro;
nel collegio di Aversa il Comune «ulivista» per antonamasia è Orta di Atella con il 60,23%;
nel collegio di Casal di Principe il Comune ulivista per eccellenza è Parete con il 59,05%;
nel collegio di Santa Maria Capua Vetere il Comune dell’Ulivo è San Tammaro con il 48,11%;
nel collegio di Sessa-Mondragone: più ulivista Sessa con il 48,97%,
nel collegio di Piedimonte-Capua il primato ulivista ce l’ha Raviscanina con il 55,84%.

Nello studio della Margherita si stila anche una classifica ulivista per collegio.
Eccola: collegio di Aversa 48,79%; collegio di Casal di Principe 40,76%; collegio di Caserta 40,20%; collegio di Maddaloni 38,91%; collegio di Piedimonte-Capua 36,41%; collegio di Sessa-Mondragone 33,78%; collegio di S.Maria C.V. 31,93%.

Giovanni De Stasio, dal Mattino online


Comunicato stampa, 4 ottobre 2004
I residenti delle strade dei musicisti Boito e Toscanini fanno sentire la loro voce.

Sicuramente i cittadini e gli amministratori ricorderanno la lotta dei residenti di via Boito e Toscanini nel 1986-87 per ottenere la realizzazione della strada, della rete idrica e fognaria, e un minimo di illuminazione pubblica. Dopo circa diciotto anni la musica si ripete.

L’attuale Amministrazione nel piano generale delle opere pubbliche ha previsto la realizzazione di una piazza lungo via Toscanini, scelta fatta senza cognizione di causa e senza conoscere i veri problemi dei residenti, forse solo per segnalare che questa amministrazione esiste.

Quando il Sindaco e il suo vice si sono recati sul posto per visionare la zona sono stati poco attenti, perché se avessero fatto pochi passi su via Toscanini avrebbero trovato disegnato sul manto stradale un campo di pallavolo, e appeso a un palo della luce un copertone di ruota d’auto per la pallacanestro. Questo è lo spazio che i ragazzi della zona hanno a loro disposizione: LA STRADA.

Per questo ed altri motivi che sarebbero troppo lunghi da citare, riteniamo che l’area su cui dovrebbe sorgere la piazza è di dimensioni inadeguate per lo scopo che ci prefiggiamo (stiamo parlando di una superficie di circa 400 metri quadrati, dalla quale si dovrebbe tagliare una strada in prosecuzione di via Boito, come è documentato dagli atti di compravendita di ogni singolo lotto e che questa amministrazione vuole abolire, altro che sviluppo della zona) e che la stessa è situata in una posizione mal collegata rispetto al quartiere, (e ci riferiamo non solo a via Boito e Toscanini ma anche a via Ponte Selice e alla strada che collega Musicile a Caturano) per cui, oltre ad essere scarsamente fruibile, diverrebbe in breve tempo ricettacolo di rifiuti e malintenzionati a danno della tranquillità dei residenti.

Vorrei poi ricordare all’Assessore Francesco Porfidia che la passata Amministrazione di Centro Sinistra guidata dal dott. Ovidio Gadola della quale i DS facevano parte, tra le tante opere che ha realizzato, ha prodotto anche un progetto per la zona di Musicile, che comprendeva:

- Il rifacimento del manto stradale di via Boito, Toscanini e di tutta via Ponte Selice.

- Il rifacimento e il potenziamento di tutta l’illuminazione pubblica perché fatiscente

- Il congiungimento del terminale della rete idrica di via Toscanini (lato ovest) con quello del quadrivio di Musicile per rendere l’acqua più potabile, lavori puntualmente eseguiti, e l'individuazione nel PRG di un'area a verde attrezzato.

Tutto questo non vuole essere solo una critica, ma anche un messaggio e uno sprone a questa Amministrazione, affinché abbandoni questo progetto inutile e potenzialmente pericoloso e si adoperi, invece, a trovare un’area sufficientemente ampia e idonea per poter soddisfare le esigenze dei residenti, ma soprattutto dei giovani e degli anziani di questa zona.

Mimmo Glorioso, della Segreteria dei DS di Recale

 

 
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