| Il
Mattino, lunedì 27 settembre 2004
Santa Maria, parte
la crociata contro i ripetitori
Santa
Maria C.V. Spuntano come funghi, dalla sera al mattino, sui
palazzi più alti della città e ai cittadini
non rimane altro che costatarne la dannosa presenza che mette
a rischio la loro salute. Il riferimento è alle gigantesche
antenne della telefonia mobile moltiplicatesi negli ultimi
tempi in città e collocate anche in alcuni punti, dove
la loro presenza non dovrebbe essere consentita. È
il caso di via de Gasperi, dove nel febbraio di due anni fa,
previa autorizzazione dei condomini di uno stabile, fu installato
con una vera e propria task force notturna un ripetitore della
Wind che generò non poche proteste degli abitanti della
zona i quali diedero vita a un comitato e bloccarono, nel
corso di una manifestazione, anche via de Gasperi. L’obiettivo,
sensibilizzare tutti gli abitanti del popoloso rione e protestare
contro l’installazione del ripetitore in una zona della
città, dove è alto il tasso degli insediamenti
abitativi e, fatto ancora più grave, è ubicata,
in linea d’aria a una ventina di metri, anche una scuola,
l’Istituto professionale frequentato da oltre 500 studenti.
Nei giorni scorsi gli abitanti della zona, alzando gli occhi,
hanno avuto l’amara sorpresa: l’antenna ha partorito
due gemelle. Ora sono tre i ripetitori presenti sullo stabile
che irradiano onde elettromagnetiche. «Ora basta - sottolineano
i residenti - se non corriamo subito ai ripari, a breve, ci
troveremo inglobati in una vera e propria centrale elettromagnetica.
Già stiamo raccogliendo le firme per presentare un
esposto alla magistratura».
Silvio
Laudisio, dal Mattino
online
Il
Giornale di Caserta, sabato 25 settembre 2004
“Un quartiere
cenerentola”
Recale
– I Ds puntano l’indice contro l’abbandono
in cui versa via Toscanini
“Il
piano generale delle opere pubbliche adottato dal Comune di
Recale prevede la realizzazione di un parcheggio lungo via
Toscanini, presso l'imbocco di via Boito. Il quartiere circostante
è separato dall'abitato cittadino per la presenza della
linea ferroviaria ed è assolutamente privo di piazze,
parcheggi, luoghi di incontro collettivi; per di più,
si affaccia su una strada a traffico intenso, sulla quale
il transito per i pedoni è quantomeno un rischio.”
La locale sezione dei DS torna all’attacco e lo fa puntando
l’indice contro la realizzazione di un parcheggio.
“Da anni i residenti reclamano perché il loro
rione è considerato la Cenerentola di Recale, ma ora
ci viene il dubbio che gli amministratori abbiano deciso di
trasformarlo nel “rione dei Puffi”. Infatti il
parcheggio progettato è di dimensioni talmente ridicole
che solo gli omìni blu del noto cartone potrebbero
usarlo convenientemente. Come se non bastasse, una buona metà
dell'area è occupata dal tracciato di una strada, prevista
nel PRG che è stato rimesso in vigore dalla sentenza
del TAR Campania. Per finire, trovandosi in un angolo appartato
e mal collegato del quartiere, il parcheggio sarebbe un comodo
e nascosto rifugio per traffici equivoci e attività
illecite.
Come DS di Recale chiediamo che gli amministratori abbandonino
il progetto del “parcheggio dei Puffi”, che giudichiamo
inutile, pericoloso e persino sprezzante delle esigenze dei
cittadini, e li invitiamo – conclude la nota dei Ds
- a elaborare una proposta seria di intervento, individuando
una superficie sufficientemente ampia e ben collegata, che
possa ospitare un parcheggio di dimensioni adeguate ed un'area
a verde attrezzato al servizio degli abitanti del quartiere.”
dal
Giornale di Caserta
il
Mattino, domenica 26 settembre 2004
Comunisti e democratici
al Sud, due libri di Giuseppe Capobianco
Cgil,
Cisl e Uil, il Centro Daniele-Icsr le Edizioni Spartaco hanno
organizzato un incontro in occasione del decimo anniversario
della scomparsa di Giuseppe Capobianco con la presentazione
di due volumi di recente ristampati («Sulle ali della
democrazia. Il Pci in una provincia del Sud (1944-1947)»
e «Una nuova questione meridionale. Scritti scelti (1979
- 1992). Coordina Pasquale Iorio. Saluti di Antonio Farinari
e Nicola Melone; interventi di Aita, Barbagallo, Gravano e
Tortorella. Lunedi 27 settembre ore 17, biblioteca della facoltà
di Matematica a via Vivaldi.
dal
Mattino online
forum
HOTEL EUROPA - VIA ROMA - CASERTA
LUNEDI’ 20 SETTEMBRE 0RE 18.30
CASERTA: UNA PROVINCIA MERIDIONALE
NELLA CONGIUNTURA ECONOMICA E POLITICA NAZIONALE
politica ed economia a confronto
Presiede: MIMMO DELL’AQUILA
Introduce: ANTONIO CIONTOLI
Intervengono:
MICHELE COLAMONICI C.G.I.L.
VITTORIO GUIDA C.I.S.L.
ANTONIO FARINARI U.I.L.
CARLO CICALA UNIONE INDUSTRIALI
FRANCESCO GEREMIA CNA
NICOLA CHIANESE CONFARTIGIANATO
LINO MARTONE CIA
PASQUALE GIGLIO CONFESERCENTI
GUSTAVO ASCIONE C.C.I.A.A.
CORRADO CIPULLO A.S.I.
Conclusioni: GIUSEPPE VENDITTO
Il
Giornale di Caserta, sabato 18 settembre 2004
Recale – Assemblea nella locale sezione, criticata la
gestione finanziaria del Comune
I Ds: restituire i
soldi ai cittadini
“Per i consumi idrici i cittadini versano
un capitale”
I
soci della locale sezione dei Ds si sono riuniti in assemblea
per un esame della situazione amministrativa. In pratica sono
state confermate tutte le accuse mosse all'indirizzo dell'amministrazione
comunale, per quel che riguarda la gestione finanziaria dell'ente.
Una posizione condivisa, tra l'altro, anche dai consiglieri
di minoranza, che continuano a difendere a spada tratta l'operato
dell'amministrazione guidata dall'ex sindaco Ovidio Gadola.
Ancora una volta l'indice è stato puntato contro gli
aumenti tariffari decisi dall'amministrazione Porfidia, dall'Ici
che ha raggiunto uno dei livelli più alti della provincia,
al consumo idrico.Per i Ds i cittadini di Recale pagano l'acqua
ben oltre il dovuto, precisamente una volta e mezzo il suo
costo reale.
C'è poi l'aumento della TARSU deciso nonostante si
sia ormai partiti con la raccolta differenziata che, in teoria,
dovrebbe consentire di ridurre i costi di smaltimento dei
rifiuti.
I precedenti amministratori negano anche la presenza di un
buco finanziario di 500 milioni, così come ha di recente
dichiaato il sindaco Porfidia, che ha sostenuto di averlo
ereditato proprio dalla precedente amministrazione, indicandolo
come causa degli attuali problemi finanziari dell'ente. Per
i Ds, invece, l'emorragia finanziaria è stata alimentata
solo dagli sperperi e si sarebbe arrivati al punto di contravvenire
alla legge laddove prevede che le tariffe dei servizi idrici
debbono coprire il solo costo del servizio. La locale sezione
chiede che i soldi illegittimamente riscossi con le ultime
bollette dell'acqua vengano restituiti ai cittadini e l'attuazione
di una diversa politica finanziaria, fondata sul rigore e
su una attenta gestione delle risorse, che può consentire
di superare le attuali difficoltà senza gravare in
maniera intollerabile sui cittadini.
dal
Giornale di Caserta
Il
Mattino, venerdì 17 settembre 2004
Agnese, cantautrice
di pace
La
Joan Baez della Terra di Lavoro è una bella ragazza
bruna e vibratile che percorre instancabile l’Italia
in lungo e in largo, armata della sua chitarra e di una voce
dal timbro caldo e scuro che spazia dal blues al melodico,
dal soul-gospel al funky, fino al pop-rock. Con quella voce,
con quella chitarra e con le parole che il suo mondo interiore
le detta da anni, Agnese Ginocchio (nella foto) è diventata
«cantautrice per la pace» e figura familiare nel
movimento pacifista internazionale, una rete che la lega a
manifestazioni e persone con il filo impalpabile della musica:
«Un veicolo potente per trasmettere infiniti messaggi
nel sociale», dice lei, origini casertane (è
di Alife), una trentina d’anni e una massa di lunghi
riccioli a incorniciarle il volto sottile.
Domenica pomeriggio, dalle 17 alle 19, Agnese sarà
non a caso a Pomigliano d’Arco, ad animare i laboratori
su «un altro mondo possibile» nel Parco pubblico,
tappa finale della Carovana della Pace - promossa dagli Istituti
dei missionari Comboniani - che domani sera convergerà
nelle basiliche paleocristiane di Cimitile di Nola, dopo aver
attraversato l’Italia dal 7 settembre coinvolgendo nella
marcia in 20 diverse città migliaia di persone (immigrati,
giornalisti, sacerdoti, giovani, autorevoli testimoni dal
Kenya, dall’Uganda, dal Congo, dal Brasile) da tre diversi
itinerari nazionali (nord-est, nord-ovest e sud d’Italia).
«Non si può stare fermi, rintanati nelle proprie
case a guardare l’orrore che incombe. È urgente,
anche se non è facile, parlare in questo momento di
pace, tentare di capovolgere il mondo, ciascuno secondo le
proprie capacità, dando una svolta radicale che deve
partire innanzitutto da se stessi», si infervora Agnese,
artista autodidatta on the road, che ha composto per l’occasione
una canzone dal titolo eloquente sul senso del suo impegno,
in totale sintonia con l’iniziativa dei missionari Comboniani:
«Vita piena per tutti, adesso e non domani». Messaggio
che sarà rilanciato, dopo di lei, dal comico Beppe
Grillo e, in serata, dal convegno finale sulle sfide del territorio
locale alla globalizzazione della violenza con gli interventi
di padre Alex Zanotelli, don Luigi Ciotti, monsignor Bregantini,
Giuliana Martirani e Jean Leonard Touadi.
Non si arrende, Agnese, ai foschi segni dei tempi, e insegue
con ostinazione solare il suo sogno di pace, nonviolenza,
dialogo che sembrano, più che mai, utopie impossibili.
Per questo, tra i tanti fili della sua trama di riferimento
esistenziale, la cantautrice casertana collabora strettamente
anche con i comboniani di Castelvolturno, coi quali ha partecipato
più volte alle loro manifestazioni e azioni dirette
nonviolente davanti alla prefettura e a Montecitorio a favore
della causa degli immigrati, ai quali si sente molto vicina:
«Forse perché ho conosciuto il dolore, e so che
il suo senso si stempera soltanto in cammino con gli altri»,
dice.
Donatella
Trotta, dal Mattino
online
il
Mattino, mercoledì 15 settembre 2004
Ieri la fiaccolata per le due italiane
rapite
«Liberate Simona e Simona» In piazza il
vescovo e l’imam
Molto
più che una manifestazione, è stata una testimonianza.
Ieri sera dinanzi alla Prefettura una sola bandiera era ammessa:
l'arcobaleno della pace. Un unico striscione, quello della
Ong «Un ponte per..» rappresentata dal responsabile
napoletano Marco Galdiero. Una sola voce scandita, per scelta,
dall'assordante silenzio delle circa 300 persone presenti:
Liberatele! Una speranza viva simboleggiata dalle fiaccole
accese. Una preghiera - e la preghiera è un mezzo potente
- perché tutto si è svolto ordinatamente come
una liturgia. Con recita del credo della pace su versi di
anonimo poeta africano.
Le hanno chiamate per nome le volontarie italiane, Simona
e Simona. E non solo loro ma anche tutti gli altri: Raad e
Mahnaz, i due operatori iracheni che le accompagnavano e poi
i reporter francesi e tutti quelli che si adoperano generosamente
in condizioni difficili per portare aiuti a chi soffre. «Contro
la guerra, il terrore, la barbarie: Liberate la Pace»
è l'incipit del messaggio consegnato al Prefetto di
Caserta. Perché in caso contrario, per dirla con le
parole di Nogaro, «con la guerra che continua incessante
è il fallimento dell'umanità che si trascina».
C'erano tutti: istituzioni civili, ecclesiali, movimenti,
associazioni, singoli cittadini, anziani, bambini, immigrati.
Qualcuno come Mina Bernieri, nota il suo impegno con i disabili,
dice «una nazione» lasciando trasparire un fremito
di sdegno perché colpito è il volontariato.
Nella genuinità della serata c'è posto anche
per questo.
E c'è chi come Nasser Hidouri, l'Imam di San Marcellino,
annuncia che non dormirà stanotte ma che piuttosto
passerà al setaccio i siti internet in lingua araba
cercando di arrivare anche ai portali dei sequestratori per
rilanciare un suo appello per la liberazione. «Conoscevo
personalmente le ragazze e apprezzavo la loro attività
in favore degli anziani e dei bambini - afferma Hidouri -
e posso dire qui davanti a tutti che mai, in nessuna parte
del Corano, si dice di combattere chi sta dalla parte dei
deboli». Cita l'imam il debito di riconoscenza accumulato
nei confronti di chi ha condiviso la sofferenza del popolo
iracheno negli anni bui dell'embargo.
C'è Enzo Iodice, sindaco di Santa Maria Capua Vetere,
ma sembra anche l'unico tra i primi cittadini. Un messaggio
di adesione e solidarietà è giunto dal senatore
Gaetano Pascarella. Nogaro è arrivato in piazza alle
20,15 - dopo aver amministrato la Cresima a Santa Croce -
e la consegna del silenzio è valsa anche per il presule.
È giunto giusto in tempo per la liberazione di due
colombe bianche che hanno volteggiato a lungo, disorientate,
nel cielo di piazza Vanvitelli.
Silvestro
Montanaro, dal
Mattino online
Il
Mattino, lunedì 13 settembre 2004
Liberatele!
Domani
in piazza Vanvitelli prima concreta iniziativa di solidarietà
anche a Caserta per la liberazione delle due Simone, le volontarie
nelle mani dei terroristi iracheni. L’hanno promossa
per domani sera in piazza Vanvitelli, alle 19,30, movimenti
e associazioni per la pace di Caserta e la Sezione di Napoli
di «Un ponte per Bagdad», firmatari di un appello
dal titolo «Liberate la pace».
«Noi cittadini e cittadine di Caserta, fratelli e sorelle
di Simona Pari e Simona Torretta operatrici di pace in Iraq
- vi si legge - chiediamo alle persone che le detengono insieme
ai due operatori iracheni, Raad e Mahnaz, di liberarli subito.
Simona Pari e Simona Torretta hanno operato per alleviare
le sofferenze del popolo iracheno durante i lunghi anni dell'embargo
e non lo hanno abbandonato neppure quando i bombardamenti
ne mettevano in pericolo la vita. Vi chiediamo di non spezzare
il filo di solidarietà che, nonostante le scelte del
nostro Governo, persone come le nostre sorelle hanno coraggiosamente
mantenuto, ad esempio rifornendo di acqua la popolazione di
Falluja e Najaf, e occupandosi dell'istruzione e della salute
dei vostri figli».
«In nome di questo impegno - prosegue l’appello
- vi scongiuriamo: liberateli subito. Erano a Bagdad a nome
di noi tutti; nella loro prigione siamo anche noi, oggi. Liberarli
sarebbe luce nel buio della violenza in queste ore tragiche
per il mondo intero. Appelli, fiaccolate, messaggi ai rispettivi
governi sono i soli mezzi di cui, noi popolo della pace, disponiamo».
All’iniziativa di domani ha aderito il circolo territoriale
della «Sinistra Ecologista».
Il
Mattino online
Il
Mattino, venerdì 10 settembre 2004
Dieci anni dopo la morte del leader del PCI: presentate le
iniziative
Peppino Capobianco,
l’impegno civile diventa politica
«Rigore,
alto profilo etico-politico, riservatezza: le caratteristiche
di Giuseppe Capobianco potrebbero essere un esempio da seguire
ancora oggi». Le parole di Felicio Corvese (Centro studi
Daniele-Icsr) danno la misura degli obiettivi e delle motivazioni
della serie di iniziative organizzate per ricordare il dirigente
del Pci e memoria storica del movimento operaio e contadino,
in occasione del decennale della scomparsa. Gli eventi sono
stati presentati ieri mattina a Caserta dai promotori: Cgil,
Cisl e Uil, il Centro Daniele, l’Istituto campano per
la storia della resistenza. Hanno partecipato alla conferenza
stampa, tra gli altri, Pasquale Iorio (Cgil), Vittorio Guida
(segretario provinciale della Cisl), Antonio Farinari (leader
della Uil), la docente Marisa Ricciardelli, la ricercatrice
Enza Cozzolino, Domenico Ianniello, Mario Pignataro, Giuseppe
Venditto, oltre allo stesso Corvese.
Ricco il programma di eventi, che avrà inizio il 27
settembre (alle 17) nella biblioteca della facoltà
di Matematica, in via Vivaldi con la presentazione dei volumi
«Sulle ali della democrazia. Il Pci in una provincia
del Sud (1944-1947)» e «Una nuova questione meridionale.
Scritti scelti (1979-1992)», pubblicati dalle Edizioni
Spartaco. Parteciperanno il preside Nicola Melone, l’assessore
regionale Vincenzo Aita, Franco Barbagallo, Michele Gravano
e Aldo Tortorella. Altri appuntamenti sono previsti a Marcianise,
Santa Maria Capua Vetere, Caiazzo (dove il Comune ha deciso
di intitolare una strada a Giuseppe Capobianco, la cui figura
è stata anche ricordata ieri da Paolo Broccoli nel
corso della Festa dell’Unità di Santa Maria a
Vico), Capua (con la partecipazione di Giorgio Napolitano),
Sessa Aurunca e Sant’Arpino. Il programma culminerà,
il 27 e 28 ottobre, in un convegno nazionale di studi presso
la facoltà di Scienze al quale parteciperanno, tra
gli altri, i governatori Antonio Bassolino della Campania
e Claudio Martini della Toscana, il vescovo Raffaele Nogaro
e il rettore Antonio Grella.
Nel quadro delle iniziative celebrative («con l’obiettivo
di andare oltre il decennale e recuperare le tracce della
memoria che si disperdono», ha detto Iorio) è
prevista una mostra di documenti e libri di Capobianco nell’Archivio
storico di Caserta, nonché la creazione di un centro
di documentazione del movimento operaio in Terra di Lavoro,
iniziativa frutto di una collaborazione unitaria tra Cgil,
Cisl e Uil.
Il
Mattino online
l'Articolo,
martedi 7 settembre 2004
Peppino Capobianco,
schivo e appassionato
il ricordo: il 27 settembre del 1994 moriva un dirigente
protagonista della sinistra
Giuseppe
Capobianco era un uomo di estremo rigore personale e politico,
schivo e disinteressato fino ai limiti dell’ascetismo.
Ricordo con quanta insistenza fu quasi “costretto”
a partecipare alla presentazione del suo libro sulle stragi
nazisti in Terra di Lavoro (“La giustizia negata. L’occupazione
nazista in Terra di Lavoro dopo l’8 settembre 1943”,
1990), alla presenza dell’allora presidente del Camera
dei Deputati on. Nilde Jotti. Capobianco era casertano, nato
a Santa Maria a Vico il 27 giugno del 1926, l’anno delle
leggi eccezionali che portavano il fascismo a compiere il
salto decisivo verso la dittatura. Suo padre Francesco era
un ufficiale di carriera della Regia Marina Militare, trasferito
a Gaeta nel 1931 per dirigere i locali Stabilimenti Militari.
Ed era qui, proprio nelle immediate retrovie di quella che
sarebbe diventata la “linea Gustav”, che “Peppino”
veniva sorpreso dall’8 settembre e dall’inizio
della “guerra civile” italiana, riuscendo a superare
rocambolescamente le linee soltanto nel marzo 1944. Partecipava
poi alla ricostruzione del movimento giovanile comunista,
promosso per cooptazione — nel marzo del 1948 —
nel comitato
federale della Pci di Terra di Lavoro; organizzazione della
quale sarebbe diventato segretario quasi un venticinquennio
più tardi, tra il 1970 e il 1976, sino al suo successivo
ingresso nel ristretto ambito nazionale del Comitato Centrale
di Controllo.
La sua produzione storiografica iniziava proprio in quest’ultima
fase degli anni 70, quando accendeva i riflettori sui protagonisti
del movimento operaio e democratico casertano (“Scritti
di Corrado Graziadei” e “Ricordo di Michele Izzo”
nel 1979, “Leopoldo Cappabianca, una vita per la libertà
e la giustizia sociale” nel 1983, “Ricordo di
Gori Lombardi” nel 1985, “Antonio Marasco e il
movimento operaio di Piedimonte Matese” nel 1986), all’interno
del più ampio contesto della complessa vicenda politica
e sociale della provincia (su tutti il già citato “La
giustizia negata” e l’appena riedito “La
costruzione del “partito nuovo” in una provincia
del Sud” nel 1981). In questi suoi studi ritroviamo
tutta la passione dell’uomo politico, con le idiosincrasie,
le suggestioni, i valori, ma anche i limiti, spesso affascinanti,
di un uomo del suo tempo. Poiché Peppino Capobianco,
e ciò non va mai edulcorato con letture di maniera,
fu innanzitutto un uomo orgogliosamente di parte: un comunista
della covata di Togliatti che metteva al primo posto, sempre
e comunque, le ragioni della politica e dell’organizzazione.
Un uomo che diffidò sempre dagli “spontaneismi”,
che non amava i “movimentismi”; anzi, che li giudicava,
come ebbe a scrivere a proposito degli eccidi nazisti di Terra
di Lavoro, incapaci di divenire di per sé “occasione
di rottura col passato e coscienza del cambiamento”.
Capobianco moriva il 27 settembre del 1994; conoscendolo,
sospetto che non avrebbe amato queste rievocazioni: “le
masse”, ci diceva, “non gli individui, fanno la
storia”.
Eppure Peppino Capobianco, nonostante le sue convinzioni e
l’innata timidezza, fu un protagonista della storia
democratica del Paese. Ecco perché, dieci anni dopo,
ancora ci addolora ricordarne la scomparsa.
Gianni
Cerchia,
l'Articolo |
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