| Il
Giornale di Caserta, 30 aprile 2003
Icc: Vozza ricorre
al consiglio di Stato
RECALE – Giuseppe Vozza si è rivolto al consiglio
di Stato. La notifica alle parti (il comune e il comitato
Aria) risale a lunedì scorso, ma la notizia si è
diffusa solo nella mattinata di ieri. Il titolare dell’Industria
calce casertana ha inoltrato un ricorso all’organo romano
contro la sentenza del Tribunale amministrativo regionale.
Il Tar nell’autunno del 2001 respinse la richiesta dell’imprenditore
di sospendere l’ordinanza di delocalizzazione del suo
calcificio che all’allora sindaco di Recale, Ovidio
Gadola, firmò a difesa della salute pubblica e del
territorio. Nel rigettare la sospensione il collegio giudicante,
presieduto da Giancarlo Coraggio, espresse delle considerazioni
che fugarono i dubbi di quei pochi che ancora dubitavano della
nocività dello stabilimento di via Appia Antica: “Per
quanto riguarda l’insalubrità, essa è
insita nella natura stessa dell’attività svolta
dall’azienda in questione, a prescindere dalla regolarità
della sua posizione con le prescrizioni e le autorizzazioni
di legge”. Poi aggiunse: “Tale situazione si è
maturata nel tempo di pari passo con lo sviluppo dell’azienda,
inizialmente artigianale, e con il crescere delle abitazioni
al suo intorno a causa dell’incremento demografico,
e seppure non fosse addebitabile alla responsabilità
di alcuno, tanto meno della parte ricorrente, rende allo stato
oggettiva l’incompatibilità ambientale e con
essa l’esigenza di delocalizzazione dell’azienda,
non potendo viceversa disporsi quello delle private abitazioni”.
Al collegio giudicante apparve incompatibile, infine, anche
l’attività dell’opificio in relazione alla
zona di insediamento: “Sia nel vigente programma di
fabbricazione, per il quale essa risulta zona agricola, sia
per il piano regolatore generale adottato (oggi messo in discussione
dal parere negativo del comitato tecnico regionale, ndr),
per il quale è prevista la zona commerciale e direzionale,
l’aria interessata risulta avere una destinazione che
non consente il proseguimento della ripetuta attività”.
Evidentemente, Vozza, che ha giustificato il suo ricorso con
le solite motivazioni, ritiene di poter ribaltare la sentenza
del tribunale amministrativo o, più verosimilmente,
sta preparando una nuova offensiva e ha bisogno di tempo.
Quest’ultima supposizione sarebbe sufficiente per porre
in allarme il comitato Aria, che da anni si batte per la delocalizzazione
del calcificio, e le istituzioni locali. Per la verità,
il sindaco Americo Porfidia ha di recente emesso una nuova
ordinanza che, di fatto, impone all’imprenditore la
cessazione di ogni tipo di attività, sia industriale
sia commerciale, legata alla produzione di calce.
Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta,
30 aprile 2003
Il
Giornale di Caserta, 23 aprile 2003
Prg, doccia
fredda dal Comitato tecnico
RECALE
– Poche righe di un fax hanno spazzato via le voci insistenti
che da qualche giorno circolavano in piazza Giacomo Matteotti
circa le sorti del piano regolatore generale. Contrariamente
a quanto si supponeva, il comitato tecnico regionale nella
seduta del 17 aprile, dopo aver esaminato le tavole dello
strumento urbanistico recalese, ha espresso parere negativo.
La comunicazione è giunta in Municipio nella mattinata
di ieri; lo ha confermato al nostro taccuino il delegato ai
lavori pubblici e all’urbanistica, Francesco Porfidia:
“Le integrazioni richieste in questi mesi avevano alimentato,
anche nel sottoscritto, la speranza che il Ctr potesse pronunciarsi
favorevolmente, magari esprimendo delle riserve, rispetto
alle quali l’amministrazione comunale si sarebbe comportata
di conseguenza. Purtroppo, però, il fax non da adito
a dubbi, restano da capire solo le motivazioni alla base del
diniego, ma per queste bisognerà aspettare qualche
giorno”. Abbiamo chiesto all’assessore Porfidia
se il consiglio provinciale potrebbero, non considerando il
parere del Ctr, approvare lo strumento urbanistico. “In
teoria, sì. Ma è un evento estremamente improbabile
che, da quello che mi risulta, non si è mai verificato”.
Recale colleziona, dunque, un altro insuccesso in materia
urbanistica: a fine dicembre la giunta regionale respingeva
la variante al piano di fabbricazione per l’area produttiva
e oggi il comitato tecnico nega il suo placet al piano regolatore
generale. Sull’accaduto abbiamo raccolto anche il commento
del capogruppo dell’Ulivo, Filiberto Gianoglio: “Il
parere negativo del Ctr è un problema serio. Più
grave sarà, però, l’atteggiamento che
la maggioranza assumerà, sottraendosi, così
come è accaduto per il piano di insediamento produttivo,
da qualsiasi azione rivolta a scongiurare la bocciatura del
Prg. Basti pensare che nell’ultimo consiglio comunale,
non appena si è cominciato a discutere di questi argomenti,
i consiglieri di maggioranza sono fuggiti dall’aula”.
Gianoglio ha poi concluso, suggerendo in che modo il comune
di Recale potrebbe intervenire in favore del proprio strumento
urbanistico. “Il sindaco Americo Porfidia dovrebbe costituire
una delegazione, composta dai tre capigruppo consiliari, dal
delegato al ramo e dal capo dell’ufficio tecnico Vincenzo
Lamberti, e recarsi con urgenza in Provincia dal presidente
Riccardo Ventre, prima che il consiglio provinciale si pronunci
definitivamente. Stento a pensare che il piano regolatore
non si possa recuperare”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 17 aprile 2003
Lasco: “Assunzioni
a scavalco, qualcosa non quadra”
RECALE
– “Ho la sensazione che qualcosa non quadri”.
Queste le parole con le quali ci ha accolto il consigliere
del gruppo Unione Democratica Giuseppe Lasco. Lo abbiamo incontrato
martedì pomeriggio in piazza Giacomo Matteotti. Aveva
appena lasciato il Municipio. Quasi inevitabile è stato
chiedergli ragione di quella frase sibillina. “Il nostro
ente ha assunto a scavalco Giovan Battista Maddaluna come
responsabile del servizio finanziario. Il comune di Capua,
ove egli lavora, ha autorizzato questa assunzione a patto
che il funzionario operi a Recale al di fuori degli orari
d’ufficio. Poiché il nostro comune ha gli stessi
orari di quelli di Capua, sono interessato alla delibera di
giunta relativa alla sua assunzione e alla regolamentazione
del servizio. Dubito, infatti, che Maddaluna possa lavorare
per corrispondenza o, come mi ha detto l’assessore delegato
Andrea Mastroianni, fornire le sue prestazioni professionali
il sabato o la domenica. Ambigua, poi, è anche l’assunzione
di un altro funzionario, Luigi Di Rosa, cui è stato
affidato l’incarico di responsabile dell’area
urbanistica, della sicurezza, della manutenzione del patrimonio
comunale, del territorio e della viabilità. Al riguardo
ho richiesto un prospetto dei calcoli, effettuati da Eduardo
Pezzella, predecessore di Maddaluna, alla base di quella esile
dichiarazione, con la quale nel gennaio scorso lo stesso Pezzella
asseriva che il nostro ente aveva rispettato il patto di stabilità,
condizione indispensabile per giustificare l’assunzione
dell’ingegner Di Rosa. Ma siamo sicuri che sia stato
rispettato? E già che c’ero, ho chiesto anche
una copia della documentazione relativa alla rideterminazione
della pianta organica”. Lasco ha anche approfittato
per ribadire la sua opinione sull’invito fatto dal sindaco,
qualche mese fa, ai consiglieri comunali di recarsi negli
uffici del comune negli orari stabiliti per il pubblico. “Un
amministratore ha il dovere di controllare, visionare, informarsi
su tutti gli atti. Non è possibile, quindi, che possa
rispettare certe restrizioni”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
E'
nato a Caserta il "Circolo di Iniziativa e Cultura Omosessuale
Coming Out".
Sono
molteplici gli obiettivi di questa neonata associazione: innanzitutto
lottare contro i pregiudizi e le discriminazioni fondate sull'orientamento
sessuale o sull'identità di genere della persona.
Simili atteggiamenti sono, infatti, espressione dell'ignoranza
che, relativamente alle realtà gay, lesbiche, bisessuali
e transessuali, contraddistingue larga parte della società
casertana ed italiana.
L'obiettivo è, quindi, dimostare, attraverso molteplici
iniziative e promuovendo la visibilità delle istanze
e della "normalità" omosessuale, quanto infondate
e semplicemente derivanti dalla paura del "diverso"
siano certe discriminazioni e barriere contro cui un soggetto
glbt cozza sin dalla prima adolescenza, a volte solo perché
ha atteggiamenti effeminati o mascolini.
Il Circolo Coming Out vuole affermare e tutelare il diritto
all'affettività, la pari dignità e l'uguaglianza
giuridica e sociale delle persone gay, lesbiche, bisessuali
e transessuali.
leggi
il comunicato
da
FUORI TEMA – Laboratorio di pensiero,
15 aprile 2003
Sul Pip e sul Prg maggioranza
in fuga
RECALE
– I Democratici di sinistra hanno mal digerito il comportamento
assunto dalla maggioranza in sede consiliare, durante la discussione
sulla ricognizione delle tavole autentiche del piano di fabbricazione.
Pochi attimi prima che il parlamento cittadino si esprimesse
sulle proposte al vaglio, alcuni consiglieri (non è
ancora chiaro se teleguidati o meno), abbandonando l’aula,
hanno decretato la chiusura forzata dei lavori. “La
variante al piano di fabbricazione – esordisce il segretario
cittadino Vincenzo De Angelis –, che doveva consentire
a Recale di avere un’area per gli insediamenti produttivi,
è stata bocciata dalla regione Campania per un errore
nella documentazione. L’amministrazione, pur avendo
il tempo ed i mezzi per intervenire, non ha fatto nulla per
salvare il piano, nonostante i tanti, forti solleciti dell’opposizione.
Intanto, proprio in questi giorni, 15 comuni della provincia
di Caserta hanno beneficiato di 42 milioni di euro (84 miliardi
di lire) proprio per i piani di insediamento produttivo. La
nostra cittadina è invece rimasta al palo. Dopo la
bocciatura e di fronte al tentativo di scaricarne la colpa
sulla passata amministrazione, i gruppi dell’opposizione
di centrosinistra hanno chiesto la convocazione di un consiglio
comunale per effettuare una ricognizione degli atti relativi
alla variante e adottare le opportune misure per individuare
le responsabilità. Inoltre, si chiedeva una relazione
sull’iter del piano regolatore all’esame presso
la Provincia, anche perché attraverso il Prg, sia pure
con tempi più lunghi, il nostro territorio può
ancora dotarsi di un’area per gli insediamenti produttivi.
Nella seduta di giovedì – stigmatizza De Angelis
– la maggioranza ha scritto una pagina nera della storia
amministrativa della nostra collettività. I consiglieri
di “governo” avrebbero potuto respingere le proposte
dell’opposizione, bocciare la richiesta di inviare gli
atti alla magistratura, approvare una diversa linea di condotta.
Invece, dopo ore di discussione, il consiglio non è
riuscito neanche a votare, perché alcuni di essi hanno
fatto una scelta irresponsabile: hanno abbandonato l’aula,
impedendo persino che si affrontasse la discussione sul piano
regolatore”. De Angelis, nel concludere, si chiede:
“A quali altari stanno sacrificando le legittime aspettative
degli imprenditori, degli artigiani, dei giovani di Recale?
Quali alternative, quali idee offrono alla nostra città
da contrapporre al Pip? Ai cittadini, ai giovani, alle forze
vive di Recale, rivolgiamo un appello: facciamo sentire la
nostra voce e la nostra presenza, impediamo che il piano regolatore
segua la stessa sorte della variante al Pdf e che Recale perda
anche quest’ultima opportunità di crescita”.
Claudio
Lombardi, FUORI TEMA – Laboratorio di pensiero,
15 aprile 2003
da
il Giornale di Caserta, 12 aprile 2003
Variante
PdF, la maggioranza dà forfait
Recale, infruttuosa quanto inconcludente seduta del
Consiglio Comunale
Sebbene
abbia ormai un presidente, Bartolomeo Rossi, chiamato a disciplinare
i lavori, e sebbene ospiti una compagine di governo che detiene
una maggioranza corpulenta, il parlamento cittadino, giovedì
sera, in sette ore di attività è riuscito a
malapena a consegnare due targhe ai neocavalieri della Repubblica
Michele Tagliefierro e Domenico Santangelo e a nominare un
organo consultivo in materia ambientale composto da nove cittadini
(Roberto Massi, Giovanni Ianniello, Isidoro Marcello, Gaetano
Stellato, Vincenzo Nasta, Gennaro Montella, Domenico Russo,
Antonio Colella e Domenico Glorioso). Non osiamo immaginare
cosa accadrà quando, e se, cominceranno ad incrinarsi
i rapporti tra gli eletti della lista Città nuova:
diverrà arduo persino fare l’appello e dichiarare
aperta la seduta. È iniziata, poi, una tediosa cronistoria
di eventi ed una puerile attribuzione delle responsabilità
che avrebbero prodotto la mancata concessione del visto di
conformità alla variante al piano di fabbricazione
relativa all’area produttiva. Ed è stato avvilente
costatare che il consiglio non sia riuscito alla fine a votare
né le due proposte presentate dal capogruppo dell’Ulivo
Filiberto Gianoglio (prendere atto della zonizzazione vigente
e inviare il deliberato alla procura della Repubblica) né
quella del sindaco Americo Porfidia che chiedeva di rinviare
la votazione perché riteneva le istanze di Gianoglio
tecnicamente non ammissibili al voto. L’impossibilità
è stata causata dal fatto che diversi consiglieri di
maggioranza hanno abbandonano l’aula, facendo venir
meno il numero legale. Un comportamento irresponsabile, soprattutto
se assunto da chi, forte dei numeri, poteva respingere le
richieste dell’opposizione e/o aggiornare i lavori.
Un comportamento doppiamente irresponsabile perché
non ha consentito nemmeno di sfiorare il piano regolatore
generale, ultimo argomento posto all’ordine del giorno
Claudio Lombardi - il Giornale di Caserta
da
il Giornale di Caserta, 12 aprile 2003
"Centrosinistra
compatto sulla questione urbanistica"
“L’appello
di Ovidio Gadola non è stato respinto”. È
lapidario il segretario cittadino dei Democratici di Sinistra
“perché in realtà nessun appello era stato
lanciato. Questa voce diffusa a mezzo stampa va smorzata,
se non altro perché ingiusta nei confronti del portavoce
della Margherita.
L’idea di stilare un comunicato, peraltro da me formulata,
è stata rinviata per due motivi: la mancanza di notizie
certe sullo stato del Piano Regolatore in esame presso la
Provincia e la necessità di attivarsi per pubblicizzare
la seduta del consiglio di giovedi scorso. L’Amministrazione
comunale – stigmatizza De Angelis – non è
abituata a comunicare la convocazione dei consigli comunali,
e i cittadini rischiano tutte le volte di rimanere all’oscuro.
Avendo
informazioni parziali e in parte contraddittorie sul percorso
dello strumento urbanistico ci è sembrato opportuno
attendere che l’assessore al ramo Francesco Porfidia
fornisse un quadro ufficiale della situazione. Purtroppo,
la fuga dall’aula dei consiglieri della maggioranza
non ha permesso la trattazione dell’argomento. Resta
però - conclude De Angelis - sulla questione urbanistica
una sostanziale unità di vedute all’interno dello
schieramento, grazie soprattutto agli sforzi che i DS e gli
altri partiti della coalizione hanno fatto”. Non è
escluso che domani, in piazza Matteotti, i partiti del centrosinistra
decidano di manifestare il loro dissenso su quanto è
accaduto nell’ultima seduta del consiglio comunale.
Cla.Lom. -- il Giornale di Caserta
11
aprile 2003 - la Repubblica
La Ue sul falso in
bilancio: "Inapplicabile la legge italiana"
La Commissione europea boccia il provvedimento
e invita i giudici italiani a non applicarlo •
La questione posta alla Corte di giustizia Ue dalla Procura
di Milano in merito al processo Sme
"Le
nuova legge italiana sul falso in bilancio è in contrasto
con le norme comunitarie e i giudici non posso applicarla".
La Commissione europea boccia la legge varata dal governo
Berlusconi in materia di reati societari e per la prima volta
nella sua storia invita i magistrati a "disapplicare"
una legge dello Stato.
La posizione dell'esecutivo di Bruxelles è contenuta
nella memoria del servizio giuridico, depositata nei primi
giorni di aprile alla cancelleria della Corte di Giustizia
Ue del Lussemburgo. Nel Granducato è in corso la causa
aperta dopo l'ordinanza con cui la procura di Milano, il 26
ottobre scorso, ha trasmesso gli atti del processo Sme nella
parte stralciata che vede il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi imputato di falso in bilancio. "Dopo tante
speculazioni commenta l'ex capo della procura di Milano, Gerardo
D'Ambrosio arriva dall'Europa una lettura positiva alle nostre
preoccupazione per una legge che, in controtendenza con gli
orientamenti di paesi "liberal", quali gli Stati
Uniti, riduceva un reato grave per la stabilità dell'economia
nazionale a semplice contravvenzione".
leggi
l'articolo su "la Repubblica"
''CESSATE
IL FUOCO''
manifestazione nazionale contro la guerra in Iraq
Roma,
sabato 12 aprile, ore 14
Il
Comitato 'Fermiamo la guerra', di fronte ad una guerra che
di giorno in giorno diventa più drammatica e devastante,
e di fronte al crescente coinvolgimento del governo italiano,
invita le cittadine e i cittadini, l'opposizione politica,
parlamentare e sociale a partecipare alla manifestazione nazionale
che si terrà a Roma, sabato 12 aprile - giornata di
mobilitazione mondiale contro la guerra - alle ore 14, sulla
base di questi contenuti:
- Cessate
il fuoco;
-
Fermare le stragi e la tragedia umanitaria;
-
In Iraq, come nel resto del mondo, la guerra non porta democrazia;
- La
guerra uccide persone, natura, civiltà, diritti e
democrazia;
- Fuori
l'Italia dalla guerra nel rispetto dell'Art.11 della Costituzione;
- L'Europa
ripudi la guerra e agisca per la pace;
- L'Onu
imponga il rispetto del diritto internazionale e della sua
Carta che "rifiuta il flagello della guerra".
Nella stessa giornata a Brescia, contro Exxa, la produzione
delle armi e le modifiche peggiorative alla legge 185, si
terrà un presidio di protesta.
Infine, il Comitato 'Fermiamo la guerra' ringrazia il Comitato
promotore della manifestazione per la scuola pubblica, già
prevista per sabato 12 aprile, per aver accolto la richiesta
di rinviare l'iniziativa per consentire lo svolgimento della
manifestazione contro la guerra.
Il
MATTINO, 4 aprile 2003
Disobbedienti e immigrati domani in corteo contro la guerra
e la Bossi-Fini
SILVESTRO
MONTANARO
«Contro
la guerra e contro il razzismo». E’ duplice l’obiettivo
della manifestazione provinciale in programma domani a Caserta.
Concentramento in piazza Garibaldi, nei pressi della stazione
ferroviaria, dalle 9.30. Ampio e variegato il cartello dei
promotori: spiccano – tra gli altri – Forum contro
il Neoliberismo, Laboratorio Disobbedienti, Prc. In testa
alla lista figura però il Movimento Immigrati di Caserta,
indice dell’attenzione dedicata ai problemi sollevati
dalla Bossi–Fini. Dalla mancata consegna dei permessi
di soggiorno che avrebbero dovuto essere concessi in virtù
della sanatoria scaduta in data 11 novembre 2002 alle vertenze
di lavoro intentate sulla scorta della Circolare Mantovano
del 30 ottobre 2002. Il dettato della legge, inoltre, prefigura
destino incerto anche per lavoratori autonomi e richiedenti
asilo politico. «Emergono ora numerosi casi –
afferma il portavoce Fabio Basile – di compravendita
di falsi contratti di lavoro: una truffa ai danni di tanti
immigrati che rischia di mutarsi in beffa se interverrà
un provvedimento di espulsione”. Temi oggetto di un’udienza
con Prefetto e Questore sollecitata dai dimostranti a Palazzo
Acquaviva prima dello scioglimento del corteo.
Adesione ufficiale alla manifestazione giunge dalla Diocesi
di Caserta.
leggi
l'articolo su Il
MATTINO
|
|