| Il
Giornale di Caserta, 28 maggio 2003
Prg, cronaca di una
morte annunciata
RECALE
– Il “miracolo” sperato dalla minoranza
consiliare e paventato dal governo della città non
è avvenuto. Nella mattinata di ieri il consiglio provinciale,
interpretando un copione già scritto, ha respinto il
piano regolatore generale. Una bocciatura senza riserve, peraltro
giunta oltre i termini, che obbliga Recale a riutilizzare
una pianificazione urbanistica vecchia di trent’anni,
il famigerato programma di fabbricazione. A nulla è
valsa la lettera inviata a Riccardo Ventre da Filiberto Gianoglio
e compagni; a nulla è valso il comizio di lunedì
sera (poteva essere un’occasione per ammettere qualche
responsabilità); a nulla è valsa in aula la
difesa d’ufficio approntata dai paladini dell’Ulivo
Ferdinando Bosco, Pietro Squeglia, Carlo Iodice e Franco Natale.
Ogniqualvolta dagli scranni della sala consiliare emergeva
l’idea di aggiornare la discussione per consentire al
comune di Recale di “aggiustare le carte”, arrivava,
perentoria, la replica di Ventre. Troppi, secondo il presidente
della provincia, i rilievi mossi dal comitato tecnico regionale;
particolarmente rilevanti quelli inerenti alla tavola di zonizzazione
del Pdf e quelli relativi al sovradimensionamento.
Del
resto, che il piano adottato dall’amministrazione Gadola
fosse un pessimo strumento urbanistico era noto anche a chi
nell’ultima fase lo ha difeso, come Giuseppe Lasco;
lo stesso Gianoglio, assessore all’urbanistica dell’epoca,
dopo averne sfruttato i vantaggi elettorali in sede di disamina
delle osservazioni, contribuì ad adottarlo limitandosi
ad esprimere un voto di solidarietà. Va detto, però,
che in questa vicenda l’ipocrisia del centrosinistra
è stata fastidiosa almeno quanto l’inerzia del
centrodestra. Il sindaco Americo Porfidia non ha fatto nulla
per salvarlo, anzi è lecito pensare che, pur di difendere
l’integrità della sua flebile maggioranza, abbia
lavorato affinché Recale non si dotasse di una nuova
regolamentazione urbanistica. Dinanzi ad una regola sbagliata,
Porfidia ha scelto la mancanza di regole. Gli abitanti della
“città vecchia” ringraziano!
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 26 maggio 2003
Prg, il centrosinistra
si mobilita
RECALE – Utilizzeranno uno strumento antico della comunicazione
politica, il “comizio”, per spiegare ai cittadini
la loro verità in ordine al piano regolatore generale.
Alla manifestazione, voluta dalla Margherita di Ovidio Gadola,
dai Socialisti democratici di Filiberto Gianoglio e dai Democratici
di sinistra di Vincenzo De Angelis, manifestazione che si
svolgerà in piazza Aldo Moro, alle ore 19 di questa
sera, interverranno anche i parlamentari Pietro Squeglia,
Gaetano Pascarella, Sandro De Franciscis e il consigliere
provinciale Carlo Iodice. “Dopo aver lasciato affondare
la variante al programma di fabbricazione per l’area
produttiva – denuncia De Angelis –, il sindaco
Americo Porfidia sta facendo di tutto per far bocciare anche
il piano regolatore generale. I gruppi consiliari di minoranza,
pur di evitare questa sventura, hanno chiesto nelle ultime
settimane due consigli comunali. In quello del 10 aprile i
consiglieri non ebbero nemmeno la possibilità di affrontare
l’argomento, perché i signori del centrodestra
abbandonarono l’aula e fecero mancare il numero legale.
Nella seduta dell’8 maggio, dopo ore di dibattito, l’adunanza
si sciolse senza deliberare alcunché, perché
il presidente Bartolomeo Rossi, su “suggerimento”
della maggioranza, impedì qualsiasi votazione. In previsione
del consiglio provinciale di domani – prosegue De Angelis
–, nel quale si deciderà il futuro del nostro
strumento urbanistico, l’opposizione giovedì
scorso chiese la terza e ultima convocazione utile del civico
consesso, allo scopo di ottenere un rinvio della discussione
in provincia; rinvio che avrebbe dato l’opportunità
all’assise cittadina di approvare delle contro-deduzioni
al parere del comitato tecnico regionale. Tanta è stata
l’indifferenza di chi ci governa che la proposta di
delibera non è stata nemmeno inserita nell’ordine
del giorno del prossimo consiglio comunale, previsto per il
29 maggio. Non ho mai demonizzato lo scontro politico –
conclude De Angelis –, ma il piano regolatore è
il risultato di decenni di discussioni, di lavoro e di progetti
costati al nostro ente oltre 700 milioni di vecchie lire.
Se sarà bocciato, né il centrosinistra né
il centrodestra, ma la comunità nel suo complesso dovrà
dire addio ad ogni speranza di sviluppo, di lavoro, di miglioramento
e di accesso ai finanziamenti europei”. I partiti promotori
del comizio di questa sera stanno anche organizzando la presenza
dei cittadini al consiglio provinciale di domani che avrà
inizio alle ore 10 e 30.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 23 maggio 2003
“Ecco come salvare
il piano regolatore”
RECALE
– Martedì 27 maggio è prevista una seduta
di consiglio provinciale, nella quale, tra i tanti temi in
discussione, vi è anche l’esame del piano regolatore
generale del comune di Recale. Ricordiamo al lettore che lo
strumento urbanistico il 16 aprile scorso ha ricevuto un parere
non favorevole dal comitato tecnico regionale. Tale giudizio,
per quanto non vincolante, negli ultimi anni ha sempre condizionato
l’attività del parlamento provinciale. Il che
lascerebbe presagire una bocciatura del piano. Usiamo il condizionale
perché non sono di quest’avviso i quattro consiglieri
di opposizione: Filiberto Gianoglio, Vincenzo Landolfo, Ovidio
Gadola e Giuseppe Lasco. “Nella giornata di ieri –
ci informa Gianoglio – abbiamo protocollato una richiesta
per ottenere una convocazione urgente del consiglio comunale.
Abbiamo chiesto al presidente Bartolomeo Rossi di porre all’ordine
del giorno delle contro-deduzioni al parere del Ctr e delle
indicazioni, entrambe formulate con l’ausilio di urbanisti
esperti, da inviare al consiglio provinciale per evitare che
il piano regolatore sia respinto”. Il comitato tecnico
regionale, giova ribadirlo, ha espresso un parere non favorevole
allo strumento urbanistico perché la tavola di zonizzazione
del programma di fabbricazione, utilizzata come riferimento,
non era conforme a quella vigente, e ha supposto che l’intera
impostazione tecnica del piano adottato fosse basata su un
presupposto illegittimo sotto il profilo amministrativo ed
errato dal punto di vista tecnico. Non solo, nel valutare
la tavola di zonizzazione, il Ctr ha ravvisato un sovradimensionamento
considerevole, pari a 1400 vani. “Se Rossi convocherà
in tempo il consiglio – spiega Gianoglio –, chiederemo
al civico consesso di dichiarare assolutamente irrilevante
nell’elaborazione del piano l’allegazione di un
Pdf non vigente. Del resto, nell’effettuare i calcoli,
il progettista Carlo Raucci ha sempre utilizzato la tavola
corretta. Quanto al sovradimensionamento, sulla scorta di
analoghe deliberazioni assunte per altri comuni, il consiglio
comunale ha il diritto-dovere di chiedere al parlamento provinciale
di approvare il piano con delle prescrizioni che lo facciano
rientrare nei parametri previsti dalla normativa vigente”.
Sempre ieri, Gianoglio ha richiesto anche una conferenza dei
capigruppo. Per l’opposizione è fondamentale
che le forze consiliari affrontino un eventuale consiglio
solo dopo aver maturato una volontà comune.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 12 maggio 2003
“Siete carte
conosciute”!
RECALE
– Riceviamo e pubblichiamo: “I soliti noti, gli
speculatori che stanno lavorando per un altro affossamento
del piano regolatore generale, sono venuti allo scoperto.
E tutto perché da circa vent’anni qualcuno, nonostante
le varie carte false, non riesce a costruire a sud della scuola
media Giovanni XXIII. Vuoi vedere che, bocciato lo strumento
urbanistico e tornati edificatori terreni di proprietà
di alcuni consiglieri della maggioranza e di loro familiari
oggi destinati alla realizzazione di opere pubbliche, tutti
insieme appassionatamente e per grazia ricevuta formeranno
una cordata e si batteranno, affinché sarà anche
consentita l’edificazione in piazza Aldo Moro secondo
gli antichi desideri? Sindaco, se non ti adegui a giocare
con questo mazzo di carte in poco tempo perderai la maggioranza.
È inutile che a mezzo stampa cerchi di far cadere su
di me la responsabilità delle mancate approvazioni
della variante al programma di fabbricazione e del piano regolatore.
La mia unica responsabilità è di non essermi
reso tuo complice nel lasciar passare per vera la tavola di
zonizzazione che falsamente classificava come zona B quel
terreno a sud della scuola media”.
Filiberto
Gianoglio, capogruppo consiliare dell’Ulivo
Il
Giornale di Caserta, 10 maggio 2003
“Sul Prg la maggioranza
doveva assumersi delle responsabilità”
RECALE
– Una seduta consiliare incolore quella celebratasi
giovedì sera nell’aula di via Municipio. Il presidente
del consiglio, Bartolomeo Rossi, prima di iniziare i lavori,
ha annunciato che al dibattito sulla questione urbanistica
posta all’ordine del giorno non sarebbe seguita alcuna
deliberazione perché i gruppi di minoranza non avevano
inserito tra gli atti del consiglio proposte da poter valutare.
La dichiarazione di Rossi non ha scosso la maggioranza, ma
ha turbato i due gruppi di opposizione che avevano richiesto
l’adunanza.
“Il
piano regolatore generale – ricorda Vincenzo De Angelis,
segretario cittadino dei Democratici di sinistra – ha
ricevuto un parere non favorevole dal comitato tecnico regionale
in primo luogo a causa della non conformità di una
tavola di zonizzazione del programma di fabbricazione. Il
Ctr, tuttavia, ha affermato che le valutazioni circa la valenza,
sostanziale o irrilevante, da attribuire al suddetto vizio
tecnico sono di esclusiva competenza del consiglio comunale,
organo che ha adottato lo strumento urbanistico. È
inaccettabile, quindi, che giovedì sera il sindaco
Americo Porfidia e i suoi consiglieri non abbiano avuto il
coraggio di assumersi delle responsabilità nei confronti
dei cittadini. Capisco che il piano sia sovradimensionato
– prosegue De Angelis –, come lo erano tanti altri
Prg di comuni limitrofi, che il consiglio provinciale ha approvato
con prescrizioni. Ma è sovradimensionato perché
l’incremento demografico di Recale si è ridotto
di un terzo rispetto al decennio 1981-1991. Una riduzione
dovuta al fatto che tanti cittadini, soprattutto giovani,
si sono visti costretti a lasciare un paese che, privo di
una regolamentazione urbanistica, non offriva opportunità
di lavoro, strutture e servizi adeguati. Dinanzi a questo
scenario ci saremmo aspettati uno scatto di orgoglio da parte
di tutti gli amministratori per scongiurare il declino e l’abbandono
della nostra cittadina. Purtroppo, il sussulto avvertito da
pochi si è spento nell’indifferenza dei tanti.
Il consiglio comunale poteva sanare la vicenda farsesca della
tavola sbagliata; poteva – incalza De Angelis –
chiedere unanimemente al presidente Riccardo Ventre di consentire
l’adozione definitiva di uno strumento urbanistico dopo
ventitré anni di attività consiliare; poteva
fare molto… ma ha preferito tacere”.
Non
resta che attendere che dalla Provincia arrivi la bocciatura
del piano regolatore.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 7 maggio 2003
Ctr, le motivazioni
ufficiali del diniego
RECALE
– Domani sera il consiglio comunale affronterà
di nuovo la questione urbanistica. L’ordine del giorno
prevede sia una ricognizione delle tavole autentiche del programma
di fabbricazione sia una relazione dell’assessore Francesco
Porfidia sull’iter procedurale che sta subendo il piano
regolatore generale. Per l’occasione, ieri pomeriggio
ci siamo preoccupati di “recuperare” il tanto
atteso parere del comitato tecnico regionale, del quale, per
ovvie ragioni di spazio, proponiamo al lettore gli stralci
più significativi, quelli relativi alle motivazioni
alla base del diniego. “Atteso che la tavola di zonizzazione
del Pdf utilizzata come riferimento non era conforme a quella
effettivamente approvata e vigente, si ritiene che l’intera
impostazione tecnica del nuovo strumento urbanistico è
stata definita sulla base di un presupposto illegittimo, sotto
il profilo amministrativo, ed errato dal punto di vista tecnico.
In via preliminare si evidenzia che il rilievo esposto, per
la sua natura e la sua valenza di carattere generale, da solo
impone la restituzione degli atti, al fine di consentire al
consiglio comunale di fornire i dovuti chiarimenti, ovvero
definire le eventuali modifiche che dovesse ritenere necessarie”.
Per
quanto riguarda l’aspetto del dimensionamento e proporzionamento
dello sviluppo residenziale, il relatore del Ctr, l’architetto
Pasquale Rocchio, non dà adito a dubbi: “Il Prg
risulta sovradimensionato rispetto a previsioni realistiche
ed attendibili”. Tale valutazione scaturisce dall’esame
delle diverse componenti che definiscono questo aspetto della
pianificazione, esame che salteremo a piè pari per
giungere alle considerazioni conclusive: “La proiezione
demografica è stata valutata in eccesso (+ 593 abitanti);
sulla base, poi, dei dati forniti e fatta salva la decurtazione,
dal patrimonio edilizio esistente, dei vani non idonei, il
dimensionamento dello sviluppo residenziale non doveva essere
superiore a 2100 nuovi vani”. Poiché il piano
adottato prevede 3500 vani, “la proposta risulta sovrastimata
di circa 1400 unità (+66%)”. Sulla base di questi
e di altri rilievi tecnici che vi risparmiamo, il relatore
Rocchio conclude: “Si è dell’avviso che
gli atti del Prg del comune di Recale debbano essere restituiti
con parere non favorevole”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 6 maggio 2003
Prg, le ragioni della
bocciatura
RECALE
– È noto, ormai, che il 16 aprile il comitato
tecnico regionale, valutando il piano regolatore generale
adottato dal consiglio comunale, abbia espresso un parere
negativo. Sebbene facciano finta di non sapere e di aspettare
le motivazioni del Ctr, gli interpreti della “politica”
cittadina conoscono anche le ragioni del diniego, ma per ora
preferiscono tacere o parlare a denti stretti. Persino chi,
come lo scrivente, ha vissuto da attore non protagonista le
vicende degli ultimi anni legate allo strumento urbanistico
sa, infatti, quali sono i problemi del piano regolatore. Il
primo è il tanto decantato sovradimensionamento. Non
occorre leggere nessuna motivazione per sapere che, pur di
esasperare il fabbricabile, nella disamina del piano non si
è tenuto conto di un vincolo che è sotto gli
occhi di tutti: la diminuzione della popolazione. Fenomeno
causato in larga parte da flussi di emigrazione imputabili
alla mancanza di infrastrutture che rendano accogliente e
vivibile la cittadina. Ciò ha favorito, con molta probabilità,
una sovrastima dello sviluppo demografico di 1000, forse addirittura
1500 abitanti. Oltre al sovradimensionamento, però,
male endemico di ogni pianificazione urbanistica che si ispiri
a logiche clientelari, vi è almeno un altro limite
del piano, di cui poco si discute. L’impianto dello
strumento urbanistico è stato definito sulla base di
un programma di fabbricazione non vigente (lo stesso che ha
spinto il settore urbanistico della regione Campania a non
concedere il visto di conformità alla variante per
l’area produttiva). Non occorre leggere nessuna motivazione
per sapere che un Pdf non autentico potrebbe essere stato
individuato dai membri del comitato tecnico come un presupposto
errato sotto il profilo tecnico ed illegittimo sotto il profilo
amministrativo per un nuovo assetto urbanistico.
Offriremmo
un cattivo servizio ai lettori, se ci congedassimo senza sfatare
una credenza che orbita intorno alla questione urbanistica.
Se amministratori di sinistra, di centro e di destra in ventitré
anni di attività consiliare non hanno prodotto nessuna
regolamentazione, ciò non vuol dire che sia così
complesso adottare un piano ed ottenere un parere favorevole
dagli organi di controllo. È difficile, semmai, sconfiggere
la mancanza di regole. È difficile annientare quello
stato di ambiguità in cui tutti si trovano a loro agio,
dal primo cittadino… all’ultimo.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 23 aprile 2003
Prg, doccia
fredda dal Comitato tecnico
RECALE
– Poche righe di un fax hanno spazzato via le voci insistenti
che da qualche giorno circolavano in piazza Giacomo Matteotti
circa le sorti del piano regolatore generale. Contrariamente
a quanto si supponeva, il comitato tecnico regionale nella
seduta del 17 aprile, dopo aver esaminato le tavole dello
strumento urbanistico recalese, ha espresso parere negativo.
La comunicazione è giunta in Municipio nella mattinata
di ieri; lo ha confermato al nostro taccuino il delegato ai
lavori pubblici e all’urbanistica, Francesco Porfidia:
“Le integrazioni richieste in questi mesi avevano alimentato,
anche nel sottoscritto, la speranza che il Ctr potesse pronunciarsi
favorevolmente, magari esprimendo delle riserve, rispetto
alle quali l’amministrazione comunale si sarebbe comportata
di conseguenza. Purtroppo, però, il fax non da adito
a dubbi, restano da capire solo le motivazioni alla base del
diniego, ma per queste bisognerà aspettare qualche
giorno”. Abbiamo chiesto all’assessore Porfidia
se il consiglio provinciale potrebbero, non considerando il
parere del Ctr, approvare lo strumento urbanistico. “In
teoria, sì. Ma è un evento estremamente improbabile
che, da quello che mi risulta, non si è mai verificato”.
Recale colleziona, dunque, un altro insuccesso in materia
urbanistica: a fine dicembre la giunta regionale respingeva
la variante al piano di fabbricazione per l’area produttiva
e oggi il comitato tecnico nega il suo placet al piano regolatore
generale. Sull’accaduto abbiamo raccolto anche il commento
del capogruppo dell’Ulivo, Filiberto Gianoglio: “Il
parere negativo del Ctr è un problema serio. Più
grave sarà, però, l’atteggiamento che
la maggioranza assumerà, sottraendosi, così
come è accaduto per il piano di insediamento produttivo,
da qualsiasi azione rivolta a scongiurare la bocciatura del
Prg. Basti pensare che nell’ultimo consiglio comunale,
non appena si è cominciato a discutere di questi argomenti,
i consiglieri di maggioranza sono fuggiti dall’aula”.
Gianoglio ha poi concluso, suggerendo in che modo il comune
di Recale potrebbe intervenire in favore del proprio strumento
urbanistico. “Il sindaco Americo Porfidia dovrebbe costituire
una delegazione, composta dai tre capigruppo consiliari, dal
delegato al ramo e dal capo dell’ufficio tecnico Vincenzo
Lamberti, e recarsi con urgenza in Provincia dal presidente
Riccardo Ventre, prima che il consiglio provinciale si pronunci
definitivamente. Stento a pensare che il piano regolatore
non si possa recuperare”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
da
FUORI TEMA – Laboratorio di pensiero,
15 aprile 2003
Sul Pip e sul Prg maggioranza
in fuga
RECALE
– I Democratici di sinistra hanno mal digerito il comportamento
assunto dalla maggioranza in sede consiliare, durante la discussione
sulla ricognizione delle tavole autentiche del piano di fabbricazione.
Pochi attimi prima che il parlamento cittadino si esprimesse
sulle proposte al vaglio, alcuni consiglieri (non è
ancora chiaro se teleguidati o meno), abbandonando l’aula,
hanno decretato la chiusura forzata dei lavori. “La
variante al piano di fabbricazione – esordisce il segretario
cittadino Vincenzo De Angelis –, che doveva consentire
a Recale di avere un’area per gli insediamenti produttivi,
è stata bocciata dalla regione Campania per un errore
nella documentazione. L’amministrazione, pur avendo
il tempo ed i mezzi per intervenire, non ha fatto nulla per
salvare il piano, nonostante i tanti, forti solleciti dell’opposizione.
Intanto, proprio in questi giorni, 15 comuni della provincia
di Caserta hanno beneficiato di 42 milioni di euro (84 miliardi
di lire) proprio per i piani di insediamento produttivo. La
nostra cittadina è invece rimasta al palo. Dopo la
bocciatura e di fronte al tentativo di scaricarne la colpa
sulla passata amministrazione, i gruppi dell’opposizione
di centrosinistra hanno chiesto la convocazione di un consiglio
comunale per effettuare una ricognizione degli atti relativi
alla variante e adottare le opportune misure per individuare
le responsabilità. Inoltre, si chiedeva una relazione
sull’iter del piano regolatore all’esame presso
la Provincia, anche perché attraverso il Prg, sia pure
con tempi più lunghi, il nostro territorio può
ancora dotarsi di un’area per gli insediamenti produttivi.
Nella seduta di giovedì – stigmatizza De Angelis
– la maggioranza ha scritto una pagina nera della storia
amministrativa della nostra collettività. I consiglieri
di “governo” avrebbero potuto respingere le proposte
dell’opposizione, bocciare la richiesta di inviare gli
atti alla magistratura, approvare una diversa linea di condotta.
Invece, dopo ore di discussione, il consiglio non è
riuscito neanche a votare, perché alcuni di essi hanno
fatto una scelta irresponsabile: hanno abbandonato l’aula,
impedendo persino che si affrontasse la discussione sul piano
regolatore”. De Angelis, nel concludere, si chiede:
“A quali altari stanno sacrificando le legittime aspettative
degli imprenditori, degli artigiani, dei giovani di Recale?
Quali alternative, quali idee offrono alla nostra città
da contrapporre al Pip? Ai cittadini, ai giovani, alle forze
vive di Recale, rivolgiamo un appello: facciamo sentire la
nostra voce e la nostra presenza, impediamo che il piano regolatore
segua la stessa sorte della variante al Pdf e che Recale perda
anche quest’ultima opportunità di crescita”.
Claudio
Lombardi, FUORI TEMA – Laboratorio di pensiero,
15 aprile 2003
da
il Giornale di Caserta, 12 aprile 2003
Variante
PdF, la maggioranza dà forfait
Recale, infruttuosa quanto inconcludente seduta del
Consiglio Comunale
Sebbene
abbia ormai un presidente, Bartolomeo Rossi, chiamato a disciplinare
i lavori, e sebbene ospiti una compagine di governo che detiene
una maggioranza corpulenta, il parlamento cittadino, giovedì
sera, in sette ore di attività è riuscito a
malapena a consegnare due targhe ai neocavalieri della Repubblica
Michele Tagliefierro e Domenico Santangelo e a nominare un
organo consultivo in materia ambientale composto da nove cittadini
(Roberto Massi, Giovanni Ianniello, Isidoro Marcello, Gaetano
Stellato, Vincenzo Nasta, Gennaro Montella, Domenico Russo,
Antonio Colella e Domenico Glorioso). Non osiamo immaginare
cosa accadrà quando, e se, cominceranno ad incrinarsi
i rapporti tra gli eletti della lista Città nuova:
diverrà arduo persino fare l’appello e dichiarare
aperta la seduta. È iniziata, poi, una tediosa cronistoria
di eventi ed una puerile attribuzione delle responsabilità
che avrebbero prodotto la mancata concessione del visto di
conformità alla variante al piano di fabbricazione
relativa all’area produttiva. Ed è stato avvilente
costatare che il consiglio non sia riuscito alla fine a votare
né le due proposte presentate dal capogruppo dell’Ulivo
Filiberto Gianoglio (prendere atto della zonizzazione vigente
e inviare il deliberato alla procura della Repubblica) né
quella del sindaco Americo Porfidia che chiedeva di rinviare
la votazione perché riteneva le istanze di Gianoglio
tecnicamente non ammissibili al voto. L’impossibilità
è stata causata dal fatto che diversi consiglieri di
maggioranza hanno abbandonano l’aula, facendo venir
meno il numero legale. Un comportamento irresponsabile, soprattutto
se assunto da chi, forte dei numeri, poteva respingere le
richieste dell’opposizione e/o aggiornare i lavori.
Un comportamento doppiamente irresponsabile perché
non ha consentito nemmeno di sfiorare il piano regolatore
generale, ultimo argomento posto all’ordine del giorno
Claudio Lombardi - il Giornale di Caserta
da
il Giornale di Caserta, 12 aprile 2003
"Centrosinistra
compatto sulla questione urbanistica"
“L’appello
di Ovidio Gadola non è stato respinto”. È
lapidario il segretario cittadino dei Democratici di Sinistra
“perché in realtà nessun appello era stato
lanciato. Questa voce diffusa a mezzo stampa va smorzata,
se non altro perché ingiusta nei confronti del portavoce
della Margherita.
L’idea di stilare un comunicato, peraltro da me formulata,
è stata rinviata per due motivi: la mancanza di notizie
certe sullo stato del Piano Regolatore in esame presso la
Provincia e la necessità di attivarsi per pubblicizzare
la seduta del consiglio di giovedi scorso. L’Amministrazione
comunale – stigmatizza De Angelis – non è
abituata a comunicare la convocazione dei consigli comunali,
e i cittadini rischiano tutte le volte di rimanere all’oscuro.
Avendo
informazioni parziali e in parte contraddittorie sul percorso
dello strumento urbanistico ci è sembrato opportuno
attendere che l’assessore al ramo Francesco Porfidia
fornisse un quadro ufficiale della situazione. Purtroppo,
la fuga dall’aula dei consiglieri della maggioranza
non ha permesso la trattazione dell’argomento. Resta
però - conclude De Angelis - sulla questione urbanistica
una sostanziale unità di vedute all’interno dello
schieramento, grazie soprattutto agli sforzi che i DS e gli
altri partiti della coalizione hanno fatto”. Non è
escluso che domani, in piazza Matteotti, i partiti del centrosinistra
decidano di manifestare il loro dissenso su quanto è
accaduto nell’ultima seduta del consiglio comunale.
Cla.Lom. -- il Giornale di Caserta
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