| FUORI
TEMA – Laboratorio di pensiero, 27 giugno 2003
Consiglio: polemico,
quanto inutile, abbandono della minoranza
RECALE
– È durato appena trenta minuti il consiglio
comunale di ieri sera. L’opposizione, che si è
limitata a leggere una comunicazione di denuncia, ha consentito,
nei fatti, alla maggioranza del sindaco Americo Porfidia di
approvare all’unanimità i quattro punti all’ordine
del giorno, tra i quali figuravano il riconoscimento di un
debito fuori bilancio e la ratifica dello schema di statuto
del consorzio intercomunale per i servizi sociosanitari. “I
consiglieri di minoranza Ovidio Gadola, Filiberto Gianoglio,
Vincenzo Landolfo, Giuseppe Lasco – ha dichiarato prima
che iniziassero i lavori lo stesso Lasco, cui è spettato
il compito di leggere il documento – esprimono il loro
allarme per gli attacchi condotti ai principi di legalità
e di tutela dei diritti del consiglio comunale di Recale:
l’autonomia ed il ruolo del massimo organismo rappresentativo
cittadino sono stati menomati e compromessi dalle scelte del
presidente Bartolomeo Rossi che, lungi dal rivestire il suo
ruolo istituzionale di garante imparziale dei diritti di tutti
i consiglieri e del rispetto del regolamento che disciplina
i lavori del Consiglio, si è fatto attore di gravi
e continue violazioni delle norme regolamentari, ostacolando
il libero svolgimento del dibattito consiliare, impedendo
l’attività dell’opposizione e compromettendo
la stessa legittimità delle deliberazioni del consiglio”.
Lasco si è poi soffermato sulle ultime sedute consiliari
e ha evidenziato le presunte irregolarità commesse
dalla maggioranza. Particolare enfasi è stata riservata
al consiglio del 12 giugno. “Nel momento in cui consiglieri
dell’opposizione si accingevano a chiedere le ragioni
del mancato recupero di somme oggetto di condanna da parte
della corte dei conti in danno di precedenti amministratori
comunali, e mentre gli stessi consiglieri di opposizione procedevano
a dimostrare che l’importo di circa 700 milioni di lire
di maggiori imposizioni a carico dei cittadini poteva essere
notevolmente ridotto, Rossi ha deliberatamente messo in atto
un comportamento volto ad impedire che quelle denunce venissero
espresse. In violazione di quanto stabilito dal regolamento
consiliare, il presidente ha consentito che il responsabile
dell’area contabile Giovanni Maddaluna nel suo intervento
valicasse l’ambito tecnico di sua competenza e si lasciasse
andare a valutazioni politiche di stretta pertinenza dei consiglieri
eletti, facendo anche riferimenti polemici nei confronti di
consiglieri comunali che fra l’altro non avevano diritto
di replica. Infine, con un atto del tutto abusivo, Rossi ha
disposto l’intervento della forza pubblica per imporre
l’allontanamento del consigliere Filiberto Gianoglio,
scavalcando le competenze del civico consesso”. Dubitiamo
che una compagine minoritaria che ordisca simili iniziative
possa, un giorno, diventare una forza di governo.
Claudio
Lombardi, FUORI TEMA – Laboratorio di pensiero
il
comunicato dell'opposizione
Il
Giornale di Caserta, 26 giugno 2003
“L’amministrazione
tartassa i poveri”
RECALE – Il consigliere Giuseppe Lasco (Margherita)
teme che la piega assunta nell’ultimo consiglio comunale
sia stata una strategia ordita dalla maggioranza per evitare
che si dibattesse sul bilancio di previsione, e ritorna sull’argomento,
evidenziando i limiti del documento contabile approvato tra
le polemiche, alle due del mattino, il 13 giugno. “I
miei colleghi dell’opposizione – esordisce Lasco
– hanno più volte denunciato l’aumento
ingiustificato delle tariffe comunali, ma non hanno precisato
che questi aumenti, e mi riferisco a quelli relativi alle
tasse per lo smaltimento dei rifiuti e per il consumo idrico,
graveranno sul bilancio familiare dei cittadini dal prossimo
anno. Quindi chi oggi riesce appena a far quadrare i conti,
nel 2004 si troverà ad affrontare serie difficoltà.
Un piccolo assaggio della valanga di aumenti ci è dato
dall’imposta sugli immobili, che è in sostanza
raddoppiata. I proprietari di un appartamento con una rendita
catastale di 700 mila lire, ovvero la maggioranza dei recalesi,
che con l’aliquota del 4 per mille l’anno scorso
hanno pagato al netto della detrazione 80 mila lire, oggi
ne pagano 150. Il bello è che più la rendita
scende, più aumenta l’imposta; il comune è
diventato, grazie al sindaco Americo Porfidia, una sorta di
Robin Hood al rovescio: tartassa i poveri ed agevola i ricchi.
Durante l’ultimo consiglio comunale – prosegue
Lasco – ho cercato di dimostrare che per coprire almeno
in parte il fabbisogno di circa 700 milioni emerso dal bilancio
di previsione non occorreva aumentare i tributi, bastava solo
recuperare i crediti. I primi 200 milioni li deve elargire
l’Eroga Sud, che in base ad una convenzione è
obbligata, oltre che a contribuire alla costruzione di un’opera
pubblica per 500 milioni, a versare nelle casse comunali il
23% del suo ricavato annuo. Il nostro ente vanta altri crediti
poi dai quei cittadini che in passato non hanno pagato gli
oneri di urbanizzazioni, la famosa legge Bucalossi, e Porfidia
sa a chi mi riferisco! Altre risorse vanno recuperate invece
nel settore delle imposte e dei servizi. Come mai in un anno
di amministrazione il primo cittadino non si è preoccupato
di bussare alla porta dei suoi debitori? Forse era troppo
impegnato a far bocciare la variante per l’area produttiva
e il piano regolatore generale? Eppure i collaboratori non
mancano. Non mi riferisco certo all’assessore delegato
Andrea Mastroianni, ma ai consulenti e ai professionisti a
scavalco chiamati dietro lauta retribuzione a spese dei contribuenti.
Evidentemente – conclude Lasco – è più
facile prendersela con i cittadini, la maggior parte dei quali
non sguazza nel benessere, che assumersi delle responsabilità”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 24 giugno 2003
Consiglieri
in cerca di visibilità
RECALE
– Lievi scosse telluriche stanno interessando la “città
nuova” di Americo Porfidia. A solleticarne le fondamenta
è soprattutto il consigliere Antimo Mastroianni. Eletto
nella lista di Unione democratica con Ovidio Gadola e Giuseppe
Lasco, Mastroianni a gennaio decise di trasmigrare nella maggioranza.
Pare che il sindaco, a suo tempo, pur di agevolarne il passaggio,
promise al transfuga l’inverosimile: da un posto nell’esecutivo
fino alla candidatura alle elezioni provinciali del 2005.
Non sappiano quanto ci sia di vero in queste voci, ma il tempo
passa e Mastroianni, che è l’unico della compagine
maggioritaria a non avere un incarico, comincia a mostrare
segni di insofferenza. Si dice addirittura che abbia rotto
i rapporti con Domenico Zinzi e stia valutando l’opportunità
politica di rimanere nell’Udc o di trovare un’altra
collocazione. Stanco di alzare a comando l’indice destro,
nel frattempo Mastroianni invoca visibilità amministrativa
e chiede la delega alle problematiche cimiteriali, attualmente
nelle mani del consigliere Antimo Magnotta. Non è un
mistero, del resto, che Magnotta mal digerisca quest’incarico
e anch’egli punti ad un settore che valorizzi le sue
attitudini personali e professionali. Al primo cittadino,
dunque, spetterà nei prossimi giorni porre ordine nella
sua squadra per evitare che queste scosse di assestamento
provochino fratture insanabili. Potrebbe cominciare col nominare
un capogruppo, magari scegliendo una persona equilibrata e
aggregante come il consigliere Antonio Piccirillo, che potrebbe
aiutarlo nel consolidamento strutturale della maggioranza.
Poiché
Porfidia ci ha confessato di non leggere il nostro giornale
e soprattutto gli articoli dello scrivente (forse ama un giornalismo
più mansueto), affinché il nostro suggerimento
giunga a destinazione, qualche lettore di buona volontà
dovrebbe fargli avere una fotocopia del testo con la firma
abrasa. Così la lettura gli risulterà meno orticante.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
il
Mattino, 23 giugno 2003
Immigrati, arriva la
commissione per l’asilo
Ieri
il corteo con padre Franco dei comboniani, De Franciscis,
Sodano e Russo Spena
Un
risultato piccolo, ma concreto, e strappato proprio alla fine
della manifestazione. Il 2 luglio arriverà a Caserta
la commissione nazionale incaricata di esaminare le domande
di asilo, che in provincia sono circa 330. Liberiani, ghanesi,
ivoriani e altri africani del nord che hanno in tasca solo
la ricevuta dell’istanza e che sul litorale domiziano
sono gli ultimi degli ultimi: senza un soldo, senza lavoro,
senza casa. La commissione, richiesta inutilmente da mesi,
si metterà al lavoro il giorno seguente all’insediamento
con il sistema delle «interviste» per vagliare
le singole posizioni
Il
presidio a piazza Vanvitelli si ripeterà anche venerdì
prossimo, giornata scelta dai comboniani per invitare fedeli
e cittadini alla testimonianza a favore degli stranieri davanti
alle prefetture di tutt’Italia.
A. Pastore - segue
sul Mattino
23
giugno 2003
Retorica
fascista
Quando il centrosinistra era al governo in Italia, le drammatiche
immagini di navi sovraccariche di profughi, di campi di accoglienza
e di persone povere e disperate sono state usate da Umberto
Bossi per attaccare una politica sull'immigrazione considerata
"troppo permissiva". Adesso le stesse drammatiche
immagini tornano d’attualità e diventano per
la Lega nord di Bossi un serio problema politico.
”Offen
faschistische Rhetorik” - Die Tageszeitung,
Germania [in tedesco]
28
giugno 2003: GAY DAY
Una
giornata allegra
Il
28 giugno, da decenni Giornata mondiale dell'orgoglio omosessuale,il
Circolo di Iniziativa e Cultura Omosessuale Coming Out di
Caserta sarà in piazza Vanvitelli per ricordare che
gli omosessuali ancora oggi non hanno il diritto di amare,
di volersi bene, di essere felici, di mostrarsi per quello
che sono, di progettare il proprio futuro assieme alla persona
che amano, per ricordare che, ancora oggi, in molti Paesi
gli omosessuali vengono perseguitati, picchiati, minacciati
e offesi.
leggi
il comunicato
Il
Giornale di Caserta, 19 giugno 2003
Landolfo: “Il
bilancio? Un inutile salasso”
RECALE
– Il caso Gianoglio, che in questi ultimi giorni è
al centro del dibattito politico, rischia di distogliere l’attenzione
dell’opinione pubblica dai lavori consiliari. Il 12
giugno il parlamento cittadino, nonostante la lite tra il
capogruppo dell’Ulivo e il presidente Bartolomeo Rossi,
è riuscito ad approvato il bilancio di previsione per
l’anno in corso. Un documento contabile, sul quale ci
ha chiesto di intervenire il consigliere di opposizione Vincenzo
Landolfo. “L’assassino delle finanze… pardon…
l’assessore alle finanze Andrea Mastroianni, attraverso
la stampa, ha affermato che la sua proposta finanziaria, poi
irresponsabilmente approvata dalla maggioranza, era “tecnicamente
perfetta”, dimenticando che la legge attribuisce al
collegio dei revisori il compito di verificare la legittimità
del bilancio. E così come prefigurammo, i revisori
dei conti hanno espresso un parere negativo. Ecco perché
l’Ulivo non ha presentato emendamenti; non si può
emendare una proposta illegittima”. Landolfo ha continuato
soffermandosi sul tanto contestato aumento delle tariffe.
“Il bilancio di previsione ha decretato un aumento di
oltre il cinquanta per cento di tutti i tributi comunali (imposta
sugli immobili, tassa per lo smaltimento dei rifiuti, tariffe
dell’acqua), senza alcuna giustificazione tecnica e
contabile. La cosa peggiore però è che i soldi
illegittimamente sottratti dalle tasche dei cittadini non
porteranno alcun miglioramento in termini qualitativi e quantitativi
ai servizi offerti. E pensare che esistono quattro miliardi
di vecchie lire di tributi che restano ancora da riscuotere,
ma nella relazione revisionale e programmatica non vi è
alcun cenno sulle strategie da adottare per recuperare queste
risorse”. Landolfo ha concluso la sua analisi dichiarando
quali sono i limiti dell’attuale governo cittadino.
“L’amministrazione retta da Americo Porfidia è
nata su alleanze politiche equivoche, senza un programma concreto,
senza idee, ed è dominata da forti interessi personali
che impediscono la realizzazione di obiettivi di interesse
collettivo. Una dimostrazione è la lunga schiera di
consulenti e professionisti a scavalco, chiamati dietro congrua
retribuzione a spese dei contribuenti, che poco frequentano
gli uffici comunali. Come se non bastasse, è un’amministrazione
bugiarda perché ha sbandierato ai quattro venti un
buco finanziario che esiste solo nelle menti del primo cittadino
e dei suoi assessori. Il bilancio del 2002 porterà
nel prossimo conto consuntivo, semmai riusciranno a farlo
in tempo, un avanzo di almeno un miliardo di vecchie lire”.
È quasi inutile aggiungere che, qualora ne ravvisassero
la necessità o l’opportunità, saremmo
lieti di ospitare la replica del sindaco Porfidia o dell’assessore
Mastroianni.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 18 giugno 2003
Gadola:
“Rossi ha delegittimato il consiglio comunale”
RECALE
– “Rispetto le dichiarazioni di Giuseppe Lasco,
esse però rappresentano il pensiero dell’uomo
e non la posizione di Unione democratica, di cui sono capogruppo,
né tanto meno quella del circolo della Margherita,
del quale sono portavoce”. Evidentemente l’equilibrio
mostrato ieri dal consigliere Lasco non è piaciuto
a Ovidio Gadola, che sul caso Gianoglio appare molto più
radicale.
“Durante
la seduta del 12 giugno il presidente Bartolomeo Rossi si
è assunto la grave responsabilità di far ricorso
alle forze di polizia per allontanare dal consiglio il capogruppo
dell’Ulivo Filiberto Gianoglio, impedendogli di partecipare
alla discussione sul bilancio di previsione. Un atto di violenza
che non ha precedenti nella storia amministrativa della nostra
cittadina, un gesto scellerato che la Margherita stigmatizza
senza riserve. Gianoglio è stato zittito proprio quando
era intento a denunciare le inadempienze del sindaco Americo
Porfidia e della sua maggioranza, sia in ambito finanziario,
con la redazione di uno strumento contabile che mortifica
le tasche delle famiglie più deboli di Recale, sia
in ambito urbanistico, con le recenti bocciature dell’area
produttiva e del piano regolatore generale. Quando poi Gianoglio
– prosegue Gadola – ha preteso che il ragioniere
Giovanni Maddaluna non formulasse valutazioni politiche e
giudizi personali contro il consigliere Vincenzo Landolfo,
Rossi, anziché difenderlo, ha pensato bene di cacciarlo
fuori, senza nemmeno preoccuparsi che la decisione fosse ratificata
dal consiglio comunale, così come è previsto
dal regolamento comunale. Il suo comportamento non solo ha
trasformato la seduta di giovedì scorso in una baraonda
ingovernabile, ma ha nei fatti minato la legittimità
del supremo organo cittadino. Quando ero sindaco e presidente
del consiglio mi sono trovato spesso in situazioni difficili,
anche di fronte alla decisione di dover allontanare un consigliere
comunale, ma ho avuto sempre il buon senso di ritornare sui
miei passi. Rossi è apparso profondamente inadeguato
a ricoprire il suo ruolo e ha ulteriormente dimostrato per
giunta di non essere un presidente imparziale, perché
non appena Gianoglio ha abbandonato l’aula, la sua miope
pignoleria è subito scemata. Sia Unione democratica
sia la Margherita esprimono la più ampia solidarietà
ai Socialisti democratici e come i Democratici di sinistra
ritengono che le dimissioni di Rossi siano un atto irrinunciabile”.
Per
la cronaca, lunedì sera la discussione al tavolo del
centrosinistra provinciale sull’allontanamento coatto
di Gianoglio è stata rinviata.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 17 giugno 2003
Lasco:
“Mi auguro che intervenga Schilardi”
RECALE –Anche il gruppo della Margherita–Unione
democratica di Ovidio Gadola si esprime sull’allontanamento
forzato di Filiberto Gianoglio dal consiglio comunale del
12 giugno, e lo fa attraverso Giuseppe Lasco. Il consigliere
non sembra favorevole alle dimissioni di Bartolomeo Rossi
richieste dai Democratici di sinistra, anche se biasima non
poco il comportamento del presidente del consiglio.
“Se
è vero, come è vero – esordisce Lasco
–, che l’assemblea consiliare debba svolgersi
nel rispetto della correttezza e della legalità e che
ai consiglieri comunali tocchi la scrupolosa osservanza delle
regole formali che disciplinano i lavori, è altrettanto
vero che dinanzi ad un argomento come il bilancio di previsione
il presidente del consiglio, pur di garantire la dialettica
democratica, non possa esimersi dall’interpretare in
modo estensivo le prescrizioni di un regolamento o di uno
statuto. Una condotta che diventa moralmente obbligatoria
quando un consigliere è impegnato in una denuncia che
potrebbe fornire elementi uliti per smascherare delle irregolarità.
Bartolomeo Rossi invece, senza neanche preoccuparsi che una
decisione tanto grave fosse vagliata ed eventualmente ratificata
dal consiglio, ha allontanato Gianoglio, chiedendo l’intervento
delle forze dell’ordine. Mi auguro – prosegue
Lasco – che il prefetto Carlo Schilardi intervenga quanto
prima e, se è vero che è stata spiccata una
denuncia ai danni di Gianoglio, spero anche che la procura
verifichi se Rossi si trovasse nella condizione giuridica
di poter fare quello che ha fatto. Personalmente temo, e mi
dispiace dirlo, che il presidente, al “guinzaglio”
del sindaco Americo Porfidia, abbia commesso una stupidaggine.
Il gruppo della Margherita–Unione democratica sta attendendo
che la delibera del 12 giugno venga pubblicata, chiederà
anche una sbobinatura dei nastri, e poi valuterà l’opportunità
di intraprendere un’azione amministrativa. In ogni caso
alla parte politica, sia in ambito cittadino sia in ambiti
superiori, spetta il compito di riflettere su questo episodio…
al di là delle responsabilità dei singoli e
di rendersi conto di quanto sia mortificante – conclude
Lasco – operare in un consiglio comunale che per poter
deliberare debba ricorrere alla polizia”.
È
quasi inutile aggiungere che, qualora lo ritenesse opportuno,
saremmo ben lieti di ospitare la replica di Bartolomeo Rossi.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 16 giugno 2003
Ds:
“Rossi deve dimettersi!”
RECALE – “Nella seduta del consiglio comunale
del 12 giugno il presidente Bartolomeo Rossi si è assunto
la grave responsabilità di far ricorso alle forze di
polizia per allontanare dall’aula il capogruppo dell’Ulivo
Filiberto Gianoglio, impedendogli di partecipare alla discussione
sul bilancio di previsione”.
È
una difesa granitica quella di Vincenzo De Angelis. Anche
secondo il segretario dei Democratici di sinistra, presente
in aula, l’unica colpa di Gianoglio è di aver
preteso che il ragioniere Giovanni Maddaluna non valicasse
nel suo intervento i limiti tecnici di sua pertinenza, contestandogli
la facoltà di esprimere valutazioni di natura politica
riservate ai consiglieri comunali. “Anziché sentirsi
in obbligo di tutelare le prerogative dell’organismo
che era chiamato a presiedere – prosegue De Angelis
–, Rossi ha imposto l’allontanamento del capogruppo
dell’Ulivo, chiedendo l’intervento delle forze
dell’ordine, senza neanche preoccuparsi che una decisione
tanto grave venisse ratificata dal voto del consiglio. Alla
ripresa dei lavori, dopo oltre due ore di sospensione, ignorando
la richiesta dell’opposizione di rinviare una seduta
ormai segnata dalla tensione, il presidente ha di fatto impedito
all’assemblea di svolgere una seria discussione sul
documento contabile. E pensare che il presidente di un consiglio
comunale ha il dovere di tutelare il diritto di tutti i consiglieri
eletti ad esercitare pienamente il mandato elettorale; ha
il dovere di favorire il sereno svolgimento dei lavori nel
rispetto della correttezza e della legalità; ha il
dovere di garantire l’osservanza delle regole formali
che legittimano le deliberazioni. Ebbene, nessuno di questi
compiti è stato rispettato. Il comportamento di Rossi
non solo ha trasformato la seduta in un’ingovernabile
baraonda ma ha minato la stessa legittimità dell’atto
amministrativo, mettendo ai voti il bilancio nonostante l’assenza
forzata ed abusiva di Gianoglio. I Democratici di Sinistra
– conclude De Angelis – ritengono che di fronte
ad una così palese inadeguatezza al mandato conferitogli
e ad un così grave attacco ai diritti dell’intero
consiglio, le dimissioni del presidente del consiglio siano
una necessità irrinunciabile”.
Sul caso Gianoglio è stata convocata per questa sera
a Caserta una riunione straordinaria del centrosinistra, alla
quale parteciperanno i responsabili provinciali della coalizione.
Sono stati interpellati anche i deputati del collegio e non
è escluso che l’episodio diventi oggetto di una
interpellanza parlamentare.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 15 giugno 2003
Gianoglio:
“Sono stato allontanato senza motivo”
RECALE
– Sta valutando l’opportunità di sporgere
una denuncia alla procura della repubblica di Santa Maria
Capua Vetere e di recarsi dal prefetto Carlo Schilardi. Il
capogruppo dell’Ulivo Filiberto Gianoglio, che giovedì
scorso è stato allontanato dal consiglio comunale durante
la discussione sul bilancio di previsione, si sente vittima
di atto arbitrario del presidente Bartolomeo Rossi. Ecco la
sua versione dei fatti: “Dopo aver smascherato il sindaco
Americo Porfidia e la sua maggioranza – esordisce Gianoglio
–, responsabili della bocciatura del piano regolatore
generale e di aver buttato al vento 700 milioni delle vecchie
lire, durante l’adunanza del 12 giugno, mi sono subito
reso conto che si stava perpetuando un ulteriore sperpero
di denaro pubblico e ho sentito il dovere di denunciare le
gravi responsabilità del primo cittadino. Tutta la
compagine maggioritaria era decisa ad approvare un bilancio
di previsione che oltre ad essere infedele (basta leggere
il parere del collegio dei revisori per verificarlo) è
dannoso per la collettività, poiché non contempla
né il recupero degli oneri della legge 10 del 1977
né l’incasso di circa 200 milioni di lire relativo
alle utenze del gas. Mentre chiedevo le ragioni del mancato
recupero di somme su cui si è espressa la corte dei
conti, condannando amministratori del passato, e cercavo di
dimostrare che i 700 milioni di lire di maggiori entrate a
carico dei cittadini per l’anno finanziario in corso
potevano essere recuperati senza ricorrere ad uno scellerato
inasprimento fiscale, sono stato zittito dal presidente Rossi.
A quel punto – prosegue Gianoglio – è stata
concessa la parola al responsabile dell’area contabile
Giovanni Maddaluna. Il ragioniere a scavalco temporaneo, pur
di difendersi dall’accusa di percepire una lauta ricompensa
mensile a fronte di prestazioni inadeguate, anziché
argomentare su questioni tecniche inerenti al documento contabile,
si è abbandonato a valutazioni politiche contro il
consigliere Vincenzo Landolfo, appartenete al mio gruppo.
Mi è sembrato un comportamento inopportuno e ho tentato
di riportare il discorso sul piano amministrativo, ricordando
al consulente che vi erano agli atti del comune delle richieste
di chiarimenti inoltrate dall’Ulivo in merito al bilancio
che egli non si era degnato di soddisfare; gli animi si sono
accesi e il presidente mi ha invitato ad abbandonare l’aula,
sospendendo il consiglio. Sono giunti poi due agenti del commissariato
di Marcianise ed è ripresa la seduta.
Non appena ho risposto all’appello, Rossi mi ha nuovamente
invitato ad allontanarmi dalla sala. Di rimando ho chiesto
le motivazioni, ma egli si è limitato a sospendere
di nuovo il consiglio. Nel corso della sospensione sono stato
avvicinato dagli agenti, i quali mi hanno chiesto di seguirli
al commissariato, dove sono stato trattenuto per più
di un’ora e di fatto – conclude Gianoglio –
non ho potuto partecipare all’ultima parte dei lavori
consiliari”. A causa dell’allontanamento forzato,
contro il capogruppo dell’Ulivo è stata spiccata
una denuncia per “insubordinazione”, in base all’articolo
650 del codice penale.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
A
Roma fino al 4 luglio la rassegna personale
Sparaco e i colori dell’Egitto
Lidia
Luberto - il Mattino 8 giugno
2003
«In principio è l'incontro», ovvero «non
c'è incontro senza produzione energetica»: più
che il titolo è la chiave di accesso «per una
lettura visiva più agevole» della rassegna personale
di Andrea Sparaco, inaugurata, presso l'Ambasciata della Repubblica
Araba d'Egitto a Roma, alla presenza dell'ambasciatore e del
Consigliere culturale dell'ambasciata Abdel Moniem Moawad.
Trenta opere, fra collage e disegni, che definiscono un percorso
non solo artistico, ma anche filosofico, come sempre per Andrea
Sparaco, pittore-intellettuale.
Le sue opere d'arte sono supporti, strumenti attraverso i
quali egli organizza il pensiero. Mentre il fine della produzione
artistica non è tanto la creazione di opere, di oggetti,
ma, piuttosto, di itinerari visivi su cui, appunto, esercitare
il pensiero, renderlo fluido, scorrevole e percettibile allo
stesso autore.
«Produrre oggetti, sculture, quadri, mi aiuta a mettere
ordine nella mente, ad organizzare le idee, a fermare le riflessioni,
ad arrivare alla sintesi», spiega Sparaco. Il titolo
della rassegna evoca una dimensione surreale, metafisica,
che il sottotitolo rende più concreta, reale, terrena.
«Tutto, anche la vita, comincia da un incontro - spiega
Sparaco - Un incontro indispensabile, inevitabile per avere
la consapevolezza di esistere. Siamo navigatori solitari -
dice l'artista - condannati a varcare la soglia, ad uscire
dal limite, ad abbandonare riferimenti e certezze, perchè
abbiamo assoluto bisogno di cercare una improbabile conferma
al nostro esserci. E ci ritroviamo nel dubbio!».
segue
sul Mattino
Il
Giornale di Caserta, 9 giugno 2003
“Questo
bilancio rappezzato impone solo aumenti”
RECALE
– Volantini distribuiti in piazza Matteotti, all’uscita
delle chiese, fuori ai bar e imbucati in gran parte delle
cassette dalla posta. Nella mattinata di ieri l’esile
guarnigione di Vincenzo De Angelis è stata impegnata
nell’ennesima manifestazione pubblica contro l’azione
amministrativa del sindaco Americo Porfidia e della maggioranza
consiliare. Stavolta, bersaglio dei Democratici di sinistra
l’aumento “ingiustificato” delle tariffe
comunali. “Alla vigilia del consiglio sul bilancio di
previsione 2003 (la seduta è stata convocata per giovedì
prossimo, ndr) – ha dichiarato Vincenzo Landolfo –,
stanno emergendo tutti i limiti di una gestione dissennata
delle finanze comunali. Incapace di un’intelligente
programmazione delle risorse, l’esecutivo si è
affidato alle cure di una lunga fila di esperti e di consulenti
esterni, impegnati perlopiù ad inventare fantasiosi
dissesti. Il risultato è un documento di previsione
che è stato più volte rappezzato nel tentativo,
inutile, di correggere errori grossolani, un vero guaio contabile
che ha imposto aumenti ingiustificati delle tariffe”.
Landolfo ha riportato qualche esempio: “La tassa per
il consumo idrico ha subito un aumento medio del 50%. Oltre
ad essere ingiustificato, questo incremento è illegittimo
perché contrasta con la delibera Cipe che fissa i criteri
per l’incremento delle tariffe. Uguale destino è
toccato alla tassa per i rifiuti solidi urbani: la normativa
vigente prevede che entro il 2008 la tariffa deve coprire
il 100% dei costi dello smaltimento rifiuti; la giunta ha
deciso che la copertura si può raggiungere prima e
l’ha portata all’80% già nel 2003. Un aumento
ancora più massiccio si registra per l’imposta
comunale sugli immobili, che per la prima casa è stata
aumentata del 53,3% e per le seconde, “solo” del
19,7%”. In cambio di circa 650 milioni di vecchie lire
in più che l’amministrazione chiede, secondo
Landolfo i contribuenti non riceveranno nulla in cambio. “Il
bilancio redatto dall’assessore Andrea Mastroianni non
prevede la realizzazione di nessun progetto, di nessun miglioramento,
di nessuna opera per la collettività. Non c’è
“buco” che tenga: questi aumenti sono inaccettabili!
Il bilancio 2002, accusato di portare il comune al “dissesto
finanziario”, porterà invece a consuntivo oltre
un miliardo di avanzo nelle casse comunali: gli aumenti progettati
sono solo frutto dell’incapacità gestionale e
dell’insana volontà di favorire pochi privilegiati
a danno di tutti”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
l'Unità,
05.06.2003
Don
Giorgio e don Francesco in catene davanti alla Questura: «Basta
caccia all'immigrato»
di Raffaele Sardo
CASERTA. Un ombrellone, un tavolino, una catena lunga almeno
tre metri e alcuni cartelli contro la Bossi-Fini.
E' l'armamentario che due padri comboniani, Giorgio Poletti
(62 anni, nato a Ferrara) e Francesco Nascimbene (50 anni,
di Varese) hanno portato da Castel Volturno fino a Caserta,
in Piazza Vanvitelli, davanti al palazzo dove hanno sede la
Prefettura e la Questura. E da mercoledì mattina vivono
in tre metri per tre, sul marciapiedi della Questura, incatenati
ad una finestra del palazzo.
Protestano
così clamorosamente per richiamare l'attenzione delle
autorità e dell'opinione pubblica contro l'operazione
"Alto impatto" in cui sono impegnati in questi giorni
le forze dell'ordine. "Praticamente sono retate poliziesche
indiscriminate ai danni degli immigrati sul litorale Domizio
e in particolare nel comune di Castelvolturno", spiega
padre Giorgio, che è anche parroco di Santa Maria dell'Aiuto
a Castelvolturno e da sette anni è impegnato con altri
tre confratelli e tre suore nigeriane nella pastorale a favore
di immigrati africani, polacchi e ucraini.
I
due padri comboniani puntano il dito contro il sindaco di
Castel Voturno, Antonio Scalzone (FI), a capo di una giunta
di centro destra (il comune fu sciolto per condizionamenti
di camorra) perché sta spingendo molto per l'attuazione
di misure repressive nei confronti degli immigrati, soprattutto
africani segue
su l'Unità
Sul
nostro sito, altre notizie sulla protesta
Il
Giornale di Caserta, 6 giugno 2003
“Maddaluna,
funzionario fantasma”
RECALE
– Sono sempre più difficili i rapporti tra il
consigliere di opposizione Giuseppe Lasco e il responsabile
dell’area contabile del comune di Recale Giovanni Maddaluna.
“Il ragioniere – lamenta Lasco – o è
assente o è in procinto di andarsene oppure, nelle
rare occasioni in cui è presente, si rifiuta di interloquire
con gli amministratori della minoranza. Sia il gruppo consiliare
di Unione democratica sia quello dell’Ulivo stanno incontrando
serie difficoltà nel reperire informazioni in merito
al bilancio di previsione 2003. La data del consiglio si avvicina
(la seduta è stata convocata per il 12 giugno, ndr),
ma le nostre richieste di documenti non sono state ancora
soddisfatte. Ciò che è più grave, però,
è che si stanno accumulando prove evidenti che l’intera
area contabile, organo vitale della macchina amministrativa,
sia mal gestita. Lo dimostrano le recenti disattenzioni in
materia tributaria e le gravi anomalie riscontrate nello schema
di bilancio approvato il 17 aprile, che hanno costretto l’esecutivo
ad apportare delle modifiche e delle integrazioni”.
Secondo Lasco si sarebbe maturata un’impossibilità
oggettiva del ragioniere a garantire il buon funzionamento
degli uffici. Ecco perché: “Il 20 febbraio a
Maddaluna fu conferito l’incarico a scavalco di responsabile
dell’area contabile. Al ragioniere fu richiesto di offrire
“prestazioni intellettuali” dodici ore a settimana
per sei mesi. La giunta era convinta che avrebbe potuto scandire
in base alle esigenze del comune di Recale l’attività
del professionista, a fronte della quale stabilì un
trattamento mensile lordo di circa 700 euro, oltre alle spese
di viaggio. In realtà il 3 marzo il comune di Capua,
ove egli è dipendente di ruolo, pur autorizzando il
funzionario ad accettare l’incarico, specificò
che le sue prestazioni potevano essere offerte solo al di
fuori dell’orario di servizio. Poiché tale orario
coincide con quello del nostro ente, è naturale che
egli sia impossibilitato a svolgere le sue mansioni. Pare
addirittura che Maddaluna obblighi i nostri impiegati a raggiungere
Capua per ottenere delle firme su atti del comune di Recale…
si sta insomma rasentando l’assurdo! Dinanzi a tutto
questo non capiamo – conclude Lasco – per quale
motivo il sindaco Americo Porfidia si ostini a non considerare
il nostro invito a revocargli l’incarico”. Naturalmente
saremmo ben lieti di ospitare la replica del primo cittadino.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
il
Giornale di Caserta, 3 giugno 2003
I
Porfidia pronti a lasciare l’Udc
RECALE
– Si consumano notti travagliate in casa Porfidia. A
turbare il sonno di Americo, sindaco di Recale, e di Mimmo,
consigliere regionale, è il primo congresso dell’Udc
in provincia di Caserta, previsto per il 7 e l’8 giungo
nei locali dell’ex Ciapi, a San Nicola la Strada. I
due fratelli sanno che affrontare l’assemblea costituente
del partito con una platea composta per la gran parte (il
46%) da delegati espressione di Democrazia europea significa
incassare una sconfitta che potrebbe pregiudicare le loro
ambizioni: una candidatura al senato per Americo, sfumata
alle politiche del 2001, e la riproposizione di Mimmo al parlamento
regionale. Tra l’altro, l’asse formatosi tra Domenico
Zinzi e Luigi Compagna preclude allo stato dell’arte
l’unica via di salvezza per la corrente “americiana”:
un apparentamento strategico tra il Cdu e il Ccd.
Lo
scenario è talmente ostile che i Porfidia, non solo
starebbero pensando di disertare il congresso, ma addirittura
sarebbero pronti ad abbandonare l’Udc. Sulla meta della
migrazione, in piazza Matteotti le indiscrezioni si sprecano.
Alcuni, in virtù del rapporto esistente con Riccardo
Ventre (amicizia che ha favorito l’elezione di Americo
a presidente dell’assemblea dei sindaci del consorzio
idrico e ha determinato la bocciatura in provincia del piano
regolatore della città) sostengono che i due fratelli
potrebbero trovare asilo in Forza Italia. Una scelta, però,
che obbligherebbe i Porfidia a confrontarsi con esponenti
dalle notevoli capacità elettorali. Altri, invece,
consapevoli di tali difficoltà, sono convinti che Americo
e Mimmo siano in procinto di traslocare nell’Udeur.
Si parla con insistenza di trattative che i due starebbero
conducendo, ormai da giorni, direttamente con Clemente Mastella.
A sostegno di quest’ultima ipotesi, la struttura del
partito: una formazione a carattere territoriale che ha interesse
ad acquisire in Terra di Lavoro nuovi consensi, all’interno
della quale i Porfidia potrebbero esprimere le loro potenzialità.
Certo, se avverrà il passaggio, non sarà facile
stabilire poi le regole di convivenza con il segretario provinciale
Mario Gatto e con il deputato Lorenzo Montecuollo, ma Mastella,
almeno dalle sue parti, ha dimostrato di essere abile a sommare
le mele con le pere. Quanto all’eventuale imbarazzo
di transitare da un partito di centrodestra ad uno di centrosinistra,
basta dichiarare guerra ai personalismi, pronunciare le solite
sciocchezze sul centro, ribadire la fedeltà ai principi
del cattolicesimo moderato… magari citando Moro o De
Gasperi, e il problema è risolto.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
E
l’Udc paga il congresso mancato
Uno
dei partiti che ha sicuramente vinto le recenti elezioni amministrative
a livello nazionale è il nuovo soggetto politico dell’Udc.
Con una battuta il segretario nazionale Marco Follini ha sottolineato
che «l’Udc si conferma come un partito bordeline.
L’appuntamento di domenica e lunedì è
servito anche a vincere la scommessa di diventare un partito
nazionale, determinante per il successo della Casa delle Libertà
dalle Alpi alla Sicilia».
Insomma,
il neonato Udc è avanzato dovunque con una sola eccezione:
la provincia di Caserta. Eppure, proprio quì aveva
fatto un esordio da primato: alle ultime elezioni amministrative
del 2002, si laureò, sorpassando clamorosamente Fi,
primo partito a Caserta. Da lì altri sogni di gloria.
Ma poi le feroci diatribe interne che portarono anche dalla
diaspora dal partito del deputato Lorenzo Montecuollo, ex
segretario provinciale del Ccd ed amico della prima ora del
presidente Pierferdinando Casini, e l’attuale nefasta
«vacatio» dovuta al fatto che l’Udc, non
avendo ancora celebrato il suo primo congresso provinciale
(lo dovrebbe fare il prossimo 7 giugno), non ha ancora una
sua dirigenza provinciale. Anche nella recente consultazione
amministrativa l’Udc è stata presente solo sporadicamente.
Per cui i risultati non sono stati esaltanti. Basti pensare
al flop dell’assessore provinciale Vincenzo Della Corte
come sindaco-candidato a Villa Literno.
Giovanni De Stasio segue
sul MATTINO
IL
MATTINO
Alla convention del
7 giugno addio alle tre componenti
Una
delle cause del mancato successo dell’Udc è rappresentato
dal fatto che il partito di Terra di Lavoro è quasi
l’unico in Italia a non aver celebrato il suo primo
fondante congresso provinciale. Ora, però, il segretario
nazionale del partito Marco Follini, il dirigente nazionale
enti locali Stefano Graziano (casertano) ed il commissario
provinciale di Caserta il senatore Antonio Iervolino, sono
assolutamente irremovibili nel far rispettare le date del
congresso, già sancite giorni fa nel corso di una riunione
a Roma presso la direzione nazionale. Continuare a non avere
una guida politica, specialmente per il soggetto casertano
che vive ancora attraverso le attività delle sue singole
componeneti fondanti (Ccd, Cdu e De), significa continuare
indirettamente ad incentivare i mercenari e a non far decollare
il nuovo partito di centro.
Per cui non sono più ammesse scuse o vari pretesti
di parte, il nuovo partito deve partire con la legittimazione
della sua nomenklatura. E per far decollare anche il progetto
democratico, la direzione nazionale, che ha avocato a sè
tutta l’organizzazione del congresso, ha spedito gli
inviti ai circa 15 mila iscritti della provincia di Caserta.
Il vero congresso si celebrerà sabato 7 al Ciapi dove
si darà luogo al dibattito con l’intervento finale
del segretario nazionale Follini, mentre domenica 8 si voterà,
così come concordato, nei vari capoluoghi dei 36 collegi
provinciali
dal
MATTINO, 29 maggio 2003
Amedeo
Modigliani, Jeanne Hébuterne, e gli artisti di Montmartre
e Montparnasse
Belvedere
di San Leucio, Caserta, 9 maggio – 25 giugno 2003
Sarà
un’occasione unica per ammirare lavori di Modigliani
sparsi per il mondo, ma anche un vasto campionario degli artisti
che fecero grande Parigi nei primi decenni del Novecento e
resero mitici quartieri come Montmartre e Montparnasse. Le
opere del celebre livornese e di Jeanne Hébuterne,
che di Modigliani fu compagna e ispiratrice, e soprattutto
della sua cerchia, che condivisero con i due quel periodo
d’oro, sono in arrivo a Caserta per una mostra - curata
da Christian Parisot, responsabile degli «Archivi Modigliani»
di Parigi e massimo esperto mondiale in materia - in programma
dal 9 maggio al Belvedere di San Leucio.
segue
su CASERTA MUSICA & ARTE
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