VALANGA DEL CENTROSINISTRA:
  VINCE DAL FRIULI ALLA SICILIA
RASSEGNA STAMPA giugno 2003

FUORI TEMA – Laboratorio di pensiero, 27 giugno 2003
Consiglio: polemico, quanto inutile, abbandono della minoranza

RECALE – È durato appena trenta minuti il consiglio comunale di ieri sera. L’opposizione, che si è limitata a leggere una comunicazione di denuncia, ha consentito, nei fatti, alla maggioranza del sindaco Americo Porfidia di approvare all’unanimità i quattro punti all’ordine del giorno, tra i quali figuravano il riconoscimento di un debito fuori bilancio e la ratifica dello schema di statuto del consorzio intercomunale per i servizi sociosanitari. “I consiglieri di minoranza Ovidio Gadola, Filiberto Gianoglio, Vincenzo Landolfo, Giuseppe Lasco – ha dichiarato prima che iniziassero i lavori lo stesso Lasco, cui è spettato il compito di leggere il documento – esprimono il loro allarme per gli attacchi condotti ai principi di legalità e di tutela dei diritti del consiglio comunale di Recale: l’autonomia ed il ruolo del massimo organismo rappresentativo cittadino sono stati menomati e compromessi dalle scelte del presidente Bartolomeo Rossi che, lungi dal rivestire il suo ruolo istituzionale di garante imparziale dei diritti di tutti i consiglieri e del rispetto del regolamento che disciplina i lavori del Consiglio, si è fatto attore di gravi e continue violazioni delle norme regolamentari, ostacolando il libero svolgimento del dibattito consiliare, impedendo l’attività dell’opposizione e compromettendo la stessa legittimità delle deliberazioni del consiglio”. Lasco si è poi soffermato sulle ultime sedute consiliari e ha evidenziato le presunte irregolarità commesse dalla maggioranza. Particolare enfasi è stata riservata al consiglio del 12 giugno. “Nel momento in cui consiglieri dell’opposizione si accingevano a chiedere le ragioni del mancato recupero di somme oggetto di condanna da parte della corte dei conti in danno di precedenti amministratori comunali, e mentre gli stessi consiglieri di opposizione procedevano a dimostrare che l’importo di circa 700 milioni di lire di maggiori imposizioni a carico dei cittadini poteva essere notevolmente ridotto, Rossi ha deliberatamente messo in atto un comportamento volto ad impedire che quelle denunce venissero espresse. In violazione di quanto stabilito dal regolamento consiliare, il presidente ha consentito che il responsabile dell’area contabile Giovanni Maddaluna nel suo intervento valicasse l’ambito tecnico di sua competenza e si lasciasse andare a valutazioni politiche di stretta pertinenza dei consiglieri eletti, facendo anche riferimenti polemici nei confronti di consiglieri comunali che fra l’altro non avevano diritto di replica. Infine, con un atto del tutto abusivo, Rossi ha disposto l’intervento della forza pubblica per imporre l’allontanamento del consigliere Filiberto Gianoglio, scavalcando le competenze del civico consesso”. Dubitiamo che una compagine minoritaria che ordisca simili iniziative possa, un giorno, diventare una forza di governo.

Claudio Lombardi, FUORI TEMA – Laboratorio di pensiero

il comunicato dell'opposizione


Il Giornale di Caserta, 26 giugno 2003
“L’amministrazione tartassa i poveri”

RECALE – Il consigliere Giuseppe Lasco (Margherita) teme che la piega assunta nell’ultimo consiglio comunale sia stata una strategia ordita dalla maggioranza per evitare che si dibattesse sul bilancio di previsione, e ritorna sull’argomento, evidenziando i limiti del documento contabile approvato tra le polemiche, alle due del mattino, il 13 giugno. “I miei colleghi dell’opposizione – esordisce Lasco – hanno più volte denunciato l’aumento ingiustificato delle tariffe comunali, ma non hanno precisato che questi aumenti, e mi riferisco a quelli relativi alle tasse per lo smaltimento dei rifiuti e per il consumo idrico, graveranno sul bilancio familiare dei cittadini dal prossimo anno. Quindi chi oggi riesce appena a far quadrare i conti, nel 2004 si troverà ad affrontare serie difficoltà. Un piccolo assaggio della valanga di aumenti ci è dato dall’imposta sugli immobili, che è in sostanza raddoppiata. I proprietari di un appartamento con una rendita catastale di 700 mila lire, ovvero la maggioranza dei recalesi, che con l’aliquota del 4 per mille l’anno scorso hanno pagato al netto della detrazione 80 mila lire, oggi ne pagano 150. Il bello è che più la rendita scende, più aumenta l’imposta; il comune è diventato, grazie al sindaco Americo Porfidia, una sorta di Robin Hood al rovescio: tartassa i poveri ed agevola i ricchi. Durante l’ultimo consiglio comunale – prosegue Lasco – ho cercato di dimostrare che per coprire almeno in parte il fabbisogno di circa 700 milioni emerso dal bilancio di previsione non occorreva aumentare i tributi, bastava solo recuperare i crediti. I primi 200 milioni li deve elargire l’Eroga Sud, che in base ad una convenzione è obbligata, oltre che a contribuire alla costruzione di un’opera pubblica per 500 milioni, a versare nelle casse comunali il 23% del suo ricavato annuo. Il nostro ente vanta altri crediti poi dai quei cittadini che in passato non hanno pagato gli oneri di urbanizzazioni, la famosa legge Bucalossi, e Porfidia sa a chi mi riferisco! Altre risorse vanno recuperate invece nel settore delle imposte e dei servizi. Come mai in un anno di amministrazione il primo cittadino non si è preoccupato di bussare alla porta dei suoi debitori? Forse era troppo impegnato a far bocciare la variante per l’area produttiva e il piano regolatore generale? Eppure i collaboratori non mancano. Non mi riferisco certo all’assessore delegato Andrea Mastroianni, ma ai consulenti e ai professionisti a scavalco chiamati dietro lauta retribuzione a spese dei contribuenti. Evidentemente – conclude Lasco – è più facile prendersela con i cittadini, la maggior parte dei quali non sguazza nel benessere, che assumersi delle responsabilità”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 24 giugno 2003
Consiglieri in cerca di visibilità

RECALE – Lievi scosse telluriche stanno interessando la “città nuova” di Americo Porfidia. A solleticarne le fondamenta è soprattutto il consigliere Antimo Mastroianni. Eletto nella lista di Unione democratica con Ovidio Gadola e Giuseppe Lasco, Mastroianni a gennaio decise di trasmigrare nella maggioranza. Pare che il sindaco, a suo tempo, pur di agevolarne il passaggio, promise al transfuga l’inverosimile: da un posto nell’esecutivo fino alla candidatura alle elezioni provinciali del 2005. Non sappiano quanto ci sia di vero in queste voci, ma il tempo passa e Mastroianni, che è l’unico della compagine maggioritaria a non avere un incarico, comincia a mostrare segni di insofferenza. Si dice addirittura che abbia rotto i rapporti con Domenico Zinzi e stia valutando l’opportunità politica di rimanere nell’Udc o di trovare un’altra collocazione. Stanco di alzare a comando l’indice destro, nel frattempo Mastroianni invoca visibilità amministrativa e chiede la delega alle problematiche cimiteriali, attualmente nelle mani del consigliere Antimo Magnotta. Non è un mistero, del resto, che Magnotta mal digerisca quest’incarico e anch’egli punti ad un settore che valorizzi le sue attitudini personali e professionali. Al primo cittadino, dunque, spetterà nei prossimi giorni porre ordine nella sua squadra per evitare che queste scosse di assestamento provochino fratture insanabili. Potrebbe cominciare col nominare un capogruppo, magari scegliendo una persona equilibrata e aggregante come il consigliere Antonio Piccirillo, che potrebbe aiutarlo nel consolidamento strutturale della maggioranza.

Poiché Porfidia ci ha confessato di non leggere il nostro giornale e soprattutto gli articoli dello scrivente (forse ama un giornalismo più mansueto), affinché il nostro suggerimento giunga a destinazione, qualche lettore di buona volontà dovrebbe fargli avere una fotocopia del testo con la firma abrasa. Così la lettura gli risulterà meno orticante.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


il Mattino, 23 giugno 2003
Immigrati, arriva la commissione per l’asilo

Ieri il corteo con padre Franco dei comboniani, De Franciscis, Sodano e Russo Spena

Un risultato piccolo, ma concreto, e strappato proprio alla fine della manifestazione. Il 2 luglio arriverà a Caserta la commissione nazionale incaricata di esaminare le domande di asilo, che in provincia sono circa 330. Liberiani, ghanesi, ivoriani e altri africani del nord che hanno in tasca solo la ricevuta dell’istanza e che sul litorale domiziano sono gli ultimi degli ultimi: senza un soldo, senza lavoro, senza casa. La commissione, richiesta inutilmente da mesi, si metterà al lavoro il giorno seguente all’insediamento con il sistema delle «interviste» per vagliare le singole posizioni

Il presidio a piazza Vanvitelli si ripeterà anche venerdì prossimo, giornata scelta dai comboniani per invitare fedeli e cittadini alla testimonianza a favore degli stranieri davanti alle prefetture di tutt’Italia.
A. Pastore - segue sul Mattino


23 giugno 2003
Retorica fascista

Quando il centrosinistra era al governo in Italia, le drammatiche immagini di navi sovraccariche di profughi, di campi di accoglienza e di persone povere e disperate sono state usate da Umberto Bossi per attaccare una politica sull'immigrazione considerata "troppo permissiva". Adesso le stesse drammatiche immagini tornano d’attualità e diventano per la Lega nord di Bossi un serio problema politico.

”Offen faschistische Rhetorik” - Die Tageszeitung, Germania [in tedesco]


28 giugno 2003: GAY DAY
Una giornata allegra

Il 28 giugno, da decenni Giornata mondiale dell'orgoglio omosessuale,il Circolo di Iniziativa e Cultura Omosessuale Coming Out di Caserta sarà in piazza Vanvitelli per ricordare che gli omosessuali ancora oggi non hanno il diritto di amare, di volersi bene, di essere felici, di mostrarsi per quello che sono, di progettare il proprio futuro assieme alla persona che amano, per ricordare che, ancora oggi, in molti Paesi gli omosessuali vengono perseguitati, picchiati, minacciati e offesi.

leggi il comunicato


Il Giornale di Caserta, 19 giugno 2003
Landolfo: “Il bilancio? Un inutile salasso”

RECALE – Il caso Gianoglio, che in questi ultimi giorni è al centro del dibattito politico, rischia di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai lavori consiliari. Il 12 giugno il parlamento cittadino, nonostante la lite tra il capogruppo dell’Ulivo e il presidente Bartolomeo Rossi, è riuscito ad approvato il bilancio di previsione per l’anno in corso. Un documento contabile, sul quale ci ha chiesto di intervenire il consigliere di opposizione Vincenzo Landolfo. “L’assassino delle finanze… pardon… l’assessore alle finanze Andrea Mastroianni, attraverso la stampa, ha affermato che la sua proposta finanziaria, poi irresponsabilmente approvata dalla maggioranza, era “tecnicamente perfetta”, dimenticando che la legge attribuisce al collegio dei revisori il compito di verificare la legittimità del bilancio. E così come prefigurammo, i revisori dei conti hanno espresso un parere negativo. Ecco perché l’Ulivo non ha presentato emendamenti; non si può emendare una proposta illegittima”. Landolfo ha continuato soffermandosi sul tanto contestato aumento delle tariffe. “Il bilancio di previsione ha decretato un aumento di oltre il cinquanta per cento di tutti i tributi comunali (imposta sugli immobili, tassa per lo smaltimento dei rifiuti, tariffe dell’acqua), senza alcuna giustificazione tecnica e contabile. La cosa peggiore però è che i soldi illegittimamente sottratti dalle tasche dei cittadini non porteranno alcun miglioramento in termini qualitativi e quantitativi ai servizi offerti. E pensare che esistono quattro miliardi di vecchie lire di tributi che restano ancora da riscuotere, ma nella relazione revisionale e programmatica non vi è alcun cenno sulle strategie da adottare per recuperare queste risorse”. Landolfo ha concluso la sua analisi dichiarando quali sono i limiti dell’attuale governo cittadino. “L’amministrazione retta da Americo Porfidia è nata su alleanze politiche equivoche, senza un programma concreto, senza idee, ed è dominata da forti interessi personali che impediscono la realizzazione di obiettivi di interesse collettivo. Una dimostrazione è la lunga schiera di consulenti e professionisti a scavalco, chiamati dietro congrua retribuzione a spese dei contribuenti, che poco frequentano gli uffici comunali. Come se non bastasse, è un’amministrazione bugiarda perché ha sbandierato ai quattro venti un buco finanziario che esiste solo nelle menti del primo cittadino e dei suoi assessori. Il bilancio del 2002 porterà nel prossimo conto consuntivo, semmai riusciranno a farlo in tempo, un avanzo di almeno un miliardo di vecchie lire”. È quasi inutile aggiungere che, qualora ne ravvisassero la necessità o l’opportunità, saremmo lieti di ospitare la replica del sindaco Porfidia o dell’assessore Mastroianni.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 18 giugno 2003
Gadola: “Rossi ha delegittimato il consiglio comunale”

RECALE – “Rispetto le dichiarazioni di Giuseppe Lasco, esse però rappresentano il pensiero dell’uomo e non la posizione di Unione democratica, di cui sono capogruppo, né tanto meno quella del circolo della Margherita, del quale sono portavoce”. Evidentemente l’equilibrio mostrato ieri dal consigliere Lasco non è piaciuto a Ovidio Gadola, che sul caso Gianoglio appare molto più radicale.

“Durante la seduta del 12 giugno il presidente Bartolomeo Rossi si è assunto la grave responsabilità di far ricorso alle forze di polizia per allontanare dal consiglio il capogruppo dell’Ulivo Filiberto Gianoglio, impedendogli di partecipare alla discussione sul bilancio di previsione. Un atto di violenza che non ha precedenti nella storia amministrativa della nostra cittadina, un gesto scellerato che la Margherita stigmatizza senza riserve. Gianoglio è stato zittito proprio quando era intento a denunciare le inadempienze del sindaco Americo Porfidia e della sua maggioranza, sia in ambito finanziario, con la redazione di uno strumento contabile che mortifica le tasche delle famiglie più deboli di Recale, sia in ambito urbanistico, con le recenti bocciature dell’area produttiva e del piano regolatore generale. Quando poi Gianoglio – prosegue Gadola – ha preteso che il ragioniere Giovanni Maddaluna non formulasse valutazioni politiche e giudizi personali contro il consigliere Vincenzo Landolfo, Rossi, anziché difenderlo, ha pensato bene di cacciarlo fuori, senza nemmeno preoccuparsi che la decisione fosse ratificata dal consiglio comunale, così come è previsto dal regolamento comunale. Il suo comportamento non solo ha trasformato la seduta di giovedì scorso in una baraonda ingovernabile, ma ha nei fatti minato la legittimità del supremo organo cittadino. Quando ero sindaco e presidente del consiglio mi sono trovato spesso in situazioni difficili, anche di fronte alla decisione di dover allontanare un consigliere comunale, ma ho avuto sempre il buon senso di ritornare sui miei passi. Rossi è apparso profondamente inadeguato a ricoprire il suo ruolo e ha ulteriormente dimostrato per giunta di non essere un presidente imparziale, perché non appena Gianoglio ha abbandonato l’aula, la sua miope pignoleria è subito scemata. Sia Unione democratica sia la Margherita esprimono la più ampia solidarietà ai Socialisti democratici e come i Democratici di sinistra ritengono che le dimissioni di Rossi siano un atto irrinunciabile”.

Per la cronaca, lunedì sera la discussione al tavolo del centrosinistra provinciale sull’allontanamento coatto di Gianoglio è stata rinviata.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 17 giugno 2003
Lasco: “Mi auguro che intervenga Schilardi”

RECALE –Anche il gruppo della Margherita–Unione democratica di Ovidio Gadola si esprime sull’allontanamento forzato di Filiberto Gianoglio dal consiglio comunale del 12 giugno, e lo fa attraverso Giuseppe Lasco. Il consigliere non sembra favorevole alle dimissioni di Bartolomeo Rossi richieste dai Democratici di sinistra, anche se biasima non poco il comportamento del presidente del consiglio.

“Se è vero, come è vero – esordisce Lasco –, che l’assemblea consiliare debba svolgersi nel rispetto della correttezza e della legalità e che ai consiglieri comunali tocchi la scrupolosa osservanza delle regole formali che disciplinano i lavori, è altrettanto vero che dinanzi ad un argomento come il bilancio di previsione il presidente del consiglio, pur di garantire la dialettica democratica, non possa esimersi dall’interpretare in modo estensivo le prescrizioni di un regolamento o di uno statuto. Una condotta che diventa moralmente obbligatoria quando un consigliere è impegnato in una denuncia che potrebbe fornire elementi uliti per smascherare delle irregolarità. Bartolomeo Rossi invece, senza neanche preoccuparsi che una decisione tanto grave fosse vagliata ed eventualmente ratificata dal consiglio, ha allontanato Gianoglio, chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine. Mi auguro – prosegue Lasco – che il prefetto Carlo Schilardi intervenga quanto prima e, se è vero che è stata spiccata una denuncia ai danni di Gianoglio, spero anche che la procura verifichi se Rossi si trovasse nella condizione giuridica di poter fare quello che ha fatto. Personalmente temo, e mi dispiace dirlo, che il presidente, al “guinzaglio” del sindaco Americo Porfidia, abbia commesso una stupidaggine. Il gruppo della Margherita–Unione democratica sta attendendo che la delibera del 12 giugno venga pubblicata, chiederà anche una sbobinatura dei nastri, e poi valuterà l’opportunità di intraprendere un’azione amministrativa. In ogni caso alla parte politica, sia in ambito cittadino sia in ambiti superiori, spetta il compito di riflettere su questo episodio… al di là delle responsabilità dei singoli e di rendersi conto di quanto sia mortificante – conclude Lasco – operare in un consiglio comunale che per poter deliberare debba ricorrere alla polizia”.

È quasi inutile aggiungere che, qualora lo ritenesse opportuno, saremmo ben lieti di ospitare la replica di Bartolomeo Rossi.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 16 giugno 2003
Ds: “Rossi deve dimettersi!”

RECALE – “Nella seduta del consiglio comunale del 12 giugno il presidente Bartolomeo Rossi si è assunto la grave responsabilità di far ricorso alle forze di polizia per allontanare dall’aula il capogruppo dell’Ulivo Filiberto Gianoglio, impedendogli di partecipare alla discussione sul bilancio di previsione”.

È una difesa granitica quella di Vincenzo De Angelis. Anche secondo il segretario dei Democratici di sinistra, presente in aula, l’unica colpa di Gianoglio è di aver preteso che il ragioniere Giovanni Maddaluna non valicasse nel suo intervento i limiti tecnici di sua pertinenza, contestandogli la facoltà di esprimere valutazioni di natura politica riservate ai consiglieri comunali. “Anziché sentirsi in obbligo di tutelare le prerogative dell’organismo che era chiamato a presiedere – prosegue De Angelis –, Rossi ha imposto l’allontanamento del capogruppo dell’Ulivo, chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine, senza neanche preoccuparsi che una decisione tanto grave venisse ratificata dal voto del consiglio. Alla ripresa dei lavori, dopo oltre due ore di sospensione, ignorando la richiesta dell’opposizione di rinviare una seduta ormai segnata dalla tensione, il presidente ha di fatto impedito all’assemblea di svolgere una seria discussione sul documento contabile. E pensare che il presidente di un consiglio comunale ha il dovere di tutelare il diritto di tutti i consiglieri eletti ad esercitare pienamente il mandato elettorale; ha il dovere di favorire il sereno svolgimento dei lavori nel rispetto della correttezza e della legalità; ha il dovere di garantire l’osservanza delle regole formali che legittimano le deliberazioni. Ebbene, nessuno di questi compiti è stato rispettato. Il comportamento di Rossi non solo ha trasformato la seduta in un’ingovernabile baraonda ma ha minato la stessa legittimità dell’atto amministrativo, mettendo ai voti il bilancio nonostante l’assenza forzata ed abusiva di Gianoglio. I Democratici di Sinistra – conclude De Angelis – ritengono che di fronte ad una così palese inadeguatezza al mandato conferitogli e ad un così grave attacco ai diritti dell’intero consiglio, le dimissioni del presidente del consiglio siano una necessità irrinunciabile”.

Sul caso Gianoglio è stata convocata per questa sera a Caserta una riunione straordinaria del centrosinistra, alla quale parteciperanno i responsabili provinciali della coalizione. Sono stati interpellati anche i deputati del collegio e non è escluso che l’episodio diventi oggetto di una interpellanza parlamentare.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 15 giugno 2003
Gianoglio: “Sono stato allontanato senza motivo”

RECALE – Sta valutando l’opportunità di sporgere una denuncia alla procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere e di recarsi dal prefetto Carlo Schilardi. Il capogruppo dell’Ulivo Filiberto Gianoglio, che giovedì scorso è stato allontanato dal consiglio comunale durante la discussione sul bilancio di previsione, si sente vittima di atto arbitrario del presidente Bartolomeo Rossi. Ecco la sua versione dei fatti: “Dopo aver smascherato il sindaco Americo Porfidia e la sua maggioranza – esordisce Gianoglio –, responsabili della bocciatura del piano regolatore generale e di aver buttato al vento 700 milioni delle vecchie lire, durante l’adunanza del 12 giugno, mi sono subito reso conto che si stava perpetuando un ulteriore sperpero di denaro pubblico e ho sentito il dovere di denunciare le gravi responsabilità del primo cittadino. Tutta la compagine maggioritaria era decisa ad approvare un bilancio di previsione che oltre ad essere infedele (basta leggere il parere del collegio dei revisori per verificarlo) è dannoso per la collettività, poiché non contempla né il recupero degli oneri della legge 10 del 1977 né l’incasso di circa 200 milioni di lire relativo alle utenze del gas. Mentre chiedevo le ragioni del mancato recupero di somme su cui si è espressa la corte dei conti, condannando amministratori del passato, e cercavo di dimostrare che i 700 milioni di lire di maggiori entrate a carico dei cittadini per l’anno finanziario in corso potevano essere recuperati senza ricorrere ad uno scellerato inasprimento fiscale, sono stato zittito dal presidente Rossi. A quel punto – prosegue Gianoglio – è stata concessa la parola al responsabile dell’area contabile Giovanni Maddaluna. Il ragioniere a scavalco temporaneo, pur di difendersi dall’accusa di percepire una lauta ricompensa mensile a fronte di prestazioni inadeguate, anziché argomentare su questioni tecniche inerenti al documento contabile, si è abbandonato a valutazioni politiche contro il consigliere Vincenzo Landolfo, appartenete al mio gruppo. Mi è sembrato un comportamento inopportuno e ho tentato di riportare il discorso sul piano amministrativo, ricordando al consulente che vi erano agli atti del comune delle richieste di chiarimenti inoltrate dall’Ulivo in merito al bilancio che egli non si era degnato di soddisfare; gli animi si sono accesi e il presidente mi ha invitato ad abbandonare l’aula, sospendendo il consiglio. Sono giunti poi due agenti del commissariato di Marcianise ed è ripresa la seduta.
Non appena ho risposto all’appello, Rossi mi ha nuovamente invitato ad allontanarmi dalla sala. Di rimando ho chiesto le motivazioni, ma egli si è limitato a sospendere di nuovo il consiglio. Nel corso della sospensione sono stato avvicinato dagli agenti, i quali mi hanno chiesto di seguirli al commissariato, dove sono stato trattenuto per più di un’ora e di fatto – conclude Gianoglio – non ho potuto partecipare all’ultima parte dei lavori consiliari”. A causa dell’allontanamento forzato, contro il capogruppo dell’Ulivo è stata spiccata una denuncia per “insubordinazione”, in base all’articolo 650 del codice penale.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


A Roma fino al 4 luglio la rassegna personale
Sparaco e i colori dell’Egitto
Lidia Luberto - il Mattino 8 giugno 2003

«In principio è l'incontro», ovvero «non c'è incontro senza produzione energetica»: più che il titolo è la chiave di accesso «per una lettura visiva più agevole» della rassegna personale di Andrea Sparaco, inaugurata, presso l'Ambasciata della Repubblica Araba d'Egitto a Roma, alla presenza dell'ambasciatore e del Consigliere culturale dell'ambasciata Abdel Moniem Moawad. Trenta opere, fra collage e disegni, che definiscono un percorso non solo artistico, ma anche filosofico, come sempre per Andrea Sparaco, pittore-intellettuale.
Le sue opere d'arte sono supporti, strumenti attraverso i quali egli organizza il pensiero. Mentre il fine della produzione artistica non è tanto la creazione di opere, di oggetti, ma, piuttosto, di itinerari visivi su cui, appunto, esercitare il pensiero, renderlo fluido, scorrevole e percettibile allo stesso autore.
«Produrre oggetti, sculture, quadri, mi aiuta a mettere ordine nella mente, ad organizzare le idee, a fermare le riflessioni, ad arrivare alla sintesi», spiega Sparaco. Il titolo della rassegna evoca una dimensione surreale, metafisica, che il sottotitolo rende più concreta, reale, terrena.
«Tutto, anche la vita, comincia da un incontro - spiega Sparaco - Un incontro indispensabile, inevitabile per avere la consapevolezza di esistere. Siamo navigatori solitari - dice l'artista - condannati a varcare la soglia, ad uscire dal limite, ad abbandonare riferimenti e certezze, perchè abbiamo assoluto bisogno di cercare una improbabile conferma al nostro esserci. E ci ritroviamo nel dubbio!».
segue sul Mattino


Il Giornale di Caserta, 9 giugno 2003
“Questo bilancio rappezzato impone solo aumenti”

RECALE – Volantini distribuiti in piazza Matteotti, all’uscita delle chiese, fuori ai bar e imbucati in gran parte delle cassette dalla posta. Nella mattinata di ieri l’esile guarnigione di Vincenzo De Angelis è stata impegnata nell’ennesima manifestazione pubblica contro l’azione amministrativa del sindaco Americo Porfidia e della maggioranza consiliare. Stavolta, bersaglio dei Democratici di sinistra l’aumento “ingiustificato” delle tariffe comunali. “Alla vigilia del consiglio sul bilancio di previsione 2003 (la seduta è stata convocata per giovedì prossimo, ndr) – ha dichiarato Vincenzo Landolfo –, stanno emergendo tutti i limiti di una gestione dissennata delle finanze comunali. Incapace di un’intelligente programmazione delle risorse, l’esecutivo si è affidato alle cure di una lunga fila di esperti e di consulenti esterni, impegnati perlopiù ad inventare fantasiosi dissesti. Il risultato è un documento di previsione che è stato più volte rappezzato nel tentativo, inutile, di correggere errori grossolani, un vero guaio contabile che ha imposto aumenti ingiustificati delle tariffe”. Landolfo ha riportato qualche esempio: “La tassa per il consumo idrico ha subito un aumento medio del 50%. Oltre ad essere ingiustificato, questo incremento è illegittimo perché contrasta con la delibera Cipe che fissa i criteri per l’incremento delle tariffe. Uguale destino è toccato alla tassa per i rifiuti solidi urbani: la normativa vigente prevede che entro il 2008 la tariffa deve coprire il 100% dei costi dello smaltimento rifiuti; la giunta ha deciso che la copertura si può raggiungere prima e l’ha portata all’80% già nel 2003. Un aumento ancora più massiccio si registra per l’imposta comunale sugli immobili, che per la prima casa è stata aumentata del 53,3% e per le seconde, “solo” del 19,7%”. In cambio di circa 650 milioni di vecchie lire in più che l’amministrazione chiede, secondo Landolfo i contribuenti non riceveranno nulla in cambio. “Il bilancio redatto dall’assessore Andrea Mastroianni non prevede la realizzazione di nessun progetto, di nessun miglioramento, di nessuna opera per la collettività. Non c’è “buco” che tenga: questi aumenti sono inaccettabili! Il bilancio 2002, accusato di portare il comune al “dissesto finanziario”, porterà invece a consuntivo oltre un miliardo di avanzo nelle casse comunali: gli aumenti progettati sono solo frutto dell’incapacità gestionale e dell’insana volontà di favorire pochi privilegiati a danno di tutti”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


l'Unità, 05.06.2003
Don Giorgio e don Francesco in catene davanti alla Questura: «Basta caccia all'immigrato»
di Raffaele Sardo

CASERTA. Un ombrellone, un tavolino, una catena lunga almeno tre metri e alcuni cartelli contro la Bossi-Fini.
E' l'armamentario che due padri comboniani, Giorgio Poletti (62 anni, nato a Ferrara) e Francesco Nascimbene (50 anni, di Varese) hanno portato da Castel Volturno fino a Caserta, in Piazza Vanvitelli, davanti al palazzo dove hanno sede la Prefettura e la Questura. E da mercoledì mattina vivono in tre metri per tre, sul marciapiedi della Questura, incatenati ad una finestra del palazzo.

Protestano così clamorosamente per richiamare l'attenzione delle autorità e dell'opinione pubblica contro l'operazione "Alto impatto" in cui sono impegnati in questi giorni le forze dell'ordine. "Praticamente sono retate poliziesche indiscriminate ai danni degli immigrati sul litorale Domizio e in particolare nel comune di Castelvolturno", spiega padre Giorgio, che è anche parroco di Santa Maria dell'Aiuto a Castelvolturno e da sette anni è impegnato con altri tre confratelli e tre suore nigeriane nella pastorale a favore di immigrati africani, polacchi e ucraini.

I due padri comboniani puntano il dito contro il sindaco di Castel Voturno, Antonio Scalzone (FI), a capo di una giunta di centro destra (il comune fu sciolto per condizionamenti di camorra) perché sta spingendo molto per l'attuazione di misure repressive nei confronti degli immigrati, soprattutto africani   segue su l'Unità

Sul nostro sito, altre notizie sulla protesta


Il Giornale di Caserta, 6 giugno 2003
“Maddaluna, funzionario fantasma”

RECALE – Sono sempre più difficili i rapporti tra il consigliere di opposizione Giuseppe Lasco e il responsabile dell’area contabile del comune di Recale Giovanni Maddaluna. “Il ragioniere – lamenta Lasco – o è assente o è in procinto di andarsene oppure, nelle rare occasioni in cui è presente, si rifiuta di interloquire con gli amministratori della minoranza. Sia il gruppo consiliare di Unione democratica sia quello dell’Ulivo stanno incontrando serie difficoltà nel reperire informazioni in merito al bilancio di previsione 2003. La data del consiglio si avvicina (la seduta è stata convocata per il 12 giugno, ndr), ma le nostre richieste di documenti non sono state ancora soddisfatte. Ciò che è più grave, però, è che si stanno accumulando prove evidenti che l’intera area contabile, organo vitale della macchina amministrativa, sia mal gestita. Lo dimostrano le recenti disattenzioni in materia tributaria e le gravi anomalie riscontrate nello schema di bilancio approvato il 17 aprile, che hanno costretto l’esecutivo ad apportare delle modifiche e delle integrazioni”. Secondo Lasco si sarebbe maturata un’impossibilità oggettiva del ragioniere a garantire il buon funzionamento degli uffici. Ecco perché: “Il 20 febbraio a Maddaluna fu conferito l’incarico a scavalco di responsabile dell’area contabile. Al ragioniere fu richiesto di offrire “prestazioni intellettuali” dodici ore a settimana per sei mesi. La giunta era convinta che avrebbe potuto scandire in base alle esigenze del comune di Recale l’attività del professionista, a fronte della quale stabilì un trattamento mensile lordo di circa 700 euro, oltre alle spese di viaggio. In realtà il 3 marzo il comune di Capua, ove egli è dipendente di ruolo, pur autorizzando il funzionario ad accettare l’incarico, specificò che le sue prestazioni potevano essere offerte solo al di fuori dell’orario di servizio. Poiché tale orario coincide con quello del nostro ente, è naturale che egli sia impossibilitato a svolgere le sue mansioni. Pare addirittura che Maddaluna obblighi i nostri impiegati a raggiungere Capua per ottenere delle firme su atti del comune di Recale… si sta insomma rasentando l’assurdo! Dinanzi a tutto questo non capiamo – conclude Lasco – per quale motivo il sindaco Americo Porfidia si ostini a non considerare il nostro invito a revocargli l’incarico”. Naturalmente saremmo ben lieti di ospitare la replica del primo cittadino.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


il Giornale di Caserta, 3 giugno 2003
I Porfidia pronti a lasciare l’Udc

RECALE – Si consumano notti travagliate in casa Porfidia. A turbare il sonno di Americo, sindaco di Recale, e di Mimmo, consigliere regionale, è il primo congresso dell’Udc in provincia di Caserta, previsto per il 7 e l’8 giungo nei locali dell’ex Ciapi, a San Nicola la Strada. I due fratelli sanno che affrontare l’assemblea costituente del partito con una platea composta per la gran parte (il 46%) da delegati espressione di Democrazia europea significa incassare una sconfitta che potrebbe pregiudicare le loro ambizioni: una candidatura al senato per Americo, sfumata alle politiche del 2001, e la riproposizione di Mimmo al parlamento regionale. Tra l’altro, l’asse formatosi tra Domenico Zinzi e Luigi Compagna preclude allo stato dell’arte l’unica via di salvezza per la corrente “americiana”: un apparentamento strategico tra il Cdu e il Ccd.

Lo scenario è talmente ostile che i Porfidia, non solo starebbero pensando di disertare il congresso, ma addirittura sarebbero pronti ad abbandonare l’Udc. Sulla meta della migrazione, in piazza Matteotti le indiscrezioni si sprecano. Alcuni, in virtù del rapporto esistente con Riccardo Ventre (amicizia che ha favorito l’elezione di Americo a presidente dell’assemblea dei sindaci del consorzio idrico e ha determinato la bocciatura in provincia del piano regolatore della città) sostengono che i due fratelli potrebbero trovare asilo in Forza Italia. Una scelta, però, che obbligherebbe i Porfidia a confrontarsi con esponenti dalle notevoli capacità elettorali. Altri, invece, consapevoli di tali difficoltà, sono convinti che Americo e Mimmo siano in procinto di traslocare nell’Udeur. Si parla con insistenza di trattative che i due starebbero conducendo, ormai da giorni, direttamente con Clemente Mastella. A sostegno di quest’ultima ipotesi, la struttura del partito: una formazione a carattere territoriale che ha interesse ad acquisire in Terra di Lavoro nuovi consensi, all’interno della quale i Porfidia potrebbero esprimere le loro potenzialità. Certo, se avverrà il passaggio, non sarà facile stabilire poi le regole di convivenza con il segretario provinciale Mario Gatto e con il deputato Lorenzo Montecuollo, ma Mastella, almeno dalle sue parti, ha dimostrato di essere abile a sommare le mele con le pere. Quanto all’eventuale imbarazzo di transitare da un partito di centrodestra ad uno di centrosinistra, basta dichiarare guerra ai personalismi, pronunciare le solite sciocchezze sul centro, ribadire la fedeltà ai principi del cattolicesimo moderato… magari citando Moro o De Gasperi, e il problema è risolto.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


E l’Udc paga il congresso mancato

Uno dei partiti che ha sicuramente vinto le recenti elezioni amministrative a livello nazionale è il nuovo soggetto politico dell’Udc. Con una battuta il segretario nazionale Marco Follini ha sottolineato che «l’Udc si conferma come un partito bordeline. L’appuntamento di domenica e lunedì è servito anche a vincere la scommessa di diventare un partito nazionale, determinante per il successo della Casa delle Libertà dalle Alpi alla Sicilia».

Insomma, il neonato Udc è avanzato dovunque con una sola eccezione: la provincia di Caserta. Eppure, proprio quì aveva fatto un esordio da primato: alle ultime elezioni amministrative del 2002, si laureò, sorpassando clamorosamente Fi, primo partito a Caserta. Da lì altri sogni di gloria. Ma poi le feroci diatribe interne che portarono anche dalla diaspora dal partito del deputato Lorenzo Montecuollo, ex segretario provinciale del Ccd ed amico della prima ora del presidente Pierferdinando Casini, e l’attuale nefasta «vacatio» dovuta al fatto che l’Udc, non avendo ancora celebrato il suo primo congresso provinciale (lo dovrebbe fare il prossimo 7 giugno), non ha ancora una sua dirigenza provinciale. Anche nella recente consultazione amministrativa l’Udc è stata presente solo sporadicamente. Per cui i risultati non sono stati esaltanti. Basti pensare al flop dell’assessore provinciale Vincenzo Della Corte come sindaco-candidato a Villa Literno.

Giovanni De Stasio    segue sul MATTINO


IL MATTINO
Alla convention del 7 giugno addio alle tre componenti

Una delle cause del mancato successo dell’Udc è rappresentato dal fatto che il partito di Terra di Lavoro è quasi l’unico in Italia a non aver celebrato il suo primo fondante congresso provinciale. Ora, però, il segretario nazionale del partito Marco Follini, il dirigente nazionale enti locali Stefano Graziano (casertano) ed il commissario provinciale di Caserta il senatore Antonio Iervolino, sono assolutamente irremovibili nel far rispettare le date del congresso, già sancite giorni fa nel corso di una riunione a Roma presso la direzione nazionale. Continuare a non avere una guida politica, specialmente per il soggetto casertano che vive ancora attraverso le attività delle sue singole componeneti fondanti (Ccd, Cdu e De), significa continuare indirettamente ad incentivare i mercenari e a non far decollare il nuovo partito di centro.
Per cui non sono più ammesse scuse o vari pretesti di parte, il nuovo partito deve partire con la legittimazione della sua nomenklatura. E per far decollare anche il progetto democratico, la direzione nazionale, che ha avocato a sè tutta l’organizzazione del congresso, ha spedito gli inviti ai circa 15 mila iscritti della provincia di Caserta. Il vero congresso si celebrerà sabato 7 al Ciapi dove si darà luogo al dibattito con l’intervento finale del segretario nazionale Follini, mentre domenica 8 si voterà, così come concordato, nei vari capoluoghi dei 36 collegi provinciali

dal MATTINO, 29 maggio 2003


Amedeo Modigliani, Jeanne Hébuterne, e gli artisti di Montmartre e Montparnasse
Belvedere di San Leucio, Caserta, 9 maggio – 25 giugno 2003

Sarà un’occasione unica per ammirare lavori di Modigliani sparsi per il mondo, ma anche un vasto campionario degli artisti che fecero grande Parigi nei primi decenni del Novecento e resero mitici quartieri come Montmartre e Montparnasse. Le opere del celebre livornese e di Jeanne Hébuterne, che di Modigliani fu compagna e ispiratrice, e soprattutto della sua cerchia, che condivisero con i due quel periodo d’oro, sono in arrivo a Caserta per una mostra - curata da Christian Parisot, responsabile degli «Archivi Modigliani» di Parigi e massimo esperto mondiale in materia - in programma dal 9 maggio al Belvedere di San Leucio.

segue su CASERTA MUSICA & ARTE


 sommario

Consiglio: polemico, quanto inutile, abbandono della minoranza
da Fuori Tema

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leggi il comunicato

L'amministrazione tartassa i poveri
dal Giornale di Caserta

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Retorica fascista
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28 giugno: Gay day, una giornata allegra
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Landolfo: "Il bilancio? Un inutile salasso"
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Gadola: "Rossi ha delegittimato il consiglio"
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Lasco: "Intervenga Schilardi"
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I Porfidia pronti a lasciare l'Udc
dal Giornale di Caserta

l'Udc paga il congresso mancato - dal Mattino

Udc: la convention del 7 giugno - dal Mattino

sensi sonori

Modigliani a San Leucio
9 maggio - 25 giugno

Verso il Bari Pride 2003
Rassegna cinematografica

 

 

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vedi anche:

Immigrati, manifestazione a Caserta
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