RASSEGNA STAMPA novembre 2003


«Il futuro delle scuole italiane, degli ospedali, della ricerca scientifica, della tutela dell’ambiente, tutto è stato tenuto in sospeso mentre Berlusconi risolveva i suoi problemi.
Ora non ci sono più soldi per i problemi di nessun altro»
Jane Kramer, The New Yorker, 3 novembre 2003

 

Il Giornale di Caserta, 28 novembre 2003
Pascarella e Casillo: “Consiglio da sciogliere”

RECALE – La “morte” precoce del piano regolatore generale (strumento adottato appena due anni fa dall’amministrazione Gadola e non divenuto mai operante) è giunta sul tavolo del ministro dell’interno Giuseppe Pisanu. A denunciare le stranezze delle ultime fasi di un travagliato iter amministrativo, i senatori Gaetano Pascarella dei Democratici di sinistra e Tommaso Casillo dei Socialisti democratici. I due parlamentari evidenziano come la provincia di Caserta nell’esprimersi sullo strumento urbanistico non abbia rispettato i termini stabiliti dalla normativa regionale. “Il piano doveva intendersi approvato “ope legis” –si legge nell’interrogazione, datata 23 ottobre–, essendo decorso inutilmente il termine di un anno dalla presentazione, e lo stesso andava solo pubblicato nelle forme prescritte. Nonostante l’interesse alla definizione del procedimento, l’attuale amministrazione ha omesso di dar seguito al corretto iter amministrativo, tant’è che pende giudizio innanzi al Tar della Campania. Il mancato adempimento costituisce fatto grave in quanto rende efficace la disciplina del previgente programma di fabbricazione, concretizzandosi una palese elusione nelle nuove previsioni urbanistiche e consentendo, in particolare, di utilizzare per fini edilizi e residenziali zone destinate ad infrastrutture pubbliche. Da accertare se tali immobili, beneficiati dall’inerzia dell’amministrazione, non rientrino nella disponibilità degli amministratori o dei loro congiunti”. Pascarella e Casillo rilevano anche che la stessa compagine amministrativa ha manifestato nella conduzione delle attività istituzionali, come risulta da un altro ricorso amministrativo pendente, comportamenti lesivi dei diritti dei consiglieri di opposizione, i quali sono stati privati delle loro prerogative durante l’esame e l’approvazione del bilancio di previsione. “Nella seduta del 12 giugno –si legge nella stessa interrogazione– il presidente del consiglio (Bartolomeo Rossi, ndr), appartenente al gruppo di maggioranza, ha impedito ad un consigliere di minoranza (Filiberto Gianoglio, ndr) di partecipare alla discussione, avendolo indebitamente allontanato dall’aula. Lo stesso presidente, dopo aver dichiarato lo scioglimento della seduta, consentiva la ripresa dei lavori”. I due parlamentari chiedono al ministro Pisanu, in relazione alle gravi e reiterate violazioni di legge da essi rappresentate, se esistono i presupposti per procedere allo scioglimento del consiglio comunale.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta

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Il Giornale di Caserta, 28 novembre 2003
Stabilizzazione Lsu, rimane il mistero sui sei nomi

RECALE – Nei corridoi del palazzo municipale non si parla d’altro. Da quando si è diffusa la notizia che la manovra di assestamento contabile, la cui discussione è prevista in serata, contiene, tra l’altro, le risorse per la stabilizzazione completa (trentasei ore settimanali e il cento per cento dello stipendio) di sei dei diciassette lavoratori “ex Lsu”, si è innescata un’ardente discussione sull’identità dei beneficiari. Lontano da orecchi e occhi indiscreti, si vocifera di qualche manutentore, dell’impiegato dell’area sociale, di alcuni ausiliari del traffico, nessuno però si azzarda pubblicamente ad avanzare i primi nomi e cognomi. Nemmeno il consiglio di questa sera, probabilmente, darà soddisfazione ai curiosi: stanziate le disponibilità economiche, bisognerà infatti attendere la prima assemblea trattante, alla quale partecipano i lavoratori, le organizzazioni sindacali, il segretario comunale e i membri dell’esecutivo, per conoscere i dettagli di un eventuale piano di stabilizzazione. Piano a lungo agognato dai diciassette dipendenti, stanchi di dover svolgere la loro attività solo trenta ore a settimana, di percepire poco più dell’ottanta per cento dello stipendio e soprattutto di essere considerati di una classe inferiore dai colleghi “anziani” e da qualche funzionario inetto. Il sindaco Americo Porfidia è sempre apparso restio a discutere dell’argomento. Ci si augura dunque che questa sia la volta buona, che la maggioranza si assuma le sue responsabilità e che venga redatto un progetto che stabilizzi i primi sei lavoratori ma che tuteli anche il futuro dei restanti undici.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 27 novembre 2003
Dal consiglio la stabilizzazione di
sei ex Lsu

RECALE – Si profilano due settimane di intensa attività consiliare per il parlamento di via Municipio. I lavori inizieranno domani sera con una seduta, per la quale il presidente Bartolomeo Rossi ha fissato un ordine del giorno con undici argomenti. Il primo tema in discussione sarà l’approvazione della variazione di assestamento generale al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario in corso, cui seguiranno le ratifiche di tre delibere di giunta relative ad altrettante variazioni di bilancio. Dalle fitte maglie dell’ufficio ragioneria è trapelata l’indiscrezione che nella manovra di assestamento siano presenti anche le risorse per la stabilizzazione completa di almeno sei lavoratori ad orario ridotto (per intenderci, gli “ex Lsu”), la cui identità è ancora segreta. Si passerà poi al trasferimento di un mutuo di circa duecento mila euro dal progetto di ristrutturazione della vecchia casa comunale a quello della costruzione del nuovo palazzo municipale. Seguirà la presa d’atto della mancata presentazione delle osservazioni alla variante al piano di fabbricazione per la localizzazione dell’area destinata agli insediamenti produttivi e la modifica del regolamento edilizio per la norma sull’indice di fabbricabilità delle zone “B”, indice che dovrebbe scendere di un punto (da quattro a tre). Tra gli argomenti da esaminare compaiono pure una convenzione per disciplinare l’utilizzo del centro polivalente di viale dei Pini, la nomina di una consulta comunale per la scuola (ci si augura che sia più attiva di quella per l’ambiente) e infine il riconoscimento della legittimità di due debiti fuori bilancio che l’ente ha nei confronti dell’Istituto diocesano di Caserta. Il presidente Rossi ha dichiarato che farà di tutto per gestire al meglio un’adunanza che si annuncia lunga ed impegnativa. La necessità del caso lo obbligherà a far rispettare con estremo rigore il regolamento. Una condotta che potrebbe indispettire i consiglieri di minoranza Filiberto Gianoglio, Vincenzo Landolfo, Ovidio Gadola e Giuseppe Lasco, i quali in altre occasioni hanno stigmatizzato la severità di Rossi. Conoscendo i tempi del parlamento cittadino, è escluso comunque che i nostri “affezionatissimi” riusciranno in un’unica seduta ad esprimersi su tutti i temi in agenda. È possibile dunque già pronosticare un aggiornamento dei lavori ai primi giorni di dicembre. Quel che è certo è che il consiglio comunale nel mese prossimo tornerà a riunire il 15 per la disamina e l’approvazione del conto consuntivo dell’esercizio 2002. Sul rendiconto Landolfo ha manifestato anzitempo tutte le perplessità dell’Ulivo e ha “profetizzato” un imminente dissesto finanziario.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 24 novembre 2003
Quattro fatture “dimenticate” nel cassetto

RECALE – Per un anno ha effettuato piccole e grandi forniture, a fronte delle quali ha emesso almeno quattro fatture che il comune, suo committente, non ha ancora saldato. Potrebbe essere riassunta così, ma le faremmo un torto, la traversia della signora Anna Russo, che a Recale, in via Roma, gestisce un negozio di fiori. “Dal luglio del 2002 al giugno di quest’anno –rivela la stessa Russo– si sono rivolti a me il sindaco Americo Porfidia, il vicesindaco Francesco Ommeniello e il consigliere Pietro Mingione”. In varie circostanze: “Dalla settimana d’estate alla celebrazione del 4 novembre, dai festeggiamenti in onore di sant’Antimo all’inaugurazione di alcuni esercizi”. Ogni qualvolta insomma che l’amministrazione ha avuto bisogno di piante e di fiori ha bussato alla porta della Russo. Quando però la titolare di “Non solo fiori” ha chiesto il pagamento di alcune fatture arretrate ha ottenuto un “fascio” di risposte evasive. “Mi hanno parlato –prosegue– di determine, di economato, di note di credito, addirittura mi hanno invitato a rifare la fatturazione. Quando ho raccontato la storia al mio commercialista, ha granato gli occhi ed è rimasto senza parole per qualche istante”. Ma non sono i soldi (in totale, circa cento euro) ad aver spinto la giovane donna a contattare il nostro giornale. “Sia chiaro –precisa– quei pochi spiccioli non metteranno in crisi la mia attività. Tra l’altro, lavorando con i fiori si impara presto che più del denaro vale il sorriso di un cliente. Se ho chiesto il vostro aiuto è solo per stigmatizzare l’atteggiamento di sufficienza che è stato assunto nei miei riguardi. Un amministratore –tuona la Russo– è arrivato a dirmi che “ero poco intelligente” e non capivo i complessi meccanismi della finanza pubblica. Ma stiamo scherzando?”. Bella domanda! La giriamo all’assessore al bilancio Andrea Mastroianni, il quale non mancherà, ne siamo certi, di fornire le delucidazioni del caso, almeno sui risvolti squisitamente economici. Resta però l’aspetto più fastidioso della vicenda: il sospetto che qualcuno abbia dimenticato che governare un comune significa prima di tutto porsi al servizio dei suoi cittadini.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


FUORI TEMA – Laboratorio di pensiero, 20 novembre 2003
Elettrosmog: vertice del centrosinistra in via Marconi
Iniziata raccolta firme per smantellare l’antenna

RECALE – È occorso un mese alle varie anime del centrosinistra (con la sola eccezione dei diessini di Vincenzo De Angelis, che sull’argomento hanno prodotto un interessante dossier) per accorgersi che a Recale il 17 ottobre scorso la Omnitel–Vodafone ha istallato sul tetto di un palazzo nel centro storico una stazione radio base per la telefonia mobile. L’allegra brigata (i Socialisti democratici di Filiberto Gianoglio, la Margherita di Giuseppe Lasco e di Angelo Racioppoli e la rediviva Rifondazione comunista di Nicola Argenziano) si è data appuntamento a questa sera nella sede della Quercia, in via Guglielmo Marconi. Ci risulta che all’incontro è stato inviato anche il delegato regionale per gli enti locali del Patto dei liberaldemocratici, Ovidio Gadola, in qualità di capogruppo consiliare di Unione democratica. Obiettivo dell’interpartitico “allargato” è la convocazione a stretto giro di posta di una assemblea pubblica per affrontare il problema dell’inquinamento elettromagnetico in città.

“La corte costituzionale –si legge in una nota diramata dalla segreteria dei Democratici di sinistra– ha restituito agli enti locali quei poteri di gestione del territorio che il decreto Gasparri aveva illegittimamente cancellato. Spetta quindi alle regioni ed ai comuni la determinazione degli obiettivi di qualità in materia di inquinamento elettromagnetico, definiti da una legge quadro del 2001 come criteri localizzativi, standard urbanistici, prescrizioni e incentivazioni per l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili. Sappiamo che l’assessore Antimo Argenziano ha redatto una bozza di regolamento che è al vaglio del sindaco Americo Porfidia e della maggioranza. Riteniamo tuttavia che la discussione delle misure da adottare per proteggere la salute della nostra comunità non possa restare chiusa tra le mura del palazzo comunale. Chiediamo pertanto che alla redazione definitiva del regolamento sulle emissioni elettromagnetiche partecipino i cittadini, le associazioni, gli organismi scolastici e le forze politiche di maggioranza e di opposizione”. A proposito di cittadini, da qualche giorno è partita anche una raccolta di firme per sollecitare Porfidia ad affrontare la questione delle antenne (spesso ci si dimentica che ne esiste un’altra in viale dei Pini). L’iniziativa, che già ha ottenuto il consenso di circa centocinquanta persone, è stata intrapresa da un comitato spontaneo di famiglie residenti in via Roma.

Claudio Lombardi, FUORI TEMA


Il Giornale di Caserta, 19 novembre 2003
Gadola junior presidente dei liberaldemocratici

RECALE – Arnaldo Gadola è il presidente del neonato circolo territoriale Recale–San Nicola la Strada del Patto dei liberaldemocratici, soggetto politico fondato e rappresentato in ambito nazionale da Mario Segni. Lo ha stabilito all’unanimità l’assemblea costituente, che si è riunita lunedì sera nella sede del partito, in via Roma, al civico 23. Ha proporre il nome di Gadola junior è stato il responsabile provinciale del movimento Giovanni di Carluccio, presente ai lavori al fianco di Gadola senior (alias Ovidio), delegato regionale per gli enti locali. Il coordinamento del circolo è stato invece assegnato, sempre all’unanimità, a Bruno Cirillo di San Nicola. Il presidente e il coordinatore rimarranno in carica almeno fino alla primavera del 2004 e avranno il compito “ingrato” di diffondere sul territorio il messaggio di una formazione che in Italia può vantare un consenso, in termini percentuali, non superiore a qualche centesimo. “Dovremo affrontare battaglie durissime –ha dichiarato Gadola junior al termine dell’assemblea– anche perché il progetto di Segni non piace né alla destra né alla sinistra. Al Polo perché diciamo senza peli sulla lingua che hanno tradito le attese e stanno creando le premesse per un disastro politico e probabilmente anche elettorale. All’Ulivo perché un centrodestra quale noi progettiamo costituirebbe un avversario più insidioso della Casa delle libertà, o quantomeno non più attaccabile sul piano della serietà, del conflitto di interessi e degli imputati eccellenti. Non vogliamo cambiare le regole del gioco, ma i giocatori. Non ci dispiace che l’Italia sia governata dal centrodestra, crediamo tuttavia che abbia diritto ad un centrodestra migliore. Lo stesso vale per l’altra parte –ha ironizzato–, ma non possiamo far tutto noi”. Soddisfazione è stata espressa da Gadola senior per lo straordinario numero di adesioni (circa cinquanta) raggiunto. “Non speravamo –ha commentato– in un risultato così lusinghiero. Evidentemente, anche a Recale l’esigenza di un centro moderato e liberale è molto sentita. Rispetto gli amici che credono e continuano a militare nell’Ulivo, verso i quali ancora mi lega una sintonia di carattere amministrativo, ma i miei obiettivi politici –ha concluso– sono altri: contribuire a far crescere e portare al governo del Paese una classe dirigente più competente di quella attuale”. Il circolo di Recale–San Nicola si aggiunge a quelli già esistenti di Marcianise e di Capodrise–Portico.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 18 novembre 2003
Landolfo: “Si va verso il dissesto finanziario”

RECALE – La seduta consiliare per l’approvazione del conto consuntivo del 2002 si celebrerà il 15 dicembre. Lo ha stabilito nella giornata di ieri il presidente Bartolomeo Rossi. Sul documento contabile, che rappresenta il momento conclusivo della gestione annuale dell’ente, interviene il consigliere di minoranza Vincenzo Landolfo. “I numeri che ho letto nello schema approvato in giunta –esordisce Landolfo– sono sconcertanti. Il fondo di cassa al 31 dicembre del 2002 è sceso da 1,5 milioni a poco più di 550 mila euro. Questo significa che l’amministrazione del sindaco Americo Porfidia in pochi mesi di gestione è stata capace di spendere circa 900 mila euro, pari a quasi 2 miliardi di lire in più di quelli che ha incassato. L’avanzo di amministrazione è precipitato da 576 mila a 31 mila euro. I revisori dei conti nel valutare il consuntivo hanno dichiarato che questa somma è talmente esigua che non garantisce alcuna tranquillità per il futuro. Dai residui attivi (crediti vantati dall’ente verso i terzi, ndr) l’assessore Andrea Mastroianni ha eliminato ben 637 mila euro, pari a circa 1,2 miliardi di vecchie lire, senza addurre alcuna motivazione, sebbene la normativa in materia sia chiarissima. In seguito a questa maldestra operazione, nell’ultimo consiglio comunale l’opposizione ha sottoscritto un’interrogazione per conoscere le ragioni per cui tutti quei residui sono stati considerati inesigibili e quindi depennati. A distanza di 27 giorni non abbiamo ancora ricevuto risposta. Temo che saranno costretti a giustificarsi dinanzi alla corte dei conti! Al di là delle chiacchiere, restano i risultati di una politica economica che non si è preoccupata di recuperare risorse, ma solo di spenderle. Per quanto tempo ancora potrà durare questa gestione finanziaria scellerata e irresponsabile?”, si chiede Landolfo. “Purtroppo i 3 miliardi di lire di fondo cassa e 1 miliardo di lire di avanzo di amministrazione che la maggioranza dell’Ulivo ha lasciato in “dote” all’attuale compagine è stata già sperperata nei primi sette mesi di governo. Continuando così questi signori porteranno il comune di Recale al dissesto finanziario. Il collegio dei revisori dei conti, presieduto da Giuseppe Fattopace, nella relazione al rendiconto ha espresso per l’ennesima volta una serie di rilievi finalizzati a dare una frenata agli sprechi e una virata decisa al recupero dei crediti. Dubito tuttavia –conclude Landolfo– che Porfidia, Mastroianni e compagni abbiano quella dose di umiltà necessaria per ascoltare un buon consiglio”. Prima di affrontare il conto consuntivo, il parlamento cittadino sarà chiamato a discutere dell’assestamento di bilancio. L’adunanza è prevista per il 28 novembre.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 14 novembre 2003
L’antenna si “muove” ma la città resta a guardare

RECALE – Si sta dando un clamore eccessivo ai rilevamenti effettuati dall’Arpac, qualche giorno fa, nelle immediate vicinanze della stazione radio base della Omnitel–Vodafone, installata ad ottobre in via Roma, 29. Non basta purtroppo costatare che le emissioni elettromagnetiche di quel ripetitore (o dell’altro, situato in viale dei Pini) siano inferiori ai limiti stabiliti della legge per sentirsi protetti dai pericoli paventati finanche dal sindaco Americo Porfidia. Anche perché solo gli ingenui potevano pensare che la Vodafone, multinazionale della telefonia dai bilanci plurimilionarii, montasse proprio a Recale un impianto che non fosse perfettamente rispettoso della normativa vigente. Se in Italia e nel mondo ci si interroga sui rischi legati all’elettrosmog è perché la scienza, stordita dagli interessi economici, non ha ancora stabilito con certezza se esiste un legame diretto fra l’esposizione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza e l’insorgenza di forme tumorali. Ma se anche si esprimesse a favore delle antenne, varrebbe la pena di dubitare. La storia recente dell’umanità è piena infatti di sostanze certificate come innocue e poi rivelatesi nefaste. La talidomite era il principio attivo di un sonnifero, messo in commercio a partire dalla metà del secolo scorso, ritenuto prodigioso e privo di effetti collaterali. Fu consigliato a tutti, persino alle donne in gravidanza. Si acquistava liberamente e senza ricetta medica. Quando poi si cominciò a notare un numero elevato di neonati deformi, biologi e pediatri iniziarono a studiare questo raccapricciante fenomeno. Oggi si sa che la talidomite provoca la focomelia, una malformazione congenita degli arti. La saccarina, i lettori più anziani ne avranno memoria, è uno zucchero sintetico che veniva ampiamente usato per il suo alto potere dolcificante (500 volte superiore allo zucchero che abbiamo nelle credenze). Più di venti anni fa una ricerca provò che la saccarina aumentava le probabilità di sviluppare il tumore alla vescica nei topi da laboratorio. Tolto dal mercato, il composto non è stato ancora riabilitato dalla comunità scientifica. Che dire poi dell’amianto, usato e “strausato” soprattutto nell’edilizia con il nome commerciale di “eternit”. Dopo che aveva colonizzato i tetti di tutti gli edifici pubblici, compresi ospedali e scuole, e gran parte di quelli privati, si è scoperto che l’esposizione alle sue fibre provoca malattie dell’apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare, etc). I campi elettromagnetici sono difficili da valutare, ma di certo non hanno un effetto benefico sull’organismo. Non sono come le sabbiatura o i fanghi termali. Tanto dovrebbe essere sufficiente per provocare una sollevazione politica, amministrativa e sociale. E invece…

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 13 novembre 2003
Patto Segni, Gadola responsabile enti locali
RECALE – Ha suscitato incredulità e sgomento quando, qualche giorno fa, ha confessato di sentirsi abbandonato dalla Margherita. Ha ingenerato scetticismo quando martedì scorso ha dichiarato di non essere stato invitato al congresso provinciale. Oggi provocherà un certo clamore per la nomina di responsabile regionale per gli enti locali del Patto dei liberaldemocratici che ha ricevuto da Mario Segni. Ovidio Gadola insomma continua a stupire. E per chi avesse ancora qualche dubbio o un terzo occhio da sgranare, possiamo aggiungere che il 17 novembre, insieme con il responsabile provinciale del movimento Giovanni Di Carluccio, presiederà alla costituzione del circolo territoriale Recale–San Nicola la Strada, in via Roma, 23, nella sede che fu prima di Unione democratica e poi della Margherita. L’evento sarà seguito dall’elezione del presidente e del coordinatore del circolo (in lizza per una delle due cariche vi è il fratello Arnaldo, che coordinerà i lavori dell’assemblea costituente). L’occasione servirà anche per illustrare ai compagni di cordata il nuovo progetto politico di Segni: un terzo polo alternativo al centrosinistra, diverso però dalla Casa delle libertà. I “pattisti” non accettano che l’Italia sia costretta a scegliere tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi. “Vi è una fetta considerevole della popolazione –si legge in una nota– che non vuole essere governata da uno schieramento condizionato da Fausto Bertinotti, ma non accetta i ricatti di Umberto Bossi. Un elettorato che non ha fiducia nel centrosinistra per la sua litigiosità, ma è stufo della inconcludenza dell’attuale governo”. A questa Italia i liberaldemocratici vogliono dare una rappresentanza. A Recale Gadola ha assicurato che continuerà la battaglia contro la maggioranza capeggiata da Americo Porfidia, nonostante l’Ulivo non abbia mai riconosciuto, a suo dire, gli sforzi profusi. Conserverà quindi, almeno in ambito amministrativo, il rapporto con Giuseppe Lasco della Margherita e la sintonia raggiunta in un anno e mezzo di opposizione con il socialista Filiberto Gianoglio e il diessino Vincenzo Landolfo. È probabile, però, che Gadola scioglierà il gruppo consiliare di Unione democratica e ne costituirà uno “misto”, di cui forse conserverà la rappresentanza. Staremo a vedere.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 12 novembre 2003
Orario ridotto: ex Lsu pronti a scendere sul piede di guerra

RECALE – Un “bizzarro” legislatore le definì “attività socialmente utili” e furono affidate ad una armata di lavoratori in mobilità o in cassa integrazione straordinaria giunta al termine dei sussidi. L’amministrazione comunale fino a qualche anno fa coordinava quaranta unità di questo tipo, buona parte delle quali furono poi assorbite dalla direzione didattica. Per diciassette lavoratori nel 2001 il sindaco Ovidio Gadola promosse invece una stabilizzazione (criticata da alcuni ed applaudita da altri) che contemplava il loro inserimento nella pianta organica dell’ente, con orario e paga ridotti. Benché siano ormai dipendenti comunali e si considerino fortunati rispetto a quanti continuano a navigare nel precariato, quei lavoratori oggi sono stanchi di svolgere la loro attività solo trenta ore a settimana, di percepire poco più dell’ottanta per cento dello stipendio e soprattutto di essere considerati di una classe inferiore dai colleghi “anziani”, da funzionari inetti e da qualche assessore che crede di essere unto dal Signore. Il sindaco Americo Porfidia, forse imprigionato dalle difficoltà economico-finanziarie del comune, è sempre apparso restio a discutere dell’argomento. In un anno e mezzo di amministrazione nessun impegno formale, nessuna promessa, nemmeno un cenno capace di alimentare la speranza di ottenere innanzitutto dignità, ma anche un trattamento economico paritetico. Fra non molto in consiglio comunale approderà il conto consuntivo: potrebbe essere un occasione per discutere della stabilizzazione completa, un avanzo di cassa di trenta mila euro pronosticato dall’assessore Andrea Mastroianni lascia tuttavia poco spazio alle parole. Un fatto resta: l’organo esecutivo ha riacquisito la gestione di alcuni servizi che la passata amministrazione aveva demandato ad imprese esterne (manutenzione delle strade, della segnaletica, del cimitero, etc) e la ha affidata proprio ad un gruppo di ex Lsu. Questi lavoratori dunque, come del resto quelli che operano negli uffici, sono utili. Perché allora il primo cittadino non si decide ad affrontare la questione delle trentasei ore settimanali? Aspetta che l’insoddisfazione di queste parsone esploda?

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Mattino, 12 novembre 2003
Un candidato oltre la coalizione

Fin quando non si è concluso il congresso casertano della Margherita ha preferito non parlare. Adesso, però, Adolfo Villani, segretario della Quercia in Terra di Lavoro, entra subito in argomento: lista unitaria, rilancio della coalizione dopo il congresso degli ex popolari, le priorità del programma, e l’imminente Festa regionale dell’Unità (dal 27 al 30 novembre), dove sono attesi D’Alema e Bassolino. Ieri il direttivo in vista dell’assemblea congressuale nazionale.
Se la Margherita casertana è stata compatta dietro il no al partito unico espresso da De Mita, è evidente che, almeno su questo, Villani e i ds viaggiano su un altro binario. «Siamo per le liste unitarie alle Europee dell’anno prossimo, come passaggio necessario alla costruzione di un unico soggetto politico riformista», conferma il segretario della federazione. Quindi distanti da De Mita e dai suoi seguaci? Villani preferisce parlare di disaccordo parziale. «Anzitutto la posizione della Margherita sarà quella che esprimerà il congresso nazionale di Bologna, venerdì e sabato prossimi», ricorda. E poi De Mita non ha mica detto che se passa la lista unitaria lui rompe. «Ha espresso un suo giudizio, rimettendosi sempre - puntualizza Villani - alle decisioni dell’assemblea nazionale». Quelle del leader di Nusco sono, per il segretario ds, anzitutto delle preoccupazioni. Legittime. Ad esempio: «Ha ragione quando dice che il nuovismo, distruggendo le radici di questi partiti, non porta da nessuna parte, si tratta infatti - prosegue Villani - di costruire un soggetto federativo, un motore per fare l’alleanza più grande».
La prova del nove? Sarà la campagna per il presidente della Provincia. «Su questo ho già proposto agli alleati un’assemblea plenaria del centrosinisra da tenere al più presto», dice. La coalizione dovrà pronunciarsi sul programma e sul metodo per la scelta del candidato. Senza aspettare le Europee. «Non è importante se sarà targato ds, Margherita, Sdi o altro: l’importante - proclama Villani - è che abbia la capacità di unificare tutta la coalizione, fino al Prc e all’Italia dei valori e anche oltre».

Antonio Pastoresegue sul Mattino


la Repubblica, 11 novembre 2003
I comboniani: "Permessi di soggiorno in nome di Dio"
Il 15 novembre in 16 città i missionari daranno ai migranti dei documenti virtuali. "Il signore è con i nuovi schiavi"

ROMA - Permessi di soggiorno rilasciati "in nome di Dio", un facsimile dei documenti necessari agli immigrati per vivere e lavorare nel nostro Paese rilasciati non dall'autorità politico-istituzionale ma dall'autorità morale che hanno i padri Comboniani e che verrà consegnato nelle mani dei migranti irregolari. Succederà il 15 novembre in 16 città da Roma a Venezia, da Salerno a Torino, da Firenze a Napoli quando i padri comboniani si troveranno davanti alle questure e alle prefetture e daranno gli attestati agli immigrati accompagnando il tutto con manifestazioni di fantasia come a Venezia dove ci sarà un "assalto in barca" ("simbolico per carità" dicono i comboniani) alla questura.
E' l'ultima inziativa a favore dei "migranti" che i combattivi padri comboniani di Castel Volturno hanno messo in piedi da quando, a giugno, si incatenarono, per un giorno ed una notte alla questura di Caserta contro un blitz della polizia, o le manifestazioni davanti a 23 prefetture del 5 ottobre scorso nel giorno della canonizzazione del Comboni.
Una sfida al mondo "indifferente" della politica ma anche ai "cristiani impauriti", una sfida per dire, con padre Giorgio uno dei promotori, che "Dio è con loro, con i nuovi schiavi". "Il Dio dei potenti, delle istituzioni, delle gerarchie anche ecclesiastiche, il mondo dei privilegi può non essere d'accordo ma noi usiamo il nome di Dio correttamente, Dio prende le difese degli immigrati, fa causa comune con loro" è scritto in una nota.

Andrea Di Nicolasegue sulla Repubblica
vedi anche “le citta’ dell’accoglienza” su diesserecale


Il Giornale di Caserta, 11 novembre 2003
Gadola: “Al congresso non mi hanno invitato”
RECALE – Si considera il grande escluso dalla prima convenzione provinciale della Margherita. Parliamo di Ovidio Gadola, ex portavoce di uno dei due circoli territoriali, oggi uomo di punta del partito Liberaldemocratico di Mario Segni. “Non ho partecipato al congresso –spiega– semplicemente perché nessuno mi ha invitato e non è mia abitudine presentarmi in casa “altrui” senza un invito. Confesso, però, che avrei avuto serie difficoltà a prendere parte ai lavori, sapendo di dovermi limitare ad applaudire a comando un nome preconfezionato”. Gadola non nasconde la delusione che prova nei confronti del parlamentare Pierino Squeglia, da sabato scorso segretario provinciale della Margherita, e dei vertici del partito. “Ho sollevato e affrontato in sede legale –argomenta– il problema della ineleggibilità del sindaco Americo Porfidia. Con Filiberto Gianoglio, ho presentato due ricorsi al tribunale amministrativo per difendere il piano regolatore generale e per denunciare l’arroganza del presidente del consiglio comunale Bartolomeo Rossi e gli abusi che egli ha commesso durante l’approvazione del bilancio di previsione 2003. Mi aspettavo solidarietà e ho raccolto solitudine. Allora, ho bussato a qualche porte, ma al di là di una cortesia di facciata non ho trovato altro”. Eppure, Gadola ritiene di aver dato molto al partito e alla coalizione. “Sono stato un antesignano del centrosinistra –ricorda–, tra i primi a Recale ad intuire la necessità di coniugare l’anima cattolica dei democristiani con lo spirito progressista dei comunisti. Dal novembre del 1997 al maggio del 2002, pur tra mille difficoltà, sono stato il sindaco dell’Ulivo, l’unico poi a non essere riconfermato alla guida del centrosinistra nelle amministrative successive. Nel 1998 come candidato al parlamento regionale ho portato quasi quattromila voti alla cordata che sosteneva Antonio Bassolino, risultando, tra l’altro, il primo dei non eletti della mia lista. Se oggi Enzo D’Amore siede al parlamento di palazzo Santa Lucia, lo deve anche al sottoscritto. E cosa ho ottenuto in cambio? Nulla, i miei sforzi non sono stati mai ripagati. Non ho bisogno della politica per vivere, se ho scelto di trascurare il lavoro e la famiglia, l’ho fatto solo per salvaguardare gli interessi dei miei concittadini”, questa l’ultima battuta di Gadola.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 9 novembre 2003
Recale: “Campi elettromagnetici lontano dai nostri ragazzi”

RECALE – Un’intensa attività di volantinaggio è stata eseguita, nella mattinata di ieri, all’uscita della scuola media “Giovanni XXIII”, dai gruppi consiliari dell’Ulivo e di Unione democratica. L’istituto sorge a pochi metri dal palazzo sul quale, dal 17 ottobre, è stata istallata (e dal 2 novembre è funzionante) una stazione radio base per la telefonia cellulare della Omnitel–Vodafone, e questa “spiacevole” condizione lo ha reso il luogo simbolo della protesta intrapresa di partiti dell’opposizione. “Il mondo scientifico –hanno dichiarato– esprime pareri discordanti circa gli effetti sulla salute di una esposizione prolungata alle emissioni elettromagnetiche. Nessuno di noi è, tuttavia, disposto a tollerare che la risposta a questo interrogativo venga trovata a spese dei propri figli. La sentenza della corte costituzionale del 25 settembre 2003 restituisce agli enti locali quei poteri di gestione del territorio che il cosiddetto “decreto salv’antenne” (decreto Gasparri del 2002, ndr) aveva illegittimamente cancellato. Spetta, dunque, alle regioni ed ai comuni la determinazione degli obiettivi di qualità in materia di inquinamento elettromagnetico, definiti dalla legge quadro 36/2001 come criteri localizzativi, standard urbanistici, prescrizioni e incentivazioni per l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili. Sappiamo –hanno aggiunto– che il sindaco Americo Porfidia, l’assessore all’edilizia privata Antimo Argenziano e i consiglieri di maggioranza stanno tentando di affrontare il problema, ma la discussione delle misure da adottare per proteggere la salute di tutti noi non può restare chiusa tra le mura del gabinetto del primo cittadino, ed è per questo che invitiamo i cittadini, i genitori, gli organismi scolastici a far sentire la loro voce per chiedere al comune di adottare con urgenza un regolamento per le emissioni elettromagnetiche che impedisca il proliferare di antenne nel centro abitato e in vicinanza delle scuole. Pretendiamo, però, che all’elaborazione del regolamento comunale possano partecipare tutti i cittadini, tutte le loro associazioni, come il comitato Aria, gli organismi scolastici e le forze politiche di maggioranza e di opposizione. Ciò, beninteso, non prima di aver ottenuto che l’impianto Omnitel–Vodafone venga spostato lontano dalla scuola media. Solo così –hanno concluso– Recale potrà riappropriarsi del diritto di gestire il proprio territorio e di salvaguardare l’incolumità dei suoi cittadini”

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


il Giornale di Caserta, 8 novembre 2003
Elettrosmog: dibattito a “scosse” sull’inquinamento,
ma il comitato Aria e la consulta per l’ambiente continuano a tacere

RECALE – Dal 17 ottobre, sui tetti di un palazzo nel pieno centro storico di Recale campeggia una stazione radio base della Omnitel–Vodafone. L’istallazione di una nuova antenna (la cittadina già “ospita” in viale dei Pini un ripetitore della Tim) ha innescato un dibattito, a tratti acceso, sui rischi dell’inquinamento elettromagnetico. Abbiamo raccolto in questa pagina “speciale” tutte le voci che ci sono pervenute: dal volantino del sindaco all’e–mail inviataci dal segretario dei Democratici di sinistra, passando per il documento redatto dal consiglio d’istituto della scuola media “Giovanni XXIII”. Mancano, e sono assenze che non ci sentiamo di giustificare, la posizione di Aria, l’unica associazione ambientalista presenta sul territorio, e quella (ammesso che il regolamento approvato dal consiglio comunale preveda che possa prendere delle posizioni) della consulta sull’ambiente.

La posizione del governo cittadino

Una nuova campagna di veleni e di attacchi politici in questi giorni è stata mossa nei confronti dell’amministrazione comunale, ma i fatti e le date, ancora una volta, mi aiuteranno a ristabilire la realtà. È vero che il 7 marzo del 2002 alla Omnitel–Vodafone è stato negato il permesso di impiantare il ripetitore, è altrettanto vero però che il mio predecessore, Ovidio Gadola, e la sua giunta non si sono poi adoperati per dotare Recale di un regolamento che evitasse spiacevoli problemi. Eppure il tempo a disposizione c’era: dal 13 dicembre del 2001, data della richiesta di concessione, fino al 9 maggio del 2002, giorno in cui la società di telefonia, non rassegnatasi al diniego dell’ufficio tecnico, si è rivolta al tribunale amministrativo regionale. Altra grave omissione è la mancata costituzione in giudizio dell’ente per tentare una qualche difesa. Non contento, Gadola non mi ha mai fatto nessuna consegna o comunicazione in merito a questa vertenza così delicata. Il 19 giugno del 2002 il Tar ha esaminato il ricorso e ha chiesto chiarimenti. Pochi mesi più tardi, il 7 agosto, ha accolto la richiesta della Omnitel, motivando la sospensione con il fatto che nessuna iniziativa circa la redazione di un piano di recupero del centro storico era stata intrapresa dall’amministrazione comunale. Solo un regolamento approvato da Gadola avrebbe consentito quindi di istituire parametri e norme di sicurezza. Per il futuro l’attuale amministrazione sta prendendo le giuste precauzioni: ha incaricato l’assessore all’edilizia privata Antimo Argenziano di stilare un piano per evitare che altre società di telefonia possano istallare ovunque le loro antenne.

Il sindaco Americo Porfidia

 

Le richieste della scuola media

L’istallazione di un’antenna Omnitel–Vodafone per la telefonia mobile a poco più di cento metri dall’ubicazione della nostra scuola è da considerarsi, come minimo, un atto di negligenza e di superficialità amministrativa. Alla scuola non interessa individuare le colpe politico–amministrative tra i governi che si sono succeduti negli ultimi anni alla guida dell’ente, né il palleggiamento delle responsabilità. Alla scuola, così come dovrebbe essere per tutti gli amministratori degli enti pubblici, interessa salvaguardare la salute degli alunni e di tutti gli operatori che a vario titolo vivono ed operano per molte ore al giorno in questo istituto. Alla scuola interessa che il rapporto fiduciario tra le istituzioni e tra queste e i cittadini sia fondato sull’etica della responsabilità e dell’interesse comune. Pur dovendo riscontrare che la ricerca scientifica a tutt’oggi non ha dato risposte attendibili sul grado di nocività che le emissioni elettromagnetiche possano avere sulla salute umana, in questi anni comunque è emerso con chiarezza che tali emissioni non fanno sicuramente bene alla salute delle persone e ancor meno a quelle dei ragazzi in fase di crescita e di strutturazione corporea. Ne consegue che laddove ci possa essere anche solo un timore che questo tipo di antenna possa determinare degli effetti nefasti sulla salute delle persone, questo deve indurre chi è chiamato alla salvaguardia del territorio e della pubblica incolumità ad allertarsi con immediatezza per prevenire tali pericoli, e non aspettare che sia il tribunale amministrativo a decidere sull’utilizzo del territorio. Alla luce di ciò il consiglio d’istituto ha chiesto al sindaco Americo Porfidia di attivarsi con sollecitudine, forza e determinazione in tutte le sedi possibili, affinché l’incolumità dei cittadini, degli alunni e di tutti gli operatori scolastici venga cautelata, preservata e salvaguardata e, nel contempo, ha chiesto di essere tenuto costantemente aggiornato ed informato su tutte le iniziative che riterrà di mettere in campo al fine di portare a soluzione le preoccupanti e serie problematiche legate alla stazione radio base summenzionata nell’interesse della pubblica incolumità.

Il dirigente scolastico Nicola Stellato

 

L’opinione dei Democratici di sinistra

Sui tetti di un palazzo nel centro di Recale svettano le antenne di una stazione radio-base per la telefonia mobile appena installata per conto del gestore Omnitel–Vodapone; a qualche decina di metri di distanza, i ragazzi della scuola media “Giovanni XXIII” trascorrono gran parte della loro giornata. Il mondo scientifico attualmente esprime pareri discordanti circa gli effetti sulla salute di una esposizione prolungata alle emissioni elettromagnetiche. Questa incertezza è tutt’altro che rassicurante: dobbiamo ricordare che c’è voluto oltre mezzo secolo ed un numero incalcolabile di morti prima che si accertasse la terribile nocività dell’amianto? In ogni caso, nessuno sarebbe disposto a tollerare che la risposta a questo interrogativo venisse trovata a spese dei propri figli. Il sindaco Americo Porfidia in questi giorni hanno diffuso un comunicato sulla questione. Non condividiamo il violento attacco all’amministrazione di Ovidio Gadola, cui va quantomeno riconosciuto di aver respinto la richiesta di concessione edilizia per l’impianto. Comunque, ci sembra positivo che abbia compreso il rischio cui ci espone l’installazione dell’impianto radio-base in un punto così delicato del tessuto urbano. Ne prendiamo atto con soddisfazione. Quando è in gioco la salute dei cittadini, e dei giovani in primo luogo, non c’è spazio per le polemiche politiche: occorrono i risultati. La sentenza della corte costituzionale numero 303 del 25 settembre 2003 restituisce agli enti locali quei poteri di gestione del territorio che il cosiddetto “decreto salv’antenne” (198/2002) aveva illegittimamente cancellato. Spetta dunque alle regioni ed ai comuni la determinazione degli obiettivi di qualità in materia di inquinamento elettromagnetico, definiti dalla legge-quadro 36/2001 come criteri localizzativi, standard urbanistici, prescrizioni e incentivazioni per l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili. La discussione delle misure da adottare per proteggere la salute di tutti noi non può restare chiusa tra le mura del Palazzo comunale. Chiediamo che all’elaborazione del regolamento comunale sulle emissioni elettromagnetiche possano partecipare tutti i cittadini, tutte le loro associazioni (a cominciare da Aria, che da anni si batte per il risanamento ambientale), gli organismi scolastici, le forze politiche di maggioranza e di opposizione. Solo così Recale potrà riappropriarsi del diritto di gestire il proprio territorio e di sanare le illegittimità consentite da un decreto legge che è stato dichiarato incostituzionale.

Il segretario Vincenzo De Angelis

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Coming Out, 8 novembre 2003
Rinviata la presentazione del libro “Principesse Azzurre”
Senza una sede, il Circolo Coming Out aspetta il Sindaco Falco

Per impegni improvvisi delle ospiti, l’appuntamento di martedì 11 novembre per la presentazione del libro “Principesse Azzurre” è stato rinviato al 9 dicembre, alle ore 17:30, sempre presso l’Aula Magna della Facoltà di Scienze MM. FF. NN. della Seconda Università di Napoli.

In quella occasione, insieme a Delia Vaccarello, curatrice del testo e giornalista per l’Unità, giornale sul quale pubblica, ogni martedì, una rubrica sul mondo e sulle vicende glbt, saranno presenti Fatima Curzio, scrittrice napoletana, e Rosaria Iodice, autrice di uno dei racconti raccolti nel libro e portavoce nazionale per le donne del Bari Pride 2003. Barbara Alberti, invece, ha dovuto disdire la sua presenza per impegni che le renderanno impossibile partecipare ad iniziative di questo tipo per alcuni mesi.

Il Circolo Coming Out si scusa per l’improvviso rinvio, nient’affatto dipendente dalla volontà né degli organizzatori né delle ospiti, con quanti avessero ricevuto una diversa informazione.

Intanto, nel proseguire le attività poste nel calendario degli appuntamenti autunnali, che prevede una nuova raccolta di firme per i PACS e la distribuzione di altro materiale informativo per domenica 23 novembre, in Largo San Sebastiano, dalle 10:00 alle 13:30, il Circolo Coming Out, senza una sede fissa dove tenere le proprie riunioni, aspetta che il Sindaco Falco possa tener fede alla parola data il 28 giugno scorso e ricevere i rappresentanti dell’associazione per un confronto sui temi dell’impegno che da mesi questi ultimi stanno portando avanti.

Circolo di Iniziativa e Cultura Omosessuale Coming Out


Il Giornale di Caserta, 7 novembre 2003
Antenna Omnitel: documenti introvabili per sei ore

RECALE – Una cartella fantasma. Sei ore di attesa. L’imbarazzo di impiegati e funzionari. È quanto hanno dovuto subire ieri i consiglieri di minoranza Filiberto Gianoglio, Giuseppe Lasco e Ovidio Gadola, “colpevoli” di aver chiesto la visione degli atti relativi dell’istallazione dell’antenna Omnitel–Vodafone che dal 17 ottobre campeggia sui tetti di un palazzo del centro storico. “Mi sono recato in municipio –ha poi spiegato Gianoglio– perché le mamme di alcuni studenti della scuola media Giovanni XXIII, istituto situato a pochi metri dal ripetitore, mi avevano confidato il sospetto che l’antenna fosse già in funzione. Potevano essere le 13 e 20, quando ho raggiunto l’ufficio del responsabile dell’area urbanistica, Luigi di Rosa. Ero semplicemente intenzionato a sfogliare la documentazione e verificare tra le carte vi fosse anche la comunicazione con cui le società di telefonia informano i comuni della messa in funzione degli impianti. L’ingegnere però era assente e l’impiegato Giovanni Mastellone mi ha comunicato che l’incartamento era stato consegnato qualche giorno prima al sindaco Americo Porfidia, anch’egli assente. Mi sono portato allora in segreteria, ma né la segretaria Rosa Ferraro né il responsabile degli affari generali Emilio Esposito mi hanno saputo aiutare, anzi ho avuto la sensazione che non sapessero nemmeno di cosa stessi parlando. A quel punto –ha continuato Gianoglio– ho raggiunto telefonicamente Porfidia, il quale mi ha detto che la cartella con i documenti era nelle mani del consulente legale dell’ente, Fulvio Savastano. Pensavo di essere finalmente giunto a destinazione; immaginerà dunque quanta delusione ho provato nello scoprire che l’avvocato aveva da poco abbandonato il municipio. Ho richiamato Porfidia, il primo cittadino però, anziché discolparsi ed inventare una scusa, anche banale, per giustificarsi di un fatto gravissimo, mi ha risposto che se volevo visionare quegli atti dovevo inoltrare una richiesta; sarebbe stato lui poi a dirmi quando avrei potuto consultarli. Una cartella con dei documenti pubblici era sparita –ha concluso Gianoglio–, e il sindaco l’unica cosa che mi ha saputo dire e che dovevo fare una richiesta, negando, a me consigliere comunale, il diritto–dovere di visionare ogni atto del comune e di ottenere dagli impiegati e dai funzionari tutte le notizie e le informazioni utili, così come prescrive il Testo unico”. Il consigliere di opposizione alle 13 e 45, stanco di rimbalzare da un ufficio all’altro, ha informato della vicenda i carabinieri e alle 14 e 10, in compagnia di Lasco, ha chiamato persino in prefettura. Alle 16 è giunto in Municipio anche Gadola e i tre hanno dovuto attendere che arrivasse Porfidia alle 18 per poter finalmente visionare quelle carte”. La Omnitel non ha inviato nessuna comunicazione di messa in funzione, ma sono tanti a sospettare che quell’antenna sia attiva da giorni.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 6 novembre 2003
Margherita: verso il congresso tra addii e nuovi arrivi

RECALE – Anche la Margherita cittadina sta vivendo con apprensione le ultime quarantotto ore che la separano dal congresso provinciale, facendo attenzione, però, a non scuotersi troppo per non mollare altri petali per strada. Non ne varrebbe la pena, tra l’altro, visto che, a sentire le voci che circolano, sarebbe già stato siglato l’accordo tra il parlamentare Pierino Squeglia, attuale reggente, e il suo antagonista storico Enzo Cappello. Una carica politica di prestigio e la dirigenza di qualche ente strumentale promesse al secondo, garantirebbero la segreteria al primo, con tanto di acclamazione. Alla volta di San Nicola la Strada, città che sabato ospiterà i lavori congressuali, partiranno almeno tre rappresentati del movimento: Osvaldo Argenziano, Giuseppe Lasco ed Angelo Racioppoli. Mancherà all’appello Ovidio Gadola, “lanciato verso traguardi sempre più ambiziosi in rappresentanza delle nostre comunità”, si legge in una nota diffusa dal Patto dei liberaldemocratici di Mario Segni. Le diplomazie hanno cercato di persuaderlo, Gadola, tuttavia, che si considera “sedotto e abbandonato”, non sembra intenzionato a tornare indietro. Eppure, mai come in questo frangente, la Margherita è un “bottino” appetitoso. Lo sanno bene Americo e Domenico Porfidia, i quali continuano a navigare solitari ma, prima o poi, dovranno pur attraccare. Mimmo, consigliere regionale, dopo aver ufficializzato la rottura con l’Udc, dichiarò che si sarebbero trasferito in un’altra formazione di centro. Ora, a meno che non vogliano suicidarsi tra le mura di Forza Italia o non abbiano intenzione di aumentare l’entropia che anima l’Udeur, non restano altri soggetti politici di centro che, oltre alla Margherita, potrebbero soddisfare le pretese dei fratelli “baciati dal sole”. Da palazzo Santa Lucia a Napoli, sede del parlamento regionale, già arriva l’eco di un’amicizia che Mimmo avrebbe stretto con Antonio Valiante, assessore “demitiano” ai lavori pubblici. Un altro indizio potrebbero essere quel manifesto sul miliardo di finanziamenti recuperato che Americo, sindaco di Recale, ha fatto affiggere in piazza Matteotti. Nel testo compare un esplicito ringraziamento alla Regione Campania “per aver saputo comprendere anche in questa circostanza le reali esigenze” della cittadina. Se è vero che in politica nulla è lasciato al caso, al lettore lasciamo almeno trarre le conclusioni.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


la Repubblica, 5 novembre 2003
Moretti: la lista a tre divide l'Ulivo

Caro direttore, veramente molto unitaria questa lista dell´Ulivo per le elezioni europee! Tre partiti dentro e quattro fuori. Non mi sembra che l´appello di Prodi andasse in questa direzione. E la stessa domanda di unità che viene dall´elettorato di centrosinistra esprime una richiesta semplice e precisa: trovare un modo per stare tutti insieme, intorno a un programma capace di individuare temi forti e condivisibili. Queste elezioni potrebbero offrire al centrosinistra l´opportunità di unirsi su valori che lo contraddistinguono: legalità internazionale, pace, difesa dello stato sociale, tutela dell´ambiente, difesa del pluralismo dell´informazione.
I partiti dell´Ulivo hanno presto rinunciato a costruire il massimo di unità possibile: mentre alcuni si sono chiamati fuori, altri hanno fatto una scelta nella quale è sempre più difficile riconoscere la proposta iniziale. Una lista composta da soli tre partiti (Ds, Margherita, Sdi) rischia di ottenere risultati tutt´altro che unitari e questa divisione iniziale può innescare una vera e propria esplosione centrifuga del centrosinistra, creandone due parodie: la versione "riformista" e la versione "radicale", entrambe con poca voglia di parlarsi e di vincere. Milioni di elettrici ed elettori si sentirebbero così ancora una volta ostaggio di una decina di dirigenti, della loro mancanza di generosità e di lungimiranza politica.
Lasciare una parte del proprio elettorato senza rappresentanza è una responsabilità grave: accresce i rischi di astensione, riducendo la possibilità di successo. Penso che una via d´uscita, finché si è in tempo, sia quella di riprendere la proposta di Prodi ripartendo dal cammino interrotto nel ´96: una federazione di partiti, aperta alla società, che parta dal programma e che riesca a trovare un´intesa con Rifondazione comunista. Questa formula si è già dimostrata vincente pochi mesi fa nelle elezioni amministrative, e allora perché non realizzarla anche per le europee?
Una coalizione forte e credibile deve, con personalità e autorevolezza, attrarre e persuadere, non porre barriere ancora prima di aver cominciato il proprio cammino. Accettare il veto dei socialisti dello Sdi sulla partecipazione di Antonio Di Pietro significa senz´altro dividere, non unire. Non è questo il messaggio che l´elettorato di centrosinistra ha cercato di comunicare negli ultimi due anni ai propri partiti. Non è questo il messaggio positivo che c´era nella proposta di Prodi. O forse avevo capito male?

Nanni Moretti - la Repubblica


Il Giornale di Caserta, 5 novembre 2003
Non c’è pace nella sezione combattenti

RECALE – Non c’è pace nella sezione dei combattenti e reduci. Dopo le contestazioni sulla gestione economica, solo in parte sedate da un intervento del presidente Gennaro Rossi lo scorso 26 ottobre, il gruppo dei soci simpatizzanti, rappresentato da Domenico Maglione, ritorna all’attacco. Sotto accusa stavolta il provvedimento disciplinare (una sospensione di dieci giorni) assunto dal segretario Tommasino Damasco ai danni del simpatizzante Pietro Costantino. Un’azione, intrapresa in nome e per conto del consiglio direttivo, non contemplata dal regolamento, che prevede solo l’ammonizione o, nei casi più gravi, l’espulsione. “Dichiarano di attenersi scrupolosamente alle norme procedurali –ha denunciato Maglione– e poi prendono simili cantonate”. E, in effetti, in nota invitata dallo stesso Damasco al rappresentante dei soci simpatizzanti, datata 27 ottobre, il consiglio direttivo ha ammesso che la procedura utilizzata non era conforme alle prescrizioni dell’articolo 14 del regolamento. “Pensavamo –ha continuato Maglione– che con l’elezione del nuovo consiglio direttivo, giunta dopo i fatti incresciosi dell’estate, gli animi si placassero e si potesse finalmente intraprendere insieme, da persone civili quali siamo, una corretta e serena gestione della sezione, così come accade in altre realtà associative della provincia. Evidentemente ci siamo sbagliati”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale Caserta, 4 novembre 2003
“Mastroianni la smetta di inseguire le farfalle”

RECALE – Non accenna a placarsi la diatriba tra Andrea Mastroianni, delegato alle finanze, e Vincenzo Landolfo, consigliere di minoranza. Le esternazioni del primo, rilasciate qualche giorno fa ad altri colleghi, hanno spinto il secondo ad intervenire. “Mi rendo conto –esordisce Landolfo– che per l’assessore al bilancio, per nulla avvezzo alla gestione economica di un ente, possa essere di difficile comprensione, resta tuttavia il fatto inequivocabile che i revisori dei conti abbiano espresso un parere favorevole solo sui debiti fuori bilancio e sulle variazioni conseguenti, e non sul riequilibrio approvato, che resta anomalo e privo di parere. Quando poi si discute dei debiti fuori bilancio e si cita l’articolo 194, anche i bambini sanno che ci si riferisce alla legge 267 del 2000. Evidentemente, Mastroianni non conosce quest’impianto normativo ed è per questo che dice un’infinità di sciocchezze. È ovvio –incalza Landolfo– che i debiti fuori bilancio derivanti da sentenze passate in giudicato vadano riconosciuti e legittimati, l’assessore però dimentica che esiste una circolare della corte dei conti che impone alle amministrazioni di ricostruire la vicenda, valutare l’eventuale danno erariale e avviare tutte le azioni di recupero delle somme che il comune, in questo caso il nostro, è stato obbligato a pagare a causa dell’inerzia e della superficialità delle passate gestioni. Nella proposta di delibera con la quale si è proceduto al riconoscimento del “pacchetto” dei debiti fuori bilancio, non c’era niente di tutto questo. Se Mastroianni fosse meno distratto, meno arrogante e la smettesse di inseguire le farfalle –ironizza Landolfo–, si renderebbe conto che il suo riequilibrio a fine anno porterà a 600 milioni di lire di minori entrate. Mi limito a citare qualche dato. Dei 300 milioni previsti per il condono fiscale, ne ha recuperati solo 20. Perché i termini per usufruire dei benefici sono scaduti il 30 settembre, dove prenderà i restanti 280 milioni? Dei 110 milioni previsti per multe, fino ad ottobre in cassa ne risultano 15. Forse pensa di diffondere qualche volantino per chiedere agli automobilisti di essere più indisciplinati? Dei 400 milioni previsti per le concessioni edilizie, ad oggi ne ha incassati solo 170. Ogni buon padre di famiglia cercherebbe a questo punto di ridurre le spese, ma il sindaco Americo Porfidia cosa fa? Sicuramente consigliato dal suo assessore, allarga la folta schiera di consulenti, assumendo un altro ingegnere e un comandante dei vigili a tempo pieno, e continua –conclude Landolfo– a sprecare risorse in consulenze legali inutili e in costituzioni in giudizi contro il comune di Recale, come è accaduto per il ricorso sul piano regolatore”.

Claudio Lombardi, Il Giornale Caserta


Il Giornale di Caserta, 3 novembre 2003
De Angelis: “Il miliardo perduto, solo una farsa”

RECALE – Da qualche tempo ormai lo scontro tra il governo retto da Americo Porfidia e i gruppi di opposizione rappresentati da Filiberto Gianoglio, Vincenzo Landolfo, Ovidio Gadola e Giuseppe Lasco dalla sala consiliare di via Municipio, ove non è certo scemato, ha raggiunto piazza Matteotti. Lo dimostrano i manifesti, dell’una e dell’altra parte, che tappezzano, soprattutto nei fine settimana, le pareti dell’agorà cittadina. Risale a sabato il tazebao di Porfidia, con il quale la maggioranza consiliare, non curante dei rischi legati all’abuso di edulcoranti, tesse le lodi del consigliere regionale Domenico Porfidia, osannato per aver recuperato un finanziamento di un miliardo di vecchie lire perso dalla passata amministrazione. “Grazie al mirabile impegno dell’onorevole presso il governo regionale –si legge– siamo riusciti a riottenere quel finanziamento nella sua integrità. Grazie di cuore quindi all’onorevole Mimmo Porfidia, che ci rappresenta egregiamente in Regione, seppure dalla difficile posizione della minoranza (?, ndr)”. E ancora, “grazie soprattutto a quei cittadini che con il loro voto hanno elargito al nostro esponente regionale quella fiducia che oggi lui ripaga pienamente, impegnandosi a fondo per tutelare, garantire e preservare gli interessi della collettività recalese, dando la giusta e meritata visibilità alla nostra comunità negli ambiti regionali”. A stretto giro di posta, ieri mattina, è arrivata la replica sarcastica del segretario dei Democratici di sinistra Vincenzo De Angelis, che ha distribuito le locandine di una fantomatica rappresentazione teatrale, incentrata sul miliardo perduto. “Il testo del manifesto del sindaco –ha ironizzato– sembra il prologo di una lacrimevole farsa, ove si narra dell’inaudito caso di un finanziamento che si perde e si ritrova un giorno sì e uno no. Alla fine solo il “mirabile impegno” della fraterna dedizione è riuscito a ricondurre al focolare domestico l’agognato malloppo. Mi chiedo quando la smetterà di utilizzare il denaro pubblico per fare propaganda elettorale”. Alle critiche di De Angelis si sono unite quelle di Gadola, referente del Patto dei liberaldemocratici, che ha condiviso l’iniziativa dei diessini e ha preannunciato azioni simili nei prossimi giorni.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta

Il Giornale di Caserta, 2 novembre 2003
Porfidia: “Un miliardo di ragioni per essere ottimisti!”

RECALE – “Un miliardo di ragioni per essere ottimisti”. È questo l’incipit di una nota diffusa nella giornata di ieri dal sindaco Americo Porfidia. Il motivo di tanto ottimismo è il recupero di risorse finanziarie per la costruzione di opere di pubblica utilità. “Grazie all’impegno del consigliere regionale Domenico Porfidia – ha dichiarato il primo cittadino–, siamo riusciti ad aprire uno spiraglio per accedere a quel miliardo di finanziamenti regionali che per incompetenza l’amministrazione retta da Ovidio Gadola nella scorsa primavera ha buttato al vento. Al comune di Recale erano stati concessi 260 milioni di vecchie lire per il 2000 e altri 715 per l’anno successivo. Le risorse assegnate potevano consentire il completamento di opere pubbliche o la costruzione di nuove opere, come acquedotti, fognature, impianti di depurazione, strade, piazze, parcheggi, cimiteri, mercanti, impianti di illuminazione e tante altre cose. L’ente non doveva fare altro che approvare e trasmettere, entro 180 gironi dalla notifica, le copie autentiche di una serie di atti deliberativi. Il termine per effettuare questa semplice operazione scadeva nell’aprile del 2002. Noi, subentrati al governo della città nel maggio del 2002 non ci siamo rassegnati. E come dicevo, grazie al mirabile lavoro di Porfidia e grazie anche alla disponibilità mostrata dalla giunta regionale –ha concluso il primo cittadino– siamo riusciti a riottenere il finanziamento”.

Il Giornale di Caserta, 2 novembre 2003


 
 sommario

Pascarella e Casillo: "Consiglio da sciogliere"
dal Giornale di Caserta

Stabilizzazione ex Lsu: mistero sui nomi
dal Giornale di Caserta

festa dell'Unita'

Dal Consiglio la stabilizzazione
di sei ex Lsu

dal Giornale di Caserta

Quattro fatture "dimenticate"
nel cassetto

dal Giornale di Caserta

Elettrosmog: vertice del centrosinistra
Iniziata raccolta firme per smantellare l'antenna

da Fuori Tema

Gadola jr presidente dei liberaldemocratici
dal Giornale di Caserta

Landolfo: "Si va verso il dissesto finanziario"
dal Giornale di Caserta

L'antenna si "muove" ma la città resta a guardare
dal Giornale di Caserta

Patto Segni: Gadola responsabile enti locali
dal Giornale di Caserta

Orario ridotto: ex Lsu
sul piede di guerra

dal Giornale di Caserta

Un candidato oltre la coalizione
dal Mattino

Permessi di soggiorno
in nome di Dio

dalla Repubblica

Gadola: "Al congresso non mi hanno invitato"
dal Giornale di Caserta

Recale: "Campi e.m. lontano dai nostri ragazzi"
dal Giornale di Caserta

Elettrosmog: dibattito a "scosse"
dal Giornale di Caserta

Rinviata la presentazione del libro "Principesse Azzurre"
da Coming Out

Antenna Omnitel: documenti introvabili
per sei ore

dal Giornale di Caserta

Margherita verso il congresso tra addii e nuovi arrivi
dal Giornale di Caserta

Moretti: la lista a tre divide l'Ulivo
dalla Repubblica

Non c'è pace nella sezione combattenti
dal Giornale di Caserta

Mastroianni la smetta di inseguire le farfalle
dal Giornale di Caserta

Il miliardo perduto,
solo una farsa

dal Giornale di Caserta

Un miliardo di ragioni
per essere ottimisti

dal Giornale di Caserta

serata multietnica
serata multietnica
Caserta, venerdi 7/11

 

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