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Il
Giornale di Caserta, 28 novembre 2003
Pascarella e Casillo:
“Consiglio da sciogliere”
RECALE – La “morte” precoce del piano regolatore
generale (strumento adottato appena due anni fa dall’amministrazione
Gadola e non divenuto mai operante) è giunta sul tavolo
del ministro dell’interno Giuseppe Pisanu. A denunciare
le stranezze delle ultime fasi di un travagliato iter amministrativo,
i senatori Gaetano Pascarella dei Democratici di sinistra
e Tommaso Casillo dei Socialisti democratici. I due parlamentari
evidenziano come la provincia di Caserta nell’esprimersi
sullo strumento urbanistico non abbia rispettato i termini
stabiliti dalla normativa regionale. “Il piano doveva
intendersi approvato “ope legis” –si legge
nell’interrogazione, datata 23 ottobre–, essendo
decorso inutilmente il termine di un anno dalla presentazione,
e lo stesso andava solo pubblicato nelle forme prescritte.
Nonostante l’interesse alla definizione del procedimento,
l’attuale amministrazione ha omesso di dar seguito al
corretto iter amministrativo, tant’è che pende
giudizio innanzi al Tar della Campania. Il mancato adempimento
costituisce fatto grave in quanto rende efficace la disciplina
del previgente programma di fabbricazione, concretizzandosi
una palese elusione nelle nuove previsioni urbanistiche e
consentendo, in particolare, di utilizzare per fini edilizi
e residenziali zone destinate ad infrastrutture pubbliche.
Da accertare se tali immobili, beneficiati dall’inerzia
dell’amministrazione, non rientrino nella disponibilità
degli amministratori o dei loro congiunti”. Pascarella
e Casillo rilevano anche che la stessa compagine amministrativa
ha manifestato nella conduzione delle attività istituzionali,
come risulta da un altro ricorso amministrativo pendente,
comportamenti lesivi dei diritti dei consiglieri di opposizione,
i quali sono stati privati delle loro prerogative durante
l’esame e l’approvazione del bilancio di previsione.
“Nella seduta del 12 giugno –si legge nella stessa
interrogazione– il presidente del consiglio (Bartolomeo
Rossi, ndr), appartenente al gruppo di maggioranza, ha impedito
ad un consigliere di minoranza (Filiberto Gianoglio, ndr)
di partecipare alla discussione, avendolo indebitamente allontanato
dall’aula. Lo stesso presidente, dopo aver dichiarato
lo scioglimento della seduta, consentiva la ripresa dei lavori”.
I due parlamentari chiedono al ministro Pisanu, in relazione
alle gravi e reiterate violazioni di legge da essi rappresentate,
se esistono i presupposti per procedere allo scioglimento
del consiglio comunale.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
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il testo dell'interrogazione (file Word 22,5 kb)
Il
Giornale di Caserta, 28 novembre 2003
Stabilizzazione Lsu,
rimane il mistero sui sei nomi
RECALE
– Nei corridoi del palazzo municipale non si parla d’altro.
Da quando si è diffusa la notizia che la manovra di
assestamento contabile, la cui discussione è prevista
in serata, contiene, tra l’altro, le risorse per la
stabilizzazione completa (trentasei ore settimanali e il cento
per cento dello stipendio) di sei dei diciassette lavoratori
“ex Lsu”, si è innescata un’ardente
discussione sull’identità dei beneficiari. Lontano
da orecchi e occhi indiscreti, si vocifera di qualche manutentore,
dell’impiegato dell’area sociale, di alcuni ausiliari
del traffico, nessuno però si azzarda pubblicamente
ad avanzare i primi nomi e cognomi. Nemmeno il consiglio di
questa sera, probabilmente, darà soddisfazione ai curiosi:
stanziate le disponibilità economiche, bisognerà
infatti attendere la prima assemblea trattante, alla quale
partecipano i lavoratori, le organizzazioni sindacali, il
segretario comunale e i membri dell’esecutivo, per conoscere
i dettagli di un eventuale piano di stabilizzazione. Piano
a lungo agognato dai diciassette dipendenti, stanchi di dover
svolgere la loro attività solo trenta ore a settimana,
di percepire poco più dell’ottanta per cento
dello stipendio e soprattutto di essere considerati di una
classe inferiore dai colleghi “anziani” e da qualche
funzionario inetto. Il sindaco Americo Porfidia è sempre
apparso restio a discutere dell’argomento. Ci si augura
dunque che questa sia la volta buona, che la maggioranza si
assuma le sue responsabilità e che venga redatto un
progetto che stabilizzi i primi sei lavoratori ma che tuteli
anche il futuro dei restanti undici.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 27 novembre 2003
Dal consiglio la stabilizzazione
di
sei ex Lsu
RECALE – Si profilano due settimane di intensa attività
consiliare per il parlamento di via Municipio. I lavori inizieranno
domani sera con una seduta, per la quale il presidente Bartolomeo
Rossi ha fissato un ordine del giorno con undici argomenti.
Il primo tema in discussione sarà l’approvazione
della variazione di assestamento generale al bilancio di previsione
per l’esercizio finanziario in corso, cui seguiranno
le ratifiche di tre delibere di giunta relative ad altrettante
variazioni di bilancio. Dalle fitte maglie dell’ufficio
ragioneria è trapelata l’indiscrezione che nella
manovra di assestamento siano presenti anche le risorse per
la stabilizzazione completa di almeno sei lavoratori ad orario
ridotto (per intenderci, gli “ex Lsu”), la cui
identità è ancora segreta. Si passerà
poi al trasferimento di un mutuo di circa duecento mila euro
dal progetto di ristrutturazione della vecchia casa comunale
a quello della costruzione del nuovo palazzo municipale. Seguirà
la presa d’atto della mancata presentazione delle osservazioni
alla variante al piano di fabbricazione per la localizzazione
dell’area destinata agli insediamenti produttivi e la
modifica del regolamento edilizio per la norma sull’indice
di fabbricabilità delle zone “B”, indice
che dovrebbe scendere di un punto (da quattro a tre). Tra
gli argomenti da esaminare compaiono pure una convenzione
per disciplinare l’utilizzo del centro polivalente di
viale dei Pini, la nomina di una consulta comunale per la
scuola (ci si augura che sia più attiva di quella per
l’ambiente) e infine il riconoscimento della legittimità
di due debiti fuori bilancio che l’ente ha nei confronti
dell’Istituto diocesano di Caserta. Il presidente Rossi
ha dichiarato che farà di tutto per gestire al meglio
un’adunanza che si annuncia lunga ed impegnativa. La
necessità del caso lo obbligherà a far rispettare
con estremo rigore il regolamento. Una condotta che potrebbe
indispettire i consiglieri di minoranza Filiberto Gianoglio,
Vincenzo Landolfo, Ovidio Gadola e Giuseppe Lasco, i quali
in altre occasioni hanno stigmatizzato la severità
di Rossi. Conoscendo i tempi del parlamento cittadino, è
escluso comunque che i nostri “affezionatissimi”
riusciranno in un’unica seduta ad esprimersi su tutti
i temi in agenda. È possibile dunque già pronosticare
un aggiornamento dei lavori ai primi giorni di dicembre. Quel
che è certo è che il consiglio comunale nel
mese prossimo tornerà a riunire il 15 per la disamina
e l’approvazione del conto consuntivo dell’esercizio
2002. Sul rendiconto Landolfo ha manifestato anzitempo tutte
le perplessità dell’Ulivo e ha “profetizzato”
un imminente dissesto finanziario.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 24 novembre 2003
Quattro fatture “dimenticate”
nel cassetto
RECALE
– Per un anno ha effettuato piccole e grandi forniture,
a fronte delle quali ha emesso almeno quattro fatture che
il comune, suo committente, non ha ancora saldato. Potrebbe
essere riassunta così, ma le faremmo un torto, la traversia
della signora Anna Russo, che a Recale, in via Roma, gestisce
un negozio di fiori. “Dal luglio del 2002 al giugno
di quest’anno –rivela la stessa Russo– si
sono rivolti a me il sindaco Americo Porfidia, il vicesindaco
Francesco Ommeniello e il consigliere Pietro Mingione”.
In varie circostanze: “Dalla settimana d’estate
alla celebrazione del 4 novembre, dai festeggiamenti in onore
di sant’Antimo all’inaugurazione di alcuni esercizi”.
Ogni qualvolta insomma che l’amministrazione ha avuto
bisogno di piante e di fiori ha bussato alla porta della Russo.
Quando però la titolare di “Non solo fiori”
ha chiesto il pagamento di alcune fatture arretrate ha ottenuto
un “fascio” di risposte evasive. “Mi hanno
parlato –prosegue– di determine, di economato,
di note di credito, addirittura mi hanno invitato a rifare
la fatturazione. Quando ho raccontato la storia al mio commercialista,
ha granato gli occhi ed è rimasto senza parole per
qualche istante”. Ma non sono i soldi (in totale, circa
cento euro) ad aver spinto la giovane donna a contattare il
nostro giornale. “Sia chiaro –precisa– quei
pochi spiccioli non metteranno in crisi la mia attività.
Tra l’altro, lavorando con i fiori si impara presto
che più del denaro vale il sorriso di un cliente. Se
ho chiesto il vostro aiuto è solo per stigmatizzare
l’atteggiamento di sufficienza che è stato assunto
nei miei riguardi. Un amministratore –tuona la Russo–
è arrivato a dirmi che “ero poco intelligente”
e non capivo i complessi meccanismi della finanza pubblica.
Ma stiamo scherzando?”. Bella domanda! La giriamo all’assessore
al bilancio Andrea Mastroianni, il quale non mancherà,
ne siamo certi, di fornire le delucidazioni del caso, almeno
sui risvolti squisitamente economici. Resta però l’aspetto
più fastidioso della vicenda: il sospetto che qualcuno
abbia dimenticato che governare un comune significa prima
di tutto porsi al servizio dei suoi cittadini.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
FUORI
TEMA – Laboratorio di pensiero, 20 novembre
2003
Elettrosmog: vertice
del centrosinistra in via Marconi
Iniziata raccolta firme per smantellare l’antenna
RECALE – È occorso un mese alle varie anime del
centrosinistra (con la sola eccezione dei diessini di Vincenzo
De Angelis, che sull’argomento hanno prodotto un interessante
dossier) per accorgersi che a Recale il 17 ottobre scorso
la Omnitel–Vodafone ha istallato sul tetto di un palazzo
nel centro storico una stazione radio base per la telefonia
mobile. L’allegra brigata (i Socialisti democratici
di Filiberto Gianoglio, la Margherita di Giuseppe Lasco e
di Angelo Racioppoli e la rediviva Rifondazione comunista
di Nicola Argenziano) si è data appuntamento a questa
sera nella sede della Quercia, in via Guglielmo Marconi. Ci
risulta che all’incontro è stato inviato anche
il delegato regionale per gli enti locali del Patto dei liberaldemocratici,
Ovidio Gadola, in qualità di capogruppo consiliare
di Unione democratica. Obiettivo dell’interpartitico
“allargato” è la convocazione a stretto
giro di posta di una assemblea pubblica per affrontare il
problema dell’inquinamento elettromagnetico in città.
“La
corte costituzionale –si legge in una nota diramata
dalla segreteria dei Democratici di sinistra– ha restituito
agli enti locali quei poteri di gestione del territorio che
il decreto Gasparri aveva illegittimamente cancellato. Spetta
quindi alle regioni ed ai comuni la determinazione degli obiettivi
di qualità in materia di inquinamento elettromagnetico,
definiti da una legge quadro del 2001 come criteri localizzativi,
standard urbanistici, prescrizioni e incentivazioni per l’utilizzo
delle migliori tecnologie disponibili. Sappiamo che l’assessore
Antimo Argenziano ha redatto una bozza di regolamento che
è al vaglio del sindaco Americo Porfidia e della maggioranza.
Riteniamo tuttavia che la discussione delle misure da adottare
per proteggere la salute della nostra comunità non
possa restare chiusa tra le mura del palazzo comunale. Chiediamo
pertanto che alla redazione definitiva del regolamento sulle
emissioni elettromagnetiche partecipino i cittadini, le associazioni,
gli organismi scolastici e le forze politiche di maggioranza
e di opposizione”. A proposito di cittadini, da qualche
giorno è partita anche una raccolta di firme per sollecitare
Porfidia ad affrontare la questione delle antenne (spesso
ci si dimentica che ne esiste un’altra in viale dei
Pini). L’iniziativa, che già ha ottenuto il consenso
di circa centocinquanta persone, è stata intrapresa
da un comitato spontaneo di famiglie residenti in via Roma.
Claudio
Lombardi, FUORI TEMA
Il
Giornale di Caserta, 19 novembre 2003
Gadola
junior presidente dei liberaldemocratici
RECALE – Arnaldo Gadola è il presidente del neonato
circolo territoriale Recale–San Nicola la Strada del
Patto dei liberaldemocratici, soggetto politico fondato e
rappresentato in ambito nazionale da Mario Segni. Lo ha stabilito
all’unanimità l’assemblea costituente,
che si è riunita lunedì sera nella sede del
partito, in via Roma, al civico 23. Ha proporre il nome di
Gadola junior è stato il responsabile provinciale del
movimento Giovanni di Carluccio, presente ai lavori al fianco
di Gadola senior (alias Ovidio), delegato regionale per gli
enti locali. Il coordinamento del circolo è stato invece
assegnato, sempre all’unanimità, a Bruno Cirillo
di San Nicola. Il presidente e il coordinatore rimarranno
in carica almeno fino alla primavera del 2004 e avranno il
compito “ingrato” di diffondere sul territorio
il messaggio di una formazione che in Italia può vantare
un consenso, in termini percentuali, non superiore a qualche
centesimo. “Dovremo affrontare battaglie durissime –ha
dichiarato Gadola junior al termine dell’assemblea–
anche perché il progetto di Segni non piace né
alla destra né alla sinistra. Al Polo perché
diciamo senza peli sulla lingua che hanno tradito le attese
e stanno creando le premesse per un disastro politico e probabilmente
anche elettorale. All’Ulivo perché un centrodestra
quale noi progettiamo costituirebbe un avversario più
insidioso della Casa delle libertà, o quantomeno non
più attaccabile sul piano della serietà, del
conflitto di interessi e degli imputati eccellenti. Non vogliamo
cambiare le regole del gioco, ma i giocatori. Non ci dispiace
che l’Italia sia governata dal centrodestra, crediamo
tuttavia che abbia diritto ad un centrodestra migliore. Lo
stesso vale per l’altra parte –ha ironizzato–,
ma non possiamo far tutto noi”. Soddisfazione è
stata espressa da Gadola senior per lo straordinario numero
di adesioni (circa cinquanta) raggiunto. “Non speravamo
–ha commentato– in un risultato così lusinghiero.
Evidentemente, anche a Recale l’esigenza di un centro
moderato e liberale è molto sentita. Rispetto gli amici
che credono e continuano a militare nell’Ulivo, verso
i quali ancora mi lega una sintonia di carattere amministrativo,
ma i miei obiettivi politici –ha concluso– sono
altri: contribuire a far crescere e portare al governo del
Paese una classe dirigente più competente di quella
attuale”. Il circolo di Recale–San Nicola si aggiunge
a quelli già esistenti di Marcianise e di Capodrise–Portico.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 18 novembre 2003
Landolfo: “Si
va verso il dissesto finanziario”
RECALE – La seduta consiliare per l’approvazione
del conto consuntivo del 2002 si celebrerà il 15 dicembre.
Lo ha stabilito nella giornata di ieri il presidente Bartolomeo
Rossi. Sul documento contabile, che rappresenta il momento
conclusivo della gestione annuale dell’ente, interviene
il consigliere di minoranza Vincenzo Landolfo. “I numeri
che ho letto nello schema approvato in giunta –esordisce
Landolfo– sono sconcertanti. Il fondo di cassa al 31
dicembre del 2002 è sceso da 1,5 milioni a poco più
di 550 mila euro. Questo significa che l’amministrazione
del sindaco Americo Porfidia in pochi mesi di gestione è
stata capace di spendere circa 900 mila euro, pari a quasi
2 miliardi di lire in più di quelli che ha incassato.
L’avanzo di amministrazione è precipitato da
576 mila a 31 mila euro. I revisori dei conti nel valutare
il consuntivo hanno dichiarato che questa somma è talmente
esigua che non garantisce alcuna tranquillità per il
futuro. Dai residui attivi (crediti vantati dall’ente
verso i terzi, ndr) l’assessore Andrea Mastroianni ha
eliminato ben 637 mila euro, pari a circa 1,2 miliardi di
vecchie lire, senza addurre alcuna motivazione, sebbene la
normativa in materia sia chiarissima. In seguito a questa
maldestra operazione, nell’ultimo consiglio comunale
l’opposizione ha sottoscritto un’interrogazione
per conoscere le ragioni per cui tutti quei residui sono stati
considerati inesigibili e quindi depennati. A distanza di
27 giorni non abbiamo ancora ricevuto risposta. Temo che saranno
costretti a giustificarsi dinanzi alla corte dei conti! Al
di là delle chiacchiere, restano i risultati di una
politica economica che non si è preoccupata di recuperare
risorse, ma solo di spenderle. Per quanto tempo ancora potrà
durare questa gestione finanziaria scellerata e irresponsabile?”,
si chiede Landolfo. “Purtroppo i 3 miliardi di lire
di fondo cassa e 1 miliardo di lire di avanzo di amministrazione
che la maggioranza dell’Ulivo ha lasciato in “dote”
all’attuale compagine è stata già sperperata
nei primi sette mesi di governo. Continuando così questi
signori porteranno il comune di Recale al dissesto finanziario.
Il collegio dei revisori dei conti, presieduto da Giuseppe
Fattopace, nella relazione al rendiconto ha espresso per l’ennesima
volta una serie di rilievi finalizzati a dare una frenata
agli sprechi e una virata decisa al recupero dei crediti.
Dubito tuttavia –conclude Landolfo– che Porfidia,
Mastroianni e compagni abbiano quella dose di umiltà
necessaria per ascoltare un buon consiglio”. Prima di
affrontare il conto consuntivo, il parlamento cittadino sarà
chiamato a discutere dell’assestamento di bilancio.
L’adunanza è prevista per il 28 novembre.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 14 novembre 2003
L’antenna si
“muove” ma la città resta a guardare
RECALE
– Si sta dando un clamore eccessivo ai rilevamenti effettuati
dall’Arpac, qualche giorno fa, nelle immediate vicinanze
della stazione radio base della Omnitel–Vodafone, installata
ad ottobre in via Roma, 29. Non basta purtroppo costatare
che le emissioni elettromagnetiche di quel ripetitore (o dell’altro,
situato in viale dei Pini) siano inferiori ai limiti stabiliti
della legge per sentirsi protetti dai pericoli paventati finanche
dal sindaco Americo Porfidia. Anche perché solo gli
ingenui potevano pensare che la Vodafone, multinazionale della
telefonia dai bilanci plurimilionarii, montasse proprio a
Recale un impianto che non fosse perfettamente rispettoso
della normativa vigente. Se in Italia e nel mondo ci si interroga
sui rischi legati all’elettrosmog è perché
la scienza, stordita dagli interessi economici, non ha ancora
stabilito con certezza se esiste un legame diretto fra l’esposizione
ai campi elettromagnetici ad alta frequenza e l’insorgenza
di forme tumorali. Ma se anche si esprimesse a favore delle
antenne, varrebbe la pena di dubitare. La storia recente dell’umanità
è piena infatti di sostanze certificate come innocue
e poi rivelatesi nefaste. La talidomite era il principio attivo
di un sonnifero, messo in commercio a partire dalla metà
del secolo scorso, ritenuto prodigioso e privo di effetti
collaterali. Fu consigliato a tutti, persino alle donne in
gravidanza. Si acquistava liberamente e senza ricetta medica.
Quando poi si cominciò a notare un numero elevato di
neonati deformi, biologi e pediatri iniziarono a studiare
questo raccapricciante fenomeno. Oggi si sa che la talidomite
provoca la focomelia, una malformazione congenita degli arti.
La saccarina, i lettori più anziani ne avranno memoria,
è uno zucchero sintetico che veniva ampiamente usato
per il suo alto potere dolcificante (500 volte superiore allo
zucchero che abbiamo nelle credenze). Più di venti
anni fa una ricerca provò che la saccarina aumentava
le probabilità di sviluppare il tumore alla vescica
nei topi da laboratorio. Tolto dal mercato, il composto non
è stato ancora riabilitato dalla comunità scientifica.
Che dire poi dell’amianto, usato e “strausato”
soprattutto nell’edilizia con il nome commerciale di
“eternit”. Dopo che aveva colonizzato i tetti
di tutti gli edifici pubblici, compresi ospedali e scuole,
e gran parte di quelli privati, si è scoperto che l’esposizione
alle sue fibre provoca malattie dell’apparato respiratorio
(asbestosi, carcinoma polmonare, etc). I campi elettromagnetici
sono difficili da valutare, ma di certo non hanno un effetto
benefico sull’organismo. Non sono come le sabbiatura
o i fanghi termali. Tanto dovrebbe essere sufficiente per
provocare una sollevazione politica, amministrativa e sociale.
E invece…
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 13 novembre 2003
Patto Segni, Gadola
responsabile enti locali
RECALE – Ha suscitato incredulità e sgomento
quando, qualche giorno fa, ha confessato di sentirsi abbandonato
dalla Margherita. Ha ingenerato scetticismo quando martedì
scorso ha dichiarato di non essere stato invitato al congresso
provinciale. Oggi provocherà un certo clamore per la
nomina di responsabile regionale per gli enti locali del Patto
dei liberaldemocratici che ha ricevuto da Mario Segni. Ovidio
Gadola insomma continua a stupire. E per chi avesse ancora
qualche dubbio o un terzo occhio da sgranare, possiamo aggiungere
che il 17 novembre, insieme con il responsabile provinciale
del movimento Giovanni Di Carluccio, presiederà alla
costituzione del circolo territoriale Recale–San Nicola
la Strada, in via Roma, 23, nella sede che fu prima di Unione
democratica e poi della Margherita. L’evento sarà
seguito dall’elezione del presidente e del coordinatore
del circolo (in lizza per una delle due cariche vi è
il fratello Arnaldo, che coordinerà i lavori dell’assemblea
costituente). L’occasione servirà anche per illustrare
ai compagni di cordata il nuovo progetto politico di Segni:
un terzo polo alternativo al centrosinistra, diverso però
dalla Casa delle libertà. I “pattisti”
non accettano che l’Italia sia costretta a scegliere
tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi. “Vi è una
fetta considerevole della popolazione –si legge in una
nota– che non vuole essere governata da uno schieramento
condizionato da Fausto Bertinotti, ma non accetta i ricatti
di Umberto Bossi. Un elettorato che non ha fiducia nel centrosinistra
per la sua litigiosità, ma è stufo della inconcludenza
dell’attuale governo”. A questa Italia i liberaldemocratici
vogliono dare una rappresentanza. A Recale Gadola ha assicurato
che continuerà la battaglia contro la maggioranza capeggiata
da Americo Porfidia, nonostante l’Ulivo non abbia mai
riconosciuto, a suo dire, gli sforzi profusi. Conserverà
quindi, almeno in ambito amministrativo, il rapporto con Giuseppe
Lasco della Margherita e la sintonia raggiunta in un anno
e mezzo di opposizione con il socialista Filiberto Gianoglio
e il diessino Vincenzo Landolfo. È probabile, però,
che Gadola scioglierà il gruppo consiliare di Unione
democratica e ne costituirà uno “misto”,
di cui forse conserverà la rappresentanza. Staremo
a vedere.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 12 novembre 2003
Orario ridotto: ex
Lsu pronti a scendere sul piede di guerra
RECALE
– Un “bizzarro” legislatore le definì
“attività socialmente utili” e furono affidate
ad una armata di lavoratori in mobilità o in cassa
integrazione straordinaria giunta al termine dei sussidi.
L’amministrazione comunale fino a qualche anno fa coordinava
quaranta unità di questo tipo, buona parte delle quali
furono poi assorbite dalla direzione didattica. Per diciassette
lavoratori nel 2001 il sindaco Ovidio Gadola promosse invece
una stabilizzazione (criticata da alcuni ed applaudita da
altri) che contemplava il loro inserimento nella pianta organica
dell’ente, con orario e paga ridotti. Benché
siano ormai dipendenti comunali e si considerino fortunati
rispetto a quanti continuano a navigare nel precariato, quei
lavoratori oggi sono stanchi di svolgere la loro attività
solo trenta ore a settimana, di percepire poco più
dell’ottanta per cento dello stipendio e soprattutto
di essere considerati di una classe inferiore dai colleghi
“anziani”, da funzionari inetti e da qualche assessore
che crede di essere unto dal Signore. Il sindaco Americo Porfidia,
forse imprigionato dalle difficoltà economico-finanziarie
del comune, è sempre apparso restio a discutere dell’argomento.
In un anno e mezzo di amministrazione nessun impegno formale,
nessuna promessa, nemmeno un cenno capace di alimentare la
speranza di ottenere innanzitutto dignità, ma anche
un trattamento economico paritetico. Fra non molto in consiglio
comunale approderà il conto consuntivo: potrebbe essere
un occasione per discutere della stabilizzazione completa,
un avanzo di cassa di trenta mila euro pronosticato dall’assessore
Andrea Mastroianni lascia tuttavia poco spazio alle parole.
Un fatto resta: l’organo esecutivo ha riacquisito la
gestione di alcuni servizi che la passata amministrazione
aveva demandato ad imprese esterne (manutenzione delle strade,
della segnaletica, del cimitero, etc) e la ha affidata proprio
ad un gruppo di ex Lsu. Questi lavoratori dunque, come del
resto quelli che operano negli uffici, sono utili. Perché
allora il primo cittadino non si decide ad affrontare la questione
delle trentasei ore settimanali? Aspetta che l’insoddisfazione
di queste parsone esploda?
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Mattino, 12 novembre 2003
Un candidato oltre
la coalizione
Fin
quando non si è concluso il congresso casertano della
Margherita ha preferito non parlare. Adesso, però,
Adolfo Villani, segretario della Quercia in Terra di Lavoro,
entra subito in argomento: lista unitaria, rilancio della
coalizione dopo il congresso degli ex popolari, le priorità
del programma, e l’imminente Festa regionale dell’Unità
(dal 27 al 30 novembre), dove sono attesi D’Alema e
Bassolino. Ieri il direttivo in vista dell’assemblea
congressuale nazionale.
Se la Margherita casertana è stata compatta dietro
il no al partito unico espresso da De Mita, è evidente
che, almeno su questo, Villani e i ds viaggiano su un altro
binario. «Siamo per le liste unitarie alle Europee dell’anno
prossimo, come passaggio necessario alla costruzione di un
unico soggetto politico riformista», conferma il segretario
della federazione. Quindi distanti da De Mita e dai suoi seguaci?
Villani preferisce parlare di disaccordo parziale. «Anzitutto
la posizione della Margherita sarà quella che esprimerà
il congresso nazionale di Bologna, venerdì e sabato
prossimi», ricorda. E poi De Mita non ha mica detto
che se passa la lista unitaria lui rompe. «Ha espresso
un suo giudizio, rimettendosi sempre - puntualizza Villani
- alle decisioni dell’assemblea nazionale». Quelle
del leader di Nusco sono, per il segretario ds, anzitutto
delle preoccupazioni. Legittime. Ad esempio: «Ha ragione
quando dice che il nuovismo, distruggendo le radici di questi
partiti, non porta da nessuna parte, si tratta infatti - prosegue
Villani - di costruire un soggetto federativo, un motore per
fare l’alleanza più grande».
La prova del nove? Sarà la campagna per il presidente
della Provincia. «Su questo ho già proposto agli
alleati un’assemblea plenaria del centrosinisra da tenere
al più presto», dice. La coalizione dovrà
pronunciarsi sul programma e sul metodo per la scelta del
candidato. Senza aspettare le Europee. «Non è
importante se sarà targato ds, Margherita, Sdi o altro:
l’importante - proclama Villani - è che abbia
la capacità di unificare tutta la coalizione, fino
al Prc e all’Italia dei valori e anche oltre».
Antonio
Pastore – segue
sul Mattino
la
Repubblica, 11 novembre 2003
I comboniani: "Permessi
di soggiorno in nome di Dio"
Il 15 novembre in 16 città i missionari daranno
ai migranti dei documenti virtuali. "Il signore è
con i nuovi schiavi"
ROMA
- Permessi di soggiorno rilasciati "in nome di Dio",
un facsimile dei documenti necessari agli immigrati per vivere
e lavorare nel nostro Paese rilasciati non dall'autorità
politico-istituzionale ma dall'autorità morale che
hanno i padri Comboniani e che verrà consegnato nelle
mani dei migranti irregolari. Succederà il 15 novembre
in 16 città da Roma a Venezia, da Salerno a Torino,
da Firenze a Napoli quando i padri comboniani si troveranno
davanti alle questure e alle prefetture e daranno gli attestati
agli immigrati accompagnando il tutto con manifestazioni di
fantasia come a Venezia dove ci sarà un "assalto
in barca" ("simbolico per carità" dicono
i comboniani) alla questura.
E' l'ultima inziativa a favore dei "migranti" che
i combattivi padri comboniani di Castel Volturno hanno messo
in piedi da quando, a giugno, si incatenarono, per un giorno
ed una notte alla questura di Caserta contro un blitz della
polizia, o le manifestazioni davanti a 23 prefetture del 5
ottobre scorso nel giorno della canonizzazione del Comboni.
Una sfida al mondo "indifferente" della politica
ma anche ai "cristiani impauriti", una sfida per
dire, con padre Giorgio uno dei promotori, che "Dio è
con loro, con i nuovi schiavi". "Il Dio dei potenti,
delle istituzioni, delle gerarchie anche ecclesiastiche, il
mondo dei privilegi può non essere d'accordo ma noi
usiamo il nome di Dio correttamente, Dio prende le difese
degli immigrati, fa causa comune con loro" è scritto
in una nota.
Andrea
Di Nicola – segue
sulla Repubblica
vedi anche “le citta’ dell’accoglienza”
su diesserecale
Il
Giornale di Caserta, 11 novembre 2003
Gadola: “Al
congresso non mi hanno invitato”
RECALE – Si considera il grande escluso dalla prima
convenzione provinciale della Margherita. Parliamo di Ovidio
Gadola, ex portavoce di uno dei due circoli territoriali,
oggi uomo di punta del partito Liberaldemocratico di Mario
Segni. “Non ho partecipato al congresso –spiega–
semplicemente perché nessuno mi ha invitato e non è
mia abitudine presentarmi in casa “altrui” senza
un invito. Confesso, però, che avrei avuto serie difficoltà
a prendere parte ai lavori, sapendo di dovermi limitare ad
applaudire a comando un nome preconfezionato”. Gadola
non nasconde la delusione che prova nei confronti del parlamentare
Pierino Squeglia, da sabato scorso segretario provinciale
della Margherita, e dei vertici del partito. “Ho sollevato
e affrontato in sede legale –argomenta– il problema
della ineleggibilità del sindaco Americo Porfidia.
Con Filiberto Gianoglio, ho presentato due ricorsi al tribunale
amministrativo per difendere il piano regolatore generale
e per denunciare l’arroganza del presidente del consiglio
comunale Bartolomeo Rossi e gli abusi che egli ha commesso
durante l’approvazione del bilancio di previsione 2003.
Mi aspettavo solidarietà e ho raccolto solitudine.
Allora, ho bussato a qualche porte, ma al di là di
una cortesia di facciata non ho trovato altro”. Eppure,
Gadola ritiene di aver dato molto al partito e alla coalizione.
“Sono stato un antesignano del centrosinistra –ricorda–,
tra i primi a Recale ad intuire la necessità di coniugare
l’anima cattolica dei democristiani con lo spirito progressista
dei comunisti. Dal novembre del 1997 al maggio del 2002, pur
tra mille difficoltà, sono stato il sindaco dell’Ulivo,
l’unico poi a non essere riconfermato alla guida del
centrosinistra nelle amministrative successive. Nel 1998 come
candidato al parlamento regionale ho portato quasi quattromila
voti alla cordata che sosteneva Antonio Bassolino, risultando,
tra l’altro, il primo dei non eletti della mia lista.
Se oggi Enzo D’Amore siede al parlamento di palazzo
Santa Lucia, lo deve anche al sottoscritto. E cosa ho ottenuto
in cambio? Nulla, i miei sforzi non sono stati mai ripagati.
Non ho bisogno della politica per vivere, se ho scelto di
trascurare il lavoro e la famiglia, l’ho fatto solo
per salvaguardare gli interessi dei miei concittadini”,
questa l’ultima battuta di Gadola.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 9 novembre 2003
Recale: “Campi
elettromagnetici lontano dai nostri ragazzi”
RECALE – Un’intensa attività di volantinaggio
è stata eseguita, nella mattinata di ieri, all’uscita
della scuola media “Giovanni XXIII”, dai gruppi
consiliari dell’Ulivo e di Unione democratica. L’istituto
sorge a pochi metri dal palazzo sul quale, dal 17 ottobre,
è stata istallata (e dal 2 novembre è funzionante)
una stazione radio base per la telefonia cellulare della Omnitel–Vodafone,
e questa “spiacevole” condizione lo ha reso il
luogo simbolo della protesta intrapresa di partiti dell’opposizione.
“Il mondo scientifico –hanno dichiarato–
esprime pareri discordanti circa gli effetti sulla salute
di una esposizione prolungata alle emissioni elettromagnetiche.
Nessuno di noi è, tuttavia, disposto a tollerare che
la risposta a questo interrogativo venga trovata a spese dei
propri figli. La sentenza della corte costituzionale del 25
settembre 2003 restituisce agli enti locali quei poteri di
gestione del territorio che il cosiddetto “decreto salv’antenne”
(decreto Gasparri del 2002, ndr) aveva illegittimamente cancellato.
Spetta, dunque, alle regioni ed ai comuni la determinazione
degli obiettivi di qualità in materia di inquinamento
elettromagnetico, definiti dalla legge quadro 36/2001 come
criteri localizzativi, standard urbanistici, prescrizioni
e incentivazioni per l’utilizzo delle migliori tecnologie
disponibili. Sappiamo –hanno aggiunto– che il
sindaco Americo Porfidia, l’assessore all’edilizia
privata Antimo Argenziano e i consiglieri di maggioranza stanno
tentando di affrontare il problema, ma la discussione delle
misure da adottare per proteggere la salute di tutti noi non
può restare chiusa tra le mura del gabinetto del primo
cittadino, ed è per questo che invitiamo i cittadini,
i genitori, gli organismi scolastici a far sentire la loro
voce per chiedere al comune di adottare con urgenza un regolamento
per le emissioni elettromagnetiche che impedisca il proliferare
di antenne nel centro abitato e in vicinanza delle scuole.
Pretendiamo, però, che all’elaborazione del regolamento
comunale possano partecipare tutti i cittadini, tutte le loro
associazioni, come il comitato Aria, gli organismi scolastici
e le forze politiche di maggioranza e di opposizione. Ciò,
beninteso, non prima di aver ottenuto che l’impianto
Omnitel–Vodafone venga spostato lontano dalla scuola
media. Solo così –hanno concluso– Recale
potrà riappropriarsi del diritto di gestire il proprio
territorio e di salvaguardare l’incolumità dei
suoi cittadini”
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
il
Giornale di Caserta, 8 novembre 2003
Elettrosmog: dibattito
a “scosse” sull’inquinamento,
ma il comitato Aria e la consulta per l’ambiente
continuano a tacere
RECALE – Dal 17 ottobre, sui tetti di un palazzo nel
pieno centro storico di Recale campeggia una stazione radio
base della Omnitel–Vodafone. L’istallazione di
una nuova antenna (la cittadina già “ospita”
in viale dei Pini un ripetitore della Tim) ha innescato un
dibattito, a tratti acceso, sui rischi dell’inquinamento
elettromagnetico. Abbiamo raccolto in questa pagina “speciale”
tutte le voci che ci sono pervenute: dal volantino del sindaco
all’e–mail inviataci dal segretario dei Democratici
di sinistra, passando per il documento redatto dal consiglio
d’istituto della scuola media “Giovanni XXIII”.
Mancano, e sono assenze che non ci sentiamo di giustificare,
la posizione di Aria, l’unica associazione ambientalista
presenta sul territorio, e quella (ammesso che il regolamento
approvato dal consiglio comunale preveda che possa prendere
delle posizioni) della consulta sull’ambiente.
La posizione
del governo cittadino
Una nuova campagna di veleni e di attacchi
politici in questi giorni è stata mossa nei confronti
dell’amministrazione comunale, ma i fatti e le date,
ancora una volta, mi aiuteranno a ristabilire la realtà.
È vero che il 7 marzo del 2002 alla Omnitel–Vodafone
è stato negato il permesso di impiantare il ripetitore,
è altrettanto vero però che il mio predecessore,
Ovidio Gadola, e la sua giunta non si sono poi adoperati per
dotare Recale di un regolamento che evitasse spiacevoli problemi.
Eppure il tempo a disposizione c’era: dal 13 dicembre
del 2001, data della richiesta di concessione, fino al 9 maggio
del 2002, giorno in cui la società di telefonia, non
rassegnatasi al diniego dell’ufficio tecnico, si è
rivolta al tribunale amministrativo regionale. Altra grave
omissione è la mancata costituzione in giudizio dell’ente
per tentare una qualche difesa. Non contento, Gadola non mi
ha mai fatto nessuna consegna o comunicazione in merito a
questa vertenza così delicata. Il 19 giugno del 2002
il Tar ha esaminato il ricorso e ha chiesto chiarimenti. Pochi
mesi più tardi, il 7 agosto, ha accolto la richiesta
della Omnitel, motivando la sospensione con il fatto che nessuna
iniziativa circa la redazione di un piano di recupero del
centro storico era stata intrapresa dall’amministrazione
comunale. Solo un regolamento approvato da Gadola avrebbe
consentito quindi di istituire parametri e norme di sicurezza.
Per il futuro l’attuale amministrazione sta prendendo
le giuste precauzioni: ha incaricato l’assessore all’edilizia
privata Antimo Argenziano di stilare un piano per evitare
che altre società di telefonia possano istallare ovunque
le loro antenne.
Il sindaco Americo Porfidia
Le richieste
della scuola media
L’istallazione di un’antenna
Omnitel–Vodafone per la telefonia mobile a poco più
di cento metri dall’ubicazione della nostra scuola è
da considerarsi, come minimo, un atto di negligenza e di superficialità
amministrativa. Alla scuola non interessa individuare le colpe
politico–amministrative tra i governi che si sono succeduti
negli ultimi anni alla guida dell’ente, né il
palleggiamento delle responsabilità. Alla scuola, così
come dovrebbe essere per tutti gli amministratori degli enti
pubblici, interessa salvaguardare la salute degli alunni e
di tutti gli operatori che a vario titolo vivono ed operano
per molte ore al giorno in questo istituto. Alla scuola interessa
che il rapporto fiduciario tra le istituzioni e tra queste
e i cittadini sia fondato sull’etica della responsabilità
e dell’interesse comune. Pur dovendo riscontrare che
la ricerca scientifica a tutt’oggi non ha dato risposte
attendibili sul grado di nocività che le emissioni
elettromagnetiche possano avere sulla salute umana, in questi
anni comunque è emerso con chiarezza che tali emissioni
non fanno sicuramente bene alla salute delle persone e ancor
meno a quelle dei ragazzi in fase di crescita e di strutturazione
corporea. Ne consegue che laddove ci possa essere anche solo
un timore che questo tipo di antenna possa determinare degli
effetti nefasti sulla salute delle persone, questo deve indurre
chi è chiamato alla salvaguardia del territorio e della
pubblica incolumità ad allertarsi con immediatezza
per prevenire tali pericoli, e non aspettare che sia il tribunale
amministrativo a decidere sull’utilizzo del territorio.
Alla luce di ciò il consiglio d’istituto ha chiesto
al sindaco Americo Porfidia di attivarsi con sollecitudine,
forza e determinazione in tutte le sedi possibili, affinché
l’incolumità dei cittadini, degli alunni e di
tutti gli operatori scolastici venga cautelata, preservata
e salvaguardata e, nel contempo, ha chiesto di essere tenuto
costantemente aggiornato ed informato su tutte le iniziative
che riterrà di mettere in campo al fine di portare
a soluzione le preoccupanti e serie problematiche legate alla
stazione radio base summenzionata nell’interesse della
pubblica incolumità.
Il dirigente scolastico Nicola Stellato
L’opinione
dei Democratici di sinistra
Sui tetti di un palazzo nel centro di Recale
svettano le antenne di una stazione radio-base per la telefonia
mobile appena installata per conto del gestore Omnitel–Vodapone;
a qualche decina di metri di distanza, i ragazzi della scuola
media “Giovanni XXIII” trascorrono gran parte
della loro giornata. Il mondo scientifico attualmente esprime
pareri discordanti circa gli effetti sulla salute di una esposizione
prolungata alle emissioni elettromagnetiche. Questa incertezza
è tutt’altro che rassicurante: dobbiamo ricordare
che c’è voluto oltre mezzo secolo ed un numero
incalcolabile di morti prima che si accertasse la terribile
nocività dell’amianto? In ogni caso, nessuno
sarebbe disposto a tollerare che la risposta a questo interrogativo
venisse trovata a spese dei propri figli. Il sindaco Americo
Porfidia in questi giorni hanno diffuso un comunicato sulla
questione. Non condividiamo il violento attacco all’amministrazione
di Ovidio Gadola, cui va quantomeno riconosciuto di aver respinto
la richiesta di concessione edilizia per l’impianto.
Comunque, ci sembra positivo che abbia compreso il rischio
cui ci espone l’installazione dell’impianto radio-base
in un punto così delicato del tessuto urbano. Ne prendiamo
atto con soddisfazione. Quando è in gioco la salute
dei cittadini, e dei giovani in primo luogo, non c’è
spazio per le polemiche politiche: occorrono i risultati.
La sentenza della corte costituzionale numero 303 del 25 settembre
2003 restituisce agli enti locali quei poteri di gestione
del territorio che il cosiddetto “decreto salv’antenne”
(198/2002) aveva illegittimamente cancellato. Spetta dunque
alle regioni ed ai comuni la determinazione degli obiettivi
di qualità in materia di inquinamento elettromagnetico,
definiti dalla legge-quadro 36/2001 come criteri localizzativi,
standard urbanistici, prescrizioni e incentivazioni per l’utilizzo
delle migliori tecnologie disponibili. La discussione delle
misure da adottare per proteggere la salute di tutti noi non
può restare chiusa tra le mura del Palazzo comunale.
Chiediamo che all’elaborazione del regolamento comunale
sulle emissioni elettromagnetiche possano partecipare tutti
i cittadini, tutte le loro associazioni (a cominciare da Aria,
che da anni si batte per il risanamento ambientale), gli organismi
scolastici, le forze politiche di maggioranza e di opposizione.
Solo così Recale potrà riappropriarsi del diritto
di gestire il proprio territorio e di sanare le illegittimità
consentite da un decreto legge che è stato dichiarato
incostituzionale.
Il segretario Vincenzo De Angelis
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Coming
Out, 8 novembre 2003
Rinviata la presentazione
del libro “Principesse Azzurre”
Senza una sede, il Circolo Coming Out
aspetta il Sindaco Falco
Per
impegni improvvisi delle ospiti, l’appuntamento di martedì
11 novembre per la presentazione del libro “Principesse
Azzurre” è stato rinviato al 9 dicembre,
alle ore 17:30, sempre presso l’Aula Magna della Facoltà
di Scienze MM. FF. NN. della Seconda Università di
Napoli.
In
quella occasione, insieme a Delia Vaccarello, curatrice del
testo e giornalista per l’Unità, giornale sul
quale pubblica, ogni martedì, una rubrica sul mondo
e sulle vicende glbt, saranno presenti Fatima Curzio, scrittrice
napoletana, e Rosaria Iodice, autrice di uno dei racconti
raccolti nel libro e portavoce nazionale per le donne del
Bari Pride 2003. Barbara Alberti, invece, ha dovuto disdire
la sua presenza per impegni che le renderanno impossibile
partecipare ad iniziative di questo tipo per alcuni mesi.
Il
Circolo Coming Out si scusa per l’improvviso rinvio,
nient’affatto dipendente dalla volontà né
degli organizzatori né delle ospiti, con quanti avessero
ricevuto una diversa informazione.
Intanto,
nel proseguire le attività poste nel calendario degli
appuntamenti autunnali, che prevede una
nuova raccolta di firme per i PACS e la distribuzione di altro
materiale informativo per domenica 23 novembre, in Largo San
Sebastiano, dalle 10:00 alle 13:30, il Circolo Coming Out,
senza una sede fissa dove tenere le proprie riunioni, aspetta
che il Sindaco Falco possa tener fede alla parola data il
28 giugno scorso e ricevere i rappresentanti dell’associazione
per un confronto sui temi dell’impegno che da mesi questi
ultimi stanno portando avanti.
Circolo
di Iniziativa e Cultura Omosessuale Coming Out
Il
Giornale di Caserta, 7 novembre 2003
Antenna Omnitel: documenti
introvabili per sei ore
RECALE – Una cartella fantasma. Sei ore di attesa. L’imbarazzo
di impiegati e funzionari. È quanto hanno dovuto subire
ieri i consiglieri di minoranza Filiberto Gianoglio, Giuseppe
Lasco e Ovidio Gadola, “colpevoli” di aver chiesto
la visione degli atti relativi dell’istallazione dell’antenna
Omnitel–Vodafone che dal 17 ottobre campeggia sui tetti
di un palazzo del centro storico. “Mi sono recato in
municipio –ha poi spiegato Gianoglio– perché
le mamme di alcuni studenti della scuola media Giovanni XXIII,
istituto situato a pochi metri dal ripetitore, mi avevano
confidato il sospetto che l’antenna fosse già
in funzione. Potevano essere le 13 e 20, quando ho raggiunto
l’ufficio del responsabile dell’area urbanistica,
Luigi di Rosa. Ero semplicemente intenzionato a sfogliare
la documentazione e verificare tra le carte vi fosse anche
la comunicazione con cui le società di telefonia informano
i comuni della messa in funzione degli impianti. L’ingegnere
però era assente e l’impiegato Giovanni Mastellone
mi ha comunicato che l’incartamento era stato consegnato
qualche giorno prima al sindaco Americo Porfidia, anch’egli
assente. Mi sono portato allora in segreteria, ma né
la segretaria Rosa Ferraro né il responsabile degli
affari generali Emilio Esposito mi hanno saputo aiutare, anzi
ho avuto la sensazione che non sapessero nemmeno di cosa stessi
parlando. A quel punto –ha continuato Gianoglio–
ho raggiunto telefonicamente Porfidia, il quale mi ha detto
che la cartella con i documenti era nelle mani del consulente
legale dell’ente, Fulvio Savastano. Pensavo di essere
finalmente giunto a destinazione; immaginerà dunque
quanta delusione ho provato nello scoprire che l’avvocato
aveva da poco abbandonato il municipio. Ho richiamato Porfidia,
il primo cittadino però, anziché discolparsi
ed inventare una scusa, anche banale, per giustificarsi di
un fatto gravissimo, mi ha risposto che se volevo visionare
quegli atti dovevo inoltrare una richiesta; sarebbe stato
lui poi a dirmi quando avrei potuto consultarli. Una cartella
con dei documenti pubblici era sparita –ha concluso
Gianoglio–, e il sindaco l’unica cosa che mi ha
saputo dire e che dovevo fare una richiesta, negando, a me
consigliere comunale, il diritto–dovere di visionare
ogni atto del comune e di ottenere dagli impiegati e dai funzionari
tutte le notizie e le informazioni utili, così come
prescrive il Testo unico”. Il consigliere di opposizione
alle 13 e 45, stanco di rimbalzare da un ufficio all’altro,
ha informato della vicenda i carabinieri e alle 14 e 10, in
compagnia di Lasco, ha chiamato persino in prefettura. Alle
16 è giunto in Municipio anche Gadola e i tre hanno
dovuto attendere che arrivasse Porfidia alle 18 per poter
finalmente visionare quelle carte”. La Omnitel non ha
inviato nessuna comunicazione di messa in funzione, ma sono
tanti a sospettare che quell’antenna sia attiva da giorni.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 6 novembre 2003
Margherita: verso il
congresso tra addii e nuovi arrivi
RECALE
– Anche la Margherita cittadina sta vivendo con apprensione
le ultime quarantotto ore che la separano dal congresso provinciale,
facendo attenzione, però, a non scuotersi troppo per
non mollare altri petali per strada. Non ne varrebbe la pena,
tra l’altro, visto che, a sentire le voci che circolano,
sarebbe già stato siglato l’accordo tra il parlamentare
Pierino Squeglia, attuale reggente, e il suo antagonista storico
Enzo Cappello. Una carica politica di prestigio e la dirigenza
di qualche ente strumentale promesse al secondo, garantirebbero
la segreteria al primo, con tanto di acclamazione. Alla volta
di San Nicola la Strada, città che sabato ospiterà
i lavori congressuali, partiranno almeno tre rappresentati
del movimento: Osvaldo Argenziano, Giuseppe Lasco ed Angelo
Racioppoli. Mancherà all’appello Ovidio Gadola,
“lanciato verso traguardi sempre più ambiziosi
in rappresentanza delle nostre comunità”, si
legge in una nota diffusa dal Patto dei liberaldemocratici
di Mario Segni. Le diplomazie hanno cercato di persuaderlo,
Gadola, tuttavia, che si considera “sedotto e abbandonato”,
non sembra intenzionato a tornare indietro. Eppure, mai come
in questo frangente, la Margherita è un “bottino”
appetitoso. Lo sanno bene Americo e Domenico Porfidia, i quali
continuano a navigare solitari ma, prima o poi, dovranno pur
attraccare. Mimmo, consigliere regionale, dopo aver ufficializzato
la rottura con l’Udc, dichiarò che si sarebbero
trasferito in un’altra formazione di centro. Ora, a
meno che non vogliano suicidarsi tra le mura di Forza Italia
o non abbiano intenzione di aumentare l’entropia che
anima l’Udeur, non restano altri soggetti politici di
centro che, oltre alla Margherita, potrebbero soddisfare le
pretese dei fratelli “baciati dal sole”. Da palazzo
Santa Lucia a Napoli, sede del parlamento regionale, già
arriva l’eco di un’amicizia che Mimmo avrebbe
stretto con Antonio Valiante, assessore “demitiano”
ai lavori pubblici. Un altro indizio potrebbero essere quel
manifesto sul miliardo di finanziamenti recuperato che Americo,
sindaco di Recale, ha fatto affiggere in piazza Matteotti.
Nel testo compare un esplicito ringraziamento alla Regione
Campania “per aver saputo comprendere anche in questa
circostanza le reali esigenze” della cittadina. Se è
vero che in politica nulla è lasciato al caso, al lettore
lasciamo almeno trarre le conclusioni.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
la
Repubblica, 5 novembre 2003
Moretti: la lista a
tre divide l'Ulivo
Caro
direttore, veramente molto unitaria questa lista dell´Ulivo
per le elezioni europee! Tre partiti dentro e quattro fuori.
Non mi sembra che l´appello di Prodi andasse in questa
direzione. E la stessa domanda di unità che viene dall´elettorato
di centrosinistra esprime una richiesta semplice e precisa:
trovare un modo per stare tutti insieme, intorno a un programma
capace di individuare temi forti e condivisibili. Queste elezioni
potrebbero offrire al centrosinistra l´opportunità
di unirsi su valori che lo contraddistinguono: legalità
internazionale, pace, difesa dello stato sociale, tutela dell´ambiente,
difesa del pluralismo dell´informazione.
I partiti dell´Ulivo hanno presto rinunciato a costruire
il massimo di unità possibile: mentre alcuni si sono
chiamati fuori, altri hanno fatto una scelta nella quale è
sempre più difficile riconoscere la proposta iniziale.
Una lista composta da soli tre partiti (Ds, Margherita, Sdi)
rischia di ottenere risultati tutt´altro che unitari
e questa divisione iniziale può innescare una vera
e propria esplosione centrifuga del centrosinistra, creandone
due parodie: la versione "riformista" e la versione
"radicale", entrambe con poca voglia di parlarsi
e di vincere. Milioni di elettrici ed elettori si sentirebbero
così ancora una volta ostaggio di una decina di dirigenti,
della loro mancanza di generosità e di lungimiranza
politica.
Lasciare una parte del proprio elettorato senza rappresentanza
è una responsabilità grave: accresce i rischi
di astensione, riducendo la possibilità di successo.
Penso che una via d´uscita, finché si è
in tempo, sia quella di riprendere la proposta di Prodi ripartendo
dal cammino interrotto nel ´96: una federazione di partiti,
aperta alla società, che parta dal programma e che
riesca a trovare un´intesa con Rifondazione comunista.
Questa formula si è già dimostrata vincente
pochi mesi fa nelle elezioni amministrative, e allora perché
non realizzarla anche per le europee?
Una coalizione forte e credibile deve, con personalità
e autorevolezza, attrarre e persuadere, non porre barriere
ancora prima di aver cominciato il proprio cammino. Accettare
il veto dei socialisti dello Sdi sulla partecipazione di Antonio
Di Pietro significa senz´altro dividere, non unire.
Non è questo il messaggio che l´elettorato di
centrosinistra ha cercato di comunicare negli ultimi due anni
ai propri partiti. Non è questo il messaggio positivo
che c´era nella proposta di Prodi. O forse avevo capito
male?
Nanni
Moretti - la Repubblica
Il
Giornale di Caserta, 5 novembre 2003
Non c’è
pace nella sezione combattenti
RECALE – Non c’è pace nella sezione dei
combattenti e reduci. Dopo le contestazioni sulla gestione
economica, solo in parte sedate da un intervento del presidente
Gennaro Rossi lo scorso 26 ottobre, il gruppo dei soci simpatizzanti,
rappresentato da Domenico Maglione, ritorna all’attacco.
Sotto accusa stavolta il provvedimento disciplinare (una sospensione
di dieci giorni) assunto dal segretario Tommasino Damasco
ai danni del simpatizzante Pietro Costantino. Un’azione,
intrapresa in nome e per conto del consiglio direttivo, non
contemplata dal regolamento, che prevede solo l’ammonizione
o, nei casi più gravi, l’espulsione. “Dichiarano
di attenersi scrupolosamente alle norme procedurali –ha
denunciato Maglione– e poi prendono simili cantonate”.
E, in effetti, in nota invitata dallo stesso Damasco al rappresentante
dei soci simpatizzanti, datata 27 ottobre, il consiglio direttivo
ha ammesso che la procedura utilizzata non era conforme alle
prescrizioni dell’articolo 14 del regolamento. “Pensavamo
–ha continuato Maglione– che con l’elezione
del nuovo consiglio direttivo, giunta dopo i fatti incresciosi
dell’estate, gli animi si placassero e si potesse finalmente
intraprendere insieme, da persone civili quali siamo, una
corretta e serena gestione della sezione, così come
accade in altre realtà associative della provincia.
Evidentemente ci siamo sbagliati”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale Caserta, 4 novembre 2003
“Mastroianni
la smetta di inseguire le farfalle”
RECALE
– Non accenna a placarsi la diatriba tra Andrea Mastroianni,
delegato alle finanze, e Vincenzo Landolfo, consigliere di
minoranza. Le esternazioni del primo, rilasciate qualche giorno
fa ad altri colleghi, hanno spinto il secondo ad intervenire.
“Mi rendo conto –esordisce Landolfo– che
per l’assessore al bilancio, per nulla avvezzo alla
gestione economica di un ente, possa essere di difficile comprensione,
resta tuttavia il fatto inequivocabile che i revisori dei
conti abbiano espresso un parere favorevole solo sui debiti
fuori bilancio e sulle variazioni conseguenti, e non sul riequilibrio
approvato, che resta anomalo e privo di parere. Quando poi
si discute dei debiti fuori bilancio e si cita l’articolo
194, anche i bambini sanno che ci si riferisce alla legge
267 del 2000. Evidentemente, Mastroianni non conosce quest’impianto
normativo ed è per questo che dice un’infinità
di sciocchezze. È ovvio –incalza Landolfo–
che i debiti fuori bilancio derivanti da sentenze passate
in giudicato vadano riconosciuti e legittimati, l’assessore
però dimentica che esiste una circolare della corte
dei conti che impone alle amministrazioni di ricostruire la
vicenda, valutare l’eventuale danno erariale e avviare
tutte le azioni di recupero delle somme che il comune, in
questo caso il nostro, è stato obbligato a pagare a
causa dell’inerzia e della superficialità delle
passate gestioni. Nella proposta di delibera con la quale
si è proceduto al riconoscimento del “pacchetto”
dei debiti fuori bilancio, non c’era niente di tutto
questo. Se Mastroianni fosse meno distratto, meno arrogante
e la smettesse di inseguire le farfalle –ironizza Landolfo–,
si renderebbe conto che il suo riequilibrio a fine anno porterà
a 600 milioni di lire di minori entrate. Mi limito a citare
qualche dato. Dei 300 milioni previsti per il condono fiscale,
ne ha recuperati solo 20. Perché i termini per usufruire
dei benefici sono scaduti il 30 settembre, dove prenderà
i restanti 280 milioni? Dei 110 milioni previsti per multe,
fino ad ottobre in cassa ne risultano 15. Forse pensa di diffondere
qualche volantino per chiedere agli automobilisti di essere
più indisciplinati? Dei 400 milioni previsti per le
concessioni edilizie, ad oggi ne ha incassati solo 170. Ogni
buon padre di famiglia cercherebbe a questo punto di ridurre
le spese, ma il sindaco Americo Porfidia cosa fa? Sicuramente
consigliato dal suo assessore, allarga la folta schiera di
consulenti, assumendo un altro ingegnere e un comandante dei
vigili a tempo pieno, e continua –conclude Landolfo–
a sprecare risorse in consulenze legali inutili e in costituzioni
in giudizi contro il comune di Recale, come è accaduto
per il ricorso sul piano regolatore”.
Claudio
Lombardi, Il Giornale Caserta
Il
Giornale di Caserta, 3 novembre 2003
De Angelis: “Il
miliardo perduto, solo una farsa”
RECALE – Da qualche tempo ormai lo scontro tra il governo
retto da Americo Porfidia e i gruppi di opposizione rappresentati
da Filiberto Gianoglio, Vincenzo Landolfo, Ovidio Gadola e
Giuseppe Lasco dalla sala consiliare di via Municipio, ove
non è certo scemato, ha raggiunto piazza Matteotti.
Lo dimostrano i manifesti, dell’una e dell’altra
parte, che tappezzano, soprattutto nei fine settimana, le
pareti dell’agorà cittadina. Risale a sabato
il tazebao di Porfidia, con il quale la maggioranza consiliare,
non curante dei rischi legati all’abuso di edulcoranti,
tesse le lodi del consigliere regionale Domenico Porfidia,
osannato per aver recuperato un finanziamento di un miliardo
di vecchie lire perso dalla passata amministrazione. “Grazie
al mirabile impegno dell’onorevole presso il governo
regionale –si legge– siamo riusciti a riottenere
quel finanziamento nella sua integrità. Grazie di cuore
quindi all’onorevole Mimmo Porfidia, che ci rappresenta
egregiamente in Regione, seppure dalla difficile posizione
della minoranza (?, ndr)”. E ancora, “grazie soprattutto
a quei cittadini che con il loro voto hanno elargito al nostro
esponente regionale quella fiducia che oggi lui ripaga pienamente,
impegnandosi a fondo per tutelare, garantire e preservare
gli interessi della collettività recalese, dando la
giusta e meritata visibilità alla nostra comunità
negli ambiti regionali”. A stretto giro di posta, ieri
mattina, è arrivata la replica sarcastica del segretario
dei Democratici di sinistra Vincenzo De Angelis, che ha distribuito
le locandine
di una fantomatica rappresentazione teatrale, incentrata sul
miliardo perduto. “Il testo del manifesto del sindaco
–ha ironizzato– sembra il prologo di una lacrimevole
farsa, ove si narra dell’inaudito caso di un finanziamento
che si perde e si ritrova un giorno sì e uno no. Alla
fine solo il “mirabile impegno” della fraterna
dedizione è riuscito a ricondurre al focolare domestico
l’agognato malloppo. Mi chiedo quando la smetterà
di utilizzare il denaro pubblico per fare propaganda elettorale”.
Alle critiche di De Angelis si sono unite quelle di Gadola,
referente del Patto dei liberaldemocratici, che ha condiviso
l’iniziativa dei diessini e ha preannunciato azioni
simili nei prossimi giorni.
Claudio
Lombardi, Il Giornale di Caserta
Il
Giornale di Caserta, 2 novembre 2003
Porfidia: “Un
miliardo di ragioni per essere ottimisti!”
RECALE
– “Un miliardo di ragioni per essere ottimisti”.
È questo l’incipit di una nota diffusa nella
giornata di ieri dal sindaco Americo Porfidia. Il motivo di
tanto ottimismo è il recupero di risorse finanziarie
per la costruzione di opere di pubblica utilità. “Grazie
all’impegno del consigliere regionale Domenico Porfidia
– ha dichiarato il primo cittadino–, siamo riusciti
ad aprire uno spiraglio per accedere a quel miliardo di finanziamenti
regionali che per incompetenza l’amministrazione retta
da Ovidio Gadola nella scorsa primavera ha buttato al vento.
Al comune di Recale erano stati concessi 260 milioni di vecchie
lire per il 2000 e altri 715 per l’anno successivo.
Le risorse assegnate potevano consentire il completamento
di opere pubbliche o la costruzione di nuove opere, come acquedotti,
fognature, impianti di depurazione, strade, piazze, parcheggi,
cimiteri, mercanti, impianti di illuminazione e tante altre
cose. L’ente non doveva fare altro che approvare e trasmettere,
entro 180 gironi dalla notifica, le copie autentiche di una
serie di atti deliberativi. Il termine per effettuare questa
semplice operazione scadeva nell’aprile del 2002. Noi,
subentrati al governo della città nel maggio del 2002
non ci siamo rassegnati. E come dicevo, grazie al mirabile
lavoro di Porfidia e grazie anche alla disponibilità
mostrata dalla giunta regionale –ha concluso il primo
cittadino– siamo riusciti a riottenere il finanziamento”.
Il
Giornale di Caserta, 2 novembre 2003
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