RASSEGNA STAMPA ottobre 2003

Il Giornale di Caserta, 30 ottobre 2003
Margherita incredula per l’addio di Gadola

RECALE – Le clamorose dichiarazioni di Ovidio Gadola (“Devo amaramente prendere atto del fatto che sia stata la Margherita ad abbandonare me, e da tempo”), rilasciate ieri al nostro giornale, hanno presto raggiunto i quattro angoli della politica cittadina. Sorpresa è emersa dello schieramento di centrodestra, incredulità e sbigottimento, da quello di centrosinistra. Nessuno dei suoi compagni di partito, da Giuseppe Lasco, che con Gadola rappresenta il movimento di Francesco Rutelli in consiglio comunale, ad Angelo Racioppoli e Osvaldo Argenziano, si è ancora espresso su un divorzio che sembra inevitabile. Tutto questo alla vigilia delle “convention” locali, dalle quali fuoriusciranno i delegati al primo congresso provinciale che si celebrerà l’8 novembre. Si ha quasi la sensazione che Gadola abbia maturato in solitudine questa scelta o che le sue manifeste intenzioni non siano state prese sul serio. Da qui discenderebbe la coltre di silenzio e di imbarazzo che si è formata in seguito alle sue rivelazioni. Alla base di un addio sempre più imminente, l’amara considerazione di sentirsi trascurati dai vertici provinciali e regionali del centrosinistra: “Dal 1997 al 2002 sono stato sindaco della coalizione; nel 1998, come candidato alla Regione, ho portato qualcosa come quattromila voti ad Antonio Bassolino. Eppure, nonostante siano nate innumerevoli commissioni e siano stati affidati decine di incarichi, nessuno si è più ricordato del notevole contributo fornito dal sottoscritto”. Al di là delle nomine cosiddette strumentali, Gadola ha anche denunciato l’indifferenza mostrata da Sandro De Franciscis (oggi deputato dell’Udeur) e da Pierino Squeglia, coordinatore provinciale della Margherita, rispetto alle sue battaglie legali contro Americo Porfidia su temi come l’ineleggibilità dello stesso Porfidia, il piano regolatore generale e la gestione economica dell’ente. L’ex primo cittadino non ha ancora ufficializzato la sua nuova posizione, sappiamo tuttavia che egli sta frequentando le riunioni del “Patto dei liberaldemocratci”, un movimento costituito da Mario Segni nel giugno scorso e che nella zona ha come referente Giovanni di Carluccio di Marcianise. Questo soggetto politico si pone in antitesi alla sinistra, ma si differenzia anche dalla Casa delle Libertà.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 29 ottobre 2003
Gadola: imminente l’addio alla Margherita

RECALE – Alla vigilia del primo congresso provinciale della Margherita sta per consumarsi un clamoroso addio: quello di Ovidio Gadola. Il portavoce di uno dei circoli rutelliani parla di un divorzio ormai inevitabile. E come in tutti i matrimoni che si rispettano a determinarne la fine è un tradimento: quello che i vertici del partito avrebbero consumato ai danni dell’ex sindaco della città. “Sono stato tra i pionieri del centrosinistra a Recale –ricorda Gadola–, quando, anni or sono, da democristiano diedi vita, unitamente ai comunisti, alla lista “La Torre”. Da allora sono stato sempre fedele agli ideali della coalizione, tanto è vero che dal 1997 al 2002 sono stato sindaco del centrosinistra e nel 1998, in qualità di candidato alla Regione, ho portato qualcosa come quattromila voti ad Antonio Bassolino. Evidentemente però c’è chi ritiene che alcuni debbano sempre e solo dare ed altri sempre e solo ricevere. Nonostante infatti siano nate innumerevoli commissioni e siano stati affidati decine e decine di incarichi di prestigio, nessuno si è mai più ricordato del notevole contributo fornito dal sottoscritto. E la storia si ripete e di questo passo rischia di durante all’infinito. Anche adesso che si avvicina il congresso della Margherita io e i miei siamo stati chiamati ancora una volta a dare. Sarei pronto –precisa Gadola–, se avessi almeno ricevuto, o avvertito, un minimo di solidarietà politica allorquando mi sono ritrovato, ovviamente a mie spese, a ricorrere al tribunale amministrativo contro alcuni provvedimenti dell’attuale maggioranza e per l’ineleggibilità del sindaco Americo Porfidia. Mi sono battuto e continuerò a battermi per la legalità, per il piano regolatore, affinché i cittadini e non solo i miei elettori, che considero come la mia famiglia, abbiamo un futuro migliore. In queste battaglie mi sono sempre trovato solo, senza alcun supporto del partito, del quale, con grande entusiasmo, sono entrato a far parte. Mi è capitato di rivolgermi al deputato del mio collegio, ma Sandro De Franciscis di lì a poco è passato nell’Udeur. Ho bussato ad altre porte, ma al di là di una gentilezza di facciata non ho trovato altro. Ritengo quindi che ce ne sia abbastanza per dire basta! E voglio sottolineare –conclude Gadola– che questo momento di profonda riflessione nasce non per mia volontà, in quanto devo amaramente prendere atto del fatto che è stata la Margherita ad abbandonare me, e da tempo”. L’ex primo cittadino non lo dichiara apertamente, ma fonti attendibili parlano della nascita di una nuova formazione liberaldemocratica, di cui Gadola sarebbe uno dei fautori, accanto a esponenti politici come Giovanni di Carluccio di Marcianise.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 25 ottobre 2003
Antenna Omnitel, Porfidia: “Solo veleni e attacchi!”

RECALE – “Una nuova campagna di veleni e di attacchi politici in questi giorni è stata mossa nei confronti dell’amministrazione comunale, ma i fatti e le date, ancora una volta, mi aiuteranno a ristabilire la realtà”. Esordisce così il sindaco Americo Porfidia in una nota diffusa nella mattinata di ieri, a proposito dell’istallazione di un’antenna di telefonia Omnitel–Vodafone sui tetti di un palazzo del centro storico. “È vero –prosegue– che il 7 marzo del 2002 alla società è stato negato il permesso di impiantare il ripetitore, è altrettanto vero però che il mio predecessore, Ovidio Gadola, e la sua giunta non si sono poi adoperati per dotare Recale di un regolamento che evitasse spiacevoli problemi. Eppure il tempo a disposizione c’era: dal 13 dicembre del 2001, data della richiesta di concessione, fino al 9 maggio del 2002, giorno in cui la Omnitel, non rassegnatasi al diniego dell’ufficio tecnico, si è rivolta al tribunale amministrativo regionale. Altra grave omissione –precisa– è la mancata costituzione in giudizio dell’ente per tentare una qualche difesa. Non contento, Gadola non mi ha mai fatto nessuna consegna o comunicazione in merito a questa vertenza così delicata. Il 19 giugno del 2002 il Tar ha esaminato il ricorso e ha chiesto chiarimenti. Pochi mesi più tardi, il 7 agosto, ha accolto la richiesta della Omnitel, motivando la sospensione con il fatto che nessuna iniziativa circa la redazione di un piano di recupero del centro storico era stata intrapresa dall’amministrazione comunale. Solo un regolamento approvato da Gadola avrebbe consentito quindi di istituire parametri e norme di sicurezza. Per il futuro –conclude– l’attuale amministrazione sta prendendo le giuste precauzioni: ha incaricato l’assessore all’edilizia privata Antimo Argenziano di stilare un piano per evitare che altre società di telefonia possano istallare ovunque le loro antenne”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 25 ottobre 2003
Landolfo: “Il riequilibrio è anomalo e va inviato alla corte dei conti”

RECALE – La lite verbale scoppiata martedì tra il presidente del consiglio comunale Bartolomeo Rossi e il consigliere di minoranza Giuseppe Lasco ha distolto l’attenzione dell’opinione pubblica dagli argomenti in discussione quella sera. Il parlamento cittadino, nonostante tutto, è riuscito ad approvare il regolamento della consulta per l’ambiente e il riequilibrio di bilancio. Su quest’ultimo tema ci ha chiesto di intervenire Vincenzo Landolfo. “Vorrei innanzitutto esprimere –ha esordito– solidarietà all’amico e collega di minoranza Giuseppe Lasco per l’attacco personale, oltre che politico, che ha subito nel corso dell’ultima adunanza consiliare. Quanto al riequilibrio, la manovra contabile approntata dalla maggioranza era e resta “anomala”. Nulla si è detto in aula sullo stato di attuazione dei programmi e nessuna analisi è stata effettuata sulle previsioni di entrate e di spese della gestione di competenza. Da una verifica da noi effettuata esiste uno squilibrio di circa 630 milioni di lire (326.045,00 euro, ndr). Se anziché gestire un ente pubblico questi signori stessero a capo di una società privata potrebbero essere incriminati per falso in bilancio. La ratifica del riequilibrio, poi, giungendo prima di quella del conto consuntivo, è inefficace: al momento infatti non è possibile verificare se il consuntivo si chiuderà con un avanzo o con un disavanzo. Quindi lo spirito e la “ratio” dell’art. 193 del Testo unico sono stati completamente ignorati. Come se non bastasse –ha aggiunto–, la maggioranza ha simultaneamente approvato, accanto al riequilibrio, il riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio, contravvenendo all’art. 194, che stabilisce invece che gli enti devono riconoscere singolarmente i debiti, per dare la possibilità a tutti i consiglieri comunali di esprimere una valutazione obiettiva e trasparente. Perché si opera in questo modo? Si vogliono nascondere delle responsabilità? Oppure ci troviamo di fronte a una classe politica che non conosce le regole? La nostra risposta è che sono veri entrambi i dubbi. Siamo dinanzi a degli incapaci che vogliono fare i furbi. Anche stavolta dunque –così ha concluso– siamo stati costretti a rivolgerci agli organi di controllo e abbiamo chiesto al segretario comunale di predisporre una formale denuncia da inviare alla procura della corte dei conti”. Sarebbe interessante capire perché, se il riequilibrio è “anomalo”, i revisori abbiano espresso parere favorevole.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Fuori Tema, 24 ottobre 2003
Ricorsi su piano regolatore e bilancio di previsione, il giudice amministrativo respinge la richiesta di sospensiva

RECALE – Dopo la sconfitta maturata all’inizio della legislatura sul terreno dell’ineleggibilità del sindaco Americo Porfidia, i gruppi consiliari dell’Ulivo incassano un’altra batosta giudiziaria. Il tribunale amministrativo regionale ha respinto la richiesta di sospensione dell’efficacia dei due atti deliberativi oggetto dei ricorsi presentati dai capigruppo di minoranza Filiberto Gianoglio e Ovidio Gadola. Alla base dell’istanza di sospensione della delibera del consiglio provinciale relativa allo strumento urbanistico, secondo i ricorrenti, era palese il danno provocato dal ripristino del piano di fabbricazione. I legali di Gianoglio e Gadola hanno fatto notare in sede dibattimentale come molti soggetti, non appena il piano regolatore è stato bocciato, si siano affrettati a richiedere concessioni edilizie che potrebbero avere gravi ripercussioni sull’assetto urbanistico della cittadina. A suffragare, invece, la richiesta di sospensione della delibera del consiglio comunale sul bilancio, gli avvocati hanno rilevato che, nell’ipotesi in cui ci dovesse essere una pronuncia favorevole, occorrerebbe procedere ad una nuova deliberazione per ratificare uno strumento contabile che con tutta probabilità sarebbe diverso da quello vigente. A questa motivazione si è aggiunta quella scaturente dall’allontanamento coatto di Gianoglio esercitato dal presidente Bartolomeo Rossi. Ebbene, in entrambi i casi il giudice non ha ravvisato il danno grave ed irreparabile, unico presupposto per concedere la sospensiva. Al Tar spetterà comunque entrare nel merito ed esprimersi sull’annullamento dei due atti deliberativi. Una sentenza che però non è attesa in tempi rapidi.

FUORI TEMA – Laboratorio di pensiero


Il Giornale di Caserta, 24 ottobre 2003
Circolo combattenti, i simpatizzanti invocano trasparenza

RECALE – Le sezioni dell’Associazione nazione combattenti e reduci possono istituire al loro interno gruppi di soci simpatizzanti. Lo scopo è di creare un collegamento con le varie componenti della società civile, comprese le generazioni più giovani, per rafforzare la validità e l’utilità della presenza dell’associazione. In un futuro in cui, ci si augura, regni la pace fra i popoli è naturale che spetterà a persone che non saranno né combattenti e né reduci preservare la memoria di quegli uomini che, pur di difendere la patria, sono stati perseguitati, imprigionati, internati o addirittura hanno perso la vita sul campo di battaglia. Questa premessa è utile sia per chiarire, a prescindere dagli statuti e dai regolamenti (destinati a mutare nel tempo), l’importanza dei simpatizzanti e sia perché ci introduce nella vicenda di cui ci occuperemo oggi. I fatti: il 23 marzo scorso, presso la sezione dell’Ancr, in via Roma a Recale, i soci simpatizzanti elessero democraticamente un loro rappresentante, nella persona di Domenico Maglione. L’evento doveva costituire l’inizio di una nuova stagione della vita sociale del sodalizio: una fase improntata sulla tolleranza, sul rispetto e sull’armonica convivenza tra simpatizzanti e combattenti; tali almeno erano le intenzioni dei primi. In sostanza, è permasa una profonda divaricazione tra i due gruppi: Maglione non ha mai potuto partecipare, nemmeno come uditore, ad una riunione dei combattenti e reduci per esprimere un’opinione su qualsiasi aspetto della realtà associativa. Non ne parliamo poi della visione dei libri contabili, che è rimasta esclusiva pertinenza dei reduci. E pensare che i soci simpatizzanti rappresentano la stragrande maggioranza degli iscritti e che con le loro quote mensili finanziano una parte cospicua delle attività della sezione. Il presidente Gennaro Rossi, in un lungo confronto epistolare con il simpatizzante Salvatore Stellato, si è sempre difeso dietro l’art. 11 del regolamento, che stabilisce che al responsabile dei non combattenti è concessa la sola facoltà di partecipare al consiglio direttivo e di esprimere un voto consultivo. Nessun regolamento può tuttavia svilire l’obbligo della trasparenza, principio cui si deve ispirare ogni organo di governo. Rossi sa bene che la gestione economica del circolo, arbitrariamente affidata al socio simpatizzante Giovanni Perreca, non è stata mai impeccabile. Se a questo aggiunge l’assenza del collegio dei sindaci, organo previsto dall’art. 58 dello statuto, cui stessa l’ispezione dei libri e l’accertamento dello stato di cassa, si renderà conto di quanto sia motivata la protesta di Maglione, Stellato e compagni.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 22 ottobre 2002
Da Porfidia dure accuse all’ex sindaco Gadola: “Con la sua amministrazione ha sprecato un miliardo”

RECALE – Quasi un miliardo di vecchie lire da investire nel settore delle opere pubbliche andate in fumo per negligenza. È questa la scioccante rivelazione del sindaco Americo Porfidia. Il primo cittadino ieri ha anche provveduto a far affiggere dei manifesti per chiarire i termini della vicenda. “L’amministrazione retta da Ovidio Gadola – ha dichiarato Porfidia – nella primavera del 2002 ha operato con tale sconsideratezza da permettere che 975 milioni di vecchie lire di finanziamenti andassero perduti. Sembra assurdo, ma è proprio così. Con un atto protocollato il 13 settembre del 2001, l’assessore regionale ai lavori pubblici Ennio Cascetta notificava al comune di Recale quali fossero le disposizioni in merito ad una legge regionale relativa ad opportunità di finanziamento per opere pubbliche o di pubblico interesse per il biennio 2000–2001. Cascetta informava il nostro ente che erano stati concessi contributi del 5 per cento annuo dell’investimento autorizzato, per un massimo di vent’anni, così ripartiti: 260 milioni di lire per il 2000 e altri 715 per l’anno successivo. Tale comunicazione – ha precisato Porfidia – veniva acquisita agli atti del comune il 9 ottobre del 2001. Le risorse assegnate potevano consentire il completamento di opere pubbliche o la costruzione di nuove opere, come acquedotti, fognature, impianti di depurazione, strade, piazze, parcheggi, cimiteri, mercanti, impianti di illuminazione e tante altre cose. Il comune doveva solo approvare e trasmettere, entro 180 gironi dalla notifica, le copie autentiche di una serie atti deliberativi, tra i quali quelli dei progetti tecnici eseguiti. Il termine per eseguire questa semplice operazione scadeva nell’aprile del 2002 e quindi durante la passata legislatura. È inutile dire che nulla fu fatto e il finanziamento è andato perduto. Per incapacità di gestione o faciloneria, oggi la nostra cittadina non può beneficiare di soldi che avrebbero risolto tanti problemi. Sappiamo che piangere sul latte versato non serve a niente, è bene tuttavia che i recalesi sappiano la verità su questa incredibile vicenda. È facile fare progetti – ha concluso Porfidia – e realizzare opere pagandole con i soldi dei contribuenti, ma la capacità di un amministratore si misura nel saper recuperare risorse che non gravano sulle tasche dei contribuenti”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Mattino, 21 ottobre 2003
In quella tenda ogni immigrato si sente al sicuro

Le vie della Provvidenza sono infinite. E tutte si incontrano sotto la Tenda di Abramo. In via Borsellino, a Caserta. La struttura che si estende su un terreno di 6000 mq di proprietà della Curia deve il suo nome al simbolo biblico dell’accoglienza espressa con afflato interreligioso. La linea di confine con la laica tolleranza è inesistente. Attenzione, quindi, rivolta all’uomo. La luminosa idea del vescovo Nogaro compie – proprio in questi giorni – dieci anni; la sua concreta realizzazione risale, invece, al 5 aprile del 1998. Da allora, gestita dalla Caritas diocesana e diretta da don Giuseppe Errico ha dispensato speranza e concreta solidarietà ad almeno 2000 migrantes.
Porte aperte a tutti ed una risposta, fattiva, ad ogni bisogno. Senza scadere nell’assistenzialismo. Questa scommessa con l’impossibile è lo sforzo programmatico ed insieme fortemente missionario di don Errico. C’è chi parte per terre lontane e chi rimane in patria a svolgere un lavoro che è, in primo luogo, di promozione della persona. I tempi cambiano, la missione bussa alle porte di casa, mutano anche i fini dichiarati: l’evangelizzazione non è contemplata... Capita invece che si dia vita a qualche oasi di società multietnica o almeno a prove di laboratorio in tale direzione: «Ognuno alla Tenda – esclama don Errico - si sente al sicuro». Così accade, ad esempio, che gruppi appartenenti a comunità etnico-religiose differenti chiedano, di solito con cadenza mensile, di poter usufruire della Tenda per riunioni o anche riti di varie confessioni.
In principio era solo alloggio e prima accoglienza poi si aggiunse la mensa capace di 50 pasti al giorno fino al raddoppio ottenuto con l’inaugurazione della nuova, in via Adige. «Abitualmente – afferma don Errico - vi si serve la cena: soltanto per i 23 attuali ospiti aggiungiamo la prima colazione». Il ventaglio dei servizi oggi disponibili si è allargato notevolmente: corsi di italiano e di alfabetizzazione informatica rivolti agli immigrati; l’attività dell’ambulatorio - riconosciuto dall’Asl Ce1 - dove operano tre medici volontari; i corsi per il conseguimento della patente di guida organizzati d’intesa con la Motorizzazione Civile; la Biblioteca che raccoglie un corpus di 500 volumi in larga parte riguardanti la geografia o la cultura dei paesi d’origine; perfino un telefono dedicato alle chiamate all’estero. Tutte le iniziative sono indirizzate alla piena autonomia dell’individuo. Da raggiungere in fretta: sono tre – al massimo - i mesi di soggiorno alla Tenda di Abramo. Un termine tassativo nel quale orientarsi nel nostro Paese e trovare un lavoro. Statisticamente il 40% vi riesce. I più nel settore dei mestieri artigiani, come muratore o come collaboratore familiare.
«Pensiamo all’assistenza burocratica legata al permesso di soggiorno e ai rapporti con le istituzioni in genere – racconta don Errico – e, attraverso il collegamento di rete con altre Caritas italiane riceviamo e segnaliamo domande e offerte di lavoro». «È nostro metodo ma anche auspicio – aggiunge ancora don Errico – nel caso trovino occupazione in famiglia di informare preventivamente entrambe le parti sulle differenze più cospicue di mentalità o altro per favorire il rispetto reciproco e un migliore svolgimento del rapporto di lavoro». E questo significa favorire la cultura dell’integrazione.
Da un lustro osservatorio diocesano sull’immigrazione. L’affluenza è sempre stata cospicua: l’azione repressiva dell’operazione Alto Impatto appena conclusasi non ha avuto – sotto questo profilo – effetti particolari. Sono in media quindici le richieste di ospitalità «a tempo pieno» ogni mese. Gli ospiti - in passato - erano prevalentemente africani (Ghana, Niger, Senegal) spinti dalla fame; oggi sono giovani di istruzione universitaria provenienti dall’Est europeo in misura minore dal Sudamerica e Africa mediterranea in cerca di un futuro migliore.

Silvestro Montanaro, sul Mattino


Il Giornale di Caserta, 20 ottobre 2003
Ulivo in piazza Matteotti: “Esecutivo Porfidia contro Recale”

RECALE – La costituzione in giudizio del comune di Recale nel ricorso presentato il 18 settembre dai consiglieri Ovidio Gadola e Filiberto Gianoglio ha stimolato la mobilitazione dei partiti dell’Ulivo. Ieri mattina gli uomini della Margherita, dei Democratici di sinistra e dei Socialisti democratici si sono dati appuntamento in piazza Giacomo Matteotti, dove hanno distribuito circa cinquecento volantini, del cui contenuto abbiamo parlato con il segretario della Quercia Vincenzo De Angelis. “I capigruppo dell’opposizione –ha esordito– hanno chiesto al tribunale amministrativo di annullare la bocciatura del piano regolatore generale di Recale da parte dell’amministrazione provinciale. Il parlamento di corso Trieste ha infatti deliberato quando i termini erano scaduti, ossia quando lo strumento urbanistico doveva essere considerato approvato. A questo si aggiunge l’inerzia della maggioranza: i rilievi tecnici mossi dal comitato tecnico regionale potevano essere facilmente sanati dal nostro consiglio comunale, non è stato possibile farlo perché, con stratagemmi infantili, fughe dall’aula e imposizioni arbitrarie del presidente Bartolomeo Rossi, la compagine di governo ha irresponsabilmente mandato a vuoto ben due sedute consiliari convocate su iniziativa dei gruppi di opposizione con questo scopo. Ora l’organo esecutivo, con una delibera che smaschera le vere intenzioni della lista Città nuova, si è costituito in giudizio contro il ricorso, chiedendo, nei fatti, la conferma della bocciatura”. Il cerchio si chiude, ha lasciato intendere De Angelis, e il progetto diventa chiaro. “Il sindaco Americo Porfidia e i suoi uomini hanno lavorato e continueranno a farlo per lasciare la cittadina priva di un piano, alla mercé di un manipolo di speculatori che progetta palazzi là dove i cittadini chiedono piazze, spazi verdi, parcheggi e servizi collettivi. Come se non bastasse, al danno segue la beffa: la maggioranza non solo sacrifica il futuro di un’intera comunità per gli interessi privati di uomini senza scrupoli, ma ha anche la sfrontatezza –così ha concluso– di scaricare sulle tasche dei recalesi le spese legali di una causa che va contro i loro interessi”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 18 ottobre 2003
Spunta un’antenna nel centro storico

RECALE – Sovrasta il lastrico solare di un palazzo nel pieno centro storico della cittadina, avvolto da una recinzione di legno che ne copre solo la base. Parliamo di un ripetitore della telefonia mobile, istallato tra giovedì sera e venerdì pomeriggio, sul tetto della proprietà Mastroianni, in via Roma, al civico 29. È un impianto della Omnitel–Vodafone, società che da quasi due anni cerca di attivare sul territorio un ripetitore per potenziare la rete e sottrarre clienti alla concorrenza. La prima richiesta di autorizzazione risale al 13 dicembre del 2001, l’istanza però non fu accolta dal capo dell’ufficio tecnico Vincenzo Lamberti. Il giudizio favorevole ottenuto dalla Omnitel in sede amministrativa, l’assenza di un piano regolatore e la mancanza di un regolamento comunale, hanno spinto lo stesso Lamberti un anno più tardi, il 19 dicembre del 2002, a rilasciare la concessione. Che l’istallazione fosse imminente era nell’aria. Sono settimane che Giuseppe Lasco, Ovidio Gadola, Filiberto Gianoglio e Vincenzo Landolfo, cercano di portare in sede consiliare la discussione sull’inquinamento prodotto dalle onde elettromagnetiche. Gli esponenti dell’opposizione hanno anche inviato una lettera al dirigente Nicola Stellato e al consiglio d’istituto della scuola media “Giovanni XXIII” per indurre il personale docente e gli studenti a riflettere sul cosiddetto elettrosmog, dal momento che il loro plesso sorge a pochi metri dall’abitazione sui cui è montata l’antenna (verrebbe da chiedersi, ma ci asteniamo perché affetti da incontinenza cardiale, come mai loro che hanno governato dal novembre del 1997 fino al maggio del 2002 non abbiamo avuto la forza di deliberare una regolamentazione che tutelasse i cittadini). Quanto alla maggioranza, il sindaco Americo Porfidia, unico responsabile della salute pubblica, ha ammesso di aver preso coscienza delle intenzioni della Omnitel solo di recente, ma anche ha assicurato che l’assessore all’edilizia privata Antimo Argenziano (la scelta non è casuale) sta lavorando alla redazione di un regolamento che renda meno facile l’istallazione di nuovi impianti, almeno nei pressi dell’abitato. Dal presidente del consiglio comunale Bartolomeo Rossi abbiamo appreso che non appena Argenziano avrà ultimato la bozza, il regolamento sarà dibattuto. Siamo certi che prima di allora il ripetitore di via Roma sarà stato tarato, testato e messo in funzione.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 17 ottobre 2003
Landolfo: “Riequilibrio anomalo e senza parere”

RECALE – In attesa del consiglio comunale sul riequilibrio di bilancio 2003 (adunanza che si dovrebbe celebrare nel corso nella prossima settimana), il Democratico di sinistra Vincenzo Landolfo, esponente dell’opposizione, critica il comportamento assunto dalla maggioranza e dall’organo esecutivo. “Questa volta –esordisce Landolfo– per i ritardi accumulati hanno dovuto effettuato, su sollecitazione del prefetto Carlo Schilardi, una ricognizione degli equilibri di bilancio in modo anomalo e contro i buoni principi contabili, che richiedono un rendiconto dell’anno precedente prima di effettuare una verifica che possa definirsi corretta. Stanno peggiorando! L’anno scorso, pur facendo un pasticcio tra riequilibrio e debiti fuori bilancio, avevano almeno approvato il conto consuntivo. Quest’anno in una situazione economica e finanziaria, a mio avviso, fuori controllo, si permettono persino di fare populismo, raccontando menzogne attraverso la stampa. Ho letto –prosegue Landolfo– che la maggioranza in questi giorni si sarebbe confrontata sullo schema di riequilibrio approvato dall’esecutivo il 30 settembre, schema rispetto al quale esisterebbe addirittura un parere favorevole del collegio dei revisori dei conti. Forse si parlava di un altro comune… a Recale i revisori si sono espressi solo sui debiti fuori bilancio e non sulla salvaguardia degli equilibri, in merito alla quale compare un’esile dichiarazione del responsabile del servizio finanziario. Un po’ poco, trattandosi di un adempimento così importante! Questo significa che i consiglieri comunali, cui spetta il controllo dell’attività amministrativa, saranno chiamati a votare un riequilibrio di bilancio sulla base di una semplice affermazione di un loro funzionario di fiducia, senza alcun documento contabile a supporto. Spero, ma ci conto poco, che quando il capogruppo di maggioranza… pardon… il presidente del consiglio Bartolomeo Rossi convocherà l’adunanza, nella cartella degli atti, oltre ad esserci la bozza della proposta “scandalosa” approvato in giunta, vi sia anche –conclude Landolfo– una relazione tecnica sullo stato di attuazione dei programmi e i documenti contabili a dimostrazione della reale salvaguardia degli equilibri di bilancio”. È quasi inutile aggiungere che, qualora lo ritenesse opportuno, saremmo ben lieti di ospitare la replica dell’assessore delegato Andrea Mastroianni.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta



FUORI TEMA, giovedì 16 ottobre 2003
“Verde… ma non troppo!”, un colossal da settemila euro

CASERTA – “Verde… ma non troppo!” è un film commedia scritto, diretto ed interpretato da Michele Pagano. Nel cast dei protagonisti figurano anche Daniela Caso, Angelo Cretella e Paolo Mazzarella. Proveniente dal teatro, con all’attivo numerose commedie, sia come autore sia come attore e regista, Pagano, 25 anni, di Casal di Principe, ha accolto con passione e professionalità la nuova sfida del cinema. Il film è stato prodotto dalla CineArt, associazione culturale dell’agro aversano, nata un anno fa proprio in vista della realizzazione dell’opera, e che a tutt’oggi ha già finanziato, oltre al film di Pagano, due cortometraggi entrati nel circuito dei festival nazionali. Forse per gioco, ma certamente con pochissimi soldi a disposizione (circa settemila euro), il gruppo di giovani artisti casertani ha portato a termine un’impresa non da poco. Quando si pensa al cinema vengono subito in mente i “favolosi” budget dell’industria americana o i nomi e le facce delle star che affollano i manifesti e gli schermi televisivi. Qui invece ci troviamo di fronte ad un prodotto povero, a volte ingenuo, praticamente artigianale, ma che in queste caratteristiche nasconde la sua forza espressiva. Dietro c’è la voglia di fare cinema da parte di chi ama farlo, seppure tra mille difficoltà: alla mancanza di mezzi però si sopperisce sempre con l’ingegno e la creatività, e “Verde… ma non troppo!” ne è l’esempio. “Il film è uno spaccato ironico e divertito –ha dichiarato ieri in conferenza stampa Pagano– su una generazione colta in un momento di forte precarietà che vive la sua dimensione senza capirla appieno. Nel film la routine di tre ragazzi è avvolta da un alone di comicità che in fondo nasconde uno strato sottile di disperazione, la disperazione di chi, in cerca della propria strada, ha costantemente paura di non trovarla. L’opera –ha concluso Pagano– descrive in modo brioso e introspettivo la difficile arte del vivere quotidiano che diviene, con naturale semplicità, specchio e catalizzatore dei dubbi e delle ansie intrinseche alla nostra esistenza”. Il film è stato proiettato ieri sera in antiprima al cinema “Faro” di San Cipriano di Aversa, dove resterà per tutto il fine settimana.

FUORI TEMA – Laboratorio di pensiero


Il Giornale di Caserta, 15 ottobre 2003
Elettrosmog, la minoranza scrive al preside Stellato

RECALE – Una lettera inviata al dirigente Nicola Stellato e al consiglio d’istituto della scuola media “Giovanni XXIII” per indurre gli studenti e il personale docente a riflettere sull’inquinamento prodotto dalle onde elettromagnetiche. È questa l’ultima iniziativa, in ordine di tempo, intrapresa dai consiglieri di minoranza Giuseppe Lasco (tra i primi ad invocare un regolamento), Ovidio Gadola, Filiberto Gianoglio e Vincenzo Landolfo, per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi legati all’elettrosmog. La scelta dei destinatari non è casuale, giacché il plesso scolastico di piazza Aldo Moro sorge a pochi metri dal palazzo di Pietro Mastroianni, in via Roma, sul cui lastrico solare è imminente l’istallazione di una stazione radio base per la telefonia mobile. Si tratterà di un impianto della Omnitel–Vodafone, del quale, dalla strada, si scorge già il recinto di legno in cui sarà alloggiata l’antenna. Sono quasi due anni che il gestore del servizio di telecomunicazione cellulare tenta di attivare sul territorio un trasmettitore, allo scopo di potenziare la rete e di sottrarre clienti al gruppo Telecom, che già possiede una stazione a Recale, in viale dei Pini. La prima richiesta risale al 13 dicembre del 2001. Il 9 maggio dello scorso anno, dopo che la concessione edilizia fu negata, la Omnitel si rivolse al tribunale amministrativo regionale; il Tar, il 7 agosto, concesse la sospensiva e accolse il ricorso, perché nessuna iniziativa circa la redazione di un piano di recupero del centro storico era stata nel frattempo intrapresa dall’amministrazione comunale. La mancanza di un piano regolatore, l’assenza di un regolamento comunale e il giudizio favorevole del tribunale, hanno spinto il capo dell’ufficio tecnico Vincenzo Lamberti, il 19 dicembre 2002, a rilasciare la concessione. Il sindaco Americo Porfidia, che per sua ammissione ha preso coscienza del problema solo di recente, ha assicurato che l’assessore all’edilizia privata Antimo Argenziano sta lavorando alla bozza di un piano che renda meno facile l’istallazione di nuove antenne, almeno nei pressi del centro abitato. Resta però ancora inevasa la richiesta inoltrata dall’opposizione di celebrare un consiglio comunale sul tema.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 13 ottobre 2003
Ricorsi Prg e bilancio in discussione
il 22 ottobre

RECALE – Saranno discussi il 22 ottobre i due ricorsi presentanti dai consiglieri di minoranza Filiberto Gianoglio e Ovidio Gadola. Il giudice del tribunale amministrativo regionale sarà chiamato, in prima istanza, ad esprimersi sulla richiesta di sospensiva invocata dai ricorrenti sia per la delibera del 27 maggio, con la quale il consiglio provinciale ha respinto il piano regolatore generale, sia per quella del 12 giugno, con cui il consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione 2003. Alla base dell’istanza di sospensione dell’atto relativo allo strumento urbanistico ci sarebbe, secondo i due esponenti della minoranza, il danno provocato dal ripristino del piano di fabbricazione, con la conseguenza che alcune zone destinate ad infrastrutture pubbliche sono ritornate ad essere edilizie e residenziali. Gianoglio e Gadola fanno notare come molti soggetti, non appena il piano regolatore è stato bocciato, si sono affrettati a richiedere concessioni edilizie che, scaduti i termini tecnici, verranno attribuite, con notevoli ripercussioni sull’assetto urbanistico della cittadina. A suffragare invece la richiesta di sospensione della delibera del 12 giugno, i ricorrenti hanno rilevato che nell’ipotesi in cui ci dovesse essere una pronuncia favorevole occorrerebbe procedere ad una nuova deliberazione per ratificare uno strumento contabile che con tutta probabilità sarebbe diverso da quello vigente. A questa motivazione si aggiunge quella scaturante dall’allontanamento coatto esercitato dal presidente Bartolomeo Rossi: un episodio increscioso che avrebbe leso Filiberto Gianoglio, sia come persona sia come consigliere comunale. Dei due ricorsi amministrativi si discuterà nel corso dell’interpartitico dell’Ulivo (Socialisti democratici, Democratici di sinistra e Margherita), che si svolgerà in settimana nella sede della Quercia, in via Guglielmo Marconi.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Coming out: dibattito sul "Lexicon"

Venerdì 17 ottobre 2003, dibattito: “Barbarie vaticana e diritto all’amore”
Domenica 12, prosegue la raccolta firme in Piazza Vanvitelli, Caserta

Il Circolo di Iniziativa e Cultura Omosessuale Coming Out di Caserta ha organizzato per venerdì 17 ottobre 2003, alle ore 18:30, presso l’Aula Magna della Facoltà di Scienze MM. FF. NN. della SUN, un incontro-dibattito dal titolo “Barbarie vaticana e diritto all’amore: dalle infamie del Lexicon alle famiglie del domani”.

All’iniziativa parteciperanno don Franco Barbero, della Comunità cristiana di base “Viottoli” di Pinerolo, e Rita De Santis dell’AGEDO (Associazione di GEnitori ed amici Di Omosessuali)

L’incontro che darà il via al programma di attività culturali previste per quest’autunno prenderà le mosse dalle vicende sviluppatesi negli ultimi mesi intorno al Lexicon ed al documento della Congregazione per la Dottrina della Fede presieduta dal cardinale Ratzinger.

segue


Il Giornale di Caserta, 11 ottobre 2003
Gianoglio e Gadola accusano: “Sul Prg Ventre irragionevole”

RECALE – Lo scorso 18 settembre, un giorno prima della presentazione al tribunale amministrativo della Campania del ricorso contro il comune di Recale per l’annullamento della delibera di approvazione del bilancio di previsione 2003, i consiglieri di minoranza Filiberto Gianoglio e Ovidio Gadola, sempre assistiti dagli avvocati Stefano Salvatore e Franco Gaetano Scoca, hanno avviato un altro ricorso amministrativo. L’atto tende ad ottenere la sospensione e l’annullamento della delibera di consiglio provinciale, con la quale il 27 maggio il parlamento di corso Trieste ha respinto il piano regolatore generale, strumento adottato dall’amministrazione Gadola il 9 aprile del 2001. I due esponenti dell’opposizione consiliare, oltre a denunciare l’eccesso di potere e l’irragionevolezza del presidente Riccardo Ventre, hanno dichiarato che la deliberazione in oggetto è avvenuta in violazione dell’articolo 5 della legge regionale 14/82, ovvero oltre i termini previsti (cfr. la legge 17/42). Nel ricorso si legge: “L’amministrazione provinciale si è pronunciata con un comportamento inerte che assume per legge il significato di silenzio–assenso. Sembra superfluo rammentare nozioni ampiamente conosciute sull’argomento, pertanto si ritiene che sia sufficiente una semplice ricognizione delle norme di legge per arrivare alla conclusione che il presidente della provincia non aveva più titolo a pronunciarsi sull’argomento o comunque che la delibera del 27 maggio non ha alcun valore giuridico. La pronuncia di non approvazione del piano deve dunque collegarsi ad una precisa volontà politica, rimanendo inidonea a bloccare l’iter di formazione” dello strumento urbanistico. Per la cronaca, il 6 ottobre i due consiglieri di opposizione hanno anche inviato una lettera al sindaco Americo Porfidia e al responsabile dell’ufficio tecnico comunale Vincenzo Lamberti, con la quale hanno esortato l’ente ad assumere atteggiamenti di autotutela in materia urbanistica. Gianoglio e Gadola in sostanza hanno invitato Lamberti a non rilasciare licenze edilizie su aree che nel piano regolatore non risultino edificabili, e a rinviare sino alla pronuncia del giudice amministrativo qualsiasi attività sul piano di fabbricazione, ora ritenuto vigente, che potrebbe risultare incompatibile con una eventuale accoglimento del ricorso. Al primo cittadino hanno invece esplicitamente chiesto di dichiarare approvato lo strumento urbanistico, perché tale (sic!) deve essere considerato.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Giornale di Caserta, 11 ottobre 2003
Porfidia: “Un Piano regolatore tecnicamente errato”

RECALE – Sul ricorso amministrativo prodotto dai consiglieri di minoranza Filiberto Gianoglio e Ovidio Gadola teso ad ottenere l’annullamento della delibera di consiglio provinciale, con la quale il 27 maggio il parlamento di corso Trieste ha respinto il piano regolatore generale, abbiamo raccolto le opinioni di Francesco Porfidia, assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica. “Sebbene sia stato redatto contro una deliberazione dell’organo provinciale –ha esordito Porfidia–, il ricorso, almeno in premessa, denuncia l’attuale maggioranza di Recale, colpevole, secondo i ricorrenti, di essere assolutamente contraria alla dotazione di un nuovo strumento urbanistico. Siamo stati dunque chiamati in causa e ci costituiremo in giudizio; lo faremo però non per difendere la nostra parte politica, ma per tutelare gli interessi della collettività. Il nostro obiettivo è che la cittadina, benché non ne sia sprovvista, si doti di una regolamentazione urbanistica che sia sinonimo di vivibilità, sviluppo e di crescita economica. Dico questo –ha precisato Porfidia– perché quasi ci si dimentica che si sta dibattendo su un piano regolatore, partorito dalla passata amministrazione, che è stato giudicato dal comitato tecnico regionale illegittimo sotto il profilo amministrativo ed errato da un punto di vista tecnico. Se anche volessimo prescindere dalla questione della tavola di zonizzazione del piano di fabbricazione, resta il problema non trascurabile del sovradimensionamento. Il piano è deficitario nella sostanza… oltre che nella forma. Il mancato rispetto dei termini evidenziato da Gianoglio e da Gadola, in sé, è un rilievo ineccepibile, ma se anche il giudice annullasse la delibera del consiglio provinciale siamo certi che questo strumento urbanistico riuscirebbe ad ottenere il visto di conformità della regione Campania? Il presidente Riccardo Ventre fu piuttosto esplicito al riguardo! Non vorrei –ha concluso Porfidia– che una vittoria in sede amministrativa si tramutasse in un tunnel burocratico senza uscita”.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Circolo di Iniziativa e Cultura Omosessuale Coming Out
Parte la "campagna d'autunno"

Caserta 5 ottobre - Parte l'attività autunnale del circolo casertano "Coming Out" con uno stand allestito in piazza San Sebastiano dalle 10.00 alle 13.30 di domenica 5 ottobre.

Al centro di questa prima iniziativa - oltre all'informazione sull'attività del circolo per la piena e pari dignità di gay, lesbiche, bisessuali, transessuali - ci sarà una raccolta di firme a sostegno della proposta di legge per l’introduzione dei PACS e saranno esposti nuovi cartelloni informativi. La raccolta proseguirà anche domenica 12 sempre a largo S. Sebastiano e il 26 pomeriggio a S. Maria C.V. in piazza Mazzini.

Per i prossimi mesi, un fitto calendario di iniziative è stato programmato dal circolo casertano, che chiede tra l'altro un confronto - finora negato - con l'amministrazione comunale.
red.

il programma completo delle iniziative di Coming Out


Il Giornale di Caserta, 2 ottobre 2003
Bartolomeo Rossi accusato di eccesso di potere

RECALE – Lo scorso 19 settembre, i consiglieri di minoranza Filiberto Gianoglio e Ovidio Gadola, difesi dai legali Stefano Salvatore e Franco Gaetano Scoca di Roma, hanno presentato al Tribunale amministrativo regionale un ricorso tendente ad ottenere la sospensione, prima, e il definitivo annullamento, poi, della delibera di consiglio comunale del 12 giugno. L’atto in questione si riferisce all’adunanza che decretò l’approvazione del bilancio di previsione 2003. Il lettore ricorderà che si trattò di una seduta alquanto movimentata, nel corso della quale Gianoglio fu allontanato coattivamente dalla polizia su ordine del presidente Bartolomeo Rossi. Anche a causa di questo episodio, i ricorrenti ravvisano “la violazione e la falsa applicazione del regolamento e dello statuto del comune di Recale, nonché l’eccesso di potere per irragionevolezza e il travisamento dei fatti” di Rossi. Per Gianoglio e Gadola “emerge con chiarezza che, se il presidente ha il potere di allontanamento, l’esercizio di tale potere deve essere preceduto da alcune formalità inderogabili. Tali sono i richiami formali, l’interdizione e da ultimo la necessaria votazione da parte dell’assemblea, atta a conferire mandato al presidente per l’emanazione dei provvedimenti necessari al corretto proseguimento della seduta. Tali formalità risultano essere totalmente e ingiustificatamente assenti. Infatti, se è innegabile che il presidente ha fatto un primo richiamo formale al consigliere Gianoglio, è altrettanto innegabile che nessuna interdizione della parola e tanto meno nessun secondo richiamo formale” gli è stato rivolto. Quanto all’offesa (“scemo, scemo, scemo matricolato!”) pronunciata da Gianoglio durante la discussione e motivo del suo allontanamento, nel ricorso si legge: “Dalla lettura del verbale non emerge verso chi sia diretta la frase e non è nemmeno individuabile che l’offesa sia diretta al presidente. Anzi, dal verbale emerge che in aula vi è stata contestazione e probabilmente qualcuno del pubblico ha apostrofato malamente il consigliere Gianoglio, il quale risponde all’anonimo. Pertanto, è ben possibile che il presidente abbia travisato i fatti”. Secondo i due consiglieri di opposizione, vi è poi un altro aspetto che proverebbe la violazione e la falsa applicazione del regolamento e dello statuto: “Se è vero che non è stata conclusa la trattazione dell’argomento all’odg, è vero anche che il presidente alle 21 e 55 ha palesemente dichiarato tolta la seduta (“la seduta è tolta, io abbandono il seggio…”, ndr). La riunione del 12 giugno deve ritenersi conclusa a quell’ora; ciò porta come conseguenza che la delibera di approvazione del bilancio di previsione sia stata assunta in una successiva riunione non ritualmente convocata”, dunque è illegittima.

Claudio Lombardi, Il Giornale di Caserta


Il Corriere della Sera, 2 ottobre 2003
Condono: il catalogo degli errori

MILANO - Puzza. Più lo annusi e più puzza, questo condono edilizio varato sotto il titolo furbetto e ipocrita «Misure per la riqualificazione ambientale e paesaggistica, per l’incentivazione dell’attività di repressione dell’abusivismo edilizio nonché...». Repressione dell’abusivismo? Leggete il comma 6 dell’articolo 8. Dove si dice, alla faccia della favoletta sul silenzio-diniego, che il pagamento della multa e degli oneri più la presentazione di tutti i documenti richiesti entro il 30 settembre 2004 equivarranno due anni dopo, «senza l’adozione di un provvedimento negativo del Comune», al «titolo abilitativo edilizio in sanatoria». Traduzione: stavolta gli abusivi non saranno manco costretti a restare in sospeso per anni aspettando la risposta degli uffici tecnici municipali. Fatta eccezione per le poche aree protette dai vincoli più rigidi, basterà che attendano la scadenza dei 24 mesi. Dopodiché, se per pigrizia o complicità nessuno avrà mai aperto il loro fascicolo, ciao: saranno in regola.
Indovina indovinello: come pensate che possa finire se intere regioni non sono ancora riuscite a sbrigare il 20% delle pratiche degli altri condoni vecchie di nove e di diciotto anni? (...)

Per avere un'idea di quanto ci si rimetterebbe in tutta la penisola, basta confrontare il dato che il Tesoro confida di ricavare dalla sanatoria, 3,3 miliardi di euro, con quello che costerebbe portare poi tutti i servizi (fogne, acqua, strade, luce pubblica....) nelle borgate, nei villaggi turistici, negli osceni agglomerati costieri nati fuori da ogni legge. Minimo (minimo) 22 mila euro ad abitazione. Che fanno, moltiplicati per le 362.676 case abusive nate secondo il Cresme dal 1994 in qua, 7 miliardi e 978 milioni. Un affarone.
Ammesso che la gente paghi

Gian Antonio Stella - segue sul Corriere della Sera





 sommario

Margherita incredula per l'addio di Gadola
dal Giornale di Caserta

Gadola: imminente l'addio alla Margherita
dal Giornale di Caserta

Antenna Omnitel, Porfidia: "Solo veleni e attacchi"
dal Giornale di Caserta

Landolfo: "Il riequilibrio è anomalo"
dal Giornale di Caserta

Ricorsi su PRG e bilancio: il TAR respinge la richiesta di sospensiva
dal Fuori Tema

Circolo combattenti: i simpatizzanti invocano trasparenza
dal Giornale di Caserta

Da Porfidia dure critiche
all'ex sindaco Gadola

dal Giornale di Caserta

In quella tenda ogni immigrato si sente al sicuro
dal Mattino

Ulivo in piazza: "Esecutivo Porfidia
contro Recale"

dal Giornale di Caserta

Spunta un'antenna nel centro storico
dal Giornale di Caserta

verde... ma non troppo

Landolfo: riequilibrio anomalo e senza parere
dal Giornale di Caserta

"Verde... ma non troppo" un kolossal da 7000 euro
da Fuori Tema

Elettrosmog, la minoranza scrive al Preside
dal Giornale di Caserta

Ricorsi PRG e Bilancio
dal Giornale di Caserta

Dibattito sul "Lexicon"
da Coming Out

Gianoglio e Gadola: sul Prg Ventre irragionevole
dal Giornale di Caserta

Porfidia: Un Prg tecnicamente errato
dal Giornale di Caserta

Coming Out: parte la campagna d'autunno
da Coming Out

marcia della pace

Bartolomeo Rossi accusato di eccesso di potere
dal Giornale di Caserta

Condono: il catalogo degli errori
dal Corriere della Sera

 

il burattinaio Taormina



 

 

 

 

 

 

 

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Caserta, i Comboniani per gli immigarti

 
 

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