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 CRONACA DI UNA SORTE ANNUNCIATA
 
         
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manifesto DS sil PUC

rassegna stampa

 

La provincia rispedisce il PUC al mittente - dal Mattino, 7 luglio 2007

 

La Provincia boccia il PUC di Recale - dal Mattino, 3 luglio 07

 

 

Le "osservazioni al PUC" presentate dai DS

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Le "osservazioni al PUC" presentate da "CRUNA"

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Cruna: la città asservita agli interessi degli speculatori.

 

I  Moderati: "un PUC calato dall'alto da una risicata maggioranza" comunicato stampa

 

Recale, approvato il PUC dopo 19 ore di discussione in consiglio

dal Mattino, 14/02/07

 

 

 

 

 

 

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Turmbau zu Babel (Pieter Brueghel il Vecchio)

 

 

«IMPROCEDIBILE»

Il Piano Urbanistico di Recale non ha

le carte in regola

Nella mattinata di venerdi 6 luglio si è consumato l'atto finale della Conferenza di Servizi convocata dalla Provincia di Caserta sul Piano Urbanistico del Comune di Recale: l’iter di approvazione del Puc è «improcedibile».
L'Ufficio tecnico ha dichiarato che il procedimento è viziato dall'illegittimità delle delibere di adozione dello strumento urbanistico e di esame delle osservazioni, che sono state votate da soli 5 consiglieri.


Ciò significa che il Piano dovrà tornare in consiglio comunale per raccogliere il giusto numero di voti validi di consiglieri che non abbiano conflitti di interesse; un'impresa non facile, ma anche superato lo scoglio del quorum resterebbe ancora da percorrere una lunga strada.
Infatti a quel punto si dovrà affrontare l'esame di merito dello strumento urbanistico e la spinosa questione del sovradimensionamento, già anticipata nella conferenza di servizi.
I nostri amministratori comunali si sono trincerati dietro la consolatoria dichiarazione che il Puc è stato solo “rimandato a settembre”, ma non dimentichino che “a settembre” lo attende un esame duro e serio che difficilmente potrà superare senza una rigorosa cura dimagrante.


Ma c'è una questione che non sarebbe giusto lasciar passare inosservata: se un Puc risulta conforme alla normativa vigente, l'amministrazione provinciale lo approva semplicemente. La conferenza di servizi viene convocata solo se lo strumento urbanistico non è in regola. Più precisamente, l'articolo 6 della legge regionale che regola la materia stabilisce che «in caso di esito negativo della verifica, il Presidente della provincia, nei quindici giorni successivi alla scadenza di cui al comma 5, convoca una conferenza di servizi alla quale sono invitati a partecipare il sindaco, o un assessore da lui delegato, e i dirigenti delle strutture provinciali e comunali competenti»
Il sindaco Porfidia e la sua maggioranza non potevano certo ignorare questo semplice fatto. Quanti in campagna elettorale hanno sostenuto che la conferenza di servizi era un passo verso l'approvazione del Puc hanno mentito agli elettori.


Sia ben chiara una cosa: nessuno può essere contento di questa ennesima bocciatura di uno strumento urbanistico. È una sconfitta bruciante per tutti i recalesi, che obbliga a rinviare ancora di chissà quanto il giorno in cui il nostro territorio sarà finalmente tutelato da una norma che disciplini la crescita urbanistica e imponga un minimo di strutture di utilità comune, dal verde ai parcheggi.
Ma il fatto che su 11 consiglieri di maggioranza solo 5 si siano trovati liberi da conflitti di interesse la dice lunga sull'entità del groviglio di di affari personali e familiari che spinge da trent’anni a questa parte all'adozione di strumenti urbanistici artificiosamente gonfiati rispetto alle stime di una crescita "normale" della nostra cittadina, e fatalmente destinati a sonore bocciature.

C'è una verità semplice che stenta ad emergere: i principali benefici dell'adozione di uno strumento urbanistico non riguardano affatto gli interessi economici legati all'espansione edilizia. Solo chi saprà progettare il futuro del nostro territorio guardando all'interesse dell'intera collettività, in un confronto che dia spazio alle ragioni di tutti e coinvolga i cittadini e le loro associazioni, sarà in grado di portare a buon fine l'adozione di un piano che rispetti le regole. Da questo punto di vista, le disavventure del nostro Puc possono essere un'occasione preziosa per ripensare l'impostazione di una politica urbanistica che finora ha prodotto solo fallimenti: ci auguriamo che i nostri amministratori, maggioranza ed opposizione, sappiano trarne il giusto insegnamento.

 

9 luglio 2007

diesserecale