Stranamente quest’anno l’approvazione
del rendiconto 2006, viene anticipato rispetto alla scadenza
fissata dalla legge che prevede il 30 giugno come termine utile
(termine comunque non perentorio).
I motivi di questa decisione vanno ricercati nella politica
finanziaria messa in atto da questa amministrazione uscente
che in cinque anni di allegra gestione ha messo in serio pericolo
lo stato di salute delle finanze comunali. Di fronte a questo
rischio finanziario per evitare che un’altra amministrazione
potesse verificare i conti reali facendo emergere il dissesto
finanziario in atto, hanno fatto di tutto per approvarlo prima
della scadenza del proprio mandato con i soliti artifizi contabili
e questa volta riuscendo a creare anche un avanzo di amministrazione
virtuale pari a 292.472,28 €.
Considerato che negli ultimi 4 anni dal 2002 l’avanzo
di amministrazione risultato dalla gestione finanziaria è
stata al massimo di 31.106 € registrata proprio nel 2002,
questo risultato sembrava alquanto dubbioso, anzi se fosse stato
vero sarebbe stato un piccolo miracolo. Entrando nel dettaglio
dei numeri invece del miracolo ci accorgiamo che sono stati
bruciati nel 2006 circa 564.899 € di oneri di urbanizzazione,
infatti l’avanzo di amministrazione di 292.472€ non
è altro che quello che rimane degli 857.371,01 €
riscossi come oneri di urbanizzazione nel 2006, quindi il miracolo
c’è stato ma lo hanno fatto quegli 80 cittadini
che hanno pagato gli oneri di urbanizzazione nel 2006, per le
80 concessioni edilizie che gli sono state rilasciate.
Ciò premesso entriamo nel dettaglio
dei numeri, e quindi nei risultati della politica finanziaria
di questi cinque anni di amministrazione Porfidia e troviamo
anche i motivi per cui diciamo che questo avanzo di amministrazione
dichiarato è solo un avanzo virtuale.
L’amministrazione Porfidia si è
insediata nel 2002 ereditando una situazione finanziaria alquanto
fiorente, e ci lascia nel 2007 (questo è il nostro auspicio)
con una situazione finanziaria seriamente compromessa, riporto
di seguito il confronto per rendere più chiaro il quadro
della gravità della situazione:

Dal quadro riassuntivo della gestione
finanziaria si evince chiaramente una perdita del fondo di cassa
(liquidità) in cinque anni di 1.502.136 €, (circa
3 miliardi di vecchie lire), il dimezzamento dell’avanzo
di amministrazione, ma il dato più grave che misura lo
stato di salute delle finanze comunali è l’eccessivo
incremento della massa dei residui attivi e passivi che in cinque
anni si sono quasi raddoppiati.
A questo si aggiunge l’incremento dei costi correnti Titolo
I (spese per la gestione amministrativa) dal 2001 sono lievitati
da 3.082.896 € (Consuntivo Ufficiale 2001) a 3.984.217,04
€ , un aumento pari a 901.320,17€ .
Con questi dati in eredità, la prossima amministrazione,
ha una solo alternativa, quella di fare una seria politica di
risanamento, eliminando gli spreghi e utilizzando con efficienza
ed efficacia le risorse Comunali.
E’ assolutamente necessario per
il risanamento delle finanze far rientrare nelle competenze
dell’Ente le attività di riscossione volontaria,
visto anche i risultati finanziari negativi registrati in questo
periodo di gestione esterna, ciò ci consente di recuperare
circa 180.000 € all’anno (nel 2006 sono stati pagati
al concessionario 181.972,3 €)
Quanto affermato dal Sindaco nel pubblico
comizio tenutosi il 12 c.m. che con l’affidamento in concessione
della riscossione tributi, adesso le tasse le pagano tutti,
è una grossa bugia, e le bugie hanno le gambe corte.
Infatti nella bozza di rendiconto approvato da Lui e dalla sua
Giunta e portato questa sera all’approvazione del Consiglio
Comunale, i suoi dati ufficiali lo smentiscono, infatti per
il servizio acquedotto a fronte di una previsione di incasso
pari a 1.338.667,15 € , sono stati riscossi appena 313.757,84
€ pari al 23% del totale,
per quanto riguarda la tarsu la situazione non cambia infatti
a fronte della previsione di incasso di 1.665.166 € , risultano
incassati 544.973,52 € pari al 32%.
E’ vero che di queste somme una
parte sono riferite ai ruoli dell’acqua e della tarsu
relativi all’anno 2006 e messi in riscossione quest’anno,
per un importo pari rispettivamente a 316.550,00 e 560.685,
ma la differenza per oltre 1.278.371 € sono residui accumulati
nei cinque anni di gestione Porfidia.
Vi ricordo che i residui lasciati da
riscuotere per gli anni 2000 e retro dalla passata amministrazione
e accertati dal Responsabile del servizio Finanziario Rag. Luciano
Santagata (Vostro consulente) comunicazione interna prot. 7741
del 30/09/02, erano pari a 112.895 € per il servizio acquedotto
e 441.292 € per la TARSU per un totale di 554.187 €.
Alla luce dei numeri ufficiali di cui
sopra si deduce che in questi cinque anni non solo non siete
stati capaci di recuperare il residuo lasciato dall’amministrazione
dell’Ulivo nel 2001, ma avete addirittura fatto raddoppiare
gli importi dei morosi, quindi SINDACO tutti questi che pagano
le tasse sinceramente non risultano dagli atti contabili che
questa sera ci ha portato per l’approvazione.
Inoltre devo ancora una volta per l’ennesima volta denunciare
che i residui attivi riportati in conto consuntivo dal 2003
relative ai trasferimenti erariali risorse n. 130, 140, 170,
990, 1000, per un importo complessivo pari a 477.839,16 €
sono stati già riscossi. Nel 2003 al rendiconto ho allegato
documentazione che comprovavano quanto da me affermato, in tre
anni non solo non siete riusciti a verificare la correttezza
di quegli allegati, ma continuate a riportarli come somme da
riscuotere, anche se in questi anni dal 2003 al 2006 non li
avete riscossi.
Un altro dato preoccupante che si evince
da questo rendiconto è quello relativo alla riscossione
delle somme dovute per violazione del codice della strada, dove
a fronte di 57.926 € previsti nel 2006 sono stati riscossi
solo 632 € incrementando il residuo da riscuotere a 343.879
€
Con il quadro finanziario di cui sopra, una cosa è chiara
che in permanenza di condizioni di scarse risorse assumono importanza
sempre più rilevanti la riqualificazione della spesa
e la sua oculata programmazione mediante scelte di priorità
sorrette da diffusa consapevolezza e responsabile partecipazione.
Per mezzo di questi strumenti è possibile individuare
il corretto punto di equilibrio tra il soddisfacimento dei bisogni
e delle aspirazioni ed il carico fiscale, nonché il livello
sostenibile delle tariffe da definirsi comunque in base a criteri
di giustizia, equità e sostegno delle fasce deboli.
Recale, 21 maggio 2006