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 CONSIGLIO COMUNALE A RECALE
 
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Portico e Recale: maggioranza e minoranza divise dal voto incrociato
il Mattino, 02/12/2007

manifesto DS sil PUC

rassegna stampa

 

La provincia rispedisce il PUC al mittente - dal Mattino, 7 luglio 2007

 

La Provincia boccia il PUC di Recale - dal Mattino, 3 luglio 07

 

 

Le "osservazioni al PUC" presentate dai DS

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Le "osservazioni al PUC" presentate da "CRUNA"

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Cruna: la città asservita agli interessi degli speculatori.

 

I  Moderati: "un PUC calato dall'alto da una risicata maggioranza" comunicato stampa

 

Recale, approvato il PUC dopo 19 ore di discussione in consiglio

dal Mattino, 14/02/07

 

 

 

 

 

 

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Il venerdi nero della minoranza

Hendrick Avercamp, scena sul ghiaccio (part.)

Una seduta di consiglio comunale da dimenticare, quella di venerdi 30, per il gruppo “Uniti per Recale”, messo al tappeto da due scivoloni consecutivi.
Il primo si è verificato sulla nomina del rappresentante della minoranza nell’Unione dei Comuni “Appia” in sostituzione di Ciro Rossi, uscito dal consiglio comunale dopo che il tribunale ha reintegrato Filiberto Gianoglio.
Gianoglio, candidato designato dalla minoranza, è stato travolto a sorpresa da Ovidio Gadola, che ha intercettato alcuni voti della maggioranza, risultando eletto per 7 voti contro 4. Gli sconfitti hanno reagito protestando che la maggioranza non aveva il diritto di ‘intromettersi’ nella nomina del rappresentante dell’opposizione e lamentando una violazione dei diritti della minoranza.

Francamente, ci sembra un’argomentazione piuttosto astratta che non affronta il vero problema politico: se la volpe riesce a entrare nel pollaio, la colpa è di chi lo ha lasciato aperto.

Il dott. Gadola, neo-rappresentante della minoranza nell’Unione “Appia”, non è l’ultimo arrivato: è un politico dalla lunga e variegata esperienza, ed è anche il politico che nella recente tornata amministrativa ha accettato di fare ‘un passo indietro’ per consentire la candidatura a sindaco di Patrizia Vestini e per dare alla lista ‘Uniti per Recale’ un’opportunità di vittoria in più. Questa mossa, unita al risultato elettorale che lo ha visto primo degli eletti della minoranza, lo qualificava come il candidato naturale per quell’incarico.

Noi non sappiamo quali segrete trattative abbiano orientato su un nome diverso la scelta del gruppo di minoranza (un gruppo che, sia detto per inciso, mostra una singolare predilezione per l’isolamento, riuscendo egregiamente a chiudersi a qualsiasi confronto); tuttavia, ci sembra una grossolana ingenuità pensare che la maggioranza avrebbe rinunciato ad inserirsi nella spaccatura creata da una scelta non condivisa da tutto il gruppo per volgerla a proprio vantaggio.

Certo è che, lasciata aperta la porta del pollaio, non resta che prendersela con la volpe.

Il secondo scivolone si è verificato sull’insidioso terreno del Piano Urbanistico Comunale, le cui vicende abbiamo ampiamente documentato.
Si trattava di votare, su richiesta della minoranza, l’annullamento delle delibere di adozione del PUC che la provincia aveva giudicato illegittime. Poiché era immaginabile che solo in stato di ebbrezza la maggioranza avrebbe votato per l’annullamento, le delibere sarebbero state confermate con una votazione cui aveva partecipato anche la minoranza, offrendo paradossalmente quella legittimità numerica che finora è sempre mancata.
Per fortuna, la minoranza si è accorta in tempo della tagliola in cui si stava infilando nella foga di tender trappole sul percorso del PUC, ed ha potuto battere in ritirata rinunciando alla votazione ed annunciando il ricorso al TAR contro le delibere in questione. Il fatto singolare è che nei giorni scorsi proprio la maggioranza guardava al tribunale amministrativo come strada per sbloccare l’impasse dello strumento urbanistico (Il Giornale di Caserta, 16 novembre 2007).

Questo ci induce ad una riflessione. Nelle Conferenze di Servizi che si sono susseguite da giugno ad oggi, e nell’attività consiliare di questi mesi, ci si è limitati a discutere della legittimità procedurale di un’adozione viziata dal numero insufficiente dei consiglieri liberi da incompatibilità.

Tuttavia, nella verifica di compatibilità del 15 maggio 2007 che dichiara improcedibile il PUC, il settore urbanistico della Provincia di Caserta, esaurite le questioni di legittimità procedurale, sostiene che «...volendo accettare il dato più favorevole all’amministrazione comunale [...] si ritiene che il fabbisogno di nuovi vani per il 2016 possa considerarsi di 570 vani.» rispetto ai 2.867 previsti dal piano! (e più oltre chiede che il Comune fornisca chiarimenti sull’attività urbanistica nel periodo 2001-2006, in cui risulta che il Comune «...avrebbe autorizzato la realizzazione di circa 600 vani»)

Comprendiamo benissimo come la maggioranza abbia interesse a rinviare a tempi migliori la discussione nel merito di questa valutazione: qualunque cosa ci riservi il futuro politico, sarà meglio che dover annunciare il taglio di oltre duemila vani, pegno elettorale su cui si fonda l’amministrazione Porfidia. Comprendiamo meno la reticenza della minoranza. A tutt’oggi, al di là delle violente (e sacrosante) denunce del carattere speculativo del progetto di piano, non è chiaro come si pone la minoranza rispetto al dimensionamento: accoglie la valutazione della provincia? propone soluzioni intermedie? Limitarsi a sostenere che il PUC è illegittimo e va rifatto daccapo svuota di senso politico l’azione dell’opposizione, riducendola a mero querelante in una lite giudiziaria e scoprendo il fianco all’accusa di voler semplicemente impedire l’adozione dello strumento urbanistico.

Se questa posizione può raccogliere il consenso di quanti sono stati esclusi dalla torta del PUC, rischia di essere incomprensibile per i tanti cittadini che ripongono nell’adozione di un piano la speranza di ottenere quei servizi di cui la nostra cittadina è drammaticamente priva.
Nell’impasse che blocca l’adozione, affrontare nel merito le obiezioni della provincia può essere il modo per rimettere in discussione la qualità dell’intervento urbanistico, per formulare una proposta in cui, accanto a una ragionevole crescita, si trovi spazio per la domanda di servizi, spazi verdi, piazze, parcheggi...
Ci auguriamo che la minoranza sappia cogliere questa occasione e recuperare capacità di iniziativa e di proposta: altrimenti ci toccherà assistere al deludente spettacolo che vede maggioranza e opposizione unite nel ricorso.

diesserecale, 2 dicembre 2007