La
città di Bologna non dimentica e, come ogni anno, il 2
agosto è la giornata dedicata al ricordo.
Ricco il programma: la giornata inizia alle
8.45 con l'incontro a Palazzo d'Accursio tra le Istituzioni e
i familiari delle vittime e termina con il tradizionale concerto
in Piazza Maggiore, alle 21, dove la Filarmonica Arturo Toscanini
e l'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna eseguono i brani
vincitori del Concorso Internazionale di Composizione 2 agosto.
Il concerto verrà trasmesso in diretta
radiofonica da Rai Radio Tre e in differita televisiva da Rai
Tre all'una di notte.
“... Milano, Brescia, le altre città
che sono state colpite dalle stragi, le comunità che qui
sono rappresentate dai loro sindaci, dai presidenti delle Province,
tutte queste comunità con noi hanno lavorato in questi
anni per rimarginare ferite profonde. Continueremo in questo lavoro
insieme, e lo faremo così come abbiamo nel corso degli
anni passati deciso di agire: attraverso la partecipazione e la
vicinanza del popolo alle persone che sono state colpite nei loro
affetti e nelle loro condizioni materiali di vita. Questo è
il modo più efficace, il modo che una democrazia deve scegliere
sempre quando si trova di fronte a fatti efferati come quelli
che ricordiamo questa mattina: non dimenticare mai, trasferire
la memoria a chi viene dopo di noi, appurare sempre la verità
giudiziaria, agire perché questa sia coerente con la verità
storica, rifiutare i revisionismi di comodo, quelli piegati alla
politica contingente, far luce su ogni zona d’ombra è
necessario in primo luogo per noi, che ci battiamo da sempre perché
ciò avvenga, ma non deve mai significare rimettere in discussione
ciò che è stato verificato e appurato, ciò
che la Magistratura ha giudicato e sentenziato. ...”

2 agosto 2006,
per non dimenticare
“L’emissione di questo francobollo
commemorativo, vuole rendere onore alle vittime del violento scoppio
che il 2 agosto del 1980 causò la morte di 85 persone e
il ferimento di altre 20, ma” ha dichiarato il Ministro
Gentiloni, “ha anche l’obiettivo di contribuire a
mantenere viva la memoria storica su questo doloroso evento, affinché
una coscienza vigile e consapevole possa rappresentare un forte
antidoto al ripetersi di crimini di tale efferatezza”.
Il
2 agosto 1980, alle ore 10,25, una bomba esplose nella sala d'aspetto
di seconda classe della stazione di Bologna.
Lo scoppio fu violentissimo, provocò
il crollo delle strutture sovrastanti le sale d'aspetto di prima
e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell'azienda di
ristorazione Cigar e di circa 30 metri di pensilina. L'esplosione
investì anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo
binario. Il soffio arroventato prodotto da una miscela di tritolo
e T4 tranciò i destini di persone provenienti da 50 città
diverse italiane e straniere.
Il bilancio finale fu di 85 morti e 200 feriti.
La
città si trasformò in una gigantesca macchina di
soccorso e assistenza per le vittime, i sopravvissuti e i loro
parenti. I vigili del fuoco dirottarono sulla stazione un autobus,
il numero 37, che si trasformò in un carro funebre.
Alle 17,30, il presidente della Repubblica
Sandro Pertini arrivò in elicottero all'aeroporto di Borgo
Panigale e si precipitò all'ospedale Maggiore dove era
stata allestita una delle tre camere mortuarie.
Incontrando
i giornalisti Pertini non nascose lo sgomento: «Signori,
non ho parole» disse «siamo di fronte all'impresa
più criminale che sia avvenuta in Italia».
Ancora prima dei funerali, fissati per il 6
agosto, si svolsero manifestazioni in Piazza Maggiore a testimonianza
delle immediate reazioni della città. Il giorno fissato
per la cerimonia funebre nella basilica di San Petronio, si mescolano
in piazza rabbia e dolore. Solo 7 vittime ebbero il funerale di
stato. (...) [da stragi.it]
immagini tratte dal sito stragi.it
La strage annunciata
Eppure la strage era stata preannunciata anche
un mese prima, negli ambienti dei servizi se ne troveranno addirittura
tracce scritte (rapporto Spiazzi).
Sono tre i segnali di quello che nei primi
sei mesi del 1980 sta cuocendo nel ribollente calderone della
destra eversiva:
* Il primo allarme è contenuto in un
documento acquisito dalla Corte d’Assise di Bologna intitolato
“Situazione mensile del terrorismo – giugno 1980”,
in cui tra l’altro si segnala “la particolare pericolosità
del terrorismo di destra che (…) può realizzare imprese
terroristiche imprevedibili con alta potenzialità distruttiva
e destabilizzante"
* Il secondo, molto più preciso, è
costituito da quanto un detenuto del carcere di Padova, in presenza
del suo avvocato di fiducia, riferisce al giudice di sorveglianza:
Il 10 luglio 1980, Luigi Presilio Vettore, detenuto per reati
comuni, spiegò al magistrato che era imminente un gravissimo
attentato da parte di un gruppo estremista. Lo stesso gruppo gli
aveva proposto di partecipare a un successivo attentato contro
il giudice di Treviso Giancarlo Stiz, a suo tempo impegnato in
indagini connesse a quelle sulla strage di piazza Fontana.
La fonte di Vettore era il neofascista Roberto Rinani, inserito
nella cellula eversiva di Massimiliano Fachini.
* Ultimo, ma certo non per importanza, è
il rapporto al Sisde con cui il colonnello Amos Spiazzi, a suo
tempo coinvolto nell'indagine sulla "Rosa dei venti",
preannunciò azioni eclatanti della destra eversiva.
Interrogato dal giudice istruttore di Bologna, Spiazzi affermò:
“Il mio appunto contiene effettivamente dei riferimenti
alla strage di Bologna, come più volte l’ufficio
mi ha fatto rilevare..."
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