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Il Corriere della Sera, 03 gennaio 2009
Intervista al deputato dell'Idv e sindaco
di Recale Americo Porfidia
Parla il dipietrista inquisito: accuse sui giornali,
mai lette le carte
«La camorra non so che sia, non lascio
il Parlamento. Tonino? Gli ho scritto, ma non mi ha chiamato»
NAPOLI — La bufera lo ha travolto con
il panettone in bocca: «E subito, il 26 dicembre, ho mandato una
mail ad Antonio Di Pietro per dirgli che mi mettevo a disposizione del
partito». Ma ad Americo Porfidia non è mai arrivata risposta.
Deputato dell'Italia dei Valori, sindaco di Recale (paesino del casertano)
Porfidia, coinvolto in indagini di camorra, ha dunque deciso da sé:
si è dimesso dal partito.
Seguendo le orme di Cristiano, figlio del leader dell'Italia dei Valori.
Americo Porfidia, lei ha lasciato il partito
ma non il Parlamento... «Per forza».
Per forza cosa? «Dovevo lasciare il Parlamento
per una notizia letta sui giornali?».
Che vuol dire? «Che ho saputo dai giornali di
avere a mio carico un'indagine del 2004 che la squadra mobile di Caserta
nel gennaio 2006 ha trasmesso alla Dia».
Non ne sapeva nulla? «Non ne so ancora nulla.
Il mio avvocato ha fatto richiesta per avere le carte, le sto aspettando.
Però i giornalisti quelle carte già le avevano: non mi
sembra corretto. Sono loro che me le hanno lette per telefono. Non c'entra
nulla la Global Service di Romeo... ».
Ma c'entra la camorra... «Già. Ho scoperto
di avere a mio carico il 416 bis».
Ovvero l'associazione a delinquere con l'aggravante della criminalità
organizzata: non è una passeggiata...
«Io non so niente di camorra».
Mai avuto a che fare? «Ho letto sui giornali
che anche Recale in passato è stata interessata dalla camorra.
Ma io non ci capisco nulla dei clan. E poi non la mia amministrazione
non è mai stata coinvolta: faccio il sindaco dal 2002, sono al
secondo mandato. E penso che se la Dia avesse trovato qualcosa nelle
carte mica mi avrebbe fatto rieleggere sindaco. Sono passati tre anni,
ormai».
Le accuse più forti contro di lei sono arrivate da un
suo collega di partito in Parlamento, Francesco Barbato.
«Se è per questo con Barbato in Parlamento sediamo proprio
nei banchi uno accanto all'altro».
Una coltellata? «Una diversa concezione dell'etica
politica. Barbato fa politica soltanto per avere visibilità».
Barbato l'ha accusata di avere a che fare con la camorra...
«Se lui sa cose che io non so, le riferisca quanto prima».
Non lo ha sentito in questi giorni? «No».
Non ha sentito nemmeno Antonio Di Pietro? «No».
Mai? Nemmeno una telefonata? Un sms? Una mail? «Niente».
Come mai? «Beh, diciamo che anche Di Pietro è
stato colpito sul lato umano. Penso perciò sia stato preso da
altri sentimenti in questi giorni di festa. In fondo un figlio è
un figlio. Un deputato, un deputato».
Già: le telefonate del figlio Cristiano che premeva per
ottenere favori e raccomandazioni non sono una bella cosa per il leader
di un partito che mette al primo posto l'etica... «Non
c'è nulla di penalmente rilevante nelle telefonate tra Cristiano
Di Pietro e l'ex-provveditore alle opere pubbliche della Campania Mario
Mautone».
Non stavamo parlando di reati. «Eh, Cristiano
in quelle telefonate deve essersi lasciato trasportare dalle passioni».
Che vuol dire? «Che Cristiano è un ragazzo
passionale. Però non bisogna approfittare. Non bisogna amplificare
un granellino di sabbia».
Pensa che quelle richieste di favori e di raccomandazioni siano
un granellino di sabbia? Cristiano non ha commesso errori facendole?
«Da un punto di vista politico sì».
Anche lei è stato intercettato al telefono con Mario
Mautone... «Nel mio ruolo istituzionale di sindaco e
di parlamentare. Sollecitavo la costruzione di opere pubbliche. Non
ho nulla da temere. Mi sento tranquillo».
Lei si sente così tranquillo anche per il coinvolgimento
nell'inchiesta sulla camorra, giusto? «Certo».
E si è dimesso dall'Italia dei valori, perché,
alla fine?
«Perché sto in un partito dove bisogna seguire regole etiche
scritte e non scritte. L'ho fatto di mia scelta: nessuno me lo ha chiesto».
Ma ne ha parlato con qualcuno del partito? «L'ho
già detto: il 26 dicembre ho mandato una mail ad Antonio Di Pietro,
ma anche a Massimo Donadi e a Nello Formisano e mi sono messo a disposizione
del partito».
Qualcuno le ha risposto? «Ho deciso da solo di
autosospendermi».
Da quando fa parte dell'Italia dei valori? «Dal
2005. Prima ero nel Ccd».
E non le dispiace che il leader del suo partito l'abbia lasciata
solo, in questo momento? «Sono convinto che Di Pietro
si farà sentire. Quando avremo le carte in mano ci parleremo
e tutto si chiarirà».
Alessandra Arachi, dal
Corriere della Sera
Il Mattino, 31/12/2008
Veleni e sospetti nell’Idv, bufera su
Di Pietro
Questione morale, il deputato Barbato accusa:
«Vedo camorristi e tante facce strane nel partito»
Senza esclusione di colpi è continuata la
polemica tra centrodestra e Idv su Cristiano Di Pietro, il suo coinvolgimento
nel clientelismo politico e le sue dimissioni a metà, mentre
l’Udc ha criticato aspramente, con Maurizio Ronconi, il padre
(che «come Erode, pur di difendere una posizione alquanto traballante,
fa immolare anche il figlio») e il Pd ha marcato le distanze dall’alleato
sottolineando che sulla riforma della giustizia è favorevole
al dialogo, che ora viene declinato come confronto ma che significa
pur sempre disponibilità al compromesso e all’intesa. «Non
inseguiamo Di Pietro e non facciamo inciuci con la maggioranza»,
ha puntualizzato il ministro ombra della Giustizia, Lanfranco Tenaglia,
per chiarire che sulla giustizia «un confronto à nell’interesse
del Paese». Ma ancor più pericoloso del tirarsi indietro
del Pd dalla solidarietà, politica se non morale, è per
Antonio Di Pietro la rivolta dei simpatizzanti, che inondano di messaggi
sdegnati i blog dell’Idv, e i primi scricchiolii provenienti dal
partito. Nel mirino la gestione ”monarchica“, da padre-padrone
del suo leader, e i discutibili arruolamenti sia per provenienza politica
(difficile l’amalgama di ex dc, ex missini, ex girotondini di
sinistra), sia per obiettivi. «O facciamo pulizia o me ne vado
- ha ammonito il deputato campano Franco Barbato, intervistato da ”Panorama“
- Mi sospendo dagli incarichi dell’Idv in Campania perché
nel partito spuntano camorristi, strane facce, gente alla quale io nemmeno
stringerei la mano. Questo è il primo passo». E sulle dimissioni
del figlio dell’ex pm, ha aggiunto: «Ma che vuole che sia
la storia di Cristiano? Rispetto alle grane che abbiamo è una
pagliuzza. Corriamo il rischio di diventare il ”partito taxi“
su cui salgono quelli che vogliono rubare, arraffare, farsi i fatti
propri. I conti dell’Idv non tornano. Ma le pare che, quando riapre
la Camera, mi debba sedere a fianco del collega di partito Amerigo Porfidia,
indagato per camorra dal coraggioso pm che conduce le inchieste sui
casalesi?». Se Antonio Di Pietro non ha reagito (cose secondarie
a fronte della «guerra a Gaza» e del «Papa che parla
del problema della fame»), il capogruppo dell’Idv alla Camera,
Massimo Donadi, l’ha rassicurato, prennunciando una «verifica»
con l’allontanamento di quanti hanno avuto «un comportamento
non irreprensibile». Nel Pdl il capogruppo al Senato, Maurizio
Gasparri, ha giudicato «farsesca la via di finta uscita scelta
(da Cristiano): mi tengo le poltrone ed esco dal partito che, tanto,
è una specie di feudo di papà». Ed ha nuovamente
chiesto: «Quando e da chi il babbo ha saputo che Mautone era indagato
e le sue telefonate con il figlio intercettate?». Dall’Idv
parole grosse nella replica di Stefano Pedica: «Gasparri, pagliaccio
e bambino cresciuto non di cervello» rappresenta «in parlamento
70 condannati e arrestati nelle amministrazioni locali», la smetta
con «le idiozie». Altri nell’Idv hanno cercato di
fare scudo, da Beppe Giulietti a Giuseppe Astore («non sempre
sono andato d’accordo con Cristiano, ma credo che sia stato usato»).
Nel Pdl si è sottolineata la ”non diversità“
di Antonio Di Pietro: «Questa vicenda - ha affermato Gaetano Quagliariello
- insegna che chi si mette a fare il puro, alla fine trova sempre uno
più puro che lo epura». Ma s’è anche riaffermata,
con Gianfranco Rotondi, l’urgenza della riforma della giustizia.
E se se Clemente Mastella ha paragonato le dimissioni a metà
di Cristiano alle sue da ministro, Umberto Bossi ha rilevato «la
grande sofferenza che deve aver provato» l’ex pm, per il
figlio.
Almerico Di Meglio, dal
Mattino
Caserta News, 30 dicembre 2008
Americo Porfidia si autosospende dal partito
di Di Pietro
Recale – Il deputato dipietrista Americo
Porfidia, sindaco di Recale, si è autosospeso dopo che alcuni
organi di stampa avevano parlato di un suo coinvolgimento in una inchiesta
sulla criminalità organizzata condotta dalla Dda di Napoli. Porfidia
passerà al gruppo misto della Camera. "Pur nella consapevolezza
della mia esemplare correttezza nella funzione di sindaco e di parlamentare,
ritengo di autosospendermi dall'Idv al fine di evitare qualunque ulteriore
strumentalizzazione politica, in relazione ad alcune notizie di stampa.
Attenderò, fiducioso nei magistrati, l'epilogo di questa vicenda".
da Caserta
News
L’Unità, 29 dicembre 2008
Il figlio di Di Pietro lascia l'Idv: usato per
colpire mio padre
Si autosospende anche il deputato dipietrista
Americo Porfidia, sindaco di Recale, in provincia di Caserta
Il suo nome era uscito a proposito di alcune intercettazioni
relative all’inchiesta sugli appalti del Comune di Napoli alla
Global Service di Alfredo Romeo, Così, Cristiano Di Pietro, figlio
di Antonio, ha deciso di dimettersi dall’Italia dei Valori. In
una lettera pubblicata sul blog del padre annuncia: «Lascio l’Italia
dei Valori e conseguentemente ogni incarico di partito ed anche il mio
ruolo di Capogruppo al Consiglio provinciale di Campobasso, ove mi iscriverò
al Gruppo misto. Lo faccio con sofferenza e dispiacere (soprattutto
per la disumana ingiustizia che sto patendo) ma non voglio creare imbarazzo
alcuno al partito». Secondo Cristiano, «la mia unica colpa
è quella di essere “figlio di mio padre”: per colpire
lui stanno colpendo me».
Comunque vada a finire, il gesto è stato molto apprezzato all’interno
del partito. Lo stesso Antonio Di Pietro lo ha giudicato «per
certi versi forse eccessivo visto che non è nemmeno indagato,
ma lo rispetto e ne prendo atto». Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv
alla Camera, parla di una scelta «importantissima» e a chi
chiedeva anche le dimissioni da consigliere provinciale spiega che «Di
Pietro è consigliere nel piccolo comune di Montenero di Bisaccia
e il suo mandato scade tra pochi mesi. Trovo normale e corretto che
abbia voluto portare a termine un incarico avuto da chi lo ha votato».
Donadi aggiunge che la trasparenza a è una «bandiera»
dell’Idv: sempre lunedì, infatti, anche il deputato dipietrista
Americo Porfidia, sindaco di Recale, in provincia di Caserta, si è
autosospeso dopo che alcuni organi di stampa avevano parlato di un suo
coinvolgimento in una inchiesta sulla criminalità organizzata
condotta dalla Dda di Napoli. Porfidia passerà al gruppo misto
della Camera.
da
l’Unità
Il Corriere di Caserta, 29 dicembre 2008
Dopo le notizie sul fascicolo aperto dalla
Dia sul parlamentare di Idv
Porfidia: “Non so nulla delle indagini
su di me”
CASERTA (d. p.) - “C’è un’informativa
che parla di indagini su di me e altre 16 persone partita nel 2004.
Questo è quanto ho appreso dalla stampa”. A parlare è
Americo Porfidia, deputato casertano targato Idv che si dice sorpreso
per quanto appreso sul suo conto dalla pagine dei giornali di ieri.
Il nome del deputato dell’Italia dei valori Americo Porfidia salterebbe
fuori nella stessa informativa della Dia che racconta dei favori che
il figlio di Antonio Di Pietro, Cristiano, avrebbe chiesto all’ex
provveditore alle Opere pubbliche di Campania e Molise Mario Mautone.
Ma in quel documento su Porfidia si dice qualcosa in più. Ossia
che alla data dell’informativa, febbraio scorso, il parlamentare,
che è anche sindaco del comune di Recale era indagato per camorra.
“Nei confronti di Porfidia Americo - scrivono gli uomini della
Direzione investigativa antimafia di Napoli - sono stati effettuati
accertamenti effettuati da personale dipendente dai quali è emerso
che presso la squadra mobile di Caserta (l’istruttoria è
tuttora in corso) esiste un procedimento penale in carico alla Dda di
Napoli, dottor Cantone”. La Dia cita un’informativa del
2005 “con la quale sono state riferite risultanze investigative
attinenti all’ipotesi delittuosa di cui all’articolo 416
bis c.p. e ai reati aggravati ex art. 7 L. 203/91 (ossia l’aggravante
del dolo specifico di agevolare l’associazione di stampo mafioso,
ndr)”. “Nell’informativa della squadra mobile di Caserta
- conclude la Dia - il sindaco di Recale Porfidia Americo è stato
denunciato all’autorità giudiziaria unitamente ad altre
16 persone”. Americo Porfidia, medico, era il numero tre per l’Idv
nel collegio Campania 2, e nella sua attività da parlamentare
si è spesso occupato proprio di temi connessi alla criminalità
organizzata. fatti di cui il parlamentare afferma di non sapere nulla.
“Di tutto questo - prosegue Porfidia - non ho mai saputo nulla
e non ne so nulla ora. Ho dato mandato mandato al mio avvocato per vedere
come stanno le cose. Ad oggi non ho ricevuto alcun avviso d’indagine.
Con tutta onestà mi sento sereno e tranquillo. Ho grande fiducia
nella magistratura e non sono parole di circostanza. Aspetto domani
per sapere qualcosa di più e per poter dire qualcosa in merito”.
d.p., dal Corriere
di Caserta
Il Mattino, 28/12/2008
Affari e camorra: la Dda indaga un deputato
IdV
C’è un deputato dell’Italia
dei Valori indagato per associazione a delinquere di stampo camorristico.
È Americo Porfidia, 50 anni, medico, dal 2002 sindaco di Recale,
in provincia di Caserta, alla sua seconda legislatura a Montecitorio.
Porfidia risulta indagato con altre sedici persone. L’indagine
risale al 2004 ed era affidata al pubblico ministero Raffaele Cantone.
Il nome del parlamentare dell’Idv compare negli allegati all’inchiesta
«Magnanapoli» che coinvolge, tra gli altri, l’imprenditore
Alfredo Romeo (in carcere), gli ex assessori al Comune di Napoli Enrico
Cardillo, Ferdinando Di Mezza, Felice Laudadio, Giuseppe Gambale, l’ex
provveditore alle opere pubbliche Mario Mautone (tutti gli arresti domiciliari).
È proprio in riferimento a Mautone che i pm della procura di
Napoli Raffaello Falcone, Pierpaolo Filippelli, Enzo D’Onofrio
scrivono di Porfidia. «È nato a Caserta il 7 aprile del
1958, medico, sindaco di Recale, eletto in quota all’Italia dei
Valori alla Camera dei deputati. Nei confronti di Porfidia sono stati
effettuati accertamenti da personale dipendente dai quali è emerso
che presso la squadra mobile di Caserta (l’istruttoria è
tuttora in corso) esiste un procedimento penale in carico alla Dda di
Napoli con il quale sono state riferite risultanze investigative attinenti
all’ipotesi del reato di 416 bis e reati aggravati dall’articolo
7». Americo Porfidia è uno degli uomini più vicini
ad Antonio Di Pietro ed è in provincia di Caserta il punto di
riferimento dell’Idv. Rispetto all’indagine in cui sarebbe
coinvolto, il parlamentare dell’Italia dei Valori si dice tranquillo.
«Non ne sono nulla. Ne sono venuto a conoscenza dai giornali»,
dice il sindaco di Recale. Porfidia chiede chiarezza. «Ho già
dato mandato a un mio legale - aggiunge - per capire se la notizia è
vera e se è vera di chiarire subito la mia posizione».
Il parlamentare dell’Italia dei Valori, fedele alla linea del
partito, non si esprime in giudizio sull’operato della magistratura.
«Non ho sentito Di Pietro perchè non ce n’è
bisogno. Mi sento sereno e tranquillo e - assicura - ho grande fiducia
nella giustizia e nella magistratura. Ho rimesso al mio partito ogni
decisione in merito».
p. mai., dal
Mattino
Il Tempo, 27 dicembre 2008
Un deputato dipietrista indagato per camorra
NAPOLI Nell'inchiesta su Romeo spunta anche
un deputato dell'Italia dei Valori. E tra le carte si viene a sapere
anche che questo parlamentare era indagato, al momento degli atti, addirittura
per camorra.
Il deputato è Americo Porfidia, medico e sindaco di Recale (piccolo
Comune del Casertano).
Nel 2006 era sottoposto ad indagini per il reato
di associazione a delinquere di stampo camorristico assieme ad altre
16 persone. In particolare l'istruttoria, stando a quanto appare nei
faldoni allegati all'ordinanza di custodia cautelare che ha portato
agli arresti 13 persone a Napoli, risulta che l'istruttoria a carica
di Porfidia sarebbe stata curata dalla squadra mobile di Caserta su
ordine della direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Il magistrato
che ha aperto l'indagine è Raffaele Cantone. Non si tratta di
un sostituto di secondo piano, ma anzi di quelli in primo piano. È
uno di quelli maggiormente lodati da Roberto Saviano ed è anche
uno di quelli maggiormente minacciati dai clan camorristici, in particolare
dai Casalesi: un anno fa è stato trasferito alla Cassazione.
Del fascicolo per mafia non si sa di più visto che viene citato
soltanto per inquadrare il personaggio e per tratteggiarne un breve
profilo. Porfidia infatti negli allegati all'ordinanza che riguardano
Romeo entra solo perché chiama l'ex provveditore alle Opere Pubbliche
di Campania e Molise, Mario Mautone. E gli sollecita alcuni finanziamenti
per opere pubbliche da realizzare nel suo territorio. E quando Mautone
viene trasferito è proprio a lui che chiede aiuto con un messaggio
che suona molto ambiguo: «Deve essere una posizione di voi politici
a sostenermi. Abbiamo tante cose avviate assieme, ma come si fa? Poi,
è vero che è interesse mio, ma l'interesse è di
tutti...».
Porfidia alla Camera è un deputato piuttosto attivo. Ha presentato
anche diverse interrogazioni parlamentari per sollecitare l'azione del
governo proprio contro l'emergenza criminalità organizzata nel
Casertano. Il 30 settembre scorso, per esempio, dopo aver elencato gli
ultimi avvenimenti mafiosi nella zona, afferma: «È necessario
che la presenza dello Stato sul territorio sia qualificata, anche a
garanzia della vita dei professionisti che saranno e sono impegnati
sul campo, e soprattutto preventiva rispetto a situazioni che possono
diventare irreparabili»
Rob. Pa., dal
Tempo
Il Sole 24 Ore, 27 dicembre 2008
Napoli, tutti gli uomini dell'Idv
Americo Porfidia, deputato dell'Idv e sindaco
di Recale, in provincia di Caserta, poi, è inserito tra le persone
che hanno rapporti istituzionali con Mautone
Lunedì tocca al tribunale del riesame, che
valutarà le richieste di revoca o di modifica delle misure cautelari,
decise dal Gip Paola Russo, per undici dei tredici indagati nell'ambito
dell'inchiesta della Procura di Napoli, che punta i riflettori su una
serie di appalti pilotati nel capoluogo partenopeo e in altre parti
d'Italia. Una rete di affari e piaceri dispensati, secondo i Pm della
Dda Vincenzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli, a
politici e non solo attraverso un presunto sistema ideato e gestito
dall'imprenditore Alfredo Romeo (unico degli indagati in carcere).
La sezione del Riesame, cui è approdato Luigi De Magistris, comincerà
dai ricorsi per la revoca degli arresti ai domiciliari per due ex assessori
del Comune di Napoli, Felice Laudadio e Ferdinando Di Mezza. Invece
dovrebbe essere fissata nella prima metà di gennaio l'udienza
per la richiesta dei Pm di inasprire le misure a carico di otto indagati:
i 4 ex assessori e 4 personaggi chiave dell'affaire, tra cui l'ex provveditore
alle opere pubbliche di Campania e Molise Mario Mautone. Proprio dalle
intercettazioni che riguardano quest'ultimo, pare probabile che scaturiranno
con l'anno nuovo ulteriori filoni di indagine. Molto dipenderà
dall'esito del Riesame. Certo è che dalle informative contenute
negli atti depositati emerge una figura, quella di Mautone, «al
centro di un sistema di potere molto forte... volano di una serie di
raccomandazioni in tutti i settori pubblici». Un sistema che vede
l'ex provveditore come punto di riferimento anche per 5 esponenti dell'Italia
dei valori, compreso il figlio del leader del partito, Cristiano Di
Pietro. Nessuno di loro risulta al momento tra gli indagati, come a
proposito di Di Pietro jr sottolineava ieri un comunicato dell'Idv.
Nelle carte dell'inchiesta-Romeo emergono però richieste precise
avanzate da parlamentari in carica, come il deputato Nello Formisano
e il senatore Aniello Di Nardo. Quest'ultimo in una telefonata ricorda
a Mautone di un suo amico «che doveva essere chiamato» e
non è stato più convocato per dei lavori di impiantistica
di una galleria a Vico Equense. In un'altra conversazione segnala due
architetti amici di Cristiano Di Pietro «ai quali non bisogna
far prendere collera».
Americo Porfidia, deputato dell'Idv e sindaco di Recale, in provincia
di Caserta, poi, è inserito tra le persone che hanno rapporti
istituzionali con Mautone, e l'informativa degli investigatori precisa
anche che a suo carico la Squadra mobile di Caserta ha aperto un procedimento
penale per un'ipotesi di reato per associazione a delinquere di stampo
mafioso. Cardiologo, deputato in carica, a Mautone si è rivolto
per chiedere consiglio per investimenti pubblici nel casertano.
L'intreccio di richieste che dalla Campania provava ad incidere su Roma
sfocia anche in un emendamento da inserire in Finanziaria. Nell'ottobre
2007 Mautone chiede a Formisano una modifica per favorire un contributo
a favore della "casa degli anziani" cui è interessato
Francesco Manzi, consigliere regionale della Campania che fa riferimento
al partito di Di Pietro. Spicca, infine, una telefonata tra Mautone
e Cristiano Di Pietro sul tema forniture pubbliche: per l'impresa che
realizza l'impianto elettrico di una caserma a Termoli e per dove va
a rifornirsi del materiale. I due parlano delle percentuali di ribasso
per la gara d'appalto: percentuali ritoccate "al rialzo" su
suggerimento di Mautone, avallato da Di Pietro junior. Dal Pdl attacco
di Maurizio Gasparri al leader dell'Idv: «Come ha fatto il babbo
a sapere che erano intercettate le telefonate tra il pargolo e Mautone?
Di Pietro non se la caverà». La replica di Di Pietro: «Gasparri
insiste con le diffamazioni, pensando di farla franca solo perché
è un deputato. Lo citerò in giudizio sperando che non
voglia avvalersi dell'immunità parlamentare». Intanto oggi
sarà ascoltato l'ex vicepresidente della Provincia di Napoli
Antonio Pugliese (Sdi), accusato di aver fornito informazioni riservate
a Romeo.
Laura Viggiano, dal
Sole 24 Ore
La Stampa, 24 dicembre 2008
"Da mio figlio errori ma nessun reato"
L'ex pm: i giudici devono continuare
Nelle carte della Procura di Napoli si rivela
anche che il sindaco di Recale, Amerigo Porfidia, Idv, è indagato
in una inchiesta per mafia. Sarà sospeso? ...
Da padre, Antonio Di Pietro si starà dando
dei pizzicotti sulla pancia. Perché vedere suo figlio Cristiano
finire nel tritacarne dell’inchiesta Romeo-Mautone, non deve avergli
fatto piacere. E reagisce: «Non scherziamo. Mica questa è
l’inchiesta su Cristiano Di Pietro. Certo, lui merita una sgridata».
Da leader di Italia dei Valori, poi, la notizia lo deve aver un attimo
disorientato. Ha aspettato di conoscere i fatti, insomma ha voluto leggere
prima le «carte» e adesso che è pronto affronta il
toro per le corna: «Il suo è stato un comportamento assolutamente
non corretto, che noi di Idv non condividiamo. Però non ha commesso
nulla di penalmente rilevante».
Senatore, amareggiato? «Questa mattina ho preso atto della iperinformazione
che i giornali hanno voluto dedicare a quella che io considero una non
notizia. Ma non intendo cadere nel tranello di chi, vedendo messo nel
frullatore il proprio nome insieme a quello di tanti altri, si mette
a dire che è doverosa, necessaria, opportuna una rivisitazione
dell’uso e dell’utilizzo delle intercettazioni. I magistrati
devono continuare a fare il loro lavoro. Le intercettazioni sono sacre».
Da padre che reazione ha avuto quando ha letto le intercettazioni di
suo figlio Cristiano? Secondo lei ha sbagliato? «Ha fatto telefonate
istituzionali doverose, e anche altre che non hanno alcuna rilevanza
penale ma, al massimo, attengono alla sfera della deontologica e dell’opportunità».
Di malcostume? «Non possiamo dirlo, non conosciamo i fatti. Non
c’è figlio che tenga rispetto alle responsabilità
politiche di chi come me - ma anche come lui - ricopre incarichi istituzionali.
Si accerti la verità».
Non è che adesso fa la vittima? Ieri come oggi qualcuno vuole
fermarla? «Vedo tanta strumentalizzazione politica in questa vicenda.
Oggi come nel ’94 mi sono esposto sulla questione morale, etica.
Ieri mi rivoltarono come un calzino, oggi fanno diventare peccato mortale
quello che è un peccato veniale. Oggi che in Abruzzo prendiamo
il 15% dei voti, che i sondaggi ci danno al 10% a livello nazionale,
che usciamo dalle giunte e dalle amministrazioni dove suoi esponenti
sono indagati o arrestati. Io però non cado nel tranello».
Nelle carte della Procura di Napoli si rivela anche che il sindaco di
Recale, Amerigo Porfidia, Idv, è indagato in una inchiesta per
mafia. Sarà sospeso? «Non so nulla. Lui l’avrò
visto una decina di volte. Naturalmente sarà sospeso, se la notizia
sarà confermata, immediatamente da Idv. Può capitare che
in un cesto di mele vi sia quella marcia, che va isolata e cacciata.
Sottolineo, però, che capita sempre che per i propri esponenti
finiti sotto inchiesta gli altri partiti reagiscono difendendoli. Insomma,
scatta la difesa della casta».
Torniamo a Cristiano. Alle raccomandazioni a Mario Mautone, provveditore
alle opere pubbliche, perché conferisse degli incarichi...».
«Ripeto, è stato un comportamento assolutamente non corretto.
E’ il male italiano, quello delle raccomandazioni e mio figlio
avrebbe fatto bene a non caderci pure lui».
Che fa sospende suo figlio da Idv? Cristiano si deve sospendere da consigliere
provinciale? «Non esageriamo, mica ha commesso un reato».
Nelle carte si racconta che lei pose un veto a suo figlio di non occuparsi
di appalti.... «Non ho avuto bisogno di porre veti specifici.
Più in generale rivendico il mio ruolo di padre che dice ai propri
figli di comportarsi bene. Anche al più piccolo ripeto che a
scuola non deve rubare neppure una matita».
Cosa disse nell’incontro riservato con il senatore Formisano?
Che Mautone era indagato? «Che fesseria. Formisano era il capogruppo
di Idv al Senato e mi incontravo con lui praticamente tutti i giorni».
C’è il sospetto che lei fu avvisato sulle indagini in corso
e per questo impose a Cristiano di troncare i rapporti con Mautone.
«E’ una puttanata mostruosa».
Guido Ruotolo, da La
Stampa
La Stampa. 23 dicembre 2008
Le relazioni pericolose del figlio di Di Pietro
Rapporti stretti e favori dal capo delle
opere pubbliche della Campania
Alfredo Romeo e il Global Service del comune di
Napoli, le carte che arriveranno a Roma, a piazzale Clodio, e le scosse
che annunciano possibili terremoti nella Capitale. Renzo Lusetti e l’immobiliarista
Romeo chiamano in causa Francesco Rutelli e la giunta Veltroni. Ma c’è
anche Italo Bocchino, Pdl, che si dà daffare per organizzare
incontri tra Romeo e Gianfranco Fini. Come quando, il 13 agosto scorso,
Bocchino dice all’amico immobiliarista: «Io ho organizzato
una colazione con Gianfranco». E Romeo: «E’ utile
farla». Sempre Bocchino, in un’altra conversazione, comunica
a Romeo che «Ferruccio Ferrante e Andrea Ronchi ti mandano tutti
i saluti...». Sono seimila le pagine depositate dalla Procura
di Napoli per il Tribunale del Riesame. Scampoli di telefonate sepolte
nei faldoni, come le tre tra Romeo e la presidenza di Santa Lucia, insomma
Antonio Bassolino e il suo staff (Edoardo Cicelyn).
O innocenti conversazioni tra l’ex Re Mida Alfredo Romeo e Ciriaco
De Mita. E ancora quella di Romeo con l’assessore del comune di
Napoli Ferdinando Di Mezza, nella quale si accenna a un intervento di
«Francesco» (Rutelli) su «Zillotta», anzi «Insolotta»,
anzi ancora «Danzillotta, Anzillotta», per dire Linda Lanzillotta,
all’epoca (siamo al 21 maggio del 2007) ministro per gli Affari
regionali del governo Prodi, perché evidentemente si dia da fare.
In quella telefonata Di Mezza spiega: «Su tutta quella vicenda
il governo pare che va avanti, io so anche un poco perché Francesco
è stato preso un poco in contropiede e ha dato l’incarico
alla "Zillotta" di seguire un po’ la vicenda... io so
che Francesco ha posto il problema che Lanzillotta deve stare nella
partita...». Si preoccupa Romeo, che precisa: «In condizioni
dell’Anzillotta di emendare tutto quello che è stato fatto
da Di Pietro...». Nelle carte depositate c’è anche
il «giallo» del rapporto dei carabinieri di Caserta che
attribuiscono all’ex assessore all’urbanistica della giunta
Veltroni di Roma, Roberto Morassut, telefonate con Alfredo Romeo che
in realtà l’ordinanza di custodia cautelare attribuisce
- nel capitolo dedicato al Piano casa del comune di Napoli, della Regione
Campania e di Roma - a un altro Roberto, Roberto Mostacci, direttore
generale del Cresme Ricerche Spa.
E questo equivoco, lapsus, errore avrà degli strascichi processuali.
Viene però da chiedersi perché è uscito il nome
di Roberto Morassut.
Mautone il volano
C’è un nuovo scenario che emerge dall’inchiesta napoletana,
un nuovo terremoto che si annuncia e che ha come suo epicentro il Provveditorato
regionale (Campania e Molise) alle Opere pubbliche. E come protagonista
Mario Mautone, provveditore defenestrato quando il ministro alle Infrastrutture,
Antonio Di Pietro, si accorge, viene a sapere da qualche talpa amica
che Mautone è sotto inchiesta. Diciamo subito che questo filone
di indagini è ancora in corso, ed è facile immaginare
che vi saranno clamorosi esiti processuali perché si intuiscono
diversi episodi di corruzione.
Lasciamo la parola alla Procura di Napoli: «Dall’ascolto
delle conversazioni registrate sull’utenza cellulare in uso a
Mario Mautone, è emerso da subito e in modo inequivocabile un
quadro generale nel quale il provveditore alle opere pubbliche risulta
essere al centro di un sistema di potere molto forte e costituisce il
"volano" di una serie di raccomandazioni in tutti i settori
pubblici, in particolare in quello degli appalti delle opere pubbliche.
Mautone, forte del suo ruolo istituzionale, in maniera sistematica smista
l’enorme potere di cui dispone per favorire in maniera trasversale
qualunque componente politica e/o istituzionale ne faccia richiesta
accogliendo in particolare tutte quelle istanze che gli vengono rivolte
per favorire imprese e/o professionisti vicine al potere istituzionale
richiedente». Le intercettazioni telefoniche hanno svelato agli
inquirenti la rete di rapporti istituzionali del Provveditore.
In alcune conversazioni con una serie di esponenti politici «vengono
segnalate imprese amiche nell’assegnazione di lavori pubblici».
Solo un elenco di personalità, così come riportato nelle
carte della Procura: Pietro Diodato, consigliere regionale
della Campania, An; Nicandro Ottaviano, consigliere
regionale del Molise, Idv; Francesco Manzi, consigliere
regionale della Campania, Idv; Gennaro Coronella, senatore,
An; Nello Di Nardo, ex onorevole e (attualmente) alla segreteria del
ministero delle Infrastrutture; Americo Porfidia, sindaco
di Recale, Idv; Monsignor Ugo Dovere, Curia di Napoli;
Aniello Formisano, senatore Idv.
Il ricatto a Di Pietro
Cristiano Di Pietro, consigliere provinciale a Campobasso per
Italia dei Valori, parla varie volte con Mario Mautone. «I contatti
tra i due che - sostiene la Procura - potrebbero rientrare nell’ambito
dei ruoli istituzionali ricoperti, hanno assunto nel corso delle indagini
un contenuto alquanto ambiguo.
In particolare sono state acquisite una serie di intercettazioni nel
corso delle quali Cristiano Di Pietro chiede al Provveditore Mautone
alcuni interventi di "cortesia" quali: affidare incarichi
a persone da lui segnalate anche al di fuori degli ambiti di competenza
istituzionale («Io ho un amico però è ingegnere
che sta a Bologna - dice Cristiano a Mautone - volevo sapere se su Bologna
c’era la possibilità di trovargli qualche cosa»);
affidare incarichi ad architetti da lui indicati e sollecitati anche
da Nello Di Nardo; interessi di Cristiano Di Pietro in alcuni appalti
e su alcuni fornitori».
Ovviamente il provveditore Mautone esaudisce i desiderata del figlio
del suo ministro di riferimento. Ma all’improvviso, siamo nel
luglio del 2007, Cristiano si rifiuta di parlare al telefono con il
provveditore, che a un suo interlocutore dice: «Cristiano ha paura
di parlare al telefono». Il senatore Aniello Formisano spiega
a suo cugino che «lo ha chiamato Antonio (Di Pietro) che gli ha
espresso desiderio di parlare due minuti "da soli"».
C’è una curiosa conferma di questa rappresentazione dei
fatti «ambigui» del figlio dell’ex ministro Di Pietro.
Un collaboratore di Mautone, Alessio Venuta, chiede consigli al suo
Provveditore, «in quanto c’è stata una riunione politica
nel corso della quale il padre (Antonio Di Pietro) avrebbe espresso
un "veto totale su Cristiano" il quale di queste cose (assegnazioni
appalti) non si deve proprio interessare. Venuta si dice imbarazzato
poiché "prende le botte a destra e a sinistra" (contrasto
tra le decisioni del padre e le richieste del figlio di Di Pietro)».
Secondo la Procura, il 29 luglio del 2007 potrebbe esserci stata «qualche
fuga di notizia», al seguito della quale il provveditore Mautone
viene trasferito, Cristiano Di Pietro non parlerà mai più
al telefono con Mautone, il ministro Di Pietro chiede di parlare di
persona con il senatore Nello Formisano (Idv), sempre Di Pietro senior
chiede ai suoi collaboratori di tenere fuori il figlio poiché
«ritenuto troppo esposto». E a questo punto Mario Mautone
tenta il «ricatto» contro Di Pietro junior, premendo perché
intervenga sul padre per non farlo trasferire.
E’ la moglie che spinge il provveditore a ricattare i Di Pietro:
«Tu non ti devi muove da Napoli. Il potere che tieni qua non lo
puoi tenere a Roma. Buttala sul ricatto del figlio che è l’unico
sistema». Mautone ne parla anche con il sindaco di Recale, Amerigo
Porfidia, Idv: «Mi devo rivolgere a Cristiano?». «No
- gli risponde Porfidia - il padre non lo tiene molto in considerazione
il figlio». Il provveditore: «Deve essere una posizione
di voi politici a sostenermi. Noi abbiamo tante cose avviate insieme...
come si fa. Poi è vero che è l’interesse mio, ma
l’interesse è di tutti». Nulla da fare, Mautone viene
trasferito a Roma.
Gli amici di Mautone
Agli atti dell’inchiesta, il provveditore può contare su
diverse sponde alla Corte dei Conti, ha rapporti con il «Presidente
Sancetta», «che gli chiede di inserire una funzionaria (dottoressa
Montecuollo) in qualche commissione di collaudo». E con il «Presidente
del Grosso» che rassicura Mautone che «quella cosa quando
arriverà a lui, non ci saranno problemi». E «il Presidente
Salvatore Staro», sempre della Corte dei Conti. E poi rapporti
con il consigliere comunale di Napoli (Diego Venanzoni, Udeur), e se
serve anche con ambienti di pregiudicati (definiti "gente di mezzo
alla strada") per far revocare (con successo) «una denuncia
penale nei confronti del figlio Francesco da parte di uno dei soci della
catena della ristorazione "Fratelli La Bufala"».
C’è un capitoletto dedicato a Monsignor Ugo Dovere, Curia
di Napoli. Il monsignore, siamo al 16 luglio del 2007, informa il provveditore
alle opere pubbliche che è appena stato alla Regione Campania,
dove «stanno preparando un protocollo d’intesa sul Centro
Storico da 200 milioni di euro, al quale hanno chiesto al Cardinale
di partecipare per conto dell’Arcidiocesi». Sempre il monsignore
spiega che come partners sono stati previsti «il ministero dei
Beni culturali e dell’Università e della ricerca scientifica
affidando la cabina di regia al Comune di Napoli e all’onorevole
Isaia Sales».
Il Monsignore «ipotizza che il Ministero delle Infrastrutture
e il Provveditorato alle Opere pubbliche possano essere rimasti fuori
da un "progetto politico" relativo all’asse Bassolino-Rutelli
ipotizzando l’esclusione del Ministero delle Infrastrutture con
il fatto che Di Pietro è rimasto fuori dal costituente Partito
democratico». L’esponente della Curia chiarisce a Mautone
di aver sollevato il problema nel corso della riunione. E si commiata
così: «Veda un po’ lei... non le mancano i modi...».
Guido Ruotolo, da
La Stampa.it
Comunicato stampa, 22 dicembre 2008
Masserie in Festa, a San Marco domenica 28 il
concerto dei Taranterrae
Con una novità introdotta nelle ultime ore,
si arricchisce il calendario delle iniziative pensato dall’Amministrazione
targata Gabriele Zitiello e organizzato dall’assessorato alla
Cultura guidato da Antonio Ferraiuolo, nell’ambito di Masserie
in Festa – Natale 2008.
Si terrà infatti domenica 28 il concerto natalizio con i Taranterrae,
gruppo folkloristico apprezzato in provincia di Caserta e nell’intera
regione.
Originale proposta dedicata alla figura della Natività nella
tradizione popolare, quella dei Taranterrae è una scelta artistica
imperniata sul repertorio musicale liturgico e paraliturgico di carattere
popolare - nella forma solista e polifonica - per raccontare una serie
di canti sacri utilizzando le forme della musica contadina in particolare
dell’area della provincia di Caserta. Il gruppo etno-folk da più
di 10 anni si impegna a custodire la memoria storica dei canti e danze
della nostra storia popolare riscuotendo ovunque grosso successo.
“Il concerto con i Taranterrae è una novità dell’ultimo
minuto – anticipa l’assessore Ferraiuolo –, una bella
iniziativa alla cui realizzazione ha partecipato fattivamente anche
il consigliere Aniello Di Maio e che siamo riusciti ad inserire solo
adesso nel calendario già preparato settimane fa. E’ un
gruppo molto apprezzato che porterà a San Marco il suo bagaglio
di arte e tradizione e che certamente emozionerà quanti vorranno
partecipare all’appuntamento”. Il concerto si terrà
domenica 28 presso l’Oratorio Fratello Sole e Sorella Luna, a
partire dalle ore 19.
Ufficio stampa, Comune
di San Marco Evangelista
Comunicato stampa, 18 dicembre 2008
Oggi pomeriggio “Cruna” farà
il tagliando a Recale
RECALE.
“Cruna” fa il tagliando a Recale. È attesa nel pomeriggio
di oggi, alle 18.30, nella sala della congregazione della chiesa di
Santa Maria Assunta, in via Municipio, la prima edizione di “Tagliando
Recale”, il dibattito pubblico promosso dagli attivisti di “Cruna”
sullo stato di salute ambientale della città. Tra i relatori,
Vincenzo De Angelis, nella veste di portavoce dell’associazione
organizzatrice, e Lucia Esposito, assessore provinciale all’ambiente
e all’ecologia. I temi oggetto della discussione saranno quattro:
l’emergenza rifiuti, l’elettrosmog, il futuro dell’area
su cui insiste l’Industria Calce Casertana e il piano urbanistico
comunale. Dopo gli interventi previsti in scaletta, si aprirà
un dibattito, nel corso del quale ognuno potrà porre domande,
questioni, critiche o proposte che “Cruna” si impegna a
recepire e a inviare all’amministrazione comunale. Affinché
la discussione fosse quanto più ampia possibile, nei giorni scorsi,
gli organizzatori hanno inviato il sindaco Americo Porfidia, la giunta
e tutto il consiglio comunale a essere presenti. Non solo, inviti sono
stati recapitati presso le sedi di tutti i partiti politici, di tutte
le associazioni e di tutte le comunità parrocchiali presenti
sul territorio. Per dare la massima diffusione dell’evento, sono
stati allestiti gazebo, distribuiti volantini, affissi manifesti e inviati
comunicati agli organi di informazione. “Denunciamo da tempo –
rivelano gli attivisti – la mancanza di occasioni di confronto
democratico sui temi che più interessano i cittadini e, quindi,
esortiamo i recalesi a non sprecare questa occasione. Anche perché
chi conosce “Cruna” – concludono – sa che la
nostra attività non si esaurisce nel sollevare le criticità
ambientali, ma alla denuncia associamo sempre dei percorsi che portino
a delle soluzioni, se possibile, condivise”. Distinta e distante
dai partiti politici, “Cruna” il 17 ottobre scorso ha compiuto
cinque anni. Un lustro trascorso a combattere per imporre un principio
fondamentale: il rispetto dell’ambiente, del territorio e dei
cittadini nelle scelte amministrative. Da sola o insieme ad altri, a
Recale ma anche in molti comuni della provincia, diverse sono state
le iniziative promosse dal 2003 a oggi: petizioni popolari, cortei,
dibattiti, convegni, campagne stampa di denuncia e di sensibilizzazione,
pareri e relazioni tecniche. Un lavoro enorme che ha prodotto risultati
indiscutibili e documentati.

Ufficio stampa CRUNA
Caserta sette, 19 dicembre 2008
Alla Reggia di Caserta la mostra su impressionisti
e post-impressionisti
“Il monumento simbolo della provincia di
Caserta ospita ancora una volta un evento di rilevanza nazionale. Una
mostra che si inquadra in un progetto ampio e complesso per la valorizzazione
del territorio di Caserta e la sua Provincia”. Lo ha detto Vincenzo
Iodice presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta
alla presentazione, nei saloni dell’Ept nel Palazzo Reale, della
mostra: “Dal paesaggio all’impressione. Impressionisti
e post-impressionisti. Dipinti dei musei civici di Pavia tra ottocento
e novecento. La donna, il paessaggio e l’impressione”.
L’esposizione, aperta dal 20 dicembre
e fino al 29 marzo del 2009 presenta una ricca rassegna degli
sviluppi della cultura figurativa italiana tra il XIX e il XX secolo.
La mostra curata da Susanna Zatti direttore dei Musei Civici di Pavia
e Giovanna Petrenga già direttrice della Reggia con il coordinamento
di Ferdinando Creta è promossa dalla Regione Campania, Assessorato
al Turismo e con la partecipazione della Direzione Regionale per i Beni
Culturali e Paesaggistici, Soprintendenza per i Beni Architettonici
e Paesaggistici per le province di Caserta e Benevento, Provincia di
Caserta ed Ente Provinciale del Turismo di Caserta, Comuni di Caserta
e di Pavia, Confindustria e Camera di Commercio di Caserta. Per il Sovrintendente
per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Caserta
e Benevento Enrico Guglielmo “la grande collaborazione sviluppatasi
tra più Enti ha permesso la realizzazione di un evento particolarmente
interessante e importante. La mostra – continua – illustra,
infatti, due dei secoli più fecondi per la pittura italiana con
particolare riferimento alle esperienze artistiche e al gusto collezionistico
che fiorirono nel territorio lombardo, mediante una scelta espositiva
che decide di privilegiare raggruppamenti tematici.
I dipinti conservati presso i Musei Civici di Pavia costituiscono un
repertorio ampio ed originale dell’arte ottocentesca e di quel
percorso alternativo al classicismo e al romanticismo storico e romanzesco
che la scuola pavese propose e sviluppò nel variegato panorama
italiano pre e post unitario. L’orientamento alternativo si andò
enucleando intorno all’Accademia attiva a Pavia dal 1842, a seguito
del legato testamentario di Defendente Sacchi, noto poligrafo e conoscitore
d’arte, che con la sua donazione diede il primo impulso a quella
che fu una feconda fucina di talenti: dai fratelli Trécourt a
Federico Faruffini, da Pasquale Massacra a Tranquillo Cremona, fino
a Giorgio Kienerk, ultimo direttore della Civica Scuola di Pittura di
Pavia dal 1905 al 1934. Accanto ai pregevoli prodotti della scuola artistica
locale, si affiancano le raffinate scelte collezionistiche dei coniugi
Morone - confluite nel 2001, grazie a una esemplare donazione, nelle
raccolte civiche del Castello Visconteo di Pavia – che consentono
una puntuale documentazione della pittura italiana tra Otto e Novcento
prediligendo soprattutto i pittori legati alla scuola francese: da Boldini
a De Nittis, a Zandomeneghi. Temi conduttori scelti per la mostra casertana
sono il paesaggio e la donna: due soggetti in grado di offrire, come
pochi altri, chiavi di lettura e lenti d’ingrandimento attraverso
cui indagare le tante novità di quella stagione artistica. Sul
finire dell’Ottocento il paesaggio si trasforma in “teatro
di emozioni” e dall’osservazione en plain air – che
scalzerà la tradizionale trascrizione mimetica della realtà
per cogliere la fuggente impressione di una visione, attenta alle mutevoli
suggestioni della luce e del colore – si giunge alla forza evocativa
della pittura simbolista, in cui realtà ed immaginazione concorrono
all’espressività pittorica dei sentimenti. Dai paesaggi
cittadini di Angelo Inganni e Francesco Trécourt la mostra dunque
ci conduce alle prime prove d’impronta macchiaiola di Vincenzo
Cabianca, alla sperimentazioni divisioniste di Vittore Grubiey de Dragon,
alla pittura - attenta ai passaggi cromatici e alla resa dell’atmosfera
- di Serafino Macchiai, il terzo “italiano di Parigi” accanto
a De Nittis e Zandomeneghi, fino ai paesaggi di montagna innevati di
Oreste Alberini. Nello stesso lasso di tempo il diversificato repertorio
del ritratto femminile ratificherà, nella innovativa trattazione
del soggetto, una rivoluzione del tessuto sociale in cui la borghesia
e l’ideologia progressista giocano un ruolo dominante. La signora
con bincolo di De Nittis e le numerose donne in lettura (nelle opere
di Luigi Trécourt o di Leonardo Bazzaro o nel Ritratto di Carla
Morone in lettura di Mario Acerbi) mostrano la partecipazione della
donna alla vita salottiera e mondana ma anche la sua emancipazione culturale.
In mostra, i volti, i sentimenti, i gesti delle donne si succedono,
proponendo un catalogo di figure femminili di grande fascino secondo
un percorso creativo che, passando attraverso l'iconografia intimista
di Federico Zandomeneghi - capace pur nel contesto della rivoluzione
impressionista di mantenere una forte individualità che ripropone
con vigore l'ipotesi di un impressionismo italiano dotato di una propria
fisionomia - giunge all'alternativa divisionista e poi simbolista di
Plinio Nomellini e Giorgo Kienerk.
Ecco allora esposte a Caserta le donne còlte nelle fatiche quotidiane
di Angelo Tommasi e di Dall'Oca Bianca, che in Donna che che cuce mostra
ormai matura una nuova esperienza pittorica attraverso la pratica della
fotografia; e ancora gli olii e i pastelli - come Donna nuda coricata,
La toilette, il Busto di ragazza nuda o la singolare e affascinante
Roussott - in cui Zandomeneghi si sofferma sulla figura femminile con
un'intonazione carezzevole ed affettuosa, senza nulla concedere al voyerismo.
Ecco l'impressione temporanea, pallida e tremolante delle pitture scapigliate
di Daniele Ranzoni - che traccia volti di giovani donne minute dagli
atteggiamenti naturali e colloquiali - affiancate alla bellissima Lucilla
di Nomellini, dallo sguardo intenso e fuggente (opera che venne esposta
nella sala personale dedicata al pittore nella Biennale di Venezia del
1920) in cui l'artista livornese, avviluppando il corpo e il volto della
donna in una vegetazione rigogliosa, sembra volerla cogliere in un momento
di metamorfosi con l'elemento naturale, sorta di trasfigurazione dal
sapore simbolista; mentre, infine, saranno sempre tre figure femminili
enigmatiche quanto affascinanti, nel trittico dedicato all'Enigma umano,
a rappresentare nell'opera di Kienerk il Dolore, Il Silenzio e il Piacere.
da Caserta
sette
Il Corriere di Caserta, 18 dicembre 2008
Porfidia diserta il “tagliando”
preparato da “Cruna”
Il primo cittadino non prenderà parte
al dibattito organizzato dall’associazione ambientalista
RECALE (as.fe.) - Gli amministratori non prenderanno
parte al convegno organizzato dall’associazione ambientale Cruna.
Non ci sarà nessun intervento da parte del sindaco Americo Porfidia
e del suo vice Francesco Ommeniello, ma nemmeno dell’assessore
all’Urbanistica Francesco Porfidia. Nonostante la presenza di
Lucia Esposito, assessore provinciale all’Ambiente, i delegati
ed il capo della maggioranza hanno deciso di non revocare un impegno
già preso in precedenza. Infatti, contestualmente al dibattito
che si terrà nella chiesa di Santa Maria Assunta, i componenti
dell’amministrazione comunale sono stati chiamati per una riunione
di maggioranza con all’ordine del giorno: il piano urbanistico
comunale. “Un impegno - ha spiegato Francesco Ommeniello - che
avevamo preso da tempo e prima che Cruna ci invitasse al convegno”.
volontari dell’associazione non hanno operato distinzioni politiche
ma hanno inviato a tutti i componenti dell’assemblea cittadina
la richiesta di partecipazione. Almeno quattro, i temi che l’associazione
ambientalista intende affrontare: il futuro dell’area su cui oggi
insiste il vecchio stabilimento dell’Industria Calce Casertana,
la rilocazione del ripetitore di via Roma, il nuovo piano urbanistico
comunale che l’amministrazione varerà il prossimo anno
e il problema dei rifiuti. E il portavoce di Cruna Enzo De Angelis aveva
già annunciato l’idea di Puc degli ambientalisti, i consiglieri,
questa sera, prenderanno visione della prima parte del prospetto redatto
dai tecnici incaricati alla stesura del piano regolatore. E ieri l’altro
la prima polemica a seguito della decisione della giunta di convertire
l’area su cui insistono i “rottami” dello stabilimento
in zona residenziale e commerciale, ma senza destinarlo ad un parco
urbano, così come richiesto dai residenti. Solo case, uffici
e negozi. “Il comparto, 47mila metri quadrati a ridosso del centro
abitato, - hanno chiosato da Cruna - ospita un calcificio che in quarant’anni
di attività ha procurato danni incalcolabili. L’emissione
di polveri di calce e fumi nauseabondi, la creazione di discariche abusive
a cielo aperto, hanno compromesso la fertilità dei terreni e
minato la salute di generazioni di recalesi. Nel 2003 Porfidia firmò
un’ordinanza in cui disponeva la chiusura dell’impianto
e la bonifica della zona”.
as. fe, dal Corriere
di Caserta
Comunicato stampa, 16 dicembre 2008
Farmer Market: spesa a km zero a Casapulla
Nasce a Casapulla il Mercato di Campagna Amica
(Farmer Market), il mercato degli agricoltori che consente l’incontro
diretto tra produttori e consumatori. L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione
Comunale, in collaborazione con la Coldiretti di Caserta, si pone l’obiettivo
di valorizzare la filiera corta che, abbreviando il percorso dalla terra
alla tavola, offre importanti vantaggi ai consumatori e agli imprenditori
agricoli.
I primi possono infatti acquistare prodotti freschi, genuini, di origine
certa, a prezzi contenuti. Per i secondi è un’opportunità
per illustrare direttamente la qualità della loro offerta e l’accuratezza
del loro lavoro: un’occasione per valorizzare un’attività
strategica da cui dipendono le tradizioni e la cultura del territorio,
la salute e la qualità dell’ambiente.
La prima edizione del Farmer Market di Casapulla si terrà domenica
21 dicembre a partire dalle ore 10.00 in piazza San Bellarmino (piazza
Mercato): in uno degli spazi più attrezzati per ospitare l’evento,
dove i consumatori troveranno un vasto assortimento di prodotti locali:
dal vino ai salumi, dai formaggi, agli ortaggi, dall’olio al miele,
fino al latte, a prezzi corti, perché venduti direttamente dai
produttori. Sono solo alcuni dei prodotti che verranno esposti, venduti
e che potranno essere assaggiati. Qualità e risparmio sono le
regole dei Mercati di Campagna Amica di Casapulla che, per ora parte
in fase sperimentale, ma che si candida a diventare un punto di riferimento
per i consumatori della nostra città e di tutta la Conurbazione,
che sapranno apprezzare l’occasione di fare la spesa a prezzi
corti.
Il Comune di Casapulla ha voluto fortemente patrocinare e sostenere
la nascita del Mercato di Campagna Amica, perché consente una
spesa intelligente e conveniente. Il “mercato dei prodotti agricoli
a km 0” infatti è uno strumento innovativo per combattere
il carovita, terreno su cui l’Amministrazione Comunale sta lavorando
con impegno, anche con una serie di iniziative avviate in collaborazione
con i commercianti e gli operatori del settore.
Comune di Casapulla, comunicato stampa
Il Corriere di Caserta, 15 dicembre 2008
Recale Porfidia ha chiamato a raccolta i
consiglieri di maggioranza
Puc, c’è attesa per l’ok
in giunta
RECALE (a.f.) - Il sindaco Americo Porfidia ha
sondato il terreno per farsi un quadro chiaro delle intenzioni della
maggioranza in materia urbanistica. L’incontro con i consiglieri
si è tenuto venerdì sera. Un appuntamento prima di portare
il Puc in giunta per mettere ai voti degli assessori una prima bozza.
Il tema è stato questo. E al suo fianco c’erano anche il
vicesindaco Francesco Ommeniello, gli assessori Andrea Mastroianni e
Francesco Porfidia. Su un punto il primo cittadino è stato chiaro:
questa volta dobbiamo consegnare nelle mani del paese il nuovo strumento
urbanistico, altrimenti mi dimetto. Il leader dell’Italia dei
Valori intende mettere un punto fermo sulla questione del piano urbano
comunale. Ad agosto i cittadini, le associazioni e tutte le categorie
sociali hanno potuto presentare osservazioni e consegnare all’Ente,
in busta chiusa, diversi spunti di riflessione da presentare ai tecnici
incaricati dall’Ente alla stesura del Puc. E sullo stesso argomento
anche Cruna, l’associazione ambientalista operante da anni sul
territorio, ha convocato un dibattito pubblico al fine di dare la parola
agli amministratori per sapere quale orientamento sarà adottato.
E’ stata invitata a partecipare anche Lucia Esposito, assessore
provinciale all’Ambiente.
a.f., dal
Corriere di Caserta
Il Corriere di Caserta, 14 dicembre 2008
L’assessore provinciale con gli attivisti
di Cruna
Ambiente, la Esposito in cattedra
RECALE (cs)- Alla prima edizione della manifestazione
ambientalista “Tagliando Recale”, promossa
dall’associazione “Cruna” per giovedì
sarà presente come relatrice e come interlocutore istituzionale
l'assessore provinciale all'Ambiente Lucia Esposito.
Al tavolo della discussione, “Cruna” riunirà amministratori,
politici, tecnici e cittadini. La manifestazione si terrà alle
18.30 nella sala della congregazione della chiesa di Santa Maria Assunta,
in via Municipio messa a disposizione dal parroco don Franco Catrame.
Dopo l’introduzione del portavoce dell'associazione ambientalista
Vincenzo De Angelis saranno quattro i temi che affronterà “Cruna”:
il futuro dell'area su cui oggi insiste il vecchio stabilimento dell'Industria
Calce Casertana, la rilocazione del ripetitore di via Roma, il nuovo
piano urbanistico comunale che l'amministrazione varerà il prossimo
anno e il problema dei rifiuti. “Chi conosce “Cruna”
- aggiunge De Angelis - sa che la nostra attività non si esaurisce
col denunciare le criticità ambientali presenti in un territorio,
ma alla denuncia associamo sempre dei percorsi che portino a delle soluzioni,
se possibile, condivise. Lo abbiamo fatto in passato, e con esiti incoraggianti,
siamo disposti a farlo per il futuro”.
cs, dal
Corriere di Caserta
Il Corriere di Caserta, 10 dicembre 2008
Puc, Porfidia ha deciso di rispondere all’invito
dell’associazione Cruna
RECALE (s.f.) - L’invito dell’associazione
Cruna è stato recapitato “per posta prioritaria”
al primo cittadino Americo Porfidia. Ma il leader dell’Italia
dei Valori non ha ancora assicurato la sua partecipazione al confronto
pubblico in materia ambientale. Il si è arrivato, almeno per
il momento e salvo imprevisti, dal delegato al ramo Pietro Mingione.
La manifestazione si terrà il giorno diciotto, alle 18.30, nella
sala della congregazione della chiesa di Santa Maria Assunta, in via
Municipio, a Recale, messa a disposizione dal parroco don Franco Catrame.
Però sono stati chiamati a partecipare anche gli esponenti della
minoranza, guidati in aula da Patrizia Vestini. I volontari dell’associazione
non hanno operato distinzioni politiche ma hanno inviato a tutti i componenti
dell’assemblea cittadina la richiesta di partecipazione. Almeno
quattro, i temi che l’associazione ambientalista intende affrontare:
il futuro dell’area su cui oggi insiste il vecchio stabilimento
dell’Industria Calce Casertana, la rilocazione del ripetitore
di via Roma, il nuovo piano urbanistico comunale che l’amministrazione
varerà il prossimo anno e il problema dei rifiuti. E in merito
il portavoce di Cruna, Enzo De Angelis, ha chiarito: “Per quanto
riguarda il Puc, ad esempio, noi immaginiamo uno strumento urbanistico
infrastrutturale e di servizi che nasca dal dialogo tra amministratori
e amministrati. Un piano partecipato, insomma, che non venga calato
dall’altro e che non sia l’ennesimo piano edilizio sovradimensionato
disegnato ad arte per accontentare i pochi di sempre a dispetto dei
tanti”.
s.f., dal Corriere
di Caserta
Il Corriere di Caserta, 10 dicembre 2008
Inquinamento ambientale, Cruna in piazza per
il “tagliando”
RECALE (cs) - Si chiamerà “Tagliando
Recale” il dibattito organizzato dagli attivisti dell’associazione
“Cruna”, organizzato per il 18 dicembre. Al tavolo della
discussione, in uno spirito di confronto e di collaborazione, “Cruna”
riunirà politici, amministratori, tecnici e cittadini. La manifestazione
si terrà, alle 18.30, nella sala della congregazione della chiesa
di Santa Maria Assunta, in via Municipio, a Recale, messa a disposizione
dal parroco don Franco Catrame. “Ringrazio il sacerdote - dichiara
il portavoce di Cruna Enzo De Angelis - per la disponibilità
ci ha offerto. Quando gli abbiamo proposto di ospitarci, non ha esitato,
e questo dimostra quanto grande sia il suo amore per la città”.
Almeno quattro, i temi che l’associazione ambientalista intende
affrontare: il futuro dell’area su cui oggi insiste il vecchio
stabilimento dell’Industria Calce Casertana, la rilocazione del
ripetitore di via Roma, il nuovo piano urbanistico comunale che l’amministrazione
varerà il prossimo anno e il problema dei rifiuti. “Chi
conosce Cruna - aggiunge De Angelis - sa che la nostra attività
non si esaurisce col denunciare le criticità ambientali presenti
in un territorio, ma alla denuncia associamo sempre dei percorsi che
portino a delle soluzioni, se possibile, condivise. Lo abbiamo fatto
in passato, e con esiti incoraggianti, per l’antenna Tim di viale
Dei Pini, per quella dell’H3g, e siamo disposti a farlo per le
altre questioni di cui parleremo il 18 dicembre”. E chiarisce:
“Per quanto riguarda il Puc, ad esempio, noi immaginiamo uno strumento
urbanistico infrastrutturale e di servizi che nasca dal dialogo tra
amministratori e amministrati. Un piano partecipato, insomma, che non
venga calato dall’altro e che non sia l’ennesimo piano edilizio
sovradimensionato disegnato ad arte per accontentare i pochi di sempre
a dispetto dei tanti”. Distinta e distante dai partiti politici,
Cruna il 17 ottobre scorso ha compiuto cinque anni. Un lustro trascorso
a combattere per imporre un principio fondamentale: il rispetto dell’ambiente,
del territorio e dei cittadini nelle scelte amministrative. Da sola
o insieme ad altri, a Recale ma anche in molti comuni della provincia,
diverse sono state le iniziative promosse dal 2003 a oggi: petizioni
popolari, cortei, dibattiti, convegni, campagne stampa di denuncia e
di sensibilizzazione, pareri e relazioni tecniche. Un lavoro enorme
che ha prodotto risultati indiscutibili e documentati.
cs, dal Corriere
di Caserta
Comunicato stampa, 9 dicembre 2008
A.s.d. Energie Nuove e Adiss Onlus organizzano
una squadra di pallacanestro femminile.
A partire da gennaio 2009 sarà attivo a
Caserta un corso di basket femminile che si terrà ogni lunedì
alle 20.00 presso la palestra della Scuola Media Dante Alighieri.
Sarà possibile giocare a pallacanestro,
sotto la tutela di un qualificato istruttore, e costruire insieme un
team per disputare dopo l’estate i campionati di categoria.
Se vuoi cominciare una nuova attività sportiva, e ancora non
hai deciso cosa fare. Se ami il basket, e vuoi partecipare alla costruzione
di un nuovo gruppo, lavorare perché cresca e partecipi ai prossimi
campionati... vieni a giocare con noi !
Per ulteriori informazioni ed iscrizioni rivolgersi
a Giandomenico Merola (cell. 3396373048) ed a Giuseppe De Liso (cell.
3286866894) oppure scrivere a posta@energienuove.org o a g.deliso@hotmail.it.
Comunicato energie nuove
Il Corriere di Caserta, 7 dicembre 2008
Recale: scoperta una discarica abusiva, tre
arresti
L’area di 3.200 metri quadri e i mezzi
di trasporto sono stati posti sotto sequestro
RECALE
- Una discarica abusiva di 3.200 metri quadrati è stata scoperta
dagli agenti del commissariato di Marcianise, coordinati dal primo dirigente
Ettore Cecere, unitamente al personale del Nucleo Investigativo di Polizia
Ambientale del Corpo Forestale di Caserta, nel corso di alcuni servizi
mirati alla salvaguardia dell’Ambiente. Venerdì mattina
le forze dell’ordine, dopo una serie di indagini incrociate, hanno
arrestato Mario Iodice, residente a Portico diCaserta, B.P. di 40 anni,
originario diRecale, che operava per conto di una ditta edile di S.Prisco
e il custode della discarica F. P. Il primo è finito in cella
perchè secondo quanto riferito dai militari, senza la prescritta
autorizzazione, gestiva un’attività di raccolta, stoccaggio,
recupero e smaltimento rifiuti pericolosi e non pericolosi. E gli altri
due, invece, sono ritenuti a conoscenza dell’attività illecita.
Nell’area allestita a discarica vi erano stati già sversati
in modo incontrollato circa 1200 metri cubi di rifiuti di vario tipo
e pericolosità. Anche questi sono stati posti sottosequestro
dagli agenti del commissariato e inviati nei laboratori dell’Agenzia
regionale per l’Ambiente Campana. Tra i materiali illecitamente
stoccati vi erano anche pannelli d’amianto, rottami di ferro,
batterie d’auto, frigoriferi, pneumatici, plastiche, bombole per
ossigeno e gas, tutti materiali. L’operazione rientra nell’ambito
di una pregressa opera di mappatura dei siti oggetti di sversamenti
illeciti dei rifiuti. Per il 42enne sono scattate le manette ai polsi
quando sul posto è giunto il camion condotto da F.P. Non solo
sono stati messi i sigilli all’area, ma sono stati sequestrati
i mezzi d’opera utilizzati per condurre il materiale pericoloso
nel sito.
Il decreto legge numero 172 varato dal consiglio dei ministri il 6 novembre
del 2008 prevede che: “chiunque in modo incontrollato o presso
siti non autorizzati abbandona, scarica, deposita sul suolo o nel sottosuolo
o immette nelle acque superficiali o sotterranee rifiuti pericolosi,
speciali ovvero rifiuti ingombranti domestici e non, di volume pari
ad almeno 0.5 metri cubi e con almeno due delle dimensioni di altezza,
lunghezza o larghezza superiori a cinquanta centimetri, è punito
con la reclusione fino a tre anni e sei mesi”. Inoltre sempre
nella stessa misura entrata in vigore per far fronte all’emergenza
rifiuti che ha attangliato l’intera Regione Campania è
scritto: “I titolari di imprese ed i responsabili di enti che
abbandonano, scaricano o depositano sul suolo o nel sottosuolo in modo
incontrollato e presso siti non autorizzati i rifiuti, ovvero li immettono
nelle acque superficiali o sotterranee, sono puniti con la reclusione
da tre mesi a quattro anni se si tratta di rifiuti non pericolosi e
con la reclusione da sei mesi a cinque anni se si tratta di rifiuti
pericolosi”.
In sintesi chiunque effettua una attività di raccolta, trasporto,
recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza
dell’autorizzazione, iscrizione o comunicazione prescritte dalla
normativa vigente è punito: con la pena della reclusione da sei
mesi a quattro anni, nonchè con la multa da diecimila euro a
trentamila euro se si tratta di rifiuti non pericolosi. Invece, con
la pena della reclusione da uno a sei anni e con la multa da quindicimila
euro a cinquantamila euro se si tratta di rifiuti pericolosi.
Assunta Ferretta, Il
Corriere di Caserta
Comunicato stampa, 4 dicembre 2008
Divertiamoci senza farci male, la Protezione
civile a scuola
“Iniziative come questa sono importanti per
sensibilizzare i nostri giovani. E i ragazzi di San Marco hanno mostrato
attenzione e consapevolezza dei rischi. L’augurio è che
il messaggio arrivi anche ai genitori, perché purtroppo spesso
il cattivo esempio arriva proprio dai più grandi”. Nicola
Paccone, recentemente indicato dal sindaco Gabriele Zitiello quale nuovo
coordinatore del Nucleo di Protezione civile di San Marco Evangelista,
commenta soddisfatto l’esito della due giorni di “Divertiamoci
senza farci male”, manifestazione organizzata in collaborazione
con l’Istituto Comprensivo Raffaele Viviani e con il Comando di
Polizia Municipale, per sensibilizzare i ragazzi sull’uso e sui
rischi dei fuochi pirotecnici. In due giorni la Protezione civile sammarchese
ha incontrato gli alunni delle elementari e quelle delle scuole medie
spiegando la pericolosità di alcuni fuochi e soprattutto i rischi
degli incidenti del cosiddetto “giorno dopo”, quelli dovuti
a causa dei botti inesplosi. “I ragazzi apprendono presto, l’iniziativa
è stata importante”, ha commentato il comandante della
Polizia Municipale, il tenente Giuseppe Castiello che ha voluto anche
ringraziare “il 118 della Misericordia, la Polizia di Stato ed
il nucleo della Protezione civile di San Nicola la Strada che sono venuti
a portare le loro testimonianze ed il loro contributo”.
A rappresentare l’Amministrazione comunale, l’assessore
alla Pubblica Istruzione Antonio Ferraiuolo e la consigliera con delega
alle Pari Opportunità Maria Di Blasio.
Ufficio stampa, Comune
di San Marco Evangelista |
Parla il dipietrista inquisito: accuse sui giornali, mai lette le carte
dal Corriere della Sera
Veleni e sospetti nell’Idv, bufera su Di Pietro
dal Mattino
Americo Porfidia si autosospende dal partito di Di Pietro
da Casertanews
Il figlio di Di Pietro lascia l'Idv: usato per colpire mio padre -
da l'Unità
Porfidia: “Non so nulla delle indagini su di me”
dal Corriere di Caserta
Affari e camorra: la Dda indaga un deputato IdV
dal Mattino
Un deputato dipietrista indagato per camorra
dal Tempo
Napoli, tutti gli uomini dell'Idv - dal Sole24Ore
"Da mio figlio errori ma nessun reato"
da La Stampa
Le relazioni pericolose del figlio di Di Pietro
da La Stampa
Masserie in Festa, a San Marco domenica 28 il concerto dei Taranterrae
comunicato stampa
Alla Reggia di Caserta la mostra su impressionisti e post-impressionisti
da Caserta sette
Porfidia diserta il “tagliando” preparato da “Cruna”
dal Corriere di Caserta
Oggi pomeriggio “Cruna” farà il tagliando a Recale
comunicato stampa
Farmer Market: spesa a km zero a Casapulla
Comunicato stampa
Puc, c’è attesa per l’ok in giunta
dal Corriere di Caserta
Ambiente, la Esposito in cattedra
dal Corriere di Caserta
Puc, Porfidia ha deciso di rispondere all’invito dell’associazione
Cruna
dal Corriere di Caserta
Inquinamento ambientale, Cruna in piazza per il “tagliando”
dal Corriere di Caserta
A.s.d. Energie Nuove e Adiss Onlus organizzano una squadra di pallacanestro
femminile
comunicato stampa
Recale: scoperta una discarica abusiva, tre arresti
dal Corriere di Caserta
Divertiamoci senza farci male, la Protezione civile a scuola
comunicato stampa
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