| RASSEGNA STAMPA • MARZO 2008 | sommario: | |
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Denunce e proposte durante il seminario di Agrorinasce e Sun sulle vittime delle faide «La camorra non uccide? Alzate la guardia» Pepe e Cananzi: pericolosa strategia criminale. Abbamonte: ripristinare il confino di polizia Basta con il triste primato della terra dei morti ammazzati (ben 646 nel ventennio che va dal 1985 al 2004) e speranza di un futuro di pace: è stato questo il messaggio lanciato ieri da «Agrorinasce» nel corso di un seminario tenutosi a Santa Maria Capua Vetere presso la Facoltà di Giurisprudenza, dal titolo «Camorra No Grazie! Ragioni e strumenti per essere contro la criminalità organizzata». L’ultimo appuntamento del ciclo di incontri dell’Agenzia – organizzato nel ricordo della figura del prete anticamorra don Peppino Diana, ucciso nella sua chiesa a Casal di Principe nel 1994 – è stato caratterizzato dalla diffusione di un documento-dossier realizzato utilizzando l’archivio de «Il Mattino». Al tavolo dei lavori, il preside di Giurisprudenza Lorenzo Chieffi; i professori Orazio Abbamonte e Giuliano Balbi (della facoltà di Giurisprudenza), Giovanni Allucci (Ad di Agrorinasce) e i giudici Antonio Pepe e Francesco Cananzi rispettivamente presidente della locale sottosezione dell’Anm e rappresentante distrettuale della stessa associazione magistrati. L’attuale legislazione, gli strumenti normativi, l’ordinamento giudiziario, la difesa delle vittime e i tempi della giustizia sono stati al centro degli interventi dei relatori ognuno dei quali ha fornito un proprio profilo del delicato tema. Concordi i giudici Antonio Pepe e Francesco Cananzi sulla giusta e doverosa attenzione sul fenomeno camorristico in Terra di Lavoro, per tempo sottovalutato anche dai media nazionali e da che da chi aveva il compito di porvi attenzione. «Il fatto che diminuiscano i morti ammazzati – ha spiegato il giudice Pepe – non vuol dire che bisogna abbassare la guardia, anzi spesso ciò dimostra una vera strategia dei clan». Il magistrato sposta l’attenzione anche sui tempi della giustizia e sul superlavoro del tribunale (dove il sottodimensionamento dei giudici e del personale è quasi cronico) che diventa una sorta di «imbuto» per l’enorme produzione di arresti, fermi e sentenze nate dalle inchieste della Dda. «La breve storia delle leggi contro la camorra – afferma il giudice Cananzi – ha proprio il sapore della rincorsa ed è stata segnata da una presa di coscienza progressiva, anche per le morti di tanti, vittime della prepotenza mafiosa e camorristica». Più drastico il pensiero di Abbamonte (che ha parlato di reintroduzione del cosiddetto confino di polizia come una delle «ricette» contro la camorra) mentre gli aspetti legislativi e la procedura penale sono stati i temi al centro delle relazioni dei professori della facoltà. «Abbiamo voluto questa ricerca e questo documento – ha detto Allucci, introducendo i lavori - perché vogliamo che la storia di violenza e di camorra che negli ultimi vent’anni ha accompagnato la nostra vita non si ripeta più». Biagio Salvati, dal Mattino Abusivismo, no del Consiglio alla commissione d'indagine Recale. «Questa commissione non s'ha da fare». Il sindaco Americo Porfidia ordina, il Consiglio esegue. Con un colpo di maggioranza, martedì notte, il gruppo di «Città continua» ha bocciato l’istituzione di una commissione d’indagine. Suggerita da Patrizia Vestini, all’indomani dei 44 avvisi di garanzia dell’inchiesta «Ruralia», la commissione avrebbe dovuto esaminate atti di giunta e delibere consiliari di dubbia legittimità. «Al di là delle responsabilità penali – dice la Vestini – sulle quali sta indagando la magistratura, la commissione avrebbe evidenziato il danno erariale prodotto dal 2002 a oggi; uno spreco di denaro pubblico che sta mandando sul lastrico l’ente». In aula, è toccato all’assessore ai lavori pubblici Francesco Porfidia provare a respingere i colpi assestati dalla Vistini. «Ogni scelta politica è opinabile – si è difeso Porfidia – noi, però, riteniamo di aver agito nell’interesse dei cittadini». cl.lo., dal
Mattino La Jabil interessata alla MF Componenti La multinazionale americana disponibile all’acquisto Tempi stretti per l’accordo il 10 aprile incontro a Roma. 108 i dipendenti che rischiano il posto. È stato previsto l'avvio alla mobilità collettiva senza incentivi La Mf Componenti lascia Maddaloni: l’avventura industriale, guidata da Renzo Alceste Cenciarini, è al capolinea. E pertanto è in vendita il gigantesco stabilimento di via Campolongo. Per la lussemburghese Xantia Finance (detentrice del 99,5 per cento delle azioni della Mf Componenti) e per il management è irrevocabile «la cessazione definitiva dello stabilimento con annesso trasferimento delle commesse nel sito di San Giovanni in Persiceto». Incontrarsi per dirsi addio: l’indisponibilità a proseguire l’attività produttiva è stata ratificata, in un vertice risolutore, al Ministero dello Sviluppo Economico. Ma il rifiuto di Cenciarini, dopo il nuovo vertice, apre uno spiraglio. La Jabil, multinazionale americana, ha formulato un’ipotesi di acquisto. Adesso, il futuro, industriale e occupazionale, dello stabilimento Mf Componenti di Maddaloni è nella mani del Ministero dello Sviluppo Economico. Precisamente, tocca al dirigente Giampietro Castano monitorare la solidità, l’attendibilità e la fattibilità dell’articolato progetto targato Jabil. Scatta una trattativa che si annuncia complessa perché la Jabil, che ha la sua sede a San Marco, non comprerebbe a scatola chiusa. L’offerta è selettiva. La multinazionale è interessata a incamerare forza lavoro e quindi i 108 dipendenti. Jabil rileverebbe anche le commesse (a partire dal quella di Alcatel Italia, che ha garantito alla Mf Componenti utili per cinque anni), e l’intero patrimonio produttivo di Maddaloni: rapporti con Elsag, Bombardier, Tyco, Alstom, Linkra, Tretrapack, Selex e Finmeccanica. Partenership che hanno permesso di incrementare le commesse annue da quattro a otto milioni di euro. Un lusinghiero più 30 per cento annuale. Secondo la Rsu aziendale, invece, «Jabil non sembra però interessata, al momento, a rilevare l’enorme patrimonio immobiliare, esistente a Maddaloni». Rimarrebbero in sospeso così tutti gli interrogativi sul futuro di larga parte del sito di Maddaloni. Sembra sfumare, tra l’altro, l’ipotesi dell’acquisto a opera di una non meglio precisata cordata di imprenditori locali. Ma non c'è tempo per ipotizzare scenari: tutto deve compiersi in quindici giorni. Castano ha convocato le parti per il 10 aprile. Tempi stretti per decidere se esiste un accordo di massima per avviare il passaggio delle consegne e garantire il pagamento degli stipendi, considerato che lo stabilimento di Maddaloni, nonostante lo stato di agitazione permanente, continua a lavorare e a produrre. «Comunque - dice Angelo De Rosa della Fim-Cisl - se la trattativa di vendita avrà un buon esito nel futuro prossimo dei lavoratori c’è la cassa integrazione speciale». Se il progetto Jabil dovesse fallire lo stabilimento chiuderà e saranno avviate le procedure per la mobilità collettiva, la cui sospensione è stata prorogata fino al 10 aprile. «Siamo rammaricati e delusi - dice Angelo Spena della Fiom-Cgil provinciale - perché la Mf Componenti si è sottratta alle sue responsabilità, industriali e sociali. Per i sindacati esistevano i margini per risolvere questa crisi mediante il ricorso a soluzioni industriali e occupazionali percorribili». Il problema, viene fatto notare, è che l’ipotesi Jabil cozza con il piano di ridimensionamento e risanamento della Mf Componenti che prevede il trasferimento «presso il sito di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, delle attività di montaggio e collaudo, nonché degli uffici Qualità e servizi generali e controllo avanzamento». Abbandonando le vetuste lavorazioni meccaniche e di carpenteria nonché l’onerosa gestione degli immobili, MF Componenti terrebbe il nucleo buono delle capacità produttive di Maddaloni. Proprio le medesime professionalità che Jabil intende acquisire. Giuseppe Miretto, dal Mattino Sandro De Franciscis: “Con Gabriele Zitiello vinceremo”
Comunicato stampa Comunicato stampa, 19 marzo 2008 Gabriele Zitiello presenta agli elettori “Unione per San Marco” Si è tenuta questa mattina, mercoledì
19 marzo, presso il comitato elettorale di piazza Gramsci, la conferenza
stampa di presentazione della lista di centrosinistra “Unione
per San Marco”, candidato sindaco Gabriele Zitiello. Comunicato stampa Il Corriere di Caserta, 19 marzo 2008 Il segretario dello scudocrociato ha rimesso nelle mani del partito il mandato Sgueglia nell’Udc e Mastroianni lascia RECALE - Ha deciso. Dopo settimane di ripensamenti
Antimo Mastroianni ha stracciato la tessera dell’Udc. “Resto
in maggioranza, confermo piena fiducia e sostegno al sindaco, on. Americo
Porfidia, e mi dichiaro indipendente in attesa di decidere quale sarà
la mia futura collocazione politica e partitica”. Mastroianni,
consigliere comunale eletto nella civica “Città continua”,
conferma di aver rassegnato le dimissioni da segretario cittadino dell’Udc
e di aver abbandonato il gruppo in consiglio comunale, non prima, però,
di aver dato spiegazioni ai vertici del partito sul perché di
una simile scelta, da lui stesso definita “irrevocabile”.
“In occasione di questa tornata elettorale delle Politiche, -
spiega Mastroianni, ex segretario cittadino dell’Udc - si è
venuta a creare un’anomalia nel panorama politico locale, di fronte
alla quale non ho potuto far altro che gettare la spugna. E mi spiego:
dall’oggi al domani, abbiamo appreso della candidatura alla Camera
di Franco Sgueglia, in quota Udc, nella circoscrizione Campania 2. Nulla
contro la persona, per carità, - aggiunge lo stesso Mastroianni
- ma Sgueglia siede nei banchi dell’opposizione e, pur essendo
stato da me sollecitato, ha preferito mantenere tale posizione e non
allinearsi invece alla maggioranza”. Da qui, pertanto, la decisione
di Mastroianni di abbandonare l’Udc; partito, quest’ultimo,
che alle ultime comunali a Recale aveva candidato propri uomini nella
lista civica "Città continua", concorrendo alla rielezione
a sindaco dell’onorevole Porfidia. Il Corriere di Caserta, 18 marzo 2008 Recale Il piano non ancora è stato approvato dall’esecutivo di piazza Matteotti Bilancio ai blocchi di partenza RECALE - Gli impegni politici di Americo Porfidia hanno determinato una battuta d’arresto nella stesura del Bilancio di Previsione. Ma la Prefettura ha inviato, tramite fax, una nota per accelerare l’approvazione, entro e non oltre il 31 marzo. Il sindaco aveva annunciato, nei giorni scorsi: lo stiamo approntando. Ma, nemmeno ieri mattina, il documento di programmazione finanziaria è diventato oggetto di confronto tra gli amministratori. Il vicesindaco Francesco Ommeniello è corso in difesa del primo cittadino: è quasi pronto. I tempi, però, non vengono specificati. E il piano fianziario deve, per legge, essere portato all’attenzione anche dell’assemblea cittadina. Due in nodi da sciogliere, al momento: uno quando l’amministrazione firmerà la delibera di approvazione e l’altro quando sarà convocato il Consiglio comunale per l’ok da parte di maggioranza e opposizione. Ommeniello polemizza: “Purtroppo paghiamo lo scotto di una minoranza non costruttiva, ma distruttiva. Non propositiva, ma senza alcun rispetto istituzionale nei confronti di chi amministra il paese”. La Vestini non replica. Lascia fare a loro la parte dei leoni. Il motivo del silenzio, però, spesso lo ha chiarito: “I cittadini stanno verificando da soli il modo di governare di questa maggioranza. Che ci ha indebitato già nel corso del primo mandato di Porfidia” ATTESO IL PIANO DI SVILUPPO ANCHE PER IL GRUPPO GUIDATO DA POLESEL Ericsson e Jabil, giorni cruciali per gli obiettivi di rilancio I sindacati «Contrari a ogni ipotesi di riduzione indiscriminata dei costi» Il colosso svedese pronto a trasferire all’estero le attività di ricerca. Mercoledì e giovedì i tavoli a Roma Riduzione dei costi. È la parola d’ordine che contrassegna le ultime e più spinose vicende del comparto delle telecomunicazioni, con particolare riguardo per le strategie di due colossi come Ericsson e Jabil. Secondo le dichiarazioni rilasciate alla fine della settimana scorsa dall’amministratore delegato della multinazionale svedese, Avenia, sarebbero in lista di trasferimento verso l’estero tutte le attività di ricerca e di sviluppo del gruppo, con dirette conseguenze anche sui livelli occupazionali. Una dichiarazione che ha suscitato sorpresa e preoccupazione tra i lavoratori, tanto è vero che giovedì prossimo si riunirà a Roma, presso la sede della Flm, il coordinamento nazionale con la partecipazione anche dei delegati del sito di Marcianise. L’obiettivo è quello di aprire un tavolo di trattative con l’azienda, chiamando a un coinvolgimento diretto lo stesso ministero per lo Sviluppo economico. Fausto Torre, delegato della Fim Cisl, parla di «decisioni immotivate» e che comunque potrebbero avere contraccolpi negativi anche in quei siti, come il Casertano, dove l’attività ha carattere prevalentemente manifatturiero. E di riduzione di costi si parla anche a proposito di Jabil che illustrerà mercoledì prossimo i suoi piani industriali, dopo avere annunciato l’intenzione di accorpare sia i due siti settentrionali di Mapello e Cassina, sia quelli meridionali di San Marco e Marcianise. Al ministero per lo Sviluppo il management guidato da Renzo Polesel dovrà annunciare le linee direttrici del programma di rilancio, anche a vantaggio della sede di Jabil Italia a San Marco dove sono circa 250 i lavoratori in cig su di un organico complessivo di 500 unità e dove sono in fase di attuazione importanti corsi di formazione del personale. Ma uguale interesse riveste l’impegno per la controllata Jabil c.m. che soltanto da poco tempo è riuscita a spezzare il cordone ombelicale che la legava alla Nokia-Siemens. In ogni modo e in ogni caso, si tratterà di garantire un più continuo sostegno alle attività già previste per San Marco (in particolare la commessa acquisita da Finmeccanica per Ansaldo e riguardante circuiti elettronici) oltre a nuovi ordinativi che potrebbero derivare dall’ex Siemens e riguardanti telai per radiomobili. «Contrariamente ai nostri colleghi settentrionali, non abbiamo ancora avuto modo di fare valutazioni ufficiali - ricordano i delegati della Fiom, Maffei e Longobardi - pur tuttavia, non accetteremo che attraverso processi di accorpamento si trovi il pretesto per iniziative di smobilitazione che ci vedrebbero del tutto contrari». Enzo Mulieri dal Mattino Comunicato stampa, 17 marzo 2008 SAN MARCO EVANGELISTA “Unione per San Marco” si presenta ai cittadini Gabriele Zitiello candidato alla carica di Sindaco Si terrà mercoledì 19 marzo alle ore 12.00, presso il comitato elettorale di piazza Gramsci, la presentazione ufficiale della lista “Unione per San Marco”, candidato sindaco Gabriele Zitiello. Alla conferenza stampa-aperitivo saranno presenti tutti i candidati alla carica di consigliere comunale. Parteciperanno, inoltre, i leader provinciali del centrosinistra casertano. “Presenteremo – anticipa il candidato sindaco Gabriele Zitiello - ufficialmente alla stampa e alla città la squadra con cui ci candidiamo al governo di San Marco Evangelista. E’ una bella lista, frutto di un confronto sereno e leale, che porta già nella sua formulazione un risultato importante: il centrosinistra è forte e compatto, unito nella necessità di sconfiggere il centrodestra, mandare a casa questa amministrazione che nulla di buono ha prodotto, e portare avanti un nuovo modo di fare politica, all’insegna del rispetto dei cittadini, della trasparenza, della partecipazione di tutte e tutti”. CANDIDATI ALLA CARICA DI CONSIGLIERE COMUNALE
CICALA GABRIELE - 13.04.1968- PSI Comunicato stampa Comunicato stampa, 15 marzo 2008 Recale, nasce il Comitato elettorale per il PD Nasce anche a Recale il Comitato elettorale per
il Partito Democratico: nella serata di venerdì 14 si è
svolto il primo incontro nella sede di via S. Salvatore, che ha visto
una nutrita partecipazione di cittadini decisi ad attivarsi a sostegno
di Walter Veltroni nella campagna elettorale ormai imminente. Il Comitato elettorale per il PD di Recale Il Corriere di Caserta, 15 marzo 2008 Pd e Udc, accordo tra la Vestini e Sgueglia RECALE - Franco Sgueglia è un candidato di “protesta”, ma iscritto a pieno titolo al cartello del Pd, al fianco dell’ex parlamentare Pierino Squeglia. Si è candidato alle passate comunale nella lista che vedeva come candidato a sindaco Patrizia Vestini. Poi la decisione di passare nell’Udc per ottenere un diciottesimo posto nel borsino elettorale. Ma i rapporti tra il capogruppo consiliare e il consigliere non si sono interrotti. Non c’è frattura, non c’è crisi. Anzi. L’accordo è un solo: far fronte comune per sottrarre voti al candidato dell’Italia dei Valori, Americo Porfidia. Il sindaco ha lasciato il Comune per dedicare i suoi sforzi all’appuntamento elettorale fissato per il 13 e il 14 aprile. E Sgueglia sta facendo lo stesso, supportato dalla Vestini. Il nome dell’ex margheritino è stato indicato a Ciriaco De Mita, a capolista per il senato nella circoscrizione Campania 2, proprio da Squeglia, deluso per aver ottenuto solo un tredicesimo posto nel Pd. Nell’Udc, ma con riserva. Passate le politiche tutto tornerà alla normalità. Il Corriere di Caserta, 12 marzo 2008 I consiglieri di opposizione sono candidati in varie liste, mentre il sindaco ha ottenuto un terzo posto come due anni fa Vestini lasciata da sola e Porfidia ridimensionato RECALE (ma.cr) - Opposizione consiliare spaccata a causa delle elezioni per il rinnovo del Governo centrale. Patrizia Vestini non ha più alcun sostegno politico. Franco Squeglia, un tempo papabile candidato sindaco, voluto da Pierino Squeglia, si è candidato nella lista dell’Udc. Non occupa una posizione molto favorevole nella lista. Poche sono le possibilità che possa farcela. Ma comunque dovrà impegnarsi molto in questa campagna elettorale per portare voti al partito. Sicuramente a Recale non sarà solo, ma ci saranno molte persone pronte a sostenerlo. Tra l’altro, Patrizia Vestini ha rotto anche i suoi rapporti con lo stesso Squeglia da quando si è candidata nel Partito democratico in quanto sostenne De Franciscis nelle primarie anzichè Iannuzzi. Ma la Vestini ha perso anche Ovidio Gadola, visto che questi si è candidato con ‘Movimento per le Autonomie’. Stessa cosa per Tommaso Orballo che poco tempo fa ha messo in piedi a Recale la sezione del Popolo della Libertà. Filiberto Gianoglio non è mai stato uno dei suoi. Insomma, un’opposizione in frantumi quella di Recale. Ma il buon vento non tira neppure per la maggioranza ed in particolare per il sindaco Americo Porfidia. Parlamentare uscente in Italia dei Valori rispetto a due anni fa il sindaco non ha fatto nessun passo avanti. Al contrario. E’ stato candidato al terzo posto nella circoscrizione Campania due. Prima di lui nella lista vi è Silvana Mura. Ma nella circoscrizione Campania uno la stessa Mura è candidata al terzo posto, prima di lei vi è Formisano. Il fatto che Mura, personaggio politico non ancora molto conosciuto, abbia anticipato nella postazione un parlamentare uscente lascia pensare che Di Pietro non ha tenuto molto in considerazione il sindaco Porfidia. Soprattutto se si pensa che lo stesso Porfidia due anni fa è stato candidato al terzo posto e a quel tempo non era conosciuto da Di Pietro. Ora occupa la stessa posizione, nonostante sia un parlamentare uscente. Non ha fatto alcun passo avanti, dunque. Ma probabilmente qualcuno indietro. Tra l’altro, due anni fa c’era il premio di maggioranza e proprio per questo ce l’ha fatta. Molti sono i dubbi, invece, per questa volta. ma.cr., dal Corriere di Caserta Il Corriere di Caserta, 6 marzo 2008 Il sindaco ha ordinato all’assessore di limare il capitolato per i poveri. I soldi dovranno arrivare con i progetti regionali Bilancio 2008, ridotti i fondi per i servizi sociali RECALE (as.fe.) - Ridotto il capitolato di bilancio per i servizi sociali. Questa un’indiscrezione emersa in seguito all’incontro con un cittadino inserito a pieno titolo nell’elenco dei meno abbienti e un consigliere comunale di maggioranza. Il piano di programmazione finanziaria per il 2008 dovrebbe essere approvato, entro, e non oltre, il 31 marzo. Ma, al momento, una sola cosa appare già stabilito: ottenere più trasferimenti dalla Regione per ovviare alla difficoltà di cassa senza sospendere i servizi. A rimetterci saranno quei cittadini, che, compilando una domanda, potevano ottenere uno sostentamento momentaneo, aspettando solo l’approvazione in giunta. Ma è in atto un cambiamento. Un cambiamento determinato dalla grave ristrettezza economica in cui versa l’ente. E allora la strategia di Americo Porfidia è mutata. Il sindaco ha deciso di puntare soprattutto sui finanziamenti provenienti dalla legge quadro 328 del 2000. E a subire un battuta d’arresto saranno anche i servizi di assistenza materiale. Pianificare entrate ed uscite, programmare una serie di inziative per effettuare almeno la gestione ordinaria appare una sfida all’attenzione dell’assessore al bilancio Andrea Mastroianni. A compromettere la tenuta dei costi sono anche le spese quotidiane dell’ente. E in piazza, spesso, si vocifera che il Comune non riesce nemmeno a pagare gli stipendi. Il populismo su soldi vincolati e destinati da una serie di norma ad assolvere quelle che sono le compentenze di prioritaria importanza. E il primo cittadino non ha mai nascosto la difficoltà dell’ente. Non ha mai ovviato alla domanda e nè si è nascosto per evitare di dover ammettere: siamo all’inizio della fine. Non a caso a Natale, Porfidia ha inviato a bambini e anziani un lettere augurale, precisando che quel messaggio non era pubblico, ma privato. Era stato lui a finanziarlo. Questo non ha destabilizzato, però a palesato quanto siano ridotte le somme liquide a disposizione del Comune. L’amministrazione non può evitare di “limare” anche il capitolato relativo alle Politiche Sociali, quello dove si condensano le somme destinate alla povertà assoluta, così almeno cita la norma che ne autorizza il fondo comunale. as.fe., dal Corriere di Caserta Il Corriere di Caserta, 5 marzo 2008 L’associazione Beat101 aveva diffidato il sindaco a fine dicembre. Ieri mattina la nuova gara Canile, l’amministrazione rifà il bando di affidamento RECALE - Correzione di bozza da parte della amministrazione comunale: rifatto il bando per l’affidamento del canile ad un privato. Era stata l’associazione animalista “Beat 101” a dicembre a diffidare il Comune: quel bando non rispettava la legge Regionale 16 del 2001, all’articolo 10, comma 1. I cani sono affidati al vincitore del bando, ma non diventano una loro proprietà. Gli attivisti avevano annunciato ricorsi al Tar, temendo per il futuro dei circa 40 quattrozampe presenti sul territorio: “Il bando – aveva spiegato il presidente dell’associazione Antonio Russo - non si limita a disciplinare il servizio di custodia, ma stabilisce che i cani saranno trattenuti presso il canile-rifugio e diverranno di proprietà del canile stesso. Quand’anche il Comune volesse verificare le condizioni di vita dei randagi ricoverati, a che titolo potrebbe farlo se ne perde la proprietà?”. E poi aveva aggiunto: “Chi ha redatto il bando dimostra di non conoscere il fenomeno dei cani vaganti. Se un territorio è sottratto della sua popolazione canina – avvertiva Russo – diventa terra di conquista per altri cani. Il problema del randagismo, quindi, non solo non si risolve chiudendo gli animali nei canili, che spesso si rivelano dei lager, ma diventa più grave”. Nel mirino di Beat 101 era finito il dirigente dell’ufficio legale, ma anche il sindaco Americo Porfidia al quale era stata recapitata la diffida. Secondo gli attivisti di “Beat 101”, il bando mal definiva persino i requisiti che il soggetto aggiudicatario avrebbe dovuto possedere per espletare il solo esercizio di custodia contemplato dalla legge regionale. “Chiediamo - scrissero nella diffida - l’immediata sospensione della gara e la redazione di un bando che sia rispettoso della normativa vigente, altrimenti saremo costretti a ricorrere alla magistratura competente”. E quella richiesta è stata ascoltata: il bando è stato rifatto rispettando la normativa enunciata da Beat 101. assunta ferretta, dal Corriere di Caserta Il Corriere di Caserta, 4 marzo 2008 Recale, il Pdl parte con Argenziano, Zarrillo e Rossi Anche Gadola e Maietta hanno partecipato all’incontro di domenica scorsa RECALE - Riunione affollata e sul filo dell’entusiasmo quella che si è tenuta fra i partiti del cartello elettorale del Popolo della Libertà sabato scorso. “C’è la consapevolezza - hanno detto gli organizzatori -che un percorso unitario è possibile, che la convergenza sui grandi temi è già realtà e che il Pdl non può e non deve essere un’infatuazione ma un amore duraturo”. Un confronto serrato tra le forze politiche è servito a rinnovare lo spirito di aggregazione, soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche. Non sono mancate le critiche al disorientamento ed all’incertezza che la rapidità della decisione dei vertici nazionali ha determinato nella base militante. Ovidio Gadola, in qualità di dirigente nazionale del Nuovo Psi, ha tracciato un quadro della situazione attuale, precisando che “nessuno può vantare certezze per il prossimo futuro”. I vari segretari e presidenti di sezione sono intervenuti sottolineando il comune sentire di quel popolo del centrodestra che sarà rappresentato dal Pdl a livello nazionale ed era palpabile la voglia di strutturarsi sul territorio per intraprendere un nuovo corso politico che potesse riflettersi anche a Recale. Il coordinamento del Pdl di Recale “non ha assunto un atteggiamento ipocrita per quanto riguarda la situazione amministrativa locale”; la presenza di Antimo Argenziano e Angelo Zarrillo, membri dell’attuale maggioranza, di Gadola e Ciro Rossi dell’opposizione e di Antimo Maietta e Peppe Raimondi, che hanno scelto un percorso autonomo alle amministrative, non poteva passare inosservata. “La maturità politica del gruppo ha però posto l’accento sulla prossima battaglia elettorale, che va condotta senza sconti, per poi continuare il dialogo iniziato a livello amministrativo conducendo insieme le battaglie per le necessità dei cittadini” hanno spiegato i pidiellini. Gadola, nella veste di mattatore della serata, ha anche apprezzato la presenza nel Pdl di Recale di giovani volenterosi di fare politica; ha riconosciuto l’esigenza di dar forza al loro impegno e si è dichiarato disponibile, come ha sempre fatto, ad offrire la sua esperienza per la loro crescita. Invogliare i giovani a fare politica significa sognare e pretendere una realtà diversa. Case abusive a Recale, chiesto il dissequestro Recale. La vicenda delle «false» case coloniche approderà in consiglio comunale. Domani, Patrizia Vestini, capogruppo dell’opposizione, protocollerà la richiesta per una seduta urgente. Il sindaco Americo Porfidia avrà 30 giorni per convocare l’assemblea. La minoranza, tra le cui fila ci sono due consiglieri coinvolti nell’inchiesta «Ruralia», punta a una commissione di indagine «che faccia emergere eventuali responsabilità politiche non solo nella concessione delle licenze a costruire per le 12 ville sequestrate dalla Procura, ma nell’intera attività urbanistica svolta nei sei anni di amministrazione Porfidia». Nel registro degli indagati compaiono, tra gli altri, due ex funzionari che il sindaco ha voluto all’ufficio tecnico. Intanto, gli avvocati dei titolari delle presunte licenze edilizie illegittime sono a lavoro per redigere le istanze di dissequestro al tribunale del Riesame e quelle di sanatoria da inviare al Comune. Nessuno dei loro assistiti si sente di commentare l’inchiesta, tutti, però, puntano l’indice contro la mancanza di un piano regolatore, atteso da 35 anni. L’escamotage delle case coloniche sarebbe da addebitare, quindi, prima alle gravi inadempienze amministrative della classe politica e poi agli autori dei presunti abusi edilizi. Chi non ha remore a parlare è, invece, Domenico Porfidia. In una nota, l’ex sindaco esprime solidarietà ai 40 indagati «nella consapevolezza – dice – che i supposti abusi escludano ogni forma di speculazione edilizia connessa a un illecito arricchimento». cl.lo., dal Mattino Il Corriere di Caserta, 1 marzo 2008 Ville sequestrate, la replica del vicesindaco: “I fatti contestati risalgono a pratiche emesse dal 1997 al 2002”
a.f., dal Corriere di Caserta L’inchiesta «Ruralia» delle false case coloniche mette in crisi a Recale anche gli equilibri politici Recale. Rischia di avere ripercussioni politiche l’inchiesta «Ruralia», che, giovedì mattina, ha portato al sequestro preventivo di 12 ville, alcune con piscine, mansarde e rifiniture di pregio, nella periferia di Recale, spacciate per case coloniche. Allo stato, risultano indagate 44 persone, tra le quali tre ex funzionari dell’ufficio tecnico del Comune, due assessori della giunta del sindaco Americo Porfidia (Francesco Porfidia e Antimo Argenziano) e due consiglieri di minoranza (Ovidio Gadola e Filiberto Gianoglio). Per tutti, le ipotesi di reato contestate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere sono abuso edilizio, falso ideologico e abuso d’ufficio. «Invochiamo le dimissioni del sindaco», tuona Antimo Maietta, segretario della Dc di Rotondi. «È impossibile – spiega – che Porfidia, in sei anni di mandato elettorale, non si sia accorto che su un territorio di tre chilometri quadrati si perpetravano simili scempi edilizi». Dello stesso tenore, il commento dell’ex sindaco Domenico Porfidia, che contesta, tuttavia, l’eccessivo clamore suscitato dalla vicenda: «Se il sindaco sapeva – dice – e non è intervenuto, è colpevole. Se non ne sapeva niente, è colpevole due volte». Chiede la convocazione di un consiglio comunale straordinario Vincenzo De Angelis, esponente del Partito democratico. «Porfidia – afferma – dovrebbe andare a casa per motivi ben più gravi di quelli supposti in un’inchiesta in cui, peraltro, non è nemmeno coinvolto». Non se la sente di demonizzare i proprietari delle «false» case coloniche Patrizia Vestini, capogruppo della minoranza, attacca, però, a muso duro Porfidia. «Rispetto – dichiara – l’attività della magistratura, ma mi permetto di invitare i giudici a occuparsi di guasti peggiori di cui siamo testimoni a Recale, come, ad esempio, la concessione di 80 licenze edilizia rilasciate durante la passata amministrazione, che stanno favorendo speculazioni nel centro storico e segnando irrimediabilmente l’aspetto urbanistico della città. Quanto all’inchiesta – conclude Vestini –, è davvero strano che il sindaco in questi anni non si sia accorto di nulla». Porfidia, dal canto suo, ribatte ogni addebito. Sorride all’idea di doversi dimettere a causa dei sequestri e annuncia che non procederà a rimodulare la giunta. «Gli assessori Porfidia e Argenziano – precisa – compaiono nel registro degli indagati per fatti legati alle loro professioni e antecedenti al mandato elettorale. Appena ci insediamo, nel 2002, abolimmo la commissione edilizia, proprio perché ritenevamo che nel rilascio dei permessi a costruire la politica non ci dovesse entrare». E a chi gli imputa che due dei funzionari coinvolti (Vincenzo Della Torca e Giovan Battista Pasquariello) erano tecnici di sua fiducia, Porfidia ribatte: «Sono ingegneri – argomenta – che non lavorano più a Recale. Hanno la mia stima come persone e come professionisti, e sono certo che dinanzi ai giudici sapranno chiarire la loro posizione». Claudio Lombardi, dal Mattino |
«La camorra non uccide? Alzate la guardia» Abusivismo, no del Consiglio alla commissione d'indagine La Jabil interessata alla MF Componenti Sandro De Franciscis: “Con Gabriele Zitiello vinceremo” Gabriele Zitiello presenta agli elettori “Unione per San Marco” Sgueglia nell’Udc e Mastroianni lascia Bilancio ai blocchi di partenza Ericsson e Jabil, giorni cruciali per gli obiettivi di rilancio - dal Mattino “Unione per San Marco” si presenta ai cittadini Recale, nasce il Comitato elettorale per il PD Pd e Udc, accordo tra la Vestini e Sgueglia Vestini lasciata da sola e Porfidia ridimensionato Bilancio 2008, ridotti i fondi per i servizi sociali Canile, l’amministrazione rifà il bando di affidamento Il Pdl parte con Argenziano, Zarrillo e Rossi Case abusive a Recale, chiesto il dissequestro Ville sequestrate, la replica del vicesindaco L'inchiesta "Ruralia" mette in crisi anche gli equilibri
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