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Il Corriere di Caserta, 28/02/2009

Il Pd: versiamo la Tarsu, ma con la riduzione

Landolfo: calcoli errati. Porfidia: sono aumentati i costi del servizio

RECALE- L’aumento della Tarsu ha scosso l’opinione pubblica. Vessati dalla crisi economica tanti utenti hanno risposto in massa all’appello lanciato dal Partito Democratico. Ieri sera era gremita l’aula consiliare del Comune. Anziani e giovani coppie hanno preso parte all’assemblea cittadina per discutere sull’incremento disposto dall’e-secutivo, guidato da Americo Porfidia. Il sindaco non si è presentato lasciando il con-traddittorio agli assessori Francesco Porfidia e Antimo Argenziano, al consigliere con delega all’Ambiente Pietro Mingione. Il dibattito è cominciato con l’intervento di Vincenzo Landolfo: «Non è nostra intenzione chiedervi di non pagare le bollette che il Comune vi ha inviato. Ma è nostra volontà batterci affinchè l’amministrazione riveda i calcoli che hanno determinato un incremento così considerevole del costo del servizio». Un errore, secondo l’opposizione, ha fatto “lievitare” le bollette.Gli uffici non avrebbero valutato l’aumento delle unità abitative e quindi l’insediamento sul territorio di altri nuclei familiari. La digressione dei consiglieri di “Insieme per Continuare” è stata più ampia. Una panoramica generale che ha visto Filiberto Gianoglio scagliarsi contro l’operato dell’amministrazione. Il termine usato di frequente è stato: “cattiva gestione delle finanze cittadine”. Al suo fianco c’erano il coordinatore cittadino del Partito Democratico, Patrizia Vestini, e i consiglieri Tommaso Orballo e Franco Sgueglia. La risposta della maggioranza non è tardata ad arrivare. Il delegato ai Lavori pubblici ha preso la parola per ribadire quanto già contenuto in un volantino inviato agli utenti. «L’aumento non è la diretta conseguenza di un politica improntata sullo sperpero». Un punto sul quale Porfidia non ha voluto sentire ragioni. E ha chiarito: «I costi di gestione sono aumentati. Non solo per Recale, ma per tutti i Comuni che hanno dovuto far fronte all’emergenza rifiuti».

Assunta Ferretta, dal Corriere di Caserta

Il Corriere di Caserta, 25/02/2009

Tarsu in aumento, parte la petizione

L’Ente riscuoterà di più rispetto ai costi reali del servizio

RECALE - Non solo polemica. Ma anche fatti. Soprattutto atti. Il Partito Democratico ha dato il via ad una petizione popolare per chiedere ai residenti di gridare un “no” unanime all’incremento della Tarsu. Una decisione che è stata adottata a seguito di una riunione che è avvenuta all’interno del circolo cittadino.
A chiedere la partecipazione degli utenti è stato l’ex assessore ai Servizi finanziari Vincenzo Landolfo. L’ex delegato, infatti, ha impugnato tutti i provvedimenti prodotti dall’amministrazione comunale, guidata da Americo Porfidia, per valutare se i costi di gestione della raccolta della spazzatura erano aumentati o se l’incremento era la conseguenza diretta dell’elusione fiscale o addirittura dell’evasione.
Anche se non è sfuggito ai componenti del direttivo del Partito Democratico di valutare anche un altro dato: nello studio di fattibilità allegato alla delibera non è stato previsto l’aumento dei nuclei familiari che si è avuto negli ultimi sette anni. Un argomento che sta tenendo banco tra la Vestini, Filiberto Gianoglio, Tommaso Orballo e Franco Sgueglia. E’ su questo nodo ancora da sciogliere che gli esponenti del Pd hanno indetto un’assemblea aperta al pubblico per valutare le soluzioni da intraprendere e anche per andare a fondo del problema. L’incontro è fissato per domani sera. Su un punto il coordinatore cittadino, Patrizia Vestini, è stato chiaro: dobbiamo fermare un ulteriore incremento dei costi.
Adesso, però, il Pd è impegnato a stabilire le motivazioni dell’aumento e se esse sono ascrivibili ad un errore commesso dall’assessore in carica Andrea Mastroianni. E mentre il Pd studia gli atti già comincia a sollevare un polverone per ottenere una partecipazione attiva da parte dei cittadini. La contestazione ha preso le mosse dalla delibera di giunta approvata il 12 maggio del 2008. “Il calcolo - ha spiegato Landolfo - è stato effettuato sulla spesa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti così come indicata nel bilancio di previsione per il 2008, cioè su 931.000 euro”. Ad aggravare la situazione sempre, secondo quanto sostenuto dall’ex delegato, è che il consiglio comunale non ha effettuato l’assestamento di bilancio. E un aspetto soprattutto, secondo il dirigente del Pd, è da tenere in considerazione: “la documentazione fornita dal Servizio finanziario dell’Ente, dove ci siamo accorti che la somma di tutte le fatture relative all’anno 2008 risulta inferiore a quella indicata in delibera”. Ma l’amministrazione comunale con un volantino consegnato in tutte le case si è difesa. Ha spiegato agli utenti di dover far fronte ad un aumento dei costi del servizio.

Assunta Ferretta, dal Corriere di Caserta

Il Corriere di Caserta, 25/02/2009

Pip Recale, il Consiglio di Stato dà ragione all’Ente

Le società avevano presentato ricorso per un progetto da 9 milioni di euro

RECALE - La quinta sezione del Consiglio di Stato, composta dal presidente Domenico La Medica e dai consiglieri Cesare Lamberti e Aldo Scola, ha respinto l’appello inoltrato dall’Impromed Consorzio Stabile Spa, dando ragione al Comune di Recale. La decisione del collegio è diventata ufficiale il tre febbraio. La società aveva impugnato quanto pronunciato dal Tar Campania. Ed era stata chiamata in causa dalla Ma.Fra. nella qualità di capogruppo della costituenda Ati con le società “Creditalia Sviluppo Impresa” e “Futura”. Quest’ultima aveva agito contro l’Ente di Recale per ottenere l’annullamento di due atti: il provvedimento firmato dal responsabile dell’area Urbanistica, Lombardi il 31 ottobre del 2006 che rendeva esecutivo quanto disposto il 22 dicembre del 2005, procedendo ad attivare l’iter per la indizione della nuova gara d’appalto ponendo a base di gara il progetto della società Impromed Consorzio Stabile, e ogni altro provvedimento premesso, connesso e conseguenziale, in particolare dei verbali della commissione comunale e della deliberazione, numero 204 del 30 ottobre 2006 approvata dall’esecutivo.
A maggio del 2006 il Comune di Recale invitò gli interessati a presentare proposte per la realizzazione delle opere di attuazione del piano per insediamenti produttivi adottato con delibera consiliare, numero 68 del 5 aprile 2006 per un importo presunto di 9.000.000,00 euro. Tra le quattro proposte pervenute il Comune scelse come progetto da porre a base della gara d’appalto quello quello presentato dalla società Impromed Consorzio Stabile. E la Mafra contestò la legittimità della partecipazione della società Impromed Consorzio Stabile (controinteressata) alla procedura di project financing avviata con l’avviso indicativo pubblicato dal Comune di Recale per la realizzazione delle opere di attuazione del Pip in sua dotazione. Il Tar dà ragione all’Ente, però non all’Impromed che a sua volta si è rivolta al Consiglio di Stato, perdendo il ricorso presentato. La vicenda ha visto in due sedi di giudizio confermare la regolarità delle procedure poste in essere dal Comune. La realizzazione delle infrastrutture era stata annunciata dal primo cittadino Americo Porfidia e ritenuta indispensabile per lo sviluppo del territorio. L’amministrazione aveva anche provveduto ad indicare l’area che doveva essere sottoposta agli interventi. Un iter per consentire agli imprenditori di insediare i propri stabilimenti produttivi sul territorio. “Offrendo - come ha avuto modo di spiegare lo stesso sindaco - opportunità di lavoro per i tanti giovani che non riescono a trovare una fissa occupazione”.

Assunta Ferretta, dal Corriere di Caserta

Il Mattino, 24/02/2009

Debiti, dal Tar Lazio un aiuto ai Comuni

Accolto il ricorso presentato dall’amministrazione di Recale In bilico 36 milioni di euro dovuti per i costi della crisi

Il provvedimento, in sé per sé, costituisce un po’ un colpo di scena nell’intricata vicenda basata sul contenzioso aperto tra amministrazioni locali e istituzioni centrali in relazione agli aspetti economici dell’emergenza rifiuti. Il Tar del Lazio, accogliendo un ricorso presentato dal Comune di Recale, ha giudicato illegittima la parte dell’ordinanza del Consiglio dei ministri che dispone la nomina dei commissari ad acta per la quantificazione del debito e le procedure per l’estinzione di tali somme vantate dal Consorzio unico nei confronti degli enti locali. Una decisione che di fatto potrebbe rimettere in discussione l’operato di tutti i commissari ad acta che nelle province di Napoli e Caserta (in larga parte del Casertano) hanno avviato azioni di recupero per debiti certificati pari a 36 milioni di euro contestati a 44 comuni. Nello specifico, la prima sezione del Tar del Lazio (presidente Giorgio Giovannini, Antonio Savo Amodio componente e Roberto Caponigro relatore), ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Luigi Adinolfi per conto del Comune di Recale, annullando la disposizione del commissario ad acta Carmelina Vargas per il recupero della somma di 668.365 euro vantata dal Consorzio unico nei confronti dell’ente. Una decisione che il sindaco di Recale, Americo Porfidia, accoglie con soddisfazione ricordando «l’estrema urgenza con la quale, come amministrazione, proponemmo ricorso per evitare che scadessero i termini». Perché - ed è questo uno dei punti controversi quanto ai possibili sviluppi giuridici della vicenda - non tutti i Comuni colpiti da provvedimento del commissario ad acta si sono attivati nei termini di legge per presentare ricorso. «L’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, che fonda il potere del Gestore del Consorzio Unico di «rastrellare» i crediti del suo dante causa, anche attivando poteri sostitutivi sul debitore - scrivono i giudici del Tar Lazio nella motivazione - sarebbe contrastante con precisi precetti costituzionali e con elementari principi generali dell’ordinamento. (...). Il potere di nomina del Commissario ad acta sarebbe attribuito non a un soggetto terzo ma allo stesso creditore, senza peraltro garantire alcun contraddittorio (...)». Nel provvedimento si parla esplicitamente di «longa manus» specificando come il Consorzio non sia legittimato autonomamente a controllare, quantificare il debito e imporre il recupero delle somme. Una impostazione quest’ultima contro la quale l’Avvocatura generale ricorrerà al Consiglio di Stato; una impostazione che la stessa struttura del sottosegretario ritiene risolta dall’ultima ordinanza che attribuisce alla Struttura di missione la nomina dei commissari ad acta (dunque un soggetto terzo) superando il nodo giuridico sollevato dal Tar Lazio. Ma, è evidente, per il recupero dei costi dell’emergenza i tempi si dilatano.

Lorenzo Calò, dal Mattino

Comunicato Stampa, 24\02\2009

PD, Generoso Paolella: «In questa Provincia manca la Politica!»

«In questa Provincia manca la Politica!» E, quando dico questo, voglio significare che manca la capacità di condurre a razionalità i comportamenti di uomini e donne (in realtà soprattutto uomini!). A Marcianise solo l’ultimo atto. Un’amministrazione reintegrata dalla Magistratura neanche un mese fa e sciolta da 3 consiglieri comunali del Pd senza alcuna motivazione politica, senza che quest’amministrazione avesse ancora compiuto un atto amministrativo al quale, almeno, far finta di contrapporsi. Affermazione di se stesso, autoesaltazione del comando, incapacità di rappresentare interessi generali, ma al massimo quelli del proprio ristretto clan: questi sono gli elementi che caratterizzano le vicende politiche in questo nostro territorio. Casapesenna, Sparanise, e prima ancora Calvi Risorta, l’equilibrio instabile del Comune di Caserta, ora Marcianise. Discorso diverso ma con alcuni tratti di analogia meritano i tanti Comuni commissariati per infiltrazioni camorristiche.

E’ venuta meno la governabilità degli enti locali. E mi riferisco a vicende che riguardano non solo una forza politica ma tutti i partiti e le istituzioni preposte al governo dei processi economici e sociali.

Io appartengo a quelli che auspicavano che con il governo della Provincia di Caserta al Centrosinistra nel 2005 si potesse inaugurare una fase contrassegnata ma una maggiore qualità amministrativa, da una crescita del dibattito politico, dalla proliferazione dei luoghi della democrazia che potessero fungere da moltiplicatore nelle realtà locali di un pensiero forte che coniugasse sviluppo, efficienza ed interesse generale. Tutto ciò non c’è stato, anzi. Siamo di fronte ad un involuzione del dibattito politico, se non ad un imbarbarimento. Scientemente sono stati distrutti tutti i luoghi della discussione politica, allontanati chi la pensava diversamente, annichilita la critica politica e culturale. Ed oggi non sappiamo più come costruire momenti di sintesi collettiva. I partiti sono un coacervo di oligarchie familiari locali in lotta tra di loro, e che cambiano schieramento a seconda del riposizionamento degli altri, o del detentore del potere sovraordinato.

Sia chiaro che so bene che questo è un problema non solo casertano ma Campano e nazionale, ma qui sta vivendo una maggiore drammaticità.
Non è più procrastinabile un’iniziativa che tenda a costruire un ragionamento di discontinuità rispetto ai rilievi sopra formulati.
Questo deve avvenire innanzitutto dentro il Pd, il partito che nasce per combattere l’attuale arretramento della democrazia e la eccessiva frammentazione del quadro politico che porta ad ingovernabilità ed inefficienza. Ma, senza chiudersi dentro l’autosufficienza dei suoi pseudo gruppi dirigenti, bisogna confrontarsi con gli altri partiti, e soprattutto con la società casertana. Anzi bisogna chiamare a discutere tutte le forze sane e produttive del nostro territorio, chiamarle ad un protagonismo nuovo e forte e a costruire un patto di governabilità, che si deve fondare sulla ricostruzione dei luoghi della politica, e cioè i partiti e il confronto tra i partiti le istituzione e la società. Dove ricomporre la frattura sempre più netta, perché dettata da eccessivi personalismi, tra i Sindaci e i Consiglieri comunali? Dove ricomporre gli stupidi egoismi territoriali, soprattutto in una fase di stretta finanziaria per i comuni? Dove costruire un progetto, da far condividere, di qualificazione del nostro territorio?

A queste domande il Pd di Caserta deve dare una risposta, pena la sua inutilità politica.

Generoso Paolella, Componente segreteria provinciale Pd

Comunicato stampa, 24 febbraio 2009

Caserta, OfCA Studio: sabato 28 la mostra-evento di Mimmo Vastano

Sabato 28 febbraio alle ore 21 serata-evento di Mimmo Vastano “1979-2009. Ordine e disordine” nello spazio-mostre dell’OfCA Studio di Caserta in via Cesare Battisti 76 (ex officina meccanica)
All’opening parteciperanno Vanna Verazzo, Giovanna Calcagna, Stefano Signori, Nico Noviello, Dafne Maio e Maurizio Schiavo.

Scrive lo stesso Vastano: “Non riuscivo a cancellare le tracce del mio passato, i ricordi vivevano il mio divenire – lento – silenzioso – progressivo – con lo sguardo verso le stelle la notte e verso il sole il giorno. I miei pensieri correvano fra l’immenso mare e paesaggi che mutavano velocemente – il tempo attraversava il mio corpo – dentro e fuori di me e il volto segnato da emozioni che mai più vivrò. Il mio cuore mai privo d’amore – scandiva la danza del nuovo giorno – ogni mio movimento liberava nell’aria – colori – forme – segni – messaggeri di pace – oltrepassavano fini e confini, donando assoluta libertà. Mai più conflitti violenza sui deboli – inquinamento del cielo del mare e della terra. Mai più violenza su di noi”.

Spazio espositivo: OfCA Studio – Via Cesare Battisti 76 (ex officina meccanica) – 81100 Caserta –0823442367
“1979-2009.
Ordine e disordine” - sabato 28 febbraio 2009, ore 21 - ingresso libero
Ufficio stampa: UfficiStampaRiuniti ufficistampariuniti@virgilio.it

Comunicato UfficiStampaRiuniti

Comunicato stampa, 24 febbraio 2009

La solidarietà del Consiglio comunale a Filippo Fecondo

L’Amministrazione comunale di Gabriele Zitiello manifesta profondo rammarico per la triste vicenda che ha colpito il Comune di Marcianise ed esprime solidarietà all’architetto Filippo Fecondo.
“A nome del sindaco Gabriele Zitiello e dell’intero Consiglio comunale – ha affermato il presidente del civico consesso sammarchese, Lorenzo D’Anna – esprimo tutta la nostra umana e politica solidarietà all’amico Filippo Fecondo. L’impegno che ci si assume nei confronti degli elettori nel momento in cui si viene eletti non può essere tradito per interessi di parte. Quando al dialogo ed al confronto si sostituisce l’arma delle dimissioni, a pagarne le spese sono la democrazia ed il rispetto dell’elettorato e delle istituzioni. Filippo aveva ottenuto un grande risultato, ha combattuto con grinta e tenacia per ridare dignità al Consiglio comunale di Marcianise e, con esso, all’intera città. Ma tutto questo è stato mortificato da chi, in maniera forse avventata e ingiustificata, ha decretato la fine anticipata di questa esperienza amministrativa”.

Ufficio stampa, Comune di San Marco Evangelista

Il Mattino, 24 febbraio 2009

L’opposizione contro l’aumento della Tarsu

Il sindaco: «Siamo obbligati a coprire i costi del servizio»

Manifesti, petizioni, assemblee pubbliche e, forse, un consiglio comunale straordinario. A Recale, l’opposizione sta sferrando un duro colpo al sindaco Americo Porfidia. Cavalcando il malcontento generato dagli aumenti della tassa sui rifiuti, Patrizia Vestini e gli altri consiglieri di opposizione hanno posto sotto accusa la gestione amministrativa degli ultimi sette anni. «Porfidia – dice Vestini –, dal 2002 a oggi, non ha fatto altro che sacrificare le tasche dei cittadini». Prima triplicando l’addizionale Irpef, «poi – prosegue – applicando vistosi aumenti dei tributi». Dell’incremento della Tarsu si discuterà, venerdì, alle 18, in aula consiliare. L’opposizione sta anche raccogliendo le firme per una petizione popolare e ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale urgente per verificare l’esatta applicazione delle aliquote. «Un eccesso di costi previsto in bilancio e la mancata verifica dell’esatto numero dei nuclei familiari – rivela Vestini – ha provocato un incremento medio della Tarsu pari al 67%, peraltro non bilanciato da un aumento della qualità del servizio». Porfidia, tuttavia, si difende, affermando che le sue tariffe sono le più basse, se confrontate con quelle dei Comuni limitrofi e cita gli esempi di Casagiove, Santa Maria Capua Vetere, San Nicola la Strada, Capua, Aversa, Maddaloni, Caserta e Grazzanise. «Pur comprendendo la protesta – aggiunge il sindaco, rivolgendosi ai cittadini –, resa veemente dalla crisi economica in cui versa l’Italia in questo periodo e pur condividendo le preoccupazioni delle famiglie meno abbienti, ricordo che le ultime disposizioni legislative obbligano i Comuni ad applicare tariffe che coprano integralmente i costi del servizio di gestione dei rifiuti». Ma l’aumento della Tarsu, per la minoranza, è solo la naturale conseguenza di un’amministrazione scellerata dei conti pubblici, che avrebbe portato l’ente di via Municipio sull’orlo del dissesto finanziario. «Tra incarichi e consulenze legali – denuncia Vestini – Porfidia ha speso 400mila euro. Altri 186mila li ha riconosciuti al progettista del Puc, piano poi bocciato dalla Provincia. Per non parlare dell’affidamento alla società Darti, con delibere di giunta di dubbia legittimità, del servizio di riscossione tributi, che è costato ai cittadini oltre 560mila euro. Oppure – conclude Vestini – del pagamento di 180mila per il mancato appello a una sentenza per un esproprio di poche decine di metri quadrati di terreno di proprietà di un suo assessore».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 24 febbraio 2009

INTERVISTA AL PRIMO CITTADINO

«Il motivo? Non ho ceduto ai ricatti»

Fecondo annuncia che rivelerà i retroscena

«Sono stato sfiduciato perché non ho voluto cedere ai ricatti». Filippo Fecondo commenta così, subito dopo la seduta del consiglio comunale, il motivo delle dimissioni dei consiglieri di maggioranza che hanno determinato lo scioglimento del consiglio comunale. «Dopo un intervento sul rilancio dell'amministrazione comunale e su come, con più forza, c'è bisogno di debellare il cancro della camorra nella nostra città - continua Fecondo - mi aspettavo che ci fosse stato un dibattito chiaro e responsabile, ma ho dovuto prendere atto che alcuni consiglieri hanno presentato le dimissioni senza nessuna motivazione politica valida». L'ormai ex sindaco insiste sulla sua considerazione ed afferma: «Oltre il programma delle opere pubbliche, votato all'unanimità dalla commissione competente di cui fanno parte tutti i partiti, e deliberato dall'esecutivo pochi giorni fa, non ho fatto alcun atto che può giustificare il comportamento di questi consiglieri». Fecondo lascia, però, intendere che le dimissioni possano nascondere anche altre motivazioni e non ha voglia di rivelare quali siano state le pressioni ricevute. «Le ragioni vere di quello che è successo, dopo una dovuta riflessione, le renderemo note nei prossimi giorni - aggiunge senza risparmiare una stoccata anche ad alcuni componenti locali del centrosinistra - ci sono stati due consiglieri provinciali iscritti nel gruppo del Pd che hanno fomentato alcuni consiglieri comunali a presentare le dimissioni ed ho trovato inquietante che un assessore provinciale presente in aula abbia incitato il consigliere dello Sdi a presentare al segretario generale il documento sottoscritto dal notaio. Di questo ne prenda atto il presidente della Provincia». Fecondo, seppure amareggiato, si mostra comunque sereno sul futuro della città. «Mi rammarica il fatto che dopo la sentenza positiva del Tar seguita a dieci mesi di una gestione commissariale che, di fatto, non ha amministrato a pieno, si poteva ripartire concludendo una serie di opere pubbliche necessarie per Marcianise, ma come si erano messe le cose trovo anche giusto che questa esperienza si chiuda al più presto per andare al voto a giugno. Allora i cittadini, anche sulla base di quello che è successo nell'ultimo anno, potranno scegliere a chi affidare la guida della città».

fr.agr., dal Mattino

Il Mattino, 24 febbraio 2009

Consiglio, di nuovo tutti a casa

A Marcianise 17 consiglieri firmano le dimissioni e sfiduciano il sindaco

A poco più di un mese dalla riabilitazione, il consiglio comunale di Marcianise è nuovamente sciolto. Diciassette consiglieri comunali (11 dell'opposizione e 6 della ex maggioranza), nel corso della seduta di ieri del civico consesso, hanno presentato le loro dimissioni nelle mani del segretario comunale determinando, come prevede la legge, lo scioglimento del Consiglio. Ora il Comune sarà di nuovo commissariato fino alle prossime elezioni amministrative sulla cui data c'è molta incertezza. Infatti, se entro oggi, ultimo giorno utile, le dimissioni saranno inviate dalla prefettura al ministero dell'Interno che proporrà lo scioglimento al Presidente della Repubblica che dovrà sottoscriverle, le elezioni si dovrebbero tenere già il prossimo giugno in concomitanza con le competizioni elettorali europee, altrimenti saranno posticipate all'anno prossimo. Quello di oggi è il secondo scioglimento di questa consiliatura. Dopo le elezioni del maggio 2006, il primo fu determinato dal ministero degli Interni per sospette infiltrazioni della criminalità organizzata il 19 marzo del 2008, provvedimento annullato dal Tar Campania il 22 gennaio scorso. Oggi, a mandare a casa il sindaco Filippo Fecondo e tutto il consiglio comunale, sono stati i 17 consiglieri. Un destino, quello dell'amministrazione Fecondo, che è stato segnato, forse, dalla nascita. Caratterizzato dalla presenza in consiglio comunale di personaggi che hanno più badato ai loro tornaconti che al bene della città, addirittura compromettendone la tenuta legale, come ha dimostrato la sentenza, seppur positiva, del Tar. Dopo il suo reinsediamento, Fecondo ha cercato di «fare pulizia» e forse questa è stata la sua colpa. A determinare lo scioglimento, più che gli 11 consiglieri di opposizione che non hanno fatto altro che assolvere al loro ruolo, sono stati i 6 della maggioranza: Angelo Grillo e Franco Mastroianni, facenti capo al neo gruppo Forza Marcianise, il consigliere eletto nelle fila dello Sdi Gaetano Tartaglione e 3 del Partito Democratico, Pasquale Tartaglione, Tommaso Valentino e Angelo Golino. Già da domenica si era diffusa in città la voce della raccolta delle firme dopo una riunione convocata nella sede del Pd dai due consiglieri provinciali, Angelo Golino ed Enzo Letizia, e dal segretario Pasquale Gaglione alla quale hanno partecipato i consiglieri comunali Pasquale Tartaglione, Tommaso Valentino, Angelo Golino e Mario Rondello. Dei quattro, Rondello non ha accettato di partecipare alla cospirazione, mentre forti dubbi ha mostrato Golino, che alla fine è stato persuaso. Altra figura determinate è stata quella del presidente del consiglio, Salvatore Bizzarro, che dopo le adesioni dei suoi compagni alla fine ha rinunciato a firmare visto il raggiungimento della maggioranza necessaria allo scioglimento. Polemiche sono scoppiate nel Pd. Il segretario provinciale, Enzo Iodice, dopo aver sentito anche quello regionale, Tino Iannuzzi ha sparato a zero contro i congiurati. «Esprimiamo l'assoluto dissenso rispetto alla decisione dei consiglieri di maggioranza e in particolare di quelli del Partito Democratico - ha affermato - siamo indignati nei confronti di quello che è successo soprattutto dopo la riabilitazione da parte del Tar che ha ridato dignità al consiglio comunale e all'intera città di Marcianise. L'atto dei consiglieri comunali è stato irresponsabile e per quanto ci riguarda, queste persone sono fuori dal partito e avvieremo subito le procedure per l'espulsione, soprattutto quando a pagarne le conseguenze sono personaggi come Fecondo, uomo di capacità politica e amministrativa indiscussa. Per quanto riguarda il circolo di Marcianise, infine - conclude Iodice - in questa delicata fase, anche in vista delle elezioni entro giugno, io affiancherò il segretario Gaglione».

Franco Agrippa, dal Mattino

Comunicato stampa, 24 febbraio 2009

Rita Raucci scrive al sindaco Fattopace:

“Sulla questione dell’ospedale di Marcianise, Capodrise faccia la sua parte!”

CAPODRISE. Da un lato, i tagli contenuti nel piano regionale di razionalizzazione del sistema sanitario. Dall'altro, la poca trasparenza sui rapporti con la Seconda Università di Napoli. Il nuovo ospedale di Marcianise, inaugurato appena tre anni fa, è già fonte di preoccupazione per chi ci lavora e per il larghissimo bacino di utenti, la cui estensione va ben oltre la città di Marcianise, che potrebbe ritrovarsi, da qui a pochi mesi, con una struttura fortemente ridimensionata. A lanciare l'allarme sono state le organizzazioni sindacali, che, il 21 febbraio, hanno tenuto in via Santella un'assemblea, al termine della quale hanno chiesto al sindaco Filippo Fecondo di convocare una conferenza dei servizi e un consiglio comunale straordinario. "Bisogna andare oltre – afferma il consigliere comunale Rita Raucci – e immaginare una mobilitazione che coinvolga anche Capodrise e tutte le comunità che beneficiano dei servizi offerti dall'ospedale". Raucci, ieri mattina, ha protocollato una lettera al sindaco Giuseppe Fattopace, in cui chiede un interessamento dell'amministrazione comunale. "Un declassamento della struttura – aggiunge l'esponente del Partito democratico – avrebbe conseguenze dannose non solo per Marcianise, ma per tutta l'utenza del distretto sanitario ed è giusto, dunque, che ogni comunità faccia la sua parte". Il Piano regionale non tiene conto della realtà territoriale in cui il presidio ospedaliero opera. In quest'area insistono grossi agglomerati industriali, realtà commerciali e artigianali di respiro regionale, che aumentano di molto la popolazione residente già di per sé molto densa. "A maggior ragione – prosegue Raucci –, solo con un'azione forte e congiunta potremo sperare di ottenere un doveroso ripensamento delle decisioni assunte dall'Asl". La particolare posizione strategica dell’ospedale dovrebbe spingere le autorità sanitarie a qualificarlo come presidio di emergenza. Ogni ipotesi di ridimensionamento, infatti, comporterebbe l'impossibilità di filtrare la domanda di assistenza, che sarà costretta a riversarsi sull'Azienda ospedaliera di Caserta e sulle realtà ospedaliere napoletane, come il Cardarelli. “Non occorre essere un medico – conclude Raucci – per capire che per alcune patologie i tempi di intervento possono decretare la vita o la morte di paziente”.

Comunicato stampa

Recale Magazine, 22 febbraio 2009

Aumenti Tarsu a Recale, il PD lancia la raccolta di firme

Il calcolo delle bollette basato su una spesa superiore al reale

Vincenzo LandolfoI Democratici attaccano sugli aumenti delle bollette Tarsu per il 2008: secondo il circolo del PD la delibera di Giunta del 12 maggio 2008 che ha determinato le tariffe si basa su cifre gonfiate. «Il calcolo – sostiene Vincenzo Landolfo – si basa sulla spesa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti indicata nel bilancio di previsione per il 2008, vale a dire su 931.000 euro. Ma il Consiglio comunale non ha effettuato l’assestamento di bilancio, nonostante la legge lo preveda obbligatoriamente entro il 30 novembre di ogni anno, e quindi non ha mai verificato che quella somma corrispondesse alle spese effettivamente sostenute. Abbiamo controllato la documentazione fornita dal Servizio finanziario del Comune e ci siamo accorti che la somma di tutte le fatture relative all’anno 2008 risulta inferiore a quella indicata in delibera. Questo non è possibile: un Ente pubblico non può speculare sui cittadini facendo pagare un servizio più di quello che spende per erogarlo.»
Secondo il PD, poi, bisognerebbe anche procedere ad aggiornare i dati demografici su cui si basa la bollettazione: «La spesa viene ancora ripartita per i nuclei familiari che risultavano all’anagrafe nel 2003 e per le superfici occupate a quell’epoca: appare evidente che in sei anni la popolazione è cresciuta. Quanto alle abitazioni, basta guardarsi intorno. Il sindaco – conclude Landolfo – deve impegnarsi a rideterminare la tariffa 2008 sulla base dei costi effettivi e a prevedere la restituzione ai cittadini del maggior importo fatturato.»
Su queste richieste il PD ha organizzato una raccolta di firme tra i cittadini, per chiedere la verifica degli importi e l’attuazione “di tutte le misure necessarie per razionalizzare il servizio rifiuti e contenerne i costi, che risultano sproporzionati sia rispetto all’estensione del territorio che alla popolazione residente”.

Le firme si raccolgono presso il circolo PD di piazza Matteotti, o si possono consegnare direttamente in Comune utilizzando l’apposito modulo [SCARICA IN FORMATO PDF – 42 KB]

Recale Magazine

Il Corriere di Caserta, 22/02/2009

Tarsu, tassa aumentata per i costi di gestione

RECALE (cs) - In merito alle recenti polemiche legate all’aumento della Tarsu che i cittadini si sono visti attribuire attraverso le fatture per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, i consiglieri di maggioranza hanno risposto attraverso un volantino in cui evidenziano che: “Pur comprendendo la naturale e spontanea protesta, resa veemente dalla crisi economica in cui versa l’Italia in questo periodo e pur condividendo le preoccupazioni dei nuclei familiari meno abbienti, si ricorda ai cittadini che le ultime disposizioni legislative in materia di rifiuti nella regione Campania obbligano i Comuni ad applicare tariffe che coprano integralmenti i costi del servizio di gestione dei rifiuti” - si legge nel volantino di cui si rende noto parte del contenuto. Il volantino rende inoltre noto che in altre realtà territoriali l’aumento della Tarsu è avvenuta già in passato, mentre a Recale l’amministrazione comunale ha fatto una scelta diversa, preferendo ridurre all’osso o roninciare a servizi non necessari pur di non gravre sulle tasche dei contribuenti e sui redditi familiari. I consiglieri di maggioranza hanno concluso il documento sottolineando di non poter non rispettare la legge se questa prevede che i costi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti siano a totale carico dei Comuni. la maggioranza dunque non ha potuto sottrarsi contro l’inevitabile aumento della tariffa che deve coprire per intero i costi di gestione.

cs, dal Corriere di Caserta

Il Corriere di Caserta, 22/02/2009

Recale: Scuola Camposciello, in gara il secondo lotto dei lavori

RECALE (gs) - E’ tempo di bilancio di previsione per l’amministrazione comunale Porfidia: “Stiamo preparando il bilancio, ma dobbiamo ancora verificare gli atti necessari” - ha commentato brevemente il sindaco. Intanto l’azione amministrativa non si ferma, in settimana il responsabile comunale dei Lavori pubblici Lamberto darà il via al bando di gara per il secondo e ultimo appalto per i lavori previsti alla scuola materna il località Camposciello. Lo stabile in realtà era un immobile abbandonato da circa 20 anni e l’amministrazione in carica ha voluto recuperarlo e restituirlo alla sua vocazione originaria. Sono previste all’interno della costruzione la creazione di sei aule e di un teatro coperto che potrà contenere circa 150 persone sedute per permettere la rappresentazione di varie attività. La realizzazione dell’opera permetterà ai bambini in età per la scuola materna, di poter usufruire di un unico plesso a norma e con ogni asperttativa in materia di sicurezza e agibilità. La città si appresta a dotarsi di un plesso scolastico nuovo e più rispondente alle moderne necessità della didattica e della sicurezza dei piccoli, favorendo al contempo la tranquillità dei genitori dei fruitori della Materna. L’immobile di Camposciello era in totale stato di degrado ma l’impegno dell’amministrazione Porfidia ha fatto si che venissero trovati i fondi per la sua riqualificazione che è già giunta al secondo, e sembra ultimo, atto.

gs, dal Corriere di Caserta

Caserta News, 22 febbraio 2009

Contrasto immigrazione clandestina: arrestato albanese a Recale

Nella mattinata di ieri, a Recale in via Marconi, nel corso di un servizio finalizzato al contrasto dell'immigrazione clandestina, i carabinieri della stazione di Macerata Campania hanno arrestato in flagranza per "violazione della normativa sull'immigrazione" il 27enne clandestino albanese Mensur Kurti, rintracciato nei pressi di un bar. Il Kurti, espulso in data 13 aprile 2006 con accompagnamento coattivo alla frontiera, e' rientrato successivamente in maniera illegale sul territorio dello stato. L'arrestato, dopo le formalita' di rito, e' stato associato alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.
Nell'ultima settimana, i servizi di contrasto all'immigrazione clandestina attuati nella giurisdizione della compagnia carabinieri Santa Maria Capua Vetere hanno fatto conseguire i seguenti risultati:
- due arresti (albanesi); tre denunce a piede libero per "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina"; tre denunce a piede libero di cittadini extracomunitari sprovvisti di documenti di riconoscimento; espulsione con accompagnamento coattivo alla frontiera di sei albanesi; cinque clandestini (due ucraini, due marocchini ed un tunisino) muniti di ordine del questore a lasciare il territorio nazionale entro cinque giorni.

da Caserta News

Comunicato stampa, 18 febbraio 2009

Tarsu: c’è chi la riduce

Tarsu più bassa per le fasce meno abbienti a S. Marco Evangelista

Tarsu ridotta per le fasce meno abbienti. L’Amministrazione comunale targata Gabriele Zitiello ha infatti deciso di adottare per l’anno 2009 nuove e maggiori percentuali per le agevolazioni legate a situazioni di disagio economico e sociale.
“E’ ormai noto a tutti lo stato disastroso delle casse comunali ereditato dalla passata amministrazione – ha commentato il primo cittadino – ma in questi mesi primi dieci mesi di governo abbiamo cercato di operare una gestione oculata della macchina amministrativa e di tutte le scelte che comportavano aggravi di spesa per il Comune. Un taglio deciso agli sprechi, anche attraverso una diversa organizzazione degli uffici ed, in generale, una diversa impostazione di scelte politiche a partire da una efficace azione di recupero crediti e di lotta all’evasione fiscale, sono tutte operazioni che ci consentono oggi, pur con le dovute accortezze, di procedere ad una rimodulazione delle agevolazioni Tarsu favorendo, in linea con i nostri obiettivi programmatici, le fasce più deboli della società”.
Spiega poi l’assessore alle Finanze Giovanni Vagliviello: “Oggi per i nuclei familiari in presenza di I.S.E.E. compreso fra zero e 10.000 euro, la tariffa unitaria è ridotta del 40%; mentre per i nuclei familiari in presenza di I.S.E.E. compreso fra zero e 10.000 euro e in presenza di uno o più invalidi al 100% con indennità di accompagnamento la tariffa unitaria è ridotta del 60%. Per fare un esempio che più concretamente dà il senso della delibera in questione, oggi potrà usufruire di tale agevolazione una famiglia tipo: quella che, pur avendo una casa di proprietà, è monoreddito, con un reddito annuale lordo di circa 24mila euro e presenta un nucleo di quattro componenti di cui due bambini. Insomma, tutto sommato una famiglia classica. Una scelta che conferma l’intenzione che avevamo manifestato fin dall’inizio del mandato e nel corso del consiglio comunale in cui approvammo l’assestamento di bilancio: ridurre gli sprechi, lotta all’evasione e, dunque, agevolare i meno abbienti. E, ovviamente, far quadrare il bilancio, d’altro canto – conclude l’assessore ai tributi, finanze e programmazione economica - per la prima volta, con noi, il Comune ha rispettato il Patto di stabilità”.

Ufficio stampa, Comune di San Marco Evangelista

Il Corriere di Caserta, 18/02/2009

Il documento sottoscritto dai consiglieri di maggioranza è caduto nel vuoto. La nuova struttura sarà realizzata a Macerata Campania

Sicurezza, Porfidia deve rinunciare alla caserma

RECALE (assu.ferr.) - E’ stato il sindaco di Macerata Campania, Luigi Munno, a mettere un punto fermo sulla questione relativa alla realizzazione di una nuova caserma dei carabinieri. Una struttura costruita ex novo per potenziare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio che era stata inserita anche da Americo Porfidia nell’elenco dei progetti da porre in essere nel corso del suo mandato elettorale. Sul tema è stato sfiorato l’anno scorso anche un incidente diplomatico. Poi, però, il progetto è stato rinviato da parte da Porfidia, soprattutto per la grave crisi economica in cui versano le casse dell’Ente. Invece, il collega di Macerata è andato avanti. E, ieri l’altro, Munno ha avviato l’iter per l’acquisizione del suolo, a ridosso di piazza Crocifisso, recandosi negli uffici amministrativi della Curia di Capua. Un provvedimento accelerato anche a seguito degli ultimi episodi di cronaca che hanno scosso l’opinione pubblica di Macerata. Ma l’incontro del primo cittadino di Macerata è servito anche per evitare che l’Ente di Recale si facesse promotore della stessa iniziativa, vanificando così il trasferimento della caserma che Munno da tempo ha programmato, preventivando i costi per comprare il terreno anche nel bilancio relativo all’esercizio finanziario del 2008. Il pattugliamento del territorio e l’allarme sicurezza sono tornati al centro del dibattito politico. E ad accendere i riflettori sull’argomento sono stati i componenti della maggioranza, guidati da Porfidia. I consiglieri, in una nota la settimana scorsa, hanno chiamato in causa non solo il prefetto Ezio Monaco ma anche il comandante provinciale dei carabinieri Carmelo Burgio ed il questore di Caserta, Carmelo Casabona e al maresciallo della stazione di Macerata Campania, Roberto Di Costanzo. E nel documento prodotto dall’amministrazione di Recale è stato evidenziato: “un incremento esponenziale dei fenomeni criminosi; prova ne è lo stillicidio dei furti che continuamente avvengono nel territorio, le rapine, i furti nelle abitazioni private e negli esercizi commerciali e le gravi effrazioni che comportano, oltre a danni economici, un crescente senso di allarme, di paura e di disagio nella popolazione”. I componenti del consiglio comunale hanno lanciato l’allarme sostenendo che:“l’escalation di fatti criminosi diventa preoccupante e pone interrogativi inquietanti ai quali occorre dare risposte chiare e soprattutto in tempi brevi”. E’ stata chiesta: “un’azione efficace di contrasto alla criminalità che deve partire dal territorio, dalla percezione e dall’analisi dei fenomeni criminosi”. Nonostante il lavoro svolto dai carabinieri, gli esponenti della maggioranza hanno fatto notare che: “gli sforzi sono spesso vanificati dalle gravi mancanze dell’organico”. Il problema è lo stesso sollevato da Luigi Munno: la carenza di unità operative. Infatti, gli amministratori di Recale hanno concluso il loro documento dicendo che: “rispetto al numero delle scorribande notturne e alle altre azioni criminose che giornalmente avvengono su di un territorio esteso, il numero di uomini e mezzi è assolutamente non adeguato”.

assu.ferr. dal Corriere di Caserta

Il Corriere di Caserta, 18/02/2009

Metropolitana leggera, la fermata a Ponteselice

A Recale un fabbricato per ospitare i viaggiatori

CAPODRISE (cs) - Si terrà martedì prossimo l’incontro in Regione per discutere sul progetto definitivo della stazione metropolitana leggera a Capodrise. L’opera è inserita nella realizzazione del sistema ferroviario di tipo metropolitano della Provincia di Caserta (Capua-Caserta -Maddaloni). A partecipare al tavolo di confronto con i tecnici dell’Ente di Palazzo Santa Lucia saranno il sindaco Giuseppe Fattopace, l’assessore ai Lavori pubblici Raffaela Salzillo e il responsabile dell’area Pasquale Magnifico insieme al dirigente del settore Urbanistico, Paolino Pontillo. L’esercizio che si svolgerà sulla linea ferroviaria esistente Roma- Caserta-Napoli via Cassino prevede nove fermate di cui tre già esistenti (Santa Maria Capua Vetere, Caserta e Maddaloni) e sette nuove fermate: Capua, San Tammaro, Curti, Casapulla, Casagiove, Caserta-est e Musicile. L’area individuata per la localizzazione della fermata di Musicile ricade in parte all’interno del territorio comunale di Capodrise e in parte in quello del Comune di Recale. Ed è sul territorio di competenza di Capodrise che verrà realizzato il fabbricato viaggiatori, un parcheggio e una zona attrezzata a verde. Mentre in quello di Recale verrà costruito un centro commerciale di circa 150 mq, sempre con parcheggio e zona attrezzata a verde. La fermata di Capodrise si trova quindi in località Musicile lungo via Ponteselice.

c.s., dal Corriere di Caserta

Comunicato stampa, 18 febbraio 2009

“Il Futurismo visto dal Futuro”

Una riflessione a cento anni dal Manifesto di Marinetti

Il futurismo visto dal futuroSi terrà a Caserta presso il Caffè del Centro in Via San Carlo 49 venerdì 20 febbraio 2009 alle ore 20,00 l’incontro “Il Futurismo visto dal Futuro”

Una riflessione a cento anni dalla pubblicazione del “Manifesto del Futurismo Italiano” di Filippo Tommaso Marinetti (20 febbraio 1909 - 20 febbraio 2009).

L’incontro è promosso dalle associazioni Liberalibri e Macchina da Presa e si articolerà con i seguenti interventi:

Il Futurismo in Architettura e Letteratura, di Raffaele Cutillo
Futurismo e Cinema (videoclip) di Antonella Della Ragione
Futurismo Napoletano: i Circumvisionisti, di Luigi Fusco
Il Manifesto Futurista, di Andrea Ianniello
Futurismo anticipatore del ’68, di Luigi Iannone
Futurismo e Cucina, di Carlo Minganti

Le “affabulazioni” saranno coordinate da Giovanni Santamaria e ottimizzate da Enzo De Rosa, Edoardo Filippone, Vito Landolfi.

per informazioni:
Paolo Russo - ufficiostampa@paolorusso.biz - 347 8437262

Il Corriere di Caserta, 17 febbraio 2009

Aumento della Tarsu a Recale, la maggioranza: «non è vero»

RECALE (a.f.) - La risposta alle accuse del Pd arriverà sotto forma di volontino che sarà inviato dall’amministrazione comunale, guidata da Americo Porfidia, nelle case dei contribuenti. Il tema dello scontro tra maggioranza e minoranza è quello relativo all’aumento dell’imposta sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Un argomento caldo. Anzi, caldissimo soprattutto a seguito delle continue agitazioni da parte degli operatori ecologici. Ad accendere i riflettori sul rincaro della Tarsu è stata Patrizia Vestini, coordinatrice del Partito Democratico e capogruppo consiliare di “Insieme per Cambiare”. Anche se, dal canto suo, l’esecutivo ha esitato a chiarire che i costi sostenuti dal Comune di Recale sono i più bassi della Provincia di Caserta. A entrare nel merito della vicenda è stato Francesco Ommeniello: “Non capisco perchè prima di parlare non confrontano i costi sostenuti dal nostro Ente con gli altri Comuni”. E al vicesindaco non è andata giù l’affermazione della Vestini quando ha precisato: “Anche se si vorrebbero far passare come un fatto scontato e fisiologico questi aumenti rappresentano l’ennesimo fallimento del gruppo di potere che dal 2002 governa la nostra cittadina. Aumenti non giustificati nemmeno da un incremento dei servizi offerti”. Infatti, in merito Ommeniello ha chiosato: “Sono affermazioni forti che danneggiano la visibilità di chi ha compiuto sforzi immani per non essere costretto a sospendere il servizio”. E’ serrato il dibattito tra i componenti seduti tra i banchi dell’Assise e l’argomento sarà oggetto di confronto nel prossimo consiglio comunale utile.

a.f., dal Corriere di Caserta

Il Mattino, 15/02/2009

DENUNCIA DELL’OPPOSIZIONE A RECALE

«Troppi aumenti per la Tarsu»

È guerra di cifre, a Recale, tra maggioranza e opposizione, sul nuovo aumento della tassa sui rifiuti annunciato dal sindaco Americo Porfidia. Per il Partito democratico, che questa mattina sarà in piazza Matteotti con un cartellone esplicativo, l'incremento della Tarsu è ingiustificato. «Abbiamo fatto i calcoli – dichiara la coordinatrice Patrizia Vestini – e c'è più di qualcosa che non va». Il Pd lamenta un eccesso di costi messo in bilancio dall'assessore Andrea Mastroianni. «Il totale delle fatture del 2008 per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti ammonta a 760mila euro. Perché ai cittadini se ne chiedono 845mila?». A cosa servono 85mila euro in più? «Non a saldare la società che esegue il servizio – prosegue Vestini –, visto che gli operai ricevono gli stipendi in ritardo a causa dei mancati pagamenti da parte del Comune». Sotto accusa anche il numero di nuclei familiari sul quale l'ente ripartisce i costi. «Ci sono almeno 500 famiglie – rivela Vestini – che non vengono conteggiate. Questo produce due effetti negativi: da un lato, obbliga chi riceve la bolletta a pagare di più e, dall'altro, potrebbe, se non l'ha già fatto, agevolare l'evasione fiscale». Una famiglia di 4 persone, che vive in un appartamento di 120 metri quadrati, pagherà per il 2008 circa 380 euro, a fronte dei 250 euro dell'anno precedente. «L'incremento medio è del 67% – continua Vestini –, non controbilanciato da un aumento della qualità del servizio offerto». Il sindaco Porfidia si difende, asserendo che le sue tariffe sono le più basse, se confrontate con quelle dei Comuni limitrofi. «Un recalese – incalza Vestini – paga la Tarsu 3,16 euro al metro quadrato, quasi il doppio di un cittadino di Macerata o di Capodrise». Alla base di queste differenze la coordinatrice del Pd intravede «l'ennesimo fallimento del gruppo di potere che dal 2002 governa la nostra cittadina». Anziché di elaborare idee e progetti per rendere la vita dei contribuenti più dignitosa, in un momento, peraltro, difficilissimo per l'Italia, «Porfidia e Mastroianni (ieri, entrambi irraggiungibili al telefono, ndr) – aggiunge Vestini – continuano a mettere le mani in tasca ai cittadini, al solo scopo di mascherare i guasti economici prodotti in 7 anni di amministrazione». Il Partito democratico si chiede quando finirà «questo modo disastroso di governare, che tollera, anzi che irresponsabilmente copre, il protrarsi di un contratto anomalo con la Darti», società di riscossione di tutti i tributi comunali.

cla.lo., dal Mattino

Comunicato FP-CGIL FIOM-CGIL

CGILUnità anticrisi

Comunicato stampa congiunto
Fp-Cgil Nazionale,
Fiom-Cgil Nazionale

La mobilitazione del 13 Febbraio indetta dalle nostre categorie è la prima manifestazione che si svolge dopo la firma dell'accordo separato di Palazzo Chigi, accordo che sottrae al mondo del lavoro diritti acquisiti in anni di lotte. É inoltre un accordo che colpisce le giovani generazioni, il loro futuro, il loro salario, che colpisce le loro famiglie. In un contesto in cui l'accesso al sapere viene fortemente limitato, la perdita del potere d'acquisto dei lavoratori diventa un'ulteriore elemento di irrigidimento delle barriere sociali.
Il nostro sciopero ha il sostegno di gran parte del mondo universitario e studentesco, che da tempo ha avviato una discussione profonda sulla necessità di costruire una alleanza tra mondo del lavoro, della scuola e dell’università.
Oggi gli studenti dell’Unione degli Universitari, il sindacato studentesco, hanno lanciato un appello, che rappresenta un segnale importante di sostegno alla nostra mobilitazione. All’appello ha subito risposto la Rete degli Studenti Medi (REDS). Allo stesso modo, il movimento dei collettivi universitari aderisce al nostro sciopero e sta discutendo nelle assemblee le forme ed i modi per partecipare alla nostra giornata di lotta, nel rispetto delle reciproche identità e pratiche.
Il nostro è uno sciopero di unità tra il mondo del lavoro pubblico e quello privato. La presenza degli studenti aggiunge un valore, l'unità tra le generazioni, tra il mondo del lavoro e quello del sapere. Questa unità è strategica proprio perché le nuove generazioni sono oggi sottoposte ad un processo di precarizzazione dei tempi di vita, di studio e di lavoro, che li rende una delle categorie più colpite dalla crisi, dalla decadenza della nostra società. “Noi la crisi non la paghiamo” è uno slogan che ci accomuna, proprio perché ci accomunano dei valori, primo tra tutti quello della solidarietà.
Il sostegno è quindi reciproco, laddove comprendiamo che non esistono società eque che non tutelino ed incentivino il diritto allo studio, il sapere libero ed aperto a tutti.
Invitiamo tutte le studentesse e tutti gli studenti ad unirsi alla nostra lotta.

Comunicato FP-CGILFIOM-CGIL

Comunicato Stampa, 12 febbraio 2009

Trasparenza, sul sito tutte le delibere della giunta di S. Marco Evangelista

Prosegue all’insegna della trasparenza l’attività amministrativa dell’esecutivo di Gabriele Zitiello. A partire da ieri tutte le delibere di giunta comunale, oltre ad essere pubblicate come sempre all’albo pretorio, saranno disponibili anche sul sito internet del Comune .
Nella sezione “Comune in Trasparenza – delibere di giunta comunale”, le decisioni dell’esecutivo sono elencate per data e per oggetto e possono essere lette, salvate e scaricate nel comodo formato pdf. Il sito internet del Comune è on line dallo scorso autunno, fortemente voluto dall’attuale maggioranza che ne aveva fatto anche uno dei punti del programma elettorale, poi ribadito nelle linee programmatiche del sindaco.
Grazie anche all’avvio da gennaio del protocollo informatico, strumento agile e fondamentale per lo snellimento dell’attività documentale degli uffici comunali, sul sito sono ora inserite anche tutte le delibere della giunta comunale. Sono già presenti, inoltre, i regolamenti degli uffici, lo Statuto comunale, e i recapiti telefonici e informatici per contattare amministratori e uffici. E’ possibile leggere e scaricare Comune di San Marco Evangelista Magazine, il periodico di informazione edito dall’Amministrazione. Attraverso l’omonima sezione, la trasparenza degli atti amministrativi si realizza anche con la pubblicazione puntuale di bandi e gare. Comunicati stampa e news, in home page consentono, inoltre, di essere costantemente aggiornati sulle novità e su tutte le iniziative messe in campo dall’Amministrazione. Basta un clic, infine, per dialogare con Gabriele Zitiello (basta andare su “scrivi al sindaco) e con assessori e consiglieri comunali.
Con l’apposita sezione dedicata alla pubblicazione delle delibere di giunta comunale, l’Amministrazione di Gabriele Zitiello conferma, dunque, l’attenzione alla trasparenza come strumento di democrazia partecipativa. Una novità assoluta nella gestione del Comune di San Marco, una importante opportunità per i cittadini che, con un semplice colpo di mouse, potranno essere costantemente informati, e quindi attentamente vigilare, sulla attività dell’Amministrazione comunale

Ufficio stampa, Comune di San Marco Evangelista

Redazione, 10 febbraio 2009

Tutti pazzi per Mario di “Amici”

mario nunzianteRECALE. A Recale è scoppiata la "Mario Nunziante Mania". Il concorrente più introverso e sensibile di "Amici", la scuola-reality creata da Maria De Filippi, è Mario Nunziante, 21 anni di Crotone, ma originario di Caserta e, soprattutto, con uno zio, Ciro, che da anni abita a Recale. Mario, che si è presentato come cantautore, ora componente della squadra bianca, nella trasmissione di mercoledì scorso, in onda su Canale 5 (questa sera, 11 febbraio, alle 21, una nuova puntata), è risultato essere il più gradito dal pubblico, suscitando le invidie dei suoi colleghi della squadra blu. Ma le polemiche, più o meno innescate dagli autori del format televisivo, non scalfiscono la simpatia che questo ragazzo, timido e riservato, sta ingenerando nei telespettatori di tutta Italia e, naturalmente, nei recalesi. Anzi, a Recale è nato un gruppo di ascolto che sta inviando una valanga di voti al numero 48425 (il suo codice è15) via sms. Lo zio, Ciro Nunziante, noto imprenditore edile del casertano, pur di sostenere il nipote, ha tappezzato la cittadina di locandine e di volantini. Voluto nella scuola dall'arrangiatore e direttore di orchestra Peppe Vessicchio, Mario, prima di far parte di "Amici", lavorava come geometra. Ha fatto tutti i provini insieme con la fidanzata, Sara Mammola, cantante, che, però, è stata scartata. L'ostacolo più grande che ha dovuto superare nella vita, ha dichiarato il 21enne, è stato la scomparsa di sua madre. Oggi, vive a Crotone con la nonna e due fratelli. Alla domanda "Solitamente gli altri cosa pensano, a primo impatto, di te?", ha risposto: "Che sono una persona dolce e che faccio tenerezza". Si definisce: altruista, volenteroso, determinato. Quando ha saputo di aver superato i provini, dinanzi alla commissione, ha cantato una sua canzone, peraltro autobiografica, dal titolo "Domani", che parla del sogno di un ragazzo di vivere di e per la musica. Speriamo che questo sogno possa realizzarsi. Recale glielo augura!

Redazione

Comunicato Stampa, 10 febbraio 2009

Il TAR dà ragione al Comune: San Marco è fuori dall’Unione Calatia

“Era la scelta più giusta da fare, ne eravamo convinti politicamente e ne abbiamo avuto ragione anche in sede giudiziaria. La pronuncia dei magistrati amministrativi mi permette di affermare con ancora maggiore serenità che uscire dall’Unione era una scelta giusta e necessaria. Occorreva un po’ di coraggio e noi l’abbiamo avuto; qualcun altro prima di noi avrebbe potuto averlo e non l’ha avuto”. Il sindaco Gabriele Zitiello non può che dirsi soddisfatto della sentenza con cui il Tar Campania (nella camera di consiglio del 28/01/2009, presidente Antonio Guida, relatore Francesco Guarracino e Fabio Donarono, consigliere) ha respinto il ricorso presentato dall’Unione dei Comuni Calatia, presieduta dal sindaco di Maddaloni Michele Farina. Con il ricorso al Tar, l’Unione chiedeva l’annullamento della delibera di consiglio comunale con cui nell’ottobre scorso l’Amministrazione di Gabriele Zitiello decideva di recedere dalla stessa Unione in considerazione del “gravame finanziario che era derivato all’Ente dall’appartenenza a Calatia, tanto per spese di gestione quanto per quelle inerenti alla prestazione del servizio mai reso”.
Per il Tribunale Amministrativo aveva dunque ragione il Comune (difeso in giudizio dall’avvocato Carlo Marino) perchè “il diritto di recesso non è subordinato – così la sentenza – ad alcun presupposto o condizione ed appare quindi esercitatile ad nutum”. Il Comune, insomma, poteva lasciare l’Unione in qualunque momento.
A nome dell’intera maggioranza, è il capogruppo del Pd Giovanni Carozza ad esprimere compiacimento per il provvedimento del Tar. “Come Partito Democratico e come intera coalizione di centrosinistra – ha affermato – avevamo fatto dell’uscita dall’Unione dei Comuni uno dei principali punti di forza del nostro programma amministrativo. Nel giro di pochi mesi dall’elezione, abbiamo mantenuto l’impegno che avevamo assunto in campagna elettorale e che il sindaco aveva ribadito nelle sue linee programmatiche. L’opposizione, che non si è presentata in consiglio comunale per discutere pubblicamente la questione, ci ha poi attaccato in altre sedi, preannunciando chissà quali catastrofiche conseguenze economiche per il nostro comune. Ci hanno dato degli irresponsabili, hanno fatto credere che la decisione era stata assunta in maniera improvvida e sprovveduta. La sentenza del Tar che ribadisce la assoluta limpidezza del nostro agire, conferma invece che avevamo ragione noi e che avevamo ragione anche quando abbiamo affermato che questa decisione poteva essere presa tempo prima, da quegli amministratori che, oggi all’opposizione, hanno invece creato inutili, infondati, e strumentali allarmismi”.

Ufficio stampa, Comune di San Marco Evangelista

Il Corriere di Caserta, 10 febbraio 2009

Tarsu a Recale, è previsto un aumento della tassa

RECALE (s.f.) - E’ previsto un aumento sulla Tarsu. L’indiscrezione è trapelata dalle stanze del Municipio. Il problema dei costi di gestione del servizio è stato già oggetto di discussione in giunta. Ad aggravare la questione anche il mancato pagamento delle mensilità alla ditta che adesso sta espletando il servizio di raccolta. I conti per l’assessore al Bilancio Andrea Mastroianni (nellafoto) non tornano. L’entrate non riescono a ricoprire i costi delle spese vive che il Municipio deve sostenere ogni mese. Una politica di contenimento non risolverà il problema, ma eviterà all’amministrazione comunale di annunciare il dissesto finanziario ed evitare l’arrivo del commissario ad acta.

dal Corriere di Caserta

Il Corriere di Caserta, 10 febbraio 2009

Raccolta fondi per Gaza, il Pd in piazza Matteotti

RECALE(cs)- Si è svolta domenica mattina, in piazza Matteotti, la raccolta fondi che il Partito democratico ha organizzato in favore dell’Unicef. Gli attivisti del partito hanno allestito un gazebo e, in cambio di un’offerta volontaria da parte deigenitori, hanno regalato ai bambini, di certo più fortunati, di Recale delle maschere di carnevale e dei sacchetti di coriandoli. Tutto il ricavato della raccolta sarà interamente devoluto per i bambini di Gaza. “Sebbene siadurato poco più di tre settimane -dichiara la coordinatrice PatriziaVestini-, il conflitto tra Hamas e Israele, scoppiato il 27 dicembre scorso, ha inflitto a Gaza ferite che non sarà facile sanare”.

dal Corriere di Caserta

l’Unità, 9 febbraio 2009

«Scioperiamo, non si può scaricare la crisi sui lavoratori»

Intervista a Carlo Podda, Fp-Cgil

Le misure varate dal governo contro la crisi «sono quelle di questa estate». «Non siamo in presenza di una sottovalutazione del momento – sostiene il leader di Fp-Cgil Carlo Podda -. Il governo ha deciso di affrontarlo attraverso una riduzione della spesa sociale, dell’occupazione, scaricando il costo sulle spalle dei lavoratori e dei pensionati». Inoltre «sta cogliendo questa occasione per dare un colpo definitivo al mondo del lavoro e alla sua rappresentanza. È una scelta, non un caso». Per questo venerdì Fp e Fiom Cgil scioperano e manifestano a Roma.

Non le sembra un paradosso uno sciopero con questa crisi?
«È una domanda che nasconde il tentativo di mostrare la crisi come una calamità naturale, indipendente dall’agire dei governi e delle forze economiche: quasi si aspetta che passi o che si risolva da sola. Non è possibile. Il governo francese, per avendo varato misure per 20 miliardi, si è preso il più grande sciopero generale unitario degli ultimi 20 anni. Vale anche per gli inglesi che hanno annunciato sciopero e manifestazione a Londra. In Germania hanno già scioperato in vari settori. Non mi pare marginale l’idea che bisogna lottare per ottenere un cambio di indirizzo nella politica economica. Semmai l’eccezione è l’Italia».
L’alleanza tra i lavoratori pubblici e quelli dell’industria è inedita, che cosa li unisce?
«Lo sciopero ha due parole d’ordine recuperate dalla piattaforma Cgil che ci sono sembrate le più unificanti non solo tra pubblico e privato, ma tra lavoro precario e non. La continuità del rapporto del lavoro, innanzitutto: chiediamo di non licenziare i precari e chiediamo ammortizzatori sociali per tutti, che l’indennità di cassa integrazione venga riportata all’80% della retribuzione sapendo che per molti anni questa voce del bilancio Inps è stata lautamente in attivo e ha finanziato altre spese dello Stato. E chiediamo una reale misura di sostegno al reddito, con interventi fiscali sul salario nazionale, aumento delle detrazioni e restituzione del fiscal drag. Peraltro due misure che un anno fa portarono Cgil, Cisl e Uil a dichiarare uno sciopero al governo Prodi. Sono indispensabili ora come allora».
E allora non c’era il disagio sociale che si avverte ora...
«Peraltro... comunque questo non è solo uno sciopero contro, un incrociare il malcontento che pure crescerà. Diamo voce al dissenso, ma lo sciopero è molto sindacale, con una piattaforma moderata volta ad ottenere risultati. Le risorse si possono trovare».
E i nuovi contratti? A detta dei firmatari, daranno grandi risposte al lavoro e al Paese. Voi cosa vedete?
«Due aspetti inquietanti: il primo è il passaggio dallo stato sociale allo stato bilaterale che vuol dire riprodurre un sistema corporativo e diseguale tra realtà lavorative. Per la sanità ad esempio, le aziende più ricche, faranno forme più ricche di sanità e quelle più povere se le faranno più povere. E sotto c’è un’idea di sindacato sempre meno contrattuale e sempre più gestore di servizi. Secondo, la questione della democrazia, con la beffa che si vuole limitare il diritto di sciopero. Si vuole introdurre una soglia del 50% di rappresentatività, mentre per poter validare un contratto non c’è nessuna maggioranza di cui tener conto. Curioso no?».
Eppure anche il Pd fa fatica a starvi dietro e si è diviso. Lei lo ha votato e sostenuto. Che cosa gli chiede?
«Vorrei che avesse un proprio progetto e che decidesse di volta in volta sulla base di quello. Il non averlo li costringe a fare una scelta che è comunque di schieramento: quando si decide di non andare a una manifestazione non è che si è equidistanti, si è d’accordo con quelli che a quella manifestazione non vanno. Penso che il Pd debba cambiare rotta. Lo dico da elettore: non sono affatto soddisfatto di come affronta i temi del lavoro».

Felicia Masocco, da l’Unità

Il Corriere del Mezzogiorno, 09/02/2009

Il sindaco di Recale scrive al prefetto: «Ho solo due vigili, mandatemi rinforzi»

Porfidia, deputato dell'Italia dei valori nella sua lettera chiede una maggiore presenza delle forze dell'ordine

CASERTA - Appena sei giorni fa, si era premurato di inviare ai 2500 residenti una lettera in cui «certificava» di non essere indagato per associazione camorristica, a seguito di notizie legate a vicende giudiziarie emerse da una inchiesta napoletana sul caso Romeo Immobiliare. Ieri, Americo Porfidia, sindaco di Recale, nonché deputato dell’Italia dei Valori (dal quale si è sospeso dopo la vicenda giudiziaria e nel quale non è ancora stato reintegrato) ha di nuovo preso carta e penna e, con una nota indirizzata a prefetto, questore e al comandante dei carabinieri di Caserta, ha chiesto più sicurezza a Recale.
DUE AUSILIARI - Porfidia, che guida un comune con appena due vigili urbani (più due ausiliari), ha chiesto maggiori uomini delle forze dell’ordine: «L'escalation di fatti criminosi - scrive nella sua nota - diventa preoccupante e pone interrogativi inquietanti ai quali occorre dare risposte chiare e soprattutto in tempi brevi. Non va dimenticato, infatti, che in questo territorio vivono cittadini per la maggior parte onesti, laboriosi, ai quali occorre dare fiducia e rispondere con azioni forti che contrastino qualunque azione criminosa. Sono in crescita i reati legati alla "piccola criminalità" all'inciviltà, alla conflittualità sociale e questa è la problematica principale che vive la nostra città. Nonostante l'impegno e l'abnegazione dei carabinieri, occupati in una strenua e improba lotta alla criminalità - prosegue - gli sforzi sono spesso vanificati dalle gravi mancanze dell'organico».
NESSUN COINVOLGIMENTO CON ROMEO - Il nome di Porfidia era comparso nelle trascrizioni delle intercettazioni effettuate nell'ambito dell'inchiesta su alcuni appalti pubblici a Napoli. Di qui il rimbalzo ad alcune indagini casertane su pressioni nei confronti di un membro del Cda della clinica «Villa del Sole» nel 2004, periodo di cambio dell’assetto societario di cui faceva parte Porfidia con ampio potere decisionale. Pressioni, a dire di un pentito e di alcune intercettazioni, che porterebbero la firma di esponenti di un clan locale, tese a non far modificare le cariche e a mantenere appalti interni come portierato, parcheggio e pulizie. Circostanze accusatorie del tutto sconosciute allo stesso Profidia prima della vicenda giudiziaria napoletana e che, a mezzo del suo legale, si è detto pronto a respingere con forza.

Giorgio Santamaria, dal Corriere del Mezzogiorno

Il Mattino, 08/02/2009

Sicurezza, il sindaco di Recale fa appello al prefetto

Recale ostaggio della criminalità. È lo scenario, a tinte fosche, che emerge dalla lettera che il sindaco Americo Porfidia, l’esecutivo e i consiglieri di maggioranza hanno inviato, ieri mattina, al prefetto Ezio Monaco, al questore Carmelo Casabona e al comandante provinciale dei carabinieri Carmelo Burgio. «Negli ultimi tempi – scrivono Porfidia e gli altri –, la città sta assistendo a un incremento dei fenomeni criminosi; prova ne è lo stillicidio di rapine e furti nelle abitazioni private e negli esercizi commerciali». Gli amministratori, in particolare, denunciano la mancanza di uomini sul territorio. «Nel comprensorio – affermano – è presente un numero di agenti e di militari che, evidentemente, è insufficiente, se, come risulta, i delinquenti continuano ad agire indisturbati, rendendo più acuto lo stato di grave disagio e di paura». A sentire il governo cittadino, a Recale sarebbero, dunque, «in crescita i reati legati alla “piccola criminalità”» nonostante che i dati diffusi dalle forze dell’ordine indicano una flessione dei cosiddetti reati predatori nella zona. A ogni buon conto, il sindaco e la maggioranza invitano il prefetto, il questore e il comandante dei carabinieri «a raccogliere i segnali di disagio, a capire le espressioni di protesta e a rispondere ai sentimenti di inquietudine che turbano i cittadini». L’azione di contrasto alla criminalità «deve partire dal territorio», insistono gli amministratori, alle prese a loro volta con una serie di problemi. Come l’organico della polizia municipale, oggi composto da appena due vigili e qualche ausiliare del traffico; la vigilanza sui cantieri pubblici che dovrebbe essere aumentata, evitando che sulle impalcature lavorino operai in nero, per giunta senza rispettare le norme di sicurezza. Per finire con la caserma dei carabinieri di cui si parla dai tempi della campagna elettorale del 2007.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 07/02/2009

«Non denunceremo i clandestini»

Castelvolturno, il direttore della Pineta Grande contro la nuova normativa

«Se l'emendamento al pacchetto sicurezza preparato dal governo che dà la possibilità ai medici di denunciare i propri pazienti clandestini diventerà legge, per i territori come Castelvolturno sarà la catastrofe». Il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, ha affidato a un comunicato stampa il suo pensiero sul provvedimento che sta facendo discutere l'intero Paese. «Il diritto alla salute - ha detto il presidente Bassolino - non va assolutamente messo in discussione». E dal litorale domizio hanno fatto eco al governatore praticamente tutti gli operatori sanitari della zona, che da almeno venti anni prestano le proprie cure a numerosi pazienti extracomunitari, per lo più clandestini.
«È una vera e propria idiozia - ha sentenziato il medico Renato Natale, presidente dell'associazione Jerry Masslo - riferendosi al provvedimento in discussione al parlamento». Renato Natale, insieme al collega Gianni Grasso, da circa quindici anni si prende cura di quasi tutti gli immigrati clandestini della Domiziana. «Gli extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno si rivolgono in maggioranza alla clinica Pineta Grande - dice Natale - al nostro ambulatorio, invece, si presentano quasi esclusivamente i clandestini e i richiedenti asilo politico. E non abbiamo mai negato - fa saper con soddisfazione il presidente Natale - alcun tipo di prestazione sanitaria ad alcun paziente». La Jerry Masso, i cui ambulatori sono presenti nel Centro Fernandes, si prende cura all'incirca di sette-ottocento pazienti. Ogni anno le visite prestate superano le cinquemila. E tutte effettuate in maniera completamente gratuita.
«La nostra unica preoccupazione, pertanto - dice Natale - è che gli immigrati della zona riducano completamente le visite nelle strutture pubbliche e che si rivolgano tutti ai volontari, ingolfando gli ambulatori e facendo calare la qualità delle prestazioni». A Castelvolturno, oltre ai volontari della Masslo, prestano servizio anche i sanitari dell'associazione «Medici senza frontiere». Visitano due volte a settimana nell'ambulatorio del distretto sanitario locale. Mentre il servizio pubblico è garantito dalla clinica Pineta Grande, al cui pronto soccorso ogni anno sono curati circa 4500 immigrati. «Molti di questi - fa sapere Francesco Chignoli, direttore sanitario della struttura - sono irregolari. I nostri medici hanno denunciato di volta in volta la loro presenza alle forze dell'ordine esclusivamente quando c'era la possibilità che i traumi che presentavano potevano essere stati causati da atti delittuosi. Con certezza - chiarisce Chignoli - i nostri medici continueranno a usare questo metro, anche se l'emendamento diventerà legge. La nostra struttura - conclude il direttore - in ogni caso non imporrà alcuna indicazione».
Ma c'è a Castelvoltuno chi da molti anni già si scontra con la paura degli immigrati di rivolgersi alle strutture mediche, anche quando c'è una reale necessità sanitaria. «Capita spesso - dice Marisa Perone, volontaria che lavora al Centro Fernandes - che si presentino alla nostra struttura immigrati clandestini con grossi problemi di salute e con il timore di rivolgersi alle strutture sanitarie. Per questi casi dobbiamo fare delle vere e proprie opere di convincimento. Con l'entrata in vigore di quest'ultima legge - dice con amarezza - temo che questo pericoloso comportamento sia assunto dalla quasi totalità dei clandestini».

Vincenzo Ammaliato, dal Mattino

Il Mattino, 07/02/2009

Randagi, via alla sterilizzazione

La collaborazione… paga. È stato finanziato il «Progetto per il controllo e la prevenzione del randagismo», scritto a quattro mani dal comune di Recale e dall’associazione animalista «Beat 101». Grazie al contributo regionale, saranno sterilizzati, già dalla settimana prossima, 72 animali, tra cani e gatti padronali, e 12 cani vaganti. «Stiamo predisponendo – dice il vicesindaco Francesco Ommeniello – la convenzione con l’ambulatorio veterinario dell’Asl di Marcianise, la nostra struttura sanitaria di riferimento, e con quattro ambulatori privati, che eseguiranno materialmente le sterilizzazioni». Soddisfazione per l’esito ottenuto dal progetto è stata espressa dal presidente di «Beat 101», Antonio Russo. «Quello delle sterilizzazioni – commenta – è il primo traguardo raggiunto, ed è anche la prova che, mettendo in campo capacità progettuali, idee valide e azione amministrativa, è possibile reperire risorse per affrontare concretamente i problemi». Adesso occorre coinvolgere i proprietari di cani e gatti, informarli dell'opportunità che è loro offerta e fare di questo intervento un momento di sensibilizzazione e di educazione. «Anche perché – rivela Russo – la fonte maggiore di nuovi randagi è rappresentata proprio dai cani padronali abbandonati». Il controllo delle nascite, ricordano gli attivisti di «Beat 101», si inquadra in un piano di lavoro più ampio, volto a stabilire un rapporto pacifico tra gli animali liberi, territorio e abitanti, che prevede, nel prossimo futuro, la realizzazione di un rifugio temporaneo, dove cani e gatti feriti o protagonisti di episodi di aggressività possano trovare asilo e assistenza, come preludio alla reimmissione nel loro habitat. «C’è, quindi, ancora molto da fare», avverte Russo. «Bisogna, innanzitutto, censire di nuovo i randagi e istituire l'anagrafe canina».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Comunicato stampa, 7 febbraio 2009

Il presidente di Beat 101, Antonio Russo:

beat 101“Ok per le sterilizzazioni, ora tocca al rifugio temporaneo”

RECALE – Potrebbe partire già dalla settimana prossima il piano operativo del “Progetto straordiario per il controllo e la prevensione del randagismo”, finanziato con fondi regionali. Al palazzo di via Municipio, a Recale, sotto lo sguardo vigile del vicesindaco Francesco Ommeniello, che sin dal 2002 si interessa del randagismo in città, è in corso la definizione delle convenzioni con i 4 ambulatori veterinari. Gli ambulatori privati, insieme al servizio veterinario dell’Asl di Marcianise, eseguiranno materialmente i ricoveri e le sterilizzazioni. Grazie al contributo regionale, saranno sterilizzati 12 cani vaganti e 72 animali, tra cani e gatti padronali. Il progetto, presentato dal Comune, è stato scritto in collaborazione con l’associazione animalista “Beat 101”, presieduta da Antonio Russo. “Siamo soddisfatti – dice Russo – perché il progetto di controllo del randagismo finanziato dalla Regione è un primo traguardo raggiunto, ed è anche la prova che mettendo in campo capacità progettuali, idee valide e azione amministrativa è possibile reperire risorse per affrontare concretamente i problemi. Adesso – prosegue – occorre, in primo luogo, coinvolgere i proprietari di cani e di gatti, informarli dell'opportunità che viene loro offerta e fare di questo intervento un momento di sensibilizzazione e di educazione. Non dimentichiamo che la maggiore fonte di nuovi randagi è rappresentata da cani padronali smarriti o abbandonati. Contemporaneamente – aggiunge –, la campagna di sterilizzazione dei randagi deve diventare occasione per far ripartire il censimento degli animali vaganti e l'istituzione dell'anagrafe canina, prevista dall'ordinanza del 2005. Purtroppo – rivela –, in questi mesi, abbiamo dovuto constatare che, in più occasioni, sono stati catturati e sottoposti a interventi sanitari esemplari che erano stati già trattati, in qualche caso più di una volta: oltre ad essere una inutile crudeltà verso i poveri animali, ciò rappresenta anche uno spreco di soldi, che potrebbero essere meglio impiegati. La compilazione dell'anagrafe e l'adozione dei collari previsti dall'ordinanza sono l'unico modo per ottimizzare gli interventi e per stabilizzare una popolazione canina controllata e non pericolosa sotto il profilo sanitario. Infine – conclude il presidente Russo –, questo primo successo non deve farci perdere di vista il fatto che per affrontare sul lungo periodo la questione degli animali vaganti è necessaria una struttura di ricovero temporaneo che, oltre a fornire prima assistenza e rifugio agli animali in difficoltà, rappresenterebbe un filtro a monte dell'internamento nei canili riducendo anche le spese che il comune deve affrontare per il mantenimento degli animali catturati”.

Comunicato stampa Beat 101

Comunicato stampa, 7 febbraio 2009

Gaza, una guerra contro i bambini

qua la mano

Il ricavato dell’iniziativa sarà interamente devoluto a favore del fondo “unicef” per gli aiuti umanitari alla palestina - c/c postale n. 745000.

Un futuro tutto da ricostruire per i bambini di Gaza

Febbraio 2009 -Sebbene sia durato poco più di tre settimane, il conflitto tra Hamas e Israele scoppiato il 27 dicembre scorso ha inflitto a Gaza ferite che non sarà facile sanare. Il conflitto, che ha provocato tra i civili palestinesi oltre 1.300 vittime, tra cui 430 bambini (1.855 quelli rimasti feriti), ha anche distrutto o lesionato innumerevoli infrastrutture, rendendo ancora più grave la situazione in questo piccolo ma affollatissimo territorio, messo in ginocchio da 18 mesi di blocco economico imposto da Israele dopo la vittoria elettorale di Hamas. Già prima del nuovo conflitto l'80% della popolazione di Gaza dipendeva dagli aiuti umanitari. L'UNICEF, presente da anni a Gaza con uno staff composto da personale locale, sta lavorando tra innumerevoli difficoltà (è tuttora gravemente ostacolato l'ingresso nella Striscia di beni di soccorso) per fornire ai bambini e alle donne alimenti terapeutici, acqua potabile, materiali didattici, tende-scuola, farmaci, kit per l'igiene familiari e altri beni. L'UNICEF sta anche conducendo campagne di informazione sui pericoli delle mine e degli ordigni inesplosi, attività di supporto psicologico per i bambini e i ragazzi traumatizzati e visite a domicilio per verificare i bisogni più urgenti delle famiglie con figli.

Tratto dal sito UNICEF Italia

Il Mattino, 05/02/2009

Strade, piazze, mercato e cimitero
È scattata l’ora dei lavori pubblici a Macerata Campania

Strade, piazze, scuole, ma anche una nuova area mercatale e l'ampliamento del cimitero. Nei lavori pubblici, settore che più di altri certifica l'efficienza di una squadra di governo, a Macerata il tempo dei proclami è scaduto. «Abbiamo speso i primi anni – si difende l'assessore Stefano Cioffi – a pianificare, a progettare e a recuperare i soldi. Già nei prossimi giorni, però, espleteremo la gara per la riqualificazione di via Matteotti e piazza De Gasperi, per la realizzazione dello slargo tra via Firenze e via Roma, nel quartiere di Casalba, e per l'allargamento di via Avellino, a Caturano». Gli interventi saranno finanziati con i fondi della legge regionale 51, per un totale di 370mila euro. «Altri 100mila euro – aggiunge l'assessore – sono previsti per la messa in sicurezza del campo sportivo e 116 mila euro per la manutenzione dei plessi scolastici». Per il completamento dell'area marcatale in via Martiri di Cefalonia il Comune ha richiesto, invece, un mutuo di 582mila euro. «Servirà – dice Cioffi – per l'illuminazione e per la recinzione della zona». Altra opera, sempre in via Martiri di Cefalonia, su cui si sta concentrato l'attenzione della maggioranza è il nuovo cimitero. Non stiamo ai «loculi in affitto» di Marcianise, ma anche a Macerata è diventato difficile reperire una degna sepoltura per i propri estinti. L'ampliamento del complesso esistente è in cantiere dal 2004: il sindaco dell'epoca, Maria Tuosto, si fece dare 900mila euro di acconto dai cittadini. Nel 2005, Munno vince le elezioni, lasciò l'opera nell'agenda di governo, ma solo alla fine del 2008 il Consiglio ha approvato il progetto definitivo. «A marzo pubblicheremo il bando», assicura Cioffi. Saranno realizzati 2200 loculi, 200 in più rispetto al progetto della Tuosto, per un costo di circa 3 milioni e 700mila euro, quasi il doppio della somma preventivata. «Nel 2004 furono sbagliati i calcoli – precisa l'assessore –, ma chi ha versato l'acconto acquisterà i loculi con i prezzi vecchi. Per gli altri, in più soltanto l'adeguamento Istat». Resta il problema di come pagare gli espropri e finanziare il progetto. Dei 900mila euro in cassa, 231mila, nel frattempo, sono stati spesi per pagare gli stipendi. «L'ampliamento – afferma Cioffi – sarà realizzato attraverso una forma di partenariato pubblico-privato».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 05/02/2009

Pd, infuria il dibattito fra le aree

Il caso della nomina della direzione provinciale del Partito democratico, con 180 membri, fa ancora discutere all’interno del partito. Dopo l’attacco del presidente provinciale Rosa Suppa e la promessa di quest’ultima di convocare al più presto l’assemblea dei delegati, l’organo che avrebbe dovuto eleggere la direzione, non mancano iniziative, come autoconvocazioni di assemblee di alcune aree del Pd. È il caso della componente riformista che si incontrerà venerdì 13 febbraio presso l’Hotel Vanvitelli per discutere di tutte le difficoltà che sta attraversando il Pd casertano. Non mancano voci, sicuramente non isolate, come quelle della delegata Tommasina Casale, che replica a Suppa sulla nomina di una direzione definita elefantiaca affermando: «Quello che dice Suppa è gravissimo, stiamo chiedendo che si riunisca l’assemblea da mesi ed è stata lei che ha annullato la convocazione, in base a una raccolta di firme. Sono però d’accordo con Suppa quando definisce la direzione una sovrapposizione dell’assemblea, ma lei è complice di questo sistema; se così non è, allora deve mantener fede a quanto affermato e riunire al più presto i delegati».

dal Mattino

Il Mattino, 04/02/2009

Contratto, la Cgil va al referendum: il voto fino a venerdì

Partirà questa mattina in tutte le scuole il referendum promosso dalla segreteria provinciale della Flc-Cgil in base al quale i lavoratori potranno esprimere la loro opinione sul nuovo contratto nazionale. Contratto sottoscritto da Cisl, Uil e Snals. «Il referendum che vedrà le urne aperte in tutte le sedi scolastiche della provincia di Caserta - ha sottolineato il segretario provinciale della Flc-Cgil, Enrico Grillo - sarà una grande prova di democrazia, in cui i lavoratori della scuola saranno chiamati a esprimersi su ciò che li riguarda. Noi non abbiamo firmato il rinnovo del biennio economico, ma se i lavoratori con il referendum, ci diranno di approvare la firma, noi questo rinnovo lo firmeremo. Se l’esito del referendum boccerà la firma, torneremo a chiedere agli altri sindacati di ritirare la firma da quel contratto e la riapertura delle trattative. Speriamo che i lavoratori casertani partecipino a queste consultazioni». La Flc-Cgil ritiene che gli aumenti compresi del nuovo contratto siano irrisori e del tutto inadeguati al reale costo della vita e al lavoro sempre più impegnativo di docenti e personale ata. Le urne resteranno aperte nelle scuole casertane fino al 6 febbraio.

di.ma., dal Mattino

Comunicato stampa, 2 febbraio 2009

Raffaele Sardo alla libreria Spartaco

la bestiaLibreria Spartaco-Interno4

Santa Maria Capua Vetere
giovedì 5 febbraio, ore 19.00

Scrittori in carta e ossa. Una sera con...

Raffaele Sardo

con "La bestia. Camorra: storie di delitti, vittime e complici"

Presenta Giampaolo Graziano

Il giornalista Raffaele Sardo, con il libro "La bestia" (Melampo Editore, prefazione di Roberto Saviano), giovedì 5 febbraio (ore 19.00) nella libreria Spartaco-Interno4 di via Martucci a Santa Maria Capua Vetere, è pronto a consegnare un ritratto sconvolgente della violenza della camorra, delle impunità e delle complicità quotidiane, offrendo al tempo stesso un affresco denso di pietas del mondo delle vittime, nomi e cognomi ingiustamente dimenticati; uomini uccisi per punire, per intimidire o semplicemente per sbaglio. Presenta il giornalista Giampaolo Graziano.

Il libro
Don Peppe Diana, sacerdote. Salvatore Nuvoletta, carabiniere. Federico Del Prete, sindacalista. Franco Imposimato, impiegato. Attilio Romanò, informatico. Alberto Varone, commerciante. Domenico Noviello, imprenditore. Sono questi i nomi simbolici a partire dai quali Raffaele Sardo racconta, nel libro "La bestia", la camorra dell'ultimo quarto di secolo, la crescita del "Sistema" o più propriamente della "Bestia". Un ritratto sconvolgente ma non rassegnato. Perché anche nella Gomorra assatanata di soldi e di potere arriva una sentenza giusta emessa "in nome del popolo italiano"; c'è qualcuno – un insegnante, un giornalista, una studentessa, un prete – che difende a testa alta i valori dell'Italia civile.

L'autore
Raffaele Sardo, giornalista, vive e lavora in provincia di Caserta. Attualmente collabora con il quotidiano "La Repubblica". Ha pubblicato "Nogaro. Un vescovo di frontiera" (Guida) ed "E' marzo, la primavera sta per arrivare. Don Peppino Diana ucciso per amore del suo popolo" per Edizioni Università per la legalità e lo sviluppo di Casal di Principe.

Per ulteriori informazioni:
Libreria Spartaco-Interno4 - tel. 0823 797063
Via Martucci, 18 - Santa Maria Capua Vetere (CE)

Comunicato stampa

 

Il Pd: versiamo la Tarsu, ma con la riduzione
dal Corriere di Caserta

Tarsu in aumento, parte la petizione
dal Corriere di Caserta

Pip Recale, il Consiglio di Stato dà ragione all’Ente
dal Corriere di Caserta

Debiti, dal Tar Lazio un aiuto ai Comuni
dal MAttino

PD, Generoso Paolella: «In questa Provincia manca la Politica!»
Comunicato stampa

Caserta, OfCA Studio: sabato 28 la mostra di Mimmo Vastano
comunicato stampa

S. Marco: solidarietà del Consiglio comunale a Filippo Fecondo
Comunicaro stampa

L’opposizione contro l’aumento della Tarsu
dal Mattino

«Il motivo? Non ho ceduto ai ricatti»
dal Mattino

Consiglio, di nuovo tutti a casa - dal Mattino

Sulla questione dell’ospedale di Marcianise, Capodrise faccia la sua parte!
comunicato stampa

Aumenti Tarsu a Recale, il PD lancia la raccolta di firme - Recale Magazine

Tarsu, tassa aumentata per i costi di gestione
dal Corriere di Caserta

Recale: Scuola Camposciello, in gara il secondo lotto dei lavori
dal Corriere di CAserta

Contrasto immigrazione clandestina: arrestato albanese a Recale
da Caserta News

Tarsu: c’è chi la riduce
comunicato stampa

Sicurezza, Porfidia deve rinunciare alla caserma
dal Corriere di Caserta

Metropolitana leggera, la fermata a Ponteselice
dal Corriere di Caserta

“Il Futurismo visto dal Futuro” - comunicato

Aumento della Tarsu a Recale, la maggioranza: «non è vero»
dal Corriere di Caserta

Recale: «Troppi aumenti per la Tarsu» - dal Mattino

Unità anticrisi
Comunicato stampa

Trasparenza, sul sito tutte le delibere della giunta di S. Marco Evangelista
comunicato stampa

Tutti pazzi per Mario di “Amici” - redazione

Il TAR dà ragione al Comune: San Marco è fuori dall’Unione Calatia
comunicato stampa

Tarsu a Recale, è previsto un aumento della tassa
dal Corriere di Caserta

Raccolta fondi per Gaza,il Pd in piazza Matteotti
dal Corriere di Caserta

«Scioperiamo, non si può scaricare la crisi sui lavoratori»
da l'Unità

Il sindaco di Recale scrive al prefetto: «Ho solo due vigili, mandatemi rinforzi» - dal Corriere del Mezzogiorno

Sicurezza, il sindaco di Recale fa appello al prefetto - dal Mattino

«Non denunceremo i clandestini» - dal Mattino

Randagi, via alla sterilizzazione
dal Mattino

“Ok per le sterilizzazioni, ora tocca al rifugio temporaneo”
comunicato stampa

Gaza, una guerra contro i bambini
comunicato stampa

Strade, piazze, mercato e cimitero È scattata l’ora dei lavori pubblici
dal Mattino

Pd, infuria il dibattito fra le aree - dal Mattino

Contratto, la Cgil va al referendum: il voto fino a venerdì - dal Mattino

Raffaele Sardo alla libreria Spartaco
comunicato stampa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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