Comunicato stampa, 2 febbraio 2009
Raffaele Sardo alla libreria Spartaco
Libreria
Spartaco-Interno4
Santa Maria Capua Vetere
giovedì 5 febbraio, ore 19.00
Scrittori in carta e ossa. Una sera con...
Raffaele Sardo
con "La bestia. Camorra: storie di delitti, vittime e complici"
Presenta Giampaolo Graziano
Il giornalista Raffaele Sardo, con il libro "La bestia" (Melampo Editore, prefazione di Roberto Saviano), giovedì 5 febbraio (ore 19.00) nella libreria Spartaco-Interno4 di via Martucci a Santa Maria Capua Vetere, è pronto a consegnare un ritratto sconvolgente della violenza della camorra, delle impunità e delle complicità quotidiane, offrendo al tempo stesso un affresco denso di pietas del mondo delle vittime, nomi e cognomi ingiustamente dimenticati; uomini uccisi per punire, per intimidire o semplicemente per sbaglio. Presenta il giornalista Giampaolo Graziano.
Il libro
Don Peppe Diana, sacerdote. Salvatore Nuvoletta, carabiniere. Federico
Del Prete, sindacalista. Franco Imposimato, impiegato. Attilio Romanò,
informatico. Alberto Varone, commerciante. Domenico Noviello, imprenditore.
Sono questi i nomi simbolici a partire dai quali Raffaele Sardo racconta,
nel libro "La bestia", la camorra dell'ultimo quarto di secolo,
la crescita del "Sistema" o più propriamente della
"Bestia". Un ritratto sconvolgente ma non rassegnato. Perché
anche nella Gomorra assatanata di soldi e di potere arriva una sentenza
giusta emessa "in nome del popolo italiano"; c'è qualcuno
– un insegnante, un giornalista, una studentessa, un prete –
che difende a testa alta i valori dell'Italia civile.
L'autore
Raffaele Sardo, giornalista, vive e lavora in provincia di Caserta.
Attualmente collabora con il quotidiano "La Repubblica". Ha
pubblicato "Nogaro. Un vescovo di frontiera" (Guida) ed "E'
marzo, la primavera sta per arrivare. Don Peppino Diana ucciso per amore
del suo popolo" per Edizioni Università per la legalità
e lo sviluppo di Casal di Principe.
Per ulteriori informazioni:
Libreria Spartaco-Interno4 - tel. 0823 797063
Via Martucci, 18 - Santa Maria Capua Vetere (CE)
Comunicato stampa
Sequestrato il cantiere della scuola materna a Recale
LAVORO
| Recale – Nella mattinata di ieri, a Recale e Portico di Caserta,
a conclusione di un mirato servizio finalizzato ad accertare il rispetto
della normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro ed il contrasto
al lavoro nero, i militari della stazione di Macerata Campania ed i
carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Caserta hanno effettuato
un controllo a tre ditte che operano su un cantiere edile sito in Recale
via E. Fermi - localita' Camposciello, per la realizzazione di una scuola
materna: per la prima ditta (costruzione), con sede legale in San Cipriano
D'Aversa e' stata accertata la presenza di 3 operai non in regola con
la normativa sul lavoro e previdenziale, nonche' riscontrate violazioni
in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro in relazione alla "mancanza
di idonei dispositivi di protezione individuale", "scale,
a rischio di sbandamento per la loro altezza ovvero altre cause, se
non assicurate alla parete o trattenute da altra persona" e "mancanza
di documentazione di uso, montaggio e smontaggio di ponteggio";
sono state comminate sanzioni amministrative per un totale di euro 9.516
ed e' stato sequestrato il cantiere nella zona in cui erano presenti
le impalcature, con relativa sospensione dei lavori e contestuale deferimento
in stato di liberta' del titolare della ditta.
Per la rimanenti due ditte (legno e settore elettrico), una avente sede
legale in Giugliano in Campania e l'altra in San Cipriano D'Aversa sono
state accertate violazioni in ordine alla "mancata esibizione del
registro di presenze con diffida di presentazione della documentazione
alle competenti autorita' ".
Inoltre, a Portico di Caserta, durante un controllo ad una ditta specializzata
nella lavorazione del materiale ferroso denominata con sede legale nella
zona P.i.p., e' stata accertata la presenza di un operaio non in regola
con la normativa sul lavoro e previdenziale; comminate sanzioni amministrative
per un totale di euro 3.350.
Il Corriere di Caserta, 29/01/2009
Recale, sequestrato il cantiere della scuola
RECALE (dr) - Continuano i controlli ai cantieri. Nella mattinata di ieri i carabinieri della stazione di Macerata Campania hanno sequestrato parte di un cantiere pubblico in via Fermi a Recale, impegnato nella realizzazione di una scuola materna. All’interno non erano rispettate tutte le misure di sicurezza atte a garantire l’incolumità dei lavoratori. Inoltre sono stati sorpresi al lavoro due operai irregolari. Per lo stesso motivo è stata comminata una multa di 3350 euro ad una ditta che lavora il ferro a Portico di Caserta. Dei sette operai trovati al lavoro, uno è risultato essere irregolare. Infine due ditte (operanti nel settore del legno e in quello elettrico) di San Cipriano e di Giugliano, si è registrata la mancata esibizione del registro di presenza con diffida di presentazione della documentazione.
Il Corriere di Caserta, 29/01/2009
Ieri mattina il Comune ha sottoscritto la convenzione con i veterinari per l’intervento gratuito
Randagismo, saranno sterilizzati 80 cani a Recale
RECALE (a.f.) - È stata firmata ieri mattina la convenzione tra il Comune e i veterinari per dare il via alla sterilizzazione dei cani e dei gatti. Un progetto approvato dall’esecutivo, guidato da Americo Porfidia, finanziato dalla Regione Campania per regolamentare il fenomeno del randagismo. A sollevare il polverone sulla presenza di tanti quattrozampe che camminano indisturbati per le strade di Recale è stata l’associazione “Beat101”. “Insieme ai volontari - ha ammesso il vicesindaco Francesco Ommeniello - abbiamo curato tutto l’iter per ottenere la sterilizzazione di settanta, tra cani e gatti patronali, e dieci invece randagi”. La popolazione dei cani vaganti è in aumento. E a lanciare l’allarme era stato proprio il presidente del sodalizio Domenico Melillo. Il coordinatore cittadino del gruppo aveva, infatti, chiamato in causa il sindaco e tutta l’amministrazione comunale. Soprattutto in vista dell’ordinanza firmata dallo stesso Porfidia a dicembre del 2005. L’obiettivo di Beat 101 era di sottoporre tutti i cani e i gatti a visita medica, a trattamenti profilattici per le malattie infettive e trasmissibili, nonché ad interventi di sterilizzazione chirurgica. Finora, a Recale i circa 40 cani vaganti presenti sul territorio comunale sono stati accuditi da un gruppo di volontari che, a proprie spese, hanno assicurato loro cibo, acqua e cure mediche. Eppure, la legge quadro 281 del 1991, la legge regionale 16 del 2001 e tutta la normativa in materia impongono obblighi precisi a carico dei Comuni. Obblighi che non possono essere rispettati senza un’adeguata copertura finanziaria. E mentre era in corso una querelle tra gli animalisti e il primo cittadino, il vicesindaco ha rilanciato per mettere insieme una squadra di lavoro tale da elaborare un piano per la richiesta di fondi.
Giorgio Cremaschi:
“La Confindustria imbroglia”
Il
centro studi della Confindustria spiega che ci sarebbero oltre 2.500
euro di guadagno per ogni lavoratore con l’accordo separato. E’
una dimostrazione emblematica della scarsa serietà del centro
studi confindustriale che, ovviamente, mescola promesse con dati statistici
per costruire un risultato che gli stessi imprenditori smentiranno al
primo negoziato reale.
In ogni caso, questi dati, che vengono ripresi dal vicepresidente della
Confindustria, per noi avranno un valore. Le prossime piattaforme aziendali,
le prossime vertenze contrattuali, dovranno dare per acquisiti questi
soldi che il centro studi della Confindustria garantisce. Quindi Bombassei,
Marcegaglia, il mondo delle imprese, si preparino a dover pagare almeno
2.500 euro in più per lavoratore, rispetto a quello che hanno
pagato finora.
dalla Rete 28 aprile nella CGIL
Scarica il testo dell'accordo sulla riforma contrattuale firmato da Cisl, Ugl e Uil - documento word, 27 KB
Il Corriere di Caserta, 25/01/2009
Acque reflue, scatta la denuncia
È trascorso un mese da quando aveva chiesto informazioni sul servizio di depurazione
MARCIANISE (ads) - Denunciati i funzionari del Comune per la mancata risposta in merito al servizio di depurazione. Con una nota inviata al Procuratore del Tribunale di S. Maria Capua Vetere, tramite la stazione Carabinieri di Marcianise, Domenico Sglavo, nato a Caserta ma residente in Marcianise ripercorre le tappe della sua interlocuzione con gli uffici comunali. Tutto nasce lo scorso 10 dicembre quando si recava presso l'ufficio protocollo, dove depositava una richiesta di informazioni indirizzata all'ufficio tecnico del Comune di Marcianise e per conoscenza al Commissario p. t. di Marcianise ad oggetto: "Il servizio di depurazione delle acque”. In particolare il cittadino marcianisano, come tanti altri in questo periodo in provincia di Caserta, vorrebbero conoscere informazioni in merito al funzionamento, o alla presenza, nel comune di Marcianise, del servizio di depurazione delle acque. La legittimità della richiesta prende le mosse dalla sentenza della Corte Costituzionale, n.° 335/08 dell’8 ottobre 2008, che riconosce la illegittimità del pagamento del canone relativo al servizio di depurazione quando l'utenza è allacciata ad una fogna che non sversa le acque reflue in un depuratore pubblico. Questo significa che se nel Comune non esistono impianti di depurazione oppure siano temporaneamente inattivi la tariffa per lo smaltimento delle acque reflue non può essere applicata. Sarebbe, quindi, possibile non pagare e chiedere il rimborso delle somme versate per i periodi in cui il depuratore non ha funzionato. A distanza di oltre quaranta giorni dalla data di deposito non è pervenuta nessuna risposta. Per questo, rifacendosi alla legge del 7 agosto 1990, n.241 -Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi - che impone alle Pubbliche Amministrazioni trenta giorni per adempiere agli obblighi verso i cittadini, Sglavo si è mosso di conseguenza. Inoltre, tale tipo di atto che la Pubblica amministrazione doveva compiere non è soggetto al silenzio- ssenso. Alla luce di ciò è scattata la denuncia all'Autorità giudiziaria rinvenendo la responsabilità penale degli addetti del Comune di Marcianise avendo “questi non adempiuto all'obbligo di risposta, omissione in atti di ufficio, avendo limitato la possibilità di ricorrere in giudizio per eventuali somme versate e non dovute, e non aver rispettato le principali norme di buon funzionamento della Pubblica Amministrazione - così si legge nella denuncia -, e dopo aver accertata la responsabilità, si provveda alla punizione come per legge dello stesso”. Ovviamente Sglavo si riserva di costituirsi parte civile nell'istaurando processo penale e di integrare la denuncia anche con l'indicazione di altri testimoni. Altri cittadini, in maniera individuale o attraverso le associazioni, hanno chiesto lo stesso tipo di delucidazioni soprattutto nella speranza di ottenere rimborsi nel caso in cui venissero verificate somme ingiustamente pagate per un servizio in realtà non ottenuto.
a.d.s., dal Corriere di Caserta
Il Corriere di Caserta, 25/01/2009
Recale: Caso Porfidia, slitta l’Assise
RECALE (a.d.) - Ieri mattina un manifesto dai toni duri è stato affisso dalla minoranza. I firmatari sono stati i consiglieri, guidati in aula da Patrizia Vestini. L’oggetto: l’omessa convocazione del consiglio comunale chiesto con un documento scritto dall’opposizione al sindaco Americo Porfidia. L’argomento è quello legato a presunte indagini sul conto del primo cittadino che evidenzierebbero dei legami tra Porfidia e la criminalità organizzata. In merito il capo della maggioranza ha chiarito che non convocherà nessuna seduta se non avrà recepito da parte del suo legale copia degli atti in possesso del Dda di Napoli. Però i termini previsti dalla legge, in caso di richiesta di Assise, protocollata al Comune e inviata al prefetto Ezio Monaco stanno per scadere. Ed è su questo punto che i consiglieri di “Insieme per Cambiare” hanno gridato allo scandalo, tacciando Porfidia di essere un sindaco latitante.
a.d., dal Corriere di Caserta
Il Corriere di Caserta, 25/01/2009
Giostrai da generazioni, artisti nel periodo estivo
Dai residenti di Recale sono considerati amici “speciali”
RECALE
- Due occhi scuri e un caschetto biondo, nascosto dietro le gambe della
mamma. Il flash della macchinetta lo ha spaventato. Ma lui, ieri mattina,
ha preferito non andare a scuola: gli faceva male il pancino. Ad aprire
i cancelli dove sono ubicati i caravan nei pressi di via Vicinale Censo
Pizzo Pilato è la signora Rita Vosa. “Noi siamo giostrai
da generazioni e il nostro non è un campo rom. Per scelta abbiamo
deciso di non vivere nel chiuso degli appartamenti. Il nostro non è
un lavoro semplice: faticoso d’estate e difficile d’inverno”
ha mostrato la sua casa ambulante, con divani ampi e letti “normali”.
Ma pronti per essere smontati e poi rimontati quando inizia la stagione
estiva. Per la Siae (società italiana autori ed editori) sono
artisti. Per i residenti di Recale amici. All’ingresso della struttura
che ospita le abitazioni itineranti c’è una cassa per riscuotere
i soldi dei biglietti. “Abbiamo comprato una nuova giostra, ancora
in fase di allestimento” ha spiegato il capofamiglia, il marito
di Sabrina, il papà di quel caschetto biondo portato con fiera
dignità. Poi è apparsa Asia. Stesso profilo del piccolo
che ha deciso di disertare la scuola materna. “Per i nostri figli
e per garantire loro un’istruzione adeguata - ha precisato Domiziana
Degl’Innocenti - abbiamo deciso di fermarci da settembre a giugno.
Poi si riparte. Si gira l’Italia, io insieme ai miei fratelli
e con le mie cognate”. Alta, mora, magra e con uno sguardo dal
quale traspare eleganza e determinazione, soprattutto schiva a farsi
fotografare. È Domiziana a raccontare una giornata tipo di tutto
il gruppo. “Non siamo un gruppo, ma - ha corretto - una grande
famiglia unita nei momenti di difficoltà e abituata ad affrontare
le difficoltà quotidiane legate al nostro mestiere. Un appartamento
ci limiterebbe negli spostamenti”. A farle eco è Sabrina
Enzelmi: “Se qualcuno in passato è stato costretto a fermarsi
ha sofferto. Usciamo fuori e siamo all’aria aperta senza per questo
rinunciare ai comfort”. E Domiziana ha descritto anche le sue
traversie quando, da adolescente, doveva cambiare scuola ogni mese:
“Delle volte anche solo per una settimana dovevo entrare in classe
e confrontarmi con i coetanei che mi guardavano con un po’ di
reticenza. Nomadi per l’immaginario collettivo zingari. Noi, però,
non lo siamo”. E poi con un sorriso ha continuato: “Ai nostri
ragazzi abbiamo voluto evitare di essere etichettati. E abbiamo scelto
di risiedere a Recale perchè così possiamo raggiungere
con facilità Afragola, Casoria e gli altri Comuni dell’hinterland
napoletano fino a raggiungere anche la Grecia”. Sabrina ha preparato
un caffè. Mentre fuori il rumore del flex indicava la presenza
di uomini al lavoro. “Noi viviamo per il nostro lavoro - ha detto
Domiziana - e, mi creda, ci deve essere passione perchè altrimenti
si rischia di arrendersi. Non è assolutamente facile. Però
arriviamo al punto da non riuscire a condurre un’esistenza grigia
tra le pareti domestiche”. Non conoscono la monotonia di una vita
sedentaria. Non accettano di dover vivere in angusti palazzi, lontani
dagli spazi all’aria aperta. Domiziana ha cercato di spiegare
questo, di rendere in parole quel senso di libertà che, per i
comuni mortali, non è facile cogliere. Nomadi sì, ma per
scelta e non per necessità. Ci lasciamo con un abbraccio. E con
la consapevolezza che, forse, la normalità non è legata
al tipo di mestiere, alle scelte professionali e nemmeno al luogo dove
si decide di abitare. Il concetto di normalità non deve essere
strettamente connesso ad una casa senza ruote. Non sono invisibili e
non chiedono l’elemosina. Loro sono una famiglia abituata ad allevare
i figli in una condivisione che supera i limiti ristretti di un appartamento
in via Roma. Domiziana, Giovanna e Sabrina hanno salutato con i pupi
stretti tra le braccia.
Assunta Ferretta, dal Corriere di Caserta
Il Corriere di Caserta, 24/01/2009
Rifiuti, ok stipendi agli spazzini
Recale Il dirigente dell’area contabile ha firmato il mandato a favore degli operatori ecologici
RECALE (a.d.) - È stato emesso il mandato di pagamento a favore della ditta Alba Paciello. L’odissea degli operatori ecologici è giunta a termine. E al massimo lunedì gli spazzini potranno percepire gli emolumenti che gli spettano. Il sindaco Americo Porfidia aveva assicurato, nel corso di un incontro con l’amministratore della società addetta alla raccolta della spazzatura, che avrebbe sollecitato gli uffici ragioneria a provvedere ad espletare i provvedimenti tesi a risolvere il contenzioso con i lavoratori. È stata sventata la crisi del sistema di spazzamento e di raccolta dell’immondizia dalle strade cittadine. “C’è stato un disguido con un mandato di pagamento. Ma abbiamo tranquillizzato la società dicendo che riceverà entro tre giorni i soldi per gli emolumenti” ha dichiarato, nei giorni scorsi, il capo della maggioranza per mettere un punto fermo rispetto all’agitazione degli operatori ecologici. Gli spazzini, mercoledì scorso, avevano dichiarato lo stato di agitazione. E se a Casapulla sono scesi in piazza per incrociare le braccia, a Recale è rientrato il rischio di un’insurrezione. E avevano minacciato di sospendere completamente le attività per dare seguito all’occupazione di un’arteria in caso di omesso pagamento degli stipendi da parte della ditta. Ad annunciare l’intenzione di non espletare il prelievo dell’immondizia è stato, Domenico Merola: “Si invitano il sindaco Americo Porfidia, l’assessore al ramo Pietro Mingione e l’amministratore delegato dall’Alba Paciello ad attivarsi affinchè gli operatori ecologici ricevano immediatamente quanto loro legittimamente gli spetta”.
a.d., dal Corriere di Caserta
A PALAZZO CHIGI Sì di imprese, Cisl e Uil. «Addio al modello del '93»
Contratti, è patto separato. La Cgil non firma
L'accordo separato è arrivato alle otto
e dieci di ieri sera, con una velocità impressionante: dopo un
incontro durato poco più di un'ora, con una pausa di trenta minuti
in mezzo. In un primo momento sembrava che governo, imprese e sindacati
dovessero fare la nottata, perché l'intenzione dell'esecutivo,
come delle imprese, Cisl, Uil e Ugl era di firmare appena possibile:
invece tutto si è concluso entro l'ora di cena, e addio al Patto
del luglio '93, sembra aprirsi davvero una nuova epoca. Senza la Cgil,
il sindacato più rappresentativo, che ha deciso di non siglare
il documento.
Il governo nel primo pomeriggio aveva incontrato imprese, sindacati
e Regioni per esporre la sua proposta anti-crisi, un testo di tre pagine
intitolato «Linee guida per la tutela attiva della disoccupazione».
Poi, alle 18,30, l'incontro con le associazioni di impresa e i sindacati
per discutere del modello contrattuale. Il governo si è dimostrato
subito intenzionato a chiudere, se possibile entro la nottata: la proposta
è arrivata dal sottosegretario Gianni Letta («se volete
facciamo notte...»). Sia il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi
che il segretario Cisl Raffaele Bonanni, subito dopo, hanno dichiarato
in sincrono che «la crisi è un motivo in più per
accelerare l'accordo». Insomma, il pressing è apparso fortissimo
sin dall'inizio.
Il negoziato si è fermato una prima mezz'ora per trovare la quadra
tra un nuovo documento presentato da Confindustria, e un testo proposto
dal ministro Renato Brunetta: sono stati integrati per arrivare a un
modello unico pubblico/privato. E' a questo punto che il segretario
della Cgil, Guglielmo Epifani, ha dichiarato che «se il documento
non è modificabile, non c'è l'accordo della Cgil».
Ma la modifica auspicata non è mai arrivata, e tutti gli altri
protagonisti al tavolo hanno detto sì. Da parte datoriale, c'è
da segnalare la scelta manifestata da Abi, Ania, Lega cooperative, Cida
e Confedir: hanno condiviso il testo con riserva, rinviando la propria
firma ai prossimi giorni.
Per il ministro Sacconi «l'accordo sostituisce quello del 1993»:
«Avremmo preferito l'adesione della Cgil ma era necessario, come
hanno ritenuto tutti gli altri attori sociali, mettere un punto fermo
nella lunghissima vicenda: era prevalente rispetto all'idea di soggiacere
a una sorta di veto». Acido il ministro Brunetta: «Nessuno
ha il diritto di veto. Anche i contratti del pubblico impiego li abbiamo
fatti senza Cgil». Sull'altro fronte, Epifani spiega che «il
governo ha firmato in direzione di un'intesa che sapeva non avrebbe
trovato l'accordo della Cgil. Ci è stato presentato stasera,
integrato con la parte relativa al pubblico impiego che non si conosceva.
Era un prendere o lasciare e la Cgil non era d'accordo». «Non
sono contento, il Paese ha bisogno di unità ma non si può
chiedere coraggio a quelli che lo hanno avuto e hanno pagato i prezzi
più grandi. Noi preferiamo mantenere una linea di rigore e serietà».
Adesso bisognerà capire le prossime mosse della Cgil. Intanto,
il 13 febbraio c'è lo sciopero dei metalmeccanici e del pubblico
impiego, poi c'è la manifestazione, annunciata l'altroieri, prevista
da tutta la Cgil per il 4 aprile. Ma di fronte al fatto «storico»
di ieri (tanti protagonisti, da una parte della barricata e dall'altra
l'hanno definito in questo modo), il 4 aprile sembra lontano e sembra
troppo poco.
Dal fronte della Fiom dichiara subito il segretario nazionale Giorgio
Cremaschi, che è anche coordinatore della Rete 28 aprile: «È
l'accordo della complicità per distruggere il contratto nazionale.
A partire dal 13 febbraio con lo sciopero dei metalmeccanici a Roma
lavoreremo per ribaltarlo in tutti i contratti, nei luoghi di lavoro».
Il testo prevede una sperimentazione per 4 anni, e prevede contratti
di durata triennale (economica e normativa) sia per il pubblico che
per il privato. Il contratto nazionale ne esce trasformato in versione
«light»: avrà la sola funzione di «garantire
la certezza dei trattamenti economici e normativi», ma non si
fa alcun riferimento nè alla tenuta nè tantomeno al recupero
del potere di acquisto dei salari. Punto a cui la Cgil teneva. Ci sarà
un nuovo indice europeo per la misura dell'inflazione (l'Ipca), depurato
però dei beni energetici (anche su questo la Cgil è sempre
stata contraria). Il secondo livello, seppure citato, non è garantito,
ripetendo di fatto su questo punto l'inefficacia del patto del '93.
Viene poi imbrigliato il ruolo delle categorie nella negoziazione, e
guadagna peso il livello interconfederale.
La frase finale dell'accordo parla da sola: «Le parti confermano
che obiettivo dell'intesa è il rilancio della crescita economica,
lo sviluppo occupazionale e l'aumento della produttività»:
manca qualsiasi riferimento ai salari, alla loro tenuta e al loro aumento.
Quanto invece al testo approntato per far fronte alla crisi, le «linee
guida» presentate dal governo a regioni e parti sociali contengono
solo intenti: è vero che si prende atto dell'urgenza della situazione
e del fatto che le azioni devono essere «tempestive e mirate»,
ma per ora non si quantifica nulla, nè si stanziano risorse definite.
D'altra parte non si è ancora raggiunta un'intesa, soprattutto
con le Regioni, che dovrebbero sborsare, nell'intenzione del governo,
buona parte delle risorse destinate agli ammortizzatori sociali. La
Cgil boccia il testo: «C'è delusione - commenta Epifani
- Più il tempo passa, più i precari sono senza tutele.
Se il governo non mette risorse aggiuntive, non si esce da questo problema».
Inoltre, conclde il segretario della Cgil, «la social card si
poteva fare in maniera meno umiliante».
Antonio Sciotto, dal Manifesto
La decisione dei giudici amministrativi rimette in sella l’amministrazione nel mirino della Stasi
Marcianise, il ritorno di Fecondo
Il Tar sconfessa la prefettura: niente infiltrazioni di camorra. Reintegrato il Consiglio
Per chi è amante della cabala questa vicenda comincia e finisce ruotando attorno a un numero: 22. Era il 22 novembre del 2006 quando la Prefettura di Caserta inviò la commissione di accesso al Comune di Marcianise ravvisando gli estremi per effettuare accertamenti su presunti condizionamenti della criminalità organizzata; è il 22 gennaio, appena ieri, quando il Tar della Campania annulla il decreto di scioglimento dell’assemblea cittadina emesso nel marzo dello scorso anno dal presidente della Repubblica su proposta dell’allora ministro dell’Interno Giuliano Amato. Il dispositivo, emesso dalla prima sezione del Tribunale amministrativo regionale (presidente Antonio Guida, giudici Fabio Donadono e Michele Buonauro) è stato depositato ieri al termine della camera di consiglio. Le motivazioni saranno rese note nelle prossime settimane. Il provvedimento, immediatamente esecutivo, dunque reintegra nelle loro funzioni il Consiglio comunale e il sindaco Filippo Fecondo così come scaturito dalle elezioni amministrative svoltesi nel maggio del 2006, il cui esito confermò la fiducia allo stesso Fecondo (che già oggi potrebbe tornare in Municipio) e alla sua maggioranza di centrosinistra. Una vicenda, quella relativa allo scioglimento del consiglio comunale di Marcianise, durata dieci mesi nel corso dei quali l’ente è stato amministrato da una commissione prefettizia costituita dal prefetto Umberto Cimmino, già commissario per l’emergenza rifiuti in Campania, dal viceprefetto vicario di Viterbo, Francesco Tarricone, e il dirigente di seconda fascia Maurizio Alicandro. Nel decreto di scioglimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 aprile del 2008, si fa riferimento ad alcune risultanze investigative rilevate dall’attività svolta dalla commissione di accesso (la relazione finale viene consegnata a gennaio 2008) mentre nel corso del giudizio l’Avvocatura dello Stato ha prodotto ulteriori atti evidenziando in particolare presunti contatti tra un esponente dell’amministrazione e uomini del clan Belforte; richiamando il coinvolgimento di due ex assessori (poi prosciolti dal gup di Santa Maria Capua Vetere) accusati di abuso di ufficio per aver consentito l’atterraggio di un elicottero a bordo del quale viaggiava il fratello di un boss; citando una pratica di condono edilizio riguardante una parente di un altro pregiudicato, pratica poi risultata falsa; ricordando l’affidamento a imprese locali in trattativa privata del servizio di rimozione rifiuti durante l’emergenza. Il Tar ha invece accolto le conclusioni degli avvocati Antonio Lamberti e Gennaro Terracciano. Secondo Lamberti «il pronunciamento evidenzia che gli amministratori di Marcianise non possono essere considerati vicini o orientati verso la camorra e che, allo stato degli atti esibiti, non sono emersi rapporti con la criminalità organizzata tali da condizionare lo svolgimento dell’attività amministrativa. Infine - conclude il legale citando Dante - la decisione del Tar ci conforta in quanto conferma l’esistenza di una magistratura che con serenità di giudizio sa distinguere il grano dal loglio».
Lorenzo Calò, dal Mattino
QUELLA VOLTA CHE LA CANDIDATA PICIERNO NON VOLLE ANDARE:
«Non è proprio il caso»
Non si fidava del suo partito Pina Picierno, ancora fresca di marchio demitiano e pronta ad entrare (a sorpresa) in Parlamento grazie alla benedizione di Veltroni. Non si fidava e perciò non volle venire a Marcianise, ad una manifestazione elettorale del Pd durante l’ultima campagna elettorale per le politiche. «Non è il caso, il Comune è sciolto per camorra», disse l’aspirante deputata. E non venne. Imbarazzo dei marcianisani, imbarazzo del Pd. E ieri? Il ministro ombra ha preferito il silenzio (imbarazzato): né una telefonata, né una dichiarazione.
Il Corriere di Caserta, 23/01/2009
Recale, la bretella Pit dissestata
Ancora non sono stati installati i pali della
pubblica illuminazione. La via di notte è frequentata dalle coppiette
e dalle prostitute.
Da un anno aperta alle auto, l’arteria è stata realizzata
per collegare le diverse aree industriali della Provincia di Caserta
RECALE - Realizzata per liberare viale Carlo III dal traffico. Costruita con i fondi stanziati dalla Regione Campania nell’ambito dei piani di integrazione territoriale, ma, ad un anno dall’apertura l’arteria è stata già transennata a seguito dello smottamento del manto stradale. La competenza è, da un lato provinciale, e, dall’altro, regionale. Però un dato è certo: la bretella Pit di Recale dovrebbe essere non solo oggetto di lavori di manutenzione ordinaria, ma anche di completamento. A mancare è, soprattutto, un impianto della pubblica illuminazione. Sono state abbellite con il marmo delle mezze lune scavate nell’asfalto, sopra ai marciapiedi, per agevolare l’installazione dei pilastri della luce. Ma che, ad oggi, risultano vuote e piene di erbacce. Utili per collocare i piloni, pericolose per quanti si dedicano alla corsa di domenica mattina. E sempre sulla stessa corsia, quella che scorre sullo stesso "binario" dell’autostrada, sono stati sistemati degli sbarramenti per indicare ai conducenti la presenza di una voragine. Un segnale orizzontale con obbligo di svoltare a sinistra posto soprattutto per chi percorre la carreggiata in direzione Caserta o Casapulla. L’automobilista, di giorno, è costretto a rallentare per poi spostarsi sull’altra carreggiata. Ma, di notte, nessun segnale di illuminazione informa in anticipo il conducente sulla presenza di un tratto off limits, o per essere precisi da evitare per non finire di fronte alle sbarre di ferro. L’arteria è stata realizzata come asse di collegamento tra i diversi poli industriali presenti nei singoli Comuni, da Marcianise a Capodrise, passando per Recale fino raggiungere Casapulla e poi terminare a Sant’Agata dei Goti, Benevento. La finalità, secondo gli obiettivi evidenziati nella redazione del progetto preliminare, era quella di spostare il transito dei mezzi pesanti dal centro alla periferia, da viale Carlo III su un’arteria alternativa, costruita ad hoc. Lo scopo è stato raggiunto perché a beneficiarne sono in primis i residenti di Recale e Capodrise. Per loro, infatti, imboccare la bretella significa scongiurare il rischio di restare “incastrati” nelle vie del centro cittadino, all’ora di punta e soprattutto senza la possibilità di fare dietro front. La bretella Pit rappresenta uno snodo strategico soprattutto per far confluire i mezzi pesanti: camion e tir sono i principali fruitori. E se di giorno è vissuta da quanti hanno fretta di raggiungere l’uscita di Caserta Sud per recarsi a Napoli, di notte è utilizzata dalle coppie che, favorite dall’oscurità dovuta all’assenza di un impianto di pubblica illuminazione, si recano su quella strada per isolarsi dal resto del mondo. Quelle vetture parcheggiate in fila indiana tolgono dall’isolamento la bretella Pit che, alle volte, è anche scenario di strani corteggiamenti tra omosessuali. Informazione nota sia ai residenti di Recale che a quelli di Capodrise. E qualche giovane, over 18, alle volte, per superare la monotonia delle serate infrasettimanali, insieme ai compagni non esita ad andare avanti e dietro per osservare quel via vai particolare e, “a tratti”, promiscuo.
Assunta Ferretta, dal Corriere di Caserta
Il Corriere di Caserta, 23 gennaio 2009
Continua l’ampliamento
del cimitero di Recale
(s.f.) - Continuano i lavori per l’ampliamento del cimitero comunale. Le nicchie del camposanto, situato a ridosso della struttura di Capodrise, presto saranno consegnate ai cittadini che hanno intenzione di assicurarsi un posto. Un’opera inserita dall’amministrazione comunale, guidata da Americo Porfidia, nel piano triennale delle opere pubbliche ed in fase di completamento. L’esecutivo, per non gravare sulle casse comunali, con una delibera decise, tre anni fa, di affidare la realizzazione dei loculi ad una ditta esterna. Adottando così la formula del project financing. E quando le cappelle saranno pronte i richiedenti potranno puntare all’acquisto senza dover interloquire con i funzionari dell’Ente, ufficio contratti. Il ricorso ad una società esterna ha permesso al Municipio di offrire un servizio, ma senza incorrere alla richiesta dei mutui. Un modus operandi che è stato preso in considerazione anche da altri Comuni. Prezzi e costi delle nicchie non saranno definiti dall’amministrazione comunale, ma saranno fissati dalla stessa società che sta provvedendo alla realizzazione delle cappelle.
s.f., dal Corriere di Caserta
Comunicato stampa, 23 gennaio 2009
Aiuti umanitari per Gaza, in campo l’Amministrazione di San Marco
L’Amministrazione comunale di Gabriele Zitiello
aderisce all’iniziativa lanciata dalla Croce Rossa Italiana, di
concerto con la Mezza Luna Rossa Palestinese, per la raccolta di beni
di prima necessità, a sostegno della popolazione della striscia
di Gaza.
Su proposta dell’assessorato alla Cultura di Antonio Ferraiuolo,
la raccolta di beni (il cui elenco, espressamente indicato dalla Croce
Rossa, sarà distribuito nelle prossime ore in tutti i bar, le
associazioni e gli esercizi commerciali del paese) si terrà nella
sala consiliare del Comune di San Marco Evangelista, in occasione del
giorno della memoria, martedì 27 gennaio. “Dagli errori
e dagli orrori del passato – ha detto l’assessore - bisogna
imparare, per avere, oggi, come obiettivo primario, il perseguimento
della pace e della convivenza tra i popoli. Nel giorno della memoria,
abbiamo perciò scelto di affiancare al ricordo dell’orrore
nazista, un gesto di solidarietà concreta”.
Alla raccolta parteciperà anche l’istituto comprensivo
Raffaele Viviani, diretto dal preside Franco Santonastaso.
“Sono certa che la sensibilità dei sammarchesi, ed in particolare
delle donne sammarchesi - ha aggiunto la presidente della Commissione
Politiche Sociali Maria di Blasio, che ha anche la delega alle Pari
Opportunità – farà sì che la raccolta rappresenti
un aiuto concreto per quegli uomini, quelle donne e quei bambini le
cui immagini strazianti non possono lasciare indifferenti”.
“Il materiale – ha poi aggiunto il consigliere Peppe De
Filippo – potrà essere consegnato ai volontari della Protezione
Civile che ha subito dato la sua disponibilità. La raccolta sarà
effettuata presso la sala consiliare dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle
20”.
Ufficio stampa, Comune di San Marco Evangelista
CASTELMORRONE
Rifiuti: differenziata record al 70 %
Porta a porta e isola ecologica sono perfettamente integrati
Castel Morrone comincia a «differenziarsi». In un contesto provinciale che non offre molti esempi di virtuosismo, il borgo sul Monte Castello può esibire una percentuale di raccolta differenziata che a dicembre ha sfiorato il 70%, e il trend a gennaio è ancora più incoraggiante. I dati sono quelli forniti dal Consorzio unico di bacino, presieduto da Enrico Fabozzi, incrociati con quelli dell’ufficio tecnico di piazza Bronzetti. «Al 60% ottenuto con la raccolta “porta a porta” – afferma il sindaco Pietro Riello –, bisogna sommare un altro 10% di differenziato che proviene dall’isola ecologia in località “Scese Lunghe”». Nonostante il 2008 sia stato funestato dall’emergenza rifiuti, a Castel Morrone da settembre la percentuale non è mai scesa al di sotto del 55%. «Il merito è dei cittadini», aggiunge Riello. Ma anche del metodo di raccolta, della presenza di un’isola ecologica (voluta dal suo predecessore) e delle trecento compostiere domestiche, che riducono il conferimento dell’umido. Sul prossimo traguardo, Riello azzarda: «Mi piacerebbe avvicinarmi alle percentuali di Atena Lucana», Comune di 2mila abitanti, nel salernitano, che con un «vigoroso» 96,1% è ai vertici nazionali in tema di differenziazione. L’obiettino è ambizioso, ma non impossibile. Se si pensa che nel 2006 Castel Morrone differenziava per un misero 6,9% e già nel 2007 il borgo ha superato la soglia del 25%, tutto lascia supporre che fra un paio d’anni la partita potrebbe giocarsi sul serio. Nel frattempo, i cittadini si attendono, per il 2009, la riduzione della tassa sui rifiuti, ottimo incentivo per tentare la scalata. «Ci stiamo lavorando», rivela Riello, ma dobbiamo consolidare il dato raggiunto. E in questa direzione si muove l’assessore all’ecologia Giuseppina Chirico, che, nei giorni scorsi, ha sollecitato sia il consorzio sia il comando di polizia municipale a non abbassare la guardia. «Al primo – dice Chirico – abbiamo chiesto di sgombrare alcuni siti in località San Mauro e di effettuare una pulizia nei pressi delle campane per il vetro, mentre i vigili urbani sono stati invitati a controllare soprattutto le grandi utenze, in genere meno disciplinate». «Non contesto le percentuali – dichiara l'esponente del Pd Gianfranco Della Valle dall’opposizione –, mi limito a far rilevare che le strade sono ancora sporche, il territorio è pieno di piccole discariche e che molti cittadini sversano in campagna o, peggio, nei Comuni limitrofi».
Claudio Lombardi, dal Mattino
Comunicato stampa, 22 gennaio 2009
Rifiuti e differenziata, dalla Protezione civile controlli sul territorio
La Protezione civile di San Marco Evangelista al
fianco dell’Amministrazione comunale nella salvaguardia dell’ambiente.
Il nucleo comunale di volontari diretto dal coordinatore Nicola Paccone
e dal suo vice Pierino Palermo, sta infatti fattivamente collaborando
con l’assessorato all’Ambiente guidato da Alessandro Grieco
perché siano rispettate le norme di civiltà e di rispetto
del territorio.
“La raccolta dei rifiuti, in particolare la differenziata –
ha affermato l’assessore Grieco – sta procedendo bene, ricevendo
anche riconoscimenti di rilievo sovracomunale, e questo lo dobbiamo
certamente anche allo spirito di collaborazione e di senso civico dei
cittadini di San Marco. Ma – sottolinea ancora l’assessore
– non dobbiamo mai abbassare la guardia. La collaborazione della
Protezione civile, da questo punto di vista è preziosa perché
è di valido supporto al controllo del territorio, pure costantemente
monitorato dal nostro efficiente corpo di Polizia Municipale”.
E’ il coordinatore Nicola Paccone a spiegare nel dettaglio l’attività
dei volontari in questa iniziativa concertata con l’assessorato
all’Ambiente: “Effettuiamo costantemente dei giri di ispezione
sul territorio – dice - per segnalare eventuali depositi e sversamenti
illeciti di rifiuti e se dovessimo individuare qualche infrazione, saremo
pronti ad allertare la Polizia Municipale. A volte, comunque, è
sufficiente la sola possibilità di essere “beccati”
per scoraggiare atti di inciviltà. Perciò come Protezione
Civile stiamo procedendo a continui giri in ogni via ed angolo del paese
ma posso già dire con soddisfazione che i cittadini di San Marco
mostrano grande senso di civiltà ambientale”.
Ufficio stampa, Comune di San Marco Evangelista
Dopo Assisi: Tre cose da fare ora insieme per la pace in Medio Oriente
Cari amici,
come sapete sabato scorso, si è svolta ad Assisi un’importante
manifestazione per la pace in Medio Oriente che ha visto la partecipazione
di oltre cinquemila persone e l’adesione di oltre 1200 associazioni
e organizzazioni di ogni orientamento culturale, politico e religioso,
Comuni, Province, Regioni e forze politiche.
Non è stata solo una manifestazione per chiedere la fine immediata
della guerra. E’ stata una giornata molto costruttiva. Durante
la grande assemblea che ha preceduto il corteo, abbiamo ascoltato molte
voci da Gaza, Sderot, Gerusalemme, voci di palestinesi e di israeliani,
di cristiani, mussulmani ed ebrei, voci di associazioni, sindacati,
enti locali, esponenti politici. (I testi di tutti gli interventi dell’Assemblea
di Assisi saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito www.perlapace.it)
Abbiamo ascoltato, riflettuto e avanzato numerose idee e proposte. Tra
queste, ci sono almeno tre importanti cose da fare insieme per consolidare
e accrescere il nostro impegno per la pace in Medio Oriente.
Mentre la guerra rallenta la sua folle corsa nella Striscia di Gaza,
vi invitiamo a:
1. promuovere la costituzione, in ogni città, di un Comitato
per la pace in Medio Oriente dove enti locali e associazioni
che condividono l’Appello di Assisi “Dobbiamo fare la nostra
scelta” possano lavorare assieme per coinvolgere e sensibilizzare
la popolazione, promuovere una politica e un’informazione di pace
e praticare una solidarietà fattiva.
2. sostenere la campagna di solidarietà con
i bambini palestinesi: “Diamo un futuro ai bambini di Gaza”.
[scarica il documento - file word
16 KB] L’obiettivo è raccogliere i fondi necessari per
realizzare insieme quanto sarà possibile per alleviare immediatamente
le loro sofferenze, per curare i feriti, per aiutarli a superare il
trauma terribile che stanno vivendo e a ritornare a sognare un futuro
migliore. I bambini e le bambine di Gaza sono più di 700mila.
Più della metà degli abitanti di quella misera striscia
di terra. La campagna è promossa dalla Tavola della pace e dal
Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani ed
è parte di una campagna promossa dalla Rete Europea degli Enti
Locali per la pace in Medio Oriente.
I contributi possono essere versati sul C/C POSTALE N. 19583442 intestato
all’Agenzia della Pace specificando “Bambini di Gaza”
oppure con bonifico sul C/C BANCARIO N. 107073 della Banca Popolare
Etica, Sede di Padova, ABI 05018 - CAB 12100 - CIN X - CODICE IBAN:
IT90 X050 1812 1000 0000 0107 073.
3. aderire al progetto di andare tutti insieme a Gerusalemme,
in Israele e nei Territori Palestinesi Occupati. Un progetto per andare
incontro alle vittime di questa tragedia senza fine, ai due popoli.
Andare di persona per conoscere e per capire. Andare per esprimere la
nostra solidarietà e la nostra vicinanza. Andare per fare quello
che vogliamo facciano l’Italia, l’Europa e l’Onu:
impegnarsi seriamente per mettere definitivamente fine a questa sanguinosa
tragedia umana e politica.
Vi invitiamo a seguire l’evoluzione di queste proposte sul sito www.perlapace.it.
Augurandomi d’incontrare la vostra disponibilità, restiamo
in attesa di conoscere le vostre decisioni e le iniziative che vorrete
assumere.
Cordiali saluti
Flavio Lotti, coordinatore nazionale Tavola della pace
Per adesioni e informazioni rivolgersi a:
Tavola della Pace,
via della viola 1 (06100) Perugia Tel. 075/5736890 - fax 075/5739337
- e mail: segreteria@perlapace.it
Capodrise, l’Idv esce dalla maggioranza
Si è consumata, ieri mattina, a Capodrise, in un lungo e, a tratti, turbolento consiglio comunale, la rottura politica tra il sindaco Giuseppe Fattopace e il suo collega di Recale Americo Porfidia. Il consigliere Tony Conetta, di stretta osservanza «porfidiana», ha letto una dichiarazione, con la quale ha annunciato il distacco dell’Italia dei valori dalla maggioranza di centrosinistra che sostiene Fattopace. «Da oggi – ha detto –, siamo un partito di opposizione». Si è sgretolato, dunque, l’asse Capodrise–Recale, nato alla fine del 2005, quando Porfidia già puntava alla riconferma a Recale e, forse, al grande salto in Parlamento e Fattopace preparava la campagna elettorale, che, nel 2006, gli fece conquistare il palazzo Delle Arti. Circa due anni caratterizzati non solo da un rapporto istituzionale corretto, ma da una vera e propria un’alleanza strategica, basata su una sintonia quasi perfetta. Eppure, il 9 maggio 2008 l'assessore esterno all'urbanistica Pietro Pontillo, in quota all’Idv, provò a sfiduciare Fattopace, in accordo con Nicola Russo e Giuseppe Delle Curti dell'opposizione. I bene informati riferiscono che a scatenare la crisi vi siano state divergenze nella stesura del nuovo piano urbanistico comunale. Il colpo non riuscì e Pontillo, dopo pochi giorni, venne esautorato. Da allora, è iniziata una trattativa tesa a ricucire i rapporti, secondo molti, gestita male sia dai vertici locali che da Porfidia. Questo il ragionamento: se il sindaco di Recale, anziché proporre in giunta il fratello Raffaele o il ritorno di Pietro Pontillo, avesse indicato Conetta o il nome di un esponente autorevole del partito, oggi l'Idv starebbe in esecutivo a lavorare al Puc. Fatto sta che il partito di Porfidia non si è accorto che, mentre perseguiva i suoi obiettivi, Fattopace ha recuperato l’appoggio di Pina Allegretta, Carmine Volpicelli e Paola Pontillo (nominata assessore) e oggi, se vuole, può fare a meno dell’Idv.
Claudio Lombardi, dal Mattino
Appalti a Napoli, Idv nel mirino dei pm
Sotto inchiesta gli uomini di Di Pietro
Diversa la posizione dell'onorevole Americo Porfidia, medico e sindaco di Recale
La Direzione distrettuale antimafia di Napoli indaga
formalmente anche su di loro per il reato di abuso d'ufficio, come per
Di Pietro junior, in relazione all'inchiesta Global service sull'appaltopoli
al Comune di Napoli e i presunti bandi pilotati a favore dell'imprenditore
Alfredo Romeo. La posizione dei tre esponenti dell'Idv, Di Pietro, Di
Nardo e Formisano, è finita all'attenzione grazie alle conversazioni
intercettate con uno dei principali indagati nell'inchiesta Global service,
l'ex Provveditore alle opere pubbliche Mario Mautone (attualmente agli
arresti domiciliari).
Completamente diversa la posizione dell'onorevole Americo Porfidia,
medico e sindaco di Recale: il politico finì in un'informativa
della squadra mobile di Caserta nel gennaio del 2007, nell'ambito di
un'inchiesta di camorra sui clan casertani condotta dall'allora pm della
Dda Raffaele Cantone. Ma a quanto si apprende, quel fascicolo non ha
avuto ulteriori riscontri investigativi, tanto che la Procura di Napoli
avrebbe recentemente chiesto l'archiviazione delle accuse per Porfidia.
Nel frattempo, dopo che la notizia era trapelata sulla stampa, il deputato
ha lasciato il gruppo dell'Idv alla Camera per confluire nel gruppo
misto.
Anche Cristiano Di Pietro ha lasciato il partito del padre, ma non lo
scranno di consigliere provinciale, dopo che le sue imbarazzanti conversazioni
con l'ex provveditore Mautone sono finite sui giornali. Telefonate che
gli investigatori dell'Antimafia definirono «dal contenuto alquanto
ambiguo». In esse il giovane Di Pietro chiede favori a Mautone,
come affidare incarichi ad architetti o ingegneri da lui indicati, oppure
fa domande per sapere chi sono i fornitori di materiali a ditte che
hanno vinto determinati appalti. Richieste che Mautone, come annotano
gli inquirenti, si fa in quattro per esaudire.
Anche Di Nardo e Formisano finiscono per essere tirati in ballo per
le stesse questioni che interessavano Cristiano Di Pietro. E comunque
sempre e soltanto per le conversazioni intercettate con l'ex Provveditore
Mario Mautone. All'epoca delle telefonate (tra la primavera e l'estate
del 2007), il senatore campano Aniello Di Nardo, detto Nello, era a
capo della segreteria dell'allora ministro delle Infrastruttre Antonio
Di Pietro. In passato Di Nardo, quando era nell'Udeur di Mastella, era
stato anche sottosegretario agli Interni con delega alla Protezione
civile nel governo D'Alema bis (a cavallo tra il 2000 ed il 2001).
Nel giugno 2007 viene intercettato mentre chiama più volte Mautone
da un telefono del ministero di Porta Pia e gli comunica che nel suo
ufficio «si trovano due architetti amici di Cristiano a cui non
bisogna far prendere collera». Questione che Mautone subito risolve:
«Non ti preoccupare». Nello Formisano, invece, all'epoca
capogruppo dell'Idv al Senato, oggi deputato e coordinatore regionale
del partito di Di Pietro, si sentiva con Mario Mautone da cui riceveva
segnalazioni di persone da sistemare all'interno del ministero retto
da Di Pietro.
Ma, a quanto trapela, queste sarebbero solo una parte delle intercettazioni
tra i soggetti in questione. Negli ultimi giorni i pm della Dda di Napoli
D'Onofrio, Filippelli e Falcone, che conducono l'inchiesta coordinati
dal procuratore aggiunto Franco Roberti, hanno interrogato numerosi
testimoni e stanno sbobinando ancora altre intercettazioni pervenute
dalle Procura di Santa Maria Capua Vetere e Potenza. Circa 1.100 conversazioni,
molte delle quali penalmente non rilevanti, altre invece che potrebbero
appesantire il quadro indiziario. E secondo le indiscrezioni che circolano
in queste ore, ci sarebbero anche altri esponenti politici finiti nel
registro degli indagati assieme a Formisano e Di Nardo. Non sembra un
caso che Antonio Di Pietro, ascoltato giovedì per quattro ore
dagli inquirenti napoletani come persona informata sui fatti, giovedì
scorso, al termine dell'interrogatorio abbia detto ai cronisti: «I
magistrati devono andare avanti senza riguardo per nessuno, né
parenti, né figli, né esponenti di partito».
Intanto l'unica replica alla notizia dell'iscrizione nel registro degli
indagati viene da Di Nardo: «Ho appreso la notizia dai giornalisti,
a me non risulta. Ho dato mandato al mio avvocato di verificare la cosa
e, se dovesse essere confermata, di chiedere ai magistrati di essere
ascoltato. Non ho alcuna difficoltà a rendere conto del mio operato
ai pm».
Roberto Paolo, dal Tempo
Il Corriere di Caserta, 16 gennaio 2009
Pali killer, paura tra i residenti
Oggi il tavolo di concertazione tra il dirigente Lamberti e la ditta affidataria del servizio
RECALE (Assunta Ferretta) - Pali dell’illuminazione
pericolanti, i residenti preoccupati. Un monitoraggio completo per valutare
quali sono i piloni da mettere in sicurezza al fine di evitare danni
alle automobili, ai pedoni e al manto stradale. Il crollo dei due lampioni
ubicati a distanza di pochi metri l’uno dall’altro in vico
Bari ha acceso i riflettori su un’amara realtà: manca la
manutenzione ordinaria. Lunedì sera qualcuno avrebbe potuto perdere
la vita. I pali da erogatori di corrente a killer perchè ammazzano.
Basta, infatti, una frazione di secondo sbagliata per restare schiacciato
sotto ad un pilone. Il dato è questo ed è evidente. Il
numero di probabilità che qualche passante potesse trovarsi ad
attraversare l’arteria era elevato. Anzi. Elevatissimo. In quanto
proprio nei pressi di vico Bari c’è la stazione ferroviaria.
La fermata del treno frequentata dai pendolari che di mattina e poi
di sera sostano sotto la pensilina per attendere il convoglio che li
trasporti a Caserta, oppure a Napoli, passando per Aversa. Una raffica
di vento più forte è servita per aprire il caso.
Preoccupati sono i residenti. A farsi portavoce dei cittadini è
stato il signor Giuseppe: “E’ stato davvero brutto con quel
tempaccio assistere al crollo dei due pali della pubblica illuminazione”.
E ha aggiunto: “Abbiamo avuto paura e adesso siamo in ansia perchè
può accadere di nuovo”. Preoccupati per l’incolumità
fisica dei loro cari. La polemica non sfiora la demagogia quando la
cronaca attesta che i pali ammazzano davvero. In Sicilia l’11
agosto una 13enne è morta folgorata. E’ stata folgorata
dalla corrente elettrica. E’ accaduto nel corso principale del
paese. E sul caso sono ancora in corso le indagini della procura di
Termini Imerese. A Portici, Napoli, nel I viale Melina, una traversa
della centralissima via Roma, due giovani di quattordici e quindici
anni, il 4 novembre, stavano passeggiando quando improvvisamente un
palo è rovinosamente crollato. Uno dei due ragazzi si è
accorto in tempo di quanto stava accadendo ed è riuscito dapprima
ad allontanare il compagno con uno spintone e poi a spostarsi tempestivamente
prima che il palo gli cadesse completamente addosso. Una frazione di
secondo, sufficiente però ad evitare il peggio: il palo, infatti,
prima di sprofondare su un’auto in sosta, ha lambito il braccio
del giovane provocandogli una forte contusione. Una tragedia evitata.
Ma non fu così per una donna che il 23 dicembre del 2006 in via
Caracciolo fu schiacciata e uccisa da un palo sradicato dal vento. E
sul filo di quanto si è verificato è intervenuto il capogruppo
consiliare di “Insieme per Cambiare”, Patrizia Vestini:
“L’episodio dell’altra sera denota l’incuria
in cui versa il nostro paese. Uno stato di abbandono totale che colpisce
le strade, le piazze e i centri di aggregazione che l’amministrazione
ha giustificato dicendo di essere la conseguenza diretta della difficoltà
di cassa del Comune. Ma, secondo me, solo per una cattiva gestione dei
fondi pubblici”. Il medico ha anche aggiunto senza mezzi termini:
“Questa maggioranza pensa, almeno così dice, a far quadrare
i conti. Però è sotto gli occhi di tutti l’immagine
di una cittadina abbandonata a se stessa, lasciata sola dagli stessi
amministratori”. E con un occhio rivolto alle festività
appena trascorse la Vestini, ironicamente, ha continuato: “A Natale
abbiamo addirittura anticipato la recessione. Non c’era un albero
di abbellimento e se si è vista qualche luminaria e per le iniziative
private dei commercianti, altrimenti era veramente triste passeggiare
per le arterie del centro storico”. Non tarda ad arrivare la presa
di posizione del primo cittadino Americo Porfidia: “Io mi sono
sentito con l’ingegnere Lamberti che mi ha assicurato. Era stata
condotta da poco dalla ditta incaricata una verifica complessiva di
tutti i pali della pubblica illuminazione installati sull’intero
perimetro urbano. E da quel monitoraggio non erano state evidenziate
delle situazioni a rischio”. E il crollo dell’altra sera
in vico Bari come si spiega? “Il capo dell’area tecnica
- ha continuato il sindaco - mi ha fatto notare che il vento forte ha
determinato lo sradicamento dal suolo dei due piloni. Un evento non
prevedibile e inatteso. Questo sicuramente nessun controllo preventivo
avrebbe potuto schivare il rischio”. Porfidia, però, ha
anche annunciato: “Domani mattina (16 gennaio ndr) si terrà
un tavolo di concertazione tra i tecnici dell’Ente e quelli della
società che ha in gestione la pubblica illuminazione. E’
nostra intenzione provvedere ad effettuare un nuovo sopralluogo, soprattutto
nelle zone periferiche del paese. Un secondo monitoraggio, soprattutto
dopo le forte folate di vento che hanno messo in ginocchio non solo
Recale, ma l’intera Provincia di Caserta”. E ieri sera la
vicenda è arrivata anche sul tavolo degli ambientalisti di Cruna,
i quali non solo hanno stigmatizzato l’accaduto ma hanno anche
intenzione nei prossimi giorni di chiedere un verifica statica.
Assunta Ferretta, dal Corriere di Caserta
Il Corriere di Caserta, 16 gennaio 2009
Spazzatura, gli operatori senza paga in agitazione
RECALE (s.f.) - Oggi il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani subirà una battuta d’arresto. Con una nota ieri mattina gli operatori ecologici hanno annunciato lo stato di agitazione. La motivazione è sempre la stessa: non hanno percepito lo stipendi di gennaio. Ad annunciare l’intenzione di non espletare il prelievo dell’immondizia è stato il rappresentante sindacale della Fials, Domenico Merola. “I lavoratori - ha scritto - pur svolgendo regolarmente e diligentemente il proprio servizio non hanno ancora percepito la retribuzione. Pertanto si invita il sindaco Americo Porfidia, l’assessore al ramo Pietro Mingione e l’amministratore delegato dall’Alba Paciello di attivarsi affinchè gli operatori ecologici ricevano immediatamente quanto loro legittimamente gli spetta”. Non è la prima volta che i dipendenti devono ricorrere a forme di contestazioni sindacali per ottenere la paga. Ogni mese il Comune, già in difficoltà di cassa, è costretto a correre ai ripari per evitare che la situazione degeneri e fermi il servizio che deve essere espletato con regolarità altrimenti si rischia di ricadere nel circuito dell’emergenza.
s.f., dal Corriere di caserta
Presto l’alternativa al caos di Viale Carlo III
Capodrise, il collegamento tra via Santa Lucia e via Retella inserito nel piano delle opere pubbliche
È il sogno di migliaia di automobilisti che, ogni giorno, sono costretti a percorrere i cinque chilometri più «lunghi» della provincia di Caserta: disporre di un'alternativa. Viale Carlo III, con i suoi sette semafori non sincronizzati, il traffico, il rumore dei clacson, i microtamponamenti, i lavavetri e i mendicanti è una sorta di traversata negli inferi. Il viaggio della speranza (di arrivare il prima possibile) può durate persino un'ora. Ebbene, entro l'anno, il sogno potrebbe avverarsi. La Provincia, su insistenza del sindaco di Capodrise Giuseppe Fattopace, ha inserito nel piano triennale delle opere pubbliche la realizzazione del collegamento di via Santa Lucia, l'arteria che rasenta i cimiteri di Recale e Capodrise, e via Retella, la strada, per intenderci, su cui si affaccia il centro commerciale «I Giardini del Sole». Poche centinaia di metri, per un impegno di spesa irrisorio (appena 300mila euro), se si considerano i benefici per la viabilità e per lo sviluppo che ne deriveranno. «Grazie all'impegno dell'assessore alla vitalità Silvano Ferraro e di quello ai lavori pubblici Raffaela Salzillo – rivela Fattopace -, sono riuscito a convincere l'ente di Corso Trieste che quel breve tratto di strada avesse un'importanza strategica non solo per Capodrise, ma anche per Recale, San Nicola la Strada, Marcianise e per tutti i Comuni del comprensorio. La nostra tenacia e la sensibilità dell'assessore provinciale alle opere pubbliche Andrea Lettieri – aggiunge Fattopace –, che ha subito convenuto sul valore sovracomunale dell'intervento, mi consentono di sperare che entro il 2009 avremo la strada». La nuova arteria si immetterà, a sud, su via Retella e, attraverso via Greco, andrà a sfociare su via Musone, sul territorio di Marcianise; mentre si unirà, a nord, con la bretella Pit, aperta a Recale lungo l'autostrada A1 Roma-Napoli, creando, nei fatti, la tanto agognata parallela di viale Carlo III. «Al di là dell'effetto decongestionante che avrà sul traffico veicolare che si forma sull'asse che congiunge il casello autostradale di Caserta Sud e il centro della città capoluogo – prosegue Fattopace –, il collegamento di via Santa Lucia e via Retella darà anche, e direi, soprattutto, sfogo al "Piano di integrazione territoriale del distretto industriale Casapulla–Sant'Agata dei Goti", che, inspiegabilmente, si ferma a Recale, trascurando Capodrise e Marcianise». Dunque, da un lato, meno code su viale Carlo III e, dall'altro, la realizzazione di una strada che potrebbe rappresentare l'infrastruttura mancante che ha sempre impedito la nascita di un comparto artigianale e commerciale che si contrapponesse alla zona industriale di Marcianise. Sia Recale che Capodrise, in questi mesi, sono impegnate nella redazione dei nuovi piani urbanistici, all'interno dei quali si individuano anche i terreni da destinare agli insediamenti produttivi. È ancora presto per dirlo, ma appare evidente che il prolungamento verso sud della bretella Pit condizionerà i progettisti, che ne dovranno tener conto nel «disegnare» lo sviluppo futuro delle due comunità. E se l'area Pip di Recale già ricade in quel comparto, quella di Capodrise, nel vecchio strumento urbanistico posizionata a ovest dell'ipermercato «Carrefour», potrebbe essere spostata proprio a ridosso di via Santa Lucia. Nascerebbe, così, virtualmente, un nuovo distretto produttivo Recale-Capodrise, più appetibile per gli eventuali investitori, che obbligherebbe, però, le due cittadine a una pianificazione, se non comune, concertata del comparto. Altrimenti, entrambe correrebbero il rischio di pianificare cattedrali nel deserto, com'è avvenuto a Portico, la cui area Pip è ormai ridotta a un cimitero di capannoni vuoti.
Claudio Lombardi, dal Mattino
Comunicato Aislo, 13 gennaio 2009
Incontro
AISLo: Innovazione e sviluppo locale
AISLo in collaborazione con ASIPS Caserta organizza l’incontro sul tema:
"Innovazione e sviluppo locale"
L’appuntamento è a Caserta, mercoledì 21 gennaio, presso Palazzo ERA, Sala Asips, Piazza S. Anna.
Parteciperanno: Maurizio Pollini,
Presidente ASIPS; Fabio Laudato, Dottore in Economia
e Management; Franco Capobianco, Assessore Provincia
di Caserta;
Dora Costantini, Confapi Benevento; Pasquale Iorio,
VP OBR - AISLo; Daniela Mastrangelo, Confindustria
Caserta; Mauro Sellitto, Cira; Eugenio Corti,
Università del Sannio.
In questa occasione sarà presentata la tesi di laurea del dott. Fabio Laudato, discussa presso la facoltà di Scienze Economiche e Aziendali dell'Università del Sannio, dal titolo "Lo sviluppo imprenditoriale del territorio casertano mediante un uso appropriato dell'innovazione".
AISLo - Associazione Italiana
Incontri e Studi sullo Sviluppo Locale
Via G. Leopardi, 1 - 20123 Milano
Tel. 02 86453748 - Fax 02 72401299
Comunicato stampa, 10 gennaio 2009
Solo per giustizia
Raffaele Cantone alla Libreria Spartaco-Interno4 di Santa Maria Capua Vetere
venerdì
16 gennaio, ore 19.00
Scrittori in carta e ossa. Una sera con...
Raffaele Cantone
autore di “SOLO PER GIUSTIZIA”
Presenta Giovanni Lamanna
Qualche mese fa, durante una delle ultime udienze del processo Spartacus, venne letta una lunga lettera dei boss Casalesi che accusavano – con evidente intento intimidatorio – lo scrittore Roberto Saviano, la giornalista Rosaria Capacchione e il magistrato Raffaele Cantone di avere esercitato una pressione negativa sulla corte. In realtà, Raffaele Cantone, che ha condotto molte fra le più importanti indagini sulla camorra casertana, non è più alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli dal 16 ottobre 2007. E’ proprio dal suo ultimo giorno in procura che prende avvio “Solo per giustizia” (Mondadori), il libro che, venerdì 16 gennaio (ore 19,00), offrirà gli spunti per un dibattito con Cantone, nell’incontro che apre la stagione 2009 del ciclo “Scrittori in carta e ossa. Una sera con...” nella Libreria Spartaco-Interno4 di via Martucci a Santa Maria Capua Vetere. Presenta il giornalista Giovanni Lamanna.
Il libro
Ripercorrendo la sua esperienza, nelle pagine di “Solo per giustizia”
Cantone mostra in che modo un bravo studente di giurisprudenza, che
voleva fare l’avvocato, sia poi finito per diventare il nemico
numero uno dei boss di Mondragone e Casal di Principe, più di
una volta minacciato di morte e da anni costretto a vivere sotto scorta
assieme ai suoi familiari. Ma l’amaro realismo di queste pagine
finisce per evidenziare come l’universo camorrista abbia confini
ben più estesi e radici ben più profonde dei vertici di
qualche clan. Libro profondamente personale e proprio per questo di
alto valore civile, “Solo per giustizia” aiuta a capire
lo sconcertante potere delle mafie, ma anche ad apprezzare meglio l’impegno,
il senso del dovere e i grandi sacrifici di molti uomini.
L’autore
Raffaele Cantone, nato a Napoli nel 1963, è stato sostituto procuratore
a Napoli, dove nel 1999 è approdato alla Direzione distrettuale
antimafia, e attualmente è magistrato presso il Massimario della
Cassazione. Nelle ultime tre legislature è stato consulente della
Commissione parlamentare antimafia.
Per ulteriori informazioni:
Libreria Spartaco-Interno4 - tel. 0823 797063
Via Martucci, 18 - Santa Maria Capua Vetere (CE)
Comunicato stampa
Indagine 416bis su Porfidia: solidarietà dalla maggioranza
RECALE (Caserta) – (Comunicato consiglieri e assessori comune Recale) - Noi sottoscritti, consiglieri comunali e assessori di Recale, intendiamo esternare e rendere pubblica la nostra piena solidarietà umana, politica e personale al sindaco del comune di Recale, l'on. Americo Porfidia, fatto oggetto di un'indagine giudiziaria, così come abbiamo appreso soltanto attraverso gli organi di stampa. Esprimiamo, nel contempo, pieno sostegno e fiducia nell'onerato della Magistratura, affinché, quanto prima, possa far luce su questa vicenda e fugare, quindi, ogni dubbio sull'integrità morale che ha da sempre contraddistinto, sia da un punto di vista umano che politico, il comportamento del nostro sindaco. La nostra solidarietà deve essere intesa anche a nome e per conto dei tanti cittadini che continuamente si informano sugli sviluppi della vicenda e che si mostrano meravigliati per quanto accaduto, ma, nel contempo, fiduciosi che al più presto tutto si chiarirà. Desideriamo, pertanto, esprimere il nostro più vivo ringraziamento a tutti quei concittadini che con il loro comportamento e con le loro parole di rinnovata fiducia nelle istituzioni che li rappresenta, ci danno slancio, vigore e forza, facendoci legittimamente sentire orgogliosi di appartenere alla nostra comunità. Abbiamo sentito il bisogno di intervenire, perché riteniamo che queste "notizie giornalistiche" sono state utilizzate esclusivamente a fini strumentali, al solo scopo di alimentare la campagna denigratoria nazionale che si sta conducendo nei confronti del partito dell'Italia Dei Valori.
Firmato i consiglieri e gli assessori del Comune di Recale: Argenziano Antimo, Argenziano Osvaldo, Caporaso Giovanni, Di Maio Domenico, Marcello Isidoro, Massi Roberto, Mastroianni Andrea, Mastroianni Antimo Elpidio, Mastroianni Paolo, Mingione Pietro, Ommeniello Francesco, Porfidia Francesco, Zarrillo Angelo.
da Casertasette
Eco di Caserta, 10 gennaio 2009
Caserta, la Standa aperta nonostante il sit in dei dipendenti.
Lavoratori arrivano da altre province
CASERTA - E' scontro tra sindacati e proprietà
alla Standa di Caserta. Al secondo giorno dello sciopero ad oltranza
dei 19 dipendenti dello storico punto vendita di via G. M. Bosco scoppia
la bagarre con la proprietà.
La Standa infatti oggi ha aperto lo stesso, anche se i dipendenti erano
in sciopero. La proprietà ha fatto arrivare a Caserta dipendenti
da altre sedi e i sindacati hanno denunciato il fatto come comportamento
antisindacale.
“I 19 dipendenti – spiegano Gennaro Strazzullo (Uiltucs
Uil Campania), Alessandro Tartaglione (Uiltucs Uil Caserta) e Benedetto
Arricale (Filcams Cgil Caserta) – hanno dichiarato giovedì
mattina lo sciopero dopo che a quattro lavoratori è stata inviata
dalla Espansione Europa srl di Lametia Terme, titolare del punto vendita,
una lettera di licenziamento senza preavviso. Oggi hanno presidiato
il posto di lavoro, ricevendo numerosissimi attestati di solidarietà
dai cittadini e dai consumatori abituali dell’esercizio commerciale”.
La proprietà, però, con un comportamento che i sindacati
provinciali ritengono fortemente lesivo dei diritti dei lavoratori,
ha ritenuto stamane di tenere aperto l’esercizio, nel quale ha
fatto affluire manodopera da altre città.
Su immediata segnalazione dei sindacati provinciali, è intervenuto
sul posto un nucleo dell’Ispettorato del Lavoro che ha attentamente
verificato la situazione posta in essere dalla proprietà. Le
risultanze dell’accertamento, ad opera di tre ispettori, verranno
trasmesse alla Procura della Repubblica, che vaglierà quanto
emerso.
Nulla di nuovo è emerso dall'incontro con la proprietà,
rappresentata dall'avvocato Scaramuzza, di questa sera con i siandacati.
I lavoratori continueranno a presidiare il punto vendita di via G.M.
Bosco fino ad un positivo segnale di evoluzione.
Nazareno della Valle, Eco di Caserta
Comunicato stampa, 9 gennaio 2009
San Marco, la maggioranza fa il punto sul lavoro di 9 mesi
Il sindaco Gabriele Zitiello ha convocato per il
prossimo lunedì la maggioranza consiliare al fine di tracciare
un ampio bilancio sulle attività svolte in questi primi nove
mesi di governo cittadino. “Con l’inizio del nuovo anno
e a ridosso della scadenza del bilancio di previsione – spiega
il primo cittadino - mi è sembrato opportuno incontrare la mia
squadra per fare una panoramica a tutto tondo delle cose fatte, delle
cose da fare e quelle in via di realizzazione. Le riunioni di maggioranza
sono un appuntamento fisso settimanale ma quella di lunedì assume
una valenza straordinaria, anche dettata dall’ampiezza delle questioni
da affrontare”.
E’ sufficiente un rapido scorcio del programma elettorale, poi
trasformato nelle linee programmatiche presentate dallo stesso sindaco
nel consiglio comunale di insediamento, per verificare che lo stato
di attuazione degli obiettivi programmatici registra già risultati
soddisfacenti. “Certamente l’uscita dall’Unione dei
Comuni è uno dei nostri primi importanti impegni subito mantenuti,
ma non posso certo tacere l’ottimo riscontro dell’avvio
della raccolta differenziata o le iniziative nel campo sociale e culturale.
La riduzione dei costi della politica ed una sana e corretta riorganizzazione
della macchina comunale, il rispetto del Patto di Stabilità,
l’avvio di una programmazione urbanistica e la progettazione di
importanti opere pubbliche – anticipa Gabriele Zitiello -, sono
certamente dati da annoverare nella lista degli impegni che questa compagine
amministrativa sta rispettando”.
Il sindaco chiarisce poi che “questo incontro con le forze politiche
di maggioranza non è certo un momento autocelebrativo ma piuttosto
un’occasione di ulteriore confronto costruttivo: una verifica
programmatica dello stato dell’arte da cui ripartire per fare
di più e fare ancora meglio, con lo spirito collaborativo, di
correttezza e di gruppo che ha contraddistinto, fino ad oggi, ogni decisione
assunta da questa maggioranza”.
Ufficio stampa, Comune di San Marco Evangelista
Caserta, licenziamenti alla Standa: entrano in sciopero 19 dipendenti
Standa di Caserta, dipendenti in sciopero ad oltranza. Lo comunicano la Uiltucs e la Filcams Cgil di Caserta, con le dichiarazioni di Alessandro Tartaglione e Benedetto Arricale. “I 19 dipendenti – spiegano i rappresentanti provinciali delle associazioni di categoria – hanno dichiarato stamane lo sciopero dopo che a quattro lavoratori è stata inviata dalla Espansione Europa srl di Lametia Terme, titolare del punto vendita, una lettera di licenziamento senza preavviso. Un comportamento che i lavoratori hanno rifiutato in blocco, astenendosi immediatamente dalle attività espletate e proclamando lo stato di agitazione ad oltranza”. Una situazione di crisi, quella dello storico punto vendita Standa della Espansione Europa, che si protrae dallo scorso mese di dicembre. Per il giorno 27 era stato proclamato uno sciopero a causa della mancata corresponsione delle competenze economiche. Era seguito, da parte sindacale, l’avvio di un percorso con la proprietà, astenutasi poi da ogni ulteriore e proficuo impegno in proposito. Da oggi, invece, Espansione Europa sceglie la strada del licenziamento. I lavoratori presidiano il punto vendita di via G.M. Bosco mentre i sindacati attendono che la proprietà, come anticipato, confermi la fissazione di un tavolo di contrattazione per la risoluzione dell’annosa vicenda.
Comunicato stampa, 8 gennaio 2009
“L’oro della camorra”
Presentazione del libro Rosaria Capacchione alla libreria Guida di Capua
Sabato
10 gennaio alle ore 19.30 alla libreria Guida di Capua, la
nota giornalista casertana Rosaria Capacchione presenta il suo “L’oro
della camorra” edito dalla Rizzoli. All’appuntamento è
previsto l'intervento del magistrato Egle Pilla e dell'avvocato Rossella
Calabritto.
Nella ricostruzione di Rosaria Capacchione, giornalista de “Il
Mattino” che dal 13 marzo 2008 vive sotto scorta, la camorra è
una potenza sotterranea capace di muovere centinaia di migliaia di euro
in contanti e tirare i fili di settori chiave dell’economia italiana.
I boss sono diventati manager. Da Casal di Principe hanno risalito lo
stivale, attraversando l’Umbria delle aziende agricole, la Toscana
degli alberghi, l’Emilia Romagna dei locali notturni, fino alla
Milano di Piazza Affari. Un impero, quello dei casalesi, che ha esteso
le sue attività al settore degli immobili, dei supermercati,
dell’Alta Velocità, intrecciando sempre più i propri
affari con la vita della società civile e con le grandi opere
del nostro Paese.
I casalesi influenzano e controllano l’economia di tutta la Penisola,
da Casal di Principe al centro di Milano. Non più e non solo
vendette efferate, morti ammazzati per strada, faide di paese: il nuovo
volto della criminalità organizzata campana, la nuova forma del
potere mafioso, ha il colore dei soldi, si radica nei corridoi di palazzo,
si nasconde e prolifera dietro cifre a molti zeri e nell’anonimato
delle operazioni finanziarie
Comunicato stampa
Il Corriere di Caserta, 7 gennaio 2009
Recale. Lotteria di Cruna in piazza Moro, ieri la premiazione
Michele,
Vincenzo e Giuseppa si sono aggiudicati, rispettivamente, una telecamera
digitale, un lettore multimediale e un navigatore satellitare con la
“Lotteria della Befana” organizzata, per il secondo anno
consecutivo, dalle associazioni “Cruna” e “Beat 101”.
L’estrazione è avvenuta in piazza Moro, dinanzi a decine
di passanti e curiosi, alle 12 e 30. I biglietti fortunati sono il 761,
il 76 e il 837.
Le foto dell'estrazione su Recale Magazine
Tavola della Pace, 7 gennaio 2009
Appello a tutte le donne e uomini di buona volontà
Fermare la guerra a Gaza non è un obiettivo impossibile.
Sabato 17 gennaio 2009, ore 10.00
Incontriamoci ad Assisi per la pace in Medio Oriente in nome dei diritti
umani e della legalità internazionale, gridiamo insieme: "Fermatevi!
Fermiamola!"
Quanti
bambini, quante donne, quanti innocenti dovranno essere ancora uccisi
prima che qualcuno decida di intervenire e di fermare questo massacro?
Quanti morti ci dovranno essere ancora prima che qualcuno abbia il coraggio
di dire basta?
La guerra deve essere fermata ora. Non c'è più tempo per
la vecchia politica, per la retorica, per gli appelli vuoti e inconcludenti.
E' venuto il tempo di un impegno forte, autorevole e coraggioso dell'Italia,
della comunità internazionale e di tutti i costruttori di pace
per mettere definitivamente fine a questa e a tutte le altre guerre
del Medio Oriente. Senza dimenticare il resto del mondo.
Giovani, donne, uomini, gruppi, associazioni, sindacati, enti locali,
media, scuole, parrocchie, chiese, forze politiche: "a ciascuno
di fare qualcosa!"
"Non ci sarà pace nel mondo finchè non regnerà
in quelle terre piena pace. E tutti gli sforzi di pace in quelle terre
avranno una ripercussione straordinaria sul pianeta intero." Card.
Carlo Maria Martini
I promotori dell'Appello:
Tavola della Pace, Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e
i diritti umani, Acli, Agesci, Arci, Articolo 21, Cgil, Pax Christi,
Libera - Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie, Legambiente, Associazione
delle Ong italiane, Beati i Costruttori di pace, Emmaus Italia, CNCA,
Gruppo Abele, Cipsi, Banca Etica, Volontari nel Mondo Focsiv, Centro
per la pace Forlì/Cesena, Lega per i diritti e la liberazione
dei popoli (prime adesioni)
Per adesioni e informazioni:
Tavola della Pace, via della viola 1 (06100) Perugia Tel. 075/5736890
- fax 075/5739337 - e mail: segreteria@perlapace.it - www.perlapace.it
Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, via
della Viola 1 (06100) Perugia - tel. 075/5722479 - fax 075/5721234
email: info@entilocalipace.it - www.entilocalipace.it
Comunicato stampa Tavola della Pace
Energie Nuove incontra l’Associazione 360 ed il suo presidente
Umberto Ranieri
Sabato 17 gennaio, alle ore 17.00, Energie Nuove incontrerà presso la propria sede Umberto Ranieri, presidente nazionale dell’Associazione 360, per una conversazione dal titolo “L'Italia e i suoi dilemmi: tra Barack Obama e il federalismo fiscale”.
L'associazione Energie Nuove,
promossa nel 2006 da Sergio Carozza, Veniero Fusco ed Enrico Vellante,
riunisce giovani impegnati nel mondo della cultura, della ricerca, del
lavoro, delle professioni e dell'associazionismo.
È organizzata come associazione no-profit dedicata primariamente
alla cultura e destinata all’approfondimento e alla vivacizzazione
intellettuale del territorio.
TrecentoSessanta nasce nell’estate 2007 da un’intuizione
di Enrico Letta e di molti amici, uomini e donne impegnati nell’attività
politica, nelle istituzioni a livello centrale e locale, intellettuali.
Umberto Ranieri, napoletano, è stato parlamentare,
sottosegretario agli Esteri, presidente della Commissione Esteri della
Camera dei Deputati.
Energie Nuove e l’Associazione 360 intendono collaborare per affermare
luoghi di approfondimento politico che accompagnino questa fase nuova
della politica italiana. Per contribuire alla definizione del profilo
culturale del PD e del centrosinistra. Per affrontare alcune delle questioni
più complesse all’ordine del giorno nell’agenda nazionale
e in quelle locali ed elaborare poi proposte concrete autenticamente
riformiste. Per far crescere una nuova generazione di cittadini interessati
alla politica.
In linea con questo approccio, l’Associazione 360 ed Energie Nuove
si impegneranno insieme nell’organizzazione di momenti di confronto
e riflessione, di seminari e appuntamenti di formazione.
Comunicato stampa
Comunicato stampa, 6 gennaio 2009
ReD e GFE a Caserta con Pittella
La Gioventù Federalista Europea di Caserta in collaborazione con ReD Caserta è lieta di invitarvi ad una riflessione politica su:
"L'Europa ed il Mezzogiorno"
Venerdì 9 gennaio, presso l’ex Casa del Fascio in Piazza Matteotti -Caserta alle ore 19.00.
Saluti: Giovanni Sticco - Presidente GFE Caserta
Carlo Scatozza - Comitato Promotore ReD Caserta
Interviene: Gianni Pittella - Presidente Delegazione Italiana Gruppo
PSE Parlamento Europeo
Comunicato stampa
Il caso Porfidia. La minoranza: «Subito una riunione per chiarire la sua posizione»
Il parlamentare: «Della camorra a Recale ho letto sui giornali»
Si respira un clima di attesa e di apprensione in città. Recale è assurta, suo malgrado, alla ribalta della cronaca nazionale in seguito alla bufera mediatico-giudiziaria che sta investendo, dal 24 dicembre, il suo primo cittadino. Il sindaco, e parlamentare autosospesosi dall'Italia dei Valori, Americo Porfidia risulterebbe, dal 2004, con altre sedici persone, indagato dalla squadra mobile di Caserta per fatti in cui si ravviserebbe l'ipotesi di reato di associazione per delinquere di stampo camorristico, con l'aggravante della criminalità organizzata. Il procedimento penale dal 2006 è in carico alla Dda di Napoli; non è chiaro, però, l'episodio per il quale Porfidia sarebbe (o sarebbe stato) oggetto di indagine e in quale veste: se in quella di sindaco, deputato, medico o imprenditore della sanità. «In ogni caso – dichiara il capo dell'opposizione Patrizia Vestini – egli ha il dovere morale di chiarire la sua posizione in consiglio comunale». La minoranza, il 2 gennaio, ha protocollato una richiesta, inviata anche al prefetto Ezio Monaco e alla Procura di Santa Maria Capua Vetere, di convocazione urgente dell'assemblea cittadina, con all'ordine del giorno un solo punto: «Dibattito politico sull'autosospensione del sindaco dall'Idv». «Un'audizione pubblica – aggiunge Vestini – non è più rinviabile, se non altro per tranquillizzare i recalesi. Avremmo indugiato ancora qualche giorno, prima di intraprendere quest'iniziativa – rivela l'esponente del Partito democratico – ma apprendiamo dalla stampa che il ”caso Porfidia” ha creato non lievi dissensi nell'ambito dello stesso gruppo parlamentare dell'Italia dei Valori sull'anomala decisione di abbandonare il partito e non il Parlamento». Oltre ad Antonio Di Pietro, che si è affrettato a prendere le distanze («Lui l'avrò visto una decina di volte»), il più duro con il sindaco di Recale è stato il suo compagno di seggio a Montecitorio Franco Barbato: «Ma le pare che, quando riapre la Camera, mi debba sedere al fianco di un indagato per camorra?». A difesa di Porfidia si è schierato, invece, il capogruppo dell'Idv alla Camera Massimo Donadi: «Un'accusa è pur sempre soltanto un'accusa – ha dichiarato –, da verificare. Sarebbe stato troppo chiedergli di lasciare il Parlamento soltanto perché era finito in un'indagine». Dal 26 dicembre, giorno in cui ha lasciato il partito, Porfidia ha sempre affermato di non sapere nulla delle indagini e di essere, comunque, estraneo a ogni coinvolgimento camorristico. Nel frattempo, attraverso il suo legale, ha fatto richiesta delle carte alla Procura e attende, dice, «fiducioso nei magistrati, l'epilogo di questa vicenda». «Ho letto sui giornali – ha dichiarato, ieri, in un'intervista al Corriere della sera – che anche Recale, in passato, è stata interessata dalla camorra. Ma io non ci capisco nulla dei clan. E poi la mia amministrazione non è mai stata coinvolta: faccio il sindaco dal 2002, sono al secondo mandato. E penso che se la Dia avesse trovato qualcosa sul mio conto mica mi avrebbe fatto rieleggere sindaco. Sono passati tre anni, ormai». È strano che Porfidia debba ricorrere alla stampa per sapere che la città che governa da sei anni sia controllata dagli uomini di Antimo Perreca, affiliati al clan dei Belforte di Marcianise, che sul territorio gestiscono il racket delle estorsioni. Su questa battuta infelice, però, nemmeno l'opposizione intende esprimersi. «Al momento – precisa Filiberto Gianoglio – a noi preme che Porfidia venga in Consiglio e ci inforni su come pensa di tutelare l'immagine della comunità. Così come, giorni fa, ha sentito l'esigenza di riunire la maggioranza, così ritengo abbia l'obbligo di convocare l'assemblea cittadina e di manifestare le sue intenzioni a tutti i consiglieri e all'opinione pubblica».
Claudio Lombardi, dal Mattino
Il Corriere della Sera, 4 gennaio 2009
Italia dei valori Il deputato contro il collega indagato: attenzione ai nostri uomini in regione, non faccio nomi perché i panni sporchi si lavano in famiglia
Barbato: Porfidia stava con Landolfi, difende i camorristi
Negli esecutivi del partito in Campania si diceva: la legalità va bene dal Nord al Garigliano, sotto bisogna applicare altre regole Americo Porfidia Con lui abbiamo certo una concezione diversa della politica e dell’etica. Antonio Di Pietro Non ci sentiamo mai, non ce n' è bisogno. Non servono parole tra noi: abbiamo lo stesso Dna
Francesco Barbato e allora? «Allora è dalle 9 del mattino del primo gennaio che nel mio paese, Camposano di Nola, mi sono messo a raccogliere le firme contro il lodo Alfano e...». Veramente la domanda era: allora, cosa sa delle infiltrazioni della camorra nel suo partito, l’Idv, in Campania? Ha fatto accuse dirette, le più esplicite e pesanti al suo conterraneo (e compagno di banco alla Camera) Americo Porfidia... «Ah, Americo Porfidia. Abbiamo certo una concezione diversa di politica e di etica. Lui difende i camorristi». Che vuol dire? «Lo scorso anno in un esecutivo dell’Italia dei Valori in Campania io accusai Mario Landolfi di avere rapporti con i clan della camorra. Porfidia prese le parti di Landolfi. E poi...». Poi cosa? «Se un giudice coraggioso come Raffaele Cantone ha messo sotto accusa Porfidia per il 416 bis, ovvero la criminalità organizzata di stampo camorristico, qualche domanda ce la dobbiamo porre». Per ora sono soltanto indagini. Porfidia dice di non sapere assolutamente nulla di questa inchiesta. «È ovvio. Quando si fanno le indagini per il 416 bis mica si mandano gli avvisi di garanzia. Porfidia lo sa bene: perché si stupisce di non saperne niente?». E quindi? «Per me uno più uno fa due. Ma per Porfidia c’è anche un tre». Ovvero? «Ha perso il contatto con le persone del partito in Campania. Si fa i fatti suoi. Oggi mi ha chiamato Emma Tedesco, consigliere comunale dell’Idv a Giffoni Vallepiana. Lei ha supportato Porfidia nel suo collegio elettorale, ma da quando è stato eletto non è mai più riuscita a parlarci, mi ha detto. L’Italia dei Valori in Campania deve stare molto attenta». A cosa? «Ai suoi uomini». Quanti parlamentari ha l’Italia dei Valori in Campania? «Tre deputati e due senatori. Ma io mi riferisco a tutti gli uomini del partito: ai consiglieri regionali e a tutto un apparato di sottogoverno e di tanti altri amministratori locali». Cosa succede? «I panni sporchi si lavano in famiglia». Va bene, ma per capire... «Per capire bisognerebbe aver assistito ai tanti esecutivi regionali ai quali ho partecipato io». Cosa succedeva? «Si proclamava l’acquiescenza alla camorra». Cosa? «Sì, in quegli esecutivi ho sentito frasi tipo: “In politica la legalità va bene dal Nord al Garigliano. Poi dal Garigliano bisogna applicare altre regole”». Chi l’ha detta questa? «I panni sporchi si lavano in famiglia. E noi abbiamo una lavatrice potente: Antonio Di Pietro». Ha parlato di questo con Antonio Di Pietro? «Io con Di Pietro non mi sento mai». Ah sì? E come mai? «Non ce n’è bisogno. Facciamo le stesse identiche cose. È come se fossimo figli della stessa madre, abbiamo lo stesso Dna. Non servono le parole fra di noi». Vabbé ma non sarete per caso anche dotati di telepatia. Se ha delle denunce da fare gliele vorrà dire? «Certamente: bisogna riaffermare il dipietrismo in Campania». Non le sembra urgente? «Arriverà il tempo. Adesso finiamo di raccogliere le firme contro il lodo Alfano».
Alessandra Arachi, dal Corriere della Sera
Il Corriere della Sera, 03 gennaio 2009
Intervista al deputato dell'Idv e sindaco di Recale Americo Porfidia
Parla il dipietrista inquisito: accuse sui giornali, mai lette le carte
«La camorra non so che sia, non lascio il Parlamento. Tonino? Gli ho scritto, ma non mi ha chiamato»
NAPOLI — La bufera lo ha travolto con
il panettone in bocca: «E subito, il 26 dicembre, ho mandato una
mail ad Antonio Di Pietro per dirgli che mi mettevo a disposizione del
partito». Ma ad Americo Porfidia non è mai arrivata risposta.
Deputato dell'Italia dei Valori, sindaco di Recale (paesino del casertano)
Porfidia, coinvolto in indagini di camorra, ha dunque deciso da sé:
si è dimesso dal partito.
Seguendo le orme di Cristiano, figlio del leader dell'Italia dei Valori.
Americo Porfidia, lei ha lasciato il partito
ma non il Parlamento... «Per forza».
Per forza cosa? «Dovevo lasciare il Parlamento
per una notizia letta sui giornali?».
Che vuol dire? «Che ho saputo dai giornali di
avere a mio carico un'indagine del 2004 che la squadra mobile di Caserta
nel gennaio 2006 ha trasmesso alla Dia».
Non ne sapeva nulla? «Non ne so ancora nulla.
Il mio avvocato ha fatto richiesta per avere le carte, le sto aspettando.
Però i giornalisti quelle carte già le avevano: non mi
sembra corretto. Sono loro che me le hanno lette per telefono. Non c'entra
nulla la Global Service di Romeo... ».
Ma c'entra la camorra... «Già. Ho scoperto
di avere a mio carico il 416 bis».
Ovvero l'associazione a delinquere con l'aggravante della criminalità
organizzata: non è una passeggiata...
«Io non so niente di camorra».
Mai avuto a che fare? «Ho letto sui giornali
che anche Recale in passato è stata interessata dalla camorra.
Ma io non ci capisco nulla dei clan. E poi non la mia amministrazione
non è mai stata coinvolta: faccio il sindaco dal 2002, sono al
secondo mandato. E penso che se la Dia avesse trovato qualcosa nelle
carte mica mi avrebbe fatto rieleggere sindaco. Sono passati tre anni,
ormai».
Le accuse più forti contro di lei sono arrivate da un
suo collega di partito in Parlamento, Francesco Barbato.
«Se è per questo con Barbato in Parlamento sediamo proprio
nei banchi uno accanto all'altro».
Una coltellata? «Una diversa concezione dell'etica
politica. Barbato fa politica soltanto per avere visibilità».
Barbato l'ha accusata di avere a che fare con la camorra... «Se lui sa cose che io non so, le riferisca quanto prima».
Non lo ha sentito in questi giorni? «No».
Non ha sentito nemmeno Antonio Di Pietro? «No».
Mai? Nemmeno una telefonata? Un sms? Una mail? «Niente».
Come mai? «Beh, diciamo che anche Di Pietro è
stato colpito sul lato umano. Penso perciò sia stato preso da
altri sentimenti in questi giorni di festa. In fondo un figlio è
un figlio. Un deputato, un deputato».
Già: le telefonate del figlio Cristiano che premeva per
ottenere favori e raccomandazioni non sono una bella cosa per il leader
di un partito che mette al primo posto l'etica... «Non
c'è nulla di penalmente rilevante nelle telefonate tra Cristiano
Di Pietro e l'ex-provveditore alle opere pubbliche della Campania Mario
Mautone».
Non stavamo parlando di reati. «Eh, Cristiano
in quelle telefonate deve essersi lasciato trasportare dalle passioni».
Che vuol dire? «Che Cristiano è un ragazzo
passionale. Però non bisogna approfittare. Non bisogna amplificare
un granellino di sabbia».
Pensa che quelle richieste di favori e di raccomandazioni siano
un granellino di sabbia? Cristiano non ha commesso errori facendole? «Da un punto di vista politico sì».
Anche lei è stato intercettato al telefono con Mario
Mautone... «Nel mio ruolo istituzionale di sindaco e
di parlamentare. Sollecitavo la costruzione di opere pubbliche. Non
ho nulla da temere. Mi sento tranquillo».
Lei si sente così tranquillo anche per il coinvolgimento
nell'inchiesta sulla camorra, giusto? «Certo».
E si è dimesso dall'Italia dei valori, perché,
alla fine?
«Perché sto in un partito dove bisogna seguire regole etiche
scritte e non scritte. L'ho fatto di mia scelta: nessuno me lo ha chiesto».
Ma ne ha parlato con qualcuno del partito? «L'ho
già detto: il 26 dicembre ho mandato una mail ad Antonio Di Pietro,
ma anche a Massimo Donadi e a Nello Formisano e mi sono messo a disposizione
del partito».
Qualcuno le ha risposto? «Ho deciso da solo di
autosospendermi».
Da quando fa parte dell'Italia dei valori? «Dal
2005. Prima ero nel Ccd».
E non le dispiace che il leader del suo partito l'abbia lasciata
solo, in questo momento? «Sono convinto che Di Pietro
si farà sentire. Quando avremo le carte in mano ci parleremo
e tutto si chiarirà».
Alessandra Arachi, dal Corriere della Sera
Veleni e sospetti nell’Idv, bufera su Di Pietro
Questione morale, il deputato Barbato accusa: «Vedo camorristi e tante facce strane nel partito»
Senza esclusione di colpi è continuata la polemica tra centrodestra e Idv su Cristiano Di Pietro, il suo coinvolgimento nel clientelismo politico e le sue dimissioni a metà, mentre l’Udc ha criticato aspramente, con Maurizio Ronconi, il padre (che «come Erode, pur di difendere una posizione alquanto traballante, fa immolare anche il figlio») e il Pd ha marcato le distanze dall’alleato sottolineando che sulla riforma della giustizia è favorevole al dialogo, che ora viene declinato come confronto ma che significa pur sempre disponibilità al compromesso e all’intesa. «Non inseguiamo Di Pietro e non facciamo inciuci con la maggioranza», ha puntualizzato il ministro ombra della Giustizia, Lanfranco Tenaglia, per chiarire che sulla giustizia «un confronto à nell’interesse del Paese». Ma ancor più pericoloso del tirarsi indietro del Pd dalla solidarietà, politica se non morale, è per Antonio Di Pietro la rivolta dei simpatizzanti, che inondano di messaggi sdegnati i blog dell’Idv, e i primi scricchiolii provenienti dal partito. Nel mirino la gestione ”monarchica“, da padre-padrone del suo leader, e i discutibili arruolamenti sia per provenienza politica (difficile l’amalgama di ex dc, ex missini, ex girotondini di sinistra), sia per obiettivi. «O facciamo pulizia o me ne vado - ha ammonito il deputato campano Franco Barbato, intervistato da ”Panorama“ - Mi sospendo dagli incarichi dell’Idv in Campania perché nel partito spuntano camorristi, strane facce, gente alla quale io nemmeno stringerei la mano. Questo è il primo passo». E sulle dimissioni del figlio dell’ex pm, ha aggiunto: «Ma che vuole che sia la storia di Cristiano? Rispetto alle grane che abbiamo è una pagliuzza. Corriamo il rischio di diventare il ”partito taxi“ su cui salgono quelli che vogliono rubare, arraffare, farsi i fatti propri. I conti dell’Idv non tornano. Ma le pare che, quando riapre la Camera, mi debba sedere a fianco del collega di partito Amerigo Porfidia, indagato per camorra dal coraggioso pm che conduce le inchieste sui casalesi?». Se Antonio Di Pietro non ha reagito (cose secondarie a fronte della «guerra a Gaza» e del «Papa che parla del problema della fame»), il capogruppo dell’Idv alla Camera, Massimo Donadi, l’ha rassicurato, prennunciando una «verifica» con l’allontanamento di quanti hanno avuto «un comportamento non irreprensibile». Nel Pdl il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri, ha giudicato «farsesca la via di finta uscita scelta (da Cristiano): mi tengo le poltrone ed esco dal partito che, tanto, è una specie di feudo di papà». Ed ha nuovamente chiesto: «Quando e da chi il babbo ha saputo che Mautone era indagato e le sue telefonate con il figlio intercettate?». Dall’Idv parole grosse nella replica di Stefano Pedica: «Gasparri, pagliaccio e bambino cresciuto non di cervello» rappresenta «in parlamento 70 condannati e arrestati nelle amministrazioni locali», la smetta con «le idiozie». Altri nell’Idv hanno cercato di fare scudo, da Beppe Giulietti a Giuseppe Astore («non sempre sono andato d’accordo con Cristiano, ma credo che sia stato usato»). Nel Pdl si è sottolineata la ”non diversità“ di Antonio Di Pietro: «Questa vicenda - ha affermato Gaetano Quagliariello - insegna che chi si mette a fare il puro, alla fine trova sempre uno più puro che lo epura». Ma s’è anche riaffermata, con Gianfranco Rotondi, l’urgenza della riforma della giustizia. E se se Clemente Mastella ha paragonato le dimissioni a metà di Cristiano alle sue da ministro, Umberto Bossi ha rilevato «la grande sofferenza che deve aver provato» l’ex pm, per il figlio.
Almerico Di Meglio, dal Mattino
Caserta News, 30 dicembre 2008
Americo Porfidia si autosospende dal partito di Di Pietro
Recale – Il deputato dipietrista Americo Porfidia, sindaco di Recale, si è autosospeso dopo che alcuni organi di stampa avevano parlato di un suo coinvolgimento in una inchiesta sulla criminalità organizzata condotta dalla Dda di Napoli. Porfidia passerà al gruppo misto della Camera. "Pur nella consapevolezza della mia esemplare correttezza nella funzione di sindaco e di parlamentare, ritengo di autosospendermi dall'Idv al fine di evitare qualunque ulteriore strumentalizzazione politica, in relazione ad alcune notizie di stampa. Attenderò, fiducioso nei magistrati, l'epilogo di questa vicenda".
da Caserta News
Il figlio di Di Pietro lascia l'Idv: usato per colpire mio padre
Si autosospende anche il deputato dipietrista Americo Porfidia, sindaco di Recale, in provincia di Caserta
Il suo nome era uscito a proposito di alcune intercettazioni
relative all’inchiesta sugli appalti del Comune di Napoli alla
Global Service di Alfredo Romeo, Così, Cristiano Di Pietro, figlio
di Antonio, ha deciso di dimettersi dall’Italia dei Valori. In
una lettera pubblicata sul blog del padre annuncia: «Lascio l’Italia
dei Valori e conseguentemente ogni incarico di partito ed anche il mio
ruolo di Capogruppo al Consiglio provinciale di Campobasso, ove mi iscriverò
al Gruppo misto. Lo faccio con sofferenza e dispiacere (soprattutto
per la disumana ingiustizia che sto patendo) ma non voglio creare imbarazzo
alcuno al partito». Secondo Cristiano, «la mia unica colpa
è quella di essere “figlio di mio padre”: per colpire
lui stanno colpendo me».
Comunque vada a finire, il gesto è stato molto apprezzato all’interno
del partito. Lo stesso Antonio Di Pietro lo ha giudicato «per
certi versi forse eccessivo visto che non è nemmeno indagato,
ma lo rispetto e ne prendo atto». Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv
alla Camera, parla di una scelta «importantissima» e a chi
chiedeva anche le dimissioni da consigliere provinciale spiega che «Di
Pietro è consigliere nel piccolo comune di Montenero di Bisaccia
e il suo mandato scade tra pochi mesi. Trovo normale e corretto che
abbia voluto portare a termine un incarico avuto da chi lo ha votato».
Donadi aggiunge che la trasparenza a è una «bandiera»
dell’Idv: sempre lunedì, infatti, anche il deputato dipietrista
Americo Porfidia, sindaco di Recale, in provincia di Caserta, si è
autosospeso dopo che alcuni organi di stampa avevano parlato di un suo
coinvolgimento in una inchiesta sulla criminalità organizzata
condotta dalla Dda di Napoli. Porfidia passerà al gruppo misto
della Camera.
Il Corriere di Caserta, 29 dicembre 2008
Dopo le notizie sul fascicolo aperto dalla Dia sul parlamentare di Idv
Porfidia: “Non so nulla delle indagini su di me”
CASERTA (d. p.) - “C’è un’informativa che parla di indagini su di me e altre 16 persone partita nel 2004. Questo è quanto ho appreso dalla stampa”. A parlare è Americo Porfidia, deputato casertano targato Idv che si dice sorpreso per quanto appreso sul suo conto dalla pagine dei giornali di ieri. Il nome del deputato dell’Italia dei valori Americo Porfidia salterebbe fuori nella stessa informativa della Dia che racconta dei favori che il figlio di Antonio Di Pietro, Cristiano, avrebbe chiesto all’ex provveditore alle Opere pubbliche di Campania e Molise Mario Mautone. Ma in quel documento su Porfidia si dice qualcosa in più. Ossia che alla data dell’informativa, febbraio scorso, il parlamentare, che è anche sindaco del comune di Recale era indagato per camorra. “Nei confronti di Porfidia Americo - scrivono gli uomini della Direzione investigativa antimafia di Napoli - sono stati effettuati accertamenti effettuati da personale dipendente dai quali è emerso che presso la squadra mobile di Caserta (l’istruttoria è tuttora in corso) esiste un procedimento penale in carico alla Dda di Napoli, dottor Cantone”. La Dia cita un’informativa del 2005 “con la quale sono state riferite risultanze investigative attinenti all’ipotesi delittuosa di cui all’articolo 416 bis c.p. e ai reati aggravati ex art. 7 L. 203/91 (ossia l’aggravante del dolo specifico di agevolare l’associazione di stampo mafioso, ndr)”. “Nell’informativa della squadra mobile di Caserta - conclude la Dia - il sindaco di Recale Porfidia Americo è stato denunciato all’autorità giudiziaria unitamente ad altre 16 persone”. Americo Porfidia, medico, era il numero tre per l’Idv nel collegio Campania 2, e nella sua attività da parlamentare si è spesso occupato proprio di temi connessi alla criminalità organizzata. fatti di cui il parlamentare afferma di non sapere nulla. “Di tutto questo - prosegue Porfidia - non ho mai saputo nulla e non ne so nulla ora. Ho dato mandato mandato al mio avvocato per vedere come stanno le cose. Ad oggi non ho ricevuto alcun avviso d’indagine. Con tutta onestà mi sento sereno e tranquillo. Ho grande fiducia nella magistratura e non sono parole di circostanza. Aspetto domani per sapere qualcosa di più e per poter dire qualcosa in merito”.
d.p., dal Corriere di Caserta
Affari e camorra: la Dda indaga un deputato IdV
C’è un deputato dell’Italia dei Valori indagato per associazione a delinquere di stampo camorristico. È Americo Porfidia, 50 anni, medico, dal 2002 sindaco di Recale, in provincia di Caserta, alla sua seconda legislatura a Montecitorio. Porfidia risulta indagato con altre sedici persone. L’indagine risale al 2004 ed era affidata al pubblico ministero Raffaele Cantone. Il nome del parlamentare dell’Idv compare negli allegati all’inchiesta «Magnanapoli» che coinvolge, tra gli altri, l’imprenditore Alfredo Romeo (in carcere), gli ex assessori al Comune di Napoli Enrico Cardillo, Ferdinando Di Mezza, Felice Laudadio, Giuseppe Gambale, l’ex provveditore alle opere pubbliche Mario Mautone (tutti gli arresti domiciliari). È proprio in riferimento a Mautone che i pm della procura di Napoli Raffaello Falcone, Pierpaolo Filippelli, Enzo D’Onofrio scrivono di Porfidia. «È nato a Caserta il 7 aprile del 1958, medico, sindaco di Recale, eletto in quota all’Italia dei Valori alla Camera dei deputati. Nei confronti di Porfidia sono stati effettuati accertamenti da personale dipendente dai quali è emerso che presso la squadra mobile di Caserta (l’istruttoria è tuttora in corso) esiste un procedimento penale in carico alla Dda di Napoli con il quale sono state riferite risultanze investigative attinenti all’ipotesi del reato di 416 bis e reati aggravati dall’articolo 7». Americo Porfidia è uno degli uomini più vicini ad Antonio Di Pietro ed è in provincia di Caserta il punto di riferimento dell’Idv. Rispetto all’indagine in cui sarebbe coinvolto, il parlamentare dell’Italia dei Valori si dice tranquillo. «Non ne sono nulla. Ne sono venuto a conoscenza dai giornali», dice il sindaco di Recale. Porfidia chiede chiarezza. «Ho già dato mandato a un mio legale - aggiunge - per capire se la notizia è vera e se è vera di chiarire subito la mia posizione». Il parlamentare dell’Italia dei Valori, fedele alla linea del partito, non si esprime in giudizio sull’operato della magistratura. «Non ho sentito Di Pietro perchè non ce n’è bisogno. Mi sento sereno e tranquillo e - assicura - ho grande fiducia nella giustizia e nella magistratura. Ho rimesso al mio partito ogni decisione in merito».
p. mai., dal Mattino
Un deputato dipietrista indagato per camorra
NAPOLI Nell'inchiesta su Romeo spunta anche
un deputato dell'Italia dei Valori. E tra le carte si viene a sapere
anche che questo parlamentare era indagato, al momento degli atti, addirittura
per camorra.
Il deputato è Americo Porfidia, medico e sindaco di Recale (piccolo
Comune del Casertano).
Nel 2006 era sottoposto ad indagini per il reato
di associazione a delinquere di stampo camorristico assieme ad altre
16 persone. In particolare l'istruttoria, stando a quanto appare nei
faldoni allegati all'ordinanza di custodia cautelare che ha portato
agli arresti 13 persone a Napoli, risulta che l'istruttoria a carica
di Porfidia sarebbe stata curata dalla squadra mobile di Caserta su
ordine della direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Il magistrato
che ha aperto l'indagine è Raffaele Cantone. Non si tratta di
un sostituto di secondo piano, ma anzi di quelli in primo piano. È
uno di quelli maggiormente lodati da Roberto Saviano ed è anche
uno di quelli maggiormente minacciati dai clan camorristici, in particolare
dai Casalesi: un anno fa è stato trasferito alla Cassazione.
Del fascicolo per mafia non si sa di più visto che viene citato
soltanto per inquadrare il personaggio e per tratteggiarne un breve
profilo. Porfidia infatti negli allegati all'ordinanza che riguardano
Romeo entra solo perché chiama l'ex provveditore alle Opere Pubbliche
di Campania e Molise, Mario Mautone. E gli sollecita alcuni finanziamenti
per opere pubbliche da realizzare nel suo territorio. E quando Mautone
viene trasferito è proprio a lui che chiede aiuto con un messaggio
che suona molto ambiguo: «Deve essere una posizione di voi politici
a sostenermi. Abbiamo tante cose avviate assieme, ma come si fa? Poi,
è vero che è interesse mio, ma l'interesse è di
tutti...».
Porfidia alla Camera è un deputato piuttosto attivo. Ha presentato
anche diverse interrogazioni parlamentari per sollecitare l'azione del
governo proprio contro l'emergenza criminalità organizzata nel
Casertano. Il 30 settembre scorso, per esempio, dopo aver elencato gli
ultimi avvenimenti mafiosi nella zona, afferma: «È necessario
che la presenza dello Stato sul territorio sia qualificata, anche a
garanzia della vita dei professionisti che saranno e sono impegnati
sul campo, e soprattutto preventiva rispetto a situazioni che possono
diventare irreparabili»
Rob. Pa., dal Tempo
Il Sole 24 Ore, 27 dicembre 2008
Napoli, tutti gli uomini dell'Idv
Americo Porfidia, deputato dell'Idv e sindaco di Recale, in provincia di Caserta, poi, è inserito tra le persone che hanno rapporti istituzionali con Mautone
Lunedì tocca al tribunale del riesame, che
valutarà le richieste di revoca o di modifica delle misure cautelari,
decise dal Gip Paola Russo, per undici dei tredici indagati nell'ambito
dell'inchiesta della Procura di Napoli, che punta i riflettori su una
serie di appalti pilotati nel capoluogo partenopeo e in altre parti
d'Italia. Una rete di affari e piaceri dispensati, secondo i Pm della
Dda Vincenzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli, a
politici e non solo attraverso un presunto sistema ideato e gestito
dall'imprenditore Alfredo Romeo (unico degli indagati in carcere).
La sezione del Riesame, cui è approdato Luigi De Magistris, comincerà
dai ricorsi per la revoca degli arresti ai domiciliari per due ex assessori
del Comune di Napoli, Felice Laudadio e Ferdinando Di Mezza. Invece
dovrebbe essere fissata nella prima metà di gennaio l'udienza
per la richiesta dei Pm di inasprire le misure a carico di otto indagati:
i 4 ex assessori e 4 personaggi chiave dell'affaire, tra cui l'ex provveditore
alle opere pubbliche di Campania e Molise Mario Mautone. Proprio dalle
intercettazioni che riguardano quest'ultimo, pare probabile che scaturiranno
con l'anno nuovo ulteriori filoni di indagine. Molto dipenderà
dall'esito del Riesame. Certo è che dalle informative contenute
negli atti depositati emerge una figura, quella di Mautone, «al
centro di un sistema di potere molto forte... volano di una serie di
raccomandazioni in tutti i settori pubblici». Un sistema che vede
l'ex provveditore come punto di riferimento anche per 5 esponenti dell'Italia
dei valori, compreso il figlio del leader del partito, Cristiano Di
Pietro. Nessuno di loro risulta al momento tra gli indagati, come a
proposito di Di Pietro jr sottolineava ieri un comunicato dell'Idv.
Nelle carte dell'inchiesta-Romeo emergono però richieste precise
avanzate da parlamentari in carica, come il deputato Nello Formisano
e il senatore Aniello Di Nardo. Quest'ultimo in una telefonata ricorda
a Mautone di un suo amico «che doveva essere chiamato» e
non è stato più convocato per dei lavori di impiantistica
di una galleria a Vico Equense. In un'altra conversazione segnala due
architetti amici di Cristiano Di Pietro «ai quali non bisogna
far prendere collera».
Americo Porfidia, deputato dell'Idv e sindaco di Recale, in provincia
di Caserta, poi, è inserito tra le persone che hanno rapporti
istituzionali con Mautone, e l'informativa degli investigatori precisa
anche che a suo carico la Squadra mobile di Caserta ha aperto un procedimento
penale per un'ipotesi di reato per associazione a delinquere di stampo
mafioso. Cardiologo, deputato in carica, a Mautone si è rivolto
per chiedere consiglio per investimenti pubblici nel casertano.
L'intreccio di richieste che dalla Campania provava ad incidere su Roma
sfocia anche in un emendamento da inserire in Finanziaria. Nell'ottobre
2007 Mautone chiede a Formisano una modifica per favorire un contributo
a favore della "casa degli anziani" cui è interessato
Francesco Manzi, consigliere regionale della Campania che fa riferimento
al partito di Di Pietro. Spicca, infine, una telefonata tra Mautone
e Cristiano Di Pietro sul tema forniture pubbliche: per l'impresa che
realizza l'impianto elettrico di una caserma a Termoli e per dove va
a rifornirsi del materiale. I due parlano delle percentuali di ribasso
per la gara d'appalto: percentuali ritoccate "al rialzo" su
suggerimento di Mautone, avallato da Di Pietro junior. Dal Pdl attacco
di Maurizio Gasparri al leader dell'Idv: «Come ha fatto il babbo
a sapere che erano intercettate le telefonate tra il pargolo e Mautone?
Di Pietro non se la caverà». La replica di Di Pietro: «Gasparri
insiste con le diffamazioni, pensando di farla franca solo perché
è un deputato. Lo citerò in giudizio sperando che non
voglia avvalersi dell'immunità parlamentare». Intanto oggi
sarà ascoltato l'ex vicepresidente della Provincia di Napoli
Antonio Pugliese (Sdi), accusato di aver fornito informazioni riservate
a Romeo.
Laura Viggiano, dal Sole 24 Ore
"Da mio figlio errori ma nessun reato"
L'ex pm: i giudici devono continuare
Nelle carte della Procura di Napoli si rivela anche che il sindaco di Recale, Amerigo Porfidia, Idv, è indagato in una inchiesta per mafia. Sarà sospeso? ...
Da padre, Antonio Di Pietro si starà dando
dei pizzicotti sulla pancia. Perché vedere suo figlio Cristiano
finire nel tritacarne dell’inchiesta Romeo-Mautone, non deve avergli
fatto piacere. E reagisce: «Non scherziamo. Mica questa è
l’inchiesta su Cristiano Di Pietro. Certo, lui merita una sgridata».
Da leader di Italia dei Valori, poi, la notizia lo deve aver un attimo
disorientato. Ha aspettato di conoscere i fatti, insomma ha voluto leggere
prima le «carte» e adesso che è pronto affronta il
toro per le corna: «Il suo è stato un comportamento assolutamente
non corretto, che noi di Idv non condividiamo. Però non ha commesso
nulla di penalmente rilevante».
Senatore, amareggiato? «Questa mattina ho preso atto della iperinformazione
che i giornali hanno voluto dedicare a quella che io considero una non
notizia. Ma non intendo cadere nel tranello di chi, vedendo messo nel
frullatore il proprio nome insieme a quello di tanti altri, si mette
a dire che è doverosa, necessaria, opportuna una rivisitazione
dell’uso e dell’utilizzo delle intercettazioni. I magistrati
devono continuare a fare il loro lavoro. Le intercettazioni sono sacre».
Da padre che reazione ha avuto quando ha letto le intercettazioni di
suo figlio Cristiano? Secondo lei ha sbagliato? «Ha fatto telefonate
istituzionali doverose, e anche altre che non hanno alcuna rilevanza
penale ma, al massimo, attengono alla sfera della deontologica e dell’opportunità».
Di malcostume? «Non possiamo dirlo, non conosciamo i fatti. Non
c’è figlio che tenga rispetto alle responsabilità
politiche di chi come me - ma anche come lui - ricopre incarichi istituzionali.
Si accerti la verità».
Non è che adesso fa la vittima? Ieri come oggi qualcuno vuole
fermarla? «Vedo tanta strumentalizzazione politica in questa vicenda.
Oggi come nel ’94 mi sono esposto sulla questione morale, etica.
Ieri mi rivoltarono come un calzino, oggi fanno diventare peccato mortale
quello che è un peccato veniale. Oggi che in Abruzzo prendiamo
il 15% dei voti, che i sondaggi ci danno al 10% a livello nazionale,
che usciamo dalle giunte e dalle amministrazioni dove suoi esponenti
sono indagati o arrestati. Io però non cado nel tranello».
Nelle carte della Procura di Napoli si rivela anche che il sindaco di
Recale, Amerigo Porfidia, Idv, è indagato in una inchiesta per
mafia. Sarà sospeso? «Non so nulla. Lui l’avrò
visto una decina di volte. Naturalmente sarà sospeso, se la notizia
sarà confermata, immediatamente da Idv. Può capitare che
in un cesto di mele vi sia quella marcia, che va isolata e cacciata.
Sottolineo, però, che capita sempre che per i propri esponenti
finiti sotto inchiesta gli altri partiti reagiscono difendendoli. Insomma,
scatta la difesa della casta».
Torniamo a Cristiano. Alle raccomandazioni a Mario Mautone, provveditore
alle opere pubbliche, perché conferisse degli incarichi...».
«Ripeto, è stato un comportamento assolutamente non corretto.
E’ il male italiano, quello delle raccomandazioni e mio figlio
avrebbe fatto bene a non caderci pure lui».
Che fa sospende suo figlio da Idv? Cristiano si deve sospendere da consigliere
provinciale? «Non esageriamo, mica ha commesso un reato».
Nelle carte si racconta che lei pose un veto a suo figlio di non occuparsi
di appalti.... «Non ho avuto bisogno di porre veti specifici.
Più in generale rivendico il mio ruolo di padre che dice ai propri
figli di comportarsi bene. Anche al più piccolo ripeto che a
scuola non deve rubare neppure una matita».
Cosa disse nell’incontro riservato con il senatore Formisano?
Che Mautone era indagato? «Che fesseria. Formisano era il capogruppo
di Idv al Senato e mi incontravo con lui praticamente tutti i giorni».
C’è il sospetto che lei fu avvisato sulle indagini in corso
e per questo impose a Cristiano di troncare i rapporti con Mautone.
«E’ una puttanata mostruosa».
Guido Ruotolo, da La Stampa
Le relazioni pericolose del figlio di Di Pietro
Rapporti stretti e favori dal capo delle opere pubbliche della Campania
Alfredo Romeo e il Global Service del comune di
Napoli, le carte che arriveranno a Roma, a piazzale Clodio, e le scosse
che annunciano possibili terremoti nella Capitale. Renzo Lusetti e l’immobiliarista
Romeo chiamano in causa Francesco Rutelli e la giunta Veltroni. Ma c’è
anche Italo Bocchino, Pdl, che si dà daffare per organizzare
incontri tra Romeo e Gianfranco Fini. Come quando, il 13 agosto scorso,
Bocchino dice all’amico immobiliarista: «Io ho organizzato
una colazione con Gianfranco». E Romeo: «E’ utile
farla». Sempre Bocchino, in un’altra conversazione, comunica
a Romeo che «Ferruccio Ferrante e Andrea Ronchi ti mandano tutti
i saluti...». Sono seimila le pagine depositate dalla Procura
di Napoli per il Tribunale del Riesame. Scampoli di telefonate sepolte
nei faldoni, come le tre tra Romeo e la presidenza di Santa Lucia, insomma
Antonio Bassolino e il suo staff (Edoardo Cicelyn).
O innocenti conversazioni tra l’ex Re Mida Alfredo Romeo e Ciriaco
De Mita. E ancora quella di Romeo con l’assessore del comune di
Napoli Ferdinando Di Mezza, nella quale si accenna a un intervento di
«Francesco» (Rutelli) su «Zillotta», anzi «Insolotta»,
anzi ancora «Danzillotta, Anzillotta», per dire Linda Lanzillotta,
all’epoca (siamo al 21 maggio del 2007) ministro per gli Affari
regionali del governo Prodi, perché evidentemente si dia da fare.
In quella telefonata Di Mezza spiega: «Su tutta quella vicenda
il governo pare che va avanti, io so anche un poco perché Francesco
è stato preso un poco in contropiede e ha dato l’incarico
alla "Zillotta" di seguire un po’ la vicenda... io so
che Francesco ha posto il problema che Lanzillotta deve stare nella
partita...». Si preoccupa Romeo, che precisa: «In condizioni
dell’Anzillotta di emendare tutto quello che è stato fatto
da Di Pietro...». Nelle carte depositate c’è anche
il «giallo» del rapporto dei carabinieri di Caserta che
attribuiscono all’ex assessore all’urbanistica della giunta
Veltroni di Roma, Roberto Morassut, telefonate con Alfredo Romeo che
in realtà l’ordinanza di custodia cautelare attribuisce
- nel capitolo dedicato al Piano casa del comune di Napoli, della Regione
Campania e di Roma - a un altro Roberto, Roberto Mostacci, direttore
generale del Cresme Ricerche Spa.
E questo equivoco, lapsus, errore avrà degli strascichi processuali.
Viene però da chiedersi perché è uscito il nome
di Roberto Morassut.
Mautone il volano
C’è un nuovo scenario che emerge dall’inchiesta napoletana,
un nuovo terremoto che si annuncia e che ha come suo epicentro il Provveditorato
regionale (Campania e Molise) alle Opere pubbliche. E come protagonista
Mario Mautone, provveditore defenestrato quando il ministro alle Infrastrutture,
Antonio Di Pietro, si accorge, viene a sapere da qualche talpa amica
che Mautone è sotto inchiesta. Diciamo subito che questo filone
di indagini è ancora in corso, ed è facile immaginare
che vi saranno clamorosi esiti processuali perché si intuiscono
diversi episodi di corruzione.
Lasciamo la parola alla Procura di Napoli: «Dall’ascolto
delle conversazioni registrate sull’utenza cellulare in uso a
Mario Mautone, è emerso da subito e in modo inequivocabile un
quadro generale nel quale il provveditore alle opere pubbliche risulta
essere al centro di un sistema di potere molto forte e costituisce il
"volano" di una serie di raccomandazioni in tutti i settori
pubblici, in particolare in quello degli appalti delle opere pubbliche.
Mautone, forte del suo ruolo istituzionale, in maniera sistematica smista
l’enorme potere di cui dispone per favorire in maniera trasversale
qualunque componente politica e/o istituzionale ne faccia richiesta
accogliendo in particolare tutte quelle istanze che gli vengono rivolte
per favorire imprese e/o professionisti vicine al potere istituzionale
richiedente». Le intercettazioni telefoniche hanno svelato agli
inquirenti la rete di rapporti istituzionali del Provveditore.
In alcune conversazioni con una serie di esponenti politici «vengono
segnalate imprese amiche nell’assegnazione di lavori pubblici».
Solo un elenco di personalità, così come riportato nelle
carte della Procura: Pietro Diodato, consigliere regionale
della Campania, An; Nicandro Ottaviano, consigliere
regionale del Molise, Idv; Francesco Manzi, consigliere
regionale della Campania, Idv; Gennaro Coronella, senatore,
An; Nello Di Nardo, ex onorevole e (attualmente) alla segreteria del
ministero delle Infrastrutture; Americo Porfidia, sindaco
di Recale, Idv; Monsignor Ugo Dovere, Curia di Napoli; Aniello Formisano, senatore Idv.
Il ricatto a Di Pietro
Cristiano Di Pietro, consigliere provinciale a Campobasso per
Italia dei Valori, parla varie volte con Mario Mautone. «I contatti
tra i due che - sostiene la Procura - potrebbero rientrare nell’ambito
dei ruoli istituzionali ricoperti, hanno assunto nel corso delle indagini
un contenuto alquanto ambiguo.
In particolare sono state acquisite una serie di intercettazioni nel
corso delle quali Cristiano Di Pietro chiede al Provveditore Mautone
alcuni interventi di "cortesia" quali: affidare incarichi
a persone da lui segnalate anche al di fuori degli ambiti di competenza
istituzionale («Io ho un amico però è ingegnere
che sta a Bologna - dice Cristiano a Mautone - volevo sapere se su Bologna
c’era la possibilità di trovargli qualche cosa»);
affidare incarichi ad architetti da lui indicati e sollecitati anche
da Nello Di Nardo; interessi di Cristiano Di Pietro in alcuni appalti
e su alcuni fornitori».
Ovviamente il provveditore Mautone esaudisce i desiderata del figlio
del suo ministro di riferimento. Ma all’improvviso, siamo nel
luglio del 2007, Cristiano si rifiuta di parlare al telefono con il
provveditore, che a un suo interlocutore dice: «Cristiano ha paura
di parlare al telefono». Il senatore Aniello Formisano spiega
a suo cugino che «lo ha chiamato Antonio (Di Pietro) che gli ha
espresso desiderio di parlare due minuti "da soli"».
C’è una curiosa conferma di questa rappresentazione dei
fatti «ambigui» del figlio dell’ex ministro Di Pietro.
Un collaboratore di Mautone, Alessio Venuta, chiede consigli al suo
Provveditore, «in quanto c’è stata una riunione politica
nel corso della quale il padre (Antonio Di Pietro) avrebbe espresso
un "veto totale su Cristiano" il quale di queste cose (assegnazioni
appalti) non si deve proprio interessare. Venuta si dice imbarazzato
poiché "prende le botte a destra e a sinistra" (contrasto
tra le decisioni del padre e le richieste del figlio di Di Pietro)».
Secondo la Procura, il 29 luglio del 2007 potrebbe esserci stata «qualche
fuga di notizia», al seguito della quale il provveditore Mautone
viene trasferito, Cristiano Di Pietro non parlerà mai più
al telefono con Mautone, il ministro Di Pietro chiede di parlare di
persona con il senatore Nello Formisano (Idv), sempre Di Pietro senior
chiede ai suoi collaboratori di tenere fuori il figlio poiché
«ritenuto troppo esposto». E a questo punto Mario Mautone
tenta il «ricatto» contro Di Pietro junior, premendo perché
intervenga sul padre per non farlo trasferire.
E’ la moglie che spinge il provveditore a ricattare i Di Pietro:
«Tu non ti devi muove da Napoli. Il potere che tieni qua non lo
puoi tenere a Roma. Buttala sul ricatto del figlio che è l’unico
sistema». Mautone ne parla anche con il sindaco di Recale, Amerigo
Porfidia, Idv: «Mi devo rivolgere a Cristiano?». «No
- gli risponde Porfidia - il padre non lo tiene molto in considerazione
il figlio». Il provveditore: «Deve essere una posizione
di voi politici a sostenermi. Noi abbiamo tante cose avviate insieme...
come si fa. Poi è vero che è l’interesse mio, ma
l’interesse è di tutti». Nulla da fare, Mautone viene
trasferito a Roma.
Gli amici di Mautone
Agli atti dell’inchiesta, il provveditore può contare su
diverse sponde alla Corte dei Conti, ha rapporti con il «Presidente
Sancetta», «che gli chiede di inserire una funzionaria (dottoressa
Montecuollo) in qualche commissione di collaudo». E con il «Presidente
del Grosso» che rassicura Mautone che «quella cosa quando
arriverà a lui, non ci saranno problemi». E «il Presidente
Salvatore Staro», sempre della Corte dei Conti. E poi rapporti
con il consigliere comunale di Napoli (Diego Venanzoni, Udeur), e se
serve anche con ambienti di pregiudicati (definiti "gente di mezzo
alla strada") per far revocare (con successo) «una denuncia
penale nei confronti del figlio Francesco da parte di uno dei soci della
catena della ristorazione "Fratelli La Bufala"».
C’è un capitoletto dedicato a Monsignor Ugo Dovere, Curia
di Napoli. Il monsignore, siamo al 16 luglio del 2007, informa il provveditore
alle opere pubbliche che è appena stato alla Regione Campania,
dove «stanno preparando un protocollo d’intesa sul Centro
Storico da 200 milioni di euro, al quale hanno chiesto al Cardinale
di partecipare per conto dell’Arcidiocesi». Sempre il monsignore
spiega che come partners sono stati previsti «il ministero dei
Beni culturali e dell’Università e della ricerca scientifica
affidando la cabina di regia al Comune di Napoli e all’onorevole
Isaia Sales».
Il Monsignore «ipotizza che il Ministero delle Infrastrutture
e il Provveditorato alle Opere pubbliche possano essere rimasti fuori
da un "progetto politico" relativo all’asse Bassolino-Rutelli
ipotizzando l’esclusione del Ministero delle Infrastrutture con
il fatto che Di Pietro è rimasto fuori dal costituente Partito
democratico». L’esponente della Curia chiarisce a Mautone
di aver sollevato il problema nel corso della riunione. E si commiata
così: «Veda un po’ lei... non le mancano i modi...».
Guido Ruotolo, da La Stampa.it