Il Corriere di Caserta, 21 giugno 2009
Campus estivo, tra cinque giorni si parte
L’impianto sportivo venerdì prossimo ospiterà adolescenti e bambini
RECALE (s.f.) - “La novità di questa edizione sarà rappresentata dai laboratori di cucina”. Lo ha dichiarato l’assessore alla Pubblica istruzione, Andrea Mastroianni. Il titolare della delega è alle prese con l’organizzazione del campus estivo e degli eventi che inizieranno venerdì prossimo per concludersi alla fine di luglio. E quest’anno i ragazzi dovranno cimentarsi anche nella preparazione di piatti tipici che poi dovranno superare la prova della piazza. “Tutto si svolgerà all’interno del campo sportivo” ha detto l’assessore. L’amministrazione, ogni anno, infatti, prepara un’agenda con una serie di appuntamenti per coinvolgere i cittadini di tutte le età. “La difficoltà di cassa in cui versa l’Ente - ha spiegato Mastroianni anche assessore ai Servizi finanziari - non deve penalizzare le categorie più deboli, soprattutto i bambini. Ed è per questo che abbiamo fissato una serie di appuntamenti”. E soprattutto ci ha tenuto a chiarire: “Il Comune non dovrà affrontare spese eccessive. A darci una grande mano sono state le istituzioni presenti sul territorio”. L’anno scorso a concludere le manifestazioni ci pensò il vicesindaco Francesco Ommeniello che, con una band ingaggiata al momento, riuscì a mettere in piedi una serata per le coppie rimaste in città. In calendario non solo il campus estivo per i più piccoli, ma anche i giochi di squadra dove i migliori alla fine saranno premiati, attività di scoutismo, serate di danza, musica, teatro e cabaret.
s.f., dal Corriere di Caserta
Il Corriere di Caserta, 19 giugno 2009
Pannelli solari, Cruna: possiamo accedere ai fondi
L’associazione ambientalista ha incontrato Porfidia e il dirigente dell’area tecnica
RECALE (df) - Per l’associazione “Cruna” è possibile installare dei pannelli solari anche a Recale. Anzi per i volontari è necessario, visto che si può fare a costo zero. “Il Ministero dell’Ambiente - dichiara Vincenzo De Angelis - ha rifinanziato il bando “il sole a scuola” rivolto ai Comuni, come Recale, e alle Province che sono proprietari di edifici ospitanti scuole medie inferiori o superiori”. I fondi sono finalizzati alla realizzazione di impianti fotovoltaici e all’avvio di un'attività didattica sul risparmio energetico, tramite il coinvolgimento degli studenti. “Il progetto del Ministero - dice De Angelis - è molto interessante e sembra cucito addosso alla scuola media Giovanni XXIII”.
“Cruna” ha già illustrato l’iniziativa, in due incontri separati avuti al palazzo municipale, al sindaco Americo Porfidia e al capo dell’ufficio tecnico Vincenzo Lamberti, lasciando al protocollo una copia del bando e del materiale informativo. Il Comune, se accedesse ai fondi, potrebbe realizzare un impianto fotovoltaico senza spendere un centesimo, fare formazione agli studenti e risparmiare circa 2400 Kwh di energia elettrica all’anno per almeno 20 anni. Per la misura, sono stati stanziati 4 milioni e 700mila euro, in parte recuperati da risorse non spese di precedenti bandi nazionali sulle rinnovabili. “Gli interventi incentivati nel bando - rivela De Angelis - sono finanziabili nella misura del 100%. È stabilito un limite massimo di 10mila euro per edificio, di cui fino a mille euro utilizzabili per supportare l'attività didattica”. “Noi ci auguriamo - afferma De Angelis - che il sindaco non si lasci scappare questa occasione”. Quasi 600, a oggi, le domande pervenute al Ministero, da ogni Regione. La più interessata è la Sicilia con 80 scuole, seguono la Calabria, l’Abruzzo, il Lazio e la Puglia con circa 60 scuole ciascuna. Significativo anche il dato della Sardegna e dell’Umbria con quasi 40 scuole a testa, così come Piemonte e Lombardia. “Purtroppo - conclude De Angelis -, la Campania e la provincia di Caserta non brillano per coscienza ambientale. Recale, però, seguendo l’esempio di Macerata o di Casagiove, potrebbe diventare un Comune pilota”. Altro punto all'ordine del giorno, la “Caccia al tesoro” ambientale che stiamo organizzando per l'11 luglio per i ragazzi del Campus estivo, patrocinato dal Comune. Esempio concreto di come Cruna non sia solo brava a criticare.
Porfidia: "Ronde, un serio pericolo per la sicurezza delle nostre città"
Roma, 15 giugno – “Lo avevamo detto con chiarezza tre mesi fa, l’opzione governativa di legalizzare delle ronde cittadine per il controllo del territorio era una scelta scellerata e foriera di grossi rischi proprio per la sicurezza dei cittadini, e in questi giorni ne vediamo i risultati”. Lo dichiara l’on. Americo Porfidia, che aggiunge: “Non possiamo lasciare che semplici cittadini si mascherino da paladini della giustizia fai da te girando incontrollati per le strade delle nostre città. La nuova legge non è ancora entrata in vigore che già la procura di Milano si trova a dover aprire un fascicolo sulle ‘Ronde nere’ della Guardia nazionale italiana, associazione legata al nuovo Movimento sociale italiano con evidenti derivazione di stampo nazi-fascista, e la procura di Torino ha avviato accertamenti analoghi. Allarmati dalle nascenti organizzazioni - continua il deputato – l’Associazione Amici di Israele ha fatto sapere che nel caso lo Stato non interverrà si attiveranno delle Brigate Ebraiche per controllare che questi signori non commettano reati. Com’è evidente il rischio è un’escalation di ronde e contro ronde che potrebbe portare ad una clamorosa suddivisione delle nostre città in zone d’influenza tra le varie compagini. Per non parlare dell’eventuale ruolo che in uno scenario del genere potrebbero assumere le varie organizzazioni criminali operanti sul nostro territorio. Lo ribadiamo con vigore e forza, le ronde sono la resa dello Stato di diritto di fronte all’insicurezza della cittadinanza; aumentano lo stato di confusione e minano le basi del concetto stesso di sicurezza pubblica, la quale - conclude il deputato- può essere garantita esclusivamente dall’organico delle nostre forze dell’ordine”.
Claudio Orlandi, altocasertano
Processo Spartacus 3, «Mò basta» parte civile
Erano tutti in fila, noti e meno noti, gli arrestati dell'operazione Spartacus 3, il 30 settembre scorso. Uscivano dalla questura di Caserta con viso basso e manette ai polsi. Solo una donna ebbe il coraggio di parlare dicendo ai cronisti con microfoni e telecamere che con il suo arresto «non era stata salvata l'Italia». Lei non era una qualsiasi. Era Giuseppina Nappa, la moglie del padrino Francesco Schiavone «Sandokan». Dopo di lei, dalla questura scesero in cento. Ma tra di loro non c’era Vincenzo Schiavone detto «copertone», da allora introvabile, chiamato così perché usava bruciare i corpi delle sue vittime con pneumatici e in una occasione era rimasto ustionato al viso. A nove mesi di distanza da quella data - giorno dell'emissione dell'ordinanza a carico di centodieci affiliati e fiancheggiatori - «Mò basta!», il sodalizio che raggruppa associazioni, sindacati e Camera di commercio impegnato nella lotta per la legalità e lo sviluppo in provincia di Caserta, si è costituito parte civile nel processo Spartacus 3. Nel corso dell'udienza Gup presso l'aula bunker del carcere di Poggioreale, dove si svolge il processo a carico degli imputati accusati di appartenere al clan dei Casalesi (che vede, tra gli altri, chiamati in causa i più importanti boss della camorra, da Francesco Schiavone «Sandokan» a Francesco Bidognetti a Antonio Iovine) è stata, infatti, accolta la richiesta di costituzione di parte civile dell'associazione «Mò Basta!» - rappresentata dal presidente Francesco Marzano di Confindustria Caserta e Giovanni Allucci di Agrorinasce - sulla base del presupposto che gli associati soddisfano la tutela degli interessi collettivi delle imprese e dei lavoratori. L'associazione è assistita dall'avvocata Patrizia Parisi. La giornata di ieri è stata definita «storica» per l'associazionismo e la legalità da Marzano. «Non a caso - ha spiegato - proprio in Provincia di Caserta si è voluta costituire una simile realtà associativa dopo i tanti episodi di criminalità che si sono susseguiti negli ultimi anni e da qui viene l'esclamazione forte e decisa della nostra associazione che non si riconosce in questa illegalità diffusa che va contro gli interessi delle imprese e dei lavoratori». Il consigliere delegato dell'associazione Giovanni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce, ha sottolineato che «la camorra è una mala pianta che inquina e blocca lo sviluppo. La criminalità danneggia non sono solo le imprese, che vengono sistematicamente sottoposte al racket, ma tutti: ecco perché la nostra lotta alla camorra deve essere la battaglia di tutti».
Marilù Musto, dal Mattino
Elettrosmog: stop antenne per la telefonia a Maddaloni
Stop all'aumento dei tassi di inquinamento elettromagnetico nelle aree residenziali. Vietate le nuove installazioni di ripetitori di telefonia mobile; cancellate le procedure, già avviate, di autorizzazione di nuovi impianti. In aggiunta, si fa divieto di ubicare stazioni radio base su abitazioni e condomini privati. D'intesa con Tim, Vodafone, Wind e H3G (Tre), il Comune autorizzerà ripetitori solo sui «siti, ritenuti scientificamente idonei all'incremento dei campi elettromagnetici ad alta frequenza». Nuove antenne sorgeranno solo su «otto siti idonei»: Palazzetto dello Sport, mercato ortofrutticolo, torre faro in località giardinetti, cimitero, area Interporto, ex-pretura, casa comunale e aree demaniali della fascia pedemontana del centro storico. Passa alla fase attuativa il piano, redatto dalla Seconda Università di Napoli. I cambiamenti più vistosi si vedranno con il tempo. «Non solo le installazioni future - conclude Gorgoglio - ma soprattutto tutti gli impianti in scadenza di contratto di locazione e quelli in via di autorizzazione dovranno traslocare su siti comunali. E su questo argomento intavoleremo un confronto vincolante con i gestori». Infatti, il professor Carmine Lubritto (Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli), che ha già svolto la «mappatura e l'individuazione dei siti dichiarati idonei», indicherà ai tecnici dei gestori le nuove regole condivise per le nuove installazioni. Secondo la Sun i nuovi impianti non solo non dovranno contribuire ad innalzare il tasso di elettrosmog oltre la soglia ammissibile (6 V/m secondo il Dl 381/98) ma andranno ubicati in modo tale che «l'inquinamento di sottofondo» (oggi a Maddaloni vicino ai 2 V/m) rimanga inalterato. Con questa filosofia, si volgiono centrare due obiettivi. Primo, consentire gli insediamenti nelle aree più difficile per la trasmissione (cetro storico e area collinare). Secondo, evitare il concentramento delle antenne nelle aree oggi già utilizzate per la trasmissione dei segnali ad alta frequenza per la telefonia.
G. Miretto, dal Mattino
Il Giglio di Recale per Antimo il martire
Fino al 15 giugno, Recale è impegnata nelle celebrazioni in onore del patrono, Antimo, prete e martire della via Salaria. Uno degli aspetti più affascinanti della festa è il «Giglio», una guglia a base quadrata, in legno e cartapesta, alta trenta metri, su cui è sormontata la statua del santo. Il «Giglio», come atto di devozione, è portato a spalla (la processione partirà domenica mattina dalla chiesa di Santa Maria Assunta, in via Municipio) per le strade della cittadina, fino a sera. Il legno usato per lo scheletro è lavorato da abilissimi artigiani nolani che ne ottengono i vari elementi, tenuti insieme da cento chilogrammi di chiodi. Nelle ore che precedono la «ballata», all’estremità della base sono inserite le «varre» e i «varretielli», che consentono alla «paranza» il trasporto della macchina. Influenzata da Nola, già dalla metà del 1800, Recale cominciò a farsi costruire le guglie, oggi ritenute persino più belle di quelle dei maestri. Da allora, ogni anno, cento e più recalesi, gli «accollatori», sollevano il «Giglio» e lo fanno girare tra gli occhi increduli dei fanciulli e il sorriso malinconico degli anziani.
Claudio Lombardi, dal Mattino
Il Corriere di Caserta, 12 giugno 2009
S. Antimo, in piazza per la Festa del Giglio
Le origini della festa risalgono al 1800 per omaggiare il Patrono
RECALE (mb) - La cittadina è in festa per l’appuntamento più antico e sentito per la città: la Festa del Giglio. Dopo il concerto, mercoledì sera della star “quasi” locale Mario Nunziante (lo zio Ciro vive a Recale), questa sera sarà la volta della commedia “My fair man” dei ragazzi dell’oratorio di Maria Santissima Assunta. L’appuntamento è per le 21 nell’area parcheggio in via Roma, teatro dei festeggiamenti in onore di Sant’Antimo, patrono di Recale. La festa a lui dedicata, che si sta tenedo in questo periodo come da tradizione, dura quattro giorni e ha la particolarità di chiamarsi “Festa del Giglio”. Essa è nata all’incirca nel 1800. Il suo nome, come tutti i recalesi sanno, viene dal quello che non è esattamente il fiore che tutti conosciamo, ma una e vera e propria costruzione in cartapesta che viene realizzata da esperti “cartapestai” di Nola e che la domenica della festa attraversa le strade del paese portata a spalla dai giovani. L’attuale “Giglio” misura 27 metri di altezza e ha 4 facciate, ciascuna di 3 metri e mezzo. L’origine di questa tradizione si fa risalire all’usanza dei primi cristiani di cospargere di fiori, e i particolare di gigli, la strada che doveva percorrere un loro trionfatore, nel ritornare da una sua missione o dall’esilio. Sant’Antimo si trovò in questa stessa circostanza, quando fece il suo trionfale ritorno dall’Asia a Roma e di certo la strada che dovette percorrere fu coperta di gigli da tutti i suoi seguaci, che lo andarono ad attendere al suo sbarco ad Ostia, per accompagnarlo poi fino a Roma. Questa usanza di cospargere fiori incominciò a ripetersi nel solennizzare l’annuale ricorrenza del glorioso ritorno; però, a poco a poco, fu abolitoa e i fedeli, nell’ora del trionfo, si recavano al luogo dello sbarco con aste recanti, allo loro estremità, dei gigli. Col passare del tempo si abolì pure il fiore sull’asta e s’incominciò a costruire una macchina in legno, esternamente addobbata con gli stessi fiori, sulla quale i fedeli ricordavano di aver collocato il Santo, durante il ritorno predetto. Il nome “Giglio” attribuito a quest’imponente costruzione non corrisponde,però alla sua forma e alla sua apparenza. Il nome più appropriato sarebbe certamente “Guglia”, come quelle che è possibile ritrovare nelle costruzioni gotiche. Oggi il Giglio ha raggiunto perfezioni artistiche mirabili: si tratta di lavoro eseguito su forma di legno e carta pressata, rappresentante tutti gli stili architettonici, storia dell’arte, plastica e pittura. Il Giglio viene ordinariamente rinnovato ogni quattro anni e, quindi, vengono rinnovati il soggetto e lo stile. A tre metri di altezza viene collocata la statua del Santo, nella Domenica della sua festa. Di preciso non si sa come e quando il Giglio sia stato introdotto a Recale.
m.b., dal Corriere di Caserta
Il Corriere di Caserta, 11 giugno 2009
Minacciò il sindaco e colpì l’assessore Mastroianni, scarcerato
RECALE (ad.fr.) - Il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha concesso il beneficio degli arresti domiciliari a Michele Pasquariello. Il 38enne è finito in manette domenica dopo aver tentato di aggredire il sindaco Americo Porfidia e l’assessore al Bilancio Andrea Mastroianni. L’uomo, sposato con Marianna Esposito e padre di cinque figli, era già conosciuto alle forze dell'ordine e agli amministratori, soprattutto dopo aver, più volte, manifestato per ottenere un alloggio nel quale trasferirsi con la sua famiglia. Erano circa le 11 e 40 di domenica quando, in piazza Aldo Moro, all'esterno del presso scolastico adibito a seggio elettorale, Pascariello ha notato la presenza del primo cittadino, che si trovava in compagnia di altri amministratori, tra i quali c'era anche Mastroianni. La sua attenzione era rivolta tutta al capo della maggioranza e contro di lui ha cominciato ad inveire. Ha continuato a minacciarlo alla presenza di alcuni cittadini che si recavano alle urne. Lo ha fatto fino a quando non ha estratto un oggetto metallico dalla tasca. Ha, dunque, mostrato l'arnese e lo ha, poi, lanciato. Il suo bersaglio era il sindaco, ma la sua mira non è stata perfetta. La traiettoria che ha disegnato l'oggetto conduceva senza alcuna ombra di dubbio all'assessore alle Finanze. Mastroianni se n'è accorto e ha tentato di evitare di essere colpito: ha dunque posizionato le mani davanti al volto. Il viso non è stato toccato dal tubo metallico, ma l’assessore è stato colpito alla mano destra riportando un trauma contusivo giudicato guaribile, dai medici del pronto soccorso al quale si è rivolto, in pochi giorni.
ad.fr., dal Corriere di Caserta
Parlamentare aggredito da un disoccupato a Recale
Caserta, 7 giu. - Il deputato Americo Porfidia (gruppo misto), attuale sindaco pro tempore di Recale (Caserta) è stato aggredito nella tarda mattinata di oggi mentre si trovava in piazza Moro all'esterno di una scuola adibita a seggio elettorale. Porfidia è stato assalito da un disoccupato, Michele Pasquariello di 38 anni che si è scagliato contro di lui con uno svitabulloni d'acciaio. Porfidia si trovava in compagnia dell'assessore comunale alle Finanze, Andrea Mastronianni, rimasto lievemente ferito nell'aggressione. I carabinieri subito intervenuti hanno bloccato Pasquariello. L'aggressione di stamattina è l'epilogo di una lunga querelle che vede da tempo Pasquariello richiedere un alloggio all'amministrazione comunale. Il disoccupato, arrestato con l'accusa di atti persecutori, minaccia a pubblico ufficiale e lesioni personali è stato rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.
Il Corriere di Caserta, 5 giugno 2009
Ommeniello con Sinistra e Libertà prepara il terreno per le provinciali
RECALE (as.fe.) - La scelta di Francesco Ommeniello di aderire a Sinistra e Libertà ha scosso gli equilibri in seno alla maggioranza. Il vicesindaco, per la seconda volta, ha preferito non entrare a pieno titolo nell'Italia dei Valori, nel partito cioè di cui Americo Porfidia è massima espressione essendone sindaco e deputato. Ommeniello ha continuato il suo percorso tra le fila del centrosinistra, in modo autonomo. Però a destare preoccupazione tra gli esponenti della maggioranza è la nascita di un movimento nuovo e autonomo che, in questa occasione, non deve tenere conto dei rapporti tesi con Patrizia Vestini (Pd) e soprattutto non deve seguire i tatticismi del capo della maggioranza. L’adesione prima e la nomina di coordinatore cittadino di Sinistra e Libertà potrebbero anche rappresentare le carte che Ommeniello intende giocare prima degli accordi per le elezioni provinciali. In sostanza il numero due dell’amministrazione non ha aspettato che Roberto Massi tornasse ad essere il candidato per il rinnovo del Consiglio di corso Trieste, ma ha preferito preparare prima il terreno che gli consentirà di scendere in campo per la tornata elettorale del 2010. In questa logica non ci saranno avversari politici e soprattutto non verrà negato l’accesso ad Andrea Mastroianni di diventare “l’erede” politico di Porfidia.
as.fe. dal Corriere di Caserta
Comunicato stampa, 2 giugno 2009
Ommeniello: “In Europa con Grazia Massaro”
RECALE. Ha messo in piedi una macchina elettorale in 24 ore. Francesco Ommeniello, da pochi giorni coordinatore a Recale del movimento “Sinistra e libertà”, intende dare sostanza alla sua scelta politica. “Il mio – dice Ommeniello – è un sostegno alla lista, ma sto notando che i miei elettori sono rapiti dalla tenacia, dall’entusiasmo, dalla competenza e, perché no, dalla simpatia di Grazia Massaro”. Massaro, la più giovane tra i candidati alla tornata elettorale per il Parlamento Europeo, sta macinando chilometri, battendo ogni mercato, ogni piazza, ogni stazione della provincia di Caserta. "Per poter ripartire con il progetto di partito di sinistra vero – dichiara Ommeniello – è fondamentale stare tra la gente, raccogliere le opinioni delle persone che vivono per strada a contatto diretto con le problematiche del territorio. Condivido, quindi, la scelta di Grazia: pochi effetti speciali e molta concretezza. Difficilmente – fa notare Ommeniello – una candidata alle Europee scende tra la gente; spesso gli elettori si recano alle urne senza sapere neppure cosa stanno votando e soprattutto chi stanno votando”. I risultati del 6 e 7 giugno non contribuiranno solo ad affermare “Sinistra e libertà” in Terra di Lavoro, ma, soprattutto a Recale, un successo del movimento, che raggruppa socialisti, riformisti e ambientalisti, potrebbe modificare gli equilibri nel centrosinistra, oggi retto (se si esclude Americo Porfidia autosospesosi dall’Italia dei Valori) da Patrizia Vestini e da Filiberto Gianoglio. Un successo di Ommeniello potrebbe aprire una crisi politica di leadership all’interno delle forze di centrosinistra. Non più Vestini o il solito Gianoglio, ma una nuova classe di giovani di cui Ommeniello spesso ha interpretato le esigenze. “Voglio creare a Recale – afferma il vicesindaco – un partito di sinistra diverso dal Partito democratico, ormai afflitto dai personalismi e da contraddizioni interne. Come ho già detto, tanti sono rimasti delusi da una gestione che non ha mai esaltato le idee, i giovani e l’entusiasmo. Complici anche i dirigenti provinciali – conclude Ommeniello –, oggi nella mia città il Pd è un partito alla deriva”.
comunicato stampa
Comunicato stampa, 2 giugno 2009
Sant’Agostino
“com’era, com’è”
Caserta, al Villaggio Torre una mostra sul restauro del Cenobio di Sant’Agostino
“Com’era, com’è. Mostra-rassegna fotografica dei lavori di restauro conservativo del Cenobio di Sant’Agostino”: questo il titolo dell’esposizione che s’inaugura giovedì 4 giugno alle ore 19 al Villaggio Torre di via Mazzini 16 a Caserta, il nuovo polo di attrazione per le attività culturali e aggregative di Terra di Lavoro. L’iniziativa dà il via a una serie di incontri tra mostre, presentazioni di libri e convegni programmati fino al prossimo dicembre.
Nello splendido giardino del Villaggio Torre a parlare di “Come’era, com’è” ci saranno il direttore dell’Archivio di Stato di Caserta Felicita De Negri e la coordinatrice delle attività culturali del centro Miresa Manganiello. Porteranno il saluto dell’Amministrazione comunale il sindaco Nicodemo Petteruti e l’assessore alla Cultura Gianfranco Fierro.
La mostra, che segna la storia di una trasformazione attraverso immagini e visioni, sarà aperta fino al prossimo 14 giugno.
“Il nome Villaggio Torre, borgo longobardo di Casa Hirta, compare per la prima volta – spiega Miresa Manganiello – nel 1113. Ma fu solo nel 1407 che il mercato fu trasferito dalla Caserta antica nell’attuale piazza Vanvitelli per volontà dei Della Ratta e collocato proprio davanti al loro nuovo palazzo baronale, il Palazzo Vecchio, costruito inglobando la medioevale torre di guardia. Ciò provocò lo spostamento delle attività commerciali ed amministrative della Caserta antica al Villaggio Torre. Solo nel 1800 questo nome fu sostituito prima da Villa Reale e poi da Caserta, mentre la città sul monte diveniva Caserta Vecchia. Oggi Villaggio Torre si propone come nuova agorà di Caserta, dal sapore fortemente innovativo, che coniuga innovazione e tradizione per il rilancio del centro storico come centro propulsore di tutte le attività culturali in senso lato.
La lungimiranza della società Interculturale, artefice dell'iniziativa, e del Comune di Caserta, che le ha affidato questo prestigioso incarico, saranno premiate – conclude – se le intelligenze della città, che non sono poche, collaboreranno al rilancio di un territorio purtroppo alquanto bistrattato, nell'intento di fare delle proprie peculiarità una forza per l'intera cittadinanza di Terra di Lavoro”.
comunicato stampa

