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Comunicato stampa, 28 marzo 2009

“Il Sud che resiste”: a Caserta il libro di Pasquale Iorio

Il sud che resiste

mercoledì 1 aprile, ore 17

Biblioteca Diocesana
Piazza Duomo, Caserta

Il Sud che resiste

Storie di lotta per la cultura della legalità in Terra di Lavoro

di Pasquale Iorio

 

Ne discutono con l’autore Rosaria Capacchione, Corrado Gabriele, Michele Gravano, Nicola Melone

Saluti di Michele Colamonici

Coordina il dibattito Luigi Ferraiuolo

Interverranno alcuni protagonisti delle storie per l’affermazione della cultura della legalità:
Gianni Allucci, suor Rita Giarretta, Iman Nasser Hidouri, Monsignor Nogaro, Valerio Taglione
Un’iniziativa promossa dalla casa editrice Ediesse, AISLO e la Feltrinelli Caserta, in collaborazione con la Cgil di Caserta, Associazione della Stampa, Civitas, COASCA, Associazioni Cristiane Diocesi Caserta, CSV Assovoc, Forum Terzo Settore, Libera, Osservatorio, Nuove Energie, ScrivEremo.

Il libro

Pasquale Iorio, Il Sud che resiste - Storie di lotta per la cultura della legalità in Terra di lavoro

Presentazione di Guglielmo Epifani / Postfazione di don Luigi Ciotti

Ediesse, Collana Materiali

In vaste aree del territorio italiano la delinquenza organizzata condiziona lo sviluppo, “affama” i soggetti più deboli, crea emarginazione, impedisce ogni forma di vita associativa e nega ai giovani la speranza del futuro.
Con la strage di sei giovani ghanesi a Castel Volturno si è raggiunto l’apice di un clima di violenza e di terrore, che ha portato alla ribalta dell’opinione pubblica una delle mafie più potenti (quella dei cosiddetti casalesi). Eppure in quelle realtà sono anche in campo esperienze diffuse di resistenza civile di cittadinanza attiva rivolte a far progredire, attraverso l’educazione permanente, una cultura della legalità che possa realizzare un vero argine di contrasto e lotta ai modelli finora vincenti della camorra.
Il Sud che resiste dipinge un Mezzogiorno diverso, originale, denso di vitalità e di speranza. Storie – finora ignorate o non adeguatamente conosciute – di associazioni e di personalità del mondo laico e cattolico, da anni impegnate in prima fila in variegate attività di carattere sociale e culturale. Esempi memorabili di passione umana e civile, di ribellione delle coscienze di fronte al dilagare di fenomeni di violenza e di soprusi della criminalità organizzata. È l’energia delle forze sane del mondo produttivo, del sindacato, delle associazioni del volontariato e culturali presenti sul territorio.
Iorio dimostra che anche in un territorio così difficile sia possibile ricostruire percorsi di liberazione e messaggi di speranza. La sfida è assai ardua, ma è la sola che possa restituire prospettive di futuro e di dignità ai giovani e a intere popolazioni di Terra di Lavoro e di grande aree del Mezzogiorno. Le storie narrate nel volume dimostrano che oggi è possibile combattere e vincere la criminalità organizzata se, in questa battaglia, alle istituzioni si uniscono le strutture organizzate della società civile.

Comunicato stampa

Comunicato stampa, 28 marzo 2009

Siamo di sana e robusta Costituzione?

Testamento biologico – Dibattito tra esperti a Caserta

Caserta. “Siamo di sana e robusta Costituzione?” È lo slogan-quesito dell’incontro tenutosi venerdi 27 marzo presso il Centro Servizi Culturali e Sociali sant’Agostino a Caserta.
Gli argomenti in esame sono stati in particolare gli articoli 2, 32 e 77 della Carta Costituzionale e Testamento Biologico. La discussione, all’indomani dell’approvazione al Senato del disegno di legge Calabrò, ha visto confrontarsi Lorenzo Chieffi, Preside della Facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università dagli Studi di Napoli, Pietro Carideo, responsabile dell’UOD di Nutrizione Artificiale dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta e Claudio Lunghini, per “Gli Amici di Eleonora – Onlus”. Coordinatore Mario Mastrostefano. Consenso, autodeterminazione, accanimento terapeutico, nutrizione artificiale i temi sviscerati. «Assistiamo ad una progressiva riduzione dei diritti che credevamo ormai consolidati» ha affermato Chieffi. Questa legge secondo il costituzionalista sarebbe una regressione delle più fondamentali garanzie riconosciute a livello internazionale, quale l’autonomia a sospendere una terapia medica di propria volontà pur sapendo che facendo ciò si possa pregiudicare la propria vita. Il consenso è il presupposto della liceità del trattamento terapeutico, ha concluso il preside Chieffi: «il progresso medico e tecnologico, allungando la vita umana, fornirà scenari nuovi che il diritto e non la legge dovrà esaminare caso per caso; l’autonomia sia fisica che mentale dell’individuo è inversamente proporzionale alla responsabilità del medico».
Per il dott. Mastrostefano, una legge come il ddl Calabrò è frutto dell’ambiente che lo ha prodotto: «Viviamo in un paese in cui il Capo del Governo ha in mano quasi tutti gli organi di informazione e che è sede della Stato del Vaticano».
Sulla tematica della nutrizione artificiale o assistita è intervenuto Carideo, sottolineando la mistificazione mediatica operata al riguardo «Utilizzare un sondino per nutrire un individuo – ha affermato - è di per sé una terapia medica, alimentarsi è ben altra cosa, nutrizione assistita è quella operata verso un neonato o un anziano con frullati ed omogeneizzati, ma è impensabile fare la stessa cosa con soggetti in stato vegetativo tramite sondini».
Tra i presenti menzioniamo il prof. Nicola Melone, Preside della Facoltà di Matematica della SUN, il dott. Antonio Magli, Preside dell’Università Popolare di Caserta, l’ex onorevole Ferraguti Giuliana, la prof.ssa Elisa D’Andria, il dott. Mario Pignataro, il prof. Vito Infante già consigliere comunale, la prof. Teresa Dello Monaco, l’avv. Giovanna Iacuzio, la prof.ssa Ida Alborino funzionari del Centro Servizi Culturali, oltre a diversi medici, giovani e rappresentanti di associazioni.

Comunicato stampa

Il Mattino, 27/03/2009

«Il commissariamento non è una soluzione»

Porfidia, unico parlamentare del blocco ulivista a chiedere il ritorno alla urne: quattro anni di gestione degradante

È l’unico parlamentare del centrosinistra, a cui ribadisce l’appartenenza, ad aver firmato l’appello sottoscritto da deputati e senatori per chiedere al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che il rinnovo del consiglio provinciale di Caserta avvenga il prossimo giugno. Americo Porfidia, deputato dell’Italia dei valori, da dicembre nel gruppo misto - una scelta fatta dopo aver appreso del suo coinvolgimento in un’inchiesta giudiziaria - definisce la sua posizione «un gesto di responsabilità e non un atto politico. Un commissariamento prolungato - secondo il sindaco di Recale - non gioverebbe a una Provincia in difficoltà». Ma come giudica i quattro anni di Sandro De Franciscis alla guida dell’ente di corso Trieste? «Un’esperienza degradante, sia sotto il profilo politico che amministrativo». Già a 18 mesi dalla vittoria elettorale lei parlava di un governo provinciale privo di progettualità... «Abbiamo sempre denunciato la chiusura al dialogo del presidente e la mancanza di confronto tra i partiti dell’alleanza». Al congresso dell’Idv, nel settembre del 2007, lei definì l’amministrazione provinciale di Caserta «un circolo privato», «un comitato d’interessi». «Sia chiaro: non è mai stata in discussione la fedeltà al centrosinistra. Erano mesi, tuttavia, che invocavamo un tavolo programmatico. Per tutta risposta, De Franciscis sprecava tempo prezioso in sterili incontri bilaterali, senza preoccuparsi delle sorti economiche, sociali e ambientali della sua terra». A gennaio 2008, in piena emergenza rifiuti, un altro fendente... «Credo che su quella questione De Franciscis abbia commesso l’errore, che per un amministratore è gravissimo, di non ascoltare la sua gente e di aver usato il potere, quando ne ha avuto la possibilità, per ripulire dai rifiuti la città di Caserta, incurante dei destini delle altre comunità. Ma non era solo la gestione delle problematiche ambientali a preoccuparci: l’Idv ha chiesto, invano, maggiore impegno su temi come viabilità, edilizia scolastica e occupazione». Per la verità, lei ha preteso per il suo partito anche un posto nell’esecutivo... «Le poltrone non ci interessavano e lo abbiamo dimostrato». Sì, però, nel rimpasto d’autunno il suo partito ottenne un assessorato. «De Franciscis era in difficoltà e ci chiese una mano. L’ingresso di Domenico Napolitano era, però, subordinato all’avvio in Provincia di una nuova fase. Demmo al presidente tre mesi di tempo: il giro di vite non c’è stato e a gennaio siamo usciti dalla maggioranza». Tranne Napolitano, che è rimasto al suo posto fino alle dimissioni del presidente... «Non commento le posizioni personali; mi risulta che si sia autosospeso dal partito». Porfidia, pensa davvero che si possa andare al voto a giugno? «Me lo auguro». E sosterrà il centrosinistra? «Perché mi fa questa domanda?».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Corriere di Caserta, 27 marzo 2009

Randagismo a Recale, la prevenzione non decolla

Vuoti gli ambulatori messi a disposizione dall’Asl.

I padroni reticenti alla sterilizzazione

L’associazione Beat101 pensa all’anagrafe canina

RECALE - Non sono refrattari, ma reticenti. I proprietari degli animali domestici non hanno accolto con favore la possibilità offerta loro dal Comune di sterilizzare i loro cuccioli. Non decolla il progetto messo a punto dall’amministrazione guidata da Americo Porfidia per ridurre i costi necessari a sottoporre ad intervento chirurgico 12 randagi e 17 tra cani e gatti padronali. All’assistito tocca solo dover versare 57 euro, a fronte dei 230 euro previsti per una simile operazione, e recarsi da un veterinario convenzionato con l’Asl e con l’Ente di Palazzo Matteotti. L’iniziativa proposta a Francesco Ommeniello dai volontari di Beat 101 non ha riscosso grossi consensi da parte dell’opinione pubblica. A lamentare lo scarso interesse da parte della popolazione sono stati gli stessi veterinari. Una questione portata all’attenzione dello stesso vicesindaco che non ha esitato a commentare in modo caustico l’atteggiamento da parte dei residenti: “Un progetto del genere deve essere accettato dalla popolazione perché risolve una serie di problemi, soprattutto in estate quando aumenta l’abbandono degli animali domestici”. Ommeniello, inoltre, ha espresso un giudizio negativo su quanti si ritengono amanti degli animali: “Non sanno che la prima forma di affetto nei loro confronti è quella di provvedere a renderli sterili in modo tale da non dover poi essere costretti ad allevarli tutti insieme”. Anche se le accuse del vicesindaco non restano senza replica. Infatti, gli stessi cittadini hanno contestato al Comune la scarsa informazione in materia. L’Ente non avrebbe, a detta loro, provveduto a pubblicizzare l’offerta. Ma sotto la lente di ingrandimento degli animalisti è finita anche la possibilità di istituire un’anagrafe canina dei randagi. A spiegarlo era stato il presidente Domenico Russo. “Purtroppo - aveva fatto notare - abbiamo dovuto constatare che, in più occasioni, sono stati catturati e sottoposti a interventi sanitari esemplari che erano stati già trattati, in qualche caso più di una volta”. E aveva aggiunto: “Oltre ad essere una inutile crudeltà verso i poveri animali, ciò rappresenta anche uno spreco di soldi, che potrebbero essere meglio impiegati. La compilazione dell’anagrafe e l’adozione dei collari previsti dall’ordinanza sono l’unico modo per ottimizzare gli interventi e per stabilizzare una popolazione canina controllata e non pericolosa sotto il profilo sanitario”. L’Ente per ridurre al minimo il rischio di cani che circolano per strada senza controlli, nell’ultima determina, ha speso 17mila euro. Un costo che potrebbe essere abbattuto se il Comune puntasse alla realizzazione di un canile.

Assunta Ferretta, dal Corriere di Caserta

Il Corriere di Caserta, 24 marzo 2009

Antenna, Cruna chiede la rimozione a Porfidia

L’associazione pronta a fare battaglia per lo spostamento del ripetitore a ridosso della scuola elementare

RECALE (cs) - Riunione fiume quella che si è tenuta ieri sera nella sede di via Santissimo Salvatore, a Recale. L’associazione Cruna ha fatto il punto della situazione e affrontato tanti temi. Primo fra tutti, la delocalizzazione dell’antenna Vodafone, che campeggia in via Roma, a pochi metri dalla scuola media “Giovanni XXIII”. Dopo cento giorni e due richieste formali, il sodalizio è riuscito ad ottenere dal Comune almeno una parte della documentazione relativa alla stazione radio-base. La posizione dell’associazione è chiara e nota da tempo: il ripetitore va rilocato nella zona cimiteriale, così come prescrive il regolamento sulle antenne approvato dal consiglio comunale.
“Inspiegabile appare, su questo argomento, l’attendismo del sindaco Americo Porfidia, che in campagna elettorale, nel 2007, promise ai cittadini la rimozione dell’impianto”. Una considerazione che è venuta fuori nel corso dell’incontro. E i volontari hanno aggiunto: “Sono in molti, in città, a intravedere in questo atteggiamento la difficoltà di Porfidia a imporre la dislocazione di un’antenna che emette le sue radiazioni dai detti di un palazzo di proprietà del consigliere di maggioranza Paolo Mastroianni”.
Altro tema in discussione, la raccolta differenziata dei rifiuti. “Cruna” ha avviato una campagna di sensibilizzazione a favore del recupero dei materiali, invitando i cittadini a consegnare carta e cartone, imballaggi di plastica, vetro, alluminio, acciaio, al centro di raccolta del Conai, a San Nicola La Strada. Conferire i rifiuti al riciclo riduce la quantità di spazzatura mandata in discarica e abbassa le spese a carico della collettività. Il principio alla base è semplice: trasformando la tassa in tariffa, ogni recalese pagherebbe solo la quantità di rifiuti effettivamente lasciata nei bidoni. Per fare questo, però, il sindaco Porfidia dovrebbe trasformare la Tarsu in tariffa di igiene ambientale e allestire un’isola ecologica.

cs, dal Corriere di Caserta

Il Corriere di Caserta, 24 marzo 2009

Recale: Permessi a costruire, aumenta il numero di richieste in Comune

Manca il personale: a rilento l’ufficio Urbanistica

RECALE (a.f.) - Il vaso di Pandora in materia di concessioni edilizie si è aperto di nuovo. I permessi a costruire restano una spina nel fianco del Comune. Pratiche presentate e che, da tre mesi, non ancora sono state oggetto di verifiche da parte del dirigente Lombardi. Sotto la lente di ingrandimento dell’opposizione, composta da Patrizia Vestini, Filiberto Gianoglio, Tommaso Orballo e Franco Sgueglia sono finite le autorizzazioni che l’Ente, settore urbanistica, non ha ancora approvato.
A rallentare l’iter è l’assenza di un piano urbanistico e la carenza di personale. A preoccupare gli addetti ai lavori le indagini serrate della Procura della Repubblica. Non solo. Un settore che, negli ultimi sei mesi, è stato al centro di un tormentone soprattutto a seguito della concessione edilizia rilasciata al papà del consigliere Paolo Mastroianni. Pesa ancora quanto accaduto il 29 febbraio del 2008. Il giudice per le indagini preliminari a seguito di una serrata attività investigativa firmò trentotto avvisi di garanzia e pose sotto sequestro dodici immobili per un valore pari a circa sei milioni di euro. Un provvedimento che mise in guardia l’Ente, il quale poteva essere tacciato di “omesso controllo”. Dopo avere acquisito le carte e la documentazione che serviva per le indagini scattarono i primi sopralluoghi e poi i provvedimenti penali a carico di direttori dei lavori, titolari delle ditte che avevano portato a termine i lavori, i committenti dei lavori, i proprietari ed i titolari delle concessioni, amministratori e funzionari pubblici

a.f., dal Corriere di Caserta

Il Corriere di Caserta, 20 marzo 2009

Marcianise, scoperta una tomba paleocristiana

LA SEPOLTURA E’ STATA RINVENUTA DURANTE GLI SCAVI PER DOTARE LA SAGRESTIA DELLA CHIESA DI TRENTOLA DI UN SISTEMA FOGNARIO

MARCIANISE - Scoperta una tomba cristiana risalente al IV secolo dopo Cristo in località Trentola. Il ritrovamento è avvenuto intorno alle dieci di ieri mattina, durante i lavori per la realizzazione di un apparato fognario su proposta del sacerdote della chiesa locale e della comunità parrocchiale. Il canale fognario servirebbe infatti la sagrestia. A scoprire la pietra sepolcrale e le ossa che, di lì a poco, sarebbero emerse nel prosieguo degli scavi, è stato il sacerdote della chiesa di Trentola don Filippo Frattolillo. Dopo circa un’ora dall’avvio degli scavi, a due metri e mezzo di profondità, sono emersi i primi resti di un uomo (gli esperti ritengono che fosse di corporatura robusta, date le dimensioni dello scheletro). Le ossa sono circondate da grossi blocchi di pietra grigia scura. Su alcuni di essi sono parzialmente visibili lettere dell’alfabeto romano ma la scritta non è stata ancora decifrata. Le tre lastre presentano, all’estremità una forma circolare. Individuati anche due piccoli rilievi nella parte sinistra, si tratterebbe di lavorazioni avvenute, forse, successivamente al quarto secolo. Dopo la sensazionale scoperta, il religioso ha contattato la Soprintendenza dei Beni culturali di Caserta e lo staff tecnico, composto da studiosi e storici locali, dell’associazione storico-culturale Grism, la quale si è avvalsa anche del contributo dello storico Gianni Di Dio che, in passato, ha scritto e condotto diverse ricerche proprio in tale località. La stessa zona è stata in passato oggetto anche di altri studi, quelli inerenti alla centuriazione romana del 133 avanti Cristo. Il quartiere è pieno di reperti storici risalente all’epoca romana e, probabilmente, di sepolture simili a quella ritrovata. Sono passate solo due settimane dall’ultimo ritrovamento, avvenuto sempre nella stessa zona. Allora, durante i lavori di riqualificazione della strada provinciale, venne alla luce il famoso cippo che delimitava la proprietà dell’illustre Giovan Battista Novelli.

Andrea Salzillo, dal Corriere di Caserta

Il Mattino, 19/03/2009

Recale: Bilancio, tagliate le spese sociali

Niente campus estivo per gli studenti, niente manifestazioni sotto le stelle per chi in estate resta in città, niente soggiorno climatico per gli anziani. Anche quest’anno, il bilancio di previsione sarà un bilancio tecnico. Il vuoto che «riempie» le casse del Comune costringerà il sindaco di Recale Americo Porfidia a ridurre anche il fondo per gli indigenti. Lo schema del documento contabile approderà in giunta a fine mese, ma, pur di recuperare qualche soldo, già si parla di eliminare le indennità di carica e di togliere i telefoni cellulari all’esecutivo e, forse, ai capiarea. «A pesare sul bilancio – afferma l’assessore Andrea Mastroianni – non sono gli sprechi e le spese di natura politica. Piuttosto, la rata trimestrale di 85mila euro da versare all’Eniacque per il ripiano dei debiti, quella semestrale di 400mila euro per i mutui e il milione e 300mila euro di stipendi che l’ente versa ai suoi impiegati, che assorbe per intero i trasferimenti statali». Un po’ di ossigeno arriverà dall’Ici sui terreni, sulle seconde case e dalle addizionali. «Riusciremo appena a coprire i costi – precisa Mastroianni –, nulla più». La crisi di via Municipio si ripercuote non solo sui cittadini, ma anche sui dipendenti comunali, che lamentano spettanze non corrisposte, e sui fornitori, le cui fatture giacciono, da mesi, nei cassetti dell’ufficio ragioneria. A lamentarsi sono pure gli operatori del servizio ecologico. A causa dei ritardi nel pagamento dei canoni che l’amministrazione versa alla ditta Alba Paciello per effettuare il servizio, i netturbini, spesso, devono brandire l’arma dell’agitazione sindacale per ottenere gli stipendi. «Siamo sull’orlo del dissesto», tuona, da tempo, l’opposizione. «Porfidia governa Recale dal 2002», ricordano Patrizia Vestini e gli altri. «Non è colpa della congiuntura economica negativa, che sta solo amplificando – sostengono – i guasti di una gestione dissennata».

cla. lo., dal Mattino

Il Corriere di Caserta, 19 marzo 2009

CAPODRISE

Edilizia scolastica, disco verde a tre progetti di messa in sicurezza

CAPODRISE (cs) - L’esecutivo ha dato il via libera all’adeguamento dei plessi scolastici. Il progetto definitivo è stato approvato in giunta martedì. L’amministrazione, guidata da Giuseppe Fattopace, ha intenzione di chiedere i finanziamenti in conto capitale all’Inail. L’assessore ai Lavori pubblici Raffaela Salzillo ha spiegato ai colleghi di dover presentare il progetto finale in Regione Campania, settore Diritto allo Studio ed Edilizia Scolastica. “Dobbiamo - chiarito la titolare della delega - rispettare quanto contenuto nel provvedimento legislativo l’art.1 comma 626 della legge 296/2006”. Gli interventi saranno oggetto di inserimento nella programmazione triennale delle opere pubbliche 2009/2010 e annuale 2009, già adottata dalla giunta con deliberazione numero 152 del 18 dicembre 2009. Ma l’attenzione dei componenti della giunta non si è fermata solo sulle iniziative da porre in essere per migliorare le strutture didattiche primarie. E’ stato anche dato il disco verde ai progetti riguardanti i lavori di ristrutturazione, miglioramento e adeguamento della casa comunale di Piazza Aldo Moro e di completamento del piano della rete ciclabile e ciclo-pedonale nella Lottizzazione Monti. “Due interventi - ha spiegato la Salzillo - che attendevano di essere messi a regime”. Infine, l’amministrazione comunale ha approvato anche i lavori di riqualificazione di alcune infrastrutture urbane mediante la costruzione della rete idrica, fognaria e sistemazione stradale della traversa di via Acconcia. L’incontro dell’altra mattina è servito all’esecutivo ad esprimere l’orientamento politico da portare all’attenzione del responsabile del settore Lavori pubblici Pasquale Magnifico. Resta alta da parte dell’amministrazione comunale l’attenzione per le opere di recupero strutturale e per il potenziamento dei servizi.

cs, dal Corriere di Caserta

Il Corriere di Caserta, 19 marzo 2009

La movida recalese si sposta a Caserta

Il titolare del “Caffè Matteotti”: l’esodo non ci suggerisce di investire in zona

RECALE - La movida recalese si sposta a Caserta. L’assenza di luoghi di ritrovo limita i giovani, costretti, soprattutto di sabato, a recarsi nella città capoluogo di provincia per poter trascorrere un fine settimana in allegria e all’insegna del sano “divertimento”. La sensazione è che, dopo le 21, le strade di Recale si svuotano. Non ci sono centri di aggregazione e i momenti di incontro si riducono per quanti hanno intenzione di frequentare pub, discoteche e pizzerie. A testimoniare che Recale diventa un quartiere dormitorio nel week-end è il titolare del bar “Caffè Matteotti”. Francesco Raucci non adopera mezze parole, ma va direttamente al nocciolo della questione: “Anche aprire un locale notturno diventa un problema”. L’esodo scoraggia gli imprenditori dei night club ad investire sul territorio. “I giovani preferiscono andare altrove. Visitare nuovi posti per aumentare amicizie e conoscenze” ha aggiunto Raucci. Un appuntamento in piazza Matteotti e poi di corsa in auto per trovare un locale nel quale trascorrere l’intera notte. “L’alternativa - ha incalzato Salvatore Bizzarro - non c’è. Dopo una certa ora è come se scattasse il coprifuoco. E poi già sappiamo che restare in paese significa rientrare a casa all’una”. Poi c’è chi come Domenico Di Saverio per lavoro ha scelto di andare a vivere a Milano. “Tornare - ha spiegato - significa notare sempre la differenza. Non solo tra una paese del Nord e Recale, ma proprio tra il settentrione e meridione”. Il dubbio è che si enfatizzano gli altri posti e che vi sia un orientamento comune a mistificare le realtà che, anche se geograficamente diverse, vivono le stesse modalità. Le stragi del sabato sera nei paesi del Nord sono di routine proprio perchè i ragazzi sono soliti raggiungere discoteche fuori mano per tirare fino a tardi. “E’ vero - ha ammesso Di Saverio - però c’è da sottolineare un aspetto, secondo me, fondamentale: esistono i bus, messi a disposizione proprio dai locali di intrattenimento. In tanti usufruiscono dei mezzi di trasporto offerti dai titolari delle discoteche ed evitano così di salire in auto dopo aver bevuto”. Il dato che emerge è un altro: l’assenza totale di servizi. L’opinione di Michele Vallone, invece, è diversa: “Anche se ci fossero possibilità di svago in loco comunque i ragazzi sono portati a spostarsi dal proprio paese per andare altrove. E’ un modo per rompere con la monotonia della vita quotidiana”. E con un pizzico di ottimismo Vallone ha evidenziato: “Noi rispetto ai giovani degli altri Comuni, mi riferisco a Piedimonte Matese, Falciano del Massico e anche Roccamonfina, siamo dei privilegiati in quanto bastano pochi chilometri e raggiungiamo Caserta, Santa Maria Capua Vetere ma anche Napoli. Non siamo costretti alle levatacce nemmeno in estate in quanto ci vuole un’ora per arrivare a Sperlonga”. In sintesi, fa notare Michele: Recale è morta, ma ben collegata.

Assunta Ferretta, dal Corriere di Caserta

Il Mattino, 17/03/2009

RECALE: Porfidia e il mutuo «postdatato»

Un mutuo «postdatato» di 500mila euro per la progettazione di un’opera pubblica mai realizzata. È l’ennesimo grattacapo di Americo Porfidia, che a Recale è alle prese con la redazione del bilancio di previsione, il più difficile dei suoi sette anni di mandato. Questa volta, però, il sindaco non c’entra. Il lavoro in questione, la razionalizzazione dei sistemi idrici e fognari della città, è stato pianificato dal suo predecessore, Ovidio Gadola, nel 1999. Per pagare i progettisti, la giunta dell’epoca si fece anticipare dalla Cassa depositi e prestiti mezzo milione di euro e si impegnò a restituirlo, compreso d’interessi, a rate. Non dall’anno successivo, ma a partire dal 2006. Gadola sperava di finanziare l’opera con dei fondi europei. I soldi, però, non sono mai arrivati, nel 2002 perse le elezioni e la rete idrica e fognaria non è stata ancora rifatta, salvo qualche piccolo intervento. Quello che, del progetto, è rimasto in piedi, invece, è il debito. A oggi, il Comune deve alla Cassa depositi e prestiti circa 300mila euro, in un piano di rientro che impegna il bilancio, già gravato da spese enormi, fino al 2011. «Loro hanno ingaggiato i progettisti e noi – lamenta il vicesindaco Francesco Ommeniello – stiamo pagando le parcelle». Finora, i tecnici hanno ricevuto quasi un miliardo di vecchie lire «per dei progetti – aggiunge il vicesindaco – che, forse, non saranno mai finanziati». Recale, finora, ha ottenuto solo 2 milioni di euro ed è altamente improbabile che ne riceva altri 8 per razionalizzare i sistemi idrici e fognari. «Quando incarichiamo dei tecnici per progettare opere pubbliche – prosegue Ommeniello – stabiliamo che il pagamento delle competenze debba avvenire a finanziamento avvenuto e debba essere prelevato dai fondi ricevuti, senza aggravi sul bilancio. Chi ci ha preceduto, al contrario, non solo ha saldato i professionisti prima, ma si è indebitato per farlo e, soprattutto, ha stabilito che a tirar fuori i soldi fossero gli altri. Dopo tutto ciò che hanno fatto – conclude il vicesindaco – hanno pure il coraggio di dire che l’ente non ha liquidità». In effetti, quello delle casse in rosso è un tema reale e molto «caro» all’opposizione di Patrizia Vestini e di Filiberto Gianoglio, quest’ultimo assessore ai lavori pubblici dell’esecutivo Gadola. Anche Porfidia è accusato di aver speso centinaia di migliaia di euro in incarichi e consulenze e di aver esternalizzato il servizio di riscossione dei tributi, facendo ricadere i costi sui cittadini.

cla. lo., dal Mattino

Caserta News, 15 Marzo 2009

crunaCruna: “Porfidia trasformi tassa rifiuti in tariffa”

Recale – Si sono dati appuntamento, questa mattina, in piazza Matteotti a Recale, gli attivisti dell'associazione "Cruna" per una campagna di sensibilizzazione a favore della differenziazione dei rifiuti. Nessuna polemica sull'aumento della Tarsu, benché siano evidenti le inefficienze del governo cittadino, ma suggerimenti pratici e concreti per iniziare a risparmiare qualcosa e per diffondere la cultura del rifiuto come risorsa da cui poter guadagnare. "A pochi passi da Recale – esordiscono gli ambientalisti –, lungo via Retella, a San Nicola La Strada, esiste un centro di raccolta del Conai, proprio di fronte all'ipermercato Carrefour. Chiunque può consegnare carta e cartone, imballaggi di plastica, vetro, alluminio, acciaio, ed essere pagato in base al peso. Ad esempio, per 100 chili di plastica si ricevono 19 euro e per la stessa quantità di alluminio se ne ottengono 29". I rifiuti da riciclare dovranno, però, essere separati, svuotati, puliti e possibilmente ridotti di volume. I cittadini, poi, dovranno essere muniti del codice fiscale e di un documento di identità valido. "Cruna – proseguono gli ambientalisti – invita tutti i recalesi a valersi di questa opportunità, per tutelare l'ambiente e per abbassare i costi dei rifiuti. Conferire i rifiuti al riciclo, infatti, riduce la quantità di spazzatura mandata in discarica e abbassa le spese a carico della collettività. Inoltre, trasformando la tassa in tariffa, ogni cittadino pagherebbe solo la quantità di rifiuti effettivamente lasciata nei bidoni". Per fare questo, però, mancano alcuni passaggi fondamentali.
L'associazione "Cruna" chiede, dunque, al sindaco Americo Porfidia di partecipare a meno trasmissioni televisive e a impegnarsi di più, affinché si attui "il passaggio dalla Tarsu alla Tariffa di igiene ambientale; si attrezzi un'isola ecologica, anche insieme ad altri Comuni; si stringa – concludono gli ambientalisti – accordi con i consorzi per il riciclo".

da Caserta News

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Il Corriere di Caserta, 15 marzo 2009

Recale: Soldi ai poveri, contributi ridotti

RECALE (as.fe.) - L’amministrazione può con una delibera di giunta destinare al massimo trecento euro alle famiglie bisognose. I nuclei prima, però, devono compilare un modulo nel quale sono annotati indirizzo, residenza e soprattutto lo stato patrimoniale. La domanda deve essere consegnata negli uffici Politiche sociali. Il reddito per ottenere la somma deve essere ai limiti della povertà. Ma l’esecutivo per poter accedere al capitolato di bilancio deve fissare la somma che servirà a ricoprire tutta l’annualità. La crisi finanziaria in cui versa l’Ente ha costretto l’amministrazione comunale, guidata da Americo Porfidia, a ridurre il fondo destinato ai disagiati. Non più 18mila euro, ma 9mila. L’importo è stato dimezzato. La discussione è diventata argomento di dibattito dopo l’episodio che ha scosso l’opinione pubblica. Il sindaco, già a giugno, aveva acceso i riflettori sull’impossibilità di sostenere i coniugi Michele e Marianna Pasquariello. E per non disporre delle variazioni di bilancio aveva chiesto aiuto ai sindaci di Maddaloni e Santa Maria Capua Vetere Michele Farina e Giancarlo Giudicianni. Un modo per cercare di ottenere un alloggio nel quale la coppia, con cinque figli a carico, avrebbe potuto trasferirsi liberandosi dal peso mensile dell’affitto.

as.fe., dal Corriere di Caserta

Il Corriere di Caserta, 15 marzo 2009

Rifiuti, si cerca l’alternativa alla Paciello

RECALE - L’ESECUTIVO DOVRA’ CAMBIARE SOCIETA’ PER LO SMALTIMENTO

RECALE (as.fe.) - Entrare nel consorzio provinciale quando sarà istituito o cercare di iscriversi a pieno titolo in una società a capitale pubblico: sono queste le due possibilità al vaglio dell’Ente di Recale. A preoccupare l’amministrazione comunale non sono gli indici di differenziata. La ripartizione dei rifiuti solidi urbani procede e la percentuale del 25% è stata raggiunta con costanza e senza cali improvvisi.
La media c’è ed è stata registrata dall’ufficio all’Ecologia. Però il problema che il delegato al ramo Pietro Mingione si trova ad affrontare è un altro: l’arrivo degli operatori ecologici da parte del Consorzio e chiudere i rapporti con la ditta Alba Paciello che, ad oggi, effettua il servizio sul territorio.
Se 21 lavoratori sono stati assorbiti dagli Enti di Curti e Macerata Campania, una fetta spetta anche al Comune di Recale. Nonostante l’esecutivo abbia orientato tutti gli sforzi per evitare la nomina del commissario liquidatore inviato dal Consorzio. Il Tar Lazio ha dato ragione all’Ente: “poichè - hanno scritto i giudici del tribunale amministrativo - l’attribuzione di poteri che possono incidere autoritativamente ed unilateralmente sulle posizioni giuridiche contrapposte deve essere sempre effettuata dalla legge e non da un atto amministrativo, sia pure ad indirizzo politico ed a carattere generale”.

as.fe., dal Corriere di Caserta

Il Corriere di Caserta, 14 marzo 2009

Ici, ritoccati gli importi sulla seconda casa

RECALE (s.f.) - L’amministrazione comunale non riesce a far quadrare i conti. Il calcolo delle entrate, ma soprattutto delle uscite tiene impegnati gli amministratori. L’Ente batte cassa e “ritocca” gli importi relativi all’Ici sulla seconda casa, dopo aver previsto l’aumento della Tarsu, interventi che però non riescono a dare un po’ di ossigeno all’Ente. Ma il fenomeno che l’assessore al ramo Andrea Mastroianni ha registrato, nei giorni scorsi, ha acceso i riflettori su un’ulteriore difficoltà che va ad inserirsi in un quadro economico già disastrato. I proprietari della seconda unità abitativa, infatti, hanno scelto per evitare di pagare la tassa di intestare i propri immobili ai figli. Così il Comune perde un’altra fetta di introiti e le possibilità di manovra per la pianificazione delle spese da sostenere nel corso del 2009 diventano sempre più esigue. A peggiorare la situazione sono i mutui contratti dall’Ente per realizzare le infrastrutture di prima necessità. L’effetto della crisi si è riversato sugli ultimi interventi che l’esecutivo intendeva portare a compimento: la costruzione del nuovo Municipio e la realizzazione della scuola in località Camposciello. Due opere che erano state inserite nella programmazione triennale approntata dalla giunta. Anche se, in quell’occasione, il delegato ai Lavori pubblici Francesco Porfidia aveva già lasciato intravedere i segni evidenti di una gestione ordinaria del Comune. “Non abbiamo - aveva spiegato - messo in cantiere nessun intervento straordinario. Il nostro intento è quello di portare a termine quanto già cominciato nel corso del primo mandato”. Ed è sulla linea del contenimento della spesa che l’amministrazione aveva chiesto agli uffici di rendicontare le rimanenze delle opere già poste in essere.

s.f., dal Corriere di Caserta

Il Mattino, 13/03/2009

Musica, Mario Nunziante addio amaro ad «Amici»

Lascia «Amici» tra le polemiche, ma con un contratto discografico alla Sony (annunciato in diretta da Maria De Filippi) Mario Nunziante, 21 anni, crotonese di origini casertane. Al serale di mercoledì, che ha avuto picchi di share del 60 per cento, dopo tredici prove, il pubblico ha decretato la vittoria, di misura, della squadra blu. Mario, cantautore di «parte bianca», è stato nominato dagli avversari. La classifica di gradimento lo vedeva al secondo posto, non sufficiente per ottenere l’immunità. Dunque, il voto della commissione, che lo ha eliminato. Toccante è stato l’ultimo abbraccio con il maestro Peppe Vessicchio, che ha sempre creduto nel suo talento, e il pianto di Grazia Di Michele e Gabriella Scalise. Anche a Recale, dove abita lo zio Ciro, la notizia è stata accolta con grande amarezza. «Mario, che ho sentito ieri mattina – rivela – mi ha confermato che a pesare sono stati i giudizi degli insegnanti di danza (soprattutto quelli di Alessandra Celentano e di Maura Paparo), oltre a quello di Luca Jurman, vocal coach dei blu». Ciro non lo dice apertamente, lascia intendere, però, che esisterebbe un accordo tra i professori per portare in finale, fra due settimane, due cantanti e due ballerini. In questo disegno Mario non sarebbe entrato, perché cantautore. Complotti, veri o presunti, a parte, l’avventura del 21enne nella scuola-reality della De Filippi, in onda ogni mercoledì, alle 21, su Canale 5, è stata più che positiva. Il suo inedito, «Domenica», è cliccatissimo su YouTube, il popolo di Facebook lo adora e la Sony gli ha fatto firmare un contratto per un album che uscirà ad aprile. «Martedì – afferma Ciro – Mario sarà a Milano per le registrazioni». Niente male per un ragazzo che fino a ottobre faceva il geometra. A Recale, poi, è scoppiata una vera e propria «mariomania»: pile di volantini campeggiano sui banconi dei bar, locandine con il suo volto tappezzano le vetrine dei negozi e nelle scuole le teenager lasciano struggenti scritte sui muri. In città, è nato persino un gruppo di ascolto, che ha inviato una valanga di voti via sms. «Un affetto che sarà ricambiato con un concerto – annuncia Ciro –, che Mario terrà Recale», dove è già stato a Natale, nell’unica vacanza concessa ai ragazzi di «Amici» dalla produzione.

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Mattino, 13/03/2009

Rifiuti: Macerata e Curti, il primo mese «in house»

I due sindaci: ecco i risultati della srl pubblica Appia service

Conferenza stampa, ieri mattina, al Municipio di Macerata, sui primi 40 giorni dell’«Appia service», la srl a capitale pubblico con la quale Macerata e Curti (e fra non molto, Capodrise) gestiscono «in house» la raccolta dei rifiuti. In aula consiliare, i sindaci Luigi Munno e Domenico Ventriglia, il presidente della società, Giovanni Nacca, i membri del consiglio di amministrazione, Francesco Passaro e Giovanni Gazzillo, e il sindacalista Giulio Testore della Fiadel, in rappresentanza dei 21 dipendenti della srl. L’incontro è servito a illustrare ai cittadini, ma anche ai consiglieri di minoranza, soprattutto a quelli di Macerata, il programma operativo del Cda, il piano economico e gli obiettivi per il futuro. «Rimanere nel consorzio unico di bacino – ha esordito Nacca – sarebbe stata una scelta miope e un salto nel vuoto, visto che con lo scioglimento dei consorzi territoriali sono decaduti anche i contratti che regolavano il servizio e stabilivano gli standard qualitativi». Con l’«Appia service», nel 2009, la raccolta costerà alle due comunità un milione e 345mila euro. «Solo Macerata – ha dichiarato Passaro – ne avrebbe spesi più di 900mila, se fosse rimasta ancorata al carrozzone del consorzio. Senza aggiungere, poi, che nel nostro piano è prevista la costruzione di un’isola ecologica, a confine tra Macerata e Curti». Giudizi positivi sulla gestione «in house» sono stati espressi pure da Testone della Fiadel. «In un mondo – ha detto –, quello dei rifiuti, abitato da società private riconducibili ai clan camorristici, il progetto dell’Appia service ci sembra meritevole di fiducia, se non altro perché tutela 21 lavoratori, che nel consorzio unico avrebbero avuto un destino incerto». Dubbi sulla legittimità della società e sul possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge per operate nel settore della raccolta dei rifiuti sono stati sollevati, invece, dai consiglieri di opposizione Maria Tuosto e Franco Nacca. Un punto su cui si è molto dibattuto è la mancata iscrizione dell’«Appia service» all’Albo nazionale dei gestori ambientali. «È solo questione di tempo – hanno assicurato Munno e Ventriglia – e poi la normativa ci consente di eseguire il servizio in deroga per almeno 6 mesi». Quanto agli obiettivi, i due sindaci sono ambiziosi: «Nel medio periodo – hanno dichiarato –, puntiamo a ridurre la produzione, incrementare la raccolta differenziata e valorizzare il rifiuto, trasformandolo in risorsa».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Corriere di Caserta, 12 marzo 2009

Recale, coniugi disoccupati tentano il suicidio in Comune

Si sono seduti sulle finestre del primo piano minacciando di gettarsi: salvati dall’ispettore Carrillo

RECALE - Troppe bollette da pagare. Un quadro economico di quelli che anche in tempi non di crisi è nero come il carbone. E poi cinque figli da mantenere con una situazione familiare non tanto rosea. Così ieri mattina una coppia si è portata al comune ed ha minacciato il gesto estremo. E’ stato l’immediato intervento della polizia ed il tempismo dell’ispettore Domenico Carrillo ad evitare il tragico epilogo di una situazione disperata. Michele Pasquariello, trentottenne e sua moglie Marianna Esposito, di ventinove anni, ieri mattina poco dopo le 12.30 si sono portati nei pressi della Casa comunale di Recale per dare voce al loro disagio. Non è stata la prima volta che i due si sono presentati in Comune per questo: in passato Pasquariello si è già reso protagonista di uno sciopero della fame. Ieri, insieme alla moglie, è salito fino al primo piano e si sono seduti su due finestre, entrambe che davano sul cortile interno. Poi, a più riprese, hanno minacciato di lasciarsi cadere nel vuoto. E’ stato il caos. Sul posto si sono precipitati gli uomini del commissariato di polizia di Marcianise, coordinati sul posto dall’ispettore Carrillo, un’ambulanza ed una squadra di vigili del fuoco. Inutile ogni tentativo di trattativa. I due sono sembrati sin dal primo momento inamovibili. Nessuna parola, solo la minaccia di gettarsi di sotto se non fosse stato loro accordato un incontro con il prefetto. “Abbiamo cinque figli minori a carico e siamo entrambi disoccupati” il ritornello ripetuto più volte dalle finestre del primo piano. Ma non solo. I due coniugi continuavano a minacciare di gettarsi perchè il 10 maggio prossimo è fissato lo sfratto esecutivo dell’abitazione nella quale tuttora vivono con la loro famiglia. Una situazione sull’orlo del precipizio. Per porre fine ci voleva un gesto di forza, veloce. E’ stato allora che proprio l’ispettore Carrillo si è portato al primo piano ed ha impedito che la situazione degenerasse e che dalle minacce i due passassero ai fatti. Pasquariello ed Esposito sono così stati fatti poi allontanare da quelle due finestre e la situazione è ritornata alla calma. Sono stati momenti di grande paura quelli che si sono vissuti ieri mattina in Comune.

Diego Riccio, dal Corriere di Caserta

Il marito a settembre fece lo sciopero della fame

RECALE (as.fe.) - Prima si è lasciato andare ad un gesto disperato il marito, Michele Pasquariello, poi la moglie Marianna Esposito. Adesso entrambi. La sconforto, in diverse occasioni, ha bussato alla porta dei coniugi Pasquariello residenti in via Napoli. Cinque figli. La prima non ancora adolescente. Minori da accudire senza far mancare loro assistenza materiale e spirituale. Il dramma è lo stesso che, a settembre, ha spinto il capofamiglia, disoccupato, a incrociare le braccia davanti al Comune e accendere i riflettori, con uno sciopero della fame, sulla sua condizione di disoccupato. La tragedia di Michele e Marianna è cominciata con un’ingiunzione di sfratto recapitata loro perchè in ritardo con il pagamento del fitto. E’ iniziata quando hanno deciso di rivolgersi all’Istituto Autonomo Case Popolari per ottenere un alloggio, un’alternativa alla portata delle loro tasche. Un iter avviato con il sostegno degli operatori sociali del Comune. Il funzionario dell’Ente aveva anche accertato “le gravi condizioni economiche” in cui la coppia era costretta a “vivere”. La domanda era stata inoltrata all’Istituto Autonomo Case Popolari. Ma la risposta non è mai arrivata. Poi l’appello al primo cittadino Americo Porfidia. Una richiesta di aiuto per ottenere prima un intervento che gli permettesse di ottenere un’abitazione nella quale trasferirsi e poi un posto di lavoro per sostenere le esigenze della famiglia. Michele le ha provate tutte per uscire dalla crisi economica in cui versa la sua famiglia. Un cartello. Una scritta e ore e ore davanti al Municipio per fissare un incontro con Porfidia. Nemmeno l’intervento del vicesindaco Francesco Ommeniello è servito a sollevare dalla fame i coniugi Pasquariello. Il capo della maggioranza, alla fine di luglio, provò a chiedere aiuto agli altri amministratori, sollecitando anche l’Istituto Autonomo Case Popolari, ma non avviò nessun provvedimento di anticipazione di cassa per provvedere a trovare un’altra abitazione alla coppia. Una questione che va ad inserirsi a pieno titolo nell’ambito della legge 431. E che stabilisce che chi non è in graduatoria, ma ha figli minori a carico può essere sostenuto con un’anticipazione di cassa dal Comune, almeno questo secondo i provvedimenti intrapresi da altri Enti, nei quali risiedono soggetti con condizioni di estrema povertà.

as.fe., dal Corriere di Caserta

Comunicato stampa, 12 marzo 2009

energie nuove
"L'Europa indispensabile" Presentazione del libro di Pittella

Venerdì 13 marzo, alle ore 19.00, l'OfCA Studio di Raffaele Cutillo in via Cesare Battisti 76 (ex officina meccanica) ospiterà la presentazione del libro "L'Europa indispensabile" di Gianni Pittella, presidente dei deputati italiani aderenti al Gruppo socialista al Parlamento Europeo.
L'appuntamento, organizzato dalle associazioni Energie Nuove, Movimento Federalista Europeo e ReD, sarà occasione per un confronto che, prendendo spunto dal volume edito da Donzelli, aprirà una discussione intorno al momento non facile per l'Unione Europea, ma nell'intenzione di voler dimostrare quanto essa sia necessaria, cosa ha già fatto per i cittadini e cosa ancora può e deve fare, purché ne abbia la possibilità.
Crisi internazionali, problemi energetici, fondi per il Mezzogiorno e stanziamenti per la ricerca, mercato del lavoro, giustizia e diritti civili, sono tutti temi in cui più Europa può significare più forza e maggiori opportunità per tutti.
Su questi punti si animerà il dibattito attraverso le domande di Luigi Ferraiuolo, giornalista.

Comunicato stampa

Il Corriere di Caserta, 11 marzo 2009

Scuole, Cruna: l’Inail ha stanziato 70 milioni

RECALE (cs) - La sicurezza nelle scuole è al centro del dibattito dell’associazione Cruna. I soci del sodalizio hanno scritto una lettera al primo cittadino Americo Porfidia e gli assessori Andrea Mastroianni e Francesco Porfidia.

L’oggetto della missiva evidenzia i soldi stanziati dall’Inail a favore delle strutture pubbliche. “L’Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) - hanno scritto i volontari di Cruna, presieduti da Vincenzo De Angelis - ha stanziato 70 milioni di euro per la sicurezza nelle scuole. I fondi, ripartiti per il biennio 2008/2009, serviranno per l’adeguamento degli edifici e l’abbattimento delle barriere architettoniche”. E hanno continuato: “A beneficiare del finanziamento saranno gli enti locali proprietari degli edifici scolastici, sede di istituti pubblici di istruzione secondaria di primo grado e superiore”. Il bando, pubblicato il 29 dicembre 2008, ha aperto i termini per le richieste di finanziamento, che dovranno essere presentate entro il 20 marzo 2009, direttamente alle Regioni. “Per ciascuna sede, - ha aggiunto Cruna - l'erogazione potrà oscillare da un massimo di 350mila ad un minimo di 80mila euro, ridotti a 30mila nel caso in cui l'intervento riguardi esclusivamente l'abbattimento delle barriere architettoniche”.
L’associazione ha chiesto all’amministrazione se ha inserito nella programmazione la possibilità di partecipare alla bando per reperire i finanziamenti. E ha concluso: “Lo stato in cui versano gli edifici scolastici e le crescenti difficoltà di cassa del Comune avrebbero dovuto indurla a valutare con estrema attenzione l’iniziativa promossa dall’Inail. Cruna si augura che l’abbia fatto o, quanto meno, intenda farlo nei termini stabiliti dal bando, affinché a Recale non si allunghi la lista delle occasioni sprecate”.

cs, dal Corriere di Caserta

Il Mattino, 10/03/2009

Capodrise, via libera al nuovo piano urbano

Ingegneri, architetti, geometri di Capodrise, tutti a raccolta da Giuseppe Fattopace. Giovedì sera, al Palazzo delle Arti, il sindaco riunirà le professionalità tecniche della città per discutere del Puc. «Pensare a un nuovo piano regolatore – afferma l’assessore Raffaela Salzillo – significa, da un lato, fare il punto della situazione, chiedersi com'è Capodrise oggi e perché; e, dall'altro, capire quale direzione debba prendere per il futuro, delineando in modo obiettivo il carattere della città, il suo volto, le aspirazioni per il domani». Dopo due anni e mezzo di confronti con i partiti della colazione, Fattopace ha dettato tempi strettissimi ai progettisti (Alfredo Ferrante, Martino D'Onofrio e Francesco Porfidia), cui è stato affidato il compito di redigere il piano urbanistico. «Entro il 2009 l’esecutivo varerà la proposta di piano – ha assicurato il sindaco –, frutto di un processo basato sulla partecipazione». Quindi, l'ascolto delle istituzioni, dei partiti, dei portatori d'interesse, delle associazioni e dei singoli cittadini avrà un ruolo centrale. «Ho la sensazione – polemizza, tuttavia, il capogruppo della minoranza Nicola Russo – che Fattopace voglia discutere con tutti, tranne che con l’opposizione. Sintomatico è il fatto che dal 2006 a oggi egli non abbia nemmeno avvertito l’esigenza di portare in consiglio comunale gli indirizzi programmatici, approvati, peraltro, dalla precedente amministrazione. Un comportamento – rincara Russo – che, oltre ad essere scorretto sul piano politico, è irrituale sul piano amministrativo».
Lancia la proposta di istituire una conferenza urbanistica la consigliera indipendente Rita Raucci. «Poiché il Puc – dice – è lo strumento che orienterà le scelte urbanistiche dei prossimi decenni, non esaurirà, quindi, la sua efficacia in questa consiliatura, Fattopace ha il dovere di dialogare con l'opposizione».

Claudio Lombardi, dal Mattino

Il Corriere di Caserta, 10/ marzo 2009

Aumento della Tarsu, è finita la raccolta firme a Recale

I nomi prima di essere protocollati dovranno essere vidimati

RECALE (as.fe.) - Le firme dovranno essere vidimate e poi protocollate al Comune. L’iter per chiedere all’amministrazione comunale di rivedere gli importi della Tarsu è alle battute finali. Anche se i consiglieri comunali di “Insieme per Cambiare” hanno inoltrato una richiesta scritta per ottenere la convocazione di un consiglio comunale sull’argomento. La polemica sollevata dal Pd non è rientrata. “Noi andremo avanti - ha spiegato Patrizi Vestini - perchè l’argomento tocca da vicino molte famiglie e soprattutto gli anziani costretti a vivere con pensioni minime”. E’ stato il coordinatore del Partito Democratico, anche capogruppo consiliare di minoranza, a confermare di aver protocollato tra le stanze del Municipio di via Matteotti la volontà da parte dell’opposizione di discutere la vicenda nel corso di un consiglio comunale. Un modo per mettere a verbale quanto già espresso nel corso di una conferenza aperta al pubblico. Insieme per Continuare aveva evidenziato l’esistenza di errore nei calcoli. Sott’accusa è finito l’assessore ai Servizi finanziari Andrea Mastroianni, il quale, a loro detta, avrebbe dimenticato di calcolare l’aumento delle unità abitative sul territorio ed anche la crescita demografica degli ultimi anni. Ma, al momento, il sindaco Americo Porfidia non ha reso nota la data della prossima assemblea cittadina. Infatti, nel prossimo Consiglio dovrà essere anche approvato il bilancio di previsione. E il documento contabile non ancora è stato approntato dall’esecutivo. La difficoltà di cassa in cui versa l’Ente sta diventando cronica. Troppe spese e pochi incassi. A rischiare sono anche gli stipendi dei dipendenti che rientrano nelle spese “ordinarie” della pubblica amministrazione. Se i conti sono in affanno è difficile per Mastroianni predisporre una pianificazione delle attività, con annesse spese, che il Comune dovrà sostenere nel 2009.

as.fe, dal Corriere di Caserta

La Repubblica, 10 marzo 2009

Aulenti, Fuksas e Gregotti: "Una legge contro il territorio"

L'appello dei tre architetti dopo le misure annunciate dal governo

ROMA - Il governo Berlusconi si accinge a varare un provvedimento che sconvolge tutte le procedure edilizie. Sostiene di volerle snellire, agevolando la ripresa economica. Secondo le associazioni di tutela. questa misura sarebbe un disastro per il paesaggio e per l'assetto delle città.
La Repubblica sostiene l'appello promosso dagli architetti Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas e Vittorio Gregotti al quale hanno già aderito gli urbanisti Pierluigi Cervellati, Vezio De Lucia, Italo Insolera ed Edoardo Salzano.
"Le licenze facili e i permessi edilizi fai da te decretano la fine delle nostre malconce istituzioni. Il territorio, la città e l'architettura non dipendono da un'anarchia progettuale che non rispetta il contesto, al contrario dipendono dalla civiltà e dalle leggi della comunità".

L'appello può essere firmato sul sito della Repubblica.

La legge prevede l'abolizione della concessione edilizia da parte dei Comuni, sostituita dalla dichiarazione di un tecnico privato: per conto di chi costruisce, il professionista certificherebbe la conformità del nuovo edificio alle norme urbanistiche. In più, stando alle anticipazioni, si consentirebbe di aumentare il volume di un edificio nella misura del 20 per cento, se si tratta di un edificio residenziale, del 30 se commerciale.
Sarà consentito demolire e ricostruire tutti gli edifici sorti entro il 1989 che non abbiano vincoli di tutela incrementando il volume del 30 per cento. Alcune Regioni, come la Sardegna e il Veneto, hanno già aderito e il governatore Giancarlo Galan porterà già oggi all'approvazione della giunta un provvedimento simile. Da parte di molte altre Regioni vengono invece avanzati dubbi quando non forte opposizione.

da La Repubblica

Comunicato stampa, 9 marzo 2009

S. Marco, successo della manifestazione per l’8 marzo

E’ stata un successo la manifestazione voluta dall’Amministrazione comunale di Gabriele Zitiello ed organizzata dalla consigliera con delega alle Pari Opportunità dedicata alla Giornata Internazionale delle donne.
“Il ruolo delle donne nella società odierna”, il tema del dibattito a cui hanno partecipato anche l’assessora provinciale Lucia Esposito e la presidente dell’associazione “Noi Voci di Donna”, Pina Farina. Molto apprezzate anche le testimonianze delle due concittadine Nunzia D’Ambrosio e Raffaella Desiato impegnate nel mondo del lavoro e del volontariato. A portare il saluto dell’intera Amministrazione (in sala erano presenti gli assessori e i consiglieri comunali di maggioranza), il sindaco Gabriele Zitiello che, dopo aver ricordato le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha sottolineato che “questa non è una festa riservata alle donne: donne e uomini devono fermarsi a riflettere sulla condizione femminile nella società perchè la qualità ed il livello di una società si riconosce dalla qualità della vita che quella società riserva alla donna”.
Il sindaco ha lodato l’impegno costante della consigliera Maria Di Blasio e ha ribadito l’impegno dell’Amministrazione che “anche attraverso di lei, saprà mettere in essere tutte quelle azioni positive necessarie a garantire l’effettività delle pari opportunità ed una maggiore presenza delle donne in politica e nelle istituzioni”. “Mi auguro che da questo importante incontro di oggi – ha concluso il sindaco - parta un percorso che vi vedrà unite assieme a lavorare per questo paese e che tra cinque anni ci siano in consiglio comunale tante… Maria”.
A tal proposito la stessa consigliera comunale ha ricordato: “Io sono sola in consiglio comunale. Nella passata amministrazione non c’era neanche una donna. Quindi un passo in avanti è stato fatto, ma penso anche che bisogna fare molto altro. Purtroppo a San Marco come, d’altronde altrove, spesso gli uomini si ricordano delle donne solo a ridosso delle elezioni: quando non si possono candidare loro, candidano le mogli, le sorelle o le figlie. Il mio impegno, ve lo prometto in questa giornata importante, sarà – ha concluso la consigliera Di Blasio - quello di creare le condizioni culturali e sociali affinché sia più facile per ogni donna di San Marco avere veramente le “pari opportunità” con gli uomini, non solo in politica ma in tutti i settori della vita”.

Ufficio stampa, Comune di San Marco Evangelista

Il Mattino, 05/03/2009

Faccia a faccia con Bassolino, poi la firma

De Franciscis, le dimissioni alle 16,20

L’ultima giornata da presidente della Provincia di Caserta - a meno di ripensamenti - per Sandro De Franciscis è cominciata a Napoli con un faccia a faccia con Antonio Bassolino. Nello studio del governatore, al terzo piano di Santa Lucia, la sede storica della Regione, De Franciscis ha spiegato la scelta di dimettersi dalla presidenza della Provincia di Caserta in un clima che gli «ambienti» vicini ai due hanno fatto sapere essere stato di «estrema cordialità». «Qualsiasi cosa fai, saremo sempre amici» gli ha detto Bassolino che tuttavia ha invitato De Franciscis a riflettere anche sulla portata delle conseguenze politiche sul Pd e sul centrosinistra delle sue dimissioni. Poi di corsa il ritorno a Caserta dove intorno all’una De Franciscis ha incontrato la «sua» giunta (c’erano tutti, con l’eccezione di Napolitano, che aveva impegni professionali e Rendina malato). Una riunione che si è protratta per più di tre ore, con ancora una volta il tentativo di alcuni, e l’assessore alle attività produttive Franco Capobianco tra questi, a cercare una soluzione diversa dalle dimissioni. Ma De Franciscis aveva deciso da tempo. Dal momento stesso in cui a dicembre si era cominciata a concretizzare l’ipotesi del Bureau Médical, un incarico di enorme prestigio scientifico e religioso. Un incarico di «peso» all’interno della Chiesa e del suo complesso puzzle che ha portato per la prima volta un «non francese» in terra di Francia alla guida della commissione che valuta per prima le segnalazioni di fatti «non consueti» collegati alla preghiera e all’intercessione della Madonna di Lourdes. Insomma il primo, decisivo tassello di un percorso che trasforma la valutazione di un fatto senza apparente spiegazione scientifica in un possibile miracolo. E quelli attribuiti a Lourdes e riconosciuti dalla chiesa cattolica in 151 anni sono appena 67 (l’ultimo il 21 settembre del 2005, una donna di Salerno). Un incarico di enorme portata soprattutto se considerato dall’ottica e nelle logiche di Oltretevere che dunque non ammette coabitazioni e part-time. Un incarico che per diventare tale è passato dalle stanze della Segreteria di Stato e forse dalla scrivania del Santo Padre. De Franciscis questo ha spiegato dal momento in cui ha reso nota la volontà di accettarlo. E ieri ha depositato le dimissioni da presidente della Provincia. La legge prevede che possa ritirale entro 20 giorni. In molti gli hanno chiesto di restare in qualche modo alla guida dell’ente, magari con una presenza un paio di volte al mese. Ma De Franciscis non ha cambiato idea. Il primo aprile sarà nel suo ufficio di Lourdes ad assumere le funzioni di responsabile del Bureau Médical del santuario di Nostra Signora di Lourdes, ricevute il 10 febbraio scorso dal vescovo di Tarbes e Lourdes, monsignor Jacques Perrier. A Caserta si voterà, invece, per il nuovo consiglio provinciale nell’election day della primavera del 2010. Fino ad allora governerà un prefetto.

Gianni Molinari, dal Mattino

Il Mattino, 03/03/2009

Niente stipendi, rifiuti raccolti a metà

Raccolta dei rifiuti a singhiozzo, a Recale, a causa dello stato di agitazione proclamato, ieri mattina, dagli operatori della ditta «Alba Paciello» di Casapulla. I lavoratori sono da gennaio senza stipendio, a causa dei ritardi nel pagamento dei canoni che l’amministrazione comunale versa alla «Alba Paciello» per effettuare il servizio. «Se l’ente non provvederà a mettersi in regola con le quote – fa sapere, in una nota, il sindacato di categoria Filas – la protesta provocherà la paralisi del servizio e culminerà con l’occupazione del palazzo municipale, il 5 marzo». Nella vicenda, il sindacato lamenta anche l’atteggiamento di indifferenza mostrato dal sindaco Americo Porfidia. «Le incertezze sul futuro occupazionale e salariale – avvertono dal sindacato – stanno generando un forte disagio tra gli operatori, che potrebbe provocare gesti inconsulti, per i quali saranno ritenuti responsabili coloro che non hanno rispettato gli impegni assunti». Già il 12 febbraio la Filas aveva lanciato un vero e proprio grido di allarme sulle difficoltà che stanno attraversando i netturbini impegnati a Recale. Tuttavia, nessuna risposta è stata data, «nonostante – incalzano – quelli di igiene ambientale siano servizi pubblici essenziali». Dunque, da ieri, lo stato di agitazione di tutto il personale e «in mancanza di una risoluzione immediata, sarà attuato un sit-in di protesta permanente delle maestranze con le loro famiglie, presso la casa comunale». All’ufficio ragioneria di via Municipio il problema degli operatori della «Alba Paciello» è noto, solo che il responsabile Nicola Lombardi, che dovrebbe firmare i mandati di pagamento dei canoni, si trova a gestire una situazione economico-finanziaria molto delicata. L’assessore alle finanze Andrea Mastroianni, in più occasioni, lo ha confermato, puntando l’indice contro l’abolizione dell’imposta sugli immobili e la riduzione dei trasferimenti statali.

cl.lo., dal Mattino

Il Corriere di Caserta, 3 marzo 2009

Abusivismo edilizio, sospeso un permesso a costruire

RECALE (Assunta Ferretta) - “E’ stata riscontrata l’esistenza di una discrasia tra il progetto presentato e quanto realizzato”. Sono state queste le motivazioni che l’ufficio tecnico, settore Urbanistica, ha inserito per sospendere il permesso a costruire rilasciato a Alessandro Di Crescenzo. A firmare l’ordinanza, la numero 8, è stato il primo cittadino Americo Porfidia, ma ad effettuare i sopralluoghi sono stati i vigili urbani e i funzionari dell’Ente di piazza Municipio. Un secondo atto posto in essere dal Comune per mettere un punto fermo sui continui abusi edilizi. Il fabbricato in questione si trova in via Roma. Ed è là che i geometri si sono recati per verificare se erano stati rispettati i parametri stabiliti al momento della richiesta di concessione edilizia. Un provvedimento che arriva a pochi giorni dal quello che è stato notificato a Salvatore Collela. In questo caso è stato riscontrato che l’immobile realizzato in via Venezia era stato costruito senza regolare autorizzazione. E, quindi, dovrà essere demolito. E’ alta l’attenzione da parte dell’Ente soprattutto a seguito dell’ordinanza di sequestro emessa dal procuratore aggiunto della Repubblica, Luigi Gay un anno fa. Il 29 febbraio del 2008, infatti, il giudice per le indagini preliminari a seguito di una serrata attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica firmò trentotto avvisi di garanzia e pose sotto sequestro dodici immobili per un valore pari a circa sei milioni di euro. Le attività infoinvestigative permisero di accertare che la realizzazione delle ville era stata portata a termine violando le norme ed in particolare di accertare il rilascio illegittimo dei permessi di costruire (che erano finalizzati alla edificazione di stabili colonici) in quanto avvenuto in assenza di requisiti oggettivi vincolanti quali destinazione effettiva per l’uso agricolo, qualità di imprenditore agricolo, colono o mezzadro del titolare. Una vicenda che gettò tante ombre in quanto furono raggiunti da avvisi di garanzia anche alcuni amministratori locali ed esponenti della stessa opposizione. Un provvedimento che mise in guardia l’Ente, il quale poteva essere tacciato di “omesso controllo”. Dopo avere acquisito le carte e la documentazione che serviva per le indagini scattarono i primi sopralluoghi e poi i provvedimenti penali a carico di direttori dei lavori, titolari delle ditte che avevano portato a termine i lavori, i committenti dei lavori, i proprietari ed i titolari delle concessioni, amministratori e funzionari pubblici. In quell’ordinanza il gip non esitò a scrivere: “un sistema diffuso di agevolazioni per il rilascio di concessioni edilizie illegittime”.

Assunta Ferretta, dal Corriere di Caserta

Il Corriere di Caserta, 2 marzo 2009

Tarsu, 400 firme contro l’aumento

RECALE (ads) - L’amministrazione comunale al bivio, in merito alla gestione del servizio di raccolta dei rifiuti. Porfidia dovrà scegliere tra la partecipazione al consorzio unico e la creazione di un ente sovracomunale con altre amministrazioni in quanto la nuova normativa preclude la possibilità di un affidamento diretto del servizio. I funzionari del Comune potrebbero essere chiamati, a breve, a formulare una prima stima dei costi e dei benefici di ciascuna delle vie percorribili, in maniera tale da mettere il sindaco Americo Porfidia nelle condizioni di operare una scelta consapevole. Sulla vicenda incombe anche l’ultimatum dei rappresentanti sindacali degli operatori ecologici. Si riuniranno oggi in sit in davanti al Municipio, in caso di un fallimento nelle trattative per il recupero dei crediti vantati dalla ditta nei confronti del Comune. I cittadini, invece, fanno i conti con un nuovo aumento della Tarsu. Il Pd ha già raccolto più di 400 firme di residenti infuriati mentre il sindaco accusa lo stesso ex assessore alle Finanze Vincenzo Landolfo di aver reso inevitabile l’adeguamento della delibera adottata nel 1999, durante l’amministrazione di Ovidio Gadola. “Paghiamo a caro prezzo le conseguenze dell’emergenza - ha spiegato il sindaco - l’elevato costo del ciclo integrato, la tassa del commissariato. In più, siamo stati obbligati ad applicare una delibera del 1999. Il promotore, l’allora assessore Landolfi, proponeva che, dal 1 gennaio 2008, il costo del servizio doveva essere coperto al 100% dai cittadini. Quando abbiamo adottato la delibera con la quale si chiedeva ai cittadini di sostenere il 90 % del costo del servizio, il responsabile del servizio Ragioneria mi ha comunicato di essere obbligato a far pagare ai cittadini interamente il costo del servizio”. Ma Landolfo non indietreggia di un passo, sventolando piuttosto le sue cifre: “Vogliamo che la tariffa venga rivista in sede di bilancio”. Contesta il calcolo dei nuclei familiari tenuti al pagamento che non sarebbero 2238 ma 2516. Quanto al costo del servizio, poi, “non corrisponde ai 941mila euro indicati in bilancio. Nella delibera di determinazione della tariffa il costo effettivo viene determinato in 821mila euro ma, sulla base delle fatture consegnate dal Comune stesso, secondo noi è di 759mila euro. Inoltre, la delibera prevede la copertura del 90%, rispetto all’80% dell’anno precedente ma l’aumento effettivo in bolletta non è del 10%. Oscilla tra il 70 e l’80%”. Quanto alla delibera del 1999, “fu adottata a seguito del decreto Ronchi il quale stabiliva, a seguito della trasformazione della tassa in tariffa, che entro 8 anni doveva essere assicurata la copertura dei costo al 100%. Era una delibera di indirizzo mentre quella approvata a maggio in consiglio comunale era di determinazione della tariffa”.

ads, dal Corriere di Caserta

Il Mattino, 1 marzo 2009

Recale, è scontro sugli aumenti della Tarsu

il Comune si difende: abbiamo applicato la legge

Il caro bollette della tassa sui rifiuti continua a generare apprensione tra i cittadini di Recale, ma non scuote Americo Porfidia. Il sindaco, venerdì sera, ha disertato l’assemblea pubblica indetta dal gruppo di minoranza nella, quanto mai gremita, sala consiliare di via Municipio. A rappresentare la maggioranza, neppure il delegato alle finanze Andrea Mastroianni, ma gli assessori Francesco Porfidia, Antimo Argenziano e Pietro Mingione. «Il dibattito – lamenta l’ex sindaco Domenico Porfidia, portavoce di un comitato civico – non ha chiarito i termini della protesta sul malcontento provocato dalla notifica delle cartelle Tarsu; né ha consentito che si pervenisse a una conclusione della vertenza; né, tanto meno, è emersa la volontà di individuare un percorso che porti al graduale abbattimento del costo del servizio». L’idea, avanzata da Vincenzo Landolfo del Partito democratico, di convocare un consiglio straordinario e di disporre una breve sospensione di pagamenti, in attesa di verifiche, non ha colto il favore del governo cittadino. «Pur comprendendo il malessere delle famiglie di Recale – afferma l’assessore Porfidia – ribadisco che l’amministrazione comunale si è limitata a rispettare le disposizioni legislative che obbligano i Comuni ad applicare tariffe che coprano integralmente i costi di gestione». Porfidia, documenti alla mano, durante l’assemblea, ha respinto l’accusa, rivolta da Patrizia Vestini a Mastroianni, di aver gonfiato le uscite per giustificare gli aumenti. Se è vero che nel bilancio di previsione 2008 – è il ragionamento – abbiamo ipotizzato un’uscita di 931mila euro, è altrettanto vero che ai cittadini ne abbiamo chiesti solo (si fa per dire) 827mila, non un centesimo in più di quanto, in effetti, abbiamo speso. Anche sulla polemica innescata da Landolfo sul mancato aggiornamento del numero dei nuclei familiari su cui è ripartita la Tarsu Porfidia ha minimizzato. «Dal 2001 a oggi – chiarisce – la popolazione è cresciuta di appena 400 abitanti, del tutto ininfluenti. Il problema è che quello di raccolta e di smaltimento dei rifiuti è, tra i servizi erogati dai Comuni, il più costoso e, come se non bastasse – accusa Porfidia – sulle comunità locali sono ricaduti anche i guasti provocati dalla logica consortile e dall’emergenza». Su questo fronte Recale ha ingaggiato una battaglia contro il commissariato di governo per l’emergenza rifiuti sui crediti vantati dai consorzi territoriali, ormai liquidati. Il Tar del Lazio ha infatti annullato nei giorni scorsi la disposizione del commissario ad acta Carmelina Vargas per il recupero di 668 mila euro, eccependo vizi di costituzionalità. «I giudici amministrativi – conclude l’assessore Porfidia – hanno ribadito che liquidatore e creditore non possono coincidere; va detto, poi, che il nostro debito verso il consorzio non supera gli 80 mila euro».

Claudio Lombardi, dal Mattino

“Il Sud che resiste”: a Caserta il libro di Pasquale Iorio
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